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	<title>Agricoltura &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Agricoltura &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Aliquota IVA Lavanda: Normative e Vantaggi Fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquota-IVA-Lavanda-Normative-e-Vantaggi-Fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 10:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aliquota IVA Lavanda]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco ed Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[La lavanda, pianta simbolo di benessere e bellezza, ha un ruolo importante non solo in ambito cosmetico e terapeutico ma anche nel panorama fiscale italiano. Spesso, chi opera nel settore agricolo o commerciale legato a questa pianta si trova di fronte alla questione dell’aliquota IVA da applicare: qual è quella corretta? Quali sono le normative [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquota-IVA-Lavanda-Normative-e-Vantaggi-Fiscali/">Aliquota IVA Lavanda: Normative e Vantaggi Fiscali</a> was first posted on Novembre 22, 2024 at 11:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La lavanda, pianta simbolo di benessere e bellezza, ha un ruolo importante non solo in ambito cosmetico e terapeutico ma anche nel panorama fiscale italiano. Spesso, chi opera nel settore agricolo o commerciale legato a questa pianta si trova di fronte alla questione dell’aliquota IVA da applicare: qual è quella corretta? Quali sono le normative di riferimento?</p>
<p style="text-align: justify;">Questo articolo esplorerà in dettaglio il tema, analizzando le disposizioni vigenti e offrendo consigli utili per ottimizzare la gestione fiscale delle attività legate alla lavanda.</p>
<h2 style="text-align: justify;">L’aliquota IVA della lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">L’aliquota IVA applicabile alla lavanda dipende dalla forma in cui il prodotto viene commercializzato e dall’uso a cui è destinato. La normativa IVA italiana (DPR 633/1972 e successive modifiche) prevede aliquote diverse per prodotti agricoli primari e lavorati. Per la lavanda non trasformata, venduta come fiore fresco o essiccato direttamente dal produttore agricolo, si applica generalmente l’aliquota ridotta del <strong>4%</strong>, in quanto rientra tra i prodotti agricoli agevolati elencati nella Tabella A, parte II.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece la lavanda viene trasformata in oli essenziali, cosmetici, o altri prodotti elaborati, l’aliquota IVA sale al <strong>22%</strong>, trattandosi di prodotti considerati finiti e non primari. Un’eccezione può riguardare i prodotti destinati al settore farmaceutico o terapeutico, per i quali potrebbe essere prevista un’aliquota agevolata (ad esempio, il <strong>10%</strong> per alcuni oli essenziali a uso terapeutico, come stabilito dalla Tabella A, parte III). La corretta classificazione del prodotto è quindi cruciale per determinare l’aliquota IVA applicabile e per evitare sanzioni in caso di errori.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come evitare errori nell’applicazione dell’aliquota IVA sulla lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione errata dell’aliquota IVA può portare a verifiche fiscali e, in alcuni casi, a sanzioni. Per questo è fondamentale classificare correttamente il prodotto venduto e documentare in modo dettagliato ogni operazione. Le aziende agricole o artigianali che trattano la lavanda dovrebbero innanzitutto analizzare se il loro prodotto rientra tra quelli elencati nelle tabelle IVA agevolate. Ad esempio, se si vende lavanda essiccata per decorazioni, bisogna verificare se può essere considerata prodotto agricolo primario o se viene classificata come prodotto non alimentare e quindi tassato al <strong>22%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un errore comune è sottovalutare l’importanza delle fatture e della descrizione dei prodotti. Includere nella documentazione termini vaghi come “articolo di lavanda” potrebbe far scattare controlli. Specificare invece se si tratta di “lavanda fresca essiccata” o “olio essenziale” aiuta a giustificare l’aliquota applicata. Inoltre, è consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un consulente esperto in fiscalità agricola per redigere i documenti in conformità con la normativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Vantaggi fiscali per i produttori di lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">Per i produttori di lavanda, il regime fiscale italiano offre diversi vantaggi che permettono di ridurre i costi e ottimizzare la gestione economica. In particolare, chi opera come azienda agricola può beneficiare del <strong>regime speciale IVA per l’agricoltura</strong>, previsto dall’art. 34 del DPR 633/1972. Questo regime consente ai produttori agricoli di applicare un’aliquota forfettaria per le operazioni di vendita, semplificando notevolmente gli adempimenti fiscali. Inoltre, il regime speciale prevede una detrazione IVA calcolata forfettariamente in base