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	<title>Tassazione auto aziendali &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Tassazione auto aziendali &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Auto aziendali: gli optional a carico del dipendente non riducono il fringe benefit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 10:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
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					<description><![CDATA[Le auto aziendali rappresentano da sempre uno strumento strategico per le imprese, sia in termini di efficienza operativa che di attrattiva nei confronti dei dipendenti. Tuttavia, quando un veicolo viene concesso in uso promiscuo, cioè per uso sia aziendale che personale, entra in gioco un aspetto fiscale delicato: il fringe benefit. Questo valore, che concorre [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Auto-aziendali-gli-optional-a-carico-del-dipendente-non-riducono-il-fringe-benefit/">Auto aziendali: gli optional a carico del dipendente non riducono il fringe benefit</a> was first posted on Settembre 11, 2025 at 12:24 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="918">Le auto aziendali rappresentano da sempre uno strumento strategico per le imprese, sia in termini di efficienza operativa che di attrattiva nei confronti dei dipendenti. Tuttavia, quando un veicolo viene concesso in uso promiscuo, cioè per uso sia aziendale che personale, entra in gioco un aspetto fiscale delicato: il <strong data-start="737" data-end="755">fringe benefit</strong>. Questo valore, che concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente, è spesso oggetto di interpretazioni e strategie per ottimizzarne l’impatto fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="920" data-end="1332">Una delle pratiche sempre più comuni è quella di far sostenere direttamente al dipendente i costi relativi ad alcuni optional, come impianti stereo più avanzati, sedili in pelle, sistemi di assistenza alla guida o verniciature speciali. L’obiettivo? Ridurre il valore del fringe benefit, nella convinzione che se l’optional non grava sull’azienda, allora non debba nemmeno concorrere al valore fiscale dell’auto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1334" data-end="1719">Ma l’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> ha recentemente messo un punto fermo su questa prassi, con la <strong data-start="1427" data-end="1480">Risposta a interpello n. 233 del 3 settembre 2025</strong>. Secondo l’Amministrazione finanziaria, il valore convenzionale del fringe benefit, determinato secondo le tabelle ACI, non può essere ridotto in funzione del fatto che alcuni optional siano stati acquistati a carico del dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="1970">Vediamo allora cosa comporta questa presa di posizione per le aziende e per i lavoratori, quali sono i riferimenti normativi coinvolti, e soprattutto, quali strategie restano legittime per ottimizzare il trattamento fiscale delle auto aziendali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="403"><strong data-start="292" data-end="403">La posizione dell’azienda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="405" data-end="838">Nel caso analizzato nella <strong data-start="431" data-end="484">Risposta a interpello n. 233 del 3 settembre 2025</strong>, una società ha sollevato un quesito cruciale sul tema del calcolo del fringe benefit legato all’uso promiscuo dell’auto aziendale. Nello specifico, l’azienda riteneva che gli optional acquistati a carico del dipendente, attraverso trattenute in busta paga, dovessero ridurre il valore imponibile del fringe benefit attribuito al lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="840" data-end="1453">Secondo l’interpretazione dell’istante, infatti, la normativa vigente – in particolare l’articolo 51, comma 4, del TUIR – <strong data-start="962" data-end="1062">non richiede un collegamento diretto tra l’importo trattenuto e l’utilizzo personale del veicolo</strong>. Al contrario, ammetterebbe in modo più ampio la possibilità di dedurre qualsiasi somma versata in relazione al mezzo aziendale. A supporto di tale tesi, la società richiamava anche le <strong data-start="1248" data-end="1277">circolari n. 326 del 1997</strong> e <strong data-start="1280" data-end="1299">n. 1/E del 2007</strong>, che stabiliscono come il valore del fringe benefit sia determinato in modo forfetario, indipendentemente dai costi reali o dalla percorrenza effettuata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1455" data-end="1849">Un altro punto centrale dell’argomentazione era legato alle <strong data-start="1515" data-end="1530">tabelle ACI</strong>, che rappresentano il parametro di riferimento per determinare il valore del fringe benefit. La società sottolineava che tali tabelle si basano sul <strong data-start="1679" data-end="1712">prezzo di listino