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	<title>fondo perduto 60% &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>fondo perduto 60% &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Bando Sardegna SRD13 2026: contributo a fondo perduto del 60% per imprese agroalimentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura e Settore Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bando SRD13 Sardegna 2026 rappresenta una delle opportunità più interessanti per le imprese del settore agroalimentare e agroindustriale che intendono investire in crescita, innovazione ed efficienza produttiva. Con un contributo a fondo perduto fino al 60% e una dotazione complessiva di 36 milioni di euro, l’intervento sostiene progetti destinati a migliorare trasformazione, commercializzazione, sostenibilità [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bando-Sardegna-SRD13-2026-contributo-a-fondo-perduto-del-60-per-imprese-agroalimentari/">Bando Sardegna SRD13 2026: contributo a fondo perduto del 60% per imprese agroalimentari</a> was first posted on Settembre 2, 2026 at 12:13 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il <strong>bando SRD13 Sardegna 2026</strong> rappresenta una delle opportunità più interessanti per le imprese del settore agroalimentare e agroindustriale che intendono investire in crescita, innovazione ed efficienza produttiva.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Con un <strong>contributo a fondo perduto fino al 60%</strong> e una dotazione complessiva di <strong>36 milioni di euro</strong>, l’intervento sostiene progetti destinati a migliorare trasformazione, commercializzazione, sostenibilità energetica e competitività delle imprese sarde.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo in questo articolo chi può accedere all’agevolazione, quali investimenti e spese sono finanziabili, quanto è possibile ottenere e quali sono le principali condizioni da rispettare per presentare correttamente la domanda.</p>
<h2>Contributo a fondo perduto del 60% per trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli</h2>
<p style="text-align: justify;">Per le imprese agroalimentari della Sardegna il <strong>2026 offre un’importante opportunità per finanziare nuovi investimenti riducendo sensibilmente il capitale da sostenere con risorse proprie</strong>. Con l’<strong>Intervento SRD13 del CSR Sardegna 2023-2027</strong>, le imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli possono infatti ottenere un <strong>contributo a fondo perduto pari al 60% degli investimenti riconosciuti ammissibili</strong>, nell’ambito di una dotazione finanziaria complessiva di <strong>36 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bando, attivo dal <strong>1° settembre 2026</strong>, prevede come termine per la presentazione delle domande il <strong>30 settembre 2026</strong> e può rappresentare uno strumento strategico per microimprese e PMI che intendono acquistare nuovi macchinari, modernizzare gli impianti produttivi, migliorare l’efficienza energetica, introdurre tecnologie più avanzate o realizzare investimenti legati alle energie rinnovabili per autoconsumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero vantaggio non consiste soltanto nell’ottenere un finanziamento pubblico: un progetto correttamente pianificato può permettere all’impresa di <strong>aumentare produttività e valore aggiunto, ridurre i costi energetici e di lavorazione, migliorare la qualità dei prodotti e affrontare nuovi mercati</strong>, sostenendo direttamente solo una parte dell’investimento.</p>
<h2>Chi può accedere al contributo</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Possono beneficiare dell’<strong>Intervento SRD13 del CSR Sardegna 2023-2027</strong> le imprese che operano nelle attività di <strong>trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli</strong> compresi nell’<strong>Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE)</strong>, con esclusione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il bando è quindi rivolto in particolare alle imprese appartenenti al comparto agroalimentare e agroindustriale che svolgono attività riconducibili alle <strong>industrie alimentari, codice ATECO 10</strong>, alle <strong>industrie delle bevande, codice ATECO 11</strong>, oltre alle imprese attive nel settore della <strong>trasformazione del sughero</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’agevolazione può rappresentare un’opportunità particolarmente interessante per <strong>microimprese e PMI</strong> che intendono ampliare la capacità produttiva, ammodernare stabilimenti e linee di lavorazione oppure migliorare la competitività sui mercati nazionali e internazionali.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un aspetto molto importante riguarda le imprese che, oltre alla trasformazione, svolgono direttamente anche attività di produzione agricola. In questo caso, per poter accedere al sostegno, l’attività di trasformazione e commercializzazione deve riguardare <strong>materie prime acquistate o conferite prevalentemente da soggetti terzi</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Questo requisito deve essere valutato con attenzione prima della presentazione della domanda, perché la semplice appartenenza al settore agricolo o agroalimentare non garantisce automaticamente l’accesso al contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le imprese interessate, quindi, una verifica preliminare dei <strong>codici ATECO, dell’attività effettivamente esercitata e della provenienza delle materie prime utilizzate</strong> può essere decisiva per evitare errori che potrebbero compromettere l’ammissibilità della domanda.</p>
