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	<title>industria 4.0 &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>industria 4.0 &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo italiano, attraverso le dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha confermato una novità attesa da molte imprese: il ritorno dell’iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione digitale e all’industria 5.0. Dopo essere stato accantonato per alcuni anni in favore del credito d’imposta 4.0, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/">Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</a> was first posted on Dicembre 10, 2025 at 12:24 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="432" data-end="977">Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo italiano, attraverso le dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha confermato una novità attesa da molte imprese: <strong data-start="610" data-end="741">il ritorno dell’iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione digitale e all’industria 5.0</strong>. Dopo essere stato accantonato per alcuni anni in favore del credito d’imposta 4.0, l’iper ammortamento torna in una forma rinnovata, con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle aziende italiane nel contesto europeo e globale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="979" data-end="1443">L’annuncio è arrivato a margine della presentazione della Legge di Bilancio 2026 e fa parte del nuovo piano Transizione 5.0, che amplia il raggio d’azione dei precedenti incentivi per includere non solo la digitalizzazione, ma anche la <strong data-start="1215" data-end="1282">sostenibilità energetica e l’efficienza dei processi produttivi</strong>. In pratica, l’iper ammortamento 2026 sarà un <strong data-start="1329" data-end="1371">potente strumento di risparmio fiscale</strong> per le imprese che investiranno in tecnologie innovative e sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1445" data-end="2002">Questa misura mira a stimolare gli investimenti delle imprese italiane in un momento in cui il tessuto economico ha bisogno di <strong data-start="1572" data-end="1625">modernizzazione, digitalizzazione e sostenibilità</strong>. Ma quali saranno i vantaggi reali per le imprese? Come funzionerà nel dettaglio questo nuovo incentivo? E soprattutto, <strong data-start="1746" data-end="1772">chi potrà beneficiarne</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1445" data-end="2002">In questo articolo analizziamo tutte le novità sull’iper ammortamento 2026, cosa prevede la legge, e come sfruttare al meglio questa opportunità per risparmiare legalmente sulle tasse e migliorare la competitività aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="283"><strong>A chi è destinato</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="748">Secondo quanto previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, il nuovo iper ammortamento sarà un’agevolazione esclusivamente riservata alle imprese, restando quindi precluso ai liberi professionisti e agli autonomi. Potranno beneficiarne le aziende residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, che producono reddito d’impresa e che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="985">Il periodo agevolabile è chiaramente definito: gli investimenti dovranno essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, con la possibilità di usufruire di un termine “lungo” fino al 30 giugno 2027, a condizione che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="987" data-end="1162">
<li data-start="987" data-end="1060">
<p data-start="989" data-end="1060">l’ordine risulti accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2026;</p>
</li>
<li data-start="1061" data-end="1162">
<p data-start="1063" data-end="1162">sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo totale del bene entro la stessa data.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1429">Questo significa che le imprese interessate devono pianificare con anticipo i propri investimenti per poter accedere all’agevolazione. Il vincolo temporale e il requisito dell’acconto rappresentano condizioni fondamentali per evitare l’esclusione dal beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1431" data-end="1815">L’intento del legislatore è quello di stimolare immediatamente gli investimenti, indirizzando le imprese verso un aggiornamento tecnologico e sostenibile già nel corso del 2026. In questo modo, il Governo punta a sostenere la ripresa economica e la crescita della produttività attraverso la leva fiscale, mantenendo al contempo una certa selettività nell’accesso al beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="371"><strong>Beni agevolabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="651">Il nuovo iper ammortamento 2026 si concentra su due <strong data-start="425" data-end="469">categorie principali di beni agevolabili</strong>, confermando l’impostazione della precedente normativa 4.0, ma con importanti novità orientate alla <strong data-start="570" data-end="596">transizione energetica</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="651">Le imprese potranno beneficiare dell’agevolazione su:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="653" data-end="1348">
<li data-start="653" data-end="1003">
<p data-start="656" data-end="1003"><strong data-start="656" data-end="692">Beni materiali e immateriali 4.0</strong>: si tratta dei beni elencati negli <strong data-start="728" data-end="767">Allegati A e B della Legge 232/2016</strong>, a condizione che siano <strong data-start="792" data-end="830">interconnessi al sistema aziendale</strong>. Parliamo di macchinari, software, dispositivi per la digitalizzazione dei processi produttivi, strumenti per il controllo remoto, robotica, IoT e intelligenza artificiale.</p>
</li>
<li data-start="1005" data-end="1348">
