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	<title>decreto fiscale 2025 &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>decreto fiscale 2025 &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 04:20:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, non saranno più soggette al regime dello split payment. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="270" data-end="802">Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, <strong data-start="462" data-end="520">non saranno più soggette al regime dello split payment</strong>. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste società, i quali <strong data-start="654" data-end="713">torneranno a incassare anche l’IVA sulle fatture emesse</strong>, modificando in modo sensibile la gestione della liquidità e delle operazioni contabili.</p>
<p data-start="804" data-end="1190">Questa esclusione è stata resa possibile grazie alla decisione del Consiglio dell’Unione Europea n. 1552 del 25 luglio 2023, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE L 188 del 27 luglio. La decisione ha autorizzato l’Italia a mantenere il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2026, <strong data-start="1101" data-end="1137">con alcune modifiche sostanziali</strong>, tra cui appunto l’esclusione delle società quotate.</p>
<p data-start="1192" data-end="1669">Importante notare che, nel frattempo, <strong data-start="1230" data-end="1346">sono già stati pubblicati gli elenchi delle società coinvolte nel meccanismo dello split payment per l’anno 2025</strong>, ma le indicazioni relative alle società quotate presenti in tali elenchi <strong data-start="1421" data-end="1467">saranno valide solo fino al 30 giugno 2025</strong>. A partire da quella data, infatti, le fatture emesse nei confronti di queste società <strong data-start="1554" data-end="1592">seguiranno le regole ordinarie IVA</strong>, con conseguenze significative sia dal punto di vista operativo che fiscale.</p>
<p data-start="1671" data-end="2078">Un cambiamento, questo, che introduce anche <strong data-start="1715" data-end="1794">nuove esigenze di adeguamento per imprese, consulenti e software gestionali</strong>, e che pone interrogativi su come tutelare la corretta gestione dell’IVA nei mesi di transizione. A ciò si aggiunge una norma di salvaguardia contenuta nel Decreto Fiscale recentemente convertito in legge, che interviene per garantire l’applicabilità corretta della nuova disciplina.</p>
<h2 data-start="238" data-end="340"><strong data-start="241" data-end="340">Split payment per le società FTSE MIB</strong></h2>
<p data-start="342" data-end="829">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale (convertito in legge) e a partire dal <strong data-start="424" data-end="442">1° luglio 2025</strong>, le società quotate inserite nell’indice <strong data-start="484" data-end="517">FTSE MIB della Borsa Italiana</strong> saranno definitivamente <strong data-start="542" data-end="601">escluse dall’ambito di applicazione dello split payment</strong>. Questo significa che, da tale data, <strong data-start="639" data-end="745">i fornitori che emettono fattura verso queste società incasseranno direttamente anche l’IVA addebitata</strong>, secondo il regime ordinario, <strong data-start="776" data-end="828">salvo i casi in cui si applica il reverse charge</strong>.</p>
<p data-start="831" data-end="1279">La modifica è resa possibile dalla <strong data-start="866" data-end="924">soppressione dell’art. 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, proprio per le operazioni la cui fattura è emessa (e quindi trasmessa al Sistema di Interscambio &#8211; SDI) <strong data-start="1045" data-end="1077">a partire dal 1° luglio 2025</strong>. È bene evidenziare che <strong data-start="1102" data-end="1210">la data di effettuazione dell’operazione non rileva ai fini dell’applicazione o meno dello split payment</strong>: fa fede solo la data di <strong data-start="1236" data-end="1278">emissione e trasmissione della fattura</strong>.</p>
<p data-start="1281" data-end="1705">Il meccanismo della scissione dei pagamenti, infatti, prevede che l’IVA venga esposta in fattura ma versata direttamente all’Erario dal soggetto acquirente. Con la soppressione della norma per le società quotate, questa dinamica <strong data-start="1510" data-end="1538">non sarà più applicabile</strong>, obbligando i fornitori a <strong data-start="1565" data-end="1605">rivedere le modalità di fatturazione</strong>, aggiornando software e procedure interne per applicare la rivalsa IVA secondo il regime ordinario.</p>
<p data-start="1707" data-end="2100">In pratica, a partire dal 1° luglio 2025, <strong data-start="1749" data-end="1868">le fatture emesse nei confronti delle società FTSE MIB non dovranno più riportare il riferimento allo split payment</strong>, e i fornitori potranno gestire l’IVA con le regole ordinarie, anche ai fini della liquidazione dell’imposta e del credito IVA. Un cambiamento che incide profondamente anche sulla gestione della <strong data-start="2064" data-end="2099">liquidità e sul flusso di cassa</strong>.</p>
<h2 data-start="300" data-end="400"><strong data-start="303" data-end="400">Fatture e tempistiche</strong></h2>
<p data-start="402" data-end="934">Uno degli aspetti più delicati legati all’esclusione delle società FTSE MIB dallo split payment riguarda <strong data-start="507" data-end="632">la corretta individuazione del momento a partire dal quale non si applica più il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>. Su questo punto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti tramite una <strong data-start="721" data-end="757">FAQ pubblicata il 27 giugno 2025</strong>, confermando che <strong data-start="775" data-end="863">l’elemento determinante è la data di emissione e trasmissione della fattura allo SDI</strong>, indipendentemente dal momento in cui è stata effettuata l’operazione.</p>
<p data-start="936" data-end="1313">Questo significa, ad esempio, che un’operazione realizzata il <strong data-start="998" data-end="1016">30 giugno 2025</strong>, ma con fattura trasmessa allo SDI <strong data-start="1052" data-end="1081">dal 1° luglio 2025 in poi</strong>, <strong data-start="1083" data-end="1123">non sarà soggetta allo split payment</strong>. Viceversa, <strong data-start="1136" data-end="1162">fino al 30 giugno 2025</strong>, il regime resta pienamente applicabile, con l’obbligo per il cessionario o committente (la società quotata) di versare l’IVA direttamente all’Erario.</p>
<p data-start="1315" data-end="1818">Per tutelare i contribuenti nella fase di transizione, è stata inserita una <strong data-start="1391" data-end="1416">norma di salvaguardia</strong> nel Decreto Fiscale convertito in legge: essa prevede che <strong data-start="1475" data-end="1628">“sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge (18 giugno 2025)”</strong>. In altre parole, <strong data-start="1647" data-end="1698">non saranno sanzionati eventuali errori formali</strong>, a condizione che vi sia stato un comportamento conforme alle norme in vigore prima dell’entrata in vigore del decreto.</p>
<p data-start="1820" data-end="2301">Un esempio pratico chiarisce il concetto: se un fornitore ha consegnato beni il <strong data-start="1900" data-end="1918">30 giugno 2025</strong>, ha emesso la fattura entro i termini di legge (12 luglio) ma l’ha trasmessa allo SDI <strong data-start="2005" data-end="2020">il 3 luglio</strong>, e ha erroneamente applicato lo split payment, <strong data-start="2068" data-end="2094">non dovrà preoccuparsi</strong>. L’Agenzia chiarisce che, in assenza di contestazione o nota di credito da parte della società acquirente, e con il versamento dell’IVA all’Erario già avvenuto, <strong data-start="2256" data-end="2300">la posizione sarà automaticamente sanata</strong>.</p>
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<h2 data-start="223" data-end="307"><strong data-start="226" data-end="307">Impatti operativi e fiscali </strong></h2>
<p data-start="309" data-end="812">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dallo split payment, a partire dal 1° luglio 2025, comporta una serie di <strong data-start="422" data-end="443">ricadute pratiche</strong> che non possono essere sottovalutate, sia per i fornitori che per i professionisti incaricati della consulenza fiscale e contabile. Il primo impatto riguarda senza dubbio la <strong data-start="618" data-end="686">necessità di aggiornare le procedure di fatturazione elettronica</strong>, in particolare per i sistemi ERP e gestionali che automatizzano la selezione del regime IVA da applicare ai diversi clienti.</p>
<p data-start="814" data-end="1306">Fino al 30 giugno 2025, l’automatismo prevedeva che le fatture destinate alle società quotate riportassero l’indicazione “scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”. Dal 1° luglio in poi, <strong data-start="1009" data-end="1050">tale formula non sarà più applicabile</strong>, e dovrà essere sostituita con la normale esposizione dell’IVA, <strong data-start="1115" data-end="1155">addebitata e incassata dal fornitore</strong>. Un passaggio non banale, che implica <strong data-start="1194" data-end="1216">controlli puntuali</strong> da parte degli operatori per evitare errori nella determinazione del regime IVA corretto.</p>
<p data-start="1308" data-end="1773">Dal punto di vista fiscale, il ritorno al regime ordinario significa che i fornitori torneranno ad avere <strong data-start="1413" data-end="1468">un maggior flusso di cassa legato all’IVA incassata</strong>, elemento positivo per la liquidità aziendale, ma che comporta anche <strong data-start="1538" data-end="1610">maggiore responsabilità nella gestione delle liquidazioni periodiche</strong>. Ciò potrebbe comportare, in alcuni casi, l’emersione di <strong data-start="1668" data-end="1697">crediti IVA più contenuti</strong> rispetto al passato o, al contrario, l’obbligo di versamenti più rilevanti.</p>
<p data-start="1775" data-end="2231">Per i consulenti fiscali, l’attenzione dovrà concentrarsi su due fronti: da un lato <strong data-start="1859" data-end="1965">l’aggiornamento tempestivo delle anagrafiche clienti e delle impostazioni nei software di fatturazione</strong>, dall’altro la <strong data-start="1981" data-end="2022">formazione e comunicazione ai clienti</strong> sulla corretta gestione del passaggio normativo. Un’errata applicazione dello split payment dopo il 30 giugno 2025 potrebbe infatti <strong data-start="2155" data-end="2209">comportare sanzioni o richieste di note di credito</strong> da parte dei clienti.</p>
<h2 data-start="256" data-end="333"><strong data-start="259" data-end="333">Interpretazioni operative</strong></h2>
<p data-start="335" data-end="828">Un punto essenziale chiarito dall’Agenzia delle Entrate riguarda <strong data-start="400" data-end="443">la nozione di “emissione della fattura”</strong>, che è stata oggetto di diverse domande da parte di imprese e professionisti. In base ai chiarimenti ufficiali, già forniti in occasione delle <strong data-start="587" data-end="609">FAQ del 13 gennaio</strong> e ribaditi nel documento del <strong data-start="639" data-end="657">27 giugno 2025</strong>, una fattura si considera formalmente emessa <strong data-start="703" data-end="774">nel momento in cui viene trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI)</strong>, indipendentemente dalla data indicata sul documento.</p>
<p data-start="830" data-end="1417">Questo elemento è cruciale perché rappresenta <strong data-start="876" data-end="982">il discrimine temporale per stabilire se una determinata operazione rientra o meno nello split payment</strong>. Ad esempio, un’impresa che ha effettuato una prestazione il 28 giugno, ma trasmette la fattura allo SdI il 2 luglio 2025, <strong data-start="1106" data-end="1173">non dovrà applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>, anche se l’operazione è avvenuta prima della data spartiacque. Viceversa, <strong data-start="1249" data-end="1341">una fattura trasmessa entro il 30 giugno continuerà a essere soggetta allo split payment</strong>, anche se emessa per operazioni che avvengono vicino alla soglia temporale.</p>
<p data-start="1419" data-end="1761">Questo approccio mira a <strong data-start="1443" data-end="1471">semplificare i controlli</strong> sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria, evitando ambiguità e potenziali contestazioni. Tuttavia, richiede <strong data-start="1601" data-end="1637">maggiore precisione e attenzione</strong> nella gestione documentale e nel rispetto delle tempistiche, specialmente nel periodo transitorio tra giugno e luglio 2025.</p>
