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	<title>novità fiscali 2026 - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>novità fiscali 2026 - Commercialista.it</title>
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		<title>Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le compensazioni fiscali. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le frodi tributarie, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="893">Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le <strong data-start="522" data-end="547">compensazioni fiscali</strong>. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le <strong data-start="620" data-end="640">frodi tributarie</strong>, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad oggi, potevano utilizzare la compensazione in modo più ampio e flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1231">Ma cosa significa, in concreto, questo cambiamento? Quali saranno i vincoli, i controlli preventivi e le sanzioni previste per chi utilizza impropriamente i crediti d’imposta? E soprattutto: come si possono evitare errori, <strong data-start="1118" data-end="1158">risparmiare legalmente sulle imposte</strong> e adattarsi a un sistema fiscale sempre più digitalizzato e controllato?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1468">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le novità sul modello F24 introdotte con la <strong data-start="1329" data-end="1355">Legge di Bilancio 2026</strong>, come influiranno sulle modalità di compensazione e cosa deve fare il contribuente per non trovarsi impreparato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="356"><strong>Nuovo limite alle compensazioni fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="978">Il modello F24, cardine nei rapporti tra contribuenti e Fisco, cambia volto a partire dal 2026, con una serie di novità che non toccano la struttura formale del documento ma incidono in profondità sull’utilizzo delle <strong data-start="575" data-end="600">compensazioni fiscali</strong>. La principale modifica, introdotta dalla <strong data-start="643" data-end="669">Legge di Bilancio 2026</strong>, riguarda la riduzione della soglia che blocca l’uso della <strong data-start="729" data-end="758">compensazione orizzontale</strong>: si passa da <strong data-start="772" data-end="802">100.000 euro a 50.000 euro</strong> di debiti iscritti a ruolo non pagati. Un cambiamento che interessa direttamente imprese, liberi professionisti e contribuenti che vantano <strong data-start="942" data-end="963">crediti d’imposta</strong> da utilizzare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="980" data-end="1590">In termini pratici, chi ha <strong data-start="1007" data-end="1049">debiti fiscali superiori a 50.000 euro</strong> non potrà più utilizzare il modello F24 per compensare crediti e debiti di natura diversa (es. credito IRPEF per pagare l’IVA), finché non regolarizzerà la propria posizione. La <strong data-start="1228" data-end="1257">compensazione orizzontale</strong>, infatti, consente di incrociare crediti e debiti appartenenti a imposte diverse, e rappresenta uno degli strumenti di pianificazione fiscale più sfruttati nel sistema tributario italiano. Ma con questa nuova soglia, lo Stato mira a limitare il rischio di utilizzi indebiti, aumentando il controllo sulle posizioni debitorie aperte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1967">Per aziende e professionisti, il nuovo tetto significa <strong data-start="1647" data-end="1706">maggiori vincoli nella gestione della liquidità fiscale</strong> e la necessità di verificare costantemente la propria posizione debitoria per non incorrere in blocchi o sanzioni. Un’ulteriore conferma della direzione intrapresa dal legislatore: maggiore rigore, più controlli e contrasto serrato all’elusione e all’evasione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="343"><strong>Cosa succede oltre i 50.000 euro di debiti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="345" data-end="772">La nuova soglia introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ha un impatto immediato: <strong data-start="426" data-end="479">superati i 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo</strong>, il contribuente perde <strong data-start="503" data-end="522">automaticamente</strong> il diritto di utilizzare il modello F24 per effettuare <strong data-start="578" data-end="607">compensazioni orizzontali</strong>. Non importa se i <strong data-start="626" data-end="645">crediti fiscali</strong> vantati siano regolari, certificati o pienamente spettanti: il blocco opera in maniera automatica, generale e senza eccezioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1260">Il divieto non fa distinzioni tra le diverse tipologie di tributi: il contribuente, sia esso persona fisica, professionista o impresa, non potrà più usare l’F24 per compensare alcuna imposta — né <strong data-start="970" data-end="981">diretta</strong> (come Irpef, Ires o Irap), né <strong data-start="1012" data-end="1025">indiretta</strong>(come l’Iva o le accise). La ratio del legislatore è chiara: impedire che chi ha rilevanti <strong data-start="1117" data-end="1142">pendenze con il Fisco</strong> possa continuare a usufruire di benefici fiscali o dilazioni mascherate attraverso il meccanismo della compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1262" data-end="1775">Questo meccanismo di <strong data-start="1283" data-end="1300">blocco totale</strong> si configura quindi come un potente strumento di pressione nei confronti dei contribuenti con <strong data-start="1395" data-end="1428">posizioni debitorie rilevanti</strong>, incentivandoli a regolarizzare la propria situazione prima di poter accedere di nuovo ai vantaggi offerti dalla compensazione. Inoltre, si tratta di un cambiamento che impone a molti contribuenti di rivedere la propria pianificazione fiscale e i flussi di cassa, per evitare di trovarsi impreparati davanti a un’eventuale esclusione dal sistema.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="207" data-end="272"><strong>Quali debiti fanno scattare il blocco</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="654">Il nuovo limite di 50.000 euro per le compensazioni tramite modello F24 si applica a una vasta gamma di <strong data-start="378" data-end="405">debiti iscritti a ruolo</strong>, ma è fondamentale capire <strong data-start="432" data-end="458">quali pendenze fiscali</strong> concorrono al raggiungimento di tale soglia. Rientrano nel conteggio <strong data-start="528" data-end="585">tutti i carichi affidati all’Agente della Riscossione</strong>, indipendentemente dalla loro origine o dalla fase del procedimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="656" data-end="1057">Non si parla solo di <strong data-start="677" data-end="703">accertamenti esecutivi</strong> classici da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma anche di <strong data-start="762" data-end="782">atti di recupero </strong>crediti, <strong data-start="792" data-end="809">avvisi bonari</strong> divenuti esecutivi, <strong data-start="830" data-end="855">cartelle di pagamento</strong> e <strong data-start="858" data-end="889">qualunque debito tributario</strong> confluito a ruolo. In pratica, qualsiasi <strong data-start="931" data-end="992">pendenza fiscale non saldata o non oggetto di sospensione</strong> formale può concorrere al superamento del limite di 50.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1059" data-end="1447">Ciò che conta, quindi, non è la natura del tributo o la sua origine, ma il fatto che il <strong data-start="1147" data-end="1187">carico sia affidato alla riscossione</strong> e risulti pendente. Anche una pluralità di piccoli debiti, sommati nel tempo e mai regolarizzati, può determinare il blocco delle compensazioni, escludendo il contribuente dalla possibilità di utilizzare i propri <strong data-start="1401" data-end="1446">crediti d’imposta legittimamente maturati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819">Questo nuovo approccio impone un cambio di mentalità: sarà essenziale per imprese, liberi professionisti e persone fisiche <strong data-start="1572" data-end="1631">monitorare costantemente la propria posizione debitoria</strong> e intervenire per tempo, prima che si superi la soglia limite. In caso contrario, si rischia di perdere l’accesso a uno strumento fiscale fondamentale per ottimizzare i flussi finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34021 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg" alt="" width="696" height="436" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-300x188.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-768x481.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1536x962.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-670x420.jpg 670w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-150x94.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-600x376.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-696x436.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1068x669.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="253"><strong>Gli effetti del nuovo limite</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="633">L’introduzione del nuovo limite di 50.000 euro per i debiti iscritti a ruolo comporta <strong data-start="341" data-end="384">effetti operativi immediati e rilevanti</strong> per tutti i contribuenti. Riducendo drasticamente la soglia rispetto al precedente limite di 100.000 euro, la norma <strong data-start="501" data-end="536">restringe il margine di manovra</strong> di imprese, professionisti e lavoratori autonomi nella gestione delle proprie posizioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="1182">In passato, anche chi aveva esposizioni tributarie significative poteva comunque utilizzare la <strong data-start="730" data-end="759">compensazione orizzontale</strong>per equilibrare debiti e crediti fiscali, mantenendo un certo livello di flessibilità nei versamenti. Oggi, invece, anche <strong data-start="882" data-end="921">debiti di entità media o frazionata</strong> possono determinare lo stop automatico all’uso del modello F24 in compensazione. Un cambiamento che <strong data-start="1022" data-end="1059">modifica l’equilibrio finanziario</strong> di molte realtà, soprattutto quelle che facevano affidamento su questa strategia per ottimizzare i propri flussi di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1184" data-end="1587">Tra gli effetti più immediati si registra una <strong data-start="1230" data-end="1282">maggiore rigidità nella gestione della liquidità</strong>: senza la possibilità di utilizzare crediti maturati per abbattere altri debiti fiscali, il contribuente dovrà disporre <strong data-start="1403" data-end="1436">di risorse liquide aggiuntive</strong> per effettuare i versamenti. Ciò può comportare tensioni finanziarie, in particolare per le piccole e medie imprese con margini di tesoreria limitati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1589" data-end="1814">Inoltre, questa stretta impone una <strong data-start="1624" data-end="1659">maggiore pianificazione fiscale</strong>: sarà essenziale prevedere scadenze, incassi, debiti e compensazioni con largo anticipo, per evitare di trovarsi improvvisamente bloccati nel sistema F24.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="342"><strong>Gestione dei flussi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="854">Con il nuovo limite fissato a 50.000 euro, la gestione dei <strong data-start="403" data-end="421">flussi fiscali</strong> entra in una fase ancora più delicata. Chi supera questa soglia di debiti a ruolo, anche temporaneamente, si vedrà <strong data-start="537" data-end="579">interdetto all’uso della compensazione</strong> tramite modello F24, indipendentemente dalla regolarità o dalla legittimità dei <strong data-start="660" data-end="680">crediti erariali</strong> maturati nel frattempo. Un cambiamento che obbliga aziende, professionisti e contribuenti in generale ad adottare <strong data-start="795" data-end="853">strategie di monitoraggio e pianificazione più evolute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="856" data-end="1268">La prima parola d’ordine diventa <strong data-start="889" data-end="943">controllo costante della propria posizione fiscale</strong>. È essenziale conoscere in tempo reale l’ammontare dei debiti iscritti a ruolo, anche perché non sempre questi vengono percepiti come “attivi” dal contribuente (es. vecchie cartelle esattoriali mai saldate o in contestazione). Un superamento della soglia può avvenire in modo silenzioso ma con effetti immediati e bloccanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1270" data-end="1681">In secondo luogo, è necessario adottare una gestione <strong data-start="1323" data-end="1369">proattiva delle esposizioni verso l’Erario</strong>. Questo significa valutare con attenzione quando e come saldare debiti fiscali, evitando che si accumulino in modo tale da precludere l’accesso alla compensazione. In molti casi, potrebbe risultare strategico rateizzare tempestivamente le pendenze o aderire a strumenti di definizione agevolata, se disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1683" data-end="2017">Infine, sarà utile per molti contribuenti <strong data-start="1725" data-end="1772">ripensare la propria pianificazione fiscale</strong>, privilegiando un approccio dinamico e basato sulla previsione dei flussi finanziari. L’obiettivo è evitare che un vincolo tecnico, come il blocco dell’F24 in compensazione, possa compromettere l’operatività quotidiana e la liquidità aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="368"><strong>Le ragioni della stretta normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="937">La stretta normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2026 non è casuale, ma risponde a precise esigenze di politica fiscale. Il legislatore ha infatti voluto <strong data-start="532" data-end="570">limitare l’uso della compensazione</strong> in presenza di <strong data-start="586" data-end="614">debiti fiscali rilevanti</strong>, per contrastare il continuo <strong data-start="644" data-end="678">accumulo di ruoli non riscossi</strong>. Fino a oggi, permettere ai contribuenti di compensare crediti anche in presenza di pendenze elevate ha contribuito a gonfiare il cosiddetto “<strong data-start="821" data-end="842">magazzino fiscale</strong>”, ovvero l’enorme massa di somme iscritte a ruolo ma mai effettivamente incassate dallo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1329">Abbassando la soglia da 100.000 a 50.000 euro, l’obiettivo è <strong data-start="1000" data-end="1072">indurre i contribuenti a sanare prima le proprie posizioni debitorie</strong>, come condizione necessaria per poter tornare a usufruire della compensazione. In questo modo, si rafforza il principio secondo cui <strong data-start="1205" data-end="1289">l’utilizzo di benefici fiscali deve avvenire solo da parte di soggetti in regola</strong> con le proprie obbligazioni tributarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892">Inoltre, è bene ricordare che la <strong data-start="1364" data-end="1389">compensazione fiscale</strong>, pur essendo uno strumento legittimo e utile per equilibrare debiti e crediti, è da anni sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate. I continui <strong data-start="1549" data-end="1589">controlli preventivi e automatizzati</strong> hanno l’obiettivo di evitare <strong data-start="1619" data-end="1653">abusi o compensazioni indebite</strong>, che possono derivare da crediti inesistenti, gonfiati o non spettanti. La nuova disciplina si inserisce in questo quadro, rafforzando le barriere contro le frodi e orientando il sistema verso una <strong data-start="1851" data-end="1891">maggiore trasparenza e tracciabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="395"><strong>Versamenti ammessi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="967">Nonostante la stretta sulle compensazioni, il modello F24 continua a rappresentare <strong data-start="480" data-end="517">lo strumento centrale e unificato</strong> per l’adempimento degli obblighi fiscali e contributivi in Italia. La sua <strong data-start="592" data-end="627">funzione di pagamento integrato</strong> resta infatti immutata: attraverso un’unica delega, è possibile versare <strong data-start="700" data-end="719">imposte dirette</strong> (come Irpef, Ires), <strong data-start="740" data-end="761">imposte indirette</strong> (come l’Iva), <strong data-start="776" data-end="794">tributi locali</strong> (IMU, Tari, Tasi), <strong data-start="814" data-end="826">ritenute</strong>, <strong data-start="828" data-end="864">addizionali regionali e comunali</strong>, <strong data-start="866" data-end="910">contributi previdenziali e assistenziali</strong>, <strong data-start="912" data-end="924">sanzioni</strong>, <strong data-start="926" data-end="939">interessi</strong> e <strong data-start="942" data-end="966">ravvedimenti operosi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="969" data-end="1405">Questa <strong data-start="976" data-end="996">logica unificata</strong> semplifica la vita a contribuenti e intermediari fiscali, permettendo di centralizzare in un solo strumento una molteplicità di pagamenti, anche relativi a enti diversi (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Comuni, Regioni). Tuttavia, con l’entrata in vigore delle nuove regole del 2026, cambiano alcune <strong data-start="1300" data-end="1333">modalità pratiche di utilizzo</strong>, in particolare per chi intende sfruttare <strong data-start="1376" data-end="1404">crediti in compensazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1853">Il contribuente dovrà infatti verificare con attenzione la <strong data-start="1466" data-end="1497">propria posizione debitoria</strong> prima di procedere con il modello F24 in compensazione, onde evitare il rigetto dell’operazione da parte del sistema. La compensazione potrà essere effettuata solo se non si è superato il nuovo limite di 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo. In caso contrario, il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite versamento integrale senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2013">Queste modifiche rafforzano il ruolo dell’F24 come <strong data-start="1906" data-end="1936">strumento fiscale centrale</strong>, ma al tempo stesso ne impongono un utilizzo <strong data-start="1982" data-end="2012">più rigoroso e consapevole</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="357"><strong>Canali di pagamento </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="655">Anche nel nuovo contesto normativo, restano in vigore le regole già note riguardanti i <strong data-start="446" data-end="488">canali di trasmissione del modello F24</strong>, con alcune conferme importanti e limiti da rispettare, in particolare per quanto riguarda la <strong data-start="583" data-end="654">differenziazione tra titolari di partita IVA e contribuenti privati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="657" data-end="1049">Per i titolari di partita IVA — siano essi imprenditori individuali, società o professionisti — vige <strong data-start="758" data-end="842">l’obbligo assoluto di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate</strong> o quelli messi a disposizione dagli intermediari abilitati (commercialisti, consulenti, CAF), per la trasmissione di qualsiasi modello F24. Questo obbligo si applica anche ai versamenti senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1051" data-end="1495">Diversa la situazione per i <strong data-start="1079" data-end="1123">contribuenti non titolari di partita IVA</strong>. In