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	<title>licensing e marchio collettivo | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>licensing e marchio collettivo | Commercialista.it</title>
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		<title>Il licensing del marchio collettivo: un esempio pratico per avere successo sul mercato detassando i redditi della vostra impresa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 15:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guida giuridico-tributaria alle agevolazioni sui beni immateriali “intangible asset” (dal marchio collettivo ai nomi a dominio) ed al regime del patent box<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-licensing-del-marchio-collettivo-un-esempio-pratico-per-avere-successo-qualitativo-sul-mercato-e-detassare-i-redditi-della-propria-impresa/">Il licensing del marchio collettivo: un esempio pratico per avere successo sul mercato detassando i redditi della vostra impresa.</a> was first posted on Gennaio 4, 2017 at 4:18 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa può ottenere in termini di competitività e risparmio fiscale un’impresa che decide di registrare o di acquistare in licenza un marchio collettivo? Il marchio collettivo è un brand che nasce per essere utilizzato simultaneamente da più imprenditori: il titolare di questo tipo di marchio è un soggetto che non necessariamente svolge attività imprenditoriale lucrativa e che generalmente coincide con un consorzio o un’associazione. Il “licensing” cioè l&#8217;accordo di concessione in licenza è ad esso strutturale e forma un connubio indissolubile con il “funzionamento” del  brand, determinando l&#8217;acquisizione automatica di un pacchetto strategico di benefits economici e fiscali. Vediamo insieme un esempio pratico per avere successo sul mercato e conseguire un grossissimo risparmio lecito d’imposta.  </p>
<p> </p>
<p>Licensing e marchio collettivo: un connubio indissolubile</p>
<p>Il marchio collettivo è un brand che nasce per essere utilizzato simultaneamente da più imprenditori. </p>
<p>Come previsto dal combinato disposto degli articoli 2570 codice civile e 11 CPI (codice della Proprietà Industriale) infatti, il titolare di questo tipo di marchio è un soggetto che non necessariamente svolge attività imprenditoriale lucrativa e che, generalmente coincide con un consorzio o un’associazione. </p>
<p>Il suo compito è quello di concedere in uso il marchio al concessionario-utilizzatore che si impegni a rispettare gli obblighi circa provenienza, natura o qualità dei prodotti, come precisati nel regolamento d&#8217;uso (che deve essere allegato alla domanda di registrazione). </p>
<p>Il concedente dunque, conservando la proprietà del marchio collettivo, gode di un&#8217;ampia funzione di controllo per assicurare che sia garantito il mantenimento di determinati livelli di qualità, origine, natura dei prodotti ai quali lo stesso è apposto: ciò giustifica l&#8217;esercizio di poteri sanzionatori nell&#8217;ipotesi in cui gli utilizzatori non si conformino alle prescrizioni del regolamento; il che rafforza ulteriormente la valenza garantistica di questo marchio rispetto a quello aziendale classico, nella misura in cui consente di generare guadagni sicuri per prodotti sicuri. </p>
<p>E&#8217; dunque evidente la particolarità che contraddistingue il marchio collettivo rispetto ai marchi d&#8217;impresa: il “licensing” cioè l&#8217;accordo di concessione in licenza è ad esso strutturale e forma un connubio indissolubile con il “funzionamento” del brand. </p>
<p>Più esattamente con il termine &#8220;licensing in&#8221; si intende “l&#8217;acquisizione dall&#8217;esterno di tecnologie” brevettate o non brevettate, cioè del know-how, compreso anche un marchio collettivo, da parte di un&#8217;impresa, per integrare le proprie conoscenze e negoziare strumenti di business idonei a raggiungere alti livelli di competitività. </p>
<p>Vantaggi del marchio collettivo per licenziante ed utilizzatore</p>
<p>Nel marchio collettivo, la scissione tra titolarità e utilizzo è permanente. </p>
<p>A) Essere titolare di un marchio collettivo significa automaticamente ottenere una fonte addizionale di reddito rappresentata dalle royalty corrisposte dal partner licenziatario e quindi anche tutti i vantaggi relativi a:</p>
