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	<title>legge di bilancio 2026 - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>legge di bilancio 2026 - Commercialista.it</title>
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		<title>Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 04:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bonus ZES e ZLS 2026 torna al centro dell’attenzione di imprese e professionisti grazie ai nuovi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, che definiscono regole operative, modelli di comunicazione e modalità di accesso al credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle aree agevolate. Si tratta di un’opportunità concreta per ridurre legalmente il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="912">Il <strong data-start="356" data-end="380">Bonus ZES e ZLS 2026</strong> torna al centro dell’attenzione di imprese e professionisti grazie ai nuovi <strong data-start="457" data-end="521">provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026</strong>, che definiscono <strong data-start="539" data-end="628">regole operative, modelli di comunicazione e modalità di accesso al credito d’imposta</strong> per gli investimenti effettuati nelle aree agevolate. Si tratta di un’opportunità concreta per <strong data-start="724" data-end="764">ridurre legalmente il carico fiscale</strong>, migliorare la competitività aziendale e incentivare nuovi investimenti produttivi nel Mezzogiorno e nelle aree strategiche logistiche del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="914" data-end="1373">In un contesto economico ancora complesso, segnato dall’aumento dei costi e dalla necessità di pianificare con attenzione le risorse finanziarie, il <strong data-start="1063" data-end="1094">credito d’imposta ZES Unica</strong> e il <strong data-start="1100" data-end="1125">credito d’imposta ZLS</strong> rappresentano strumenti fondamentali di <strong data-start="1166" data-end="1187">risparmio fiscale</strong>. Tuttavia, molti imprenditori si chiedono: <em data-start="1231" data-end="1371">chi può accedere al bonus? Quali investimenti sono agevolabili? Quali modelli devono essere presentati all’Agenzia delle Entrate nel 2026?</em></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1375" data-end="1880">Con i <strong data-start="1381" data-end="1418">Provvedimenti n. 3882 (ZES Unica)</strong> e <strong data-start="1421" data-end="1438">n. 3873 (ZLS)</strong>, l’Agenzia delle Entrate ha fornito risposte precise, introducendo i nuovi modelli di comunicazione necessari per la fruizione del contributo, anche alla luce della proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2026. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio regole, vantaggi fiscali, modalità di accesso e criticità da evitare, aiutandoti a capire come sfruttare al meglio il Bonus ZES e ZLS nel 2026 senza commettere errori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Credito d’imposta ZES Unica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="981">La <strong data-start="378" data-end="404">Legge di Bilancio 2026</strong>, all’<strong data-start="410" data-end="439">articolo 1, commi 438-443</strong>, ha introdotto una novità di grande rilievo per le imprese: la <strong data-start="503" data-end="589">proroga del credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno per gli anni 2026, 2027 e 2028</strong>. La misura consolida uno degli strumenti più efficaci di politica fiscale per incentivare gli investimenti produttivi nelle aree economicamente svantaggiate, ampliando inoltre il perimetro territoriale agevolato. Accanto alle regioni storicamente incluse nel Mezzogiorno, entrano ora anche <strong data-start="880" data-end="908">Marche, Umbria e Abruzzo</strong>, con effetti positivi in termini di attrattività e sviluppo industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="983" data-end="1558">Il bonus consiste in un <strong data-start="1007" data-end="1065">credito d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong>, destinati a <strong data-start="1079" data-end="1137">strutture produttive già esistenti o di nuovo impianto</strong> situate nella <strong data-start="1152" data-end="1191">Zona Economica Speciale – ZES Unica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="983" data-end="1558">Le aree agevolate comprendono <strong>Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia,</strong> ammissibili alla deroga di cui all’art. 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE, nonché Marche, Umbria e Abruzzo, rientranti nella deroga ex art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1560" data-end="2051">Dal punto di vista operativo, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i <strong data-start="1629" data-end="1667">modelli di comunicazione ufficiali</strong>, che le imprese devono utilizzare per dichiarare gli investimenti effettuati o programmati nei tre periodi agevolati: <strong data-start="1786" data-end="1807">2026, 2027 e 2028</strong>. L’adempimento è essenziale, poiché consente all’Amministrazione finanziaria di monitorare le spese ammissibili e determinare correttamente l’importo del credito d’imposta spettante, evitando il rischio di errori o decadenze dall’agevolazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="284" data-end="361"><strong>Proroga, regole operative e nuovi modelli</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="1045">Accanto alla ZES Unica, la <strong data-start="390" data-end="416">Legge di Bilancio 2026</strong> ha confermato e prorogato anche il <strong data-start="452" data-end="535">credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS)</strong>, misura introdotta dall’<strong data-start="560" data-end="603">articolo 13, comma 1, del DL n. 60/2024</strong>, successivamente convertito in legge. La proroga estende l’agevolazione agli investimenti realizzati <strong data-start="705" data-end="748">dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028</strong>, mantenendo invariata la procedura di accesso già prevista dalla normativa precedente. Si tratta di uno strumento strategico per favorire lo sviluppo delle infrastrutture logistiche e produttive collegate ai porti e ai nodi intermodali, con evidenti vantaggi fiscali e competitivi per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1724">Con il <strong data-start="1054" data-end="1098">Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate</strong>, adottato ai sensi dell’<strong data-start="1123" data-end="1186">articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2025, n. 199</strong>, sono stati approvati i <strong data-start="1211" data-end="1249">modelli di comunicazione ufficiali</strong> previsti dal comma 445 del medesimo articolo, completi delle istruzioni operative. Tali modelli devono essere utilizzati dagli operatori economici per comunicare i dati relativi agli investimenti agevolabili effettuati nei tre periodi di riferimento: <strong data-start="1501" data-end="1522">2026, 2027 e 2028</strong>. La corretta compilazione della comunicazione rappresenta un passaggio essenziale per accedere al contributo sotto forma di <strong data-start="1647" data-end="1672">credito d’imposta ZLS</strong>, evitando contestazioni o il rigetto della domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350">La comunicazione deve essere trasmessa <strong data-start="1765" data-end="1827">esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate</strong> in finestre temporali ben definite: dal <strong data-start="1868" data-end="1898">31 marzo al 30 maggio 2026</strong> per gli investimenti 2026, dal <strong data-start="1930" data-end="1960">31 marzo al 30 maggio 2027</strong> per quelli 2027 e dal <strong data-start="1983" data-end="2013">31 marzo al 30 maggio 2028</strong> per gli investimenti 2028. Successivamente, le imprese sono tenute a presentare, <strong data-start="2095" data-end="2136">a pena di decadenza dall’agevolazione</strong>, una <strong data-start="2142" data-end="2171">comunicazione integrativa</strong> per attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre di ciascun anno agevolato, con scadenze fissate tra il <strong data-start="2307" data-end="2328">3 e il 17 gennaio</strong> dell’anno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33619 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350"><strong>Bonus ZES vs Bonus ZLS</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="697">Molti imprenditori si chiedono <strong data-start="243" data-end="296">quale sia la differenza tra Bonus ZES e Bonus ZLS</strong> e, soprattutto, <strong data-start="313" data-end="369">quale agevolazione convenga utilizzare nel 2026-2028</strong>. Sebbene entrambe le misure prevedano un <strong data-start="411" data-end="469">credito d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong>, le finalità, l’ambito territoriale e la logica dell’incentivo sono differenti. Comprendere queste differenze è fondamentale per <strong data-start="599" data-end="696">pianificare correttamente gli investimenti e massimizzare il risparmio fiscale in modo legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1329">Il <strong data-start="702" data-end="733">credito d’imposta ZES Unica</strong> è pensato principalmente per sostenere lo sviluppo del tessuto produttivo nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno e, dal 2026, anche in <strong data-start="870" data-end="898">Marche, Umbria e Abruzzo</strong>. L’agevolazione è orientata a favorire <strong data-start="938" data-end="1049">nuovi investimenti industriali, ampliamenti di strutture esistenti e creazione di nuova capacità produttiva</strong>, con un forte impatto in termini occupazionali ed economici. La ZES Unica si rivolge quindi a imprese manifatturiere, commerciali e di servizi che intendono <strong data-start="1207" data-end="1254">radicarsi o crescere in territori agevolati</strong>, sfruttando un credito d’imposta particolarmente rilevante in percentuale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1937">Il <strong data-start="1334" data-end="1359">credito d’imposta ZLS</strong>, invece, ha una vocazione più mirata allo <strong data-start="1402" data-end="1443">sviluppo logistico e infrastrutturale</strong> delle aree strategiche collegate ai porti e ai corridoi di trasporto. Le Zone Logistiche Semplificate nascono per attrarre investimenti in ambito <strong data-start="1590" data-end="1660">logistica, trasporti, magazzinaggio e attività produttive connesse</strong>, favorendo la competitività del sistema Paese nei flussi commerciali internazionali. In questo caso, il vantaggio fiscale si accompagna spesso a <strong data-start="1806" data-end="1847">procedure amministrative semplificate</strong>, rendendo la ZLS particolarmente interessante per imprese che operano nella supply chain.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1939" data-end="2319">La scelta tra ZES e ZLS dipende quindi da diversi fattori: <strong data-start="1998" data-end="2112">localizzazione dell’investimento, tipologia di attività, obiettivi industriali e strategia fiscale complessiva</strong>. Una valutazione preventiva con il supporto di un professionista consente di evitare errori, <strong data-start="2206" data-end="2248">non perdere il beneficio per decadenza</strong> e sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla normativa vigente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1939" data-end="2319"><strong>Errori da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="908">Uno degli aspetti più critici del <strong data-start="356" data-end="385">Bonus ZES e ZLS 2026-2028</strong> riguarda il rischio di <strong data-start="409" data-end="440">decadenza dall’agevolazione</strong> a causa di errori formali o sostanziali nella gestione degli adempimenti. L’esperienza degli ultimi anni dimostra che molti crediti d’imposta vengono <strong data-start="591" data-end="613">ridotti o revocati</strong> non per mancanza dei requisiti, ma per <strong data-start="653" data-end="740">comunicazioni tardive, dati incompleti o investimenti non correttamente qualificati</strong> come agevolabili. Per questo motivo, una pianificazione fiscale accurata è fondamentale per <strong data-start="833" data-end="907">proteggere il beneficio e trasformarlo in un reale risparmio economico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="910" data-end="1513">Il primo errore da evitare è il <strong data-start="942" data-end="977">mancato rispetto delle scadenze</strong>. Sia per la ZES Unica sia per le ZLS, la normativa prevede finestre temporali precise per l’invio della <strong data-start="1082" data-end="1108">comunicazione iniziale</strong> e della <strong data-start="1117" data-end="1146">comunicazione integrativa</strong>, quest’ultima obbligatoria <strong data-start="1174" data-end="1219">a pena di decadenza dal credito d’imposta</strong>. Un invio fuori termine, anche di pochi giorni, comporta la perdita totale dell’agevolazione. Altro errore frequente è la <strong data-start="1342" data-end="1380">sovrastima delle spese ammissibili</strong>, soprattutto in presenza di investimenti programmati ma non effettivamente realizzati entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1515" data-end="2019">Particolare attenzione deve essere posta anche alla <strong data-start="1567" data-end="1615">corretta qualificazione dei beni strumentali</strong>. L’Agenzia delle Entrate, in fase di controllo, verifica che i beni siano effettivamente <strong data-start="1705" data-end="1814">nuovi, strumentali all’attività d’impresa e destinati a strutture produttive situate nelle aree ZES o ZLS</strong>. Investimenti non coerenti con l’attività esercitata, beni usati o semplicemente sostitutivi possono determinare il recupero del credito indebitamente fruito, con applicazione di <strong data-start="1994" data-end="2018">sanzioni e interessi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2021" data-end="2519">Infine, è importante ricordare che il credito d’imposta ZES e ZLS è soggetto ai <strong data-start="2101" data-end="2158">controlli successivi dell’Amministrazione finanziaria</strong>, anche a distanza di anni. Per questo è essenziale conservare tutta la documentazione: fatture, contratti, perizie tecniche, attestazioni di entrata in funzione dei beni e copie delle comunicazioni trasmesse. Solo una gestione consapevole e professionale consente di ridurre il rischio fiscale e sfruttare pienamente le opportunità offerte dal legislatore.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33520 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Investimenti agevolabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="864">Per beneficiare pienamente del <strong data-start="320" data-end="351">credito d’imposta ZES e ZLS</strong>, non è sufficiente rispettare le scadenze formali: è fondamentale <strong data-start="418" data-end="464">pianificare correttamente gli investimenti</strong>, valutando in anticipo quali spese siano effettivamente agevolabili e come inserirle in una strategia fiscale complessiva. L’agevolazione riguarda infatti <strong data-start="620" data-end="664">l’acquisizione di beni strumentali nuovi</strong>, destinati a strutture produttive situate nelle aree ammesse, ma la corretta interpretazione di questo requisito può fare la differenza tra un beneficio pienamente fruibile e un credito contestabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1440">Sono generalmente agevolabili <strong data-start="896" data-end="963">macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali materiali</strong> funzionali all’attività d’impresa, purché destinati a una <strong data-start="1022" data-end="1076">unità produttiva localizzata in ZES Unica o in ZLS</strong>. Particolare attenzione deve essere posta nei casi di <strong data-start="1131" data-end="1171">investimenti complessi o pluriennali</strong>, nei quali parte della spesa viene sostenuta in un anno e parte nell’anno successivo. In questi casi, una corretta imputazione temporale consente di <strong data-start="1321" data-end="1358">massimizzare il credito d’imposta</strong> e di evitare incongruenze tra comunicazione iniziale e comunicazione integrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1442" data-end="2006">Dal punto di vista della <strong data-start="1467" data-end="1493">pianificazione fiscale</strong>, il bonus ZES e ZLS può essere utilizzato come leva per <strong data-start="1550" data-end="1578">ridurre l’IRES o l’IRPEF</strong>, migliorare il cash flow aziendale e sostenere programmi di crescita più ambiziosi. Tuttavia, è essenziale coordinare il credito d’imposta con <strong data-start="1722" data-end="1752">altre agevolazioni fiscali</strong>, verificando eventuali limiti di cumulabilità e il rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. Un’analisi preventiva consente di scegliere <strong data-start="1891" data-end="1928">il momento migliore per investire</strong> e la misura più conveniente, evitando sovrapposizioni o perdite di beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2008" data-end="2273">In quest’ottica, il supporto di un professionista diventa strategico non solo per la compilazione dei modelli, ma per <strong data-start="2126" data-end="2194">trasformare l’incentivo fiscale in un vero vantaggio competitivo</strong>, allineando scelte industriali, finanziarie e fiscali nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="132" data-end="219"><strong>Cumulabilità con altri incentivi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="221" data-end="736">Uno degli aspetti più delicati del <strong data-start="256" data-end="297">credito d’imposta ZES e ZLS 2026-2028</strong> riguarda la <strong data-start="310" data-end="372">cumulabilità con altre agevolazioni fiscali e contributive</strong>. Molte imprese, infatti, affiancano questi bonus ad altri strumenti come <strong data-start="446" data-end="529">Transizione 4.0, Nuova Sabatini, contributi regionali o finanziamenti agevolati</strong>, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il costo degli investimenti. Tuttavia, la cumulabilità non è automatica e deve sempre rispettare i <strong data-start="671" data-end="735">limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="738" data-end="1313">In linea generale, il credito d’imposta ZES e ZLS è <strong data-start="790" data-end="824">cumulabile con altri incentivi</strong> che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che <strong data-start="883" data-end="934">non venga superata l’intensità massima di aiuto</strong> stabilita dalla <strong data-start="951" data-end="1003">Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027</strong>, richiamata anche dalla normativa nazionale. Ciò significa che la somma di tutti i benefici ottenuti non può eccedere una determinata percentuale dell’investimento complessivo, variabile in base alla <strong data-start="1204" data-end="1231">dimensione dell’impresa</strong> (piccola, media o grande) e alla <strong data-start="1265" data-end="1312">regione in cui è localizzato l’investimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1315" data-end="1773">Particolare attenzione va posta nel coordinamento tra <strong data-start="1369" data-end="1412">credito ZES/ZLS e bonus Transizione 4.0</strong>. In questi casi è necessario verificare che i benefici non si sovrappongano oltre i limiti consentiti e che ogni incentivo sia correttamente contabilizzato. L’Agenzia delle Entrate, in sede di controllo, può richiedere una <strong data-start="1636" data-end="1688">ricostruzione puntuale delle agevolazioni fruite</strong>, motivo per cui è fondamentale predisporre un dossier documentale chiaro e coerente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="2281">Dal punto di vista operativo, una corretta gestione della cumulabilità consente di ottenere un effetto leva molto significativo, abbattendo in modo rilevante il costo netto dell’investimento. Al contrario, una valutazione superficiale può portare a recuperi di imposta e sanzioni, vanificando i vantaggi fiscali ottenuti. Anche in questo ambito, la consulenza preventiva è essenziale per muoversi nel rispetto delle regole e sfruttare appieno le opportunità offerte dal sistema degli incentivi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="79" data-end="167"><strong>Utilizzo del credito d’imposta</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="169" data-end="756">Una volta correttamente maturato, il <strong data-start="206" data-end="237">credito d’imposta ZES e ZLS</strong> può essere utilizzato dalle imprese <strong data-start="274" data-end="329">esclusivamente in compensazione tramite modello F24</strong>, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate. Questo aspetto operativo è fondamentale perché incide direttamente sulla <strong data-start="462" data-end="485">liquidità aziendale</strong> e sulla pianificazione dei flussi finanziari. Il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini <strong data-start="603" data-end="619">IRES o IRPEF</strong>, né della base imponibile <strong data-start="646" data-end="654">IRAP</strong>, rappresentando quindi un beneficio fiscale pieno, senza effetti negativi sulla tassazione ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="1399">Dal punto di vista pratico, l’utilizzo in compensazione consente all’impresa di <strong data-start="838" data-end="877">ridurre imposte e contributi dovuti</strong>, come IVA, ritenute, IRES, IRPEF o contributi previdenziali, migliorando il cash flow già nel breve periodo. Tuttavia, l’utilizzo del credito è subordinato alla <strong data-start="1039" data-end="1128">corretta presentazione della comunicazione iniziale e della comunicazione integrativa</strong>, nonché al rispetto dei limiti annuali eventualmente previsti in base alle risorse disponibili. Un utilizzo anticipato o non coerente con i dati comunicati può determinare <strong data-start="1301" data-end="1330">lo scarto del modello F24</strong> o l’apertura di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1401" data-end="1855">Dal punto di vista contabile, il credito d’imposta ZES e ZLS deve essere <strong data-start="1474" data-end="1512">correttamente rilevato in bilancio</strong>, secondo i principi contabili applicabili all’impresa. In genere, il credito viene iscritto tra i <strong data-start="1611" data-end="1632">crediti tributari</strong>, con effetti positivi sul risultato economico e sugli indici finanziari. Una gestione corretta consente anche di <strong data-start="1746" data-end="1779">migliorare il rating bancario</strong>, facilitando l’accesso al credito e il dialogo con gli istituti finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1857" data-end="2344">Infine, è importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate può effettuare <strong data-start="1934" data-end="1989">controlli successivi sull’utilizzo in compensazione</strong>, verificando la coerenza tra credito fruito e investimenti effettivamente realizzati. Per questo motivo, una gestione ordinata della documentazione e un monitoraggio costante del credito residuo sono elementi chiave per <strong data-start="2210" data-end="2256">evitare contestazioni e recuperi d’imposta</strong>, trasformando l’agevolazione in un reale vantaggio finanziario nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1857" data-end="2344"><strong>Opportunità per PMI e grandi imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="171" data-end="743">Il <strong data-start="174" data-end="215">credito d’imposta ZES e ZLS 2026-2028</strong> non è solo un’agevolazione fiscale, ma rappresenta una <strong data-start="271" data-end="302">leva strategica di sviluppo</strong> sia per le <strong data-start="314" data-end="321">PMI</strong> sia per le <strong data-start="333" data-end="351">grandi imprese</strong>. La possibilità di ridurre in modo significativo il costo degli investimenti consente alle aziende di <strong data-start="454" data-end="486">anticipare piani di crescita</strong>, modernizzare gli impianti produttivi e rafforzare la propria presenza in territori chiave dal punto di vista economico e logistico. In particolare, le ZES e le ZLS favoriscono una visione di medio-lungo periodo, orientata alla creazione di valore stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1269">Per le <strong data-start="752" data-end="779">piccole e medie imprese</strong>, il bonus può rappresentare un’occasione unica per <strong data-start="831" data-end="864">superare i limiti di capitale</strong> che spesso rallentano l’innovazione. L’accesso al credito d’imposta consente di investire in nuovi macchinari, migliorare l’efficienza produttiva e competere su mercati più ampi, riducendo l’impatto fiscale e finanziario dell’investimento. Inoltre, la localizzazione in aree ZES o ZLS può favorire l’accesso a <strong data-start="1175" data-end="1220">ulteriori incentivi regionali e nazionali</strong>, creando un effetto moltiplicatore dei benefici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1271" data-end="1851">Le <strong data-start="1274" data-end="1292">grandi imprese</strong>, invece, possono utilizzare il credito ZES e ZLS come strumento di <strong data-start="1360" data-end="1398">ottimizzazione fiscale e logistica</strong>, pianificando investimenti strutturati in poli produttivi o hub logistici strategici. La presenza di infrastrutture dedicate, procedure semplificate e incentivi fiscali rende queste aree particolarmente attrattive per <strong data-start="1617" data-end="1719">progetti di reshoring, ampliamento della capacità produttiva o riorganizzazione della supply chain</strong>. In questo contesto, la ZLS assume un ruolo centrale per le aziende orientate all’export e alla gestione dei flussi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2212">In entrambi i casi, la chiave del successo risiede nella <strong data-start="1910" data-end="1938">pianificazione integrata</strong>: valutare con attenzione il territorio, la tipologia di investimento e il mix di agevolazioni disponibili consente di <strong data-start="2057" data-end="2126">trasformare il bonus fiscale in un vantaggio competitivo duraturo</strong>, evitando decisioni affrettate o non coerenti con la strategia aziendale complessiva.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2212"><strong>Ruolo territoriale ZES e ZLS</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="179" data-end="749">Le <strong data-start="182" data-end="216">Zone Economiche Speciali (ZES)</strong> e le <strong data-start="222" data-end="260">Zone Logistiche Semplificate (ZLS)</strong> rappresentano uno degli strumenti più rilevanti di <strong data-start="312" data-end="347">politica economica territoriale</strong> adottati negli ultimi anni, con l’obiettivo di ridurre i divari di sviluppo e rendere più attrattive alcune aree strategiche del Paese. Il <strong data-start="487" data-end="518">credito d’imposta 2026-2028</strong> si inserisce in questo contesto come leva fiscale capace di <strong data-start="579" data-end="646">stimolare investimenti, occupazione e crescita infrastrutturale</strong>, generando effetti positivi non solo per le singole imprese, ma per l’intero sistema economico locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="751" data-end="1321">Nel caso della <strong data-start="766" data-end="779">ZES Unica</strong>, l’incentivo fiscale mira a rafforzare il tessuto produttivo del Mezzogiorno e delle nuove regioni incluse, favorendo l’insediamento di attività industriali e la modernizzazione di quelle esistenti. L’attrazione di nuovi investimenti produttivi comporta <strong data-start="1034" data-end="1071">ricadute dirette sull’occupazione</strong>, sulla filiera dei fornitori e sull’indotto, contribuendo a creare un ecosistema economico più dinamico e competitivo. In questo senso, il bonus ZES diventa uno strumento di <strong data-start="1246" data-end="1270">sviluppo strutturale</strong>, non limitato al solo vantaggio fiscale immediato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1888">Le <strong data-start="1326" data-end="1333">ZLS</strong>, invece, svolgono un ruolo chiave nel potenziamento delle <strong data-start="1392" data-end="1452">infrastrutture logistiche e dei collegamenti intermodali</strong>, elementi essenziali per la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali. Incentivare investimenti in queste aree significa migliorare l’efficienza dei trasporti, ridurre i costi di movimentazione delle merci e attrarre operatori economici legati alla logistica avanzata. Il credito d’imposta ZLS contribuisce così a <strong data-start="1792" data-end="1855">rafforzare il ruolo dei porti e dei nodi logistici italiani</strong> nelle catene del valore globali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1890" data-end="2291">Nel medio-lungo periodo, l’effetto combinato di <strong data-start="1938" data-end="2023">incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e investimenti infrastrutturali</strong> può trasformare le ZES e le ZLS in veri e propri poli di sviluppo. Per le imprese, questo significa non solo beneficiare di un risparmio fiscale, ma <strong data-start="2173" data-end="2244">operare in contesti territoriali sempre più competitivi e integrati</strong>, con vantaggi economici e strategici duraturi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="78" data-end="172"><strong>Prospettive future </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="722">La proroga del <strong data-start="189" data-end="221">Bonus ZES e ZLS fino al 2028</strong>, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, offre alle imprese una <strong data-start="287" data-end="362">visibilità temporale rara nel panorama degli incentivi fiscali italiani</strong>. Avere un orizzonte triennale certo consente infatti di <strong data-start="419" data-end="474">programmare gli investimenti in modo più efficiente</strong>, superando la logica dell’intervento emergenziale e adottando una pianificazione industriale strutturata. Questo elemento è particolarmente rilevante per le imprese che intendono realizzare progetti complessi, con tempi di attuazione medio-lunghi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="724" data-end="1236">Dal punto di vista strategico, il periodo 2026-2028 può rappresentare una fase decisiva per <strong data-start="816" data-end="886">ripensare la localizzazione delle attività produttive e logistiche</strong>, anche in chiave di reshoring e riduzione della dipendenza da mercati esteri. Il credito d’imposta, se inserito in una strategia di sviluppo coerente, permette di <strong data-start="1050" data-end="1103">ridurre il rischio finanziario degli investimenti</strong> e di migliorare la sostenibilità economica dei progetti, favorendo scelte imprenditoriali più ambiziose ma al tempo stesso prudenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1238" data-end="1752">Un altro aspetto da considerare riguarda l’evoluzione della normativa europea sugli <strong data-start="1322" data-end="1340">aiuti di Stato</strong>. La proroga attuale si inserisce nel quadro della <strong data-start="1391" data-end="1443">Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027</strong>, ma è già prevedibile che nei prossimi anni possano essere introdotti aggiornamenti o nuove linee guida. Le imprese che iniziano a programmare oggi gli investimenti hanno quindi un vantaggio competitivo, potendo <strong data-start="1656" data-end="1690">bloccare condizioni favorevoli</strong> e adattarsi più facilmente a eventuali cambiamenti normativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1754" data-end="2150">In questo scenario, la chiave per sfruttare appieno il Bonus ZES e ZLS è la programmazione anticipata: valutare per tempo la fattibilità degli investimenti, la loro localizzazione, la cumulabilità con altri incentivi e l’impatto sul bilancio aziendale. Solo così il credito d’imposta può trasformarsi da semplice agevolazione fiscale a strumento di crescita e stabilità nel lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="126" data-end="220"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="222" data-end="850">Il <strong data-start="225" data-end="254">Bonus ZES e ZLS 2026-2028</strong> si conferma come una delle <strong data-start="282" data-end="334">agevolazioni fiscali più rilevanti e strutturate</strong> a disposizione delle imprese italiane, grazie alla proroga introdotta dalla <strong data-start="411" data-end="437">Legge di Bilancio 2026</strong> e ai chiarimenti operativi forniti dall’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> con i provvedimenti del 30 gennaio. La possibilità di accedere a un <strong data-start="572" data-end="632">credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali</strong>, unita a un orizzonte temporale triennale certo, rappresenta un’opportunità concreta per <strong data-start="722" data-end="766">ridurre il carico fiscale in modo legale</strong>, migliorare la liquidità aziendale e sostenere programmi di crescita più ambiziosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="852" data-end="1386">Tuttavia, come emerso nel corso dell’analisi, il beneficio non è automatico. Il rispetto delle <strong data-start="947" data-end="1012">regole operative, delle scadenze e degli obblighi documentali</strong> è essenziale per evitare la decadenza dall’agevolazione e possibili contestazioni future. Errori nella compilazione dei modelli, una pianificazione superficiale degli investimenti o una gestione non coordinata con altri incentivi possono compromettere un vantaggio fiscale che, se correttamente utilizzato, può incidere in modo significativo sulla redditività dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1388" data-end="1978">In quest’ottica, il credito ZES e ZLS non deve essere visto come un semplice bonus, ma come <strong data-start="1480" data-end="1536">uno strumento di pianificazione fiscale e strategica</strong>, capace di accompagnare l’impresa nelle scelte di localizzazione, innovazione e sviluppo produttivo. Affidarsi a una consulenza professionale consente di <strong data-start="1691" data-end="1750">massimizzare i benefici fiscali, economici e finanziari</strong>, trasformando l’incentivo in un vero vantaggio competitivo nel medio-lungo periodo. Per le imprese che intendono investire tra il 2026 e il 2028, muoversi per tempo è la chiave per non perdere questa importante opportunità.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/">Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/">Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</a> was first posted on Aprile 14, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tassazione delle plusvalenze IRES: cosa cambia dal 2026 e come prepararsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 04:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Tassazione delle plusvalenze IRES]]></category>