questo caso, è ancora possibile utilizzare il <strong data-start="1174" data-end="1198">modello F24 cartaceo</strong> presso banche o uffici postali, ma solo se l’importo da versare <strong data-start="1263" data-end="1290">non supera i 1.000 euro</strong> e <strong data-start="1293" data-end="1322">non prevede compensazioni</strong>. Una volta superata questa soglia, anche i privati devono necessariamente effettuare il pagamento <strong data-start="1421" data-end="1453">tramite modalità telematiche</strong>, di norma con addebito su conto corrente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1497" data-end="1813">Infine, è fondamentale ricordare che tutti gli F24 che presentano <strong data-start="1563" data-end="1580">compensazioni</strong> — anche parziali — o che hanno <strong data-start="1612" data-end="1633">saldo pari a zero</strong> devono obbligatoriamente essere <strong data-start="1666" data-end="1730">trasmessi online tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate</strong>. Non sono ammessi altri strumenti, a prescindere dalla qualifica del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1815" data-end="2009">Queste regole rafforzano il controllo sui flussi fiscali e riducono il rischio di errori o usi impropri delle compensazioni, allineandosi con la digitalizzazione del sistema tributario italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="383"><strong>Errori di compilazione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="767">Sebbene il modello F24 sia oggi uno strumento ampiamente conosciuto e utilizzato, gli <strong data-start="471" data-end="497">errori di compilazione </strong>continuano a rappresentare una <strong data-start="529" data-end="550">criticità diffusa</strong>, con conseguenze anche gravi per i contribuenti. Le problematiche più frequenti si concentrano su tre elementi chiave: <strong data-start="670" data-end="705">codice fiscale del contribuente</strong>, <strong data-start="707" data-end="725">codice tributo</strong> e <strong data-start="728" data-end="766">anno di riferimento del versamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1220">Anche <strong data-start="775" data-end="802">una minima imprecisione</strong> su uno di questi dati può compromettere l’intera operazione. Un codice tributo errato o riferito alla tassa sbagliata, un anno indicato in modo scorretto o un codice fiscale digitato male possono portare a <strong data-start="1009" data-end="1030">scarti automatici</strong>, <strong data-start="1032" data-end="1082">ritardi nella contabilizzazione del versamento</strong> o, nei casi peggiori, alla necessità di inviare comunicazioni integrative o richiedere rettifiche agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1222" data-end="1657">Queste situazioni generano non solo <strong data-start="1258" data-end="1284">aggravi amministrativi</strong>, ma anche <strong data-start="1295" data-end="1324">costi economici indiretti</strong>, tra cui: sanzioni per mancato pagamento apparente, perdita temporanea di crediti, blocco della compensazione o difficoltà nel rilascio del DURC (documento unico di regolarità contributiva) per le imprese. Inoltre, in caso di accertamento, la correzione tardiva di un errore potrebbe non bastare a evitare conseguenze sanzionatorie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="1984">Per questo è fondamentale adottare un approccio scrupoloso alla compilazione del modello F24, magari con l’assistenza di un commercialista, soprattutto in presenza di compensazioni, tributi complessi o crediti pregressi. La <strong data-start="1883" data-end="1910">precisione nei dettagli</strong> è la prima linea di difesa contro errori costosi e contestazioni fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="128" data-end="212"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="214" data-end="669">Le modifiche introdotte nel 2026 sul modello F24 rappresentano una svolta significativa per il sistema fiscale italiano, soprattutto in termini di maggiore rigore e controllo. La riduzione della soglia per l’accesso alla compensazione, il rafforzamento dei vincoli operativi e l’obbligo di monitoraggio della posizione fiscale segnalano chiaramente la volontà del legislatore di limitare abusi, frodi e utilizzi impropri dei crediti d’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="968">Per imprese e professionisti, ciò si traduce in un’esigenza concreta: adottare strategie fiscali più attente, strutturate e digitalizzate, anche con il supporto di consulenti esperti. L’epoca della compensazione “automatica” è finita: oggi servono pianificazione, precisione e trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1280">È il momento di ripensare il proprio rapporto con il Fisco non solo in ottica di adempimento, ma anche come leva per una gestione più efficiente e sostenibile del carico tributario. Solo così sarà possibile trasformare la stretta normativa in un’opportunità di controllo, ottimizzazione e risparmio legale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> was first posted on Marzo 6, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 04:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi. Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="335" data-end="649">Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto Milleproroghe”: un provvedimento omnibus con cui il Governo interviene per rinviare scadenze normative, autorizzare misure transitorie e garantire continuità amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Anche per il 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong data-start="965" data-end="985">DL Milleproroghe</strong> con una serie di disposizioni urgenti che andranno ad impattare su settori strategici come <strong data-start="1077" data-end="1168">l’edilizia, il fisco, la pubblica amministrazione, il lavoro, l’ambiente e la giustizia</strong>. Si tratta, come sempre, di un decreto-legge che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni: il Parlamento avrà dunque il compito di approvare, modificare o eventualmente eliminare le proroghe inserite dal Governo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1391" data-end="1808">Ma cosa contiene, nello specifico, il Milleproroghe 2026? E quali sono le scadenze che slittano e gli effetti concreti per imprese e contribuenti? In questo articolo analizzeremo le principali novità introdotte dal testo, segnalando gli aspetti di maggiore interesse fiscale, amministrativo e finanziario, con un occhio alle opportunità e ai vantaggi che potranno derivarne per chi saprà sfruttarle correttamente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="395"><strong>L’obbligo di polizze catastrofali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">Tra le proroghe più significative contenute nel <strong data-start="445" data-end="475">Decreto Milleproroghe 2026</strong> figura quella relativa all’obbligo di sottoscrizione delle <strong data-start="535" data-end="588">polizze assicurative contro i rischi catastrofali</strong> per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">L’obbligo, inizialmente previsto dal <strong data-start="642" data-end="659">DL n. 39/2025</strong> con scadenza al 31 dicembre 2025, viene ora <strong data-start="704" data-end="730">posticipato di un anno</strong>, fissando il nuovo termine al <strong data-start="761" data-end="781">31 dicembre 2026</strong>. Questo rinvio riguarda in particolare due categorie di soggetti: le <strong data-start="851" data-end="894">imprese dell’acquacoltura e della pesca</strong> e le <strong data-start="900" data-end="927">micro e piccole imprese</strong>, che operano in settori potenzialmente più vulnerabili a eventi calamitosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1005" data-end="1501">Il provvedimento tocca direttamente anche le <strong data-start="1050" data-end="1104">attività di somministrazione di alimenti e bevande</strong>, nonché le <strong data-start="1116" data-end="1147">imprese turistico-ricettive</strong>, duramente colpite da eventi naturali estremi negli ultimi anni. L’introduzione dell’obbligo assicurativo, che rientra nelle misure di prevenzione e gestione dei disastri ambientali, è stata dunque rinviata per consentire una più ampia adesione da parte delle imprese e per permettere una maggiore diffusione delle coperture assicurative sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1503" data-end="1945">Questa proroga può rappresentare <strong data-start="1536" data-end="1608">un’opportunità per pianificare in anticipo le coperture assicurative</strong>, negoziando condizioni più favorevoli, evitando sanzioni e proteggendo il proprio patrimonio aziendale da eventi sempre più frequenti come alluvioni, terremoti o incendi. Tuttavia, nonostante la proroga, resta <strong data-start="1819" data-end="1883">fondamentale valutare l’attivazione volontaria delle polizze</strong>, in un’ottica di gestione responsabile del rischio d’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="378"><strong>Fondo di Garanzia PMI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="874">Un’altra misura chiave prevista nel <strong data-start="416" data-end="446">Decreto Milleproroghe 2026</strong> è la proroga del regime straordinario del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento che ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere l’accesso al credito per piccole e medie imprese durante e dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Governo ha deciso di estendere questa misura fino al 31 dicembre 2026, confermando sia l’operatività straordinaria del fondo sia le condizioni di favore per le imprese beneficiarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">Il Fondo continuerà a rilasciare garanzie fino a 5 milioni di euro per singola impresa, con coperture differenziate a seconda della tipologia di richiesta.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">In particolare:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1052" data-end="1230">
<li data-start="1052" data-end="1142">
<p data-start="1054" data-end="1142">fino all’80% dell’importo garantito per investimenti, start-up e imprese innovative;</p>
</li>
<li data-start="1143" data-end="1230">
<p data-start="1145" data-end="1230">fino al 50% per le esigenze di liquidità, indipendentemente dal rating aziendale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1232" data-end="1718">Questa proroga mira a sostenere le PMI in una fase ancora complessa, in cui molte aziende devono far fronte a difficoltà finanziarie, necessità di consolidamento e nuove sfide legate all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. L’accesso facilitato al credito, garantito dallo Stato, permette di ridurre il rischio per le banche e di agevolare i finanziamenti a tassi più favorevoli, contribuendo così alla crescita e alla tenuta del sistema produttivo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959">È importante che le imprese interessate si attivino per verificare i requisiti di accesso e valutino fin da subito la possibilità di utilizzare questo strumento per finanziare investimenti o rafforzare la propria posizione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33919 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg" alt="" width="696" height="416" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-300x179.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-768x459.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1536x918.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-702x420.jpg 702w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-150x90.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-600x359.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-696x416.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1068x639.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="357"><strong>Assemblee societarie da remoto </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="748">Il <strong data-start="362" data-end="392">Decreto Milleproroghe 2026</strong> conferma la proroga di una misura introdotta durante la pandemia ma diventata ormai prassi consolidata per moltissime realtà imprenditoriali: la possibilità di svolgere <strong data-start="562" data-end="604">assemblee societarie ed enti da remoto</strong>. Il termine per usufruire di questa modalità è stato esteso fino al <strong data-start="673" data-end="694">30 settembre 2026</strong>, senza necessità di modificare gli statuti societari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="946">La norma proroga quanto previsto dall’<strong data-start="788" data-end="815">art. 106 del DL 18/2020</strong>, già oggetto di rinvii negli anni passati, e permette a società di capitali, cooperative, fondazioni ed enti del terzo settore di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1192">
<li data-start="947" data-end="1017">
<p data-start="949" data-end="1017">convocare e svolgere le assemblee totalmente in videoconferenza;</p>
</li>
<li data-start="1018" data-end="1055">
<p data-start="1020" data-end="1055">utilizzare il voto elettronico;</p>
</li>
<li data-start="1056" data-end="1130">
<p data-start="1058" data-end="1130">ricorrere al rappresentante designato per la raccolta delle deleghe;</p>
</li>
<li data-start="1131" data-end="1192">
<p data-start="1133" data-end="1192">non modificare lo statuto per adottare queste modalità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1194" data-end="1469">Si tratta di un intervento che favorisce l’<strong data-start="1237" data-end="1261">efficienza operativa</strong> e riduce i costi organizzativi, ma anche di una soluzione inclusiva che consente la partecipazione attiva dei soci o associati residenti in diverse aree geografiche, senza la necessità di spostamenti fisici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1471" data-end="1838">La proroga può rappresentare una leva strategica soprattutto per le <strong data-start="1539" data-end="1583">start-up, le PMI e le società innovative</strong>, che spesso operano con team distribuiti o soci internazionali. Tuttavia, è fondamentale assicurare la <strong data-start="1687" data-end="1722">piena tracciabilità e sicurezza </strong>dei sistemi digitali adottati, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy e trasparenza societaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="312" data-end="382"><strong>Milleproroghe 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="384" data-end="834">Le proroghe contenute nel Milleproroghe 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le imprese e i professionisti di pianificare al meglio strategie fiscali, operative e amministrative, evitando rincorse dell’ultimo minuto e sfruttando margini temporali estesi. Tuttavia, è fondamentale non cadere nell’illusione che “ci sia ancora tempo”, perché le scadenze rinviate sono comunque vincolanti e, spesso, richiedono preparazione anticipata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1314">Per esempio, la proroga al 2026 dell’obbligo di polizze catastrofali consente alle micro e piccole imprese di negoziare con calma contratti assicurativi più vantaggiosi, magari integrando le polizze nei piani di rischio aziendali già esistenti. Allo stesso modo, il prolungamento del Fondo di Garanzia PMI offre una finestra preziosa per finanziare nuovi investimenti con garanzie pubbliche elevate, riducendo il peso delle garanzie reali a carico dell’imprenditore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1704">Anche sul piano societario, la possibilità di convocare assemblee da remoto fino a settembre 2026 facilita la gestione amministrativa, specialmente per startup, gruppi con soci esteri o realtà con strutture complesse. I consulenti aziendali e fiscali dovrebbero guidare i clienti nell’organizzare correttamente queste opportunità, anticipando le operazioni e ottimizzando i tempi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952">In sintesi, il Milleproroghe non è solo un “rinvio di obblighi”, ma può diventare una leva per fare strategia: prepararsi ora può significare risparmiare, essere più competitivi e affrontare il 2027 con una struttura più solida e organizzata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952"><strong>Vantaggi e rischi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="725">Il <strong data-start="273" data-end="298">Decreto Milleproroghe</strong>, nato come strumento eccezionale per gestire urgenze e scadenze improrogabili, è ormai diventato un appuntamento fisso della legislazione italiana. Sebbene le proroghe rappresentino in molti casi una risposta a esigenze reali e concrete di imprese, famiglie e pubblica amministrazione, il ricorso sistematico a questo strumento pone <strong data-start="632" data-end="724">seri interrogativi sul piano della certezza del diritto e della programmazione economica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="727" data-end="1207">La continua <strong data-start="739" data-end="786">dilazione di termini e obblighi legislativi</strong>, come nel caso delle polizze catastrofali, dei testi unici fiscali o delle assemblee da remoto, genera infatti un clima di <strong data-start="910" data-end="934">incertezza normativa</strong> che penalizza chi vorrebbe investire, innovare o semplicemente rispettare le regole con chiarezza. A soffrirne di più sono proprio le <strong data-start="1069" data-end="1095">PMI e i professionisti</strong>, che non sempre hanno risorse e strumenti per adeguarsi rapidamente ai continui cambi di rotta del legislatore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1209" data-end="1597">Inoltre, il rischio è quello di trasmettere un messaggio sbagliato: che <strong data-start="1281" data-end="1320">la legge può sempre essere rinviata</strong>, e che rispettare le scadenze sia un’opzione, non un dovere. Questo può indebolire la fiducia nelle istituzioni, alimentare comportamenti opportunistici e disincentivare l’adozione volontaria di buone pratiche (come le coperture assicurative o la digitalizzazione societaria).