<p>1) monetizzazione efficace del proprio diritto di proprietà intellettuale;</p>
<p>2) acquisizione di quote sempre maggiori di mercato attraverso l&#8217;espansione geografica e settoriale del brand;</p>
<p>3) bonus fiscali in relazione alla detassazione delle royalties;</p>
<p>B) Dall&#8217;altro lato, l&#8217;utilizzatore licenziatario godrà dei seguenti benefits:</p>
<p>1) sfruttamento economico di un marchio pronto a generare liquidità, usufruendo prontamente di conoscenze già sviluppate e consolidate per la produzione di beni e l&#8217;utilizzazione di processi, evitando di sobbarcarsi costi per la creazione di un brand ex novo;</p>
<p>2) implementazione dell&#8217;immagine imprenditoriale sul mercato grazie surplus di valore economico-qualitativo del prodotto marchiato, che di riflesso contribuirà alla promozione dell’attività del titolare ed al rafforzamento dei suoi diritti sul brand;</p>
<p>3) godere di un trampolino di lancio in caso di piccola e media impresa che singolarmente non riuscirebbe con le proprie risorse ad ottenere una visibilità ottimale sul mercato. </p>
<p>Infatti, il licenziatario di un brand innovativo quale il marchio collettivo, andrebbe a collocare la propria offerta nella fascia “alta” di mercato, quella che copre la domanda di prodotti con determinate caratteristiche di qualità, origine e natura, facendo un salto di qualità a livello imprenditoriale. </p>
<p>Chi intende registrare un marchio collettivo, acquisterà logicamente oltre ad una proprietà intellettuale, un “pacchetto” con tutti i benefits economici sopra elencati, ai quali si sommano successivamente, previo esercizio della relativa opzione, anche quelli operanti a livello fiscale grazie al “Patent box” di cui alla L. 190 /2014, implicante una tassazione agevolata delle royalty derivanti dal suo sfruttamento, sottraendo così all&#8217;imponibile una consistente quota di redditi ottenuti attraverso attività di licensing. </p>
<p>Simulazione di un caso pratico per avere successo sul mercato e risparmiare sul Fisco</p>
<p>Facciamo ora un esempio pratico che dimostra concretamente quali vantaggi è possibile ottenere attraverso la concessione in licenza o “licensing” di un marchio collettivo. </p>
<p>Un consorzio leader in un determinato settore, conclude con successo la concessione in licenza di un marchio collettivo e di know How ad una piccola azienda in fase di sviluppo ancora priva di un “concept market”. </p>
<p>Il consorzio titolare del marchio collettivo realizzerà flussi di denaro significativi incassando royalties. Creerà così un Business notevole rafforzando la posizione propria e dell&#8217;azienda utilizzatrice del brand sul mercato. Avrà così monetizzato la proprietà intellettuale “esportando le proprie idee” e, optando per il Patent Box otterrà una neutralizzazione fiscale di una fetta considerevole dei propri guadagni e innoverà al contempo la propria impresa. </p>
<p>L&#8217;azienda licenziataria, da parte sua, potrà emergere sul mercato ottenendo introiti più sicuri per la commercializzazione di prodotti qualitativamente garantiti sotto il profilo dell&#8217;origine, natura, qualità, realizzati attraverso peculiari e non comuni processi di lavorazione. </p>
<p>Se desiderate: </p>
<p>    registrare il vostro marchio collettivo o marchio d’impresa;<br />
    ottenere i vantaggiosi bonus fiscali del Patent Box;<br />
    chiedere la redazione dei vostri contratti di licenza e per la predisposizione del regolamento d’uso;<br />
    ricevere una consulenza tributaria specializzata su altri intangible assets, </p>
<p>contattateci subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52!  </p>
<p>Realizzerete in tutta serenità e con successo la vostra progettualità d’impresa. </p>
<p> </p>
