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	<title>direttiva VIDA - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>direttiva VIDA - Commercialista.it</title>
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		<title>Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 04:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore degli affitti brevi ha conosciuto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle piattaforme digitali come Airbnb, Booking e simili. Sempre più privati scelgono di mettere a reddito le proprie seconde case o anche singole stanze, generando flussi economici significativi. Tuttavia, questo boom ha messo in luce la necessità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" style="text-align: justify;" data-start="468" data-end="899">Negli ultimi anni, il settore degli affitti brevi ha conosciuto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle piattaforme digitali come Airbnb, Booking e simili. Sempre più privati scelgono di mettere a reddito le proprie seconde case o anche singole stanze, generando flussi economici significativi. Tuttavia, questo boom ha messo in luce la necessità di una maggiore regolamentazione, soprattutto in ambito fiscale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1454">Dal 2025, le novità introdotte dalla Direttiva UE VIDA (VAT in the Digital Age) potrebbero rivoluzionare la gestione fiscale degli affitti brevi, soprattutto per quanto riguarda l’<strong data-start="1081" data-end="1183">imponibilità IVA delle locazioni turistiche effettuate da privati tramite piattaforme elettroniche</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1454">In particolare, la direttiva prevede che le piattaforme possano diventare soggetti passivi IVA quando intermediano affitti effettuati da privati non soggetti a IVA. Questo cambiamento potrebbe avere impatti rilevanti sia per i proprietari sia per le stesse piattaforme.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1830">Questa evoluzione normativa pone una serie di interrogativi cruciali: <strong data-start="1526" data-end="1682">quando un affitto breve è soggetto a IVA? Qual è il ruolo delle piattaforme digitali? Come dovranno comportarsi i privati per non incorrere in sanzioni?</strong> In questo articolo, analizzeremo in dettaglio tutte queste questioni, alla luce delle nuove disposizioni europee e del contesto normativo italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1830">Regime fiscale</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="697">Prima di affrontare le novità fiscali previste per il 2025, è utile fare un passo indietro e ricordare come sono stati regolati finora gli affitti brevi in Italia. La cornice normativa di riferimento è il <strong data-start="544" data-end="586">Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017</strong>, che ha introdotto per la prima volta una disciplina organica per i cosiddetti &#8220;contratti di locazione breve&#8221;.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1147">Secondo il decreto, per <strong data-start="723" data-end="742">locazioni brevi</strong> si intendono quei contratti di affitto di immobili a uso abitativo, <strong data-start="811" data-end="850">di durata non superiore a 30 giorni</strong>, stipulati da <strong data-start="865" data-end="884">persone fisiche</strong> al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Rientrano in questa categoria anche i contratti che prevedono la <strong data-start="1000" data-end="1048">fornitura di biancheria e pulizia dei locali</strong>, purché accessori e non tali da trasformare l’attività in vera e propria attività imprenditoriale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1544">Un aspetto centrale della normativa è il <strong data-start="1190" data-end="1229">ruolo delle piattaforme telematiche</strong>, come Airbnb, Booking.com e simili, che agiscono da intermediari tra chi offre l’alloggio e chi lo cerca. Il decreto del 2017 ha previsto che queste piattaforme possano svolgere anche il ruolo di <strong data-start="1426" data-end="1449">sostituto d’imposta</strong>, trattenendo e versando un’imposta sostitutiva (cedolare secca al 21%) per conto dei locatori.