<p data-start="1008" data-end="1348"><strong data-start="1008" data-end="1086">Impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili</strong>, destinati all’<strong data-start="1102" data-end="1127">autoconsumo aziendale</strong>. Rientrano anche gli impianti fotovoltaici con moduli conformi all’articolo 12, comma 1, lettere a), b) e c) del <strong data-start="1241" data-end="1267">Decreto Legge 181/2023</strong>, in linea con l’obiettivo di sostenibilità ambientale del Piano Transizione 5.0.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1350" data-end="1613">Dal punto di vista fiscale, l’iper ammortamento 2026 consisterà in una <strong data-start="1421" data-end="1472">maggiorazione extracontabile del costo del bene</strong>, valida <strong data-start="1481" data-end="1523">solo ai fini delle imposte sui redditi</strong> (e non ai fini IRAP). Le aliquote previste variano in base all’importo dell’investimento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1615" data-end="1757">
<li data-start="1615" data-end="1673">
<p data-start="1617" data-end="1673"><strong data-start="1617" data-end="1625">180%</strong> per investimenti fino a <strong data-start="1650" data-end="1673">2,5 milioni di euro</strong></p>
</li>
<li data-start="1674" data-end="1716">
<p data-start="1676" data-end="1716"><strong data-start="1676" data-end="1684">100%</strong> da <strong data-start="1688" data-end="1716">2,5 a 10 milioni di euro</strong></p>
</li>
<li data-start="1717" data-end="1757">
<p data-start="1719" data-end="1757"><strong data-start="1719" data-end="1726">50%</strong> da <strong data-start="1730" data-end="1757">10 a 20 milioni di euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1759" data-end="1932">In caso di investimenti che comportano una <strong data-start="1802" data-end="1838">riduzione dei consumi energetici</strong> del sito produttivo di almeno il 3% (o del processo del 5%), le <strong data-start="1903" data-end="1931">aliquote sono maggiorate</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1934" data-end="2023">
<li data-start="1934" data-end="1963">
<p data-start="1936" data-end="1963"><strong data-start="1936" data-end="1944">220%</strong> fino a 2,5 milioni</p>
</li>
<li data-start="1964" data-end="1994">
<p data-start="1966" data-end="1994"><strong data-start="1966" data-end="1974">140%</strong> da 2,5 a 10 milioni</p>
</li>
<li data-start="1995" data-end="2023">
<p data-start="1997" data-end="2023"><strong data-start="1997" data-end="2004">90%</strong> da 10 a 20 milioni</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2190">Queste maggiorazioni “rafforzate” rendono l’agevolazione ancora più interessante per le aziende che scelgono di investire in sostenibilità e innovazione insieme.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2190"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34036 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="387"><strong>Applicazione pratica e benefici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="942">L’iper ammortamento 2026 non è un contributo a fondo perduto né un credito d’imposta diretto, ma una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni ammortizzabili, valida solo ai fini delle imposte sui redditi. Ciò significa che l’impresa potrà dedurre un valore più alto rispetto al costo effettivo sostenuto, ottenendo così un risparmio fiscale significativo. In termini operativi, la maggiorazione si applica extracontabilmente, quindi non altera il bilancio civilistico, ma solo il reddito imponibile ai fini IRES o IRPEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="944" data-end="1374">Facciamo un esempio pratico: se un’impresa investe 1 milione di euro in un macchinario 4.0 e rientra nello scaglione agevolato al 180%, potrà portare in deduzione fiscale un costo pari a 2,8 milioni di euro (1 + 1,8 milioni). Questo si traduce in una base imponibile molto più bassa, e quindi in un’imposta da versare ridotta, generando un beneficio economico concreto e immediato nel periodo di ammortamento del bene.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1376" data-end="1724">Importante: il beneficio non si applica sull’IRAP, né dà diritto a un rimborso diretto, ma si sfrutta nel tempo, secondo il piano di ammortamento del bene, attraverso una maggiore quota di deduzione annuale. Inoltre, l’investimento deve essere effettivo, documentato e completato nei tempi previsti, pena la decadenza dell’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="1898">Le imprese dovranno quindi valutare attentamente tempi, modalità di acquisto, requisiti tecnici e obblighi di interconnessione per non perdere il diritto all’incentivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="381"><strong>Requisiti tecnici e documentazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="383" data-end="853">Per accedere all’iper ammortamento 2026, non basta acquistare un bene tecnologicamente avanzato: è necessario <strong data-start="493" data-end="547">rispettare precisi requisiti tecnici e documentali</strong>, stabiliti dalla normativa e validati dalle esperienze delle precedenti versioni dell’incentivo 4.0. L’aspetto più importante rimane quello dell’<strong data-start="693" data-end="713">interconnessione</strong>: il bene strumentale deve essere <strong data-start="747" data-end="826">effettivamente integrato nel sistema aziendale di gestione della produzione</strong> o nella rete di fornitura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="855" data-end="1150">Senza interconnessione, il beneficio <strong data-start="892" data-end="914">non è riconosciuto</strong>. L’impresa deve poter dimostrare che il bene comunica in modo bidirezionale con il sistema informativo aziendale (ERP, MES, ecc.) e che è in grado di scambiare dati in tempo reale, contribuendo al miglioramento dei processi produttivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1152" data-end="1616">Inoltre, è obbligatorio predisporre una <strong data-start="1192" data-end="1235">dichiarazione