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	<title>patent box cos'è - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>patent box cos'è - Commercialista.it</title>
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		<title>Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 06:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-fiscale al Patent Box nel settore della tecnologia (IT)</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza “Ruling”: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 8:11 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’agevolazione fiscale del Patent Box ex art 1 commi da 37 a 43 L. 190/2014 risulta particolarmente interessante  per quei produttori che commercializzano i loro software tramite la licenza d’uso.  Con questa guida pratica vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi ottenibili con tale opzione fiscale agevolativa nel settore  della tecnologia, i suggerimenti pratici per ottenerli ed i chiarimenti sul punto forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 11/E del 7 aprile 2016 e con la risoluzione 28/E del 9 marzo 2017.  </p>
<p>I vantaggi fiscali del Patent Box nella tecnologia</p>
<p>L’agevolazione del Patent Box ex articolo 1 commi da 37 a 43 L. 190/2014 (regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo diretto e diretto di beni intangibili espressamente previsti), risulta davvero molto interessante per quei produttori che commercializzano i loro software tramite la licenza d’uso. In tal caso infatti, l&#8217;accesso ai bonus fiscali non sarebbe  subordinato al ruling con l&#8217;Agenzia delle Entrate, quindi la sua applicazione avverrebbe direttamente con la presentazione dell’istanza seguendo la corretta procedura e previe opportune valutazioni di natura fiscale-tributaria. </p>
<p>I quattro benefits rilevanti che il Patent Box attribuisce al settore IT sono:</p>
<p>1) il dimezzamento delle imposte sulle entrate ottenute in cambio della concessione in licenza del software (cd software license) se si investe in ricerca e sviluppo del bene intangibile;</p>
<p>2) l&#8217;ottenimento di vantaggi fiscali da investimenti che sono già stati effettuati nel corso del tempo oltre a quelli che saranno successivamente effettuati;</p>
<p>3) la cumulabilità con il credito d&#8217;imposta per ricerca e sviluppo (R&amp;S);</p>
<p>4) l&#8217;applicabilità dell’agevolazione fiscale al software coperto da copyright restando solo opzionale la registrazione presso gli enti competenti. In questo modo è sufficiente un’autocertificazione da dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’azienda, o meglio validata da un esperto esterno, dove viene attestata la titolarità dei diritti e la presenza dei requisiti di creatività e originalità. </p>
<p>Ma a quanto ammonta realmente il risparmio fiscale ottenibile con il Patent Box? Scoprilo subito leggendo la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/patent-box-2017-come-si-calcola-il-bonus-fiscale-per-detassare-royalty-e-plusvalenze-sulla-propriet224-intellettuale-1">divulgazione dedicata a come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a>! </p>
<p>Per attivare i bonus fiscali nel settore IT, occorre sottolineare i punti cardine fissati sotto il profilo tecnico dall’Agenzia delle Entrate anche alla luce dei chiarimenti forniti recentemente. </p>
<p>    la circolare 11/E del 7 aprile 2016 ha specificato che per software protetto da copyright si intendono i programmi per elaboratore in qualunque forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso. La prova deve risultare da una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del d. P. R. 28 dicembre 2000, n°445, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate attestante della titolarità dei diritti esclusivi su di esso in capo al richiedente, a titolo originario o derivativo (in questo secondo caso specificando il negozio da cui deriva l’acquisto) e la sussistenza dei requisiti di tutela sopra individuati di originalità e creatività tali da poter essere identificati come opere dell’ingegno;</p>
<p>    con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E del 9 marzo 2017 è stato precisato che sono ammesse al Patet Box le attività di sviluppo, mantenimento e accrescimento del software protetto da copyright che si concretizzano nelle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. Nella determinazione del reddito agevolabile dei programmi per elaboratore, purché originali e frutto di creazione intellettuale dell’autore, rientrano anche i canoni riferibili alla remunerazione delle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. Tali prestazioni rappresentano l’espressione di quelle attività di ricerca e sviluppo obbligatorie in base alla norma. </p>
<p>NB Nonostante non sussista l’obbligo di registrazione del software, l’Azienda che opta per il Patent Box dovrà comunque predisporre per esso (e per ognuno dei software oggetto di interesse) una contabilità analitica che tenga traccia dei ricavi e dei costi da cui derivano i redditi agevolabili al fine di poter conservare la documentazione da presentare in caso di controlli. </p>
<p>Attenzione: sebbene sia solo facoltativa per attivare i bonus fiscali del Patent Box, la registrazione del software risulta comunque altamente consigliabile ed utile nel medio lungo periodo perché essa consentirebbe di:</p>
<p>a) attribuire una data certa alla creazione del software e di avere una tracciatura nel tempo relativa alla sua evoluzione anche con riferimento a tutti gli investimenti realizzati sul  bene immateriale;</p>
<p>b) evitare future possibili contestazioni, con la conseguente revoca dell’agevolazione Patent Box, fatte da parte dell’Agenzia delle Entrate. </p>
<p>Se operate nel settore IT e desiderate ottenere gli imperdibili bonus fiscali del Patent Box, essere assistiti nella redazione dei contratti di licenza d’uso e ricevere consulenza specifica nelle fasi di registrazione del vostro software,</p>
<p>contattateci  subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52! </p>
<p> </p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza “Ruling”: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 8:11 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 08:52:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guida al  disegno di legge n° 1061/2013  per l'istituzione del marchio collettivo “Italian Quality”</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L’eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso.   </p>
<p> Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. </p>
<p> Questo Brand sembra ricalcare il modello tedesco di marchio collettivo volontario “Geräte und Produktsichereitsgesetz” del 2004. </p>
<p> NB E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso. </p>
<p> Il marchio “Italian Quality” vuole porsi come : </p>
<p> uno strumento di politica industriale, utile per recuperare competitività attraendo investimenti e quindi per il rilancio del commercio estero;</p>
<p> brand che punta alla valorizzazione della produzione nazionale di qualità e a contrastare il crescente fenomeno della contraffazione del Made in Italy, prevenendo pratiche fraudolente da parte di produttori e importatori;</p>
<p> strategia per favorire la crescita delle esportazioni dei prodotti italiani;</p>
<p> strumento per garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci, fornendo un&#8217;informazione aggiuntiva sul prodotto che intende acquistare ( indicazione di provenienza del prodotto e indicatori che attestano l&#8217;esistenza di un collegamento dimostrabile tra una determinata caratteristica del prodotto ed un determinato luogo di produzione)</p>
<p> marchio volto alla promozione nei mercati globali dei prodotti certificati in tal modo, per tutelare e valorizzare la qualità e l&#8217;eccellenza della produzione italiana nel mondo. </p>
<p> NB Quelli sopra elencati sono già i punti di forza di un marchio collettivo ex art 11 CPI e 2570 cc che attualmente è possibile registrare per creare il proprio Business e realizzare fatturati molto elevati, ottenendo anche fortissimi sgravi fiscali del Patent Box  se si investe in ricerca e innovazione, attraverso la detassazione dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto e indiretto della proprietà intellettuale. </p>
<p> Le caratteristiche di eccellenza del marchio in lavorazione “Italian Quality” presuppongono la co-presenza dei seguenti requisiti:</p>
<p> la realizzazione del prodotto da parte di professionisti, artigiani ed imprese iscritti alle camere di commercio industria artigianato e agricoltura, aventi domicilio fiscale nel territorio italiano;</p>
<p> la presenza della marcatura d’origine “Made in Italy” in ottemperanza al Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> aver subito nel territorio italiano almeno un’operazione ulteriore e precedente l’ultima lavorazione ai sensi dell’art. 60 Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> rientrare nei cc. Dd. “disciplinari di settore” che verranno predisposti in concerto con le principali associazioni di categoria e contempleranno le modalità d’uso del marchio e i successivi controlli, da effettuarsi ad opera di una società di certificazione. </p>
<p> NB L’uso del marchio verrà concesso sulla base di una autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico che provvederà anche alla registrazione del marchio in sede nazionale, comunitaria e internazionale. </p>
<p> Chi potrà ottenere il marchio collettivo Italian Quality? 
