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	<title>Tassazione dividendi - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Tassazione dividendi - Commercialista.it</title>
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		<title>Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 08:40:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema della tassazione dei dividendi è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una modifica molto rilevante: l’introduzione di una soglia minima del 5% di partecipazione per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="913">Il tema della <strong data-start="322" data-end="350">tassazione dei dividendi</strong> è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una <strong data-start="504" data-end="532">modifica molto rilevante</strong>: l’introduzione di una <strong data-start="556" data-end="598">soglia minima del 5% di partecipazione</strong> per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. Una proposta che ha subito fatto discutere, al punto da essere immediatamente oggetto di un <strong data-start="781" data-end="807">emendamento correttivo</strong>, proprio a causa delle forti criticità emerse da parte di imprese, commercialisti e operatori finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1395">Questa modifica avrebbe avuto impatti <strong data-start="953" data-end="1002">profondi sul tessuto imprenditoriale italiano</strong>, in particolare per quelle società che oggi beneficiano della tassazione agevolata sui dividendi percepiti da partecipazioni qualificate e non qualificate. La norma mirava a ridefinire le condizioni per poter escludere parzialmente i dividendi dalla tassazione, prevedendo appunto una soglia di possesso minima, ma è stata subito vista come <strong data-start="1344" data-end="1370">potenzialmente dannosa</strong> per migliaia di società.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Nell’articolo analizziamo passo dopo passo cosa prevedeva inizialmente il testo del DDL, quali sarebbero state le conseguenze pratiche per le imprese, come è intervenuto l’emendamento correttivo e  soprattutto, quali sono oggi i reali impatti di questa misura dopo la modifica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Scopriremo anche se e come questa norma potrebbe essere ulteriormente ritoccata in fase di approvazione definitiva della Legge di Bilancio e quali strategie valutare per risparmiare sulle imposte in modo del tutto legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="361"><strong data-start="253" data-end="361">DDL Bilancio 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="945">Nel cuore del Disegno di Legge di Bilancio 2026, l’articolo 18 ha introdotto una modifica <strong data-start="453" data-end="500">strutturale e potenzialmente rivoluzionaria</strong> alla tassazione dei dividendi per le società. La bozza iniziale prevedeva <strong data-start="575" data-end="631">l’abbandono del regime di esenzione parziale del 95%</strong>, oggi riconosciuto ai dividendi percepiti dalle società ai sensi dell’art. 89, comma 2, del TUIR. Secondo questa prima formulazione, il beneficio fiscale si sarebbe applicato solo se la società detentrice avesse posseduto <strong data-start="854" data-end="903">una partecipazione diretta pari almeno al 10%</strong> nella società che distribuisce gli utili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1385">Un’ulteriore condizione riguardava la possibilità di considerare anche le <strong data-start="1021" data-end="1049">partecipazioni indirette</strong>, ma con calcolo “demoltiplicato” secondo le regole previste dal Codice Civile (art. 2359). Le stesse regole sarebbero state estese anche ai <strong data-start="1190" data-end="1219">dividendi di fonte estera</strong>. In pratica, il nuovo regime avrebbe drasticamente ristretto la platea delle partecipazioni fiscalmente agevolabili, escludendo tutte quelle sotto la soglia del 10%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1771">L’emendamento successivo ha <strong data-start="1415" data-end="1440">ammorbidito la misura</strong>, riducendo la soglia minima dal 10% al <strong data-start="1480" data-end="1486">5%</strong>, con l’aggiunta di un ulteriore vincolo temporale: la partecipazione dovrà essere <strong data-start="1569" data-end="1601">detenuta per almeno tre anni</strong>. Inoltre, l’agevolazione rimarrebbe applicabile anche nel caso in cui la quota posseduta sia inferiore al 5% ma il valore della partecipazione superi <strong data-start="1752" data-end="1770">i 500.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="2064">Queste modifiche si applicheranno solo a partire dal <strong data-start="1826" data-end="1845">1° gennaio 2026</strong>, senza alcun effetto retroattivo. Il cambio di rotta del Governo sembra voler evitare impatti troppo forti sul sistema imprenditoriale, pur mantenendo un certo rigore contro la <strong data-start="2023" data-end="2063">doppia non imposizione dei dividendi</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="323"><strong data-start="240" data-end="323">Impatto della soglia al 5%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="779">L’introduzione di una soglia minima del 5% per accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi rappresenta un cambio di paradigma importante rispetto alla normativa attuale, che prevede un’esenzione del 95% senza alcuna soglia minima di partecipazione. Questa modifica avrà impatti immediati sia sulle società holding che su quelle operative, ma anche su tutte le imprese con partecipazioni minoritarie, finora fiscalmente efficienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1244">Le società che detengono partecipazioni frammentate, magari sotto forma di investimenti strategici inferiori al 5%, si vedranno negare il beneficio dell’esenzione, e saranno quindi soggette a tassazione ordinaria sull’intero importo dei dividendi ricevuti. Un cambiamento che può portare a un aumento della pressione fiscale in misura significativa, in particolare per le holding di partecipazione che operano con logiche di portafoglio diversificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1644">Anche le operazioni di M&amp;A e di pianificazione societaria potrebbero essere influenzate: sarà infatti necessario valutare attentamente il peso delle partecipazioni e l’orizzonte temporale del loro mantenimento. La norma prevede che la partecipazione debba essere mantenuta per almeno tre anni, il che implica una strategia di lungo periodo e potrebbe limitare la flessibilità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1986">Non meno importante è l’impatto sulle plusvalenze: l’articolo 18, nella nuova formulazione, estende i criteri della soglia anche alle plusvalenze da cessione di partecipazioni acquisite dal 2026. Se la partecipazione è inferiore al 5% o ha un valore sotto i 500.000 euro, anche le eventuali plusvalenze non godranno dell’esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120">Questo scenario obbliga le imprese a ripensare le proprie strategie di gestione partecipativa per ottimizzare il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33837 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="377"><strong data-start="270" data-end="377">Gli obiettivi del legislatore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="875">La ratio della nuova disciplina sui dividendi si fonda su un’esigenza ben precisa: <strong data-start="462" data-end="511">limitare i fenomeni di doppia non imposizione</strong>, che negli anni hanno favorito pianificazioni fiscali aggressive da parte di alcune strutture societarie, in particolare <strong data-start="633" data-end="701">holding di diritto italiano con partecipazioni in società estere</strong>. Infatti, nel regime attuale, l’esclusione del 95% si applica in maniera automatica, anche a partecipazioni di modesto valore e senza alcun requisito temporale o gestionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="877" data-end="1396">Secondo la relazione tecnica allegata al DDL, la modifica normativa sarebbe volta a garantire un&#8217;applicazione più selettiva del beneficio fiscale, premiando le partecipazioni più rilevanti e stabili, in linea con le direttive europee in materia di fiscalità delle società (in particolare la Direttiva madre-figlia 2011/96/UE). Quest’ultima impone agli Stati membri di evitare la doppia imposizione economica, ma consente anche di adottare clausole anti-abuso che impediscano vantaggi fiscali ingiustificati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1825">Un altro aspetto non trascurabile è l’impatto sulle entrate fiscali: restringendo il campo delle partecipazioni fiscalmente agevolate, lo Stato punta a recuperare base imponibile, con un effetto potenzialmente positivo sul bilancio pubblico. Tuttavia, il rischio di effetti distorsivi sul mercato non è secondario, specie per le PMI che detengono partecipazioni minoritarie ma strategiche in altre realtà aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1827" data-end="2066">In sostanza, il legislatore sembra voler privilegiare un approccio più “qualitativo” alla fiscalità dei dividendi, riconoscendo l’esenzione solo in presenza di un effettivo coinvolgimento societario e imprenditoriale nel lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="303"><strong data-start="214" data-end="303">Decorrenza e periodo transitorio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="767">Una delle caratteristiche più rilevanti della nuova disciplina sulla tassazione dei dividendi è la sua <strong data-start="408" data-end="459">applicazione solo a partire dal 1° gennaio 2026</strong>. Questo significa che tutte le distribuzioni deliberate fino al 31 dicembre 2025 continueranno a beneficiare del regime attuale, ovvero <strong data-start="596" data-end="656">esclusione del 95% senza soglie minime di partecipazione</strong>. La norma non prevede effetti retroattivi, e questo offre alle imprese un <strong data-start="731" data-end="766">margine operativo per adeguarsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1140">Tuttavia, c’è un punto critico da non sottovalutare: ai fini della determinazione degli <strong data-start="857" data-end="890">acconti d’imposta per il 2026</strong>, si dovranno considerare le nuove regole, come se fossero già in vigore. Questo comporta che le imprese dovranno <strong data-start="1004" data-end="1026">rivedere i calcoli</strong> in base alle previsioni dell’art. 18 riformato, con possibili <strong data-start="1089" data-end="1116">impatti sulla liquidità</strong> aziendale già nel 2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1245">Alla luce di ciò, diventa fondamentale valutare azioni strategiche entro la fine del 2025, tra cui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1695">
<li data-start="1247" data-end="1399">
<p data-start="1249" data-end="1399"><strong data-start="1249" data-end="1286">Deliberare distribuzioni di utili</strong> prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, specialmente se si detengono partecipazioni inferiori al 5%;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1557">
<p data-start="1402" data-end="1557">Rivedere la <strong data-start="1414" data-end="1448">struttura delle partecipazioni</strong> per valutare eventuali accorpamenti, fusioni o riallocazioni che permettano di raggiungere la soglia del 5%;</p>
</li>
<li data-start="1558" data-end="1695">
<p data-start="1560" data-end="1695">Analizzare le partecipazioni estere, per verificare <strong data-start="1612" data-end="1646">coerenza con i nuovi requisiti</strong>, anche in caso di catene di controllo indirette.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1697" data-end="2037">Il periodo transitorio, se ben sfruttato, può rappresentare un’occasione per riorganizzare in modo più efficiente la struttura societaria e ottimizzare il carico fiscale futuro. La consulenza di un commercialista esperto in fiscalità societaria sarà, in questa fase, uno strumento fondamentale per evitare errori e cogliere opportunità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="325"><strong data-start="241" data-end="325">Soggetti penalizzati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="639">Non tutte le imprese saranno colpite allo stesso modo dalla riforma introdotta con il DDL di Bilancio 2026. L&#8217;introduzione della soglia del 5% e del requisito di detenzione triennale per beneficiare del regime di esclusione parziale dei dividendi penalizzerà in modo particolare alcune <strong data-start="613" data-end="638">categorie di soggetti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="641" data-end="685">Tra i principali <strong data-start="658" data-end="675">“danneggiati”</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="687" data-end="1759">
<li data-start="687" data-end="985">
<p data-start="689" data-end="985"><strong data-start="689" data-end="735">Società con partecipazioni inferiori al 5%</strong>, soprattutto quelle che detengono piccole quote in società strategiche, magari per motivi commerciali, industriali o di alleanze territoriali. In questi casi, il mancato accesso all’esenzione rischia di <strong data-start="939" data-end="984">azzerare la convenienza dell’investimento</strong>.</p>
</li>
<li data-start="987" data-end="1237">