del legale rappresentante</strong> o, per investimenti superiori a <strong data-start="1268" data-end="1284">300.000 euro</strong>, una <strong data-start="1290" data-end="1320">perizia tecnica asseverata</strong> o un <strong data-start="1326" data-end="1353">attestato di conformità</strong> rilasciato da un ente certificato. Questo documento deve certificare che il bene rientra tra quelli indicati negli Allegati A o B della Legge 232/2016 (per beni 4.0), oppure che rispetta i criteri ambientali previsti nel caso di impianti per energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1618" data-end="1978">Attenzione: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, la <strong data-start="1691" data-end="1766">documentazione deve essere completa, coerente e tempestivamente esibita</strong>. Le aziende dovranno quindi tenere traccia non solo del contratto d’acquisto e dell’acconto, ma anche di tutte le fasi dell’interconnessione e dei risparmi energetici ottenuti (se si applicano le maggiorazioni).</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="317" data-end="408"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="895">L’introduzione dell’iper ammortamento 2026 rappresenta una leva strategica importante per le imprese che vogliono risparmiare sulle tasse in modo legale e strutturato, investendo al tempo stesso in tecnologia, innovazione e sostenibilità. Il vantaggio fiscale è immediato: la possibilità di dedurre un valore maggiorato rispetto al costo reale del bene consente di abbattere significativamente la base imponibile, generando un risparmio concreto in termini di IRES o IRPEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="897" data-end="1325">Ma il beneficio non è solo fiscale. Dal punto di vista economico, l’iper ammortamento incoraggia le imprese ad anticipare gli investimenti, migliorando l’efficienza produttiva, la qualità dei processi e la competitività. La sostituzione di macchinari obsoleti con beni 4.0 interconnessi e intelligenti può tradursi in riduzione dei tempi di produzione, minori scarti, maggiore controllo dei costi e automazione dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1327" data-end="1657">A ciò si aggiunge un ulteriore vantaggio strategico: grazie all’integrazione con il Piano Transizione 5.0, le imprese che investono in tecnologie a basso impatto ambientale possono anche ottenere un ritorno d’immagine importante, sempre più rilevante nei confronti di clienti, partner e investitori attenti alla sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="2003">Infine, l’iper ammortamento può essere complementare ad altre misure di finanza agevolata, come bandi regionali o contributi europei, aumentando il ritorno dell’investimento. Naturalmente, per massimizzare il beneficio è consigliabile una consulenza fiscale specializzata, che valuti caso per caso la migliore strategia di investimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="2003"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33925 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/cooperation-analyst-chart-professional-paper-economics-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="465"><strong>Iper ammortamento 2026 vs Credito d’imposta 4.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="779">Con il ritorno dell’iper ammortamento nel 2026, molte imprese si trovano a chiedersi: meglio l’iper ammortamento o il credito d’imposta 4.0? La domanda è lecita, considerando che entrambe le misure puntano a incentivare gli investimenti in beni tecnologici, ma con modalità fiscali completamente diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1110">Il credito d’imposta 4.0, introdotto dal Piano Nazionale Transizione 4.0 e prorogato fino al 2025, consente di recuperare parte dell’investimento attraverso un credito utilizzabile in compensazione nel modello F24, in quote annuali. È quindi un beneficio immediato e certo, anche se soggetto a tetti e limiti di utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1112" data-end="1518">L’iper ammortamento 2026, invece, opera attraverso una maggiorazione extracontabile del costo del bene, quindi permette una deduzione fiscale più ampia nel tempo, ma non consente un recupero diretto in compensazione. Si tratta di un beneficio più graduale, ma potenzialmente più vantaggioso per le imprese che generano utili consistenti e vogliono ridurre il carico fiscale complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1810">Un altro elemento di distinzione è la non cumulabilità: in linea di principio, non è possibile cumulare iper ammortamento e credito d’imposta per lo stesso investimento, anche se sarà necessario attendere i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli operativi definitivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2059">In sintesi, il credito d’imposta è più adatto a chi cerca liquidità a breve termine, mentre l’iper ammortamento conviene a chi punta su una pianificazione fiscale a medio-lungo termine, con investimenti strutturati e continuità di reddito.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1812" data-end="2059"><strong>Consigli operativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="394" data-end="952">Per sfruttare l’iper ammortamento 2026 in modo corretto ed efficace, le imprese devono <strong data-start="481" data-end="507">attivarsi con anticipo</strong>, seguendo una serie di step precisi che vanno dalla pianificazione strategica alla corretta gestione documentale. Il primo passo è <strong data-start="639" data-end="673">individuare i beni agevolabili</strong> tra quelli elencati negli allegati A e B della Legge 232/2016, oppure gli impianti fotovoltaici e di stoccaggio rientranti nel DL 181/2023. È fondamentale, in questa fase, affidarsi a <strong data-start="858" data-end="883">fornitori qualificati</strong> in grado di garantire i requisiti tecnici richiesti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="954" data-end="1283">Successivamente, occorre