</p>
<p> società semplici; </p>
<p> società in nome collettivo; </p>
<p> società cooperative; </p>
<p> società in accomandita semplice; </p>
<p> società a responsabilità limitata; </p>
<p> reti di imprese; </p>
<p> organizzazioni di produttori; </p>
<p> consorzi o società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive. </p>
<p> Sarà previsto anche uno specifico sistema di etichettatura, nonché campagne annuali di promozione sul mercato domestico e sui principali mercati internazionali. </p>
<p> In particolare, l&#8217;art 5 del disegno di legge prevede la possibilità per le imprese facenti parte di reti di imprese, organizzazioni di produttori, consorzi e imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, di concertare con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati, azioni promozionali dei prodotti contrassegnati dal marchio implementando ulteriormente e a livello esponenziale la potenza di questo Brand d&#8217;eccelolenza </p>
<p> Attenzione:  si tratta di un marchio “collettivo”, aggiuntivo rispetto alla normativa sulla marcatura che indica l’origine del prodotto e che rimarrebbe quella oggi in vigore (si delinea quindi una netta distinzione tra marchio in senso proprio e marcatura d’origine). Si attende il completamento dell&#8217;iter di approvazione  </p>
</p>
<p> Per registrare il vostro marchio collettivo, pianificare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa e godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p>non esitate a contattarci al numero verde 800. 19. 27. 52! </p></p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L’eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché registrare un marchio collettivo e tabella dei costi.</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/perch233-registrare-un-marchio-collettivo-garanzia-di-tutela-sul-mercato-vantaggi-economici-e-fiscali-e-tabella-dei-costi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 16:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida alla registrazione del marchio collettivo: tutela, vantaggi, costi, regolamento d'uso e marchio collettivo UE</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/perch233-registrare-un-marchio-collettivo-garanzia-di-tutela-sul-mercato-vantaggi-economici-e-fiscali-e-tabella-dei-costi/">Perché registrare un marchio collettivo e tabella dei costi.</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/perch233-registrare-un-marchio-collettivo-garanzia-di-tutela-sul-mercato-vantaggi-economici-e-fiscali-e-tabella-dei-costi/">Perché registrare un marchio collettivo e tabella dei costi.</a> was first posted on Febbraio 9, 2017 at 5:51 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Analogamente agli altri tipi di marchio, ma in primis per il marchio collettivo, assume rilevanza fondamentale ai fini di un suo proficuo sfruttamento economico  e per godere dei benefits fiscali, la sua  registrazione presso l&#8217;UIBM (ufficio italiano brevetti e marchi), in mancanza della quale si rischierebbe di compromettere totalmente gli investimenti fatti per promuovere il brand. Con questa  guida pratica, illustriamo in sintesi la tutela conseguente alla registrazione, i vantaggi di natura commerciale e tributaria e i costi previsti.  </p>
<p> Perché registrare il marchio collettivo? </p>
<p> Analogamente agli altri tipi di marchio, ma in primis per il marchio collettivo, assume rilevanza fondamentale ai fini della sua tutela sul mercato, di un proficuo sfruttamento economico e per godere dei relativi benefits fiscali, la sua registrazione presso l&#8217;UIBM (ufficio italiano brevetti e marchi), in mancanza della quale si rischierebbe di compromettere totalmente gli investimenti fatti per promuovere il brand. </p>
<p> Un marchio registrato infatti, attribuisce diritti esclusivi che consentono di impedire l’uso non autorizzato, da parte di altre imprese, dello stesso marchio o di un marchio simile. </p>
<p> Dunque un&#8217;impresa concorrente, adottando un marchio simile ad uno non registrato,  potrebbe utilizzarlo in modo da confondere i consumatori, incanalando così la domanda del mercato verso i propri prodotti/servizi e deviando la clientela dai beni contraddistinti dal marchio collettivo del produttore originario; con l&#8217;ovvia conseguenza che quest&#8217;ultimo vedrebbe  diminuire progressivamente i propri  profitti, esponendosi ad un enorme danno in termini di reputazione e di immagine, soprattutto nell&#8217;ipotesi in cui il prodotto del concorrente sia di qualità inferiore rispetto al proprio. </p>
<p> Questi effetti dannosi si produrrebbero con un effetto a cascata rispetto al marchio collettivo che ha come funzione preminente quella di garantire non solo la provenienza di un determinato prodotto ma anche “cosa c&#8217;è dentro quel determinato marchio” (origine, qualità, natura del prodotto). </p>
<p> Inoltre, la mancata registrazione non  consentirebbe al titolare-concedente del marchio collettivo di controllare efficacemente che l&#8217;utilizzatore-concessionario  si conformi al regolamento d&#8217;uso nell&#8217;utilizzo del marchio licenziato, esponendosi così al rischio di decadenza del marchio. </p>
<p> Secondo l&#8217;orientamento dominante inoltre, non sarebbe configurabile un marchio collettivo di fatto, in quanto non vi sarebbe certezza del regolamento d&#8217;uso. </p>
<p> Cosa può essere registrato come marchio collettivo? </p>
<p> Potranno essere oggetto di registrazione come marchio collettivo parole, segni grafici, disegni, simboli, immagini, lettere cifre, e loro combinazioni, forme, e anche segni percepiti attraverso i sensi (sonori, olfattivi, gustativi e tattili) e loro combinazioni. </p>
<p> Diritti derivanti dalla registrazione del marchio collettivo  </p>
<p> La registrazione del marchio attribuisce, al rispettivo titolare, i seguenti vantaggi:</p>
<p> • Diritti di esclusiva e di pretendere l&#8217;osservanza del regolamento d&#8217;uso; </p>
<p> • Diritto di impedire a terzi non autorizzati di utilizzare un marchio identico o simile;</p>
<p> • Diritti di ottenere la riassegnazione di un nome a dominio Internet identico al proprio marchio;</p>
<p> • Diritto di impedire a terzi l’uso del proprio marchio come parola chiave nei motori di ricerca Internet;</p>
<p> • Diritto di bloccare la merce contraffatta presso le dogane;</p>
<p> • Utilizzo legale del simbolo ®;</p>
<p> • Aumento del valore economico del marchio;</p>
<p> • Possibilità di ottenere i bonus fiscali del “Patent Box” per l&#8217;utilizzo diretto e indiretto (come precisato dall&#8217;Agenzia delle Entrate, deve trattarsi di marchi registrati, in corso di registrazione o per i quali pende procedimento di opposizione);</p>
<p> • Garanzia di tutela negli accordi di licenza, franchising, contratti di produzione/distribuzione. </p>
<p> Rischi derivanti dall&#8217;uso di un marchio collettivo non registrato  </p>
<p> L&#8217;utilizzo sul mercato di un marchio non preventivamente registrato (marchio di fatto) può implicare</p>
<p>Incertezza e non opponibilità del regolamento d&#8217;uso;</p>
<p>Il divieto di utilizzare il marchio nel mercato e decadenza del marchio;</p>
<p>L’impossibilità di impedire a terzi di utilizzare un marchio identico/simile al proprio. </p>
<p>Riportiamo qui di seguito a titolo esemplificativo una tabella sintetica che illustra i costi relativi ai marchi d&#8217;impresa e collettivi in fase di registrazione. </p>
<p>
</p>
<p>TABELLA DEI COSTI PER LA REGISTRAZIONE DEI MARCHI</p>
<p>
</p>
<p>Euro</p>
<p>Registrazione di Marchi d&#8217;impresa e collettivi</p>
<p>101,00</p>
<p>domanda di primo deposito (tassa di registrazione comprensiva di una classe)</p>
<p>34,00</p>
<p>per ogni classe in più</p>
<p>67,00</p>
<p>domanda di rinnovazione (comprensiva di unaclasse)</p>
<p>34,00</p>
<p>per ogni classe in più</p>
<p>337,00</p>
<p>domanda di primo deposito di Marchio Collettivo (per una o più classi)</p>
<p>202,00</p>
<p>domanda di rinnovazione di Marchio Collettivo (per una o più classi)</p>
<p>135,00</p>
<p>domanda di registrazione di Marchio Internazionale o di rinnovazione</p>
<p>34,00</p>
<p>lettera d&#8217;incarico</p>
<p>34,00</p>
<p>per il ritardo della rinnovazione (entro il semestre)</p>
<p>81,00</p>
<p>per la trascrizione di atto di trasferimento</p>
<p>
</p>
<p> Per essere assistiti serenamente in tutte le fasi di deposito, registrazione e lancio sul mercato del vostro marchio d&#8217;impresa o collettivo,</p>