<h2>Quali investimenti sono finanziabili</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’<strong>Azione 1 dell’Intervento SRD13 Sardegna 2026</strong> finanzia una gamma molto ampia di investimenti destinati a rafforzare la capacità produttiva, tecnologica e commerciale delle imprese agroalimentari e agroindustriali.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Tra gli interventi più rilevanti rientrano l’<strong>acquisto, la realizzazione, la ristrutturazione e l’ammodernamento di impianti e strutture</strong> utilizzati per la cernita, lavorazione, conservazione, stoccaggio, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il contributo può quindi sostenere progetti che prevedano, ad esempio, nuove linee produttive, macchinari più efficienti, sistemi automatizzati, impianti di confezionamento evoluti oppure soluzioni tecnologiche capaci di ridurre tempi, costi e sprechi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Grande attenzione viene riservata anche al <strong>miglioramento tecnologico dei cicli produttivi</strong>, compreso l’utilizzo più efficiente delle risorse energetiche e idriche. Questo significa che un investimento non deve necessariamente puntare soltanto ad aumentare la produzione: può essere strategico anche quando consente di produrre meglio, consumando meno energia e riducendo l’impatto ambientale.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Sono inoltre ammissibili interventi finalizzati a migliorare l’integrazione all’interno delle filiere, potenziare i sistemi di <strong>gestione della qualità, tracciabilità, etichettatura e gestione ambientale</strong>, nonché introdurre soluzioni per il recupero e il riutilizzo dei sottoprodotti e degli scarti di lavorazione.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il bando sostiene anche investimenti orientati al conseguimento di <strong>standard di sicurezza sul lavoro superiori ai livelli minimi previsti dalla normativa</strong>, alla qualificazione delle produzioni, al miglioramento della sicurezza alimentare e all’incremento del valore aggiunto dei prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore obiettivo è favorire l’<strong>apertura di nuovi mercati</strong>. Per molte PMI sarde, quindi, il contributo può diventare non soltanto uno strumento per acquistare nuovi macchinari, ma una leva per ripensare l’intero modello produttivo e commerciale, aumentando competitività, marginalità e capacità di crescita nel medio-lungo periodo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33935 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-1024x576.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-300x169.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-768x432.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-1536x864.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-747x420.jpg 747w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-600x338.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-696x392.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts-1068x601.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/side-view-girl-two-guys-stand-apple-orchard-with-tablet-hands-guy-touch-forehead-then-puts.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Energie rinnovabili, autoconsumo e recupero del calore</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’<strong>Azione 2 del bando SRD13 Sardegna 2026</strong> amplia le possibilità di investimento anche sul fronte dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, due aspetti sempre più importanti per le imprese agroalimentari che devono confrontarsi con costi energetici elevati e con la necessità di rendere i processi produttivi più efficienti.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Sono infatti ammissibili gli investimenti per l’<strong>installazione di impianti destinati alla produzione di energia elettrica e/o termica da fonti rinnovabili</strong>, a condizione che l’energia prodotta sia destinata all’<strong>autoconsumo aziendale</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">In termini pratici, questo può significare la possibilità di finanziare soluzioni energetiche integrate nello stabilimento produttivo, capaci di ridurre la dipendenza dalle forniture esterne e di contenere nel tempo i costi operativi dell’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il bando ammette inoltre interventi finalizzati al <strong>recupero del calore prodotto dagli impianti produttivi</strong>. Si tratta di una misura particolarmente interessante per le aziende caratterizzate da processi che generano energia termica dispersa, perché il recupero di tale calore può trasformare uno spreco in una risorsa da riutilizzare all’interno del ciclo produttivo.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il vantaggio economico può quindi essere duplice: da una parte il contributo pubblico riduce il costo iniziale dell’investimento, dall’altra l’impresa può ottenere un <strong>risparmio strutturale sulla spesa energetica</strong> negli anni successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un’impresa agroalimentare, valutare correttamente il fabbisogno energetico e dimensionare l’impianto in funzione dell’effettivo autoconsumo diventa quindi un passaggio fondamentale. Un investimento energetico ben progettato può migliorare non solo la sostenibilità ambientale dell’azienda, ma anche la sua <strong>competitività economica e la capacità di difendere i margini di profitto</strong> nel medio e lungo periodo.</p>
