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	<title>compensazioni fiscali - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>compensazioni fiscali - Commercialista.it</title>
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		<title>Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le compensazioni fiscali. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le frodi tributarie, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="893">Dal 2026 il modello F24 subirà importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda le <strong data-start="522" data-end="547">compensazioni fiscali</strong>. Una stretta voluta dal Governo per contrastare in modo più efficace le <strong data-start="620" data-end="640">frodi tributarie</strong>, in particolare quelle legate a crediti fiscali inesistenti o inesatti. Il nuovo sistema porterà un impatto diretto su professionisti, imprese e lavoratori autonomi che, fino ad oggi, potevano utilizzare la compensazione in modo più ampio e flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="895" data-end="1231">Ma cosa significa, in concreto, questo cambiamento? Quali saranno i vincoli, i controlli preventivi e le sanzioni previste per chi utilizza impropriamente i crediti d’imposta? E soprattutto: come si possono evitare errori, <strong data-start="1118" data-end="1158">risparmiare legalmente sulle imposte</strong> e adattarsi a un sistema fiscale sempre più digitalizzato e controllato?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1468">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le novità sul modello F24 introdotte con la <strong data-start="1329" data-end="1355">Legge di Bilancio 2026</strong>, come influiranno sulle modalità di compensazione e cosa deve fare il contribuente per non trovarsi impreparato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="356"><strong>Nuovo limite alle compensazioni fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="978">Il modello F24, cardine nei rapporti tra contribuenti e Fisco, cambia volto a partire dal 2026, con una serie di novità che non toccano la struttura formale del documento ma incidono in profondità sull’utilizzo delle <strong data-start="575" data-end="600">compensazioni fiscali</strong>. La principale modifica, introdotta dalla <strong data-start="643" data-end="669">Legge di Bilancio 2026</strong>, riguarda la riduzione della soglia che blocca l’uso della <strong data-start="729" data-end="758">compensazione orizzontale</strong>: si passa da <strong data-start="772" data-end="802">100.000 euro a 50.000 euro</strong> di debiti iscritti a ruolo non pagati. Un cambiamento che interessa direttamente imprese, liberi professionisti e contribuenti che vantano <strong data-start="942" data-end="963">crediti d’imposta</strong> da utilizzare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="980" data-end="1590">In termini pratici, chi ha <strong data-start="1007" data-end="1049">debiti fiscali superiori a 50.000 euro</strong> non potrà più utilizzare il modello F24 per compensare crediti e debiti di natura diversa (es. credito IRPEF per pagare l’IVA), finché non regolarizzerà la propria posizione. La <strong data-start="1228" data-end="1257">compensazione orizzontale</strong>, infatti, consente di incrociare crediti e debiti appartenenti a imposte diverse, e rappresenta uno degli strumenti di pianificazione fiscale più sfruttati nel sistema tributario italiano. Ma con questa nuova soglia, lo Stato mira a limitare il rischio di utilizzi indebiti, aumentando il controllo sulle posizioni debitorie aperte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1967">Per aziende e professionisti, il nuovo tetto significa <strong data-start="1647" data-end="1706">maggiori vincoli nella gestione della liquidità fiscale</strong> e la necessità di verificare costantemente la propria posizione debitoria per non incorrere in blocchi o sanzioni. Un’ulteriore conferma della direzione intrapresa dal legislatore: maggiore rigore, più controlli e contrasto serrato all’elusione e all’evasione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="343"><strong>Cosa succede oltre i 50.000 euro di debiti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="345" data-end="772">La nuova soglia introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ha un impatto immediato: <strong data-start="426" data-end="479">superati i 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo</strong>, il contribuente perde <strong data-start="503" data-end="522">automaticamente</strong> il diritto di utilizzare il modello F24 per effettuare <strong data-start="578" data-end="607">compensazioni orizzontali</strong>. Non importa se i <strong data-start="626" data-end="645">crediti fiscali</strong> vantati siano regolari, certificati o pienamente spettanti: il blocco opera in maniera automatica, generale e senza eccezioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1260">Il divieto non fa distinzioni tra le diverse tipologie di tributi: il contribuente, sia esso persona fisica, professionista o impresa, non potrà più usare l’F24 per compensare alcuna imposta — né <strong data-start="970" data-end="981">diretta</strong> (come Irpef, Ires o Irap), né <strong data-start="1012" data-end="1025">indiretta</strong>(come l’Iva o le accise). La ratio del legislatore è chiara: impedire che chi ha rilevanti <strong data-start="1117" data-end="1142">pendenze con il Fisco</strong> possa continuare a usufruire di benefici fiscali o dilazioni mascherate attraverso il meccanismo della compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1262" data-end="1775">Questo meccanismo di <strong data-start="1283" data-end="1300">blocco totale</strong> si configura quindi come un potente strumento di pressione nei confronti dei contribuenti con <strong data-start="1395" data-end="1428">posizioni debitorie rilevanti</strong>, incentivandoli a regolarizzare la propria situazione prima di poter accedere di nuovo ai vantaggi offerti dalla compensazione. Inoltre, si tratta di un cambiamento che impone a molti contribuenti di rivedere la propria pianificazione fiscale e i flussi di cassa, per evitare di trovarsi impreparati davanti a un’eventuale esclusione dal sistema.