del veicolo</strong> ma <strong data-start="1716" data-end="1746">non includono gli optional</strong>, i quali, se pagati dal dipendente, non dovrebbero quindi concorrere al calcolo del valore imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1851" data-end="2078">Da questa lettura, la conclusione sembrava logica: se il dipendente sostiene un costo diretto per accessori non inclusi nel listino base, allora tale importo dovrebbe <strong data-start="2018" data-end="2077">comportare una riduzione del valore fiscale del benefit</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="398"><strong data-start="293" data-end="398">La risposta dell’ADE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="818">La posizione dell’Agenzia delle Entrate, espressa in modo chiaro e definitivo nella <strong data-start="484" data-end="521">Risposta a interpello n. 233/2025</strong>, è diametralmente opposta a quella sostenuta dalla società. L’Amministrazione finanziaria ha infatti <strong data-start="623" data-end="744">rigettato l’ipotesi di poter ridurre il valore del fringe benefit sulla base degli optional acquistati dal dipendente</strong>, anche se il relativo costo è sostenuto tramite trattenute in busta paga.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="820" data-end="1346">Il chiarimento parte da un richiamo al principio di <strong data-start="872" data-end="926">onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente</strong>, sancito dall’articolo 51, comma 1, del <strong data-start="967" data-end="975">TUIR</strong>: ogni beneficio, somma o valore percepito in connessione con il rapporto di lavoro, anche se sotto forma non monetaria, è da considerarsi reddito imponibile. L’unica eccezione ammessa è quella prevista dal <strong data-start="1182" data-end="1205">comma 4, lettera a)</strong>, che consente un criterio <strong data-start="1232" data-end="1246">forfetario</strong> di determinazione del valore dell’auto concessa in uso promiscuo, sulla base delle <strong data-start="1330" data-end="1345">tabelle ACI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1348" data-end="1734">Tuttavia, questa deroga riguarda solo le <strong data-start="1389" data-end="1467">somme eventualmente versate dal dipendente per l’uso personale del veicolo</strong>, non anche i costi relativi a <strong data-start="1498" data-end="1521">optional aggiuntivi</strong>. L’Agenzia sottolinea che questi accessori <strong data-start="1565" data-end="1618">non sono considerati nel valore convenzionale ACI</strong> e rappresentano beni ulteriori, di natura accessoria, <strong data-start="1673" data-end="1733">non funzionali alla fruizione del veicolo in quanto tale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1736" data-end="2115">In sostanza, anche se il dipendente contribuisce economicamente alla dotazione dell’auto, tale spesa <strong data-start="1837" data-end="1905">non ha alcun impatto sulla determinazione del reddito imponibile</strong>. Le trattenute operate per tali optional devono quindi essere considerate <strong data-start="1980" data-end="1999">spese personali</strong>, che incidono solo sul netto in busta paga e <strong data-start="2045" data-end="2079">non riducono il fringe benefit</strong> né ai fini fiscali né contributivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1736" data-end="2115"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33594 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/imprenditrice-aprendo-la-portiera-della-macchina.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="250" data-end="319"><strong data-start="253" data-end="319">Implicazioni pratiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="321" data-end="711">La presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 233/2025 non è soltanto un chiarimento tecnico, ma ha <strong data-start="442" data-end="477">conseguenze pratiche importanti</strong> per tutte le aziende che concedono auto in uso promiscuo ai propri dipendenti. In particolare, colpisce un’area grigia della normativa su cui molte imprese avevano costruito strategie di <strong data-start="665" data-end="691">ottimizzazione fiscale</strong> del fringe benefit.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="713" data-end="1176">Fino ad oggi, non erano rare le situazioni in cui, per contenere il valore del benefit tassabile, si ricorreva al pagamento diretto da parte del dipendente di alcuni optional o accessori del veicolo, come cerchi in lega, sensori di parcheggio, verniciature speciali o sistemi di navigazione avanzati. L’idea era che, se quegli extra non venivano sostenuti dall’azienda, allora <strong data-start="1090" data-end="1175">non dovessero concorrere alla determinazione del valore convenzionale del veicolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1178" data-end="1631">Ora, con questo interpello, l’Agenzia chiarisce definitivamente che <strong data-start="1246" data-end="1285">il valore ACI è fisso e forfettario</strong>, e non può essere modificato né al rialzo né al ribasso sulla base di costi effettivi, optional o trattamenti particolari. Questo significa che, anche se un dipendente paga di tasca propria (o con trattenute sullo stipendio) una parte del valore dell’auto, <strong data-start="1543" data-end="1608">il fringe benefit rimane invariato e completamente imponibile</strong> secondo i criteri ACI.