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	<title>fiscalità holding - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>fiscalità holding - Commercialista.it</title>
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		<title>Holding: dalla PMI a Exor, tutti i vantaggi fiscali e strategici per imprese di ogni dimensione</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-dalla-PMI-a-Exor-tutti-i-vantaggi-fiscali-e-strategici-per-imprese-di-ogni-dimensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 05:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La holding è oggi una delle strutture societarie più utilizzate per organizzare, proteggere e sviluppare un gruppo di imprese, sia in ambito nazionale che internazionale. Da strumento tradizionalmente associato ai grandi conglomerati finanziari, la holding è diventata sempre più diffusa anche tra le PMI italiane, che ne hanno compreso i vantaggi fiscali, patrimoniali e organizzativi. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="1015">La <strong data-start="616" data-end="627">holding</strong> è oggi una delle strutture societarie più utilizzate per <strong data-start="685" data-end="725">organizzare, proteggere e sviluppare</strong> un gruppo di imprese, sia in ambito nazionale che internazionale. Da strumento tradizionalmente associato ai grandi conglomerati finanziari, la holding è diventata sempre più diffusa anche tra le <strong data-start="922" data-end="938">PMI italiane</strong>, che ne hanno compreso i <strong data-start="964" data-end="1014">vantaggi fiscali, patrimoniali e organizzativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1017" data-end="1364">Il tema centrale è uno: <strong data-start="1041" data-end="1079">le regole sono le stesse per tutti</strong>, ma cambia la scala. Le logiche utilizzate da grandi gruppi industriali possono essere applicate con successo anche da imprese più piccole, se strutturate correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1366" data-end="1546">In uno scenario in cui la pressione fiscale aumenta, la competizione è globale e la necessità di efficienza e controllo è sempre più strategica, la holding rappresenta uno strumento di pianificazione fiscale, grazie al regime PEX e all’ottimizzazione dei flussi finanziari, un modello di gestione del rischio, separando gli asset strategici dalle attività operative, un veicolo per attrarre investitori, semplificare la governance e scalare più rapidamente e un’opportunità di crescita sostenibile, basata su controllo, trasparenza e coerenza giuridico-economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1968" data-end="2238">In questo articolo analizzeremo come funziona una holding, quali benefici può portare dalla piccola impresa fino ai grandi gruppi e quali sono le scelte strategiche da valutare per sfruttarla al meglio, anche in Italia e all’estero.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="377"><strong data-start="310" data-end="377">Dalla PMI a Exor</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="870">L’utilizzo di una <strong data-start="397" data-end="408">holding</strong> non è un’esclusiva delle grandi multinazionali: è una strategia che funziona <strong data-start="486" data-end="504">sia per le PMI</strong> italiane che per i colossi internazionali. Se realtà imponenti come <strong data-start="573" data-end="592">Exor Holding NV</strong>, la finanziaria della famiglia Agnelli, adottano da anni questa struttura per gestire in modo efficiente i propri asset e ridurre la pressione fiscale, significa che la holding è molto più di un semplice veicolo societario: è una vera e propria <strong data-start="838" data-end="869">leva di crescita strategica</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="872" data-end="926">Il modello Exor: struttura e vantaggi competitivi</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="928" data-end="1075"><strong data-start="928" data-end="947">Exor Holding NV</strong>, con sede nei Paesi Bassi, rappresenta un caso scuola di ottimizzazione fiscale e organizzativa. Questo modello è studiato per:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1077" data-end="1314"><strong data-start="1079" data-end="1110">Massimizzare la redditività</strong> del gruppo attraverso l’<strong data-start="1135" data-end="1159">esenzione da imposte</strong> su dividendi e plusvalenze, sfruttando le direttive europee (come la <strong data-start="1229" data-end="1266">Direttiva Madre-Figlia 2011/96/UE</strong>) e le convenzioni contro le doppie imposizioni.</li>
<li data-start="1316" data-end="1545"><strong data-start="1318" data-end="1356">Garantire flessibilità finanziaria</strong>, consentendo di trattenere gli utili all’interno della holding e impiegarli per acquisizioni, investimenti o sviluppo, senza subire l’imposizione immediata a livello personale o operativo.</li>
<li data-start="1547" data-end="1713"><strong data-start="1549" data-end="1588">Attirare investitori internazionali</strong>, grazie a una giurisdizione fiscale favorevole (come quella olandese) e a una struttura trasparente, affidabile e scalabile.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1715" data-end="2079">Il caso Exor dimostra che una holding può agire come una <strong data-start="1772" data-end="1799">cassaforte patrimoniale</strong>, utile sia alla <strong data-start="1816" data-end="1842">protezione degli utili</strong> sia alla loro <strong data-start="1857" data-end="1882">valorizzazione futura</strong>. Ma questi principi possono essere adattati con successo anche alle piccole e medie imprese italiane, a condizione che si scelga la giusta struttura societaria e un corretto inquadramento fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="248" data-end="322"><strong data-start="252" data-end="322">Il modello Exor</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="324" data-end="876">La forza di una <strong data-start="340" data-end="366">holding internazionale</strong> come <strong data-start="372" data-end="380">Exor</strong> non risiede solo nelle dimensioni del gruppo o nel valore delle partecipazioni (tra cui spiccano nomi come Stellantis, Ferrari, Juventus, GEDI, The Economist Group), ma nella <strong data-start="556" data-end="646">capacità di strutturare il capitale in modo efficiente e vantaggioso a livello fiscale</strong>. Secondo i dati riportati dal <em data-start="677" data-end="690">Sole 24 ORE</em>, Exor detiene partecipazioni strategiche con quote rilevanti, il che le consente di esercitare controllo e al tempo stesso beneficiare di <strong data-start="829" data-end="853">agevolazioni fiscali</strong> in ambito comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="878" data-end="1017">Sebbene Exor operi su scala globale, le stesse logiche possono essere <strong data-start="948" data-end="996">replicate con successo anche da PMI italiane</strong>, con l’obiettivo di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1019" data-end="1157"><strong data-start="1021" data-end="1078">Separare le attività operative dagli asset strategici</strong>, proteggendo così il patrimonio aziendale da eventuali rischi imprenditoriali;</li>
<li data-start="1019" data-end="1157"><strong data-start="1161" data-end="1217">Ottimizzare la tassazione su dividendi e plusvalenze</strong>, sfruttando il regime della <strong data-start="1246" data-end="1279">Participation Exemption (PEX)</strong> (art. 87 del TUIR), che prevede una <strong data-start="1316" data-end="1358">detassazione del 95% delle plusvalenze</strong> su partecipazioni qualificate;</li>
<li data-start="1391" data-end="1563"><strong data-start="1393" data-end="1433">Utilizzare finanziamenti infragruppo</strong>, migliorando la gestione della liquidità interna e riducendo la dipendenza da fonti di finanziamento esterne, spesso più onerose;</li>
<li><strong data-start="1567" data-end="1618">Valutare la sede più vantaggiosa per la holding</strong>, anche all’interno del territorio italiano (come Milano o il Trentino Alto-Adige) o all’estero, tenendo conto di trattati contro le doppie imposizioni e normative antiabuso (come la <strong data-start="1801" data-end="1819">Direttiva ATAD</strong> e l’art. 10-bis della Legge 212/2000 sul principio di abuso del diritto).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2163">La chiave del successo non è solo costituire una holding, ma progettarla in modo coerente con gli obiettivi aziendali, come fanno i grandi gruppi. E con la giusta consulenza, anche una PMI può costruire una struttura holding efficace, legale e vantaggiosa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="402"><strong data-start="353" data-end="402"> Italia vs estero</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="917">La <strong data-start="407" data-end="442">scelta della sede della holding</strong> è una decisione cruciale per qualunque imprenditore, poiché incide direttamente su <strong data-start="526" data-end="583">fiscalità, compliance normativa, gestione degli utili</strong> e <strong data-start="586" data-end="610">costi amministrativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="917">Si tratta di un’opzione strategica da valutare con attenzione, tenendo conto di numerosi fattori: il regime fiscale applicabile, le agevolazioni su dividendi e plusvalenze, la stabilità normativa del Paese, l’eventuale rischio di contestazioni da parte del fisco e i costi di mantenimento della struttura.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="919" data-end="963">Holding in Italia: vantaggi e svantaggi</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="965" data-end="1229">Contrariamente a quanto si possa pensare, <strong data-start="1007" data-end="1079">costituire una holding in Italia può essere estremamente vantaggioso</strong>, grazie ad alcuni strumenti previsti dal <strong data-start="1121" data-end="1169">TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)</strong> che incentivano la pianificazione fiscale interna al Paese:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1231" data-end="1449"><strong data-start="1233" data-end="1266">Participation Exemption (PEX)</strong> – Art. 87 TUIR: esenzione del <strong data-start="1297" data-end="1322">95% delle plusvalenze</strong> derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate, a condizione che siano rispettati requisiti temporali e qualificativi;</li>
