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	<title>incentivi fiscali 2025 - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>incentivi fiscali 2025 - Commercialista.it</title>
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		<title>Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:38:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per l’innovazione sostenibile delle imprese italiane: il piano Transizione 5.0rappresenta un&#8217;opportunità unica per ottenere incentivi fiscali legati alla digitalizzazione e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma il tempo stringe: la scadenza per l’invio delle domande preliminari è fissata al 27 novembre 2025. Un termine ravvicinato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="780">Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per l’innovazione sostenibile delle imprese italiane: il piano <strong data-start="399" data-end="418">Transizione 5.0</strong>rappresenta un&#8217;opportunità unica per ottenere incentivi fiscali legati alla digitalizzazione e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma il tempo stringe: <strong data-start="584" data-end="667">la scadenza per l’invio delle domande preliminari è fissata al 27 novembre 2025</strong>. Un termine ravvicinato che ha già fatto scattare l’allarme tra imprese, consulenti e associazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1365">Il nuovo <strong data-start="791" data-end="865">Decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre 2025</strong>, introduce misure urgenti per accelerare gli investimenti sostenibili in linea con il piano nazionale per la transizione ecologica e digitale. Ma cosa prevede nel dettaglio il decreto? Chi può accedere agli incentivi? E, soprattutto, quali sono i passaggi fondamentali per non perdere questa occasione fiscale?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1365">In questo articolo analizziamo in modo chiaro e dettagliato i contenuti del provvedimento, i vantaggi fiscali, le criticità da evitare e le mosse concrete da fare prima della scadenza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="280" data-end="357"><strong data-start="283" data-end="357">Scadenza anticipata </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="960">Il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre 2025 rappresenta un passaggio cruciale per il Piano Transizione 5.0, fissando una nuova e anticipata scadenza per l’invio delle <strong data-start="556" data-end="607">prenotazioni per l’accesso ai crediti d’imposta</strong>: non più il 31 dicembre, ma <strong data-start="636" data-end="679">entro le ore 18:00 del 27 novembre 2025</strong>. La misura riguarda le comunicazioni previste all’articolo 38, comma 10 del DL 19/2024, convertito con modificazioni dalla Legge 56/2024. L’obiettivo è accelerare la raccolta dei dati per definire il reale fabbisogno di risorse e consentire una pianificazione finanziaria precisa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="962" data-end="1520">Le imprese che hanno già inviato la comunicazione o che la trasmetteranno entro il termine stabilito, <strong data-start="1064" data-end="1115">pur in assenza di fondi attualmente disponibili</strong>, rientreranno comunque in un <strong data-start="1145" data-end="1171">meccanismo di garanzia</strong>, secondo quanto affermato dai Ministeri coinvolti. In sostanza, se in possesso di tutti i requisiti e con progetti validi, <strong data-start="1295" data-end="1338">le imprese in lista verranno finanziate</strong>, previa verifica e determinazione del fabbisogno complessivo. I fondi mancanti verranno coperti con un <strong data-start="1442" data-end="1480">emendamento alla Legge di Bilancio</strong>, da discutere in Parlamento a dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1522" data-end="1909">Dal 7 al 27 novembre, in caso di errori nella compilazione o documentazione incompleta, sarà possibile <strong data-start="1625" data-end="1649">integrare le domande</strong> su richiesta del GSE, ma comunque <strong data-start="1684" data-end="1724">entro e non oltre il 6 dicembre 2025</strong>, termine perentorio indicato nelle comunicazioni ufficiali. Si tratta quindi di un’operazione a tempo, dove ogni errore o ritardo potrebbe compromettere l’accesso al credito d’imposta.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="368"><strong data-start="292" data-end="368">Come funziona la lista d’attesa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="893">Nonostante il comunicato ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del <strong data-start="465" data-end="484">7 novembre 2025</strong> abbia annunciato <strong data-start="502" data-end="569">l’esaurimento dei fondi PNRR destinati al Piano Transizione 5.0</strong>, la piattaforma per l’invio delle domande è rimasta attiva, permettendo la formazione di una <strong data-start="663" data-end="681">lista d’attesa</strong>. Un’anomalia solo apparente, perché la strategia del Governo è chiara: raccogliere tutte le istanze entro il 27 novembre, per poi fotografare il fabbisogno reale e garantire le risorse con strumenti alternativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1580">In cifre, secondo i dati aggiornati dal MIMIT, <strong data-start="942" data-end="1037">sono state inviate circa 15.700 richieste per un valore complessivo di 3,9 miliardi di euro</strong>, ben <strong data-start="1043" data-end="1105">1,4 miliardi oltre il tetto raggiunto prima del 7 novembre</strong>. Di queste, circa <strong data-start="1124" data-end="1175">1 miliardo riguarda investimenti già completati</strong>, segno di un interesse tangibile da parte delle imprese e di un impegno concreto sul fronte della transizione digitale ed energetica. Il Ministro Urso ha dichiarato che l’obiettivo del Governo è <strong data-start="1371" data-end="1404">non lasciare nessuno indietro</strong>, e ha promesso che tutti coloro che avranno completato correttamente la domanda entro il termine, con progetti validi e requisiti in regola, verranno coperti finanziariamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1582" data-end="2015">La