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	<title>investimenti agevolati 2026 &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>investimenti agevolati 2026 &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Bonus Transizione 5.0: al via le prenotazioni, l’iperammortamento diventa operativo per le impres</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:56:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Bonus Transizione 5.0 entra finalmente nella sua fase operativa e apre una finestra strategica per tutte le imprese che intendono investire in innovazione, digitalizzazione, efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili. Dopo il via libera della Corte dei Conti al decreto attuativo, l’incentivo collegato al nuovo iperammortamento può diventare uno degli strumenti fiscali più [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-Transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-l-iperammortamento-diventa-operativo-per-le-impres/">Bonus Transizione 5.0: al via le prenotazioni, l’iperammortamento diventa operativo per le impres</a> was first posted on Giugno 19, 2026 at 11:56 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="102" data-end="646">Il <strong data-start="105" data-end="130">Bonus Transizione 5.0</strong> entra finalmente nella sua fase operativa e apre una finestra strategica per tutte le imprese che intendono investire in innovazione, digitalizzazione, efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili. Dopo il via libera della <strong data-start="369" data-end="409">Corte dei Conti al decreto attuativo</strong>, l’incentivo collegato al nuovo iperammortamento può diventare uno degli strumenti fiscali più interessanti per ridurre il carico tributario in modo legale e programmare investimenti con un impatto diretto sulla competitività aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="648" data-end="1241">A partire dal <strong data-start="662" data-end="680">12 giugno 2026</strong>, le imprese potranno presentare le <strong data-start="716" data-end="760">comunicazioni preventive sul portale GSE</strong> per accedere all’agevolazione. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché la comunicazione preventiva rappresenta il primo step operativo per prenotare il beneficio e dimostrare l’intenzione di realizzare investimenti rientranti nel piano. Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati tra il <strong data-start="1064" data-end="1106">1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028</strong>, un arco temporale ampio che permette alle aziende di pianificare con maggiore attenzione le proprie scelte industriali e finanziarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1243" data-end="1770">Il cuore del Bonus Transizione 5.0 è la possibilità di ottenere una <strong data-start="1311" data-end="1363">maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto</strong>. In concreto, l’impresa può beneficiare di un vantaggio fiscale legato agli investimenti effettuati, aumentando il valore rilevante ai fini fiscali e riducendo così, nel tempo, la base imponibile. È una misura pensata per spingere le imprese a investire non soltanto in nuovi beni strumentali, ma anche in tecnologie capaci di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e ridurre i consumi energetici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="rddsim" data-start="1772" data-end="1807">Le percentuali dell’agevolazione</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1809" data-end="2303">Il nuovo incentivo prevede una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto fino al <strong data-start="1897" data-end="1949">180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro</strong>, fino al <strong data-start="1959" data-end="2034">100% per la quota di investimenti compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro</strong> e fino al <strong data-start="2045" data-end="2102">50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro</strong>. Si tratta di percentuali molto rilevanti, soprattutto per le piccole e medie imprese che stanno valutando l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, software, tecnologie digitali o sistemi energetici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2305" data-end="2847">Il vantaggio è particolarmente interessante perché consente di collegare la crescita aziendale al risparmio fiscale. Un investimento che normalmente rappresenterebbe solo un costo finanziario può trasformarsi in una leva per pagare meno imposte nel rispetto della legge. Naturalmente, il beneficio non deve essere valutato soltanto in termini percentuali: ogni impresa dovrà analizzare l’impatto concreto sulla propria situazione fiscale, sulla capienza reddituale, sui piani di ammortamento e sulla sostenibilità economica dell’investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="xhb2gv" data-start="2849" data-end="2911">Perché il Bonus Transizione 5.0 è importante per le imprese</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="2913" data-end="3391">Il Bonus Transizione 5.0 non è solo una misura fiscale, ma uno strumento di politica industriale. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso un modello produttivo più moderno, efficiente e sostenibile. Le aziende italiane, soprattutto quelle manifatturiere, si trovano oggi davanti a una doppia sfida: da un lato devono innovare per restare competitive, dall’altro devono contenere i costi energetici, che negli ultimi anni hanno inciso in modo rilevante sui margini aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3393" data-end="3926">In questo scenario, l’iperammortamento può rappresentare una risposta concreta. Investire in macchinari più efficienti, sistemi di controllo digitale, impianti automatizzati o soluzioni per l’autoproduzione energetica significa non solo ottenere un beneficio fiscale, ma anche ridurre i costi operativi nel medio-lungo periodo. Il vero vantaggio, quindi, non è soltanto pagare meno tasse, ma costruire un’impresa più solida, meno dipendente dai rincari energetici e più pronta ad affrontare la concorrenza nazionale e internazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1koili3" data-start="0" data-end="70">Autoproduzione da fonti rinnovabili</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="72" data-end="544">Una delle novità più interessanti riguarda gli <strong data-start="119" data-end="188">investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili</strong>, che potranno beneficiare dell’agevolazione anche in modo autonomo. Questo significa che le imprese interessate a installare impianti per produrre energia da fonti rinnovabili potranno valutare il Bonus Transizione 5.0 come uno strumento utile non solo per ridurre i costi energetici, ma anche per ottenere un vantaggio fiscale collegato all’investimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="549" data-end="1045">In un contesto in cui il costo dell’energia continua a rappresentare una delle principali voci di spesa per molte aziende, la possibilità di produrre energia internamente può diventare una scelta strategica. L’autoproduzione permette di ridurre la dipendenza dal mercato energetico, migliorare la prevedibilità dei costi e aumentare la sostenibilità dell’impresa. Se a questo si aggiunge anche una maggiorazione fiscale del costo riconosciuto, l’investimento può diventare ancora più conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1050" data-end="1543">Per molte imprese, soprattutto quelle con consumi energetici elevati, il tema non è più soltanto ambientale, ma economico e finanziario. Un impianto alimentato da fonti rinnovabili può contribuire a ridurre le bollette, migliorare i margini e rafforzare l’immagine aziendale nei confronti di clienti, fornitori, banche e investitori. Il Bonus Transizione 5.0, quindi, si inserisce in una logica più ampia: investire oggi per risparmiare domani, sia sul fronte fiscale sia su quello gestionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1050" data-end="1543"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34499 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-1024x586.jpg" alt="Documenti fiscali, scadenze e controlli amministrativi" width="1024" height="586" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-1024x586.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-300x172.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-768x440.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-1536x879.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/05/factory-editorial-32be44dfe1e8132cfcc4837457c914ace379d7bee77320352a2faba85d44351a-2048x1172.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="iepv3l" data-start="1549" data-end="1598">Quali investimenti possono essere interessanti</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1600" data-end="2101">Gli investimenti che possono assumere particolare rilevanza nell’ambito del Bonus Transizione 5.0 sono quelli legati alla modernizzazione dei processi produttivi. Pensiamo, ad esempio, all’acquisto di nuovi macchinari interconnessi, impianti automatizzati, sistemi digitali di monitoraggio, tecnologie per il controllo dei consumi, software gestionali evoluti, strumenti per la raccolta e l’analisi dei dati produttivi e soluzioni capaci di migliorare l’efficienza energetica complessiva dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2106" data-end="2649">Il punto centrale è che l’investimento non dovrebbe essere valutato solo come un acquisto isolato. Una macchina più moderna, un impianto più efficiente o un sistema digitale più avanzato possono incidere su diversi aspetti dell’attività: tempi di produzione, consumi, qualità del prodotto, manutenzione, organizzazione interna, tracciabilità e capacità di rispondere più rapidamente alle richieste del mercato. Quando il risparmio fiscale si somma a questi benefici operativi, il ritorno sull’investimento può diventare molto più interessante.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2654" data-end="3153">Proprio per questo motivo, prima di procedere è consigliabile costruire un vero piano di investimento. L’impresa dovrebbe chiedersi quali beni siano realmente utili, quale impatto avranno sui processi produttivi, quale risparmio energetico potranno generare e quale vantaggio fiscale potrà essere ottenuto. Il Bonus Transizione 5.0 può essere una grande opportunità, ma deve essere gestito con metodo, perché errori di pianificazione o documentazione potrebbero compromettere l’accesso al beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="v5c3sh" data-start="3159" data-end="3225">Perizia e certificazione contabile</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="3227" data-end="3638">Per accedere all’agevolazione non basta effettuare l’investimento. Saranno necessari specifici adempimenti documentali, tra cui la <strong data-start="3358" data-end="3388">perizia tecnica asseverata</strong> e la <strong data-start="3394" data-end="3422">certificazione contabile</strong>. Si tratta di passaggi fondamentali, perché servono a dimostrare la correttezza dell’investimento, il rispetto dei requisiti previsti e la coerenza tra spesa sostenuta, bene acquistato e beneficio fiscale richiesto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3643" data-end="4076">La