<p>chiamateci subito al NUMERO VERDE 800192752! </p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/perch233-registrare-un-marchio-collettivo-garanzia-di-tutela-sul-mercato-vantaggi-economici-e-fiscali-e-tabella-dei-costi/">Perché registrare un marchio collettivo e tabella dei costi.</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/perch233-registrare-un-marchio-collettivo-garanzia-di-tutela-sul-mercato-vantaggi-economici-e-fiscali-e-tabella-dei-costi/">Perché registrare un marchio collettivo e tabella dei costi.</a> was first posted on Febbraio 9, 2017 at 5:51 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d&#8217;impresa di una Srl e calcolo del risparmio d&#8217;imposta</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 11:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMMERCIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI]]></category>
		<category><![CDATA[COSTI DEDUCIBILI ED IVA DETRAIBILE]]></category>
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		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del Patent Box</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/">Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d’impresa di una Srl e calcolo del risparmio d’imposta</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/">Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d&#8217;impresa di una Srl e calcolo del risparmio d&#8217;imposta</a> was first posted on Gennaio 23, 2017 at 12:09 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutte le aziende che operano nel settore alimentare, titolari di un marchio d&#8217;impresa o collettivo o di altri “intangible assets” come know how, brevetti o che desiderano acquistarli in licenza, sanno che per fare della creatività e innovazione sul mercato il proprio punto di forza e ottenere un grossissimo risparmio fiscale, possono puntare sul Patent Box, un nuovo regime opzionale fiscale per lo sfruttamento dei beni immateriali che rappresenta, agli occhi di tanti imprenditori,  una misura strutturale per il rilancio delle aziende, fortemente strategica, che premia anche piccole e medie imprese. Esaminiamo l&#8217;esempio di un progetto per una Srl che può consentire di sfruttare al massimo il beneficio fiscale con marchi d&#8217;impresa e collettivi e calcoliamo il complessivo risparmio d&#8217;imposta ottenibile.  </p>
<p> </p>
<p>Non tutte le aziende alimentari sanno che. Il “Patent Box”</p>
<p>Non tutte le aziende che operano nel settore alimentare, titolari di un marchio d&#8217;impresa o collettivo o di altri “intangible assets” come know how, brevetti o che desiderano acquistarli in licenza, sanno che per fare della creatività e innovazione sul mercato il proprio punto di forza e ottenere un grossissimo risparmio fiscale, possono puntare sul Patent Box. </p>
<p>Si tratta del nuovo regime opzionale fiscale per lo sfruttamento dei beni immateriali, che premia quelle imprese che mettono a frutto tali assets, quella che moltissimi imprenditori, nel corso di convegni e rassegna stampa hanno recentemente definito “una misura strutturale per il rilancio delle imprese, fortemente strategica che permette alle aziende di valorizzare dei beni che prima non erano messi a sistema, come marchi e brevetti, know-how, disegni e modelli, anche per le piccole e medie imprese protagoniste del tessuto industriale”</p>
<p>Quando opera l&#8217;agevolazione fiscale? </p>
<p>Le modalità con le quali un’azienda può percepire un reddito da beni immateriali, sul quale applicare i bonus fiscali dell&#8217;opzione sono tre:</p>
<p>    Utilizzo diretto (commercializzazione di prodotti o servizi che incorporano beni immateriali);<br />
    Utilizzo indiretto (concessione in licenza a terzi dell’utilizzo di tali beni);<br />
    Cessione (vendita della proprietà e dell&#8217;utilizzo dei beni immateriali). </p>
<p>Quanto si risparmia sulle imposte? </p>
<p>Con il Patent Box, il 50% (dal 2017) della quota parte di reddito agevolabile prodotto dal marchio o da altro bene immateriale calcolato anche sulla base delle spese in ricerca e innovazione, viene dedotto dalla base imponibile. </p>
<p>L&#8217;opzione consente in pratica di dimezzare la percentuale di tassazione sugli intangible assets, che passa dal 31,4% al 16%. </p>
<p>Con riferimento all&#8217;IRES che a decorrere dal 2017 viene ridotta al 24%, si giungerebbe ad un&#8217;aliquota d&#8217;imposta del 12% . </p>
<p>Questo beneficio fiscale durerà automaticamente per cinque anni (oltre ad essere rinnovabile alla scadenza) se si esercita correttamente l&#8217;opzione Patent Box ! </p>
<p>Esempio di un progetto d&#8217;impresa per sfruttare al meglio i bonus fiscali: la scelta del marchio collettivo</p>
<p>Esaminiamo ora l&#8217;esempio di un progetto che consentirebbe all&#8217;impresa di ottenere il massimo beneficio fiscale, combinando in modo ottimale le due modalità di utilizzo e i profitti derivanti da due tipologie di Brand. </p>
<p>Un&#8217; impresa che chiamiamo Alfa, operante nel settore del confezionamento di prodotti alimentari, costituita in forma Srl è titolare di due marchi d&#8217;impresa e commercializza direttamente i relativi prodotti. </p>
<p>Si tratta di due linee di prodotto, linea “x” pasta, linea “y” formaggi, ciascuna contraddistinta da un Brand specifico, della quale la società è proprietaria. In un secondo momento l&#8217;azienda decide di creare e registrare un marchio collettivo relativo al prodotto “salumi” linea “z” che le farà conseguire guadagni elevatissimi derivanti dalle royalty ottenute dalla concessione in licenza alla società utilizzatrice “Delta”, in quanto si tratta di un marchio differenziale di qualità e garanzia che incrementerà anche il feedback positivo dell&#8217;immagine imprenditoriale di entrambe le società. </p>
<p>Complessivamente, quindi, le entrate della società Alfa, derivanti dai beni immateriali si realizzano attraverso lo sfruttamento diretto dei due marchi d&#8217;impresa dei prodotti messi in vendita e dallo sfruttamento tipicamente indiretto del marchio collettivo. </p>
<p>Per godere dell&#8217;agevolazione fiscale del Patent Box, l’azienda svolgerà attività di sviluppo e mantenimento di questi beni immateriali, nel caso specifico potrà commissionare l&#8217;attività di research e innovation ad un ente di ricerca e investire in marketing, promozione, sponsorizzazioni eventi fieristici nelle località strategiche per i marchi dei prodotti x, y e z. </p>
<p>Successivamente, per ragioni di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale e per migliorare la performance economica e finanziaria dell&#8217;impresa, viene proposta la separazione delle due linee di prodotto relative ai marchi d&#8217;impresa in due ragioni sociali distinte e, pertanto viene deliberata una scissione parziale della società Alfa. </p>
<p>Al termine si avrà come risultato finale, da un lato, la società scissa che tuttavia manterrà la proprietà delle prima linea x e quindi continuerà a realizzare e commercializzare prodotti di pasta (marchio d&#8217;impresa), conservando anche la proprietà del marchio collettivo dei salumi ,linea z e, dall&#8217;altro, la società beneficiaria scorporata “Beta” alla quale sarà concessa in licenza la linea Y (formaggi). </p>
<p>Ne deriva che la società Alfa incasserà da un lato i guadagni relativi al prodotti venduti con il marchio pasta (utilizzo diretto) e dall&#8217;altro le royalty relative al marchio collettivo da parte della società Delta, (come in precedenza) alle quali si aggiungeranno le royalty corrisposte dalla  società Beta per la licenza del marchio relativo alla linea y formaggi (utilizzo indiretto). </p>
<p>Affinché l’azienda scissa Alfa possa godere di tutti i bonus fiscali relativi a entrambe le modalità di sfruttamento, dovrà semplicemente continuare ad effettuare le attività di research e innovation dirette al mantenimento ed accrescimento del valore di tutti e tre i marchi, potendole commissionare a enti di ricerca Università o anche a Start up, e sostenere i costi per la comunicazione, la promozione, le sponsorizzazioni e la partecipazione ad eventi e fiere del settore. Quanto all&#8217;utilizzo indiretto, è opportuno che il valore delle royalties da corrisponderesia in linea con le medie di mercato nel quadro della libera concorrenza. </p>
<p>Calcoliamo il risparmio fiscale complessivo della società Alfa</p>
<p>Ora, considerando i seguenti dati relativi all&#8217;esercizio 2017, proviamo a fare una stima dei bonus fiscali totali dei quali la società Alfa andrà a beneficiare</p>
<p>1) marchio d&#8217;impresa linea “x” pasta</p>
<p>    reddito agevolabile = contributo economico netto = 100. 000 €<br />
    spese qualificate = 4. 000 €<br />
    spese complessive = 5. 200 €</p>
<p>2) marchio d&#8217;impresa linea “y” formaggi</p>