chiusura definitiva della piattaforma GSE il 27 novembre permetterà, entro metà dicembre, di avere una stima esatta delle risorse necessarie, dando così il via alla fase politica di <strong data-start="1767" data-end="1835">allocazione dei fondi tramite emendamento alla Legge di Bilancio</strong>. Per le imprese questo significa che <strong data-start="1873" data-end="1907">non è il momento di rallentare</strong>, ma al contrario, è fondamentale <strong data-start="1941" data-end="1976">completare e inviare le domande</strong> nei tempi e con la massima precisione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1582" data-end="2015"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33814 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="415"><strong data-start="336" data-end="415">Soggetti e spese ammissibili </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="889">Il Piano Transizione 5.0 si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, <strong data-start="493" data-end="568">indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico o dimensione</strong>, purché effettuino investimenti innovativi volti a migliorare l’efficienza energetica, digitalizzare i processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale. Si tratta quindi di una misura <strong data-start="755" data-end="770">trasversale</strong>, pensata per accompagnare il sistema produttivo italiano verso un modello più sostenibile e tecnologicamente avanzato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="891" data-end="1021">Gli investimenti devono però rispettare precisi <strong data-start="939" data-end="960">requisiti tecnici</strong> per essere ammissibili al credito d’imposta. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1022" data-end="1536">
<li data-start="1022" data-end="1138">
<p data-start="1024" data-end="1138">Devono essere <strong data-start="1038" data-end="1088">nuovi beni strumentali materiali o immateriali</strong> funzionali alla digitalizzazione (Industria 4.0);</p>
</li>
<li data-start="1139" data-end="1211">
<p data-start="1141" data-end="1211">Devono portare a una <strong data-start="1162" data-end="1210">riduzione certificata dei consumi energetici</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1212" data-end="1338">
<p data-start="1214" data-end="1338">Devono essere completati entro specifici termini temporali (ad oggi fissati al <strong data-start="1293" data-end="1313">31 dicembre 2025</strong>, salvo proroghe future);</p>
</li>
<li data-start="1339" data-end="1536">
<p data-start="1341" data-end="1536">Devono essere accompagnati da <strong data-start="1371" data-end="1430">una certificazione ex ante e una certificazione ex post</strong> da parte di soggetti abilitati, per verificare il reale miglioramento in termini di risparmio energetico.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1538" data-end="1847">Rientrano nel piano, ad esempio, macchinari connessi, sistemi di automazione industriale, software gestionali evoluti, impianti fotovoltaici, sistemi di monitoraggio dei consumi, storage energetico e molto altro, purché vi sia <strong data-start="1765" data-end="1846">l’integrazione con sistemi digitali e la misurabilità dei benefici energetici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1849" data-end="2160">In sintesi, non basta acquistare nuovi macchinari: è necessario <strong data-start="1913" data-end="1986">dimostrare concretamente il salto di qualità in termini di efficienza</strong> e sostenibilità, anche attraverso apposite perizie tecniche. Questo punto è fondamentale per <strong data-start="2080" data-end="2159">evitare contestazioni e recuperi futuri da parte dell’Agenzia delle Entrate</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="420"><strong data-start="336" data-end="420">Come presentare la domanda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="422" data-end="982">Le domande per accedere al credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0 devono essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma telematica del <strong data-start="577" data-end="617">GSE (Gestore dei Servizi Energetici)</strong>, soggetto incaricato di raccogliere, validare e monitorare le richieste. Il termine ultimo per l’invio è fissato alle <strong data-start="736" data-end="770">ore 18:00 del 27 novembre 2025</strong>. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che <strong data-start="814" data-end="881">non è sufficiente trasmettere una domanda generica o incompleta</strong>: ogni comunicazione deve essere <strong data-start="914" data-end="981">precisa, corretta e accompagnata dalla documentazione richiesta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="984" data-end="1478">In particolare, tra il <strong data-start="1007" data-end="1029">7 e il 27 novembre</strong>, qualora le domande presentino errori nei dati caricati, documenti non leggibili o informazioni mancanti, il GSE potrà inviare una <strong data-start="1161" data-end="1190">richiesta di integrazione</strong>. A quel punto, l’impresa dovrà completare la domanda entro il <strong data-start="1253" data-end="1304">termine perentorio indicato nella comunicazione</strong>, e comunque <strong data-start="1317" data-end="1349">non oltre il 6 dicembre 2025</strong>. Il mancato rispetto di tale scadenza comporterà <strong data-start="1399" data-end="1426">l’esclusione automatica</strong> dalla possibilità di accedere al beneficio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1480" data-end="1901">Il processo prevede inoltre due momenti di verifica: una <strong data-start="1537" data-end="1563">certificazione ex ante</strong>, necessaria al momento della domanda, per dimostrare la stima del risparmio energetico, e una <strong data-start="1658" data-end="1684">certificazione ex post</strong>, da presentare a conclusione del progetto per confermare i risultati raggiunti. Entrambe le certificazioni devono essere redatte da professionisti abilitati, come ingegneri o tecnici iscritti agli albi professionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1903" data-end="2211">Per le imprese è quindi