<p data-start="1763" data-end="2118">Va inoltre evidenziato che la <strong data-start="1793" data-end="1818">trasmissione allo SdI</strong> rappresenta l’unico momento ufficialmente rilevante: <strong data-start="1872" data-end="1959">non conta la data di consegna del bene, né la data indicata nel corpo della fattura</strong>, né eventuali registrazioni interne ai sistemi aziendali. Questo criterio unico è stato scelto proprio per garantire chiarezza normativa e certezza operativa.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33293 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="214" data-end="313"><strong data-start="217" data-end="313">Operazioni a cavallo tra giugno e luglio 2025</strong></h2>
<p data-start="315" data-end="758">Il periodo di transizione tra <strong data-start="345" data-end="392">la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025</strong> si presenta come una fase particolarmente delicata per chi emette fatture verso società quotate FTSE MIB. Le cosiddette <strong data-start="513" data-end="535">“operazioni miste”</strong>, ossia quelle effettuate nei giorni immediatamente precedenti o successivi al 30 giugno, ma con fatture emesse e trasmesse in date diverse, richiedono un controllo rigoroso e una gestione documentale estremamente accurata.</p>
<p data-start="760" data-end="1227">Il rischio più comune è <strong data-start="784" data-end="927">applicare erroneamente lo split payment a una fattura che, per data di trasmissione allo SDI, rientra invece già nel nuovo regime ordinario</strong>, oppure, al contrario, <strong data-start="951" data-end="1017">non applicare lo split dove invece sarebbe ancora obbligatorio</strong>. Questi errori possono generare conseguenze sul piano fiscale, come l’emissione di <strong data-start="1101" data-end="1120">note di credito</strong> richieste dal cliente, <strong data-start="1144" data-end="1169">ritardi nei pagamenti</strong> o la necessità di <strong data-start="1188" data-end="1226">integrare correttamente la fattura</strong>.</p>
<h3 data-start="1229" data-end="1277">Un’attenzione particolare dovrà essere posta su:</h3>
<ul data-start="1279" data-end="1672">
<li data-start="1279" data-end="1364">
<p data-start="1281" data-end="1364">la <strong data-start="1284" data-end="1320">corretta datazione del documento</strong> rispetto all’effettuazione dell’operazione;</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1439">
<p data-start="1367" data-end="1439">la <strong data-start="1370" data-end="1418">puntuale trasmissione della fattura allo SDI</strong> entro la data utile;</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1573">
<p data-start="1442" data-end="1573">l’allineamento dei <strong data-start="1461" data-end="1500">sistemi gestionali e dei codici IVA</strong> per distinguere automaticamente le operazioni prima e dopo il 1° luglio;</p>
</li>
<li data-start="1574" data-end="1672">
<p data-start="1576" data-end="1672">la comunicazione tra amministrazione, contabilità e consulente fiscale per gestire casi ambigui.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1674" data-end="2087">A livello operativo, sarà fondamentale implementare <strong data-start="1726" data-end="1748">check-list interne</strong> e predisporre <strong data-start="1763" data-end="1802">procedure di verifica supplementari</strong> nei giorni immediatamente successivi alla scadenza del 30 giugno. Questo per evitare errori materiali, che possono complicare i rapporti con i clienti, generare disallineamenti nei versamenti IVA e aumentare il rischio di contestazioni future in sede di controllo.</p>
<h2 data-start="211" data-end="294"><strong data-start="214" data-end="294">Vantaggi per i fornitori</strong></h2>
<p data-start="296" data-end="646">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dal meccanismo dello split payment rappresenta una <strong data-start="387" data-end="423">notizia positiva per i fornitori</strong>, che si troveranno ad operare nuovamente in regime IVA ordinario. Questo cambiamento comporta <strong data-start="518" data-end="539">benefici concreti</strong>, sia in termini di <strong data-start="559" data-end="578">flusso di cassa</strong>, sia nella <strong data-start="590" data-end="645">semplificazione delle procedure contabili e fiscali</strong>.</p>
<p data-start="648" data-end="1254">Il primo effetto diretto è il <strong data-start="678" data-end="721">miglioramento della liquidità aziendale</strong>: i fornitori incasseranno l’IVA addebitata in fattura insieme all’imponibile, senza più dover attendere la detrazione in liquidazione. In regime di split payment, infatti, l’IVA non veniva mai incassata, ma versata direttamente all’Erario dal committente, creando squilibri nella gestione finanziaria soprattutto per imprese di piccole e medie dimensioni. Con il ritorno alla rivalsa IVA ordinaria, le imprese potranno <strong data-start="1141" data-end="1227">utilizzare immediatamente il gettito incassato per fronteggiare esigenze operative</strong>, pagamenti o investimenti.</p>
<p data-start="1256" data-end="1682">Anche sul fronte fiscale, la modifica comporta vantaggi. Non essendo più soggette a split payment, le operazioni verso società quotate <strong data-start="1391" data-end="1464">torneranno a generare un credito IVA potenziale più basso ma coerente</strong>, riducendo il rischio di dover attendere lunghi tempi per i rimborsi. Inoltre, <strong data-start="1544" data-end="1588">si semplifica la tenuta dei registri IVA</strong>, poiché non sarà più necessario operare distinzioni tra clienti “split” e clienti “ordinari”.</p>
<p data-start="1684" data-end="2021">Dal punto di vista operativo, i sistemi gestionali potranno essere <strong data-start="1751" data-end="1769">razionalizzati</strong>, eliminando logiche complesse per individuare automaticamente i soggetti sottoposti a scissione. Questo si traduce in <strong data-start="1888" data-end="1918">meno possibilità di errore</strong>, meno necessità di formazione per il personale e un minor rischio di contenzioso in caso di verifiche.</p>
<p data-start="2023" data-end="2277">Infine, il cambiamento stimola una <strong data-start="2058" data-end="2107">maggiore trasparenza nei rapporti commerciali</strong>, poiché l’IVA sarà incassata e gestita direttamente tra le parti, senza interventi “terzi” dell’amministrazione finanziaria nel flusso economico tra fornitore e cliente.</p>
<h2 data-start="250" data-end="338"><strong data-start="253" data-end="338">Proroga europea dello split payment</strong></h2>
<p data-start="340" data-end="733">Il meccanismo dello <strong data-start="360" data-end="377">split payment</strong>, introdotto in Italia nel 2015, ha avuto origine come misura straordinaria volta a contrastare l’evasione IVA in settori a rischio, soprattutto negli appalti pubblici. La sua applicazione è stata possibile grazie a una <strong data-start="597" data-end="642">deroga concessa dalla Commissione Europea</strong>, rinnovata nel tempo con una serie di decisioni formali del Consiglio dell’Unione Europea.</p>
<p data-start="735" data-end="1222">L’ultima proroga è arrivata con la <strong data-start="770" data-end="810">Decisione n. 1552 del 25 luglio 2023</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 188 del 27 luglio 2023, che ha <strong data-start="901" data-end="977">autorizzato l’Italia a mantenere lo split payment fino al 30 giugno 2026</strong>. Tuttavia, nella stessa decisione è stato fissato un <strong data-start="1031" data-end="1095">principio di progressiva limitazione dell’ambito applicativo</strong>, aprendo alla possibilità di escludere alcune categorie di soggetti, come appunto le <strong data-start="1181" data-end="1221">società quotate nell’indice FTSE MIB</strong>.</p>
<p data-start="1224" data-end="1686">La ratio della deroga risiede nell’eccezionalità del meccanismo, che rappresenta una <strong data-start="1309" data-end="1371">violazione temporanea del principio di neutralità dell’IVA</strong> previsto dalla normativa europea. L’idea di fondo è che lo split payment sia un rimedio estremo, da adottare solo in casi specifici e non come regola generale. In questo senso, l’Unione Europea ha spinto per un’applicazione più mirata e circoscritta, che infatti oggi esclude numerosi soggetti rispetto al passato.</p>
<p data-start="1688" data-end="2109">L’Italia, recependo queste indicazioni, ha provveduto alla <strong data-start="1747" data-end="1809">soppressione dell’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, con effetto dal <strong data-start="1842" data-end="1860">1° luglio 2025</strong>, escludendo così le società FTSE MIB. Il resto del meccanismo, invece, <strong data-start="1932" data-end="1996">continuerà ad applicarsi regolarmente fino al 30 giugno 2026</strong> per le Pubbliche Amministrazioni, le società controllate dallo Stato e gli enti inseriti negli appositi elenchi.</p>
<p data-start="2111" data-end="2496">È importante che imprese e consulenti siano ben consapevoli del fatto che <strong data-start="2185" data-end="2267">lo split payment non è stato abolito, ma solo ridotto nel perimetro soggettivo</strong>, e che <strong data-start="2275" data-end="2332">continua a trovare piena applicazione in molti ambiti</strong>. Da qui, la necessità di aggiornare continuamente le anagrafiche clienti e le impostazioni di fatturazione, consultando i nuovi <strong data-start="2461" data-end="2495">elenchi pubblicati per il 2025</strong>.</p>
<h2 data-start="121" data-end="197"><strong data-start="124" data-end="197">Conclusione</strong></h2>
<p data-start="199" data-end="732">L’esclusione delle <strong data-start="218" data-end="277">società quotate FTSE MIB dal regime dello split payment</strong>, a partire dal <strong data-start="293" data-end="311">1° luglio 2025</strong>, rappresenta una svolta importante nel panorama fiscale italiano. Sebbene il meccanismo della scissione dei pagamenti resterà in vigore fino al 30 giugno 2026 per le Pubbliche Amministrazioni e altre categorie, l’uscita delle società quotate introduce <strong data-start="564" data-end="617">maggiore coerenza, semplificazione e flessibilità</strong> per le imprese fornitrici, che potranno tornare a incassare direttamente l’IVA e gestirla con le regole ordinarie.</p>
<p data-start="734" data-end="1029">Tuttavia, la fase di transizione richiede <strong data-start="776" data-end="798">massima attenzione</strong>, soprattutto per le operazioni a cavallo del 30 giugno, dove errori formali possono avere conseguenze operative o fiscali, sebbene siano state previste <strong data-start="951" data-end="976">norme di salvaguardia</strong> per tutelare i comportamenti adottati in buona fede.</p>
<p data-start="1031" data-end="1332">In questo scenario, è fondamentale che imprese, professionisti e software house procedano per tempo ad aggiornare sistemi, processi e procedure, e che mantengano alta l’attenzione nella consultazione degli <strong data-start="1237" data-end="1277">elenchi ufficiali Split Payment 2025</strong>, validi solo fino al 30 giugno per le società quotate.</p>
<p data-start="1334" data-end="1579">Con il supporto di un commercialista esperto e una pianificazione accurata, il passaggio al nuovo regime può diventare un’occasione per <strong data-start="1470" data-end="1506">ottimizzare la gestione dell’IVA</strong>, migliorare la liquidità aziendale e semplificare l’adempimento fiscale.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 03:50:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’estate 2025 porta con sé importanti novità per milioni di contribuenti italiani con Partita IVA. Il Decreto Legge n. 84/2025, noto come Decreto Fiscale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2025, ha infatti stabilito una proroga dei termini per i versamenti fiscali relativi alle imposte sui redditi. Una misura che riguarda in [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/">Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</a> was first posted on Agosto 6, 2025 at 5:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="371" data-end="897">L’estate 2025 porta con sé importanti novità per milioni di contribuenti italiani con Partita IVA. Il <strong data-start="473" data-end="501">Decreto Legge n. 84/2025</strong>, noto come <strong data-start="513" data-end="532">Decreto Fiscale</strong>, pubblicato nella <strong data-start="551" data-end="599">Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2025</strong>, ha infatti stabilito una <strong data-start="626" data-end="674">proroga dei termini per i versamenti fiscali</strong> relativi alle imposte sui redditi. Una misura che riguarda in particolare i soggetti che applicano gli <strong data-start="778" data-end="820">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong>, ma che coinvolge anche i contribuenti in regime forfettario e semplificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1376">Il decreto prevede che i versamenti in scadenza ordinaria il 30 giugno vengano <strong data-start="978" data-end="1011">posticipati al 21 luglio 2025</strong>, senza applicazione di sanzioni. Chi decide invece di effettuare i pagamenti entro il <strong data-start="1098" data-end="1116">20 agosto 2025</strong> potrà farlo con una <strong data-start="1137" data-end="1166">maggiorazione dello 0,40%</strong>. Attenzione però: <strong data-start="1185" data-end="1260">non tutti i titolari di Partita IVA possono usufruire di questa proroga</strong>, ed è fondamentale comprendere chi rientra tra i beneficiari e chi, invece, dovrà rispettare le scadenze ordinarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1775">In questo articolo analizzeremo chi deve pagare e con quali maggiorazioni, quali sono i soggetti esclusi dalla proroga, le scadenze ufficiali del calendario fiscale di luglio e agosto, e forniremo indicazioni pratiche per evitare errori o sanzioni. Un approfondimento utile per risparmiare legalmente sulle tasse e rispettare correttamente le scadenze previste dalla normativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1ybso75" data-start="253" data-end="334"><strong data-start="257" data-end="334">Soggetti coinvolti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="653">Il <strong data-start="339" data-end="367">Decreto Legge n. 84/2025</strong> ha introdotto una proroga delle scadenze fiscali per le Partite IVA, ma non in modo uniforme per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="653">Il provvedimento ha infatti stabilito che i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA, inizialmente previsti per il 30 giugno 2025, possono essere effettuati:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="655" data-end="852">