perizia tecnica asseverata assume un ruolo centrale perché consente di attestare le caratteristiche tecniche dei beni e la loro riconducibilità all’ambito agevolabile. Questo documento deve essere predisposto con grande attenzione, evitando descrizioni generiche o incomplete. Una perizia superficiale può esporre l’impresa al rischio di contestazioni, soprattutto in caso di controlli successivi da parte degli organi competenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="4081" data-end="4589">Anche la certificazione contabile è un elemento da non sottovalutare. L’impresa dovrà essere in grado di dimostrare la corretta registrazione delle spese, la tracciabilità dei pagamenti, la coerenza tra fatture, contratti, ordini, documenti di trasporto e scritture contabili. In altre parole, il beneficio fiscale deve poggiare su una documentazione solida, ordinata e facilmente verificabile. La gestione amministrativa, quindi, diventa parte integrante della strategia di accesso al Bonus Transizione 5.0.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="132mg6m" data-start="4595" data-end="4670">Come risparmiare sulle tasse in modo legale</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="4672" data-end="5131">Uno degli aspetti più interessanti dell’incentivo è la possibilità di ottenere un risparmio fiscale in modo pienamente legale, sfruttando una misura prevista per favorire gli investimenti produttivi. Il risparmio non nasce da scorciatoie o soluzioni aggressive, ma da una corretta pianificazione fiscale e industriale. L’impresa investe in beni utili alla propria crescita e, al tempo stesso, beneficia di una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="5136" data-end="5636">Questo meccanismo può tradursi in una riduzione delle imposte dovute nel tempo, perché il costo maggiorato consente di aumentare la quota fiscalmente rilevante dell’investimento. Naturalmente, il vantaggio effettivo dipende dalla situazione specifica dell’impresa, dal reddito prodotto, dal valore dell’investimento, dal piano di ammortamento e dalla corretta applicazione della disciplina. Non tutte le aziende avranno lo stesso beneficio e non tutti gli investimenti saranno ugualmente convenienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="5641" data-end="6140">Per questo motivo, la domanda da porsi non è soltanto: “Posso accedere al bonus?”. La domanda più corretta è: “Questo investimento migliora davvero la mia impresa e genera un vantaggio fiscale sostenibile?”. Il Bonus Transizione 5.0 deve essere interpretato come uno strumento di pianificazione, non come un incentivo da utilizzare in modo automatico. La vera convenienza nasce quando il beneficio fiscale si integra con una scelta aziendale già utile sul piano produttivo, energetico e finanziario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="jdak8q" data-start="6146" data-end="6194">Perché muoversi subito può fare la differenza</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="6196" data-end="6609">L’apertura delle prenotazioni dal <strong data-start="6230" data-end="6248">12 giugno 2026</strong> rappresenta una data importante per le imprese che hanno già investimenti in programma o che stanno valutando nuovi progetti. Presentare la comunicazione preventiva sul portale GSE consente di avviare il percorso di accesso all’agevolazione e di posizionarsi correttamente rispetto alle procedure previste. La tempestività, in questi casi, può essere decisiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="6614" data-end="7126">Aspettare troppo potrebbe significare perdere tempo prezioso nella raccolta dei documenti, nella valutazione tecnica degli investimenti e nella predisposizione delle certificazioni necessarie. Inoltre, un progetto costruito in fretta rischia di essere meno efficace sia dal punto di vista fiscale sia dal punto di vista operativo. Le imprese che si muovono per tempo possono invece analizzare con calma le diverse opzioni, confrontare preventivi, verificare i requisiti e impostare una documentazione più solida.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="7131" data-end="7584">Questo è ancora più importante per gli investimenti complessi, come quelli legati a impianti produttivi, linee automatizzate o sistemi di autoproduzione energetica. In questi casi, non basta acquistare un bene: occorre valutare l’intero progetto, i tempi di realizzazione, la messa in funzione, l’interconnessione, la documentazione tecnica e l’impatto energetico. Il Bonus Transizione 5.0 premia le imprese che pianificano, non quelle che improvvisano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="dnh2oj" data-start="7590" data-end="7648">Il ruolo del commercialista e dei tecnici specializzati</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="7650" data-end="8134">Per sfruttare correttamente il Bonus Transizione 5.0 è fondamentale il coordinamento tra impresa, commercialista, consulenti tecnici e fornitori. Il commercialista può valutare l’impatto fiscale dell’investimento, verificare la capienza dell’impresa, analizzare la documentazione contabile e aiutare l’azienda a comprendere il reale vantaggio economico dell’agevolazione. Il tecnico, invece, ha il compito di verificare la conformità dei beni e predisporre le attestazioni necessarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="8139" data-end="8555">Questo lavoro di squadra è essenziale perché l’incentivo presenta aspetti fiscali, tecnici e amministrativi strettamente collegati tra loro. Un investimento può essere valido dal punto di vista produttivo, ma non correttamente documentato. Oppure