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		<title>Come guadagnare rapidamente con il licensing della proprietà intellettuale. Tagli fiscali fino al 50% premiano l&#8217;innovazione della tecnologia anche all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-rapidamente-con-il-licensing-della-propriet224-intellettualetagli-fiscali-fino-al-50-premiano-linnovazione-della-tecnologia-anche-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 10:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guida commerciale/fiscale al licensing  dellla proprietà intellettuale anche sui mercati esteri<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-guadagnare-rapidamente-con-il-licensing-della-propriet224-intellettualetagli-fiscali-fino-al-50-premiano-linnovazione-della-tecnologia-anche-allestero/">Come guadagnare rapidamente con il licensing della proprietà intellettuale. Tagli fiscali fino al 50% premiano l&#8217;innovazione della tecnologia anche all&#8217;estero</a> was first posted on Gennaio 4, 2017 at 11:42 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ll “licensing” che significa “accordo di licenza”, indica l’attività di concedere (licensing out) ovvero di prendere (licensing in) in “locazione” un diritto di Proprietà Industriale o Intellettuale (marchio, brevetto, know-how, diritto d’autore, ecc. ) attraverso un contratto di licenza. Vediamo più da vicino perchè e come questo strumento negoziale rappresenta un&#8217;opportunità di slancio e crescita anche per le piccole e medie imprese,  alle quali risulta scarsamente conosciuto, consentendo di realizzare interessanti business anche sui mercati esteri e di godere di straordinari benefici fiscali! </p>
<p>
</p>
<p> </p>
<p>Il licensing: un modello di sviluppo flessibile e veloce sul mercato anche per le piccole e medie imprese</p>
<p>Il “licensing” che significa “accordo di licenza”, indica l’attività di concedere (licensing out) ovvero di prendere (licensing in) in “locazione” un diritto di Proprietà Industriale o Intellettuale (marchio, brevetto, know-how, diritto d’autore, ecc. ) attraverso un contratto di licenza. </p>
<p>Con tale accordo dunque, il titolare di un “Intangible asset” (concedente), consente che l&#8217;altro contraente (licenziatario) svolga un&#8217;attività che, in mancanza di licenza, costituirebbe una violazione dei diritti di esclusiva, concedendogli l’uso del proprio marchio per la produzione e la distribuzione di prodotti, in un preciso territorio, attraverso determinati canali distributivi, per un periodo di tempo prestabilito. </p>
<p>Il licenziatario a sua volta, si impegna a corrispondere al licenziante, un corrispettivo sotto forma di importi fissi garantiti (fat fee)e/o percentuali variabili (royalties) calcolate sul fatturato. </p>
<p>Trattasi di uno strumento che ha trovato un&#8217;ampissima diffusione a livello internazionale e che produce numerosi benefits, rivelandosi una preziosa opportunità di slancio e crescita anche per le piccole e medie imprese alle quali risulta scarsamente conosciuto. </p>
<p>Vantaggi derivanti dal licensing di un Brand</p>
<p>Analizziamo ora le ragioni per le quali è consigliabile optare per questo strumento commerciale, esaminando in particolare la concessione in licenza un marchio. </p>
<p>L&#8217;attività di licensing, se condotta in modo attento e professionale, sotto il duplice profilo giuridico ed economico, può produrre i seguenti vantaggi:</p>
<p>1) il licenziatario evita di sobbarcarsi i costi derivanti dall’accreditamento ex novo di un brand e quelli per lo sviluppo interno all&#8217;azienda del relativo know how, potendo sfruttare economicamente un marchio già pronto a generare liquidità, in cambio dell&#8217;erogazione di una percentuale sul fatturato (royalty);</p>
<p>2) sottoscrivendo una licenza, l&#8217;apposizione del marchio ai prodotti del concessionario utilizzatore attribuisce agli stessi forte valore aggiunto;</p>
<p>3) il titolare del marchio monetizza efficacemente il proprio diritto di proprietà intellettuale perché, oltre all&#8217;introito di una notevole fonte aggiuntiva di reddito, rappresentata dal corrispettivo pagato dal licenziatario, acquisisce quote sempre maggiori di mercato, espandendo il brand in aree geografiche o settori che, per ragioni produttive, finanziarie o di localizzazione, non potrebbe soddisfare così proficuamente;</p>
<p>4) ne deriva un beneficio indiretto che si rivela strategico per il debutto di piccole e medie imprese: un aumento della notorietà e dell’immagine del marchio, contribuendo alla promozione dell’attività del titolare ed al rafforzamento dei suoi diritti sul brand. </p>
<p>Bonus fiscali del Patent Box a sostegno del licensing</p>