<li data-start="655" data-end="729">
<p data-start="657" data-end="729"><strong data-start="657" data-end="684">entro il 21 luglio 2025</strong>, senza applicazione di interessi o sanzioni;</p>
</li>
<li data-start="730" data-end="852">
<p data-start="732" data-end="852"><strong data-start="732" data-end="774">oppure dal 22 luglio al 20 agosto 2025</strong>, con applicazione di una <strong data-start="800" data-end="829">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1149">Questa misura interessa principalmente i soggetti che <strong data-start="908" data-end="972">applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA)</strong>, ovvero strumenti di compliance introdotti per valutare l’affidabilità del contribuente in base a determinati parametri economico-contabili.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1149">La proroga si applica a coloro che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1151" data-end="1575">
<li data-start="1151" data-end="1246">
<p data-start="1153" data-end="1246">dichiarano <strong data-start="1164" data-end="1219">ricavi o compensi entro il limite di 5.164.569 euro</strong>, previsto per ciascun ISA;</p>
</li>
<li data-start="1247" data-end="1327">
<p data-start="1249" data-end="1327">operano nel <strong data-start="1261" data-end="1283">regime forfettario</strong> o nel <strong data-start="1290" data-end="1326">regime dei minimi (di vantaggio)</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1328" data-end="1453">
<p data-start="1330" data-end="1453">sono esclusi dagli ISA per cause oggettive (es. inizio attività, cessazione, determinazione forfettaria del reddito, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1454" data-end="1575">
<p data-start="1456" data-end="1575"><strong data-start="1456" data-end="1542">partecipano a società di persone, associazioni professionali o imprese trasparenti</strong> che rientrano nei parametri ISA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1927">La proroga interessa anche chi ha aderito al <strong data-start="1622" data-end="1656">concordato preventivo biennale</strong>, incluso il <strong data-start="1669" data-end="1708">versamento dell’imposta sostitutiva</strong> sul maggior reddito concordato. In aggiunta, la norma copre anche i <strong data-start="1777" data-end="1796">contributi INPS</strong> dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni separate, per il <strong data-start="1888" data-end="1926">saldo 2024 e il primo acconto 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1929" data-end="2044">Resta invece <strong data-start="1942" data-end="1953">escluso</strong> dalla proroga chi esercita <strong data-start="1981" data-end="2002">attività agricole</strong> ed è titolare <strong data-start="2017" data-end="2043">solo di redditi agrari</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="11zin2v" data-start="236" data-end="324"><strong data-start="240" data-end="324">Calendario fiscale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="676">Il <strong data-start="329" data-end="353">Decreto Fiscale 2025</strong> ha ridisegnato in modo significativo il calendario dei versamenti estivi per le Partite IVA. Il termine iniziale per il versamento delle imposte – fissato al <strong data-start="512" data-end="530">30 giugno 2025</strong> – è stato spostato in avanti, tenendo conto delle richieste arrivate dalle categorie professionali e dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="678" data-end="722">Il nuovo calendario prevede due date chiave:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="724" data-end="1254">
<li data-start="724" data-end="901">
<p data-start="726" data-end="901"><strong data-start="726" data-end="751">Lunedì 21 luglio 2025</strong>: termine ultimo per effettuare i versamenti <strong data-start="796" data-end="826">senza alcuna maggiorazione</strong>. La scadenza è slittata dal 20 al 21 luglio poiché il 20 cade di domenica;</p>
</li>
<li data-start="905" data-end="1254">
<p data-start="907" data-end="1254"><strong data-start="907" data-end="933">Venerdì 22 agosto 2025</strong>: termine finale entro cui si potrà ancora pagare con una <strong data-start="991" data-end="1020">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse. Inizialmente previsto per il 20 agosto, anche questo termine è stato prorogato di due giorni poiché il 20 agosto cade di mercoledì, in una settimana “a cavallo” del Ferragosto, per semplificare gli adempimenti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1256" data-end="1291">I versamenti interessati includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1293" data-end="1641">
<li data-start="1293" data-end="1351">
<p data-start="1295" data-end="1351">il <strong data-start="1298" data-end="1312">saldo 2024</strong> delle imposte sui redditi, IRAP e IVA;</p>
</li>
<li data-start="1352" data-end="1404">
<p data-start="1354" data-end="1404">il <strong data-start="1357" data-end="1379">primo acconto 2025</strong> per le medesime imposte;</p>
</li>
<li data-start="1405" data-end="1496">
<p data-start="1407" data-end="1496">eventuali imposte sostitutive (ad esempio per forfettari o chi ha aderito al concordato);</p>
</li>
<li data-start="1497" data-end="1641">
<p data-start="1499" data-end="1641"><strong data-start="1499" data-end="1532">contributi previdenziali INPS</strong> dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni speciali o alla Gestione separata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1901">È importante precisare che, <strong data-start="1671" data-end="1695">dal 22 luglio in poi</strong>, il contribuente che decide di posticipare il pagamento dovrà <strong data-start="1758" data-end="1780">aggiungere lo 0,4%</strong> alla cifra dovuta, a titolo di interesse legale, come previsto dalle norme ordinarie per il differimento dei versamenti.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33318 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Categorie escluse dalla proroga</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="360" data-end="774">Sebbene il <strong data-start="371" data-end="395">Decreto Fiscale 2025</strong> rappresenti una boccata d’ossigeno per molti titolari di Partita IVA, è fondamentale comprendere che <strong data-start="497" data-end="559">non tutti i contribuenti possono beneficiare della proroga</strong> dei versamenti. Il differimento al 21 luglio (senza maggiorazione) o al 22 agosto (con maggiorazione dello 0,4%) è <strong data-start="675" data-end="703">riservato esclusivamente</strong> a determinate categorie, come indicato all’articolo 13 del DL 84/2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="776" data-end="822">Sono <strong data-start="781" data-end="806">esclusi dalla proroga</strong> i soggetti che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1358">
<li data-start="824" data-end="932">
<p data-start="826" data-end="932"><strong data-start="826" data-end="851">non applicano gli ISA</strong>, né rientrano in uno dei regimi agevolati compatibili (forfetario o dei minimi);</p>
</li>
<li data-start="933" data-end="1068">
<p data-start="935" data-end="1068"><strong data-start="935" data-end="977">superano i limiti di ricavi o compensi</strong> previsti per ciascun indice ISA (ricordiamo che il tetto massimo è di <strong data-start="1048" data-end="1066">5.164.569 euro</strong>);</p>
</li>
<li data-start="1069" data-end="1180">
<p data-start="1071" data-end="1180">non partecipano ad alcuna società, associazione o impresa “trasparente” che rientri nei parametri di proroga;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1358">
<p data-start="1183" data-end="1358"><strong data-start="1183" data-end="1228">svolgono esclusivamente attività agricole</strong> e sono titolari di <strong data-start="1248" data-end="1271">soli redditi agrari</strong>, per cui restano obbligati a rispettare il calendario originario (scadenza 30 giugno).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1740">Chi, per errore, <strong data-start="1377" data-end="1437">ritarda i versamenti pur non avendo diritto alla proroga</strong>, incorrerà in <strong data-start="1452" data-end="1476">sanzioni e interessi</strong> previsti dal sistema fiscale ordinario. In questo senso, è consigliabile che ogni contribuente o consulente verifichi con attenzione la <strong data-start="1613" data-end="1642">propria posizione fiscale</strong> e quella delle eventuali società di partecipazione, per evitare fraintendimenti o errori formali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1742" data-end="1992">Infine, resta da chiarire che <strong data-start="1772" data-end="1816">l’adesione alla proroga non è automatica</strong>: chi desidera usufruirne deve semplicemente <strong data-start="1861" data-end="1915">effettuare il versamento entro la nuova data utile</strong>, ma è sua responsabilità verificare di rientrare tra i soggetti legittimati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="16atupl" data-start="308" data-end="388"><strong data-start="312" data-end="388">Esempi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="753">Per i contribuenti che scelgono di <strong data-start="425" data-end="479">posticipare i versamenti fiscali al 22 agosto 2025</strong>, è previsto il pagamento di una <strong data-start="512" data-end="541">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse. Si tratta di una prassi ormai consolidata nel sistema fiscale italiano, già applicata in passato in caso di proroghe o slittamenti. Ma come si calcola, nella pratica, questa maggiorazione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="755" data-end="787">Facciamo alcuni esempi concreti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="789" data-end="1240">
<li data-start="789" data-end="1049">
<p data-start="791" data-end="941">Se un contribuente deve versare <strong data-start="823" data-end="837">2.000 euro</strong> di saldo IRPEF 2024, effettuando il pagamento dopo il 21 luglio ma entro il 22 agosto, dovrà calcolare:</p>
<p data-start="947" data-end="1049">&gt; 2.000 € x 0,004 = <strong data-start="968" data-end="978">8 euro</strong> di maggiorazione.<br data-start="996" data-end="999" />Il totale da versare sarà quindi <strong data-start="1034" data-end="1048">2.008 euro</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1051" data-end="1240">
<p data-start="1053" data-end="1162">Per chi ha un versamento INPS di <strong data-start="1086" data-end="1100">3.500 euro</strong> (ad esempio artigiani o commercianti), la maggiorazione sarà:</p>
