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	<title>legge di bilancio 2025 prima casa &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>legge di bilancio 2025 prima casa &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 04:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’intervento della Legge di Bilancio 2025, il legislatore ha modificato una delle regole più importanti in materia di agevolazioni prima casa: ora è possibile vendere il vecchio immobile entro 24 mesi dal nuovo acquisto e ottenere comunque il credito d’imposta previsto dall’art. 7 della Legge 448/1998. Un’opportunità rilevante per chi, per esigenze familiari o [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/">Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</a> was first posted on Settembre 14, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="589" data-end="1058">Con l’intervento della <strong data-start="612" data-end="638">Legge di Bilancio 2025</strong>, il legislatore ha modificato una delle regole più importanti in materia di agevolazioni prima casa: ora è possibile vendere il vecchio immobile <strong data-start="784" data-end="801">entro 24 mesi</strong> dal nuovo acquisto e <strong data-start="823" data-end="907">ottenere comunque il credito d’imposta previsto dall’art. 7 della Legge 448/1998</strong>. Un’opportunità rilevante per chi, per esigenze familiari o lavorative, deve trasferirsi in tempi rapidi ma vuole anche <strong data-start="1028" data-end="1057">risparmiare sulle imposte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1060" data-end="1482">Nel recente <strong data-start="1072" data-end="1098">interpello n. 238/2025</strong>, l’Agenzia delle Entrate chiarisce in modo puntuale <strong data-start="1151" data-end="1186">quando e come il credito spetta</strong>, soprattutto nei casi più delicati come quelli di comproprietà, successione ereditaria e figli fiscalmente a carico. Un caso pratico che ci permette di comprendere <strong data-start="1351" data-end="1394">quali sono i limiti reali del beneficio</strong>, come si calcola il credito spettante e <strong data-start="1435" data-end="1481">quali errori evitare per non perdere tutto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="1700">Se stai valutando di acquistare una nuova abitazione senza perdere le agevolazioni fiscali, questo articolo ti guiderà punto per punto, con spiegazioni chiare, riferimenti normativi aggiornati ed esempi concreti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="371"><strong data-start="295" data-end="371">Credito d’imposta prima casa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="887">La disciplina fiscale collegata all’acquisto della prima casa continua a essere oggetto di attenzione da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto nei casi in cui si chieda di fruire del <strong data-start="564" data-end="603">credito d’imposta per il riacquisto</strong> agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="887">Con la <strong data-start="622" data-end="676">Risposta a interpello n. 238 del 10 settembre 2025</strong>, l’Agenzia chiarisce un tema molto rilevante per la prassi applicativa: è possibile ottenere il credito d’imposta anche se il nuovo acquisto agevolato avviene prima della vendita dell’immobile preposseduto?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1351">Il tema si inserisce in un contesto normativo aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025, che ha modificato il comma 4-bis della Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa Parte I allegata al TUR, estendendo da 12 a 24 mesi il termine entro cui il contribuente deve vendere l’immobile precedentemente acquistato con i benefici “prima casa”. Un’estensione che rende più flessibile il passaggio da un’abitazione all’altra, senza perdere le agevolazioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1353" data-end="1767">Nel caso esaminato, l’istante ha acquistato una nuova abitazione nel 2024 beneficiando dell’IVA agevolata al 4%, impegnandosi a vendere l’immobile pre-posseduto entro il nuovo termine biennale. Da qui nasce il quesito sottoposto all’Agenzia: è possibile far valere il credito d’imposta relativo all’imposta di registro versata nel 2003, inclusa la quota riferibile al figlio minorenne fiscalmente a carico?</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="402"><strong data-start="329" data-end="402">Come funziona con immobile preposseduto</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="921">Con l’introduzione dell’art. 1, comma 116, della <strong data-start="453" data-end="479">Legge di Bilancio 2025</strong> (L. 207/2024), il legislatore ha esteso da <strong data-start="523" data-end="539">12 a 24 mesi</strong> il termine per alienare l’immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa” qualora se ne acquisti uno nuovo con i medesimi benefici. La modifica ha interessato direttamente il <strong data-start="720" data-end="753">comma 4-bis della Nota II-bis</strong> all’art. 1 della Tariffa Parte I allegata al TUR, ed è stata oggetto di chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate, tra cui la <strong data-start="896" data-end="920">Risposta n. 127/2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="923" data-end="1314">Grazie a questa modifica normativa, oggi è possibile acquistare una <strong data-start="991" data-end="1088">nuova abitazione con agevolazioni prima casa anche prima di aver venduto quella già posseduta</strong>, a patto che l’alienazione avvenga entro due anni dal nuovo acquisto. Si tratta di una deroga significativa al principio originario che prevedeva la necessaria vendita del vecchio immobile <strong data-start="1278" data-end="1287">prima</strong> del riacquisto agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1712">Il credito d’imposta di cui all’<strong data-start="1348" data-end="1380">art. 7, comma 1, L. 448/1998</strong>, inizialmente previsto solo per chi vende e riacquista entro un anno, è stato <strong data-start="1459" data-end="1517">estensivamente interpretato dall’Agenzia delle Entrate</strong> con la circolare 12/E del 2016 e con risposte più recenti come la n. 197/2025. Oggi, è ammesso anche <strong data-start="1619" data-end="1639">nel caso inverso</strong>: se si acquista prima e si vende dopo, purché entro il termine biennale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1714" data-end="1989">Il diritto al credito nasce <strong data-start="1742" data-end="1764">in