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945">Serve quindi un riequilibrio: il Milleproroghe dovrebbe tornare ad essere un <strong data-start="1676" data-end="1729">eccezionale strumento di “manutenzione normativa”</strong>, e non la scorciatoia per evitare di affrontare riforme strutturali. In caso contrario, la flessibilità rischia di diventare <strong data-start="1855" data-end="1870">instabilità</strong>, con effetti negativi sull’intero sistema economico e giuridico del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="393"><strong>Testi Unici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="395" data-end="907">Tra le proroghe meno appariscenti ma più significative sul piano sistemico, c’è il rinvio al <strong data-start="488" data-end="507">1° gennaio 2027</strong> dell’entrata in vigore dei nuovi <strong data-start="541" data-end="564">Testi Unici fiscali</strong>, già approvati nel 2025 nell’ambito della riforma del sistema tributario. Il Milleproroghe 2026 stabilisce dunque uno slittamento di un intero anno rispetto alla tabella di marcia originaria, rinviando l’applicazione delle nuove disposizioni che avrebbero dovuto razionalizzare e semplificare il complesso panorama normativo fiscale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1306">Si tratta di un rinvio che ha <strong data-start="939" data-end="1021">un impatto diretto su contribuenti, professionisti e amministrazioni pubbliche</strong>, che ora vedono allontanarsi l’avvio di un sistema tributario più organico e leggibile. I Testi Unici rappresentano infatti uno sforzo importante per accorpare norme spesso frammentate e stratificate, con l’obiettivo di offrire maggiore chiarezza su IRPEF, IVA, IRES e tributi locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1671">La proroga può avere <strong data-start="1329" data-end="1357">due letture contrapposte</strong>: da un lato, potrebbe servire per migliorare ulteriormente i testi approvati, correggendo criticità tecniche e implementando misure attuative complesse; dall’altro lato, potrebbe indicare una <strong data-start="1550" data-end="1573">difficoltà politica</strong> nel rendere operative riforme strutturali, rimandando ancora una volta l’atteso riordino fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033">Per i commercialisti e gli operatori del settore, questo significa <strong data-start="1740" data-end="1776">un ulteriore anno di transizione</strong>, in cui dovranno gestire vecchie e nuove normative in parallelo, mantenendo alta l’attenzione sulle modifiche future. Ma per il sistema Paese, il rischio è che la <strong data-start="1940" data-end="1977">semplificazione resti sulla carta</strong>, rallentando il processo di modernizzazione tributaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="822">Il <strong data-start="329" data-end="359">Decreto Milleproroghe 2026</strong> offre a imprese, professionisti e cittadini un importante margine di tempo per affrontare in modo più strutturato alcune delle scadenze e degli obblighi normativi più complessi. Le proroghe sulle polizze catastrofali, sul Fondo di garanzia PMI, sulle assemblee da remoto, così come il rinvio dei Testi Unici fiscali, rappresentano opportunità concrete per chi sa pianificare in anticipo, evitare sanzioni e sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1299">Tuttavia, è fondamentale <strong data-start="849" data-end="926">non interpretare il Milleproroghe come un semplice &#8220;via libera&#8221; al rinvio</strong>. Al contrario, il rinvio delle scadenze dovrebbe essere utilizzato in modo strategico: per mettersi in regola, valutare soluzioni più efficaci e costruire una gestione aziendale e fiscale più consapevole. In questo senso, il ruolo dei consulenti, dei commercialisti e dei professionisti del settore sarà decisivo per accompagnare imprese e contribuenti in questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1301" data-end="1625">Infine, va ricordato che il decreto è ancora in fase di approvazione parlamentare, e potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge. Sarà quindi fondamentale <strong data-start="1470" data-end="1510">seguire da vicino l’iter legislativo</strong> per non farsi trovare impreparati. La proroga è utile, ma il tempo guadagnato va gestito con competenza e visione.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> was first posted on Febbraio 13, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 12:29:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="1019">Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della <strong data-start="751" data-end="794">cosiddetta “ritenuta universale” all’1%</strong> sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una <strong data-start="897" data-end="947">nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria</strong> su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra partite IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1021" data-end="1506">L’obiettivo dichiarato del Governo è <strong data-start="1058" data-end="1092">contrastare l’evasione fiscale</strong> in modo più capillare, attraverso un sistema automatico che permetta all’Agenzia delle Entrate di trattenere in tempo reale una percentuale su ogni pagamento tra soggetti IVA. Ma dietro questa misura si nasconde il rischio concreto di <strong data-start="1328" data-end="1369">peggiorare la liquidità delle imprese</strong>, in particolare quelle medio-piccole, che si troverebbero ad anticipare imposte su incassi ancora non consolidati o di entità marginale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1881">Il provvedimento ha sollevato immediate critiche da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che ne evidenziano <strong data-start="1647" data-end="1739">l’impatto negativo su flussi di cassa, semplificazione e correttezza del sistema fiscale</strong>. Ma soprattutto, sta sorgendo una domanda cruciale tra imprenditori e professionisti: <strong data-start="1826" data-end="1881">esistono strumenti legali per evitarla o mitigarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2103">In questo articolo analizziamo nel dettaglio cos’è la ritenuta universale all’1%, a chi si applica, quali sono i rischi reali per le imprese e quali possibili strategie di difesa fiscale è possibile adottare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="434"><strong data-start="333" data-end="434">Come funziona la ritenuta universale all’1%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="976">La proposta della <strong data-start="454" data-end="485">ritenuta universale dell’1%</strong> inserita tra gli emendamenti alla <strong data-start="520" data-end="546">Legge di Bilancio 2026</strong> rappresenta, nei fatti, una <strong data-start="575" data-end="608">richiesta di anticipo fiscale</strong> alle imprese e ai professionisti. Secondo quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, durante un webinar del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, la misura andrebbe intesa come “una sorta di scambio” rispetto a un altro intervento discusso in manovra: <strong data-start="891" data-end="975">il blocco totale delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali e contributivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1376">La norma è ancora in bozza, ma prevede che <strong data-start="1021" data-end="1044">dal 1° gennaio 2029</strong> venga applicata una <strong data-start="1065" data-end="1095">ritenuta d’acconto dell’1%</strong> su tutte le <strong data-start="1108" data-end="1143">fatture emesse tra soggetti IVA</strong>, relative a <strong data-start="1156" data-end="1201">cessioni di beni e prestazioni di servizi</strong> in ambito B2B. In pratica, il soggetto committente (cioè chi paga) tratterrà <strong data-start="1279" data-end="1322">l’1% sull’imponibile, al netto dell’IVA</strong>, e sarà obbligato a versarlo direttamente all’Erario.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1419">Importante precisare che questa ritenuta:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1421" data-end="1733">
<li data-start="1421" data-end="1484">
<p data-start="1423" data-end="1484"><strong data-start="1423" data-end="1483">Non si applicherà alle partite IVA in regime forfettario</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1485" data-end="1624">
<p data-start="1487" data-end="1624">Saranno <strong data-start="1495" data-end="1508">esonerati</strong> anche i soggetti che aderiscono al <strong data-start="1544" data-end="1578">concordato preventivo biennale</strong> o al <strong data-start="1584" data-end="1623">regime di adempimento collaborativo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1625" data-end="1733">
<p data-start="1627" data-end="1733">Sarà <strong data-start="1632" data-end="1732">limitata alle operazioni tra soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1735" data-end="2097">Secondo la <strong data-start="1746" data-end="1783">relazione tecnica all’emendamento</strong>, l’obiettivo è duplice: <strong data-start="1808" data-end="1836">ridurre l’assessment gap</strong> (cioè l’evasione da omessa dichiarazione) e <strong data-start="1881" data-end="1912">contenere il collection gap</strong> (mancato versamento dell’imposta già dichiarata). Si punta così a un <strong data-start="1982" data-end="2015">prelievo anticipato e diffuso</strong>, automatizzato tramite fattura elettronica, per migliorare la compliance fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="408"><strong data-start="312" data-end="408">Criticità e rischi della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="957">Se da un lato l’introduzione della <strong data-start="445" data-end="476">ritenuta universale dell’1%</strong> mira a migliorare l&#8217;efficacia della riscossione fiscale, dall’altro lato comporta <strong data-start="559" data-end="603">diversi problemi concreti per le imprese</strong>, specie le PMI e i professionisti in contabilità semplificata. Il primo e più evidente è l’impatto diretto sulla <strong data-start="717" data-end="740">liquidità aziendale</strong>: ogni pagamento ricevuto sarà decurtato dell’1% (al netto dell’IVA), creando un’<strong data-start="821" data-end="856">anticipazione forzata d’imposta</strong> che, in molti casi, potrebbe generare <strong data-start="895" data-end="956">crediti fiscali difficilmente recuperabili in tempi brevi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="959" data-end="1409">A differenza delle attuali <strong data-start="986" data-end="1008">ritenute d’acconto</strong> previste ad esempio per i lavoratori autonomi (che si applicano su compensi professionali e sono regolate dall’art. 25 del DPR 600/73), la ritenuta universale sarebbe <strong data-start="1176" data-end="1207">automatizzata e trasversale</strong>, coinvolgendo <strong data-start="1222" data-end="1251">qualsiasi transazione B2B</strong>. Inoltre, non si tratterebbe di una ritenuta “su richiesta” o limitata a specifiche prestazioni: la misura agirebbe <strong data-start="1368" data-end="1408">sistematicamente su tutte le fatture</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Un ulteriore aspetto critico riguarda la gestione amministrativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Il committente dovrebbe:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1792">
<li data-start="1507" data-end="1594">
<p data-start="1509" data-end="1594">Verificare se il fornitore è esonerato (forfettario, in concordato preventivo, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1635">
<p data-start="1597" data-end="1635">Calcolare la ritenuta sull’imponibile;</p>
</li>
<li data-start="1636" data-end="1701">
<p data-start="1638" data-end="1701">Trattenerla e <strong data-start="1652" data-end="1675">versarla all’Erario</strong> entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1702" data-end="1792">
<p data-start="1704" data-end="1792">Rilasciare la <strong data-start="1718" data-end="1736">certificazione</strong> al fornitore e tenerne traccia ai fini del modello 770.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089">Tutto ciò <strong data-start="1804" data-end="1831">aggrava gli adempimenti</strong> per le imprese, che già operano in un contesto burocratico complesso. Inoltre, genera un’asimmetria fiscale: chi emette la fattura incassa meno (pur avendo dichiarato un imponibile pieno), mentre chi la paga assume l’onere della trattenuta e del versamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33646 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="510"><strong data-start="431" data-end="510">Come evitare la ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="866">La ritenuta universale all’1%, se entrerà effettivamente in vigore dal 2029, <strong data-start="589" data-end="634">non sarà applicata in modo indiscriminato</strong>. La bozza della norma prevede <strong data-start="665" data-end="689">importanti esenzioni</strong>, che possono essere sfruttate da imprese e professionisti per <strong data-start="752" data-end="785">tutelare la propria liquidità</strong> e <strong data-start="788" data-end="824">semplificare la gestione fiscale</strong>. Le due vie principali per evitarla sono:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="915">1. <strong data-start="875" data-end="915">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="1335">Si tratta di un istituto introdotto con la Riforma Fiscale, destinato soprattutto a <strong data-start="1000" data-end="1040">lavoratori autonomi e imprese minori</strong>. Chi aderisce al CPB accetta un <strong data-start="1073" data-end="1106">reddito d’imposta predefinito</strong> (concordato con l’Agenzia delle Entrate) per due anni, indipendentemente dall’andamento reale. In cambio, ottiene <strong data-start="1221" data-end="1259">semplificazioni e vantaggi fiscali</strong>, tra cui – secondo l’emendamento – <strong data-start="1295" data-end="1334">l’esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1337" data-end="1507">Questo strumento può diventare strategico per le <strong data-start="1389" data-end="1414">partite IVA ordinarie</strong> che operano in modo trasparente e vogliono <strong data-start="1458" data-end="1506">evitare prelievi forzosi sui flussi di cassa</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1545">2. <strong data-start="1516" data-end="1545">Adempimento Collaborativo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1862">Un regime riservato a imprese con ricavi superiori a 1 miliardo di euro (soglia che sarà abbassata progressivamente fino a 100 milioni), basato su un <strong data-start="1696" data-end="1729">dialogo costante con il Fisco</strong> e su un sistema di <strong data-start="1749" data-end="1776">tax compliance avanzato</strong>. Anche in questo caso, l’adesione garantisce l’<strong data-start="1824" data-end="1861">esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1864" data-end="1892">Altri soggetti esonerati</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1893" data-end="2065">
<li data-start="1893" data-end="1946">
<p data-start="1895" data-end="1946"><strong data-start="1895" data-end="1917">Regime forfettario</strong>: esclusione totale prevista;</p>
</li>
<li data-start="1947" data-end="2065">
<p data-start="1949" data-end="2065"><strong data-start="1949" data-end="2021">Operazioni fuori campo IVA o non soggette a fatturazione elettronica</strong>, su cui si attendono chiarimenti ufficiali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2403">In sostanza, aderire a uno di questi regimi non solo migliora il rapporto con il Fisco, ma <strong data-start="2161" data-end="2238">permette di non subire un prelievo anticipato potenzialmente penalizzante</strong>. Tuttavia, la scelta va <strong data-start="2263" data-end="2288">valutata attentamente</strong> insieme al proprio consulente, in base al volume d’affari, alla redditività e alla struttura fiscale dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="411"><strong data-start="301" data-end="411">Professionisti e PMI a rischio squilibrio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="868">L’introduzione della ritenuta universale all’1% sui pagamenti tra soggetti IVA rischia di avere un impatto <strong data-start="520" data-end="626">sproporzionato proprio su quella fascia di contribuenti che rappresenta l’ossatura economica del Paese</strong>: i piccoli professionisti, gli artigiani e le PMI. Parliamo di soggetti che, pur operando in contabilità ordinaria o semplificata, <strong data-start="758" data-end="791">non rientrano nel forfettario</strong> e nemmeno nei regimi “premianti” come il <strong data-start="833" data-end="867">concordato preventivo biennale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1293">Per questi operatori, la ritenuta all’1% rappresenterebbe <strong data-start="928" data-end="964">un prelievo obbligatorio a monte</strong>, su flussi di cassa spesso già sotto pressione. A differenza delle grandi imprese, che possono contare su strumenti avanzati di pianificazione fiscale, le PMI non dispongono sempre delle risorse per <strong data-start="1164" data-end="1208">ottimizzare la propria posizione fiscale</strong> e gestire con precisione i <strong data-start="1236" data-end="1260">crediti IRPEF o IRES</strong> derivanti dalle ritenute subite.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1345">Inoltre, si rischia una doppia penalizzazione:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1347" data-end="1555">
<li data-start="1347" data-end="1424">
<p data-start="1349" data-end="1424"><strong data-start="1349" data-end="1374">A livello finanziario</strong>, per via della riduzione immediata degli incassi;</p>
</li>
<li data-start="1425" data-end="1555">
<p data-start="1427" data-end="1555"><strong data-start="1427" data-end="1450">A livello operativo</strong>, per l’aumento degli adempimenti amministrativi sia in fase di emissione che di ricezione delle fatture.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1907">Un altro problema concreto riguarda la <strong data-start="1596" data-end="1623">distorsione competitiva</strong>. Le imprese aderenti ai regimi esonerati (come il CPB o l’adempimento collaborativo) potrebbero <strong data-start="1720" data-end="1754">offrire prezzi più competitivi</strong>, grazie al fatto di non subire la trattenuta, mentre le altre si vedrebbero <strong data-start="1831" data-end="1867">costrette ad aumentare i margini</strong> per compensare la perdita di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1909" data-end="2147">Infine, va considerato che una misura di questo tipo, pensata per contrastare l’evasione, potrebbe invece <strong data-start="2015" data-end="2066">penalizzare proprio i contribuenti più corretti</strong>, lasciando invariata la posizione di chi già opera fuori dai circuiti ufficiali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33487 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="553"><strong data-start="426" data-end="553">La logica fiscale della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="555" data-end="968">L’obiettivo dichiarato dell’introduzione della <strong data-start="602" data-end="632">ritenuta universale all’1%</strong> è duplice: <strong data-start="644" data-end="678">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="681" data-end="725">aumentare l’efficienza della riscossione</strong>, agendo preventivamente sull’incasso dell’imposta, prima ancora che venga dichiarata o versata. Una logica che rientra in una più ampia strategia dell’Agenzia delle Entrate per <strong data-start="903" data-end="967">ridurre i margini di elusione e migliorare la tax compliance</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Nel nostro ordinamento non è la prima volta che si ricorre a <strong data-start="1031" data-end="1068">meccanismi di prelievo anticipato</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Esempi significativi sono:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1122"><strong data-start="1104" data-end="1122">Reverse charge</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1123" data-end="1532">Usato in ambito IVA, prevede che l’imposta venga <strong data-start="1172" data-end="1220">autoliquidata dal destinatario della fattura</strong>, anziché dal fornitore. Serve a <strong data-start="1253" data-end="1319">contrastare l’evasione nell’ambito delle operazioni “a catena”</strong>, come nel settore edile o tecnologico. Anche qui, il principio è quello di <strong data-start="1395" data-end="1473">spostare il momento dell’obbligo fiscale più vicino al pagamento effettivo</strong>, evitando che l’imposta venga incassata e poi non versata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1557"><strong data-start="1540" data-end="1557">Split payment</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1881">Adottato per operazioni con la PA e grandi società pubbliche, lo split payment impone che <strong data-start="1648" data-end="1739">l’IVA venga trattenuta dall’ente pubblico committente e versata direttamente all’Erario</strong>, anziché al fornitore. Anche in questo caso, il fornitore riceve un <strong data-start="1808" data-end="1831">pagamento decurtato</strong> dell’IVA, che però non gestisce più direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2065">In entrambi i casi, come nella ritenuta universale, l’intento è <strong data-start="1947" data-end="2002">tagliare fuori l’anello debole della catena fiscale</strong>, cioè il rischio che il soggetto passivo incassi ma non versi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2491">La differenza sostanziale con la ritenuta universale è che questa non riguarda l’IVA, ma l’imposta diretta, e quindi ha effetti diretti sulla base imponibile IRPEF o IRES. Inoltre, mentre split payment e reverse charge si applicano a specifici settori o soggetti, la ritenuta universale avrebbe un ambito molto più ampio e trasversale, interessando potenzialmente milioni di operazioni B2B ogni anno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="422"><strong data-start="336" data-end="422">Le reazioni di commercialisti e associazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="816">L’emendamento sulla ritenuta universale all’1% non ha tardato a sollevare <strong data-start="498" data-end="516">forti critiche</strong> da parte del mondo professionale e imprenditoriale. In particolare, <strong data-start="585" data-end="605">i commercialisti</strong> e le <strong data-start="611" data-end="651">principali associazioni di categoria</strong> hanno espresso <strong data-start="667" data-end="761">preoccupazione per l’impatto negativo che questa misura potrebbe avere sull’economia reale</strong> e sulla <strong data-start="770" data-end="815">gestione fiscale quotidiana delle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1024">Durante il webinar organizzato dal <strong data-start="853" data-end="933">Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC)</strong>– dove è intervenuto anche il viceministro Maurizio Leo – sono emerse diverse perplessità:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1310">