<p>    reddito agevolabile = royalty netta = 200. 000 €;<br />
    spese qualificate = 5000 €;<br />
    spese complessive = 6500 €. </p>
<p>3) marchio collettivo linea “z” salumi</p>
<p>    reddito agevolabile = royalty netta = 600. 000 €;<br />
    spese qualificate = 8000 €;<br />
    spese complessive = 10. 400 €. </p>
<p>Quota totale reddito da marchi detassata</p>
<p>{[100. 000 x (4. 000 + 30% / 5. 200)] + [200. 000 x ( 5. 000 +30% / 6. 500 )] + [600. 000 x (8000+ 30 % /10. 400)]}x 50% = 450. 000 € sottratti a tassazione = variazione in diminuzione Unico 2018. </p>
<p>Questo significa che nel corso del primo quinquennio di durata dell&#8217;opzione la società Alfa risparmierà sui redditi derivanti dai tre marchi un totale € 2. 250. 0000 € a fronte di elevatissimi guadagni e della moltiplicazione delle quote di mercato acquisite. </p>
<p>Per attivare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa nel settore alimentare, registrare un marchio d’impresa e/o collettivo e conseguire tutti i possibili bonus fiscali del Patent Box,</p>
<p>contattateci subito al NUMERO VERDE 800192752!  </p>
<p> </p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/">Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d’impresa di una Srl e calcolo del risparmio d’imposta</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-massimizzare-i-bonus-fiscali-del-patent-box-nel-settore-alimentare-esempio-di-un-progetto-dimpresa-di-una-srl-e-calcolo-del-risparmio-dimposta/">Il successo del “Patent Box” nel settore alimentare: progetto d&#8217;impresa di una Srl e calcolo del risparmio d&#8217;imposta</a> was first posted on Gennaio 23, 2017 at 12:09 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l&#8217;uso.</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-fare-business-nel-settore-agroalimentare-con-il-marchio-collettivo-geografico-mcg-risparmiando-tantissimo-dal-punto-di-vista-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2017 11:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMMERCIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del Patent Box</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-fare-business-nel-settore-agroalimentare-con-il-marchio-collettivo-geografico-mcg-risparmiando-tantissimo-dal-punto-di-vista-fiscale/">Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l’uso.</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-fare-business-nel-settore-agroalimentare-con-il-marchio-collettivo-geografico-mcg-risparmiando-tantissimo-dal-punto-di-vista-fiscale/">Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l&#8217;uso.</a> was first posted on Gennaio 21, 2017 at 12:37 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siete un&#8217;impresa che opera nel settore agroalimentare e desiderate costruire un Business di successo con il marchio collettivo geografico (MCG) collocandovi in modo innovativo sulle vette più alte del mercato e realizzando al contempo un elevatissimo risparmio fiscale?  Scoprite subito come fare con la nostra guida pratica!</p>
<h2>Il Boom del marchio collettivo nell&#8217;agroalimentare</h2>
<p>Per il settore agroalimentare è l&#8217;era del “Boom” del marchio collettivo (disciplinato dal combinato disposto degli articoli 2570 codice civile e 11 CPI (Codice della Proprietà Industriale) e dal regolamento 2424/2015), un brand di qualità che presenta mille marce in più rispetto al classico marchio aziendale,garantendo origine, natura e qualità dei prodotti che lo “indossano”.</p>
<p>Marchio collettivo significa in altre parole incrementare la garanzia dei consumatori e creare per le imprese che se ne avvalgono un prezioso valore aggiunto che si converte in profitti elevatissimi, prestigio a livello di immagine imprenditoriale e potente redditività sul mercato. Inoltre, investendo nella innovazione e ricerca, consente di godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box.</p>
<p>Per misurare il risparmio fiscale ottenibile con questa opzione fiscale agevolativa, leggete subito la <a href="https://www.commercialista.it/guida-e-vademecum-fiscale-tributaria/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/" target="_blank" rel="noopener">divulgazione dedicata a come si calcola il Patent Box</a>!</p>
<h2>Il prestigio e la redditività del marchio collettivo geografico (MCG) per le vostre imprese: un&#8217;opportunità unica</h2>
<p>In particolare, la necessità delle aziende in questo settore di rendere “esclusivi” e competitivi i propri prodotti, ha determinato un ricorso massiccio al marchio collettivo geografico (MCG) attraverso il quale si garantisce che più prodotti, appartenenti a produttori differenti, ma comunque accomunati dall’origine territoriale, possiedano delle specifiche e omogenee proprietà organolettiche, in virtù dell&#8217;area geografica di provenienza. Questa è una possibilità che, in deroga al Codice della Proprietà Industriale, è concessa al marchio collettivo; infatti, solo questo e non il classico marchio d&#8217;impresa, potrebbe consistere in un segno contenente l&#8217;indicazione geografica. Lo conferma l&#8217;articolo 13 del Codice della Proprietà Industriale che prevede il divieto all&#8217;utilizzo del solo toponimo là dove sia meramente descrittivo della provenienza geografica del prodotto o servizio.</p>
<p>Per scoprire tutti i vantaggi ottenibili grazie al marchio collettivo, leggete la guida dedicata a <a href="https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/perch233-il-marchio-collettivo-232-un-super-indicatore-di-valore-economico-caratteri-e-funzione/" target="_blank" rel="noopener">perchè il marchio collettivo è vincente sul mercato</a>.</p>
<h2>Elasticità e flessibilità di utilizzo del marchio collettivo geografico rispetto alle denominazioni di origine e medesimo livello di tutela</h2>
<p>Da sottolineare quanto sia elastica la spendibilità di questo marchio, dato che la richiesta può provenire da qualunque persona fisica o giuridica, soggetto privato o pubblico, di diritto nazionale o internazionale (associazioni, cooperative o consorzi), quindi non esiste il limite che esso sia di proprietà necessariamente di un imprenditore. Questo perché l&#8217;utilizzo del brand è concesso in uso o licenza dal titolare alle imprese produttrici e/o commercianti. (dissociazione permanente tra titolarità e utilizzo nel funzionamento dei marchi collettivi).</p>
<p>Per quanto riguarda i profili di tutela, il D. Lgs. N°131/2010 modificando l’articolo 30 C. P. I., ha attribuito alle denominazioni d’origine e alle indicazioni geografiche un livello di protezione in linea con quello previsto dai Regolamenti comunitari su DOP e IGP. In particolare, la norma citata stabilisce che le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche ricevano tutela anche nelle ipotesi di sfruttamento indebito della loro reputazione. (casi in cui un terzo trae vantaggio dalla reputazione della zona tipica al fine di vendere i propri prodotti più facilmente).</p>
<p>La differenza tra il MC/MCG, da un lato, e la denominazione di origine (DOP) e l’indicazione geografica (IGP), dall’altro, è che mentre qualsiasi soggetto può registrare il MC/MCG, l’istanza di registrazione delle denominazioni può essere presentata soltanto dalle associazioni dei produttori e/o trasformatori e solo in casi eccezionali e a condizioni ben precise da persone fisiche o giuridiche e nel rispetto del disciplinare della denominazione.</p>
<p>Quindi questo rappresenta una eccezionale occasione per tutti i soggetti che desiderano fare business con il marchio collettivo geografico, nel quale il controllo opera a livello privatistico e non pubblicistico, superando le ristrettezze legate ai limiti formali di accesso relative alle affini tipologie di marchi che designano l&#8217;origine geografica dei prodotti.</p>
<h2>Disciplinare di produzione e vantaggi dei controlli</h2>
<p>La domanda di registrazione del MCG, è corredata dal cd. Disciplinare di produzione, contenente il nome del prodotto, la zona di produzione, le caratteristiche del prodotto e le tecniche di produzione. Il rispetto di tale disciplinare costituisce, nel regolamento d’uso, che immancabilmente deve essere allegato alla stessa domanda, una imprescindibile condizione di accesso degli operatori interessati.</p>
<p>è inoltre preferibile che i controlli, indicati nel regolamento, siano effettuati non direttamente dal titolare del marchio, bensì, per ragioni di trasparenza, da un organismo terzo e indipendente che occorre strutturare giuridicamente con molta attenzione.</p>
<p>Utilizzare un MCG equivale quindi a diventare protagonisti nel settore alimentare distinguendosi per unicità e qualità, grazie in primis al costante monitoraggio in termini di controlli sugli standard previsti.</p>