<li data-start="1451" data-end="1630"><strong data-start="1453" data-end="1476">Dividendi agevolati</strong> – Art. 89 TUIR: solo il <strong data-start="1501" data-end="1531">5% dei dividendi percepiti</strong> da società partecipate è soggetto a IRES, rendendo la tassazione effettiva estremamente contenuta;</li>
<li data-start="1632" data-end="1805"><strong data-start="1634" data-end="1667">Consolidato fiscale nazionale</strong> – Artt. 117-129 TUIR: permette di <strong data-start="1702" data-end="1732">compensare utili e perdite</strong> tra le società del gruppo, migliorando l&#8217;efficienza fiscale complessiva;</li>
<li data-start="1807" data-end="1956"><strong data-start="1809" data-end="1840">Gestione unificata dell’IVA</strong> – Tramite l’<strong data-start="1853" data-end="1870">IVA di gruppo</strong> (art. 73 DPR 633/1972), si possono centralizzare le operazioni IVA tra le consociate;</li>
<li data-start="1958" data-end="2168"><strong data-start="1960" data-end="1983">Stabilità normativa</strong>: a differenza di molte giurisdizioni estere (soprattutto offshore), l’Italia presenta un sistema consolidato e monitorabile, riducendo il rischio di interventi improvvisi o black list.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="164" data-end="222">Tuttavia, è importante considerare anche alcuni svantaggi:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="224" data-end="580">Nonostante sia ridotta, la tassazione del 5% su dividendi e plusvalenze è comunque presente; la normativa e la burocrazia italiane risultano più rigide rispetto a quelle di altre giurisdizioni “business friendly”, come l’Olanda o il Lussemburgo; infine, i costi operativi sono generalmente più elevati, soprattutto per la gestione amministrativa e fiscale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2170" data-end="2239">Quando conviene scegliere l’Italia?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2170" data-end="2239">Se l’obiettivo è costruire una <strong data-start="2624" data-end="2680">holding solida, trasparente e fiscalmente efficiente</strong>, evitando il rischio di contestazioni con l’Agenzia delle Entrate (in virtù del principio dell’<strong data-start="2776" data-end="2797">abuso del diritto</strong>, art. 10-bis Legge 212/2000) e gestendo tutto con maggiore sicurezza a livello nazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="330"><strong data-start="294" data-end="330">Holding all’estero</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="798">Molti imprenditori valutano la possibilità di costituire una <strong data-start="393" data-end="411">holding estera</strong> per beneficiare di regimi fiscali più vantaggiosi, soprattutto se il gruppo ha <strong data-start="491" data-end="518">attività internazionali</strong> o ambizioni di crescita fuori dai confini italiani. Giurisdizioni come <strong data-start="590" data-end="627">Olanda, Lussemburgo e Regno Unito</strong> sono storicamente attrattive per strutture di holding grazie a un mix di <strong data-start="701" data-end="722">esenzioni fiscali</strong>, <strong data-start="724" data-end="749">burocrazia più snella</strong> e <strong data-start="752" data-end="797">maggiore apertura agli investitori esteri</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="824">Vantaggi principali</h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="826" data-end="1068"><strong data-start="828" data-end="875">Esenzione totale su dividendi e plusvalenze</strong> in molte giurisdizioni: ad esempio, l’Olanda applica una piena esenzione sui dividendi in entrata se sono soddisfatte specifiche condizioni (Participation Exemption), così come il Lussemburgo;</li>
<li data-start="826" data-end="1068"><strong data-start="1072" data-end="1096">Flessibilità fiscale</strong>: possibilità di <strong data-start="1113" data-end="1140">differire la tassazione</strong> degli utili reinvestiti, sfruttando strumenti come le <strong data-start="1195" data-end="1224">società di partecipazione</strong> (SOPARFI) o i <strong data-start="1239" data-end="1248">trust</strong> in common law;</li>
<li data-start="826" data-end="1068"><strong data-start="1267" data-end="1303">Clima favorevole per investitori</strong>: molte holding estere sono più attraenti per i capitali stranieri, grazie alla percezione di affidabilità, neutralità fiscale e facilità di gestione societaria;</li>
<li data-start="826" data-end="1068"><strong data-start="1468" data-end="1494">Procedure semplificate</strong>: in diverse giurisdizioni, la costituzione e la gestione della holding richiedono meno adempimenti rispetto all’Italia.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1616" data-end="1639">Svantaggi e rischi</h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1641" data-end="1938"><strong data-start="1644" data-end="1683">Normative anti-elusione (CFC rules)</strong>: in base all’art. 167 del TUIR e alle direttive europee (come la <strong data-start="1749" data-end="1767">Direttiva ATAD</strong>), se una holding estera è solo “di facciata” e gestita di fatto dall’Italia, l’Agenzia delle Entrate può riqualificare la residenza fiscale e tassare i redditi in Italia;</li>
<li data-start="1641" data-end="1938"><strong data-start="1943" data-end="1966">Costi di governance</strong>: mantenere una sede estera “reale” (ufficio, personale, amministratori locali) può comportare costi elevati e obblighi di compliance complessi;</li>
<li data-start="1641" data-end="1938"><strong data-start="2115" data-end="2139">Incertezza normativa</strong>: alcune giurisdizioni possono modificare rapidamente i loro regimi fiscali, o finire sotto osservazione da parte della Commissione Europea o OCSE.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2288" data-end="2340">Quando conviene scegliere una holding estera?</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2342" data-end="2666">
<li data-start="2342" data-end="2477">
<p data-start="2344" data-end="2477">Se il gruppo ha <strong data-start="2360" data-end="2396">operatività internazionale reale</strong> e può garantire <strong data-start="2413" data-end="2435">sostanza economica</strong> (economic substance) nel Paese ospitante;</p>
</li>
<li data-start="2478" data-end="2550">
<p data-start="2480" data-end="2550">Se si punta ad attrarre <strong data-start="2504" data-end="2526">investitori esteri</strong> o fondi internazionali;</p>
</li>
<li data-start="2551" data-end="2666">
<p data-start="2553" data-end="2666">Se si vuole beneficiare di un regime fiscale competitivo, <strong data-start="2611" data-end="2665">senza ricadere in violazioni delle norme antiabuso</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2668" data-end="2790">La holding estera è quindi una scelta che va valutata caso per caso, con una pianificazione fiscale attenta e strutturata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="404"><strong data-start="318" data-end="404">Forma giuridica, iter e aspetti pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="886">Costituire una <strong data-start="421" data-end="442">holding in Italia</strong> è un processo relativamente semplice, ma che deve essere pianificato con attenzione, soprattutto per evitare problematiche fiscali o inefficienze strutturali. La <strong data-start="605" data-end="639">forma giuridica più utilizzata</strong> è quella della <strong data-start="655" data-end="678">società di capitali</strong>, in particolare la <strong data-start="698" data-end="744">S.r.l. (società a responsabilità limitata)</strong> per la sua flessibilità, o la <strong data-start="775" data-end="806">S.p.A. (società per azioni)</strong> nei gruppi più strutturati o quando è prevista l’entrata di soci istituzionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="888" data-end="946">Le principali modalità di costituzione di una holding</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="948" data-end="1473">
<li data-start="948" data-end="1098">
<p data-start="951" data-end="1098"><strong data-start="953" data-end="977">Costituzione ex novo</strong>: si crea una nuova società (holding) con capitale proprio, che poi acquisisce le partecipazioni nelle società operative;</p>
</li>
<li data-start="1100" data-end="1317">
<p data-start="1103" data-end="1317"><strong data-start="1105" data-end="1139">Conferimento di partecipazioni</strong>: i soci conferiscono alla nuova holding le proprie quote o azioni delle società operative. Questa modalità è spesso preferita per ragioni fiscali e di continuità nella gestione;</p>
</li>
<li data-start="1319" data-end="1473">
<p data-start="1322" data-end="1473"><strong data-start="1324" data-end="1354">Riorganizzazione di gruppo</strong>: si ristruttura un gruppo già esistente, tramite operazioni straordinarie come fusioni, scissioni o apporti in natura.</p>