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1920">Tuttavia, fino a oggi, le locazioni brevi effettuate da privati non sono state soggette a <strong data-start="1636" data-end="1643">IVA</strong>, proprio perché effettuate al di fuori di un’attività professionale o d’impresa. Questo equilibrio, però, è destinato a cambiare con l’entrata in vigore della nuova Direttiva UE VIDA, che spinge verso una maggiore armonizzazione dell’IVA anche nel settore degli affitti brevi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1920">Direttiva UE VIDA</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="814">Il 2025 segna un anno di transizione importante per il settore delle locazioni brevi, ma sarà il <strong data-start="462" data-end="470">2028</strong> a rappresentare una vera e propria svolta normativa, grazie all’attuazione della <strong data-start="552" data-end="598">Direttiva UE VIDA (VAT in the Digital Age)</strong>. Questa direttiva introduce un pacchetto di misure pensate per armonizzare e modernizzare la disciplina IVA nell’economia digitale, con effetti diretti anche sugli affitti brevi gestiti tramite piattaforme digitali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1411">In particolare, la direttiva stabilisce che <strong data-start="860" data-end="908">anche i privati, non titolari di partita IVA</strong>, saranno considerati soggetti passivi IVA <strong data-start="951" data-end="1021">quando effettuano locazioni brevi tramite piattaforme elettroniche</strong>, come Airbnb, Booking.com e simili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1411">Tuttavia, non saranno i privati a dover calcolare e versare l’imposta, bensì sarà la <strong data-start="1143" data-end="1173">piattaforma stessa a farlo</strong>, in qualità di “<strong data-start="1190" data-end="1213">prestatore presunto</strong>”. Questo approccio si ispira al modello già adottato per il commercio elettronico, dove i marketplace sono responsabili del versamento dell’IVA per le vendite effettuate da soggetti non imponibili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1413" data-end="1871">La novità trova fondamento nell’<strong data-start="1445" data-end="1460">art. 28-bis</strong> della Direttiva n. 516/2025, che modifica la direttiva madre 2006/112/CE. In esso si prevede che quando una piattaforma facilita una locazione breve (fino a 30 giorni), si considera che <strong data-start="1647" data-end="1719">la piattaforma abbia ricevuto e poi fornito direttamente il servizio</strong> al cliente, salvo che il fornitore (cioè il privato) non abbia comunicato un valido numero di partita IVA e dichiarato che applicherà l’IVA in proprio.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1873" data-end="2253">Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal <strong data-start="1920" data-end="1938">1° luglio 2028</strong>, ma ciascuno Stato membro potrà adottarle entro un periodo massimo che si estende fino al <strong data-start="2029" data-end="2048">1° gennaio 2030</strong>. In questo scenario, le piattaforme saranno tenute a <strong data-start="2102" data-end="2161">riscossione e versamento dell’IVA in maniera automatica</strong>, assicurando così la tracciabilità dei flussi economici e riducendo il rischio di evasione.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535">È importante sottolineare che questo sistema si applicherà solo quando i proprietari <strong data-start="2340" data-end="2389">non utilizzano l’immobile per scopi personali</strong> e che le piattaforme non potranno esimersi da questi obblighi, a meno che il locatore non abbia fornito prova del proprio status di soggetto IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-32619 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535">Implicazioni fiscali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="888">Le nuove regole introdotte dalla Direttiva VIDA e in arrivo tra il 2028 e il 2030 segnano un cambio di paradigma per chi affitta immobili a breve termine senza partita IVA. Fino a oggi, il regime fiscale italiano ha permesso a molti privati di gestire gli affitti brevi come una forma di entrata occasionale, soggetta a cedolare secca al 21% e priva di obblighi IVA. Questo approccio ha favorito la crescita del mercato turistico e l’ingresso di milioni di immobili nel circuito delle locazioni brevi. Tuttavia, con la riforma in arrivo, <strong data-start="844" data-end="887">l&#8217;esenzione IVA non sarà più automatica</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="1466">Nel nuovo scenario, se il locatore <strong data-start="925" data-end="951">non ha una partita IVA</strong>, ma offre il proprio immobile su una piattaforma elettronica, <strong data-start="1014" data-end="1069">l’IVA sarà applicata direttamente dalla piattaforma</strong>, la quale assumerà il ruolo di &#8220;prestatore presunto&#8221; del servizio. Questa figura è puramente fiscale: non incide sul contratto tra locatore e turista, ma assegna alla piattaforma il compito di <strong data-start="1263" data-end="1326">calcolare, riscuotere e versare l’IVA allo Stato competente</strong>. Il proprietario riceverà il pagamento al netto dell’imposta, e in teoria non dovrà compiere alcun adempimento specifico in materia di IVA.