<p data-start="1168" data-end="1240">&gt; 3.500 € x 0,004 = <strong data-start="1189" data-end="1200">14 euro</strong>.<br data-start="1201" data-end="1204" />Totale da versare: <strong data-start="1225" data-end="1239">3.514 euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1242" data-end="1491">La maggiorazione va <strong data-start="1262" data-end="1289">calcolata autonomamente</strong> e sommata all’importo originario al momento della compilazione del modello F24. Nella sezione &#8220;importi a debito versati&#8221;, il contribuente dovrà indicare la somma complessiva comprensiva dell’interesse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1726">Inoltre, si consiglia sempre di indicare nelle note contabili interne (o nel software gestionale) che si tratta di un versamento effettuato <strong data-start="1633" data-end="1676">con maggiorazione da proroga DL 84/2025</strong>, in modo da mantenere una corretta tracciabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1728" data-end="1919">È buona prassi affidarsi a un commercialista per verificare che i calcoli siano corretti e che il codice tributo utilizzato sia quello previsto dalla circolare dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="wisnqv" data-start="253" data-end="332"><strong data-start="257" data-end="332">Concordato Preventivo Biennale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="741">Una delle novità più rilevanti introdotte dal <strong data-start="380" data-end="417">Decreto Fiscale 2025 (DL 84/2025)</strong> riguarda l’estensione della proroga anche ai contribuenti che hanno <strong data-start="486" data-end="537">aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>. Si tratta di un regime agevolato che permette a professionisti e imprese di determinare in anticipo, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, il reddito imponibile su cui calcolare le imposte per due anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="995">La relazione illustrativa al decreto chiarisce che <strong data-start="794" data-end="862">la proroga riguarda anche il versamento dell’imposta sostitutiva</strong> calcolata sul “reddito concordato” per il 2024, oltre al primo acconto per il 2025. Di conseguenza, anche i soggetti in CPB possono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="997" data-end="1170">
<li data-start="997" data-end="1078">
<p data-start="999" data-end="1078">versare le somme dovute <strong data-start="1023" data-end="1050">entro il 21 luglio 2025</strong> senza alcuna maggiorazione;</p>
</li>
<li data-start="1079" data-end="1170">
<p data-start="1081" data-end="1170">oppure entro il <strong data-start="1097" data-end="1115">22 agosto 2025</strong>, applicando la consueta <strong data-start="1140" data-end="1169">maggiorazione dello 0,40%</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1172" data-end="1444">Questo vale sia per l’<strong data-start="1194" data-end="1203">IRPEF</strong>, sia per le eventuali <strong data-start="1226" data-end="1249">imposte sostitutive</strong> dovute da contribuenti in regime forfettario che abbiano aderito al concordato. Inoltre, sono inclusi anche i relativi <strong data-start="1369" data-end="1402">contributi previdenziali INPS</strong>, sempre calcolati sul reddito concordato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1446" data-end="1819">È importante sottolineare che, per i contribuenti in CPB, l’importo da versare potrebbe <strong data-start="1534" data-end="1600">non corrispondere a quello risultante dal modello Redditi 2025</strong>, ma a quello fissato dall’accordo con l’Agenzia. Pertanto, chi rientra in questo regime deve porre particolare attenzione nel compilare il modello F24 e indicare correttamente gli importi e i codici tributo aggiornati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1821" data-end="2027">L’ampliamento della proroga ai soggetti in concordato è stato accolto con favore dalla categoria dei commercialisti, in quanto rafforza la logica della <strong data-start="1973" data-end="2009">compliance fiscale collaborativa</strong> promossa dal MEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1821" data-end="2027"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33319 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="x6mk7u" data-start="344" data-end="418"><strong data-start="348" data-end="418">Consigli pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="797">Con la proroga prevista dal <strong data-start="448" data-end="472">Decreto Fiscale 2025</strong>, aumenta il rischio di confusione tra contribuenti su <strong data-start="527" data-end="590">scadenze, importi da versare e codici tributo da utilizzare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="797">Un errore formale può trasformarsi in una <strong data-start="634" data-end="669">sanzione o in un avviso bonario</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate, con conseguente perdita di tempo e denaro. Ecco alcuni consigli pratici per non sbagliare:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="799" data-end="2131">
<li data-start="799" data-end="1159">
<p data-start="802" data-end="1159"><strong data-start="802" data-end="857">Verifica di rientrare nei beneficiari della proroga</strong><br data-start="857" data-end="860" />Non tutti possono usufruire del rinvio. Assicurati di applicare un indice ISA, essere in regime forfetario o di vantaggio, oppure di partecipare a una società che rispetta questi criteri. In caso contrario, devi rispettare la scadenza del 30 giugno (ormai trascorsa) e rimediare con ravvedimento.</p>
</li>
<li data-start="1161" data-end="1418">
<p data-start="1164" data-end="1418"><strong data-start="1164" data-end="1218">Calcola correttamente la maggiorazione dello 0,40%</strong><br data-start="1218" data-end="1221" />Se versi tra il 22 luglio e il 22 agosto, devi sommare lo 0,4% all’importo originale. Può sembrare poco, ma anche un errore di pochi centesimi può generare incongruenze nei sistemi dell’Agenzia.</p>
</li>
<li data-start="1420" data-end="1681">
<p data-start="1423" data-end="1681"><strong data-start="1423" data-end="1463">Compila correttamente il modello F24</strong><br data-start="1463" data-end="1466" />Usa i <strong data-start="1475" data-end="1504">codici tributo aggiornati</strong> previsti per saldo, acconto, imposte sostitutive e contributi. Inserisci gli importi comprensivi di maggiorazione (se prevista) e verifica bene le date e le sezioni del modulo.</p>
</li>
<li data-start="1683" data-end="1895">
<p data-start="1686" data-end="1895"><strong data-start="1686" data-end="1716">Conserva la documentazione</strong><br data-start="1716" data-end="1719" />Conserva ricevute di pagamento e autodichiarazioni che dimostrano il tuo diritto alla proroga, specialmente se hai aderito al concordato o hai cause di esclusione dagli ISA.</p>
</li>
<li data-start="1897" data-end="2131">
<p data-start="1900" data-end="2131"><strong data-start="1900" data-end="1934">Consulta il tuo commercialista</strong><br data-start="1934" data-end="1937" />Se hai dubbi, rivolgiti sempre a un consulente. Anche un piccolo errore può comportare conseguenze fiscali rilevanti, specialmente in presenza di acconti, ravvedimenti o compensazioni errate.</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="nuziaz" data-start="179" data-end="256"><strong data-start="183" data-end="256">Proroga e gestione della liquidità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="258" data-end="670">La possibilità di rinviare i versamenti fiscali al <strong data-start="309" data-end="342">21 luglio senza maggiorazione</strong> o al <strong data-start="348" data-end="386">22 agosto con lo 0,4% di interesse</strong> non è soltanto un adempimento da gestire, ma può diventare una vera e propria <strong data-start="465" data-end="485">leva finanziaria</strong> per chi lavora con Partita IVA. In particolare, questa flessibilità offre un vantaggio concreto in termini di <strong data-start="596" data-end="624">gestione della liquidità</strong> e <strong data-start="627" data-end="653">pianificazione fiscale</strong> nei mesi estivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="672" data-end="1071">L’estate, infatti, rappresenta per molti professionisti e piccole imprese un periodo di <strong data-start="760" data-end="793">flessione nei flussi di cassa</strong>, dovuto a ferie, minore attività, ritardi nei pagamenti o a una ridotta operatività del mercato. Avere più tempo per onorare i propri debiti fiscali significa poter <strong data-start="959" data-end="980">diluire le uscite</strong> e dare priorità a spese urgenti o strategiche (stipendi, fornitori, scorte, investimenti).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1073" data-end="1497">Con una <strong data-start="1081" data-end="1117">maggiorazione minima dello 0,40%</strong>, il contribuente ottiene oltre <strong data-start="1149" data-end="1182">30 giorni di tempo aggiuntivo</strong>, il che equivale a un piccolo &#8220;prestito fiscale&#8221; a <strong data-start="1234" data-end="1253">costo contenuto</strong> e senza dover accedere al credito bancario. Un&#8217;opzione che può rivelarsi particolarmente utile per i <strong data-start="1355" data-end="1376">regimi forfettari</strong>, le <strong data-start="1381" data-end="1392">startup</strong> o i professionisti che operano con <strong data-start="1428" data-end="1455">clienti a lungo termine</strong> e incassano compensi su base posticipata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1762">Naturalmente, per trasformare questa opportunità in un vantaggio reale, è essenziale <strong data-start="1584" data-end="1632">pianificare i flussi di cassa con precisione</strong>, prevedere le entrate, e prepararsi al versamento di agosto senza dover ricorrere a ulteriori proroghe o a forme di ravvedimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1f2bfpw" data-start="323" data-end="387"><strong data-start="327" data-end="387">Compliance fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="928">Nel contesto delineato dal <strong data-start="416" data-end="440">Decreto Fiscale 2025</strong>, diventa sempre più centrale il concetto di <strong data-start="485" data-end="507">compliance fiscale</strong>, ovvero il comportamento collaborativo e trasparente del contribuente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. La possibilità di accedere a <strong data-start="655" data-end="667">proroghe</strong>, <strong data-start="669" data-end="693">tassazione agevolata</strong> o <strong data-start="696" data-end="718">strumenti premiali</strong> – come nel caso degli <strong data-start="741" data-end="748">ISA</strong>, del <strong data-start="754" data-end="776">regime forfettario</strong> o del <strong data-start="783" data-end="817">concordato preventivo biennale</strong> – è legata a doppio filo alla capacità di rispettare termini, obblighi dichiarativi e criteri di affidabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1322">L’Agenzia delle Entrate, negli ultimi anni, ha adottato un approccio sempre più orientato alla <strong data-start="1025" data-end="1057">collaborazione e prevenzione</strong> piuttosto che alla sola repressione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1322">In quest’ottica, chi mantiene un comportamento fiscale corretto – presentando le dichiarazioni in tempo, versando regolarmente le imposte, aderendo a strumenti di compliance – <strong data-start="1271" data-end="1312">può beneficiare di vantaggi rilevanti</strong>, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1504">
<li data-start="1324" data-end="1360">
<p data-start="1326" data-end="1360">esonero o riduzione dei controlli;</p>
</li>
<li data-start="1361" data-end="1399">
<p data-start="1363" data-end="1399">accesso agevolato a regimi premiali;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1450">
<p data-start="1402" data-end="1450">maggiore flessibilità nei termini di versamento;</p>
</li>
<li data-start="1451" data-end="1504">
<p data-start="1453" data-end="1504">riduzione delle sanzioni in caso di errori formali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1506" data-end="1800">Non a caso, il <strong data-start="1521" data-end="1596">Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio</strong>, ha sottolineato come l&#8217;accoglimento da parte del MEF della richiesta di proroga rappresenti un passo concreto verso una <strong data-start="1718" data-end="1754">fiscalità più equa e sostenibile</strong>, che premia chi si comporta in modo virtuoso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1802" data-end="2049">Per le Partite IVA, questo significa che <strong data-start="1843" data-end="1891">investire nella propria affidabilità fiscale</strong> non è solo una questione di dovere, ma una strategia per <strong data-start="1949" data-end="2048">ridurre il carico fiscale, semplificare i rapporti con il Fisco e accedere a opportunità future</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="thlwvs" data-start="251" data-end="324"><strong data-start="255" data-end="324">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="734">Le novità introdotte dal <strong data-start="351" data-end="375">Decreto Fiscale 2025</strong> rappresentano un’occasione importante per le Partite IVA che vogliono <strong data-start="446" data-end="517">gestire in modo intelligente e strategico i propri obblighi fiscali</strong>. La proroga dei versamenti al 21 luglio o al 22 agosto (con una lieve maggiorazione dello 0,4%) consente di pianificare con più margine, ma richiede attenzione, competenza e chiarezza sulla propria posizione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="736" data-end="1147">I soggetti beneficiari devono verificare con cura di <strong data-start="789" data-end="825">rientrare nei requisiti previsti</strong> dal decreto: applicazione degli ISA, regimi agevolati, esclusioni documentate, o partecipazione a imprese trasparenti. Al tempo stesso, è fondamentale <strong data-start="977" data-end="1014">non commettere