alle percentuali stabilite per categoria di prodotto, evitando la necessità di una contabilità complessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra opportunità interessante riguarda i contributi a fondo perduto e le agevolazioni fiscali per le aziende agricole che promuovono la coltivazione di piante aromatiche come la lavanda. Attraverso programmi regionali o nazionali, come il Piano di Sviluppo Rurale (PSR), è possibile accedere a finanziamenti per avviare o migliorare le attività agricole, coprendo parte dei costi per l’acquisto di attrezzature o l’espansione delle coltivazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, chi lavora con la lavanda a fini turistici (ad esempio, fattorie didattiche o agriturismi che organizzano visite guidate nei campi di lavanda) può sfruttare regimi fiscali agevolati per attività agrituristiche, con aliquote IVA spesso inferiori rispetto alle attività standard.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Regime Speciale IVA agricolo: Lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">L’attività legata alla lavanda, oltre a essere esteticamente appagante e redditizia, è supportata da una serie di strumenti fiscali volti a incentivare il settore agricolo e artigianale. Uno dei principali vantaggi per i produttori riguarda il <strong>regime speciale IVA per l’agricoltura</strong>, che semplifica la gestione fiscale eliminando l’obbligo di liquidare periodicamente l’IVA a debito e credito. Questo regime consente infatti di applicare una compensazione forfettaria sull’IVA incassata, con percentuali che variano in base al tipo di prodotto. Per esempio, i prodotti agricoli come la lavanda fresca o essiccata beneficiano di percentuali di compensazione definite annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi commercializza la lavanda in forma elaborata (come oli essenziali, saponi o altri prodotti cosmetici), l’inserimento dell’attività in un regime fiscale diverso – come quello <strong>ordinario</strong> o semplificato – potrebbe essere più vantaggioso. Tuttavia, chi mantiene una prevalente attività agricola può continuare a sfruttare i vantaggi del regime speciale agricolo per i beni non trasformati.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Contributi e agevolazioni per la coltivazione della lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">Le aziende agricole possono accedere a <strong>finanziamenti europei e regionali</strong> attraverso il Piano di Sviluppo Rurale (PSR), che include misure specifiche per la coltivazione di piante aromatiche. Questi incentivi coprono spesso fino al 50% delle spese sostenute per progetti legati all’acquisto di semi, tecnologie innovative per la distillazione, o la creazione di strutture per la commercializzazione. A livello nazionale, agevolazioni come il credito d’imposta per l’agricoltura 4.0 consentono di dedurre parte degli investimenti in strumenti tecnologici, favorendo la modernizzazione delle attività produttive.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra area di vantaggio fiscale riguarda la diversificazione: molte aziende agricole combinano la coltivazione della lavanda con attività di turismo esperienziale, quali corsi di raccolta o visite guidate ai campi fioriti. In questi casi, il regime fiscale per l’agriturismo può includere una tassazione agevolata sulle entrate derivate da queste attività.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Diversificazione delle attività legate alla lavanda</h2>
<p style="text-align: justify;">Un trend sempre più diffuso tra i produttori di lavanda è la diversificazione delle attività, che consente di ampliare le fonti di reddito sfruttando il valore aggiunto offerto da questa pianta. Accanto alla vendita diretta del prodotto, molte aziende scelgono di investire in esperienze immersive o in attività correlate, come l’agriturismo e il benessere. Questa scelta, oltre a creare nuove opportunità economiche, comporta anche una gestione fiscale più articolata, ma con benefici significativi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Lavanda e turismo esperienziale</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Le aziende che offrono attività come visite guidate ai campi di lavanda, corsi di distillazione degli oli essenziali, o eventi stagionali (ad esempio, la festa della fioritura) possono usufruire del <strong>regime fiscale agevolato per gli agriturismi</strong>. Questo regime, disciplinato dall’art. 5 della Legge 413/1991, consente di tassare le entrate con un coefficiente di redditività ridotto, che abbassa notevolmente il carico fiscale. Inoltre, le attività agrituristiche possono beneficiare di aliquote IVA agevolate (tra il 5% e il 10%, a seconda del servizio offerto), creando un vantaggio rispetto alle normali attività commerciali.