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1468" data-end="2023">Le piattaforme, dal canto loro, saranno chiamate a <strong data-start="1519" data-end="1576">ristrutturare i propri sistemi gestionali e contabili</strong>, per conformarsi alle nuove regole europee. Sarà necessario verificare l’identità dei locatori, chiedere loro il numero di partita IVA o la conferma dell’assenza di tale status, e infine applicare le aliquote IVA corrette in base alla normativa del Paese dove avviene la prestazione. Questo significa che l’affitto breve in Italia sarà soggetto all’<strong data-start="1926" data-end="1950">aliquota IVA del 10%</strong>, come avviene già per la maggior parte dei servizi alberghieri e simili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2420">Questa riforma porterà sicuramente maggiore <strong data-start="2069" data-end="2097">trasparenza e uniformità</strong>, ma potrebbe anche rappresentare un ostacolo per i piccoli proprietari, disincentivando chi affitta occasionalmente. È dunque prevedibile un <strong data-start="2239" data-end="2271">riposizionamento del mercato</strong>, con una polarizzazione tra piccoli affitti familiari non più redditizi e soggetti strutturati che gestiranno le locazioni in forma imprenditoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2420">Novità fiscali 2025</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="770">Il 2025 è un anno di transizione significativa per il regime fiscale degli affitti brevi. Pur non essendo ancora pienamente operativa la direttiva europea VIDA, il legislatore italiano ha già introdotto <strong data-start="650" data-end="674">modifiche importanti</strong> che influenzeranno sia i privati che le piattaforme digitali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="770">Tra le principali novità ci sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="772" data-end="1333">
<li class="" data-start="772" data-end="1059">
<p class="" data-start="774" data-end="1059"><strong data-start="774" data-end="827">Obbligo del Codice Identificativo Nazionale (CIN)</strong>: i proprietari che affittano immobili per periodi inferiori ai 30 giorni devono dotarsi di un codice identificativo, utile per fini di tracciabilità fiscale e sicurezza. L&#8217;assenza di tale codice comporta sanzioni fino a 8.000 euro.</p>
</li>
<li class="" data-start="1063" data-end="1333">
<p class="" data-start="1065" data-end="1333"><strong data-start="1065" data-end="1118">Aumento dell’aliquota della cedolare secca al 26%</strong> dalla <strong data-start="1125" data-end="1154">seconda unità immobiliare</strong> destinata agli affitti brevi. Fino al 2024 l’aliquota era pari al 21%, ma ora si penalizza chi gestisce più immobili, rendendo più oneroso il ricorso alla tassazione sostitutiva.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1787">Anche se <strong data-start="1344" data-end="1436">l’IVA non è ancora applicata direttamente agli affitti brevi gestiti da privati nel 2025</strong>, iniziano ad emergere <strong data-start="1459" data-end="1494">primi segnali di armonizzazione</strong> con quanto previsto dalla riforma europea. In particolare, si rafforza il ruolo delle piattaforme digitali come <strong data-start="1607" data-end="1631">intermediari fiscali</strong> e si introducono meccanismi di segnalazione automatica delle operazioni all’Agenzia delle Entrate, soprattutto in caso di incassi superiori a certe soglie.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257">In sostanza, il 2025 è un anno in cui si <strong data-start="1830" data-end="1851">preparano le basi</strong> per un sistema più strutturato e integrato, in vista dell’obbligo IVA previsto nel 2028. Per i locatori privati diventa cruciale <strong data-start="1981" data-end="2024">verificare la propria posizione fiscale</strong>, valutare la convenienza della cedolare secca rispetto all’IRPEF ordinaria, e soprattutto evitare di rientrare in parametri che possano essere interpretati come attività d’impresa, con conseguenze ben più gravose in termini fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-32620 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257">Strategie di risparmio fiscale</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="765">Con l’inasprimento fiscale introdotto nel 2025 – tra cui l’<strong data-start="412" data-end="481">aumento al 26% della cedolare secca sulla seconda unità affittata</strong> e i maggiori controlli tramite piattaforme digitali – diventa fondamentale per i locatori privati agire in modo strategico per contenere la pressione tributaria. Fortunatamente, esistono diverse modalità <strong data-start="686" data-end="710">perfettamente legali</strong> per ottimizzare il regime fiscale degli affitti brevi.