essenziale affidarsi a consulenti esperti e preparare la documentazione con largo anticipo, evitando il rischio di intoppi procedurali che, in una finestra così breve, potrebbero rivelarsi fatali. La precisione nella compilazione è oggi più importante del tempismo stesso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="465"><strong data-start="382" data-end="465">Credito d’imposta fino al 45%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="862">Il principale incentivo previsto dal Piano Transizione 5.0 è rappresentato da un <strong data-start="548" data-end="578">credito d’imposta modulare</strong>, riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi e ad alta efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="467" data-end="862">L’importo del beneficio varia in funzione della <strong data-start="741" data-end="780">percentuale di risparmio energetico</strong> ottenuto grazie all’investimento, secondo una logica a <strong data-start="836" data-end="861">scaglioni progressivi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="864" data-end="1094">
<li data-start="864" data-end="935">
<p data-start="866" data-end="935"><strong data-start="866" data-end="873">35%</strong> per una riduzione dei consumi compresa tra il <strong data-start="920" data-end="934">3% e il 6%</strong>;</p>
</li>
<li data-start="936" data-end="987">
<p data-start="938" data-end="987"><strong data-start="938" data-end="945">40%</strong> se il risparmio è tra il <strong data-start="971" data-end="986">6% e il 10%</strong>;</p>
</li>
<li data-start="988" data-end="1094">
<p data-start="990" data-end="1094"><strong data-start="990" data-end="997">45%</strong> per un risparmio <strong data-start="1015" data-end="1035">superiore al 10%</strong> (o superiore al 30% se si tratta di processi complessivi).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1096" data-end="1179">Il beneficio si applica <strong data-start="1120" data-end="1156">sulla quota di spesa agevolabile</strong>, fino a un massimo di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1180" data-end="1281">
<li data-start="1180" data-end="1225">
<p data-start="1182" data-end="1225">2,5 milioni di euro per il primo scaglione,</p>
</li>
<li data-start="1226" data-end="1254">
<p data-start="1228" data-end="1254">10 milioni per il secondo,</p>
</li>
<li data-start="1255" data-end="1281">
<p data-start="1257" data-end="1281">50 milioni per il terzo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1283" data-end="1707">Questo significa che, ad esempio, un’azienda che investe 1 milione di euro in un impianto con efficienza migliorata oltre il 10%, potrebbe beneficiare di un credito d’imposta di 450.000 euro da compensare in F24. Il credito può essere utilizzato in compensazione in 5 quote annuali e, nel caso delle PMI, può anche essere oggetto di cessione a terzi (banche o intermediari finanziari), generando liquidità immediata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1709" data-end="2004">Un incentivo concreto e rilevante, che consente alle imprese di modernizzare gli impianti, ridurre i costi energetici e abbattere il carico fiscale. Il piano diventa quindi uno strumento di doppio risparmio: da un lato l’efficientamento energetico, dall’altro il credito fiscale diretto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1709" data-end="2004"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33645 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/donna-di-affari-che-fa-affare-ufficio.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="402"><strong data-start="326" data-end="402">Transizione 5.0 vs Transizione 4.0</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="969">Molte imprese, soprattutto quelle già coinvolte in precedenti cicli di innovazione, si chiedono se la Transizione 5.0 sia una mera evoluzione della Transizione 4.0 o un nuovo piano con caratteristiche distinte. La risposta è chiara: la Transizione 5.0 rappresenta un salto di qualità, non solo in termini di requisiti ma soprattutto di obiettivi. Se il Piano Transizione 4.0 puntava sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi, il nuovo piano integra in modo sistemico anche la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="971" data-end="1323">La differenza sostanziale è dunque l’elemento energetico, diventato vincolante: per accedere ai crediti 5.0 è necessario dimostrare un risparmio effettivo nei consumi energetici, con certificazioni ex ante ed ex post. Non si tratta più solo di acquistare macchinari “intelligenti”, ma di utilizzarli in modo da ridurre l’impatto ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1325" data-end="1623">Inoltre, mentre il piano 4.0 prevedeva aliquote più basse e una struttura standard, il piano 5.0 premia gli investimenti più virtuosi, con aliquote che arrivano fino al 45%. E, soprattutto, non sono cumulabili: chi aderisce al 5.0 non potrà accedere ai benefici del 4.0 per gli stessi beni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1625" data-end="1918">La Transizione 5.0 segna quindi un nuovo paradigma per l’industria italiana: non più solo “più tecnologia”, ma “più tecnologia con meno sprechi”. Per le imprese che vogliono posizionarsi sul mercato come sostenibili, moderne e competitive, non aderire significherebbe restare indietro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="380"><strong data-start="312" data-end="380">Criticità e rischi da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="382" data-end="742">Nonostante il Piano Transizione 5.0 rappresenti una grande opportunità fiscale e strategica, sono molte le <strong data-start="489" data-end="510">insidie operative</strong> che possono compromettere l’accesso al credito d’imposta. Le problematiche più frequenti riguardano la <strong data-start="614" data-end="675">corretta compilazione della domanda sulla piattaforma GSE</strong>, la <strong data-start="680" data-end="706">documentazione tecnica</strong> e la <strong data-start="712" data-end="741">certificazione energetica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1155">Una delle principali criticità emerse nelle ultime settimane è la <strong data-start="810" data-end="857">frequente incompletezza delle comunicazioni</strong>: errori nei dati anagrafici, documenti non leggibili, allegati mancanti o certificazioni non conformi alle disposizioni tecniche. Tali irregolarità espongono le imprese al rischio di <strong data-start="1041" data-end="1055">esclusione</strong>, soprattutto se non si rispettano i tempi previsti per le eventuali integrazioni richieste dal GSE.