<p>Inoltre questo Brand, creando uno strategico elemento comune nella reputazione delle imprese, aumenta la valorizzazione nei rapporti tra le stesse, perché genera una segmentazione tra prodotti del marchio collettivo e gli altri, aumentandone la competizione interna.</p>
<h2>Centralità delle attività di research e innovation e bonus fiscali per gli investimenti</h2>
<p>E&#8217; quindi molto importante in questo ambito investire in ricerca e innovazione per ottimizzare i processi di produzione, selezionare le materie prime migliori e implementare gli standard qualitativi dei prodotti ed è qui che corre in aiuto il Patent Box assicurando elevatissimi sgravi fiscali anche alle imprese del settore.</p>
<p>Quindi marchio collettivo geografico equivale a proficui profitti (distinguendosi qualitativamente dai classici marchi) e bonus fiscali previsti dall&#8217;opzione agevolativa Patent Box L. 190/2014 legge di Stabilità) come modificata dall&#8217;Investment Compact del 2015.</p>
<p>Se operate nel settore agroalimentare e desiderate creare un brand vincente, registrare un marchio collettivo e attivare gli insostituibili bonus fiscali del Patent Box,</p>
<p>Contattateci subito al <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="tel:800192752" target="_blank" rel="noopener">NUMERO VERDE 800192752</a></strong></span> oppure <a href="https://ps37mp82fs6.typeform.com/to/Q4UUtwf7#campagna=Articolo Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l'uso." target="_blank" rel="noopener">compilate il questionario</a>!</p>
<p>Vi aspettiamo per assistervi con la massima professionalità, cortesia ed efficienza!</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-fare-business-nel-settore-agroalimentare-con-il-marchio-collettivo-geografico-mcg-risparmiando-tantissimo-dal-punto-di-vista-fiscale/">Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l’uso.</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-fare-business-nel-settore-agroalimentare-con-il-marchio-collettivo-geografico-mcg-risparmiando-tantissimo-dal-punto-di-vista-fiscale/">Marchio collettivo geografico (MCG) agroalimentare: flessibilità, redditività e risparmio lecito di imposta. Istruzioni per l&#8217;uso.</a> was first posted on Gennaio 21, 2017 at 12:37 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Franchising del marchio d&#8217;impresa e collettivo: come realizzare guadagni elevati con il massimo risparmio fiscale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-e-risparmiare-fiscalmente-con-il-franchising-del-marchio-dimpresa-e-collettivo-un-esempio-pratico-per-misurare-i-benefits/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 17:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMMERCIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del patent box</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-e-risparmiare-fiscalmente-con-il-franchising-del-marchio-dimpresa-e-collettivo-un-esempio-pratico-per-misurare-i-benefits/">Franchising del marchio d’impresa e collettivo: come realizzare guadagni elevati con il massimo risparmio fiscale</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-e-risparmiare-fiscalmente-con-il-franchising-del-marchio-dimpresa-e-collettivo-un-esempio-pratico-per-misurare-i-benefits/">Franchising del marchio d&#8217;impresa e collettivo: come realizzare guadagni elevati con il massimo risparmio fiscale</a> was first posted on Gennaio 11, 2017 at 6:04 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le licenze di marchio nella pratica commerciale sono spesso concesse nel quadro di contratti più vasti, come soprattutto gli accordi di franchising. Simuliamo un caso pratico di franchising del marchio collettivo, per individuare i benefits commerciali e quantificare il risparmio d&#8217;imposta ottenibile attraverso l&#8217;esercizio dell&#8217;opzione del “Patent Box” ex articolo 1 L. 190/2014).  </p>
<p> </p>
<p>Il licensing nel franchising</p>
<p>Le licenze di marchio, nella pratica commerciale, sono spesso concesse nel quadro di contratti più vasti, come gli accordi di franchising &#8211; del quale il licensing rappresenta una componente centrale &#8211; nei quali il franchisor (cioè il titolare del marchio licenziato) consente al franchisee/affiliato di utilizzare un “pacchetto” commerciale che include non solo l’utilizzo del brand, con licenza non esclusiva, ma anche know-how, servizi al consumatore, software, decorazione degli interni, ecc. , nel rispetto di una serie di regole e dietro pagamento di un determinato corrispettivo (royalties). </p>
<p>Trattandosi di licenza non esclusiva, il licenziatario deve obbligarsi espressamente a usare il marchio per contraddistinguere prodotti o servizi eguali a quelli corrispondenti messi in commercio o prestati nel territorio dello Stato, con lo stesso marchio, dal titolare o da altri licenziatari franchisee. </p>
<p>In genere, in tale tipo di contratti, il grado di controllo del titolare del marchio nei confronti del franchisee-utilizzatore è più elevato di quello previsto dai normali contratti di licenza di marchio. </p>
<p>Questo significa che concedere in franchising un marchio collettivo incrementerebbe ulteriormente i poteri di controllo del titolare già contenuti nel regolamento d&#8217;uso, moltiplicando la garanzia e la qualità dei prodotti marchiati e rendendoli ancora più appetibili sul mercato. </p>
<p>Simulazione franchising marchio collettivo </p>
<p>Un consorzio agrario di carni biologiche “Alfa”, sviluppa un sistema di successo per garantire un particolare target di qualità nella produzione uniforme di questi prodotti con caratteristiche predefinite, nonché ricette e metodi di preparazione, oltre al design delle uniformi degli impiegati, dei locali e delle confezioni ed i sistemi di gestione e contabilità con presentazione di istanza di deposita  e registrazione del marchio collettivo “Agrigood” (denominazione di fantasia a titolo di esempio).  Successivamente, il consorzio trasferisce il proprio know-how e la propria esperienza ai suoi franchisees (previamente e accuratamente individuati attraverso la consulenza di esperti) concedendo in licenza il brand sulla base di un regolamento d&#8217;uso e mantiene il diritto di supervisionare e controllare i franchisees locali.  Fondamentale componente del contratto di franchising è l’autorizzazione e l&#8217;obbligo dei franchisees di utilizzare il marchio collettivo “Agrigood” e di osservare scrupolosamente le modalità di utilizzo contenute nelle clausole del regolamento d&#8217;uso e quelle del contratto di franchising. </p>
<p>Franchising: il business “easy”</p>
<p>Il franchising (Legge 6 maggio 2004, n°129) è una strategica formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di servizi e/o beni, adattabile elasticamente ad ogni settore di attività economica (dal food alla moda, alla compravendita dell&#8217;usato) indicata per chi desidera avviare una nuova impresa senza investire enormi capitali ma usufruendo di format già sperimentati e consolidati sul mercato dal franchisor, in cambio del versamento di una percentuale sul fatturato (royalty) e del rispetto degli standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dall&#8217;azienda “madre”. </p>
<p>I vantaggi del franchising</p>
<p>L’alleanza fra singolo imprenditore commerciale e impresa organizzata rappresenta una formula vincente sia per lo sviluppo, sia per la resistenza nelle fasi di crisi economica. In particolare:</p>
<p>a) l&#8217;azienda madre in franchising può ottenere una crescita esponenzialmente più rapida rispetto ad una tradizionale diffusione, attraverso il decentramento e la ripartizione degli oneri finanziari e organizzativi sui propri affiliati: infatti la catena fa tutta capo alla stessa società affiliante, ma ogni singolo esercizio in franchising è proprietà di un soggetto diverso dal distributore del marchio;</p>
<p>b) il franchisor mantiene il controllo sui prodotti e sui servizi post-vendita e sulla loro commercializzazione;</p>
<p>c) la riduzione del rischio di fallimento grazie ad un business concept già collaudato e prodotti/servizi già testati sul mercato;</p>
<p>d) lo sfruttamento dei benefici derivanti dalle economie di scala, dato che tutti i franchisee insieme possono comprare a condizioni migliori ed ad un minor costo rispetto ad un business individuale;</p>
<p>e) il supporto dell&#8217;azienda madre che trasferisce un know-how già sperimentato nonché l’assistenza nella gestione manageriale ed amministrativa, con corsi di aggiornamento e formazione. </p>
