<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>art 11 cpi &#8211; Commercialista.it</title>
	<atom:link href="https://www.commercialista.it/tag/art-11-cpi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.commercialista.it</link>
	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Mar 2023 10:46:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2023/02/cropped-favicon_commercialista_001-32x32.jpg</url>
	<title>art 11 cpi &#8211; Commercialista.it</title>
	<link>https://www.commercialista.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Guida all&#8217;uso del Marchio collettivo nel mondo enogastronomico</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/guida-uso-marchio-collettivo-mondo-enogastronomico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi, Hotel, Affittacamere e B&B]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti e Pizzerie]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E RISTORAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione vini eventi]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo italia]]></category>
		<category><![CDATA[enoturista moderno]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/alberghi-e-ristoranti/come-e-perch233-si-possono-realizzare-fatturati-ultramiliardari-con-il-marchio-collettivo-nellenoturismo-made-in-italy/</guid>

					<description><![CDATA[Vademecum per professionisti ed aziende<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/guida-uso-marchio-collettivo-mondo-enogastronomico/">Guida all&#8217;uso del Marchio collettivo nel mondo enogastronomico</a> was first posted on Novembre 28, 2017 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il turista enogastronomico ricerca non solo la degustazione e la  conoscenza  del prodotto locale ed i suoi abbinamenti con il vino  ma anche le  informazioni sul  territorio di produzione, nel quale cerca un’esperienza di vita a contatto con identità e risorse ed è quindi un utente attivo nella partecipazione a fiere, sagre ed eventi culinari del posto. Tutte queste esigenze trovano la perfetta sintesi e soddisfazione nel marchio collettivo, che nello scenario del Made in Italy sposa divinamente il cosiddetto “enoturismo”, attirando  nel nostro Paese capitali esteri elevatissimi.  Vediamo perché questo Brand apre le porte a nuove opportunità di business e con incrementi in alcuni casi anche sensibili di fatturato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il connubio tra enogastronomia e turismo per la  rivalutazione del territorio: il Business dell’enoturismo</h2>
<p>Come noto, il fenomeno enogastronomico ha un inevitabile risvolto culturale che rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia : il turista enogastronomico ricerca non solo la degustazione e la  conoscenza  del prodotto locale ed i suoi abbinamenti con il vino  ma anche informazioni sul  territorio di produzione, nel quale cerca un’esperienza di vita a contatto con identità e risorse ed è quindi un utente attivo nella partecipazione a fiere, sagre ed eventi culinari del posto.</p>
<p>Tutte queste esigenze sono perfettamente sintetizzate e soddisfatte dalla formula del marchio collettivo ex art 2570 cc e 11 CPI, che garantisce origine , qualità, provenienza e processi produttivi dei prodotti enologici abbinati ai cibi che lo indossano e  sposa divinamente la cultura della buona cucina nel ricercato abbinamento dei vini che ne esaltano sapore e pregio.</p>
<p>E’ per questi motivi che il marchio collettivo, oltre a creare un potentissimo business derivante dalla moltiplicazione esponenziale dei guadagni  e all’affermazione di una reputazione comune di successo delle imprese nell’esaltazione di un’immagine manageriale di spicco e differenziata, rappresenta anche  la formula perfetta per quel  fenomeno noto come “enoturismo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Marchio collettivo ed enoturismo</h2>
<p>L’enoturismo, o turismo enologico, ha la sua radice etimologica nella  parola greca “oinos” (vino) e indica quella tipologia di turismo incentrata  sulla  cultura del vino che oscilla dalla valorizzazione delle risorse vitivinicole del luogo all’abbinamento di enologia, gastronomia e turismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cosa cerca l’enoturista moderno nel nostro  Paese?</h2>
<p>La soddisfazione di questa particolare tipologia di turista che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Europa,   non è dunque solo determinata dalla qualità del prodotto : il suo interesse e la sua curiosità toccano anche gli elementi ad esso strettamente connessi quali la ricettività, le spiegazioni tecniche e gli assaggi e degustazioni  così come la  presenza di servizi complementari quali, ad esempio, il catering, lo sport, il relax e le soste attrezzate che fanno fare un “tuffo” nella dimensione paesaggistica del luogo.</p>
<p>L’Enoturista è quindi profondamente attratto e incuriosito  dalle visite alle cantine e ai vigneti dalle degustazioni guidate e il suo occhio non può non fermarsi davanti alla lettura del nome di un marchio collettivo che racchiude nel profumo , gusto, qualità origine e processi produttivi del vino che lo stesso certifica,  tutti i suoi sogni da straniero in una terra nuova, terra che potrà così  trasmettergli tutta la propria  familiarità e coccolarlo tra mille prelibatezze garantite da un Brand di eccellenza per il Made in Italy.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, per tutte le aziende e gli operatori del settore: &#8220;a buon intenditor, poche parole&#8221;!</p>
<p>Per registrare o acquistare in licenza il vostro marchio collettivo, per la redazione dei disciplinari e per l’attuazione della vostra progettualità d’impresa,</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/guida-uso-marchio-collettivo-mondo-enogastronomico/">Guida all&#8217;uso del Marchio collettivo nel mondo enogastronomico</a> was first posted on Novembre 28, 2017 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vini BIO: qual è il brand ideale? Scoprite l’eccellenza del marchio collettivo, il nuovo trend nella ristorazione</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/vini-bio-qual-232-il-brand-ideale-scoprite-leccellenza-del-marchio-collettivo-il-nuovo-trend-nella-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 08:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E RISTORAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[aziende biologiche]]></category>
		<category><![CDATA[carta dei vini ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[carta dei vini vincente]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista esperto marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare vino biologico]]></category>
		<category><![CDATA[guida marchio collettivo prodotti biologici]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo alimenti bio]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo vini]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento 203/2012]]></category>
		<category><![CDATA[vini bio]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly 2017]]></category>
		<category><![CDATA[vinitalybio 2017]]></category>
