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	<title>formazione Ordini professionali &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>formazione Ordini professionali &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Formazione obbligatoria PA: chiarimenti del CNDCEC per gli Ordini professionali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Formazione-obbligatoria-PA-chiarimenti-del-CNDCEC-per-gli-Ordini-professionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 04:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’Informativa n. 116/2025, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha fatto chiarezza su un tema che ha generato incertezza tra gli Ordini professionali: l’obbligo di formazione annuale di 40 ore, introdotto dalla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 14 gennaio 2025. Tale direttiva, incentrata sulla valorizzazione del [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Formazione-obbligatoria-PA-chiarimenti-del-CNDCEC-per-gli-Ordini-professionali/">Formazione obbligatoria PA: chiarimenti del CNDCEC per gli Ordini professionali</a> was first posted on Luglio 30, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="668">Con l’<strong data-start="314" data-end="341">Informativa n. 116/2025</strong>, il <a href="https://commercialisti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="346" data-end="431">Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC)</strong></a> ha fatto chiarezza su un tema che ha generato incertezza tra gli Ordini professionali: <strong data-start="519" data-end="564">l’obbligo di formazione annuale di 40 ore</strong>, introdotto dalla <strong data-start="583" data-end="641">Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione</strong> del <strong data-start="646" data-end="665">14 gennaio 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="670" data-end="1114">Tale direttiva, incentrata sulla valorizzazione del capitale umano nella Pubblica Amministrazione, prevede che tutti i <strong data-start="789" data-end="812">dipendenti pubblici</strong> svolgano almeno <strong data-start="829" data-end="863">40 ore di formazione ogni anno</strong>, nell’ambito della crescita professionale e dell’efficienza degli enti. Tuttavia, l’estensione di questo obbligo anche ai <strong data-start="986" data-end="1027">dipendenti degli Ordini professionali</strong>, soggetti ibridi tra pubblico e privato, ha sollevato numerosi dubbi interpretativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1116" data-end="1519">A seguito delle richieste di chiarimento pervenute da più Ordini territoriali, il CNDCEC è intervenuto per precisare l’ambito di applicazione della direttiva e <strong data-start="1276" data-end="1329">tutelare la corretta gestione delle risorse umane</strong> all&#8217;interno degli enti ordinistici. Il cuore della questione è: <strong data-start="1394" data-end="1519">i dipendenti degli Ordini professionali sono assimilabili ai dipendenti della PA per quanto riguarda l’obbligo formativo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1521" data-end="1800">L’articolo che segue analizza nel dettaglio la risposta del CNDCEC, le implicazioni operative per gli Ordini, le differenze tra obbligo e adeguatezza formativa e le opportunità per riformulare le strategie di aggiornamento professionale in modo coerente con la normativa vigente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1gk22uh" data-start="262" data-end="360"><strong data-start="266" data-end="360">Obbligo formativo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="362" data-end="772">Il chiarimento fornito dal <strong data-start="389" data-end="399">CNDCEC</strong> è netto: l’<strong data-start="411" data-end="455">obbligo delle 40 ore annue di formazione</strong> introdotto dalla <strong data-start="473" data-end="529">Direttiva del Ministro per la PA del 14 gennaio 2025</strong> <strong data-start="530" data-end="574">non si applica agli Ordini professionali</strong>. La normativa, infatti, si riferisce esclusivamente alle <strong data-start="632" data-end="661">amministrazioni pubbliche</strong> individuate dall’art. 1, comma 2, del <strong data-start="700" data-end="719">D.Lgs. 165/2001</strong>, tra cui <strong data-start="729" data-end="771">gli Ordini professionali non rientrano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1246">Questa esclusione non è casuale, ma poggia su un impianto normativo ben definito. Il <strong data-start="859" data-end="878">D.Lgs. 