procedere con l’<strong data-start="995" data-end="1040">ordine dei beni entro il 31 dicembre 2026</strong>, accompagnato dal versamento di un <strong data-start="1076" data-end="1102">acconto minimo del 20%</strong> per beneficiare del termine lungo fino al 30 giugno 2027. È importante che tutti i documenti (contratto, fatture, quietanze) siano <strong data-start="1234" data-end="1273">perfettamente archiviati e coerenti</strong> tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1692">Una volta installati i beni, si passa alla <strong data-start="1328" data-end="1356">fase di interconnessione</strong>, che deve essere completata e verificabile attraverso tracciati, screenshot, log di sistema e documentazione tecnica. Per importi superiori a 300.000 euro, è obbligatorio acquisire una <strong data-start="1542" data-end="1572">perizia tecnica asseverata</strong> o un attestato rilasciato da un ente accreditato, che certifichi la conformità del bene alle caratteristiche richieste.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1694" data-end="2037">Infine, in sede di dichiarazione dei redditi, bisognerà applicare la <strong data-start="1763" data-end="1795">maggiorazione extracontabile</strong> del costo del bene, riportandola nei quadri fiscali appropriati. Per evitare errori o sanzioni, è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità agevolata e industria 4.0, che possa gestire tutte le fasi con precisione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="338"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="897">Il ritorno dell’iper ammortamento con la Legge di Bilancio 2026 segna una svolta importante nella politica industriale italiana, offrendo alle imprese un’occasione concreta per investire in tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità, beneficiando al contempo di vantaggi fiscali rilevanti. Rispetto al passato, la misura si presenta potenziata e più mirata, con maggiorazioni rafforzate per chi contribuisce alla transizione ecologica e all’efficienza energetica, temi oggi centrali anche nei rapporti con clienti, fornitori e investitori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1270">La finestra temporale è chiara: investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2026 (con termine lungo al 30 giugno 2027 in presenza di acconto del 20%), e benefici applicabili solo alle imprese con reddito d’impresa. Questo richiede programmazione anticipata, verifica tecnica dei beni e corretta documentazione, elementi fondamentali per non perdere il beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1272" data-end="1705">Rispetto al credito d’imposta 4.0, l’iper ammortamento si rivela particolarmente vantaggioso per le imprese che puntano su una pianificazione fiscale strutturata, con possibilità di abbattere il carico fiscale in modo consistente e duraturo. Tuttavia, ogni situazione aziendale è diversa e merita un’analisi attenta: rivolgersi a professionisti esperti può fare la differenza tra ottenere o perdere un’agevolazione così preziosa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1707" data-end="1974">In un contesto economico in evoluzione, l’iper ammortamento 2026 si presenta come un incentivo strategico, fiscale e industriale, in grado di favorire non solo il risparmio fiscale, ma anche la crescita intelligente, digitale e sostenibile delle imprese italiane.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Iper-Ammortamento-2026-tutte-le-novita-della-Legge-di-Bilancio-e-come-risparmiare-sulle-tasse-investendo-in-tecnologia-e-sostenibilita/">Iper Ammortamento 2026: tutte le novità della Legge di Bilancio e come risparmiare sulle tasse investendo in tecnologia e sostenibilità</a> was first posted on Dicembre 10, 2025 at 12:24 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 03:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[IRES]]></category>
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					<description><![CDATA[L’IRES premiale 2025 rappresenta una delle principali novità fiscali introdotte con la riforma tributaria in Italia e attuata tramite il Decreto Legislativo n. 216/2023. Si tratta di una misura pensata per premiare le imprese che reinvestono gli utili e incrementano l’occupazione, attraverso una riduzione dell’aliquota IRES di 4 punti percentuali, portandola dal 24% al 20%. [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/">IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</a> was first posted on Agosto 29, 2025 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="890">L’IRES premiale 2025 rappresenta una delle principali novità fiscali introdotte con la riforma tributaria in Italia e attuata tramite il Decreto Legislativo n. 216/2023. Si tratta di una misura pensata per premiare le imprese che reinvestono gli utili e incrementano l’occupazione, attraverso una <strong data-start="594" data-end="649">riduzione dell’aliquota IRES di 4 punti percentuali</strong>, portandola dal 24% al 20%. L’obiettivo è duplice: incentivare la crescita economica e favorire la competitività delle imprese italiane, premiando i comportamenti virtuosi in termini di reinvestimento e creazione di nuovi posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="1457">Il provvedimento riguarda tutti i soggetti passivi IRES (società di capitali e altri enti commerciali), ma solo se rispettano precisi <strong data-start="1026" data-end="1039">requisiti</strong> e adempiono a determinate <strong data-start="1066" data-end="1080">condizioni</strong>, sia in fase di accesso che nel mantenimento dell’agevolazione. La normativa di riferimento, oltre al citato decreto legislativo, è stata ulteriormente specificata con il <strong data-start="1252" data-end="1277">decreto attuativo MEF</strong> pubblicato nel 2024, che ha fornito criteri applicativi dettagliati, inclusi i <strong data-start="1357" data-end="1408">limiti di investimento, le soglie occupazionali</strong> e le <strong