		<category><![CDATA[vino biologico cos’è]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/turismo-e-ristorazione/vini-bio-qual-232-il-brand-ideale-scoprite-leccellenza-del-marchio-collettivo-il-nuovo-trend-nella-ristorazione/</guid>

					<description><![CDATA[Guida fiscale/commerciale marchio collettivo per vini biologici<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/vini-bio-qual-232-il-brand-ideale-scoprite-leccellenza-del-marchio-collettivo-il-nuovo-trend-nella-ristorazione/">Vini BIO: qual è il brand ideale? Scoprite l’eccellenza del marchio collettivo, il nuovo trend nella ristorazione</a> was first posted on Giugno 27, 2017 at 10:45 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è il brand che assicurerebbe a ristoratori e commercianti di moltiplicare esponenzialmente la vendita di vini bio? Leggete attentamente queste preziose news per incrementare subito il volume dei vostri affari e sbaragliare la concorrenza con una carta dei vini vincente!</p>
<p>Da recenti statistiche risulta che le coltivazioni BIO stanno registrando una velocizzazione anche nel mondo vitivinicolo, al punto che sul mercato l’Italia ha finora venduto più del 65% della sua produzione BIO all’estero e che dal 2005, le vendite di vino prodotto con uve bio è cresciuto del 90%.</p>
<p>Ma il biologico sta diventando anche uno status-symbol etico imprenditoriale. Perchè?</p>
<p>All’interessante volume di affari, si associa il mutato atteggiamento dei consumatori verso questo tipo di prodotto: nonostante la congiuntura economica attuale, il biologico non rappresenta più una moda elitaria ma una realtà quasi strutturale in continua ed incessante crescita tra le famiglie che sono disposte a pagare un prezzo un po&#8217; più alto in cambio di un prodotto ottimo, sicuro, certificato e tracciabile nella consapevolezza di contribuire ad un’economia più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vinitaly 2017: il successo del biologico</h2>
<p>I vini BIO hanno riscosso un enorme successo anche in occasione del Vinitaly 2017, attraverso il &#8220;Vinitalybio&#8221;, il salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero, organizzato in collaborazione con FEDERBIO &#8211; Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, che ha rappresentato un ottimo palcoscenico, mediante  stand, sessioni di degustazioni guidate ed allestimento di enoteche BIO,  per dare visibilità al prestigio del biologico ed anche alle aziende del settore che hanno così avuto l’opportunità di distinguersi in modo unico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cos’è un vino BIO e perché sceglierlo?</h2>
<p>Il vino biologico è disciplinato da un Regolamento Europeo (regolamento esecutivo UE 203/2012) che ha definito lo standard per le modalità di vinificazione: un vino sarà biologico se prodotto da uve biologiche coltivate senza l&#8217;utilizzo di sostanze chimiche come concimi, diserbati e pesticidi e senza utilizzo di organismi geneticamente modificati e se la vinificazione avviene solo con procedimenti autorizzati dal regolamento europeo. Le principali restrizioni per il produttore di vini biologici riguardano l&#8217;utilizzo di coadiuvanti alla fase di vinificazione, circa la metà delle produzioni normali, e il limite massimo di solforosa totale, posto a 100mg/l per i vini rossi e 150 mg/l per i vini bianchi. Verificate queste condizioni il produttore riceve una certificazione di conformità.</p>
<p>La differenza sostanziale per il consumatore finale tra vino tradizionale e biologico, sulla base della quale sta cambiando il trend delle produzioni, è che i vini biologici hanno indubbiamente un valore aggiunto: non contengono sostanze chimiche ma sono ricchi di diverse sostanze utili per l’organismo umano come ad esempio il resveratrolo che numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato essere un protettivo per il sistema cardiocircolatori e inoltre rispettano e salvaguardano l’ambiente.</p>
<p>Ecco perché sempre più imprenditori del settore si stanno lanciando nella commercializzazione di vini bio, sinonimo di qualità, genuinità, eco-compatibilità e tutela per la salute del consumatore e dell’agricoltore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La normativa</h2>
<p>La normativa specifica di riferimento per la vinificazione BIO è contenuta nel nuovo Regolamento Europeo del 2012 approvata dal Comitato per la regolamentazione sull’Agricoltura Biologica dell’Unione Europea (SCOF – Standing Committee on Organic Farming) che oltre a regolare tutte le tecniche di vinificazione biologica, consente finalmente di confezionare i vini dichiarando in etichetta “vino biologico” e non più “vino da uve biologiche” e la possibilità di utilizzare il logo europeo che identifica il prodotto biologico in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il trend nella ristorazione: stilare una carta dei vini vincente</h2>
<p>Non tutti sanno che per creare una carta dei vini vincente, moltissimi ristoratori propongono tra le novità accattivanti vini bio (inserendo anche referenze extra regionali), fermo restando che ciò contribuisce anche a migliorare, secondo recenti statistiche, l’immagine del locale.</p>
<p>Per un ristorante sarà infatti importantissimo, selezionare al meglio i Vini della propria area in abbinamento alle pietanze locali ricercando, originalità esclusività, senza mai dimenticare la qualità che raggiunge elevati livelli proprio nelle mescite dei vini biologici, biodinamici o naturali in Carta (che si consiglia di esporre all’estendo un’apposita area dedicata all’enoteca), ideali anche per vegetariani, celiaci e soggetti allergici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come fare per incrementare le vostre vendite</h2>
<p>Dati certi evidenziano che chi non acquista vini bio (circa il 24%) lo fa perché mancherebbero sufficienti informazioni sul prodotto. La soluzione per eccellenza? Il marchio collettivo! E questo il mercato lo sta comprendendo molto bene dato che recentemente è in primo piano la tendenza in ambito europeo di valorizzare le produzioni biologiche, attraverso l’impiego di marchi collettivi segnando una nuova frontiera nell’evoluzione della concorrenza all’interno dello scenario Bio: la ragione è molto semplice, trattasi di un brand che fornisce “nuova identità” al prodotto, garantisce un elevato livello qualitativo ed inspessisce la tutela del consumatore. Ciò consentirebbe di arrestare il processo di standardizzazione nel quale sono oggi coinvolti i prodotti biologici nazionali e sviluppare la fidelizzazione nell’acquisto.</p>
<p>Chi dunque ha finora diffidato di un vino biologico, con brand di questo tipo avrebbe chiara l’identificazione del prodotto con un “pacchetto” completo di informazioni, attraverso la rintracciabilità delle materie prime e delle aree geografiche di provenienza, aumentando la predisposizione alla degustazione ed all’acquisto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ALTRE INFO UTILI NEL MONDO DELLA RISTORAZIONE.</p>