può essere ben documentato, ma non realmente conveniente dal punto di vista fiscale. Solo una valutazione integrata consente di evitare errori e massimizzare i benefici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="8560" data-end="9018">Le imprese dovrebbero quindi evitare il “fai da te”, soprattutto quando gli importi sono rilevanti. La possibilità di ottenere una maggiorazione fino al 180%, 100% o 50% del costo fiscalmente riconosciuto è molto interessante, ma proprio per questo richiede attenzione. Un errore nella fase iniziale può generare problemi in futuro, mentre una corretta pianificazione può trasformare l’investimento in un’opportunità concreta di crescita e risparmio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="8560" data-end="9018"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34411 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-1024x512.jpg" alt="" width="1024" height="512" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-1024x512.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-300x150.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-768x384.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-1536x768.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-840x420.jpg 840w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-150x75.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-600x300.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-696x348.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi-1068x534.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/04/concept-interest-rates-dividends-investment-growth-percentage-interest-deposi.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="tq4vin" data-start="9024" data-end="9092">Bonus Transizione 5.0</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="9094" data-end="9490">Il Bonus Transizione 5.0 non va letto soltanto come una misura per pagare meno tasse. Il suo valore principale è quello di collegare il risparmio fiscale a un’evoluzione concreta del sistema produttivo. Le imprese che investono in tecnologie innovative, efficienza energetica e fonti rinnovabili possono diventare più competitive, più moderne e più resilienti rispetto ai cambiamenti del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="9495" data-end="9988">In un’economia sempre più orientata alla sostenibilità, alla digitalizzazione e alla riduzione degli sprechi, restare fermi può essere più rischioso che investire. I clienti chiedono prodotti migliori, tempi più rapidi, maggiore trasparenza e processi più sostenibili. Le banche e gli investitori guardano con crescente attenzione alle imprese capaci di innovare e migliorare la propria efficienza. Anche da questo punto di vista, il Bonus Transizione 5.0 può diventare un elemento strategico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="9993" data-end="10422">L’impresa che utilizza l’incentivo nel modo corretto non ottiene solo un vantaggio fiscale, ma rafforza il proprio posizionamento. Riduce i costi, migliora i processi, investe sul futuro e può comunicare al mercato una scelta concreta di innovazione. Questo aspetto è particolarmente importante per le PMI italiane, che spesso hanno bisogno di strumenti capaci di rendere più sostenibili gli investimenti necessari per competere.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1ak16mw" data-start="10428" data-end="10491">Conclusione</h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="10493" data-end="10965">Il via alle prenotazioni del Bonus Transizione 5.0 rappresenta un’occasione da non sottovalutare. Le imprese che hanno in programma investimenti tra il <strong data-start="10645" data-end="10687">1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028</strong> possono valutare la possibilità di accedere a una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto fino al <strong data-start="10795" data-end="10847">180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro</strong>, al <strong data-start="10852" data-end="10906">100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro</strong> e al <strong data-start="10912" data-end="10964">50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="10970" data-end="11418">La misura può diventare particolarmente vantaggiosa per chi intende acquistare nuovi beni strumentali, migliorare l’efficienza energetica, digitalizzare i processi produttivi o investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, per ottenere il beneficio è indispensabile rispettare gli adempimenti previsti, predisporre una documentazione completa e valutare con attenzione la convenienza fiscale ed economica dell’operazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="11423" data-end="11730">Il messaggio per le imprese è chiaro: chi ha un investimento in programma dovrebbe verificare subito le opportunità disponibili. Il Bonus Transizione 5.0 può essere il momento giusto per innovare, ridurre i costi, risparmiare sulle tasse in modo legale e rendere l’azienda più competitiva nel lungo periodo.</p>