</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1475" data-end="1492">Iter pratico</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1494" data-end="1959">
<li data-start="1494" data-end="1620">
<p data-start="1496" data-end="1620"><strong data-start="1496" data-end="1529">Scelta della forma societaria</strong> e predisposizione dello statuto con oggetto sociale compatibile con l’attività di holding;</p>
</li>
<li data-start="1621" data-end="1721">
<p data-start="1623" data-end="1721"><strong data-start="1623" data-end="1656">Atto notarile di costituzione</strong>, registrazione al Registro delle Imprese e apertura partita IVA;</p>
</li>
<li data-start="1722" data-end="1818">
<p data-start="1724" data-end="1818"><strong data-start="1724" data-end="1750">Richiesta codice ATECO</strong> adeguato (es. 64.20.00 &#8220;Attività delle holding di partecipazione&#8221;);</p>
</li>
<li data-start="1819" data-end="1959">
<p data-start="1821" data-end="1959">Valutazione della possibilità di aderire al <strong data-start="1865" data-end="1879">regime PEX</strong>, al <strong data-start="1884" data-end="1907">consolidato fiscale</strong>, e alla gestione centralizzata IVA, se applicabile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1961" data-end="2291">Un aspetto fondamentale è che l’attività della holding deve essere <strong data-start="2028" data-end="2057">effettiva e documentabile</strong>: gestione delle partecipazioni, pianificazione finanziaria, governance e coordinamento strategico. In caso contrario, l’Agenzia delle Entrate può disconoscere la struttura come artificiosa, applicando le norme sull’abuso del diritto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="401"><strong data-start="346" data-end="401">Vantaggi fiscali di una holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="661">Uno degli aspetti più attrattivi della holding, sia per la <strong data-start="462" data-end="490">piccola impresa italiana</strong> che per un colosso come <strong data-start="515" data-end="523">Exor</strong>, è la <strong data-start="530" data-end="581">possibilità di ottimizzare la pressione fiscale</strong> in maniera del tutto legale, sfruttando le norme italiane ed europee esistenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="663" data-end="705">Caso PMI: Holding familiare in Italia</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="707" data-end="903">Un imprenditore che possiede due aziende operative (es. produzione e servizi), può costituire una <strong data-start="805" data-end="823">S.r.l. holding</strong> alla quale conferire le partecipazioni. I vantaggi fiscali immediati includono:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="905" data-end="1064"><strong data-start="907" data-end="946">Esenzione del 95% delle plusvalenze</strong>: se l’imprenditore un domani vende una delle aziende, la plusvalenza incassata dalla holding sarà tassata solo al 5%;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1066" data-end="1208"><strong data-start="1068" data-end="1108">Dividendi quasi esenti da tassazione</strong>: i profitti distribuiti dalle società operative alla holding sono anch’essi tassati solo per il 5%;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1210" data-end="1357"><strong data-start="1212" data-end="1242">Pianificazione successoria</strong>: la holding consente una gestione più ordinata del passaggio generazionale, anche attraverso il patto di famiglia;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1559"><strong>Compensazione di utili e perdite</strong>: se le aziende operative aderiscono al <strong data-start="1437" data-end="1470">consolidato fiscale nazionale</strong>, è possibile compensare utili e perdite, riducendo la tassazione complessiva del gruppo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1561" data-end="1599">Caso Exor: Holding internazionale</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1601" data-end="1684">Exor applica lo stesso modello <strong data-start="1632" data-end="1652">su scala globale</strong>. Ecco alcuni vantaggi concreti:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1686" data-end="1827"><strong data-start="1688" data-end="1736">Esenzione totale su dividendi e capital gain</strong> in base alla normativa olandese e ai trattati internazionali contro le doppie imposizioni;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1829" data-end="2037"><strong data-start="1831" data-end="1867">Gestione flessibile del capitale</strong>: gli utili delle partecipate (come Stellantis o Ferrari) possono essere reinvestiti o distribuiti a seconda delle strategie di crescita, <strong data-start="2005" data-end="2036">senza imposizione immediata</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2039" data-end="2212"><strong data-start="2041" data-end="2082">Pianificazione fiscale internazionale</strong>: Exor sfrutta una rete di convenzioni fiscali per minimizzare la ritenuta su dividendi in uscita da altri Paesi verso la holding;</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2214" data-end="2383"><strong data-start="2216" data-end="2256">Attrattività per investitori globali</strong>: una holding in Olanda, ben strutturata e conforme alle direttive europee, aumenta la fiducia degli investitori e dei mercati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2385" data-end="2685">In entrambi i casi, la holding non serve a “non pagare le tasse”, ma a gestirle in modo intelligente e sostenibile nel tempo. Con la differenza che ciò che vale per Exor è perfettamente replicabile su scala ridotta, purché si rispettino sostanza economica, legalità e coerenza strategica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2385" data-end="2685"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="721">La holding non è semplicemente un veicolo societario, ma uno strumento strategico a tutto tondo, capace di rispondere alle esigenze fiscali, patrimoniali e organizzative di imprese di ogni dimensione. La sua adozione consente di ottimizzare la struttura del gruppo, centralizzare la gestione finanziaria e semplificare la governance, in un’ottica di maggiore efficienza e controllo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="723" data-end="1039">Dalla riduzione della pressione fiscale su dividendi e plusvalenze, alla possibilità di sfruttare strumenti come il consolidato fiscale e i finanziamenti infragruppo, una holding ben progettata permette di migliorare la redditività complessiva e rendere il gruppo più reattivo alle sfide del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1041" data-end="1073">Inoltre, la holding consente di proteggere il patrimonio aziendale, separando gli asset strategici dalle attività operative più esposte al rischio, pianificare la crescita e gli investimenti, grazie a una gestione più flessibile delle risorse finanziarie e favorire il passaggio generazionale, facilitando il ricambio nella proprietà o nella gestione in modo ordinato e fiscalmente efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1459" data-end="1726">Strutturare una holding in modo corretto richiede competenze tecniche e una visione a lungo termine, ma rappresenta una scelta in grado di rafforzare la stabilità finanziaria del gruppo e supportarne l’evoluzione, in piena conformità con la normativa vigente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1728" data-end="1910">In un contesto economico e normativo sempre più complesso, dotarsi di una holding significa anticipare i problemi e prepararsi alla crescita, con strumenti concreti e legali.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-dalla-PMI-a-Exor-tutti-i-vantaggi-fiscali-e-strategici-per-imprese-di-ogni-dimensione/">Holding: dalla PMI a Exor, tutti i vantaggi fiscali e strategici per imprese di ogni dimensione</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-dalla-PMI-a-Exor-tutti-i-vantaggi-fiscali-e-strategici-per-imprese-di-ogni-dimensione/">Holding: dalla PMI a Exor, tutti i vantaggi fiscali e strategici per imprese di ogni dimensione</a> was first posted on Novembre 9, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 05:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Consolidato fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di holding e regime della Participation Exemption (PEX), soprattutto nei contesti di ottimizzazione fiscale e pianificazione patrimoniale. Ma perché queste strutture stanno diventando così centrali nel mondo imprenditoriale italiano? In un contesto economico in continua evoluzione, dove la pressione fiscale e la competitività richiedono strumenti sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="509" data-end="803">Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di <strong data-start="565" data-end="576">holding</strong> e <strong data-start="579" data-end="625">regime della Participation Exemption (PEX)</strong>, soprattutto nei contesti di ottimizzazione fiscale e pianificazione patrimoniale. Ma perché queste strutture stanno diventando così centrali nel mondo imprenditoriale italiano?