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="207" data-end="272"><strong>Quali debiti fanno scattare il blocco</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="654">Il nuovo limite di 50.000 euro per le compensazioni tramite modello F24 si applica a una vasta gamma di <strong data-start="378" data-end="405">debiti iscritti a ruolo</strong>, ma è fondamentale capire <strong data-start="432" data-end="458">quali pendenze fiscali</strong> concorrono al raggiungimento di tale soglia. Rientrano nel conteggio <strong data-start="528" data-end="585">tutti i carichi affidati all’Agente della Riscossione</strong>, indipendentemente dalla loro origine o dalla fase del procedimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="656" data-end="1057">Non si parla solo di <strong data-start="677" data-end="703">accertamenti esecutivi</strong> classici da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma anche di <strong data-start="762" data-end="782">atti di recupero </strong>crediti, <strong data-start="792" data-end="809">avvisi bonari</strong> divenuti esecutivi, <strong data-start="830" data-end="855">cartelle di pagamento</strong> e <strong data-start="858" data-end="889">qualunque debito tributario</strong> confluito a ruolo. In pratica, qualsiasi <strong data-start="931" data-end="992">pendenza fiscale non saldata o non oggetto di sospensione</strong> formale può concorrere al superamento del limite di 50.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1059" data-end="1447">Ciò che conta, quindi, non è la natura del tributo o la sua origine, ma il fatto che il <strong data-start="1147" data-end="1187">carico sia affidato alla riscossione</strong> e risulti pendente. Anche una pluralità di piccoli debiti, sommati nel tempo e mai regolarizzati, può determinare il blocco delle compensazioni, escludendo il contribuente dalla possibilità di utilizzare i propri <strong data-start="1401" data-end="1446">crediti d’imposta legittimamente maturati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819">Questo nuovo approccio impone un cambio di mentalità: sarà essenziale per imprese, liberi professionisti e persone fisiche <strong data-start="1572" data-end="1631">monitorare costantemente la propria posizione debitoria</strong> e intervenire per tempo, prima che si superi la soglia limite. In caso contrario, si rischia di perdere l’accesso a uno strumento fiscale fondamentale per ottimizzare i flussi finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1449" data-end="1819"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34021 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg" alt="" width="696" height="436" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1024x642.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-300x188.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-768x481.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1536x962.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-670x420.jpg 670w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-150x94.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-600x376.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-696x436.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance-1068x669.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/finance-budget-retirement-people-planning-paperwork-savings-bills-wealth-investment-pension-income-senior-couple-hands-reading-financial-document-tax-management-life-insurance.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="176" data-end="253"><strong>Gli effetti del nuovo limite</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="255" data-end="633">L’introduzione del nuovo limite di 50.000 euro per i debiti iscritti a ruolo comporta <strong data-start="341" data-end="384">effetti operativi immediati e rilevanti</strong> per tutti i contribuenti. Riducendo drasticamente la soglia rispetto al precedente limite di 100.000 euro, la norma <strong data-start="501" data-end="536">restringe il margine di manovra</strong> di imprese, professionisti e lavoratori autonomi nella gestione delle proprie posizioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="1182">In passato, anche chi aveva esposizioni tributarie significative poteva comunque utilizzare la <strong data-start="730" data-end="759">compensazione orizzontale</strong>per equilibrare debiti e crediti fiscali, mantenendo un certo livello di flessibilità nei versamenti. Oggi, invece, anche <strong data-start="882" data-end="921">debiti di entità media o frazionata</strong> possono determinare lo stop automatico all’uso del modello F24 in compensazione. Un cambiamento che <strong data-start="1022" data-end="1059">modifica l’equilibrio finanziario</strong> di molte realtà, soprattutto quelle che facevano affidamento su questa strategia per ottimizzare i propri flussi di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1184" data-end="1587">Tra gli effetti più immediati si registra una <strong data-start="1230" data-end="1282">maggiore rigidità nella gestione della liquidità</strong>: senza la possibilità di utilizzare crediti maturati per abbattere altri debiti fiscali, il contribuente dovrà disporre <strong data-start="1403" data-end="1436">di risorse liquide aggiuntive</strong> per effettuare i versamenti. Ciò può comportare tensioni finanziarie, in particolare per le piccole e medie imprese con margini di tesoreria limitati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1589" data-end="1814">Inoltre, questa stretta impone una <strong data-start="1624" data-end="1659">maggiore pianificazione fiscale</strong>: sarà essenziale prevedere scadenze, incassi, debiti e compensazioni con largo anticipo, per evitare di trovarsi improvvisamente bloccati nel sistema F24.