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	<title>cedolare secca 26% - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>cedolare secca 26% - Commercialista.it</title>
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		<title>Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova Legge di Bilancio interviene sul regime della cedolare secca, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="742">Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova <strong data-start="392" data-end="413">Legge di Bilancio</strong> interviene sul regime della <strong data-start="442" data-end="460">cedolare secca</strong>, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare i conti con regole più stringenti e una pressione fiscale potenzialmente più elevata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">Ma cosa cambia davvero? E soprattutto: è ancora conveniente utilizzare la cedolare secca per gli affitti brevi nel 2026?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutte le novità introdotte, cosa prevede la nuova normativa, i vantaggi e gli svantaggi, e come muoversi per risparmiare legalmente sulle tasse senza rischiare sanzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="198" data-end="277"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="805">Dal <strong data-start="283" data-end="302">1° gennaio 2026</strong> è entrato in vigore un nuovo impianto normativo che segna una vera svolta per chi affitta immobili con la formula degli <strong data-start="423" data-end="440">affitti brevi</strong>. La <strong data-start="445" data-end="471">Legge di Bilancio 2026</strong> ha introdotto importanti modifiche fiscali e normative, ridisegnando i confini tra attività privata e attività imprenditoriale. La novità più rilevante? Chi affitta <strong data-start="637" data-end="659">tre o più immobili</strong>sarà considerato automaticamente un imprenditore e dovrà <strong data-start="717" data-end="742">aprire la partita IVA</strong>, con tutti gli obblighi contabili e fiscali che ne conseguono.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1139">Questa presunzione di imprenditorialità segna un cambio di paradigma rispetto al passato, in cui si poteva affittare più di due immobili senza dover passare al regime IVA. Ora, la soglia è stata abbassata, con l’obiettivo (non dichiarato ma evidente) di contrastare l’evasione fiscale e regolamentare un settore in forte espansione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1141" data-end="1295">Per quanto riguarda la <strong data-start="1164" data-end="1182">cedolare secca</strong>, la Legge ha confermato il sistema progressivo introdotto nel 2024, ma lo ha codificato con maggiore precisione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1297" data-end="1422">
<li data-start="1297" data-end="1352">
<p data-start="1299" data-end="1352"><strong data-start="1299" data-end="1306">21%</strong> sul primo immobile affittato a breve termine;</p>
</li>
<li data-start="1353" data-end="1384">
<p data-start="1355" data-end="1384"><strong data-start="1355" data-end="1362">26%</strong> sul secondo immobile;</p>
</li>
<li data-start="1385" data-end="1422">
<p data-start="1387" data-end="1422"><strong data-start="1387" data-end="1394">30%</strong> su terzo e quarto immobile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1675">La base normativa è l’<strong data-start="1446" data-end="1485">art. 7 della Legge di Bilancio 2026</strong>, che modifica l’art. 4 del DL 50/2017. È importante sottolineare che resta possibile scegliere l’unità immobiliare a cui applicare l’aliquota più bassa in sede di dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1882">Oltre alla normativa statale, si attendono <strong data-start="1720" data-end="1764">ulteriori interventi da Regioni e Comuni</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="1792" data-end="1824">urbanistici e amministrativi</strong>, che potrebbero influenzare l’attività in modo rilevante.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="329" data-end="398"><strong>Cedolare secca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="846">Prima di entrare nel merito delle novità introdotte dalla <strong data-start="458" data-end="484">Legge di Bilancio 2026</strong>, è utile ricordare cosa prevede il regime della <strong data-start="533" data-end="551">cedolare secca</strong>, uno strumento fiscale che negli ultimi anni ha attirato molti proprietari di immobili in locazione. La cedolare secca è una <strong data-start="677" data-end="713">modalità opzionale di tassazione</strong> che consente di sostituire l’<strong data-start="743" data-end="752">IRPEF</strong> e le relative addizionali con un’<strong data-start="786" data-end="809">imposta sostitutiva</strong>, calcolata sul reddito da locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1179">Oltre alla tassazione agevolata, il regime offre altri vantaggi: chi opta per la cedolare non deve pagare l’<strong data-start="956" data-end="979">imposta di registro</strong> né l’<strong data-start="985" data-end="1005">imposta di bollo</strong> per la registrazione, proroga o risoluzione del contratto. Tuttavia, è importante sapere che <strong data-start="1099" data-end="1118">non sostituisce</strong> l’imposta di registro in caso di <strong data-start="1152" data-end="1178">cessione del contratto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1181" data-end="1498">L’adesione alla cedolare comporta anche <strong data-start="1221" data-end="1263">la rinuncia all’adeguamento del canone</strong>: non sarà possibile aggiornare l’affitto nemmeno sulla base dell’<strong data-start="1329" data-end="1345">indice ISTAT</strong>. Questo limite è spesso sottovalutato, ma può incidere nel medio-lungo periodo sui ricavi del locatore, soprattutto in contesti di inflazione crescente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1500" data-end="1843">Secondo quanto indicato dall’<strong data-start="1529" data-end="1554">Agenzia delle Entrate</strong>, l’opzione può essere esercitata <strong data-start="1588" data-end="1636">al momento della registrazione del contratto</strong> o <strong data-start="1639" data-end="1669">in sede di rinnovo annuale</strong>, nel caso di contratti pluriennali. Se non viene esercitata subito, si applicano le regole ordinarie, comprese le imposte di registro e bollo, che <strong data-start="1817" data-end="1842">non sono rimborsabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1845" data-end="2056">Infine, ricordiamo che quanto previsto dalla manovra 2026 è ancora contenuto in un <strong data-start="1928" data-end="1954">disegno di legge (DDL)</strong> in fase di approvazione: sono quindi possibili <strong data-start="2002" data-end="2055">modifiche prima dell’entrata in vigore definitiva</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Partita IVA obbligatoria dal terzo immobile</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="858">Uno dei cambiamenti più impattanti introdotti dalla <strong data-start="427" data-end="453">Legge di Bilancio 2026</strong> riguarda la definizione di “<strong data-start="482" data-end="510">attività imprenditoriale</strong>” per chi gestisce affitti brevi. Fino al 2025, il confine tra gestione privata e attività d’impresa era piuttosto sfumato e lasciava spazio a interpretazioni. Dal 2026, invece, viene introdotto un <strong data-start="708" data-end="730">criterio oggettivo</strong> e chiaro: <strong data-start="741" data-end="857">dal terzo immobile affittato con contratti brevi, scatta automaticamente l’obbligo di apertura della partita IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="860" data-end="1043">Questo significa che chi possiede e affitta tre o più appartamenti con contratti inferiori a 30 giorni sarà considerato un <strong data-start="983" data-end="1019">imprenditore a tutti gli effetti</strong>. Di conseguenza, dovrà:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1045" data-end="1361">
<li data-start="1045" data-end="1124">
<p data-start="1047" data-end="1124">Aprire una <strong data-start="1058" data-end="1073">partita IVA</strong> con codice ATECO specifico per le locazioni brevi;</p>
</li>
<li data-start="1125" data-end="1259">
<p data-start="1127" data-end="1259">Adempiere agli <strong data-start="1142" data-end="1174">obblighi contabili e fiscali</strong> tipici di un’impresa (tenuta registri, fatturazione elettronica, dichiarazioni IVA);</p>
</li>
<li data-start="1260" data-end="1361">
<p data-start="1262" data-end="1361">Eventualmente iscriversi alla <strong data-start="1292" data-end="1318">Gestione Separata INPS</strong>, se si supera una certa soglia di reddito.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1633">Inoltre, l’attività potrebbe essere soggetta a controlli <strong data-start="1420" data-end="1452">urbanistici e amministrativi</strong> da parte dei Comuni o delle Regioni, che stanno valutando l’introduzione di <strong data-start="1529" data-end="1557">nuovi regolamenti locali</strong>, come limiti al numero di immobili affittabili o obblighi di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999">Il passaggio alla forma imprenditoriale, per molti piccoli proprietari, può comportare un aumento dei costi gestionali e fiscali. Tuttavia, in alcuni casi, può rivelarsi anche un’opportunità per <strong data-start="1830" data-end="1863">strutturare meglio l’attività</strong> e <strong data-start="1866" data-end="1887">scaricare i costi </strong>legati alla gestione dell’immobile. Valutare caso per caso è essenziale per non incorrere in errori o sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 " src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="454"><strong>Conviene ancora la cedolare secca </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="848">Con l’introduzione del nuovo sistema a <strong data-start="495" data-end="520">scaglioni di aliquota</strong> (21%, 26% e 30%) e l’obbligo di aprire <strong data-start="560" data-end="594">partita IVA dal terzo immobile</strong>, la domanda che molti proprietari si pongono è: <strong data-start="643" data-end="694">la cedolare secca è ancora conveniente nel 2026</strong>? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui il numero di immobili affittati, il reddito prodotto e le spese sostenute per la gestione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="850" data-end="864">Nel dettaglio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1634">