data-start="1414" data-end="1436">cause di decadenza</strong> dell’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1459" data-end="1733">In un contesto economico caratterizzato da alti costi di finanziamento e pressioni fiscali, la possibilità di abbassare l’aliquota IRES è una leva strategica fondamentale per le imprese che vogliono rafforzare la propria posizione competitiva e crescere in modo sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="404"><strong>Basi normative dell’IRES premiale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="944">La riduzione dell’IRES prevista per il 2025 è stata introdotta ufficialmente dall’articolo 1, commi da 436 a 444 della <strong data-start="525" data-end="565">Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024)</strong>. La misura si applica <strong data-start="588" data-end="676">esclusivamente al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>, quindi al 2025 per la maggior parte dei soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare. L’agevolazione consiste in una <strong data-start="803" data-end="860">riduzione dell’aliquota ordinaria IRES dal 24% al 20%</strong>, ma non è automatica: è subordinata al rispetto di specifici requisiti e vincoli.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1315">La ratio della norma è chiara: incentivare le imprese a destinare una quota significativa degli utili a <strong data-start="1050" data-end="1077">investimenti strategici</strong>, <strong data-start="1079" data-end="1107">incrementi occupazionali</strong> e <strong data-start="1110" data-end="1146">finalità di sviluppo sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1315">In questo contesto, l’<strong data-start="1170" data-end="1187">8 agosto 2025</strong> è stato pubblicato il <strong data-start="1210" data-end="1239">decreto attuativo del MEF</strong>, che stabilisce in dettaglio le modalità tecniche di applicazione, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1585">
<li data-start="1317" data-end="1367">
<p data-start="1319" data-end="1367">le <strong data-start="1322" data-end="1345">modalità di accesso</strong> al beneficio fiscale;</p>
</li>
<li data-start="1368" data-end="1411">
<p data-start="1370" data-end="1411">le <strong data-start="1373" data-end="1410">tipologie di investimenti ammessi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1412" data-end="1477">
<p data-start="1414" data-end="1477">i <strong data-start="1416" data-end="1427">vincoli</strong> da rispettare per non decadere dall’agevolazione;</p>
</li>
<li data-start="1478" data-end="1521">
<p data-start="1480" data-end="1521">le <strong data-start="1483" data-end="1520">esclusioni soggettive e oggettive</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1522" data-end="1585">
<p data-start="1524" data-end="1585">le <strong data-start="1527" data-end="1549">cause di decadenza</strong>, anche parziale, dell’IRES ridotta.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1587" data-end="1818">Il decreto si coordina con le altre normative fiscali in materia di investimenti, lavoro e incentivi, creando un quadro complesso ma coerente di benefici per chi investe davvero nella crescita e nello sviluppo del proprio business.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="320" data-end="386"><strong>Soggetti ammessi ed esclusi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="655">L’agevolazione dell’IRES premiale 2025 è destinata a una platea selezionata di contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="655">In base alle indicazioni contenute nel <strong data-start="520" data-end="564">decreto attuativo MEF dell’8 agosto 2025</strong>, possono beneficiare della riduzione dell’aliquota IRES le seguenti categorie di soggetti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="657" data-end="1058">
<li data-start="657" data-end="798">
<p data-start="659" data-end="798"><strong data-start="659" data-end="682">Società di capitali</strong> (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.), <strong data-start="711" data-end="734">società cooperative</strong> e <strong data-start="737" data-end="760">mutue assicuratrici</strong> residenti nel territorio dello Stato;</p>
</li>
<li data-start="799" data-end="868">
<p data-start="801" data-end="868"><strong data-start="801" data-end="831">Enti commerciali residenti</strong>, purché producano reddito d’impresa;</p>
</li>
<li data-start="869" data-end="934">
<p data-start="871" data-end="934"><strong data-start="871" data-end="897">Stabili organizzazioni</strong> in Italia di soggetti non residenti;</p>
</li>
<li data-start="935" data-end="1058">
<p data-start="937" data-end="1058"><strong data-start="937" data-end="961">Enti non commerciali</strong>, <strong data-start="963" data-end="1023">ma solo per il reddito derivante da attività commerciali</strong> esercitate in via non occasionale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1060" data-end="1311">Tuttavia, non tutte le imprese possono accedere al beneficio. Il decreto individua chiaramente alcune <strong data-start="1162" data-end="1176">esclusioni</strong>, che operano <strong data-start="1190" data-end="1272">per il solo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>. Nello specifico, restano <strong data-start="1299" data-end="1310">escluse</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1313" data-end="1675">
<li data-start="1313" data-end="1503">
<p data-start="1315" data-end="1503">le imprese che si trovano in <strong data-start="1344" data-end="1370">liquidazione ordinaria</strong> o sottoposte a <strong data-start="1386" data-end="1434">procedure concorsuali di natura liquidatoria</strong> (ex D.Lgs. 14/2019, Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza);</p>
</li>
<li data-start="1504" data-end="1594">
<p data-start="1506" data-end="1594">i soggetti che determinano, anche parzialmente, il reddito secondo <strong data-start="1573" data-end="1593">regimi forfetari</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1675">