errori nei calcoli</strong> e nella compilazione dei modelli F24, soprattutto per chi ha aderito al concordato preventivo o versa contributi previdenziali INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1597">Come sempre, l’assistenza di un <strong data-start="1181" data-end="1207">commercialista esperto</strong> rappresenta il miglior investimento per evitare sanzioni, ottimizzare la liquidità e cogliere ogni opportunità fiscale prevista dalla normativa. In un contesto in cui il Fisco valorizza la compliance, essere affidabili e puntuali oggi vuol dire <strong data-start="1453" data-end="1482">avere più vantaggi domani</strong>, non solo in termini di riduzione delle sanzioni ma anche di accesso a strumenti agevolativi sempre più selettivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1738">Pianificare in modo consapevole le scadenze fiscali estive non è solo un dovere: è una forma di <strong data-start="1695" data-end="1737">risparmio fiscale legale e sostenibile</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/">Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</a> was first posted on Agosto 6, 2025 at 5:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-scadenza-rinviata-al-21-luglio-2025-con-il-Decreto-Fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 09:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mese di luglio è da sempre uno dei periodi più caldi per i titolari di Partita IVA in Italia, ma il 2025 si preannuncia particolarmente impegnativo: il 21 luglio rappresenta infatti una data cruciale per milioni di professionisti, lavoratori autonomi e imprese, chiamati a rispettare le importanti scadenze fiscali fissate dal nuovo Decreto Fiscale. [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-scadenza-rinviata-al-21-luglio-2025-con-il-Decreto-Fiscale/">Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</a> was first posted on Luglio 13, 2025 at 11:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="938">Il mese di luglio è da sempre uno dei periodi più caldi per i titolari di Partita IVA in Italia, ma il 2025 si preannuncia particolarmente impegnativo: il <strong data-start="558" data-end="571">21 luglio</strong> rappresenta infatti una data cruciale per milioni di professionisti, lavoratori autonomi e imprese, chiamati a rispettare le importanti scadenze fiscali fissate dal nuovo <strong data-start="743" data-end="762">Decreto Fiscale</strong>. Tra acconti, saldi delle imposte sui redditi e adempimenti IVA, il calendario fiscale segna un vero e proprio conto alla rovescia per chiunque gestisca un’attività economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="940" data-end="986">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono le scadenze fiscali del 21 luglio 2025, le novità introdotte dal <strong data-start="1067" data-end="1091">Decreto Fiscale 2025, </strong>le opportunità di risparmio fiscale disponibili, le sanzioni per chi non rispetta le tempistiche e alcuni consigli pratici per gestire al meglio questo momento cruciale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1634">Conoscere e pianificare correttamente questi adempimenti può fare la differenza non solo per evitare pesanti sanzioni, ma anche per ottimizzare il proprio carico fiscale e migliorare la gestione finanziaria della propria attività.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1634"><strong>Proroga definitiva</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="748">La scadenza fiscale più temuta dalle <strong data-start="275" data-end="290">Partite IVA</strong> italiane è stata ufficialmente <strong data-start="322" data-end="352">rinviata al 21 luglio 2025</strong>, grazie all’approvazione del <strong data-start="382" data-end="410">Decreto Legge n. 84/2025</strong>. Il provvedimento, come anticipato dal Vice Ministro dell’Economia <strong data-start="478" data-end="494">Maurizio Leo</strong>, nasce dall’esigenza di concedere più tempo ai contribuenti soggetti agli <strong data-start="569" data-end="619">Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA)</strong> e ai titolari di <strong data-start="637" data-end="685">regime forfettario o dei cosiddetti “minimi”</strong> per effettuare i versamenti delle imposte dirette, IRAP e IVA.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="805">In pratica, i contribuenti potranno versare le imposte:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1018">
<li data-start="806" data-end="905">
<p data-start="808" data-end="905"><strong data-start="808" data-end="835">Entro il 21 luglio 2025</strong>, senza alcuna maggiorazione, visto che il 20 luglio cade di domenica;</p>
</li>
<li data-start="906" data-end="1018">
<p data-start="908" data-end="1018"><strong data-start="908" data-end="942">Oppure entro il 20 agosto 2025</strong>, con una <strong data-start="952" data-end="980">maggiorazione dello 0,4%</strong> a titolo di interesse per il ritardo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1020" data-end="1549">Questa proroga riguarda anche i versamenti dell’<strong data-start="1068" data-end="1091">imposta sostitutiva</strong> per chi ha aderito al <strong data-start="1114" data-end="1148">Concordato Preventivo Biennale</strong>, il nuovo strumento di accordo tra Fisco e contribuenti per una maggiore stabilità fiscale. Il calendario rivisto è stato accolto positivamente dai professionisti del settore: il <strong data-start="1328" data-end="1411">Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, Elbano de Nuccio</strong>, ha espresso soddisfazione per una misura che va incontro alle esigenze dei contribuenti e favorisce una maggiore <strong data-start="1526" data-end="1548">compliance fiscale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1551" data-end="1618">La proroga, però, non è per tutti. Si applica esclusivamente a chi:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1619" data-end="1857">
<li data-start="1619" data-end="1687">
<p data-start="1621" data-end="1687">Esercita attività economiche per cui sono stati approvati gli ISA;</p>
</li>
<li data-start="1688" data-end="1750">
<p data-start="1690" data-end="1750">Ha ricavi o compensi entro i limiti fissati dai decreti MEF;</p>
</li>
<li data-start="1751" data-end="1857">
<p data-start="1753" data-end="1857">Partecipa a società o associazioni che rispettano tali requisiti e dichiara i redditi “per trasparenza”.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2060">Comprendere se si rientra o meno in questi parametri è il primo passo per evitare errori e sanzioni, ma soprattutto per non perdere la possibilità di beneficiare di questa finestra temporale più ampia.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2060"><strong>Scadenze fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="259" data-end="750">Il rinvio delle scadenze fiscali al <strong data-start="295" data-end="313">21 luglio 2025</strong> non è casuale, ma risponde a precise esigenze sia da parte dei contribuenti sia dell’Amministrazione Finanziaria. Negli ultimi anni, il sistema fiscale italiano è stato oggetto di numerosi interventi normativi, molti dei quali legati alla <strong data-start="553" data-end="594">digitalizzazione dei processi fiscali</strong> e all’introduzione di nuove misure di controllo, come gli <strong data-start="653" data-end="695">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong> e il recente <strong data-start="709" data-end="749">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="995">Proprio questa complessità normativa, unita alle difficoltà operative dei professionisti e delle piccole imprese, ha portato il Governo ad accogliere le richieste delle categorie produttive e degli ordini professionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="995">Il differimento mira a:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="996" data-end="1365">
<li data-start="996" data-end="1081">
<p data-start="998" data-end="1081">Concedere <strong data-start="1008" data-end="1034">tempi tecnici più ampi</strong> per calcolare correttamente le imposte dovute;</p>
</li>
<li data-start="1082" data-end="1265">
<p data-start="1084" data-end="1265">Permettere ai contribuenti di <strong data-start="1114" data-end="1186">valutare con maggiore attenzione l’adesione al Concordato Preventivo</strong>, che richiede analisi approfondite sulla sostenibilità dei redditi dichiarati;</p>
</li>
<li data-start="1266" data-end="1365">
<p data-start="1268" data-end="1365">Ridurre il rischio di errori e sanzioni grazie a una <strong data-start="1321" data-end="1364">gestione più ordinata degli adempimenti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1367" data-end="1715">In questo contesto, la proroga si inserisce nella più ampia strategia di <strong data-start="1440" data-end="1483">collaborazione tra Fisco e contribuenti</strong>, un modello basato su <strong data-start="1506" data-end="1539">compliance, fiducia e dialogo</strong>. Non si tratta, quindi, di un semplice rinvio temporale, ma di un’opportunità per imprese e professionisti di pianificare con maggiore efficienza la propria posizione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2059">Il rinvio consente anche di evitare un eccessivo carico di adempimenti nel mese di giugno, periodo già critico per molte realtà economiche italiane. Posticipare al 21 luglio permette un respiro di sollievo, seppur temporaneo, e una gestione finanziaria più oculata per far fronte ai versamenti senza stress e senza compromettere la liquidità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33105 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong> Soggetti interessati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="556">Non tutti i titolari di <strong data-start="261" data-end="276">Partita IVA</strong> potranno usufruire della proroga fiscale al 21 luglio 2025. Il <strong data-start="340" data-end="368">Decreto Legge n. 84/2025</strong> stabilisce infatti con precisione i soggetti coinvolti, delimitando il perimetro di applicazione della misura per evitare interpretazioni ambigue.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="556">Ecco, quindi, chi rientra nel beneficio:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="558" data-end="1547">
<li data-start="558" data-end="940">
<p data-start="561" data-end="940"><strong data-start="561" data-end="639">Contribuenti soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale):</strong> si tratta di imprese e professionisti che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA. Gli ISA sono indicatori statistici utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per valutare l&#8217;affidabilità fiscale del contribuente, attraverso un punteggio che tiene conto di vari parametri economici.</p>
</li>
<li data-start="942" data-end="1245">
<p data-start="945" data-end="1245"><strong data-start="945" data-end="997">Contribuenti in regime forfettario o dei minimi:</strong> i titolari di Partita IVA che operano nel regime agevolato forfettario o che hanno optato per il vecchio regime dei minimi, anch&#8217;essi rientrano nel differimento, se svolgono attività riconducibili agli ISA e rispettano i limiti di ricavi previsti.</p>
</li>
<li data-start="1247" data-end="1547">
<p data-start="1250" data-end="1547"><strong data-start="1250" data-end="1308">Soci di società, associazioni e imprese “trasparenti”:</strong> la proroga si applica anche a chi partecipa a società di persone, associazioni professionali e imprese che presentano i requisiti per l’applicazione degli ISA, a prescindere dal fatto che il socio sia direttamente titolare di Partita IVA.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1549" data-end="1788">In tutti i casi, il <strong data-start="1569" data-end="1591">requisito centrale</strong> per beneficiare dello slittamento dei termini è rappresentato dal rispetto dei <strong data-start="1671" data-end="1702">limiti di ricavi o compensi</strong> fissati per ciascun indice ISA dal <strong data-start="1738" data-end="1787">Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1790" data-end="1827">Non rientrano, invece, nella proroga:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="1988">
<li data-start="1828" data-end="1876">
<p data-start="1830" data-end="1876">I contribuenti con attività escluse dagli ISA;</p>
</li>
<li data-start="1877" data-end="1910">
<p data-start="1879" data-end="1910">Le grandi imprese sopra soglia;</p>
</li>
<li data-start="1911" data-end="1988">