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1633" data-end="2127">Per le aziende, ciò comporta la necessità di <strong data-start="1678" data-end="1715">rivedere eventuali policy interne</strong> relative alla concessione di auto aziendali con optional &#8220;personalizzabili&#8221;. In particolare, va evitato che vengano fatte promesse implicite o esplicite ai dipendenti sul fatto che pagare un optional possa alleggerire la tassazione. Per i lavoratori, invece, il rischio è quello di <strong data-start="1998" data-end="2069">sostenere un costo personale senza ottenere alcun vantaggio fiscale</strong>, rendendo di fatto la scelta economicamente svantaggiosa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="468"><strong data-start="389" data-end="468"> Riferimenti normativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="470" data-end="889">La risposta n. 233/2025 dell’Agenzia delle Entrate non è un caso isolato o privo di fondamento: essa si inserisce in una linea interpretativa <strong data-start="612" data-end="701">coerente con l’impianto normativo del TUIR e con la prassi amministrativa consolidata</strong>. Il pilastro normativo principale è rappresentato dall’<strong data-start="757" data-end="821">articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)</strong>, che disciplina la determinazione del reddito da lavoro dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="891" data-end="1356">Il <strong data-start="894" data-end="905">comma 1</strong> stabilisce il principio generale di <strong data-start="942" data-end="963">onnicomprensività</strong>, secondo cui costituiscono reddito tutte le somme e i valori percepiti, anche in natura, in relazione al rapporto di lavoro. A questo principio si affianca il <strong data-start="1123" data-end="1146">comma 4, lettera a)</strong>, che introduce una deroga per i beni concessi in uso promiscuo – come le auto aziendali – prevedendo che il valore da assoggettare a tassazione sia <strong data-start="1295" data-end="1326">forfetariamente determinato</strong> sulla base delle tabelle ACI.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1358" data-end="1793">Tale meccanismo è pensato per <strong data-start="1388" data-end="1427">semplificare il calcolo del benefit</strong> e rendere omogeneo il trattamento fiscale, evitando di dover considerare ogni singola spesa legata al veicolo. In questa logica, la spesa sostenuta dal dipendente per gli optional rappresenta un <strong data-start="1623" data-end="1656">elemento esterno e aggiuntivo</strong>, che non incide sulla fruizione del bene principale (l’auto) ma su caratteristiche accessorie, non rilevanti ai fini del fringe benefit.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1795" data-end="2183">A supporto di questa impostazione, l’Agenzia richiama anche due importanti documenti di prassi: la <strong data-start="1894" data-end="1937">circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997</strong> e la <strong data-start="1943" data-end="1983">circolare n. 1/E del 19 gennaio 2007</strong>. In entrambi i casi si ribadisce che il valore imponibile dell’auto aziendale in uso promiscuo è determinato in maniera forfetaria, indipendentemente dai costi reali o dalle modalità d’uso del mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2185" data-end="2457">Questi riferimenti consolidano l’orientamento secondo cui <strong data-start="2243" data-end="2349">non è possibile “personalizzare” il fringe benefit in funzione dei contributi economici del dipendente</strong>, se questi non riguardano direttamente il godimento del veicolo in sé, ma beni accessori come gli optional.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33595 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-1024x684.jpg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-1024x684.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-768x513.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-1536x1026.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-629x420.jpg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/primo-piano-del-direttore-delle-vendite-abito-nero-che-vende-l-auto-al-cliente.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="404"><strong data-start="331" data-end="404">Fringe Benefit auto aziendali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="699">Dopo il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate sull’impossibilità di ridurre il fringe benefit tramite il pagamento degli optional da parte del dipendente, è naturale chiedersi: <strong data-start="584" data-end="630">quali sono allora le vere strategie lecite</strong> per contenere il peso fiscale di un’auto aziendale in uso promiscuo?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="701" data-end="818">La normativa prevede alcune soluzioni <strong data-start="739" data-end="772">perfettamente legali e sicure</strong>, purché correttamente documentate.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="701" data-end="818">Vediamole:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="820" data-end="2545">