		<category><![CDATA[acconti IRES plusvalenze]]></category>
		<category><![CDATA[cessione ramo d’azienda tassazione]]></category>
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		<category><![CDATA[pianificazione fiscale 2026]]></category>
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		<category><![CDATA[Regime PEX]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio fiscale imprese]]></category>
		<category><![CDATA[tassazione plusvalenze 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026, in vigore dal 1° gennaio 2026, introduce una modifica rilevante e poco discussa che incide direttamente sulla tassazione delle plusvalenze ai fini IRES, con effetti significativi sulla liquidità delle imprese e sulla pianificazione fiscale. In particolare, i commi 42 e 43 riducono drasticamente i casi in cui è possibile rateizzare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="278" data-end="813">La <strong data-start="281" data-end="307">Legge di Bilancio 2026</strong>, in vigore dal <strong data-start="323" data-end="342">1° gennaio 2026</strong>, introduce una modifica rilevante e poco discussa che incide direttamente sulla <strong data-start="423" data-end="468">tassazione delle plusvalenze ai fini IRES</strong>, con effetti significativi sulla <strong data-start="502" data-end="529">liquidità delle imprese</strong> e sulla <strong data-start="538" data-end="564">pianificazione fiscale</strong>. In particolare, i <strong data-start="584" data-end="601">commi 42 e 43</strong> riducono drasticamente i casi in cui è possibile <strong data-start="651" data-end="693">rateizzare l’imposta sulle plusvalenze</strong>, limitando una facoltà che per anni ha rappresentato uno strumento fondamentale di gestione finanziaria per le società.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="815" data-end="1378">Fino ad oggi, molte imprese hanno potuto <strong data-start="856" data-end="889">dilazionare il carico fiscale</strong> derivante dalla cessione di beni strumentali, distribuendo la tassazione su più esercizi e riducendo l’impatto immediato sul cash flow. Dal 2026, invece, questa possibilità viene <strong data-start="1069" data-end="1098">fortemente ridimensionata</strong>, con l’obbligo di <strong data-start="1150" data-end="1217">tassare integralmente la plusvalenza nell’esercizio di realizzo</strong>. Un cambiamento che rischia di cogliere impreparate molte aziende, soprattutto quelle che programmano dismissioni, riorganizzazioni o investimenti straordinari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1380" data-end="1932">Ma quali plusvalenze possono ancora essere rateizzate? Quali operazioni diventano fiscalmente più onerose? E soprattutto, come è possibile ridurre legalmente l’impatto fiscale di queste nuove regole? Comprendere nel dettaglio la nuova disciplina è essenziale per evitare errori, sanzioni e scelte economicamente svantaggiose.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1380" data-end="1932">In questo articolo analizzeremo le nuove norme, i casi ancora agevolati, i rischi fiscali e le strategie lecite di pianificazione per affrontare al meglio la nuova tassazione delle plusvalenze dal 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="302" data-end="364"><strong>IRES e plusvalenze</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="1003">Con l’<strong data-start="372" data-end="426">articolo 1, comma 42, della Legge di Bilancio 2026</strong>, il legislatore interviene in modo incisivo sull’<strong data-start="476" data-end="510">articolo 86, comma 4, del TUIR</strong>, riscrivendo le regole di tassazione delle <strong data-start="554" data-end="602">plusvalenze su beni strumentali ai fini IRES</strong>. La novità principale consiste nella <strong data-start="640" data-end="675">limitazione della rateizzazione</strong>, che non rappresenta più una facoltà generale dell’impresa, ma diventa un’eccezione ammessa solo in presenza di specifici requisiti. Restano escluse dalla riforma le <strong data-start="842" data-end="938">plusvalenze su partecipazioni che beneficiano del regime PEX di cui all’articolo 87 del TUIR</strong>, che continuano a seguire la disciplina dell’esenzione parziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1005" data-end="1719">La nuova norma conferma come <strong data-start="1034" data-end="1053">regola generale</strong> che le plusvalenze patrimoniali realizzate concorrano a formare il <strong data-start="1121" data-end="1198">reddito imponibile IRES per l’intero ammontare nell’esercizio di realizzo</strong>, eliminando la possibilità, fino ad oggi concessa, di spalmarne la tassazione in quote costanti fino a cinque esercizi. Viene quindi meno una leva fondamentale di <strong data-start="1362" data-end="1402">pianificazione fiscale e finanziaria</strong>, spesso utilizzata per attenuare l’impatto immediato dell’imposta su operazioni straordinarie. Contestualmente, è stata soppressa anche la disposizione che consentiva una disciplina analoga per le <strong data-start="1600" data-end="1669">immobilizzazioni finanziarie iscritte negli ultimi cinque bilanci</strong>, segnando un ulteriore irrigidimento del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="2395">La rateizzazione resta possibile solo in due ipotesi tassativamente previste: la <strong data-start="1802" data-end="1845">cessione di azienda o di ramo d’azienda</strong>, purché posseduti da almeno <strong data-start="1874" data-end="1886">tre anni</strong>, e le <strong data-start="1893" data-end="1960">plusvalenze realizzate dalle società sportive professionistiche</strong> mediante cessione dei diritti alle prestazioni degli atleti, a condizione che tali diritti siano stati detenuti per almeno <strong data-start="2084" data-end="2096">due anni</strong> e limitatamente alla parte di corrispettivo incassata in denaro. In tutti gli altri casi, le plusvalenze, diverse da quelle PEX, devono essere <strong data-start="2242" data-end="2289">integralmente tassate nell’anno di realizzo</strong>, con effetti potenzialmente rilevanti sulla liquidità e sulla sostenibilità finanziaria delle operazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="2395"><strong data-start="405" data-end="442">Imprese penalizzate dalla riforma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="204" data-end="731">Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 avranno un impatto particolarmente rilevante sulle imprese che effettuano cessioni di beni strumentali, soprattutto nell’ambito di ristrutturazioni aziendali, dismissioni patrimoniali e rinnovi tecnologici. La soppressione della rateizzazione generalizzata comporta, infatti, un aumento immediato del carico fiscale nell’esercizio di realizzo della plusvalenza, con conseguenze dirette sulla liquidità aziendale e sugli equilibri finanziari di breve periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="733" data-end="1244">Sono penalizzate in modo particolare le società che operano in settori ad <strong data-start="807" data-end="837">alta intensità di capitale</strong>, come manifatturiero, immobiliare e servizi industriali, dove la vendita di macchinari, immobili strumentali o impianti genera spesso plusvalenze significative. In assenza della possibilità di diluire l’imposta su più esercizi, l’impresa è ora chiamata a <strong data-start="1093" data-end="1135">sostenere un esborso fiscale immediato</strong>, che può compromettere la capacità di reinvestimento o rendere economicamente meno conveniente l’operazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1651">Anche le <strong data-start="1255" data-end="1262">PMI</strong> risultano esposte a maggiori criticità: per molte realtà di dimensioni ridotte, la rateizzazione rappresentava uno strumento essenziale per <strong data-start="1403" data-end="1451">gestire in modo sostenibile il prelievo IRES</strong>. Dal 2026, invece, la tassazione integrale nell’anno di realizzo rischia di trasformarsi in un vero e proprio <strong data-start="1562" data-end="1585">vincolo finanziario</strong>, soprattutto in assenza di un’adeguata pianificazione preventiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1653" data-end="2075">Di contro, risultano relativamente meno colpite le imprese che realizzano <strong data-start="1727" data-end="1774">plusvalenze su partecipazioni in regime PEX</strong>o che rientrano nelle <strong data-start="1797" data-end="1822">fattispecie agevolate</strong> previste dalla nuova norma. Tuttavia, per la generalità delle società, diventa ora indispensabile <strong data-start="1921" data-end="2015">valutare attentamente tempi, modalità e convenienza fiscale delle operazioni straordinarie</strong>, al fine di evitare effetti negativi inattesi sul bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1653" data-end="2075"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33837 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1653" data-end="2075"><strong data-start="462" data-end="507">Come ridurre legalmente l’impatto fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="184" data-end="634">Alla luce delle nuove regole introdotte dal 2026, la <strong data-start="237" data-end="274">pianificazione fiscale preventiva</strong> diventa uno strumento imprescindibile per le imprese che intendono effettuare cessioni di beni strumentali o operazioni straordinarie. Sebbene la Legge di Bilancio abbia ridotto in modo significativo le possibilità di rateizzazione, restano comunque <strong data-start="525" data-end="545">strategie lecite</strong> per <strong data-start="550" data-end="578">contenere l’impatto IRES</strong> derivante dalla tassazione immediata delle plusvalenze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="636" data-end="1099">Una prima leva riguarda la <strong data-start="663" data-end="708">programmazione temporale delle operazioni</strong>. Anticipare o posticipare una cessione può incidere in modo determinante sul carico fiscale complessivo, soprattutto in presenza di <strong data-start="841" data-end="870">perdite fiscali pregresse</strong>, di <strong data-start="875" data-end="882">ACE</strong>o di altri strumenti di deduzione che consentano di assorbire, almeno in parte, la base imponibile generata dalla plusvalenza. In questo contesto, l’analisi prospettica del reddito d’impresa assume un ruolo centrale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1101" data-end="1519">Un’altra strategia consiste nel valutare <strong data-start="1142" data-end="1190">operazioni alternative alla cessione diretta</strong>, come conferimenti, fusioni o scissioni, che se correttamente strutturate possono beneficiare di regimi di <strong data-start="1302" data-end="1324">neutralità fiscale</strong> previsti dal TUIR. Tali operazioni richiedono però un’attenta analisi tecnica e il rispetto rigoroso delle norme antielusive, per evitare contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1521" data-end="2061">Particolare attenzione va riservata anche alla <strong data-start="1568" data-end="1595">qualificazione dei beni</strong> e alla verifica dei <strong data-start="1616" data-end="1651">requisiti temporali di possesso</strong>, soprattutto nei casi in cui la rateizzazione rimane ammessa (cessione di azienda o ramo d’azienda). Una valutazione errata può comportare la <strong data-start="1794" data-end="1819">perdita del beneficio</strong> e l’immediata tassazione integrale della plusvalenza, con conseguenti sanzioni e interessi. Dal 2026, dunque, la gestione delle plusvalenze non può più essere improvvisata, ma richiede il supporto di una <strong data-start="2024" data-end="2060">consulenza fiscale specializzata</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="94" data-end="174"><strong>Cessione di azienda e ramo d’azienda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="670">Tra le poche eccezioni alla tassazione immediata delle plusvalenze introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, un ruolo centrale è riservato alla <strong data-start="319" data-end="362">cessione di azienda o di ramo d’azienda</strong>. Il legislatore ha infatti scelto di <strong data-start="400" data-end="485">mantenere la possibilità di rateizzare l’imposizione IRES in cinque quote annuali</strong>, riconoscendo la particolare rilevanza economica e finanziaria di tali operazioni, spesso connesse a processi di riorganizzazione, passaggio generazionale o disinvestimento strategico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="672" data-end="1224">Affinché la rateizzazione sia ammessa, è però necessario che l’<strong data-start="735" data-end="833">azienda o il ramo d’azienda ceduto sia stato posseduto per un periodo non inferiore a tre anni</strong>. In presenza di questo requisito temporale, l’impresa può scegliere tra due alternative: far concorrere la plusvalenza <strong data-start="953" data-end="1006">per l’intero ammontare nell’esercizio di realizzo</strong>, oppure ripartirla <strong data-start="1026" data-end="1097">in quote costanti nell’anno della cessione e nei quattro successivi</strong>. La scelta deve essere attentamente valutata in funzione della capacità reddituale dell’impresa e delle esigenze di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1226" data-end="1689">È importante sottolineare che la rateizzazione <strong data-start="1273" data-end="1293">non è automatica</strong>, ma rappresenta una <strong data-start="1314" data-end="1375">opzione esercitabile in sede di dichiarazione dei redditi</strong>. Un errore formale o la mancata indicazione dell’opzione comportano la perdita del beneficio, con la conseguente tassazione integrale della plusvalenza nell’esercizio in cui è stata realizzata. Questo aspetto assume un rilievo ancora maggiore nel nuovo contesto normativo, dove le ipotesi agevolate sono limitate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1691" data-end="2225">Dal punto di vista operativo, la corretta individuazione del <strong data-start="1752" data-end="1770">ramo d’azienda</strong> e la dimostrazione della sua autonomia funzionale diventano elementi essenziali per evitare contestazioni. L’Amministrazione finanziaria, infatti, potrebbe riqualificare l’operazione come <strong data-start="1959" data-end="1987">cessione di singoli beni</strong>, facendo venir meno il diritto alla rateizzazione. Per questo motivo, la cessione di azienda o ramo d’azienda richiede oggi una <strong data-start="2116" data-end="2157">strutturazione accurata e documentata</strong>, soprattutto alla luce delle nuove restrizioni introdotte dal 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1691" data-end="2225"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33467 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/una-persona-sta-estraendo-un-sacco-di-soldi-con-sopra-delle-parole.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="105" data-end="193"><strong>Società sportive professionistiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="195" data-end="697">La Legge di Bilancio 2026 conferma, con alcuni aggiustamenti di coordinamento, il <strong data-start="277" data-end="348">regime speciale applicabile alle società sportive professionistiche</strong> in materia di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla <strong data-start="408" data-end="485">cessione dei diritti all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta</strong>. Si tratta di una disciplina che tiene conto delle peculiarità economiche del settore sportivo, dove le operazioni di trasferimento dei giocatori rappresentano una componente strutturale del modello di business.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1214">In base alla normativa vigente, ribadita anche dai commi 42 e 43, le plusvalenze realizzate dalle società sportive concorrono, come regola generale, a formare il <strong data-start="861" data-end="938">reddito imponibile IRES per l’intero ammontare nell’esercizio di realizzo</strong>. Tuttavia, qualora i diritti alle prestazioni sportive siano stati <strong data-start="1006" data-end="1059">posseduti per un periodo non inferiore a due anni</strong>, la società può optare per la <strong data-start="1090" data-end="1150">rateizzazione della plusvalenza in cinque quote costanti</strong>, da imputare all’esercizio di realizzo e ai quattro successivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1216" data-end="1676">La possibilità di dilazione è però <strong data-start="1251" data-end="1356">limitata esclusivamente alla parte di plusvalenza corrispondente al corrispettivo incassato in denaro</strong>. Eventuali componenti non monetarie, come contropartite tecniche o permute di diritti, devono invece essere <strong data-start="1465" data-end="1512">integralmente tassate nell’anno di realizzo</strong>. Questa distinzione rende necessaria un’attenta analisi contrattuale delle operazioni di trasferimento, al fine di determinare correttamente la quota rateizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1678" data-end="2211">Anche per le società sportive, l’esercizio dell’opzione per la rateizzazione deve risultare <strong data-start="1770" data-end="1819">espressamente dalla dichiarazione dei redditi</strong>. In mancanza di tale indicazione, la plusvalenza viene automaticamente tassata per intero nell’esercizio in cui è stata realizzata. Il mantenimento di questo regime speciale conferma l’orientamento del legislatore volto a garantire una <strong data-start="2056" data-end="2094">maggiore sostenibilità finanziaria</strong> al settore, pur all’interno di un quadro normativo complessivamente più restrittivo per la generalità delle imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="107" data-end="172"><strong>Dichiarazione dei redditi e acconti IRES</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="788">Un aspetto spesso sottovalutato della riforma riguarda le <strong data-start="232" data-end="286">ricadute operative sulla dichiarazione dei redditi</strong> e sul <strong data-start="293" data-end="323">calcolo degli acconti IRES</strong> a partire dal 2026. La nuova disciplina ribadisce espressamente che la <strong data-start="395" data-end="434">scelta di rateizzare la plusvalenza</strong>, nei pochi casi in cui è ancora consentita, deve risultare in modo chiaro dalla <strong data-start="515" data-end="544">dichiarazione dei redditi</strong>relativa al periodo d’imposta di realizzo. In assenza di tale indicazione, anche per mera dimenticanza o errore formale, la plusvalenza <strong data-start="681" data-end="746">concorre integralmente alla formazione del reddito imponibile</strong> nell’esercizio in cui è stata realizzata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="790" data-end="1260">Il legislatore ha inoltre chiarito che la <strong data-start="832" data-end="877">mancata presentazione della dichiarazione</strong> comporta automaticamente la tassazione immediata dell’intera plusvalenza, escludendo qualsiasi possibilità di recupero successivo della rateizzazione. Questo rafforza ulteriormente il principio secondo cui, dal 2026, la gestione delle plusvalenze richiede una <strong data-start="1138" data-end="1188">attenzione formale e sostanziale molto elevata</strong>, soprattutto nei casi di operazioni straordinarie di importo rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1262" data-end="1870">Particolare rilievo assume anche il <strong data-start="1298" data-end="1310">comma 43</strong>, che disciplina l’applicazione delle nuove regole alle plusvalenze realizzate <strong data-start="1389" data-end="1475">a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025</strong>. Per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, le novità trovano quindi applicazione a partire dal <strong data-start="1589" data-end="1608">1° gennaio 2026</strong>. La norma interviene anche sul calcolo degli <strong data-start="1654" data-end="1670">acconti IRES</strong>, stabilendo che, in presenza del cosiddetto <strong data-start="1715" data-end="1735">criterio storico</strong>, l’imposta di riferimento debba essere rideterminata come se le nuove disposizioni fossero già state applicate nel periodo precedente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1872" data-end="2343">Questo meccanismo può determinare <strong data-start="1906" data-end="1929">acconti più elevati</strong> rispetto al passato, soprattutto per le imprese che nel 2025 hanno realizzato plusvalenze su beni strumentali. Senza un’adeguata analisi preventiva, il rischio è quello di trovarsi ad affrontare <strong data-start="2125" data-end="2156">anticipi d’imposta inattesi</strong>, con un impatto negativo sulla gestione finanziaria. Anche sotto questo profilo, la riforma impone alle imprese una <strong data-start="2273" data-end="2308">maggiore consapevolezza fiscale</strong> e una pianificazione più accurata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="121" data-end="185"><strong>Vantaggi e criticità </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="187" data-end="710">La riforma della tassazione delle plusvalenze introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 presenta una <strong data-start="286" data-end="309">lettura ambivalente</strong>, con elementi che possono essere interpretati sia come un rafforzamento della certezza fiscale, sia come un irrigidimento del sistema a danno delle imprese. Dal punto di vista dell’Erario, la scelta di limitare la rateizzazione risponde all’esigenza di <strong data-start="563" data-end="593">anticipare il gettito IRES</strong> e ridurre forme di differimento d’imposta che, nel tempo, hanno inciso sulla programmazione delle entrate pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="712" data-end="1181">Per le imprese, tuttavia, le <strong data-start="741" data-end="773">criticità risultano evidenti</strong>. La tassazione immediata delle plusvalenze comporta un <strong data-start="829" data-end="860">peggioramento del cash flow</strong>, soprattutto in occasione di operazioni che, pur generando un risultato economico positivo, non producono immediatamente liquidità sufficiente a far fronte al carico fiscale. Questo aspetto rischia di penalizzare le aziende più dinamiche, che investono, dismettono e si riorganizzano per restare competitive sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1183" data-end="1616">Un ulteriore elemento critico riguarda la <strong data-start="1225" data-end="1265">riduzione della flessibilità fiscale</strong>. In passato, la possibilità di rateizzare consentiva alle imprese di allineare il prelievo fiscale alla reale capacità contributiva nel tempo. Dal 2026, invece, tale allineamento viene meno nella maggior parte dei casi, rendendo necessaria una <strong data-start="1510" data-end="1556">valutazione preventiva ancora più rigorosa</strong> della convenienza economica delle operazioni straordinarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1618" data-end="2151">Non mancano però anche alcuni <strong data-start="1648" data-end="1668">aspetti positivi</strong>. La norma introduce un quadro più chiaro e definito, riducendo le aree di incertezza interpretativa e concentrando i benefici solo su fattispecie considerate strategiche dal legislatore, come la cessione di azienda o il settore sportivo professionistico. In questo scenario, la riforma impone alle imprese un cambio di approccio: meno improvvisazione e più <strong data-start="2026" data-end="2059">strategia fiscale strutturata</strong>, in grado di trasformare un vincolo normativo in un elemento di pianificazione consapevole.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="106" data-end="179"><strong>Consigli pratici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="181" data-end="583">L’entrata in vigore delle nuove regole sulla tassazione delle plusvalenze impone a imprese e professionisti un <strong data-start="292" data-end="338">cambio di mentalità nella gestione fiscale</strong>. Dal 2026, non sarà più possibile affidarsi a soluzioni ex post per attenuare il carico IRES, ma diventa fondamentale <strong data-start="457" data-end="498">intervenire in fase di pianificazione</strong>, prima di realizzare qualsiasi operazione potenzialmente generatrice di plusvalenze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="1020">Un primo passo consiste nella <strong data-start="615" data-end="649">mappatura dei beni strumentali</strong> presenti in azienda, verificando anzianità di possesso, valore fiscale residuo e potenziale plusvalenza in caso di cessione. Questa analisi consente di individuare le operazioni più critiche e di valutare, ove possibile, una <strong data-start="875" data-end="904">tempistica più efficiente</strong>, ad esempio anticipando determinate dismissioni o inserendole in contesti di riorganizzazione fiscalmente neutrali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1022" data-end="1499">Fondamentale è anche il <strong data-start="1046" data-end="1111">coinvolgimento del consulente fiscale sin dalle fasi iniziali</strong>. Operazioni come conferimenti, fusioni, scissioni o cessioni di rami d’azienda richiedono oggi una progettazione accurata, non solo sotto il profilo civilistico ma anche sotto quello tributario, per evitare la perdita di benefici residui come la rateizzazione. In questo contesto, assume rilievo anche la corretta <strong data-start="1426" data-end="1461">documentazione delle operazioni</strong>, indispensabile in caso di controlli.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1501" data-end="1956">Infine, imprese e professionisti devono prestare particolare attenzione agli <strong data-start="1578" data-end="1606">adempimenti dichiarativi</strong> e al <strong data-start="1612" data-end="1637">calcolo degli acconti</strong>, considerando che errori formali possono comportare un aggravio fiscale immediato. Prepararsi al 2026 significa quindi adottare una gestione più consapevole e strutturata della fiscalità d’impresa, trasformando una riforma restrittiva in un’opportunità di ottimizzazione legale e di maggiore controllo finanziario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="217" data-end="298"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="300" data-end="744">La riforma della <strong data-start="317" data-end="362">tassazione delle plusvalenze ai fini IRES</strong> introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di passo importante nel rapporto tra imprese e fisco. La drastica riduzione delle ipotesi di <strong data-start="512" data-end="542">rateizzazione dell’imposta </strong>impone una gestione più attenta delle operazioni straordinarie e rende imprescindibile una <strong data-start="634" data-end="671">pianificazione fiscale preventiva</strong>, soprattutto per le imprese che effettuano cessioni di beni strumentali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="746" data-end="1333">Dal 2026, la tassazione immediata diventa la regola, mentre le eccezioni sono limitate a fattispecie ben definite, come la <strong data-start="869" data-end="909">cessione di azienda o ramo d’azienda</strong> e le operazioni delle <strong data-start="932" data-end="970">società sportive professionistiche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="746" data-end="1333">In questo nuovo contesto, il vero vantaggio competitivo non è più la dilazione dell’imposta, ma la capacità di <strong data-start="1083" data-end="1154">strutturare le operazioni in modo consapevole, legale ed efficiente</strong>, evitando sorprese fiscali e salvaguardando la liquidità aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="746" data-end="1333">Chi saprà anticipare il cambiamento potrà trasformare un obbligo normativo in una leva di gestione strategica.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-delle-plusvalenze-IRES-cosa-cambia-dal-2026-e-come-prepararsi/">Tassazione delle plusvalenze IRES: cosa cambia dal 2026 e come prepararsi</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-delle-plusvalenze-IRES-cosa-cambia-dal-2026-e-come-prepararsi/">Tassazione delle plusvalenze IRES: cosa cambia dal 2026 e come prepararsi</a> was first posted on Marzo 4, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Iperammortamento 2026: guida completa alla maxi deduzione per investimenti 4.0 nella Legge di Bilancio</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iperammortamento-2026-guida-completa-alla-maxi-deduzione-per-investimenti-4-0-nella-Legge-di-Bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo alcuni anni di assenza, l’Iperammortamento torna protagonista nel 2026 grazie alla nuova Legge di Bilancio. Una notizia che ha riacceso l’attenzione di imprese, consulenti fiscali e professionisti del settore manifatturiero, in quanto rappresenta un’importante opportunità di risparmio fiscale per chi investe in innovazione e digitalizzazione. L’obiettivo del Governo è chiaro: sostenere la transizione 4.0, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="1004">Dopo alcuni anni di assenza, <strong data-start="498" data-end="548">l’Iperammortamento torna protagonista nel 2026</strong> grazie alla nuova <strong data-start="567" data-end="588">Legge di Bilancio</strong>. Una notizia che ha riacceso l’attenzione di imprese, consulenti fiscali e professionisti del settore manifatturiero, in quanto rappresenta un’importante <strong data-start="743" data-end="779">opportunità di risparmio fiscale</strong> per chi investe in innovazione e digitalizzazione. L’obiettivo del Governo è chiaro: <strong data-start="865" data-end="897">sostenere la transizione 4.0</strong>, rafforzare la competitività delle imprese italiane e stimolare nuovi investimenti in tecnologie avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1309">La misura è stata <strong data-start="1024" data-end="1051">parzialmente rivisitata</strong> rispetto alle versioni precedenti, ma mantiene lo spirito originario: <strong data-start="1122" data-end="1196">premiare chi investe in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico</strong>, soprattutto quelli inseriti nel <strong data-start="1230" data-end="1255">Piano Transizione 5.0</strong>, collegato al PNRR e agli obiettivi green e digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1311" data-end="1701">Nel contesto attuale, dove l’automazione e la sostenibilità sono pilastri fondamentali per le imprese, l’Iperammortamento 2026 si propone come <strong data-start="1454" data-end="1482">uno strumento strategico</strong> per ridurre il carico fiscale in modo legale, incentivando al contempo lo sviluppo tecnologico. Ma come funziona nel dettaglio? Quali beni sono ammessi? E soprattutto, <strong data-start="1651" data-end="1700">quali vantaggi fiscali comporta concretamente</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1703" data-end="1903">In questo articolo analizzeremo tutte le novità, i requisiti per accedervi, i benefici previsti, e come le imprese possono prepararsi per sfruttare al meglio questo incentivo nel 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="105" data-end="185"><strong data-start="108" data-end="185">Iperammortamento 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="187" data-end="706">Il nuovo Iperammortamento 2026, ufficializzato con la <strong data-start="241" data-end="267">Legge di Bilancio 2026</strong>, presenta <strong data-start="278" data-end="344">importanti novità rispetto alla versione inizialmente proposta</strong> e alle edizioni passate. In particolare, la <strong data-start="389" data-end="440">finestra temporale per usufruire dell’incentivo</strong> è stata significativamente ampliata: l’agevolazione riguarda ora gli investimenti effettuati <strong data-start="534" data-end="583">dal 1° gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028</strong>. Una proroga utile per <strong data-start="607" data-end="671">programmare investimenti in modo più flessibile e strategico</strong>, anche in ottica di medio termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="708" data-end="913">Non è più previsto un bonus maggiorato per i beni con risparmio energetico: la <strong data-start="787" data-end="830">maggiorazione del costo di acquisizione</strong>viene applicata in modo <strong data-start="855" data-end="878">standard e uniforme</strong> secondo tre fasce di investimento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1103">