via provvisoria</strong> con il nuovo acquisto e si consolida <strong data-start="1802" data-end="1872">solo se l’immobile preposseduto viene venduto nei termini previsti</strong>. In caso contrario, il contribuente decade dai benefici fiscali “prima casa” e <strong data-start="1952" data-end="1988">perde anche il credito d’imposta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1991" data-end="2424">Importante infine la precisazione sulla <strong data-start="2031" data-end="2063">natura personale del credito</strong>: esso spetta solo in proporzione alla quota effettivamente posseduta e venduta. Nel caso esaminato, ad esempio, il contribuente ha diritto al credito <strong data-start="2214" data-end="2254">solo sul 75% dell’imposta originaria</strong>, mentre il restante 25%, intestato al figlio minore (pur fiscalmente a carico), <strong data-start="2335" data-end="2361">non può essere incluso</strong>, in quanto manca la titolarità del bene da parte del genitore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1991" data-end="2424"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33640 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-delle-monete-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="413"><strong data-start="345" data-end="413">Come e quando </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="948">Una volta rispettati i requisiti per beneficiare del credito d’imposta, ovvero aver acquistato un nuovo immobile con agevolazioni “prima casa” e aver venduto l’abitazione precedentemente posseduta entro il termine di due anni, si apre la questione di <strong data-start="668" data-end="717">come e quando utilizzare il credito spettante</strong>. La normativa di riferimento è l’art. 7, comma 2, della <strong data-start="774" data-end="792">Legge 448/1998</strong>, che consente l’utilizzo del credito in <strong data-start="833" data-end="862">dichiarazione dei redditi</strong>, a partire dall’anno successivo a quello in cui è stato effettuato il nuovo acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="950" data-end="1482">Il credito può essere portato in <strong data-start="983" data-end="1011">compensazione dell’IRPEF</strong> dovuta con il modello 730 o Redditi PF, oppure può essere usato in fase di <strong data-start="1087" data-end="1110">acquisto successivo</strong> di un altro immobile, per compensare le imposte dovute (registro, ipotecaria, catastale o IVA). Tuttavia, una <strong data-start="1221" data-end="1247">limitazione importante</strong> è che <strong data-start="1254" data-end="1325">il credito non può mai eccedere l’imposta dovuta sul nuovo acquisto</strong>. Nel caso in esame, il nuovo immobile è stato acquistato con <strong data-start="1387" data-end="1410">IVA agevolata al 4%</strong>, e quindi il credito non potrà mai superare l’importo dell’IVA versata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="2100">Il calcolo del credito deve avvenire sulla base dell’<strong data-start="1537" data-end="1596">imposta pagata sull’acquisto dell’immobile preposseduto</strong>, in proporzione alla <strong data-start="1618" data-end="1663">quota di proprietà effettivamente venduta</strong>. Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella <strong data-start="1713" data-end="1737">Risposta n. 238/2025</strong>, se l’immobile era in comproprietà e poi ereditato, il credito sarà commisurato solo alla percentuale detenuta e successivamente alienata dal contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1484" data-end="2100">Non è possibile includere le imposte relative a quote intestate a terzi, anche se <strong data-start="1976" data-end="2000">fiscalmente a carico</strong>, come nel caso di un figlio minore: l’elemento determinante è la <strong data-start="2066" data-end="2099">titolarità giuridica del bene</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2102" data-end="2148">In sintesi, il credito d’imposta “prima casa”:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2149" data-end="2404">
<li data-start="2149" data-end="2202">
<p data-start="2151" data-end="2202">può essere utilizzato in dichiarazione dei redditi;</p>
</li>
<li data-start="2203" data-end="2269">
<p data-start="2205" data-end="2269">è personale e proporzionale alla quota effettivamente posseduta;</p>
</li>
<li data-start="2270" data-end="2325">
<p data-start="2272" data-end="2325">non può superare l’imposta dovuta sul nuovo acquisto;</p>
</li>
<li data-start="2326" data-end="2404">
<p data-start="2328" data-end="2404">si consolida solo dopo la vendita dell’immobile preposseduto entro due anni.</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="439"><strong data-start="357" data-end="439">Obblighi, rischi e adempimenti </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="741">Chi intende usufruire del <strong data-start="467" data-end="523">credito d’imposta per il riacquisto della prima casa</strong>, pur possedendo già un immobile acquistato con agevolazioni, deve prestare molta attenzione agli adempimenti fiscali e ai termini di legge, poiché il mancato rispetto comporta conseguenze economiche rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="1173">Innanzitutto, è fondamentale che l’alienazione dell’immobile preposseduto avvenga <strong data-start="825" data-end="842">entro 24 mesi</strong> dal nuovo acquisto agevolato. Questo termine biennale, introdotto dalla <strong data-start="915" data-end="941">Legge di Bilancio 2025</strong> (L. 207/2024), si applica a tutti i casi in cui il vecchio termine di 12 mesi <strong data-start="1020" data-end="1066">non sia ancora scaduto al 31 dicembre 2024</strong>, estendendo così retroattivamente il beneficio a molti contribuenti già in transizione tra due abitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1404">L’Agenzia delle Entrate è molto chiara: <strong data-start="1215" data-end="1288">se la vendita dell’immobile preposseduto non avviene entro i due anni</strong>, il contribuente <strong data-start="1306" data-end="1353">decade automaticamente dai benefici fiscali</strong> ottenuti sul nuovo acquisto. Questo significa che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1669">
<li data-start="1405" data-end="1502">
<p data-start="1407" data-end="1502">dovrà <strong data-start="1413" data-end="1449">versare la differenza di imposta</strong> non pagata inizialmente (IVA o imposta di registro);</p>
</li>
<li data-start="1503" data-end="1575">