<p>Volete scoprire come risparmiare fiscalmente sull’acquisto di tartufi e fatturare correttamente?  Leggete ora <a href="http://www.networkfiscale.com/Dettaglio-Articolo/il-ristoratore-che-acquista-tartufi-da-raccoglitori-occasionali-dal-2017-deve-ancora-pagare-liva-senza-detrazione">la nostra guida fiscale tartufi 2017 per ristoratori, commercianti e raccoglitori occasionali</a>;<br />
Volete sapere come evitare e difendervi dai controlli dell’Agenzia delle Entrate? Ecco per voi <a href="http://www. Facsimilericorso. It/Notizie-dal-Network/ristoranti-e-trattorie-come-difendersi-dai-controlli-e-dagli-avvisi-di-accertamento-pianificando-la-propria-serenit-192">la nostra guida fiscale per ristoranti e trattorie</a>!</p>
<p>Se desiderate:</p>
<p>registrare un marchio d’impresa o collettivo e richiedere assistenza tributaria specializzata in intangible assets;<br />
avviare con successo la vostra azienda biologica o il vostro ristorante e attivare la nostra contabilità in cloud,</p>
<p>ottenendo un preventivo su misura, <a href="https://form.typeform.com/to/Q4UUtwf7?typeform-source=www.commercialista.it">cliccate qui</a>!</p>
<p>oppure chiamateci subito al <span style="color: #339966;">NUMERO VERDE <a style="color: #339966;" href="tel:800192752">800. 19. 27. 52</a></span>!</p>
<p>riceverete assistenza tributaria specializzata in tutta serenità e con la massima professionalità e cortesia!</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/vini-bio-qual-232-il-brand-ideale-scoprite-leccellenza-del-marchio-collettivo-il-nuovo-trend-nella-ristorazione/">Vini BIO: qual è il brand ideale? Scoprite l’eccellenza del marchio collettivo, il nuovo trend nella ristorazione</a> was first posted on Giugno 27, 2017 at 10:45 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marchio collettivo per alimenti BIO: perchè sceglierlo e guida pratica al Business Plan</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/marchio-collettivo-per-alimenti-bio-perch232-sceglierlo-e-guida-pratica-al-business-plan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E RISTORAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570cc]]></category>
		<category><![CDATA[aziende biologiche]]></category>
		<category><![CDATA[cibi bio]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista esperto marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[guida marchio collettivo prodotti biologici]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo alimenti bio]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione fiscale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/turismo-e-ristorazione/marchio-collettivo-per-alimenti-bio-perch232-sceglierlo-e-guida-pratica-al-business-plan/</guid>

					<description><![CDATA[Guida commerciale-fiscale al marchio collettivo per aziende BIO<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/marchio-collettivo-per-alimenti-bio-perch232-sceglierlo-e-guida-pratica-al-business-plan/">Marchio collettivo per alimenti BIO: perchè sceglierlo e guida pratica al Business Plan</a> was first posted on Giugno 26, 2017 at 10:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete deciso di progettare un marchio collettivo nel settore BIO per allinearvi con successo alle nuove tendenze del mercato e realizzare introiti elevatissimi per altrettanto elevati risparmi fiscali? Vi spieghiamo subito come fare con la nostra guida pratica!   </p>
<p>Perché creare e registrare un marchio collettivo nel settore BIO? </p>
<p>Recentemente è in primo piano la tendenza in ambito europeo di valorizzare le produzioni biologiche, attraverso l’impiego di marchi collettivi, segnando una nuova frontiera nell’evoluzione della concorrenza all’interno dello scenario Bio: la ragione è molto semplice, trattasi di un brand che fornisce “nuova identità” al prodotto, garantisce un elevato livello qualitativo ed inspessisce la tutela del consumatore. </p>
<p>La potenzialità del business legato all’utilizzo di un marchio collettivo “Bio” è evidente se si considera che, stando alle attuali statistiche del trend alimentare in Italia, sono in crescita le famiglie disposte a pagare un prezzo più alto per un prodotto agroalimentare che sia sano, sicuro, certificato e tracciabile, al punto che circa il 45% degli italiani acquista periodicamente prodotti biologici. In particolare il boom è stato raggiunto dall’ acquisto di prodotti di pane, riso e sostituti con un aumento del 73%, gli omogeneizzati del 23% e l&#8217;ortofrutta dell&#8217;11%. </p>
<p>L’agricoltura biologica può infatti contribuire a risolvere o alleviare problematiche di salute legate ad intolleranze o allergie alimentari, migliorando la qualità della vita oltre a incoraggiare modelli eco-compatibili tipici di un’economia più sostenibile riducendo l’impatto dell’inquinamento rispetto al singolo ciclo di produzione. </p>
<p>E quale brand è in grado di racchiudere tutte queste caratteristiche e garanzie anche dal punto di vista della sicurezza dei processi produttivi, più del marchio collettivo? </p>
<p>N. B. Tale marchio conferirebbe “identità” al prodotto, sia attraverso la rintracciabilità delle materie prime, sia attraverso la valorizzazione delle aree geografiche di provenienza,  arrestando così, il processo di standardizzazione nel quale sono oggi coinvolti i prodotti biologici nazionali e sviluppando la fidelizzazione nell’acquisto. </p>
<p>La soluzione perfetta</p>
<p>E’ questo il motivo per il quale molti Paesi dell’UE hanno deciso di differenziare il proprio prodotto biologico tramite l’applicazione di marchi collettivi che, anche in Italia, consentono alle imprese biologiche di: </p>
<p>    accrescere la visibilità sul mercato delle aziende italiane;<br />
    valorizzare il made in Italy;<br />
    essere competitive nei confronti delle altre produzioni estere;<br />
    posizionarsi su specifiche nicchie di consumo. Certificare il valore aggiunto alla qualità del prodotto;<br />
    tutelare maggiormente i consumatori;<br />
    ottenere enormi sgravi fiscali ed incentivi finanziari. </p>
<p>Come realizzare il vostro marchio collettivo</p>
<p>1) A livello di marketing: effettuare un’analisi SWOT (analisi dei punti di forza/debolezza, vincoli/opportunità) per acquisire  informazioni fondamentali per la definizione di linee strategiche ed azioni di intervento mirate alla valorizzazione della produttività,  potenziamento della qualità e commerciale;</p>
<p>2) sotto il profilo giuridico/commerciale, definire:</p>
<p>    un organismo di gestione, ossia il titolare del marchio;<br />
    un regolamento d&#8217;uso e disciplinare di produzione, che specifichino la descrizione delle caratteristiche del prodotto/i e delle particolarità che lo contraddistinguono e le modalità di lavorazione;<br />
    i punti critici del processo in cui attivare forme di autocontrollo e controllo;<br />
    un organismo di controllo esterno;<br />
    delle procedure di omologazione e delle procedure di controllo. </p>
<p>Attenzione: nel caso poi in cui il titolare del marchio sia un ente pubblico (marchi collettivi pubblici), è necessario prevedere la costituzione di una legge istitutiva del marchio; un regolamento d’uso del marchio, riportante le nome che tutelano l’uso del marchio collettivo</p>
<p>Per scoprire come aprire la vostra azienda bio e come risparmiare sul Fisco, leggete subito le nostre guide dedicate a: </p>