<li data-start="915" data-end="977">
<p data-start="917" data-end="977"><strong data-start="917" data-end="926">+180%</strong> per investimenti fino a <strong data-start="951" data-end="974">2,5 milioni di euro</strong>;</p>
</li>
<li data-start="978" data-end="1042">
<p data-start="980" data-end="1042"><strong data-start="980" data-end="989">+100%</strong> per investimenti tra <strong data-start="1011" data-end="1039">2,5 e 10 milioni di euro</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1043" data-end="1103">
<p data-start="1045" data-end="1103"><strong data-start="1045" data-end="1053">+50%</strong> per investimenti tra <strong data-start="1075" data-end="1102">10 e 20 milioni di euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1105" data-end="1407">È inoltre previsto un <strong data-start="1127" data-end="1149">vincolo geografico</strong>: per beneficiare dell’iperammortamento, i beni devono essere <strong data-start="1211" data-end="1305">prodotti all’interno dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo</strong>. Un modo per <strong data-start="1319" data-end="1354">sostenere la produzione europea</strong> e rafforzare la sicurezza delle filiere industriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1409" data-end="1730">Importante novità anche sul piano normativo: gli storici <strong data-start="1466" data-end="1484">allegati A e B</strong> della Legge 232/2016 sono stati <strong data-start="1517" data-end="1531">sostituiti</strong> dai nuovi <strong data-start="1542" data-end="1579">allegato III-bis (beni materiali)</strong> e <strong data-start="1582" data-end="1621">allegato III-ter (beni immateriali)</strong>, che ridefiniscono l’elenco dei beni agevolabili secondo i criteri aggiornati del <strong data-start="1704" data-end="1729">Piano Transizione 5.0</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1732" data-end="1941">Infine, è in corso di approvazione un <strong data-start="1770" data-end="1799">decreto interministeriale</strong> che dettaglierà le modalità attuative del piano. Il testo in vigore è stato pubblicato in <strong data-start="1890" data-end="1940">Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="202" data-end="294"><strong data-start="205" data-end="294">Requisiti e modalità di accesso</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="296" data-end="721">L’Iperammortamento 2026 rappresenta una misura fiscale altamente vantaggiosa, ma per <strong data-start="381" data-end="418">poter usufruire dell’agevolazione</strong>, è necessario rispettare precisi <strong data-start="452" data-end="498">requisiti tecnici, temporali e documentali</strong>. Innanzitutto, i beni acquistati devono rientrare negli <strong data-start="555" data-end="593">elenchi allegati III-bis e III-ter</strong>, che individuano le tecnologie materiali e immateriali coerenti con i criteri dell’industria 4.0 e della transizione ecologica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="723" data-end="1003">Un passaggio fondamentale è che <strong data-start="755" data-end="777">i beni strumentali</strong> devono essere <strong data-start="792" data-end="801">nuovi</strong>, interconnessi al sistema aziendale e dotati di caratteristiche tali da garantire un salto tecnologico effettivo. Non sono ammessi quindi beni usati, di semplice sostituzione o con tecnologia obsoleta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1005" data-end="1376">Dal punto di vista <strong data-start="1024" data-end="1035">formale</strong>, per accedere all’iperammortamento sarà necessaria la <strong data-start="1090" data-end="1133">dichiarazione del legale rappresentante</strong> dell’impresa che attesti la conformità del bene ai requisiti richiesti. Per investimenti superiori a <strong data-start="1235" data-end="1251">300.000 euro</strong>, sarà invece <strong data-start="1265" data-end="1312">obbligatoria una perizia tecnica asseverata</strong> o un attestato di conformità rilasciato da un ente certificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1745">Inoltre, è importante che <strong data-start="1404" data-end="1482">l’ordine di acquisto sia accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2026</strong> e che sia versato almeno un <strong data-start="1511" data-end="1530">acconto del 20%</strong>, per mantenere il diritto all’incentivo anche se la consegna avviene successivamente. Questo meccanismo consente alle imprese di <strong data-start="1660" data-end="1694">prenotare il beneficio fiscale</strong> anche prima dell’effettiva disponibilità del bene.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1747" data-end="1915">La deduzione extra-contabile verrà applicata in sede di <strong data-start="1803" data-end="1832">dichiarazione dei redditi</strong>, riducendo in modo significativo la base imponibile su cui calcolare IRES o IRPEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1747" data-end="1915"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34022 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1747" data-end="1915"><strong data-start="68" data-end="101">Beni agevolabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="665">L’Iperammortamento 2026 è destinato a sostenere gli <strong data-start="329" data-end="384">investimenti in beni strumentali ad alta tecnologia</strong>, ma è essenziale capire <strong data-start="409" data-end="468">quali tipologie di beni sono effettivamente agevolabili</strong>. Come già accennato, i riferimenti ufficiali sono i <strong data-start="521" data-end="557">nuovi allegati III-bis e III-ter</strong> introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, che sostituiscono gli storici allegati A e B della Legge 232/2016.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="667" data-end="707"><strong data-start="671" data-end="707">Allegato III-bis: beni materiali</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="709" data-end="960">L’allegato III-bis comprende <strong data-start="738" data-end="767">macchinari e attrezzature</strong> strettamente collegati ai processi di <strong data-start="806" data-end="886">automazione, interconnessione, controllo da remoto, monitoraggio dei consumi</strong> e integrazione nei sistemi digitali aziendali. Esempi concreti includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="962" data-end="1162">
<li data-start="962" data-end="992">
<p data-start="964" data-end="992">robot collaborativi (cobot);</p>
</li>
<li data-start="993" data-end="1016">
<p data-start="995" data-end="1016">centri di lavoro CNC;</p>
</li>
<li data-start="1017" data-end="1067">
<p data-start="1019" data-end="1067">impianti per la produzione additiva (stampa 3D);</p>
</li>
<li data-start="1068" data-end="1114">
<p data-start="1070" data-end="1114">macchine con sistemi di controllo real-time;</p>
</li>
<li data-start="1115" data-end="1162">
<p data-start="1117" data-end="1162">sistemi di monitoraggio energetico integrato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1326">Tutti questi beni devono essere <strong data-start="1196" data-end="1213">interconnessi</strong> con il sistema gestionale di fabbrica o con la rete di fornitura, e capaci di <strong data-start="1292" data-end="1310">scambiare dati</strong> in tempo reale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1328" data-end="1370"><strong data-start="1332" data-end="1370">Allegato III-ter: beni immateriali</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1372" data-end="1593">Tra i beni immateriali agevolabili troviamo i <strong data-start="1418" data-end="1458">software, le piattaforme e i sistemi</strong> legati alla gestione dei processi produttivi, alla cybersecurity, alla realtà aumentata e all’analisi dei dati. Rientrano, ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1765">
<li data-start="1595" data-end="1643">
<p data-start="1597" data-end="1643">software MES (Manufacturing Execution System);</p>
</li>
<li data-start="1644" data-end="1666">
<p data-start="1646" data-end="1666">sistemi ERP evoluti;</p>
</li>
<li data-start="1667" data-end="1713">
<p data-start="1669" data-end="1713">applicazioni per la manutenzione predittiva;</p>
</li>
<li data-start="1714" data-end="1765">
<p data-start="1716" data-end="1765">soluzioni digitali per la supply chain integrata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1767" data-end="1933">L’obiettivo è incentivare non solo l&#8217;acquisto di macchinari intelligenti, ma anche <strong data-start="1850" data-end="1900">l&#8217;integrazione digitale dei processi aziendali</strong>, pilastro della Transizione 5.0.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="217" data-end="297"><strong data-start="220" data-end="297">Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="798">L’Iperammortamento 2026 rappresenta una delle misure più potenti in termini di <strong data-start="378" data-end="398">vantaggi fiscali</strong> per le imprese italiane. La possibilità di <strong data-start="442" data-end="503">maggiorare il costo di acquisizione dei beni fino al 180%</strong> si traduce in una <strong data-start="522" data-end="551">deduzione extra-contabile</strong>che consente di <strong data-start="568" data-end="627">abbattere sensibilmente la base imponibile IRES o IRPEF</strong>. In pratica, l’impresa potrà dedurre dalle imposte una quota molto più elevata rispetto al valore reale del bene, generando un <strong data-start="755" data-end="785">risparmio fiscale concreto</strong> e immediato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1167">Facciamo un esempio: un’azienda che acquista un macchinario da 500.000 euro potrà dedurre fiscalmente un valore pari a 1.400.000 euro (500.000 + 180%), ottenendo un <strong data-start="965" data-end="1000">vantaggio fiscale significativo</strong>. Questo meccanismo consente anche un <strong data-start="1038" data-end="1081">miglioramento della liquidità aziendale</strong>, poiché libera risorse che altrimenti sarebbero destinate al pagamento delle imposte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1594">Ma il vantaggio dell’iperammortamento non è solo fiscale. Si tratta infatti di <strong data-start="1248" data-end="1276">uno strumento strategico</strong>, che spinge le imprese a <strong data-start="1302" data-end="1341">rinnovare i propri asset produttivi</strong>, accelerando la <strong data-start="1358" data-end="1385">trasformazione digitale</strong> e aumentando la competitività. Le aziende che investono in tecnologia, infatti, non solo ottengono un beneficio fiscale, ma si posizionano meglio sul mercato in termini di efficienza, qualità e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1596" data-end="1892">Inoltre, grazie all’orizzonte triennale della misura (fino al 30 settembre 2028), le imprese possono <strong data-start="1697" data-end="1739">pianificare con calma gli investimenti</strong>, evitando corse contro il tempo e ottimizzando le risorse a disposizione, anche grazie alla possibilità di “prenotare” il beneficio versando un acconto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="390"><strong data-start="317" data-end="390">Criticità e limiti </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="392" data-end="754">Nonostante i numerosi vantaggi, l’Iperammortamento 2026 <strong data-start="448" data-end="476">non è privo di criticità</strong> e comporta alcuni <strong data-start="495" data-end="515">rischi operativi</strong>per le imprese che decidono di aderirvi. Prima di procedere con un investimento, è fondamentale valutare attentamente alcuni aspetti che potrebbero compromettere l’accesso al beneficio o causare contestazioni in sede di controllo fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="756" data-end="1188">Uno dei punti più delicati riguarda la <strong data-start="795" data-end="833">corretta interconnessione dei beni</strong> al sistema aziendale. La normativa prevede che i beni materiali e immateriali agevolati debbano essere non solo tecnologicamente avanzati, ma anche <strong data-start="982" data-end="1032">effettivamente integrati nei processi digitali</strong>. L’assenza di documentazione tecnica, log file, report o attestazioni di avvenuta interconnessione può comportare <strong data-start="1147" data-end="1187">la perdita dell’agevolazione fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1190" data-end="1534">Inoltre, la <strong data-start="1202" data-end="1250">necessità di produrre una perizia asseverata</strong> (obbligatoria per investimenti superiori a 300.000 euro) può rappresentare un ulteriore ostacolo, sia per i costi da sostenere, sia per la complessità tecnica. È quindi consigliabile <strong data-start="1434" data-end="1476">affidarsi a professionisti qualificati</strong>, sin dalle prime fasi di progettazione dell’investimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1536" data-end="1865">Un altro limite da considerare riguarda il <strong data-start="1579" data-end="1601">vincolo geografico</strong> sulla provenienza dei beni: se il macchinario è prodotto in un Paese extra-UE non aderente allo Spazio Economico Europeo, l’agevolazione decade. Questo richiede un <strong data-start="1766" data-end="1815">controllo attento durante la fase di acquisto</strong>, soprattutto se si importa da Paesi extraeuropei.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1867" data-end="2083">Infine, è bene ricordare che, come tutte le agevolazioni, l’Iperammortamento può essere <strong data-start="1955" data-end="1989">soggetto a modifiche normative </strong>future. Una buona consulenza fiscale aiuta a <strong data-start="2035" data-end="2064">gestire queste incertezze</strong> in modo proattivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1867" data-end="2083"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="417"><strong data-start="329" data-end="417">Piano Transizione 5.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="906">L’Iperammortamento 2026 si inserisce pienamente nel quadro più ampio del <strong data-start="492" data-end="517">Piano Transizione 5.0</strong>, la nuova strategia nazionale che evolve il precedente Piano Industria 4.0, puntando non solo sulla digitalizzazione, ma anche sulla <strong data-start="651" data-end="679">sostenibilità ambientale</strong> e sull’<strong data-start="687" data-end="712">efficienza energetica</strong>. L&#8217;obiettivo è chiaro: <strong data-start="736" data-end="801">accompagnare le imprese italiane in una doppia trasformazione</strong> — tecnologica e green — incentivando al contempo l’adozione di soluzioni intelligenti e a basso impatto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="908" data-end="1312">La misura dell’Iperammortamento, pur non prevedendo più una <strong data-start="968" data-end="1023">maggiorazione specifica per il risparmio energetico</strong>, resta uno <strong data-start="1035" data-end="1062">strumento complementare</strong> al Piano 5.0. Questo significa che gli investimenti in beni strumentali altamente tecnologici, se in linea con gli obiettivi del piano, possono <strong data-start="1207" data-end="1230">accumulare benefici</strong> anche da altri strumenti fiscali o finanziari previsti dalla strategia nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1314" data-end="1559">Inoltre, il <strong data-start="1326" data-end="1365">decreto attuativo interministeriale</strong>, in fase di definizione da parte del MIMIT e del MEF, stabilirà le <strong data-start="1433" data-end="1496">modalità operative per il riconoscimento delle agevolazioni</strong> legate al Piano Transizione 5.0, con particolare attenzione a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1561" data-end="1712">
<li data-start="1561" data-end="1623">
<p data-start="1563" data-end="1623">criteri di valutazione dell’efficienza energetica raggiunta;</p>
</li>
<li data-start="1624" data-end="1662">
<p data-start="1626" data-end="1662">parametri tecnici dei beni digitali;</p>
</li>
<li data-start="1663" data-end="1712">
<p data-start="1665" data-end="1712">modalità di rendicontazione degli investimenti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1714" data-end="2035">Per le imprese, diventa quindi cruciale <strong data-start="1754" data-end="1804">pianificare gli investimenti in modo integrato</strong>, valutando con attenzione come l’acquisto di nuovi macchinari o software possa rientrare non solo nell’Iperammortamento, ma anche negli <strong data-start="1941" data-end="1960">incentivi green</strong> o nei <strong data-start="1967" data-end="1994">finanziamenti agevolati</strong> previsti a livello nazionale ed europeo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="371"><strong data-start="285" data-end="371">Guida pratica per le imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="693">Siamo nel vivo del 2026 e per molte imprese è il momento di <strong data-start="433" data-end="456">agire concretamente</strong> per cogliere i benefici dell’Iperammortamento. La misura è <strong data-start="516" data-end="560">ufficialmente attiva dal 1° gennaio 2026</strong> e il periodo agevolato è già in corso. Ma come organizzarsi per <strong data-start="625" data-end="654">non perdere l&#8217;opportunità</strong> e <strong data-start="657" data-end="692">massimizzare i vantaggi fiscali</strong>?</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="695" data-end="739">Ecco una <strong data-start="704" data-end="727">checklist operativa</strong> da seguire:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="2263">
<li data-start="741" data-end="1068">
<p data-start="744" data-end="1068"><strong data-start="744" data-end="790">Analizzare la propria struttura produttiva</strong><br data-start="790" data-end="793" />Identificare quali macchinari, impianti o software siano obsoleti o inefficienti, e pianificare un percorso di rinnovamento tecnologico. Questa analisi deve tenere conto non solo della tecnologia, ma anche dei risparmi di costi operativi che l’investimento potrà generare.</p>
</li>
<li data-start="1070" data-end="1363">
<p data-start="1073" data-end="1363"><strong data-start="1073" data-end="1112">Verificare l’ammissibilità dei beni</strong><br data-start="1112" data-end="1115" />È fondamentale confrontare le specifiche tecniche dei beni che si intendono acquistare con i requisiti previsti dagli <strong data-start="1236" data-end="1266">allegati III-bis e III-ter</strong>. In caso di dubbi, è consigliabile <strong data-start="1302" data-end="1339">richiedere una consulenza tecnica</strong> o un parere preventivo.</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1703">
<p data-start="1368" data-end="1703"><strong data-start="1368" data-end="1414">Gestire correttamente l’ordine e l’acconto</strong><br data-start="1414" data-end="1417" />Per poter usufruire del beneficio anche in caso di consegna posticipata, è necessario che entro il <strong data-start="1519" data-end="1539">31 dicembre 2026</strong>venga <strong data-start="1546" data-end="1603">accettato l’ordine e versato almeno il 20% di acconto</strong>. Questo passaggio è strategico per prenotare l’incentivo e spalmare l’investimento su più esercizi.</p>
</li>
<li data-start="1705" data-end="1990">
<p data-start="1708" data-end="1990"><strong data-start="1708" data-end="1762">Attivare le perizie e la documentazione necessaria</strong><br data-start="1762" data-end="1765" />Per investimenti sopra i 300.000 euro, bisogna incaricare un <strong data-start="1829" data-end="1861">perito o un ente accreditato</strong> per il rilascio della perizia asseverata. È bene non aspettare la fine dell’anno per farlo, per evitare sovraccarichi o ritardi.</p>
</li>
<li data-start="1992" data-end="2263">
<p data-start="1995" data-end="2263"><strong data-start="1995" data-end="2043">Interconnettere i beni e conservarne traccia</strong><br data-start="2043" data-end="2046" />La documentazione dell’interconnessione deve essere <strong data-start="2101" data-end="2135">prodotta e archiviata con cura</strong>: log di sistema, report automatici, schemi di rete e dichiarazioni dei fornitori sono elementi essenziali in caso di controlli.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2265" data-end="2418">Con una pianificazione adeguata, l’Iperammortamento 2026 può diventare <strong data-start="2336" data-end="2369">non solo un risparmio fiscale</strong>, ma <strong data-start="2374" data-end="2417">un vero motore di innovazione aziendale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="366"><strong data-start="269" data-end="366">Esempio pratico </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="368" data-end="653">Per comprendere meglio l’effettivo impatto dell’Iperammortamento 2026, vediamo un <strong data-start="450" data-end="466">caso pratico</strong> di una PMI operante nel settore manifatturiero, che decide di investire in <strong data-start="542" data-end="591">un centro di lavoro CNC di ultima generazione</strong>, interconnesso e conforme ai requisiti dell’allegato III-bis.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="655" data-end="688"><strong data-start="659" data-end="688">Scenario di investimento:</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="690" data-end="890">
<li data-start="690" data-end="723">
<p data-start="692" data-end="723"><strong data-start="692" data-end="710">Costo del bene</strong>: € 600.000</p>
</li>
<li data-start="724" data-end="781">
<p data-start="726" data-end="781"><strong data-start="726" data-end="757">Consegna e interconnessione</strong>: entro settembre 2026</p>
</li>
<li data-start="782" data-end="831">
<p data-start="784" data-end="831"><strong data-start="784" data-end="812">Acconto versato nel 2026</strong>: € 150.000 (25%)</p>
</li>
<li data-start="832" data-end="890">
<p data-start="834" data-end="890"><strong data-start="834" data-end="856">Perizia asseverata</strong>: necessaria (importo &gt; € 300.000)</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="936"><strong data-start="896" data-end="936">Calcolo della maggiorazione fiscale:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="938" data-end="1048">Poiché l’investimento rientra nella prima fascia (&lt; € 2,5 milioni), si applica una <strong data-start="1021" data-end="1047">maggiorazione del 180%</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1050" data-end="1194">
<li data-start="1050" data-end="1119">
<p data-start="1052" data-end="1119"><strong data-start="1052" data-end="1085">Importo agevolato fiscalmente</strong>: € 600.000 x 180% = € 1.080.000</p>
</li>
<li data-start="1120" data-end="1194">
<p data-start="1122" data-end="1194"><strong data-start="1122" data-end="1155">Valore complessivo deducibile</strong>: € 600.000 + € 1.080.000 = € 1.680.000</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1196" data-end="1241"><strong data-start="1200" data-end="1240">Risparmio fiscale stimato (IRES 24%)</strong>:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1243" data-end="1306">
<li data-start="1243" data-end="1306">
<p data-start="1245" data-end="1306">€ 1.080.000 x 24% = <strong data-start="1265" data-end="1305">€ 259.200 di risparmio fiscale netto</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1543">A fronte di un investimento di € 600.000, l’impresa recupera <strong data-start="1369" data-end="1430">oltre 250.000 euro solo in termini di imposte risparmiate</strong>, senza considerare gli eventuali <strong data-start="1464" data-end="1510">ulteriori vantaggi operativi e competitivi</strong> derivanti dal nuovo macchinario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1545" data-end="1782">Questo esempio dimostra come l’Iperammortamento 2026 possa <strong data-start="1604" data-end="1671">ridurre in modo importante il costo effettivo dell’investimento</strong>, migliorare il cash flow e incentivare l’adozione di tecnologie avanzate, rafforzando l’efficienza produttiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1784" data-end="2003">È evidente quindi che, se ben gestito, l’iperammortamento può rappresentare <strong data-start="1860" data-end="1889">un’opportunità strategica</strong>, soprattutto per le PMI che spesso rinunciano ad aggiornare i propri asset produttivi per timori legati ai costi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="156" data-end="253"><strong data-start="159" data-end="253">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="755">L’Iperammortamento 2026 si conferma come una delle misure fiscali <strong data-start="321" data-end="354">più vantaggiose e strategiche</strong> per le imprese italiane che intendono <strong data-start="393" data-end="431">investire in tecnologie innovative</strong> e <strong data-start="434" data-end="480">digitalizzare i propri processi produttivi</strong>. Il ritorno di questo incentivo, all’interno della nuova <strong data-start="538" data-end="564">Legge di Bilancio 2026</strong>, dimostra l’intenzione del Governo di sostenere in modo concreto la <strong data-start="633" data-end="684">competitività del tessuto industriale nazionale</strong>, con un occhio di riguardo alla <strong data-start="717" data-end="754">transizione digitale ed ecologica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="757" data-end="1116">Grazie all’estensione temporale fino al <strong data-start="797" data-end="818">30 settembre 2028</strong>, alle <strong data-start="825" data-end="863">maggiorazioni fiscali fino al 180%</strong> e alla possibilità di cumulo con altre misure previste dal <strong data-start="923" data-end="948">Piano Transizione 5.0</strong>, le imprese hanno oggi un <strong data-start="975" data-end="995">orizzonte chiaro</strong> e la possibilità di <strong data-start="1016" data-end="1046">pianificare con attenzione</strong> gli investimenti futuri, ottimizzando i benefici economici e fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1118" data-end="1521">È tuttavia fondamentale <strong data-start="1142" data-end="1165">muoversi con metodo</strong>, affidandosi a <strong data-start="1181" data-end="1203">consulenti esperti</strong> per la verifica tecnica dei beni, la corretta gestione documentale e la predisposizione delle perizie necessarie. Solo con una <strong data-start="1331" data-end="1354">strategia integrata</strong> sarà possibile sfruttare appieno tutte le potenzialità dell’iperammortamento, trasformando l’agevolazione in un vero <strong data-start="1472" data-end="1520">motore di crescita e innovazione sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1523" data-end="1722">Il 2026 è l’anno giusto per <strong data-start="1551" data-end="1596">aggiornare il parco tecnologico aziendale</strong>, migliorare l’efficienza e <strong data-start="1624" data-end="1678">ridurre il carico fiscale in modo del tutto legale</strong>. Non lasciarti sfuggire questa opportunità.