<li data-start="820" data-end="1326">
<p data-start="823" data-end="1326"><strong data-start="823" data-end="878">Contributo mensile del dipendente per l’uso privato</strong><br data-start="878" data-end="881" />La lettera <strong data-start="895" data-end="935">a) del comma 4 dell’art. 51 del TUIR</strong> consente di <strong data-start="948" data-end="990">abbattere il valore del fringe benefit</strong> in misura pari alle <strong data-start="1011" data-end="1062">somme effettivamente corrisposte dal lavoratore</strong> per la possibilità di utilizzare il veicolo anche a fini personali. Tuttavia, questo contributo <strong data-start="1159" data-end="1187">deve essere formalizzato</strong> in un contratto o accordo scritto e deve riferirsi <strong data-start="1239" data-end="1285">esclusivamente all’uso personale del mezzo</strong>, non a optional o altri costi indiretti.</p>
</li>
<li data-start="1328" data-end="1729">
<p data-start="1331" data-end="1729"><strong data-start="1331" data-end="1372">Scelta di veicoli con minor costo ACI</strong><br data-start="1372" data-end="1375" />Le <strong data-start="1381" data-end="1396">tabelle ACI</strong> variano molto in base al modello del veicolo e al tipo di alimentazione. Per esempio, <strong data-start="1483" data-end="1534">auto ibride, elettriche o di piccola cilindrata</strong> presentano spesso un <strong data-start="1556" data-end="1588">costo chilometrico inferiore</strong>, che si riflette in un fringe benefit più contenuto. Una scelta oculata in fase di assegnazione può portare a <strong data-start="1699" data-end="1728">notevoli risparmi fiscali</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1731" data-end="2139">
<p data-start="1734" data-end="2139"><strong data-start="1734" data-end="1795">Limitazione dell’uso personale (esclusione uso promiscuo)</strong><br data-start="1795" data-end="1798" />Se l’auto viene concessa <strong data-start="1826" data-end="1862">esclusivamente per uso aziendale</strong> (ad esempio, con obbligo di restituzione fuori dall’orario lavorativo), <strong data-start="1935" data-end="1976">non si configura alcun fringe benefit</strong>. Naturalmente, questa modalità va <strong data-start="2011" data-end="2061">dimostrata con documentazione certa e coerente</strong>, come policy aziendali, regolamenti interni e gestione dei rientri del mezzo.</p>
</li>
<li data-start="2141" data-end="2545">
<p data-start="2144" data-end="2545"><strong data-start="2144" data-end="2213">Determinazione analitica anziché forfetaria (in casi particolari)</strong><br data-start="2213" data-end="2216" />Anche se meno frequente, è possibile – in alternativa al metodo forfetario ACI – utilizzare la <strong data-start="2314" data-end="2365">determinazione analitica del valore del benefit</strong>, basata su percorrenza reale, costi effettivi e quote uso privato. Si tratta però di un metodo più complesso e che richiede documentazione precisa e costante (es. uso di logbook).</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2547" data-end="2693">In sintesi, ridurre il fringe benefit è possibile, ma solo se si agisce all’interno delle regole, con trasparenza e coerenza contrattuale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="390"><strong data-start="319" data-end="390"> Guida pratica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="392" data-end="707">Il fringe benefit derivante dalla concessione di un’<strong data-start="444" data-end="479">auto aziendale ad uso promiscuo</strong> viene determinato, salvo casi eccezionali, <strong data-start="523" data-end="545">in modo forfetario</strong>, utilizzando le <strong data-start="562" data-end="604">tabelle ACI (Automobile Club d’Italia)</strong>, aggiornate ogni anno e pubblicate in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="392" data-end="707">Ma come funziona esattamente questo calcolo?</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="709" data-end="728">Formula base</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="729" data-end="800">Il valore imponibile del fringe benefit si determina nel modo seguente:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="802" data-end="854"><strong data-start="802" data-end="854">30% del costo chilometrico ACI × 15.000 km annui</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="856" data-end="1027">Questa è la <strong data-start="868" data-end="897">percorrenza convenzionale</strong> fissata dalla norma, indipendentemente dai chilometri realmente percorsi. Il <strong data-start="975" data-end="1001">costo chilometrico ACI</strong>, invece, varia in base a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1028" data-end="1160">