<p>a) <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/azienda-agricola-bio-2017-come-avviarla-e-gestirla-guida-pratica-con-le-istruzioni-specifiche-1">come avviare la vostra impresa agricola biologica</a>; </p>
<p>b)  <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/guida-al-regime-fiscale-pi249-conveniente-e-finanziamenti-per-le-aziende-agricole-bio-1">come scegliere il regime fiscale più conveniente</a>. </p>
<p> </p>
<p>SCOPRITE LE ALTRE NOVITA’ E INFO STRATEGICHE PER IL VOSTRO BUSINESS NEL SETTORE AGROALIMENTARE! </p>
<p>    <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Dettaglio-Articolo/marchio-collettivo-geografico-mcg-agroalimentare-flessibilit224-redditivit224-e-risparmio-lecito-di-imposta-istruzioni-per-luso">Marchio collettivo geografico (MCG) istruzioni per l&#8217;uso e guida al risparmio lecito d&#8217;imposta</a>;<br />
    <a href="http://www. Commercialista. Es/it-it/Esperto-Associazioni-Culturali-e-Sportive/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017">Marchio collettivo per il Made in Italy arriva in Parlamento</a>;<br />
    <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Dettaglio-Articolo/guida-alluso-del-marchio-collettivo-nel-mondo-enogastronomico">Guida all&#8217;uso del marchio collettivo nel mondo enogastronomico</a>;<br />
    <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/perch233-il-marchio-collettivo-232-vincente-sul-mercato-come-funziona-e-quali-sono-i-suoi-vantaggi-1">Perchè il marchio collettivo è vincente sul mercato</a>. </p>
<p>
</p>
<p>Se desiderate:</p>
<p>    registrare un marchio d’impresa o collettivo;<br />
    avviare con successo la vostra azienda biologica;<br />
    richiedere assistenza tributaria specializzata e customizzata in intangible assets;<br />
    attivare la nostra contabilità in Cloud presente in tutta Italia;</p>
<p>ottenendo un preventivo su misura, <a href="http://www. Preventivocommercialista. Com/">cliccate qui</a>! </p>
<p>vi ricontatteremo entro 8 ore lavorative!  </p>
<p>oppure</p>
<p>chiedeteci subito un parere <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Il-Network/i-nostri-Pareri">cliccando qui</a>!  </p>
<p>PER URGENZE</p>
<p>chiamateci subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52! </p>
<p>riceverete assistenza tributaria specializzata in tutta serenità e con la massima professionalità e cortesia! </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/marchio-collettivo-per-alimenti-bio-perch232-sceglierlo-e-guida-pratica-al-business-plan/">Marchio collettivo per alimenti BIO: perchè sceglierlo e guida pratica al Business Plan</a> was first posted on Giugno 26, 2017 at 10:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[denominazioni di origine]]></category>
		<category><![CDATA[i marchi e il vino conferenza stampa 19 gennaio 20]]></category>
		<category><![CDATA[incontro camera deputati marchi collettivi]]></category>
		<category><![CDATA[italian sounding]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento UE 2015/2424]]></category>
		<category><![CDATA[royalty]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/</guid>

					<description><![CDATA[Guida commerciale  - giuridico - fiscale al marchio collettivo nel comparto enogastronomico<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/">Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</a> was first posted on Aprile 4, 2017 at 7:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli operatori del comparto enogastronomico  sono sempre più consapevoli che, scegliendo  un marchio collettivo,  l’insostituibile valore aggiunto che tale Brand celebra per la bandiera tricolore  sul mercato mondiale attraverso l’ &#8216;aggregazione di un panel qualificato di produttori italiani del settore, è la chiave per un Business stratosferico di successo ed un intelligente rimedio contro  la contraffazione e l&#8217; “Italian sounding”. E’ stato questo il tema centrale della conferenza Stampa svoltasi lo scorso 19 gennaio alla Camera dei Deputati che ha svelato la strategia vincente per valorizzare il Made in Italy nel settore agroalimentare, vitivinicolo ed enogastronomico. Vediamo più da vicino  come e perchè. </p>
<p>Il successo del marchio collettivo nel comparto enogastronomico </p>
<p>Gli operatori del comparto enogastronomico sono sempre più consapevoli che, scegliendo  un marchio collettivo,  lo strategico valore aggiunto che tale brand celebra per la bandiera tricolore  sul mercato mondiale attraverso l’ &#8216;aggregazione di un panel qualificato di produttori italiani del settore, è la chiave per  un Business stratosferico di successo ed un intelligente rimedio contro  la contraffazione e l&#8217; “Italian sounding”. </p>
<p>E stato questo il tema centrale della Conferenza Stampa intitolata  &#8220;I Marchi e il Vino  &#8211; Creazione e tutela dei marchi del settore agroalimentare, in particolare per il vino, alla luce della nuova normativa europea&#8221; svoltasi a Roma il 19 gennaio 2017 presso la Camera dei Deputati, in occasione della quale  è stato affermato che  “per una tutela davvero efficace dei vini italiani, la strategia vincente è quella di unire la tutela di regime “pubblicistico” delle denominazioni, a quella di stampo “privatistico” che passa dalla registrazione dei marchi collettivi. &#8221; <br />
Il ragionamento è semplice: un marchio registrato, e in particolare il marchio collettivo oltre a presentare diversi vantaggi a livello legale, come appunto la tutela in mercati che non riconoscono le denominazioni di origine, è valida anche nei confronti di altri settori merceologici che, in qualche modo, utilizzando un certo nome, possono danneggiare la denominazione del vino.  </p>
<p>Il limite delle denominazioni di Origine rispetto al “collective trademark” è quello per il quale   le denominazioni di origine, del vino in primis, ma anche di tanti prodotti gastronomici, la cui tutela opera entro l’U. E. , spesso, sono prive di una  protezione legale a livello internazionale, perchè non sono riconosciute dalle regole del commercio di molti Paesi in cui l&#8217;Italia esporta. Questo è il motivo per il quale, è stato sottolineato in questo dibattito, è sempre più importante, nel mercato globale, investire in uno strumento come il marchio collettivo. </p>
<p>Cos’è e come funziona il marchio collettivo</p>
<p>E’ un marchio che non ha la funzione di contraddistinguere i prodotti di un singolo imprenditore , ma ha una funzione di garanzia qualitativa e assicura che il prodotto o il servizio abbia determinate caratteristiche in relazione all&#8217;origine, che sia rilevante per la qualità del prodotto, natura, intesa come qualità che un prodotto deve avere in base alle materie prime utilizzate, e qualità, espressa nel regolamento d&#8217;uso e presuppone  un sistema di controllo strutturato e organizzato. </p>