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="767" data-end="824"><strong data-start="774" data-end="824">Utilizzare la cedolare secca sulla prima unità</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1251">La <strong data-start="828" data-end="853">cedolare secca al 21%</strong> resta ancora molto vantaggiosa, in particolare per chi ha solo un immobile destinato agli affitti brevi. Questo regime evita il cumulo con il reddito IRPEF e consente un calcolo chiaro e immediato dell’imposizione fiscale. L&#8217;importante è non superare i <strong data-start="1107" data-end="1142">30 giorni per singolo contratto</strong> e restare <strong data-start="1153" data-end="1192">fuori dall’attività imprenditoriale</strong> (niente reception, colazione, servizi extra continuativi).</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1608" data-end="1647"><strong data-start="1615" data-end="1647">Monitorare i servizi offerti</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1648" data-end="2046">L’aggiunta di servizi accessori come pulizia quotidiana, colazione, cambio biancheria giornaliero può far rientrare l’attività tra quelle <strong data-start="1786" data-end="1805">imprenditoriali</strong>, con conseguente obbligo di apertura della partita IVA e possibile assoggettamento a IVA e contributi INPS. Limitarli, oppure affidarli a fornitori esterni, può essere una scelta efficace per mantenere l’inquadramento “non imprenditoriale”.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2048" data-end="2088"><strong data-start="2055" data-end="2088">Detrazioni e costi deducibili</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2089" data-end="2419">Anche nel regime della cedolare secca non è possibile portare in deduzione i costi sostenuti, ma se si opta per l’<strong data-start="2203" data-end="2222">IRPEF ordinaria</strong> (in caso di reddito complessivo basso o assenza di altri redditi), è possibile dedurre spese per manutenzioni, provvigioni agenziali e utenze, rendendo tale opzione potenzialmente più conveniente.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2421" data-end="2472"><strong data-start="2428" data-end="2472">Valutare l’inquadramento imprenditoriale</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2473" data-end="2903">Chi gestisce più unità immobiliari, con prenotazioni regolari e servizi continuativi, potrebbe essere considerato in automatico come imprenditore. In questo caso, può essere vantaggioso <strong data-start="2659" data-end="2726">optare per l’apertura di una partita IVA con regime forfettario</strong>, che consente una tassazione flat al 15% o 5% (nei primi 5 anni) fino a 100.000 euro di fatturato, evitando così sia l’aliquota del 26% sia le limitazioni della cedolare secca.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2473" data-end="2903">Vantaggi e svantaggi del modello IVA</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="716">L’introduzione del concetto di “<strong data-start="382" data-end="405">prestatore presunto</strong>” rappresenta una delle novità più rilevanti della riforma UE VIDA. In questo modello, la piattaforma digitale – come Airbnb o Booking – diventa il soggetto obbligato al <strong data-start="575" data-end="598">versamento dell’IVA</strong> per conto dei locatori privati che non hanno una partita IVA. Ma cosa comporta davvero questa novità per chi affitta?</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="748"><strong data-start="722" data-end="748">Vantaggi per i privati</strong></h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="1474">
<li class="" data-start="750" data-end="1004">
<p class="" data-start="753" data-end="1004"><strong data-start="753" data-end="788">Semplificazione amministrativa:</strong> il privato non dovrà aprire partita IVA né gestire dichiarazioni IVA. Tutto sarà gestito dalla piattaforma, che applicherà automaticamente l’aliquota corretta, trattenendo e versando l’imposta all’erario competente.</p>
</li>
<li class="" data-start="1006" data-end="1266">
<p class="" data-start="1009" data-end="1266"><strong data-start="1009" data-end="1043">Riduzione del rischio fiscale:</strong> oggi molti locatori rischiano di essere riqualificati come imprenditori occulti, con sanzioni pesanti. Il nuovo sistema, invece, crea un <strong data-start="1181" data-end="1221">meccanismo automatico di adempimento</strong>, riducendo il rischio di errori o omissioni.</p>
</li>
<li class="" data-start="1268" data-end="1474">
<p class="" data-start="1271" data-end="1474"><strong data-start="1271" data-end="1304">Maggiore trasparenza fiscale:</strong> il nuovo regime può favorire la regolarizzazione di molti soggetti che operano in modo informale, rafforzando la credibilità del settore e tutelando i locatori regolari.</p>