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1157" data-end="1639">Un altro punto critico riguarda la <strong data-start="1192" data-end="1280">scelta dei fornitori e dei professionisti incaricati della certificazione energetica</strong>. I tecnici devono essere abilitati e in grado di redigere <strong data-start="1339" data-end="1416">una perizia dettagliata e coerente con gli standard richiesti dal Decreto</strong>, sia in fase ex ante che ex post. Un errore tecnico nella stima del risparmio energetico o una valutazione non suffragata da dati verificabili può portare al <strong data-start="1575" data-end="1604">decadimento del beneficio</strong> anche dopo l’avvenuta concessione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1641" data-end="1983">Infine, attenzione alle tempistiche di <strong data-start="1680" data-end="1716">realizzazione degli investimenti</strong>: se non si rispettano i termini previsti per l’ultimazione e la messa in esercizio dei beni, si perde il diritto all’incentivo. E l’Agenzia delle Entrate, in fase di controllo, <strong data-start="1894" data-end="1956">può procedere al recupero delle somme indebitamente fruite</strong>, con sanzioni e interessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1985" data-end="2171">In conclusione, per cogliere realmente i vantaggi del piano, è fondamentale affidarsi a consulenti esperti e strutturare un piano documentale preciso e completo sin dal primo giorno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="227" data-end="316"><strong data-start="230" data-end="316">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="318" data-end="820">La Transizione 5.0 rappresenta oggi la misura più avanzata e ambiziosa tra gli strumenti fiscali dedicati all’innovazione e alla sostenibilità. A differenza delle precedenti agevolazioni, questo piano integra tecnologia, risparmio energetico e digitalizzazione in un unico pacchetto di incentivi concreti. Tuttavia, la finestra temporale per aderire è <strong data-start="674" data-end="690">strettissima</strong>: il termine ultimo per inviare le prenotazioni è fissato al <strong data-start="751" data-end="786">27 novembre 2025 alle ore 18:00</strong>, senza alcuna proroga annunciata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="822" data-end="1165">Le imprese che riusciranno a rispettare questa scadenza, presentando progetti completi, validi e ben documentati, potranno beneficiare di <strong data-start="960" data-end="993">crediti d’imposta fino al 45%</strong> su investimenti strategici per il proprio futuro. Un risparmio reale e tangibile, che può liberare risorse finanziarie da reinvestire nella crescita e nella competitività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1167" data-end="1586">Al contrario, chi sottovaluterà l’importanza di una compilazione corretta o attenderà l’ultimo momento, rischia di <strong data-start="1282" data-end="1324">restare fuori da un’agevolazione unica</strong>, destinata a trasformarsi in un pilastro delle politiche industriali italiane. Il Governo ha promesso che <strong data-start="1453" data-end="1477">nessuno sarà escluso</strong>, ma solo a condizione che i requisiti siano rispettati e le domande trasmesse nei tempi e nei modi previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1588" data-end="1847">Ora è il momento di agire. Se non hai ancora completato la tua domanda o se non sei sicuro della documentazione, <strong data-start="1701" data-end="1749">rivolgiti subito a un commercialista esperto</strong> in finanza agevolata. Il tempo per intervenire è limitato, ma i vantaggi possono essere decisivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/">Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Transizione-5-0-credito-d-imposta-fino-al-45-Domande-entro-il-27-novembre-2025/">Transizione 5.0: credito d’imposta fino al 45%. Domande entro il 27 novembre 2025</a> was first posted on Novembre 25, 2025 at 10:38 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 03:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’IRES premiale 2025 rappresenta una delle principali novità fiscali introdotte con la riforma tributaria in Italia e attuata tramite il Decreto Legislativo n. 216/2023. Si tratta di una misura pensata per premiare le imprese che reinvestono gli utili e incrementano l’occupazione, attraverso una riduzione dell’aliquota IRES di 4 punti percentuali, portandola dal 24% al 20%. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="890">L’IRES premiale 2025 rappresenta una delle principali novità fiscali introdotte con la riforma tributaria in Italia e attuata tramite il Decreto Legislativo n. 216/2023. Si tratta di una misura pensata per premiare le imprese che reinvestono gli utili e incrementano l’occupazione, attraverso una <strong data-start="594" data-end="649">riduzione dell’aliquota IRES di 4 punti percentuali</strong>, portandola dal 24% al 20%. L’obiettivo è duplice: incentivare la crescita economica e favorire la competitività delle imprese italiane, premiando i comportamenti virtuosi in termini di reinvestimento e creazione di nuovi posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="1457">Il provvedimento riguarda tutti i soggetti passivi IRES (società di capitali e altri enti commerciali), ma solo se rispettano precisi <strong data-start="1026" data-end="1039">requisiti</strong> e adempiono a determinate <strong data-start="1066" data-end="1080">condizioni</strong>, sia in fase di accesso che nel mantenimento dell’agevolazione. La normativa di riferimento, oltre al citato decreto legislativo, è stata ulteriormente specificata con il <strong data-start="1252" data-end="1277">decreto attuativo