<p>In base al combinato disposto degli arttt 2570 c. C. E 11 CPI , il titolare di un marchio collettivo è un soggetto che non necessariamente svolge attività imprenditoriale lucrativa e che, generalmente coincide con un consorzio o un’associazione. Restando proprietario del brand e conservandone il controllo, tale soggetto lo concede in uso al concessionario &#8211; utilizzatore che si impegni a rispettare gli obblighi circa provenienza, natura o qualità del prodotto, come precisati nel regolamento d&#8217;uso (che deve essere allegato alla domanda di registrazione ai sensi del comma 2 CPI). </p>
<p>E&#8217; dunque evidente la particolarità che contraddistingue il marchio collettivo rispetto ai marchi d&#8217;impresa: il “licensing” ( “l&#8217;acquisizione dall&#8217;esterno di tecnologie”) cioè l&#8217;accordo di concessione in licenza è ad esso strutturale e forma un connubio indissolubile con il “funzionamento” del brand. </p>
<p>Perchè registrare il marchio collettivo nel settore enogastronomico</p>
<p>Essere titolare di un marchio collettivo significa automaticamente ottenere una fonte addizionale di reddito rappresentata dalle royalty corrisposte dal partner licenziatario e quindi anche tutti i vantaggi relativi a:</p>
<p>    monetizzazione efficace del proprio diritto di proprietà intellettuale;</p>
<p>    acquisizione di quote sempre maggiori di mercato attraverso l&#8217; espansione geografica e settoriale del brand;</p>
<p>    bonus fiscali in relazione alla detassazione delle royalties con il Patent Box ex art 1 L. 190/2014  e quindi il dimezzamento delle imposte fiscali applicabili in regime ordinario, investendo in ricerca e innovazione del Brand   ;</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, l&#8217;utilizzatore licenziatario godrà dei seguenti benefits:</p>
<p>    sfruttamento economico di un marchio pronto a generare liquidità, usufruendo di un know how già sviluppato;</p>
<p>    implementazione dell&#8217;immagine imprenditoriale collocando la propria offerta nella fascia “alta” di mercato ;</p>
<p>    godere di un trampolino di lancio in caso di piccola e media impresa che singolarmente non riuscirebbe con le proprie risorse ad ottenere una visibilità ottimale sul mercato;</p>
<p>    ottenere la detassazione dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto del brand attivando l&#8217;opzione Patent Box che in tal caso farebbe operare lo sgravio fiscale sul contributo economico. </p>
<p>Attenzione: per la  tutela del marchio collettivo, come sottolineato in Conferenza Stampa,  non servono accordi tra Stati, come avviene per le denominazioni, ma è &#8220;sufficiente&#8221; la registrazione del marchio, che consente una protezione anche in quei Paesi non riconoscono le denominazioni di origine. </p>
<p>Per giungere ad una legislazione omogenea sul punto   l&#8217;Italia che dovrà adeguarsi a quanto previsto dal Regolamento UE 2015/2424. </p>
<p>Se desiderate:</p>
<p>    registrare o acquistare in licenza il vostro marchio collettivo;<br />
    essere assistiti passo passo nella redazione del regolamento d’uso e  disciplinare di produzione; <br />
    attuare con successo la vostra progettualità d’impresa,</p>
<p>contattateci al più  presto al numero verde 800. 19. 27. 52!  </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/">Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</a> was first posted on Aprile 4, 2017 at 7:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 11:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[START-UP INNOVATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[art 1 L 190/2014]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[fashion stylist]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo esempio]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo moda]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo settore fashion]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo tessile]]></category>
		<category><![CDATA[nexus ratio]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[ruling significato]]></category>
		<category><![CDATA[successo nella moda]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze moda]]></category>
		<category><![CDATA[utilizzo diretto]]></category>
		<category><![CDATA[utilizzo indiretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al marchio collettivo e Patent Box nel settore moda  2017<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/">Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 12:16 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Il marchio collettivo e il settore fashion si sposano perfettamente nello scenario di un mercato differenziato e  di qualità. Trattasi di un Brand, disciplinato dagli art 11 CPI e 2570 cc, che attesta la qualità e l’affidabilità di un prodotto realizzato e venduto nel rispetto di elevati standards produttivi, secondo criteri selezionati e garantiti di di eccellenza, soprattutto per il settore tessile. Guardiamo più da vicino quali sono  i vantaggi di questo straordinario marchio e le agevolazioni fiscali ottenibili attraverso l&#8217;analisi di un caso pratico. </p>
<p> Marchio collettivo nel mondo del “Fashion”  </p>
<p> Il marchio collettivo e il settore fashion si sposano perfettamente nello scenario di un mercato differenziato e  di qualità. Trattasi di un Brand, disciplinato dagli art 11 CPI e 2570 cc, che attesta la qualità e l’affidabilità di un prodotto realizzato e venduto nel rispetto di elevati standards produttivi, secondo criteri selezionati e garantiti di di eccellenza, soprattutto per il settore tessile. </p>
<p> Il vantaggio che un’azienda di moda può trarre dall’utilizzo di marchi collettivi, riguarda in particolare il fatto che questi rappresentano un efficace strumento di commercializzazione congiunta di prodotti provenienti da gruppi di imprese che singolarmente incontrerebbero difficoltà nell’affermazione dei propri prodotti sul mercato. </p>
<p> Il marchio collettivo consente di perseguire i seguenti obiettivi:</p>
<p> valorizzare l’immagine del prodotto e del marchio; </p>
<p> garantire un maggior valore aggiunto ai produttori aderenti; </p>
<p> garantire ai consumatori che i prodotti appartengono ad una determinata area di produzione e che posseggano determinate caratteristiche qualitative;</p>
<p> ottenere profitti esponenzialmente elevati ;</p>
<p> godere di fortissime agevolazioni fiscali se si investe in ricerca e innovazione (Patent Box) </p>
<p> NB Il marchio collettivo dunque, non contraddistingue il prodotto di un singolo imprenditore ma ne garantisce caratteristiche eterogenee quali l’origine, la qualità e la natura. La differenza principale rispetto ai marchi d&#8217;impresa o “individuali è quella per la quale i marchi collettivi creano una dissociazione fra titolarità (che resta in capo al licenziante) ed utilizzazione (che spetta ai commercianti o produttori licenziatari del marchio). </p>
<p> Gli imprenditori e gli enti privati o pubblici che intendono registrare marchio collettivo, devono predisporre un regolamento d’uso del marchio ed eventuale disciplinare di produzione attinenti rispettivamente alle regole di utilizzo e di lavorazione del prodotto, che vanno rispettate dagli aderenti al fine di ottenere il rilascio di un “certificato di conformità”, senza il quale non sarebbe possibile ottenere il diritto all’uso del marchio collettivo. </p>