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		<title>ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 05:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: la Legge 18 novembre 2025, n. 171 ha ufficialmente esteso i benefici della Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno anche alle regioni Marche e Umbria. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="996">Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: <strong data-start="568" data-end="605">la Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong> ha ufficialmente esteso i benefici della <strong data-start="647" data-end="702">Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno</strong> anche alle regioni <strong data-start="722" data-end="732">Marche</strong> e <strong data-start="735" data-end="745">Umbria</strong>. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove prospettive di crescita e attrazione degli investimenti per due territori spesso esclusi dalle principali politiche di sviluppo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1567">Con questa legge, pubblicata nella <strong data-start="1033" data-end="1083">Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 2025</strong>, si compie un passo decisivo verso un’Italia più coesa sul piano economico, favorendo l’accesso a misure fiscali agevolate, semplificazioni burocratiche e incentivi per l’attrazione di capitali anche in aree finora rimaste ai margini. Marche e Umbria, pur essendo regioni del Centro, condividono infatti molte fragilità economiche con il Mezzogiorno, come l’alto tasso di disoccupazione giovanile, lo spopolamento delle aree interne e la scarsa presenza di grandi investitori esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">Ma cosa prevede esattamente la Legge n. 171/2025? Quali saranno gli incentivi fiscali per le imprese? Quali zone saranno interessate? E soprattutto: quali opportunità concrete ci sono per imprenditori, professionisti e investitori?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">In questo articolo analizziamo tutte le novità, le implicazioni pratiche e i vantaggi strategici di questa importante estensione della ZES unica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="300"><strong data-start="236" data-end="300">Cosa sono le ZES </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="302" data-end="814">Le <strong data-start="305" data-end="339">Zone Economiche Speciali (ZES)</strong> sono aree geografiche delimitate, situate all’interno del territorio nazionale, nelle quali le imprese possono beneficiare di <strong data-start="466" data-end="542">agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e vantaggi doganali</strong>, al fine di stimolare lo sviluppo economico e l’attrazione di investimenti. Introdotte in Italia con il <strong data-start="647" data-end="679">Decreto-legge n. 91 del 2017</strong>, le ZES si ispirano a modelli già ampiamente utilizzati in altri Paesi per rilanciare territori svantaggiati o in declino industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1339">Nel corso degli anni, il Governo ha riorganizzato il sistema delle ZES prevedendo, con il <strong data-start="906" data-end="937">Decreto Sud (D.L. 124/2023)</strong>, la creazione di una <strong data-start="959" data-end="997">ZES unica per tutto il Mezzogiorno</strong>, entrata in vigore il 1° gennaio 2024. Tale zona comprendeva inizialmente le otto regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e si caratterizza per un nuovo modello di governance, un <strong data-start="1238" data-end="1277">Commissario straordinario nazionale</strong> e un <strong data-start="1283" data-end="1338">sistema centralizzato di autorizzazioni e controlli</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1341" data-end="1392">I principali benefici offerti dalla ZES unica sono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1748">
<li data-start="1394" data-end="1478">
<p data-start="1396" data-end="1478">Credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, anche immobiliari;</p>
</li>
<li data-start="1479" data-end="1554">
<p data-start="1481" data-end="1554">Semplificazioni procedurali per l’avvio di nuove attività economiche;</p>
</li>
<li data-start="1555" data-end="1609">
<p data-start="1557" data-end="1609">Priorità nei bandi e nei finanziamenti pubblici;</p>
</li>
<li data-start="1610" data-end="1690">
<p data-start="1612" data-end="1690">Riduzione dei tempi autorizzativi tramite lo Sportello Unico Digitale ZES;</p>
</li>
<li data-start="1691" data-end="1748">
<p data-start="1693" data-end="1748">Infrastrutture dedicate e incentivi alla logistica.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1750" data-end="2035">L’estensione alle Marche e all’Umbria sancita dalla <strong data-start="1802" data-end="1820">Legge 171/2025</strong> è dunque un allargamento strategico del perimetro di queste agevolazioni, pensato per rilanciare l’economia del Centro Italia, attraverso un’integrazione nella governance e nell’operatività della ZES già esistente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="297"><strong data-start="222" data-end="297">La Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="805">La <strong data-start="302" data-end="336">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, intitolata <em data-start="349" data-end="499">&#8220;Modifiche al decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, in materia di ZES unica&#8221;</em>, rappresenta un tassello cruciale per l’ampliamento della ZES unica oltre i confini del Mezzogiorno. Composta da <strong data-start="613" data-end="656">un solo articolo suddiviso in tre commi</strong>, la legge ha un impianto snello ma con impatti normativi molto rilevanti, in particolare sul <strong data-start="750" data-end="788">decreto istitutivo della ZES unica</strong> (D.L. 124/2023).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="834">Vediamo i punti principali:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1669">
<li data-start="836" data-end="1162">