<p>Questo sistema consentirà al network di ottenere una presenza estremamente capillare e al contempo garantirà un notevole risparmio sia per il franchisor che per i franchisee. </p>
<p>Per scoprire subito tutti i vantaggi ottenibili grazie marchio collettivo leggete la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/perch233-il-marchio-collettivo-232-vincente-sul-mercato-come-funziona-e-quali-sono-i-suoi-vantaggi-1">guida dedicata a perchè il marchio collettivo è vincente sul mercato</a>.  </p>
<p>Bonus fiscali per il franchising con il Patent Box</p>
<p>Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione agevolata delle royalty relative agli intangible asset, al 40% nel 2016 e al 50% nel 2017, che le imprese possono esercitare sui redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali. </p>
<p>Per quantificare il vostro risparmio d’imposta sull’utilizzo della proprietà intellettuale leggete subito la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/patent-box-2017-come-si-calcola-il-bonus-fiscale-per-detassare-royalty-e-plusvalenze-sulla-propriet224-intellettuale-1">divulgazione dedicata a come si calcola il Patent Box</a>! </p>
<p>Questo meccanismo, risulta estremamente interessante nello scenario del franchising dove marchi e know-how sono strumenti privilegiati per la creazione di valore aggiunto. </p>
<p>Il marchio collettivo è infatti un indicatore dinamico di notevole spessore culturale ed economico elevato sotto un profilo di garanzia qualitativa.  Si colloca in primo piano come motore delle vendite, ancora più se oggetto di un contratto di franchising. </p>
<p>Il suo valore viene notevolmente potenziato dalla comunicazione e marketing online su canali come i social media e genera notevoli benefit economici. </p>
<p>L&#8217;aspirante franchisor titolare di un marchio collettivo (e successivamente anche il franchisee) dunque, se investe o ha investito in attività di ricerca e innovazione, potrà usufruire di un regime opzionale che abbatte notevolmente l&#8217;imponibile fiscale, con la conseguenza di incrementare gli introiti commerciali e neutralizzarli fiscalmente fino alla metà. </p>
<p>Simulazione riprendendo il caso sopra esaminato, se il Consorzio “Alfa” riceve royalties dai vari franchisees per importi complessivi di € 800. 000, sostenendo spese qualificate (attività di ricerca) pari a 150. 000 e spese complessive pari a € 195. 000 (Nexus ratio con applicazione uplift = 1) otterrà con l&#8217;applicazione dell’aliquota agevolativa del 50% operante dal 2017, una detassazione pari a € 400. 000 sottratte all&#8217;imponibile fiscale. </p>
<p>Per ricevere assistenza contrattuale per licensig e franchising di marchi d&#8217;impresa e collettivi  e attivare subito i bonus fiscali del Patent Box,</p>
<p>contattateci subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52! </p>
<p>Realizzerete con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa massimizzando il vostro risparmio lecito d&#8217;imposta. </p>
<p> </p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-e-risparmiare-fiscalmente-con-il-franchising-del-marchio-dimpresa-e-collettivo-un-esempio-pratico-per-misurare-i-benefits/">Franchising del marchio d’impresa e collettivo: come realizzare guadagni elevati con il massimo risparmio fiscale</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-e-risparmiare-fiscalmente-con-il-franchising-del-marchio-dimpresa-e-collettivo-un-esempio-pratico-per-misurare-i-benefits/">Franchising del marchio d&#8217;impresa e collettivo: come realizzare guadagni elevati con il massimo risparmio fiscale</a> was first posted on Gennaio 11, 2017 at 6:04 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Marchio con opzione Patent Box: come guadagnare innovando la vostra impresa grazie ad imposte super ridotte</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-innovare-la-propria-impresa-e-risparmiare-fiscalmente-fino-al-100-con-il-marchio-collettivo-il-patent-box/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del Patent Box</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-innovare-la-propria-impresa-e-risparmiare-fiscalmente-fino-al-100-con-il-marchio-collettivo-il-patent-box/">Marchio con opzione Patent Box: come guadagnare innovando la vostra impresa grazie ad imposte super ridotte</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-innovare-la-propria-impresa-e-risparmiare-fiscalmente-fino-al-100-con-il-marchio-collettivo-il-patent-box/">Marchio con opzione Patent Box: come guadagnare innovando la vostra impresa grazie ad imposte super ridotte</a> was first posted on Dicembre 21, 2016 at 4:42 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Patent Box, opzione fiscale introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 che prevede la tassazione agevolata dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo della proprietà intellettuale, assume una particolare rilevanza nel marchio collettivo che si qualifica come  potente e accattivante brand, simbolo di garanzia e certificazione qualitativa dei prodotti in un&#8217;ottica di incremento delle quote di mercato per l&#8217;impresa e di customer satisfaction per  i consumatori. Vediamo insieme quali vantaggi potreste ottenere se decideste di registrare un marchio collettivo ed esercitare l&#8217;opzione Patent Box.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Patent Box applicato al marchio collettivo: innovazione, detassazione e valorizzazione sul mercato</h2>
<p>Il Patent Box, opzione fiscale introdotta dalla legge di stabilità 2015 che prevede la tassazione agevolata dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo della proprietà intellettuale, assume una particolare rilevanza nel marchio collettivo che si qualifica come potente e accattivante brand, simbolo di garanzia e certificazione qualitativa dei prodotti in un&#8217;ottica di incremento delle quote di mercato per l&#8217;impresa e di customer satisfaction per i consumatori.</p>
<p>Nella logica di un marchio come questo, legato profondamente all&#8217;origine, natura e qualità del prodotto sul quale è apposto, è evidente come il “Patent Box” possa moltiplicare in modo esponenziale e agevolato lospazio dedicato alle attività di ricerca ed innovazione che sono essenziali e strategiche per ottimizzare, evolvere ed affinare i particolari product process, trattamenti, quality, materie prime e know how sintetizzati nel prodotto finito marchiato con un “marchio collettivo” amplificando cosi valore, cultura ed emozioni racchiusi e suscitati dal brand.</p>
<p>Il Patent Box quindi, premia moltissimo ed in particolare anche le imprese che investono in Research &amp; Innovation titolari di un marchio collettivo, decretandone il successo nell&#8217;ambito della globalizzazione dell’economia mondiali.</p>
<p>Inoltre, i benefits ottenibili grazie ai bonus fiscali del Patent Box rivelano la loro funzionalità anche in relazione alle strategie pubblicitarie e di marketing per la valorizzazione dell’immagine commerciale dell’impresa.</p>
<p>Chi intende avvalersi di un marchio collettivo dunque, oltre ad avvantaggiarsi di un prezioso valore aggiunto in termini di competitività, optando per il Patent Box otterrà una variazione in diminuzione dal reddito d’impresa imponibile ai fini delle imposte IRES e IRAP pari al 50% dal 2017 di una quota parte del reddito agevolabile ed una detassazione notevole in caso di cessione del brand.</p>
<p>N. B. Attualmente l&#8217;opzione agevolativa è validamente esercitabile essendo stato prorogato l&#8217;originario termine del 30 giugno 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Quantifichiamo il risparmio fiscale usufruibile con il Patent Box per i titolari di marchio collettivo</h2>
<p>Se si decide di presentare domanda di Patent Box, l&#8217;impresa titolare di un marchio collettivo (la concedente-licenziante) assisterà all&#8217;abbattimento di quasi la metà rispetto al regime ordinario, della tassazione delle royalties.  Questo tipo di redditi, normalmente tassati al 31,4%, sconteranno in pratica una tassazione al 16% sempre a condizione che l&#8217;opzione fiscale venga esercitata correttamente e in conformità ai requisiti di legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Esaminiamo le applicazioni pratiche del Patent Box con riferimento al marchio collettivo</h2>
<p>A) Licensing cioè concessione in licenza d&#8217;uso (strutturale al funzionamento del marchio collettivo)</p>
<p>In tale ipotesi “ordinaria”, il reddito “netto” agevolabile è costituito dalla differenza tra i canoni (cc. Dd. “royalties”) percepiti e i costi rilevanti; per calcolare il reddito agevolabile effettivo, si applica la seguente formula:  {RPI x [(costi qualificati + eventuale uplift nel massimo del 30%)/costi complessivi]} x 50%.</p>