<p data-start="1913" data-end="1988">Chi non dichiara redditi “per trasparenza” o non opera tramite Partita IVA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1990" data-end="2228">Per questo motivo è fondamentale che ogni contribuente verifichi attentamente con il proprio <strong data-start="2083" data-end="2112">commercialista di fiducia</strong> se può legittimamente beneficiare della scadenza posticipata, evitando così il rischio di omissioni o irregolarità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1990" data-end="2228"><strong>Modalità operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="578">Il nuovo calendario fiscale stabilito dal <strong data-start="277" data-end="301">Decreto Fiscale 2025</strong> prevede due finestre temporali distinte per i contribuenti che devono effettuare i versamenti delle imposte sui redditi, dell&#8217;IRAP e dell’IVA. Comprendere con esattezza le scadenze e le modalità di pagamento è essenziale per non incorrere in sanzioni o interessi non previsti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="580" data-end="634">Prima scadenza: versamento entro il 21 luglio 2025</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="963">I titolari di Partita IVA, sia in regime ordinario sia forfettario o dei minimi, potranno saldare i propri obblighi fiscali entro <strong data-start="765" data-end="790">lunedì 21 luglio 2025</strong>, senza alcuna maggiorazione. Questo termine sostituisce la scadenza ordinaria del 30 giugno, offrendo un margine temporale di tre settimane in più. I versamenti riguardano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1175">
<li data-start="964" data-end="1013">
<p data-start="966" data-end="1013">Saldo 2024 e primo acconto 2025 dell’<strong data-start="1003" data-end="1012">IRPEF</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1014" data-end="1076">
<p data-start="1016" data-end="1076">Eventuali imposte sostitutive (regime forfettario o minimi);</p>
</li>
<li data-start="1077" data-end="1110">
<p data-start="1079" data-end="1110"><strong data-start="1079" data-end="1087">IRAP</strong> e <strong data-start="1090" data-end="1097">IVA</strong>, ove dovute;</p>
</li>
<li data-start="1111" data-end="1175">
<p data-start="1113" data-end="1175">Imposta sostitutiva del Concordato Preventivo, se applicabile.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1177" data-end="1248">Seconda scadenza: dal 22 luglio al 20 agosto 2025 con maggiorazione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1249" data-end="1601">Chi non riesce a rispettare la prima scadenza potrà comunque procedere con i versamenti entro il <strong data-start="1346" data-end="1364">20 agosto 2025</strong>, ma in questo caso dovrà applicare una <strong data-start="1404" data-end="1432">maggiorazione dello 0,4%</strong> a titolo di interesse. Questa maggiorazione si calcola sull’importo da versare e non comporta ulteriori penalizzazioni se il pagamento avviene entro i termini indicati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1603" data-end="1886">In entrambi i casi, i contribuenti potranno scegliere se pagare in <strong data-start="1670" data-end="1689">unica soluzione</strong> oppure rateizzare gli importi dovuti. In caso di rateizzazione, le rate successive seguiranno le consuete scadenze mensili, applicando il tasso di interesse fisso previsto dalla normativa vigente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2191">Questa flessibilità nei tempi di pagamento rappresenta un vantaggio importante per le Partite IVA, consentendo una migliore programmazione finanziaria e la possibilità di evitare tensioni di liquidità nei mesi estivi, tradizionalmente più difficili per molte piccole imprese e liberi professionisti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33106 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2191"><strong>Concordato Preventivo Biennale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="752">Un aspetto centrale del <strong data-start="280" data-end="304">Decreto Fiscale 2025</strong> è l’integrazione tra la proroga dei versamenti e l’applicazione del <strong data-start="373" data-end="413">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>, uno degli strumenti più innovativi della recente riforma tributaria italiana. Il CPB, pensato per i titolari di <strong data-start="527" data-end="560">Partita IVA soggetti agli ISA</strong>, consente di “bloccare” in anticipo, per due anni consecutivi, il livello di reddito imponibile su cui calcolare le imposte, stabilendo così con il Fisco una sorta di “patto fiscale” stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="754" data-end="903">La scadenza del 21 luglio diventa quindi cruciale per i contribuenti che hanno <strong data-start="833" data-end="861">optato per il Concordato</strong>, poiché proprio entro questa data devono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="904" data-end="1132">
<li data-start="904" data-end="998">
<p data-start="906" data-end="998">Versare il saldo 2024 e il primo acconto 2025 determinato sulla base del reddito concordato;</p>
</li>
<li data-start="999" data-end="1132">
<p data-start="1001" data-end="1132">Pagare l’eventuale <strong data-start="1020" data-end="1043">imposta sostitutiva</strong> derivante dal maggiore reddito concordato rispetto al reddito effettivamente dichiarato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1134" data-end="1518">Per chi aderisce al CPB, il beneficio principale è la <strong data-start="1188" data-end="1208">certezza fiscale</strong>: si evita così il rischio di contestazioni o accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate per i due anni di validità dell’accordo. In cambio, però, il contribuente si impegna a versare le imposte calcolate su un reddito stabilito preventivamente, anche qualora i guadagni effettivi risultassero inferiori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1774">Il Decreto conferma che il differimento al 21 luglio riguarda anche i soggetti che hanno aderito al Concordato, riconoscendo l’importanza di dare loro tempo per valutare la convenienza dell’adesione e per effettuare i calcoli corretti dei tributi dovuti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2003">Questa misura si inserisce nella nuova strategia del Fisco italiano, volta a ridurre il contenzioso e a favorire comportamenti virtuosi da parte dei contribuenti attraverso strumenti di <strong data-start="1962" data-end="2002">cooperazione e prevedibilità fiscale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2003"><strong> Consigli pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="780">La proroga delle scadenze fiscali al <strong data-start="402" data-end="420">21 luglio 2025</strong> offre alle <strong data-start="432" data-end="447">Partite IVA</strong> non solo più tempo per adempiere agli obblighi tributari, ma anche la possibilità di riflettere su come <strong data-start="552" data-end="597">ottimizzare la propria situazione fiscale</strong> in modo completamente legale. In un sistema complesso come quello italiano, infatti, conoscere e sfruttare i <strong data-start="707" data-end="727">benefici fiscali</strong> può fare una grande differenza sul risultato finale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="868">Tra le strategie più efficaci per ridurre il carico fiscale in maniera lecita ci sono:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1951">
<li data-start="870" data-end="1141">
<p data-start="873" data-end="1141"><strong data-start="873" data-end="920">Valutare il regime fiscale più vantaggioso:</strong> molti contribuenti restano nel <strong data-start="952" data-end="972">regime ordinario</strong> per abitudine, senza considerare che il <strong data-start="1013" data-end="1035">regime forfettario</strong> o altri regimi agevolati possono offrire vantaggi concreti, come aliquote più basse e minori adempimenti.</p>
</li>
<li data-start="1143" data-end="1458">
<p data-start="1146" data-end="1458"><strong data-start="1146" data-end="1181">Deduzioni e detrazioni fiscali:</strong> chiunque eserciti un’attività con Partita IVA ha diritto a dedurre una serie di costi inerenti all’attività stessa: spese professionali, utenze, affitto, formazione e aggiornamento professionale, spese per software e tecnologie. Ogni euro dedotto riduce il reddito imponibile.</p>
</li>
<li data-start="1460" data-end="1736">
<p data-start="1463" data-end="1736"><strong data-start="1463" data-end="1501">Pianificazione degli investimenti:</strong> investire in strumenti tecnologici, beni strumentali o servizi per la crescita dell’attività può non solo migliorare la produttività, ma anche generare <strong data-start="1654" data-end="1678">agevolazioni fiscali</strong> previsti da specifiche normative.</p>
</li>
<li data-start="1738" data-end="1951">
<p data-start="1741" data-end="1951"><strong data-start="1741" data-end="1789">Utilizzo del Concordato Preventivo Biennale:</strong> come visto, aderire al CPB può offrire <strong data-start="1829" data-end="1861">certezza e stabilità fiscale</strong> evitando sorprese future e consentendo una migliore programmazione dei flussi finanziari.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1953" data-end="2274">In ogni caso, il supporto di un commercialista esperto resta essenziale per scegliere la strada più adatta alle proprie esigenze, rispettare le normative e massimizzare i benefici fiscali. Il risparmio sulle tasse non deve mai passare per pratiche illecite, ma può essere perseguito con intelligenza e consapevolezza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="56" data-end="143"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="145" data-end="696">La proroga al <strong data-start="159" data-end="177">21 luglio 2025</strong> delle scadenze fiscali per le <strong data-start="208" data-end="223">Partite IVA</strong> rappresenta senza dubbio una boccata d’ossigeno per milioni di lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese italiane. Tuttavia, non deve essere interpretata come un’opportunità per rimandare senza pianificazione: si tratta piuttosto di un’occasione per <strong data-start="486" data-end="537">organizzare al meglio i propri obblighi fiscali</strong>, verificare la convenienza di strumenti come il <strong data-start="586" data-end="620">Concordato Preventivo Biennale</strong> e ottimizzare la propria posizione tributaria in modo legale e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1264">Chi rientra tra i beneficiari di questa proroga dovrà comunque affrontare un mese di luglio denso di impegni, dove una corretta consulenza fiscale può fare la differenza tra il rispetto delle regole e il rischio di sanzioni. Il calendario fiscale di quest’anno conferma una tendenza ormai consolidata: il rapporto tra Fisco e contribuenti sta cambiando, spingendo sempre più verso una logica di <strong data-start="1093" data-end="1121">compliance collaborativa</strong>, in cui le scadenze non sono più solo un adempimento formale, ma diventano parte di una strategia di gestione finanziaria e fiscale più ampia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1266" data-end="1609">In questo scenario, affidarsi a <strong data-start="1298" data-end="1324">professionisti esperti</strong> permette di cogliere le opportunità offerte dalle normative, ridurre il carico fiscale e proteggersi da errori costosi. Il consiglio, quindi, è quello di non sottovalutare l’importanza di questo rinvio e di utilizzare questo tempo aggiuntivo per fare scelte consapevoli e vantaggiose.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-scadenza-rinviata-al-21-luglio-2025-con-il-Decreto-Fiscale/">Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</a> was first posted on Luglio 13, 2025 at 11:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 04:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 18 giugno 2025 è ufficialmente entrato in vigore il nuovo Decreto Fiscale, che porta con sé una serie di aggiornamenti rilevanti per imprese, lavoratori autonomi, contribuenti in regime forfettario e soggetti ISA. Il provvedimento rappresenta una tappa importante nel percorso di modernizzazione e semplificazione fiscale del nostro Paese, andando a chiarire, riformare e in [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/">Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</a> was first posted on Giugno 23, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="828">Dal 18 giugno 2025 è ufficialmente entrato in vigore il nuovo <strong data-start="437" data-end="456">Decreto Fiscale</strong>, che porta con sé una serie di aggiornamenti rilevanti per imprese, lavoratori autonomi, contribuenti in regime forfettario e soggetti ISA. Il provvedimento rappresenta una tappa importante nel percorso di modernizzazione e semplificazione fiscale del nostro Paese, andando a chiarire, riformare e in parte alleggerire diversi aspetti controversi della normativa vigente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="1357">Tra le principali novità introdotte, spiccano i <strong data-start="878" data-end="957">chiarimenti sulla determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo</strong>, un aggiornamento importante sulle <strong data-start="993" data-end="1013">spese di viaggio</strong>, interventi significativi sull’<strong data-start="1045" data-end="1052">IVA</strong> e, soprattutto, una <strong data-start="1073" data-end="1148">proroga strategica dei versamenti per i contribuenti ISA e i forfettari</strong>. Questi