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="342"><strong>Gestione dei flussi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="854">Con il nuovo limite fissato a 50.000 euro, la gestione dei <strong data-start="403" data-end="421">flussi fiscali</strong> entra in una fase ancora più delicata. Chi supera questa soglia di debiti a ruolo, anche temporaneamente, si vedrà <strong data-start="537" data-end="579">interdetto all’uso della compensazione</strong> tramite modello F24, indipendentemente dalla regolarità o dalla legittimità dei <strong data-start="660" data-end="680">crediti erariali</strong> maturati nel frattempo. Un cambiamento che obbliga aziende, professionisti e contribuenti in generale ad adottare <strong data-start="795" data-end="853">strategie di monitoraggio e pianificazione più evolute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="856" data-end="1268">La prima parola d’ordine diventa <strong data-start="889" data-end="943">controllo costante della propria posizione fiscale</strong>. È essenziale conoscere in tempo reale l’ammontare dei debiti iscritti a ruolo, anche perché non sempre questi vengono percepiti come “attivi” dal contribuente (es. vecchie cartelle esattoriali mai saldate o in contestazione). Un superamento della soglia può avvenire in modo silenzioso ma con effetti immediati e bloccanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1270" data-end="1681">In secondo luogo, è necessario adottare una gestione <strong data-start="1323" data-end="1369">proattiva delle esposizioni verso l’Erario</strong>. Questo significa valutare con attenzione quando e come saldare debiti fiscali, evitando che si accumulino in modo tale da precludere l’accesso alla compensazione. In molti casi, potrebbe risultare strategico rateizzare tempestivamente le pendenze o aderire a strumenti di definizione agevolata, se disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1683" data-end="2017">Infine, sarà utile per molti contribuenti <strong data-start="1725" data-end="1772">ripensare la propria pianificazione fiscale</strong>, privilegiando un approccio dinamico e basato sulla previsione dei flussi finanziari. L’obiettivo è evitare che un vincolo tecnico, come il blocco dell’F24 in compensazione, possa compromettere l’operatività quotidiana e la liquidità aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="288" data-end="368"><strong>Le ragioni della stretta normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="937">La stretta normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2026 non è casuale, ma risponde a precise esigenze di politica fiscale. Il legislatore ha infatti voluto <strong data-start="532" data-end="570">limitare l’uso della compensazione</strong> in presenza di <strong data-start="586" data-end="614">debiti fiscali rilevanti</strong>, per contrastare il continuo <strong data-start="644" data-end="678">accumulo di ruoli non riscossi</strong>. Fino a oggi, permettere ai contribuenti di compensare crediti anche in presenza di pendenze elevate ha contribuito a gonfiare il cosiddetto “<strong data-start="821" data-end="842">magazzino fiscale</strong>”, ovvero l’enorme massa di somme iscritte a ruolo ma mai effettivamente incassate dallo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1329">Abbassando la soglia da 100.000 a 50.000 euro, l’obiettivo è <strong data-start="1000" data-end="1072">indurre i contribuenti a sanare prima le proprie posizioni debitorie</strong>, come condizione necessaria per poter tornare a usufruire della compensazione. In questo modo, si rafforza il principio secondo cui <strong data-start="1205" data-end="1289">l’utilizzo di benefici fiscali deve avvenire solo da parte di soggetti in regola</strong> con le proprie obbligazioni tributarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892">Inoltre, è bene ricordare che la <strong data-start="1364" data-end="1389">compensazione fiscale</strong>, pur essendo uno strumento legittimo e utile per equilibrare debiti e crediti, è da anni sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate. I continui <strong data-start="1549" data-end="1589">controlli preventivi e automatizzati</strong> hanno l’obiettivo di evitare <strong data-start="1619" data-end="1653">abusi o compensazioni indebite</strong>, che possono derivare da crediti inesistenti, gonfiati o non spettanti. La nuova disciplina si inserisce in questo quadro, rafforzando le barriere contro le frodi e orientando il sistema verso una <strong data-start="1851" data-end="1891">maggiore trasparenza e tracciabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1892"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="395"><strong>Versamenti ammessi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="967">Nonostante la stretta sulle compensazioni, il modello F24 continua a rappresentare <strong data-start="480" data-end="517">lo strumento centrale e unificato</strong> per l’adempimento degli obblighi fiscali e contributivi in Italia. La sua <strong data-start="592" data-end="627">funzione di pagamento integrato</strong> resta infatti immutata: attraverso un’unica delega, è possibile versare <strong data-start="700" data-end="719">imposte dirette</strong> (come Irpef, Ires), <strong data-start="740" data-end="761">imposte indirette</strong> (come l’Iva), <strong data-start="776" data-end="794">tributi locali</strong> (IMU, Tari, Tasi), <strong data-start="814" data-end="826">ritenute</strong>, <strong data-start="828" data-end="864">addizionali regionali e comunali</strong>, <strong data-start="866" data-end="910">contributi previdenziali e assistenziali</strong>, <strong data-start="912" data-end="924">sanzioni</strong>, <strong data-start="926" data-end="939">interessi</strong> e <strong data-start="942" data-end="966">ravvedimenti operosi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="969" data-end="1405">Questa <strong data-start="976" data-end="996">logica unificata</strong> semplifica la vita a contribuenti e intermediari fiscali, permettendo di centralizzare in un solo strumento una molteplicità di pagamenti, anche relativi a enti diversi (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Comuni, Regioni). Tuttavia, con l’entrata in vigore delle nuove regole del 2026, cambiano alcune <strong data-start="1300" data-end="1333">modalità pratiche di utilizzo</strong>, in particolare per chi intende sfruttare <strong data-start="1376" data-end="1404">crediti in compensazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1853">Il contribuente dovrà infatti verificare con attenzione la <strong data-start="1466" data-end="1497">propria posizione debitoria</strong> prima di procedere con il modello F24 in compensazione, onde evitare il rigetto dell’operazione da parte del sistema. La compensazione potrà essere effettuata solo se non si è