<p data-start="838" data-end="1162"><strong data-start="838" data-end="849">Comma 1</strong>: modifica l’articolo 9 del D.L. 124/2023, includendo formalmente le <strong data-start="918" data-end="945">regioni Marche e Umbria</strong> tra i territori beneficiari delle misure previste per la ZES unica. Questa modifica ha efficacia <strong data-start="1043" data-end="1066">dal 1° gennaio 2026</strong>, permettendo un allineamento organizzativo e l’adeguamento delle strutture regionali coinvolte.</p>
</li>
<li data-start="1164" data-end="1413">
<p data-start="1166" data-end="1413"><strong data-start="1166" data-end="1177">Comma 2</strong>: prevede l’adeguamento del <strong data-start="1205" data-end="1241">Piano Strategico della ZES unica</strong> da parte del <strong data-start="1255" data-end="1284">Commissario straordinario</strong>, che dovrà integrare gli ambiti territoriali e produttivi di Marche e Umbria entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.</p>
</li>
<li data-start="1415" data-end="1669">
<p data-start="1417" data-end="1669"><strong data-start="1417" data-end="1428">Comma 3</strong>: stabilisce che <strong data-start="1445" data-end="1486">le risorse e gli incentivi finanziari</strong> destinati alle due regioni saranno quantificate <strong data-start="1535" data-end="1583">nell’ambito delle prossime leggi di bilancio</strong>, garantendo una distribuzione equa e proporzionata rispetto agli altri territori ZES.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951">La norma ha quindi un impatto duplice: da un lato modifica la geografia della ZES unica, includendo formalmente nuove regioni; dall’altro avvia un processo di programmazione integrata che coinvolgerà il Governo, le Regioni, le autorità locali e il sistema imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33814 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="348"><strong data-start="236" data-end="348">Criteri di selezione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Sebbene la <strong data-start="361" data-end="379">Legge 171/2025</strong> non elenchi esplicitamente i comuni o le zone produttive coinvolte, stabilisce che l’integrazione di Marche e Umbria nella ZES unica debba seguire i medesimi criteri già adottati per le regioni del Mezzogiorno.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Questo significa che la <strong data-start="615" data-end="636">scelta delle aree</strong> sarà basata su:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="654" data-end="1130">
<li data-start="654" data-end="767">
<p data-start="656" data-end="767"><strong data-start="656" data-end="686">Indicatori socio-economici</strong> come il tasso di disoccupazione, il calo demografico e la marginalità economica;</p>
</li>
<li data-start="768" data-end="871">
<p data-start="770" data-end="871">La <strong data-start="773" data-end="815">presenza di infrastrutture strategiche</strong>, come porti, interporti, zone industriali o logistiche;</p>
</li>
<li data-start="872" data-end="994">
<p data-start="874" data-end="994">La <strong data-start="877" data-end="925">capacità di attrarre investimenti produttivi</strong>, in particolare nei settori innovativi o a basso impatto ambientale;</p>
</li>
<li data-start="995" data-end="1130">
<p data-start="997" data-end="1130">La <strong data-start="1000" data-end="1025">coesione territoriale</strong> con le aree ZES già attive nelle regioni limitrofe, per creare filiere e reti produttive interregionali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1422">Nelle Marche, secondo quanto anticipato dal comunicato della Struttura di Missione ZES, potrebbero rientrare aree strategiche come l’<strong data-start="1265" data-end="1287">interporto di Jesi</strong>, il <strong data-start="1292" data-end="1311">porto di Ancona</strong>, la <strong data-start="1316" data-end="1357">zona industriale di Civitanova Marche</strong>, e diversi territori dell’entroterra colpiti dal sisma del 2016.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1683">In Umbria, si ipotizza l’inclusione di poli logistici come quello di <strong data-start="1493" data-end="1507">Orte-Terni</strong>, l’<strong data-start="1511" data-end="1542">area industriale di Foligno</strong>, e alcuni comuni della <strong data-start="1566" data-end="1579">Valnerina</strong> e dell’<strong data-start="1587" data-end="1618">Appennino umbro-marchigiano</strong>, anch’essi segnati da criticità demografiche e infrastrutturali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1685" data-end="2012">Il <strong data-start="1688" data-end="1719">Piano Strategico aggiornato</strong>, che sarà presentato entro gennaio 2026 dal Commissario straordinario, specificherà l’elenco ufficiale dei territori, le tipologie di intervento previste, e i settori produttivi prioritari, con particolare attenzione a manifattura avanzata, green economy, agroindustria e logistica integrata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="211" data-end="308"><strong data-start="214" data-end="308">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="310" data-end="761">L’estensione della <strong data-start="329" data-end="342">ZES unica</strong> alle regioni <strong data-start="356" data-end="375">Marche e Umbria</strong> apre la strada a una serie di <strong data-start="406" data-end="427">benefici concreti</strong> per le imprese che investiranno o già operano nei territori che saranno inclusi nel nuovo perimetro. La normativa prevede che, anche in queste due regioni, si applichino le <strong data-start="601" data-end="626">medesime agevolazioni</strong> già attive nelle regioni del Mezzogiorno, in linea con l’obiettivo di garantire <strong data-start="707" data-end="732">equità di trattamento</strong> e <strong data-start="735" data-end="760">coesione territoriale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="810">Tra i principali <strong data-start="780" data-end="800">vantaggi fiscali</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1333">