<li data-start="866" data-end="1097">
<p data-start="868" data-end="1097">Se si affitta <strong data-start="882" data-end="902">solo un immobile</strong>, l’aliquota al <strong data-start="918" data-end="925">21%</strong> rimane competitiva rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per chi si trova in scaglioni medio-alti. In più, il regime è semplice, senza obblighi IVA o INPS.</p>
</li>
<li data-start="1098" data-end="1299">
<p data-start="1100" data-end="1299">Con <strong data-start="1104" data-end="1120">due immobili</strong>, l’aliquota sale al <strong data-start="1141" data-end="1148">26%</strong>, ma può ancora risultare vantaggiosa se i canoni sono elevati e non si hanno molti costi da scaricare. Tuttavia, si perde parte del risparmio fiscale.</p>
</li>
<li data-start="1300" data-end="1634">
<p data-start="1302" data-end="1634">Dal <strong data-start="1306" data-end="1330">terzo immobile in su</strong>, con tassazione al <strong data-start="1350" data-end="1357">30%</strong> e obbligo di partita IVA, la cedolare secca diventa decisamente <strong data-start="1422" data-end="1441">meno attrattiva</strong>, soprattutto se confrontata con il regime d’impresa ordinario o forfettario, che consente di dedurre i costi e, in alcuni casi, di applicare aliquote più basse grazie alla flat tax (15% o 5%).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1636" data-end="1912">Inoltre, va considerato che la cedolare secca <strong data-start="1682" data-end="1715">non consente di dedurre spese</strong> come ristrutturazioni, arredi, utenze, spese condominiali o commissioni di agenzie e portali online. Questo può rappresentare un limite per chi gestisce immobili in modo intensivo e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">Conclusione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">La cedolare secca continua a essere una buona scelta <strong data-start="1980" data-end="2045">per chi affitta saltuariamente o con basso profilo gestionale</strong>, ma diventa meno conveniente per chi entra in una logica imprenditoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="374" data-end="467"><strong>Affitti brevi, locazioni turistiche e attività imprenditoriale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Con le modifiche introdotte dalla <strong data-start="503" data-end="529">Legge di Bilancio 2026</strong>, diventa ancora più importante distinguere chiaramente tra <strong data-start="589" data-end="606">affitto breve</strong>, <strong data-start="608" data-end="631">locazione turistica</strong> e <strong data-start="634" data-end="662">attività imprenditoriale</strong> vera e propria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Tre termini spesso utilizzati come sinonimi, ma che in realtà si riferiscono a <strong data-start="758" data-end="797">modelli giuridici e fiscali diversi</strong>, ognuno con obblighi e regole specifiche.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="841" data-end="1921">
<li data-start="841" data-end="1167">
<p data-start="843" data-end="1167">Gli <strong data-start="847" data-end="864">affitti brevi</strong> sono definiti come contratti di <strong data-start="897" data-end="943">locazione di durata inferiore ai 30 giorni</strong>, senza servizi aggiuntivi come colazione, pulizia giornaliera o reception. Sono rivolti prevalentemente a turisti o lavoratori in trasferta e non richiedono, in linea generale, partita IVA, se limitati a uno o due immobili.</p>
</li>
<li data-start="1169" data-end="1519">
<p data-start="1171" data-end="1519">Le <strong data-start="1174" data-end="1198">locazioni turistiche</strong> sono una forma di affitto breve regolata a livello <strong data-start="1250" data-end="1274">regionale e comunale</strong>, con adempimenti che possono includere <strong data-start="1314" data-end="1322">SCIA</strong>, comunicazione alla questura degli ospiti, rispetto di norme urbanistiche e certificazioni energetiche. Alcune Regioni impongono l’iscrizione in elenchi specifici o l’uso di codici identificativi.</p>
</li>
<li data-start="1521" data-end="1921">
<p data-start="1523" data-end="1921">L’<strong data-start="1525" data-end="1553">attività imprenditoriale</strong> scatta quando si superano determinati limiti, ora ben definiti: <strong data-start="1618" data-end="1650">dal terzo immobile affittato</strong>, si presume per legge l’esercizio di un’impresa. In questo caso, il proprietario è obbligato ad aprire <strong data-start="1754" data-end="1769">partita IVA</strong>, adottare un regime fiscale coerente e rispettare le normative del settore turistico-alberghiero (come la registrazione presso la Camera di Commercio).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1923" data-end="2293">La corretta qualificazione dell’attività è fondamentale, perché da essa derivano importanti conseguenze fiscali, amministrative e perfino <strong data-start="2061" data-end="2071">penali</strong> in caso di omessa comunicazione o esercizio abusivo. È perciò consigliabile, prima di avviare o ampliare un’attività di affitti brevi, <strong data-start="2207" data-end="2239">consultare un commercialista</strong> esperto in materia per una valutazione caso per caso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="385"><strong>Interventi attesi da Regioni e Comuni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="835">Oltre alle novità introdotte a livello statale dalla <strong data-start="440" data-end="466">Legge di Bilancio 2026</strong>, nei prossimi mesi si attendono importanti sviluppi anche sul piano <strong data-start="535" data-end="545">locale</strong>, con <strong data-start="551" data-end="571">Regioni e Comuni</strong> pronti a introdurre ulteriori regole per la gestione degli affitti brevi. Si tratta di un passaggio cruciale, perché il legislatore nazionale ha lasciato <strong data-start="726" data-end="774">ampio margine di intervento agli enti locali</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="802" data-end="834">urbanistici e amministrativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="837" data-end="1024">Alcuni Comuni – soprattutto nelle città turistiche o ad alta tensione abitativa come <strong data-start="922" data-end="965">Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Milano</strong> – stanno valutando o hanno già annunciato l’intenzione di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1563">
<li data-start="1026" data-end="1123">
<p data-start="1028" data-end="1123">limitare il numero massimo di immobili affittabili come affitti brevi per ciascun proprietario;</p>
</li>
<li data-start="1124" data-end="1230">
<p data-start="1126" data-end="1230">introdurre <strong data-start="1137" data-end="1173">zone a regolamentazione speciale</strong>, dove gli affitti turistici saranno fortemente limitati;</p>
</li>
<li data-start="1231" data-end="1345">
<p data-start="1233" data-end="1345">obbligare i proprietari a richiedere <strong data-start="1270" data-end="1299">autorizzazioni preventive</strong> o a iscriversi in appositi registri comunali;</p>
</li>
<li data-start="1346" data-end="1469">
<p data-start="1348" data-end="1469">intensificare i controlli sul <strong data-start="1378" data-end="1419">codice identificativo nazionale (CIN)</strong> e sulla trasmissione dei dati agli enti preposti;</p>
</li>
<li data-start="1470" data-end="1563">
<p data-start="1472" data-end="1563">aumentare la <strong data-start="1485" data-end="1507">tassa di soggiorno</strong> o introdurre contributi speciali a carico dei locatori.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1565" data-end="1808">Anche le <strong data-start="1574" data-end="1585">Regioni</strong>, da parte loro, possono intervenire con leggi ad hoc, ad esempio prevedendo <strong data-start="1662" data-end="1697">corsi obbligatori di formazione</strong>, requisiti strutturali minimi per gli alloggi o l’obbligo di stipulare assicurazioni di responsabilità civile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107">Questo contesto normativo frammentato e in evoluzione rende la gestione degli affitti brevi sempre più complessa. È quindi fondamentale che ogni locatore sia aggiornato sulla normativa <strong data-start="1995" data-end="2033">non solo nazionale ma anche locale</strong>, per evitare sanzioni o addirittura l’interruzione forzata dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg" alt="" width="1920" height="1281" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="388"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="838">Le novità introdotte dalla <strong data-start="417" data-end="443">Legge di Bilancio 2026</strong> cambiano in modo sostanziale il panorama fiscale degli <strong data-start="499" data-end="516">affitti brevi</strong> in Italia. L’obiettivo del legislatore è chiaro: ridurre le zone grigie, contrastare l’evasione e distinguere chi affitta in modo occasionale da chi lo fa come vera attività d’impresa. Tuttavia, questo si traduce in nuove <strong data-start="739" data-end="767">complessità