superato il nuovo limite di 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo. In caso contrario, il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite versamento integrale senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1855" data-end="2013">Queste modifiche rafforzano il ruolo dell’F24 come <strong data-start="1906" data-end="1936">strumento fiscale centrale</strong>, ma al tempo stesso ne impongono un utilizzo <strong data-start="1982" data-end="2012">più rigoroso e consapevole</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="357"><strong>Canali di pagamento </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="655">Anche nel nuovo contesto normativo, restano in vigore le regole già note riguardanti i <strong data-start="446" data-end="488">canali di trasmissione del modello F24</strong>, con alcune conferme importanti e limiti da rispettare, in particolare per quanto riguarda la <strong data-start="583" data-end="654">differenziazione tra titolari di partita IVA e contribuenti privati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="657" data-end="1049">Per i titolari di partita IVA — siano essi imprenditori individuali, società o professionisti — vige <strong data-start="758" data-end="842">l’obbligo assoluto di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate</strong> o quelli messi a disposizione dagli intermediari abilitati (commercialisti, consulenti, CAF), per la trasmissione di qualsiasi modello F24. Questo obbligo si applica anche ai versamenti senza compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1051" data-end="1495">Diversa la situazione per i <strong data-start="1079" data-end="1123">contribuenti non titolari di partita IVA</strong>. In questo caso, è ancora possibile utilizzare il <strong data-start="1174" data-end="1198">modello F24 cartaceo</strong> presso banche o uffici postali, ma solo se l’importo da versare <strong data-start="1263" data-end="1290">non supera i 1.000 euro</strong> e <strong data-start="1293" data-end="1322">non prevede compensazioni</strong>. Una volta superata questa soglia, anche i privati devono necessariamente effettuare il pagamento <strong data-start="1421" data-end="1453">tramite modalità telematiche</strong>, di norma con addebito su conto corrente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1497" data-end="1813">Infine, è fondamentale ricordare che tutti gli F24 che presentano <strong data-start="1563" data-end="1580">compensazioni</strong> — anche parziali — o che hanno <strong data-start="1612" data-end="1633">saldo pari a zero</strong> devono obbligatoriamente essere <strong data-start="1666" data-end="1730">trasmessi online tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate</strong>. Non sono ammessi altri strumenti, a prescindere dalla qualifica del contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1815" data-end="2009">Queste regole rafforzano il controllo sui flussi fiscali e riducono il rischio di errori o usi impropri delle compensazioni, allineandosi con la digitalizzazione del sistema tributario italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="383"><strong>Errori di compilazione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="385" data-end="767">Sebbene il modello F24 sia oggi uno strumento ampiamente conosciuto e utilizzato, gli <strong data-start="471" data-end="497">errori di compilazione </strong>continuano a rappresentare una <strong data-start="529" data-end="550">criticità diffusa</strong>, con conseguenze anche gravi per i contribuenti. Le problematiche più frequenti si concentrano su tre elementi chiave: <strong data-start="670" data-end="705">codice fiscale del contribuente</strong>, <strong data-start="707" data-end="725">codice tributo</strong> e <strong data-start="728" data-end="766">anno di riferimento del versamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1220">Anche <strong data-start="775" data-end="802">una minima imprecisione</strong> su uno di questi dati può compromettere l’intera operazione. Un codice tributo errato o riferito alla tassa sbagliata, un anno indicato in modo scorretto o un codice fiscale digitato male possono portare a <strong data-start="1009" data-end="1030">scarti automatici</strong>, <strong data-start="1032" data-end="1082">ritardi nella contabilizzazione del versamento</strong> o, nei casi peggiori, alla necessità di inviare comunicazioni integrative o richiedere rettifiche agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1222" data-end="1657">Queste situazioni generano non solo <strong data-start="1258" data-end="1284">aggravi amministrativi</strong>, ma anche <strong data-start="1295" data-end="1324">costi economici indiretti</strong>, tra cui: sanzioni per mancato pagamento apparente, perdita temporanea di crediti, blocco della compensazione o difficoltà nel rilascio del DURC (documento unico di regolarità contributiva) per le imprese. Inoltre, in caso di accertamento, la correzione tardiva di un errore potrebbe non bastare a evitare conseguenze sanzionatorie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1659" data-end="1984">Per questo è fondamentale adottare un approccio scrupoloso alla compilazione del modello F24, magari con l’assistenza di un commercialista, soprattutto in presenza di compensazioni, tributi complessi o crediti pregressi. La <strong data-start="1883" data-end="1910">precisione nei dettagli</strong> è la prima linea di difesa contro errori costosi e contestazioni fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="128" data-end="212"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="214" data-end="669">Le modifiche introdotte nel 2026 sul modello F24 rappresentano una svolta significativa per il sistema fiscale italiano, soprattutto in termini di maggiore rigore e controllo. La riduzione della soglia per l’accesso alla compensazione, il rafforzamento dei vincoli operativi e l’obbligo di monitoraggio della posizione fiscale segnalano chiaramente la volontà del legislatore di limitare abusi, frodi e utilizzi impropri dei crediti d’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="968">Per imprese e professionisti, ciò si traduce in un’esigenza concreta: adottare strategie fiscali più attente, strutturate e digitalizzate, anche con il supporto di