<p> Nel settore fashion, un tipico esempio di marchio collettivo è Seri. Co, gestito dal Centro Tessile Serico. </p>
<p> Marchio collettivo nella moda e Patent Box: l&#8217;esempio pratico</p>
<p> Il caso  </p>
<p> Un’azienda di moda “Alfa” commercializza capi di abbigliamento attraverso un marchio collettivo ottenuto in licenza dal consorzio “X”. </p>
<p> Quesito</p>
<p> Quali benefits l&#8217;azienda Alfa trarrebbe nel suo business se decidesse di optare per l&#8217;agevolazione fiscale del Patent Box? </p>
<p> Cosa fare  </p>
<p> Occorre in primo luogo individuare i beni immateriali opzionabili con il Patent Box attraverso un’analisi dell’attività aziendale. </p>
<p> NB Nel dettaglio, sarà necessario scorporare i redditi derivanti dall’utilizzo del marchio da quelli non collegati allo stesso. Per tale rilevazione è necessario ed utile che l’azienda sia dotata di un sistema di  contabilità analitica o industriale. </p>
<p> Verifica che il bene rientri nell&#8217;agevolazione fiscale  </p>
<p> Nel caso in esame, il brand “indossato” dai capi di abbigliamento venduti, rappresenta un bene immateriale che corrisponde ad un bene opzionabile ex art 1 L. 190/2014 in quanto:</p>
<p> è un marchio collettivo;</p>
<p>  l&#8217;azienda ha ottenuto il diritto all&#8217;utilizzazione economica dello stesso attraverso il contratto di licenza stipulato con il consorzio che ne resta titolare;</p>
<p> il marchio ha contribuito alla formazione del reddito;</p>
<p> l&#8217;azienda Alfa ha investito in attività di ricerca e sviluppo del marchio e cioè: </p>
<p> attività di comunicazione e promozione (attraverso fiere, sponsorizzazioni, ecc. );</p>
<p> spese effettuate per la sua registrazione e il suo mantenimento;</p>
<p> spese effettuate per tutelare e difendere il marchio dai tentativi di imitazione in Italia e all’estero. </p>
<p> Inquadramento del tipo di utilizzo : diretto o indiretto? </p>
<p> L’azienda di moda, titolare del diritto allo sfruttamento economico del bene immateriale sebbene non proprietaria dello stesso ,valorizza il proprio brand tramite un tipo di utilizzo diretto, in quanto il reddito che realizza è il risultato della vendita di prodotti in cui è incorporato il valore del marchio ottenuto in licenza. </p>
<p> Ruling</p>
<p> L&#8217;utilizzo diretto rende obbligatoria la procedura di ruling, cioè quell’attività svolta in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate che consente di calcolare i benefici del Patent Box per in caso specifico e determinare con esattezza del reddito agevolabile</p>
<p> Soluzione  </p>
<p> Ponendo il caso che il reddito agevolabile (il quale corrisponde al contributo economico) definito a seguito della procedura di ruling fosse pari a € 10. 000. 000 e che l&#8217;azienda abbia provveduto autonomamente alla alle spese di ricerca e e innovazione, con un nexus ratio pari a 1, l&#8217;applicazione del Patent Box le consentirebbe di conseguire un risparmio fiscale del 50% detassando in totale € 5. 000. 000, con un risparmio “spalmato” in  5 anni per un  totale di € 25. 000. 000</p>
<p> Se operate nel settore moda e volete registrare il vostro marchio collettivo, oppure chiederne uno in licenza, pianificare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa e godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p> non esitate a contattarci al numero verde 800. 19. 27. 52! </p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/">Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 12:16 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 08:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Società Estere]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge 1061 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Geräte und Produktsichereitsgesetz]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo italian quality]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo vantaggi]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intellettuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al  disegno di legge n° 1061/2013  per l'istituzione del marchio collettivo “Italian Quality”<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso.   </p>
<p> Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. </p>
<p> Questo Brand sembra ricalcare il modello tedesco di marchio collettivo volontario “Geräte und Produktsichereitsgesetz” del 2004. </p>
<p> NB E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso. </p>
<p> Il marchio “Italian Quality” vuole porsi come : </p>
<p> uno strumento di politica industriale, utile per recuperare competitività attraendo investimenti e quindi per il rilancio del commercio estero;</p>
<p> brand che punta alla valorizzazione della produzione nazionale di qualità e a contrastare il crescente fenomeno della contraffazione del Made in Italy, prevenendo pratiche fraudolente da parte di produttori e importatori;</p>
<p> strategia per favorire la crescita delle esportazioni dei prodotti italiani;</p>
<p> strumento per garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci, fornendo un&#8217;informazione aggiuntiva sul prodotto che intende acquistare ( indicazione di provenienza del prodotto e indicatori che attestano l&#8217;esistenza di un collegamento dimostrabile tra una determinata caratteristica del prodotto ed un determinato luogo di produzione)</p>
<p> marchio volto alla promozione nei mercati globali dei prodotti certificati in tal modo, per tutelare e valorizzare la qualità e l&#8217;eccellenza della produzione italiana nel mondo. </p>
<p> NB Quelli sopra elencati sono già i punti di forza di un marchio collettivo ex art 11 CPI e 2570 cc che attualmente è possibile registrare per creare il proprio Business e realizzare fatturati molto elevati, ottenendo anche fortissimi sgravi fiscali del Patent Box  se si investe in ricerca e innovazione, attraverso la detassazione dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto e indiretto della proprietà intellettuale. </p>
<p> Le caratteristiche di eccellenza del marchio in lavorazione “Italian Quality” presuppongono la co-presenza dei seguenti requisiti:</p>
<p> la realizzazione del prodotto da parte di professionisti, artigiani ed imprese iscritti alle camere di commercio industria artigianato e agricoltura, aventi domicilio fiscale nel territorio italiano;</p>
<p> la presenza della marcatura d’origine “Made in Italy” in ottemperanza al Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> aver subito nel territorio italiano almeno un’operazione ulteriore e precedente l’ultima lavorazione ai sensi dell’art. 60 Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> rientrare nei cc. Dd. “disciplinari di settore” che verranno predisposti in concerto con le principali associazioni di categoria e contempleranno le modalità d’uso del marchio e i successivi controlli, da effettuarsi ad opera di una società di certificazione. </p>
<p> NB L’uso del marchio verrà concesso sulla base di una autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico che provvederà anche alla registrazione del marchio in sede nazionale, comunitaria e internazionale. </p>
<p> Chi potrà ottenere il marchio collettivo Italian Quality? 