MEF</strong> pubblicato nel 2024, che ha fornito criteri applicativi dettagliati, inclusi i <strong data-start="1357" data-end="1408">limiti di investimento, le soglie occupazionali</strong> e le <strong data-start="1414" data-end="1436">cause di decadenza</strong> dell’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1459" data-end="1733">In un contesto economico caratterizzato da alti costi di finanziamento e pressioni fiscali, la possibilità di abbassare l’aliquota IRES è una leva strategica fondamentale per le imprese che vogliono rafforzare la propria posizione competitiva e crescere in modo sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="404"><strong>Basi normative dell’IRES premiale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="944">La riduzione dell’IRES prevista per il 2025 è stata introdotta ufficialmente dall’articolo 1, commi da 436 a 444 della <strong data-start="525" data-end="565">Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024)</strong>. La misura si applica <strong data-start="588" data-end="676">esclusivamente al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>, quindi al 2025 per la maggior parte dei soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare. L’agevolazione consiste in una <strong data-start="803" data-end="860">riduzione dell’aliquota ordinaria IRES dal 24% al 20%</strong>, ma non è automatica: è subordinata al rispetto di specifici requisiti e vincoli.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1315">La ratio della norma è chiara: incentivare le imprese a destinare una quota significativa degli utili a <strong data-start="1050" data-end="1077">investimenti strategici</strong>, <strong data-start="1079" data-end="1107">incrementi occupazionali</strong> e <strong data-start="1110" data-end="1146">finalità di sviluppo sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1315">In questo contesto, l’<strong data-start="1170" data-end="1187">8 agosto 2025</strong> è stato pubblicato il <strong data-start="1210" data-end="1239">decreto attuativo del MEF</strong>, che stabilisce in dettaglio le modalità tecniche di applicazione, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1585">
<li data-start="1317" data-end="1367">
<p data-start="1319" data-end="1367">le <strong data-start="1322" data-end="1345">modalità di accesso</strong> al beneficio fiscale;</p>
</li>
<li data-start="1368" data-end="1411">
<p data-start="1370" data-end="1411">le <strong data-start="1373" data-end="1410">tipologie di investimenti ammessi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1412" data-end="1477">
<p data-start="1414" data-end="1477">i <strong data-start="1416" data-end="1427">vincoli</strong> da rispettare per non decadere dall’agevolazione;</p>
</li>
<li data-start="1478" data-end="1521">
<p data-start="1480" data-end="1521">le <strong data-start="1483" data-end="1520">esclusioni soggettive e oggettive</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1522" data-end="1585">
<p data-start="1524" data-end="1585">le <strong data-start="1527" data-end="1549">cause di decadenza</strong>, anche parziale, dell’IRES ridotta.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1587" data-end="1818">Il decreto si coordina con le altre normative fiscali in materia di investimenti, lavoro e incentivi, creando un quadro complesso ma coerente di benefici per chi investe davvero nella crescita e nello sviluppo del proprio business.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="320" data-end="386"><strong>Soggetti ammessi ed esclusi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="655">L’agevolazione dell’IRES premiale 2025 è destinata a una platea selezionata di contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="655">In base alle indicazioni contenute nel <strong data-start="520" data-end="564">decreto attuativo MEF dell’8 agosto 2025</strong>, possono beneficiare della riduzione dell’aliquota IRES le seguenti categorie di soggetti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="657" data-end="1058">
<li data-start="657" data-end="798">
<p data-start="659" data-end="798"><strong data-start="659" data-end="682">Società di capitali</strong> (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.), <strong data-start="711" data-end="734">società cooperative</strong> e <strong data-start="737" data-end="760">mutue assicuratrici</strong> residenti nel territorio dello Stato;</p>
</li>
<li data-start="799" data-end="868">
<p data-start="801" data-end="868"><strong data-start="801" data-end="831">Enti commerciali residenti</strong>, purché producano reddito d’impresa;</p>
</li>
<li data-start="869" data-end="934">
<p data-start="871" data-end="934"><strong data-start="871" data-end="897">Stabili organizzazioni</strong> in Italia di soggetti non residenti;</p>
</li>
<li data-start="935" data-end="1058">
<p data-start="937" data-end="1058"><strong data-start="937" data-end="961">Enti non commerciali</strong>, <strong data-start="963" data-end="1023">ma solo per il reddito derivante da attività commerciali</strong> esercitate in via non occasionale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1060" data-end="1311">Tuttavia, non tutte le imprese possono accedere al beneficio. Il decreto individua chiaramente alcune <strong data-start="1162" data-end="1176">esclusioni</strong>, che operano <strong data-start="1190" data-end="1272">per il solo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>. Nello specifico, restano <strong data-start="1299" data-end="1310">escluse</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1313" data-end="1675">
<li data-start="1313" data-end="1503">
<p data-start="1315" data-end="1503">le imprese che si trovano in <strong data-start="1344" data-end="1370">liquidazione ordinaria</strong> o sottoposte a <strong data-start="1386" data-end="1434">procedure concorsuali di natura liquidatoria</strong> (ex D.Lgs. 14/2019, Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza);</p>
</li>
<li data-start="1504" data-end="1594">
<p data-start="1506" data-end="1594">i soggetti che determinano, anche parzialmente, il reddito secondo <strong data-start="1573" data-end="1593">regimi forfetari</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1675">