<p data-start="1505" data-end="1575">saranno dovuti <strong data-start="1520" data-end="1533">interessi</strong> e <strong data-start="1536" data-end="1548">sanzioni</strong> per il mancato versamento;</p>
</li>
<li data-start="1576" data-end="1669">
<p data-start="1578" data-end="1669"><strong data-start="1578" data-end="1621">perderà il diritto al credito d’imposta</strong>, anche se già fruito in parte in dichiarazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1920">Inoltre, è importante che il contribuente sia in grado di <strong data-start="1729" data-end="1759">dimostrare documentalmente</strong> la vendita entro il termine previsto. In caso contrario, l&#8217;Agenzia potrebbe procedere a un <strong data-start="1851" data-end="1873">recupero d’imposta</strong> attraverso un controllo formale o sostanziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1922" data-end="2304">Altro aspetto da considerare riguarda la <strong data-start="1963" data-end="1995">ripartizione della proprietà</strong>: come evidenziato nella Risposta 238/2025, il credito spetta solo in proporzione alla quota effettivamente <strong data-start="2103" data-end="2132">alienata dal contribuente</strong>. Quote intestate a terzi (es. figli minorenni) <strong data-start="2180" data-end="2204">non generano credito</strong>, anche se gli stessi sono fiscalmente a carico, perché manca il requisito della titolarità diretta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2306" data-end="2342">Per evitare errori, è consigliabile:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2343" data-end="2598">
<li data-start="2343" data-end="2400">
<p data-start="2345" data-end="2400"><strong data-start="2345" data-end="2399">registrare correttamente gli atti di compravendita</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2401" data-end="2481">
<p data-start="2403" data-end="2481">conservare tutta la documentazione relativa al precedente e al nuovo acquisto;</p>
</li>
<li data-start="2482" data-end="2598">
<p data-start="2484" data-end="2598">valutare con il proprio consulente fiscale la <strong data-start="2530" data-end="2561">tempistica dell’alienazione</strong> per rispettare i requisiti previsti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33641 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/tasso-di-prestito-ipotecario-immobiliare-o-investimento-immobiliare-per-risparmiare-denaro-per-la-moneta-del-concetto-di-pensionamento.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="417"><strong data-start="351" data-end="417">Interpello n. 238/2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="970">La <strong data-start="422" data-end="446">Risposta n. 238/2025</strong> dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> si inserisce in una linea interpretativa ormai consolidata, ma fornisce nuovi spunti applicativi legati al <strong data-start="581" data-end="607">concetto di titolarità</strong> e alla <strong data-start="615" data-end="653">ripartizione del credito d’imposta</strong> nei casi di comproprietà e successione. L’istante, come noto, aveva acquistato nel 2024 un nuovo immobile beneficiando dell’aliquota IVA agevolata al 4%, impegnandosi a vendere l’immobile preposseduto — acquistato nel 2003 in comproprietà con il coniuge — entro il termine di 24 mesi previsto dalla nuova disciplina.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="972" data-end="1438">Nel 2011, a seguito della morte del coniuge, il contribuente aveva acquisito un ulteriore 25% dell’immobile per successione, mentre il restante 25% era stato devoluto al figlio minorenne, fiscalmente a carico. In fase di interpello, l’istante chiedeva se fosse possibile utilizzare <strong data-start="1254" data-end="1329">l’intero importo dell’imposta di registro versata nel 2003 (1.000 euro)</strong> come credito d’imposta in dichiarazione, includendo anche la parte relativa alla quota ereditata dal figlio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1440" data-end="1983">L’Agenzia, tuttavia, ha fornito un’interpretazione <strong data-start="1491" data-end="1503">rigorosa</strong> ma coerente con la ratio normativa: il <strong data-start="1543" data-end="1654">credito spetta solo in misura corrispondente alla quota effettivamente posseduta e successivamente alienata</strong>. In altre parole, il diritto al credito è <strong data-start="1697" data-end="1710">personale</strong> e non può estendersi a quote intestate ad altri soggetti, <strong data-start="1769" data-end="1819">anche se fiscalmente a carico del contribuente</strong>. Pertanto, l’istante ha diritto al credito d’imposta <strong data-start="1873" data-end="1939">limitatamente al 75% dell’imposta di registro versata nel 2003</strong> (50% quota iniziale + 25% quota ereditata).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1985" data-end="2065">Dal punto di vista giuridico, l’Agenzia si basa su due capisaldi interpretativi:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="2066" data-end="2414">
<li data-start="2066" data-end="2241">
<p data-start="2069" data-end="2241">Il <strong data-start="2072" data-end="2139">principio di stretta interpretazione delle agevolazioni fiscali</strong>, secondo cui i benefici non possono essere estesi per analogia a situazioni non previste dalla norma.</p>
</li>
<li data-start="2242" data-end="2414">
<p data-start="2245" data-end="2414">La <strong data-start="2248" data-end="2303">centralità del requisito della titolarità giuridica</strong>, senza il quale non si può configurare il diritto al credito, anche in presenza di legami familiari o fiscali.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2416" data-end="2623">La posizione dell’Agenzia, per quanto restrittiva, appare fondata e coerente con l’orientamento espresso anche in precedenti risposte a interpello e nella prassi amministrativa (es. circolare 12/E del 2016).</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="410"><strong data-start="322" data-end="410">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="652">Per comprendere meglio le implicazioni della normativa sul credito d’imposta prima casa nei casi di immobile preposseduto, analizziamo un <strong data-start="550" data-end="570">esempio concreto</strong>, ispirato al caso trattato dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 238/2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="654" data-end="667"><strong data-start="654" data-end="667">Scenario:</strong></h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="668" data-end="1265">