<p data-start="1597" data-end="1675">le imprese che, nel 2024, applicano il <strong data-start="1636" data-end="1674">regime di contabilità semplificata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1855">Tali esclusioni sono coerenti con la finalità della norma: premiare le imprese strutturate e in espansione, in grado di effettuare investimenti significativi e stabili nel tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="398" data-end="492"><strong>Utile, investimenti e occupazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="494" data-end="892">L’accesso alla riduzione dell’aliquota IRES al 20% non è automatico: richiede il rispetto congiunto di tre condizioni fondamentali, come stabilito dal decreto attuativo MEF dell’8 agosto 2025. Tali condizioni hanno l’obiettivo di assicurare che il beneficio fiscale sia destinato alle imprese che reinvestono realmente gli utili, generano valore economico e aumentano l’occupazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="894" data-end="926">1. Accantonamento dell’utile</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="928" data-end="1279">Almeno l’<strong data-start="937" data-end="960">80% dell’utile 2024</strong> deve essere accantonato in una <strong data-start="992" data-end="1021">riserva non distribuibile</strong>, anche se destinata a copertura di perdite o ad aumento di capitale. Di questo importo, almeno il <strong data-start="1120" data-end="1173">30% (e comunque non meno del 24% dell’utile 2023)</strong> deve essere impiegato per realizzare <strong data-start="1211" data-end="1237">investimenti rilevanti</strong>. Un esempio pratico chiarisce il calcolo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1281" data-end="1375">
<li data-start="1281" data-end="1343">
<p data-start="1283" data-end="1343">Utile 2024: €100 → 80% accantonato = €80 → 30% di €80 = €24;</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1375">
<p data-start="1346" data-end="1375">Utile 2023: €150 → 24% = €36.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1377" data-end="1463">L’ammontare minimo da investire sarà il <strong data-start="1417" data-end="1446">maggiore tra i due valori</strong>, quindi <strong data-start="1455" data-end="1462">€36</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1465" data-end="1494">2. Investimenti rilevanti</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1496" data-end="1669">L’impresa deve effettuare investimenti, a partire dal <strong data-start="1550" data-end="1569">1° gennaio 2025</strong> ed entro la <strong data-start="1582" data-end="1631">scadenza della dichiarazione dei redditi 2026</strong> (31 ottobre per esercizi solari), in:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1890">
<li data-start="1671" data-end="1768">
<p data-start="1673" data-end="1768"><strong data-start="1673" data-end="1709">Beni strumentali “Industria 4.0”</strong> o beni immateriali connessi (allegati A e B, L. 232/2016);</p>
</li>
<li data-start="1769" data-end="1890">
<p data-start="1771" data-end="1890"><strong data-start="1771" data-end="1805">Beni del piano Transizione 5.0</strong>, cioè quelli legati alla <strong data-start="1831" data-end="1867">riduzione dei consumi energetici</strong> (art. 38, DL 19/2024).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1892" data-end="1954">L’ammontare minimo degli investimenti è il <strong data-start="1935" data-end="1951">maggiore tra</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2028">
<li data-start="1955" data-end="1989">
<p data-start="1957" data-end="1989">il 30% dell’utile accantonato,</p>
</li>
<li data-start="1990" data-end="2017">
<p data-start="1992" data-end="2017">il 24% dell’utile 2023,</p>
</li>
<li data-start="2018" data-end="2028">
<p data-start="2020" data-end="2028">€20.000.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2030" data-end="2072">3. Incremento della base occupazionale</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2074" data-end="2144">È inoltre necessario rispettare condizioni legate all’<strong data-start="2128" data-end="2143">occupazione</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2146" data-end="2599">
<li data-start="2146" data-end="2276">
<p data-start="2148" data-end="2276">il numero di <strong data-start="2161" data-end="2187">unità lavorative annue</strong> nel 2025 <strong data-start="2197" data-end="2219">non deve diminuire</strong> rispetto alla media del triennio precedente (2022–2024);</p>
</li>
<li data-start="2277" data-end="2455">
<p data-start="2279" data-end="2455">devono essere effettuate <strong data-start="2304" data-end="2346">nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong>, pari <strong data-start="2353" data-end="2370">almeno all’1%</strong> dei lavoratori mediamente occupati nel 2024 (e comunque almeno <strong data-start="2434" data-end="2453">1 nuovo assunto</strong>);</p>
</li>
<li data-start="2456" data-end="2599">
<p data-start="2458" data-end="2599">l’impresa <strong data-start="2468" data-end="2508">non deve aver fatto ricorso alla CIG</strong> nel 2024 o 2025, salvo eventi eccezionali e non imputabili (es. eventi atmosferici gravi).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2601" data-end="2698">Il mancato rispetto anche di una sola di queste condizioni comporta la <strong data-start="2672" data-end="2697">perdita del beneficio</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33492 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="246" data-end="314"><strong>Conseguenze fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="745">La fruizione dell’IRES premiale non è priva di rischi: se le condizioni imposte dalla normativa vengono violate dopo l’ottenimento del beneficio, <strong data-start="462" data-end="500">l’impresa decade dall’agevolazione</strong> e dovrà restituire la differenza d’imposta risparmiata. Il decreto attuativo dell’8 agosto 2025 stabilisce con precisione le <strong data-start="626" data-end="659">principali cause di decadenza</strong>, che agiscono anche a distanza di tempo dalla concessione della riduzione d’aliquota.