<p data-start="989" data-end="1237"><strong data-start="989" data-end="1032">Holding di partecipazioni diversificate</strong>, tipiche nel settore finanziario o immobiliare, che operano con logiche di portafoglio e non con partecipazioni di controllo. La riforma impone una riflessione profonda sulla <strong data-start="1208" data-end="1236">composizione degli asset</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1239" data-end="1485">
<p data-start="1241" data-end="1485"><strong data-start="1241" data-end="1270">Start-up e PMI innovative</strong>, spesso partecipate da più investitori con piccole quote, che rischiano di perdere l’attrattività fiscale per soci finanziatori e business angel, con possibili effetti negativi sull’<strong data-start="1453" data-end="1484">ecosistema dell’innovazione</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1759">
<p data-start="1489" data-end="1759"><strong data-start="1489" data-end="1519">Società estere controllate</strong> da realtà italiane tramite più livelli di partecipazione (holding estere, sub-holding): in questi casi, la <strong data-start="1627" data-end="1651">catena partecipativa</strong> potrebbe ridurre l’effettiva quota di controllo al di sotto del 5%, rendendo inapplicabile l’agevolazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1761" data-end="1992">Anche il vincolo dei tre anni di detenzione continuativa rischia di penalizzare operazioni tipiche del private equity o delle joint venture temporanee, limitando la flessibilità strategica in fase di ingresso o dismissione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197">In conclusione, le imprese dovranno effettuare una mappatura completa delle proprie partecipazioni, per capire dove intervenire e come strutturare al meglio gli investimenti futuri in ottica fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="377"><strong data-start="283" data-end="377">Strategie di risparmio fiscale legale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Con l’entrata in vigore della nuova soglia del 5% e del vincolo triennale a partire dal 2026, le imprese devono iniziare sin da ora a <strong data-start="513" data-end="558">ripensare la propria struttura societaria</strong> per evitare un aggravio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Esistono diverse <strong data-start="609" data-end="666">strategie legali e pienamente conformi alla normativa</strong> che consentono di ridurre l’impatto delle nuove regole, agendo con anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1167"><strong data-start="745" data-end="800">1. Riorganizzazione delle partecipazioni societarie</strong><br data-start="800" data-end="803" />Se un’impresa detiene più partecipazioni frazionate (ad esempio inferiori al 5%), è possibile valutare operazioni come <strong data-start="922" data-end="967">fusione, conferimento o acquisto di quote</strong> per superare la soglia minima e accedere all’esenzione parziale. Naturalmente, tali operazioni devono avere <strong data-start="1076" data-end="1116">valenza economica e non solo fiscale</strong>, per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1562"><strong data-start="1169" data-end="1224">2. Pianificazione delle distribuzioni entro il 2025</strong><br data-start="1224" data-end="1227" />Poiché la nuova disciplina si applica solo ai dividendi deliberati dal 1° gennaio 2026, una delle strategie più efficaci è <strong data-start="1350" data-end="1381">anticipare le distribuzioni</strong>. Le società possono deliberare, anche senza distribuirli subito, <strong data-start="1447" data-end="1491">utili accantonati in esercizi precedenti</strong>, evitando così la nuova imposizione piena su partecipazioni “piccole”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1564" data-end="1979"><strong data-start="1564" data-end="1622">3. Consolidamento o rivalutazione delle partecipazioni</strong><br data-start="1622" data-end="1625" />Per le partecipazioni che non raggiungono la soglia del 5% ma hanno un <strong data-start="1696" data-end="1726">elevato valore di bilancio</strong> (oltre 500.000 euro), si potrebbe valutare una <strong data-start="1774" data-end="1813">rivalutazione civilistica e fiscale</strong> per rientrare nella seconda soglia prevista dalla norma. In alternativa, si può considerare un aumento di capitale o operazioni societarie per raggiungere la soglia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2293"><strong data-start="1981" data-end="2036">4. Holding di partecipazione come strumento fiscale</strong><br data-start="2036" data-end="2039" />In alcuni casi, la costituzione di una <strong data-start="2078" data-end="2098">holding italiana</strong> può permettere il consolidamento di partecipazioni, migliorando il controllo e l’efficienza fiscale. Tuttavia, è necessario valutarne attentamente i costi, la governance e l’impatto successorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2295" data-end="2642"><strong data-start="2295" data-end="2350">5. Monitoraggio costante e consulenza specialistica</strong><br data-start="2350" data-end="2353" />Le nuove regole non saranno semplici da applicare, soprattutto in presenza di <strong data-start="2431" data-end="2459">partecipazioni indirette</strong> o catene societarie complesse. Un’attenta <strong data-start="2502" data-end="2524">analisi preventiva</strong>, accompagnata da simulazioni fiscali e supporto di professionisti, sarà fondamentale per pianificare con razionalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="405"><strong data-start="323" data-end="405">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="407" data-end="678">Immaginiamo il caso di <strong data-start="430" data-end="442">Alfa Srl</strong>, una PMI italiana che detiene il <strong data-start="476" data-end="495">3% del capitale</strong> di <strong data-start="499" data-end="511">Beta Spa</strong>, società operativa di maggiori dimensioni. Nel 2024, Beta Spa ha accantonato utili importanti, e sta valutando se distribuirli nel corso del 2025 o attendere il 2026.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="680" data-end="696">Situazione:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1007">
<li data-start="698" data-end="749">
<p data-start="700" data-end="749">Quota di partecipazione: <strong data-start="725" data-end="731">3%</strong> (inferiore al 5%)</p>
</li>
<li data-start="750" data-end="797">
<p data-start="752" data-end="797">Utili destinati a distribuzione: <strong data-start="785" data-end="797">€200.000</strong></p>
</li>
<li data-start="798" data-end="855">
<p data-start="800" data-end="855">Alfa Srl è una società residente, soggetta a IRES (24%)</p>
</li>
<li data-start="856" data-end="937">
<p data-start="858" data-end="937">Nessun vincolo di partecipazione triennale (poiché posseduta da meno di 2 anni)</p>
</li>
<li data-start="938" data-end="1007">
<p data-start="940" data-end="1007">La partecipazione <strong data-start="958" data-end="1007">non supera i 500.000 euro di valore contabile</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1009" data-end="1070">Scenario 1: Distribuzione entro il 2025 (regime attuale)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1246">In base alla normativa vigente (art. 89, comma 2, TUIR), Alfa Srl <strong data-start="1138" data-end="1192">esclude il 95% del dividendo dalla base imponibile</strong>. Solo il 5% (€10.000) sarà tassato con l’IRES al 24%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1293"><strong data-start="1248" data-end="1293">Tassazione totale = 10.000 × 24% = €2.400</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1356">Scenario 2: Distribuzione dal 2026 in poi (nuovo regime)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1358" data-end="1507">Poiché la quota è inferiore al 5% e non supera i 500.000 euro, <strong data-start="1421" data-end="1451">l’esenzione non si applica</strong>. L’intero dividendo sarà incluso nella base imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1556"><strong data-start="1509" data-end="1556">Tassazione totale = 200.000 × 24% = €48.000</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1594">Differenza di carico fiscale:</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1595" data-end="1643">€48.000 – €2.400 = €45.600 in più di imposte</strong> da pagare, semplicemente per effetto della nuova norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1709" data-end="1737">Conclusione dell’esempio</strong>: in casi come questo, è evidente che una distribuzione entro il 2025 è fiscalmente più vantaggiosa. Rimandare può comportare una tassazione venti volte più alta, senza che cambi nulla nella natura dell’investimento. Per questo motivo, le imprese devono valutare con urgenza la tempistica delle distribuzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="705">La modifica alla disciplina fiscale dei dividendi, introdotta dal DDL di Bilancio 2026, rappresenta un cambio significativo per la fiscalità delle società italiane. L’introduzione della soglia minima del 5% e del requisito di detenzione per almeno tre anni segna un passaggio da un sistema generalizzato di agevolazione a un modello più selettivo, che mira a limitare fenomeni di doppia non imposizione e a favorire partecipazioni più stabili e rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="707" data-end="1011">Le implicazioni sono concrete: molte società che oggi beneficiano dell’esclusione del 95% si troveranno, dal 2026, a dover assoggettare interamente i dividendi a tassazione, con un impatto economico non trascurabile, in particolare per le partecipazioni minoritarie o di natura meramente finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1401">In attesa dell’approvazione definitiva della norma e dell’eventuale conferma dell’emendamento che abbassa la soglia dal 10% al 5%, sarà fondamentale per le imprese effettuare valutazioni tempestive. La possibilità di distribuire utili entro la fine del 2025 o di ristrutturare le partecipazioni nei mesi a venire potrebbe rivelarsi decisiva per mitigare gli effetti della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1403" data-end="1747">Resta infine da comprendere se, nei prossimi passaggi parlamentari, la norma subirà ulteriori modifiche o se verranno introdotte clausole di salvaguardia per le partecipazioni storiche o strategiche. Il contesto fiscale, ancora una volta, impone alle imprese un’attenta pianificazione e un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 9:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 05:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Consolidato fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di holding e regime della Participation Exemption (PEX), soprattutto nei contesti di ottimizzazione fiscale e pianificazione patrimoniale. Ma perché queste strutture stanno diventando così centrali nel mondo imprenditoriale italiano? In un contesto economico in continua evoluzione, dove la pressione fiscale e la competitività richiedono strumenti sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="509" data-end="803">Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di <strong data-start="565" data-end="576">holding</strong> e <strong data-start="579" data-end="625">regime della Participation Exemption (PEX)</strong>, soprattutto nei contesti di ottimizzazione fiscale e pianificazione patrimoniale. Ma perché queste strutture stanno diventando così centrali nel mondo imprenditoriale italiano?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="1291">In un contesto economico in continua evoluzione, dove la pressione fiscale e la competitività richiedono strumenti sempre più efficaci per <strong data-start="944" data-end="970">tutelare il patrimonio</strong> e <strong data-start="973" data-end="1005">ridurre il carico tributario</strong>, la costituzione di una <strong data-start="1030" data-end="1049">società holding</strong> rappresenta una delle soluzioni più intelligenti e flessibili. E se ben progettata, può beneficiare del <strong data-start="1154" data-end="1168">regime PEX</strong>, che consente un&#8217;esenzione parziale (fino al 95%) delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni societarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1293" data-end="1638">Ma attenzione: non si tratta di una &#8220;scorciatoia fiscale&#8221; o di uno strumento riservato ai grandi gruppi industriali. Anche imprenditori individuali, professionisti e PMI possono creare una <strong data-start="1482" data-end="1506">struttura di holding</strong> per ottenere vantaggi concreti e assolutamente <strong data-start="1554" data-end="1567">legittimi</strong>, sia in termini fiscali sia di governance e protezione del patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1640" data-end="1887">In questo articolo esploreremo cos&#8217;è una holding, come funziona il regime PEX, quali vantaggi fiscali e strategici offre, e come costituirla nel modo corretto, evitando errori comuni che possono compromettere i benefici desiderati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="284" data-end="374"><strong>Come funziona davvero la PEX</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="376" data-end="803">Immaginiamo che la <strong data-start="395" data-end="411">Holding ZETA</strong> possieda una <strong data-start="425" data-end="463">partecipazione qualificata del 80%</strong> nella società operativa <strong data-start="488" data-end="504">OMEGA S.r.l.