<li data-start="668" data-end="817">
<p data-start="670" data-end="817">Nel 2003 il contribuente (Tizio) acquista un’abitazione in comproprietà con la moglie, ciascuno al 50%, beneficiando delle agevolazioni prima casa.</p>
</li>
<li data-start="818" data-end="902">
<p data-start="820" data-end="902">All’epoca, l’imposta di registro complessivamente versata è pari a <strong data-start="887" data-end="901">1.000 euro</strong>.</p>
</li>
<li data-start="903" data-end="1083">
<p data-start="905" data-end="1083">Nel 2011, la moglie decede: Tizio eredita un <strong data-start="950" data-end="967">ulteriore 25%</strong> dell’immobile, mentre il <strong data-start="993" data-end="1009">restante 25%</strong> va al figlio minorenne, fiscalmente a carico ma intestatario della quota.</p>
</li>
<li data-start="1084" data-end="1265">
<p data-start="1086" data-end="1265">Nel 2024, Tizio acquista un nuovo immobile con <strong data-start="1133" data-end="1146">IVA al 4%</strong>, beneficiando nuovamente delle agevolazioni prima casa e impegnandosi a vendere il vecchio immobile entro <strong data-start="1253" data-end="1264">24 mesi</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1267" data-end="1334"><strong data-start="1267" data-end="1279">Domanda:</strong> Quanto credito d’imposta può portare in dichiarazione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1536"><strong data-start="1336" data-end="1349">Risposta:</strong><br />
Il credito si calcola sulla base dell’imposta di registro versata sull’immobile preposseduto, in proporzione alla <strong data-start="1464" data-end="1526">quota di proprietà effettivamente posseduta e poi alienata</strong> da Tizio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1538" data-end="1545">Quindi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1674">
<li data-start="1546" data-end="1616">
<p data-start="1548" data-end="1616"><strong data-start="1548" data-end="1577">Quota posseduta da Tizio:</strong> 50% iniziale + 25% ereditato = <strong data-start="1609" data-end="1616">75%</strong></p>
</li>
<li data-start="1617" data-end="1674">
<p data-start="1619" data-end="1674"><strong data-start="1619" data-end="1641">Credito spettante:</strong> 75% di 1.000 euro = <strong data-start="1662" data-end="1674">750 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="1901">Il <strong data-start="1679" data-end="1695">25% restante</strong>, intestato al figlio minorenne, <strong data-start="1728" data-end="1756">non può generare credito</strong> per Tizio, anche se il figlio è fiscalmente a suo carico, perché la normativa richiede la <strong data-start="1847" data-end="1869">titolarità diretta</strong> per avere diritto al beneficio.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2210"><strong data-start="1903" data-end="1934">Limite massimo del credito:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2210">Il credito di 750 euro potrà essere <strong data-start="1971" data-end="2014">utilizzato in dichiarazione dei redditi</strong> solo <strong data-start="2020" data-end="2059">fino a concorrenza dell’IVA versata</strong> sul nuovo immobile. Se, ad esempio, l’IVA sul nuovo acquisto è pari a 5.000 euro, allora il credito potrà essere portato interamente in compensazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="303" data-end="381"><strong data-start="306" data-end="381">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="953">Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa rappresenta un’importante leva fiscale per chi cambia abitazione, ma la sua <strong data-start="515" data-end="634">corretta applicazione richiede attenzione, competenza e rispetto rigoroso delle condizioni previste dalla normativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="953">Grazie alle modifiche introdotte dalla <strong data-start="675" data-end="701">Legge di Bilancio 2025</strong>, che ha esteso a <strong data-start="719" data-end="730">24 mesi</strong> il termine per vendere l’immobile preposseduto, e ai chiarimenti forniti con l’<strong data-start="810" data-end="836">interpello n. 238/2025</strong>, oggi è possibile gestire con maggiore flessibilità le transazioni immobiliari senza rinunciare ai benefici fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1076">Tuttavia, la possibilità di <strong data-start="983" data-end="1018">acquistare prima e vendere dopo</strong> non esonera il contribuente da responsabilità e obblighi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1077" data-end="1372">
<li data-start="1077" data-end="1132">
<p data-start="1079" data-end="1132">è essenziale rispettare i termini temporali previsti;</p>
</li>
<li data-start="1133" data-end="1180">
<p data-start="1135" data-end="1180">documentare correttamente l’avvenuta vendita;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1261">
<p data-start="1183" data-end="1261">calcolare il credito solo sulla <strong data-start="1215" data-end="1260">quota effettivamente posseduta e alienata</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1262" data-end="1372">
<p data-start="1264" data-end="1372">evitare di includere impropriamente quote intestate a figli o altri soggetti, anche se fiscalmente a carico.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1374" data-end="1566">Inoltre, il credito d’imposta potrà essere <strong data-start="1417" data-end="1460">utilizzato in dichiarazione dei redditi</strong> o in compensazione su futuri acquisti, ma <strong data-start="1503" data-end="1565">mai oltre l’importo dell’imposta dovuta sul nuovo immobile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1568" data-end="1860">Per non incorrere in decadenze o sanzioni, è sempre consigliabile affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità immobiliare, in grado di valutare la propria posizione personale e suggerire la strategia più efficace per ottimizzare il carico fiscale in modo pienamente legale.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Credito-d-imposta-prima-casa-2025-come-ottenerlo-con-immobile-preposseduto/">Credito d’imposta prima casa 2025: come ottenerlo con immobile preposseduto</a> was first posted on Settembre 14, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Prima casa 2025: nuovo termine di 2 anni per vendere l’immobile e mantenere agevolazioni e credito d’imposta</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Prima-casa-2025-nuovo-termine-di-2-anni-per-vendere-l-immobile-e-mantenere-agevolazioni-e-credito-d-imposta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 04:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[Agevolazioni fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Credito di imposta - Tax Credit]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2025 è in vigore una modifica attesa da chi cambia abitazione principale: il termine per vendere l’immobile già posseduto e mantenere le agevolazioni “prima casa” è stato esteso da uno a due anni. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 116, Legge n. 207/2024), la nuova regola semplifica il passaggio [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Prima-casa-2025-nuovo-termine-di-2-anni-per-vendere-l-immobile-e-mantenere-agevolazioni-e-credito-d-imposta/">Prima casa 2025: nuovo termine di 2 anni per vendere l’immobile e mantenere agevolazioni e credito d’imposta</a> was first posted on Agosto 13, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="689">Dal 1° gennaio 2025 è in vigore una modifica attesa da chi cambia abitazione principale: il termine per vendere l’immobile già posseduto e mantenere le agevolazioni “prima casa” è stato esteso da uno a due anni. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 116, Legge n. 207/2024), la nuova regola semplifica il passaggio da una casa agevolata a un’altra, evitando la perdita di importanti benefici fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="691" data-end="1312">A chiarire gli effetti pratici di questa nuova norma è intervenuta l’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> con la <strong data-start="789" data-end="840">Risposta a interpello n. 197 del 30 luglio 2025</strong>, che fornisce un&#8217;interpretazione ufficiale su un caso specifico ma molto rappresentativo: un contribuente che ha acquistato una nuova casa nel novembre 2024 beneficiando dell’agevolazione “prima casa”, pur possedendo ancora un altro immobile acquistato in passato con lo stesso regime agevolato. Il dubbio era chiaro: potrà godere del <strong data-start="1176" data-end="1236">nuovo termine biennale per vendere la casa pre-posseduta</strong>, pur avendo effettuato l’acquisto prima dell’entrata in vigore della norma?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1314" data-end="1720">La risposta dell’Agenzia apre a un’interpretazione favorevole per i contribuenti, estendendo di fatto il termine anche al <strong data-start="1436" data-end="1492">credito d’imposta per il riacquisto della prima casa</strong>, risolvendo un problema concreto per chi rischiava di perdere l’agevolazione per mancata vendita entro 12 mesi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi può beneficiare del nuovo termine e quali sono gli effetti fiscali concreti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="126" data-end="207"><strong data-start="130" data-end="207">Nuovo termine di 2 anni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="209" data-end="670">Con l’introduzione della nuova normativa dal 2025, i contribuenti che acquistano una nuova “prima casa” potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali anche se non hanno ancora venduto l’immobile già posseduto. La novità principale consiste nell’estensione da <strong data-start="470" data-end="488">uno a due anni</strong> del termine per procedere alla vendita dell’abitazione precedentemente acquistata con i benefici “prima casa”, senza perdere l’<strong data-start="616" data-end="669">aliquota agevolata al 2% sull’imposta di registro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="672" data-end="1214">Un chiarimento fondamentale arriva dalla <strong data-start="713" data-end="764">Risposta n. 197/2025 dell’Agenzia delle Entrate</strong>, che specifica come questo termine esteso si applichi <strong data-start="819" data-end="857">anche agli atti stipulati nel 2024</strong>, purché al <strong data-start="869" data-end="955">31 dicembre 2024 non sia ancora decorso l’anno previsto dalla normativa precedente</strong>. In altre parole, la nuova scadenza biennale non è limitata ai soli atti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi, ma si estende in modo retroattivo a certe situazioni ancora in corso, risolvendo un nodo interpretativo che avrebbe potuto creare molta incertezza.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1216" data-end="1292">L’agevolazione “prima casa” si concretizza principalmente in due vantaggi:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1293" data-end="1540">
<li data-start="1293" data-end="1365">
<p data-start="1296" data-end="1365"><strong data-start="1296" data-end="1334">Aliquota di registro ridotta al 2%</strong> per chi acquista da privato.</p>
</li>
<li data-start="1366" data-end="1540">
<p data-start="1369" data-end="1540"><strong data-start="1369" data-end="1408">Credito d’imposta per il riacquisto</strong>: chi vende una prima casa e ne acquista un’altra entro il termine previsto può scomputare l’imposta pagata nel precedente acquisto.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1542" data-end="1880">Sebbene la norma sul <strong data-start="1563" data-end="1584">credito d’imposta</strong> (art. 7, L. 448/1998) non sia stata modificata direttamente, l’Agenzia ne <strong data-start="1659" data-end="1735">estende l’applicazione coerentemente con la ratio della riforma del 2016</strong>, confermando che il credito <strong data-start="1764" data-end="1818">spetta anche se la vendita avviene dopo l’acquisto</strong>, a condizione che avvenga entro il nuovo termine di due anni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="243" data-end="336"><strong data-start="247" data-end="336">Agevolazione e credito d’imposta </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="338" data-end="699">Quando si parla di benefici fiscali per l’acquisto della prima abitazione, è fondamentale distinguere tra due agevolazioni ben diverse ma spesso confuse: da un lato l’<strong data-start="505" data-end="534">agevolazione “prima casa”</strong>, dall’altro il <strong data-start="550" data-end="589">credito d’imposta per il riacquisto</strong>. Entrambe le misure consentono un importante risparmio fiscale, ma si applicano in momenti e modi differenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="701" data-end="749">Ecco un confronto sintetico tra i due strumenti:</p>