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iperammortamento-2026-guida-completa-alla-maxi-deduzione-per-investimenti-4-0-nella-Legge-di-Bilancio/">Iperammortamento 2026: guida completa alla maxi deduzione per investimenti 4.0 nella Legge di Bilancio</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iperammortamento-2026-guida-completa-alla-maxi-deduzione-per-investimenti-4-0-nella-Legge-di-Bilancio/">Iperammortamento 2026: guida completa alla maxi deduzione per investimenti 4.0 nella Legge di Bilancio</a> was first posted on Febbraio 27, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Rottamazione IMU e TARI 2026: come funzionerà e cosa devono fare i Comuni</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-IMU-e-TARI-2026-come-funzionera-e-cosa-devono-fare-i-Comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Rottamazione IMU e TARI 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 ha acceso i riflettori su un tema che interessa milioni di italiani: la rottamazione dei tributi locali, con un focus specifico su IMU (Imposta Municipale Unica) e TARI (Tassa sui Rifiuti). Per la prima volta, viene aperta una finestra di opportunità per cittadini e imprese che hanno debiti con il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-IMU-e-TARI-2026-come-funzionera-e-cosa-devono-fare-i-Comuni/">Rottamazione IMU e TARI 2026: come funzionerà e cosa devono fare i Comuni</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-IMU-e-TARI-2026-come-funzionera-e-cosa-devono-fare-i-Comuni/">Rottamazione IMU e TARI 2026: come funzionerà e cosa devono fare i Comuni</a> was first posted on Febbraio 17, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="794">La Legge di Bilancio 2026 ha acceso i riflettori su un tema che interessa milioni di italiani: la <strong data-start="414" data-end="449">rottamazione dei tributi locali</strong>, con un focus specifico su <strong data-start="477" data-end="484">IMU</strong> (Imposta Municipale Unica) e <strong data-start="514" data-end="522">TARI</strong> (Tassa sui Rifiuti). Per la prima volta, viene aperta una finestra di opportunità per cittadini e imprese che hanno debiti con il fisco locale, permettendo di regolarizzare la propria posizione con sconti su <strong data-start="731" data-end="755">sanzioni e interessi</strong>, ma senza condono dell’imposta dovuta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="796" data-end="1206">Tuttavia, il quadro operativo non è ancora chiaro. La norma introdotta nella Legge di Bilancio lascia ampio margine ai <strong data-start="915" data-end="925">Comuni</strong>, che saranno i veri protagonisti della rottamazione. Saranno loro, infatti, a dover decidere se aderire all’iniziativa e definire le <strong data-start="1059" data-end="1096">modalità concrete di applicazione</strong>. Questo significa che ogni ente locale potrà adottare o meno la misura, con tempistiche e procedure autonome.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1208" data-end="1555">Il rischio è evidente: un’applicazione frammentata, con <strong data-start="1264" data-end="1290">disparità territoriali</strong> che potrebbero penalizzare i contribuenti meno informati. In attesa dei regolamenti attuativi comunali, aumenta l’interesse attorno a questo nuovo strumento di definizione agevolata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1718">Vediamo nel dettaglio cosa prevede la norma, quali sono i vantaggi potenziali per i contribuenti e quali i problemi che potrebbero sorgere in fase di attuazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="428"><strong>Cosa prevede la norma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="430" data-end="982">Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore ha introdotto, ai commi dal 102 al 110, un articolato sistema che consente a <strong data-start="555" data-end="594">Regioni, Comuni e altri enti locali</strong> di attivare <strong data-start="607" data-end="645">procedure di definizione agevolata</strong> dei tributi locali, come <strong data-start="671" data-end="678">IMU</strong> e <strong data-start="681" data-end="689">TARI</strong>, nell’ambito della loro autonomia impositiva. In sostanza, viene riconosciuta agli enti territoriali la <strong data-start="794" data-end="845">facoltà di “rottamare” i propri crediti fiscali</strong>, consentendo ai contribuenti di pagare solo il tributo senza sanzioni né interessi, a patto che siano rispettate determinate condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="984" data-end="1368">Il <strong data-start="987" data-end="1000">comma 102</strong> attribuisce questa facoltà agli enti locali, che potranno deliberare in modo autonomo tipologie e modalità di definizione agevolata. La misura potrà riguardare anche <strong data-start="1167" data-end="1226">situazioni già in fase di accertamento o di contenzioso</strong>tributario (comma 103), e potrà essere attivata anche in presenza di disposizioni statali che disciplinano analoghe rottamazioni (comma 104).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1949">I <strong data-start="1372" data-end="1396">commi 105, 106 e 107</strong> stabiliscono i <strong data-start="1412" data-end="1433">principi generali</strong> che gli enti dovranno rispettare per approvare i regolamenti locali, garantendo trasparenza, coerenza e rispetto delle norme statali. Il <strong data-start="1571" data-end="1584">comma 108</strong> specifica che l’efficacia dei regolamenti dipenderà dalla loro pubblicazione e approvazione nei tempi previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1949">Infine, il <strong data-start="1708" data-end="1721">comma 109</strong> estende la possibilità di definizione agevolata anche alle <strong data-start="1781" data-end="1805">entrate patrimoniali</strong> locali, mentre il <strong data-start="1824" data-end="1837">comma 110</strong> abroga una precedente disposizione del 2003 (art. 13, legge finanziaria), razionalizzando la normativa vigente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="443" data-end="503"><strong>Quali tributi sono coinvolti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="505" data-end="1142">La nuova rottamazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026 non impone nulla agli enti locali, ma <strong data-start="603" data-end="631">concede loro una facoltà</strong>: quella di introdurre forme di <strong data-start="663" data-end="724">definizione agevolata per i tributi di propria competenza</strong>, come <strong data-start="731" data-end="744">IMU, TARI</strong>, COSAP e altri tributi minori. Ogni Regione, Comune o Provincia potrà quindi stabilire, in autonomia, se e come applicare la misura, prevedendo <strong data-start="889" data-end="944">l’esclusione o la riduzione di sanzioni e interessi</strong> per i contribuenti che regolarizzano spontaneamente le proprie posizioni debitorie entro un termine definito (almeno 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento sul sito istituzionale dell’ente).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1144" data-end="1594">Si tratta di una misura pensata non solo per <strong data-start="1189" data-end="1237">alleggerire il contenzioso tributario locale</strong>  ma anche per <strong data-start="1297" data-end="1343">recuperare crediti difficilmente esigibili</strong> senza compromettere gli equilibri di bilancio. Infatti, la norma impone agli enti di rispettare i principi costituzionali di cui agli articoli <strong data-start="1487" data-end="1503">23, 53 e 119</strong>, oltre che i criteri generali dell’ordinamento tributario e i vincoli di finanza pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1596" data-end="2106">A differenza della <strong data-start="1615" data-end="1641">rottamazione quinquies</strong> (che ha regole uguali per tutti), qui le condizioni potranno variare da Comune a Comune: <strong data-start="1731" data-end="1822">tempi di adesione, modalità di pagamento, numero di rate, gestione delle cause pendenti</strong> e condizioni di decadenza potranno essere liberamente modulati dall’ente, purché rispettino le norme processuali del <strong data-start="1940" data-end="1957">Dlgs 546/1992</strong>. Al momento, nessun Comune ha ancora pubblicato un regolamento attuativo, ma è probabile che le prime delibere arriveranno nelle prossime settimane.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1596" data-end="2106"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33964 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-child-holding-paper-currency-model-home.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="362"><strong>Vantaggi per i contribuenti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="364" data-end="860">La definizione agevolata dei tributi locali rappresenta, per molti contribuenti, un’opportunità concreta per <strong data-start="473" data-end="525">ridurre il proprio carico fiscale in modo legale</strong>, evitando sanzioni e interessi che, spesso, possono superare l’importo dell’imposta dovuta. Con l’approvazione da parte dei singoli enti locali, sarà infatti possibile <strong data-start="694" data-end="723">chiudere vecchie pendenze</strong> versando solo la quota capitale, cioè il tributo originario, senza le penalità accessorie che rendono spesso insostenibile il pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="862" data-end="1385">Chi ha <strong data-start="869" data-end="907">ricevuto un avviso di accertamento</strong>, ha una <strong data-start="916" data-end="940">cartella esattoriale</strong> non ancora pagata, oppure è coinvolto in un <strong data-start="985" data-end="1011">contenzioso tributario</strong> con il Comune, potrà, se il proprio ente aderirà alla misura, accedere a una <strong data-start="1091" data-end="1113">sanatoria parziale</strong>, definendo in via agevolata la propria posizione. Anche per chi è in difficoltà economica o ha lasciato in sospeso piccoli debiti per IMU o TARI, la misura può essere una via per ripulire la propria situazione fiscale senza affrontare l’intero peso degli oneri accessori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1843">Inoltre, molti enti potrebbero adottare <strong data-start="1427" data-end="1447">criteri premiali</strong> per incentivare la regolarizzazione, ad esempio riducendo le sanzioni anche per i contribuenti che adempiono tempestivamente o rateizzano il pagamento. La grande flessibilità concessa ai Comuni rende però l’accesso a questi vantaggi <strong data-start="1681" data-end="1722">non uniforme sul territorio nazionale</strong>, creando un sistema potenzialmente disomogeneo, ma comunque favorevole per chi seguirà attentamente gli sviluppi locali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="382" data-end="446"><strong>Rischi e criticità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="1037">Nonostante le buone intenzioni alla base della norma, la <strong data-start="505" data-end="540">rottamazione dei tributi locali</strong> presenta diverse <strong data-start="558" data-end="581">criticità operative</strong>, prima fra tutte la <strong data-start="602" data-end="632">disomogeneità territoriale</strong>. La misura, infatti, non è automatica né obbligatoria: ogni ente locale può decidere in autonomia <strong data-start="731" data-end="755">se e come applicarla</strong>, creando un panorama normativo altamente variabile da Comune a Comune. Questa discrezionalità rischia di <strong data-start="861" data-end="903">generare confusione tra i contribuenti</strong>, che potrebbero non sapere se la loro amministrazione ha aderito o meno alla definizione agevolata, né quali condizioni ha stabilito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1039" data-end="1453">A questo si aggiunge il rischio di <strong data-start="1074" data-end="1098">tempistiche sfalsate</strong>: alcuni Comuni potrebbero approvare i regolamenti subito, altri potrebbero rimandare o addirittura non adottare alcuna misura. In assenza di una cabina di regia centrale o di linee guida uniformi, il cittadino si trova di fronte a un sistema poco trasparente, dove l’<strong data-start="1366" data-end="1411">accesso all’informazione diventa cruciale</strong>per non perdere l’opportunità di aderire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1455" data-end="1891">Anche sul piano tecnico, l’effettiva efficacia della misura dipenderà dalla capacità dell’ente locale di <strong data-start="1560" data-end="1597">gestire correttamente il processo</strong>: dalla pubblicazione del regolamento, all’apertura delle domande, alla gestione delle rate e delle eventuali cause pendenti. Errori procedurali o carenze di personale potrebbero compromettere l’intero processo, vanificando i benefici per i contribuenti e rendendo la misura un’occasione persa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="438"><strong>Il ruolo centrale dei Comuni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="440" data-end="978">Con la rottamazione IMU e TARI introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, i <strong data-start="514" data-end="556">Comuni diventano protagonisti assoluti</strong> del processo di definizione agevolata dei tributi locali. A differenza delle sanatorie statali, qui non esiste un modello unico da applicare: tutto dipende dalla <strong data-start="719" data-end="766">volontà politica e tecnica dell’ente locale</strong>. Sarà il Comune, infatti, a dover decidere se aderire alla misura, quali tributi includere, quanto scontare su interessi e sanzioni, come gestire eventuali contenziosi e quali condizioni imporre ai contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="980" data-end="1486">Ciò significa che il <strong data-start="1001" data-end="1118">successo dell’intera operazione fiscale dipenderà dalla prontezza e dalla competenza delle amministrazioni locali</strong>. Per attivare la rottamazione, ogni ente dovrà approvare un apposito <strong data-start="1188" data-end="1203">regolamento</strong>, da pubblicare sul sito istituzionale, e garantire un termine di adesione <strong data-start="1278" data-end="1307">non inferiore a 60 giorni</strong>. Inoltre, dovrà assicurare il rispetto dei <strong data-start="1351" data-end="1378">principi costituzionali</strong> e dell’<strong data-start="1386" data-end="1412">equilibrio di bilancio</strong>, valutando l’effettiva recuperabilità dei crediti oggetto di definizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1488" data-end="1945">La rottamazione, quindi, può trasformarsi in una leva importante non solo per facilitare l’adempimento dei cittadini, ma anche per <strong data-start="1619" data-end="1675">recuperare risorse senza inasprire il carico fiscale</strong>. Tuttavia, richiederà <strong data-start="1698" data-end="1728">una pianificazione attenta</strong>, la <strong data-start="1733" data-end="1769">disponibilità di risorse interne</strong> e una <strong data-start="1776" data-end="1802">comunicazione efficace</strong> con i contribuenti. In caso contrario, il rischio è che tutto resti lettera morta, con un danno sia per le casse comunali che per i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1488" data-end="1945"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33813 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="479" data-end="535"><strong>Tempistiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="537" data-end="1081">Al momento attuale, nonostante l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, <strong data-start="618" data-end="685">nessun ente locale ha ancora pubblicato i regolamenti attuativi</strong> per la rottamazione dei tributi locali. Questo significa che, di fatto, la misura è in una fase di <strong data-start="785" data-end="805">attesa operativa</strong>: i contribuenti sono in stand-by, così come i professionisti fiscali che ne curano la gestione. Tuttavia, è verosimile che <strong data-start="929" data-end="957">nelle prossime settimane, </strong>e comunque entro la fine del primo trimestre 2026, i Comuni più strutturati cominceranno a deliberare le prime adesioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1083" data-end="1533">I tempi tecnici, però, non sono brevi. Ogni amministrazione dovrà predisporre un regolamento conforme ai principi di legge, sottoporlo all’approvazione del Consiglio comunale e <strong data-start="1260" data-end="1306">pubblicarlo sul proprio sito istituzionale</strong>, aprendo da quel momento la finestra temporale (almeno 60 giorni) per consentire l’adesione dei contribuenti. Questo significa che <strong data-start="1438" data-end="1532">le prime rottamazioni locali potrebbero diventare operative non prima della primavera 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1535" data-end="2034">Nel frattempo, è fondamentale che i contribuenti <strong data-start="1584" data-end="1607">rimangano informati</strong>, monitorando il sito web del proprio Comune o affidandosi al proprio consulente fiscale. Una volta pubblicato il regolamento, infatti, i termini saranno stringenti e sarà necessario <strong data-start="1790" data-end="1815">agire tempestivamente</strong> per aderire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1535" data-end="2034">In attesa delle prime delibere, è consigliabile anche fare un <strong data-start="1891" data-end="1925">check-up delle pendenze locali</strong>, per capire quali tributi potrebbero rientrare nella definizione agevolata e quanto si potrebbe risparmiare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="269" data-end="327"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="329" data-end="859">La rottamazione IMU e TARI introdotta con la Legge di Bilancio 2026 rappresenta <strong data-start="409" data-end="464">una novità importante nel panorama fiscale italiano</strong>, soprattutto perché per la prima volta si offre agli enti locali la possibilità di <strong data-start="548" data-end="598">gestire in autonomia una definizione agevolata</strong> dei propri tributi. Si tratta di un’occasione da non sottovalutare, che può portare benefici sia ai Comuni, in termini di recupero crediti, sia ai contribuenti, che potranno <strong data-start="775" data-end="858">regolarizzare la propria posizione fiscale risparmiando su sanzioni e interessi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="861" data-end="1194">Tuttavia, il meccanismo non è automatico. Ogni ente locale dovrà deliberare se aderire o meno alla misura, pubblicare un regolamento specifico e indicare chiaramente le modalità operative. Questo richiede al contribuente <strong data-start="1082" data-end="1121">un livello di attenzione molto alto</strong>, per non rischiare di perdere un’opportunità potenzialmente vantaggiosa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1196" data-end="1699">Chi ha pendenze aperte su IMU, TARI o altri tributi comunali farebbe bene a <strong data-start="1272" data-end="1296">muoversi in anticipo</strong>, facendo una verifica con il proprio commercialista o consulente fiscale e monitorando costantemente le comunicazioni ufficiali del Comune di residenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1196" data-end="1699">In un contesto in cui il contenzioso locale è in forte aumento e la pressione fiscale resta elevata, strumenti come la definizione agevolata possono diventare alleati preziosi per sistemare la propria posizione in modo trasparente e conveniente.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-IMU-e-TARI-2026-come-funzionera-e-cosa-devono-fare-i-Comuni/">Rottamazione IMU e TARI 2026: come funzionerà e cosa devono fare i Comuni</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-IMU-e-TARI-2026-come-funzionera-e-cosa-devono-fare-i-Comuni/">Rottamazione IMU e TARI 2026: come funzionerà e cosa devono fare i Comuni</a> was first posted on Febbraio 17, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rottamazione Quinquies 2026: come funziona, chi può aderire e tutti i vantaggi fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-come-funziona-chi-puo-aderire-e-tutti-i-vantaggi-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 05:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 si apre con una misura fiscale di grande interesse per milioni di contribuenti: la Rottamazione Quinquies, introdotta ufficialmente dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025). Si tratta della quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, e consente a cittadini, professionisti e imprese di sanare i debiti fiscali e contributivi affidati all’Agenzia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="867">Il <strong data-start="339" data-end="347">2026</strong> si apre con una misura fiscale di grande interesse per milioni di contribuenti: la <strong data-start="431" data-end="457">Rottamazione Quinquies</strong>, introdotta ufficialmente dalla <strong data-start="490" data-end="536">Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025)</strong>. Si tratta della <strong data-start="554" data-end="628">quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali</strong>, e consente a cittadini, professionisti e imprese di <strong data-start="682" data-end="793">sanare i debiti fiscali e contributivi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023</strong>, beneficiando dell’<strong data-start="813" data-end="866">esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="869" data-end="1321">La nuova rottamazione non è solo un’opportunità di <strong data-start="920" data-end="941">risparmio fiscale</strong>, ma anche uno strumento per <strong data-start="970" data-end="1006">rientrare in regola con il Fisco</strong> in modo sostenibile, grazie a una <strong data-start="1041" data-end="1072">rateizzazione fino a 9 anni</strong> e alla sospensione immediata delle azioni esecutive. I contribuenti potranno presentare domanda entro il <strong data-start="1178" data-end="1196">30 aprile 2026</strong>, mentre le <strong data-start="1208" data-end="1281">regole operative ufficiali saranno rese note entro il 21 gennaio 2026</strong> dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1643">In questo articolo analizziamo in dettaglio chi può aderire, quali carichi sono inclusi, quali sono le scadenze, i vantaggi concreti e i casi in cui si perde il beneficio della definizione agevolata. Un approfondimento indispensabile per capire se conviene davvero aderire e come farlo nel modo giusto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="370"><strong>Cosa prevede la norma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="1564">La <strong data-start="375" data-end="401">Rottamazione Quinquies</strong> trova il suo fondamento normativo nella <strong data-start="442" data-end="463">Legge n. 199/2025</strong>, ovvero la <strong data-start="475" data-end="501">Legge di Bilancio 2026</strong>, pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025. All’interno del testo, è stata ufficialmente prevista una nuova <strong data-start="663" data-end="715">Definizione agevolata delle cartelle esattoriali</strong>, valida per i debiti iscritti a ruolo affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al <strong data-start="809" data-end="829">31 dicembre 2023</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="1564">La misura permette ai contribuenti di chiudere i propri conti col Fisco in modo <strong data-start="911" data-end="929">più favorevole</strong>, eliminando il pagamento di <strong data-start="958" data-end="1008">interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>. Un intervento che punta alla <strong data-start="1039" data-end="1055">pace fiscale</strong>, offrendo un alleggerimento concreto a cittadini e imprese in difficoltà o con carichi pendenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="1564">In attesa della pubblicazione ufficiale delle <strong data-start="1199" data-end="1219">regole operative</strong>, attesa entro il <strong data-start="1237" data-end="1256">21 gennaio 2026</strong>, è utile riepilogare le <strong data-start="1281" data-end="1306">principali condizioni</strong> per aderire. Si tratta di un’opportunità che consente di rientrare in regola con il minor impatto economico possibile, rappresentando una strategia efficace di <strong data-start="1467" data-end="1488">risparmio fiscale</strong> e un’occasione concreta per <strong data-start="1517" data-end="1541">azzerare le penalità</strong> accumulate negli anni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="356" data-end="437"><strong>Soggetti ammessi e carichi inclusi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="1161">La <strong data-start="442" data-end="468">Rottamazione Quinquies</strong> 2024-2026 si applica ai <strong data-start="493" data-end="551">carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione</strong> tra il <strong data-start="559" data-end="600">1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023</strong>, e consente ai contribuenti di estinguere i propri debiti <strong data-start="659" data-end="723">senza versare interessi, sanzioni, aggio e interessi di mora</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="1161">Rientrano nell’agevolazione le somme derivanti da <strong data-start="775" data-end="807">omesso versamento di imposte </strong>risultanti dalle dichiarazioni annuali o da controlli automatici e formali dell’amministrazione finanziaria, ai sensi degli articoli <strong data-start="941" data-end="977">36-bis e 36-ter del DPR 600/1973</strong> e degli articoli <strong data-start="995" data-end="1031">54-bis e 54-ter del DPR 633/1972</strong>. Sono inclusi anche i <strong data-start="1054" data-end="1087">contributi previdenziali INPS</strong> non versati, con l’unica eccezione di quelli oggetto di <strong data-start="1144" data-end="1160">accertamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1163" data-end="1518">Una novità significativa è l’ammissione anche di coloro che erano <strong data-start="1229" data-end="1268">decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, a patto che i carichi siano compatibili con l’ambito della Quinquies. Tuttavia, sono <strong data-start="1355" data-end="1366">esclusi</strong> i debiti già inseriti in piani della precedente <strong data-start="1415" data-end="1438">Rottamazione-Quater</strong>, se alla data del <strong data-start="1457" data-end="1478">30 settembre 2025</strong> risultano saldate tutte le rate dovute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1974">Il pagamento può avvenire in <strong data-start="1549" data-end="1568">unica soluzione</strong> entro il <strong data-start="1578" data-end="1596">31 luglio 2026</strong>, oppure tramite un piano <strong data-start="1622" data-end="1659">rateale fino a 54 rate bimestrali</strong>. Le prime tre scadenze sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; dal 2027 al 2034 le rate saranno sei l’anno; le ultime tre (fino a maggio 2035) concluderanno il piano. Va però considerato che, dal 1° agosto 2026, in caso di rateazione, si applicano interessi al <strong data-start="1941" data-end="1973">tasso agevolato del 3% annuo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1976" data-end="2181">I contribuenti potranno consultare nella propria <strong data-start="2025" data-end="2062">area riservata sul sito dell’Ader</strong> l’elenco dei carichi definibili. Uno strumento fondamentale per verificare la propria posizione e decidere se aderire.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="462"><strong>Domanda telematica entro il 30 aprile 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="464" data-end="1092">Per beneficiare dei vantaggi previsti dalla <strong data-start="508" data-end="534">Rottamazione Quinquies</strong>, i contribuenti dovranno presentare la <strong data-start="574" data-end="621">domanda di adesione entro il 30 aprile 2026</strong>, utilizzando esclusivamente le <strong data-start="653" data-end="677">modalità telematiche</strong> che saranno rese disponibili sul sito dell’<strong data-start="721" data-end="765">Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader)</strong>. Le istruzioni operative saranno pubblicate <strong data-start="810" data-end="884">entro venti giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026</strong>, quindi entro il <strong data-start="902" data-end="921">21 gennaio 2026</strong>, data cruciale per l’avvio ufficiale della procedura. La richiesta potrà essere inoltrata attraverso l’<strong data-start="1025" data-end="1043">area riservata</strong> del portale AdER, accedendo con SPID, CIE o CNS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1094" data-end="1188">Una volta accettata la domanda, il contribuente potrà scegliere tra due modalità di pagamento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1190" data-end="1421">
<li data-start="1190" data-end="1251">
<p data-start="1192" data-end="1251"><strong data-start="1192" data-end="1217">In un’unica soluzione</strong>, con scadenza <strong data-start="1232" data-end="1250">31 luglio 2026</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1252" data-end="1421">
<p data-start="1254" data-end="1421"><strong data-start="1254" data-end="1264">A rate</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1287" data-end="1309">54 rate bimestrali</strong> (9 anni), con un <strong data-start="1327" data-end="1376">tasso di interesse agevolato pari al 3% annuo</strong>, applicato <strong data-start="1388" data-end="1420">a partire dal 1° agosto 2026</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1423" data-end="1731">Il piano di pagamento rateale è così strutturato: le <strong data-start="1476" data-end="1494">prime tre rate</strong> sono previste per il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; dal <strong data-start="1564" data-end="1580">2027 al 2034</strong>, si verseranno <strong data-start="1596" data-end="1617">sei rate all’anno</strong> (ogni due mesi); le <strong data-start="1638" data-end="1657">ultime tre rate</strong> saranno infine corrisposte nel 2035, nei mesi di gennaio, marzo e maggio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="1924">Questa flessibilità nei pagamenti rappresenta uno degli aspetti più vantaggiosi della misura, permettendo ai contribuenti di pianificare in modo sostenibile il rientro del debito fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="1924"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33898 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="381" data-end="464"><strong>Azioni esecutive e tutele per il contribuente </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="466" data-end="831">Uno degli elementi più importanti e spesso sottovalutati della <strong data-start="529" data-end="555">Rottamazione Quinquies</strong> riguarda le <strong data-start="568" data-end="590">tutele automatiche </strong>che scattano con la presentazione della domanda. Dal momento in cui il contribuente trasmette telematicamente la propria dichiarazione di adesione, scattano diverse <strong data-start="756" data-end="801">sospensioni di tipo esecutivo e cautelare</strong> a suo favore. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="833" data-end="1740">
<li data-start="833" data-end="951">
<p data-start="835" data-end="951">Si <strong data-start="838" data-end="890">sospendono i termini di prescrizione e decadenza</strong> relativi ai carichi interessati dalla definizione agevolata;</p>
</li>
<li data-start="952" data-end="1047">
<p data-start="954" data-end="1047">Sono congelati gli <strong data-start="973" data-end="998">obblighi di pagamento</strong> derivanti da precedenti dilazioni ancora attive;</p>
</li>
<li data-start="1048" data-end="1201">
<p data-start="1050" data-end="1201">L’Agenzia delle Entrate-Riscossione <strong data-start="1086" data-end="1145">non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche</strong>, fatte salve quelle già esistenti alla data di domanda;</p>
</li>
<li data-start="1202" data-end="1376">
<p data-start="1204" data-end="1376"><strong data-start="1204" data-end="1260">Non possono essere avviate nuove procedure esecutive</strong> e quelle in corso <strong data-start="1279" data-end="1305">non possono proseguire</strong>, a meno che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo;</p>
</li>
<li data-start="1377" data-end="1594">
<p data-start="1379" data-end="1594">Il contribuente <strong data-start="1395" data-end="1429">non è considerato inadempiente</strong> ai fini delle verifiche previste dagli articoli 28-ter e 48-bis del DPR 602/1973, utili, ad esempio, per ricevere pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione;</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1740">