</strong> da più di 3 anni. La partecipazione è regolarmente iscritta tra le <strong data-start="572" data-end="604">immobilizzazioni finanziarie</strong> nel bilancio di ZETA, e OMEGA svolge regolarmente un’attività commerciale ai sensi dell’art. 55 del TUIR. Inoltre, OMEGA ha sede in Italia, quindi non si trova in uno Stato a fiscalità privilegiata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="917">Nel 2025, Holding ZETA decide di vendere l’intera partecipazione, generando una <strong data-start="885" data-end="916">plusvalenza di 400.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="919" data-end="1123">Applicando la Participation Exemption, il <strong data-start="961" data-end="986">95% della plusvalenza</strong> è esente da tassazione. Ciò significa che solo <strong data-start="1034" data-end="1059">il 5% di 400.000 euro</strong>, ovvero <strong data-start="1068" data-end="1083">20.000 euro</strong>, sarà assoggettato all’<strong data-start="1107" data-end="1122">IRES al 24%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1125" data-end="1203">L’imposta effettivamente dovuta sarà quindi:<br data-start="1172" data-end="1175" /><strong data-start="1175" data-end="1203">20.000 € x 24% = 4.800 €</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1205" data-end="1460">Grazie al regime PEX, la Holding ZETA riesce a <strong data-start="1252" data-end="1279">trattenere 395.200 euro</strong> netti (400.000 &#8211; 4.800), che potrà <strong data-start="1315" data-end="1353">reinvestire all’interno del gruppo</strong> o destinare a nuove iniziative imprenditoriali, evitando una tassazione elevata sul capitale disinvestito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1661">Questo meccanismo rende le holding uno <strong data-start="1501" data-end="1551">strumento strategico di pianificazione fiscale</strong>, garantendo <strong data-start="1564" data-end="1587">liquidità immediata</strong> e <strong data-start="1590" data-end="1612">efficienza fiscale</strong> nelle operazioni di riorganizzazione societaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="364"><strong>Apporti dei soci alla holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="608">Uno degli aspetti spesso trascurati, ma strategicamente fondamentali nella costituzione e gestione di una <strong data-start="472" data-end="491">società holding</strong>, riguarda le <strong data-start="505" data-end="567">modalità con cui i soci effettuano gli apporti di capitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="608">Esistono infatti due principali strade:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="610" data-end="965">
<li data-start="610" data-end="795">
<p data-start="613" data-end="795"><strong data-start="613" data-end="653">Apporto a titolo di capitale proprio</strong>: il socio partecipa a un <strong data-start="679" data-end="711">aumento del capitale sociale</strong>, senza aspettarsi un rimborso, rafforzando la struttura patrimoniale della holding.</p>
</li>
<li data-start="796" data-end="965">
<p data-start="799" data-end="965"><strong data-start="799" data-end="829">Apporto a titolo di debito</strong>: il socio effettua un <strong data-start="852" data-end="874">finanziamento soci</strong>, ovvero un prestito rimborsabile, mantenendo flessibilità sulla restituzione del capitale.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1351">La scelta tra queste due opzioni ha <strong data-start="1003" data-end="1064">implicazioni fiscali, civilistiche e gestionali rilevanti</strong>. Ma ciò che rende davvero interessante l’apporto di partecipazioni alla holding è la possibilità di sfruttare il cosiddetto <strong data-start="1189" data-end="1215">“realizzo controllato”</strong>, un regime fiscale agevolato che consente di evitare la tassazione immediata delle <strong data-start="1299" data-end="1322">plusvalenze latenti</strong> al momento del conferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1353" data-end="1739">In pratica, se un socio conferisce alla holding delle partecipazioni (ad esempio, quote di una S.r.l.) e in cambio riceve <strong data-start="1475" data-end="1514">azioni o quote della holding stessa</strong>, <strong data-start="1516" data-end="1541">senza ricevere denaro</strong>, e la holding acquisisce <strong data-start="1567" data-end="1632">il controllo (oltre il 50%) o il collegamento (almeno il 20%)</strong> con la società conferita, allora <strong data-start="1666" data-end="1738">non si genera alcuna imposizione fiscale immediata sulla plusvalenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1741" data-end="1774">Questo meccanismo è perfetto per:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2016">
<li data-start="1776" data-end="1845">
<p data-start="1778" data-end="1845"><strong data-start="1778" data-end="1795">Riorganizzare</strong> gruppi societari senza subire tassazioni elevate.</p>
</li>
<li data-start="1846" data-end="1918">
<p data-start="1848" data-end="1918"><strong data-start="1848" data-end="1863">Ottimizzare</strong> la fiscalità in ottica di pianificazione patrimoniale.</p>
</li>
<li data-start="1919" data-end="2016">
<p data-start="1921" data-end="2016"><strong data-start="1921" data-end="1935">Facilitare</strong> il passaggio generazionale con una gestione più efficiente delle partecipazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2018" data-end="2147">È una strategia legale, potente e ampiamente usata, soprattutto in fase di costituzione di una holding familiare o aziendale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="283" data-end="364"><strong>Consolidato fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="757">Uno dei <strong data-start="374" data-end="404">benefici più significativi</strong> derivanti dalla costituzione di una <strong data-start="441" data-end="452">holding</strong> è la possibilità di accedere al <strong data-start="485" data-end="529">regime del consolidato fiscale nazionale</strong>, previsto dagli articoli 117-129 del TUIR. Questo strumento consente una gestione unificata della fiscalità tra le società controllate, ottimizzando le imposte e migliorando la <strong data-start="707" data-end="756">gestione strategica dei risultati d’esercizio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="759" data-end="1123">Nel consolidato fiscale, le società appartenenti allo stesso gruppo (holding e partecipate) <strong data-start="851" data-end="902">aggregano i propri redditi e le proprie perdite</strong> per determinare una <strong data-start="923" data-end="948">base imponibile unica</strong> su cui calcolare l’IRES. Questo permette, ad esempio, di <strong data-start="1006" data-end="1072">compensare gli utili di una società con le perdite di un’altra</strong>, riducendo sensibilmente l’imponibile complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1125" data-end="1323"><strong data-start="1125" data-end="1150">Condizione essenziale</strong>: la holding deve detenere <strong data-start="1177" data-end="1197">almeno il 50,01%</strong> delle partecipazioni (diritto di voto e utile) nelle società consolidate, in modo diretto o indiretto, <strong data-start="1301" data-end="1322">da almeno 12 mesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1325" data-end="1383">I <strong data-start="1327" data-end="1348">vantaggi concreti</strong> del consolidato fiscale includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1385" data-end="1677">
<li data-start="1385" data-end="1481">
<p data-start="1387" data-end="1481"><strong data-start="1387" data-end="1410">Risparmio d’imposta</strong>: compensando perdite e utili, si riduce il carico fiscale complessivo.</p>
</li>
<li data-start="1482" data-end="1560">
<p data-start="1484" data-end="1560"><strong data-start="1484" data-end="1513">Efficienza amministrativa</strong>: una sola dichiarazione fiscale per il gruppo.</p>
</li>
<li data-start="1561" data-end="1677">
<p data-start="1563" data-end="1677"><strong data-start="1563" data-end="1588">Maggiore flessibilità</strong>: possibilità di gestire meglio gli investimenti, i dividendi e le strategie di sviluppo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1679" data-end="1713"><strong data-start="1682" data-end="1712">Esempio pratico</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1715" data-end="1920">La Holding SIGMA controlla interamente due società operative: DELTA e EPSILON.<br data-start="1793" data-end="1796" />Nel 2025, DELTA realizza un utile imponibile di <strong data-start="1844" data-end="1857">600.000 €</strong>, mentre EPSILON registra una perdita fiscale di <strong data-start="1906" data-end="1919">400.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1922" data-end="2053">Senza il consolidato fiscale, DELTA pagherebbe <strong data-start="1969" data-end="1990">144.000 € di IRES</strong> (600.000 x 24%), mentre EPSILON non trarrebbe alcun beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2055" data-end="2186">Con il consolidato, i redditi si compensano. L’imponibile complessivo diventa <strong data-start="2133" data-end="2146">200.000 €</strong>, e l’IRES dovuta scende a <strong data-start="2173" data-end="2185">48.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2188" data-end="2241"><strong data-start="2191" data-end="2226">Risparmio fiscale per il gruppo</strong>: <strong data-start="2228" data-end="2240">96.000 €</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="335"><strong>IVA di gruppo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="337" data-end="810">Tra le agevolazioni a disposizione delle holding ben strutturate, il regime dell’<strong data-start="418" data-end="435">IVA di gruppo</strong> rappresenta una leva strategica per <strong data-start="472" data-end="532">ottimizzare la gestione dell’imposta sul valore aggiunto</strong> e migliorare la <strong data-start="549" data-end="574">liquidità complessiva</strong> del gruppo societario. Introdotto dall’art. 73 del DPR 633/1972, questo regime opzionale consente alle società legate da un vincolo partecipativo di almeno il <strong data-start="734" data-end="741">50%</strong> di essere trattate, ai fini IVA, come un <strong data-start="783" data-end="809">unico soggetto passivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1017">In pratica, le società del gruppo <strong data-start="846" data-end="887">non versano più l’IVA individualmente</strong>, ma effettuano una <strong data-start="907" data-end="929">liquidazione unica</strong> a livello di gruppo, attraverso la <strong data-start="965" data-end="1002">società controllante (la holding)</strong>. Ciò consente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1019" data-end="1278">
<li data-start="1019" data-end="1101">
<p data-start="1021" data-end="1101">di <strong data-start="1024" data-end="1051">compensare i debiti IVA</strong> di alcune società con i <strong data-start="1076" data-end="1091">crediti IVA</strong> di altre;</p>
</li>
<li data-start="1102" data-end="1180">
<p data-start="1104" data-end="1180">di <strong data-start="1107" data-end="1161">evitare l’accumulo di crediti IVA non utilizzabili</strong> nel breve termine;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1278">
<p data-start="1183" data-end="1278">di <strong data-start="1186" data-end="1232">ridurre i versamenti mensili o trimestrali</strong>, con benefici sulla <strong data-start="1253" data-end="1277">gestione finanziaria</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1280" data-end="1543">È una soluzione particolarmente utile nei gruppi che includono sia società operative che <strong data-start="1372" data-end="1395">società immobiliari</strong>, dove spesso le prime generano <strong data-start="1427" data-end="1441">debiti IVA</strong> derivanti dalle vendite, mentre le seconde accumulano <strong data-start="1496" data-end="1511">crediti IVA</strong> per investimenti o costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1545" data-end="1581">Per aderire al regime, è necessario:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1583" data-end="1869">
<li data-start="1583" data-end="1665">
<p data-start="1585" data-end="1665">che la holding detenga almeno il <strong data-start="1618" data-end="1646">50% del capitale sociale</strong> delle partecipate;</p>
</li>
<li data-start="1666" data-end="1770">
<p data-start="1668" data-end="1770">che venga inviata una <strong data-start="1690" data-end="1718">comunicazione telematica</strong> all’Agenzia delle Entrate entro i termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1771" data-end="1869">