150/2009</strong>, che disciplina il sistema di <strong data-start="909" data-end="956">misurazione e valutazione della performance</strong> nella PA, è applicabile solo ai soggetti pubblici previsti dal suddetto art. 1, comma 2. Gli Ordini professionali, invece, pur svolgendo funzioni di rilievo pubblico, <strong data-start="1124" data-end="1191">non sono considerati amministrazioni pubbliche in senso stretto</strong> e sono pertanto <strong data-start="1208" data-end="1245">esclusi dal campo di applicazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1703">A conferma di ciò, anche il <strong data-start="1276" data-end="1296">D.L. n. 101/2013</strong>, all’art. 2, comma 2-bis, pur prevedendo per gli Ordini un <strong data-start="1356" data-end="1413">adeguamento ai principi generali del pubblico impiego</strong>, <strong data-start="1415" data-end="1496">esclude espressamente l’obbligo di applicazione delle norme sulla performance</strong>. In sostanza, la <strong data-start="1514" data-end="1532">Direttiva 2025</strong> e il relativo obbligo formativo <strong data-start="1565" data-end="1596">non vincolano in alcun modo</strong> gli Ordini professionali, né i loro dipendenti, che restano fuori da questo specifico perimetro normativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="wa1e4a" data-start="309" data-end="411"><strong data-start="313" data-end="411">Ordini professionali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="836">Anche se non soggetti all’obbligo delle <strong data-start="453" data-end="483">40 ore annue di formazione</strong> previsto per la Pubblica Amministrazione, gli <strong data-start="530" data-end="567">Ordini professionali territoriali</strong> restano comunque <strong data-start="585" data-end="640">responsabili della formazione del proprio personale</strong>. Lo ricorda il <strong data-start="656" data-end="666">CNDCEC</strong> nell’Informativa n. 116/2025: l’obiettivo è garantire che i dipendenti degli Ordini siano sempre in grado di fornire un <strong data-start="787" data-end="835">servizio competente e aggiornato al pubblico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1296">Questa responsabilità trova fondamento nei <strong data-start="881" data-end="922">principi generali del D.Lgs. 165/2001</strong>, che attribuiscono alla formazione un ruolo strategico nella valorizzazione del capitale umano, anche negli enti che operano in ambito pubblico ma non sono pienamente assimilabili alla PA. In altre parole, sebbene gli Ordini non siano soggetti al sistema di misurazione della performance pubblica, <strong data-start="1221" data-end="1295">non sono esonerati dall’impegno verso una formazione efficace e mirata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1298" data-end="1744">Tra le <strong data-start="1305" data-end="1325">aree prioritarie</strong> di aggiornamento spiccano quelle previste da obblighi normativi: <strong data-start="1391" data-end="1409">anticorruzione</strong>, <strong data-start="1411" data-end="1429">privacy (GDPR)</strong> e <strong data-start="1432" data-end="1456">sicurezza sul lavoro</strong>, ma non solo. Le attività formative dovranno essere <strong data-start="1509" data-end="1560">personalizzate in base alla struttura dell’ente</strong>, alla sua dimensione, alle funzioni svolte e al tipo di personale impiegato. Nessun automatismo, dunque, ma una <strong data-start="1673" data-end="1716">pianificazione consapevole e strategica</strong> degli interventi formativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1746" data-end="1959">In sintesi, anche in assenza del vincolo quantitativo delle 40 ore annue, <strong data-start="1820" data-end="1920">gli Ordini devono comunque garantire una formazione adeguata, coerente con le esigenze operative</strong> e i principi di buona amministrazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1jrkko8" data-start="365" data-end="449"><strong data-start="369" data-end="449">Qualità del servizio e conformità normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="932">Se da un lato la direttiva ministeriale non impone vincoli quantitativi agli Ordini professionali, dall’altro la formazione resta un <strong data-start="584" data-end="639">fattore chiave per garantire la qualità dei servizi</strong>, la conformità alle normative e l’efficienza delle strutture organizzative. La <strong data-start="719" data-end="742">formazione continua</strong>, anche se non misurata in termini di ore obbligatorie, è oggi più che mai un <strong data-start="820" data-end="856">dovere gestionale e deontologico</strong> per ogni ente ordinistico che intenda operare con trasparenza e competenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="934" data-end="1508">L’evoluzione normativa degli ultimi anni – basti pensare agli aggiornamenti sul <strong data-start="1014" data-end="1022">GDPR</strong>, alla crescente attenzione alla <strong data-start="1055" data-end="1085">trasparenza amministrativa</strong>, alle misure di <strong data-start="1102" data-end="1134">prevenzione della corruzione</strong> o alle normative su <strong data-start="1155" data-end="1198">salute e sicurezza nei luoghi di lavoro</strong> – richiede un aggiornamento costante delle competenze del personale. Inoltre, la digitalizzazione della PA e l’introduzione di strumenti come <strong data-start="1341" data-end="1380">SPID, PagoPA e piattaforme digitali</strong> per la gestione dei procedimenti amministrativi rendono indispensabile un personale formato anche sotto il profilo tecnologico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1510" data-end="1840">In questo contesto, gli Ordini che investono in programmi formativi personalizzati e ben strutturati ottengono <strong data-start="1621" data-end="1718">benefici concreti in termini di efficienza, riduzione del rischio e soddisfazione dell’utenza</strong>. La formazione non è più solo un adempimento, ma una <strong data-start="1772" data-end="1839">leva strategica per la competitività e la credibilità dell’ente</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-33303 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mano-tagliata-che-tiene-un-testo-educativo-su-sfondo-bianco.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="6pznd" data-start="392" data-end="478"><strong data-start="396" data-end="478">Gestione della formazione negli Ordini</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="885">Per garantire un aggiornamento continuo e coerente con le proprie esigenze operative, gli <strong data-start="570" data-end="594">Ordini professionali</strong> devono adottare <strong data-start="611" data-end="644">modelli organizzativi interni</strong> in grado di pianificare, monitorare e valutare le attività formative. Anche in assenza dell’obbligo ministeriale delle 40 ore annue, è fondamentale che gli Ordini <strong data-start="808" data-end="884">inseriscano la formazione all’interno della propria strategia gestionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="887" data-end="1281">Una buona prassi consiste nella <strong data-start="919" data-end="962">redazione di un piano formativo annuale</strong>, che definisca ambiti, obiettivi, destinatari e modalità di erogazione dei corsi. Questo strumento, se ben costruito, consente non solo di soddisfare gli obblighi generali derivanti dal D.Lgs. 165/2001, ma anche di <strong data-start="1178" data-end="1202">anticipare criticità</strong>, individuare <strong data-start="1216" data-end="1246">fabbisogni formativi reali</strong> e ottimizzare l’uso delle risorse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1283" data-end="1757">Un’altra scelta strategica è la <strong data-start="1315" data-end="1367">designazione di un responsabile della formazione</strong>, anche interno, con il compito di coordinare le iniziative, dialogare con i dipendenti, valutare l’efficacia degli interventi e aggiornare il piano formativo in base all’evoluzione normativa o organizzativa. Inoltre, l’utilizzo di piattaforme e-learning o la partecipazione a corsi inter-ordinistici può rappresentare una soluzione efficiente, soprattutto per Ordini di piccole dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1759" data-end="1994">In sintesi, la gestione della formazione negli Ordini non deve essere vista come un costo o un peso burocratico, ma come una <strong data-start="1884" data-end="1907">funzione strategica</strong>, utile a garantire <strong data-start="1927" data-end="1993">compliance, qualità dei servizi e valorizzazione del personale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1syjrzz" data-start="313" data-end="418"><strong data-start="317" data-end="418">Obbligo normativo e responsabilità gestionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="988">Uno degli equivoci più diffusi riguarda la distinzione tra <strong data-start="479" data-end="499">obbligo di legge</strong> e <strong data-start="502" data-end="531">responsabilità gestionale</strong>: due concetti profondamente diversi, ma spesso