<p data-start="1597" data-end="1740">Infine, si <strong data-start="1608" data-end="1664">mantiene la regolarità contributiva ai fini del DURC</strong>, come previsto dall’art. 54 del DL 50/2017, convertito nella Legge 96/2017.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1742" data-end="2013">Questo pacchetto di sospensioni rafforza ulteriormente il vantaggio della misura: non solo consente un risparmio economico diretto, ma offre anche <strong data-start="1889" data-end="1910">respiro operativo</strong> a chi si trova in difficoltà, bloccando l’avvio o la prosecuzione delle azioni di riscossione forzata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="474"><strong>Scadenze</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="476" data-end="876">La <strong data-start="479" data-end="505">Rottamazione Quinquies</strong>, se da un lato offre una grande opportunità per regolarizzare i debiti fiscali con condizioni agevolate, dall’altro prevede regole molto rigide in caso di <strong data-start="661" data-end="709">mancato rispetto delle scadenze di pagamento</strong>. È fondamentale sottolineare che la definizione agevolata <strong data-start="768" data-end="794">decade automaticamente</strong> e <strong data-start="797" data-end="830">senza possibilità di recupero</strong> se non vengono rispettati i termini previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="878" data-end="1278">Nel dettaglio, se si è optato per il pagamento <strong data-start="925" data-end="950">in un’unica soluzione</strong>, il mancato o insufficiente versamento della somma dovuta <strong data-start="1009" data-end="1036">entro il 31 luglio 2026</strong> comporterà <strong data-start="1048" data-end="1079">l’inefficacia dell’adesione</strong>. In questo caso, i versamenti eventualmente già effettuati saranno <strong data-start="1147" data-end="1184">considerati come semplici acconti</strong>, e l’intero debito, con sanzioni e interessi, <strong data-start="1231" data-end="1277">tornerà esigibile per l’importo originario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1280" data-end="1400">Nel caso di <strong data-start="1292" data-end="1313">pagamento rateale</strong>, invece, la <strong data-start="1326" data-end="1339">decadenza</strong> dalla Rottamazione Quinquies scatterà in due casi specifici:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1401" data-end="1567">
<li data-start="1401" data-end="1479">
<p data-start="1403" data-end="1479">omesso o insufficiente pagamento di <strong data-start="1439" data-end="1451">due rate</strong>, anche <strong data-start="1459" data-end="1478">non consecutive</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1480" data-end="1567">
<p data-start="1482" data-end="1567">mancato pagamento dell’<strong data-start="1505" data-end="1530">ultima rata del piano</strong>, prevista per il <strong data-start="1548" data-end="1566">31 maggio 2035</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1890">Queste condizioni rendono necessario pianificare con precisione il proprio piano di rientro, perché la perdita dei benefici significa dover affrontare <strong data-start="1720" data-end="1791">l&#8217;intero debito residuo, comprensivo di sanzioni, interessi e aggio</strong>. Un rischio che va evitato con attenzione, magari anche con l’assistenza di un consulente fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="427" data-end="519"><strong>Vantaggi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="521" data-end="1086">Aderire alla <strong data-start="534" data-end="560">Rottamazione Quinquies</strong> significa non solo chiudere le proprie pendenze con il Fisco, ma farlo in maniera <strong data-start="643" data-end="668">molto più vantaggiosa</strong> rispetto ai canali ordinari di riscossione. Il primo grande beneficio è di tipo economico: il contribuente può <strong data-start="780" data-end="833">risparmiare fino al 50-70% del debito complessivo</strong>, poiché non è tenuto a versare <strong data-start="865" data-end="922">sanzioni, interessi di mora, aggio e somme aggiuntive</strong>. Il pagamento riguarda solo il <strong data-start="954" data-end="977">capitale originario</strong> e le <strong data-start="983" data-end="1016">spese di notifica o esecutive</strong>, il che si traduce in un alleggerimento immediato del carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1088" data-end="1391">Inoltre, grazie alla <strong data-start="1109" data-end="1147">rateizzazione estesa fino a 9 anni</strong>, la misura consente una <strong data-start="1172" data-end="1207">gestione sostenibile del debito</strong>, con rate bimestrali di importo costante e con un tasso agevolato del <strong data-start="1278" data-end="1290">3% annuo</strong>, ben al di sotto delle condizioni di mercato e delle normali sanzioni previste in caso di dilazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1393" data-end="1831">Dal punto di vista <strong data-start="1412" data-end="1432">pratico e legale</strong>, la presentazione della domanda comporta la <strong data-start="1477" data-end="1526">sospensione automatica delle azioni esecutive</strong>, dei fermi, delle ipoteche e di eventuali pignoramenti in corso, offrendo così una protezione immediata e tangibile al contribuente. Un ulteriore vantaggio è la possibilità di <strong data-start="1703" data-end="1732">ottenere il DURC regolare</strong>, requisito fondamentale per lavorare con la Pubblica Amministrazione o partecipare a gare e bandi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1833" data-end="2070">Infine, la Rottamazione Quinquies rappresenta una seconda occasione anche per chi era <strong data-start="1919" data-end="1967">decaduto da precedenti definizioni agevolate</strong>, offrendo una nuova via per <strong data-start="1996" data-end="2017">tornare in regola</strong> senza subire tutto il peso delle sanzioni pregresse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1833" data-end="2070"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33898 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="433" data-end="899"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="433" data-end="899">La <strong data-start="436" data-end="462">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta una delle misure fiscali più rilevanti previste dalla <strong data-start="529" data-end="555">Legge di Bilancio 2026</strong>, offrendo ai contribuenti la possibilità di <strong data-start="600" data-end="668">chiudere i propri debiti con il Fisco a condizioni straordinarie</strong>. L’eliminazione di sanzioni, interessi di mora e aggio, unita alla possibilità di rateizzare in nove anni, consente di affrontare anche carichi fiscali importanti senza compromettere l’equilibrio finanziario personale o aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1348">È essenziale ricordare che il termine per presentare la domanda è fissato al <strong data-start="978" data-end="996">30 aprile 2026</strong>, ma già da gennaio sarà possibile consultare i carichi definibili direttamente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo rende fondamentale <strong data-start="1171" data-end="1196">muoversi con anticipo</strong>, per verificare la propria posizione e valutare la convenienza dell’adesione, anche con il supporto di un professionista esperto in materia tributaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1350" data-end="1776">Per chi si trova in difficoltà economica o vuole semplicemente <strong data-start="1413" data-end="1510">regolarizzare la propria posizione fiscale senza subire il peso pieno di interessi e sanzioni</strong>, questa è un’occasione da non perdere. In un contesto in cui il legislatore spinge verso una fiscalità più collaborativa, misure come questa rappresentano una forma concreta di <strong data-start="1688" data-end="1704">pace fiscale</strong>, che può tradursi in <strong data-start="1726" data-end="1752">stabilità e ripartenza</strong> per famiglie e imprese.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-come-funziona-chi-puo-aderire-e-tutti-i-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: come funziona, chi può aderire e tutti i vantaggi fiscali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-come-funziona-chi-puo-aderire-e-tutti-i-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: come funziona, chi può aderire e tutti i vantaggi fiscali</a> was first posted on Gennaio 24, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 08:40:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema della tassazione dei dividendi è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una modifica molto rilevante: l’introduzione di una soglia minima del 5% di partecipazione per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="913">Il tema della <strong data-start="322" data-end="350">tassazione dei dividendi</strong> è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una <strong data-start="504" data-end="532">modifica molto rilevante</strong>: l’introduzione di una <strong data-start="556" data-end="598">soglia minima del 5% di partecipazione</strong> per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. Una proposta che ha subito fatto discutere, al punto da essere immediatamente oggetto di un <strong data-start="781" data-end="807">emendamento correttivo</strong>, proprio a causa delle forti criticità emerse da parte di imprese, commercialisti e operatori finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1395">Questa modifica avrebbe avuto impatti <strong data-start="953" data-end="1002">profondi sul tessuto imprenditoriale italiano</strong>, in particolare per quelle società che oggi beneficiano della tassazione agevolata sui dividendi percepiti da partecipazioni qualificate e non qualificate. La norma mirava a ridefinire le condizioni per poter escludere parzialmente i dividendi dalla tassazione, prevedendo appunto una soglia di possesso minima, ma è stata subito vista come <strong data-start="1344" data-end="1370">potenzialmente dannosa</strong> per migliaia di società.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Nell’articolo analizziamo passo dopo passo cosa prevedeva inizialmente il testo del DDL, quali sarebbero state le conseguenze pratiche per le imprese, come è intervenuto l’emendamento correttivo e  soprattutto, quali sono oggi i reali impatti di questa misura dopo la modifica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Scopriremo anche se e come questa norma potrebbe essere ulteriormente ritoccata in fase di approvazione definitiva della Legge di Bilancio e quali strategie valutare per risparmiare sulle imposte in modo del tutto legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="361"><strong data-start="253" data-end="361">DDL Bilancio 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="945">Nel cuore del Disegno di Legge di Bilancio 2026, l’articolo 18 ha introdotto una modifica <strong data-start="453" data-end="500">strutturale e potenzialmente rivoluzionaria</strong> alla tassazione dei dividendi per le società. La bozza iniziale prevedeva <strong data-start="575" data-end="631">l’abbandono del regime di esenzione parziale del 95%</strong>, oggi riconosciuto ai dividendi percepiti dalle società ai sensi dell’art. 89, comma 2, del TUIR. Secondo questa prima formulazione, il beneficio fiscale si sarebbe applicato solo se la società detentrice avesse posseduto <strong data-start="854" data-end="903">una partecipazione diretta pari almeno al 10%</strong> nella società che distribuisce gli utili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1385">Un’ulteriore condizione riguardava la possibilità di considerare anche le <strong data-start="1021" data-end="1049">partecipazioni indirette</strong>, ma con calcolo “demoltiplicato” secondo le regole previste dal Codice Civile (art. 2359). Le stesse regole sarebbero state estese anche ai <strong data-start="1190" data-end="1219">dividendi di fonte estera</strong>. In pratica, il nuovo regime avrebbe drasticamente ristretto la platea delle partecipazioni fiscalmente agevolabili, escludendo tutte quelle sotto la soglia del 10%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1771">L’emendamento successivo ha <strong data-start="1415" data-end="1440">ammorbidito la misura</strong>, riducendo la soglia minima dal 10% al <strong data-start="1480" data-end="1486">5%</strong>, con l’aggiunta di un ulteriore vincolo temporale: la partecipazione dovrà essere <strong data-start="1569" data-end="1601">detenuta per almeno tre anni</strong>. Inoltre, l’agevolazione rimarrebbe applicabile anche nel caso in cui la quota posseduta sia inferiore al 5% ma il valore della partecipazione superi <strong data-start="1752" data-end="1770">i 500.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="2064">Queste modifiche si applicheranno solo a partire dal <strong data-start="1826" data-end="1845">1° gennaio 2026</strong>, senza alcun effetto retroattivo. Il cambio di rotta del Governo sembra voler evitare impatti troppo forti sul sistema imprenditoriale, pur mantenendo un certo rigore contro la <strong data-start="2023" data-end="2063">doppia non imposizione dei dividendi</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="323"><strong data-start="240" data-end="323">Impatto della soglia al 5%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="779">L’introduzione di una soglia minima del 5% per accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi rappresenta un cambio di paradigma importante rispetto alla normativa attuale, che prevede un’esenzione del 95% senza alcuna soglia minima di partecipazione. Questa modifica avrà impatti immediati sia sulle società holding che su quelle operative, ma anche su tutte le imprese con partecipazioni minoritarie, finora fiscalmente efficienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1244">Le società che detengono partecipazioni frammentate, magari sotto forma di investimenti strategici inferiori al 5%, si vedranno negare il beneficio dell’esenzione, e saranno quindi soggette a tassazione ordinaria sull’intero importo dei dividendi ricevuti. Un cambiamento che può portare a un aumento della pressione fiscale in misura significativa, in particolare per le holding di partecipazione che operano con logiche di portafoglio diversificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1644">Anche le operazioni di M&amp;A e di pianificazione societaria potrebbero essere influenzate: sarà infatti necessario valutare attentamente il peso delle partecipazioni e l’orizzonte temporale del loro mantenimento. La norma prevede che la partecipazione debba essere mantenuta per almeno tre anni, il che implica una strategia di lungo periodo e potrebbe limitare la flessibilità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1986">Non meno importante è l’impatto sulle plusvalenze: l’articolo 18, nella nuova formulazione, estende i criteri della soglia anche alle plusvalenze da cessione di partecipazioni acquisite dal 2026. Se la partecipazione è inferiore al 5% o ha un valore sotto i 500.000 euro, anche le eventuali plusvalenze non godranno dell’esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120">Questo scenario obbliga le imprese a ripensare le proprie strategie di gestione partecipativa per ottimizzare il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33837 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="377"><strong data-start="270" data-end="377">Gli obiettivi del legislatore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="875">La ratio della nuova disciplina sui dividendi si fonda su un’esigenza ben precisa: <strong data-start="462" data-end="511">limitare i fenomeni di doppia non imposizione</strong>, che negli anni hanno favorito pianificazioni fiscali aggressive da parte di alcune strutture societarie, in particolare <strong data-start="633" data-end="701">holding di diritto italiano con partecipazioni in società estere</strong>. Infatti, nel regime attuale, l’esclusione del 95% si applica in maniera automatica, anche a partecipazioni di modesto valore e senza alcun requisito temporale o gestionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="877" data-end="1396">Secondo la relazione tecnica allegata al DDL, la modifica normativa sarebbe volta a garantire un&#8217;applicazione più selettiva del beneficio fiscale, premiando le partecipazioni più rilevanti e stabili, in linea con le direttive europee in materia di fiscalità delle società (in particolare la Direttiva madre-figlia 2011/96/UE). Quest’ultima impone agli Stati membri di evitare la doppia imposizione economica, ma consente anche di adottare clausole anti-abuso che impediscano vantaggi fiscali ingiustificati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1825">Un altro aspetto non trascurabile è l’impatto sulle entrate fiscali: restringendo il campo delle partecipazioni fiscalmente agevolate, lo Stato punta a recuperare base imponibile, con un effetto potenzialmente positivo sul bilancio pubblico. Tuttavia, il rischio di effetti distorsivi sul mercato non è secondario, specie per le PMI che detengono partecipazioni minoritarie ma strategiche in altre realtà aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1827" data-end="2066">In sostanza, il legislatore sembra voler privilegiare un approccio più “qualitativo” alla fiscalità dei dividendi, riconoscendo l’esenzione solo in presenza di un effettivo coinvolgimento societario e imprenditoriale nel lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="303"><strong data-start="214" data-end="303">Decorrenza e periodo transitorio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="767">Una delle caratteristiche più rilevanti della nuova disciplina sulla tassazione dei dividendi è la sua <strong data-start="408" data-end="459">applicazione solo a partire dal 1° gennaio 2026</strong>. Questo significa che tutte le distribuzioni deliberate fino al 31 dicembre 2025 continueranno a beneficiare del regime attuale, ovvero <strong data-start="596" data-end="656">esclusione del 95% senza soglie minime di partecipazione</strong>. La norma non prevede effetti retroattivi, e questo offre alle imprese un <strong data-start="731" data-end="766">margine operativo per adeguarsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1140">Tuttavia, c’è un punto critico da non sottovalutare: ai fini della determinazione degli <strong data-start="857" data-end="890">acconti d’imposta per il 2026</strong>, si dovranno considerare le nuove regole, come se fossero già in vigore. Questo comporta che le imprese dovranno <strong data-start="1004" data-end="1026">rivedere i calcoli</strong> in base alle previsioni dell’art. 18 riformato, con possibili <strong data-start="1089" data-end="1116">impatti sulla liquidità</strong> aziendale già nel 2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1245">Alla luce di ciò, diventa fondamentale valutare azioni strategiche entro la fine del 2025, tra cui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1695">
<li data-start="1247" data-end="1399">
<p data-start="1249" data-end="1399"><strong data-start="1249" data-end="1286">Deliberare distribuzioni di utili</strong> prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, specialmente se si detengono partecipazioni inferiori al 5%;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1557">
<p data-start="1402" data-end="1557">Rivedere la <strong data-start="1414" data-end="1448">struttura delle partecipazioni</strong> per valutare eventuali accorpamenti, fusioni o riallocazioni che permettano di raggiungere la soglia del 5%;</p>
</li>
<li data-start="1558" data-end="1695">
<p data-start="1560" data-end="1695">Analizzare le partecipazioni estere, per verificare <strong data-start="1612" data-end="1646">coerenza con i nuovi requisiti</strong>, anche in caso di catene di controllo indirette.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1697" data-end="2037">Il periodo transitorio, se ben sfruttato, può rappresentare un’occasione per riorganizzare in modo più efficiente la struttura societaria e ottimizzare il carico fiscale futuro. La consulenza di un commercialista esperto in fiscalità societaria sarà, in questa fase, uno strumento fondamentale per evitare errori e cogliere opportunità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="325"><strong data-start="241" data-end="325">Soggetti penalizzati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="639">Non tutte le imprese saranno colpite allo stesso modo dalla riforma introdotta con il DDL di Bilancio 2026. L&#8217;introduzione della soglia del 5% e del requisito di detenzione triennale per beneficiare del regime di esclusione parziale dei dividendi penalizzerà in modo particolare alcune <strong data-start="613" data-end="638">categorie di soggetti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="641" data-end="685">Tra i principali <strong data-start="658" data-end="675">“danneggiati”</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="687" data-end="1759">
<li data-start="687" data-end="985">
<p data-start="689" data-end="985"><strong data-start="689" data-end="735">Società con partecipazioni inferiori al 5%</strong>, soprattutto quelle che detengono piccole quote in società strategiche, magari per motivi commerciali, industriali o di alleanze territoriali. In questi casi, il mancato accesso all’esenzione rischia di <strong data-start="939" data-end="984">azzerare la convenienza dell’investimento</strong>.</p>
</li>
<li data-start="987" data-end="1237">
<p data-start="989" data-end="1237"><strong data-start="989" data-end="1032">Holding di partecipazioni diversificate</strong>, tipiche nel settore finanziario o immobiliare, che operano con logiche di portafoglio e non con partecipazioni di controllo. La riforma impone una riflessione profonda sulla <strong data-start="1208" data-end="1236">composizione degli asset</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1239" data-end="1485">
<p data-start="1241" data-end="1485"><strong data-start="1241" data-end="1270">Start-up e PMI innovative</strong>, spesso partecipate da più investitori con piccole quote, che rischiano di perdere l’attrattività fiscale per soci finanziatori e business angel, con possibili effetti negativi sull’<strong data-start="1453" data-end="1484">ecosistema dell’innovazione</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1759">
<p data-start="1489" data-end="1759"><strong data-start="1489" data-end="1519">Società estere controllate</strong> da realtà italiane tramite più livelli di partecipazione (holding estere, sub-holding): in questi casi, la <strong data-start="1627" data-end="1651">catena partecipativa</strong> potrebbe ridurre l’effettiva quota di controllo al di sotto del 5%, rendendo inapplicabile l’agevolazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1761" data-end="1992">Anche il vincolo dei tre anni di detenzione continuativa rischia di penalizzare operazioni tipiche del private equity o delle joint venture temporanee, limitando la flessibilità strategica in fase di ingresso o dismissione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197">In conclusione, le imprese dovranno effettuare una mappatura completa delle proprie partecipazioni, per capire dove intervenire e come strutturare al meglio gli investimenti futuri in ottica fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="377"><strong data-start="283" data-end="377">Strategie di risparmio fiscale legale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Con l’entrata in vigore della nuova soglia del 5% e del vincolo triennale a partire dal 2026, le imprese devono iniziare sin da ora a <strong data-start="513" data-end="558">ripensare la propria struttura societaria</strong> per evitare un aggravio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Esistono diverse <strong data-start="609" data-end="666">strategie legali e pienamente conformi alla normativa</strong> che consentono di ridurre l’impatto delle nuove regole, agendo con anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1167"><strong data-start="745" data-end="800">1. Riorganizzazione delle partecipazioni societarie</strong><br data-start="800" data-end="803" />Se un’impresa detiene più partecipazioni frazionate (ad esempio inferiori al 5%), è possibile valutare operazioni come <strong data-start="922" data-end="967">fusione, conferimento o acquisto di quote</strong> per superare la soglia minima e accedere all’esenzione parziale. Naturalmente, tali operazioni devono avere <strong data-start="1076" data-end="1116">valenza economica e non solo fiscale</strong>, per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1562"><strong data-start="1169" data-end="1224">2. Pianificazione delle distribuzioni entro il 2025</strong><br data-start="1224" data-end="1227" />Poiché la nuova disciplina si applica solo ai dividendi deliberati dal 1° gennaio 2026, una delle strategie più efficaci è <strong data-start="1350" data-end="1381">anticipare le distribuzioni</strong>. Le società possono deliberare, anche senza distribuirli subito, <strong data-start="1447" data-end="1491">utili accantonati in esercizi precedenti</strong>, evitando così la nuova imposizione piena su partecipazioni “piccole”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1564" data-end="1979"><strong data-start="1564" data-end="1622">3. Consolidamento o rivalutazione delle partecipazioni</strong><br data-start="1622" data-end="1625" />Per le partecipazioni che non raggiungono la soglia del 5% ma hanno un <strong data-start="1696" data-end="1726">elevato valore di bilancio</strong> (oltre 500.000 euro), si potrebbe valutare una <strong data-start="1774" data-end="1813">rivalutazione civilistica e fiscale</strong> per rientrare nella seconda soglia prevista dalla norma. In alternativa, si può considerare un aumento di capitale o operazioni societarie per raggiungere la soglia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2293"><strong data-start="1981" data-end="2036">4. Holding di partecipazione come strumento fiscale</strong><br data-start="2036" data-end="2039" />In alcuni casi, la costituzione di una <strong data-start="2078" data-end="2098">holding italiana</strong> può permettere il consolidamento di partecipazioni, migliorando il controllo e l’efficienza fiscale. Tuttavia, è necessario valutarne attentamente i costi, la governance e l’impatto successorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2295" data-end="2642"><strong data-start="2295" data-end="2350">5. Monitoraggio costante e consulenza specialistica</strong><br data-start="2350" data-end="2353" />Le nuove regole non saranno semplici da applicare, soprattutto in presenza di <strong data-start="2431" data-end="2459">partecipazioni indirette</strong> o catene societarie complesse. Un’attenta <strong data-start="2502" data-end="2524">analisi preventiva</strong>, accompagnata da simulazioni fiscali e supporto di professionisti, sarà fondamentale per pianificare con razionalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="405"><strong data-start="323" data-end="405">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="407" data-end="678">Immaginiamo il caso di <strong data-start="430" data-end="442">Alfa Srl</strong>, una PMI italiana che detiene il <strong data-start="476" data-end="495">3% del capitale</strong> di <strong data-start="499" data-end="511">Beta Spa</strong>, società operativa di maggiori dimensioni. Nel 2024, Beta Spa ha accantonato utili importanti, e sta valutando se distribuirli nel corso del 2025 o attendere il 2026.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="680" data-end="696">Situazione:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1007">
<li data-start="698" data-end="749">
<p data-start="700" data-end="749">Quota di partecipazione: <strong data-start="725" data-end="731">3%</strong> (inferiore al 5%)</p>
</li>
<li data-start="750" data-end="797">
<p data-start="752" data-end="797">Utili destinati a distribuzione: <strong data-start="785" data-end="797">€200.000</strong></p>
</li>
<li data-start="798" data-end="855">
<p data-start="800" data-end="855">Alfa Srl è una società residente, soggetta a IRES (24%)</p>
</li>
<li data-start="856" data-end="937">
<p data-start="858" data-end="937">Nessun vincolo di partecipazione triennale (poiché posseduta da meno di 2 anni)</p>
</li>
<li data-start="938" data-end="1007">