<p data-start="1773" data-end="1869">che tutte le società adottino lo <strong data-start="1806" data-end="1844">stesso periodo di liquidazione IVA</strong> (mensile o trimestrale).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1871" data-end="2086">Questa forma di gestione centralizzata dell’IVA si traduce in <strong data-start="1933" data-end="1954">risparmi concreti</strong>, <strong data-start="1956" data-end="1977">minore burocrazia</strong> e <strong data-start="1980" data-end="2011">maggiore efficienza fiscale</strong>, soprattutto nei gruppi in espansione o ad alta intensità di investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="258" data-end="348"><strong>Dividendi percepiti dalla holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="727">Uno dei motivi principali per cui molti imprenditori decidono di costituire una <strong data-start="430" data-end="441">holding</strong> è legato alla <strong data-start="456" data-end="506">gestione fiscalmente vantaggiosa dei dividendi</strong> percepiti dalle società controllate. Grazie all’art. 89, comma 2 del TUIR, le holding possono beneficiare di un trattamento di favore che consente di <strong data-start="657" data-end="726">abbattere drasticamente il carico fiscale sugli utili distribuiti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="729" data-end="1173">Nello specifico, quando una holding riceve dividendi da una partecipata, <strong data-start="802" data-end="865">solo il 5% dell&#8217;importo percepito è imponibile ai fini IRES</strong>, mentre il restante <strong data-start="886" data-end="913">95% è esente da imposte</strong>. Con l’aliquota IRES ordinaria al 24%, questo si traduce in un’imposizione effettiva pari a <strong data-start="1006" data-end="1022">circa l’1,2%</strong> del totale dei dividendi ricevuti. Un trattamento estremamente vantaggioso rispetto alla tassazione piena applicata, ad esempio, alle persone fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1471"><strong data-start="1178" data-end="1198">Esempio semplice</strong>: se una holding italiana riceve <strong data-start="1231" data-end="1257">100.000 € di dividendi</strong>, solo <strong data-start="1264" data-end="1275">5.000 €</strong> concorrono alla formazione del reddito imponibile. L’IRES dovuta sarà quindi <strong data-start="1353" data-end="1364">1.200 €</strong>, lasciando <strong data-start="1376" data-end="1394">98.800 € netti</strong> a disposizione per ulteriori investimenti o eventuale distribuzione ai soci.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1834">In ambito comunitario, le <strong data-start="1499" data-end="1547">holding con sede in un altro Stato membro UE</strong> possono anche beneficiare di un’esenzione <strong data-start="1590" data-end="1600">totale</strong> della tassazione dei dividendi, in base alle <strong data-start="1646" data-end="1686">direttive europee sulla madre-figlia</strong>. Per le holding extra-UE, invece, si applicano le convenzioni contro la doppia imposizione, che possono prevedere <strong data-start="1801" data-end="1833">ritenute alla fonte più alte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1836" data-end="2086">Questo regime consente alle holding di <strong data-start="1878" data-end="1929">accumulare utili in modo fiscalmente efficiente</strong>, decidendo se e quando distribuirli ai soci finali, pianificando la tassazione nel tempo e <strong data-start="2021" data-end="2052">favorendo il reinvestimento</strong> in nuove attività o acquisizioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="230" data-end="321"><strong>Finanziamenti infragruppo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="756">Nel contesto di un gruppo societario strutturato con una holding al vertice, i <strong data-start="402" data-end="431">finanziamenti infragruppo</strong> rappresentano uno strumento chiave per <strong data-start="471" data-end="514">ottimizzare la gestione della liquidità</strong> e <strong data-start="517" data-end="570">ridurre la dipendenza da fonti esterne di credito</strong>. Parliamo di prestiti concessi tra società del gruppo (ad esempio da una partecipata all’altra), che possono portare numerosi benefici operativi e fiscali, se correttamente strutturati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="790">I vantaggi principali includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="792" data-end="1361">
<li data-start="792" data-end="1001">
<p data-start="794" data-end="1001"><strong data-start="797" data-end="847">Migliore allocazione delle risorse finanziarie</strong>: società con liquidità in eccesso possono finanziare le società con esigenze di capitale, senza immobilizzare denaro o ricorrere a finanziamenti onerosi.</p>
</li>
<li data-start="1002" data-end="1223">
<p data-start="1004" data-end="1223"><strong data-start="1007" data-end="1031">Interessi deducibili</strong>: se applicati a condizioni di mercato, gli interessi passivi pagati dalla società finanziata sono generalmente <strong data-start="1143" data-end="1180">deducibili dal reddito imponibile</strong>, contribuendo a ridurre il carico fiscale.</p>
</li>
<li data-start="1224" data-end="1361">
<p data-start="1226" data-end="1361"><strong data-start="1229" data-end="1271">Minore esposizione al credito bancario</strong>: si evita di ricorrere a prestiti esterni con tassi più elevati o condizioni restrittive.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1784"><strong data-start="1366" data-end="1385">Esempio pratico</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1784">La Holding DELTA possiede due società operative: SIGMA e LAMBDA.<br data-start="1453" data-end="1456" />SIGMA ha un avanzo di liquidità di 600.000 €, mentre LAMBDA ha bisogno di 300.000 € per un progetto di espansione.<br data-start="1570" data-end="1573" />Invece di accedere a un prestito bancario, DELTA struttura un <strong data-start="1635" data-end="1664">finanziamento infragruppo</strong> da SIGMA a LAMBDA. Risultato: <strong data-start="1695" data-end="1723">minor costo del capitale</strong> e <strong data-start="1726" data-end="1760">maggiore autonomia finanziaria</strong> all’interno del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1786" data-end="1917">Tuttavia, è fondamentale prestare <strong data-start="1823" data-end="1886">massima attenzione ai profili fiscali e di transfer pricing</strong>. Il fisco potrebbe contestare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1919" data-end="2207">
<li data-start="1919" data-end="1982">
<p data-start="1921" data-end="1982">l’assenza di un <strong data-start="1937" data-end="1966">tasso d’interesse congruo</strong> (market-based);</p>
</li>
<li data-start="1983" data-end="2060">
<p data-start="1985" data-end="2060">l’<strong data-start="1987" data-end="2026">inesistenza reale del finanziamento</strong> (es. mancanza di documentazione);</p>
</li>
<li data-start="2061" data-end="2207">
<p data-start="2063" data-end="2207">l’uso dello strumento per <strong data-start="2089" data-end="2137">abbattere artificialmente la base imponibile</strong>, riclassificando il prestito come <strong data-start="2172" data-end="2206">distribuzione occulta di utili</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2209" data-end="2392">Una gestione accurata, supportata da contratti, documentazione e analisi di mercato, garantisce <strong data-start="2308" data-end="2348">risparmio fiscale e sicurezza legale</strong>, nel rispetto della normativa antielusione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="385"><strong>Tassazione della holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="767">La costituzione di una <strong data-start="410" data-end="429">società holding</strong> non rappresenta soltanto una scelta strutturale per la gestione di partecipazioni, ma un vero e proprio <strong data-start="534" data-end="569">strumento di ingegneria fiscale</strong>. Una holding ben progettata permette di accedere a <strong data-start="621" data-end="641">regimi agevolati</strong> che, nel rispetto della normativa italiana ed europea, possono ridurre in modo significativo la pressione fiscale sul gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="901">Sebbene una holding sia soggetta all’<strong data-start="806" data-end="821">IRES al 24%</strong>, esistono <strong data-start="832" data-end="855">strategie legittime</strong> che permettono di <strong data-start="874" data-end="900">abbattere l’imponibile</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1650">
<li data-start="903" data-end="1086">
<p data-start="905" data-end="1086"><strong data-start="908" data-end="941">Regime di trasparenza fiscale</strong> (art. 115-116 TUIR): consente di imputare gli utili direttamente ai soci, evitando la doppia imposizione economica tra società e persona fisica.</p>
</li>
<li data-start="1087" data-end="1214">
<p data-start="1089" data-end="1214"><strong data-start="1092" data-end="1115">Dividendi agevolati</strong>: solo il <strong data-start="1125" data-end="1145">5% dei dividendi</strong> percepiti è soggetto a IRES, riducendo l’imposizione a circa l’1,2%.</p>
</li>
<li data-start="1215" data-end="1379">
<p data-start="1217" data-end="1379"><strong data-start="1220" data-end="1260">Regime PEX (Participation Exemption)</strong>: fino al <strong data-start="1270" data-end="1290">95% di esenzione</strong> sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, se soddisfatti i requisiti.</p>
</li>
<li data-start="1380" data-end="1519">
<p data-start="1382" data-end="1519"><strong data-start="1385" data-end="1418">Consolidato fiscale nazionale</strong>: permette di <strong data-start="1432" data-end="1462">compensare utili e perdite</strong> tra società del gruppo, ottimizzando la base imponibile.</p>
</li>
<li data-start="1520" data-end="1650">
<p data-start="1522" data-end="1650"><strong data-start="1525" data-end="1542">IVA di gruppo</strong>: centralizza la gestione dell’IVA, migliorando la <strong data-start="1593" data-end="1606">liquidità</strong> e riducendo gli adempimenti amministrativi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1652" data-end="1957">In un contesto internazionale, è possibile anche valutare l’adozione di <strong data-start="1724" data-end="1742">holding estere</strong> in paesi come <strong data-start="1757" data-end="1790">Olanda, Lussemburgo o Irlanda</strong>, noti per i loro <strong data-start="1808" data-end="1865">regimi fiscali favorevoli su dividendi e capital gain</strong>, nel rispetto delle direttive comunitarie e delle convenzioni contro la doppia imposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1959" data-end="2268">Tuttavia, l’adozione di queste strategie deve essere supportata da una <strong data-start="2033" data-end="2054">governance solida</strong>, una gestione trasparente dei flussi finanziari e <strong data-start="2105" data-end="2132">documentazione adeguata</strong>, per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, in particolare in tema di <strong data-start="2223" data-end="2244">abuso del diritto</strong> e <strong data-start="2247" data-end="2267">elusione fiscale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="355" data-end="450"><strong>Contributi INPS e holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="452" data-end="810">Uno degli aspetti meno analizzati — ma di grande rilevanza — nella pianificazione societaria con una holding riguarda la <strong data-start="573" data-end="609">contribuzione previdenziale INPS</strong>. In particolare, molti imprenditori non considerano l’effetto che una struttura a holding può avere sulla <strong data-start="716" data-end="751">doppia imposizione contributiva</strong>, spesso presente nelle <strong data-start="775" data-end="809">società operative tradizionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="976">Nel modello classico, quando un imprenditore è <strong data-start="859" data-end="885">socio e amministratore</strong> di una società commerciale o artigianale, è soggetto a due distinti obblighi contributivi:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1211">
<li data-start="978" data-end="1069">
<p data-start="981" data-end="1069"><strong data-start="984" data-end="1010">Gestione separata INPS</strong> → sulla base del <strong data-start="1028" data-end="1058">compenso da amministratore</strong> percepito.</p>
</li>
<li data-start="1070" data-end="1211">