<li data-start="1026" data-end="1121">
<p data-start="1028" data-end="1121">La ritenuta anticipata <strong data-start="1051" data-end="1085">penalizza le imprese in regola</strong>, anziché colpire quelle irregolari;</p>
</li>
<li data-start="1122" data-end="1213">
<p data-start="1124" data-end="1213">Si introduce <strong data-start="1137" data-end="1177">un ulteriore adempimento burocratico</strong>, che complica anziché semplificare;</p>
</li>
<li data-start="1214" data-end="1310">
<p data-start="1216" data-end="1310">Il meccanismo genera <strong data-start="1237" data-end="1273">inefficienze nei flussi di cassa</strong>, riducendo la liquidità disponibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1570">Secondo i rappresentanti dei professionisti, si tratterebbe di una misura che <strong data-start="1390" data-end="1415">scarica sulle imprese</strong> – e non sull’amministrazione finanziaria – il peso del contrasto all’evasione, aumentando la complessità di una macchina fiscale già difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="2000">Anche <strong data-start="1578" data-end="1597">Confartigianato</strong>, <strong data-start="1599" data-end="1606">CNA</strong> e <strong data-start="1609" data-end="1626">Confcommercio</strong> hanno preso posizione, chiedendo al Governo di valutare <strong data-start="1683" data-end="1705">misure alternative</strong>, più equilibrate e meno penalizzanti per chi già opera nella legalità. In particolare, si teme che il provvedimento possa <strong data-start="1828" data-end="1858">disincentivare l’emersione</strong> e <strong data-start="1861" data-end="1890">favorire pratiche elusive</strong>, come lo spostamento verso i regimi forfettari (esenti dalla ritenuta), alterando la concorrenza nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2002" data-end="2223">La speranza delle categorie è che, nella stesura definitiva della Legge di Bilancio 2026, l’emendamento venga modificato o eliminato, o quanto meno accompagnato da correttivi strutturali che ne mitigano l’impatto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="391"><strong data-start="319" data-end="391">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="393" data-end="804">La proposta di <strong data-start="408" data-end="438">ritenuta universale all’1%</strong> inserita nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta una svolta significativa nel rapporto tra Fisco e imprese. Dietro la finalità dichiarata di contrastare l’evasione si cela però il rischio concreto di <strong data-start="640" data-end="689">introdurre un meccanismo fiscale penalizzante</strong> per i soggetti più virtuosi e regolari, soprattutto nel mondo delle <strong data-start="758" data-end="803">PMI, dei professionisti e degli artigiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1221">È evidente che il Governo sta puntando verso un sistema di tassazione sempre più anticipata, automatica e controllata, sfruttando le potenzialità della fatturazione elettronica e dei flussi digitali. Tuttavia, ogni intervento normativo deve tener conto delle dinamiche reali dell’economia, della liquidità delle imprese e della necessità di semplificare, non complicare, gli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1405">In attesa della versione definitiva della norma, il consiglio per imprese e professionisti è di iniziare già ora un confronto strategico con il proprio commercialista, valutando:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1636">
<li data-start="1407" data-end="1482">
<p data-start="1409" data-end="1482">L’adesione a regimi agevolati come il Concordato Preventivo Biennale;</p>
</li>
<li data-start="1483" data-end="1544">
<p data-start="1485" data-end="1544">L’impatto effettivo della misura sul proprio cash flow;</p>
</li>
<li data-start="1545" data-end="1636">
<p data-start="1547" data-end="1636">La gestione corretta dei crediti d’imposta, per non restare esposti finanziariamente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1945">Solo una pianificazione fiscale proattiva e consapevole potrà trasformare questo possibile svantaggio in un’occasione di ottimizzazione e trasparenza. Restare aggiornati, analizzare i rischi e scegliere il regime fiscale più adatto sono oggi più che mai strumenti essenziali per restare competitivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> was first posted on Gennaio 5, 2026 at 1:29 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su IRPEF, rottamazione, bonus famiglie e imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-tutte-le-novita-su-IRPEF-rottamazione-bonus-famiglie-e-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 09:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Bilancio 2026]]></category>
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		<category><![CDATA[ZES e ZLS 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 si presenta come uno dei provvedimenti più rilevanti degli ultimi anni, con una serie di interventi pensati per sostenere famiglie, imprese e lavoratori in un contesto economico ancora complesso. Approvata tra attese, dibattiti e trattative serrate, la nuova manovra economica punta a rafforzare il sistema fiscale italiano, proseguendo sulla strada [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="181" data-end="811">La <strong data-start="184" data-end="210">Legge di Bilancio 2026</strong> si presenta come uno dei provvedimenti più rilevanti degli ultimi anni, con una serie di interventi pensati per sostenere famiglie, imprese e lavoratori in un contesto economico ancora complesso. Approvata tra attese, dibattiti e trattative serrate, la nuova manovra economica punta a rafforzare il sistema fiscale italiano, proseguendo sulla strada della semplificazione e del risparmio fiscale. Tra le principali novità, spiccano la <strong data-start="646" data-end="674">rimodulazione dell’IRPEF</strong>, la <strong data-start="679" data-end="728">nuova rottamazione delle cartelle esattoriali</strong>, incentivi per le imprese e nuovi sostegni per i nuclei familiari a basso reddito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="813" data-end="1255">Non si tratta solo di un documento contabile, ma di un piano strategico che può influenzare profondamente il modo in cui cittadini e imprenditori vivranno e gestiranno il proprio denaro nel 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="813" data-end="1255">In questo articolo approfondiremo punto per punto le novità più importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, offrendo una guida chiara e aggiornata per capire cosa cambia realmente e come approfittare legalmente delle nuove misure fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="426"><strong data-start="361" data-end="426">Riduzione dell’IRPEF</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="929">Uno dei cambiamenti più significativi introdotti dalla <strong data-start="483" data-end="509">Legge di Bilancio 2026</strong> riguarda l’<strong data-start="521" data-end="530">IRPEF</strong>, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. La manovra interviene sul secondo scaglione di reddito, quello compreso tra <strong data-start="653" data-end="677">28.000 e 50.000 euro</strong>, abbassando l’aliquota dal <strong data-start="705" data-end="719">35% al 33%</strong>. La misura, resa ufficiale nel comunicato stampa del Governo, è volta a <strong data-start="792" data-end="837">ridurre il cuneo fiscale sui redditi medi</strong>, incentivando i consumi e alleggerendo il peso fiscale su una larga fascia di contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="931" data-end="1245">Dal punto di vista normativo, la modifica è contenuta nell’<strong data-start="990" data-end="1028">articolo 2 della Legge di Bilancio</strong>, che interviene direttamente sull’<strong data-start="1063" data-end="1099">articolo 11, comma 1, lettera b)</strong> del <strong data-start="1104" data-end="1152">Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)</strong> – <strong data-start="1155" data-end="1174">D.P.R. 917/1986</strong> – sostituendo l’aliquota indicata del 35% con il nuovo valore del 33%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1779">Va però sottolineato che la riduzione dell’imposta viene <strong data-start="1304" data-end="1378">“sterilizzata” per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro</strong>. In questo caso, viene inserito un nuovo <strong data-start="1420" data-end="1464">comma 5-bis all’articolo 16-ter del TUIR</strong>, che limita la detraibilità di una serie di oneri fiscali (tra cui quelli al 19% e le donazioni politiche) attraverso una <strong data-start="1587" data-end="1620">diminuzione fissa di 440 euro</strong>, ad eccezione delle <strong data-start="1641" data-end="1660">spese sanitarie</strong>. Questo meccanismo serve a evitare vantaggi fiscali eccessivi per i redditi più alti, mantenendo l’equità del sistema.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="357"><strong data-start="273" data-end="357">Rottamazione Quinquies 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="971">La <strong data-start="362" data-end="388">Legge di Bilancio 2026</strong> introduce una nuova misura di pacificazione fiscale, ribattezzata dagli addetti ai lavori come “Rottamazione Quinquies”. A differenza delle precedenti edizioni, il provvedimento non prevede un condono generalizzato, ma si presenta come uno strumento mirato e selettivo, rivolto esclusivamente a specifiche categorie di contribuenti in difficoltà economica. L’obiettivo dichiarato è duplice: alleggerire il carico fiscale pregresso e, contemporaneamente, ridurre il contenzioso tributario, offrendo una via d’uscita sostenibile a chi ha pendenze con il Fisco.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="973" data-end="1359">Il provvedimento si applica ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023, e prevede due modalità di pagamento: in unica soluzione oppure in rateizzazione fino a 9 anni, suddivisa in 54 rate bimestrali di pari importo. Questo consente anche a chi si trova in temporanea difficoltà di aderire senza compromettere la propria liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1723">Tra i beneficiari, rientrano in particolare coloro che hanno presentato la dichiarazione dei redditi ma non hanno versato le imposte dovute, evitando così di essere esclusi per irregolarità formali. Inoltre, viene confermata la possibilità per gli enti locali di aderire alla misura, estendendo così l’impatto del provvedimento anche ai tributi comunali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="1970">Va sottolineato che la rottamazione prevede anche un saldo e stralcio parziale: l’importo delle somme dovute potrebbe essere ridotto sotto una certa soglia, anche se i dettagli operativi saranno chiariti con i prossimi decreti attuativi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="353"><strong data-start="277" data-end="353">Famiglie al centro</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="355" data-end="1058">La <strong data-start="358" data-end="384">Legge di Bilancio 2026</strong> conferma una forte attenzione verso il sostegno alle famiglie italiane, stanziando <strong data-start="468" data-end="511">circa 3,5 miliardi di euro nel triennio</strong> per misure di contrasto alla povertà, rafforzamento delle prestazioni sociali e rivisitazione dei criteri ISEE. Proprio su quest’ultimo punto si concentra una delle novità più incisive: la revisione del calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che influenzerà l’accesso a molte prestazioni agevolate. Il nuovo sistema corregge il peso attribuito al valore della casa e modifica le scale di equivalenza per i nuclei familiari numerosi o con disabilità, con un impatto stimato in circa 500 milioni di euro l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1060" data-end="1460">Tra le misure confermate spicca il rifinanziamento della “Carta dedicata a te”, un bonus da 500 euro annuali per famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, da spendere in beni alimentari di prima necessità. Viene inoltre reso permanente il finanziamento ai centri estivi, con uno stanziamento di 60 milioni di euro annui, per aiutare i genitori a conciliare tempi di lavoro e cura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1802">Sul fronte pensionistico, la manovra sterilizza l’aumento automatico dell’età pensionabile (previsto dal meccanismo di adeguamento alla speranza di vita) per i lavoratori in attività usuranti, mentre per gli altri l’incremento sarà più graduale. Introdotto anche un bonus di 260 euro l’anno per i pensionati in condizioni disagiate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1804" data-end="2127">Infine, buone notizie per le lavoratrici madri: il bonus mamme passa da 40 a 60 euro al mese per le dipendenti con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Vengono anche rafforzati il congedo parentale e quello per malattia dei figli minori, segno di un’attenzione crescente verso la genitorialità attiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1804" data-end="2127"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34004 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="278" data-end="371"><strong data-start="281" data-end="371">Agevolazioni per le imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="1099">La <strong data-start="376" data-end="402">Legge di Bilancio 2026</strong> introduce un pacchetto di <strong data-start="429" data-end="459">misure fiscali e incentivi</strong> di forte impatto per le imprese italiane, con l’obiettivo di stimolare la crescita, la transizione ecologica e la competitività, soprattutto nei territori svantaggiati. Tra le novità più rilevanti figura la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, utile al calcolo degli ammortamenti fiscali e dei canoni di leasing: fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% tra 2,5 e 10 milioni, e 50% oltre i 10 e fino a 20 milioni. Ma per chi investe in tecnologie green, le percentuali salgono rispettivamente a 220%, 140% e 90%, premiando le imprese che puntano sulla sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1101" data-end="1338">Tra le altre misure, segnaliamo l’aumento della soglia esentasse dei buoni pasto elettronici, che passa da 8 a 10 euro, alleggerendo il carico fiscale per i datori di lavoro e offrendo un maggiore potere d’acquisto ai dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1340" data-end="1720">Confermati anche il credito d’imposta per le imprese nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e, con un budget triennale di 100 milioni di euro, gli incentivi per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS). Sul fronte fiscale, viene prorogata al 31 dicembre 2026 la sospensione della plastic e sugar tax, evitando ulteriori oneri per l’industria alimentare e del packaging.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1722" data-end="2113">La manovra rifinanzia anche la Nuova Sabatini, fondamentale per sostenere gli investimenti delle PMI. Per il settore bancario e assicurativo, è confermato un contributo aggiuntivo, mentre si segnala la proroga del rinvio delle deduzioni su svalutazioni e perdite su crediti, oltre al posticipo della deduzione del costo dell’avviamento legato alle imposte differite attive (DTA).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2115" data-end="2429">Infine, viene introdotta un’imposta agevolata sulla distribuzione di utili accantonati a patrimonio, e si prevede una modifica dell’aliquota IRAP e il mantenimento della parziale deducibilità delle perdite e delle eccedenze ACE. Ulteriori modifiche potrebbero arrivare nel corso dell’iter parlamentare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="438"><strong data-start="357" data-end="438">Le basi economiche della Manovra 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="440" data-end="1057">La <strong data-start="443" data-end="469">Legge di Bilancio 2026</strong> è stata costruita su un quadro macroeconomico ancora fragile, ma in progressivo consolidamento. Nonostante le incertezze legate all’inflazione, alla stretta monetaria della BCE e alle tensioni geopolitiche, il Governo ha scelto di mantenere una linea di <strong data-start="724" data-end="744">rigore selettivo</strong>: contenere il disavanzo pubblico, senza rinunciare a misure di stimolo per famiglie e imprese. Il <strong data-start="843" data-end="866">deficit tendenziale</strong> è previsto in calo, mentre l’obiettivo è di rientrare sotto la soglia del 3% entro il 2027, in linea con le nuove regole del <strong data-start="992" data-end="1022">Patto di Stabilità europeo</strong>, attualmente in fase di revisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1059" data-end="1682">A questo scopo, la manovra include misure strutturali ma anche <strong data-start="1122" data-end="1146">coperture temporanee</strong>, tra cui l’uso di <strong data-start="1165" data-end="1190">extra-gettito fiscale</strong>, <strong data-start="1192" data-end="1231">tagli selettivi alla spesa pubblica</strong> e <strong data-start="1234" data-end="1296">maggiori entrate derivanti dalla crescita del PIL nominale</strong>. Il Governo ha puntato su un <strong data-start="1326" data-end="1351">riequilibrio graduale</strong>, evitando manovre drastiche ma assicurandosi la flessibilità necessaria per correggere eventuali scostamenti nel 2026 e 2027. Grande attenzione è stata posta nel contenimento delle spese correnti improduttive e nel rafforzamento degli <strong data-start="1587" data-end="1635">investimenti pubblici ad alto moltiplicatore</strong>, in parte cofinanziati attraverso il <strong data-start="1673" data-end="1681">PNRR</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1684" data-end="2051">Nel documento tecnico allegato alla manovra, viene evidenziato che <strong data-start="1751" data-end="1816">oltre il 60% delle risorse sono destinate a misure permanenti</strong>, un elemento che rafforza la visione di lungo periodo del Governo. Tuttavia, le stime sono soggette a revisione e l’intero impianto della legge potrà essere ritoccato in fase emendativa durante l’approvazione definitiva in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1684" data-end="2051"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33753 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-lavora-un-desktop-dell-ufficio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="439"><strong data-start="369" data-end="439">Misure fiscali in evoluzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="894">Sebbene la Legge di Bilancio 2026 sia stata approvata dal Consiglio dei Ministri con un impianto ben definito, diverse misure fiscali e tributarie restano in attesa di definizione o soggette a possibili modifiche durante il passaggio parlamentare. In particolare, si discute su alcune proposte emendative che potrebbero incidere sull’equilibrio complessivo della manovra e sull’effettiva portata degli sgravi previsti per contribuenti e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="896" data-end="1449">Tra i temi più caldi figura il possibile ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari delle misure di rottamazione, con proposte di estensione a contribuenti in difficoltà che non abbiano presentato dichiarazione dei redditi, ma abbiano comunque debiti pendenti. Anche sul fronte IRPEF, alcuni partiti spingono per una ulteriore riduzione delle aliquote per i redditi medio-bassi, eventualmente da finanziare attraverso una rimodulazione delle detrazioni per i redditi alti o l’introduzione di nuove forme di flat tax incrementale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1451" data-end="1859">Si valuta inoltre la possibilità di introdurre nuovi incentivi per l’occupazione giovanile e femminile, attraverso crediti d’imposta alle aziende che assumono a tempo indeterminato under 35 o donne disoccupate da lungo periodo. Sul tavolo anche la revisione di alcuni bonus edilizi minori, come il bonus mobili ed elettrodomestici, che potrebbe essere rivisto nei tetti di spesa o nei requisiti ISEE.