<p data-start="1597" data-end="1675">le imprese che, nel 2024, applicano il <strong data-start="1636" data-end="1674">regime di contabilità semplificata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1855">Tali esclusioni sono coerenti con la finalità della norma: premiare le imprese strutturate e in espansione, in grado di effettuare investimenti significativi e stabili nel tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="398" data-end="492"><strong>Utile, investimenti e occupazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="494" data-end="892">L’accesso alla riduzione dell’aliquota IRES al 20% non è automatico: richiede il rispetto congiunto di tre condizioni fondamentali, come stabilito dal decreto attuativo MEF dell’8 agosto 2025. Tali condizioni hanno l’obiettivo di assicurare che il beneficio fiscale sia destinato alle imprese che reinvestono realmente gli utili, generano valore economico e aumentano l’occupazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="894" data-end="926">1. Accantonamento dell’utile</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="928" data-end="1279">Almeno l’<strong data-start="937" data-end="960">80% dell’utile 2024</strong> deve essere accantonato in una <strong data-start="992" data-end="1021">riserva non distribuibile</strong>, anche se destinata a copertura di perdite o ad aumento di capitale. Di questo importo, almeno il <strong data-start="1120" data-end="1173">30% (e comunque non meno del 24% dell’utile 2023)</strong> deve essere impiegato per realizzare <strong data-start="1211" data-end="1237">investimenti rilevanti</strong>. Un esempio pratico chiarisce il calcolo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1281" data-end="1375">
<li data-start="1281" data-end="1343">
<p data-start="1283" data-end="1343">Utile 2024: €100 → 80% accantonato = €80 → 30% di €80 = €24;</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1375">
<p data-start="1346" data-end="1375">Utile 2023: €150 → 24% = €36.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1377" data-end="1463">L’ammontare minimo da investire sarà il <strong data-start="1417" data-end="1446">maggiore tra i due valori</strong>, quindi <strong data-start="1455" data-end="1462">€36</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1465" data-end="1494">2. Investimenti rilevanti</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1496" data-end="1669">L’impresa deve effettuare investimenti, a partire dal <strong data-start="1550" data-end="1569">1° gennaio 2025</strong> ed entro la <strong data-start="1582" data-end="1631">scadenza della dichiarazione dei redditi 2026</strong> (31 ottobre per esercizi solari), in:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1890">
<li data-start="1671" data-end="1768">
<p data-start="1673" data-end="1768"><strong data-start="1673" data-end="1709">Beni strumentali “Industria 4.0”</strong> o beni immateriali connessi (allegati A e B, L. 232/2016);</p>
</li>
<li data-start="1769" data-end="1890">
<p data-start="1771" data-end="1890"><strong data-start="1771" data-end="1805">Beni del piano Transizione 5.0</strong>, cioè quelli legati alla <strong data-start="1831" data-end="1867">riduzione dei consumi energetici</strong> (art. 38, DL 19/2024).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1892" data-end="1954">L’ammontare minimo degli investimenti è il <strong data-start="1935" data-end="1951">maggiore tra</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2028">
<li data-start="1955" data-end="1989">
<p data-start="1957" data-end="1989">il 30% dell’utile accantonato,</p>
</li>
<li data-start="1990" data-end="2017">
<p data-start="1992" data-end="2017">il 24% dell’utile 2023,</p>
</li>
<li data-start="2018" data-end="2028">
<p data-start="2020" data-end="2028">€20.000.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2030" data-end="2072">3. Incremento della base occupazionale</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2074" data-end="2144">È inoltre necessario rispettare condizioni legate all’<strong data-start="2128" data-end="2143">occupazione</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2146" data-end="2599">
<li data-start="2146" data-end="2276">
<p data-start="2148" data-end="2276">il numero di <strong data-start="2161" data-end="2187">unità lavorative annue</strong> nel 2025 <strong data-start="2197" data-end="2219">non deve diminuire</strong> rispetto alla media del triennio precedente (2022–2024);</p>
</li>
<li data-start="2277" data-end="2455">
<p data-start="2279" data-end="2455">devono essere effettuate <strong data-start="2304" data-end="2346">nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong>, pari <strong data-start="2353" data-end="2370">almeno all’1%</strong> dei lavoratori mediamente occupati nel 2024 (e comunque almeno <strong data-start="2434" data-end="2453">1 nuovo assunto</strong>);</p>
</li>
<li data-start="2456" data-end="2599">
<p data-start="2458" data-end="2599">l’impresa <strong data-start="2468" data-end="2508">non deve aver fatto ricorso alla CIG</strong> nel 2024 o 2025, salvo eventi eccezionali e non imputabili (es. eventi atmosferici gravi).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2601" data-end="2698">Il mancato rispetto anche di una sola di queste condizioni comporta la <strong data-start="2672" data-end="2697">perdita del beneficio</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33492 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/foglio-elettronico-di-azioni-bancarie-finanziarie-con-la-casa-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="246" data-end="314"><strong>Conseguenze fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="745">La fruizione dell’IRES premiale non è priva di rischi: se le condizioni imposte dalla normativa vengono violate dopo l’ottenimento del beneficio, <strong data-start="462" data-end="500">l’impresa decade dall’agevolazione</strong> e dovrà restituire la differenza d’imposta risparmiata. Il decreto attuativo dell’8 agosto 2025 stabilisce con precisione le <strong data-start="626" data-end="659">principali cause di decadenza</strong>, che agiscono anche a distanza di tempo dalla concessione della riduzione d’aliquota.