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Lavanda e trasformazione artigianale</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La produzione di articoli come sacchetti profumati, candele, saponi e oli essenziali permette di collocarsi su mercati più ampi e con margini di profitto maggiori. In questi casi, l’aspetto fiscale diventa più complesso, poiché tali prodotti rientrano nel regime ordinario IVA con aliquote al <strong>22%</strong>. Tuttavia, è possibile ottenere benefici fiscali legati all’artigianato, come agevolazioni per le microimprese e accesso a bandi specifici, soprattutto per attività a forte componente manuale o a km zero.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Lavanda e settori innovativi</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’opportunità ancora poco sfruttata riguarda l’uso della lavanda in settori innovativi, come la produzione di bioplastiche, bioenergia, o tessuti naturali. Le attività di ricerca e sviluppo in questi ambiti possono godere del <strong>credito d’imposta R&amp;S</strong>, che consente di dedurre fino al 20-50% delle spese sostenute per progetti innovativi, aumentando la competitività delle imprese agricole.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Esempi Pratici</h2>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere meglio come applicare le normative fiscali e sfruttare le opportunità economiche legate alla lavanda, analizziamo alcuni casi pratici. Questi esempi illustrano come le diverse configurazioni aziendali influenzino gli adempimenti fiscali e le strategie di risparmio.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>1. Vendita di lavanda fresca o essiccata da un’azienda agricola</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un piccolo produttore vende lavanda essiccata in mazzi direttamente ai consumatori, principalmente durante fiere e mercati. In questo caso, il prodotto rientra tra quelli agricoli non trasformati e può beneficiare dell’<strong>aliquota IVA ridotta al 4%</strong>. L’azienda opera in regime speciale IVA per l’agricoltura, quindi non è obbligata a liquidare l’IVA periodica, ma applica una compensazione forfettaria. Il produttore, inoltre, può accedere ai contributi del PSR per sostenere i costi di coltivazione, come l’acquisto di semi o strumenti di raccolta.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>2. Trasformazione artigianale in oli essenziali e cosmetici</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’impresa artigianale utilizza la lavanda coltivata in proprio per produrre oli essenziali e saponi. Poiché questi sono prodotti trasformati, l’IVA applicabile passa al <strong>22%</strong>, e l’azienda opera in regime ordinario, con obbligo di tenuta della contabilità IVA. Tuttavia, grazie alla lavorazione diretta delle materie prime, l’impresa può usufruire di agevolazioni per le microimprese artigianali, accedendo anche a bandi per l’acquisto di macchinari per la distillazione. Il produttore può poi etichettare i suoi prodotti come “100% naturali” o “a km zero”, aumentando il valore percepito dal cliente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>3. Turismo esperienziale nei campi di lavanda</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda agricola organizza eventi stagionali durante la fioritura della lavanda, proponendo visite guidate, corsi fotografici e degustazioni. In questo caso, le entrate derivano da servizi agrituristici, che possono beneficiare del <strong>regime fiscale agevolato</strong> per le attività agrituristiche. Le aliquote IVA sui servizi turistici variano tra il <strong>5% e il 10%</strong>, e il coefficiente di redditività ridotto permette di abbattere la base imponibile per l’IRPEF. Questo approccio consente di diversificare le fonti di reddito senza incorrere in una tassazione elevata.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>4. Progetti innovativi e biologici</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda si specializza nella produzione di tessuti naturali a base di fibra di lavanda e oli essenziali biologici per il settore farmaceutico. Svolgendo attività di ricerca e sviluppo, l’impresa beneficia del <strong>credito d’imposta per innovazione</strong> e dei contributi per le imprese agricole biologiche. Questo consente di recuperare una parte significativa delle spese legate a laboratori e certificazioni.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Credito d’imposta per innovazione</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>credito d’imposta per innovazione</strong> è uno strumento fiscale introdotto per incentivare investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, anche in settori agricoli. Per i produttori di lavanda, questo credito rappresenta un&#8217;opportunità concreta per abbattere i costi legati a progetti innovativi, come la sperimentazione di nuovi prodotti, metodi di lavorazione avanzati, o tecnologie ecosostenibili.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Come funziona il credito d’imposta per innovazione</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il credito si applica alle spese sostenute per attività che migliorano i processi aziendali o introducono nuove soluzioni di prodotto o servizio. Le percentuali di agevolazione variano in base alla tipologia del progetto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Innovazione tecnologica standard</strong>: credito d’imposta fino al <strong>10% delle spese ammissibili</strong>, con un limite massimo di 2 milioni di euro.</li>