<p data-start="1073" data-end="1211"><strong data-start="1077" data-end="1114">Gestione artigiani e commercianti</strong> → calcolata sul <strong data-start="1131" data-end="1152">reddito d’impresa</strong>, se il socio partecipa attivamente all’attività aziendale.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1213" data-end="1329">Questo può generare un <strong data-start="1236" data-end="1273">carico previdenziale elevatissimo</strong>, con contributi versati su due basi imponibili diverse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1701">La <strong data-start="1334" data-end="1365">costituzione di una holding</strong> può offrire una soluzione strategica: se la <strong data-start="1410" data-end="1488">persona fisica detiene le quote della società operativa tramite la holding</strong>, <strong data-start="1490" data-end="1546">non è più direttamente titolare della partecipazione</strong>. Di conseguenza, se <strong data-start="1567" data-end="1601">non presta attività prevalente</strong> nella società operativa, <strong data-start="1627" data-end="1695">non è tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti/artigiani</strong> INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1703" data-end="1839">In pratica, l’imprenditore resta iscritto solo alla <strong data-start="1755" data-end="1776">Gestione separata</strong>, con un risparmio contributivo potenziale molto significativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1841" data-end="2163">Tuttavia, è fondamentale rispettare un requisito essenziale:<br data-start="1904" data-end="1907" />il <strong data-start="1910" data-end="1972">socio non deve svolgere attività prevalente o continuativa</strong> nella società operativa. In caso contrario, l’INPS potrebbe contestare l’assenza di iscrizione alla gestione artigiani/commercianti, con richiesta di <strong data-start="2123" data-end="2147">contributi arretrati</strong> e <strong data-start="2150" data-end="2162">sanzioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2165" data-end="2364">Una corretta pianificazione con holding consente dunque di <strong data-start="2226" data-end="2268">ottimizzare la posizione previdenziale</strong>, ridurre i costi contributivi e gestire con maggiore flessibilità la distribuzione degli utili.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="337"><strong>Caso pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="497">Vediamo ora, passo dopo passo, <strong data-start="370" data-end="427">quanto può essere incisiva la presenza di una holding</strong> nella distribuzione di utili, soprattutto dal punto di vista fiscale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="504" data-end="583">Scenario A – Distribuzione diretta a persona fisica (senza holding)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="776">La società operativa <strong data-start="606" data-end="622">OMEGA S.r.l.</strong> chiude l’esercizio con un utile netto di <strong data-start="664" data-end="680">200.000 euro</strong>. Decide di distribuirlo interamente al suo unico socio, <strong data-start="737" data-end="775">persona fisica residente in Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="944">Su questi 200.000 €, si applica la <strong data-start="816" data-end="842">ritenuta secca del 26%</strong>, come previsto dalla normativa vigente per i dividendi percepiti da persone fisiche non imprenditori.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1023">
<li data-start="946" data-end="980">
<p data-start="948" data-end="980"><strong data-start="948" data-end="970">Imposta trattenuta</strong>: 52.000 €</p>
</li>
<li data-start="981" data-end="1023">
<p data-start="983" data-end="1023"><strong data-start="983" data-end="1012">Netto percepito dal socio</strong>: 148.000 €</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1153">In questo caso, il socio subisce una <strong data-start="1065" data-end="1097">tassazione immediata elevata</strong>, che riduce sensibilmente la disponibilità di capitale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1160" data-end="1235">Scenario B – Distribuzione a una holding (struttura intermedia)</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1237" data-end="1432">La stessa società <strong data-start="1255" data-end="1271">OMEGA S.r.l.</strong> appartiene ora alla <strong data-start="1292" data-end="1308">Holding ZETA</strong>, controllata al 100%.<br data-start="1330" data-end="1333" />OMEGA distribuisce i 200.000 € di utili <strong data-start="1373" data-end="1389">alla holding</strong>, anziché direttamente alla persona fisica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1434" data-end="1493"><strong data-start="1437" data-end="1475">Trattamento fiscale per la holding</strong> (art. 89 TUIR):</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1494" data-end="1598">
<li data-start="1494" data-end="1552">
<p data-start="1496" data-end="1552">Solo il <strong data-start="1504" data-end="1510">5%</strong> dei dividendi è imponibile → <strong data-start="1540" data-end="1552">10.000 €</strong></p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1598">
<p data-start="1555" data-end="1598">IRES al 24% → <strong data-start="1569" data-end="1580">2.400 €</strong> di imposte totali</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1600" data-end="1634"><strong data-start="1603" data-end="1631">Risultato per la holding</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1709">
<li data-start="1635" data-end="1683">
<p data-start="1637" data-end="1683"><strong data-start="1637" data-end="1656">197.600 € netti</strong> di dividendi disponibili</p>
</li>
<li data-start="1684" data-end="1709">
<p data-start="1686" data-end="1709">Nessuna ritenuta subita</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1711" data-end="1915">La holding può ora decidere <strong data-start="1739" data-end="1749">quando</strong> e <strong data-start="1752" data-end="1758">se</strong> distribuire questi dividendi al socio persona fisica, posticipando la tassazione definitiva (26%) e <strong data-start="1859" data-end="1914">massimizzando la flessibilità fiscale e finanziaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1917" data-end="1953">Se decidesse di distribuirli subito:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2055">
<li data-start="1955" data-end="2011">
<p data-start="1957" data-end="2011">197.600 € x 26% = <strong data-start="1975" data-end="1987">51.376 €</strong> di imposta per il socio</p>
</li>
<li data-start="2012" data-end="2055">
<p data-start="2014" data-end="2055"><strong data-start="2014" data-end="2040">Netto finale percepito</strong>: <strong data-start="2042" data-end="2055">146.224 €</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2057" data-end="2139">La differenza non è tanto nel carico fiscale finale (simile), ma nel fatto che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2140" data-end="2335">
<li data-start="2140" data-end="2225">
<p data-start="2142" data-end="2225">La <strong data-start="2145" data-end="2182">holding può reinvestire 197.600 €</strong> fin da subito con tassazione minima (1,2%)</p>
</li>
<li data-start="2226" data-end="2335">
<p data-start="2228" data-end="2335">La tassazione finale può essere <strong data-start="2260" data-end="2297">gestita strategicamente nel tempo</strong>, scegliendo il momento più favorevole</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2342" data-end="2606"><strong data-start="2345" data-end="2370">Conclusione operativa</strong>: attraverso la holding, si ottiene una tassazione intermedia ultra agevolata, con un vantaggio fondamentale: liquidità immediata nelle mani della società controllante, pronta per essere reinvestita o redistribuita con criterio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="321"><strong>IRAP e holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="707">Quando si parla di <strong data-start="342" data-end="383">ottimizzazione fiscale di una holding</strong>, spesso l’attenzione si concentra su IRES, dividendi e PEX. Tuttavia, anche l’<strong data-start="462" data-end="516">IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)</strong> può rappresentare un costo non trascurabile, soprattutto per le holding <strong data-start="589" data-end="608">non finanziarie</strong>, ossia quelle che non svolgono attività di intermediazione creditizia, finanziaria o assicurativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="709" data-end="964">Con l’entrata in vigore della <strong data-start="739" data-end="767">Direttiva ATAD 2016/1164</strong>, che ha modificato i criteri di deducibilità e definizione del reddito imponibile, anche l’ambito IRAP è stato influenzato, con effetti diretti sul <strong data-start="916" data-end="963">calcolo della base imponibile delle holding</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="966" data-end="1030"><strong data-start="969" data-end="1030">Ecco cosa include la base imponibile IRAP per le holding:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1034" data-end="1103"><strong data-start="1036" data-end="1078">Interessi attivi e proventi finanziari</strong> → inclusi integralmente.</li>
<li data-start="1104" data-end="1249">
<p data-start="1106" data-end="1249"><strong data-start="1108" data-end="1148">Interessi passivi e oneri finanziari</strong> → deducibili solo al <strong data-start="1170" data-end="1177">96%</strong>, con un <strong data-start="1186" data-end="1205">4% indeducibile</strong>, che va a incidere sull’imposta da versare.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1251" data-end="1361">Tuttavia, alcune voci <strong data-start="1273" data-end="1316">sono escluse dalla base imponibile IRAP</strong>, soprattutto per le <strong data-start="1337" data-end="1360">holding industriali</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1547">
<li data-start="1363" data-end="1439">
<p data-start="1365" data-end="1439"><strong data-start="1368" data-end="1398">Plusvalenze e minusvalenze</strong> derivanti da cessione di partecipazioni.</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1492">
<p data-start="1442" data-end="1492"><strong data-start="1445" data-end="1468">Dividendi percepiti</strong> da società controllate.</p>
</li>
<li data-start="1493" data-end="1547">
<p data-start="1495" data-end="1547"><strong data-start="1498" data-end="1546">Proventi da fondi di investimento collettivo</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1549" data-end="1788">L’<strong data-start="1554" data-end="1580">aliquota IRAP standard</strong> è pari al <strong data-start="1591" data-end="1600">4,65%</strong>, ma può variare in base alla <strong data-start="1630" data-end="1641">regione</strong> (es. può salire fino al 5,57% in alcune zone), rendendo cruciale anche la <strong data-start="1716" data-end="1763">valutazione della sede legale della holding</strong> in fase di costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1790" data-end="1980"><strong data-start="1793" data-end="1817">Perché è importante?</strong> Perché l’IRAP non consente la deduzione di molti costi tipici dell’attività di holding e, se non pianificata correttamente, può ridurre la marginalità del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1982" data-end="2233">Una corretta struttura patrimoniale e finanziaria, unita a una pianificazione regionale e fiscale integrata, consente di minimizzare l’impatto dell’IRAP, migliorando la redditività complessiva e la stabilità finanziaria del gruppo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="354"><strong>PEX e consolidato fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="356" data-end="747">Nel contesto di una pianificazione fiscale avanzata, <strong data-start="409" data-end="438">due strumenti legislativi</strong> si rivelano essenziali per le società holding: il <strong data-start="489" data-end="535">regime della Participation Exemption (PEX)</strong> e il consolidato fiscale nazionale. La corretta applicazione combinata di questi regimi consente di massimizzare l’efficienza fiscale e di ottimizzare la gestione del capitale all’interno del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="749" data-end="1064"><strong data-start="752" data-end="803">PEX – Participation Exemption sulle plusvalenze</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="749" data-end="1064">L’art. 87 del TUIR (DPR n. 917/86) prevede un’esenzione del <strong data-start="866" data-end="891">95% delle plusvalenze</strong> realizzate dalla holding in caso di cessione di partecipazioni <strong data-start="955" data-end="970">qualificate</strong>, italiane o estere. L’imposizione effettiva si riduce a circa <strong data-start="1033" data-end="1043">l’1,2%</strong> sull’importo totale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1066" data-end="1106">Requisiti per l’accesso al regime PEX:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1394">
<li data-start="1107" data-end="1175">
<p data-start="1109" data-end="1175"><strong data-start="1109" data-end="1153">Possesso ininterrotto per almeno 12 mesi</strong> della partecipazione;</p>
</li>
<li data-start="1176" data-end="1250">
<p data-start="1178" data-end="1250">Iscrizione della partecipazione tra le <strong data-start="1217" data-end="1249">immobilizzazioni finanziarie</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1251" data-end="1330">
<p data-start="1253" data-end="1330">La partecipata deve essere una società <strong data-start="1292" data-end="1314">commerciale attiva</strong> (art. 55 TUIR);</p>
</li>
<li data-start="1331" data-end="1394">
<p data-start="1333" data-end="1394">Non deve avere sede in un <strong data-start="1359" data-end="1393">Paese a fiscalità privilegiata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1396" data-end="1568">Questo regime consente alla holding di dismettere partecipazioni <strong data-start="1461" data-end="1483">in modo efficiente</strong>, reinvestendo il capitale in nuove attività con <strong data-start="1532" data-end="1567">imposizione ridotta o differita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1922"><strong data-start="1573" data-end="1606">Consolidato fiscale nazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1570" data-end="1922">Regolato dagli articoli 117-129 del TUIR, il consolidato fiscale permette alle società di un gruppo di <strong data-start="1712" data-end="1752">unificare i propri risultati fiscali</strong>, consentendo la <strong data-start="1769" data-end="1806">compensazione tra utili e perdite</strong>. In pratica, se una società genera utile e un’altra perdita, l’imponibile si riduce, abbattendo l’IRES complessiva.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1924" data-end="1966">Vantaggi operativi del consolidato:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1967" data-end="2241">