<li data-start="1028" data-end="1070">
<p data-start="1030" data-end="1070">Marca, modello e cilindrata del veicolo;</p>
</li>
<li data-start="1071" data-end="1132">
<p data-start="1073" data-end="1132">Tipo di alimentazione (benzina, diesel, elettrico, ibrido);</p>
</li>
<li data-start="1133" data-end="1160">
<p data-start="1135" data-end="1160">Anno di immatricolazione.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1184">Esempio pratico</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1185" data-end="1329">Supponiamo che una società assegni a un dipendente un’auto con un <strong data-start="1251" data-end="1293">costo chilometrico ACI pari a €0,60/km</strong>. Il fringe benefit imponibile sarà:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1471">0,60 € × 15.000 km = <strong data-start="1352" data-end="1362">€9.000</strong><br data-start="1362" data-end="1365" />30% di €9.000 = <strong data-start="1381" data-end="1397">€2.700 annui</strong><br data-start="1397" data-end="1400" />(= <strong data-start="1403" data-end="1419">€225 al mese</strong> da aggiungere al reddito imponibile del dipendente)</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1543">Questo importo sarà soggetto sia a <strong data-start="1508" data-end="1542">IRPEF che a contribuzione INPS</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1545" data-end="1577">Novità normative dal 2020</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1755">Ricordiamo che, a partire dal 1° luglio 2020, sono state introdotte nuove <strong data-start="1652" data-end="1692">aliquote di tassazione differenziata</strong> in base alle <strong data-start="1706" data-end="1738">emissioni di CO₂ del veicolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1578" data-end="1755">In particolare per emissioni:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1756" data-end="1948">
<li data-start="1756" data-end="1813">
<p data-start="1758" data-end="1813">≤ 60 g/km → fringe benefit tassato al <strong data-start="1806" data-end="1813">25%</strong></p>
</li>
<li data-start="1814" data-end="1858">
<p data-start="1816" data-end="1858">61-160 g/km → tassazione <strong data-start="1851" data-end="1858">30%</strong></p>
</li>
<li data-start="1859" data-end="1904">
<p data-start="1861" data-end="1904">161-190 g/km → tassazione <strong data-start="1897" data-end="1904">50%</strong></p>
</li>
<li data-start="1905" data-end="1948">
<p data-start="1907" data-end="1948">Emissioni &gt; 190 g/km → tassazione <strong data-start="1941" data-end="1948">60%</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1950" data-end="2109">Quindi la scelta del veicolo ha <strong data-start="1982" data-end="2021">un impatto diretto sulla tassazione</strong>: optare per auto più ecologiche può ridurre significativamente il beneficio imponibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="337" data-end="437"><strong data-start="340" data-end="437">Fatturazione degli optional</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="810">A seguito dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 233/2025, molte aziende si stanno interrogando su soluzioni alternative per evitare che il pagamento degli optional ricada sul fringe benefit. Una delle ipotesi più discusse è quella di fatturare direttamente al dipendente il costo degli optional richiesti al momento dell’ordine del veicolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1157">In teoria, si potrebbe pensare che, se l’optional non transita in alcun modo per l’azienda (né come costo né come trattenuta), ma viene pagato direttamente dal lavoratore al concessionario o al fornitore, allora non vi sia alcuna correlazione fiscale con il fringe benefit. Tuttavia, questa impostazione comporta rilevanti criticità.