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<div class="absolute end-0 flex items-end"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33334 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741.png" alt="" width="1007" height="390" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741.png 1007w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741-300x116.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741-768x297.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741-150x58.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741-600x232.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/Immagine-2025-07-31-124741-696x270.png 696w" sizes="(max-width: 1007px) 100vw, 1007px" /></div>
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<p style="text-align: justify;" data-start="1814" data-end="2091">Queste due misure possono anche <strong data-start="1846" data-end="1860">coesistere</strong>, ma solo se vengono rispettati <strong data-start="1892" data-end="1925">termini temporali e requisiti</strong> precisi. Con il nuovo termine biennale introdotto dal 2025, sarà più facile mantenere entrambe le agevolazioni in caso di passaggio da una casa agevolata a un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1814" data-end="2091"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33335 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiavi-d-argento-vicino-al-modello-di-legno-della-casa-con-l-arco-del-nastro-sul-muro-di-cemento-bianco.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="349"><strong data-start="246" data-end="349">Risposta dell’ADE </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="735">Uno degli aspetti più rilevanti della novità normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 è stato oggetto di chiarimento con la <strong data-start="484" data-end="521">Risposta a interpello n. 197/2025</strong>: si tratta dell’estensione del termine di <strong data-start="564" data-end="633">due anni anche agli acquisti effettuati prima del 1° gennaio 2025</strong>, a patto che <strong data-start="647" data-end="734">non sia ancora decorso il vecchio termine di un anno alla data del 31 dicembre 2024</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="737" data-end="1332">Il caso specifico riguarda un contribuente che ha acquistato una nuova abitazione a novembre 2024 con le agevolazioni “prima casa”, pur essendo ancora proprietario di un altro immobile acquistato con lo stesso beneficio. In base alla normativa allora vigente, il contribuente avrebbe dovuto vendere l’immobile preposseduto entro un anno, ovvero entro novembre 2025, per non perdere l’agevolazione. Tuttavia, con l’entrata in vigore della riforma dal 1° gennaio 2025, l’istante chiede se possa usufruire <strong data-start="1240" data-end="1273">del nuovo termine di due anni</strong> anche se il suo acquisto è avvenuto prima dell’anno nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1334" data-end="1723">La risposta dell’Agenzia è positiva: <strong data-start="1371" data-end="1441">la nuova scadenza biennale si applica anche agli acquisti del 2024</strong>, a condizione che il termine annuale originario <strong data-start="1490" data-end="1547">non sia ancora scaduto alla data del 31 dicembre 2024</strong>. Questo chiarimento è fondamentale: <strong data-start="1584" data-end="1722">consente di allineare il trattamento fiscale di contribuenti in situazioni identiche, evitando disparità solo per motivi di calendario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="2091">Inoltre, l’Agenzia estende lo stesso principio al <strong data-start="1775" data-end="1831">credito d’imposta per il riacquisto della prima casa</strong>, confermando che il termine di due anni vale anche ai fini del beneficio, seppur la norma primaria (L. 448/1998) non sia stata modificata. Un’interpretazione che tiene conto della prassi amministrativa e della coerenza sistematica dell’ordinamento tributario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="316"><strong data-start="246" data-end="316">Effetti pratici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="318" data-end="776">L’estensione del termine a due anni per vendere l’immobile già posseduto rappresenta un vantaggio concreto per molti contribuenti, soprattutto in un contesto immobiliare caratterizzato da <strong data-start="506" data-end="540">tempi di vendita spesso lunghi</strong> e condizioni di mercato variabili. Tuttavia, il mancato rispetto di questo nuovo termine comporta ancora <strong data-start="646" data-end="675">rischi fiscali importanti</strong>, sia sul piano dell’agevolazione “prima casa” sia su quello del credito d’imposta per il riacquisto.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="892">Infatti, se l’immobile pre-posseduto <strong data-start="815" data-end="854">non viene alienato entro i due anni</strong> dall’acquisto della nuova abitazione:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1216">
<li data-start="893" data-end="1043">
<p data-start="895" data-end="1043"><strong data-start="895" data-end="931">Decade l’agevolazione prima casa</strong>, con recupero delle imposte non versate al momento dell’acquisto (es. imposta di registro al 9% anziché al 2%);</p>
</li>
<li data-start="1044" data-end="1216">
<p data-start="1046" data-end="1216"><strong data-start="1046" data-end="1092">Viene meno il diritto al credito d’imposta</strong>: il contribuente non potrà più scomputare l’imposta pagata in precedenza, perdendo un beneficio economico spesso rilevante.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1218" data-end="1595">La decadenza delle agevolazioni comporta anche l’applicazione di <strong data-start="1283" data-end="1307">sanzioni e interessi</strong>, che possono aumentare in maniera significativa l’onere fiscale complessivo. È quindi essenziale monitorare con attenzione la decorrenza del termine di due anni, che <strong data-start="1474" data-end="1548">inizia a partire dalla data di stipula del nuovo atto di compravendita</strong>, e non dalla registrazione né da altri eventi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1597" data-end="1981">Inoltre, bisogna considerare che la <strong data-start="1633" data-end="1670">verifica del rispetto dei termini</strong> può essere effettuata anche diversi anni dopo l’atto, in fase di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, è buona prassi documentare ogni fase del processo (impegni alla vendita, eventuali difficoltà oggettive, trattative in corso), in modo da potersi tutelare in caso di controlli.