<li><strong>Innovazione tecnologica finalizzata alla transizione ecologica o digitale (4.0)</strong>: credito fino al <strong>15%</strong>, con lo stesso tetto massimo.</li>
<li><strong>Ricerca e sviluppo</strong>: progetti più complessi, come la creazione di nuovi principi attivi o tecnologie di distillazione avanzata, possono accedere a un credito del <strong>20%</strong>, con un limite di 4 milioni di euro.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Spese ammissibili</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Per un produttore di lavanda, le spese che possono rientrare nel credito d’imposta includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Acquisto di macchinari e attrezzature innovative</strong>, come distillatori o sistemi di estrazione a freddo per preservare le proprietà aromatiche.</li>
<li><strong>Sviluppo di nuovi prodotti</strong>, ad esempio cosmetici naturali a base di lavanda con certificazione bio.</li>
<li><strong>Ricerca sulle proprietà terapeutiche della lavanda</strong>, collaborando con laboratori universitari o enti specializzati.</li>
<li><strong>Digitalizzazione dei processi produttivi</strong>, come l’implementazione di software per la tracciabilità dei lotti o per la gestione dell’inventario.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Come accedere al credito</strong></h3>
<p>L’impresa deve seguire alcune fasi fondamentali per accedere al credito d’imposta per innovazione.</p>
<h3><strong>Documentare il progetto</strong></h3>
<p>È importante descrivere in dettaglio gli obiettivi, il piano di lavoro e le innovazioni previste. Questo aiuta a dimostrare che il progetto rientra nei requisiti richiesti per beneficiare dell’agevolazione. Una relazione chiara e strutturata è essenziale per una valutazione positiva.</p>
<h3><strong>Conservare la documentazione contabile</strong></h3>
<p>Tutte le fatture, i contratti e i documenti relativi alle spese ammissibili devono essere accuratamente archiviati. La documentazione contabile rappresenta la base per verificare che le spese sostenute siano conformi alle norme del credito d’imposta.</p>
<h3><strong>Presentare una perizia tecnica asseverata</strong></h3>
<p>Per i progetti più complessi, è necessario allegare una perizia tecnica asseverata. Questo documento, redatto da un professionista qualificato, certifica il carattere innovativo delle attività svolte e garantisce che il progetto sia conforme agli standard richiesti per l’agevolazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Esempio pratico: produttore di oli essenziali innovativi</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda di lavanda che decide di investire in un nuovo sistema di estrazione degli oli essenziali senza solventi, ecocompatibile e a basso consumo energetico, potrebbe sostenere un costo totale di 100.000 euro. Grazie al credito d’imposta per innovazione tecnologica, l’impresa recupera <strong>15.000 euro</strong> (15%), riducendo sensibilmente l’impatto economico dell’investimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il credito d’imposta, utilizzabile in compensazione, non è soggetto a tassazione e può essere richiesto tramite il modello F24.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Considerazioni Finali</h2>
<p style="text-align: justify;">La lavanda non è solo una pianta dalle straordinarie proprietà, ma anche un’opportunità per avviare o potenziare un’attività economica sfruttando le numerose agevolazioni fiscali disponibili in Italia. Dal regime speciale agricolo all’IVA agevolata, passando per incentivi come il credito d’imposta per innovazione e i contributi a fondo perduto del PSR, i produttori possono beneficiare di strumenti che rendono più sostenibili i loro investimenti e incrementano la redditività.</p>
<p style="text-align: justify;">Investire nella diversificazione, come la trasformazione artigianale o il turismo esperienziale, permette inoltre di accedere a mercati di nicchia e a regimi fiscali vantaggiosi. Con una corretta pianificazione fiscale e un uso strategico delle agevolazioni, la lavanda può diventare un vero e proprio motore di crescita economica.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquota-IVA-Lavanda-Normative-e-Vantaggi-Fiscali/">Aliquota IVA Lavanda: Normative e Vantaggi Fiscali</a> was first posted on Novembre 22, 2024 at 11:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aliquote IVA per zenzero e curcuma</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquote-IVA-per-zenzero-e-curcuma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 15:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco ed Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[fisco ed agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;aliquota IVA applicabile allo zenzero e alla curcuma in Italia può variare a seconda di come vengono venduti e utilizzati. In questo articolo, forniremo una panoramica completa delle aliquote IVA applicabili a questi prodotti nel 2024. Zenzero Radice fresca o essiccata: L&#8217;IVA applicata allo zenzero fresco o essiccato, sia venduto intero che macinato, è del [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquote-IVA-per-zenzero-e-curcuma/">Aliquote IVA per zenzero e curcuma</a> was first posted on Luglio 11, 2024 at 5:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="5:1-5:2">L&#8217;aliquota IVA applicabile allo zenzero e alla curcuma in Italia può variare a seconda di come vengono venduti e utilizzati. In questo articolo, forniremo una panoramica completa delle aliquote IVA applicabili a questi prodotti nel 2024.</p>