</li>
</ol>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1476" data-end="1507"><strong data-start="1480" data-end="1507">Svantaggi per i privati</strong></h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="2302">
<li class="" data-start="1509" data-end="1777">
<p class="" data-start="1512" data-end="1777"><strong data-start="1512" data-end="1548">Minor margine netto di guadagno:</strong> con l’applicazione dell’IVA (10% presumibilmente, come nel settore alberghiero), il canone percepito sarà al netto dell’imposta, <strong data-start="1678" data-end="1712">riducendo l’introito effettivo</strong>. Per chi opera con margini sottili, questa riduzione può pesare.</p>
</li>
<li class="" data-start="1779" data-end="2021">
<p class="" data-start="1782" data-end="2021"><strong data-start="1782" data-end="1821">Limitata flessibilità contrattuale:</strong> la gestione fiscale sarà legata ai flussi digitali tracciati dalla piattaforma. Questo significa <strong data-start="1919" data-end="1950">meno autonomia contrattuale</strong> e possibili limitazioni nei casi di affitti gestiti fuori piattaforma.</p>
</li>
<li class="" data-start="2023" data-end="2302">
<p class="" data-start="2026" data-end="2302"><strong data-start="2026" data-end="2059">Dipendenza dalla piattaforma:</strong> il locatore diventa ancor più dipendente dalle policy fiscali della piattaforma. Errori nella gestione IVA da parte del portale potrebbero avere riflessi anche sul locatore, nonostante quest’ultimo sia “passivo” dal punto di vista tributario.</p>
</li>
</ol>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2304" data-end="2594">In sintesi, il nuovo modello mira a <strong data-start="2340" data-end="2372">semplificare e regolarizzare</strong> il settore degli affitti brevi, ma impone anche <strong data-start="2421" data-end="2462">un ripensamento del modello economico</strong> per i piccoli locatori, che dovranno valutare se continuare a operare nel regime occasionale oppure strutturarsi come microimprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2304" data-end="2594">Affitti brevi e IVA in Europa</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="742">Il mercato degli affitti brevi non è solo un fenomeno italiano. In tutta Europa, le locazioni turistiche gestite da privati rappresentano un segmento in forte espansione, che ha portato le autorità fiscali nazionali a cercare nuove soluzioni per garantire <strong data-start="582" data-end="603">equità tributaria</strong> e <strong data-start="606" data-end="630">corretto gettito IVA</strong>. Alcuni Paesi dell’Unione Europea sono già da tempo avanti nella gestione dell’IVA per questo tipo di attività.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="798"><strong data-start="748" data-end="798">Francia: la fiscalità passa per la piattaforma</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1296">La Francia è stata una delle prime a introdurre <strong data-start="848" data-end="932">l’obbligo per le piattaforme digitali di trasmettere i dati fiscali dei locatori</strong> all&#8217;amministrazione tributaria. Dal 2021, inoltre, le piattaforme devono anche trattenere imposte alla fonte per i privati che superano determinati limiti di reddito, sebbene l’IVA venga applicata solo se l’attività ha natura imprenditoriale. Con la direttiva VIDA, si prevede una transizione graduale verso l&#8217;applicazione automatica dell’IVA anche per i privati.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1298" data-end="1358"><strong data-start="1302" data-end="1358">Spagna: apertura alla ritenuta e all’IVA sui portali</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1798">In Spagna, gli affitti brevi sono soggetti a regole molto stringenti a livello regionale, ma sul piano fiscale è stata prevista una <strong data-start="1492" data-end="1525">ritenuta obbligatoria del 19%</strong> per i non residenti. L’IVA viene invece applicata in caso di servizi accessori. La Spagna ha accolto con favore l’adozione del meccanismo del “prestatore presunto”, prevedendo una <strong data-start="1706" data-end="1740">graduale adozione già nel 2027</strong>, prima ancora del termine minimo imposto dalla direttiva.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1800" data-end="1849"><strong data-start="1804" data-end="1849">Germania: IVA già applicata in molti casi</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1851" data-end="2226">In Germania, l’IVA è già applicabile agli affitti brevi se il locatore <strong data-start="1922" data-end="1970">fornisce servizi simili a quelli alberghieri</strong> (come la colazione o la pulizia giornaliera). Tuttavia, molti Land tedeschi stanno spingendo per un’applicazione più estesa dell’IVA anche per i privati che operano tramite piattaforme. Non a caso, la Germania è tra i Paesi promotori della direttiva VIDA.