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="1291">In un contesto economico in continua evoluzione, dove la pressione fiscale e la competitività richiedono strumenti sempre più efficaci per <strong data-start="944" data-end="970">tutelare il patrimonio</strong> e <strong data-start="973" data-end="1005">ridurre il carico tributario</strong>, la costituzione di una <strong data-start="1030" data-end="1049">società holding</strong> rappresenta una delle soluzioni più intelligenti e flessibili. E se ben progettata, può beneficiare del <strong data-start="1154" data-end="1168">regime PEX</strong>, che consente un&#8217;esenzione parziale (fino al 95%) delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni societarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1293" data-end="1638">Ma attenzione: non si tratta di una &#8220;scorciatoia fiscale&#8221; o di uno strumento riservato ai grandi gruppi industriali. Anche imprenditori individuali, professionisti e PMI possono creare una <strong data-start="1482" data-end="1506">struttura di holding</strong> per ottenere vantaggi concreti e assolutamente <strong data-start="1554" data-end="1567">legittimi</strong>, sia in termini fiscali sia di governance e protezione del patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1640" data-end="1887">In questo articolo esploreremo cos&#8217;è una holding, come funziona il regime PEX, quali vantaggi fiscali e strategici offre, e come costituirla nel modo corretto, evitando errori comuni che possono compromettere i benefici desiderati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="284" data-end="374"><strong>Come funziona davvero la PEX</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="376" data-end="803">Immaginiamo che la <strong data-start="395" data-end="411">Holding ZETA</strong> possieda una <strong data-start="425" data-end="463">partecipazione qualificata del 80%</strong> nella società operativa <strong data-start="488" data-end="504">OMEGA S.r.l.</strong> da più di 3 anni. La partecipazione è regolarmente iscritta tra le <strong data-start="572" data-end="604">immobilizzazioni finanziarie</strong> nel bilancio di ZETA, e OMEGA svolge regolarmente un’attività commerciale ai sensi dell’art. 55 del TUIR. Inoltre, OMEGA ha sede in Italia, quindi non si trova in uno Stato a fiscalità privilegiata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="917">Nel 2025, Holding ZETA decide di vendere l’intera partecipazione, generando una <strong data-start="885" data-end="916">plusvalenza di 400.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="919" data-end="1123">Applicando la Participation Exemption, il <strong data-start="961" data-end="986">95% della plusvalenza</strong> è esente da tassazione. Ciò significa che solo <strong data-start="1034" data-end="1059">il 5% di 400.000 euro</strong>, ovvero <strong data-start="1068" data-end="1083">20.000 euro</strong>, sarà assoggettato all’<strong data-start="1107" data-end="1122">IRES al 24%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1125" data-end="1203">L’imposta effettivamente dovuta sarà quindi:<br data-start="1172" data-end="1175" /><strong data-start="1175" data-end="1203">20.000 € x 24% = 4.800 €</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1205" data-end="1460">Grazie al regime PEX, la Holding ZETA riesce a <strong data-start="1252" data-end="1279">trattenere 395.200 euro</strong> netti (400.000 &#8211; 4.800), che potrà <strong data-start="1315" data-end="1353">reinvestire all’interno del gruppo</strong> o destinare a nuove iniziative imprenditoriali, evitando una tassazione elevata sul capitale disinvestito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1661">Questo meccanismo rende le holding uno <strong data-start="1501" data-end="1551">strumento strategico di pianificazione fiscale</strong>, garantendo <strong data-start="1564" data-end="1587">liquidità immediata</strong> e <strong data-start="1590" data-end="1612">efficienza fiscale</strong> nelle operazioni di riorganizzazione societaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="364"><strong>Apporti dei soci alla holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="608">Uno degli aspetti spesso trascurati, ma strategicamente fondamentali nella costituzione e gestione di una <strong data-start="472" data-end="491">società holding</strong>, riguarda le <strong data-start="505" data-end="567">modalità con cui i soci effettuano gli apporti di capitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="608">Esistono infatti due principali strade:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="610" data-end="965">
<li data-start="610" data-end="795">
<p data-start="613" data-end="795"><strong data-start="613" data-end="653">Apporto a titolo di capitale proprio</strong>: il socio partecipa a un <strong data-start="679" data-end="711">aumento del capitale sociale</strong>, senza aspettarsi un rimborso, rafforzando la struttura patrimoniale della holding.</p>
</li>
<li data-start="796" data-end="965">
<p data-start="799" data-end="965"><strong data-start="799" data-end="829">Apporto a titolo di debito</strong>: il socio effettua un <strong data-start="852" data-end="874">finanziamento soci</strong>, ovvero un prestito rimborsabile, mantenendo flessibilità sulla restituzione del capitale.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1351">La scelta tra queste due opzioni ha <strong data-start="1003" data-end="1064">implicazioni fiscali, civilistiche e gestionali rilevanti</strong>. Ma ciò che rende davvero interessante l’apporto di partecipazioni alla holding è la possibilità di sfruttare il cosiddetto <strong data-start="1189" data-end="1215">“realizzo controllato”</strong>, un regime fiscale agevolato che consente di evitare la tassazione immediata delle <strong data-start="1299" data-end="1322">plusvalenze latenti</strong> al momento del conferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1353" data-end="1739">In pratica, se un socio conferisce alla holding delle partecipazioni (ad esempio, quote di una S.r.l.) e in cambio riceve <strong data-start="1475" data-end="1514">azioni o quote della holding stessa</strong>, <strong data-start="1516" data-end="1541">senza ricevere denaro</strong>, e la holding acquisisce <strong data-start="1567" data-end="1632">il controllo (oltre il 50%) o il collegamento (almeno il 20%)</strong> con la società conferita, allora <strong data-start="1666" data-end="1738">non si genera alcuna imposizione fiscale immediata sulla plusvalenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1741" data-end="1774">Questo meccanismo è perfetto per:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2016">
<li data-start="1776" data-end="1845">
<p data-start="1778" data-end="1845"><strong data-start="1778" data-end="1795">Riorganizzare</strong> gruppi societari senza subire tassazioni elevate.</p>
</li>
<li data-start="1846" data-end="1918">
<p data-start="1848" data-end="1918"><strong data-start="1848" data-end="1863">Ottimizzare</strong> la fiscalità in ottica di pianificazione patrimoniale.</p>
</li>
<li data-start="1919" data-end="2016">
<p data-start="1921" data-end="2016"><strong data-start="1921" data-end="1935">Facilitare</strong> il passaggio generazionale con una gestione più efficiente delle partecipazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2018" data-end="2147">È una strategia legale, potente e ampiamente usata, soprattutto in fase di costituzione di una holding familiare o aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="283" data-end="364"><strong>Consolidato fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="757">Uno dei <strong data-start="374" data-end="404">benefici più significativi</strong> derivanti dalla costituzione di una <strong data-start="441" data-end="452">holding</strong> è la possibilità di accedere al <strong data-start="485" data-end="529">regime del consolidato fiscale nazionale</strong>, previsto dagli articoli 117-129 del TUIR. Questo strumento consente una gestione unificata della fiscalità tra le società controllate, ottimizzando le imposte e migliorando la <strong data-start="707" data-end="756">gestione strategica dei risultati d’esercizio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="759" data-end="1123">Nel consolidato fiscale, le società appartenenti allo stesso gruppo (holding e partecipate) <strong data-start="851" data-end="902">aggregano i propri redditi e le proprie perdite</strong> per determinare una <strong data-start="923" data-end="948">base imponibile unica</strong> su cui calcolare l’IRES. Questo permette, ad esempio, di <strong data-start="1006" data-end="1072">compensare gli utili di una società con le perdite di un’altra</strong>, riducendo sensibilmente l’imponibile complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1125" data-end="1323"><strong data-start="1125" data-end="1150">Condizione essenziale</strong>: la holding deve detenere <strong data-start="1177" data-end="1197">almeno il 50,01%</strong> delle partecipazioni (diritto di voto e utile) nelle società consolidate, in modo diretto o indiretto, <strong data-start="1301" data-end="1322">da almeno 12 mesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1325" data-end="1383">I <strong data-start="1327" data-end="1348">vantaggi concreti</strong> del consolidato fiscale includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1385" data-end="1677">
<li data-start="1385" data-end="1481">
<p data-start="1387" data-end="1481"><strong data-start="1387" data-end="1410">Risparmio d’imposta</strong>: compensando perdite e utili, si riduce il carico fiscale complessivo.</p>
</li>
<li data-start="1482" data-end="1560">
<p data-start="1484" data-end="1560"><strong data-start="1484" data-end="1513">Efficienza amministrativa</strong>: una sola dichiarazione fiscale per il gruppo.</p>
</li>
<li data-start="1561" data-end="1677">