<h2 data-sourcepos="7:1-7:12">Zenzero</h2>
<ul data-sourcepos="9:1-9:10">
<li data-sourcepos="9:1-9:10"><strong>Radice fresca o essiccata:</strong> L&#8217;IVA applicata allo zenzero fresco o essiccato, sia venduto intero che macinato, è del <strong>4%</strong>. Questa aliquota rientra nella categoria dei &#8220;prodotti ortofrutticoli freschi, ivi compresi i funghi freschi e gli ortaggi non conservati&#8221;.</li>
<li data-sourcepos="10:1-10:142"><strong>Olio essenziale:</strong> L&#8217;olio essenziale di zenzero è classificato come &#8220;prodotto cosmetico&#8221; e pertanto soggetto all&#8217;aliquota IVA del <strong>22%</strong>.</li>
<li data-sourcepos="11:1-12:0"><strong>Integratori alimentari:</strong> Lo zenzero in polvere o in capsule, se venduto come integratore alimentare, è soggetto all&#8217;aliquota IVA del <strong>22%</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="13:1-13:12">Curcuma</h2>
<ul data-sourcepos="15:1-15:29">
<li data-sourcepos="15:1-15:29"><strong>Radice fresca o essiccata:</strong> La curcuma fresca o essiccata, sia venduta intera che macinata, rientra nella categoria dei &#8220;prodotti ortofrutticoli freschi&#8221; e pertanto è soggetta all&#8217;aliquota IVA del <strong>4%</strong>.</li>
<li data-sourcepos="16:1-16:120"><strong>Polvere:</strong> La polvere di curcuma, se venduta come semplice spezia, è anch&#8217;essa soggetta all&#8217;aliquota IVA del <strong>4%</strong>.</li>
<li data-sourcepos="17:1-17:146"><strong>Integratori alimentari:</strong> La curcuma in polvere o in capsule, se venduta come integratore alimentare, è soggetta all&#8217;aliquota IVA del <strong>22%</strong>.</li>
<li data-sourcepos="18:1-19:0"><strong>Estratti e tinture:</strong> Gli estratti e le tinture di curcuma sono considerati &#8220;prodotti medicinali&#8221; e pertanto soggetti all&#8217;aliquota IVA del <strong>10%</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="20:1-20:21">Casi particolari</h2>
<ul data-sourcepos="22:1-22:222">
<li data-sourcepos="22:1-22:222"><strong>Prodotti composti:</strong> Se lo zenzero o la curcuma fanno parte di un prodotto composto (ad esempio, tisane, infusi, mix di spezie), l&#8217;aliquota IVA potrebbe subire variazioni in base alla categoria prevalente del prodotto.</li>
<li data-sourcepos="23:1-24:0"><strong>Prodotti biologici:</strong> L&#8217;IVA sui prodotti biologici certificati, inclusi zenzero e curcuma, è generalmente al <strong>4%</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="25:1-25:12">Esempio</h2>
<p data-sourcepos="27:1-27:136">Un negozio vende zenzero fresco, curcuma in polvere e curcuma in capsule come integratore alimentare. Le aliquote IVA applicate saranno:</p>
<ul data-sourcepos="29:1-32:0">
<li data-sourcepos="29:1-29:20">Zenzero fresco: 4%</li>
<li data-sourcepos="30:1-30:33">Curcuma in polvere (spezia): 4%</li>
<li data-sourcepos="31:1-32:0">Curcuma in capsule (integratore alimentare): 22%</li>
</ul>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aliquote-IVA-per-zenzero-e-curcuma/">Aliquote IVA per zenzero e curcuma</a> was first posted on Luglio 11, 2024 at 5:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le messi</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/le-messi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 10:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[dipinto]]></category>
		<category><![CDATA[le messi dipinto]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo laconi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo Laconi pittore]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[surrealismo sardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/arte-fisco/le-messi/</guid>

					<description><![CDATA[Analisi del quadro " le messi"<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/le-messi/">Le messi</a> was first posted on Novembre 12, 2021 at 11:28 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un dipinto nostalgico, di un tempo andato, ormai lontano. Laconi con questa opera ci vuole<br />
raccontare la realtà contadina degli anni &#8217;40 e &#8217;50, tempo in cui si respirava la grande passione che le persone di campagna ci mettevano nel loro lavoro.</p>
<h3>
Tecnica: Acrilico su tela</h3>
<h3>Dimensioni: 19,6 x 53</h3>
<h3> Profondità: 3,7 cm</h3>