<p data-start="940" data-end="1007">La partecipazione <strong data-start="958" data-end="1007">non supera i 500.000 euro di valore contabile</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1009" data-end="1070">Scenario 1: Distribuzione entro il 2025 (regime attuale)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1246">In base alla normativa vigente (art. 89, comma 2, TUIR), Alfa Srl <strong data-start="1138" data-end="1192">esclude il 95% del dividendo dalla base imponibile</strong>. Solo il 5% (€10.000) sarà tassato con l’IRES al 24%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1293"><strong data-start="1248" data-end="1293">Tassazione totale = 10.000 × 24% = €2.400</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1356">Scenario 2: Distribuzione dal 2026 in poi (nuovo regime)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1358" data-end="1507">Poiché la quota è inferiore al 5% e non supera i 500.000 euro, <strong data-start="1421" data-end="1451">l’esenzione non si applica</strong>. L’intero dividendo sarà incluso nella base imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1556"><strong data-start="1509" data-end="1556">Tassazione totale = 200.000 × 24% = €48.000</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1594">Differenza di carico fiscale:</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1595" data-end="1643">€48.000 – €2.400 = €45.600 in più di imposte</strong> da pagare, semplicemente per effetto della nuova norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1709" data-end="1737">Conclusione dell’esempio</strong>: in casi come questo, è evidente che una distribuzione entro il 2025 è fiscalmente più vantaggiosa. Rimandare può comportare una tassazione venti volte più alta, senza che cambi nulla nella natura dell’investimento. Per questo motivo, le imprese devono valutare con urgenza la tempistica delle distribuzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="705">La modifica alla disciplina fiscale dei dividendi, introdotta dal DDL di Bilancio 2026, rappresenta un cambio significativo per la fiscalità delle società italiane. L’introduzione della soglia minima del 5% e del requisito di detenzione per almeno tre anni segna un passaggio da un sistema generalizzato di agevolazione a un modello più selettivo, che mira a limitare fenomeni di doppia non imposizione e a favorire partecipazioni più stabili e rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="707" data-end="1011">Le implicazioni sono concrete: molte società che oggi beneficiano dell’esclusione del 95% si troveranno, dal 2026, a dover assoggettare interamente i dividendi a tassazione, con un impatto economico non trascurabile, in particolare per le partecipazioni minoritarie o di natura meramente finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1401">In attesa dell’approvazione definitiva della norma e dell’eventuale conferma dell’emendamento che abbassa la soglia dal 10% al 5%, sarà fondamentale per le imprese effettuare valutazioni tempestive. La possibilità di distribuire utili entro la fine del 2025 o di ristrutturare le partecipazioni nei mesi a venire potrebbe rivelarsi decisiva per mitigare gli effetti della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1403" data-end="1747">Resta infine da comprendere se, nei prossimi passaggi parlamentari, la norma subirà ulteriori modifiche o se verranno introdotte clausole di salvaguardia per le partecipazioni storiche o strategiche. Il contesto fiscale, ancora una volta, impone alle imprese un’attenta pianificazione e un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 9:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 05:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive. In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti e quali sono i veri vantaggi fiscali per cittadini e imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Introduzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1491">La <strong data-start="906" data-end="932">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta la quinta edizione delle definizioni agevolate delle cartelle esattoriali, introdotta con la <strong data-start="1038" data-end="1064">Legge di Bilancio 2026</strong>, con l&#8217;obiettivo di agevolare la riscossione e allo stesso tempo offrire ai contribuenti uno strumento concreto per sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco. Il provvedimento rientra nel più ampio piano del Governo di favorire la compliance fiscale e alleggerire il carico amministrativo e finanziario di milioni di cittadini e imprese, alle prese con cartelle esattoriali accumulate nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1809">In particolare, la nuova sanatoria consente il pagamento <strong data-start="1550" data-end="1620">dell’importo residuo del debito senza sanzioni e interessi di mora</strong>, ma solo con le <strong data-start="1637" data-end="1704">somme capitali e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>. Sono inoltre escluse dall’agevolazione le spese per le procedure esecutive e di notifica già sostenute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1811" data-end="2095">Con la pubblicazione ufficiale da parte dell’<strong data-start="1856" data-end="1900">Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER)</strong>, sono state chiarite le modalità di adesione, i benefici previsti e il nuovo calendario delle rate, che rappresenta una novità significativa rispetto alle edizioni precedenti della rottamazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="374"><strong>Rottamazione Quinquies</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="376" data-end="965">La <strong data-start="379" data-end="405">Rottamazione Quinquies</strong> è la nuova misura di <strong data-start="427" data-end="511">definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione</strong> introdotta dalla <strong data-start="529" data-end="566">Legge n. 199 del 30 dicembre 2025</strong>, ovvero la <strong data-start="578" data-end="604">Legge di Bilancio 2026</strong>, pubblicata sul <strong data-start="621" data-end="704">Supplemento ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025</strong>. La legge, dal titolo “<strong data-start="728" data-end="843">Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028</strong>”, ha confermato la possibilità per i contribuenti di accedere a una nuova forma di sanatoria dei debiti iscritti a ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Nello specifico, la Rottamazione-Quinquies prevede che i contribuenti possano estinguere il proprio debito <strong data-start="1074" data-end="1133">senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, limitandosi al pagamento <strong data-start="1160" data-end="1232">del solo capitale e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Un’opportunità rilevante, che segue le orme delle precedenti edizioni della rottamazione, ma con alcune differenze strategiche, anche alla luce delle difficoltà economiche ancora presenti per molte famiglie e imprese italiane.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1875">Il nuovo intervento si inserisce in un contesto più ampio di politiche fiscali orientate alla <strong data-start="1556" data-end="1584">compliance collaborativa</strong>, offrendo uno strumento che consente di mettersi in regola con il Fisco <strong data-start="1657" data-end="1680">in modo sostenibile</strong> e con benefici concreti, evitando contenziosi e procedure esecutive. Il tutto attraverso una procedura semplificata e calendarizzata, ora finalmente definita nelle <strong data-start="1845" data-end="1874">regole pubblicate da AdER</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="452"><strong>Chi può aderire e quali debiti rientrano</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="454" data-end="1053">La <strong data-start="457" data-end="483">Rottamazione Quinquies</strong>, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, si applica ai <strong data-start="538" data-end="632">carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023</strong>. Nello specifico, la misura interessa i debiti derivanti da <strong data-start="693" data-end="725">omessi versamenti di imposte</strong> emerse dalle dichiarazioni annuali e da controlli automatizzati e formali, ai sensi degli articoli <strong data-start="825" data-end="864">36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973</strong> e degli articoli <strong data-start="882" data-end="921">54-bis e 54-ter del DPR n. 633/1972</strong> (IVA). Sono inclusi anche i contributi previdenziali dovuti all’<strong data-start="986" data-end="994">INPS</strong>, con l’<strong data-start="1002" data-end="1052">esclusione di quelli derivanti da accertamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1055" data-end="1493">Importante novità: <strong data-start="1074" data-end="1151">possono aderire anche coloro che sono decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, purché i carichi rientrino nei limiti temporali e oggettivi previsti dalla nuova misura. Tuttavia, <strong data-start="1252" data-end="1308">non possono beneficiare della Rottamazione Quinquies</strong> i debiti già inclusi in un piano di <strong data-start="1345" data-end="1368">Rottamazione Quater</strong> regolarmente in corso, per i quali <strong data-start="1404" data-end="1434">entro il 30 settembre 2025</strong> siano state versate tutte le rate dovute fino a tale data.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1495" data-end="1731">I vantaggi sono chiari: i debiti possono essere estinti <strong data-start="1551" data-end="1602">senza pagare sanzioni, interessi di mora, aggio</strong> e altre somme accessorie, versando solo il <strong data-start="1646" data-end="1665">capitale dovuto</strong> e le <strong data-start="1671" data-end="1730">spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="1802">Quanto alle modalità di pagamento, il contribuente può scegliere tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1803" data-end="2178">
<li data-start="1803" data-end="1853">
<p data-start="1805" data-end="1853"><strong data-start="1805" data-end="1824">unica soluzione</strong> entro il <strong data-start="1834" data-end="1852">31 luglio 2026</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1854" data-end="2178">
<p data-start="1856" data-end="2178">oppure un piano <strong data-start="1872" data-end="1909">rateale fino a 54 rate bimestrali</strong>, con un primo blocco di 3 rate nel 2026 (luglio, settembre e novembre) e le restanti dal 2027 al 2035, con interessi del <strong data-start="2031" data-end="2043">3% annuo</strong> applicati a partire dal <strong data-start="2068" data-end="2086">1° agosto 2026</strong>. Le scadenze sono fisse e bimestrali (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2180" data-end="2392">L’<strong data-start="2182" data-end="2210">Agente della Riscossione</strong> renderà disponibili nella propria area riservata online <strong data-start="2267" data-end="2291">i carichi definibili</strong>, per consentire al contribuente di verificare subito quali debiti possono rientrare nella sanatoria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="375"><strong>Come e quando presentare la domanda </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Per beneficiare della <strong data-start="399" data-end="425">Rottamazione Quinquies</strong>, i contribuenti interessati dovranno <strong data-start="463" data-end="509">presentare domanda entro il 30 aprile 2026</strong>, esclusivamente in <strong data-start="529" data-end="552">modalità telematica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Le istruzioni operative verranno definite da <strong data-start="599" data-end="643">Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)</strong> e saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’ente <strong data-start="698" data-end="769">entro 20 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026</strong>, come previsto dal testo normativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1095">La procedura di adesione sarà accessibile tramite l’<strong data-start="859" data-end="894">area riservata del portale AdER</strong>, nella quale ogni contribuente potrà consultare i <strong data-start="945" data-end="967">carichi definibili</strong>, ottenere il <strong data-start="981" data-end="1017">modulo di richiesta precompilato</strong> e scegliere la modalità di pagamento preferita. Le opzioni previste sono due:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1097" data-end="1614">
<li data-start="1097" data-end="1176">
<p data-start="1100" data-end="1176"><strong data-start="1100" data-end="1132">Pagamento in unica soluzione</strong>, da effettuare entro il <strong data-start="1157" data-end="1175">31 luglio 2026</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1177" data-end="1614">
<p data-start="1180" data-end="1306"><strong data-start="1180" data-end="1201">Pagamento rateale</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1224" data-end="1246">54 rate bimestrali</strong>, distribuite in <strong data-start="1263" data-end="1273">9 anni</strong>, secondo il seguente calendario:</p>
<ul data-start="1310" data-end="1614">
<li data-start="1310" data-end="1374">
<p data-start="1312" data-end="1374"><strong data-start="1312" data-end="1330">Prime tre rate</strong>: 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre 2026.</p>
</li>
<li data-start="1378" data-end="1535">
<p data-start="1380" data-end="1535"><strong data-start="1380" data-end="1422">Dalla quarta alla cinquantunesima rata</strong>: il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno dal <strong data-start="1518" data-end="1534">2027 al 2034</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1614">
<p data-start="1541" data-end="1614"><strong data-start="1541" data-end="1570">Ultime tre rate (52ª–54ª)</strong>: 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio <strong data-start="1605" data-end="1613">2035</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1616" data-end="1949">Nel caso di scelta del pagamento dilazionato, si applicano <strong data-start="1675" data-end="1700">interessi al 3% annuo</strong>, a partire dal <strong data-start="1716" data-end="1734">1° agosto 2026</strong>, calcolati sulle somme residue. Da notare che, rispetto ai piani di rateazione ordinari, <strong data-start="1824" data-end="1900">non si applicano le regole previste dall’articolo 19 del DPR n. 602/1973</strong>, rendendo il piano più flessibile e conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1951" data-end="2100">L’adesione tempestiva sarà fondamentale per accedere ai benefici previsti dalla sanatoria e pianificare correttamente il carico fiscale nel tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="532"><strong>Sospensione delle misure esecutive</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="534" data-end="937">Uno degli aspetti più rilevanti della <strong data-start="572" data-end="598">Rottamazione Quinquies</strong> riguarda gli <strong data-start="612" data-end="634">effetti sospensivi</strong> che si attivano <strong data-start="651" data-end="717">immediatamente dopo la presentazione della domanda di adesione</strong>. Si tratta di una tutela concreta e immediata per il contribuente, che consente di evitare l’adozione o il proseguimento di misure esecutive da parte dell’agente della riscossione, in attesa della definizione agevolata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1029">In particolare, la legge prevede che, relativamente ai carichi inclusi nella rottamazione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1620">
<li data-start="1030" data-end="1090">
<p data-start="1032" data-end="1090">vengano <strong data-start="1040" data-end="1089">sospesi i termini di prescrizione e decadenza</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1091" data-end="1303">
<p data-start="1093" data-end="1303">siano <strong data-start="1099" data-end="1136">sospesi gli obblighi di pagamento</strong> derivanti da eventuali dilazioni già in corso alla data di presentazione della domanda, <strong data-start="1225" data-end="1264">fino alla scadenza della prima rata</strong> (o unica soluzione) della definizione;</p>
</li>
<li data-start="1304" data-end="1441">
<p data-start="1306" data-end="1441"><strong data-start="1306" data-end="1375">non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche</strong>, fatta eccezione per quelli già iscritti alla data della domanda;</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1620">
<p data-start="1444" data-end="1620"><strong data-start="1444" data-end="1500">non possono essere avviate nuove procedure esecutive</strong> e <strong data-start="1503" data-end="1552">non si possono proseguire quelle già iniziate</strong>, salvo che il primo incanto si sia già concluso con esito positivo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1622" data-end="1893">Altro aspetto chiave: il debitore <strong data-start="1656" data-end="1694">non viene considerato inadempiente</strong> ai fini dell’applicazione degli articoli <strong data-start="1736" data-end="1775">28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973</strong>, che disciplinano i pagamenti delle pubbliche amministrazioni e i blocchi dei crediti in presenza di ruoli esecutivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255">Inoltre, per tutta la durata della sospensione, il contribuente potrà comunque ottenere il <strong data-start="1986" data-end="2003">DURC regolare</strong> (Documento Unico di Regolarità Contributiva), ai sensi dell’articolo 54 del DL n. 50/2017. Questo è un vantaggio significativo per le imprese, che potranno continuare a lavorare con la Pubblica Amministrazione o partecipare a bandi senza interruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34005 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="510"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="900">La <strong data-start="515" data-end="541">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta una <strong data-start="558" data-end="601">grande opportunità di risparmio fiscale</strong> e di riorganizzazione delle proprie pendenze con il Fisco. Il beneficio più evidente è l’<strong data-start="691" data-end="738">abbattimento dei costi accessori del debito</strong>: interessi di mora, sanzioni, somme aggiuntive e aggio vengono <strong data-start="802" data-end="830">integralmente cancellati</strong>, riducendo anche del <strong data-start="852" data-end="862">30-50%</strong> il valore complessivo della cartella.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="1358">Ma non si tratta solo di risparmiare: per imprese e professionisti, la definizione agevolata consente di <strong data-start="1007" data-end="1053">riqualificare la propria posizione fiscale</strong>, rendendosi nuovamente “affidabili” agli occhi della Pubblica Amministrazione e del sistema bancario. Ottenere un <strong data-start="1168" data-end="1185">DURC regolare</strong>, ad esempio, permette di partecipare a gare pubbliche, ottenere appalti, o semplicemente continuare l’attività in settori dove la regolarità contributiva è imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1718">Un altro vantaggio strategico riguarda la <strong data-start="1402" data-end="1440">pianificazione dei flussi di cassa</strong>: la possibilità di dilazionare il pagamento in <strong data-start="1488" data-end="1523">54 rate bimestrali fino al 2035</strong> consente di <strong data-start="1536" data-end="1558">spalmare il debito</strong> su un arco temporale lungo, con rate sostenibili, e con un <strong data-start="1618" data-end="1654">interesse agevolato del 3% annuo</strong>, ben più basso rispetto ai normali piani di rateazione fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="2059">Infine, aderire alla rottamazione può significare <strong data-start="1770" data-end="1825">evitare contenziosi, pignoramenti o blocchi bancari</strong>, che spesso impattano negativamente su reputazione e operatività. In sintesi, è uno strumento concreto per <strong data-start="1933" data-end="1946">ripartire</strong> e per <strong data-start="1953" data-end="2013">pianificare meglio il proprio futuro economico e fiscale</strong>, soprattutto in vista del triennio 2026–2028.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="457"><strong>Decadenza e perdita dei benefici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="828">Nonostante i numerosi vantaggi offerti dalla <strong data-start="504" data-end="530">Rottamazione Quinquies</strong>, è fondamentale sottolineare che il mantenimento dei benefici è <strong data-start="595" data-end="660">condizionato al rispetto rigoroso delle scadenze di pagamento</strong>. Infatti, la normativa prevede che l’adesione risulti <strong data-start="715" data-end="729">inefficace</strong> e che il contribuente <strong data-start="752" data-end="762">decada</strong> dalla definizione agevolata in determinati casi di inadempimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="846">Nello specifico:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="847" data-end="1506">
<li data-start="847" data-end="1277">
<p data-start="849" data-end="1277">Nel caso in cui il contribuente opti per il <strong data-start="893" data-end="925">pagamento in unica soluzione</strong> (con scadenza al <strong data-start="943" data-end="961">31 luglio 2026</strong>) e <strong data-start="965" data-end="1007">non effettui il versamento nei termini</strong> o lo effettui in misura <strong data-start="1032" data-end="1049">insufficiente</strong>, <strong data-start="1051" data-end="1086">la rottamazione verrà annullata</strong> e i pagamenti eventualmente già effettuati saranno considerati <strong data-start="1150" data-end="1180">acconti sul debito residuo</strong>, che tornerà a essere esigibile nella sua interezza, comprensivo di sanzioni, interessi e aggio.</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1506">
<p data-start="1280" data-end="1506">Se invece si sceglie il <strong data-start="1304" data-end="1325">pagamento rateale</strong>, la decadenza si verifica nel caso di <strong data-start="1364" data-end="1437">mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive</strong>, oppure <strong data-start="1446" data-end="1495">in caso di mancato pagamento dell’ultima rata</strong> del piano.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1991">Una volta decaduti, <strong data-start="1528" data-end="1581">tutti i benefici della rottamazione vengono persi</strong>, e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà <strong data-start="1627" data-end="1677">riprendere le attività di riscossione coattiva</strong>, comprese le procedure esecutive, ipoteche, fermi e pignoramenti, senza ulteriori preavvisi. In tal senso, è essenziale valutare con attenzione <strong data-start="1822" data-end="1871">la sostenibilità finanziaria del piano scelto</strong> e rispettare scrupolosamente le scadenze, evitando così di compromettere l’efficacia dell’intera definizione agevolata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="515"><strong>Quando conviene aderire alla Rottamazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="517" data-end="999">La Rottamazione Quinquies <strong data-start="543" data-end="576">non è una sanatoria per tutti</strong>, ma può rappresentare una <strong data-start="603" data-end="625">soluzione ottimale</strong> per specifiche categorie di contribuenti. Innanzitutto, è particolarmente vantaggiosa per coloro che hanno <strong data-start="733" data-end="750">debiti datati</strong>, affidati all’Agenzia della Riscossione <strong data-start="791" data-end="816">tra il 2000 e il 2023</strong>, e che presentano importi elevati di sanzioni e interessi, ma un capitale ancora gestibile. In questi casi, il <strong data-start="928" data-end="998">risparmio economico può superare anche il 40-50% del debito totale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1001" data-end="1024">Conviene soprattutto a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1534">
<li data-start="1025" data-end="1193">
<p data-start="1027" data-end="1193"><strong data-start="1027" data-end="1038">Imprese</strong> e <strong data-start="1041" data-end="1059">professionisti</strong> con pendenze che impediscono l’accesso al DURC regolare, necessario per partecipare a bandi, gare d’appalto o ottenere finanziamenti.</p>
</li>
<li data-start="1194" data-end="1389">
<p data-start="1196" data-end="1389"><strong data-start="1196" data-end="1248">Contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, che ora hanno la possibilità di <strong data-start="1282" data-end="1323">riaccedere alla definizione agevolata</strong>, a patto che i carichi siano ammissibili secondo le nuove regole.</p>
</li>
<li data-start="1390" data-end="1534">
<p data-start="1392" data-end="1534"><strong data-start="1392" data-end="1403">Privati</strong> che vogliono evitare il rischio di ipoteche, fermi o pignoramenti, e che desiderano sanare la propria posizione in modo agevolato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1536" data-end="1954">Tuttavia, <strong data-start="1546" data-end="1598">non conviene aderire alla Rottamazione Quinquies</strong> se non si ha <strong data-start="1612" data-end="1668">la certezza di poter sostenere il piano di pagamento</strong>, anche rateale. La decadenza comporterebbe <strong data-start="1712" data-end="1744">il ritorno all’importo pieno</strong>, con tutti gli oneri accessori e la ripresa delle azioni esecutive. Per questo, è consigliabile fare un’<strong data-start="1849" data-end="1904">analisi accurata della propria capacità finanziaria</strong>, magari con il supporto di un consulente fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1956" data-end="2205">Aderire alla rottamazione, quindi, può essere una <strong data-start="2006" data-end="2026">mossa strategica</strong>, ma solo se ben pianificata. È un’opportunità reale per <strong data-start="2083" data-end="2148">ripulire il passato fiscale e ricostruire il futuro economico</strong>, ma richiede serietà, impegno e visione a lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353">La <strong data-start="358" data-end="384">Rottamazione Quinquies</strong>, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, rappresenta un’occasione concreta per cittadini, imprese e professionisti di <strong data-start="505" data-end="541">rientrare nella legalità fiscale</strong> con condizioni più favorevoli rispetto al passato. La possibilità di <strong data-start="611" data-end="660">eliminare sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, unita a un <strong data-start="673" data-end="709">piano di pagamento fino a 9 anni</strong>, rende questa definizione agevolata <strong data-start="746" data-end="765">più accessibile</strong> anche per chi ha subito difficoltà economiche negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="832" data-end="1376">Tuttavia, si tratta di un’opportunità che <strong data-start="874" data-end="904">va valutata con attenzione</strong>: non è una cancellazione automatica del debito, ma un impegno preciso a rispettare scadenze e importi pattuiti. La <strong data-start="1020" data-end="1052">decadenza dalla rottamazione</strong>, infatti, comporta la <strong data-start="1075" data-end="1114">perdita di tutti i benefici fiscali</strong> e la riattivazione delle azioni di riscossione coattiva. Proprio per questo è fondamentale agire con consapevolezza, pianificare il piano di rientro in base alle proprie reali capacità finanziarie, e <strong data-start="1315" data-end="1349">non aspettare l’ultimo momento</strong> per presentare la domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1668">Affidarsi a un <strong data-start="1393" data-end="1419">commercialista esperto</strong> o a uno <strong data-start="1428" data-end="1479">studio professionale specializzato in fiscalità</strong> può fare la differenza: una valutazione preliminare dei carichi e un’analisi della convenienza sono essenziali per capire se aderire alla Rottamazione Quinquies è davvero la scelta giusta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1670" data-end="1871">Con le regole ormai ufficiali e un calendario già definito, <strong data-start="1730" data-end="1761">il tempo per agire è adesso</strong>. Il Fisco offre una via per ricominciare: sta al contribuente decidere se e come cogliere questa opportunità.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> was first posted on Gennaio 16, 2026 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 09:55:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive. In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti e quali sono i veri vantaggi fiscali per cittadini e imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Introduzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1491">La <strong data-start="906" data-end="932">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta la quinta edizione delle definizioni agevolate delle cartelle esattoriali, introdotta con la <strong data-start="1038" data-end="1064">Legge di Bilancio 2026</strong>, con l&#8217;obiettivo di agevolare la riscossione e allo stesso tempo offrire ai contribuenti uno strumento concreto per sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco. Il provvedimento rientra nel più ampio piano del Governo di favorire la compliance fiscale e alleggerire il carico amministrativo e finanziario di milioni di cittadini e imprese, alle prese con cartelle esattoriali accumulate nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1809">In particolare, la nuova sanatoria consente il pagamento <strong data-start="1550" data-end="1620">dell’importo residuo del debito senza sanzioni e interessi di mora</strong>, ma solo con le <strong data-start="1637" data-end="1704">somme capitali e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>. Sono inoltre escluse dall’agevolazione le spese per le procedure esecutive e di notifica già sostenute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1811" data-end="2095">Con la pubblicazione ufficiale da parte dell’<strong data-start="1856" data-end="1900">Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER)</strong>, sono state chiarite le modalità di adesione, i benefici previsti e il nuovo calendario delle rate, che rappresenta una novità significativa rispetto alle edizioni precedenti della rottamazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="374"><strong>Rottamazione Quinquies</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="376" data-end="965">La <strong data-start="379" data-end="405">Rottamazione Quinquies</strong> è la nuova misura di <strong data-start="427" data-end="511">definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione</strong> introdotta dalla <strong data-start="529" data-end="566">Legge n. 199 del 30 dicembre 2025</strong>, ovvero la <strong data-start="578" data-end="604">Legge di Bilancio 2026</strong>, pubblicata sul <strong data-start="621" data-end="704">Supplemento ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025</strong>. La legge, dal titolo “<strong data-start="728" data-end="843">Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028</strong>”, ha confermato la possibilità per i contribuenti di accedere a una nuova forma di sanatoria dei debiti iscritti a ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Nello specifico, la Rottamazione-Quinquies prevede che i contribuenti possano estinguere il proprio debito <strong data-start="1074" data-end="1133">senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, limitandosi al pagamento <strong data-start="1160" data-end="1232">del solo capitale e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Un’opportunità rilevante, che segue le orme delle precedenti edizioni della rottamazione, ma con alcune differenze strategiche, anche alla luce delle difficoltà economiche ancora presenti per molte famiglie e imprese italiane.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1875">Il nuovo intervento si inserisce in un contesto più ampio di politiche fiscali orientate alla <strong data-start="1556" data-end="1584">compliance collaborativa</strong>, offrendo uno strumento che consente di mettersi in regola con il Fisco <strong data-start="1657" data-end="1680">in modo sostenibile</strong> e con benefici concreti, evitando contenziosi e procedure esecutive. Il tutto attraverso una procedura semplificata e calendarizzata, ora finalmente definita nelle <strong data-start="1845" data-end="1874">regole pubblicate da AdER</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="452"><strong>Chi può aderire e quali debiti rientrano</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="454" data-end="1053">La <strong data-start="457" data-end="483">Rottamazione Quinquies</strong>, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, si applica ai <strong data-start="538" data-end="632">carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023</strong>. Nello specifico, la misura interessa i debiti derivanti da <strong data-start="693" data-end="725">omessi versamenti di imposte</strong> emerse dalle dichiarazioni annuali e da controlli automatizzati e formali, ai sensi degli articoli <strong data-start="825" data-end="864">36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973</strong> e degli articoli <strong data-start="882" data-end="921">54-bis e 54-ter del DPR n. 633/1972</strong> (IVA). Sono inclusi anche i contributi previdenziali dovuti all’<strong data-start="986" data-end="994">INPS</strong>, con l’<strong data-start="1002" data-end="1052">esclusione di quelli derivanti da accertamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1055" data-end="1493">Importante novità: <strong data-start="1074" data-end="1151">possono aderire anche coloro che sono decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, purché i carichi rientrino nei limiti temporali e oggettivi previsti dalla nuova misura. Tuttavia, <strong data-start="1252" data-end="1308">non possono beneficiare della Rottamazione Quinquies</strong> i debiti già inclusi in un piano di <strong data-start="1345" data-end="1368">Rottamazione Quater</strong> regolarmente in corso, per i quali <strong data-start="1404" data-end="1434">entro il 30 settembre 2025</strong> siano state versate tutte le rate dovute fino a tale data.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1495" data-end="1731">I vantaggi sono chiari: i debiti possono essere estinti <strong data-start="1551" data-end="1602">senza pagare sanzioni, interessi di mora, aggio</strong> e altre somme accessorie, versando solo il <strong data-start="1646" data-end="1665">capitale dovuto</strong> e le <strong data-start="1671" data-end="1730">spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="1802">Quanto alle modalità di pagamento, il contribuente può scegliere tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1803" data-end="2178">