burocratiche</strong> e in un aumento della pressione fiscale per chi gestisce più immobili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="840" data-end="1333">Per i <strong data-start="846" data-end="869">piccoli proprietari</strong>, la cedolare secca al 21% può continuare a rappresentare una soluzione semplice e vantaggiosa, a patto di limitare l’attività a un solo immobile e rispettare tutte le regole. Chi invece possiede più unità immobiliari e genera redditi significativi da affitti turistici deve ora valutare con attenzione <strong data-start="1172" data-end="1204">l’apertura della partita IVA</strong>, la possibilità di passare a un <strong data-start="1237" data-end="1259">regime forfettario</strong> (dove applicabile), e i vantaggi fiscali legati alla deduzione dei costi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1645">Fondamentale sarà anche monitorare i futuri interventi di <strong data-start="1393" data-end="1413">Regioni e Comuni</strong>, che potrebbero introdurre nuove restrizioni o obblighi. L’adeguamento alle normative locali diventa quindi un passaggio obbligato per evitare <strong data-start="1557" data-end="1569">sanzioni</strong>, <strong data-start="1571" data-end="1591">chiusure forzate</strong> o l&#8217;esclusione dalle principali piattaforme digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">Il consiglio finale è semplice: <strong data-start="1679" data-end="1733">farsi assistere da un commercialista specializzato</strong> nella fiscalità immobiliare. Solo un’analisi personalizzata può aiutare a scegliere il regime fiscale più conveniente e a mantenere l’attività pienamente conforme alla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">In un settore in continua evoluzione, <strong data-start="1951" data-end="2000">la prevenzione è il miglior risparmio fiscale</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> was first posted on Marzo 7, 2026 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Affitti brevi 2026: nuove tasse al 26% nella Legge di Bilancio</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2026-nuove-tasse-al-26-nella-Legge-di-Bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 05:00:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="668">Il 2026 si preannuncia come un anno di svolta per chi affitta immobili a breve termine in Italia. Il Disegno di Legge di Bilancio, approvato in bozza dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025, introduce importanti modifiche fiscali per i cosiddetti “affitti brevi”, un settore in costante crescita e spesso oggetto di dibattiti, controlli e nuove regolamentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="670" data-end="994">Al centro delle novità c’è la <strong data-start="700" data-end="718">cedolare secca</strong>, regime fiscale agevolato finora molto utilizzato da chi affitta case o appartamenti per periodi inferiori ai 30 giorni. Ma ora il governo punta a ridefinirne i confini e l’aliquota per limitare l’utilizzo abusivo di questo strumento e favorire una maggiore equità fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="996" data-end="1385">Chi opera nel settore dell’extra-alberghiero si troverà a dover affrontare <strong data-start="1126" data-end="1172">nuove regole, nuove soglie e più controlli</strong>. Un tema caldo, che tocca non solo la fiscalità ma anche le politiche abitative delle grandi città, i rapporti con le piattaforme come Airbnb e Booking, e la concorrenza con il settore alberghiero tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1637">Ma cosa prevede davvero il nuovo testo? Quali saranno le ripercussioni fiscali per chi affitta una o più case per periodi brevi? E soprattutto: come è possibile <strong data-start="1548" data-end="1590">risparmiare sulle tasse in modo legale</strong> anche nel nuovo scenario normativo del 2026?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="1813">Scopriamolo in dettaglio, analizzando la norma in bozza, le prospettive per l’approvazione finale e le strategie per adattarsi dei cambiamenti in arrivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="386"><strong data-start="300" data-end="386">Tassazione affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="852">Il Disegno di Legge di Bilancio 2026, attualmente in fase di approvazione parlamentare, introduce un cambiamento importante per la tassazione degli affitti brevi: l’aliquota della <strong data-start="568" data-end="586">cedolare secca</strong> passa dal 21% al <strong data-start="604" data-end="611">26%</strong>. Si tratta di un aumento significativo, che impatterà sia i <strong data-start="672" data-end="695">proprietari privati</strong> che affittano immobili per periodi inferiori ai 30 giorni, sia gli <strong data-start="763" data-end="791">intermediari immobiliari</strong> e le <strong data-start="797" data-end="821">piattaforme digitali</strong> come Airbnb, Booking e simili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1254">Le modifiche sono contenute nell’articolo 7 del DDL, che interviene sull’articolo 4 del <strong data-start="942" data-end="956">DL 50/2017</strong>. Oltre all’innalzamento dell’aliquota, viene anche <strong data-start="1008" data-end="1040">abrogata la riduzione al 21%</strong> prevista nel 2023 per un solo immobile locato con finalità turistiche. Questo vuol dire che, dal 2026, la tassazione sarà uniforme al 26% su tutti gli affitti brevi, senza distinzione tra prima e successive unità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1256" data-end="1569">Ulteriore novità riguarda la <strong data-start="1285" data-end="1307">ritenuta d’acconto</strong> applicata dagli intermediari che gestiscono i pagamenti: anch’essa sarà pari al 26%, allineandosi alla nuova aliquota della cedolare. Questa ritenuta sarà versata al Fisco <strong data-start="1480" data-end="1503">a titolo di acconto</strong>, salvo che il locatore opti esplicitamente per la cedolare secca.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1571" data-end="1910">Resta fermo che la cedolare secca è un regime <strong data-start="1617" data-end="1632">facoltativo</strong>, sostitutivo di Irpef e relative addizionali per i redditi da locazione, e consente anche l’esenzione da imposta di registro e bollo per i contratti. Tuttavia, scegliere questo regime significa <strong data-start="1827" data-end="1876">rinunciare all’aggiornamento Istat del canone</strong>, anche se previsto nel contratto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1912" data-end="2104">Questo pacchetto di modifiche mira chiaramente a <strong data-start="1961" data-end="2015">ridurre l’attrattività fiscale degli affitti brevi</strong> e a contrastare l’uso distorto di un regime pensato inizialmente per i piccoli locatori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="378"><strong data-start="296" data-end="378">Affitti brevi e impatto fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="879">L’aumento della cedolare secca al 26% rappresenta un cambio di scenario che avrà conseguenze concrete sulla redditività degli affitti brevi, soprattutto per i <strong data-start="539" data-end="562">piccoli proprietari</strong> che fino ad oggi hanno potuto beneficiare di un’imposizione agevolata. Un esempio pratico rende evidente l’effetto della riforma: su un affitto breve da 10.000 euro lordi l’anno, la tassazione passerà da 2.100 euro (21%) a <strong data-start="786" data-end="800">2.600 euro</strong>, con un aggravio di 500 euro che può incidere sensibilmente sul margine netto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="881" data-end="1239">Chi gestisce <strong data-start="894" data-end="910">più immobili</strong>, in particolare nelle città turistiche, dovrà rivedere le proprie strategie di pricing o valutare il passaggio a regimi diversi, come la tassazione ordinaria IRPEF o il regime d’impresa. Quest’ultimo, peraltro, comporta obblighi contabili e fiscali ben più complessi, oltre al pagamento dell’IVA e alla tenuta della contabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1241" data-end="1645">Anche le <strong data-start="1250" data-end="1272">piattaforme online</strong> e gli intermediari dovranno adattarsi, modificando le ritenute applicate sui compensi e aggiornando i sistemi informatici per allinearsi al nuovo quadro normativo. La nuova aliquota del 26% a titolo di acconto rischia di generare <strong data-start="1503" data-end="1535">crediti d’imposta in eccesso</strong> nei casi in cui il reddito complessivo del contribuente sia inferiore, creando squilibri nei flussi di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="1875">Per chi affitta occasionalmente una seconda casa o un immobile ereditato, la nuova tassazione potrebbe rendere meno conveniente la locazione breve rispetto ad altre forme di utilizzo, come l’affitto a medio termine o la vendita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1877" data-end="2222">Senza una corretta pianificazione fiscale, molti rischiano di incorrere in <strong data-start="1952" data-end="1964">sanzioni</strong>, <strong data-start="1966" data-end="1986">maggiori imposte</strong> e <strong data-start="1989" data-end="2012">perdita di benefici</strong> precedentemente acquisiti. Diventa quindi essenziale, per chi opera in questo settore, farsi assistere da un professionista per valutare il miglior regime fiscale da adottare in base al proprio caso specifico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1877" data-end="2222"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 " src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="347"><strong>Cedolare secca o regime ordinario</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="684">Quando si affitta un