<li data-start="812" data-end="1071">
<p data-start="814" data-end="1071">Il <strong data-start="817" data-end="842">credito d’imposta ZES</strong>, riconosciuto per gli <strong data-start="865" data-end="907">investimenti in beni strumentali nuovi</strong>, inclusi macchinari, impianti e immobili strumentali, con aliquote che possono arrivare fino al <strong data-start="1004" data-end="1011">45%</strong> in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione;</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1171">
<p data-start="1074" data-end="1171">L’esclusione dall’imposizione IRAP per nuove iniziative produttive avviate all’interno delle ZES;</p>
</li>
<li data-start="1172" data-end="1333">
<p data-start="1174" data-end="1333">L’accesso <strong data-start="1184" data-end="1228">prioritario a bandi e incentivi pubblici</strong>, anche europei, legati alla transizione ecologica, all’innovazione digitale e allo sviluppo sostenibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1414">In ambito <strong data-start="1345" data-end="1377">burocratico e amministrativo</strong>, le imprese potranno beneficiare di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1416" data-end="1792">
<li data-start="1416" data-end="1538">
<p data-start="1418" data-end="1538">Un <strong data-start="1421" data-end="1453">Sportello Unico Digitale ZES</strong> per tutte le autorizzazioni, concessioni e comunicazioni, con tempi certi e ridotti;</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1621">
<p data-start="1541" data-end="1621">Procedure autorizzative semplificate, anche in materia ambientale e urbanistica;</p>
</li>
<li data-start="1622" data-end="1792">
<p data-start="1624" data-end="1792">Possibilità di siglare <strong data-start="1647" data-end="1689">accordi di insediamento personalizzati</strong> con il Commissario ZES, per facilitare l’attuazione di grandi progetti industriali o infrastrutturali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011">Tutte queste misure rendono la ZES unica uno strumento di attrazione fortemente competitivo, pensato per incentivare la creazione di posti di lavoro, l’innovazione e la reindustrializzazione di aree in difficoltà.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011"><strong data-start="349" data-end="436">Focus su manifattura, green economy e logistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="863">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="472" data-end="491">Marche e Umbria</strong> può rappresentare un vero <strong data-start="518" data-end="548">moltiplicatore di sviluppo</strong> per alcuni comparti strategici del Centro Italia, grazie a una combinazione di <strong data-start="628" data-end="651">fiscalità agevolata</strong>, <strong data-start="653" data-end="680">snellimento burocratico</strong> e <strong data-start="683" data-end="721">opportunità di investimento mirate</strong>. Alcuni settori, per caratteristiche territoriali e industriali, sono particolarmente predisposti a sfruttare al massimo queste agevolazioni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="865" data-end="896">Tra i comparti più promettenti:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="898" data-end="957">1. Manifattura avanzata e meccanica di precisione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1293">In particolare nella <strong data-start="979" data-end="992">Vallesina</strong>, nel distretto del mobile marchigiano e nel polo meccatronico di Terni-Narni, dove operano PMI e grandi aziende già inserite in filiere internazionali. La possibilità di investire con un credito d’imposta significativo rappresenta un incentivo rilevante per innovare macchinari e processi produttivi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1351">2. Agroalimentare e filiere agricole integrate</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1352" data-end="1619">L’Umbria e le Marche vantano un tessuto di imprese agricole e agroindustriali di qualità, ma spesso con margini ridotti per innovare. Le ZES potrebbero attrarre capitali per il potenziamento delle filiere locali, dalla produzione alla trasformazione, fino all’export.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1621" data-end="1670">3. Green economy ed energie rinnovabili</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1931">In linea con gli obiettivi europei del Green Deal, le ZES sono strumenti ideali per stimolare investimenti in <strong data-start="1781" data-end="1799">energie pulite</strong>, <strong data-start="1801" data-end="1812">riciclo</strong>, <strong data-start="1814" data-end="1840">produzione sostenibile</strong> e <strong data-start="1843" data-end="1858">bioeconomia</strong>, settori in cui il Centro Italia ha un potenziale ancora poco sfruttato.