<h2>Quanto finanzia il bando</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Uno degli elementi più interessanti dell’<strong>Intervento SRD13 Sardegna 2026</strong> è rappresentato dall’intensità dell’agevolazione prevista.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il bando mette a disposizione complessivamente <strong>36 milioni di euro</strong> e riconosce un <strong>contributo in conto capitale pari al 60% degli investimenti ritenuti ammissibili</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La parte restante, pari al 40%, rimane invece a carico dell’impresa beneficiaria.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per comprendere meglio il vantaggio economico, si può fare un esempio semplice: su un investimento ammissibile di <strong>500.000 euro</strong>, il contributo teorico può arrivare a <strong>300.000 euro</strong>, mentre l’impresa dovrà sostenere con risorse proprie o con altre forme di finanziamento i restanti <strong>200.000 euro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Con un progetto da <strong>1 milione di euro</strong>, il contributo può invece raggiungere <strong>600.000 euro</strong>. Nel caso di un investimento pari al limite massimo previsto, cioè <strong>6 milioni di euro</strong>, il sostegno teorico può arrivare fino a <strong>3,6 milioni di euro</strong>, sempre nel rispetto delle condizioni e delle spese effettivamente riconosciute come ammissibili.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il <strong>volume massimo di investimento per singolo progetto è infatti fissato a 6 milioni di euro</strong>, mentre non possono essere presentate domande per investimenti inferiori a <strong>20.000 euro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Particolare attenzione deve essere riservata ai progetti nei quali il processo di trasformazione porta alla realizzazione di prodotti non compresi nell’<strong>Allegato I del TFUE</strong>: in questi casi il sostegno viene concesso secondo il regime <strong>“de minimis extragricolo”</strong>, con conseguente necessità di verificare preventivamente gli eventuali aiuti già ricevuti dall’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">La corretta pianificazione finanziaria dell’investimento è quindi essenziale per capire non soltanto <strong>quanto contributo si può ottenere</strong>, ma anche quale quota di capitale dovrà essere effettivamente sostenuta dall’azienda.</p>
<h2>Spese ammissibili</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per le imprese interessate al <strong>bando SRD13 Sardegna 2026</strong>, uno degli aspetti più importanti consiste nell’individuare correttamente le spese da inserire nel progetto di investimento.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Tra gli interventi finanziabili rientrano innanzitutto gli acquisti e gli investimenti destinati a <strong>impianti, macchinari e attrezzature</strong> utilizzati nelle diverse fasi della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Possono quindi assumere particolare rilevanza, in funzione dell’attività svolta dall’impresa, nuove linee di lavorazione, sistemi per la cernita e selezione dei prodotti, impianti di conservazione e stoccaggio, attrezzature per il confezionamento, tecnologie per il condizionamento dei prodotti e soluzioni destinate all’ammodernamento dei processi produttivi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il bando può inoltre sostenere interventi rivolti alla <strong>ristrutturazione e all’ammodernamento delle strutture aziendali</strong>funzionali alle attività di trasformazione e commercializzazione, purché coerenti con gli obiettivi e con le condizioni di ammissibilità previste dall’intervento.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un capitolo particolarmente interessante riguarda il <strong>risparmio energetico</strong>. Le imprese possono infatti pianificare investimenti capaci di rendere più efficiente l’utilizzo dell’energia e dell’acqua, riducendo i consumi e migliorando le performance ambientali del ciclo produttivo.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Nell’ambito dell’Azione 2 trovano inoltre spazio gli impianti per la <strong>produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale</strong>, oltre agli interventi per il recupero del calore generato dagli impianti produttivi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Anche le componenti immateriali e i servizi connessi al progetto devono essere valutati con particolare attenzione rispetto alle condizioni previste dal bando e alla loro effettiva ammissibilità.