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1861" data-end="2157">Infine, c’è attesa per eventuali correzioni tecniche all’IRAP e per una più chiara definizione delle modalità di applicazione dell’imposta agevolata sulla distribuzione degli utili patrimonializzati, che potrebbe coinvolgere anche le imprese individuali e non solo le società di capitali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="401" data-end="471"><strong data-start="404" data-end="471">Come risparmiare sulle tasse </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="473" data-end="1004">La <strong data-start="476" data-end="502">Legge di Bilancio 2026</strong>, oltre a introdurre nuovi obblighi e modifiche normative, offre anche interessanti opportunità di risparmio fiscale legale per cittadini, famiglie e imprese. Per i lavoratori dipendenti con redditi tra 28.000 e 50.000 euro, ad esempio, la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% comporta un risparmio immediato sul netto mensile. Una corretta pianificazione fiscale annuale, attraverso simulazioni e verifica delle detrazioni spettanti, può ottimizzare ulteriormente il beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1431">Per le imprese, le nuove maggiorazioni sugli ammortamenti rappresentano una leva potente per abbattere l’imponibile e, di conseguenza, l’IRES o l’IRPEF da versare. Sfruttare le maggiorazioni del 180% o del 220% (per investimenti green) richiede però una gestione contabile attenta e conforme, motivo per cui è consigliabile rivolgersi al proprio commercialista per impostare correttamente il piano degli investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1433" data-end="1781">Le famiglie a basso reddito possono beneficiare di più strumenti cumulabili: dalla Carta “Dedicata a te” da 500 euro, al bonus mamme aumentato a 60 euro mensili, fino ai vantaggi indiretti derivanti dalla revisione dell’ISEE, che potrebbe permettere l’accesso a nuove soglie agevolate per bonus casa, mense scolastiche, università, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1783" data-end="2030">Anche le imprese localizzate nelle ZES o ZLS potranno godere di crediti d’imposta ad hoc, e conviene analizzare fin da ora l’eventuale ubicazione di stabilimenti o sedi operative in queste aree per pianificare future espansioni o aperture.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2032" data-end="2287">In ogni caso, è fondamentale agire per tempo: molte delle agevolazioni previste richiedono domande, autocertificazioni o documentazioni preventive, e in certi casi la tempistica fa la differenza tra beneficiare di un credito o restare esclusi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="318"><strong data-start="244" data-end="318">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="320" data-end="905">La Legge di Bilancio 2026 segna un nuovo capitolo nella gestione della politica economica italiana: tra tagli mirati delle imposte, incentivi selettivi, sostegni alle famiglie e interventi per la competitività delle imprese, si delinea una strategia che mira a coniugare crescita, equità e rigore fiscale. Il Governo punta a rafforzare il sistema produttivo, tutelare i soggetti più fragili e semplificare il carico fiscale, ma non mancano criticità, soprattutto per quanto riguarda la concreta applicabilità di alcune misure e la loro tenuta nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="907" data-end="1347">Le opportunità di risparmio fiscale introdotte sono reali e rilevanti, ma richiedono conoscenza normativa, pianificazione attenta e spesso tempestività nell’adesione. Per questo è fondamentale non solo rimanere aggiornati sugli sviluppi parlamentari della manovra, ma anche affidarsi a un commercialista esperto, capace di analizzare la propria situazione fiscale e cogliere al meglio i vantaggi offerti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1349" data-end="1741">Con le sue misure su IRPEF, rottamazione, bonus per le famiglie, incentivi per le imprese e proroghe strategiche, la manovra 2026 si candida a essere uno strumento complesso ma potenzialmente vantaggioso. In un contesto economico ancora incerto, agire in modo informato può fare la differenza tra subire il sistema fiscale e usarlo a proprio favore, in modo del tutto legale e strategico.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-tutte-le-novita-su-IRPEF-rottamazione-bonus-famiglie-e-imprese/">Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su IRPEF, rottamazione, bonus famiglie e imprese</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-tutte-le-novita-su-IRPEF-rottamazione-bonus-famiglie-e-imprese/">Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su IRPEF, rottamazione, bonus famiglie e imprese</a> was first posted on Dicembre 3, 2025 at 10:05 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 12:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 segna un punto di svolta per chi affitta immobili a uso turistico: la Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità sulla cedolare secca per gli affitti brevi, una misura fiscale che ha rappresentato, fino a oggi, uno dei regimi agevolati più vantaggiosi per i piccoli proprietari. Ma cosa cambierà davvero? Quali sono le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="853">Il 2026 segna un punto di svolta per chi affitta immobili a uso turistico: la <strong data-start="499" data-end="525">Legge di Bilancio 2026</strong> introduce importanti <strong data-start="547" data-end="600">novità sulla cedolare secca per gli affitti brevi</strong>, una misura fiscale che ha rappresentato, fino a oggi, uno dei regimi agevolati più vantaggiosi per i piccoli proprietari. Ma cosa cambierà davvero? Quali sono le modifiche proposte nella bozza della legge e quali invece gli emendamenti già sul tavolo?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="855" data-end="1255">Le nuove disposizioni puntano a <strong data-start="887" data-end="921">rendere più rigido e selettivo</strong> l’accesso alla cedolare secca per i locatori non professionali, cercando di arginare fenomeni di evasione e allinearsi alle direttive europee e alle pressioni del mercato immobiliare. L’intento del Governo è quello di <strong data-start="1140" data-end="1187">rafforzare i controlli e limitare gli abusi</strong>, introducendo modifiche sostanziali alla disciplina oggi in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1257" data-end="1315">Questo articolo approfondisce in modo chiaro e aggiornato la bozza della norma contenuta nella Legge di Bilancio 2026, gli emendamenti proposti e il dibattito politico in corso, l’impatto delle novità su chi affitta case per brevi periodi e le strategie legali per risparmiare sulle tasse nel nuovo scenario normativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="314"><strong>Legge di Bilancio 2026 </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="856">Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce una modifica sostanziale alla disciplina fiscale degli affitti brevi, intervenendo direttamente sull’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96). In base alla <strong data-start="594" data-end="651">versione attualmente in bozza dell’articolo 7 del DDL</strong>, la tassazione sui redditi da locazione breve subirebbe un <strong data-start="711" data-end="743">aumento generalizzato al 26%</strong>, sia per i privati locatori che per gli intermediari e i portali online che facilitano l’affitto degli immobili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="858" data-end="1231">Nello specifico, il nuovo testo <strong data-start="890" data-end="946">eliminerebbe la riduzione al 21% introdotta nel 2024</strong>, la quale permetteva di applicare l’aliquota agevolata almeno su un immobile per ciascun contribuente. Inoltre, anche la ritenuta operata dagli intermediari, attualmente al 21%, verrebbe innalzata al 26%, diventando un acconto d’imposta per chi non opta per la cedolare secca.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1644">Questa impostazione, se confermata, comporterebbe un aggravio fiscale considerevole per i piccoli proprietari che gestiscono affitti turistici occasionali. Tuttavia, è già stato presentato un emendamento correttivo allo stesso articolo 7, che introduce un sistema di tassazione progressivo basato sul numero di immobili affittati, distinguendo chiaramente tra locazioni occasionali e attività d’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1928">L’intento del legislatore è chiaro: limitare l’utilizzo della cedolare secca da parte di chi opera nel settore in modo sistematico e professionale, e al tempo stesso evitare penalizzazioni eccessive per chi mette in locazione solo una singola unità immobiliare a fini turistici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="305"><strong>Cedolare secca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="580">Prima di analizzare le modifiche proposte per il 2026, è utile riepilogare brevemente le <strong data-start="396" data-end="436">regole generali della cedolare secca</strong>, un regime fiscale facoltativo pensato per semplificare e alleggerire il carico fiscale sui redditi derivanti dagli immobili dati in locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="582" data-end="1008">La cedolare secca si configura come una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (regionale e comunale), applicabile alla parte di reddito derivante dalla locazione. Aderendo a questo regime, il contribuente beneficia inoltre dell’esonero dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo che normalmente sarebbero dovute per la registrazione, la risoluzione o la proroga del contratto di locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1010" data-end="1305">Tuttavia, tale agevolazione comporta alcune rinunce. In particolare, non è possibile chiedere aggiornamenti del canone di locazione, nemmeno se previsti contrattualmente. Questo include anche l’adeguamento annuale all’indice ISTAT, una voce spesso presente nei contratti standard di affitto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1307" data-end="1641">L’opzione per la cedolare secca può essere esercitata al momento della registrazione del contratto, ma anche negli anni successivi, in caso di contratti pluriennali. Se l’opzione non viene esercitata fin dall’inizio, la registrazione segue il regime ordinario e le imposte già versate (registro e bollo) non sono rimborsabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1949">In sintesi, la cedolare secca rappresenta una forma di tassazione più snella e conveniente, soprattutto per i piccoli locatori. Tuttavia, con la Legge di Bilancio 2026, il suo impiego rischia di essere fortemente ridimensionato, soprattutto per chi possiede più immobili destinati alla locazione breve.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1949"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="320"><strong>Nuove aliquote </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="797">Alla bozza iniziale della Legge di Bilancio 2026, che prevedeva un aumento generalizzato al 26% per tutti gli affitti brevi, è stato proposto un <strong data-start="467" data-end="493">emendamento correttivo</strong> volto a introdurre una <strong data-start="517" data-end="556">tassazione differenziata e più equa</strong>, in base al numero di immobili locati dal contribuente. L’obiettivo è quello di evitare di penalizzare chi affitta <strong data-start="672" data-end="712">una sola abitazione a fini turistici</strong>, distinguendolo da chi esercita un’attività con caratteristiche più imprenditoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="799" data-end="956">Secondo il nuovo testo emendativo dell’articolo 7, i redditi da contratti di locazione breve saranno tassati con <strong data-start="912" data-end="936">aliquote progressive</strong>, nel seguente modo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1258">
<li data-start="958" data-end="1109">
<p data-start="960" data-end="1109"><strong data-start="960" data-end="967">21%</strong> per i redditi derivanti dalla locazione di <strong data-start="1011" data-end="1041">una sola unità immobiliare</strong>, individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi;</p>
</li>
<li data-start="1110" data-end="1184">
<p data-start="1112" data-end="1184"><strong data-start="1112" data-end="1119">26%</strong> per la <strong data-start="1127" data-end="1156">seconda unità immobiliare</strong> destinata ad affitti brevi;</p>
</li>
<li data-start="1185" data-end="1258">
<p data-start="1187" data-end="1258"><strong data-start="1187" data-end="1194">30%</strong> per la <strong data-start="1202" data-end="1238">terza e quarta unità immobiliare</strong> oltre alla seconda.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1260" data-end="1503">A partire dalla <strong data-start="1276" data-end="1298">terza unità in poi</strong>, inoltre, l’attività sarà considerata di tipo <strong data-start="1345" data-end="1378">industriale o imprenditoriale</strong>, comportando l’<strong data-start="1394" data-end="1435">obbligo di apertura della partita IVA</strong> e l’applicazione della disciplina fiscale ordinaria per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1505" data-end="1851">Questa proposta sembra aver trovato un ampio consenso politico, anche grazie all’intervento del Governo che, tramite una nota ministeriale, ha confermato l’intenzione di <strong data-start="1675" data-end="1720">non penalizzare chi affitta una sola casa</strong>. Infatti, si legge: <em data-start="1741" data-end="1851">“Siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dal 21 al 26% per chi affitta una sola casa.”</em></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2080">Se approvato, l’emendamento rappresenterebbe un compromesso tra esigenze fiscali e tutela dei piccoli proprietari, mantenendo l’agevolazione più bassa solo per chi affitta in modo saltuario e senza finalità imprenditoriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="319"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="321" data-end="737">Le modifiche previste dalla Legge di Bilancio 2026 avranno un impatto rilevante su migliaia di contribuenti che fino a oggi hanno scelto di affittare in modo occasionale uno o più immobili con finalità turistiche. Con l’introduzione delle <strong data-start="560" data-end="603">aliquote progressive del 21%, 26% e 30%</strong>, la <strong data-start="608" data-end="655">convenienza della cedolare secca si ridurrà</strong> sensibilmente per chi possiede più di un’abitazione destinata agli affitti brevi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1208">Chi dispone di <strong data-start="754" data-end="771">una sola casa</strong> continuerà a beneficiare della tassazione agevolata al 21%, mentre per i <strong data-start="845" data-end="865">multiproprietari</strong>sarà essenziale <strong data-start="882" data-end="946">valutare attentamente la sostenibilità fiscale dell’attività</strong>. In particolare, chi arriverà a gestire tre o più unità immobiliari dovrà <strong data-start="1021" data-end="1043">aprire partita IVA</strong>, affrontando obblighi contabili più complessi (fatturazione elettronica, liquidazioni IVA, tenuta registri) e rientrando nel regime fiscale ordinario delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1210" data-end="1276">Per chi si troverà in questa situazione, sarà strategico valutare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1277" data-end="1598">
<li data-start="1277" data-end="1340">
<p data-start="1279" data-end="1340">Il regime fiscale più adatto tra forfettario e ordinario;</p>
</li>
<li data-start="1341" data-end="1468">
<p data-start="1343" data-end="1468">La possibilità di trasformare l’attività in impresa familiare o costituire una società per ottimizzare il carico fiscale;</p>
</li>
<li data-start="1469" data-end="1598">
<p data-start="1471" data-end="1598">L’opportunità di affidarsi a property manager o intermediari che possano gestire l’attività nel rispetto delle nuove norme.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1600" data-end="1798">È inoltre consigliabile, già dal 2025, monitorare attentamente la propria posizione fiscale, simulando diversi scenari per capire quale sarà l’incidenza delle nuove aliquote sul proprio reddito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1800" data-end="2072">Infine, ricordiamo che le novità impatteranno anche sugli intermediari e portali telematici, che dovranno applicare la ritenuta al 26% come acconto in caso di mancata opzione per la cedolare secca, un ulteriore elemento da considerare nella pianificazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="298"><strong>Rischi da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="300" data-end="698">Uno degli aspetti più delicati della normativa sugli affitti brevi è il <strong data-start="372" data-end="435">confine tra attività occasionale e attività imprenditoriale</strong>. Le nuove regole introdotte dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, in particolare con la tassazione al 30% dalla <strong data-start="552" data-end="579">terza unità immobiliare</strong> e l’obbligo di <strong data-start="595" data-end="610">partita IVA</strong>, mirano a chiarire questo confine, ma anche ad aumentare i controlli per evitare abusi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="700" data-end="1043">Fino a oggi, molti contribuenti sono riusciti a operare <strong data-start="756" data-end="777">senza partita IVA</strong> anche con più immobili in affitto, appellandosi al concetto di attività non abituale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="700" data-end="1043">Tuttavia, con l’introduzione del nuovo regime, sarà molto più facile per l’Agenzia delle Entrate qualificare l’attività come <strong data-start="989" data-end="1022">commerciale o imprenditoriale</strong>, soprattutto quando si:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1284">