<p data-start="1563" data-end="1677"><strong data-start="1563" data-end="1588">Maggiore flessibilità</strong>: possibilità di gestire meglio gli investimenti, i dividendi e le strategie di sviluppo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1679" data-end="1713"><strong data-start="1682" data-end="1712">Esempio pratico</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1715" data-end="1920">La Holding SIGMA controlla interamente due società operative: DELTA e EPSILON.<br data-start="1793" data-end="1796" />Nel 2025, DELTA realizza un utile imponibile di <strong data-start="1844" data-end="1857">600.000 €</strong>, mentre EPSILON registra una perdita fiscale di <strong data-start="1906" data-end="1919">400.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1922" data-end="2053">Senza il consolidato fiscale, DELTA pagherebbe <strong data-start="1969" data-end="1990">144.000 € di IRES</strong> (600.000 x 24%), mentre EPSILON non trarrebbe alcun beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2055" data-end="2186">Con il consolidato, i redditi si compensano. L’imponibile complessivo diventa <strong data-start="2133" data-end="2146">200.000 €</strong>, e l’IRES dovuta scende a <strong data-start="2173" data-end="2185">48.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2188" data-end="2241"><strong data-start="2191" data-end="2226">Risparmio fiscale per il gruppo</strong>: <strong data-start="2228" data-end="2240">96.000 €</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="335"><strong>IVA di gruppo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="337" data-end="810">Tra le agevolazioni a disposizione delle holding ben strutturate, il regime dell’<strong data-start="418" data-end="435">IVA di gruppo</strong> rappresenta una leva strategica per <strong data-start="472" data-end="532">ottimizzare la gestione dell’imposta sul valore aggiunto</strong> e migliorare la <strong data-start="549" data-end="574">liquidità complessiva</strong> del gruppo societario. Introdotto dall’art. 73 del DPR 633/1972, questo regime opzionale consente alle società legate da un vincolo partecipativo di almeno il <strong data-start="734" data-end="741">50%</strong> di essere trattate, ai fini IVA, come un <strong data-start="783" data-end="809">unico soggetto passivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1017">In pratica, le società del gruppo <strong data-start="846" data-end="887">non versano più l’IVA individualmente</strong>, ma effettuano una <strong data-start="907" data-end="929">liquidazione unica</strong> a livello di gruppo, attraverso la <strong data-start="965" data-end="1002">società controllante (la holding)</strong>. Ciò consente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1019" data-end="1278">
<li data-start="1019" data-end="1101">
<p data-start="1021" data-end="1101">di <strong data-start="1024" data-end="1051">compensare i debiti IVA</strong> di alcune società con i <strong data-start="1076" data-end="1091">crediti IVA</strong> di altre;</p>
</li>
<li data-start="1102" data-end="1180">
<p data-start="1104" data-end="1180">di <strong data-start="1107" data-end="1161">evitare l’accumulo di crediti IVA non utilizzabili</strong> nel breve termine;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1278">
<p data-start="1183" data-end="1278">di <strong data-start="1186" data-end="1232">ridurre i versamenti mensili o trimestrali</strong>, con benefici sulla <strong data-start="1253" data-end="1277">gestione finanziaria</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1280" data-end="1543">È una soluzione particolarmente utile nei gruppi che includono sia società operative che <strong data-start="1372" data-end="1395">società immobiliari</strong>, dove spesso le prime generano <strong data-start="1427" data-end="1441">debiti IVA</strong> derivanti dalle vendite, mentre le seconde accumulano <strong data-start="1496" data-end="1511">crediti IVA</strong> per investimenti o costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1545" data-end="1581">Per aderire al regime, è necessario:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1583" data-end="1869">
<li data-start="1583" data-end="1665">
<p data-start="1585" data-end="1665">che la holding detenga almeno il <strong data-start="1618" data-end="1646">50% del capitale sociale</strong> delle partecipate;</p>
</li>
<li data-start="1666" data-end="1770">
<p data-start="1668" data-end="1770">che venga inviata una <strong data-start="1690" data-end="1718">comunicazione telematica</strong> all’Agenzia delle Entrate entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1771" data-end="1869">
<p data-start="1773" data-end="1869">che tutte le società adottino lo <strong data-start="1806" data-end="1844">stesso periodo di liquidazione IVA</strong> (mensile o trimestrale).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1871" data-end="2086">Questa forma di gestione centralizzata dell’IVA si traduce in <strong data-start="1933" data-end="1954">risparmi concreti</strong>, <strong data-start="1956" data-end="1977">minore burocrazia</strong> e <strong data-start="1980" data-end="2011">maggiore efficienza fiscale</strong>, soprattutto nei gruppi in espansione o ad alta intensità di investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="258" data-end="348"><strong>Dividendi percepiti dalla holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="727">Uno dei motivi principali per cui molti imprenditori decidono di costituire una <strong data-start="430" data-end="441">holding</strong> è legato alla <strong data-start="456" data-end="506">gestione fiscalmente vantaggiosa dei dividendi</strong> percepiti dalle società controllate. Grazie all’art. 89, comma 2 del TUIR, le holding possono beneficiare di un trattamento di favore che consente di <strong data-start="657" data-end="726">abbattere drasticamente il carico fiscale sugli utili distribuiti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="729" data-end="1173">Nello specifico, quando una holding riceve dividendi da una partecipata, <strong data-start="802" data-end="865">solo il 5% dell&#8217;importo percepito è imponibile ai fini IRES</strong>, mentre il restante <strong data-start="886" data-end="913">95% è esente da imposte</strong>. Con l’aliquota IRES ordinaria al 24%, questo si traduce in un’imposizione effettiva pari a <strong data-start="1006" data-end="1022">circa l’1,2%</strong> del totale dei dividendi ricevuti. Un trattamento estremamente vantaggioso rispetto alla tassazione piena applicata, ad esempio, alle persone fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1471"><strong data-start="1178" data-end="1198">Esempio semplice</strong>: se una holding italiana riceve <strong data-start="1231" data-end="1257">100.000 € di dividendi</strong>, solo <strong data-start="1264" data-end="1275">5.000 €</strong> concorrono alla formazione del reddito imponibile. L’IRES dovuta sarà quindi <strong data-start="1353" data-end="1364">1.200 €</strong>, lasciando <strong data-start="1376" data-end="1394">98.800 € netti</strong> a disposizione per ulteriori investimenti o eventuale distribuzione ai soci.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1834">In ambito comunitario, le <strong data-start="1499" data-end="1547">holding con sede in un altro Stato membro UE</strong> possono anche beneficiare di un’esenzione <strong data-start="1590" data-end="1600">totale</strong> della tassazione dei dividendi, in base alle <strong data-start="1646" data-end="1686">direttive europee sulla madre-figlia</strong>. Per le holding extra-UE, invece, si applicano le convenzioni contro la doppia imposizione, che possono prevedere <strong data-start="1801" data-end="1833">ritenute alla fonte più alte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1836" data-end="2086">Questo regime consente alle holding di <strong data-start="1878" data-end="1929">accumulare utili in modo fiscalmente efficiente</strong>, decidendo se e quando distribuirli ai soci finali, pianificando la tassazione nel tempo e <strong data-start="2021" data-end="2052">favorendo il reinvestimento</strong> in nuove attività o acquisizioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="230" data-end="321"><strong>Finanziamenti infragruppo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="756">Nel contesto di un gruppo societario strutturato con una holding al vertice, i <strong data-start="402" data-end="431">finanziamenti infragruppo</strong> rappresentano uno strumento chiave per <strong data-start="471" data-end="514">ottimizzare la gestione della liquidità</strong> e <strong data-start="517" data-end="570">ridurre la dipendenza da fonti esterne di credito</strong>. Parliamo di prestiti concessi tra società del gruppo (ad esempio da una partecipata all’altra), che possono portare numerosi benefici operativi e fiscali, se correttamente strutturati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="790">I vantaggi principali includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="792" data-end="1361">
<li data-start="792" data-end="1001">
<p data-start="794" data-end="1001"><strong data-start="797" data-end="847">Migliore allocazione delle risorse finanziarie</strong>: società con liquidità in eccesso possono finanziare le società con esigenze di capitale, senza immobilizzare denaro o ricorrere a finanziamenti onerosi.</p>
</li>
<li data-start="1002" data-end="1223">
<p data-start="1004" data-end="1223"><strong data-start="1007" data-end="1031">Interessi deducibili</strong>: se applicati a condizioni di mercato, gli interessi passivi pagati dalla società finanziata sono generalmente <strong data-start="1143" data-end="1180">deducibili dal reddito imponibile</strong>, contribuendo a ridurre il carico fiscale.</p>
</li>
<li data-start="1224" data-end="1361">