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il consiglio operativo è quindi di non partire semplicemente da una lista di acquisti, ma di costruire un <strong>progetto organico</strong>, nel quale ogni spesa sia collegata a un obiettivo preciso: aumentare la produttività, ridurre i costi, migliorare la qualità, risparmiare energia, valorizzare gli scarti oppure raggiungere nuovi mercati.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio questa coerenza tra investimento e finalità aziendale che può rendere il progetto più solido dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33672 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-1024x576.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-300x169.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-768x432.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-1536x864.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-747x420.jpg 747w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-600x338.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-696x392.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background-1068x601.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/agriculture-iot-with-rice-field-background.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Come presentare un progetto efficace</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per accedere al <strong>contributo SRD13 Sardegna 2026</strong> non è sufficiente individuare un macchinario da acquistare o un impianto da realizzare: il progetto deve essere costruito in modo coerente con le finalità dell’intervento e con l’attività effettivamente svolta dall’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il primo errore da evitare è quindi quello di presentare investimenti poco collegati agli obiettivi del bando. Ogni spesa dovrebbe essere giustificata spiegando in che modo contribuisce a migliorare la produttività, aumentare il valore aggiunto, ridurre i consumi, rafforzare la qualità dei prodotti o rendere l’impresa più competitiva.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un altro aspetto fondamentale riguarda la <strong>corretta verifica dell’ammissibilità del beneficiario e delle spese</strong>. Prima di presentare la domanda è opportuno controllare il codice ATECO, la tipologia di attività svolta, la natura delle materie prime utilizzate e, nel caso dei produttori agricoli, il rispetto del requisito relativo alla prevalente provenienza da soggetti terzi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Particolare attenzione deve essere riservata anche al dimensionamento economico del progetto. Il bando non ammette investimenti inferiori a <strong>20.000 euro</strong>, mentre il volume massimo per singolo progetto è pari a <strong>6 milioni di euro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">È inoltre importante predisporre una pianificazione finanziaria realistica, perché il contributo copre il <strong>60% degli investimenti ammissibili</strong>, mentre il restante 40% rimane a carico dell’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Nel caso di interventi che portano alla trasformazione in prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE, bisogna inoltre considerare l’applicazione del regime <strong>de minimis extragricolo</strong>, verificando quindi la posizione dell’impresa rispetto agli aiuti già ottenuti.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La regola più importante è semplice: prima di sostenere spese o assumere impegni vincolanti, occorre verificare con attenzione le disposizioni operative del bando e la relativa documentazione ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una domanda ben costruita nasce infatti da un progetto tecnicamente coerente, economicamente sostenibile e documentalmente completo.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong data-start="26" data-end="73">Vantaggi economici</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il principale vantaggio dell’<strong>Intervento SRD13 Sardegna 2026</strong> non è soltanto la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto, ma soprattutto l’effetto che questo sostegno può avere sulla sostenibilità economica e finanziaria dell’intero progetto.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Con una copertura pubblica pari al <strong>60% degli investimenti ammissibili</strong>, l’impresa può ridurre in modo significativo il capitale necessario per realizzare interventi che, in assenza dell’agevolazione, potrebbero risultare troppo onerosi o richiedere un maggiore ricorso al credito bancario.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Questo aspetto è particolarmente importante per microimprese e PMI, che spesso devono trovare un equilibrio tra crescita, liquidità disponibile e capacità di indebitamento.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un investimento in nuovi macchinari, automazione, sistemi di confezionamento, impianti energetici o tecnologie per il recupero degli scarti può inoltre generare benefici che proseguono ben oltre il momento in cui viene incassato il contributo.