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2228" data-end="2264"><strong data-start="2232" data-end="2264">Italia: tra attesa e cautela</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2266" data-end="2637">L’Italia, rispetto ad altri Paesi, ha finora mantenuto una <strong data-start="2325" data-end="2343">linea prudente</strong>, limitandosi ad aumentare la tassazione con la cedolare secca al 26% sulla seconda unità immobiliare. Tuttavia, con l’obbligo del CIN e i nuovi poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate, è chiaro che il sistema fiscale italiano <strong data-start="2577" data-end="2636">si sta preparando all’impatto della riforma IVA europea</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2639" data-end="2952">Questo confronto evidenzia come il <strong data-start="2674" data-end="2710">modello europeo stia convergendo</strong> verso una gestione automatizzata e digitale dell’IVA sugli affitti brevi. L’Italia sarà chiamata a prendere posizione entro il 2028, ma già oggi è fondamentale per i locatori prepararsi al cambiamento, anche guardando alle esperienze estere.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2639" data-end="2952">Considerazioni finali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="799">Il mercato degli affitti brevi si sta trasformando rapidamente, spinto da nuove esigenze fiscali, pressioni normative e obiettivi di equità tributaria. Il 2025 rappresenta già un momento cruciale: <strong data-start="555" data-end="653">aliquote più alte, controlli più serrati e una maggiore responsabilizzazione delle piattaforme</strong> digitali. Ma è il biennio 2028–2030, con l’entrata in vigore del <strong data-start="719" data-end="765">meccanismo IVA tramite prestatore presunto</strong>, che segnerà il vero spartiacque.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="909">Cosa deve fare oggi un locatore privato che intende continuare ad affittare?</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="909">Ecco una breve guida operativa:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="911" data-end="2042">
<li class="" data-start="911" data-end="1130">
<p class="" data-start="914" data-end="1130"><strong data-start="914" data-end="955">Valutare la propria posizione fiscale</strong>: avere uno o più immobili, offrire servizi accessori, superare una certa soglia di redditi – tutti elementi che possono far scattare la qualifica di attività imprenditoriale.</p>
</li>
<li class="" data-start="1132" data-end="1326">
<p class="" data-start="1135" data-end="1326"><strong data-start="1135" data-end="1198">Sfruttare ancora la cedolare secca al 21% sulla prima unità</strong>, evitando di superare i limiti temporali o di trasformare l’attività in una gestione continuativa con servizi para-alberghieri.</p>
</li>
<li class="" data-start="1328" data-end="1585">
<p class="" data-start="1331" data-end="1585"><strong data-start="1331" data-end="1394">Considerare l’apertura di partita IVA in regime forfettario</strong> se si prevede una gestione professionale o più unità: con tassazione al 15% o 5% e una contabilità semplificata, può risultare più vantaggioso rispetto all’aumento al 26% sulla seconda casa.</p>
</li>
<li class="" data-start="1587" data-end="1791">
<p class="" data-start="1590" data-end="1791"><strong data-start="1590" data-end="1635">Rendere l’attività trasparente e conforme</strong>, dotandosi del <strong data-start="1651" data-end="1692">Codice Identificativo Nazionale (CIN)</strong>, registrando gli ospiti e trasmettendo i dati richiesti alla Questura e all’Agenzia delle Entrate.</p>
</li>
<li class="" data-start="1793" data-end="2042">
<p class="" data-start="1796" data-end="2042"><strong data-start="1796" data-end="1841">Monitorare l’evoluzione normativa europea</strong> e le scelte applicative dell’Italia rispetto alla Direttiva VIDA. Ogni Paese potrà adottare il meccanismo IVA tra il 2028 e il 2030: sapere con anticipo quando cambieranno le regole sarà fondamentale.</p>
</li>
</ol>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2044" data-end="2325">Infine, è consigliabile <strong data-start="2068" data-end="2113">affidarsi a un consulente fiscale esperto</strong>, in grado di valutare la situazione personale e suggerire il regime più conveniente. In un contesto in continua evoluzione, essere informati e strutturati rappresenta la miglior forma di tutela e di risparmio.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> was first posted on Giugno 2, 2025 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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