consulenti esperti. L’epoca della compensazione “automatica” è finita: oggi servono pianificazione, precisione e trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1280">È il momento di ripensare il proprio rapporto con il Fisco non solo in ottica di adempimento, ma anche come leva per una gestione più efficiente e sostenibile del carico tributario. Solo così sarà possibile trasformare la stretta normativa in un’opportunità di controllo, ottimizzazione e risparmio legale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Modello-F24-2026-nuova-soglia-per-le-compensazioni-fiscali-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/">Modello F24 2026: nuova soglia per le compensazioni fiscali, cosa cambia per imprese e professionisti</a> was first posted on Marzo 6, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 12:29:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="613" data-end="1019">Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 ha iniziato a circolare un emendamento che sta già facendo molto discutere: l’introduzione della <strong data-start="751" data-end="794">cosiddetta “ritenuta universale” all’1%</strong> sui pagamenti tra imprese, anche in ambito B2B. Un provvedimento che, se approvato, introdurrebbe una <strong data-start="897" data-end="947">nuova forma di ritenuta d’acconto obbligatoria</strong> su tutte le transazioni soggette a fattura elettronica tra partite IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1021" data-end="1506">L’obiettivo dichiarato del Governo è <strong data-start="1058" data-end="1092">contrastare l’evasione fiscale</strong> in modo più capillare, attraverso un sistema automatico che permetta all’Agenzia delle Entrate di trattenere in tempo reale una percentuale su ogni pagamento tra soggetti IVA. Ma dietro questa misura si nasconde il rischio concreto di <strong data-start="1328" data-end="1369">peggiorare la liquidità delle imprese</strong>, in particolare quelle medio-piccole, che si troverebbero ad anticipare imposte su incassi ancora non consolidati o di entità marginale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1881">Il provvedimento ha sollevato immediate critiche da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che ne evidenziano <strong data-start="1647" data-end="1739">l’impatto negativo su flussi di cassa, semplificazione e correttezza del sistema fiscale</strong>. Ma soprattutto, sta sorgendo una domanda cruciale tra imprenditori e professionisti: <strong data-start="1826" data-end="1881">esistono strumenti legali per evitarla o mitigarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2103">In questo articolo analizziamo nel dettaglio cos’è la ritenuta universale all’1%, a chi si applica, quali sono i rischi reali per le imprese e quali possibili strategie di difesa fiscale è possibile adottare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="434"><strong data-start="333" data-end="434">Come funziona la ritenuta universale all’1%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="976">La proposta della <strong data-start="454" data-end="485">ritenuta universale dell’1%</strong> inserita tra gli emendamenti alla <strong data-start="520" data-end="546">Legge di Bilancio 2026</strong> rappresenta, nei fatti, una <strong data-start="575" data-end="608">richiesta di anticipo fiscale</strong> alle imprese e ai professionisti. Secondo quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, durante un webinar del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, la misura andrebbe intesa come “una sorta di scambio” rispetto a un altro intervento discusso in manovra: <strong data-start="891" data-end="975">il blocco totale delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali e contributivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1376">La norma è ancora in bozza, ma prevede che <strong data-start="1021" data-end="1044">dal 1° gennaio 2029</strong> venga applicata una <strong data-start="1065" data-end="1095">ritenuta d’acconto dell’1%</strong> su tutte le <strong data-start="1108" data-end="1143">fatture emesse tra soggetti IVA</strong>, relative a <strong data-start="1156" data-end="1201">cessioni di beni e prestazioni di servizi</strong> in ambito B2B. In pratica, il soggetto committente (cioè chi paga) tratterrà <strong data-start="1279" data-end="1322">l’1% sull’imponibile, al netto dell’IVA</strong>, e sarà obbligato a versarlo direttamente all’Erario.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1419">Importante precisare che questa ritenuta:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1421" data-end="1733">
<li data-start="1421" data-end="1484">
<p data-start="1423" data-end="1484"><strong data-start="1423" data-end="1483">Non si applicherà alle partite IVA in regime forfettario</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1485" data-end="1624">
<p data-start="1487" data-end="1624">Saranno <strong data-start="1495" data-end="1508">esonerati</strong> anche i soggetti che aderiscono al <strong data-start="1544" data-end="1578">concordato preventivo biennale</strong> o al <strong data-start="1584" data-end="1623">regime di adempimento collaborativo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1625" data-end="1733">
<p data-start="1627" data-end="1733">Sarà <strong data-start="1632" data-end="1732">limitata alle operazioni tra soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1735" data-end="2097">Secondo la <strong data-start="1746" data-end="1783">relazione tecnica all’emendamento</strong>, l’obiettivo è duplice: <strong data-start="1808" data-end="1836">ridurre l’assessment gap</strong> (cioè l’evasione da omessa dichiarazione) e <strong data-start="1881" data-end="1912">contenere il collection gap</strong> (mancato versamento dell’imposta già dichiarata). Si punta così a un <strong data-start="1982" data-end="2015">prelievo anticipato e diffuso</strong>, automatizzato tramite fattura elettronica, per migliorare la compliance fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="408"><strong data-start="312" data-end="408">Criticità e rischi della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="957">Se da un lato l’introduzione della <strong data-start="445" data-end="476">ritenuta universale dell’1%</strong> mira a