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="257" data-end="321"><strong data-start="261" data-end="321">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="801">L’estensione del termine a <strong data-start="350" data-end="405">due anni per la vendita dell’immobile pre-posseduto</strong> porta con sé una serie di <strong data-start="432" data-end="476">vantaggi fiscali, economici e strategici</strong> di rilievo per chi è interessato a cambiare abitazione mantenendo le agevolazioni “prima casa”. La modifica normativa, infatti, risponde a una necessità molto sentita: <strong data-start="645" data-end="699">ridurre la pressione sui tempi della compravendita</strong> e permettere una gestione più razionale e meno penalizzante del passaggio da un’abitazione all’altra.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="803" data-end="1248">Il primo vantaggio evidente è il <strong data-start="836" data-end="892">mantenimento dell’aliquota di registro ridotta al 2%</strong>, che, su immobili di valore elevato, può tradursi in un risparmio di migliaia di euro rispetto all’aliquota ordinaria del 9%. A ciò si aggiunge la possibilità di conservare il <strong data-start="1069" data-end="1105">credito d’imposta sul riacquisto</strong>, che consente di <strong data-start="1123" data-end="1209">recuperare in compensazione l’imposta già versata sull’acquisto della casa venduta</strong>, evitando così una doppia imposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1250" data-end="1680">Ma i benefici non sono solo economici: avere due anni di tempo per vendere l’immobile precedente consente ai contribuenti di <strong data-start="1375" data-end="1419">attendere condizioni di mercato migliori</strong>, evitare svendite affrettate, negoziare con più calma, e pianificare il trasloco senza stress. Questo è particolarmente utile in un contesto di incertezza immobiliare o in caso di immobili difficilmente vendibili (es. in zone periferiche, in condominio, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1682" data-end="2053">Inoltre, questa maggiore flessibilità <strong data-start="1720" data-end="1777">riduce il rischio di errori o violazioni involontarie</strong> che potrebbero comportare la decadenza dall’agevolazione. In definitiva, la proroga a due anni si configura non solo come un’opportunità di risparmio, ma anche come una misura di civiltà fiscale, che tiene conto delle difficoltà reali di chi affronta un cambio di abitazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="511" data-end="600"><strong data-start="536" data-end="600">Esempi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="602" data-end="822">Per comprendere al meglio la portata della novità introdotta dal 2025 e i vantaggi fiscali legati alla proroga del termine di vendita a due anni, è utile analizzare alcuni <strong data-start="774" data-end="793">esempi concreti</strong> e <strong data-start="796" data-end="821">simulazioni numeriche</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="880">Esempio 1 – Risparmio su imposta di registro</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="881" data-end="1278">Marco ha acquistato una nuova abitazione a dicembre 2024 al prezzo di 220.000 euro, beneficiando dell’<strong data-start="983" data-end="1009">aliquota ridotta al 2%</strong> prevista per la “prima casa”, ma al momento dell’acquisto era ancora proprietario di un altro immobile agevolato.<br data-start="1123" data-end="1126" />Senza la proroga, avrebbe dovuto vendere entro dicembre 2025 per non decadere dal beneficio.<br data-start="1218" data-end="1221" />Con la nuova norma, il termine si sposta a dicembre 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1280" data-end="1335"><strong data-start="1283" data-end="1333">Quanto avrebbe pagato in più senza la proroga?</strong></p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1515">
<li data-start="1336" data-end="1398">
<p data-start="1338" data-end="1398">Imposta di registro ordinaria: 9% su 220.000 = 19.800 euro</p>
</li>
<li data-start="1399" data-end="1515">
<p data-start="1401" data-end="1515">Imposta agevolata: 2% su 220.000 = 4.400 euro<br data-start="1446" data-end="1449" /><strong data-start="1452" data-end="1515">Risparmio mantenuto grazie alla nuova scadenza: 15.400 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1517" data-end="1569">Esempio 2 – Credito d’imposta riacquisto</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1836">Sara ha acquistato una nuova prima casa a ottobre 2024 per 180.000 euro e ha venduto la precedente a maggio 2026. In base alla disciplina pre-2025, avrebbe perso il <strong data-start="1735" data-end="1756">credito d’imposta</strong> per il riacquisto (perché oltre i 12 mesi). Con l’estensione a 24 mesi, invece:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1837" data-end="2050">
<li data-start="1837" data-end="1870">
<p data-start="1839" data-end="1870">Prezzo nuova casa: 180.000 euro</p>
</li>
<li data-start="1871" data-end="1906">
<p data-start="1873" data-end="1906">Prezzo vecchia casa: 160.000 euro</p>
</li>
<li data-start="1907" data-end="1965">
<p data-start="1909" data-end="1965">Imposta registro già pagata sulla prima casa: 3.200 euro</p>
</li>
<li data-start="1966" data-end="2050">
<p data-start="1968" data-end="2050">Imposta nuova casa (2%): 3.600 euro<br />
<strong data-start="2007" data-end="2050">Credito d’imposta spettante: 3.200 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2052" data-end="2253">Questi esempi dimostrano quanto il nuovo termine biennale possa <strong data-start="2116" data-end="2148">salvare il beneficio fiscale</strong>, in situazioni che prima portavano alla decadenza, pur in presenza di buona fede e difficoltà oggettive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33336 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/chiave-di-kouse-con-casa-modello.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="225" data-end="313"><strong data-start="229" data-end="313">Casi particolari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="315" data-end="602">Nonostante la proroga a due anni rappresenti un vantaggio concreto per la maggior parte dei contribuenti, restano <strong data-start="429" data-end="456">alcuni casi particolari</strong> e <strong data-start="459" data-end="482">criticità operative</strong> che è importante conoscere per evitare di perdere l’agevolazione “prima casa” o il credito d’imposta per il riacquisto.