<p data-start="1226" data-end="1361"><strong data-start="1229" data-end="1271">Minore esposizione al credito bancario</strong>: si evita di ricorrere a prestiti esterni con tassi più elevati o condizioni restrittive.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1784"><strong data-start="1366" data-end="1385">Esempio pratico</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1784">La Holding DELTA possiede due società operative: SIGMA e LAMBDA.<br data-start="1453" data-end="1456" />SIGMA ha un avanzo di liquidità di 600.000 €, mentre LAMBDA ha bisogno di 300.000 € per un progetto di espansione.<br data-start="1570" data-end="1573" />Invece di accedere a un prestito bancario, DELTA struttura un <strong data-start="1635" data-end="1664">finanziamento infragruppo</strong> da SIGMA a LAMBDA. Risultato: <strong data-start="1695" data-end="1723">minor costo del capitale</strong> e <strong data-start="1726" data-end="1760">maggiore autonomia finanziaria</strong> all’interno del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1786" data-end="1917">Tuttavia, è fondamentale prestare <strong data-start="1823" data-end="1886">massima attenzione ai profili fiscali e di transfer pricing</strong>. Il fisco potrebbe contestare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1919" data-end="2207">
<li data-start="1919" data-end="1982">
<p data-start="1921" data-end="1982">l’assenza di un <strong data-start="1937" data-end="1966">tasso d’interesse congruo</strong> (market-based);</p>
</li>
<li data-start="1983" data-end="2060">
<p data-start="1985" data-end="2060">l’<strong data-start="1987" data-end="2026">inesistenza reale del finanziamento</strong> (es. mancanza di documentazione);</p>
</li>
<li data-start="2061" data-end="2207">
<p data-start="2063" data-end="2207">l’uso dello strumento per <strong data-start="2089" data-end="2137">abbattere artificialmente la base imponibile</strong>, riclassificando il prestito come <strong data-start="2172" data-end="2206">distribuzione occulta di utili</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2209" data-end="2392">Una gestione accurata, supportata da contratti, documentazione e analisi di mercato, garantisce <strong data-start="2308" data-end="2348">risparmio fiscale e sicurezza legale</strong>, nel rispetto della normativa antielusione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="385"><strong>Tassazione della holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="767">La costituzione di una <strong data-start="410" data-end="429">società holding</strong> non rappresenta soltanto una scelta strutturale per la gestione di partecipazioni, ma un vero e proprio <strong data-start="534" data-end="569">strumento di ingegneria fiscale</strong>. Una holding ben progettata permette di accedere a <strong data-start="621" data-end="641">regimi agevolati</strong> che, nel rispetto della normativa italiana ed europea, possono ridurre in modo significativo la pressione fiscale sul gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="901">Sebbene una holding sia soggetta all’<strong data-start="806" data-end="821">IRES al 24%</strong>, esistono <strong data-start="832" data-end="855">strategie legittime</strong> che permettono di <strong data-start="874" data-end="900">abbattere l’imponibile</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1650">
<li data-start="903" data-end="1086">
<p data-start="905" data-end="1086"><strong data-start="908" data-end="941">Regime di trasparenza fiscale</strong> (art. 115-116 TUIR): consente di imputare gli utili direttamente ai soci, evitando la doppia imposizione economica tra società e persona fisica.</p>
</li>
<li data-start="1087" data-end="1214">
<p data-start="1089" data-end="1214"><strong data-start="1092" data-end="1115">Dividendi agevolati</strong>: solo il <strong data-start="1125" data-end="1145">5% dei dividendi</strong> percepiti è soggetto a IRES, riducendo l’imposizione a circa l’1,2%.</p>
</li>
<li data-start="1215" data-end="1379">
<p data-start="1217" data-end="1379"><strong data-start="1220" data-end="1260">Regime PEX (Participation Exemption)</strong>: fino al <strong data-start="1270" data-end="1290">95% di esenzione</strong> sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, se soddisfatti i requisiti.</p>
</li>
<li data-start="1380" data-end="1519">
<p data-start="1382" data-end="1519"><strong data-start="1385" data-end="1418">Consolidato fiscale nazionale</strong>: permette di <strong data-start="1432" data-end="1462">compensare utili e perdite</strong> tra società del gruppo, ottimizzando la base imponibile.</p>
</li>
<li data-start="1520" data-end="1650">
<p data-start="1522" data-end="1650"><strong data-start="1525" data-end="1542">IVA di gruppo</strong>: centralizza la gestione dell’IVA, migliorando la <strong data-start="1593" data-end="1606">liquidità</strong> e riducendo gli adempimenti amministrativi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1652" data-end="1957">In un contesto internazionale, è possibile anche valutare l’adozione di <strong data-start="1724" data-end="1742">holding estere</strong> in paesi come <strong data-start="1757" data-end="1790">Olanda, Lussemburgo o Irlanda</strong>, noti per i loro <strong data-start="1808" data-end="1865">regimi fiscali favorevoli su dividendi e capital gain</strong>, nel rispetto delle direttive comunitarie e delle convenzioni contro la doppia imposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1959" data-end="2268">Tuttavia, l’adozione di queste strategie deve essere supportata da una <strong data-start="2033" data-end="2054">governance solida</strong>, una gestione trasparente dei flussi finanziari e <strong data-start="2105" data-end="2132">documentazione adeguata</strong>, per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, in particolare in tema di <strong data-start="2223" data-end="2244">abuso del diritto</strong> e <strong data-start="2247" data-end="2267">elusione fiscale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="355" data-end="450"><strong>Contributi INPS e holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="452" data-end="810">Uno degli aspetti meno analizzati — ma di grande rilevanza — nella pianificazione societaria con una holding riguarda la <strong data-start="573" data-end="609">contribuzione previdenziale INPS</strong>. In particolare, molti imprenditori non considerano l’effetto che una struttura a holding può avere sulla <strong data-start="716" data-end="751">doppia imposizione contributiva</strong>, spesso presente nelle <strong data-start="775" data-end="809">società operative tradizionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="976">Nel modello classico, quando un imprenditore è <strong data-start="859" data-end="885">socio e amministratore</strong> di una società commerciale o artigianale, è soggetto a due distinti obblighi contributivi:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1211">
<li data-start="978" data-end="1069">
<p data-start="981" data-end="1069"><strong data-start="984" data-end="1010">Gestione separata INPS</strong> → sulla base del <strong data-start="1028" data-end="1058">compenso da amministratore</strong> percepito.</p>
</li>
<li data-start="1070" data-end="1211">
<p data-start="1073" data-end="1211"><strong data-start="1077" data-end="1114">Gestione artigiani e commercianti</strong> → calcolata sul <strong data-start="1131" data-end="1152">reddito d’impresa</strong>, se il socio partecipa attivamente all’attività aziendale.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1213" data-end="1329">Questo può generare un <strong data-start="1236" data-end="1273">carico previdenziale elevatissimo</strong>, con contributi versati su due basi imponibili diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1701">La <strong data-start="1334" data-end="1365">costituzione di una holding</strong> può offrire una soluzione strategica: se la <strong data-start="1410" data-end="1488">persona fisica detiene le quote della società operativa tramite la holding</strong>, <strong data-start="1490" data-end="1546">non è più direttamente titolare della partecipazione</strong>. Di conseguenza, se <strong data-start="1567" data-end="1601">non presta attività prevalente</strong> nella società operativa, <strong data-start="1627" data-end="1695">non è tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti/artigiani</strong> INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1703" data-end="1839">In pratica, l’imprenditore resta iscritto solo alla <strong data-start="1755" data-end="1776">Gestione separata</strong>, con un risparmio contributivo potenziale molto significativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1841" data-end="2163">Tuttavia, è fondamentale rispettare un requisito essenziale:<br data-start="1904" data-end="1907" />il <strong data-start="1910" data-end="1972">socio non deve svolgere attività prevalente o continuativa</strong> nella società operativa. In caso contrario, l’INPS potrebbe contestare l’assenza di iscrizione alla gestione artigiani/commercianti, con richiesta di <strong data-start="2123" data-end="2147">contributi arretrati</strong> e <strong data-start="2150" data-end="2162">sanzioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2165" data-end="2364">Una corretta pianificazione con holding consente dunque di <strong data-start="2226" data-end="2268">ottimizzare la posizione previdenziale</strong>, ridurre i costi contributivi e gestire con maggiore flessibilità la distribuzione degli utili.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="337"><strong>Caso pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="497">Vediamo ora, passo dopo passo, <strong data-start="370" data-end="427">quanto può essere incisiva la presenza di una holding</strong> nella distribuzione di utili, soprattutto dal punto di vista fiscale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="504" data-end="583">Scenario A – Distribuzione diretta a persona fisica (senza holding)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="776">La società operativa <strong data-start="606" data-end="622">OMEGA S.r.l.</strong> chiude l’esercizio con un utile netto di <strong data-start="664" data-end="680">200.000 euro</strong>. Decide di distribuirlo interamente al suo unico socio, <strong data-start="737" data-end="775">persona fisica residente in Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="944">Su questi 200.000 €, si applica la <strong data-start="816" data-end="842">ritenuta secca del 26%</strong>, come previsto dalla normativa vigente per i dividendi percepiti da persone fisiche non imprenditori.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1023">