migliorare l&#8217;efficacia della riscossione fiscale, dall’altro lato comporta <strong data-start="559" data-end="603">diversi problemi concreti per le imprese</strong>, specie le PMI e i professionisti in contabilità semplificata. Il primo e più evidente è l’impatto diretto sulla <strong data-start="717" data-end="740">liquidità aziendale</strong>: ogni pagamento ricevuto sarà decurtato dell’1% (al netto dell’IVA), creando un’<strong data-start="821" data-end="856">anticipazione forzata d’imposta</strong> che, in molti casi, potrebbe generare <strong data-start="895" data-end="956">crediti fiscali difficilmente recuperabili in tempi brevi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="959" data-end="1409">A differenza delle attuali <strong data-start="986" data-end="1008">ritenute d’acconto</strong> previste ad esempio per i lavoratori autonomi (che si applicano su compensi professionali e sono regolate dall’art. 25 del DPR 600/73), la ritenuta universale sarebbe <strong data-start="1176" data-end="1207">automatizzata e trasversale</strong>, coinvolgendo <strong data-start="1222" data-end="1251">qualsiasi transazione B2B</strong>. Inoltre, non si tratterebbe di una ritenuta “su richiesta” o limitata a specifiche prestazioni: la misura agirebbe <strong data-start="1368" data-end="1408">sistematicamente su tutte le fatture</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Un ulteriore aspetto critico riguarda la gestione amministrativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1505">Il committente dovrebbe:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1792">
<li data-start="1507" data-end="1594">
<p data-start="1509" data-end="1594">Verificare se il fornitore è esonerato (forfettario, in concordato preventivo, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1595" data-end="1635">
<p data-start="1597" data-end="1635">Calcolare la ritenuta sull’imponibile;</p>
</li>
<li data-start="1636" data-end="1701">
<p data-start="1638" data-end="1701">Trattenerla e <strong data-start="1652" data-end="1675">versarla all’Erario</strong> entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1702" data-end="1792">
<p data-start="1704" data-end="1792">Rilasciare la <strong data-start="1718" data-end="1736">certificazione</strong> al fornitore e tenerne traccia ai fini del modello 770.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089">Tutto ciò <strong data-start="1804" data-end="1831">aggrava gli adempimenti</strong> per le imprese, che già operano in un contesto burocratico complesso. Inoltre, genera un’asimmetria fiscale: chi emette la fattura incassa meno (pur avendo dichiarato un imponibile pieno), mentre chi la paga assume l’onere della trattenuta e del versamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2089"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33646 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-300x199.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-768x510.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1536x1021.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-632x420.jpg 632w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/vista-ad-alto-angolo-di-matita-e-calcolatrice-sui-documenti-finanziari.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="510"><strong data-start="431" data-end="510">Come evitare la ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="866">La ritenuta universale all’1%, se entrerà effettivamente in vigore dal 2029, <strong data-start="589" data-end="634">non sarà applicata in modo indiscriminato</strong>. La bozza della norma prevede <strong data-start="665" data-end="689">importanti esenzioni</strong>, che possono essere sfruttate da imprese e professionisti per <strong data-start="752" data-end="785">tutelare la propria liquidità</strong> e <strong data-start="788" data-end="824">semplificare la gestione fiscale</strong>. Le due vie principali per evitarla sono:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="915">1. <strong data-start="875" data-end="915">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="1335">Si tratta di un istituto introdotto con la Riforma Fiscale, destinato soprattutto a <strong data-start="1000" data-end="1040">lavoratori autonomi e imprese minori</strong>. Chi aderisce al CPB accetta un <strong data-start="1073" data-end="1106">reddito d’imposta predefinito</strong> (concordato con l’Agenzia delle Entrate) per due anni, indipendentemente dall’andamento reale. In cambio, ottiene <strong data-start="1221" data-end="1259">semplificazioni e vantaggi fiscali</strong>, tra cui – secondo l’emendamento – <strong data-start="1295" data-end="1334">l’esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1337" data-end="1507">Questo strumento può diventare strategico per le <strong data-start="1389" data-end="1414">partite IVA ordinarie</strong> che operano in modo trasparente e vogliono <strong data-start="1458" data-end="1506">evitare prelievi forzosi sui flussi di cassa</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1545">2. <strong data-start="1516" data-end="1545">Adempimento Collaborativo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1862">Un regime riservato a imprese con ricavi superiori a 1 miliardo di euro (soglia che sarà abbassata progressivamente fino a 100 milioni), basato su un <strong data-start="1696" data-end="1729">dialogo costante con il Fisco</strong> e su un sistema di <strong data-start="1749" data-end="1776">tax compliance avanzato</strong>. Anche in questo caso, l’adesione garantisce l’<strong data-start="1824" data-end="1861">esonero dalla ritenuta universale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1864" data-end="1892">Altri soggetti esonerati</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1893" data-end="2065">
<li data-start="1893" data-end="1946">
<p data-start="1895" data-end="1946"><strong data-start="1895" data-end="1917">Regime forfettario</strong>: esclusione totale prevista;</p>
</li>
<li data-start="1947" data-end="2065">