<li data-start="1044" data-end="1077">
<p data-start="1046" data-end="1077">gestiscono più immobili;</p>
</li>
<li data-start="1078" data-end="1141">
<p data-start="1080" data-end="1141">utilizzano portali online o agenzie per la promozione;</p>
</li>
<li data-start="1142" data-end="1221">
<p data-start="1144" data-end="1221">offrono servizi accessori come pulizia, check-in/check-out o noleggio;</p>
</li>
<li data-start="1222" data-end="1284">
<p data-start="1224" data-end="1284">svolge l’attività in modo continuativo e organizzato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1286" data-end="1576">In questi casi, anche in assenza di apertura formale della partita IVA, il contribuente può essere sottoposto a verifiche fiscali e, se l’attività viene qualificata come impresa, può incorrere in accertamenti, sanzioni e recupero delle imposte non versate, oltre agli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1946">Per evitare problemi, è importante conoscere le soglie di legge e la giurisprudenza, che sempre più spesso conferma la linea dell’Agenzia delle Entrate: la sistematicità e l’organizzazione dell’attività contano più del numero degli immobili. Da qui l’importanza di un corretto inquadramento fiscale già nel 2025, per arrivare preparati ai cambiamenti del 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1946"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="271" data-end="361"><strong>Cedolare secca o partita IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="761">Con le nuove soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, sarà sempre più frequente che i proprietari si trovino di fronte a una scelta obbligata: <strong data-start="513" data-end="549">continuare con la cedolare secca</strong> (possibilmente solo per un immobile) o <strong data-start="589" data-end="653">passare a un regime d’impresa con apertura della partita IVA</strong>. La decisione non è solo fiscale, ma anche strategica, e può avere conseguenze rilevanti sul lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="1217">Il <strong data-start="766" data-end="797">regime della cedolare secca</strong>, con aliquota al 21% per il primo immobile (26% per il secondo e 30% dalla terza unità in poi), è certamente <strong data-start="907" data-end="934">più semplice da gestire</strong>: non richiede obblighi contabili, niente fatturazione elettronica, e soprattutto esonera dal pagamento di IRPEF ordinaria, addizionali, imposta di registro e di bollo. Tuttavia, diventa <strong data-start="1121" data-end="1147">molto meno conveniente</strong> man mano che aumentano gli immobili o l’organizzazione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1219" data-end="1704">Dall’altra parte, aprire <strong data-start="1244" data-end="1259">partita IVA</strong> comporta l’assoggettamento al regime ordinario o al <strong data-start="1312" data-end="1334">regime forfettario</strong> (se ne sussistono i requisiti), ma offre anche <strong data-start="1382" data-end="1440">maggiori strumenti di deduzione e detrazione dei costi</strong> (utenze, manutenzioni, servizi di pulizia, commissioni agenziali, spese pubblicitarie, ecc.). Questo può essere vantaggioso soprattutto per chi ha <strong data-start="1588" data-end="1608">spese importanti</strong> legate alla gestione degli immobili e punta a <strong data-start="1655" data-end="1703">strutturare l’attività in modo professionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1962">Inoltre, con la partita IVA è possibile <strong data-start="1746" data-end="1775">offrire servizi accessori</strong>, gestire più immobili legalmente e aumentare la propria presenza online attraverso OTA (Online Travel Agencies) come Airbnb e Booking, senza il rischio di essere contestati come evasori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1964" data-end="2163">Il consiglio, in vista del 2026, è di <strong data-start="2002" data-end="2030">analizzare caso per caso</strong>, simulare il carico fiscale totale nei due regimi e affidarsi a un consulente per trovare la soluzione più efficiente e sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="223" data-end="297"><strong>Intermediari e portali digitali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="713">Oltre ai proprietari di immobili, le <strong data-start="336" data-end="397">nuove disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026</strong> coinvolgeranno in modo diretto anche gli <strong data-start="439" data-end="486">intermediari immobiliari e i portali online</strong> che operano nel settore delle locazioni brevi. Le piattaforme digitali che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di alloggi turistici, infatti, saranno chiamate a svolgere un <strong data-start="668" data-end="692">ruolo fiscale attivo</strong> ancora più incisivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="715" data-end="1105">In base alla bozza della norma, i soggetti che intervengono <strong data-start="775" data-end="820">nella riscossione dei canoni di locazione</strong> dovranno applicare una <strong data-start="844" data-end="874">ritenuta d’acconto del 26%</strong> sull’importo versato al locatore, <strong data-start="909" data-end="989">in linea con l’aliquota della cedolare secca prevista per la locazione breve</strong>. Attualmente, questa ritenuta è del 21%, ma il DDL prevede l’adeguamento automatico al nuovo livello di tassazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1524">La ritenuta sarà effettuata <strong data-start="1135" data-end="1188">anche in assenza di opzione per la cedolare secca</strong>, e rappresenterà in tal caso un <strong data-start="1221" data-end="1238">acconto IRPEF</strong>. Questo comporta un <strong data-start="1259" data-end="1306">ulteriore aggravio gestionale per i portali</strong>, che dovranno aggiornare i propri sistemi informatici e fiscali per garantire il corretto versamento delle imposte, il rilascio delle certificazioni ai locatori e l’invio delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1526" data-end="1940">Le piattaforme, inoltre, potranno essere <strong data-start="1567" data-end="1591">soggette a controlli</strong> più stringenti, con responsabilità dirette in caso di errori, omissioni o mancata trasparenza nei flussi di pagamento. L’inasprimento delle regole rappresenta una <strong data-start="1755" data-end="1839">risposta del legislatore al crescente utilizzo delle locazioni turistiche online</strong>, con l’obiettivo di ridurre l’evasione e garantire equità fiscale tra operatori professionali e non.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1942" data-end="2144">In questo nuovo contesto, sarà fondamentale che anche <strong data-start="1996" data-end="2061">i proprietari che utilizzano portali digitali siano informati</strong> sul funzionamento delle ritenute e sul corretto trattamento dei redditi percepiti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="349"><strong>Coperture finanziarie e incognite politiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="798">Nonostante il testo emendativo dell’articolo 7 abbia trovato un ampio consenso tecnico e politico, rimangono ancora alcune incognite legate alle coperture finanziarie necessarie per sostenere la riforma della cedolare secca. In particolare, il ritorno all’aliquota del 21% per la prima unità immobiliare rappresenta, per lo Stato, un mancato introito fiscale rispetto all’aumento generalizzato al 26% previsto inizialmente nella bozza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1131">Nel corso del vertice sulla Manovra 2026, i rappresentanti del Governo hanno confermato l’intenzione di non penalizzare chi affitta una sola casa, ma allo stesso tempo hanno sottolineato come le coperture per questa agevolazione restino un punto critico. Il Ministero dell’Economia sta lavorando a diverse ipotesi, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1406">
<li data-start="1132" data-end="1221">
<p data-start="1134" data-end="1221">Un maggiore gettito derivante dall’emersione dell’attività imprenditoriale occulta;</p>
</li>
<li data-start="1222" data-end="1291">
<p data-start="1224" data-end="1291">Una stretta sui controlli e sull’attività dei portali digitali;</p>
</li>
<li data-start="1292" data-end="1406">
<p data-start="1294" data-end="1406">L’introduzione di tetti massimi per il beneficio della cedolare secca nei Comuni ad alta tensione abitativa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1408" data-end="1925">Finché non verrà approvato il testo definitivo, il rischio è che <strong data-start="1473" data-end="1522">l’accordo politico raggiunto venga rimodulato</strong>, o che vengano introdotti <strong data-start="1549" data-end="1605">criteri ulteriori per l’accesso all’aliquota del 21%</strong>, come limiti reddituali, geografici o temporali. Inoltre, le pressioni da parte delle <strong data-start="1692" data-end="1730">associazioni del settore turistico</strong> e dei <strong data-start="1737" data-end="1747">Comuni</strong>, che chiedono una regolamentazione più stringente degli affitti brevi per tutelare il mercato della locazione residenziale, potrebbero influenzare la stesura finale della norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1927" data-end="2157">Per questo motivo è fondamentale monitorare l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2026 e valutare già da ora strategie alternative per proteggere la propria posizione fiscale, in caso di modifiche dell’ultimo minuto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="180" data-end="259"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="636">Le modifiche introdotte dal DDL di Bilancio 2026 segnano un <strong data-start="321" data-end="390">cambio di paradigma nella fiscalità degli affitti brevi in Italia</strong>. L’epoca della cedolare secca al 21% indistintamente per tutti sembra avviarsi verso una fine, lasciando spazio a un sistema più articolato e selettivo, con <strong data-start="548" data-end="572">aliquote progressive</strong> che riflettono il grado di professionalizzazione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="638" data-end="717">Se l’emendamento verrà approvato così com’è, il nuovo quadro normativo prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="934">
<li data-start="718" data-end="794">
<p data-start="720" data-end="794"><strong data-start="720" data-end="745">Cedolare secca al 21%</strong> per un solo immobile destinato ad affitti brevi;</p>
</li>
<li data-start="795" data-end="841">
<p data-start="797" data-end="841"><strong data-start="797" data-end="816">Aliquota al 26%</strong> per il secondo immobile;</p>
</li>
<li data-start="842" data-end="934">
<p data-start="844" data-end="934"><strong data-start="844" data-end="865">Tassazione al 30%</strong> dalla terza unità in poi, con obbligo di apertura della partita IVA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="936" data-end="1226">L’intento del legislatore è duplice: da un lato tutelare il gettito fiscale, dall’altro disincentivare la speculazione immobiliare nei centri urbani e turistici, dove gli affitti brevi hanno contribuito all’aumento dei canoni a lungo termine e alla carenza di alloggi per residenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1228" data-end="1381">Per i proprietari, il 2025 sarà un anno cruciale per ripensare la propria strategia fiscale e immobiliare. È consigliabile analizzare con attenzione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1382" data-end="1568">
<li data-start="1382" data-end="1419">
<p data-start="1384" data-end="1419">La redditività reale dell’attività;</p>
</li>
<li data-start="1420" data-end="1474">
<p data-start="1422" data-end="1474">I costi di gestione e i margini di risparmio legale;</p>
</li>
<li data-start="1475" data-end="1568">
<p data-start="1477" data-end="1568">L’eventuale convenienza di aprire una partita IVA, magari scegliendo il regime forfettario.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1816">In ogni caso, la pianificazione fiscale preventiva sarà essenziale per evitare errori, accertamenti o aggravi imprevisti. Rivolgersi a un professionista può fare la differenza tra un’attività redditizia e un’attività fiscalmente penalizzante.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuova-tassazione-regole-e-obblighi-fiscali/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuova-tassazione-regole-e-obblighi-fiscali/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuova tassazione, regole e obblighi fiscali</a> was first posted on Dicembre 2, 2025 at 1:30 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Legge di Bilancio 2026: taglio dell’IRPEF, rottamazione delle cartelle e agevolazioni per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-taglio-dell-IRPEF-rottamazione-delle-cartelle-e-agevolazioni-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 04:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La macchina della Legge di Bilancio 2026 è ufficialmente in moto. Durante l’edizione di settembre 2025 di Telefisco, l’evento organizzato da Il Sole 24 Ore e considerato tra i più autorevoli appuntamenti italiani su fisco e lavoro, si sono accesi i riflettori sulle prime anticipazioni della prossima manovra finanziaria. In particolare, è stato il Vice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="952"><strong data-start="420" data-end="488">La macchina della Legge di Bilancio 2026 è ufficialmente in moto</strong>. Durante l’edizione di settembre 2025 di <strong data-start="530" data-end="543">Telefisco</strong>, l’evento organizzato da <strong data-start="569" data-end="587">Il Sole 24 Ore</strong> e considerato tra i più autorevoli appuntamenti italiani su fisco e lavoro, si sono accesi i riflettori sulle <strong data-start="698" data-end="756">prime anticipazioni della prossima manovra finanziaria</strong>. In particolare, è stato il Vice Ministro dell’Economia Maurizio Leo a svelare alcune delle linee guida che il Governo Meloni intende seguire per il prossimo intervento di politica economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="954" data-end="1372"><strong data-start="954" data-end="1024">Al centro dell’attenzione c’è il possibile nuovo taglio dell’IRPEF</strong>, già protagonista della Legge di Bilancio 2024 e confermato anche nella manovra del 2025, attualmente in fase di completamento. Un’ulteriore riduzione delle aliquote rappresenterebbe <strong data-start="1208" data-end="1285">una svolta significativa per lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati</strong>, oltre che un messaggio politico forte in vista della seconda parte della legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1374" data-end="1767">Nel corso del suo intervento, Leo ha fornito <strong data-start="1419" data-end="1456">conferme ma anche sollevato dubbi</strong>: l’intenzione del Governo è chiara, ma i margini finanziari sono stretti, e molto dipenderà dalle <strong data-start="1555" data-end="1636">valutazioni che la Commissione Europea darà sulla sostenibilità della manovra</strong>, così come dai dati macroeconomici contenuti nel nuovo <strong data-start="1692" data-end="1700">DPFP</strong>, che ha sostituito la tradizionale <strong data-start="1736" data-end="1745">NADEF</strong> il 18 settembre 2025.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1769" data-end="2084">In questo articolo analizzeremo le anticipazioni ufficiali, le strategie fiscali in discussione, e i vantaggi o rischi per contribuenti e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1769" data-end="2084">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="348"><strong>Taglio IRPEF 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="853">Il <strong data-start="353" data-end="442">capitolo fiscale sarà ancora una volta il cuore pulsante della Legge di Bilancio 2026</strong>, e in particolare l’attenzione si concentra sulla <strong data-start="493" data-end="535">riduzione dell’IRPEF per il ceto medio</strong>. Dopo l’importante riforma del 2024 che ha accorpato i primi due scaglioni di reddito, portando da quattro a tre le aliquote IRPEF, il Governo punta ora a un intervento mirato sulla <strong data-start="718" data-end="747">seconda fascia di reddito</strong>, quella che riguarda milioni di contribuenti con redditi compresi tra i <strong data-start="820" data-end="852">28.000 e i 50.000 euro annui</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="855" data-end="1370">Durante il convegno <strong data-start="875" data-end="893">Telefisco 2025</strong>, il <strong data-start="898" data-end="942">Vice Ministro dell’Economia Maurizio Leo</strong> ha confermato che il lavoro tecnico e politico è già avviato. L’ipotesi sul tavolo è <strong data-start="1028" data-end="1073">la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%</strong>, con possibile estensione dello scaglione fino a <strong data-start="1123" data-end="1138">60.000 euro</strong>. Una misura che avrebbe un impatto diretto su lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati appartenenti alla cosiddetta “classe media”, oggi schiacciata tra l’inflazione, la pressione fiscale e una percezione crescente di iniquità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1372" data-end="1779">Il tema centrale, come spesso accade, <strong data-start="1410" data-end="1454">resta quello delle coperture finanziarie</strong>. Leo ha chiarito che ogni decisione dipenderà dai dati aggiornati dell’<strong data-start="1526" data-end="1565">ISTAT sui conti economici nazionali</strong>, attesi per il <strong data-start="1581" data-end="1602">22 settembre 2025</strong>. Questi dati saranno fondamentali per la definizione del <strong data-start="1660" data-end="1714">Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP)</strong>, che orienterà in modo decisivo l’intera Legge di Bilancio 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="321" data-end="392"><strong>Rottamazione cartelle 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="394" data-end="873">Oltre alla riforma IRPEF, la <strong data-start="423" data-end="449">Legge di Bilancio 2026</strong> potrebbe includere una nuova edizione della <strong data-start="494" data-end="537">rottamazione delle cartelle esattoriali</strong>, nota ormai come versione “<strong data-start="565" data-end="578">quinquies</strong>”. Il Governo sta valutando con attenzione questa misura, spinto dall’obiettivo di <strong data-start="661" data-end="695">sgonfiare il magazzino fiscale</strong> di crediti accumulati che ha ormai superato la soglia di <strong data-start="753" data-end="779">1.300 miliardi di euro</strong>, un’enormità in larga parte composta da debiti di difficile, se non impossibile, riscossione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1256">Secondo le prime indiscrezioni, la nuova sanatoria <strong data-start="926" data-end="952">non sarà generalizzata</strong> come in passato. L’intenzione dell’Esecutivo è piuttosto quella di <strong data-start="1020" data-end="1052">differenziare i contribuenti</strong>, escludendo i debitori seriali e garantendo equità tra chi ha sempre adempiuto regolarmente e chi si è trovato in difficoltà economica reale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1256">Si ipotizza quindi una <strong data-start="1218" data-end="1244">rottamazione selettiva</strong>, riservata:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1257" data-end="1467">
<li data-start="1257" data-end="1347">
<p data-start="1259" data-end="1347">a <strong data-start="1261" data-end="1285">categorie specifiche</strong> di contribuenti (es. soggetti in comprovata crisi economica),</p>
</li>
<li data-start="1348" data-end="1409">
<p data-start="1350" data-end="1409">a <strong data-start="1352" data-end="1376">importi sotto soglia</strong> (es. debiti sotto i 5.000 euro),</p>
</li>