<li data-start="1967" data-end="2034">
<p data-start="1969" data-end="2034">Un’unica <strong data-start="1978" data-end="2000">dichiarazione IRES</strong> per tutte le società consolidate;</p>
</li>
<li data-start="2035" data-end="2105">
<p data-start="2037" data-end="2105"><strong data-start="2037" data-end="2076">Compensazione delle perdite fiscali</strong> tra le società partecipanti;</p>
</li>
<li data-start="2106" data-end="2241">
<p data-start="2108" data-end="2241"><strong data-start="2108" data-end="2160">Trasferimento agevolato di beni o rami d’azienda</strong> tra società del gruppo, con tassazione in sospensione (art. 110, comma 4, TUIR).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2243" data-end="2516">L’uso congiunto di <strong data-start="2265" data-end="2286">PEX e consolidato</strong> consente una <strong data-start="2300" data-end="2335">ottimizzazione fiscale completa</strong>: da un lato, la holding può realizzare plusvalenze tassate in misura irrisoria; dall’altro, può <strong data-start="2432" data-end="2467">contenere l’imposizione diretta</strong> aggregando redditi e perdite tra le controllate.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="464"><strong>Strategie di ottimizzazione fiscale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="466" data-end="776">Nel panorama della pianificazione fiscale evoluta, la <strong data-start="520" data-end="551">costituzione di una holding</strong> non rappresenta semplicemente un mezzo per <strong data-start="595" data-end="634">ridurre la tassazione sui dividendi</strong>, ma una vera e propria <strong data-start="658" data-end="687">infrastruttura strategica</strong> per la <strong data-start="695" data-end="733">gestione integrata della fiscalità</strong>, della <strong data-start="741" data-end="754">liquidità</strong> e del <strong data-start="761" data-end="775">patrimonio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="1148">Uno dei principali benefici è la <strong data-start="811" data-end="853">centralizzazione dei flussi finanziari</strong>. Attraverso la holding, le risorse generate dalle società operative possono essere convogliate in un unico centro di controllo, dove è possibile <strong data-start="999" data-end="1044">pianificarne l’impiego in modo efficiente</strong>, evitando l’imposizione immediata che si avrebbe con una distribuzione diretta ai soci persone fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1586">Ad esempio, se una società operativa distribuisce <strong data-start="1203" data-end="1225">100.000 € di utili</strong> direttamente al socio persona fisica, la ritenuta secca del <strong data-start="1286" data-end="1293">26%</strong> lascia un netto di <strong data-start="1313" data-end="1325">74.000 €</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1586">Se invece gli stessi utili sono girati a una <strong data-start="1374" data-end="1385">holding</strong>, si applica il regime dell’art. 89 del TUIR: solo il <strong data-start="1439" data-end="1458">5% è imponibile</strong>, e l’imposizione reale scende a circa <strong data-start="1497" data-end="1508">1.200 €</strong>. Il resto resta <strong data-start="1525" data-end="1550">liquido e disponibile</strong> per investimenti interni al gruppo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1588" data-end="1621">Ma i vantaggi non si fermano qui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1623" data-end="2193">
<li data-start="1623" data-end="1752">
<p data-start="1625" data-end="1752"><strong data-start="1628" data-end="1651">Consolidato fiscale</strong>: consente di <strong data-start="1665" data-end="1695">compensare utili e perdite</strong> tra le società del gruppo, riducendo l’IRES complessiva;</p>
</li>
<li data-start="1753" data-end="1878">
<p data-start="1755" data-end="1878"><strong data-start="1758" data-end="1787">Finanziamenti infragruppo</strong>: migliorano la <strong data-start="1803" data-end="1831">gestione della liquidità</strong> e riducono la dipendenza dal credito bancario;</p>
</li>
<li data-start="1879" data-end="2031">
<p data-start="1881" data-end="2031"><strong data-start="1884" data-end="1921">Pianificazione fiscale strategica</strong>: permette di <strong data-start="1935" data-end="1957">accumulare riserve</strong> e <strong data-start="1960" data-end="1989">posticipare l’imposizione</strong> fiscale fino a un momento più favorevole;</p>
</li>
<li data-start="2032" data-end="2193">
<p data-start="2034" data-end="2193"><strong data-start="2038" data-end="2065">Protezione patrimoniale</strong>: separa le attività operative da quelle strategiche (immobili, marchi, partecipazioni), <strong data-start="2154" data-end="2192">limitando i rischi imprenditoriali</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2195" data-end="2429">In sintesi, la holding rappresenta <strong data-start="2233" data-end="2265">un hub fiscale e finanziario</strong> per il gruppo, capace di coniugare <strong data-start="2301" data-end="2372">efficienza tributaria, sicurezza giuridica e flessibilità operativa</strong>, nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="240" data-end="330"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="923">Costituire una holding non è una scelta riservata solo ai grandi gruppi industriali: oggi rappresenta uno strumento indispensabile per chiunque voglia strutturare un gruppo societario solido, flessibile e fiscalmente efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="923">Come abbiamo visto, i vantaggi sono numerosi e concreti: detassazione dei dividendi, riduzione dell’imposizione sulle plusvalenze (PEX), compensazione fiscale tra società (consolidato), gestione strategica della liquidità, fino ad arrivare alla protezione patrimoniale e all’ottimizzazione dei contributi previdenziali INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="925" data-end="1232">Tutto ciò, naturalmente, richiede pianificazione, compliance normativa e una visione d’insieme. Una holding ben strutturata può trasformarsi in un motore di crescita, in grado di favorire investimenti, trasferimenti generazionali e una gestione del rischio d’impresa più consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1593">Il passo successivo? Analizzare la struttura del tuo gruppo (o della tua azienda) per capire se e come una holding possa offrirti vantaggi fiscali, economici e strategici. Con il supporto di professionisti esperti, è possibile modellare una soluzione su misura, nel pieno rispetto delle normative e con il massimo beneficio per il tuo business.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/">Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Holding-e-regime-PEX-strategie-fiscali-per-ridurre-le-tasse-e-ottimizzare-il-patrimonio-societario/">Holding e regime PEX: strategie fiscali per ridurre le tasse e ottimizzare il patrimonio societario</a> was first posted on Novembre 6, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Costituzione di una Holding: vantaggi fiscali, protezione patrimoniale e strategie per imprese e investitori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costituzione-di-una-Holding-vantaggi-fiscali-protezione-patrimoniale-e-strategie-per-imprese-e-investitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 05:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Consolidato fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama imprenditoriale italiano, la parola “holding” è spesso associata solo alle grandi multinazionali o ai gruppi industriali complessi. Tuttavia, la costituzione di una società holding rappresenta oggi una delle strategie più intelligenti e legali per ottimizzare la fiscalità, tutelare il patrimonio, pianificare la successione e gestire investimenti in modo flessibile. Sempre più imprenditori, professionisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="690" data-end="1078">Nel panorama imprenditoriale italiano, la parola “<strong data-start="740" data-end="751">holding</strong>” è spesso associata solo alle grandi multinazionali o ai gruppi industriali complessi. Tuttavia, la costituzione di una <strong data-start="872" data-end="891">società holding</strong> rappresenta oggi una delle strategie più intelligenti e legali per ottimizzare la fiscalità, tutelare il patrimonio, pianificare la successione e gestire investimenti in modo flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1239">Sempre più imprenditori, professionisti e anche investitori privati iniziano a porsi una domanda fondamentale: <em data-start="1191" data-end="1239">&#8220;Perché non ho ancora costituito una holding?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1241" data-end="1663">La risposta è spesso legata a una <strong data-start="1275" data-end="1301">mancanza di conoscenza</strong>: molti non sanno che <strong data-start="1323" data-end="1386">una holding può essere costituita anche da una sola persona</strong>, che può avere <strong data-start="1402" data-end="1433">costi di gestione contenuti</strong> e che porta <strong data-start="1446" data-end="1473">vantaggi fiscali enormi</strong> rispetto a una SRL ordinaria. Non solo: una holding consente anche di gestire <strong data-start="1552" data-end="1584">più attività imprenditoriali</strong> sotto un’unica cabina di regia, aumentando il controllo e diminuendo i rischi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1665" data-end="1987">In questo articolo vedremo perché la costituzione di una holding è così importante, quali sono i principali benefici fiscali e giuridici, come viene strutturata, quali errori evitare e quali casi reali la rendono una scelta vincente. Ma soprattutto, spiegheremo come iniziare subito, legalmente e in sicurezza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="530"><strong>Ottimizzazione fiscale, vantaggi societari e strategie patrimoniali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="532" data-end="966">Le <strong data-start="535" data-end="546">holding</strong> rappresentano una delle soluzioni più strategiche per imprenditori, investitori e professionisti che desiderano <strong data-start="659" data-end="687">ottimizzare la fiscalità</strong>, migliorare la <strong data-start="703" data-end="736">gestione del gruppo aziendale</strong> e <strong data-start="739" data-end="773">tutelare il proprio patrimonio</strong>. Strutturare correttamente una holding significa accedere a strumenti avanzati di pianificazione societaria e fiscale, con impatti concreti su dividendi, plusvalenze, successione e governance.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="968" data-end="1567">Uno degli aspetti più rilevanti è la <strong data-start="1005" data-end="1033">tassazione dei dividendi</strong>. In un contesto ordinario, un imprenditore che percepisce utili da una SRL è soggetto a un’imposta del 26%. Tuttavia, se questi utili vengono prima distribuiti a una holding, e poi eventualmente al socio persona fisica, si possono <strong data-start="1265" data-end="1292">differire o ottimizzare</strong> le imposte. Inoltre, grazie al regime della <strong data-start="1337" data-end="1370">Participation Exemption (PEX)</strong> previsto dall’art. 87 del TUIR, le <strong data-start="1406" data-end="1421">plusvalenze</strong> derivanti dalla cessione di partecipazioni possono beneficiare di una tassazione ridotta fino al 5% del loro ammontare, a determinate condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1902">Un altro vantaggio chiave è la <strong data-start="1600" data-end="1656">separazione tra asset operativi e asset patrimoniali</strong>, che riduce i rischi legati all’attività d’impresa e protegge i beni da eventuali esposizioni debitorie o crisi aziendali. In sostanza, una holding ben strutturata consente <strong data-start="1830" data-end="1847">più controllo</strong>, <strong data-start="1849" data-end="1866">più sicurezza</strong> e una <strong data-start="1873" data-end="1901">fiscalità più efficiente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1904" data-end="2148">Nel corso di questo approfondimento, vedremo nel dettaglio le principali <strong data-start="1977" data-end="2006">strategie di costituzione</strong>, i <strong data-start="2010" data-end="2042">vantaggi economici e fiscali</strong>, e le <strong data-start="2049" data-end="2073">opportunità concrete</strong> per chi desidera costruire una struttura societaria solida e lungimirante.