<p>In sintesi, circa la metà dei redditi derivanti dallo sfruttamento economico del marchio collettivo sarà sottratto a tassazione.</p>
<p>Per determinare il beneficio e la valutazione di convenienza economica occorrerà, in conformità ai chiarimenti contenuti nella circolare 11/E della Agenzia delle Entrate:</p>
<p>calcolare il reddito agevolabile derivante dall’utilizzo del marchio collettivo (canoni di concessione al netto dei costi fiscalmente rilevanti);<br />
moltiplicarlo per il nexus ratio (rapporto tra costi qualificati cioè quelli relativi allo sviluppo, mantenimento e accrescimento del bene immateriale e costi complessivi);<br />
applicare alla quota di reddito agevolabile così ottenuta l&#8217;aliquota del 50% dal 2017 quantificando così la detassazione effettiva;<br />
preventivare i costi amministrativi contabili e fiscali eventualmente da abbattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>B) Le plusvalenze derivanti dalla cessione del “collective trademark” agevolabile saranno escluse dal computo del reddito imponibile a condizione che il 90% del corrispettivo (non della plusvalenza) sia reinvestito in attività di manutenzione o sviluppo di altri beni immateriali considerati dal Patent Box, da attuarsi non oltre la chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione. In mancanza, si attiva un meccanismo di recapture del beneficio tramite variazione in diminuzione. Nel caso di cessioni infragruppo con parti correlate è possibile attivare una procedura di ruling. L’obbligo di reinvestimento scatta dal momento di realizzo della plusvalenza, senza che rilevino le modalità di pagamento del corrispettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C) Operazioni straordinarie.  In caso di operazioni straordinarie, fiscalmente neutre (la fusione, la scissione, il conferimento di azienda) l&#8217;avente causa (e cioè società incorporante, società beneficiaria e società conferitaria) subentra al soggetto dante causa nell’esercizio dell’opzione agevolativa anche rispetto al computo della durata e dei costi.</p>
<p>Se si è titolari di un marchio collettivo quindi, procedere ad una fusione, scissione o acquisizione di azienda consente di conservare la facoltà di esercitare l&#8217;opzione agevolativa di “Patent Box” traendo tutti i possibili benefits derivanti brand.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Per poter applicare correttamente l&#8217;opzione del Patent Box e godere dei suoi benefit fiscali, sono necessarie:</h2>
<p>a) delicate operazioni di audit interni o di vere e proprie due diligence, finalizzate ad ottenere una fotografia aggiornata del marchio collettivo e dei profili di reddittività ed efficienza;</p>
<p>b) la consulenza di esperti in materia per verificare la fattibilità pro norma dell&#8217;opzione in relazione al caso specifico e la gestione delle procedure burocratiche e del relativo ruling con l&#8217;ADE per evitare di decadere da questi imperdibili benefici fiscali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per registrare il vostro marchio collettivo o marchio d’impresa, ottenere i vantaggiosi bonus fiscali del Patent Box o per ricevere una consulenza tributaria specializzata su altri intangible assets, compilate il nostro<a href="https://ps37mp82fs6.typeform.com/to/Q4UUtwf7?typeform-source=www.commercialista.it"> Form</a> o contattateci subito al <span style="color: #339966;">NUMERO VERDE <a href="tel:800192752">800192752</a>!  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Realizzerete in tutta serenità e con successo la vostra progettualità d’impresa.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-innovare-la-propria-impresa-e-risparmiare-fiscalmente-fino-al-100-con-il-marchio-collettivo-il-patent-box/">Marchio con opzione Patent Box: come guadagnare innovando la vostra impresa grazie ad imposte super ridotte</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-innovare-la-propria-impresa-e-risparmiare-fiscalmente-fino-al-100-con-il-marchio-collettivo-il-patent-box/">Marchio con opzione Patent Box: come guadagnare innovando la vostra impresa grazie ad imposte super ridotte</a> was first posted on Dicembre 21, 2016 at 4:42 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Patent Box 2017: come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 11:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COSTI DEDUCIBILI ED IVA DETRAIBILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del Patent Box</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/">Patent Box 2017: come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/">Patent Box 2017: come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a> was first posted on Dicembre 21, 2016 at 12:08 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Patent Box” è un  regime opzionale di tassazione fiscale introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, che punta a rilanciare la produttività del Paese, valorizzando i cosiddetti asset intangibili, tipici di un’economia avanzata e rendendo il mercato nazionale maggiormente attrattivo per gli investitori esteri. Esso consente di escludere dalla base imponibile una quota o tutto il reddito generato dall&#8217;utilizzo diretto o indiretto della proprietà intellettuale: in altri termini è la  detassazione dei redditi derivanti da marchi, brevetti e diritti di PI.  Con questa guida pratica illustriamo come funziona, come si calcola e quanto i titolari di reddito d&#8217;impresa potranno risparmiare sul Fisco. </p>
<p>
</p>
<p>Come funziona il “Patent box” e quali vantaggi produce? </p>
<p>Il “Patent Box”, regime opzionale di tassazione fiscale introdotto dall’articolo 1, commi 37-43 della Legge 23 dicembre 2014 n°190 (Legge di Stabilità) e modificato dall&#8217;“Investment Compact” 2015, è uno strategico strumento di politica industriale, che punta a rilanciare la produttività del Paese, valorizzando i cosiddetti “asset intangibili”, tipici di un’economia avanzata e rendendo il mercato nazionale maggiormente attrattivo per gli investitori esteri. </p>
<p>Esso consente di escludere dalla base imponibile una quota o tutto il reddito generato dall&#8217;utilizzo diretto o indiretto della proprietà intellettuale (PI): in altri termini è la detassazione dei redditi derivanti da marchi, brevetti e diritti di PI. </p>
<p>Nel dettaglio, i beni agevolabili con il Patent box sono le opere dell’ingegno, i software protetti da copyright, i brevetti industriali, i marchi d&#8217;impresa compreso il marchio collettivo, i disegni e modelli giuridicamente tutelati e il know how. </p>
<p>Chi può optare per il “Patent Box”? </p>
<p>L&#8217;agevolazione riguarda i soggetti titolari di reddito di impresa, aventi diritto allo sfruttamento economico del marchio (o di altro asset immateriale incluso nell&#8217;agevolazione), a prescindere dalla forma giuridica (società di capitali e di persone, ditte individuali, enti pubblici e privati diversi dalle società), dalla dimensione, dal regime contabile e dal titolo giuridico in base al quale avviene lo sfruttamento (proprietà o licenza) e a condizione che investano in attività di ricerca e sviluppo. </p>
<p>L’agevolazione è estesa anche ai soggetti non residenti, purché questi siano stabili in paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni fiscali sia effettivo. </p>
<p>I vantaggi del Patent Box sono:</p>
<p>    la detassazione (del 30% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% dal 2017) delle royalties derivanti dalla concessione in licenza dei beni immateriali quali i marchi (espressamente compreso il marchio collettivo) brevetti, know how, prodotti da attività di ricerca e sviluppo (comma 42-ter dell’articolo 1 della legge 190/2014);<br />
    la detassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione degli intangible asset, a condizione che il 90% sia reinvestito entro il secondo periodo d&#8217;imposta successivo nello sviluppo di un altro brand o proprietà intellettuale;<br />
    la continuità fiscale nelle operazioni straordinarie (fusioni, scissioni e conferimenti di azienda) cioè il trasferimento automatico delle agevolazioni fiscali dell&#8217;opzione esercitata dal dante causa (società incorporata, società scissa e società conferente) in capo al soggetto avente causa (cioè società incorporante, società beneficiaria e società conferitaria), sia per il computo degli anni di durata dell&#8217;opzione, sia in relazione alla natura e all&#8217;anzianità dei costi da indicare nel rapporto tra costi qualificati e complessivi;<br />