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1159" data-end="1191">La posizione dell’Agenzia</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1192" data-end="1534">Come chiarito dall’Agenzia, il valore del fringe benefit si basa esclusivamente sulle tabelle ACI, che non distinguono tra auto “base” e auto dotate di optional. Quindi, anche se l’optional viene fatturato e pagato separatamente, il valore convenzionale rimane lo stesso, perché si basa sulla configurazione omologata del veicolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1536" data-end="1905">Inoltre, se l’azienda consente al dipendente di scegliere e pagare direttamente accessori aggiuntivi su un’auto aziendale già ordinata o configurata, si potrebbe configurare un caso di beneficio accessorio non formalizzato, ma comunque legato al rapporto di lavoro. Questo comporterebbe rischi di contestazione da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1907" data-end="1935">Attenzione agli abusi</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1936" data-end="2204">In casi estremi, l’Agenzia potrebbe considerare l’operazione come un tentativo di elusione fiscale, soprattutto se l’optional contribuisce ad aumentare il valore commerciale o il comfort del veicolo aziendale, mantenendo inalterato il fringe benefit ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2206" data-end="2411">In sintesi, la fatturazione diretta degli optional al dipendente non è sufficiente per escluderli dal computo del fringe benefit, e anzi può esporre l’azienda a controlli o rilievi in caso di verifica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="372"><strong data-start="288" data-end="372">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="374" data-end="814">La risposta n. 233/2025 dell’Agenzia delle Entrate mette definitivamente fine a una pratica piuttosto diffusa, ma fiscalmente infondata: <strong data-start="511" data-end="624">quella di ridurre il valore del fringe benefit attraverso il pagamento degli optional da parte del dipendente</strong>. Secondo l’Amministrazione finanziaria, il valore imponibile va determinato <strong data-start="701" data-end="740">in modo forfetario e standardizzato</strong> tramite le tabelle ACI, senza eccezioni per costi accessori o aggiuntivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1265">Questo chiarimento ha <strong data-start="838" data-end="875">importanti implicazioni operative</strong> per le aziende, che devono aggiornare le proprie politiche di gestione dei benefit aziendali, e per i lavoratori, che devono essere correttamente informati sull’<strong data-start="1037" data-end="1066">effettivo impatto fiscale</strong> delle scelte relative ai veicoli aziendali. Pagare un optional di tasca propria <strong data-start="1147" data-end="1192">non comporta alcuna riduzione delle tasse</strong>, e anzi può comportare un <strong data-start="1219" data-end="1237">aggravio netto</strong> sulla retribuzione mensile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1267" data-end="1341">È quindi fondamentale puntare su <strong data-start="1300" data-end="1334">strategie lecite e documentate</strong>, come:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1342" data-end="1555">
<li data-start="1342" data-end="1418">
<p data-start="1344" data-end="1418">la <strong data-start="1347" data-end="1377">scelta oculata del veicolo</strong> (valutando le emissioni e il costo ACI);</p>
</li>
<li data-start="1419" data-end="1486">
<p data-start="1421" data-end="1486">la <strong data-start="1424" data-end="1485">pianificazione contrattuale dei contributi del dipendente</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1555">
<p data-start="1489" data-end="1555">l’<strong data-start="1491" data-end="1524">esclusione dell’uso personale</strong> nei casi in cui sia possibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1932">Nel contesto attuale, dove il fisco tende a una crescente standardizzazione e digitalizzazione dei controlli, diventa sempre più importante <strong data-start="1697" data-end="1733">prevenire errori e contestazioni</strong>. Agire con trasparenza e secondo quanto previsto dalla legge <strong data-start="1795" data-end="1824">non solo tutela l’azienda</strong>, ma contribuisce a creare un rapporto sano e corretto con i lavoratori e con l’amministrazione finanziaria.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Auto-aziendali-gli-optional-a-carico-del-dipendente-non-riducono-il-fringe-benefit/">Auto aziendali: gli optional a carico del dipendente non riducono il fringe benefit</a> was first posted on Settembre 11, 2025 at 12:24 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto aziendali 2024-2025: tasse, fringe benefit e novità fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Auto-aziendali-2024-2025-tasse-fringe-benefit-e-novita-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 15:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Auto aziendali 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Deduzione costi auto aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Detraibilità auto aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Fringe benefit auto aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Tassazione auto aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Tasse auto aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Uso promiscuo auto aziendali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2024, le auto aziendali restano uno degli strumenti più discussi e strategici nella gestione fiscale delle imprese e dei professionisti. Non si tratta solo di un benefit o di una comodità, ma