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="604" data-end="665">Vendita solo parziale dell’immobile pre-posseduto</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="666" data-end="996">Il termine di due anni riguarda l’alienazione dell’intera proprietà dell’immobile pre-posseduto. Se la vendita è parziale (es. solo una quota o nuda proprietà), l’<strong data-start="829" data-end="895">Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la mancata decadenza</strong> dal beneficio, soprattutto se l’alienazione non comporta la cessazione del possesso o dell’utilizzo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1037">Immobili ereditati o donati</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1038" data-end="1366">La normativa sulle agevolazioni prima casa si applica anche agli immobili acquisiti per successione o donazione, ma con <strong data-start="1158" data-end="1176">regole diverse</strong>: ad esempio, per ottenere il credito d’imposta per riacquisto, è necessario che anche l&#8217;immobile originario sia stato acquistato con i benefici prima casa e non solo ricevuto gratuitamente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1368" data-end="1399">Cambio di residenza</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1400" data-end="1768">Ricordiamo che per usufruire dell’agevolazione “prima casa” è obbligatorio <strong data-start="1475" data-end="1554">trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi</strong> dall’acquisto. Questo termine <strong data-start="1585" data-end="1611">non è stato modificato</strong> dalla riforma, quindi resta un requisito a parte da rispettare, pena la perdita dell’agevolazione anche se si è venduta la precedente casa entro i due anni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1770" data-end="1805">Atti simulati o fittizi</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1806" data-end="2158">Le vendite simulate dell’immobile preesistente per rispettare formalmente il termine di due anni ma senza reale trasferimento di proprietà possono esporre a <strong data-start="1963" data-end="1994">contestazioni fiscali gravi</strong>, fino all’accertamento di elusione o abuso del diritto. È quindi fondamentale che la vendita sia reale, con trasferimento effettivo del bene e del relativo prezzo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2165" data-end="2200">Consigli operativi</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2201" data-end="2632">
<li data-start="2201" data-end="2296">
<p data-start="2203" data-end="2296">Conserva sempre la <strong data-start="2222" data-end="2262">documentazione relativa alla vendita</strong> (preliminari, atti, compromessi);</p>
</li>
<li data-start="2297" data-end="2409">
<p data-start="2299" data-end="2409">In caso di compravendita complessa, valuta di stipulare <strong data-start="2355" data-end="2394">contratti con condizioni sospensive</strong> ben formulate;</p>
</li>
<li data-start="2410" data-end="2511">
<p data-start="2412" data-end="2511">Tieni monitorati i <strong data-start="2431" data-end="2456">termini di decorrenza</strong> dei due anni e dei 18 mesi per il cambio di residenza;</p>
</li>
<li data-start="2512" data-end="2632">
<p data-start="2514" data-end="2632">In presenza di dubbi, <strong data-start="2536" data-end="2599">richiedi un interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate</strong> per ottenere certezza normativa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2634" data-end="2898">In conclusione, il nuovo termine biennale offre sicuramente <strong data-start="2694" data-end="2728">più tempo e margini di manovra</strong>, ma richiede anche maggiore attenzione alle regole operative per non incorrere in errori che possono comportare la perdita di benefici fiscali anche molto rilevanti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="268" data-end="334"><strong data-start="272" data-end="334">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="734">Con l’introduzione del termine biennale per la vendita dell’immobile pre-posseduto, il legislatore ha finalmente allineato la normativa fiscale alle esigenze reali del mercato immobiliare e dei contribuenti. Si tratta di un intervento normativo che, pur semplice nella formulazione, ha <strong data-start="622" data-end="694">un impatto significativo sulla pianificazione fiscale e patrimoniale</strong> di chi acquista una nuova “prima casa”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="736" data-end="1171">La <strong data-start="739" data-end="790">Risposta n. 197/2025 dell’Agenzia delle Entrate</strong> ha ulteriormente confermato un’interpretazione favorevole al contribuente, estendendo il nuovo termine <strong data-start="894" data-end="932">anche agli atti stipulati nel 2024</strong>, se al 31 dicembre non era ancora decorso il termine di un anno. Inoltre, lo stesso termine si applica al <strong data-start="1039" data-end="1078">credito d’imposta per il riacquisto</strong>, evitando così la perdita del beneficio per coloro che vendono successivamente all’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1173" data-end="1254">Per non incorrere in errori o nella decadenza delle agevolazioni, è fondamentale:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1255" data-end="1561">
<li data-start="1255" data-end="1340">
<p data-start="1257" data-end="1340">Verificare con attenzione i termini temporali a partire dalla data di acquisto;</p>
</li>
<li data-start="1341" data-end="1421">
<p data-start="1343" data-end="1421">Documentare eventuali difficoltà nella vendita dell’immobile preesistente;</p>
</li>
<li data-start="1422" data-end="1561">
<p data-start="1424" data-end="1561">Rivolgersi a un commercialista o a un consulente fiscale esperto, soprattutto in caso di situazioni complesse o dubbi interpretativi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1563" data-end="1809">In sintesi, la nuova disciplina rappresenta <strong data-start="1607" data-end="1689">un passo avanti verso un fisco più equo e attento alla realtà del contribuente</strong>, ma richiede comunque attenzione, precisione e una corretta consulenza per non rischiare di perdere benefici rilevanti.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Prima-casa-2025-nuovo-termine-di-2-anni-per-vendere-l-immobile-e-mantenere-agevolazioni-e-credito-d-imposta/">Prima casa 2025: nuovo termine di 2 anni per vendere l’immobile e mantenere agevolazioni e credito d’imposta</a> was first posted on Agosto 13, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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