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="747" data-end="798">Distribuzione anticipata dell’utile accantonato</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1252">La prima causa di decadenza si verifica quando l’<strong data-start="849" data-end="881">utile accantonato in riserva</strong> – al netto delle eventuali perdite – viene <strong data-start="925" data-end="1024">distribuito ai soci entro il secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>, quindi entro il 2026 per gli esercizi solari. Tale riserva deve rimanere vincolata, in linea con la logica dell’agevolazione: incentivare il reinvestimento e la capitalizzazione dell’impresa, non la distribuzione dei profitti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1254" data-end="1307">Dismissione o delocalizzazione dei beni agevolati</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1309" data-end="1430">La seconda causa riguarda gli <strong data-start="1339" data-end="1365">investimenti rilevanti</strong> effettuati per beneficiare della riduzione IRES. Se questi beni:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1432" data-end="1519">
<li data-start="1432" data-end="1454">
<p data-start="1434" data-end="1454">sono <strong data-start="1439" data-end="1451">dismessi</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1455" data-end="1485">
<p data-start="1457" data-end="1485"><strong data-start="1457" data-end="1467">ceduti</strong> a terzi, oppure</p>
</li>
<li data-start="1486" data-end="1519">
<p data-start="1488" data-end="1519"><strong data-start="1488" data-end="1516">delocalizzati all’estero</strong>,</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1521" data-end="1831"><strong data-start="1521" data-end="1561">entro 5 anni dalla loro acquisizione</strong>, l’agevolazione decade, salvo che i beni vengano <strong data-start="1611" data-end="1697">sostituiti con altri aventi analoghe o superiori caratteristiche tecniche e valore</strong>. Questo vincolo rafforza l’effettivo radicamento degli investimenti sul territorio italiano, impedendo manovre elusive o speculative.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1833" data-end="1884">Restituzione del beneficio in caso di decadenza</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1886" data-end="2247">In caso di decadenza, l’impresa è tenuta a <strong data-start="1929" data-end="2004">versare la differenza tra l’IRES ordinaria (24%) e quella ridotta (20%)</strong>, maggiorata di eventuali interessi, <strong data-start="2041" data-end="2084">entro il termine di saldo delle imposte</strong> relative al periodo in cui si è verificata la violazione. Questo comporta un immediato impatto sulla liquidità aziendale e potenziali sanzioni in caso di ritardi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="447"><strong>Investimenti rilevanti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="449" data-end="711">Per accedere alla riduzione dell’aliquota IRES al 20%, le imprese devono effettuare investimenti che rientrano nella categoria degli <strong data-start="582" data-end="610">“investimenti rilevanti”</strong>, come definiti dal decreto attuativo MEF dell’agosto 2025. Due sono le principali tipologie ammesse:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="713" data-end="740">1. Beni “Industria 4.0”</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="742" data-end="1034">Si tratta di <strong data-start="755" data-end="811">beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico</strong>, elencati negli <strong data-start="828" data-end="867">allegati A e B della Legge 232/2016</strong>. Questi beni devono essere interconnessi e integrati nei sistemi aziendali, contribuendo a digitalizzare e automatizzare i processi produttivi. Rientrano, ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1036" data-end="1224">
<li data-start="1036" data-end="1076">
<p data-start="1038" data-end="1076">macchinari intelligenti interconnessi;</p>
</li>
<li data-start="1077" data-end="1107">
<p data-start="1079" data-end="1107">robot collaborativi (cobot);</p>
</li>
<li data-start="1108" data-end="1156">
<p data-start="1110" data-end="1156">sistemi di monitoraggio e controllo da remoto;</p>
</li>
<li data-start="1157" data-end="1224">
<p data-start="1159" data-end="1224">software e piattaforme per la gestione digitale della produzione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1226" data-end="1430">Tali investimenti devono essere <strong data-start="1258" data-end="1302">effettuati a partire dal 1° gennaio 2025</strong> ed essere <strong data-start="1313" data-end="1382">completati entro la scadenza della dichiarazione dei redditi 2026</strong>, salvo termini diversi per esercizi non solari.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1432" data-end="1461">2. Beni “Transizione 5.0”</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1463" data-end="1709">Questa seconda categoria riguarda beni funzionali al <strong data-start="1516" data-end="1572">risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale</strong>, secondo i criteri previsti dall’<strong data-start="1606" data-end="1647">articolo 38 del Decreto-Legge 19/2024</strong>. Per rientrare tra gli investimenti rilevanti, i beni devono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1711" data-end="1919">
<li data-start="1711" data-end="1777">
<p data-start="1713" data-end="1777">contribuire alla <strong data-start="1730" data-end="1776">riduzione dei consumi energetici aziendali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1778" data-end="1850">
<p data-start="1780" data-end="1850">essere integrati in un <strong data-start="1803" data-end="1824">piano certificato</strong> di transizione ecologica;</p>
</li>