immobile per brevi periodi, come nel caso degli affitti turistici inferiori ai 30 giorni, è possibile scegliere tra <strong data-start="486" data-end="516">due modalità di tassazione</strong>: il <strong data-start="521" data-end="552">regime della cedolare secca</strong> oppure il <strong data-start="563" data-end="589">regime ordinario IRPEF</strong>. La scelta non è banale e può avere un impatto significativo sul guadagno netto dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="686" data-end="1168">La <strong data-start="689" data-end="707">cedolare secca</strong> è un regime <strong data-start="720" data-end="735">facoltativo</strong> e consiste nel pagamento di un’imposta <strong data-start="775" data-end="790">sostitutiva</strong> dell’IRPEF, delle relative addizionali (comunale e regionale) e delle imposte di registro e di bollo sui contratti di locazione. Fino al 2025, l’aliquota era del 21%, ma con la <strong data-start="968" data-end="994">Legge di Bilancio 2026</strong> salirà al <strong data-start="1005" data-end="1012">26%</strong>. Questa modalità è <strong data-start="1032" data-end="1048">più semplice</strong>, non richiede contabilità, ed è spesso scelta da chi affitta saltuariamente o non supera determinati limiti di reddito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1170" data-end="1507">Il <strong data-start="1173" data-end="1199">regime ordinario IRPEF</strong>, invece, prevede la tassazione secondo le aliquote progressive (23%, 25%, 35%, 43%) e permette di <strong data-start="1298" data-end="1328">dedurre le spese sostenute</strong>, come quelle per manutenzione, arredamento, provvigioni all’agenzia e spese condominiali. È più conveniente per chi ha <strong data-start="1448" data-end="1476">molti costi da scaricare</strong> o un reddito imponibile basso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1520">In sintesi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1521" data-end="1781">
<li data-start="1521" data-end="1629">
<p data-start="1523" data-end="1629">La <strong data-start="1526" data-end="1544">cedolare secca</strong> conviene per chi ha <strong data-start="1565" data-end="1591">pochi costi da dedurre</strong>, affitti limitati e vuole semplicità.</p>
</li>
<li data-start="1630" data-end="1781">
<p data-start="1632" data-end="1781">Il <strong data-start="1635" data-end="1661">regime ordinario IRPEF</strong> conviene se si hanno <strong data-start="1683" data-end="1710">molte spese documentate</strong>, si gestiscono più immobili o si svolge attività in modo continuativo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1783" data-end="1971">Con l’aumento dell’aliquota al 26%, sarà fondamentale <strong data-start="1837" data-end="1865">rivalutare caso per caso</strong> quale regime sia più vantaggioso: una scelta sbagliata potrebbe ridurre la redditività dell’investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="422"><strong>Simulazioni pratiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="424" data-end="734">Per comprendere a fondo l’impatto della nuova tassazione al 26% sugli affitti brevi introdotta dalla <strong data-start="525" data-end="551">Legge di Bilancio 2026</strong>, è utile osservare alcuni <strong data-start="578" data-end="595">casi concreti</strong>. Le simulazioni qui sotto mostrano la differenza tra la tassazione al 21% (in vigore fino al 2025) e quella al 26% prevista per il 2026.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="816">Caso 1: Proprietario con 1 appartamento affittato saltuariamente</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="817" data-end="1002">
<li data-start="817" data-end="848">
<p data-start="819" data-end="848"><strong data-start="819" data-end="837">Introiti annui</strong>: €10.000</p>
</li>
<li data-start="849" data-end="912">
<p data-start="851" data-end="912"><strong data-start="851" data-end="876">Cedolare secca al 21%</strong> (fino al 2025): €2.100 di imposte</p>
</li>
<li data-start="913" data-end="961">
<p data-start="915" data-end="961"><strong data-start="915" data-end="940">Cedolare secca al 26%</strong> (dal 2026): €2.600</p>
</li>
<li data-start="962" data-end="1002">
<p data-start="964" data-end="1002"><strong data-start="964" data-end="978">Differenza</strong>: +€500 (pari al +23,8%)</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1009" data-end="1087">Caso 2: Proprietario con 2 immobili affittati in località turistica</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1088" data-end="1231">
<li data-start="1088" data-end="1126">
<p data-start="1090" data-end="1126"><strong data-start="1090" data-end="1115">Introiti annui totali</strong>: €30.000</p>
</li>
<li data-start="1127" data-end="1157">
<p data-start="1129" data-end="1157"><strong data-start="1129" data-end="1147">Imposta al 21%</strong>: €6.300</p>
</li>
<li data-start="1158" data-end="1188">
<p data-start="1160" data-end="1188"><strong data-start="1160" data-end="1178">Imposta al 26%</strong>: €7.800</p>
</li>
<li data-start="1189" data-end="1231">
<p data-start="1191" data-end="1231"><strong data-start="1191" data-end="1205">Differenza</strong>: +€1.500 (pari al +23,8%)</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1238" data-end="1309">Caso 3: Proprietario con reddito basso (sotto €15.000 annui)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1310" data-end="1629">In questo caso, se si optasse per il <strong data-start="1347" data-end="1373">regime ordinario IRPEF</strong>, le aliquote applicabili sarebbero al 23%. Tuttavia, con le <strong data-start="1434" data-end="1448">detrazioni</strong> e la <strong data-start="1454" data-end="1469">no tax area</strong>, il contribuente potrebbe pagare <strong data-start="1503" data-end="1511">meno</strong> rispetto al 26% della cedolare secca.<br data-start="1549" data-end="1552" /><strong data-start="1555" data-end="1568">Risultato</strong>: il regime ordinario potrebbe diventare <strong data-start="1609" data-end="1628">più conveniente</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1636" data-end="1692">Caso 4: Gestione tramite piattaforma (Airbnb)</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1693" data-end="2045">
<li data-start="1693" data-end="1775">
<p data-start="1695" data-end="1775">L’intermediario applicherà la <strong data-start="1725" data-end="1745">ritenuta del 26%</strong> sul corrispettivo incassato</p>
</li>
<li data-start="1776" data-end="1932">
<p data-start="1778" data-end="1932">Se il proprietario <strong data-start="1797" data-end="1836">non ha optato per la cedolare secca</strong>, la ritenuta sarà considerata <strong data-start="1867" data-end="1884">acconto IRPEF</strong>, con possibile saldo o conguaglio a fine anno</p>
</li>
<li data-start="1933" data-end="2045">
<p data-start="1935" data-end="2045">In caso di redditi bassi, si genera <strong data-start="1974" data-end="1991">credito IRPEF</strong> che potrà essere usato l’anno successivo o rimborsato</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2052" data-end="2219">Come si evince dalle simulazioni, l’aumento dell’aliquota pesa soprattutto su chi affitta <strong data-start="2142" data-end="2179">occasionale ma con buoni introiti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2052" data-end="2219">Per molti sarà il momento di valutare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2220" data-end="2402">
<li data-start="2220" data-end="2261">
<p data-start="2222" data-end="2261">La <strong data-start="2225" data-end="2261">convenienza del regime ordinario</strong></p>
</li>
<li data-start="2262" data-end="2334">
<p data-start="2264" data-end="2334">La possibilità di trasformare l’attività in <strong data-start="2308" data-end="2334">impresa vera e propria</strong></p>
</li>
<li data-start="2335" data-end="2402">
<p data-start="2337" data-end="2402">O la riduzione del numero di immobili destinati all’affitto breve</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Strategie legali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="428" data-end="759">Con l’entrata in vigore della nuova aliquota del 26% sulla cedolare secca per gli affitti brevi, molti proprietari e host si chiedono come <strong data-start="567" data-end="609">difendere la redditività dell’attività</strong>. La buona notizia è che esistono diverse <strong data-start="651" data-end="685">strategie perfettamente legali</strong> per ottimizzare il carico fiscale, <strong data-start="721" data-end="749">senza rischiare sanzioni</strong> o errori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="761" data-end="790">Ecco alcune delle principali:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="797" data-end="873">1. Valutare il regime ordinario IRPEF se si hanno spese da dedurre</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1163">Se l’attività comporta <strong data-start="898" data-end="917">costi rilevanti</strong> (spese di ristrutturazione, arredo, utenze, provvigioni ad agenzie o piattaforme, manutenzione, spese condominiali ecc.), il regime ordinario IRPEF potrebbe risultare <strong data-start="1085" data-end="1125">più vantaggioso della cedolare secca</strong>, soprattutto con redditi medio-bassi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1170" data-end="1253">2. Affitto in forma imprenditoriale: aprire partita IVA per dedurre tutto</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1255" data-end="1565">Chi affitta <strong data-start="1267" data-end="1283">più immobili</strong> in modo organizzato e continuativo dovrebbe valutare l’apertura di <strong data-start="1351" data-end="1404">partita IVA con regime semplificato o forfettario</strong>. In questo modo, potrà dedurre tutte le spese legate all’attività e beneficiare anche di un regime fiscale agevolato (15% o 5% per le startup, nel forfettario).