interventi mirano a offrire maggiore certezza interpretativa e liquidità alle categorie economiche più attive, con ricadute dirette su pianificazione fiscale, adempimenti contabili e scelte operative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1876">Se sei un imprenditore, un libero professionista, un fiscalista o semplicemente un contribuente attento, questo articolo ti guiderà con un linguaggio chiaro ma tecnico attraverso tutte le novità normative, con riferimenti puntuali a leggi e chiarimenti ufficiali. Analizzeremo vantaggi, criticità e opportunità di risparmio fiscale legate a ciascun intervento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1876"><strong>Reddito di lavoro autonomo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="962">Il nuovo Decreto Fiscale in vigore dal 18 giugno 2025 introduce importanti chiarimenti in merito alla <strong data-start="379" data-end="428">determinazione del reddito di lavoro autonomo</strong>, con l’obiettivo di semplificare e rendere più trasparente la gestione fiscale di professionisti e lavoratori autonomi. Una delle novità più significative riguarda la <strong data-start="596" data-end="674">deducibilità delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute all’estero</strong>, che viene ora ammessa anche se tali spese sono effettuate tramite mezzi di pagamento <strong data-start="761" data-end="780">non tracciabili</strong>. Si tratta di un’apertura importante per i professionisti che operano in contesti internazionali, dove spesso non è possibile utilizzare strumenti tracciabili come carte o bonifici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1344">Diverso invece il trattamento delle <strong data-start="1000" data-end="1027">spese di rappresentanza</strong>, che – analogamente a quanto previsto per le imprese – restano deducibili solo se effettuate <strong data-start="1121" data-end="1146">con mezzi tracciabili</strong>, a prescindere dal fatto che siano sostenute in Italia o all’estero. Questa distinzione mira a rafforzare il contrasto all’evasione senza penalizzare le reali esigenze operative dei professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1346" data-end="1438">Un’altra novità riguarda due chiarimenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi 2024:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1439" data-end="1915">
<li data-start="1439" data-end="1731">
<p data-start="1441" data-end="1731">le <strong data-start="1444" data-end="1501">plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso</strong> di partecipazioni in associazioni e società che svolgono attività artistiche o professionali, comprese le STP (Società tra Professionisti), <strong data-start="1642" data-end="1690">non concorrono al reddito di lavoro autonomo</strong>, ma rientrano tra i <strong data-start="1711" data-end="1730">redditi diversi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1732" data-end="1915">
<p data-start="1734" data-end="1915">gli <strong data-start="1738" data-end="1773">interessi e proventi finanziari</strong> percepiti nell’esercizio di attività professionali non sono più qualificati come reddito di lavoro autonomo, ma come <strong data-start="1891" data-end="1914">redditi di capitale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="2106">Queste modifiche favoriscono una maggiore coerenza sistematica e chiarezza interpretativa, con effetti diretti su <strong data-start="2031" data-end="2105">dichiarazione dei redditi, pianificazione fiscale e gestione contabile</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="2106"><strong>Reddito d’impresa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="900">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale il 18 giugno 2025, arrivano anche <strong data-start="338" data-end="402">importanti novità nella determinazione del reddito d’impresa</strong>, con interventi mirati alla semplificazione e al miglioramento della competitività del sistema fiscale italiano. Uno dei punti chiave riguarda il <strong data-start="549" data-end="574">riporto delle perdite</strong>, con l’introduzione di criteri più chiari e meno restrittivi nel calcolo, a vantaggio soprattutto delle imprese che operano in settori ciclici o soggetti a forti oscillazioni di redditività. Questo intervento punta a garantire un trattamento più equo e coerente nei confronti di chi investe e rischia sul medio-lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="1387">Un’altra misura rilevante riguarda la <strong data-start="940" data-end="983">maggiore deduzione del costo del lavoro</strong>, collegata al principio “chi più assume, meno paga”. In particolare, viene <strong data-start="1059" data-end="1111">eliminato il vincolo del collegamento societario</strong>, ovvero il riferimento alle società collegate, semplificando così l’accesso all’agevolazione anche per realtà imprenditoriali più complesse o distribuite su diversi veicoli giuridici. Questo favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e stimola la crescita occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937">Infine, il decreto interviene anche sul <strong data-start="1429" data-end="1478">regime delle società estere controllate (CFC)</strong>, introducendo chiarimenti sia in relazione alla <strong data-start="1527" data-end="1560">Global Minimum Tax (Pillar 2)</strong> – l’imposta minima nazionale che assicura un livello minimo di tassazione alle multinazionali – sia nell’ambito del <strong data-start="1677" data-end="1722">regime opzionale per il calcolo della CFC</strong> introdotto dalla recente riforma fiscale. Queste precisazioni sono cruciali per le imprese italiane con strutture internazionali, che potranno ora pianificare con maggiore certezza la tassazione sui redditi esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32973 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-il-lavoro-d-ufficio-e-le-imprese-composizione-sul-tavolo-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1389" data-end="1937"><strong>IVA e Terzo Settore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="887">Il Decreto Fiscale approvato il 18 giugno 2025 interviene anche sul fronte dell’<strong data-start="329" data-end="336">IVA</strong>, con modifiche che impatteranno direttamente operatori economici pubblici, privati e soggetti del Terzo Settore. In particolare, dal <strong data-start="470" data-end="488">1° luglio 2025</strong> non sarà più applicabile il <strong data-start="517" data-end="551">meccanismo dello split payment</strong> alle operazioni effettuate con le <strong data-start="586" data-end="618">società quotate sul FTSE-MIB</strong>, a causa della <strong data-start="634" data-end="697">scadenza dell’autorizzazione rilasciata dall’Unione Europea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="887">Si tratta di un’uscita significativa da un regime speciale introdotto per contrastare l’evasione, che comporterà un ritorno al sistema ordinario di versamento dell’IVA per questi soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1276">In parallelo, il decreto estende lo <strong data-start="925" data-end="975">split payment anche al settore della logistica</strong>, includendo espressamente le operazioni relative al <strong data-start="1028" data-end="1041">trasporto</strong>, con l’obiettivo di rafforzare i controlli in un ambito considerato ad alto rischio di evasione. Questa misura coinvolgerà un numero ampio di operatori, richiedendo adeguamenti procedurali e contabili da parte delle imprese coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934">Sul fronte del <strong data-start="1293" data-end="1310">Terzo Settore</strong>, si segnala una novità di rilievo in ottica europea: in seguito alla <strong data-start="1380" data-end="1459">comfort letter notificata dalla Direzione generale della Concorrenza (COMP)</strong> della Commissione UE, viene confermato che le <strong data-start="1506" data-end="1618">agevolazioni fiscali per enti del Terzo Settore e imprese sociali non costituiscono aiuti di Stato selettivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934">Questo chiarimento consente l’eliminazione del riferimento all’autorizzazione preventiva della Commissione e rende <strong data-start="1735" data-end="1823">pienamente operativo il nuovo regime fiscale agevolato a partire dal 1° gennaio 2026</strong>, garantendo finalmente certezza giuridica e stabilità normativa per un comparto cruciale del welfare italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1934"><strong>Proroga dei versamenti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="836">Tra le misure più operative e concrete introdotte dal Decreto Fiscale in vigore dal 18 giugno 2025, spicca la <strong data-start="438" data-end="489">proroga dei termini di versamento delle imposte</strong> per i contribuenti soggetti agli <strong data-start="523" data-end="565">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong> e per quelli che adottano il <strong data-start="595" data-end="617">regime forfettario</strong>. Si tratta di una misura particolarmente attesa, che mira a dare respiro ai piccoli imprenditori, liberi professionisti e autonomi in un momento dell’anno in cui si concentra la maggior parte degli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1340">Nello specifico, il decreto stabilisce che i versamenti relativi alle imposte in scadenza ordinariamente il 30 giugno 2025 (come IRPEF, IRES, IRAP e IVA dovute a saldo 2024 e in acconto per il 2025) potranno essere effettuati <strong data-start="1064" data-end="1091">entro il 31 luglio 2025</strong>, senza applicazione di sanzioni o interessi. La proroga riguarda anche i soggetti che, pur non applicando direttamente gli ISA, si trovano in condizioni assimilabili (come soci di società di persone o di capitali trasparenti che applicano gli ISA).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1342" data-end="1716">L’intervento è motivato dalla necessità di <strong data-start="1385" data-end="1447">allineare i termini ai nuovi software di calcolo degli ISA</strong>, nonché di tenere conto dell’elevato numero di aggiornamenti normativi introdotti nel primo semestre dell’anno. Per i contribuenti forfettari, invece, la proroga rappresenta una forma di <strong data-start="1635" data-end="1669">semplificazione e flessibilità</strong>, coerente con lo spirito del regime agevolato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="2011">Questa dilazione potrà essere sfruttata anche da chi decide di effettuare il pagamento a rate, nel rispetto delle scadenze mensili successive, senza perdere i benefici della rateizzazione. Una misura che, se ben utilizzata, può <strong data-start="1946" data-end="2010">migliorare la gestione della liquidità aziendale e personale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="2011"><strong>Come risparmiare sulle tasse</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="426" data-end="790">Le misure introdotte dal Decreto Fiscale 2025 non si limitano a semplificazioni tecniche o proroghe: rappresentano, se correttamente interpretate e applicate, <strong data-start="585" data-end="626">vere opportunità di risparmio fiscale</strong> per professionisti e imprese. Il nuovo assetto normativo consente infatti una pianificazione più flessibile e mirata delle imposte, agendo su più leve strategiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="792" data-end="1160">Ad esempio, la <strong data-start="807" data-end="892">deducibilità estesa delle spese di viaggio all’estero anche se pagate in contanti</strong> (cioè con mezzi non tracciabili), può consentire un’ottimizzazione dei costi per i professionisti che lavorano frequentemente fuori dai confini nazionali. Questa apertura rappresenta un vantaggio concreto, purché supportato da una documentazione adeguata e veritiera.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1560">In ambito aziendale, la <strong data-start="1186" data-end="1223">maggiore deduzione per chi assume</strong>, senza più l’ostacolo del vincolo tra società collegate, è una misura che premia le imprese dinamiche e in espansione, permettendo <strong data-start="1355" data-end="1397">un abbattimento del reddito imponibile</strong> a fronte di politiche attive di crescita occupazionale. In un contesto di alto costo del lavoro, questa leva può fare la differenza anche in termini di cash flow.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1562" data-end="1934">Infine, la proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari può essere utilizzata per <strong data-start="1652" data-end="1680">ottimizzare la tesoreria</strong>, posticipare uscite di cassa rilevanti e, in molti casi, scegliere una rateizzazione più sostenibile. È un’occasione per rivedere la propria <strong data-start="1822" data-end="1855">strategia di gestione fiscale</strong>, anche alla luce delle continue modifiche introdotte dalla riforma tributaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1936" data-end="2161">Chi saprà cogliere queste opportunità, con l’assistenza di un consulente preparato, potrà ridurre la pressione fiscale <strong data-start="2055" data-end="2083">nel rispetto della legge</strong>, evitando sanzioni e migliorando il proprio equilibrio economico-finanziario.