di una vera leva economica e fiscale, capace di incidere sensibilmente sul bilancio annuale di un’azienda. Con l’evoluzione normativa degli ultimi anni, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Auto-aziendali-2024-2025-tasse-fringe-benefit-e-novita-fiscali/">Auto aziendali 2024-2025: tasse, fringe benefit e novità fiscali</a> was first posted on Aprile 4, 2025 at 5:06 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="904">Nel 2024, le auto aziendali restano uno degli strumenti più discussi e strategici nella gestione fiscale delle imprese e dei professionisti. Non si tratta solo di un benefit o di una comodità, ma di una vera leva economica e fiscale, capace di incidere sensibilmente sul bilancio annuale di un’azienda. Con l’evoluzione normativa degli ultimi anni, molti imprenditori si aspettavano novità nel trattamento fiscale delle auto aziendali. Tuttavia, come sottolineato da <strong data-start="790" data-end="802">Assonime </strong>nella sua circolare n. 1/2024, tutto resta invariato rispetto alle regole precedenti, almeno per ora.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="906" data-end="1355">Questo articolo vuole fare chiarezza su <strong data-start="946" data-end="1029">cosa è detraibile, cosa è deducibile, in che misura e quali opportunità fiscali </strong>può ancora offrire il parco auto aziendale. Lo faremo tenendo conto delle regole attuali, dei riferimenti normativi, delle posizioni ufficiali (come quella di Assonime) e, soprattutto, di una prospettiva concreta: <strong data-start="1244" data-end="1355">come sfruttare al meglio le agevolazioni consentite dalla legge per risparmiare sulle tasse in modo legale.</strong></p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1357" data-end="1711">Se hai un’azienda o sei un libero professionista con partita IVA, questo articolo ti sarà utile per evitare errori e massimizzare il vantaggio fiscale dei tuoi veicoli aziendali. Vedremo insieme anche alcune <strong data-start="1565" data-end="1626">sentenze recenti e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate</strong>, per evitare dubbi interpretativi che potrebbero costarti caro in fase di controllo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1357" data-end="1711">Nuova tassazione dal 2025</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="1038">Nel corso dell’esame parlamentare per la conversione del <strong data-start="459" data-end="479">Decreto Bollette</strong>, la Commissione Bilancio della Camera ha respinto un emendamento che avrebbe introdotto una norma transitoria a favore delle auto aziendali. L’intento dell’emendamento era quello di <strong data-start="662" data-end="761">tutelare i veicoli ordinati e concessi in uso promiscuo ai dipendenti entro il 31 dicembre 2024</strong> dalla nuova e più sfavorevole tassazione prevista dalla Legge di Bilancio 2024, che entrerà in vigore a partire dal <strong data-start="878" data-end="897">1° gennaio 2025</strong>. Tuttavia, la proposta è stata <strong data-start="929" data-end="969">bocciata per “estraneità di materia”</strong>, impedendo quindi di inserirla nel testo di conversione del decreto.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1040" data-end="1747">Questa bocciatura ha generato una forte preoccupazione tra le imprese, in particolare nel comparto automotive e tra i fleet manager, poiché apre al rischio che <strong data-start="1200" data-end="1283">la nuova normativa venga applicata anche ai contratti già sottoscritti nel 2024</strong>, con evidenti effetti penalizzanti per chi ha fatto scelte basate su regole precedenti. In questo contesto si inserisce l’intervento chiarificatore di <strong data-start="1435" data-end="1447">Assonime</strong>, che nella <strong data-start="1459" data-end="1482">Circolare n. 1/2024</strong> ha confermato la corretta interpretazione <strong data-start="1525" data-end="1544">non retroattiva</strong> della norma. Secondo l’associazione, infatti, la nuova disciplina fiscale delle auto aziendali, in particolare quelle non elettriche, <strong data-start="1679" data-end="1746">non potrà applicarsi ai veicoli concessi entro la fine del 2024</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1749" data-end="2072">La circolare sostiene quindi le richieste avanzate dal settore per una maggiore certezza del diritto, sottolineando che la normativa – per come formulata – non ha effetti retroattivi. Un punto fermo importante per evitare distorsioni nel trattamento fiscale e per garantire una <strong data-start="2027" data-end="2071">continuità amministrativa e contrattuale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1749" data-end="2072">La nuova norma dell’art. 51 TUIR</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="443" data-end="928">La <strong data-start="446" data-end="472">Legge di Bilancio 2025</strong> (Legge n. 234/2024) ha introdotto una profonda revisione della tassazione applicabile all’<strong data-start="563" data-end="624">uso promiscuo delle auto aziendali concesse ai dipendenti</strong>, con l’obiettivo dichiarato di favorire la <strong data-start="668" data-end="693">transizione ecologica</strong> e premiare le scelte aziendali più sostenibili. La modifica riguarda l’articolo <strong data-start="774" data-end="817">51, comma 4, del TUIR (DPR n. 917/1986)</strong>, che disciplina il calcolo del <strong data-start="849" data-end="867">fringe benefit</strong> derivante dalla disponibilità privata dei veicoli aziendali.