<h3>Ubicazione: Piazza Michelangelo 18, Cagliari, Sardegna</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un dipinto nostalgico, di un tempo andato, ormai lontano. Laconi con questa opera ci vuole raccontare la realtà contadina degli anni &#8217;40 e &#8217;50, tempo in cui si respirava la grande passione che le persone di campagna ci mettevano nel loro lavoro. Mani sporche di terra e consumate dal lungo lavoro, teste scaldate, poi divenute bollenti per la loro esposizione continua al sole. Vestiti, sempre quelli, al massimo un solo abito ( o due nella migliore delle ipotesi) per le cerimonie e i giorni di festa, per il resto solo abiti semplici e usurati. E&#8217; un&#8217;opera, non solo come ho già detto, di ricordo dei vecchi tempi, ma anche di celebrazione degli stessi, delle tecniche usate precedentemente, del lavoro attento e meticoloso della mano esperta di contadini e contadine; in onore delle bellissime persone che lavoravano nei campi.</p>
<p>Questa è una classica scena campestre, che avviene in estate, appunto un periodo dedicato all&#8217;agricoltura e la produzione agricola. Ovviamente ho voluto rappresentare questa scena perché mi piace: è calda, gioiosa, luminosa, che richiama molto l&#8217;estate. E&#8217; sempre una festa quando la produzione va a buon fine.</p>
<h3>Perciò è un richiamo ai tempi passati? A quando il lavoro nei campi era un lavoro di mani, di sudore, di corpo?</h3>
<p>Certo, è un richiamo al tempo che fu, perché adesso è tutto meccanizzato; qui siamo ancora negli anni &#8217;40/&#8217;50, dove si falciava il grano a mani o con la falce appunto, poi c&#8217;è il cavallo con l&#8217;aratro. E&#8217; quindi giusto non dimenticare neanche questo, perché questo è storia.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/le-messi/">Le messi</a> was first posted on Novembre 12, 2021 at 11:28 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CREDITO D&#8217;IMPOSTA MACCHINARI AGRICOLI</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/credito-dimposta-macchinari-agricoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Federica Taberlet]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[credito d'imposta]]></category>
		<category><![CDATA[inail]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[macchinari]]></category>
		<category><![CDATA[tax credit]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/finanza-ed-agevolazioni-alle-imprese/credito-dimposta-macchinari-agricoli/</guid>

					<description><![CDATA[La Legge di Stabilità 2020 ha sostituito gli incentivi del super e iper-ammortamento con il credito d’imposta, una nuova misura di agevolazione fiscale per investimenti effettuati in macchinari agricoli. Scopriamola insieme.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/credito-dimposta-macchinari-agricoli/">CREDITO D&#8217;IMPOSTA MACCHINARI AGRICOLI</a> was first posted on Luglio 16, 2020 at 8:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo credito d’imposta per il 2020 prevede un contributo pari al:</p>
<p>    40% dell’investimento e fino a 2,5 milioni di euro per macchine agricole con tecnologia 4. 0;<br />
    6% dell’investimento e fino ad un massimo di 2 milioni di euro per tutte le altre macchine agricole. </p>
<p>Il nuovo credito d’imposta per il 2020 prevede un contributo pari al:</p>
<p>    40% dell’investimento e fino a 2,5 milioni di euro per macchine agricole con tecnologia 4. 0;<br />
    6% dell’investimento e fino ad un massimo di 2 milioni di euro per tutte le altre macchine agricole. </p>
<p> Il contributo sotto forma di Tax Credit è utilizzabile per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24 come IVA, IMU, contributi previdenziali, oltre le imposte dirette. </p>
<p>L’obiettivo del nuovo Credito d’imposta è quello di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi e in tecnologia 4. </p>
<p>Possono beneficiare del Tax Credit tutte le imprese agricole residenti nel territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. </p>
<p>A differenza dei vecchi super e iper-ammortamento, sono inclusi  i conto terzisti, le imprese agricole, anche individuali, che si avvalgono del regime forfettario, ed il beneficio è valido indipendentemente dalla capacità o meno dell’azienda di produrre reddito. </p>
<p>​Entriamo nel dettaglio dei macchinari agricoli:</p>
<p>rientrano tra i beni ordinari e possono godere del contributo del 6%, tutte le macchine agricole nuove, indipendentemente dal loro livello tecnologico; rientrano tra i beni 4. 0 e possono godere del contributo del 40% solo le macchine agricole dotate di tecnologia 4. </p>
<p>Per quanto concerne i trattori e le mietitrebbie, le dotazioni necessarie per rientrare tra i beni 4. 0 sono le seguenti:</p>
<p>    telematica con funzione di trasferimento dati;<br />
    sistema di guida automatica, idraulica o con motorino elettrico al volante. </p>
<p>Per tutte le altre macchine agricole, le dotazioni variano a seconda della natura della macchina, ma restano comunque indispensabili i vincoli dell’automazione e dell’interconnessione. </p>