<p>La necessità dell&#8217;impresa di adattarsi flessibilmente agli oscillamenti del mercato e di ottimizzare l&#8217;utilizzo delle proprie risorse in tempi di reazione utili, stimola ogni singola azienda a focalizzare l&#8217;attenzione sulla gestione del proprio patrimonio tecnologico, valorizzandolo come fattore strategico e investendo ingenti risorse per mantenerlo, implementarlo e rinnovarlo. </p>
<p>E&#8217; questa la ragione fondamentale per la quale diventa necessario inculcare e sviluppare una cultura della ricerca, sia a livello aziendale che nazionale, premiare e proteggere la ricerca e l&#8217;innovazione in primis nell&#8217;ambito della proprietà intellettuale, come presupposto necessario dell&#8217;affermazione sul mercato dei trasferimenti tecnologici nelle più importanti ed interessanti aree economiche del mondo. </p>
<p>Per soddisfare queste esigenze ed implementarne i vantaggi, la Legge di Stabilità 2015 ha ideato uno strumento ah hoc, il Patent Box, un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo e/o dalla cessione di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da design e marchi d’impresa estensibile a certe condizioni anche ai soggetti non residenti. </p>
<p>In sintesi le finalità che rappresentano il leitmotiv di tale opzione fiscale sono:</p>
<p>a) incentivare l&#8217;attività research &amp; innovation da parte delle imprese italiane anche sul mercato internazionale riducendone il carico fiscale;</p>
<p>b) abbattere l’elusione fiscale generata dalla pratica di delocalizzazione dei brevetti e marchi in paesi con minore carico fiscale;</p>
<p>c) estensione dell&#8217;agevolazione anche ai marchi tutelati in qualsiasi paese estero, in base alle norme vigenti e agli accordi internazionali. </p>
<p>I soggetti titolari di reddito d&#8217;impresa intenzionati ad investire in ricerca e innovazione ed affermarsi nel licensing godranno a decorrere dal 2017 di una detassazione del 50% delle royalties dal reddito generato dalla concessione in licenza dei beni immateriali quali i marchi (espressamente compreso il marchio collettivo) brevetti, know how, prodotti da attività di ricerca e sviluppo (comma 42-ter all’articolo 1 della legge 190/2014). </p>
<p>Per sapere subito quanto potreste risparmiare fiscalmente con tale opzione fiscale agevolativa, leggete la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/patent-box-2017-come-si-calcola-il-bonus-fiscale-per-detassare-royalty-e-plusvalenze-sulla-propriet224-intellettuale-1">divulgazione dedicata a come si calcola il Patent Box</a>! </p>
<p>Attenzione: non tutti sanno che il licensing può consentirvi di moltiplicare in modo esponenziale i vostri guadagni ed essere gli ideatori di un Business di altissima qualità e successo se decidete di registrare un marchio collettivo!  Per scoprire come, leggete subito la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/marchio-collettivo-con-opzione-patent-box-come-guadagnare-innovando-la-vostra-impresa-grazie-ad-imposte-super-ridotte-1%C2%A0">divulgazione dedicata al marchio collettivo con opzione Patent Box</a> che vi consentirà di innovare la vostra impresa con potentissimi sgravi fiscali! </p>
<p>Tali bonus fiscali sono secondo la normativa cumulabili con i crediti di imposta in ricerca e innovazione segnando un ulteriore punto a vantaggio del tax saving. </p>
<p>N. B. Considerando che la firma di un accordo di licenza è frutto di una trattativa complessa, che richiede un’imprescindibile competenza sia legale che dei meccanismi relativi al funzionamento del mercato e che l&#8217;opzione fiscale del Patent Box se correttamente esercitata, consente di godere di straordinari vantaggi, risulta altamente consigliabile rivolgersi ad esperti del settore per emergere in tale settore così potenzialmente redditizio e soddisfacente. </p>
<p>Se desiderate registrare un marchio collettivo o d&#8217;impresa, ottenere assistenza nella redazione di contratti di licenza, attuare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa ed al contempo risparmiare serenamente, pro norma dal punto di vista fiscale attivando gli imperdibili bonus Patent Box, </p>
<p>contattaci subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52! </p>
<p></p>
<p> </p>
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