<li data-start="1803" data-end="1853">
<p data-start="1805" data-end="1853"><strong data-start="1805" data-end="1824">unica soluzione</strong> entro il <strong data-start="1834" data-end="1852">31 luglio 2026</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1854" data-end="2178">
<p data-start="1856" data-end="2178">oppure un piano <strong data-start="1872" data-end="1909">rateale fino a 54 rate bimestrali</strong>, con un primo blocco di 3 rate nel 2026 (luglio, settembre e novembre) e le restanti dal 2027 al 2035, con interessi del <strong data-start="2031" data-end="2043">3% annuo</strong> applicati a partire dal <strong data-start="2068" data-end="2086">1° agosto 2026</strong>. Le scadenze sono fisse e bimestrali (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2180" data-end="2392">L’<strong data-start="2182" data-end="2210">Agente della Riscossione</strong> renderà disponibili nella propria area riservata online <strong data-start="2267" data-end="2291">i carichi definibili</strong>, per consentire al contribuente di verificare subito quali debiti possono rientrare nella sanatoria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="375"><strong>Come e quando presentare la domanda </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Per beneficiare della <strong data-start="399" data-end="425">Rottamazione Quinquies</strong>, i contribuenti interessati dovranno <strong data-start="463" data-end="509">presentare domanda entro il 30 aprile 2026</strong>, esclusivamente in <strong data-start="529" data-end="552">modalità telematica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Le istruzioni operative verranno definite da <strong data-start="599" data-end="643">Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)</strong> e saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’ente <strong data-start="698" data-end="769">entro 20 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026</strong>, come previsto dal testo normativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1095">La procedura di adesione sarà accessibile tramite l’<strong data-start="859" data-end="894">area riservata del portale AdER</strong>, nella quale ogni contribuente potrà consultare i <strong data-start="945" data-end="967">carichi definibili</strong>, ottenere il <strong data-start="981" data-end="1017">modulo di richiesta precompilato</strong> e scegliere la modalità di pagamento preferita. Le opzioni previste sono due:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1097" data-end="1614">
<li data-start="1097" data-end="1176">
<p data-start="1100" data-end="1176"><strong data-start="1100" data-end="1132">Pagamento in unica soluzione</strong>, da effettuare entro il <strong data-start="1157" data-end="1175">31 luglio 2026</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1177" data-end="1614">
<p data-start="1180" data-end="1306"><strong data-start="1180" data-end="1201">Pagamento rateale</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1224" data-end="1246">54 rate bimestrali</strong>, distribuite in <strong data-start="1263" data-end="1273">9 anni</strong>, secondo il seguente calendario:</p>
<ul data-start="1310" data-end="1614">
<li data-start="1310" data-end="1374">
<p data-start="1312" data-end="1374"><strong data-start="1312" data-end="1330">Prime tre rate</strong>: 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre 2026.</p>
</li>
<li data-start="1378" data-end="1535">
<p data-start="1380" data-end="1535"><strong data-start="1380" data-end="1422">Dalla quarta alla cinquantunesima rata</strong>: il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno dal <strong data-start="1518" data-end="1534">2027 al 2034</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1614">
<p data-start="1541" data-end="1614"><strong data-start="1541" data-end="1570">Ultime tre rate (52ª–54ª)</strong>: 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio <strong data-start="1605" data-end="1613">2035</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1616" data-end="1949">Nel caso di scelta del pagamento dilazionato, si applicano <strong data-start="1675" data-end="1700">interessi al 3% annuo</strong>, a partire dal <strong data-start="1716" data-end="1734">1° agosto 2026</strong>, calcolati sulle somme residue. Da notare che, rispetto ai piani di rateazione ordinari, <strong data-start="1824" data-end="1900">non si applicano le regole previste dall’articolo 19 del DPR n. 602/1973</strong>, rendendo il piano più flessibile e conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1951" data-end="2100">L’adesione tempestiva sarà fondamentale per accedere ai benefici previsti dalla sanatoria e pianificare correttamente il carico fiscale nel tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="532"><strong>Sospensione delle misure esecutive</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="534" data-end="937">Uno degli aspetti più rilevanti della <strong data-start="572" data-end="598">Rottamazione Quinquies</strong> riguarda gli <strong data-start="612" data-end="634">effetti sospensivi</strong> che si attivano <strong data-start="651" data-end="717">immediatamente dopo la presentazione della domanda di adesione</strong>. Si tratta di una tutela concreta e immediata per il contribuente, che consente di evitare l’adozione o il proseguimento di misure esecutive da parte dell’agente della riscossione, in attesa della definizione agevolata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1029">In particolare, la legge prevede che, relativamente ai carichi inclusi nella rottamazione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1620">
<li data-start="1030" data-end="1090">
<p data-start="1032" data-end="1090">vengano <strong data-start="1040" data-end="1089">sospesi i termini di prescrizione e decadenza</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1091" data-end="1303">
<p data-start="1093" data-end="1303">siano <strong data-start="1099" data-end="1136">sospesi gli obblighi di pagamento</strong> derivanti da eventuali dilazioni già in corso alla data di presentazione della domanda, <strong data-start="1225" data-end="1264">fino alla scadenza della prima rata</strong> (o unica soluzione) della definizione;</p>
</li>
<li data-start="1304" data-end="1441">
<p data-start="1306" data-end="1441"><strong data-start="1306" data-end="1375">non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche</strong>, fatta eccezione per quelli già iscritti alla data della domanda;</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1620">
<p data-start="1444" data-end="1620"><strong data-start="1444" data-end="1500">non possono essere avviate nuove procedure esecutive</strong> e <strong data-start="1503" data-end="1552">non si possono proseguire quelle già iniziate</strong>, salvo che il primo incanto si sia già concluso con esito positivo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1622" data-end="1893">Altro aspetto chiave: il debitore <strong data-start="1656" data-end="1694">non viene considerato inadempiente</strong> ai fini dell’applicazione degli articoli <strong data-start="1736" data-end="1775">28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973</strong>, che disciplinano i pagamenti delle pubbliche amministrazioni e i blocchi dei crediti in presenza di ruoli esecutivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255">Inoltre, per tutta la durata della sospensione, il contribuente potrà comunque ottenere il <strong data-start="1986" data-end="2003">DURC regolare</strong> (Documento Unico di Regolarità Contributiva), ai sensi dell’articolo 54 del DL n. 50/2017. Questo è un vantaggio significativo per le imprese, che potranno continuare a lavorare con la Pubblica Amministrazione o partecipare a bandi senza interruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34005 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="510"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="900">La <strong data-start="515" data-end="541">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta una <strong data-start="558" data-end="601">grande opportunità di risparmio fiscale</strong> e di riorganizzazione delle proprie pendenze con il Fisco. Il beneficio più evidente è l’<strong data-start="691" data-end="738">abbattimento dei costi accessori del debito</strong>: interessi di mora, sanzioni, somme aggiuntive e aggio vengono <strong data-start="802" data-end="830">integralmente cancellati</strong>, riducendo anche del <strong data-start="852" data-end="862">30-50%</strong> il valore complessivo della cartella.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="1358">Ma non si tratta solo di risparmiare: per imprese e professionisti, la definizione agevolata consente di <strong data-start="1007" data-end="1053">riqualificare la propria posizione fiscale</strong>, rendendosi nuovamente “affidabili” agli occhi della Pubblica Amministrazione e del sistema bancario. Ottenere un <strong data-start="1168" data-end="1185">DURC regolare</strong>, ad esempio, permette di partecipare a gare pubbliche, ottenere appalti, o semplicemente continuare l’attività in settori dove la regolarità contributiva è imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1718">Un altro vantaggio strategico riguarda la <strong data-start="1402" data-end="1440">pianificazione dei flussi di cassa</strong>: la possibilità di dilazionare il pagamento in <strong data-start="1488" data-end="1523">54 rate bimestrali fino al 2035</strong> consente di <strong data-start="1536" data-end="1558">spalmare il debito</strong> su un arco temporale lungo, con rate sostenibili, e con un <strong data-start="1618" data-end="1654">interesse agevolato del 3% annuo</strong>, ben più basso rispetto ai normali piani di rateazione fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="2059">Infine, aderire alla rottamazione può significare <strong data-start="1770" data-end="1825">evitare contenziosi, pignoramenti o blocchi bancari</strong>, che spesso impattano negativamente su reputazione e operatività. In sintesi, è uno strumento concreto per <strong data-start="1933" data-end="1946">ripartire</strong> e per <strong data-start="1953" data-end="2013">pianificare meglio il proprio futuro economico e fiscale</strong>, soprattutto in vista del triennio 2026–2028.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="457"><strong>Decadenza e perdita dei benefici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="828">Nonostante i numerosi vantaggi offerti dalla <strong data-start="504" data-end="530">Rottamazione Quinquies</strong>, è fondamentale sottolineare che il mantenimento dei benefici è <strong data-start="595" data-end="660">condizionato al rispetto rigoroso delle scadenze di pagamento</strong>. Infatti, la normativa prevede che l’adesione risulti <strong data-start="715" data-end="729">inefficace</strong> e che il contribuente <strong data-start="752" data-end="762">decada</strong> dalla definizione agevolata in determinati casi di inadempimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="846">Nello specifico:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="847" data-end="1506">
<li data-start="847" data-end="1277">
<p data-start="849" data-end="1277">Nel caso in cui il contribuente opti per il <strong data-start="893" data-end="925">pagamento in unica soluzione</strong> (con scadenza al <strong data-start="943" data-end="961">31 luglio 2026</strong>) e <strong data-start="965" data-end="1007">non effettui il versamento nei termini</strong> o lo effettui in misura <strong data-start="1032" data-end="1049">insufficiente</strong>, <strong data-start="1051" data-end="1086">la rottamazione verrà annullata</strong> e i pagamenti eventualmente già effettuati saranno considerati <strong data-start="1150" data-end="1180">acconti sul debito residuo</strong>, che tornerà a essere esigibile nella sua interezza, comprensivo di sanzioni, interessi e aggio.</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1506">
<p data-start="1280" data-end="1506">Se invece si sceglie il <strong data-start="1304" data-end="1325">pagamento rateale</strong>, la decadenza si verifica nel caso di <strong data-start="1364" data-end="1437">mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive</strong>, oppure <strong data-start="1446" data-end="1495">in caso di mancato pagamento dell’ultima rata</strong> del piano.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1991">Una volta decaduti, <strong data-start="1528" data-end="1581">tutti i benefici della rottamazione vengono persi</strong>, e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà <strong data-start="1627" data-end="1677">riprendere le attività di riscossione coattiva</strong>, comprese le procedure esecutive, ipoteche, fermi e pignoramenti, senza ulteriori preavvisi. In tal senso, è essenziale valutare con attenzione <strong data-start="1822" data-end="1871">la sostenibilità finanziaria del piano scelto</strong> e rispettare scrupolosamente le scadenze, evitando così di compromettere l’efficacia dell’intera definizione agevolata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="515"><strong>Quando conviene aderire alla Rottamazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="517" data-end="999">La Rottamazione Quinquies <strong data-start="543" data-end="576">non è una sanatoria per tutti</strong>, ma può rappresentare una <strong data-start="603" data-end="625">soluzione ottimale</strong> per specifiche categorie di contribuenti. Innanzitutto, è particolarmente vantaggiosa per coloro che hanno <strong data-start="733" data-end="750">debiti datati</strong>, affidati all’Agenzia della Riscossione <strong data-start="791" data-end="816">tra il 2000 e il 2023</strong>, e che presentano importi elevati di sanzioni e interessi, ma un capitale ancora gestibile. In questi casi, il <strong data-start="928" data-end="998">risparmio economico può superare anche il 40-50% del debito totale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1001" data-end="1024">Conviene soprattutto a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1534">
<li data-start="1025" data-end="1193">
<p data-start="1027" data-end="1193"><strong data-start="1027" data-end="1038">Imprese</strong> e <strong data-start="1041" data-end="1059">professionisti</strong> con pendenze che impediscono l’accesso al DURC regolare, necessario per partecipare a bandi, gare d’appalto o ottenere finanziamenti.</p>
</li>
<li data-start="1194" data-end="1389">
<p data-start="1196" data-end="1389"><strong data-start="1196" data-end="1248">Contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, che ora hanno la possibilità di <strong data-start="1282" data-end="1323">riaccedere alla definizione agevolata</strong>, a patto che i carichi siano ammissibili secondo le nuove regole.</p>
</li>
<li data-start="1390" data-end="1534">
<p data-start="1392" data-end="1534"><strong data-start="1392" data-end="1403">Privati</strong> che vogliono evitare il rischio di ipoteche, fermi o pignoramenti, e che desiderano sanare la propria posizione in modo agevolato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1536" data-end="1954">Tuttavia, <strong data-start="1546" data-end="1598">non conviene aderire alla Rottamazione Quinquies</strong> se non si ha <strong data-start="1612" data-end="1668">la certezza di poter sostenere il piano di pagamento</strong>, anche rateale. La decadenza comporterebbe <strong data-start="1712" data-end="1744">il ritorno all’importo pieno</strong>, con tutti gli oneri accessori e la ripresa delle azioni esecutive. Per questo, è consigliabile fare un’<strong data-start="1849" data-end="1904">analisi accurata della propria capacità finanziaria</strong>, magari con il supporto di un consulente fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1956" data-end="2205">Aderire alla rottamazione, quindi, può essere una <strong data-start="2006" data-end="2026">mossa strategica</strong>, ma solo se ben pianificata. È un’opportunità reale per <strong data-start="2083" data-end="2148">ripulire il passato fiscale e ricostruire il futuro economico</strong>, ma richiede serietà, impegno e visione a lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353">La <strong data-start="358" data-end="384">Rottamazione Quinquies</strong>, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, rappresenta un’occasione concreta per cittadini, imprese e professionisti di <strong data-start="505" data-end="541">rientrare nella legalità fiscale</strong> con condizioni più favorevoli rispetto al passato. La possibilità di <strong data-start="611" data-end="660">eliminare sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, unita a un <strong data-start="673" data-end="709">piano di pagamento fino a 9 anni</strong>, rende questa definizione agevolata <strong data-start="746" data-end="765">più accessibile</strong> anche per chi ha subito difficoltà economiche negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="832" data-end="1376">Tuttavia, si tratta di un’opportunità che <strong data-start="874" data-end="904">va valutata con attenzione</strong>: non è una cancellazione automatica del debito, ma un impegno preciso a rispettare scadenze e importi pattuiti. La <strong data-start="1020" data-end="1052">decadenza dalla rottamazione</strong>, infatti, comporta la <strong data-start="1075" data-end="1114">perdita di tutti i benefici fiscali</strong> e la riattivazione delle azioni di riscossione coattiva. Proprio per questo è fondamentale agire con consapevolezza, pianificare il piano di rientro in base alle proprie reali capacità finanziarie, e <strong data-start="1315" data-end="1349">non aspettare l’ultimo momento</strong> per presentare la domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1668">Affidarsi a un <strong data-start="1393" data-end="1419">commercialista esperto</strong> o a uno <strong data-start="1428" data-end="1479">studio professionale specializzato in fiscalità</strong> può fare la differenza: una valutazione preliminare dei carichi e un’analisi della convenienza sono essenziali per capire se aderire alla Rottamazione Quinquies è davvero la scelta giusta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1670" data-end="1871">Con le regole ormai ufficiali e un calendario già definito, <strong data-start="1730" data-end="1761">il tempo per agire è adesso</strong>. Il Fisco offre una via per ricominciare: sta al contribuente decidere se e come cogliere questa opportunità.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali-2/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali-2/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> was first posted on Gennaio 14, 2026 at 10:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 12:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della cosiddetta “ritenuta universale” all’1% sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="1019">Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della <strong data-start="751" data-end="794">cosiddetta “ritenuta universale” all’1%</strong> sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una <strong data-start="897" data-end="947">nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria</strong> su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra partite IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1021" data-end="1506">L’obiettivo dichiarato del Governo è <strong data-start="1058" data-end="1092">contrastare l’evasione fiscale</strong> in modo più capillare, attraverso un sistema automatico che permetta all’Agenzia delle Entrate di trattenere in tempo reale una percentuale su ogni pagamento tra soggetti IVA. Ma dietro questa misura si nasconde il rischio concreto di <strong data-start="1328" data-end="1369">peggiorare la liquidità delle imprese</strong>, in particolare quelle medio-piccole, che si troverebbero ad anticipare imposte su incassi ancora non consolidati o di entità marginale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1881">Il provvedimento ha sollevato immediate critiche da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che ne evidenziano <strong data-start="1647" data-end="1739">l’impatto negativo su flussi di cassa, semplificazione e correttezza del sistema fiscale</strong>. Ma soprattutto, sta sorgendo una domanda cruciale tra imprenditori e professionisti: <strong data-start="1826" data-end="1881">esistono strumenti legali per evitarla o mitigarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2103">In questo articolo analizziamo nel dettaglio cos’è la ritenuta universale all’1%, a chi si applica, quali sono i rischi reali per le imprese e quali possibili strategie di difesa fiscale è possibile adottare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="434"><strong data-start="333" data-end="434">Come funziona la ritenuta universale all’1%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="976">La proposta della <strong data-start="454" data-end="485">ritenuta universale dell’1%</strong> inserita tra gli emendamenti alla <strong data-start="520" data-end="546">Legge di Bilancio 2026</strong> rappresenta, nei fatti, una <strong data-start="575" data-end="608">richiesta di anticipo fiscale</strong> alle imprese e ai professionisti. Secondo quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, durante un webinar del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, la misura andrebbe intesa come “una sorta di scambio” rispetto a un altro intervento discusso in manovra: <strong data-start="891" data-end="975">il blocco totale delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali e contributivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1376">La norma è ancora in bozza, ma prevede che <strong data-start="1021" data-end="1044">dal 1° gennaio 2029</strong> venga applicata una <strong data-start="1065" data-end="1095">ritenuta d’acconto dell’1%</strong> su tutte le <strong data-start="1108" data-end="1143">fatture emesse tra soggetti IVA</strong>, relative a <strong data-start="1156" data-end="1201">cessioni di beni e prestazioni di servizi</strong> in ambito B2B. In pratica, il soggetto committente (cioè chi paga) tratterrà <strong data-start="1279" data-end="1322">l’1% sull’imponibile, al netto dell’IVA</strong>, e sarà obbligato a versarlo direttamente all’Erario.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1419">Importante precisare che questa ritenuta:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1421" data-end="1733">
<li data-start="1421" data-end="1484">
<p data-start="1423" data-end="1484"><strong data-start="1423" data-end="1483">Non si applicherà alle partite IVA in regime forfettario</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1485" data-end="1624">
<p data-start="1487" data-end="1624">Saranno <strong data-start="1495" data-end="1508">esonerati</strong> anche i soggetti che aderiscono al <strong data-start="1544" data-end="1578">concordato preventivo biennale</strong> o al <strong data-start="1584" data-end="1623">regime di adempimento collaborativo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1625" data-end="1733">
<p data-start="1627" data-end="1733">Sarà <strong data-start="1632" data-end="1732">limitata alle operazioni tra soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1735" data-end="2097">Secondo la <strong data-start="1746" data-end="1783">relazione tecnica all’emendamento</strong>, l’obiettivo è duplice: <strong data-start="1808" data-end="1836">ridurre l’assessment gap</strong> (cioè l’evasione da omessa dichiarazione) e <strong data-start="1881" data-end="1912">contenere il collection gap</strong> (mancato versamento dell’imposta già dichiarata). Si punta così a un <strong data-start="1982" data-end="2015">prelievo anticipato e diffuso</strong>, automatizzato tramite fattura elettronica, per migliorare la compliance fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="408"><strong data-start="312" data-end="408">Criticità e rischi della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="957">Se da un lato l’introduzione della <strong data-start="445" data-end="476">ritenuta universale dell’1%</strong> mira a migliorare l&#8217;efficacia della riscossione fiscale, dall’altro lato comporta <strong data-start="559" data-end="603">diversi problemi concreti per le imprese</strong>, specie le PMI e i professionisti in contabilità semplificata. Il primo e più evidente è l’impatto diretto sulla <strong data-start="717" data-end="740">liquidità aziendale</strong>: ogni pagamento ricevuto sarà decurtato dell’1% (al netto dell’IVA), creando un’<strong data-start="821" data-end="856">anticipazione forzata d’imposta</strong> che, in molti casi, potrebbe generare <strong data-start="895" data-end="956">crediti fiscali difficilmente recuperabili in tempi brevi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="959" data-end="1409">A differenza delle attuali <strong data-start="986" data-end="1008">ritenute d’acconto</strong> previste ad esempio per i lavoratori autonomi (che si applicano su compensi professionali e sono regolate dall’art. 25 del DPR 600/73), la ritenuta universale sarebbe <strong data-start="1176" data-end="1207">automatizzata e trasversale</strong>, coinvolgendo <strong data-start="1222" data-end="1251">qualsiasi transazione B2B</strong>. Inoltre, non si tratterebbe di una ritenuta “su richiesta” o limitata a specifiche prestazioni: la misura agirebbe <strong data-start="1368" data-end="1408">sistematicamente su tutte le fatture</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Un ulteriore aspetto critico riguarda la gestione amministrativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Il committente dovrebbe:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1792">
<li data-start="1507" data-end="1594">
<p data-start="1509" data-end="1594">Verificare se il fornitore è esonerato (forfettario, in concordato preventivo, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1635">
<p data-start="1597" data-end="1635">Calcolare la ritenuta sull’imponibile;</p>
</li>
<li data-start="1636" data-end="1701">
<p data-start="1638" data-end="1701">Trattenerla e <strong data-start="1652" data-end="1675">versarla all’Erario</strong> entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1702" data-end="1792">
<p data-start="1704" data-end="1792">Rilasciare la <strong data-start="1718" data-end="1736">certificazione</strong> al fornitore e tenerne traccia ai fini del modello 770.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089">Tutto ciò <strong data-start="1804" data-end="1831">aggrava gli adempimenti</strong> per le imprese, che già operano in un contesto burocratico complesso. Inoltre, genera un’asimmetria fiscale: chi emette la fattura incassa meno (pur avendo dichiarato un imponibile pieno), mentre chi la paga assume l’onere della trattenuta e del versamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33646 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="510"><strong data-start="431" data-end="510">Come evitare la ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="866">La ritenuta universale all’1%, se entrerà effettivamente in vigore dal 2029, <strong data-start="589" data-end="634">non sarà applicata in modo indiscriminato</strong>. La bozza della norma prevede <strong data-start="665" data-end="689">importanti esenzioni</strong>, che possono essere sfruttate da imprese e professionisti per <strong data-start="752" data-end="785">tutelare la propria liquidità</strong> e <strong data-start="788" data-end="824">semplificare la gestione fiscale</strong>. Le due vie principali per evitarla sono:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="915">1. <strong data-start="875" data-end="915">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="1335">Si tratta di un istituto introdotto con la Riforma Fiscale, destinato soprattutto a <strong data-start="1000" data-end="1040">lavoratori autonomi e imprese minori</strong>. Chi aderisce al CPB accetta un <strong data-start="1073" data-end="1106">reddito d’imposta predefinito</strong> (concordato con l’Agenzia delle Entrate) per due anni, indipendentemente dall’andamento reale. In cambio, ottiene <strong data-start="1221" data-end="1259">semplificazioni e vantaggi fiscali</strong>, tra cui – secondo l’emendamento – <strong data-start="1295" data-end="1334">l’esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1337" data-end="1507">Questo strumento può diventare strategico per le <strong data-start="1389" data-end="1414">partite IVA ordinarie</strong> che operano in modo trasparente e vogliono <strong data-start="1458" data-end="1506">evitare prelievi forzosi sui flussi di cassa</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1545">2. <strong data-start="1516" data-end="1545">Adempimento Collaborativo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1862">Un regime riservato a imprese con ricavi superiori a 1 miliardo di euro (soglia che sarà abbassata progressivamente fino a 100 milioni), basato su un <strong data-start="1696" data-end="1729">dialogo costante con il Fisco</strong> e su un sistema di <strong data-start="1749" data-end="1776">tax compliance avanzato</strong>. Anche in questo caso, l’adesione garantisce l’<strong data-start="1824" data-end="1861">esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1864" data-end="1892">Altri soggetti esonerati</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1893" data-end="2065">
<li data-start="1893" data-end="1946">
<p data-start="1895" data-end="1946"><strong data-start="1895" data-end="1917">Regime forfettario</strong>: esclusione totale prevista;</p>
</li>
<li data-start="1947" data-end="2065">
<p data-start="1949" data-end="2065"><strong data-start="1949" data-end="2021">Operazioni fuori campo IVA o non soggette a fatturazione elettronica</strong>, su cui si attendono chiarimenti ufficiali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2403">In sostanza, aderire a uno di questi regimi non solo migliora il rapporto con il Fisco, ma <strong data-start="2161" data-end="2238">permette di non subire un prelievo anticipato potenzialmente penalizzante</strong>. Tuttavia, la scelta va <strong data-start="2263" data-end="2288">valutata attentamente</strong> insieme al proprio consulente, in base al volume d’affari, alla redditività e alla struttura fiscale dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="411"><strong data-start="301" data-end="411">Professionisti e PMI a rischio squilibrio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="868">L’introduzione della ritenuta universale all’1% sui pagamenti tra soggetti IVA rischia di avere un impatto <strong data-start="520" data-end="626">sproporzionato proprio su quella fascia di contribuenti che rappresenta l’ossatura economica del Paese</strong>: i piccoli professionisti, gli artigiani e le PMI. Parliamo di soggetti che, pur operando in contabilità ordinaria o semplificata, <strong data-start="758" data-end="791">non rientrano nel forfettario</strong> e nemmeno nei regimi “premianti” come il <strong data-start="833" data-end="867">concordato preventivo biennale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1293">Per questi operatori, la ritenuta all’1% rappresenterebbe <strong data-start="928" data-end="964">un prelievo obbligatorio a monte</strong>, su flussi di cassa spesso già sotto pressione. A differenza delle grandi imprese, che possono contare su strumenti avanzati di pianificazione fiscale, le PMI non dispongono sempre delle risorse per <strong data-start="1164" data-end="1208">ottimizzare la propria posizione fiscale</strong> e gestire con precisione i <strong data-start="1236" data-end="1260">crediti IRPEF o IRES</strong> derivanti dalle ritenute subite.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1345">Inoltre, si rischia una doppia penalizzazione:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1347" data-end="1555">