sovrapposti nel dibattito sulla formazione nella Pubblica Amministrazione e negli Ordini professionali. Il chiarimento offerto dal <strong data-start="710" data-end="720">CNDCEC</strong> è proprio su questo punto: <strong data-start="748" data-end="881">non esiste un obbligo giuridico vincolante che imponga agli Ordini professionali le 40 ore annue di formazione previste per la PA</strong>, ma questo <strong data-start="893" data-end="959">non esonera gli enti da un dovere organizzativo e deontologico</strong> nei confronti del personale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="990" data-end="1495">Mentre le amministrazioni pubbliche sono vincolate a determinati adempimenti quantitativi in materia di performance e formazione, gli Ordini agiscono in un quadro più flessibile, che però <strong data-start="1178" data-end="1231">non deve essere interpretato come una zona franca</strong>. Al contrario, proprio perché non soggetti a obblighi numerici rigidi, gli Ordini devono <strong data-start="1321" data-end="1381">dimostrare autonomia, capacità gestionale e lungimiranza</strong>, assicurando comunque una formazione continua, su misura, e soprattutto coerente con le esigenze reali dell’ente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1497" data-end="1889">Il principio che deve guidare l’azione degli Ordini non è solo il rispetto formale delle norme, ma il <strong data-start="1599" data-end="1675">miglioramento continuo dei processi interni e della qualità del servizio</strong> offerto agli iscritti e al pubblico. In questo senso, la formazione non è un onere, ma un <strong data-start="1766" data-end="1793">investimento strategico</strong>, e la responsabilità gestionale diventa leva di <strong data-start="1842" data-end="1878">valorizzazione e modernizzazione</strong> dell’ente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="16hdjrg" data-start="329" data-end="419"><strong data-start="333" data-end="419">Innovazione, reputazione e competitività degli Ordini</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="876">In un contesto in cui la fiducia nelle istituzioni e nella qualità dei servizi pubblici è sempre più al centro del dibattito, gli <strong data-start="551" data-end="575">Ordini professionali</strong> hanno l’occasione di distinguersi proprio attraverso una <strong data-start="633" data-end="702">gestione intelligente e strategica della formazione del personale</strong>. Investire in percorsi formativi strutturati e di qualità, anche in assenza di obblighi imposti, significa puntare su <strong data-start="821" data-end="865">innovazione, reputazione e competitività</strong> dell’ente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="878" data-end="1421">Un personale ben formato è in grado di affrontare con maggiore efficacia le sfide poste dall’evoluzione normativa, dalla digitalizzazione dei processi e dalle crescenti aspettative degli utenti. Inoltre, l’adozione di pratiche formative avanzate contribuisce a migliorare <strong data-start="1150" data-end="1185">l’immagine pubblica dell’Ordine</strong>, favorendo una percezione di efficienza, trasparenza e attenzione alla professionalità. Questo è particolarmente importante in un periodo in cui gli enti ordinistici sono chiamati a <strong data-start="1368" data-end="1420">rafforzare il loro ruolo istituzionale e sociale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1423" data-end="1771">Infine, la formazione può diventare uno strumento per <strong data-start="1477" data-end="1524">attrarre e trattenere personale qualificato</strong>, valorizzando le competenze interne e creando un ambiente di lavoro orientato allo sviluppo. La logica, quindi, non è solo quella del rispetto normativo, ma quella della <strong data-start="1695" data-end="1770">crescita organizzativa e della responsabilizzazione delle risorse umane</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1423" data-end="1771"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33304 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sulla-natura-morta-di-esami-difficili.