<p data-start="1949" data-end="2065"><strong data-start="1949" data-end="2021">Operazioni fuori campo IVA o non soggette a fatturazione elettronica</strong>, su cui si attendono chiarimenti ufficiali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2403">In sostanza, aderire a uno di questi regimi non solo migliora il rapporto con il Fisco, ma <strong data-start="2161" data-end="2238">permette di non subire un prelievo anticipato potenzialmente penalizzante</strong>. Tuttavia, la scelta va <strong data-start="2263" data-end="2288">valutata attentamente</strong> insieme al proprio consulente, in base al volume d’affari, alla redditività e alla struttura fiscale dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="411"><strong data-start="301" data-end="411">Professionisti e PMI a rischio squilibrio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="413" data-end="868">L’introduzione della ritenuta universale all’1% sui pagamenti tra soggetti IVA rischia di avere un impatto <strong data-start="520" data-end="626">sproporzionato proprio su quella fascia di contribuenti che rappresenta l’ossatura economica del Paese</strong>: i piccoli professionisti, gli artigiani e le PMI. Parliamo di soggetti che, pur operando in contabilità ordinaria o semplificata, <strong data-start="758" data-end="791">non rientrano nel forfettario</strong> e nemmeno nei regimi “premianti” come il <strong data-start="833" data-end="867">concordato preventivo biennale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1293">Per questi operatori, la ritenuta all’1% rappresenterebbe <strong data-start="928" data-end="964">un prelievo obbligatorio a monte</strong>, su flussi di cassa spesso già sotto pressione. A differenza delle grandi imprese, che possono contare su strumenti avanzati di pianificazione fiscale, le PMI non dispongono sempre delle risorse per <strong data-start="1164" data-end="1208">ottimizzare la propria posizione fiscale</strong> e gestire con precisione i <strong data-start="1236" data-end="1260">crediti IRPEF o IRES</strong> derivanti dalle ritenute subite.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1345">Inoltre, si rischia una doppia penalizzazione:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1347" data-end="1555">
<li data-start="1347" data-end="1424">
<p data-start="1349" data-end="1424"><strong data-start="1349" data-end="1374">A livello finanziario</strong>, per via della riduzione immediata degli incassi;</p>
</li>
<li data-start="1425" data-end="1555">
<p data-start="1427" data-end="1555"><strong data-start="1427" data-end="1450">A livello operativo</strong>, per l’aumento degli adempimenti amministrativi sia in fase di emissione che di ricezione delle fatture.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1907">Un altro problema concreto riguarda la <strong data-start="1596" data-end="1623">distorsione competitiva</strong>. Le imprese aderenti ai regimi esonerati (come il CPB o l’adempimento collaborativo) potrebbero <strong data-start="1720" data-end="1754">offrire prezzi più competitivi</strong>, grazie al fatto di non subire la trattenuta, mentre le altre si vedrebbero <strong data-start="1831" data-end="1867">costrette ad aumentare i margini</strong> per compensare la perdita di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1909" data-end="2147">Infine, va considerato che una misura di questo tipo, pensata per contrastare l’evasione, potrebbe invece <strong data-start="2015" data-end="2066">penalizzare proprio i contribuenti più corretti</strong>, lasciando invariata la posizione di chi già opera fuori dai circuiti ufficiali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33487 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/verifica-dei-termini-del-contratto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="553"><strong data-start="426" data-end="553">La logica fiscale della ritenuta universale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="555" data-end="968">L’obiettivo dichiarato dell’introduzione della <strong data-start="602" data-end="632">ritenuta universale all’1%</strong> è duplice: <strong data-start="644" data-end="678">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="681" data-end="725">aumentare l’efficienza della riscossione</strong>, agendo preventivamente sull’incasso dell’imposta, prima ancora che venga dichiarata o versata. Una logica che rientra in una più ampia strategia dell’Agenzia delle Entrate per <strong data-start="903" data-end="967">ridurre i margini di elusione e migliorare la tax compliance</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Nel nostro ordinamento non è la prima volta che si ricorre a <strong data-start="1031" data-end="1068">meccanismi di prelievo anticipato</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="970" data-end="1096">Esempi significativi sono:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1122"><strong data-start="1104" data-end="1122">Reverse charge</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1123" data-end="1532">Usato in ambito IVA, prevede che l’imposta venga <strong data-start="1172" data-end="1220">autoliquidata dal destinatario della fattura</strong>, anziché dal fornitore. Serve a <strong data-start="1253" data-end="1319">contrastare l’evasione nell’ambito delle operazioni “a catena”</strong>, come nel settore edile o tecnologico. Anche qui, il principio è quello di <strong data-start="1395" data-end="1473">spostare il momento dell’obbligo fiscale più vicino al pagamento effettivo</strong>, evitando che l’imposta venga incassata e poi non versata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1534" data-end="1557"><strong data-start="1540" data-end="1557">Split payment</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1881">Adottato per operazioni con la PA e grandi società pubbliche, lo split payment impone che <strong data-start="1648" data-end="1739">l’IVA venga trattenuta dall’ente pubblico committente e versata direttamente all’Erario</strong>, anziché al fornitore. Anche in questo caso, il fornitore riceve un <strong data-start="1808" data-end="1831">pagamento decurtato</strong> dell’IVA, che però non gestisce più direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1883" data-end="2065">In entrambi i casi, come nella ritenuta universale, l’intento è <strong data-start="1947" data-end="2002">tagliare fuori l’anello debole della catena fiscale</strong>, cioè il rischio che il soggetto passivo incassi ma non versi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2067" data-end="2491">La