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="1639">3. Affidarsi a un property manager con ritenuta d’acconto</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1641" data-end="1909">Delegare la gestione a un <strong data-start="1667" data-end="1684">intermediario</strong> (come un property manager) consente di applicare la ritenuta d’acconto e ridurre il rischio di sanzioni per errori fiscali. Inoltre, l’intermediario può occuparsi della contabilità e della corretta dichiarazione dei redditi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1916" data-end="1990">4. Registrare sempre il contratto e conservare la documentazione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1992" data-end="2266">Anche se gli affitti brevi non richiedono registrazione obbligatoria del contratto, è sempre consigliabile <strong data-start="2099" data-end="2132">produrre un contratto scritto</strong>, conservarlo e tener traccia dei pagamenti, in modo da poter giustificare il reddito in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2273" data-end="2327">5. Attenzione alla soglia dei 4 appartamenti</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2329" data-end="2587">Ricorda che, secondo le normative attuali (art. 4 DL 50/2017), se si affittano <strong data-start="2408" data-end="2433">più di 4 appartamenti</strong> per brevi periodi, si è considerati <strong data-start="2470" data-end="2498">locatori imprenditoriali</strong>. In questo caso è <strong data-start="2517" data-end="2548">obbligatoria la partita IVA</strong> e l’applicazione del regime d’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2594" data-end="2669">In definitiva, per ridurre le tasse in modo legale nel 2026 è fondamentale:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2670" data-end="2839">
<li data-start="2670" data-end="2719">
<p data-start="2672" data-end="2719">Conoscere bene la propria situazione reddituale</p>
</li>
<li data-start="2720" data-end="2747">
<p data-start="2722" data-end="2747">Analizzare costi e ricavi</p>
</li>
<li data-start="2748" data-end="2839">
<p data-start="2750" data-end="2839">Farsi seguire da un <strong data-start="2770" data-end="2796">commercialista esperto</strong> in fiscalità immobiliare e locazioni brevi</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="545"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="547" data-end="915">Con l’inasprimento fiscale previsto nella Legge di Bilancio 2026, aumentano anche i <strong data-start="631" data-end="644">controlli</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate e il rischio di <strong data-start="697" data-end="709">sanzioni</strong> per chi gestisce affitti brevi in modo non conforme. L’obiettivo del Governo è duplice: <strong data-start="798" data-end="832">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="835" data-end="876">regolare un mercato sempre più esteso</strong>, che spesso sfugge ai radar del Fisco.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="993">Piattaforme obbligate a comunicare dati e trattenere imposte</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="995" data-end="1239">Dal 2024, con l’introduzione del <strong data-start="1028" data-end="1072">Registro nazionale delle locazioni brevi</strong> e la piena applicazione delle norme europee (DAC7), le <strong data-start="1128" data-end="1152">piattaforme digitali</strong> come Airbnb, Booking, Vrbo e simili sono <strong data-start="1194" data-end="1238">obbligate a comunicare al Fisco italiano</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1240" data-end="1354">
<li data-start="1240" data-end="1265">
<p data-start="1242" data-end="1265">l’identità del locatore</p>
</li>
<li data-start="1266" data-end="1294">
<p data-start="1268" data-end="1294">l’ubicazione dell’immobile</p>
</li>
<li data-start="1295" data-end="1325">
<p data-start="1297" data-end="1325">il numero di notti prenotate</p>
</li>
<li data-start="1326" data-end="1354">
<p data-start="1328" data-end="1354">il corrispettivo incassato</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1356" data-end="1655">Nel 2026, con la nuova aliquota al 26%, queste piattaforme saranno inoltre <strong data-start="1431" data-end="1476">tenute ad applicare la ritenuta d’acconto</strong> sul compenso versato al proprietario, se quest’ultimo non comunica l’opzione per la cedolare secca. In caso di omissioni, le piattaforme stesse rischiano <strong data-start="1631" data-end="1654">sanzioni pecuniarie</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1662" data-end="1718">Le sanzioni per il locatore: cosa si rischia?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1786">Chi non dichiara correttamente i redditi da affitto breve rischia:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1787" data-end="2130">
<li data-start="1787" data-end="1848">
<p data-start="1789" data-end="1848"><strong data-start="1789" data-end="1816">Sanzioni amministrative</strong> fino al 240% dell’imposta evasa</p>
</li>
<li data-start="1849" data-end="1925">
<p data-start="1851" data-end="1925"><strong data-start="1851" data-end="1889">Accertamento sintetico del reddito</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate</p>
</li>
<li data-start="1926" data-end="2023">
<p data-start="1928" data-end="2023"><strong data-start="1928" data-end="1975">Esclusione retroattiva dalla cedolare secca</strong> e tassazione ordinaria più interessi e sanzioni</p>
</li>
<li data-start="2024" data-end="2130">
<p data-start="2026" data-end="2130"><strong data-start="2026" data-end="2052">Problemi con il Comune</strong> per mancate comunicazioni o assenza del Codice Identificativo Nazionale (CIN)</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2137" data-end="2210">Pagamenti tracciabili e contratti: serve la massima precisione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2212" data-end="2248">Dal 2026 sarà ancora più importante:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2249" data-end="2600">
<li data-start="2249" data-end="2332">
<p data-start="2251" data-end="2332">Incassare i canoni solo con <strong data-start="2279" data-end="2300">mezzi tracciabili</strong> (bonifici, carte, PayPal, ecc.)</p>
</li>
<li data-start="2333" data-end="2437">
<p data-start="2335" data-end="2437">Conservare copia del <strong data-start="2356" data-end="2377">contratto scritto</strong> (anche se non registrato) e delle <strong data-start="2412" data-end="2437">ricevute di pagamento</strong></p>
</li>
<li data-start="2438" data-end="2508">
<p data-start="2440" data-end="2508">Verificare l’invio corretto dei dati da parte degli <strong data-start="2492" data-end="2508">intermediari</strong></p>
</li>
<li data-start="2509" data-end="2600">
<p data-start="2511" data-end="2600">Tenere sotto controllo le <strong data-start="2537" data-end="2566">dichiarazioni dei redditi</strong>, con l’aiuto di un professionista</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2607" data-end="2853">In conclusione, il nuovo assetto normativo richiede maggiore attenzione e precisione. Gestire affitti brevi “alla leggera” non è più sostenibile: è il momento di professionalizzare l’attività o rivedere il proprio modello di business.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="386"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="388" data-end="789">La Legge di Bilancio 2026 introduce un cambiamento significativo nella tassazione degli affitti brevi, con l’innalzamento dell’aliquota della cedolare secca al 26% e l’abolizione dell’agevolazione al 21% per il primo immobile. Un passaggio che avrà effetti concreti sulla redditività di chi affitta case o appartamenti per periodi inferiori ai 30 giorni, sia occasionalmente che in modo professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="791" data-end="1149">Oltre all’aumento del carico fiscale, si intensificano i <strong data-start="848" data-end="888">controlli dell’Agenzia delle Entrate</strong>, la tracciabilità delle operazioni tramite piattaforme digitali e le <strong data-start="958" data-end="970">sanzioni</strong> in caso di irregolarità. Questo nuovo scenario impone una <strong data-start="1029" data-end="1067">pianificazione fiscale più attenta</strong>, in grado di evitare errori e ottimizzare la gestione del patrimonio immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1151" data-end="1292">Che tu gestisca un solo appartamento o un portafoglio più ampio di immobili, il 2026 rappresenta un punto di svolta. È il momento giusto per rivedere il proprio regime fiscale, valutare la convenienza tra cedolare secca e tassazione ordinaria, strutturare correttamente l’attività se ricorrono i presupposti dell’impresa e farsi affiancare da un <strong data-start="1502" data-end="1547">commercialista esperto in locazioni brevi</strong> per non farsi trovare impreparati</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1583" data-end="1724">Chi agisce oggi ha più possibilità di adattarsi senza traumi alla nuova normativa e continuare a guadagnare in modo legale e sostenibile.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2026-nuove-tasse-al-26-nella-Legge-di-Bilancio/">Affitti brevi 2026: nuove tasse al 26% nella Legge di Bilancio</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2026-nuove-tasse-al-26-nella-Legge-di-Bilancio/">Affitti brevi 2026: nuove tasse al 26% nella Legge di Bilancio</a> was first posted on Novembre 19, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 04:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
		<category><![CDATA[AFFITTI & LOCAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[affitti brevi 2025]]></category>