<li data-start="1410" data-end="1467">
<p data-start="1412" data-end="1467">con possibili formule di <strong data-start="1437" data-end="1466">saldo e stralcio parziale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1469" data-end="1944">L’obiettivo è duplice: <strong data-start="1492" data-end="1522">fare cassa in tempi rapidi</strong> e, contemporaneamente, <strong data-start="1546" data-end="1581">snellire il contenzioso fiscale</strong>, riducendo il carico delle liti pendenti con il fisco. Tuttavia, il tema è politicamente sensibile. Il rischio è di inviare un segnale sbagliato ai contribuenti onesti. Per questo, il <strong data-start="1766" data-end="1829">MEF starebbe lavorando a criteri più restrittivi di accesso</strong> e a sistemi di verifica per impedire che la misura venga sfruttata da chi ha accumulato debiti in modo strategico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1469" data-end="1944"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33744 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/definizione-del-dizionario-di-word.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="428"><strong>Regime forfettario 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="430" data-end="803">Tra le misure fiscali che potrebbero entrare nella Legge di Bilancio 2026, torna in discussione il possibile <strong data-start="539" data-end="591">innalzamento della soglia del regime forfettario</strong> dagli attuali <strong data-start="606" data-end="646">85.000 euro a 100.000 euro di ricavi</strong>. Una proposta che circola già da diversi anni e che aveva trovato spazio anche nella manovra del 2025, salvo poi essere <strong data-start="767" data-end="802">respinta in fase di emendamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="1390">Il regime forfettario resta uno degli strumenti più apprezzati da <strong data-start="871" data-end="922">professionisti, freelance e piccole partite IVA</strong>, grazie all’imposta sostitutiva agevolata al 15% (ridotta al 5% per le start-up nei primi cinque anni). Tuttavia, l’allargamento della platea di accesso incontra <strong data-start="1085" data-end="1125">vincoli normativi di matrice europea</strong>. L’<strong data-start="1129" data-end="1147">Unione Europea</strong>, infatti, prevede <strong data-start="1166" data-end="1184">limiti precisi</strong> per gli Stati Membri sull’adozione di regimi fiscali semplificati con soglie elevate, al fine di <strong data-start="1282" data-end="1320">evitare concorrenza fiscale sleale</strong> e garantire l’armonizzazione tra i diversi sistemi fiscali nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1392" data-end="1885">Secondo le ultime anticipazioni, <strong data-start="1425" data-end="1475">senza un nulla osta ufficiale da parte dell’UE</strong>, il Governo non potrà approvare alcuna modifica sostanziale al regime. Dunque, la soglia a 100.000 euro, per ora, <strong data-start="1590" data-end="1624">resta solo un’ipotesi politica</strong>, in attesa di chiarimenti formali da Bruxelles. L’Esecutivo, però, sembra intenzionato a <strong data-start="1714" data-end="1736">rilanciare il tema</strong>, anche come leva di semplificazione e sostegno al lavoro autonomo, in un momento in cui l’economia italiana mostra ancora segnali deboli di ripresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="406"><strong>IRES premiale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="408" data-end="880">Nel quadro della <strong data-start="425" data-end="451">Legge di Bilancio 2026</strong>, il Governo punta a rafforzare anche l’<strong data-start="491" data-end="508">IRES premiale</strong>, il meccanismo di <strong data-start="527" data-end="605">riduzione dell’aliquota d’imposta per le imprese che reinvestono gli utili</strong>. Il Vice Ministro Leo, durante il convegno Telefisco, ha definito il provvedimento come «un passo avanti concreto» verso una fiscalità che premi la <strong data-start="754" data-end="792">crescita aziendale e l’occupazione</strong>, nel rispetto dei principi della <strong data-start="826" data-end="844">delega fiscale</strong> contenuta nella <strong data-start="861" data-end="879">Legge 111/2023</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1350">L’IRES premiale, introdotto dalla manovra 2025 e attuato con il decreto ministeriale dell’8 agosto 2025, prevede una riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20%, ma solo a determinate condizioni. In particolare, l’agevolazione si applica alle imprese che decidono di non distribuire gli utili, bensì di accantonarne almeno il 30% per destinarlo a investimenti. Questi possono riguardare sia beni strumentali sia l’assunzione di nuovo personale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1352" data-end="1715">Tuttavia, Leo ha evidenziato alcune criticità tecniche nell’applicazione della norma, parlando di una &#8220;asimmetria&#8221; tra la base imponibile e la natura degli investimenti. Infatti, mentre la riduzione dell’aliquota IRES è calcolata sul reddito, l’investimento è legato all’utile accantonato, il che potrebbe creare difficoltà operative e interpretative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2075">Il Ministero dell’Economia è al lavoro per chiarire i dettagli attuativi e potrebbe introdurre nuove semplificazioni o correttivi già con la prossima manovra. In ogni caso, la misura rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che intendono rafforzare il capitale produttivo e creare occupazione beneficiando di una fiscalità di vantaggio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="461"><strong>Come prepararsi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="463" data-end="925">Anche se la Legge di Bilancio 2026 non è ancora definitiva, i segnali lanciati dal Governo permettono già a contribuenti, professionisti e imprese di iniziare a <strong data-start="624" data-end="678">valutare le possibili opportunità e rischi fiscali</strong> in arrivo. In particolare, chi rientra nella fascia di reddito medio (tra i 28.000 e i 60.000 euro) potrebbe beneficiare del <strong data-start="804" data-end="820">taglio IRPEF</strong>, e conviene già ora monitorare con attenzione eventuali modifiche agli scaglioni e all’aliquota del 33%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="927" data-end="1310">Le imprese, invece, dovrebbero iniziare a considerare <strong data-start="981" data-end="1024">strategie di reinvestimento degli utili</strong>, in vista di un possibile ampliamento o rafforzamento del meccanismo dell’<strong data-start="1099" data-end="1116">IRES premiale</strong>. In quest’ottica, è fondamentale pianificare attentamente la distribuzione degli utili 2025, valutando la convenienza tra dividendi e accantonamenti destinati a investimenti o nuove assunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1710">Sul fronte delle <strong data-start="1329" data-end="1353">cartelle esattoriali</strong>, chi ha debiti con il fisco potrebbe trovarsi davanti a <strong data-start="1410" data-end="1474">una nuova finestra per la rottamazione o il saldo e stralcio</strong>. È quindi consigliabile fare una ricognizione delle proprie pendenze, anche con l’aiuto di un commercialista, per essere pronti ad aderire tempestivamente a eventuali misure agevolative, evitando ulteriori interessi o azioni esecutive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1712" data-end="2019">Infine, i <strong data-start="1722" data-end="1762">professionisti in regime forfettario</strong> (o aspiranti tali) dovranno prestare attenzione ai possibili limiti europei. In caso di innalzamento della soglia a 100.000 euro, potrebbe essere strategico posticipare aperture di partite IVA o valutare passaggi da altri regimi nel momento più favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2021" data-end="2217">In tutti i casi, <strong data-start="2038" data-end="2075">un’attenta pianificazione fiscale</strong> e un confronto con un consulente esperto possono fare la differenza tra pagare il giusto e perdere opportunità di risparmio del tutto legali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2021" data-end="2217"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33645 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="381" data-end="454"><strong>Fisco e crescita</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="818">Oltre ai numeri, alle aliquote e ai vincoli di bilancio, ciò che davvero conta è <strong data-start="537" data-end="581">l’impatto economico delle scelte fiscali</strong>. La Legge di Bilancio 2026, se confermerà l’orientamento anticipato dal Vice Ministro Leo, potrebbe diventare <strong data-start="692" data-end="741">una leva importante per stimolare la crescita</strong>, soprattutto se le misure saranno strutturali e non limitate a un solo anno.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="820" data-end="1484">Il taglio dell’IRPEF per i redditi medi – se ben calibrato – ha un <strong data-start="887" data-end="928">effetto diretto sulla domanda interna</strong>, poiché aumenta il reddito disponibile di una fascia di popolazione che tende a spendere piuttosto che risparmiare. Questo può generare <strong data-start="1065" data-end="1123">un ciclo virtuoso di consumi, produzione e occupazione</strong>, soprattutto nei settori più colpiti dall’inflazione. Parallelamente, l’estensione o il rafforzamento dell’IRES premiale ha l’obiettivo di <strong data-start="1263" data-end="1328">spingere le imprese a reinvestire in capitale e risorse umane</strong>, anziché puntare sulla sola distribuzione degli utili. Un modello che premia la crescita interna, la produttività e la creazione di valore a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1486" data-end="1773">Anche le eventuali <strong data-start="1505" data-end="1529">rottamazioni fiscali</strong> possono avere un impatto, se ben strutturate: da un lato alleggeriscono i bilanci di cittadini e piccole imprese in difficoltà, dall’altro permettono allo Stato di incassare risorse immediate che altrimenti resterebbero solo “crediti teorici”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="2092">Tuttavia, perché questi effetti si traducano in crescita reale, serve <strong data-start="1845" data-end="1877">una visione di medio periodo</strong>, che integri fisco, investimenti pubblici, riforme strutturali e politiche per l’occupazione. La manovra 2026 sarà quindi <strong data-start="2000" data-end="2053">un banco di prova non solo fiscale, ma strategico</strong>, per il futuro dell’economia italiana.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="406"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="408" data-end="897">La <strong data-start="411" data-end="437">Legge di Bilancio 2026</strong> si preannuncia come una manovra ambiziosa, ma inevitabilmente condizionata da <strong data-start="516" data-end="535">vincoli europei</strong>, <strong data-start="537" data-end="564">spazi fiscali ristretti</strong> e dalla necessità di conciliare rigore e crescita. Il Governo ha già delineato le <strong data-start="647" data-end="669">priorità politiche</strong>: taglio dell’IRPEF per il ceto medio, nuove forme di <strong data-start="723" data-end="749">rottamazione selettiva</strong>, sostegno agli investimenti attraverso l’<strong data-start="791" data-end="808">IRES premiale</strong>, e un possibile ampliamento del <strong data-start="841" data-end="863">regime forfettario</strong>, se Bruxelles darà il via libera.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1424">Tuttavia, le <strong data-start="912" data-end="946">certezze al momento sono poche</strong>. Molto dipenderà dai dati ISTAT sui conti pubblici, dalle valutazioni dell’UE e dalle scelte finali che verranno incluse nel testo della manovra, la cui approvazione è prevista entro fine anno. In attesa di conferme, è fondamentale che contribuenti e imprese <strong data-start="1206" data-end="1234">si preparino in anticipo</strong>, rivedendo i propri bilanci, valutando la convenienza di determinate scelte fiscali e affidandosi a professionisti qualificati per cogliere ogni opportunità di <strong data-start="1395" data-end="1423">risparmio fiscale legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1426" data-end="1828">In un contesto in continua evoluzione, <strong data-start="1465" data-end="1516">conoscere in anticipo le intenzioni del Governo</strong> e interpretare correttamente le misure in arrivo diventa un <strong data-start="1577" data-end="1602">vantaggio competitivo</strong>, non solo per le imprese, ma anche per i singoli cittadini. La fiscalità non è più solo un obbligo, ma un <strong data-start="1709" data-end="1761">campo strategico in cui agire con consapevolezza</strong>, per ottimizzare risorse e proteggere il proprio futuro economico.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-taglio-dell-IRPEF-rottamazione-delle-cartelle-e-agevolazioni-per-le-imprese/">Legge di Bilancio 2026: taglio dell’IRPEF, rottamazione delle cartelle e agevolazioni per le imprese</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-di-Bilancio-2026-taglio-dell-IRPEF-rottamazione-delle-cartelle-e-agevolazioni-per-le-imprese/">Legge di Bilancio 2026: taglio dell’IRPEF, rottamazione delle cartelle e agevolazioni per le imprese</a> was first posted on Settembre 22, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cartelle esattoriali inesigibili: dal 2026 cancellazione automatica per i debiti fiscali senza possibilità di recupero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 07:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cartella Esattoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 potrebbe arrivare una svolta importante per milioni di contribuenti italiani alle prese con vecchi debiti fiscali. Il governo sta infatti valutando una nuova sanatoria fiscale che prevede la cancellazione automatica di alcune cartelle esattoriali, aprendo la strada a una significativa riduzione del carico fiscale e burocratico per cittadini e imprese. Si tratterebbe di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="874">Nel 2025 potrebbe arrivare una svolta importante per milioni di contribuenti italiani alle prese con vecchi debiti fiscali. Il governo sta infatti valutando una <strong data-start="335" data-end="362">nuova sanatoria fiscale</strong> che prevede la <strong data-start="378" data-end="437">cancellazione automatica di alcune cartelle esattoriali</strong>, aprendo la strada a una significativa riduzione del carico fiscale e burocratico per cittadini e imprese.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="874">Si tratterebbe di un provvedimento inserito all&#8217;interno della <strong data-start="607" data-end="673">riforma tributaria collegata alla Legge Delega n. 111 del 2023</strong>, e che si ispira ai precedenti condoni e rottamazioni degli anni passati, ma con una sostanziale differenza: <strong data-start="783" data-end="873">l&#8217;annullamento avverrebbe in modo automatico, senza la necessità di presentare domanda</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1332">La misura rientrerebbe in un più ampio disegno di semplificazione e razionalizzazione della riscossione, con l&#8217;obiettivo di liberare i ruoli dell’Agenzia delle Entrate da crediti ormai difficilmente esigibili, spesso vecchi di oltre dieci anni. Questo comporterebbe non solo un <strong data-start="1154" data-end="1206">vantaggio diretto per i contribuenti interessati</strong>, ma anche un beneficio indiretto per lo Stato, che potrebbe ottimizzare le proprie risorse su crediti realmente recuperabili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1334" data-end="1702">Ma <strong data-start="1337" data-end="1495">quali annualità saranno coinvolte da questa cancellazione? A quanto deve ammontare il debito per essere annullato? Chi ne potrà beneficiare concretamente?</strong> In questo articolo analizziamo in dettaglio tutti gli aspetti di questa possibile sanatoria, con attenzione alle norme previste, ai beneficiari e agli effetti concreti sul piano fiscale, economico e legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1334" data-end="1702">Cartelle esattoriali inesigibili</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="864">Nel sistema fiscale italiano, le <strong data-start="369" data-end="393">cartelle esattoriali</strong> rappresentano lo strumento con cui l’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> &#8211; Riscossione (AdER) notifica ai cittadini e alle imprese l’obbligo di versamento di somme dovute a vario titolo: imposte, contributi previdenziali, sanzioni o tributi locali. Se il contribuente non è in grado di saldare immediatamente l’importo richiesto, può accedere a forme di <strong data-start="734" data-end="751">rateizzazione</strong>, ma in caso di persistente inadempienza la cartella resta “a ruolo”, ovvero iscritta nel sistema di riscossione.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1346">Tuttavia, <strong data-start="876" data-end="954">una parte consistente di questi crediti è ormai considerata irrecuperabile</strong>. Secondo l’ultima relazione della Commissione speciale sul sistema fiscale, il cosiddetto “magazzino fiscale” italiano contiene oltre <strong data-start="1089" data-end="1134">1.272 miliardi di euro di cartelle aperte</strong>, di cui <strong data-start="1143" data-end="1186">537 miliardi già dichiarati inesigibili</strong>. Le cause? Debitori deceduti, irreperibili o nullatenenti, per i quali non è stato possibile procedere né a pignoramenti né ad altre forme di recupero forzoso.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1348" data-end="1893">Di fronte a questo scenario, si è fatta largo l’ipotesi di un <strong data-start="1410" data-end="1429">condono tombale</strong>, ovvero una cancellazione definitiva dei debiti ritenuti senza possibilità di riscossione. La proposta riguarda in particolare le <strong data-start="1560" data-end="1620">cartelle affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2010</strong>, periodo in cui si è accumulata la parte più consistente del debito fiscale inesigibile. L’obiettivo? Liberare le risorse amministrative e concentrarsi sulla <strong data-start="1779" data-end="1838">riscossione efficace dei crediti realmente recuperabili</strong>, migliorando così l’efficienza del sistema tributario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1348" data-end="1893">Testo Unico della riscossione</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="276" data-end="791">A partire dal <strong data-start="290" data-end="309">1° gennaio 2026</strong>, entrerà ufficialmente in vigore il <strong data-start="346" data-end="385">nuovo Testo Unico della riscossione</strong>, introdotto con il <strong data-start="405" data-end="437">D. Lgs. 24 marzo 2025, n. 33</strong>. Si tratta di una delle riforme più attese in ambito fiscale, frutto della delega prevista dalla <strong data-start="535" data-end="560">Legge n. 111 del 2023</strong>, con l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente l’intero processo di riscossione dei tributi. Tra gli articoli più rilevanti della nuova normativa spicca l’articolo <strong data-start="735" data-end="742">211</strong>, intitolato “Discarico automatico o anticipato”.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="793" data-end="1191">Questa norma introduce una <strong data-start="820" data-end="877">rivoluzione nella gestione delle cartelle esattoriali</strong>: l’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione potrà <strong data-start="923" data-end="954">discaricare automaticamente</strong> dai propri registri quelle <strong data-start="982" data-end="1037">quote di debito divenute oggettivamente inesigibili</strong>, senza attendere il decorso dei cinque anni ordinariamente previsti.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="793" data-end="1191">In particolare, il discarico potrà avvenire in presenza di circostanze precise come:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1193" data-end="1404">