differenza sostanziale con la ritenuta universale è che questa non riguarda l’IVA, ma l’imposta diretta, e quindi ha effetti diretti sulla base imponibile IRPEF o IRES. Inoltre, mentre split payment e reverse charge si applicano a specifici settori o soggetti, la ritenuta universale avrebbe un ambito molto più ampio e trasversale, interessando potenzialmente milioni di operazioni B2B ogni anno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="333" data-end="422"><strong data-start="336" data-end="422">Le reazioni di commercialisti e associazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="816">L’emendamento sulla ritenuta universale all’1% non ha tardato a sollevare <strong data-start="498" data-end="516">forti critiche</strong> da parte del mondo professionale e imprenditoriale. In particolare, <strong data-start="585" data-end="605">i commercialisti</strong> e le <strong data-start="611" data-end="651">principali associazioni di categoria</strong> hanno espresso <strong data-start="667" data-end="761">preoccupazione per l’impatto negativo che questa misura potrebbe avere sull’economia reale</strong> e sulla <strong data-start="770" data-end="815">gestione fiscale quotidiana delle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1024">Durante il webinar organizzato dal <strong data-start="853" data-end="933">Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC)</strong>– dove è intervenuto anche il viceministro Maurizio Leo – sono emerse diverse perplessità:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1310">
<li data-start="1026" data-end="1121">
<p data-start="1028" data-end="1121">La ritenuta anticipata <strong data-start="1051" data-end="1085">penalizza le imprese in regola</strong>, anziché colpire quelle irregolari;</p>
</li>
<li data-start="1122" data-end="1213">
<p data-start="1124" data-end="1213">Si introduce <strong data-start="1137" data-end="1177">un ulteriore adempimento burocratico</strong>, che complica anziché semplificare;</p>
</li>
<li data-start="1214" data-end="1310">
<p data-start="1216" data-end="1310">Il meccanismo genera <strong data-start="1237" data-end="1273">inefficienze nei flussi di cassa</strong>, riducendo la liquidità disponibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1570">Secondo i rappresentanti dei professionisti, si tratterebbe di una misura che <strong data-start="1390" data-end="1415">scarica sulle imprese</strong> – e non sull’amministrazione finanziaria – il peso del contrasto all’evasione, aumentando la complessità di una macchina fiscale già difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="2000">Anche <strong data-start="1578" data-end="1597">Confartigianato</strong>, <strong data-start="1599" data-end="1606">CNA</strong> e <strong data-start="1609" data-end="1626">Confcommercio</strong> hanno preso posizione, chiedendo al Governo di valutare <strong data-start="1683" data-end="1705">misure alternative</strong>, più equilibrate e meno penalizzanti per chi già opera nella legalità. In particolare, si teme che il provvedimento possa <strong data-start="1828" data-end="1858">disincentivare l’emersione</strong> e <strong data-start="1861" data-end="1890">favorire pratiche elusive</strong>, come lo spostamento verso i regimi forfettari (esenti dalla ritenuta), alterando la concorrenza nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2002" data-end="2223">La speranza delle categorie è che, nella stesura definitiva della Legge di Bilancio 2026, l’emendamento venga modificato o eliminato, o quanto meno accompagnato da correttivi strutturali che ne mitigano l’impatto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="391"><strong data-start="319" data-end="391">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="393" data-end="804">La proposta di <strong data-start="408" data-end="438">ritenuta universale all’1%</strong> inserita nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta una svolta significativa nel rapporto tra Fisco e imprese. Dietro la finalità dichiarata di contrastare l’evasione si cela però il rischio concreto di <strong data-start="640" data-end="689">introdurre un meccanismo fiscale penalizzante</strong> per i soggetti più virtuosi e regolari, soprattutto nel mondo delle <strong data-start="758" data-end="803">PMI, dei professionisti e degli artigiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1221">È evidente che il Governo sta puntando verso un sistema di tassazione sempre più anticipata, automatica e controllata, sfruttando le potenzialità della fatturazione elettronica e dei flussi digitali. Tuttavia, ogni intervento normativo deve tener conto delle dinamiche reali dell’economia, della liquidità delle imprese e della necessità di semplificare, non complicare, gli adempimenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1223" data-end="1405">In attesa della versione definitiva della norma, il consiglio per imprese e professionisti è di iniziare già ora un confronto strategico con il proprio commercialista, valutando:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1636">
<li data-start="1407" data-end="1482">
<p data-start="1409" data-end="1482">L’adesione a regimi agevolati come il Concordato Preventivo Biennale;</p>
</li>
<li data-start="1483" data-end="1544">
<p data-start="1485" data-end="1544">L’impatto effettivo della misura sul proprio cash flow;</p>
</li>
<li data-start="1545" data-end="1636">
<p data-start="1547" data-end="1636">La gestione corretta dei crediti d’imposta, per non restare esposti finanziariamente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1945">Solo una pianificazione fiscale proattiva e consapevole potrà trasformare questo possibile svantaggio in un’occasione di ottimizzazione e trasparenza. Restare aggiornati, analizzare i rischi e scegliere il regime fiscale più adatto sono oggi più che mai strumenti essenziali per restare competitivi.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Ritenuta-universale-all-1-che-cosa-cambiera-dal-2029-e-come-evitarla-legalmente/">Ritenuta universale all’1%: che cosa cambierà dal 2029 e come evitarla legalmente</a> was first posted on Gennaio 5, 2026 at 1:29 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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