		<category><![CDATA[affitti turistici IVA]]></category>
		<category><![CDATA[Airbnb tassazione 2025]]></category>
		<category><![CDATA[cedolare secca 26%]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva VIDA]]></category>
		<category><![CDATA[IVA affitti privati]]></category>
		<category><![CDATA[locazioni brevi regole fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[normativa affitti brevi Europa]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme digitali affitti]]></category>
		<category><![CDATA[prestazione presunta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore degli affitti brevi ha conosciuto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle piattaforme digitali come Airbnb, Booking e simili. Sempre più privati scelgono di mettere a reddito le proprie seconde case o anche singole stanze, generando flussi economici significativi. Tuttavia, questo boom ha messo in luce la necessità [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> was first posted on Giugno 2, 2025 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" style="text-align: justify;" data-start="468" data-end="899">Negli ultimi anni, il settore degli affitti brevi ha conosciuto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle piattaforme digitali come Airbnb, Booking e simili. Sempre più privati scelgono di mettere a reddito le proprie seconde case o anche singole stanze, generando flussi economici significativi. Tuttavia, questo boom ha messo in luce la necessità di una maggiore regolamentazione, soprattutto in ambito fiscale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1454">Dal 2025, le novità introdotte dalla Direttiva UE VIDA (VAT in the Digital Age) potrebbero rivoluzionare la gestione fiscale degli affitti brevi, soprattutto per quanto riguarda l’<strong data-start="1081" data-end="1183">imponibilità IVA delle locazioni turistiche effettuate da privati tramite piattaforme elettroniche</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="901" data-end="1454">In particolare, la direttiva prevede che le piattaforme possano diventare soggetti passivi IVA quando intermediano affitti effettuati da privati non soggetti a IVA. Questo cambiamento potrebbe avere impatti rilevanti sia per i proprietari sia per le stesse piattaforme.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1830">Questa evoluzione normativa pone una serie di interrogativi cruciali: <strong data-start="1526" data-end="1682">quando un affitto breve è soggetto a IVA? Qual è il ruolo delle piattaforme digitali? Come dovranno comportarsi i privati per non incorrere in sanzioni?</strong> In questo articolo, analizzeremo in dettaglio tutte queste questioni, alla luce delle nuove disposizioni europee e del contesto normativo italiano.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1830">Regime fiscale</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="697">Prima di affrontare le novità fiscali previste per il 2025, è utile fare un passo indietro e ricordare come sono stati regolati finora gli affitti brevi in Italia. La cornice normativa di riferimento è il <strong data-start="544" data-end="586">Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017</strong>, che ha introdotto per la prima volta una disciplina organica per i cosiddetti &#8220;contratti di locazione breve&#8221;.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1147">Secondo il decreto, per <strong data-start="723" data-end="742">locazioni brevi</strong> si intendono quei contratti di affitto di immobili a uso abitativo, <strong data-start="811" data-end="850">di durata non superiore a 30 giorni</strong>, stipulati da <strong data-start="865" data-end="884">persone fisiche</strong> al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Rientrano in questa categoria anche i contratti che prevedono la <strong data-start="1000" data-end="1048">fornitura di biancheria e pulizia dei locali</strong>, purché accessori e non tali da trasformare l’attività in vera e propria attività imprenditoriale.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1544">Un aspetto centrale della normativa è il <strong data-start="1190" data-end="1229">ruolo delle piattaforme telematiche</strong>, come Airbnb, Booking.com e simili, che agiscono da intermediari tra chi offre l’alloggio e chi lo cerca. Il decreto del 2017 ha previsto che queste piattaforme possano svolgere anche il ruolo di <strong data-start="1426" data-end="1449">sostituto d’imposta</strong>, trattenendo e versando un’imposta sostitutiva (cedolare secca al 21%) per conto dei locatori.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1920">Tuttavia, fino a oggi, le locazioni brevi effettuate da privati non sono state soggette a <strong data-start="1636" data-end="1643">IVA</strong>, proprio perché effettuate al di fuori di un’attività professionale o d’impresa. Questo equilibrio, però, è destinato a cambiare con l’entrata in vigore della nuova Direttiva UE VIDA, che spinge verso una maggiore armonizzazione dell’IVA anche nel settore degli affitti brevi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1920">Direttiva UE VIDA</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="814">Il 2025 segna un anno di transizione importante per il settore delle locazioni brevi, ma sarà il <strong data-start="462" data-end="470">2028</strong> a rappresentare una vera e propria svolta normativa, grazie all’attuazione della <strong data-start="552" data-end="598">Direttiva UE VIDA (VAT in the Digital Age)</strong>. Questa direttiva introduce un pacchetto di misure pensate per armonizzare e modernizzare la disciplina IVA nell’economia digitale, con effetti diretti anche sugli affitti brevi gestiti tramite piattaforme digitali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1411">In particolare, la direttiva stabilisce che <strong data-start="860" data-end="908">anche i privati, non titolari di partita IVA</strong>, saranno considerati soggetti passivi IVA <strong data-start="951" data-end="1021">quando effettuano locazioni brevi tramite piattaforme elettroniche</strong>, come Airbnb, Booking.com e simili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1411">Tuttavia, non saranno i privati a dover calcolare e versare l’imposta, bensì sarà la <strong data-start="1143" data-end="1173">piattaforma stessa a farlo</strong>, in qualità di “<strong data-start="1190" data-end="1213">prestatore presunto</strong>”. Questo approccio si ispira al modello già adottato per il commercio elettronico, dove i marketplace sono responsabili del versamento dell’IVA per le vendite effettuate da soggetti non imponibili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1413" data-end="1871">La novità trova fondamento nell’<strong data-start="1445" data-end="1460">art. 28-bis</strong> della Direttiva n. 516/2025, che modifica la direttiva madre 2006/112/CE. In esso si prevede che quando una piattaforma facilita una locazione breve (fino a 30 giorni), si considera che <strong data-start="1647" data-end="1719">la piattaforma abbia ricevuto e poi fornito direttamente il servizio</strong> al cliente, salvo che il fornitore (cioè il privato) non abbia comunicato un valido numero di partita IVA e dichiarato che applicherà l’IVA in proprio.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1873" data-end="2253">Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal <strong data-start="1920" data-end="1938">1° luglio 2028</strong>, ma ciascuno Stato membro potrà adottarle entro un periodo massimo che si estende fino al <strong data-start="2029" data-end="2048">1° gennaio 2030</strong>. In questo scenario, le piattaforme saranno tenute a <strong data-start="2102" data-end="2161">riscossione e versamento dell’IVA in maniera automatica</strong>, assicurando così la tracciabilità dei flussi economici e riducendo il rischio di evasione.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535">È importante sottolineare che questo sistema si applicherà solo quando i proprietari <strong data-start="2340" data-end="2389">non utilizzano l’immobile per scopi personali</strong> e che le piattaforme non potranno esimersi da questi obblighi, a meno che il locatore non abbia fornito prova del proprio status di soggetto IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32619 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/tenere-le-chiavi-mano-all-aperto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2255" data-end="2535">Implicazioni fiscali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="888">Le nuove regole introdotte dalla Direttiva VIDA e in arrivo tra il 2028 e il 2030 segnano un cambio di paradigma per chi affitta immobili a breve termine senza partita IVA. Fino a oggi, il regime fiscale italiano ha permesso a molti privati di gestire gli affitti brevi come una forma di entrata occasionale, soggetta a cedolare secca al 21% e priva di obblighi IVA. Questo approccio ha favorito la crescita del mercato turistico e l’ingresso di milioni di immobili nel circuito delle locazioni brevi. Tuttavia, con la riforma in arrivo, <strong data-start="844" data-end="887">l&#8217;esenzione IVA non sarà più automatica</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="1466">Nel nuovo scenario, se il locatore <strong data-start="925" data-end="951">non ha una partita IVA</strong>, ma offre il proprio immobile su una piattaforma elettronica, <strong data-start="1014" data-end="1069">l’IVA sarà applicata direttamente dalla piattaforma</strong>, la quale assumerà il ruolo di &#8220;prestatore presunto&#8221; del servizio. Questa figura è puramente fiscale: non incide sul contratto tra locatore e turista, ma assegna alla piattaforma il compito di <strong data-start="1263" data-end="1326">calcolare, riscuotere e versare l’IVA allo Stato competente</strong>. Il proprietario riceverà il pagamento al netto dell’imposta, e in teoria non dovrà compiere alcun adempimento specifico in materia di IVA.