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La riduzione dei consumi energetici, la maggiore velocità dei processi, la diminuzione degli sprechi e l’incremento della capacità produttiva possono infatti tradursi in <strong>minori costi unitari, margini più elevati e maggiore competitività</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Dal punto di vista finanziario, il contributo può anche migliorare il rapporto tra mezzi propri, debito e valore complessivo dell’investimento, rendendo più sostenibile la pianificazione degli anni successivi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per questo motivo il bando dovrebbe essere valutato non soltanto come un’opportunità per “spendere meno”, ma come uno strumento per <strong>anticipare investimenti strategici</strong>, innovare più rapidamente e rafforzare il posizionamento dell’impresa sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera convenienza emerge quando il contributo viene utilizzato per finanziare interventi capaci di produrre un ritorno economico duraturo, riducendo costi e aumentando contemporaneamente valore, qualità e capacità commerciale.</p>
<h2>Scadenza 30 settembre 2026</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il <strong>bando SRD13 Sardegna 2026</strong> risulta attivo dal <strong>1° settembre 2026</strong> e prevede come termine per la presentazione delle domande il <strong>30 settembre 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Si tratta quindi di una finestra temporale molto breve, che rende fondamentale organizzare con anticipo tutta la documentazione necessaria.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Le imprese interessate dovrebbero evitare di concentrare le attività negli ultimi giorni, perché una domanda efficace richiede normalmente verifiche preliminari, raccolta dei preventivi, definizione tecnica degli investimenti, controllo dei requisiti soggettivi e costruzione di un piano economico-finanziario coerente.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Particolare attenzione deve essere dedicata anche alla corretta individuazione delle spese da inserire nel progetto e alla loro relazione con le finalità previste dal bando.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per esempio, un’impresa che intende acquistare una nuova linea di confezionamento dovrà essere in grado di dimostrare come tale investimento possa contribuire ad aumentare la produttività, migliorare la qualità, ridurre gli sprechi o favorire l’accesso a nuovi mercati.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Allo stesso modo, nel caso di investimenti energetici, è importante valutare con precisione il fabbisogno dell’azienda e la coerenza dell’impianto con il principio dell’<strong>autoconsumo aziendale</strong> previsto dall’Azione 2.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La scadenza del <strong>30 settembre 2026</strong> deve quindi essere considerata non soltanto come una data formale, ma come il termine finale di un percorso che dovrebbe iniziare molto prima con l’analisi del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una preparazione anticipata permette di ridurre il rischio di errori, costruire una domanda più solida e aumentare le possibilità di ottenere il contributo senza compromettere la sostenibilità finanziaria dell’investimento.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il <strong>CSR Sardegna 2023-2027 – Intervento SRD13</strong> rappresenta un’opportunità concreta per le imprese agroalimentari e agroindustriali che vogliono investire in innovazione, efficienza e crescita riducendo in modo significativo il peso finanziario degli investimenti.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Il <strong>contributo a fondo perduto del 60%</strong> può infatti sostenere progetti legati all’acquisto di macchinari e attrezzature, all’ammodernamento degli impianti, al miglioramento dei processi produttivi, al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili e alla valorizzazione commerciale delle produzioni.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Per microimprese e PMI della Sardegna, il bando può quindi diventare uno strumento strategico per aumentare competitività, produttività e sostenibilità, soprattutto in una fase in cui contenere i costi e migliorare l’efficienza rappresenta una priorità per molte aziende.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Resta però fondamentale verificare con attenzione i requisiti soggettivi, la natura delle spese, la coerenza del progetto e la corretta applicazione delle regole previste dal bando, compreso l’eventuale ricorso al regime <strong>de minimis extragricolo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Considerata la scadenza del <strong>30 settembre 2026</strong>, preparare per tempo la domanda può fare la differenza tra un progetto ben strutturato e una candidatura incompleta o poco efficace.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bando-Sardegna-SRD13-2026-contributo-a-fondo-perduto-del-60-per-imprese-agroalimentari/">Bando Sardegna SRD13 2026: contributo a fondo perduto del 60% per imprese agroalimentari</a> was first posted on Settembre 2, 2026 at 12:13 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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