<p>Per poter accedere al credito d’imposta per i beni 4. 0, l’azienda è tenuta a produrre un’autocertificazione nel caso di investimento inferiore a 300. 000 euro, oppure una perizia tecnica giurata in caso di investimento superiore a 300. 000 euro, attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo tra i beni 4. </p>
<p>è possibile usufruire del credito in cinque anni, in quote di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello di entrata in funzione della macchina. </p>
<p>Se poi, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell&#8217;investimento i beni agevolati sono venduti a terzi, il credito d&#8217;imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall&#8217;originaria base di calcolo il relativo costo. </p>
<p>Il Tax Credit si può utilizzare fino al 30 giugno 2021 a condizione che l’acquisto della macchina sia effettuato entro il 31 dicembre 2020 e sia avvenuto il pagamento di un acconto in misura almeno pari al 20% del costo dell’investimento. </p>
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<p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/credito-dimposta-macchinari-agricoli/">CREDITO D&#8217;IMPOSTA MACCHINARI AGRICOLI</a> was first posted on Luglio 16, 2020 at 8:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FONDAZIONE CARIPLO: BANDO COLTIVARE VALORE</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fondazione-cariplo-bando-coltivare-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Federica Taberlet]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 07:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[contributo a fondo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo economico]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Lombardia offre un contributo a fondo perduto fino al 60% per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo economico locale tramite pratiche di agricoltura sostenibile e sociale. Domande aperte fino al 16 aprile 2020.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fondazione-cariplo-bando-coltivare-valore/">FONDAZIONE CARIPLO: BANDO COLTIVARE VALORE</a> was first posted on Marzo 30, 2020 at 9:49 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bando intende sostenere pratiche di agricoltura sostenibile in ottica agro-ecologica e sociale, come strumento di presidio e risposta ai rischi territoriali di carattere ambientale e come occasione di sviluppo economico locale attivando opportunità di inserimento lavorativo di soggetti in condizione di svantaggio. </p>
<p>Il bando intende sostenere pratiche di agricoltura sostenibile in ottica agro-ecologica e sociale, come strumento di presidio e risposta ai rischi territoriali di carattere ambientale e come occasione di sviluppo economico locale attivando opportunità di inserimento lavorativo di soggetti in condizione di svantaggio. 
</p>
<p>I progetti potranno essere presentati, in qualità di capofila, esclusivamente da organizzazioni private senza scopo di lucro, singolarmente o in partenariato con enti pubblici e/o altri privati non profit ammissibili. </p>
<p>I progetti dovranno obbligatoriamente:</p>
<p>    essere realizzati all’interno del territorio della Lombardia o delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola;<br />
    adottare tecniche agricole sostenibili ispirate ai principi e processi agro-ecologici (es. Il riciclo degli elementi nutritivi, l’impiego di colture di copertura, i sistemi policolturali, le rotazioni colturali, la lotta biologica, etc. );<br />
    individuare chiaramente il rischio territoriale di carattere ambientale su cui si intende intervenire;<br />
    promuovere iniziative che abbiano una chiara ricaduta occupazionale per persone in condizioni di svantaggio;<br />
    essere orientati alla sostenibilità economica futura, attraverso la formulazione di un piano previsionale almeno triennale;<br />
    avere una durata massima di 36 mesi;<br />
    avere carattere incrementale (es. Aumento delle superfici coltivate, sviluppo di nuovi rami di impresa, creazione di nuovi posti di lavoro);<br />
    fornire informazioni sulle caratteristiche e sullo stato dei beni immobili oggetto dell’iniziativa (terreni, edifici);<br />
    dimostrare che l’ente richiedente o il partner abbia un titolo di disponibilità dei beni immobili oggetto dell’intervento di natura e durata congrua rispetto agli obiettivi previsti e agli investimenti preventivati;<br />
    dimostrare la presenza di chiare competenze degli enti proponenti rispetto alle componenti ambientale e sociale previste dal bando e dal progetto. </p>
<p>ll budget a disposizione è pari a 2. 750. 000 Euro.  La richiesta di contributo dovrà essere compresa tra 50. 000 e 350. 000 € e non potrà superare il 60% dei costi totali. </p>
<p>La domanda può essere presentata entro il 16 aprile 2020. </p>