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="532"><strong>Creare un gruppo societario</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="534" data-end="1055">La <strong data-start="537" data-end="577">costituzione di un gruppo societario</strong>, con una holding al vertice, rappresenta una delle strategie più avanzate per imprenditori e investitori che puntano a <strong data-start="697" data-end="726">diversificare le attività</strong>, <strong data-start="728" data-end="757">ottimizzare la governance</strong> e <strong data-start="760" data-end="803">massimizzare la redditività complessiva</strong>. Una struttura articolata, costruita con criterio, consente di <strong data-start="867" data-end="899">ridurre il rischio d’impresa</strong>, migliorare il <strong data-start="915" data-end="950">controllo dei flussi finanziari</strong> e accedere a <strong data-start="964" data-end="1004">vantaggi fiscali riservati ai gruppi</strong>, secondo quanto previsto dalla normativa italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1057" data-end="1513">Uno degli approcci più efficaci consiste nell’integrare una <strong data-start="1117" data-end="1139">società fornitrice</strong> all’interno del gruppo: ciò permette di realizzare <strong data-start="1191" data-end="1212">economie di scala</strong>, abbattere i costi di approvvigionamento e aumentare i margini operativi. Allo stesso tempo, la <strong data-start="1309" data-end="1367">separazione tra attività operative e asset immobiliari</strong> consente di <strong data-start="1380" data-end="1418">proteggere il patrimonio aziendale</strong> da rischi legati all’attività commerciale, migliorando la solidità patrimoniale e finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1515" data-end="1902">Per ottenere il massimo da una struttura societaria complessa, è essenziale una <strong data-start="1595" data-end="1622">progettazione su misura</strong>, che analizzi governance, gestione degli asset e opportunità di risparmio fiscale. Solo attraverso una consulenza mirata è possibile sfruttare le <strong data-start="1769" data-end="1818">agevolazioni tributarie previste per i gruppi</strong>, come il regime di consolidato fiscale o la gestione centralizzata della tesoreria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1904" data-end="2198">In un contesto economico competitivo e in continua evoluzione, costituire un gruppo societario con una holding al vertice non è più un lusso riservato ai grandi: è una scelta strategica per chi vuole <strong data-start="2104" data-end="2136">crescere in modo sostenibile</strong>, proteggere il capitale e costruire una struttura resiliente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="534"><strong>Vantaggio competitivo della holding</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="536" data-end="1016">Costituire una <strong data-start="551" data-end="580">holding di partecipazione</strong> come fulcro di un sistema societario integrato è oggi una scelta strategica per chi desidera <strong data-start="674" data-end="714">ottimizzare la gestione patrimoniale</strong>, <strong data-start="716" data-end="748">contenere i rischi aziendali</strong> e garantire <strong data-start="761" data-end="808">maggiore efficienza operativa e finanziaria</strong>. Attraverso la holding, è possibile centralizzare il controllo delle partecipazioni, migliorare la governance del gruppo e pianificare con precisione la direzione strategica dell’intero ecosistema aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1018" data-end="1410">Facciamo un esempio pratico: la <strong data-start="1050" data-end="1066">Holding ALFA</strong> detiene il 70% della <strong data-start="1088" data-end="1104">società BETA</strong>, ha il <strong data-start="1112" data-end="1140">pieno controllo di GAMMA</strong>, e, tramite una <strong data-start="1157" data-end="1172">sub-holding</strong> denominata <strong data-start="1184" data-end="1193">DELTA</strong>, esercita influenza su <strong data-start="1217" data-end="1227">LAMBDA</strong>. Una struttura di questo tipo consente di <strong data-start="1270" data-end="1308">consolidare la gestione strategica</strong>, facilitare la circolazione di risorse e competenze, e rendere il gruppo <strong data-start="1382" data-end="1409">più agile e competitivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1412" data-end="1972">Uno dei vantaggi chiave è di natura fiscale: grazie al <strong data-start="1467" data-end="1513">regime della Participation Exemption (PEX)</strong> e alla <strong data-start="1521" data-end="1559">tassazione agevolata sui dividendi</strong>, la holding può ottimizzare i flussi finanziari interni, differire o ridurre il carico fiscale e migliorare la gestione della liquidità tra le controllate. Inoltre, il <strong data-start="1728" data-end="1764">conferimento di asset strategici</strong> – come marchi, brevetti, partecipazioni o investimenti – in capo alla holding rafforza la <strong data-start="1855" data-end="1892">solidità patrimoniale complessiva</strong> e semplifica eventuali operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, cessioni).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1974" data-end="2226">In sintesi, la holding diventa il <strong data-start="2008" data-end="2029">centro di comando</strong> del gruppo societario, capace di assicurare <strong data-start="2074" data-end="2148">flessibilità, protezione del capitale e pianificazione fiscale evoluta</strong>, tre elementi fondamentali per affrontare il mercato con visione e struttura.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="392" data-end="452"><strong>Protezione del patrimonio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="454" data-end="897">Una delle funzioni più strategiche della <strong data-start="495" data-end="506">holding</strong> è la <strong data-start="512" data-end="541">protezione del patrimonio</strong>. Quando strutturata in modo corretto, una holding permette di <strong data-start="604" data-end="662">separare gli asset strategici dalle attività operative</strong>, mettendoli al riparo da rischi d’impresa, contenziosi legali o instabilità economica. In un contesto imprenditoriale complesso e spesso imprevedibile, questa separazione rappresenta una vera e propria <strong data-start="865" data-end="896">cassaforte legale e fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1352">Facciamo un esempio concreto: un imprenditore possiede aziende, partecipazioni, immobili e altri asset di valore. Se questi beni sono tutti intestati a una singola società operativa, un’eventuale crisi (fallimento, pignoramento, vertenze) potrebbe travolgere l’intero patrimonio. Costituendo una <strong data-start="1195" data-end="1217">holding capogruppo</strong>, gli asset vengono <strong data-start="1237" data-end="1260">conferiti e isolati</strong>, e le attività operative rimangono in entità separate, minimizzando il rischio di contagio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1354" data-end="1436">I <strong data-start="1356" data-end="1379">principali vantaggi</strong> della holding in chiave di protezione patrimoniale sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1438" data-end="1659"><strong data-start="1440" data-end="1466">Limitare l’esposizione</strong> a rischi finanziari, legali e operativi.</li>
<li data-start="1438" data-end="1659"><strong data-start="1512" data-end="1552">Separare la gestione imprenditoriale</strong> dagli investimenti personali o familiari.</li>
<li data-start="1438" data-end="1659"><strong data-start="1599" data-end="1626">Pianificare la crescita</strong> in modo più sicuro e resiliente.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1661" data-end="1975">Oltre ad agire come scudo protettivo, la holding può diventare una <strong data-start="1728" data-end="1747">leva strategica</strong> per accrescere il valore del patrimonio nel tempo, attraverso un’allocazione più efficiente delle risorse e una pianificazione finanziaria centralizzata. Non si tratta solo di difesa, ma di <strong data-start="1938" data-end="1974">visione imprenditoriale avanzata</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="416" data-end="484"><strong>Passaggio generazionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="486" data-end="918">Uno dei momenti più delicati nella vita di un’impresa è il <strong data-start="545" data-end="572">passaggio generazionale</strong>. Secondo le statistiche, <strong data-start="598" data-end="637">solo il 30% delle aziende familiari</strong> riesce a sopravvivere oltre la <strong data-start="669" data-end="692">seconda generazione</strong>, e meno del 15% arriva alla terza. Alla base di questo fallimento vi è spesso <strong data-start="771" data-end="813">l’assenza di una pianificazione chiara</strong>, che porta a <strong data-start="827" data-end="857">frammentazione delle quote</strong>, conflitti familiari e <strong data-start="881" data-end="917">perdita del controllo gestionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="920" data-end="1210">Costituire una <strong data-start="935" data-end="956">holding familiare</strong> è una delle soluzioni più efficaci per gestire questa transizione. La holding permette di <strong data-start="1047" data-end="1077">centralizzare la proprietà</strong>, definire una governance condivisa e garantire <strong data-start="1125" data-end="1166">continuità nella leadership aziendale</strong>, proteggendo il valore costruito nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1212" data-end="1278">Ecco gli strumenti chiave per un passaggio generazionale efficace:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1280" data-end="1817"><strong data-start="1282" data-end="1303">Holding familiare</strong> per consolidare la proprietà e semplificare la gestione.</li>
<li data-start="1280" data-end="1817"><strong data-start="1365" data-end="1395">Pianificazione successoria</strong> tramite strumenti giuridici come il <strong data-start="1432" data-end="1453">patto di famiglia</strong> (art. 768-bis c.c.), per regolare in anticipo la trasmissione delle quote riducendo i conflitti e l’impatto fiscale.</li>
<li data-start="1280" data-end="1817"><strong data-start="1575" data-end="1614">Definizione di regole di governance</strong>: ruoli, deleghe, diritto di voto, nomina degli amministratori.</li>
<li data-start="1280" data-end="1817"><strong data-start="1682" data-end="1722" data-is-only-node="">Separazione tra proprietà e gestione</strong>, tutelando l’operatività dell’impresa anche in presenza di eredi non coinvolti nel management.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1819" data-end="2037">Una holding ben strutturata permette quindi di affrontare con lucidità e strategia un momento potenzialmente critico, assicurando la trasmissione dell’impresa in modo ordinato, efficiente e fiscalmente sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="558" data-end="641"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="643" data-end="1160">Una <strong data-start="647" data-end="658">holding</strong> non è soltanto un centro di controllo strategico, ma rappresenta un vero e proprio <strong data-start="742" data-end="790">strumento di pianificazione fiscale avanzata</strong>, capace di <strong data-start="802" data-end="834">ridurre il carico tributario</strong> in modo perfettamente <strong data-start="857" data-end="867">legale</strong> e migliorare l’efficienza economico-finanziaria del gruppo. Grazie alla possibilità di accedere a regimi agevolati previsti dal TUIR e di concentrare le leve fiscali in un’unica cabina di regia, la holding permette di <strong data-start="1086" data-end="1117">massimizzare la redditività</strong> e sostenere la crescita nel lungo periodo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1245">Ecco i principali vantaggi fiscali derivanti dalla costituzione di una holding:</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1513"><strong data-start="1249" data-end="1282">Participation Exemption (PEX)</strong> – Art. 87 TUIR: prevede la <strong data-start="1310" data-end="1334">detassazione del 95%</strong> delle plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni qualificate, a condizione che siano detenute da almeno 12 mesi e siano iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1515" data-end="1723"><strong data-start="1517" data-end="1550">Consolidato fiscale nazionale</strong> – Art. 117-129 TUIR: consente di <strong data-start="1584" data-end="1614">compensare utili e perdite</strong> tra le società del gruppo, riducendo l’<strong data-start="1654" data-end="1674">IRES complessiva</strong> e migliorando la gestione delle imposte dirette.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="1933"><strong data-start="1727" data-end="1744">IVA di gruppo</strong> – Art. 73 DPR 633/1972: permette una gestione centralizzata dell’IVA tra società controllate, <strong data-start="1839" data-end="1872">semplificando gli adempimenti</strong> e consentendo la <strong data-start="1890" data-end="1932">compensazione tra crediti e debiti IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="1933"><strong data-start="1937" data-end="1962">Dividendi infragruppo</strong> – Se la partecipazione è qualificata e detenuta da almeno 12 mesi, <strong data-start="2030" data-end="2080">solo il 5% dell’utile distribuito è imponibile</strong> ai fini IRES (quindi tassazione effettiva dell’1,2%).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2136" data-end="2320"><strong data-start="2138" data-end="2167">Finanziamenti infragruppo</strong> – Ottimizzano la <strong data-start="2185" data-end="2217">circolazione della liquidità</strong>, riducono la dipendenza dal sistema bancario e favoriscono investimenti mirati all’interno del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2322" data-end="2576">Attraverso una holding ben configurata, è quindi possibile <strong data-start="2381" data-end="2422">abbattere il peso fiscale complessivo</strong>, rafforzare la <strong data-start="2438" data-end="2463">stabilità finanziaria</strong> e migliorare la <strong data-start="2480" data-end="2512">gestione dei flussi di cassa</strong>, con un impatto diretto sulla competitività dell’intero gruppo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="536" data-end="601"><strong>Strategie di ottimizzazione fiscale e patrimoniale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="603" data-end="1042">Una <strong data-start="607" data-end="634">holding ben strutturata</strong> rappresenta molto più di un contenitore societario: è un <strong data-start="692" data-end="745">acceleratore di efficienza fiscale e patrimoniale</strong>. Attraverso l’applicazione di strumenti giuridici e tributari avanzati, la holding consente non solo di <strong data-start="850" data-end="879">ridurre il carico fiscale</strong>, ma anche di <strong data-start="893" data-end="936">ottimizzare la gestione della liquidità</strong>, <strong data-start="938" data-end="976">preservare il patrimonio aziendale</strong> e pianificare in modo efficace la <strong data-start="1011" data-end="1041">trasmissione generazionale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1118">Come la holding migliora la fiscalità e la pianificazione patrimoniale</h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li data-start="1120" data-end="1959"><strong data-start="1122" data-end="1165">Evitare la doppia imposizione immediata</strong>: gli utili delle partecipate possono essere accumulati nella holding senza tassazione immediata, permettendo una distribuzione più flessibile e fiscalmente efficiente verso i soci.</li>