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1468" data-end="2023">Le piattaforme, dal canto loro, saranno chiamate a <strong data-start="1519" data-end="1576">ristrutturare i propri sistemi gestionali e contabili</strong>, per conformarsi alle nuove regole europee. Sarà necessario verificare l’identità dei locatori, chiedere loro il numero di partita IVA o la conferma dell’assenza di tale status, e infine applicare le aliquote IVA corrette in base alla normativa del Paese dove avviene la prestazione. Questo significa che l’affitto breve in Italia sarà soggetto all’<strong data-start="1926" data-end="1950">aliquota IVA del 10%</strong>, come avviene già per la maggior parte dei servizi alberghieri e simili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2420">Questa riforma porterà sicuramente maggiore <strong data-start="2069" data-end="2097">trasparenza e uniformità</strong>, ma potrebbe anche rappresentare un ostacolo per i piccoli proprietari, disincentivando chi affitta occasionalmente. È dunque prevedibile un <strong data-start="2239" data-end="2271">riposizionamento del mercato</strong>, con una polarizzazione tra piccoli affitti familiari non più redditizi e soggetti strutturati che gestiranno le locazioni in forma imprenditoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2025" data-end="2420">Novità fiscali 2025</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="770">Il 2025 è un anno di transizione significativa per il regime fiscale degli affitti brevi. Pur non essendo ancora pienamente operativa la direttiva europea VIDA, il legislatore italiano ha già introdotto <strong data-start="650" data-end="674">modifiche importanti</strong> che influenzeranno sia i privati che le piattaforme digitali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="770">Tra le principali novità ci sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="772" data-end="1333">
<li class="" data-start="772" data-end="1059">
<p class="" data-start="774" data-end="1059"><strong data-start="774" data-end="827">Obbligo del Codice Identificativo Nazionale (CIN)</strong>: i proprietari che affittano immobili per periodi inferiori ai 30 giorni devono dotarsi di un codice identificativo, utile per fini di tracciabilità fiscale e sicurezza. L&#8217;assenza di tale codice comporta sanzioni fino a 8.000 euro.</p>
</li>
<li class="" data-start="1063" data-end="1333">
<p class="" data-start="1065" data-end="1333"><strong data-start="1065" data-end="1118">Aumento dell’aliquota della cedolare secca al 26%</strong> dalla <strong data-start="1125" data-end="1154">seconda unità immobiliare</strong> destinata agli affitti brevi. Fino al 2024 l’aliquota era pari al 21%, ma ora si penalizza chi gestisce più immobili, rendendo più oneroso il ricorso alla tassazione sostitutiva.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1787">Anche se <strong data-start="1344" data-end="1436">l’IVA non è ancora applicata direttamente agli affitti brevi gestiti da privati nel 2025</strong>, iniziano ad emergere <strong data-start="1459" data-end="1494">primi segnali di armonizzazione</strong> con quanto previsto dalla riforma europea. In particolare, si rafforza il ruolo delle piattaforme digitali come <strong data-start="1607" data-end="1631">intermediari fiscali</strong> e si introducono meccanismi di segnalazione automatica delle operazioni all’Agenzia delle Entrate, soprattutto in caso di incassi superiori a certe soglie.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257">In sostanza, il 2025 è un anno in cui si <strong data-start="1830" data-end="1851">preparano le basi</strong> per un sistema più strutturato e integrato, in vista dell’obbligo IVA previsto nel 2028. Per i locatori privati diventa cruciale <strong data-start="1981" data-end="2024">verificare la propria posizione fiscale</strong>, valutare la convenienza della cedolare secca rispetto all’IRPEF ordinaria, e soprattutto evitare di rientrare in parametri che possano essere interpretati come attività d’impresa, con conseguenze ben più gravose in termini fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-32620 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/disposizione-delle-chiavi-studio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2257">Strategie di risparmio fiscale</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="765">Con l’inasprimento fiscale introdotto nel 2025 – tra cui l’<strong data-start="412" data-end="481">aumento al 26% della cedolare secca sulla seconda unità affittata</strong> e i maggiori controlli tramite piattaforme digitali – diventa fondamentale per i locatori privati agire in modo strategico per contenere la pressione tributaria. Fortunatamente, esistono diverse modalità <strong data-start="686" data-end="710">perfettamente legali</strong> per ottimizzare il regime fiscale degli affitti brevi.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="767" data-end="824"><strong data-start="774" data-end="824">Utilizzare la cedolare secca sulla prima unità</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1251">La <strong data-start="828" data-end="853">cedolare secca al 21%</strong> resta ancora molto vantaggiosa, in particolare per chi ha solo un immobile destinato agli affitti brevi. Questo regime evita il cumulo con il reddito IRPEF e consente un calcolo chiaro e immediato dell’imposizione fiscale. L&#8217;importante è non superare i <strong data-start="1107" data-end="1142">30 giorni per singolo contratto</strong> e restare <strong data-start="1153" data-end="1192">fuori dall’attività imprenditoriale</strong> (niente reception, colazione, servizi extra continuativi).</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1608" data-end="1647"><strong data-start="1615" data-end="1647">Monitorare i servizi offerti</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1648" data-end="2046">L’aggiunta di servizi accessori come pulizia quotidiana, colazione, cambio biancheria giornaliero può far rientrare l’attività tra quelle <strong data-start="1786" data-end="1805">imprenditoriali</strong>, con conseguente obbligo di apertura della partita IVA e possibile assoggettamento a IVA e contributi INPS. Limitarli, oppure affidarli a fornitori esterni, può essere una scelta efficace per mantenere l’inquadramento “non imprenditoriale”.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2048" data-end="2088"><strong data-start="2055" data-end="2088">Detrazioni e costi deducibili</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2089" data-end="2419">Anche nel regime della cedolare secca non è possibile portare in deduzione i costi sostenuti, ma se si opta per l’<strong data-start="2203" data-end="2222">IRPEF ordinaria</strong> (in caso di reddito complessivo basso o assenza di altri redditi), è possibile dedurre spese per manutenzioni, provvigioni agenziali e utenze, rendendo tale opzione potenzialmente più conveniente.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2421" data-end="2472"><strong data-start="2428" data-end="2472">Valutare l’inquadramento imprenditoriale</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2473" data-end="2903">Chi gestisce più unità immobiliari, con prenotazioni regolari e servizi continuativi, potrebbe essere considerato in automatico come imprenditore. In questo caso, può essere vantaggioso <strong data-start="2659" data-end="2726">optare per l’apertura di una partita IVA con regime forfettario</strong>, che consente una tassazione flat al 15% o 5% (nei primi 5 anni) fino a 100.000 euro di fatturato, evitando così sia l’aliquota del 26% sia le limitazioni della cedolare secca.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2473" data-end="2903">Vantaggi e svantaggi del modello IVA</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="716">L’introduzione del concetto di “<strong data-start="382" data-end="405">prestatore presunto</strong>” rappresenta una delle novità più rilevanti della riforma UE VIDA. In questo modello, la piattaforma digitale – come Airbnb o Booking – diventa il soggetto obbligato al <strong data-start="575" data-end="598">versamento dell’IVA</strong> per conto dei locatori privati che non hanno una partita IVA. Ma cosa comporta davvero questa novità per chi affitta?</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="748"><strong data-start="722" data-end="748">Vantaggi per i privati</strong></h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="1474">
<li class="" data-start="750" data-end="1004">
<p class="" data-start="753" data-end="1004"><strong data-start="753" data-end="788">Semplificazione amministrativa:</strong> il privato non dovrà aprire partita IVA né gestire dichiarazioni IVA. Tutto sarà gestito dalla piattaforma, che applicherà automaticamente l’aliquota corretta, trattenendo e versando l’imposta all’erario competente.</p>
</li>
<li class="" data-start="1006" data-end="1266">
<p class="" data-start="1009" data-end="1266"><strong data-start="1009" data-end="1043">Riduzione del rischio fiscale:</strong> oggi molti locatori rischiano di essere riqualificati come imprenditori occulti, con sanzioni pesanti. Il nuovo sistema, invece, crea un <strong data-start="1181" data-end="1221">meccanismo automatico di adempimento</strong>, riducendo il rischio di errori o omissioni.</p>
</li>
<li class="" data-start="1268" data-end="1474">
<p class="" data-start="1271" data-end="1474"><strong data-start="1271" data-end="1304">Maggiore trasparenza fiscale:</strong> il nuovo regime può favorire la regolarizzazione di molti soggetti che operano in modo informale, rafforzando la credibilità del settore e tutelando i locatori regolari.</p>