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="747" data-end="798">Distribuzione anticipata dell’utile accantonato</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1252">La prima causa di decadenza si verifica quando l’<strong data-start="849" data-end="881">utile accantonato in riserva</strong> – al netto delle eventuali perdite – viene <strong data-start="925" data-end="1024">distribuito ai soci entro il secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024</strong>, quindi entro il 2026 per gli esercizi solari. Tale riserva deve rimanere vincolata, in linea con la logica dell’agevolazione: incentivare il reinvestimento e la capitalizzazione dell’impresa, non la distribuzione dei profitti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1254" data-end="1307">Dismissione o delocalizzazione dei beni agevolati</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1309" data-end="1430">La seconda causa riguarda gli <strong data-start="1339" data-end="1365">investimenti rilevanti</strong> effettuati per beneficiare della riduzione IRES. Se questi beni:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1432" data-end="1519">
<li data-start="1432" data-end="1454">
<p data-start="1434" data-end="1454">sono <strong data-start="1439" data-end="1451">dismessi</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1455" data-end="1485">
<p data-start="1457" data-end="1485"><strong data-start="1457" data-end="1467">ceduti</strong> a terzi, oppure</p>
</li>
<li data-start="1486" data-end="1519">
<p data-start="1488" data-end="1519"><strong data-start="1488" data-end="1516">delocalizzati all’estero</strong>,</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1521" data-end="1831"><strong data-start="1521" data-end="1561">entro 5 anni dalla loro acquisizione</strong>, l’agevolazione decade, salvo che i beni vengano <strong data-start="1611" data-end="1697">sostituiti con altri aventi analoghe o superiori caratteristiche tecniche e valore</strong>. Questo vincolo rafforza l’effettivo radicamento degli investimenti sul territorio italiano, impedendo manovre elusive o speculative.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1833" data-end="1884">Restituzione del beneficio in caso di decadenza</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1886" data-end="2247">In caso di decadenza, l’impresa è tenuta a <strong data-start="1929" data-end="2004">versare la differenza tra l’IRES ordinaria (24%) e quella ridotta (20%)</strong>, maggiorata di eventuali interessi, <strong data-start="2041" data-end="2084">entro il termine di saldo delle imposte</strong> relative al periodo in cui si è verificata la violazione. Questo comporta un immediato impatto sulla liquidità aziendale e potenziali sanzioni in caso di ritardi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="447"><strong>Investimenti rilevanti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="449" data-end="711">Per accedere alla riduzione dell’aliquota IRES al 20%, le imprese devono effettuare investimenti che rientrano nella categoria degli <strong data-start="582" data-end="610">“investimenti rilevanti”</strong>, come definiti dal decreto attuativo MEF dell’agosto 2025. Due sono le principali tipologie ammesse:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="713" data-end="740">1. Beni “Industria 4.0”</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="742" data-end="1034">Si tratta di <strong data-start="755" data-end="811">beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico</strong>, elencati negli <strong data-start="828" data-end="867">allegati A e B della Legge 232/2016</strong>. Questi beni devono essere interconnessi e integrati nei sistemi aziendali, contribuendo a digitalizzare e automatizzare i processi produttivi. Rientrano, ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1036" data-end="1224">
<li data-start="1036" data-end="1076">
<p data-start="1038" data-end="1076">macchinari intelligenti interconnessi;</p>
</li>
<li data-start="1077" data-end="1107">
<p data-start="1079" data-end="1107">robot collaborativi (cobot);</p>
</li>
<li data-start="1108" data-end="1156">
<p data-start="1110" data-end="1156">sistemi di monitoraggio e controllo da remoto;</p>
</li>
<li data-start="1157" data-end="1224">
<p data-start="1159" data-end="1224">software e piattaforme per la gestione digitale della produzione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1226" data-end="1430">Tali investimenti devono essere <strong data-start="1258" data-end="1302">effettuati a partire dal 1° gennaio 2025</strong> ed essere <strong data-start="1313" data-end="1382">completati entro la scadenza della dichiarazione dei redditi 2026</strong>, salvo termini diversi per esercizi non solari.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1432" data-end="1461">2. Beni “Transizione 5.0”</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1463" data-end="1709">Questa seconda categoria riguarda beni funzionali al <strong data-start="1516" data-end="1572">risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale</strong>, secondo i criteri previsti dall’<strong data-start="1606" data-end="1647">articolo 38 del Decreto-Legge 19/2024</strong>. Per rientrare tra gli investimenti rilevanti, i beni devono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1711" data-end="1919">
<li data-start="1711" data-end="1777">
<p data-start="1713" data-end="1777">contribuire alla <strong data-start="1730" data-end="1776">riduzione dei consumi energetici aziendali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1778" data-end="1850">
<p data-start="1780" data-end="1850">essere integrati in un <strong data-start="1803" data-end="1824">piano certificato</strong> di transizione ecologica;</p>
</li>
<li data-start="1851" data-end="1919">