    la cumulabilità dei benefits del Patent Box con quelli del credito d&#8217;imposta “ricerca e sviluppo”, a prescindere dalle dimensioni dell&#8217;impresa. </p>
<p>Misuriamo il risparmio d&#8217;imposta del Patent Box! </p>
<p>Se si decide di presentare domanda di Patent Box quindi, l&#8217;impresa assisterà all&#8217;abbattimento di quasi la metà rispetto al regime ordinario, della tassazione delle royalties. </p>
<p>Questo tipo di redditi, normalmente tassati al 31,4%, sconteranno in pratica una tassazione al 16% sempre a condizione che l&#8217;opzione fiscale venga esercitata correttamente e in conformità ai requisiti di legge. </p>
<p>Considerando l&#8217;aliquota applicabile nel 2017, la quota di reddito agevolabile non concorrerà a formare il reddito d’impresa per il 50 per cento del relativo ammontare, con il risultato di fatto di una tassazione ai fini IRES del bene immateriale con aliquota pari alla metà di quella ordinaria e, quindi, pari al 12% (tenendo conto della riduzione dell’aliquota IRES al 24% prevista dalla legge di Stabilità 2016 a decorrere dal periodo di imposta 2017)</p>
<p>Nel caso di cessione invece, le imprese vedranno azzerata la tassazione fiscale delle plusvalenze. </p>
<p>Continua il debutto dello delle PMI e delle Startup innovative: via all&#8217;opzione agevolata anche dopo il 30 giugno 2016</p>
<p>Quanto alla presunta scadenza del 30 giugno sui marchi e brevetti, il Governo, attuando un cambio di rotta, ha deciso di prorogare la validità del bonus fiscale del Patent Box su queste due categorie di beni immateriali, dato l&#8217;enorme spessore strategico degli stessi nello scenario economico, in primis nel food e nella moda. </p>
<p>Il superamento di tale limite temporale deriva dalla differenza tra il Patent Box OCSE, molto legato ad aspetti tecnici e tecnologici dell’impresa e il Patent Box Italiano che valorizza, in una prospettiva di maggiore ampiezza ed elasticità, gli aspetti intangibili ma super vitali dell’azienda e connessi principalmente al profilo estetico, commerciale e culturale. </p>
<p>Il Patent Box ha infatti riscontrato un incredibile successo in termini di adesione che ha toccato già nel corso del primo anno (2015), 3500 richieste di accesso, determinando il debutto sul mercato soprattutto delle piccole e medie imprese e delle startup innovative. </p>
<p>Le attività di Search &amp; Innovation possono essere sia svolte internamente che commissionate a società indipendenti, comprese startup innovative, oppure a Università, Enti di ricerca pubblici o privati e organismi equiparati, per mezzo della stipula di specifico contratto di ricerca. </p>
<p>L’opzione ha una durata di 5 anni, è irrevocabile ed è rinnovabile. </p>
<p>Attenzione: Tale opzione fiscale agevolativa prevista per gli intangible assets, se applicata al marchio collettivo è in grado di produrre vantaggi straordinari che non sono noti a tutti: per scoprirlo leggete subito la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/marchio-collettivo-con-opzione-patent-box-come-guadagnare-innovando-la-vostra-impresa-grazie-ad-imposte-super-ridotte-1">divulgazione dedicata al marchio collettivo con opzione Patent Box</a>! 
</p>
<p>Quali sono gli obiettivi perseguiti dal Patent box? </p>
<p>Le finalità sulle quali punta il Patent Box sono:</p>
<p>    incentivare l&#8217;attività research &amp; innovation da parte delle imprese italiane anche sul mercato internazionale riducendone il carico fiscale fino al 100%;<br />
    abbattere l’elusione fiscale generata dalla pratica di delocalizzazione dei brevetti e marchi in paesi con minore carico fiscale;<br />
    l&#8217;estensione dell&#8217;agevolazione anche ai marchi tutelati in qualsiasi paese estero, in base alle norme vigenti e agli accordi internazionali;<br />
    un’ulteriore utilità del patent box riferibile al medio-lungo periodo sarà l&#8217;implementazione della tutela del “Made in Italy”, consentendo di evolversi nella lotta alla contraffazione in qualunque settore. </p>
<p>Come si calcola il Patent Box? </p>
<p>Gli elementi da considerare per il calcolo del Patent box sono, conformemente alla Circolare Agenzia delle Entrate n°11/E del 7/04/2016:</p>
<p>A) il reddito derivante dallo sfruttamento del bene cioè il reddito agevolabile “RPI”, coincidente:</p>
<p>    nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale, con il “contributo economico” apportato dall&#8217; “intangible asset” al reddito complessivo, determinabile tramite procedura di “ruling” con l&#8217;agenzia delle entrate;<br />
    nel caso di utilizzo indiretto, con i canoni di concessione del bene immateriale, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti ed indiretti ad esso connessi di competenza del periodo di imposta;</p>
<p>B) il Coefficiente, abbreviato come “coeff”, corrispondente al cosiddetto “nexus ratio”, dato dal rapporto tra costi qualificati cioè quelli sostenuti (direttamente o indirettamente) dall’impresa nell’attività di ricerca e sviluppo del bene immateriale ed i costi complessivi ossia i costi totali per produrre tale beni (costituiti dalla somma delle spese qualificate, dei costi di acquisizione dei beni immateriali e delle spese di ricerca fatturate dalle parti correlate);</p>
<p>C) la quota di reddito agevolabile derivante dal prodotto tra reddito agevolabile e il nexus ratio “RA”=RPI x coeff;</p>
<p>D) la percentuale da applicare al RA, predeterminata secondo un criterio modulare: (30% nel 2015) 40% nel 2016 e 50% nel 2017. </p>
<p>La formula complessiva quindi è la seguente:</p>
<p>{RPI x [(costi qualificati + eventuale uplift nel massimo del 30%)/costi complessivi]} x 40% (50% nel 2017) = reddito agevolato da portare in deduzione che, a decorrere dal 2017, determinerà una variazione in diminuzione IRES /IRAP in Unico. In fase transitoria infatti la pratica è gestita conformemente al provvedimento ADE. </p>
<p>Le spese qualificate possono essere incrementate fino al 30%, limite massimo detto uplift, nel caso in cui si verifichi un&#8217;eccedenza dei costi complessivi sulle spese qualificate di ricerca. </p>
<p>A decorrere dal 2018, il reddito agevolabile verrà definito per ciascun bene immateriale. Ciò, al fine di concedere alle organizzazioni aziendali interne, il tempo utile per procurarsi i sistemi adeguati volti ad individuare e documentare i vari costi e i ricavi (criterio “tracking and tracing”). </p>
<p>Nell’elenco delle spese ammesse dal Patent Box rientrano anche quelle dedicate al marketing e a tutte quelle attività di promozione e comunicazione (quindi anche i costi per le campagne pubblicitarie) che rileveranno come costi qualificati ai fini del “Nexus Ratio”, nonché quelli investiti per la protezione della proprietà intellettuale. </p>
<p>NB Occorre in questa sede precisare che, ferma restando la condizione rappresentata dallo svolgimento di effettive e documentabili attività di R&amp;S, non è necessario che le attività di R&amp;S, relative a un determinato intangible asset, siano state poste in essere nel periodo di imposta in cui si fruisce dell’agevolazione dei redditi scaturenti da quel bene, essendo sufficiente che siano state compiute nei periodi di imposta precedenti.  E’ invece fondamentale che vi sia un collegamento diretto tra le attività di R&amp;S e l&#8217;asset intangibile . Non è rilevante il luogo di svolgimento di dette attività, che può essere collocato anche fuori dall’Italia. </p>
<p>Per usufruire dei bonus fiscali del “Patent Box” con un tax saving fino al 100%, occorre effettuare un’analisi preliminare circa la fattibilità e convenienza dell&#8217;opzione agevolativa nel caso specifico e quindi valutare la redditività degli asset immateriali della propria impresa, al fine di verificarne l&#8217;efficienza sotto il duplice profilo industriale e commerciale. </p>
<p>Per attivare i bonus fiscali del Patent Box, per ricevere assistenza tributaria specializzata sugli intangible assets e attuare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa,  </p>
<p>contattateci subito  al NUMERO VERDE 800192752! </p>
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<p> </p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/">Patent Box 2017: come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-per-i-titolari-di-reddito-dimpresa-bonus-fiscale-con-abbattimento-delle-imposte-fino-al-100-2/">Patent Box 2017: come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a> was first posted on Dicembre 21, 2016 at 12:08 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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