</p>
<p> società semplici; </p>
<p> società in nome collettivo; </p>
<p> società cooperative; </p>
<p> società in accomandita semplice; </p>
<p> società a responsabilità limitata; </p>
<p> reti di imprese; </p>
<p> organizzazioni di produttori; </p>
<p> consorzi o società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive. </p>
<p> Sarà previsto anche uno specifico sistema di etichettatura, nonché campagne annuali di promozione sul mercato domestico e sui principali mercati internazionali. </p>
<p> In particolare, l&#8217;art 5 del disegno di legge prevede la possibilità per le imprese facenti parte di reti di imprese, organizzazioni di produttori, consorzi e imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, di concertare con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati, azioni promozionali dei prodotti contrassegnati dal marchio implementando ulteriormente e a livello esponenziale la potenza di questo Brand d&#8217;eccelolenza </p>
<p> Attenzione:  si tratta di un marchio “collettivo”, aggiuntivo rispetto alla normativa sulla marcatura che indica l’origine del prodotto e che rimarrebbe quella oggi in vigore (si delinea quindi una netta distinzione tra marchio in senso proprio e marcatura d’origine). Si attende il completamento dell&#8217;iter di approvazione  </p>
</p>
<p> Per registrare il vostro marchio collettivo, pianificare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa e godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p>non esitate a contattarci al numero verde 800. 19. 27. 52! </p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lease &#8211; Back e monetizzazione alternativa del marchio collettivo: come trasformare immediatamente il vostro Brand in una quota di liquidità e lanciarlo sul mercato</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/lease-back-e-monetizzazione-alternativa-del-marchio-collettivo-come-trasformare-immediatamente-il-vostro-brand-in-una-quota-di-liquidit224-e-lanciarlo-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 11:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[COSTI DEDUCIBILI ED IVA DETRAIBILE]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto societario]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Contenzioso]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Guida e Vademecum Fiscale Tributaria]]></category>
		<category><![CDATA[LEASING]]></category>
		<category><![CDATA[LEASING ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RISCATTO]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Tracciabilità Flussi finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 codice civile]]></category>
		<category><![CDATA[art 2744 codice civile]]></category>
		<category><![CDATA[lease back su marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[lease back su marchio d'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[monetizzazione marchio]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box marchi]]></category>
		<category><![CDATA[sale and lease back cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[sale and lease back definizione]]></category>
		<category><![CDATA[sale and lease back esempio]]></category>
		<category><![CDATA[sale and leaseback patto commissorio]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione marchio esempio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/lease-back-e-monetizzazione-alternativa-del-marchio-collettivo-come-trasformare-immediatamente-il-vostro-brand-in-una-quota-di-liquidit224-e-lanciarlo-sul-mercato/</guid>

					<description><![CDATA[Guida giuridico-fiscale alle operazioni di Lease Back dei marchi d'impresa e collettivi e analisi della convenienza finanziaria, tributaria e contabile<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/lease-back-e-monetizzazione-alternativa-del-marchio-collettivo-come-trasformare-immediatamente-il-vostro-brand-in-una-quota-di-liquidit224-e-lanciarlo-sul-mercato/">Lease &#8211; Back e monetizzazione alternativa del marchio collettivo: come trasformare immediatamente il vostro Brand in una quota di liquidità e lanciarlo sul mercato</a> was first posted on Febbraio 13, 2017 at 12:06 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Un marchio collettivo (o anche un marchio d&#8217;impresa) può essere “monetizzato” con il Lease Back? Con questa guida operativa analizziamo come funziona la “locazione finanziaria di ritorno” di un Brand, i vantaggi  economici e finanziari che ne derivano, come si conclude materialmente dal punto di vista giuridico &#8211; contrattuale e quando è lecita un&#8217;operazione di lease-back avente ad oggetto PI ( Intellectual Property), nello specifico un marchio collettivo. </p>
<p> Il marchio collettivo può essere oggetto di Lease &#8211; Back? </p>
<p> Come il marchio d&#8217;impresa, anche il marchio collettivo, Brand che si differenzia per la garanzia di qualità origine e caratteristiche rispetto ai prodotti che lo “indossano” ( art. 2570 cc e 11 CPI), in applicazione del principio di libera trasferibilità del marchio previsto dall&#8217;art 23 CPI, può essere ceduto congiuntamente o separatamente dall’azienda, oltre ad essere strutturalmente concesso in licenza d&#8217;uso a da uno o più utilizzatori. </p>
<p> Inoltre, in analogia ad un orientamento giurisprudenziale ormai uniforme, supportato anche dalla prassi ministeriale riferita al marchio d&#8217;impresa, può essere oggetto di un contratto di Lease-Back, operazione della quale la Cassazione ha recente ha riconosciuto la piena legittimità fiscale purché priva di causa concretamente illecita elusiva del divieto di patto commissorio ex art 2744 cc. </p>
<p> Il lease-back, “locazione finanziaria di ritorno” o “vendita con retro locazione finanziaria”, è un contratto d’impresa con una propria autonomia strutturale e funzionale, connotandosi come contratto atipico con causa finanziaria </p>