<p data-start="1853" data-end="1919">rispettare i requisiti tecnici previsti dal piano Transizione 5.0.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1921" data-end="2235">Incentivare questi investimenti consente non solo di ottenere il beneficio fiscale, ma anche di accedere ad altri crediti d’imposta o fondi europei, se cumulabili. In tal senso, la <strong data-start="2102" data-end="2158">sinergia tra IRES premiale e agevolazioni ambientali</strong> diventa una leva strategica per la modernizzazione sostenibile dell’impresa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33493 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/close-up-di-una-casa-modello-e-un-quaderno-spirale-sulla-scrivania-ufficio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="395"><strong>Strategie operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="833">L’accesso all’IRES premiale richiede una <strong data-start="438" data-end="486">pianificazione fiscale e finanziaria attenta</strong>, poiché la norma impone non solo il rispetto di requisiti tecnici, ma anche una perfetta <strong data-start="576" data-end="598">coerenza temporale</strong> tra accantonamento degli utili, realizzazione degli investimenti e incremento occupazionale. Per non incorrere in cause di decadenza o contestazioni, è consigliabile adottare un approccio strutturato, basato su alcuni passaggi chiave.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="835" data-end="887">1. Pianificazione dell’utile e del bilancio 2024</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1217">Entro la chiusura dell’esercizio 2024, è fondamentale prevedere una <strong data-start="957" data-end="993">corretta destinazione dell’utile</strong>, accantonando almeno l’80% in apposita riserva e rispettando i vincoli di non distribuzione. In questa fase, è essenziale il <strong data-start="1119" data-end="1157">coinvolgimento del revisore legale</strong> e del commercialista per la corretta rilevazione contabile.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1219" data-end="1276">2. Definizione anticipata del piano investimenti 2025</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1622">Il piano degli <strong data-start="1293" data-end="1319">investimenti rilevanti</strong> (Industria 4.0 o Transizione 5.0) dovrebbe essere approvato <strong data-start="1380" data-end="1399">entro fine 2024</strong>, per consentire alle imprese di avviare le operazioni già a inizio 2025. Occorre considerare anche eventuali <strong data-start="1509" data-end="1572">tempi tecnici di consegna, installazione e interconnessione</strong> dei beni, soprattutto per i macchinari complessi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1624" data-end="1664">3. Gestione della base occupazionale</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1666" data-end="2035">Le risorse umane devono essere gestite con attenzione, monitorando i dati occupazionali <strong data-start="1754" data-end="1771">anno per anno</strong> e pianificando le <strong data-start="1790" data-end="1832">nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong> necessarie per rispettare la soglia minima di incremento (almeno l’1% del personale 2024). In caso di incertezza, è consigliabile effettuare almeno <strong data-start="1981" data-end="2005">due nuove assunzioni</strong>, per restare sopra la soglia.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2037" data-end="2074">4. Documentazione e tracciabilità</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2076" data-end="2338">Tutta la documentazione relativa agli investimenti, alle assunzioni, all’accantonamento degli utili e al rispetto delle condizioni, deve essere <strong data-start="2220" data-end="2261">tracciata, archiviata e certificabile</strong>. In caso di controlli, l’onere della prova ricade sull’impresa beneficiaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2340" data-end="2583">L’assistenza di un <strong data-start="2359" data-end="2420">commercialista esperto in fiscalità d’impresa e incentivi</strong> diventa cruciale per gestire in modo integrato ogni fase, dalla strategia all’esecuzione, evitando errori che potrebbero costare la perdita dell’intero beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="318"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="320" data-end="713">L’IRES premiale 2025 si configura come una misura innovativa e altamente strategica, pensata per premiare le imprese che scelgono di <strong data-start="453" data-end="474">reinvestire utili</strong>, <strong data-start="476" data-end="506">modernizzare la produzione</strong> e <strong data-start="509" data-end="539">creare occupazione stabile</strong>. A fronte di una <strong data-start="557" data-end="604">riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20%</strong>, le imprese sono chiamate a compiere scelte virtuose, con ricadute positive sul tessuto economico nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="715" data-end="1140">Per cogliere appieno l’opportunità, è essenziale comprendere in profondità i <strong data-start="792" data-end="815">requisiti normativi</strong>, le <strong data-start="820" data-end="835">tempistiche</strong> e i <strong data-start="840" data-end="861">vincoli operativi</strong>, adottando un approccio integrato tra pianificazione fiscale, investimenti industriali e gestione delle risorse umane. In questo contesto, il supporto di un commercialista esperto non è solo utile, ma fondamentale per massimizzare i benefici e prevenire il rischio di decadenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1359">L’IRES premiale non è una semplice agevolazione, ma un vero e proprio strumento di competitività fiscale, destinato a premiare chi guarda al futuro con una visione di crescita sostenibile, tecnologica e inclusiva.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/">IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IRES-premiale-2025-guida-completa-alla-riduzione-dell-aliquota-ai-requisiti-richiesti-e-alle-cause-di-decadenza/">IRES premiale 2025: guida completa alla riduzione dell’aliquota, ai requisiti richiesti e alle cause di decadenza</a> was first posted on Agosto 29, 2025 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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