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="1979">4. Logistica e trasporti intermodali</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1980" data-end="2228">Le aree intorno a <strong data-start="1998" data-end="2030">Ancona, Foligno, Terni, Orte</strong> e ai principali interporti possono diventare hub logistici strategici, grazie alle agevolazioni e alle infrastrutture in via di potenziamento, con ricadute sull’intero sistema produttivo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2230" data-end="2412">Questi settori, supportati dalle misure ZES, potrebbero diventare i motori della ripresa economica locale, riducendo il divario Nord-Centro-Sud e creando occupazione qualificata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33488 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="387"><strong data-start="298" data-end="387">Governance e collaborazione istituzionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="423" data-end="446">Marche e all’Umbria</strong> non è soltanto una questione fiscale o economica: implica anche una <strong data-start="515" data-end="557">nuova sfida di governance multilivello</strong>, in cui sarà fondamentale la collaborazione tra <strong data-start="606" data-end="653">Stato, Regioni, Comuni e sistema produttivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">La <strong data-start="658" data-end="676">Legge 171/2025</strong>, infatti, pur centralizzando alcune competenze in capo al <strong data-start="735" data-end="778">Commissario straordinario nazionale ZES</strong>, prevede un <strong data-start="791" data-end="846">coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali</strong> nella definizione e attuazione delle strategie territoriali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="973">Nel dettaglio, le Regioni Marche e Umbria avranno il compito di:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1415">
<li data-start="975" data-end="1054">
<p data-start="977" data-end="1054">Proporre al Commissario le aree da includere nel Piano Strategico aggiornato;</p>
</li>
<li data-start="1055" data-end="1145">
<p data-start="1057" data-end="1145">Coordinarsi con gli enti locali per individuare priorità di intervento e settori target;</p>
</li>
<li data-start="1146" data-end="1297">
<p data-start="1148" data-end="1297">Facilitare, a livello regionale, l’<strong data-start="1183" data-end="1224">interazione tra imprese e istituzioni</strong>, tramite tavoli di concertazione e sportelli di assistenza alle imprese;</p>
</li>
<li data-start="1298" data-end="1415">
<p data-start="1300" data-end="1415">Fornire dati e documentazione tecnica necessaria per la valutazione dei progetti e delle richieste di agevolazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1417" data-end="1666">I Comuni, invece, saranno coinvolti nella semplificazione delle procedure edilizie e urbanistiche, nell’accelerazione delle autorizzazioni locali e nella promozione di piani di sviluppo integrato in collaborazione con gli attori privati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1668" data-end="1947">Fondamentale sarà anche il ruolo delle Camere di Commercio, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che potranno fungere da interfaccia tra le imprese e il sistema ZES, aiutando soprattutto le PMI a orientarsi tra le opportunità disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1949" data-end="2236">La governance della ZES unica, dunque, si configura come un sistema ibrido e collaborativo, in cui la centralizzazione delle decisioni va di pari passo con la valorizzazione delle specificità locali, per rendere l’intervento realmente efficace e calato nei contesti territoriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="317"><strong data-start="239" data-end="317">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="843">Con la pubblicazione della <strong data-start="346" data-end="380">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, si apre per <strong data-start="394" data-end="404">Marche</strong> e <strong data-start="407" data-end="417">Umbria</strong> una fase completamente nuova: quella dell’integrazione in un sistema agevolativo nazionale, pensato per favorire investimenti produttivi, occupazione qualificata e rigenerazione industriale. L’ingresso nella <strong data-start="626" data-end="655">ZES unica del Mezzogiorno</strong>, a partire dal <strong data-start="671" data-end="690">1° gennaio 2026</strong>, non è solo un riconoscimento delle difficoltà socio-economiche del Centro Italia, ma anche un atto concreto di <strong data-start="803" data-end="842">politica industriale e territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="845" data-end="1271">L’accesso a <strong data-start="857" data-end="889">crediti d’imposta maggiorati</strong>, semplificazioni burocratiche e opportunità di finanziamento specifiche può davvero trasformare il tessuto imprenditoriale locale, rendendolo più competitivo, moderno e attrattivo. Tuttavia, il successo dell’operazione non dipenderà solo dalle norme, ma dalla <strong data-start="1150" data-end="1216">capacità di istituzioni, imprese e professionisti di fare rete</strong>, cogliere le opportunità e attivare progetti concreti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1716">Le imprese del territorio – sia PMI che grandi gruppi – dovranno muoversi in modo strategico: monitorare i decreti attuativi, individuare le aree agevolate, pianificare investimenti coerenti e <strong data-start="1466" data-end="1536">affidarsi a consulenti esperti in materia fiscale e amministrativa</strong>. Anche i professionisti, in particolare commercialisti e consulenti del lavoro, giocheranno un ruolo chiave nel <strong data-start="1649" data-end="1694">tradurre la norma in opportunità pratiche</strong> per i propri clienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="1978">In definitiva, la ZES unica rappresenta una <strong data-start="1762" data-end="1799">leva di sviluppo potente e mirata</strong>. Tocca ora al sistema territoriale attivarsi per non perdere questa rara occasione di rilancio e innovazione, in un’ottica di <strong data-start="1926" data-end="1977">sostenibilità, coesione e crescita intelligente</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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