<p>Per avere assistenza per l&#8217;istruzione della pratica, contattaci alla mail RISPARMIOLECITO@NETWORKFISCALE. COM</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fondazione-cariplo-bando-coltivare-valore/">FONDAZIONE CARIPLO: BANDO COLTIVARE VALORE</a> was first posted on Marzo 30, 2020 at 9:49 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come rimediare alle fatture errate Reverse Charge in F24? Le istruzioni pratiche del ravvedimento operoso</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-rimediare-alle-fatture-errate-reverse-charge-in-f24-le-istruzioni-pratiche-del-ravvedimento-operoso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Errori in Fattura]]></category>
		<category><![CDATA[FATTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[IVA Assistenza Tributaria e Consulenza Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[REVERSE CHARGE IVA]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Se la fattura è stata emessa in violazione del regime di inversione contabile, senza aver assolto al pagamento dell’IVA oppure avendovi provveduto, com'è possibile rimediare? <hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-rimediare-alle-fatture-errate-reverse-charge-in-f24-le-istruzioni-pratiche-del-ravvedimento-operoso/">Come rimediare alle fatture errate Reverse Charge in F24? Le istruzioni pratiche del ravvedimento operoso</a> was first posted on Novembre 29, 2017 at 8:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quesito</h2>
<p>Se la fattura è stata emessa in violazione del regime di inversione contabile, senza aver assolto al pagamento dell’IVA oppure avendovi provveduto, com&#8217;è possibile rimediare?</p>
<h2>Risposta</h2>
<p>Il contribuente potrà ricorrere allo strumento del ravvedimento operoso con le seguenti modalità contenenti le istruzioni pratiche per pagare tramite modello F24:</p>
<p>1) ravvedimento per omessa o ritardata fatturazione Reverse Charge e di mancata o ritardata registrazione delle operazioni soggette a inversione contabile: in questo caso il cedente/prestatore al posto di scontare una sanzione che va da 5% al 10% dei corrispettivi potrà sanare l&#8217;omessa fattura Reverse Charge o la sua ritardata emissione con il ravvedimento entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all&#8217;anno in cui è stata commessa la violazione: la sanzione sarà ridotta a 1/8 del 5% del corrispettivo, con minimo di € 64 ed andrà pagata tramite modello F24 e codice tributo 8904 “sanzioni in materia di IVA” indicando l’anno in cui è avvenuta l’irregolarità.</p>
<p>N. B. Il cessionario/committente oltre alla sanzione ridotta deve provvedere all&#8217;emissione e registrazione della fattura omessa;</p>
<p>2) ravvedimento per omesso Reverse Charge senza assolvimento IVA: si tratta dell’ipotesi in cui il cessionario/committente, nonostante abbia ricevuto la regolare fattura in Reverse Charge, non versi l&#8217;IVA esponendosi ad una sanzione che va dal 100% al 200% dell’imposta, con un minimo di € 258. Ricorrendo al ravvedimento operoso Reverse Charge, dovrà integrare la fattura con l’importo dell’IVA dovuta ed omessa, registrando la stessa nel registro delle fatture emesse e in quello degli acquisti provvedendo a pagare la sanzione ridotta a 1/8 del minimo, pari ad € 32 da assolvere tramite modello F24 e codice 8904, entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all&#8217;anno in cui è stata commessa la violazione;</p>
<p>3) ravvedimento per omesso Reverse Charge con assolvimento dell’IVA: se il prestatore applica e assolve all’imposta in fattura, ma non riporta l’applicazione del Reverse Charge, dovrebbe scontare una sanzione pari al 3% dell’imposta dovuta, con un minimo di € 258 salvo che provveda al ravvedimento operoso con le seguenti modalità:</p>
<p>il prestatore entro 30 giorni dalla registrazione della fattura errata dovrà presentare all&#8217;Agenzia delle Entrate un documento in duplice copia contenente l&#8217;indicazione dell’imponibile, aliquota e IVA corrispondente;<br />
dovrà  provvedere all&#8217;annotazione nei registri acquisti e vendite e al versamento dell’IVA dovuta;<br />
a tali condizioni pagherà una sanzione ridotta a 1/8 del 3%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>In sintesi:</h2>
<p>il ravvedimento operoso è quello strumento che consente di sanare le irregolarità commesse in sede di emissione di fatture soggette all’obbligo di Reverse Charge e consente di scontare  una  sanzione alleggerita rispetto a quella che dovrebbe ordinariamente applicarsi, a condizione che il richiedente:</p>
<p>1) integri la fattura;</p>
<p>2) provveda alla doppia registrazione (sia nel registro delle fatture acquisti che in quello delle fatture emesse);</p>
<p>3) paghi nei termini con F24 la sanzione ridotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attenzione: per evitare di incorrere in qualsivoglia tipo di sanzione e sobbarcarsi onerosi esborsi, è fondamentale, a monte, emettere correttamente la fattura in Reverse Charge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/come-rimediare-alle-fatture-errate-reverse-charge-in-f24-le-istruzioni-pratiche-del-ravvedimento-operoso/">Come rimediare alle fatture errate Reverse Charge in F24? Le istruzioni pratiche del ravvedimento operoso</a> was first posted on Novembre 29, 2017 at 8:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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