<li data-start="946" data-end="980">
<p data-start="948" data-end="980"><strong data-start="948" data-end="970">Imposta trattenuta</strong>: 52.000 €</p>
</li>
<li data-start="981" data-end="1023">
<p data-start="983" data-end="1023"><strong data-start="983" data-end="1012">Netto percepito dal socio</strong>: 148.000 €</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1153">In questo caso, il socio subisce una <strong data-start="1065" data-end="1097">tassazione immediata elevata</strong>, che riduce sensibilmente la disponibilità di capitale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1160" data-end="1235">Scenario B – Distribuzione a una holding (struttura intermedia)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1237" data-end="1432">La stessa società <strong data-start="1255" data-end="1271">OMEGA S.r.l.</strong> appartiene ora alla <strong data-start="1292" data-end="1308">Holding ZETA</strong>, controllata al 100%.<br data-start="1330" data-end="1333" />OMEGA distribuisce i 200.000 € di utili <strong data-start="1373" data-end="1389">alla holding</strong>, anziché direttamente alla persona fisica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1434" data-end="1493"><strong data-start="1437" data-end="1475">Trattamento fiscale per la holding</strong> (art. 89 TUIR):</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1494" data-end="1598">
<li data-start="1494" data-end="1552">
<p data-start="1496" data-end="1552">Solo il <strong data-start="1504" data-end="1510">5%</strong> dei dividendi è imponibile → <strong data-start="1540" data-end="1552">10.000 €</strong></p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1598">
<p data-start="1555" data-end="1598">IRES al 24% → <strong data-start="1569" data-end="1580">2.400 €</strong> di imposte totali</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1600" data-end="1634"><strong data-start="1603" data-end="1631">Risultato per la holding</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1709">
<li data-start="1635" data-end="1683">
<p data-start="1637" data-end="1683"><strong data-start="1637" data-end="1656">197.600 € netti</strong> di dividendi disponibili</p>
</li>
<li data-start="1684" data-end="1709">
<p data-start="1686" data-end="1709">Nessuna ritenuta subita</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1711" data-end="1915">La holding può ora decidere <strong data-start="1739" data-end="1749">quando</strong> e <strong data-start="1752" data-end="1758">se</strong> distribuire questi dividendi al socio persona fisica, posticipando la tassazione definitiva (26%) e <strong data-start="1859" data-end="1914">massimizzando la flessibilità fiscale e finanziaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="1953">Se decidesse di distribuirli subito:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2055">
<li data-start="1955" data-end="2011">
<p data-start="1957" data-end="2011">197.600 € x 26% = <strong data-start="1975" data-end="1987">51.376 €</strong> di imposta per il socio</p>
</li>
<li data-start="2012" data-end="2055">
<p data-start="2014" data-end="2055"><strong data-start="2014" data-end="2040">Netto finale percepito</strong>: <strong data-start="2042" data-end="2055">146.224 €</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2057" data-end="2139">La differenza non è tanto nel carico fiscale finale (simile), ma nel fatto che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2140" data-end="2335">
<li data-start="2140" data-end="2225">
<p data-start="2142" data-end="2225">La <strong data-start="2145" data-end="2182">holding può reinvestire 197.600 €</strong> fin da subito con tassazione minima (1,2%)</p>
</li>
<li data-start="2226" data-end="2335">
<p data-start="2228" data-end="2335">La tassazione finale può essere <strong data-start="2260" data-end="2297">gestita strategicamente nel tempo</strong>, scegliendo il momento più favorevole</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2342" data-end="2606"><strong data-start="2345" data-end="2370">Conclusione operativa</strong>: attraverso la holding, si ottiene una tassazione intermedia ultra agevolata, con un vantaggio fondamentale: liquidità immediata nelle mani della società controllante, pronta per essere reinvestita o redistribuita con criterio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="321"><strong>IRAP e holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="707">Quando si parla di <strong data-start="342" data-end="383">ottimizzazione fiscale di una holding</strong>, spesso l’attenzione si concentra su IRES, dividendi e PEX. Tuttavia, anche l’<strong data-start="462" data-end="516">IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)</strong> può rappresentare un costo non trascurabile, soprattutto per le holding <strong data-start="589" data-end="608">non finanziarie</strong>, ossia quelle che non svolgono attività di intermediazione creditizia, finanziaria o assicurativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="709" data-end="964">Con l’entrata in vigore della <strong data-start="739" data-end="767">Direttiva ATAD 2016/1164</strong>, che ha modificato i criteri di deducibilità e definizione del reddito imponibile, anche l’ambito IRAP è stato influenzato, con effetti diretti sul <strong data-start="916" data-end="963">calcolo della base imponibile delle holding</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="966" data-end="1030"><strong data-start="969" data-end="1030">Ecco cosa include la base imponibile IRAP per le holding:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1034" data-end="1103"><strong data-start="1036" data-end="1078">Interessi attivi e proventi finanziari</strong> → inclusi integralmente.</li>
<li data-start="1104" data-end="1249">
<p data-start="1106" data-end="1249"><strong data-start="1108" data-end="1148">Interessi passivi e oneri finanziari</strong> → deducibili solo al <strong data-start="1170" data-end="1177">96%</strong>, con un <strong data-start="1186" data-end="1205">4% indeducibile</strong>, che va a incidere sull’imposta da versare.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1251" data-end="1361">Tuttavia, alcune voci <strong data-start="1273" data-end="1316">sono escluse dalla base imponibile IRAP</strong>, soprattutto per le <strong data-start="1337" data-end="1360">holding industriali</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1547">
<li data-start="1363" data-end="1439">
<p data-start="1365" data-end="1439"><strong data-start="1368" data-end="1398">Plusvalenze e minusvalenze</strong> derivanti da cessione di partecipazioni.</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1492">
<p data-start="1442" data-end="1492"><strong data-start="1445" data-end="1468">Dividendi percepiti</strong> da società controllate.</p>
</li>
<li data-start="1493" data-end="1547">
<p data-start="1495" data-end="1547"><strong data-start="1498" data-end="1546">Proventi da fondi di investimento collettivo</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1549" data-end="1788">L’<strong data-start="1554" data-end="1580">aliquota IRAP standard</strong> è pari al <strong data-start="1591" data-end="1600">4,65%</strong>, ma può variare in base alla <strong data-start="1630" data-end="1641">regione</strong> (es. può salire fino al 5,57% in alcune zone), rendendo cruciale anche la <strong data-start="1716" data-end="1763">valutazione della sede legale della holding</strong> in fase di costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1790" data-end="1980"><strong data-start="1793" data-end="1817">Perché è importante?</strong> Perché l’IRAP non consente la deduzione di molti costi tipici dell’attività di holding e, se non pianificata correttamente, può ridurre la marginalità del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1982" data-end="2233">Una corretta struttura patrimoniale e finanziaria, unita a una pianificazione regionale e fiscale integrata, consente di minimizzare l’impatto dell’IRAP, migliorando la redditività complessiva e la stabilità finanziaria del gruppo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="354"><strong>PEX e consolidato fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="356" data-end="747">Nel contesto di una pianificazione fiscale avanzata, <strong data-start="409" data-end="438">due strumenti legislativi</strong> si rivelano essenziali per le società holding: il <strong data-start="489" data-end="535">regime della Participation Exemption (PEX)</strong> e il consolidato fiscale nazionale. La corretta applicazione combinata di questi regimi consente di massimizzare l’efficienza fiscale e di ottimizzare la gestione del capitale all’interno del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="749" data-end="1064"><strong data-start="752" data-end="803">PEX – Participation Exemption sulle plusvalenze</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="749" data-end="1064">L’art. 87 del TUIR (DPR n. 917/86) prevede un’esenzione del <strong data-start="866" data-end="891">95% delle plusvalenze</strong> realizzate dalla holding in caso di cessione di partecipazioni <strong data-start="955" data-end="970">qualificate</strong>, italiane o estere. L’imposizione effettiva si riduce a circa <strong data-start="1033" data-end="1043">l’1,2%</strong> sull’importo totale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1066" data-end="1106">Requisiti per l’accesso al regime PEX:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1394">