<p> Analizziamo quindi gli aspetti economici e finanziari di un&#8217;operazione di lease-back avente ad oggetto PI ( Intellectual Property), nello specifico un marchio collettivo  </p>
<p> Come funziona in pratica la “Locazione finanziaria di ritorno”? </p>
<p> Analizziamo come il sale and lease back, attraverso la nostra soluzione applicativa,  possa rivelarsi un prezioso espediente per lanciare sul mercato un marchio collettivo agli esordi del suo “Market Concept”, facendogli acquisire un notevole valore commerciale. </p>
<p> Il Lease Back è una fattispecie contrattuale generata dalla prassi commerciale, che si sostanzia in un’operazione negoziale complessa attraverso cui un’impresa (o un lavoratore autonomo) vende un bene di sua proprietà ad una società di leasing ( lessor), la quale a sua volta retrocede in locazione finanziaria lo stesso bene all&#8217;originario venditore ( lessee)  </p>
<p> Questo significa che la società di leasing pagandone il prezzo, diviene proprietaria e concedente del bene verso l&#8217;impresa alienante che diviene a sua volta “locataria” e ne ottiene il godimento dietro pagamento dei canoni di leasing pattuiti con la facoltà, al termine del contratto, di esercitare l’opzione per l’acquisto del bene, corrispondendo un importo residuo di riscatto. </p>
<p> Monetizzazione alternativa dei marchi collettivi: il Lease Back come strumento per trasformare un ”intangible asset” in immediata quota di liquidità, lanciandolo sul mercato  </p>
<p> Applichiamo adesso lo schema contrattuale complesso della locazione di ritorno al marchio collettivo : quali vantaggi si possono ottenere? </p>
<p> Nel caso di un “collective trademark” dunque, siamo di fronte ad una cessione della proprietà intellettuale ad una società di leasing e stipula contestuale di un contratto di leasing: in pratica, un soggetto, anche persona fisica – imprenditore cede un marchio collettivo ad una società (preferibilmente una cooperativa o un consorzio) la quale diviene titolare del brand e a sua volta lo concederà in uso sotto forma di locazione finanziaria al primo, diventando garante del corretto utilizzo del brand ed esercitando i controlli previsti dal “regolamento d&#8217;uso” ( art 11 comma 2 CPI)</p>
<p> Ciò consentirebbe ai detentori iniziali di un marchio collettivo da testare sul mercato, di finanziarsi, attraverso il corrispettivo immediato della vendita del brand (continuando ad utilizzarlo)  – implementando così le campagne marketing e le attività di research e innovation necessarie a valorizzarlo e a godere dei bonus fiscali del Patent Box : in sintesi, la proprietà intellettuale viene utilizzata come garanzia per un prestito senza perderne lo sfruttamento economico e con la possibilità di diventarne nuovamente proprietari al termine contrattuale stabilito ( opzione di riscatto)</p>
<p> Trattasi quindi di una pratica di monetizzazione degli intangible asset che si rivela uno strategico strumento di innovazione finanziaria  alternativa rispetto agli accordi vendita o licenza e un metodo di accesso immediato a nuove fonti monetarie, sfruttando Asset potenziali, dormienti o sottovalutati. </p>
<p> Come si conclude materialmente l&#8217;operazione di lease back? </p>
<p> L&#8217;operazione di sale and lease back, da perfezionarsi con scrittura autenticata da notaio, viene registrata e successivamente trascritta presso l&#8217;Ufficio Italiano Brevetti e Marchi di Roma per il marchio italiano, o di Alicante (Spagna) per il marchio Comunitario. </p>
<p> Quando un marchio può legittimamente essere ceduto con il Lease Back? </p>
<p> NB individuiamo ora gli indici positivi che connotano la “normalità”dell’operazione di Lease Back:</p>
<p> a) oggetto del contratto è un bene strumentale, cioè funzionale all’esercizio dell’attività aziendale non esauriente la sua utilità in un ciclo economico, che sia difficilmente collocabile nel mercato; </p>
<p> b) omogeneità nei criteri di vendita, dei canoni e del prezzo di opzione secondo valori di mercato, o cmq parametrati a criteri di congruità economica con il consigliato supporto  della perizia di un esperto. </p>
<p> c) ampia durata del rapporto contrattuale strettamente collegata alla durata della vita utile del bene</p>
<p> d) conformità delle clausole del Lease Back a quelle normalmente adottate nei Leasing. </p>
<p> Quali sono i vantaggi delle operazioni di Lease Back? </p>
<p> 1) La possibilità per l&#8217;impresa di finanziarsi evitando l&#8217;ingresso di soci terzi con una forma “elastica” di accesso al credito;</p>
<p> 2) Incrementare la liquidità e produttività della propria attività lavorativa, professionale e commerciale evitando di perdere definitivamente la proprietà dei beni ceduti ;</p>
<p> 3) reperire risorse monetarie senza aumentare il proprio indebitamento formalmente rilevato in bilancio, aumentando così  anche la presentabilità contabile  di fronte agli Stakeholders esterni;</p>
<p>4) godere di rilevanti benefits tributari  (in primis i bonus fiscali del Patent Box) in termini di deducibilità senza incorrere nella  fraudolenta elusione del divieto ex art 2744 cc. </p>
<p>Per ricevere assistenza contrattuale e tributaria in tutte le operazioni di cessione e concessione in licenza di marchi d&#8217;impresa e collettivi e attuare la vostra progettualità d&#8217;impresa conseguendo vantaggiosissimi bonus fiscali, </p>
<p>contattateci subito  al numero verde 800192752! 
</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/lease-back-e-monetizzazione-alternativa-del-marchio-collettivo-come-trasformare-immediatamente-il-vostro-brand-in-una-quota-di-liquidit224-e-lanciarlo-sul-mercato/">Lease &#8211; Back e monetizzazione alternativa del marchio collettivo: come trasformare immediatamente il vostro Brand in una quota di liquidità e lanciarlo sul mercato</a> was first posted on Febbraio 13, 2017 at 12:06 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