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="sphmxr" data-start="299" data-end="395"><strong data-start="303" data-end="395">Buone pratiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="878">Diversi Ordini professionali, anticipando i chiarimenti normativi del <strong data-start="467" data-end="477">CNDCEC</strong>, hanno già adottato <strong data-start="498" data-end="531">modelli di formazione interna</strong> che possono essere considerati esempi virtuosi di <strong data-start="582" data-end="619">gestione strategica del personale</strong>. In alcuni casi, sono stati predisposti <strong data-start="660" data-end="694">piani annuali di aggiornamento</strong> che non solo rispondono alle esigenze operative dell’ente, ma favoriscono la crescita professionale dei dipendenti attraverso corsi mirati, workshop interattivi e formazione digitale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="880" data-end="1361">Un esempio interessante arriva da alcuni <strong data-start="921" data-end="963">Ordini territoriali dei Commercialisti</strong>, i quali hanno integrato nei propri programmi formativi temi di <strong data-start="1028" data-end="1051">attualità normativa</strong>, come gli aggiornamenti sul Codice degli Appalti, il nuovo sistema dei controlli interni, l’etica pubblica e la gestione documentale digitale. Questi corsi sono stati realizzati anche in collaborazione con enti esterni accreditati, rafforzando la <strong data-start="1299" data-end="1320">qualità didattica</strong> e ampliando le competenze del personale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1738">Altri Ordini, invece, hanno adottato strumenti di <strong data-start="1413" data-end="1440">autovalutazione interna</strong> per rilevare i fabbisogni formativi, promuovendo percorsi personalizzati in base alle funzioni svolte da ciascun dipendente. In alcuni casi, è stata anche prevista la <strong data-start="1608" data-end="1645">formazione trasversale tra uffici</strong>, per favorire una maggiore comprensione dei processi interni e migliorare la collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1740" data-end="1999">Queste buone pratiche dimostrano che anche in assenza di un vincolo orario definito, è possibile strutturare <strong data-start="1849" data-end="1881">politiche formative efficaci</strong>, capaci di <strong data-start="1893" data-end="1998">incrementare l’efficienza, ridurre il rischio di errore e rafforzare il ruolo istituzionale dell’ente</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1fgwu8i" data-start="296" data-end="411"><strong data-start="300" data-end="411">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="777">Il chiarimento offerto dal <strong data-start="440" data-end="450">CNDCEC</strong> con l’<strong data-start="457" data-end="484">Informativa n. 116/2025</strong> è stato fondamentale per riportare ordine in un ambito spesso frainteso: <strong data-start="558" data-end="667">gli Ordini professionali non sono obbligati a rispettare le 40 ore annue di formazione previste per la PA</strong>, ma devono comunque garantire un <strong data-start="701" data-end="752">livello adeguato di aggiornamento professionale</strong> per i propri dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="779" data-end="1163">Il punto centrale non è tanto la quantità delle ore quanto <strong data-start="838" data-end="883">la qualità e la coerenza della formazione</strong> rispetto alle specificità dell’ente. In questo senso, la formazione si conferma come una <strong data-start="973" data-end="1015">responsabilità gestionale e strategica</strong>, capace di incidere direttamente sulla <strong data-start="1055" data-end="1082">credibilità dell’Ordine</strong>, sulla <strong data-start="1090" data-end="1119">soddisfazione dell’utenza</strong> e sul <strong data-start="1126" data-end="1162">rispetto delle normative vigenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1165" data-end="1654">Gli esempi già attivi sul territorio dimostrano che <strong data-start="1217" data-end="1260">una pianificazione efficace è possibile</strong>, anche con risorse limitate, e che un approccio personalizzato può generare <strong data-start="1337" data-end="1384">valore reale per l’ente e per chi vi lavora</strong>. In un’epoca di continua trasformazione normativa e digitale, <strong data-start="1447" data-end="1492">trascurare la formazione non è un’opzione</strong>: è proprio in questa flessibilità che gli Ordini hanno l’occasione di costruire modelli virtuosi, basati su competenza, efficienza e visione a lungo termine.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Formazione-obbligatoria-PA-chiarimenti-del-CNDCEC-per-gli-Ordini-professionali/">Formazione obbligatoria PA: chiarimenti del CNDCEC per gli Ordini professionali</a> was first posted on Luglio 30, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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