<li data-start="1107" data-end="1175">
<p data-start="1109" data-end="1175"><strong data-start="1109" data-end="1153">Possesso ininterrotto per almeno 12 mesi</strong> della partecipazione;</p>
</li>
<li data-start="1176" data-end="1250">
<p data-start="1178" data-end="1250">Iscrizione della partecipazione tra le <strong data-start="1217" data-end="1249">immobilizzazioni finanziarie</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1251" data-end="1330">
<p data-start="1253" data-end="1330">La partecipata deve essere una società <strong data-start="1292" data-end="1314">commerciale attiva</strong> (art. 55 TUIR);</p>
</li>
<li data-start="1331" data-end="1394">
<p data-start="1333" data-end="1394">Non deve avere sede in un <strong data-start="1359" data-end="1393">Paese a fiscalità privilegiata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1396" data-end="1568">Questo regime consente alla holding di dismettere partecipazioni <strong data-start="1461" data-end="1483">in modo efficiente</strong>, reinvestendo il capitale in nuove attività con <strong data-start="1532" data-end="1567">imposizione ridotta o differita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1922"><strong data-start="1573" data-end="1606">Consolidato fiscale nazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1922">Regolato dagli articoli 117-129 del TUIR, il consolidato fiscale permette alle società di un gruppo di <strong data-start="1712" data-end="1752">unificare i propri risultati fiscali</strong>, consentendo la <strong data-start="1769" data-end="1806">compensazione tra utili e perdite</strong>. In pratica, se una società genera utile e un’altra perdita, l’imponibile si riduce, abbattendo l’IRES complessiva.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="1966">Vantaggi operativi del consolidato:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1967" data-end="2241">
<li data-start="1967" data-end="2034">
<p data-start="1969" data-end="2034">Un’unica <strong data-start="1978" data-end="2000">dichiarazione IRES</strong> per tutte le società consolidate;</p>
</li>
<li data-start="2035" data-end="2105">
<p data-start="2037" data-end="2105"><strong data-start="2037" data-end="2076">Compensazione delle perdite fiscali</strong> tra le società partecipanti;</p>
</li>
<li data-start="2106" data-end="2241">
<p data-start="2108" data-end="2241"><strong data-start="2108" data-end="2160">Trasferimento agevolato di beni o rami d’azienda</strong> tra società del gruppo, con tassazione in sospensione (art. 110, comma 4, TUIR).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2243" data-end="2516">L’uso congiunto di <strong data-start="2265" data-end="2286">PEX e consolidato</strong> consente una <strong data-start="2300" data-end="2335">ottimizzazione fiscale completa</strong>: da un lato, la holding può realizzare plusvalenze tassate in misura irrisoria; dall’altro, può <strong data-start="2432" data-end="2467">contenere l’imposizione diretta</strong> aggregando redditi e perdite tra le controllate.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="464"><strong>Strategie di ottimizzazione fiscale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="466" data-end="776">Nel panorama della pianificazione fiscale evoluta, la <strong data-start="520" data-end="551">costituzione di una holding</strong> non rappresenta semplicemente un mezzo per <strong data-start="595" data-end="634">ridurre la tassazione sui dividendi</strong>, ma una vera e propria <strong data-start="658" data-end="687">infrastruttura strategica</strong> per la <strong data-start="695" data-end="733">gestione integrata della fiscalità</strong>, della <strong data-start="741" data-end="754">liquidità</strong> e del <strong data-start="761" data-end="775">patrimonio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="1148">Uno dei principali benefici è la <strong data-start="811" data-end="853">centralizzazione dei flussi finanziari</strong>. Attraverso la holding, le risorse generate dalle società operative possono essere convogliate in un unico centro di controllo, dove è possibile <strong data-start="999" data-end="1044">pianificarne l’impiego in modo efficiente</strong>, evitando l’imposizione immediata che si avrebbe con una distribuzione diretta ai soci persone fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1586">Ad esempio, se una società operativa distribuisce <strong data-start="1203" data-end="1225">100.000 € di utili</strong> direttamente al socio persona fisica, la ritenuta secca del <strong data-start="1286" data-end="1293">26%</strong> lascia un netto di <strong data-start="1313" data-end="1325">74.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1586">Se invece gli stessi utili sono girati a una <strong data-start="1374" data-end="1385">holding</strong>, si applica il regime dell’art. 89 del TUIR: solo il <strong data-start="1439" data-end="1458">5% è imponibile</strong>, e l’imposizione reale scende a circa <strong data-start="1497" data-end="1508">1.200 €</strong>. Il resto resta <strong data-start="1525" data-end="1550">liquido e disponibile</strong> per investimenti interni al gruppo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1588" data-end="1621">Ma i vantaggi non si fermano qui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1623" data-end="2193">
<li data-start="1623" data-end="1752">
<p data-start="1625" data-end="1752"><strong data-start="1628" data-end="1651">Consolidato fiscale</strong>: consente di <strong data-start="1665" data-end="1695">compensare utili e perdite</strong> tra le società del gruppo, riducendo l’IRES complessiva;</p>
</li>
<li data-start="1753" data-end="1878">
<p data-start="1755" data-end="1878"><strong data-start="1758" data-end="1787">Finanziamenti infragruppo</strong>: migliorano la <strong data-start="1803" data-end="1831">gestione della liquidità</strong> e riducono la dipendenza dal credito bancario;</p>
</li>
<li data-start="1879" data-end="2031">
<p data-start="1881" data-end="2031"><strong data-start="1884" data-end="1921">Pianificazione fiscale strategica</strong>: permette di <strong data-start="1935" data-end="1957">accumulare riserve</strong> e <strong data-start="1960" data-end="1989">posticipare l’imposizione</strong> fiscale fino a un momento più favorevole;</p>
</li>
<li data-start="2032" data-end="2193">
<p data-start="2034" data-end="2193"><strong data-start="2038" data-end="2065">Protezione patrimoniale</strong>: separa le attività operative da quelle strategiche (immobili, marchi, partecipazioni), <strong data-start="2154" data-end="2192">limitando i rischi imprenditoriali</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2195" data-end="2429">In sintesi, la holding rappresenta <strong data-start="2233" data-end="2265">un hub fiscale e finanziario</strong> per il gruppo, capace di coniugare <strong data-start="2301" data-end="2372">efficienza tributaria, sicurezza giuridica e flessibilità operativa</strong>, nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="240" data-end="330"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="923">Costituire una holding non è una scelta riservata solo ai grandi gruppi industriali: oggi rappresenta uno strumento indispensabile per chiunque voglia strutturare un gruppo societario solido, flessibile e fiscalmente efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="923">Come abbiamo visto, i vantaggi sono numerosi e concreti: detassazione dei dividendi, riduzione dell’imposizione sulle plusvalenze (PEX), compensazione fiscale tra società (consolidato), gestione strategica della liquidità, fino ad arrivare alla protezione patrimoniale e all’ottimizzazione dei contributi previdenziali INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="925" data-end="1232">Tutto ciò, naturalmente, richiede pianificazione, compliance normativa e una visione d’insieme. Una holding ben strutturata può trasformarsi in un motore di crescita, in grado di favorire investimenti, trasferimenti generazionali e una gestione del rischio d’impresa più consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1593">Il passo successivo? Analizzare la struttura del tuo gruppo (o della tua azienda) per capire se e come una holding possa offrirti vantaggi fiscali, economici e strategici. Con il supporto di professionisti esperti, è possibile modellare una soluzione su misura, nel pieno rispetto delle normative e con il massimo beneficio per il tuo business.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/">Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/">Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</a> was first posted on Novembre 6, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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