<li data-start="1347" data-end="1424">
<p data-start="1349" data-end="1424"><strong data-start="1349" data-end="1374">A livello finanziario</strong>, per via della riduzione immediata degli incassi;</p>
</li>
<li data-start="1425" data-end="1555">
<p data-start="1427" data-end="1555"><strong data-start="1427" data-end="1450">A livello operativo</strong>, per l’aumento degli adempimenti amministrativi sia in fase di emissione che di ricezione delle fatture.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1907">Un altro problema concreto riguarda la <strong data-start="1596" data-end="1623">distorsione competitiva</strong>. Le imprese aderenti ai regimi esonerati (come il CPB o l’adempimento collaborativo) potrebbero <strong data-start="1720" data-end="1754">offrire prezzi più competitivi</strong>, grazie al fatto di non subire la trattenuta, mentre le altre si vedrebbero <strong data-start="1831" data-end="1867">costrette ad aumentare i margini</strong> per compensare la perdita di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1909" data-end="2147">Infine, va considerato che una misura di questo tipo, pensata per contrastare l’evasione, potrebbe invece <strong data-start="2015" data-end="2066">penalizzare proprio i contribuenti più corretti</strong>, lasciando invariata la posizione di chi già opera fuori dai circuiti ufficiali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33487 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="553"><strong data-start="426" data-end="553">La logica fiscale della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="555" data-end="968">L’obiettivo dichiarato dell’introduzione della <strong data-start="602" data-end="632">ritenuta universale all’1%</strong> è duplice: <strong data-start="644" data-end="678">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="681" data-end="725">aumentare l’efficienza della riscossione</strong>, agendo preventivamente sull’incasso dell’imposta, prima ancora che venga dichiarata o versata. Una logica che rientra in una più ampia strategia dell’Agenzia delle Entrate per <strong data-start="903" data-end="967">ridurre i margini di elusione e migliorare la tax compliance</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Nel nostro ordinamento non è la prima volta che si ricorre a <strong data-start="1031" data-end="1068">meccanismi di prelievo anticipato</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Esempi significativi sono:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1122"><strong data-start="1104" data-end="1122">Reverse charge</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1123" data-end="1532">Usato in ambito IVA, prevede che l’imposta venga <strong data-start="1172" data-end="1220">autoliquidata dal destinatario della fattura</strong>, anziché dal fornitore. Serve a <strong data-start="1253" data-end="1319">contrastare l’evasione nell’ambito delle operazioni “a catena”</strong>, come nel settore edile o tecnologico. Anche qui, il principio è quello di <strong data-start="1395" data-end="1473">spostare il momento dell’obbligo fiscale più vicino al pagamento effettivo</strong>, evitando che l’imposta venga incassata e poi non versata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1557"><strong data-start="1540" data-end="1557">Split payment</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1881">Adottato per operazioni con la PA e grandi società pubbliche, lo split payment impone che <strong data-start="1648" data-end="1739">l’IVA venga trattenuta dall’ente pubblico committente e versata direttamente all’Erario</strong>, anziché al fornitore. Anche in questo caso, il fornitore riceve un <strong data-start="1808" data-end="1831">pagamento decurtato</strong> dell’IVA, che però non gestisce più direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2065">In entrambi i casi, come nella ritenuta universale, l’intento è <strong data-start="1947" data-end="2002">tagliare fuori l’anello debole della catena fiscale</strong>, cioè il rischio che il soggetto passivo incassi ma non versi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2491">La differenza sostanziale con la ritenuta universale è che questa non riguarda l’IVA, ma l’imposta diretta, e quindi ha effetti diretti sulla base imponibile IRPEF o IRES. Inoltre, mentre split payment e reverse charge si applicano a specifici settori o soggetti, la ritenuta universale avrebbe un ambito molto più ampio e trasversale, interessando potenzialmente milioni di operazioni B2B ogni anno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="422"><strong data-start="336" data-end="422">Le reazioni di commercialisti e associazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="816">L’emendamento sulla ritenuta universale all’1% non ha tardato a sollevare <strong data-start="498" data-end="516">forti critiche</strong> da parte del mondo professionale e imprenditoriale. In particolare, <strong data-start="585" data-end="605">i commercialisti</strong> e le <strong data-start="611" data-end="651">principali associazioni di categoria</strong> hanno espresso <strong data-start="667" data-end="761">preoccupazione per l’impatto negativo che questa misura potrebbe avere sull’economia reale</strong> e sulla <strong data-start="770" data-end="815">gestione fiscale quotidiana delle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1024">Durante il webinar organizzato dal <strong data-start="853" data-end="933">Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC)</strong>– dove è intervenuto anche il viceministro Maurizio Leo – sono emerse diverse perplessità:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1310">
<li data-start="1026" data-end="1121">
<p data-start="1028" data-end="1121">La ritenuta anticipata <strong data-start="1051" data-end="1085">penalizza le imprese in regola</strong>, anziché colpire quelle irregolari;</p>
</li>
<li data-start="1122" data-end="1213">
<p data-start="1124" data-end="1213">Si introduce <strong data-start="1137" data-end="1177">un ulteriore adempimento burocratico</strong>, che complica anziché semplificare;</p>
</li>
<li data-start="1214" data-end="1310">
<p data-start="1216" data-end="1310">Il meccanismo genera <strong data-start="1237" data-end="1273">inefficienze nei flussi di cassa</strong>, riducendo la liquidità disponibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1570">Secondo i rappresentanti dei professionisti, si tratterebbe di una misura che <strong data-start="1390" data-end="1415">scarica sulle imprese</strong> – e non sull’amministrazione finanziaria – il peso del contrasto all’evasione, aumentando la complessità di una macchina fiscale già difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="2000">Anche <strong data-start="1578" data-end="1597">Confartigianato</strong>, <strong data-start="1599" data-end="1606">CNA</strong> e <strong data-start="1609" data-end="1626">Confcommercio</strong> hanno preso posizione, chiedendo al Governo di valutare <strong data-start="1683" data-end="1705">misure alternative</strong>, più equilibrate e meno penalizzanti per chi già opera nella legalità. In particolare, si teme che il provvedimento possa <strong data-start="1828" data-end="1858">disincentivare l’emersione</strong> e <strong data-start="1861" data-end="1890">favorire pratiche elusive</strong>, come lo spostamento verso i regimi forfettari (esenti dalla ritenuta), alterando la concorrenza nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2002" data-end="2223">La speranza delle categorie è che, nella stesura definitiva della Legge di Bilancio 2026, l’emendamento venga modificato o eliminato, o quanto meno accompagnato da correttivi strutturali che ne mitigano l’impatto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="391"><strong data-start="319" data-end="391">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="393" data-end="804">La proposta di <strong data-start="408" data-end="438">ritenuta universale all’1%</strong> inserita nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta una svolta significativa nel rapporto tra Fisco e imprese. Dietro la finalità dichiarata di contrastare l’evasione si cela però il rischio concreto di <strong data-start="640" data-end="689">introdurre un meccanismo fiscale penalizzante</strong> per i soggetti più virtuosi e regolari, soprattutto nel mondo delle <strong data-start="758" data-end="803">PMI, dei professionisti e degli artigiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1221">È evidente che il Governo sta puntando verso un sistema di tassazione sempre più anticipata, automatica e controllata, sfruttando le potenzialità della fatturazione elettronica e dei flussi digitali. Tuttavia, ogni intervento normativo deve tener conto delle dinamiche reali dell’economia, della liquidità delle imprese e della necessità di semplificare, non complicare, gli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1405">In attesa della versione definitiva della norma, il consiglio per imprese e professionisti è di iniziare già ora un confronto strategico con il proprio commercialista, valutando:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1636">
<li data-start="1407" data-end="1482">
<p data-start="1409" data-end="1482">L’adesione a regimi agevolati come il Concordato Preventivo Biennale;</p>
</li>
<li data-start="1483" data-end="1544">
<p data-start="1485" data-end="1544">L’impatto effettivo della misura sul proprio cash flow;</p>
</li>
<li data-start="1545" data-end="1636">
<p data-start="1547" data-end="1636">La gestione corretta dei crediti d’imposta, per non restare esposti finanziariamente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1945">Solo una pianificazione fiscale proattiva e consapevole potrà trasformare questo possibile svantaggio in un’occasione di ottimizzazione e trasparenza. Restare aggiornati, analizzare i rischi e scegliere il regime fiscale più adatto sono oggi più che mai strumenti essenziali per restare competitivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> was first posted on Gennaio 5, 2026 at 1:29 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione d’Impresa]]></category>
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		<category><![CDATA[Agevolazioni fiscali imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[digitalizzazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo italiano, attraverso le dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha confermato una novità attesa da molte imprese: il ritorno dell’iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione digitale e all’industria 5.0. Dopo essere stato accantonato per alcuni anni in favore del credito d’imposta 4.0, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="432" data-end="977">Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo italiano, attraverso le dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha confermato una novità attesa da molte imprese: <strong data-start="610" data-end="741">il ritorno dell’iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione digitale e all’industria 5.0</strong>. Dopo essere stato accantonato per alcuni anni in favore del credito d’imposta 4.0, l’iper ammortamento torna in una forma rinnovata, con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle aziende italiane nel contesto europeo e globale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="979" data-end="1443">L’annuncio è arrivato a margine della presentazione della Legge di Bilancio 2026 e fa parte del nuovo piano Transizione 5.0, che amplia il raggio d’azione dei precedenti incentivi per includere non solo la digitalizzazione, ma anche la <strong data-start="1215" data-end="1282">sostenibilità energetica e l’efficienza dei processi produttivi</strong>. In pratica, l’iper ammortamento 2026 sarà un <strong data-start="1329" data-end="1371">potente strumento di risparmio fiscale</strong> per le imprese che investiranno in tecnologie innovative e sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1445" data-end="2002">Questa misura mira a stimolare gli investimenti delle imprese italiane in un momento in cui il tessuto economico ha bisogno di <strong data-start="1572" data-end="1625">modernizzazione, digitalizzazione e sostenibilità</strong>. Ma quali saranno i vantaggi reali per le imprese? Come funzionerà nel dettaglio questo nuovo incentivo? E soprattutto, <strong data-start="1746" data-end="1772">chi potrà beneficiarne</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1445" data-end="2002">In questo articolo analizziamo tutte le novità sull’iper ammortamento 2026, cosa prevede la legge, e come sfruttare al meglio questa opportunità per risparmiare legalmente sulle tasse e migliorare la competitività aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="283"><strong>A chi è destinato</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="748">Secondo quanto previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, il nuovo iper ammortamento sarà un’agevolazione esclusivamente riservata alle imprese, restando quindi precluso ai liberi professionisti e agli autonomi. Potranno beneficiarne le aziende residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, che producono reddito d’impresa e che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="985">Il periodo agevolabile è chiaramente definito: gli investimenti dovranno essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, con la possibilità di usufruire di un termine “lungo” fino al 30 giugno 2027, a condizione che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="987" data-end="1162">
<li data-start="987" data-end="1060">
<p data-start="989" data-end="1060">l’ordine risulti accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2026;</p>
</li>
<li data-start="1061" data-end="1162">
<p data-start="1063" data-end="1162">sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo totale del bene entro la stessa data.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1429">Questo significa che le imprese interessate devono pianificare con anticipo i propri investimenti per poter accedere all’agevolazione. Il vincolo temporale e il requisito dell’acconto rappresentano condizioni fondamentali per evitare l’esclusione dal beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1431" data-end="1815">L’intento del legislatore è quello di stimolare immediatamente gli investimenti, indirizzando le imprese verso un aggiornamento tecnologico e sostenibile già nel corso del 2026. In questo modo, il Governo punta a sostenere la ripresa economica e la crescita della produttività attraverso la leva fiscale, mantenendo al contempo una certa selettività nell’accesso al beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="371"><strong>Beni agevolabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="651">Il nuovo iper ammortamento 2026 si concentra su due <strong data-start="425" data-end="469">categorie principali di beni agevolabili</strong>, confermando l’impostazione della precedente normativa 4.0, ma con importanti novità orientate alla <strong data-start="570" data-end="596">transizione energetica</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="651">Le imprese potranno beneficiare dell’agevolazione su:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="653" data-end="1348">
<li data-start="653" data-end="1003">
<p data-start="656" data-end="1003"><strong data-start="656" data-end="692">Beni materiali e immateriali 4.0</strong>: si tratta dei beni elencati negli <strong data-start="728" data-end="767">Allegati A e B della Legge 232/2016</strong>, a condizione che siano <strong data-start="792" data-end="830">interconnessi al sistema aziendale</strong>. Parliamo di macchinari, software, dispositivi per la digitalizzazione dei processi produttivi, strumenti per il controllo remoto, robotica, IoT e intelligenza artificiale.</p>
</li>
<li data-start="1005" data-end="1348">
<p data-start="1008" data-end="1348"><strong data-start="1008" data-end="1086">Impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili</strong>, destinati all’<strong data-start="1102" data-end="1127">autoconsumo aziendale</strong>. Rientrano anche gli impianti fotovoltaici con moduli conformi all’articolo 12, comma 1, lettere a), b) e c) del <strong data-start="1241" data-end="1267">Decreto Legge 181/2023</strong>, in linea con l’obiettivo di sostenibilità ambientale del Piano Transizione 5.0.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1350" data-end="1613">Dal punto di vista fiscale, l’iper ammortamento 2026 consisterà in una <strong data-start="1421" data-end="1472">maggiorazione extracontabile del costo del bene</strong>, valida <strong data-start="1481" data-end="1523">solo ai fini delle imposte sui redditi</strong> (e non ai fini IRAP). Le aliquote previste variano in base all’importo dell’investimento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1615" data-end="1757">
<li data-start="1615" data-end="1673">
<p data-start="1617" data-end="1673"><strong data-start="1617" data-end="1625">180%</strong> per investimenti fino a <strong data-start="1650" data-end="1673">2,5 milioni di euro</strong></p>
</li>
<li data-start="1674" data-end="1716">
<p data-start="1676" data-end="1716"><strong data-start="1676" data-end="1684">100%</strong> da <strong data-start="1688" data-end="1716">2,5 a 10 milioni di euro</strong></p>
</li>
<li data-start="1717" data-end="1757">
<p data-start="1719" data-end="1757"><strong data-start="1719" data-end="1726">50%</strong> da <strong data-start="1730" data-end="1757">10 a 20 milioni di euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1759" data-end="1932">In caso di investimenti che comportano una <strong data-start="1802" data-end="1838">riduzione dei consumi energetici</strong> del sito produttivo di almeno il 3% (o del processo del 5%), le <strong data-start="1903" data-end="1931">aliquote sono maggiorate</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1934" data-end="2023">
<li data-start="1934" data-end="1963">
<p data-start="1936" data-end="1963"><strong data-start="1936" data-end="1944">220%</strong> fino a 2,5 milioni</p>
</li>
<li data-start="1964" data-end="1994">
<p data-start="1966" data-end="1994"><strong data-start="1966" data-end="1974">140%</strong> da 2,5 a 10 milioni</p>
</li>
<li data-start="1995" data-end="2023">
<p data-start="1997" data-end="2023"><strong data-start="1997" data-end="2004">90%</strong> da 10 a 20 milioni</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2190">Queste maggiorazioni “rafforzate” rendono l’agevolazione ancora più interessante per le aziende che scelgono di investire in sostenibilità e innovazione insieme.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2190"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34036 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="387"><strong>Applicazione pratica e benefici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="942">L’iper ammortamento 2026 non è un contributo a fondo perduto né un credito d’imposta diretto, ma una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni ammortizzabili, valida solo ai fini delle imposte sui redditi. Ciò significa che l’impresa potrà dedurre un valore più alto rispetto al costo effettivo sostenuto, ottenendo così un risparmio fiscale significativo. In termini operativi, la maggiorazione si applica extracontabilmente, quindi non altera il bilancio civilistico, ma solo il reddito imponibile ai fini IRES o IRPEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="944" data-end="1374">Facciamo un esempio pratico: se un’impresa investe 1 milione di euro in un macchinario 4.0 e rientra nello scaglione agevolato al 180%, potrà portare in deduzione fiscale un costo pari a 2,8 milioni di euro (1 + 1,8 milioni). Questo si traduce in una base imponibile molto più bassa, e quindi in un’imposta da versare ridotta, generando un beneficio economico concreto e immediato nel periodo di ammortamento del bene.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1376" data-end="1724">Importante: il beneficio non si applica sull’IRAP, né dà diritto a un rimborso diretto, ma si sfrutta nel tempo, secondo il piano di ammortamento del bene, attraverso una maggiore quota di deduzione annuale. Inoltre, l’investimento deve essere effettivo, documentato e completato nei tempi previsti, pena la decadenza dell’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="1898">Le imprese dovranno quindi valutare attentamente tempi, modalità di acquisto, requisiti tecnici e obblighi di interconnessione per non perdere il diritto all’incentivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="381"><strong>Requisiti tecnici e documentazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="853">Per accedere all’iper ammortamento 2026, non basta acquistare un bene tecnologicamente avanzato: è necessario <strong data-start="493" data-end="547">rispettare precisi requisiti tecnici e documentali</strong>, stabiliti dalla normativa e validati dalle esperienze delle precedenti versioni dell’incentivo 4.0. L’aspetto più importante rimane quello dell’<strong data-start="693" data-end="713">interconnessione</strong>: il bene strumentale deve essere <strong data-start="747" data-end="826">effettivamente integrato nel sistema aziendale di gestione della produzione</strong> o nella rete di fornitura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="855" data-end="1150">Senza interconnessione, il beneficio <strong data-start="892" data-end="914">non è riconosciuto</strong>. L’impresa deve poter dimostrare che il bene comunica in modo bidirezionale con il sistema informativo aziendale (ERP, MES, ecc.) e che è in grado di scambiare dati in tempo reale, contribuendo al miglioramento dei processi produttivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1152" data-end="1616">Inoltre, è obbligatorio predisporre una <strong data-start="1192" data-end="1235">dichiarazione del legale rappresentante</strong> o, per investimenti superiori a <strong data-start="1268" data-end="1284">300.000 euro</strong>, una <strong data-start="1290" data-end="1320">perizia tecnica asseverata</strong> o un <strong data-start="1326" data-end="1353">attestato di conformità</strong> rilasciato da un ente certificato. Questo documento deve certificare che il bene rientra tra quelli indicati negli Allegati A o B della Legge 232/2016 (per beni 4.0), oppure che rispetta i criteri ambientali previsti nel caso di impianti per energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1618" data-end="1978">Attenzione: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, la <strong data-start="1691" data-end="1766">documentazione deve essere completa, coerente e tempestivamente esibita</strong>. Le aziende dovranno quindi tenere traccia non solo del contratto d’acquisto e dell’acconto, ma anche di tutte le fasi dell’interconnessione e dei risparmi energetici ottenuti (se si applicano le maggiorazioni).</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="317" data-end="408"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="895">L’introduzione dell’iper ammortamento 2026 rappresenta una leva strategica importante per le imprese che vogliono risparmiare sulle tasse in modo legale e strutturato, investendo al tempo stesso in tecnologia, innovazione e sostenibilità. Il vantaggio fiscale è immediato: la possibilità di dedurre un valore maggiorato rispetto al costo reale del bene consente di abbattere significativamente la base imponibile, generando un risparmio concreto in termini di IRES o IRPEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="897" data-end="1325">Ma il beneficio non è solo fiscale. Dal punto di vista economico, l’iper ammortamento incoraggia le imprese ad anticipare gli investimenti, migliorando l’efficienza produttiva, la qualità dei processi e la competitività. La sostituzione di macchinari obsoleti con beni 4.0 interconnessi e intelligenti può tradursi in riduzione dei tempi di produzione, minori scarti, maggiore controllo dei costi e automazione dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1327" data-end="1657">A ciò si aggiunge un ulteriore vantaggio strategico: grazie all’integrazione con il Piano Transizione 5.0, le imprese che investono in tecnologie a basso impatto ambientale possono anche ottenere un ritorno d’immagine importante, sempre più rilevante nei confronti di clienti, partner e investitori attenti alla sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="2003">Infine, l’iper ammortamento può essere complementare ad altre misure di finanza agevolata, come bandi regionali o contributi europei, aumentando il ritorno dell’investimento. Naturalmente, per massimizzare il beneficio è consigliabile una consulenza fiscale specializzata, che valuti caso per caso la migliore strategia di investimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="2003"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33925 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="465"><strong>Iper ammortamento 2026 vs Credito d’imposta 4.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="779">Con il ritorno dell’iper ammortamento nel 2026, molte imprese si trovano a chiedersi: meglio l’iper ammortamento o il credito d’imposta 4.0? La domanda è lecita, considerando che entrambe le misure puntano a incentivare gli investimenti in beni tecnologici, ma con modalità fiscali completamente diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1110">Il credito d’imposta 4.0, introdotto dal Piano Nazionale Transizione 4.0 e prorogato fino al 2025, consente di recuperare parte dell’investimento attraverso un credito utilizzabile in compensazione nel modello F24, in quote annuali. È quindi un beneficio immediato e certo, anche se soggetto a tetti e limiti di utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1112" data-end="1518">L’iper ammortamento 2026, invece, opera attraverso una maggiorazione extracontabile del costo del bene, quindi permette una deduzione fiscale più ampia nel tempo, ma non consente un recupero diretto in compensazione. Si tratta di un beneficio più graduale, ma potenzialmente più vantaggioso per le imprese che generano utili consistenti e vogliono ridurre il carico fiscale complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1810">Un altro elemento di distinzione è la non cumulabilità: in linea di principio, non è possibile cumulare iper ammortamento e credito d’imposta per lo stesso investimento, anche se sarà necessario attendere i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli operativi definitivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2059">In sintesi, il credito d’imposta è più adatto a chi cerca liquidità a breve termine, mentre l’iper ammortamento conviene a chi punta su una pianificazione fiscale a medio-lungo termine, con investimenti strutturati e continuità di reddito.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2059"><strong>Consigli operativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="394" data-end="952">Per sfruttare l’iper ammortamento 2026 in modo corretto ed efficace, le imprese devono <strong data-start="481" data-end="507">attivarsi con anticipo</strong>, seguendo una serie di step precisi che vanno dalla pianificazione strategica alla corretta gestione documentale. Il primo passo è <strong data-start="639" data-end="673">individuare i beni agevolabili</strong> tra quelli elencati negli allegati A e B della Legge 232/2016, oppure gli impianti fotovoltaici e di stoccaggio rientranti nel DL 181/2023. È fondamentale, in questa fase, affidarsi a <strong data-start="858" data-end="883">fornitori qualificati</strong> in grado di garantire i requisiti tecnici richiesti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="954" data-end="1283">Successivamente, occorre procedere con l’<strong data-start="995" data-end="1040">ordine dei beni entro il 31 dicembre 2026</strong>, accompagnato dal versamento di un <strong data-start="1076" data-end="1102">acconto minimo del 20%</strong> per beneficiare del termine lungo fino al 30 giugno 2027. È importante che tutti i documenti (contratto, fatture, quietanze) siano <strong data-start="1234" data-end="1273">perfettamente archiviati e coerenti</strong> tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1692">Una volta installati i beni, si passa alla <strong data-start="1328" data-end="1356">fase di interconnessione</strong>, che deve essere completata e verificabile attraverso tracciati, screenshot, log di sistema e documentazione tecnica. Per importi superiori a 300.000 euro, è obbligatorio acquisire una <strong data-start="1542" data-end="1572">perizia tecnica asseverata</strong> o un attestato rilasciato da un ente accreditato, che certifichi la conformità del bene alle caratteristiche richieste.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1694" data-end="2037">Infine, in sede di dichiarazione dei redditi, bisognerà applicare la <strong data-start="1763" data-end="1795">maggiorazione extracontabile</strong> del costo del bene, riportandola nei quadri fiscali appropriati. Per evitare errori o sanzioni, è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità agevolata e industria 4.0, che possa gestire tutte le fasi con precisione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="338"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="897">Il ritorno dell’iper ammortamento con la Legge di Bilancio 2026 segna una svolta importante nella politica industriale italiana, offrendo alle imprese un’occasione concreta per investire in tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità, beneficiando al contempo di vantaggi fiscali rilevanti. Rispetto al passato, la misura si presenta potenziata e più mirata, con maggiorazioni rafforzate per chi contribuisce alla transizione ecologica e all’efficienza energetica, temi oggi centrali anche nei rapporti con clienti, fornitori e investitori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1270">La finestra temporale è chiara: investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2026 (con termine lungo al 30 giugno 2027 in presenza di acconto del 20%), e benefici applicabili solo alle imprese con reddito d’impresa. Questo richiede programmazione anticipata, verifica tecnica dei beni e corretta documentazione, elementi fondamentali per non perdere il beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1272" data-end="1705">Rispetto al credito d’imposta 4.0, l’iper ammortamento si rivela particolarmente vantaggioso per le imprese che puntano su una pianificazione fiscale strutturata, con possibilità di abbattere il carico fiscale in modo consistente e duraturo. Tuttavia, ogni situazione aziendale è diversa e merita un’analisi attenta: rivolgersi a professionisti esperti può fare la differenza tra ottenere o perdere un’agevolazione così preziosa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1707" data-end="1974">In un contesto economico in evoluzione, l’iper ammortamento 2026 si presenta come un incentivo strategico, fiscale e industriale, in grado di favorire non solo il risparmio fiscale, ma anche la crescita intelligente, digitale e sostenibile delle imprese italiane.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/">Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/">Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</a> was first posted on Dicembre 10, 2025 at 12:24 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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