<li data-start="1851" data-end="1919">
<p data-start="1853" data-end="1919">rispettare i requisiti tecnici previsti dal piano Transizione 5.0.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1921" data-end="2235">Incentivare questi investimenti consente non solo di ottenere il beneficio fiscale, ma anche di accedere ad altri crediti d’imposta o fondi europei, se cumulabili. In tal senso, la <strong data-start="2102" data-end="2158">sinergia tra IRES premiale e agevolazioni ambientali</strong> diventa una leva strategica per la modernizzazione sostenibile dell’impresa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33493 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="395"><strong>Strategie operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="833">L’accesso all’IRES premiale richiede una <strong data-start="438" data-end="486">pianificazione fiscale e finanziaria attenta</strong>, poiché la norma impone non solo il rispetto di requisiti tecnici, ma anche una perfetta <strong data-start="576" data-end="598">coerenza temporale</strong> tra accantonamento degli utili, realizzazione degli investimenti e incremento occupazionale. Per non incorrere in cause di decadenza o contestazioni, è consigliabile adottare un approccio strutturato, basato su alcuni passaggi chiave.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="835" data-end="887">1. Pianificazione dell’utile e del bilancio 2024</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1217">Entro la chiusura dell’esercizio 2024, è fondamentale prevedere una <strong data-start="957" data-end="993">corretta destinazione dell’utile</strong>, accantonando almeno l’80% in apposita riserva e rispettando i vincoli di non distribuzione. In questa fase, è essenziale il <strong data-start="1119" data-end="1157">coinvolgimento del revisore legale</strong> e del commercialista per la corretta rilevazione contabile.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1219" data-end="1276">2. Definizione anticipata del piano investimenti 2025</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1622">Il piano degli <strong data-start="1293" data-end="1319">investimenti rilevanti</strong> (Industria 4.0 o Transizione 5.0) dovrebbe essere approvato <strong data-start="1380" data-end="1399">entro fine 2024</strong>, per consentire alle imprese di avviare le operazioni già a inizio 2025. Occorre considerare anche eventuali <strong data-start="1509" data-end="1572">tempi tecnici di consegna, installazione e interconnessione</strong> dei beni, soprattutto per i macchinari complessi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1624" data-end="1664">3. Gestione della base occupazionale</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1666" data-end="2035">Le risorse umane devono essere gestite con attenzione, monitorando i dati occupazionali <strong data-start="1754" data-end="1771">anno per anno</strong> e pianificando le <strong data-start="1790" data-end="1832">nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong> necessarie per rispettare la soglia minima di incremento (almeno l’1% del personale 2024). In caso di incertezza, è consigliabile effettuare almeno <strong data-start="1981" data-end="2005">due nuove assunzioni</strong>, per restare sopra la soglia.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2037" data-end="2074">4. Documentazione e tracciabilità</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2076" data-end="2338">Tutta la documentazione relativa agli investimenti, alle assunzioni, all’accantonamento degli utili e al rispetto delle condizioni, deve essere <strong data-start="2220" data-end="2261">tracciata, archiviata e certificabile</strong>. In caso di controlli, l’onere della prova ricade sull’impresa beneficiaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2340" data-end="2583">L’assistenza di un <strong data-start="2359" data-end="2420">commercialista esperto in fiscalità d’impresa e incentivi</strong> diventa cruciale per gestire in modo integrato ogni fase, dalla strategia all’esecuzione, evitando errori che potrebbero costare la perdita dell’intero beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="318"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="320" data-end="713">L’IRES premiale 2025 si configura come una misura innovativa e altamente strategica, pensata per premiare le imprese che scelgono di <strong data-start="453" data-end="474">reinvestire utili</strong>, <strong data-start="476" data-end="506">modernizzare la produzione</strong> e <strong data-start="509" data-end="539">creare occupazione stabile</strong>. A fronte di una <strong data-start="557" data-end="604">riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20%</strong>, le imprese sono chiamate a compiere scelte virtuose, con ricadute positive sul tessuto economico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="715" data-end="1140">Per cogliere appieno l’opportunità, è essenziale comprendere in profondità i <strong data-start="792" data-end="815">requisiti normativi</strong>, le <strong data-start="820" data-end="835">tempistiche</strong> e i <strong data-start="840" data-end="861">vincoli operativi</strong>, adottando un approccio integrato tra pianificazione fiscale, investimenti industriali e gestione delle risorse umane. In questo contesto, il supporto di un commercialista esperto non è solo utile, ma fondamentale per massimizzare i benefici e prevenire il rischio di decadenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1359">L’IRES premiale non è una semplice agevolazione, ma un vero e proprio strumento di competitività fiscale, destinato a premiare chi guarda al futuro con una visione di crescita sostenibile, tecnologica e inclusiva.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/">IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</a> was first posted on Agosto 29, 2025 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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