<li class="" data-start="1193" data-end="1223">
<p class="" data-start="1195" data-end="1223"><strong data-start="1195" data-end="1209">Fallimento</strong> del debitore;</p>
</li>
<li class="" data-start="1224" data-end="1288">
<p class="" data-start="1226" data-end="1288"><strong data-start="1226" data-end="1257">Assenza di beni aggredibili</strong> da parte dell’ente riscossore;</p>
</li>
<li class="" data-start="1289" data-end="1404">
<p class="" data-start="1291" data-end="1404"><strong data-start="1291" data-end="1317">Mancanza di nuovi beni</strong> rispetto a quelli già individuati, che non abbiano consentito il recupero delle somme.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1406" data-end="1780">La novità più rilevante consiste proprio nella <strong data-start="1453" data-end="1521">possibilità di comunicare telematicamente e in qualsiasi momento</strong> il discarico anticipato alle amministrazioni titolari del credito. Questo significa che non sarà più necessario attendere lunghi periodi per accertare l’inesigibilità: <strong data-start="1690" data-end="1769">una volta verificati i presupposti, il debito potrà essere scaricato subito</strong> dai ruoli.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1782" data-end="2189">Inoltre, la norma disciplina anche la <strong data-start="1820" data-end="1876">restituzione anticipata dei carichi iscritti a ruolo</strong>: gli enti creditori potranno chiedere la riconsegna delle quote dopo 24 mesi dalla presa in carico, per i crediti precedenti all’8 agosto 2024, o tra il 24° e il 30° mese se affidati successivamente. Questo passaggio è fondamentale per alleggerire il “magazzino” fiscale e snellire il lavoro degli enti pubblici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32650 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-1024x643.jpg" alt="" width="696" height="437" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-1024x643.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-300x188.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-768x482.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-1536x965.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-669x420.jpg 669w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-150x94.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-600x377.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-696x437.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per-1068x671.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/marito-e-moglie-controllano-gli-acquisti-per.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Chi riguarda la cancellazione automatica</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="313" data-end="614">La riforma della riscossione, così come delineata dal <strong data-start="367" data-end="409">nuovo articolo 211 del D. Lgs. 33/2025</strong>, si concentra su una categoria ben precisa di debiti fiscali: <strong data-start="472" data-end="505">quelli dichiarati inesigibili</strong>. Ma chi rientra esattamente tra i beneficiari della <strong data-start="558" data-end="586">cancellazione automatica</strong> delle cartelle esattoriali?</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="616" data-end="773">In base alla normativa, la misura interesserà quei contribuenti (persone fisiche o giuridiche) per i quali si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="987">
<li class="" data-start="774" data-end="813">
<p class="" data-start="776" data-end="813">È stato <strong data-start="784" data-end="812">dichiarato il fallimento</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="814" data-end="880">
<p class="" data-start="816" data-end="880">È stata accertata la <strong data-start="837" data-end="879">mancanza di beni utili al pignoramento</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="881" data-end="987">
<p class="" data-start="883" data-end="987">Si è constatata l’<strong data-start="901" data-end="930">impossibilità di recupero</strong> sulla base di azioni già esperite, senza esito positivo.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="989" data-end="1455">Ciò significa che <strong data-start="1007" data-end="1080">la cancellazione non sarà generalizzata né rivolta a tutti i debitori</strong>, ma esclusivamente a coloro il cui debito sia stato <strong data-start="1133" data-end="1183">oggettivamente qualificato come irrecuperabile</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione. In questi casi, non sarà più necessario attendere i classici cinque anni per dichiarare il credito come perso: l’eliminazione dal ruolo potrà avvenire <strong data-start="1386" data-end="1413">anche in via anticipata</strong>, previa comunicazione all’ente creditore.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1457" data-end="1976">Per quanto riguarda gli <strong data-start="1481" data-end="1504">anni di riferimento</strong>, l’attenzione è puntata principalmente sulle cartelle affidate alla riscossione <strong data-start="1585" data-end="1610">tra il 2000 e il 2010</strong>. Si tratta, infatti, del periodo in cui si è accumulato il maggior volume di debiti ormai “cristallizzati” e difficilmente recuperabili. Tuttavia, è bene chiarire che il nuovo meccanismo di discarico si applicherà a <strong data-start="1827" data-end="1914">tutte le cartelle esattoriali per le quali ricorrano le condizioni di inesigibilità</strong>, anche successive al 2010, <strong data-start="1942" data-end="1975">a partire dal 1° gennaio 2026</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1978" data-end="2284">In sintesi, il beneficio non dipende da una domanda del contribuente, ma dall’attività dell’agente della riscossione e dalla verifica dell’impossibilità effettiva di recupero. Si tratta, dunque, di una <strong data-start="2180" data-end="2215">misura strutturale e automatica</strong>, destinata a diventare parte integrante del nuovo assetto normativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1978" data-end="2284">I vantaggi della sanatoria</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="280" data-end="574">La cancellazione automatica delle cartelle esattoriali inesigibili, introdotta dal nuovo Testo Unico della riscossione, non rappresenta soltanto un sollievo per i contribuenti, ma anche un passo avanti per l’intero sistema fiscale italiano. Il beneficio è duplice: <strong data-start="545" data-end="573">individuale e collettivo</strong>.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="576" data-end="598">Per i contribuenti</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="600" data-end="1181">Chi rientra nei casi previsti dall’articolo 211 del D. Lgs. 33/2025 vedrà <strong data-start="674" data-end="743">azzerarsi il proprio debito senza dover presentare alcuna domanda</strong>, evitando così il rischio di ricevere nuove notifiche o azioni esecutive su somme ormai irrecuperabili. Questo porterà anche a un’importante <strong data-start="885" data-end="932">pulizia delle posizioni fiscali individuali</strong>, ridando serenità a chi è stato perseguitato per anni da cartelle spesso vetuste o legate a situazioni di disagio economico non più attuali. Inoltre, si eviteranno <strong data-start="1097" data-end="1139">ulteriori sanzioni o interessi di mora</strong> su posizioni ormai inutili da perseguire.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1183" data-end="1221">Per lo Stato e la macchina fiscale</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1621">Il vantaggio per lo Stato non è meno rilevante. Attualmente, l’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione gestisce <strong data-start="1331" data-end="1374">oltre mille miliardi di euro in crediti</strong>, molti dei quali già dichiarati irrecuperabili. Continuare a mantenere in vita queste posizioni ha un <strong data-start="1477" data-end="1514">costo amministrativo elevatissimo</strong> e distoglie risorse dal recupero di somme realmente esigibili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1621">Con il meccanismo del discarico automatico:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1622" data-end="1858">
<li class="" data-start="1622" data-end="1720">
<p class="" data-start="1624" data-end="1720">si <strong data-start="1627" data-end="1668">liberano risorse umane e tecnologiche</strong> per il recupero di crediti più recenti ed efficaci;</p>
</li>
<li class="" data-start="1721" data-end="1762">
<p class="" data-start="1723" data-end="1762">alleggerisce il “magazzino fiscale”;</p>
</li>
<li class="" data-start="1763" data-end="1858">
<p class="" data-start="1765" data-end="1858">si migliora la <strong data-start="1780" data-end="1818">credibilità del sistema tributario</strong>, rendendolo più giusto e proporzionato.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2120">In un sistema fiscale moderno, perseguire ostinatamente debiti irrecuperabili è controproducente. Questa misura, pur non essendo un “condono generalizzato”, si muove nella logica del <strong data-start="2043" data-end="2063">realismo fiscale</strong>, premiando l’efficienza e la razionalità amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2120"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32651 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-1024x681.png" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-1024x681.png 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-300x200.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-768x511.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-1536x1022.png 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-631x420.png 631w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-150x100.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-600x399.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-696x463.png 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314-1068x710.png 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/freepik__upload__48314.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2120">Come orientarsi</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="859">Con l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico della riscossione dal <strong data-start="458" data-end="477">1° gennaio 2026</strong>, cambia radicalmente l’approccio alla gestione delle cartelle esattoriali. La novità principale sarà la <strong data-start="582" data-end="656">disattivazione automatica delle cartelle riconosciute come inesigibili</strong>, senza che il contribuente debba fare alcuna richiesta formale. Tuttavia, questo non significa che tutto il processo sia completamente invisibile o che sia impossibile capire se si rientra nella misura.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="861" data-end="888">Cosa succederà dal 2026</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="954">Dal 2026, l’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione potrà procedere:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1402">
<li class="" data-start="955" data-end="1113">
<p class="" data-start="957" data-end="1113">al <strong data-start="960" data-end="984">discarico automatico</strong> delle cartelle affidate dal 1° gennaio 2025, se si accertano condizioni come fallimento, nullatenenza o irreperibilità dei beni;</p>
</li>
<li class="" data-start="1114" data-end="1219">
<p class="" data-start="1116" data-end="1219">alla <strong data-start="1121" data-end="1149">comunicazione telematica</strong> del discarico agli enti creditori, rendendo tracciabile l’operazione;</p>
</li>
<li class="" data-start="1220" data-end="1402">
<p class="" data-start="1222" data-end="1402">alla possibilità, per gli enti creditori stessi, di <strong data-start="1274" data-end="1325">richiedere la riconsegna anticipata dei carichi</strong> a determinate condizioni, accelerando così la pulizia del magazzino fiscale.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1404" data-end="1669">Per il contribuente, questo si traduce nella <strong data-start="1449" data-end="1492">scomparsa delle cartelle irrecuperabili</strong> dalla propria posizione fiscale, alleggerendo il carico debitorio residuo e potenzialmente migliorando anche il proprio merito creditizio nei confronti di banche e finanziarie.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1711">Come verificare la propria posizione</h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1713" data-end="1825">Chi desidera sapere <strong data-start="1733" data-end="1801">se le proprie cartelle rientrano tra quelle oggetto di discarico</strong> può agire in vari modi:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1826" data-end="2617">
<li class="" data-start="1826" data-end="2051">
<p class="" data-start="1829" data-end="2051"><strong data-start="1829" data-end="1913">Accedere all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione</strong> (<a class="" href="https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it" target="_new" rel="noopener" data-start="1915" data-end="1999">www.agenziaentrateriscossione.gov.it</a>) per consultare la situazione debitoria aggiornata.</p>
</li>
<li class="" data-start="2052" data-end="2193">
<p class="" data-start="2055" data-end="2193">Utilizzare il servizio “<strong data-start="2079" data-end="2108">Controlla la tua cartella</strong>” per visualizzare gli importi dovuti, gli anni di riferimento e lo stato del debito.</p>
</li>
<li class="" data-start="2194" data-end="2388">
<p class="" data-start="2197" data-end="2388">Verificare se le cartelle sono <strong data-start="2228" data-end="2301">state già oggetto di precedenti rottamazioni o rateizzazioni decadute</strong>, perché anche queste possono rientrare tra le posizioni considerate ormai inesigibili.</p>
</li>
<li class="" data-start="2389" data-end="2617">
<p class="" data-start="2392" data-end="2617">Infine, è consigliabile <strong data-start="2416" data-end="2450">rivolgersi a un commercialista</strong> per ottenere una valutazione tecnica della propria situazione fiscale, soprattutto se sono presenti più posizioni aperte o se si hanno dubbi su procedure già avviate.</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;">Criticità, dubbi e limiti</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="782">Nonostante i numerosi vantaggi introdotti dal nuovo meccanismo di discarico automatico, è doveroso soffermarsi anche su alcune <strong data-start="537" data-end="559">criticità e limiti</strong> che potrebbero emergere durante l’applicazione pratica della normativa. Infatti, la riforma, seppur ambiziosa, si muove su un terreno complesso che richiede attenzione e chiarimenti operativi, soprattutto in fase iniziale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1269">Una delle prime criticità riguarda il <strong data-start="822" data-end="853">criterio di “inesigibilità”</strong>: sebbene il decreto parli chiaramente di casi come fallimento, assenza di beni aggredibili o mancata disponibilità di nuovi beni, resta il rischio che l’accertamento di tali condizioni possa variare da caso a caso. In mancanza di linee guida operative univoche, ogni sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione potrebbe interpretare in modo diverso la soglia per considerare un debito irrecuperabile.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1271" data-end="1675">Un altro punto delicato è rappresentato dal <strong data-start="1315" data-end="1345">ruolo degli enti creditori</strong>. Se da un lato viene concessa loro la possibilità di richiedere la riconsegna anticipata dei carichi, dall’altro <strong data-start="1459" data-end="1488">non vi è obbligo di farlo</strong>, né automatismo in questo passaggio. In alcune situazioni, quindi, il rischio è che cartelle teoricamente cancellabili <strong data-start="1608" data-end="1653">rimangano a ruolo per inerzia burocratica</strong> o ritardi gestionali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1979">C’è poi il nodo delle cartelle oggetto di <strong data-start="1719" data-end="1756">precedenti rateizzazioni decadute</strong> o <strong data-start="1759" data-end="1783">vecchie rottamazioni</strong> non perfezionate: sarà importante chiarire se rientreranno automaticamente nello stralcio, o se verranno trattate con criteri distinti, specie nei casi in cui residuino somme ancora recuperabili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2435">Infine, vi è un potenziale <strong data-start="2008" data-end="2037">effetto “morale” negativo</strong>, già osservato nei precedenti condoni: il timore che la cancellazione dei debiti spinga i contribuenti più virtuosi a sentirsi penalizzati rispetto a chi, pur non pagando, finisce per essere sollevato dai propri obblighi. Un problema culturale che si combatte con la chiarezza normativa e con una riscossione efficace nei confronti di chi è effettivamente in grado di pagare ma cerca di sottrarsi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2435">Conclusioni</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="713">La nuova sanatoria fiscale del 2025, con effetto operativo dal 2026, rappresenta <strong data-start="325" data-end="404">una delle più rilevanti riforme in materia di riscossione degli ultimi anni</strong>. Il discarico automatico delle cartelle esattoriali ormai ritenute inesigibili segna un netto cambio di rotta rispetto al passato: si abbandona la logica dei condoni straordinari su richiesta, per approdare a una gestione sistemica e trasparente, basata su criteri oggettivi e sull’efficienza amministrativa.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="715" data-end="1160">Per i contribuenti onesti ma sfortunati, può essere <strong data-start="767" data-end="828">un’occasione concreta per chiudere i conti con il passato</strong>, alleggerire il proprio profilo debitorio e guardare con più fiducia al futuro, anche in termini di accesso al credito, opportunità lavorative e serenità familiare. Per lo Stato, è l’occasione per <strong data-start="1026" data-end="1061">fare pulizia nei conti pubblici</strong>, ridurre il carico amministrativo e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni fiscali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1434">Tuttavia, sarà fondamentale monitorare <strong data-start="1201" data-end="1239">l’applicazione pratica della norma</strong>, affinché non si creino disuguaglianze o interpretazioni arbitrarie. L’introduzione di strumenti di controllo, trasparenza e uniformità applicativa sarà essenziale per il successo della riforma.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1434">Se hai vecchie cartelle esattoriali, il 2025 potrebbe essere <strong data-start="1500" data-end="1523">l’anno della svolta</strong>. Rivolgiti al tuo commercialista di fiducia per analizzare la tua situazione debitoria e scoprire se rientri nei casi previsti per la cancellazione. Non perdere l’occasione di voltare pagina in modo legale, sicuro e definitivo.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cartelle-esattoriali-inesigibili-dal-2026-cancellazione-automatica-per-i-debiti-fiscali-senza-possibilita-di-recupero/">Cartelle esattoriali inesigibili: dal 2026 cancellazione automatica per i debiti fiscali senza possibilità di recupero</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cartelle-esattoriali-inesigibili-dal-2026-cancellazione-automatica-per-i-debiti-fiscali-senza-possibilita-di-recupero/">Cartelle esattoriali inesigibili: dal 2026 cancellazione automatica per i debiti fiscali senza possibilità di recupero</a> was first posted on Maggio 22, 2025 at 9:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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