<li data-start="1120" data-end="1959"><strong data-start="1355" data-end="1390">Reinvestimento senza tassazione</strong>: trattenere gli utili nella holding consente di reimpiegarli in nuove iniziative, acquisizioni o progetti strategici senza dover prima pagare imposte personali.</li>
<li data-start="1120" data-end="1959"><strong data-start="1564" data-end="1593">Protezione del patrimonio</strong>: separando gli asset strategici (immobili, marchi, partecipazioni) dalle attività operative, si tutela il valore dell’impresa da rischi esterni o contenziosi.</li>
<li data-start="1120" data-end="1959"><strong data-start="1761" data-end="1791">Pianificazione successoria</strong>: la holding consente di evitare la frammentazione delle quote tra più eredi, mantenendo il controllo centralizzato e riducendo l’impatto fiscale della successione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1961" data-end="2221">In sintesi, la holding non è soltanto un vantaggio fiscale, ma un vero strumento di strategia aziendale e patrimoniale, che consente all’imprenditore di gestire, crescere e tramandare la propria impresa con maggiore controllo e visione a lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="361" data-end="440"><strong data-start="367" data-end="440">Caso pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="609">Vediamo ora un esempio reale di come la costituzione di una <strong data-start="502" data-end="513">holding</strong> possa generare vantaggi fiscali significativi <strong data-start="560" data-end="608">attraverso il conferimento di partecipazioni</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="611" data-end="640">Scenario senza Holding</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="642" data-end="1006">L’imprenditore Mario Rossi detiene direttamente il <strong data-start="693" data-end="742">100% delle quote della società operativa BETA</strong>, che ha un valore stimato di 1.000.000€.<br data-start="783" data-end="786" />Decide di cedere parte delle quote per ottenere liquidità, ma questa operazione genererebbe una <strong data-start="882" data-end="907">plusvalenza tassabile</strong> come reddito diverso, con imposta del <strong data-start="946" data-end="953">26%</strong>, comportando un esborso fiscale fino a <strong data-start="993" data-end="1005">260.000€</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1008" data-end="1059">Scenario con costituzione della Holding ALFA</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1061" data-end="1318">Mario costituisce la <strong data-start="1082" data-end="1105">Holding ALFA S.r.l.</strong> e vi <strong data-start="1111" data-end="1153">conferisce il 100% delle quote di BETA</strong>.<br data-start="1154" data-end="1157" />L’operazione avviene <strong data-start="1178" data-end="1203">in neutralità fiscale</strong> ai sensi dell’<strong data-start="1218" data-end="1248">art. 177, comma 2 del TUIR</strong>, quindi <strong data-start="1257" data-end="1289">nessuna imposta viene dovuta</strong> al momento del conferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1320" data-end="1594">Ora la Holding ALFA detiene le quote di BETA. Successivamente, se ALFA decide di cedere una parte delle partecipazioni o riceve dividendi da BETA, può <strong data-start="1471" data-end="1522">beneficiare della Participation Exemption (PEX)</strong> e della <strong data-start="1531" data-end="1569">tassazione agevolata dei dividendi</strong> (solo il 5% imponibile).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1596" data-end="1623">Vantaggi ottenuti</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1625" data-end="2094">
<li data-start="1625" data-end="1706">
<p data-start="1627" data-end="1706"><strong data-start="1627" data-end="1659">Nessuna tassazione immediata</strong> sulla plusvalenza generata dal conferimento.</p>
</li>
<li data-start="1707" data-end="1815">
<p data-start="1709" data-end="1815"><strong data-start="1709" data-end="1736">Protezione patrimoniale</strong>: ora le quote sono in una struttura più sicura e separata dall’imprenditore.</p>
</li>
<li data-start="1816" data-end="1914">
<p data-start="1818" data-end="1914"><strong data-start="1818" data-end="1851">Maggiore flessibilità fiscale</strong> per future operazioni (cessioni, investimenti, successione).</p>
</li>
<li data-start="1915" data-end="1999">
<p data-start="1917" data-end="1999"><strong data-start="1917" data-end="1996">Possibilità di distribuire utili alla holding con imposizione minima (1,2%)</strong>.</p>
</li>
<li data-start="2000" data-end="2094">
<p data-start="2002" data-end="2094">Il gruppo può reinvestire la liquidità generata <strong data-start="2050" data-end="2093">senza subire erosione fiscale immediata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2096" data-end="2114">Conclusione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2116" data-end="2358">Il conferimento di partecipazioni in una holding rappresenta una <strong data-start="2181" data-end="2225">scelta evoluta di pianificazione fiscale</strong>, che consente di <strong data-start="2243" data-end="2299">trasformare operazioni complesse in leve di crescita</strong>, preservando il patrimonio e differendo il carico fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="120" data-end="203"><strong data-start="126" data-end="203">Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="205" data-end="397">Nel contesto imprenditoriale e finanziario attuale, sempre più complesso e competitivo, la costituzione di una holding si rivela una scelta strategica imprescindibile per chi desidera ottimizzare la fiscalità in modo legale ed efficiente, proteggere il proprio patrimonio, governare più società con una regia unica e pianificare il futuro aziendale e familiare in modo strutturato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="629" data-end="1115">Come abbiamo visto nei casi pratici e nei vantaggi analizzati, la holding permette di <strong data-start="715" data-end="778">trasformare la struttura aziendale in uno strumento evoluto</strong>, capace di rispondere alle esigenze fiscali, patrimoniali e operative più complesse. Non si tratta più solo di un “veicolo per i grandi gruppi”, ma di una <strong data-start="934" data-end="1023">soluzione concreta e accessibile anche alle PMI, ai professionisti e agli investitori</strong> che vogliono costruire un assetto solido, flessibile e orientato alla crescita sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1117" data-end="1431">Il supporto di un commercialista esperto è essenziale per progettare correttamente la holding, evitare errori comuni e <strong data-start="1236" data-end="1305">massimizzare i benefici previsti dalla normativa fiscale italiana</strong>, tra cui la Participation Exemption, il consolidato fiscale e la pianificazione successoria con strumenti giuridici adeguati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1433" data-end="1544">In definitiva, la holding è molto più di un’opzione fiscale: è una <strong data-start="1500" data-end="1527">visione imprenditoriale</strong> a lungo termine.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costituzione-di-una-Holding-vantaggi-fiscali-protezione-patrimoniale-e-strategie-per-imprese-e-investitori/">Costituzione di una Holding: vantaggi fiscali, protezione patrimoniale e strategie per imprese e investitori</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costituzione-di-una-Holding-vantaggi-fiscali-protezione-patrimoniale-e-strategie-per-imprese-e-investitori/">Costituzione di una Holding: vantaggi fiscali, protezione patrimoniale e strategie per imprese e investitori</a> was first posted on Novembre 4, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dividendi: tasse e calcolo per SRL</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Dividendi-tasse-e-calcolo-per-SRL/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[imposta sostitutiva]]></category>
		<category><![CDATA[Ritenuta d'imposta]]></category>
		<category><![CDATA[Tassazione dividendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è il dividendi Il dividendo è la quota di utile che una società decide di distribuire ai propri soci in proporzione alla loro quota di partecipazione al capitale sociale. Rappresenta una remunerazione per l&#8217;investimento effettuato dai soci. Come vengono tassati i dividendi La tassazione dei dividendi per i soci persone fisiche differisce a seconda del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-sourcepos="3:1-3:23">Cos&#8217;è il dividendi</h2>
<p data-sourcepos="5:1-5:12">Il dividendo è la quota di utile che una società decide di distribuire ai propri soci in proporzione alla loro quota di partecipazione al capitale sociale. Rappresenta una remunerazione per l&#8217;investimento effettuato dai soci.</p>
<p data-sourcepos="5:1-5:12">
<h2 data-sourcepos="7:1-7:37">Come vengono tassati i dividendi</h2>
<p data-sourcepos="9:1-9:52">La tassazione dei dividendi per i soci <strong>persone fisiche</strong> differisce a seconda del tipo di partecipazione detenuta:</p>
<ul data-sourcepos="11:1-11:54">
<li data-sourcepos="11:1-11:54"><strong>Partecipazioni qualificate:</strong> dal 1° gennaio 2023, i dividendi derivanti da partecipazioni qualificate sono assoggettati all&#8217;imposta sostitutiva del <strong>26%</strong>, applicata direttamente dalla società che li eroga. In questo caso, il socio non deve provvedere ad alcuna ulteriore tassazione del reddito percepito.</li>
<li data-sourcepos="12:1-12:247"><strong>Partecipazioni non qualificate:</strong> dal 1° luglio 2014, i dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate sono assoggettati a una <strong>ritenuta a titolo d&#8217;imposta del 26%</strong>, sempre applicata dalla società erogante. In questo caso, il restante 74% del dividendo concorre a formare il reddito imponibile del socio, che dovrà quindi dichiararlo nel suo modello 730.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="14:1-14:23">Esempio di calcolo</h2>
<ul data-sourcepos="16:1-24:0">
<li data-sourcepos="16:1-16:30"><strong>Dividendo lordo:</strong> 10.000€</li>
<li data-sourcepos="17:1-19:39"><strong>Partecipazione qualificata:</strong>
<ul data-sourcepos="18:5-19:39">
<li data-sourcepos="18:5-18:39">Imposta sostitutiva (26%): 2.600€</li>
<li data-sourcepos="19:5-19:39">Dividendo netto percepito: 7.400€</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="20:1-24:0"><strong>Partecipazione non qualificata:</strong>
<ul data-sourcepos="21:5-24:0">
<li data-sourcepos="21:5-21:38">Ritenuta d&#8217;imposta (26%): 2.600€</li>
<li data-sourcepos="22:5-22:39">Dividendo netto percepito: 7.400€</li>
<li data-sourcepos="23:5-24:0">Reddito imponibile per il socio: 7.400€ (da dichiarare nel modello 730)</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="25:1-25:41">Calcolo del dividendo netto con Excel</h2>
<p data-sourcepos="27:1-27:124">Per facilitare il calcolo del dividendo netto, i nostri esperti hanno elaborato un <strong>foglio Excel evoluto</strong> che consente di:</p>
<ul data-sourcepos="29:1-29:65">
<li data-sourcepos="29:1-29:65">Determinare il dividendo netto considerando diverse variabili (regime fiscale, tipologia di partecipazione, ecc.).</li>
<li data-sourcepos="30:1-30:143">Calcolare il risultato civilistico d&#8217;impresa, la base imponibile IRES e IRAP, il compenso degli amministratori e il peso fiscale complessivo.</li>
<li data-sourcepos="31:1-32:0">Simulare diverse ipotesi imprenditoriali per ottimizzare la tassazione.</li>
</ul><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Dividendi-tasse-e-calcolo-per-SRL/">Dividendi: tasse e calcolo per SRL</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Dividendi-tasse-e-calcolo-per-SRL/">Dividendi: tasse e calcolo per SRL</a> was first posted on Giugno 28, 2024 at 10:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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