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32974 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/gente-di-affari-che-firma-un-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Split payment e logistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="408" data-end="808">Tra le novità più tecniche ma rilevanti contenute nel Decreto Fiscale 2025 c’è l’estensione del meccanismo dello <strong data-start="521" data-end="538">split payment</strong> al <strong data-start="542" data-end="585">settore dei trasporti e della logistica</strong>, una misura che entrerà in vigore a partire dal <strong data-start="634" data-end="652">1° luglio 2025</strong>. Si tratta di un cambiamento con impatti immediati per moltissime imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione o di società a partecipazione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="810" data-end="1235">Lo split payment, come noto, è un regime in cui l’IVA indicata in fattura <strong data-start="884" data-end="921">non viene incassata dal fornitore</strong>, ma versata direttamente dal cliente all’Erario. Questo sistema, concepito per contrastare l’evasione dell’IVA, finora si applicava a una serie di settori e soggetti specifici, ma con il nuovo decreto il suo raggio d’azione si estende espressamente anche alle <strong data-start="1182" data-end="1234">prestazioni legate al trasporto e alla logistica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1237" data-end="1715">Il coinvolgimento di questo settore implica nuove responsabilità contabili per le imprese coinvolte, che dovranno adeguare i propri software e flussi operativi. Inoltre, i fornitori potranno <strong data-start="1428" data-end="1484">soffrire un peggioramento temporaneo della liquidità</strong>, non potendo più contare sull’incasso dell’IVA da parte del cliente. È quindi essenziale rivedere il <strong data-start="1586" data-end="1608">cash flow planning</strong> e, se necessario, accedere a forme di finanziamento o anticipo fatture per compensare eventuali squilibri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2089">Per evitare errori o contestazioni, sarà fondamentale <strong data-start="1771" data-end="1863">identificare con precisione i soggetti coinvolti e le prestazioni rientranti nello split</strong>, aggiornare tempestivamente i contratti in essere e formare il personale amministrativo. La compliance sarà la chiave per trasformare questa novità da rischio in opportunità, rafforzando la trasparenza dei rapporti con la PA.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2089"><strong>Società estere controllate (CFC)</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="946">Il Decreto Fiscale del 18 giugno 2025 interviene in modo puntuale anche sul regime delle <strong data-start="501" data-end="537">società estere controllate (CFC)</strong>, recependo e chiarendo le implicazioni della <strong data-start="583" data-end="602">riforma fiscale</strong> in corso e del nuovo standard globale sulla <strong data-start="647" data-end="700">tassazione minima delle multinazionali (Pillar 2)</strong>. Si tratta di un intervento particolarmente rilevante per i gruppi societari con presenza internazionale, che devono affrontare regole sempre più complesse per evitare doppie imposizioni e contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="948" data-end="1406">In particolare, il decreto specifica le modalità con cui i redditi delle CFC devono essere considerati <strong data-start="1051" data-end="1108">nell’ambito del calcolo dell’imposta minima nazionale</strong>, uno dei pilastri della Global Minimum Tax promossa dall’OCSE e adottata in Europa attraverso la Direttiva UE 2022/2523. Il testo normativo stabilisce criteri di <strong data-start="1271" data-end="1341">coordinamento tra l’imposta minima e il regime ordinario delle CFC</strong>, evitando duplicazioni e garantendo maggiore certezza giuridica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1408" data-end="1931">In parallelo, viene delineato con maggiore chiarezza il <strong data-start="1464" data-end="1526">regime opzionale introdotto dalla riforma fiscale italiana</strong>, che consente alle imprese italiane di applicare un criterio semplificato e preventivo per la determinazione dei redditi da CFC. Questo strumento, se correttamente utilizzato, può diventare un <strong data-start="1720" data-end="1779">mezzo efficace di pianificazione fiscale internazionale</strong>, riducendo il rischio di contestazioni future da parte dell’Agenzia delle Entrate e migliorando la prevedibilità del carico fiscale globale del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="2300">È fondamentale che le imprese interessate si dotino di una <strong data-start="1992" data-end="2052">mappatura aggiornata delle proprie partecipazioni estere</strong>, analizzino la <strong data-start="2068" data-end="2112">qualificazione fiscale delle controllate</strong> e valutino la <strong data-start="2127" data-end="2182">convenienza dell’adesione al nuovo regime opzionale</strong>, che richiede precisi adempimenti formali ma può portare benefici significativi in termini di compliance e cash flow.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="2300"><strong>Terzo Settore e imprese sociali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="860">Con il Decreto Fiscale 2025, viene finalmente sbloccata l’applicazione del <strong data-start="426" data-end="496">regime fiscale agevolato per il Terzo Settore e le imprese sociali</strong>, la cui entrata in vigore era stata fino a oggi subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Il testo normativo, infatti, recepisce il contenuto di una <strong data-start="662" data-end="744">comfort letter rilasciata dalla Direzione generale della Concorrenza (DG COMP)</strong> della Commissione UE, che ha chiarito come le agevolazioni previste <strong data-start="813" data-end="859">non costituiscano aiuti di Stato selettivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="862" data-end="1341">A partire dal <strong data-start="876" data-end="895">1° gennaio 2026</strong>, quindi, il nuovo assetto fiscale potrà finalmente essere applicato, offrendo un contesto normativo stabile e incentivante per tutte quelle realtà che operano a fini sociali, civici, educativi e culturali. Il regime prevede <strong data-start="1120" data-end="1174">importanti vantaggi in termini di IRAP, IRES e IVA</strong>, tra cui esenzioni o aliquote ridotte per determinate attività istituzionali o di interesse generale, oltre a una serie di semplificazioni contabili e amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1343" data-end="1856">L’eliminazione del vincolo dell’autorizzazione europea rimuove un ostacolo che da anni bloccava l’operatività piena della riforma del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore), creando finalmente una <strong data-start="1560" data-end="1620">cornice fiscale armonizzata con la normativa civilistica</strong> già in vigore. Questo favorisce una maggiore attrattività per gli investitori filantropici e una più ampia adesione da parte di enti che, fino a oggi, avevano rinviato l’iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1858" data-end="2076">Gli enti interessati avranno quindi tempo fino alla fine del 2025 per adeguare statuti, assetti contabili e modalità operative, così da <strong data-start="1994" data-end="2044">beneficiare appieno delle nuove regole fiscali</strong> a partire dall’anno successivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1858" data-end="2076"><strong>Plusvalenze da partecipazioni in STP</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="915">Un chiarimento particolarmente rilevante introdotto dal Decreto Fiscale del 18 giugno 2025 riguarda il trattamento fiscale delle <strong data-start="570" data-end="705">plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in associazioni e società che esercitano attività artistiche o professionali</strong>, incluse le <strong data-start="718" data-end="754">STP – Società tra Professionisti</strong>. Fino ad oggi, il trattamento di tali operazioni era incerto, generando interpretazioni non uniformi tra contribuenti, consulenti e amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="917" data-end="1462">Con il nuovo decreto, viene stabilito in modo chiaro che tali plusvalenze <strong data-start="991" data-end="1051">non devono essere incluse nel reddito di lavoro autonomo</strong>, bensì vanno qualificate come <strong data-start="1082" data-end="1101">redditi diversi</strong> ai sensi dell’art. 67 del TUIR. Questo orientamento ha conseguenze significative sia sul <strong data-start="1191" data-end="1217">piano della tassazione</strong>, sia sugli adempimenti dichiarativi. In primo luogo, permette un inquadramento più favorevole in termini di imposta sostitutiva o aliquota IRPEF applicabile, potenzialmente più bassa rispetto alla tassazione ordinaria dei redditi professionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1464" data-end="1922">Dal punto di vista operativo, questo chiarimento può rappresentare un’opportunità per i professionisti che stanno valutando <strong data-start="1588" data-end="1648">operazioni di riorganizzazione, ingresso o uscita da STP</strong>, consentendo una pianificazione fiscale più efficiente e coerente. In particolare, la possibilità di trattare la cessione come reddito diverso consente anche di sfruttare eventuali <strong data-start="1830" data-end="1856">minusvalenze pregresse</strong>, compatibilmente con le regole del quadro RT del modello Redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="2243">Tale orientamento normativo, coerente con la giurisprudenza di legittimità e con le indicazioni dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>, contribuisce a ridurre l’incertezza giuridica e a <strong data-start="2098" data-end="2164">favorire la mobilità e lo sviluppo delle società professionali</strong>, oggi sempre più diffuse anche tra le attività tecniche, mediche e giuridiche.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="270"><strong data-start="180" data-end="270">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="929">Il Decreto Fiscale entrato in vigore il 18 giugno 2025 si configura come <strong data-start="345" data-end="416">un passaggio cruciale nella riforma del sistema tributario italiano</strong>, introducendo misure che non si limitano a semplici correzioni tecniche, ma puntano a <strong data-start="503" data-end="555">rendere il Fisco più moderno, equo e prevedibile</strong>. Dai chiarimenti sulla determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo, alla riorganizzazione del trattamento delle spese e delle plusvalenze, fino alla nuova impostazione per il regime delle CFC e l’estensione dello split payment: ogni intervento ha l’obiettivo di aumentare la trasparenza, semplificare gli adempimenti e offrire nuove leve di risparmio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="931" data-end="1436">In particolare, le <strong data-start="950" data-end="992">proroghe per forfettari e soggetti ISA</strong>, così come la piena operatività del regime fiscale per il <strong data-start="1051" data-end="1077">Terzo Settore dal 2026</strong>, offrono tempo e strumenti per una <strong data-start="1113" data-end="1146">pianificazione più efficiente</strong>, sia in ambito professionale che aziendale. Anche i chiarimenti su redditi diversi e redditi di capitale segnano un importante passo avanti verso una <strong data-start="1297" data-end="1328">maggiore coerenza sistemica</strong> e una riduzione dell’ambiguità interpretativa che ha troppo spesso ostacolato la serenità dei contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1903">Per cogliere appieno le opportunità offerte da questo decreto, è fondamentale <strong data-start="1516" data-end="1550">affidarsi a consulenti esperti</strong>, aggiornati e in grado di interpretare le norme non solo sul piano teorico, ma in una prospettiva concreta di <strong data-start="1661" data-end="1720">ottimizzazione fiscale legale, strategica e sostenibile</strong>. Il 2025 sarà un anno chiave per ripensare il proprio assetto fiscale in modo proattivo, anticipando i cambiamenti e sfruttando i vantaggi messi a disposizione dalla nuova normativa.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Decreto-Fiscale-2025-tutte-le-novita-su-redditi-IVA-proroghe-e-risparmio-fiscale-per-imprese-autonomi-e-forfettari/">Decreto Fiscale 2025: tutte le novità su redditi, IVA, proroghe e risparmio fiscale per imprese, autonomi e forfettari</a> was first posted on Giugno 23, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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