</li>
</ol>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1476" data-end="1507"><strong data-start="1480" data-end="1507">Svantaggi per i privati</strong></h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="2302">
<li class="" data-start="1509" data-end="1777">
<p class="" data-start="1512" data-end="1777"><strong data-start="1512" data-end="1548">Minor margine netto di guadagno:</strong> con l’applicazione dell’IVA (10% presumibilmente, come nel settore alberghiero), il canone percepito sarà al netto dell’imposta, <strong data-start="1678" data-end="1712">riducendo l’introito effettivo</strong>. Per chi opera con margini sottili, questa riduzione può pesare.</p>
</li>
<li class="" data-start="1779" data-end="2021">
<p class="" data-start="1782" data-end="2021"><strong data-start="1782" data-end="1821">Limitata flessibilità contrattuale:</strong> la gestione fiscale sarà legata ai flussi digitali tracciati dalla piattaforma. Questo significa <strong data-start="1919" data-end="1950">meno autonomia contrattuale</strong> e possibili limitazioni nei casi di affitti gestiti fuori piattaforma.</p>
</li>
<li class="" data-start="2023" data-end="2302">
<p class="" data-start="2026" data-end="2302"><strong data-start="2026" data-end="2059">Dipendenza dalla piattaforma:</strong> il locatore diventa ancor più dipendente dalle policy fiscali della piattaforma. Errori nella gestione IVA da parte del portale potrebbero avere riflessi anche sul locatore, nonostante quest’ultimo sia “passivo” dal punto di vista tributario.</p>
</li>
</ol>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2304" data-end="2594">In sintesi, il nuovo modello mira a <strong data-start="2340" data-end="2372">semplificare e regolarizzare</strong> il settore degli affitti brevi, ma impone anche <strong data-start="2421" data-end="2462">un ripensamento del modello economico</strong> per i piccoli locatori, che dovranno valutare se continuare a operare nel regime occasionale oppure strutturarsi come microimprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2304" data-end="2594">Affitti brevi e IVA in Europa</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="742">Il mercato degli affitti brevi non è solo un fenomeno italiano. In tutta Europa, le locazioni turistiche gestite da privati rappresentano un segmento in forte espansione, che ha portato le autorità fiscali nazionali a cercare nuove soluzioni per garantire <strong data-start="582" data-end="603">equità tributaria</strong> e <strong data-start="606" data-end="630">corretto gettito IVA</strong>. Alcuni Paesi dell’Unione Europea sono già da tempo avanti nella gestione dell’IVA per questo tipo di attività.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="798"><strong data-start="748" data-end="798">Francia: la fiscalità passa per la piattaforma</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="800" data-end="1296">La Francia è stata una delle prime a introdurre <strong data-start="848" data-end="932">l’obbligo per le piattaforme digitali di trasmettere i dati fiscali dei locatori</strong> all&#8217;amministrazione tributaria. Dal 2021, inoltre, le piattaforme devono anche trattenere imposte alla fonte per i privati che superano determinati limiti di reddito, sebbene l’IVA venga applicata solo se l’attività ha natura imprenditoriale. Con la direttiva VIDA, si prevede una transizione graduale verso l&#8217;applicazione automatica dell’IVA anche per i privati.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1298" data-end="1358"><strong data-start="1302" data-end="1358">Spagna: apertura alla ritenuta e all’IVA sui portali</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1798">In Spagna, gli affitti brevi sono soggetti a regole molto stringenti a livello regionale, ma sul piano fiscale è stata prevista una <strong data-start="1492" data-end="1525">ritenuta obbligatoria del 19%</strong> per i non residenti. L’IVA viene invece applicata in caso di servizi accessori. La Spagna ha accolto con favore l’adozione del meccanismo del “prestatore presunto”, prevedendo una <strong data-start="1706" data-end="1740">graduale adozione già nel 2027</strong>, prima ancora del termine minimo imposto dalla direttiva.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="1800" data-end="1849"><strong data-start="1804" data-end="1849">Germania: IVA già applicata in molti casi</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1851" data-end="2226">In Germania, l’IVA è già applicabile agli affitti brevi se il locatore <strong data-start="1922" data-end="1970">fornisce servizi simili a quelli alberghieri</strong> (come la colazione o la pulizia giornaliera). Tuttavia, molti Land tedeschi stanno spingendo per un’applicazione più estesa dell’IVA anche per i privati che operano tramite piattaforme. Non a caso, la Germania è tra i Paesi promotori della direttiva VIDA.</p>
<h3 class="" style="text-align: justify;" data-start="2228" data-end="2264"><strong data-start="2232" data-end="2264">Italia: tra attesa e cautela</strong></h3>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2266" data-end="2637">L’Italia, rispetto ad altri Paesi, ha finora mantenuto una <strong data-start="2325" data-end="2343">linea prudente</strong>, limitandosi ad aumentare la tassazione con la cedolare secca al 26% sulla seconda unità immobiliare. Tuttavia, con l’obbligo del CIN e i nuovi poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate, è chiaro che il sistema fiscale italiano <strong data-start="2577" data-end="2636">si sta preparando all’impatto della riforma IVA europea</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2639" data-end="2952">Questo confronto evidenzia come il <strong data-start="2674" data-end="2710">modello europeo stia convergendo</strong> verso una gestione automatizzata e digitale dell’IVA sugli affitti brevi. L’Italia sarà chiamata a prendere posizione entro il 2028, ma già oggi è fondamentale per i locatori prepararsi al cambiamento, anche guardando alle esperienze estere.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2639" data-end="2952">Considerazioni finali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="799">Il mercato degli affitti brevi si sta trasformando rapidamente, spinto da nuove esigenze fiscali, pressioni normative e obiettivi di equità tributaria. Il 2025 rappresenta già un momento cruciale: <strong data-start="555" data-end="653">aliquote più alte, controlli più serrati e una maggiore responsabilizzazione delle piattaforme</strong> digitali. Ma è il biennio 2028–2030, con l’entrata in vigore del <strong data-start="719" data-end="765">meccanismo IVA tramite prestatore presunto</strong>, che segnerà il vero spartiacque.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="909">Cosa deve fare oggi un locatore privato che intende continuare ad affittare?</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="909">Ecco una breve guida operativa:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="911" data-end="2042">
<li class="" data-start="911" data-end="1130">
<p class="" data-start="914" data-end="1130"><strong data-start="914" data-end="955">Valutare la propria posizione fiscale</strong>: avere uno o più immobili, offrire servizi accessori, superare una certa soglia di redditi – tutti elementi che possono far scattare la qualifica di attività imprenditoriale.</p>
</li>
<li class="" data-start="1132" data-end="1326">
<p class="" data-start="1135" data-end="1326"><strong data-start="1135" data-end="1198">Sfruttare ancora la cedolare secca al 21% sulla prima unità</strong>, evitando di superare i limiti temporali o di trasformare l’attività in una gestione continuativa con servizi para-alberghieri.</p>
</li>
<li class="" data-start="1328" data-end="1585">
<p class="" data-start="1331" data-end="1585"><strong data-start="1331" data-end="1394">Considerare l’apertura di partita IVA in regime forfettario</strong> se si prevede una gestione professionale o più unità: con tassazione al 15% o 5% e una contabilità semplificata, può risultare più vantaggioso rispetto all’aumento al 26% sulla seconda casa.</p>
</li>
<li class="" data-start="1587" data-end="1791">
<p class="" data-start="1590" data-end="1791"><strong data-start="1590" data-end="1635">Rendere l’attività trasparente e conforme</strong>, dotandosi del <strong data-start="1651" data-end="1692">Codice Identificativo Nazionale (CIN)</strong>, registrando gli ospiti e trasmettendo i dati richiesti alla Questura e all’Agenzia delle Entrate.</p>
</li>
<li class="" data-start="1793" data-end="2042">
<p class="" data-start="1796" data-end="2042"><strong data-start="1796" data-end="1841">Monitorare l’evoluzione normativa europea</strong> e le scelte applicative dell’Italia rispetto alla Direttiva VIDA. Ogni Paese potrà adottare il meccanismo IVA tra il 2028 e il 2030: sapere con anticipo quando cambieranno le regole sarà fondamentale.</p>
</li>
</ol>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2044" data-end="2325">Infine, è consigliabile <strong data-start="2068" data-end="2113">affidarsi a un consulente fiscale esperto</strong>, in grado di valutare la situazione personale e suggerire il regime più conveniente. In un contesto in continua evoluzione, essere informati e strutturati rappresenta la miglior forma di tutela e di risparmio.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Affitti-brevi-2025-quando-scatta-l-IVA-per-i-privati-e-cosa-cambia-con-le-piattaforme-digitali/">Affitti brevi 2025: quando scatta l’IVA per i privati e cosa cambia con le piattaforme digitali</a> was first posted on Giugno 2, 2025 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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