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1354">A partire dal <strong data-start="944" data-end="963">1° gennaio 2025</strong>, la base imponibile per la determinazione del reddito da lavoro dipendente sarà pari al <strong data-start="1052" data-end="1134">50% dell’importo calcolato su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui</strong>, secondo i costi chilometrici indicati nelle <strong data-start="1180" data-end="1195">tabelle ACI</strong>. Tale importo sarà <strong data-start="1215" data-end="1275">al netto di eventuali trattenute a carico del dipendente</strong>, e rappresenterà la quota da assoggettare a tassazione come reddito in natura.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1356" data-end="1436">La norma introduce però un <strong data-start="1383" data-end="1435">regime agevolato per i veicoli a basse emissioni</strong>:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1437" data-end="1610">
<li class="" data-start="1437" data-end="1537">
<p class="" data-start="1439" data-end="1537">per i <strong data-start="1445" data-end="1492">veicoli esclusivamente elettrici a batteria</strong>, la base imponibile sarà <strong data-start="1518" data-end="1536">ridotta al 10%</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1538" data-end="1610">
<p class="" data-start="1540" data-end="1610">per i <strong data-start="1546" data-end="1572">veicoli ibridi plug-in</strong>, la base imponibile sarà del <strong data-start="1602" data-end="1609">20%</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1612" data-end="1815">Queste nuove regole saranno applicabili <strong data-start="1652" data-end="1710">solo ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi</strong>, escludendo quindi (come precisato anche da Assonime) tutte le assegnazioni già in essere entro il 2024.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1817" data-end="2061">Il messaggio è chiaro: il legislatore intende <strong data-start="1863" data-end="1906">scoraggiare l’uso di veicoli inquinanti</strong> come fringe benefit e <strong data-start="1929" data-end="1968">premiare la scelta di veicoli green</strong>, offrendo un trattamento fiscale molto più favorevole per chi adotta l’elettrico o l’ibrido.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-32192 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-1024x684.jpeg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-1024x684.jpeg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-300x200.jpeg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-768x513.jpeg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-1536x1026.jpeg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-629x420.jpeg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-150x100.jpeg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-600x401.jpeg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-696x465.jpeg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon-1068x713.jpeg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/rear-headlights-female-customer-modern-stylish-bearded-businessman-automobile-saloon.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Disparità e incertezza normativa</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="473" data-end="1114">L’emendamento respinto nel corso dell’iter di conversione del DL Bollette non era casuale: nasceva da <strong data-start="575" data-end="651">una problematica concreta sollevata da imprese e associazioni di settore</strong>. In particolare, viene segnalata un’evidente <strong data-start="697" data-end="725">disparità di trattamento</strong> tra i contribuenti. Secondo le regole approvate, le nuove agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici e ibridi (riduzione della base imponibile al 10% o al 20%) <strong data-start="888" data-end="959">non saranno applicabili ai veicoli assegnati ai dipendenti nel 2024</strong>, anche se <strong data-start="970" data-end="1000">ordinati l’anno precedente</strong>, generando un effetto penalizzante per chi aveva pianificato per tempo la transizione verso una flotta più green.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1116" data-end="1692">La modifica proposta in Parlamento mirava a introdurre una <strong data-start="1175" data-end="1196">deroga temporanea</strong>, estendendo le agevolazioni anche alle assegnazioni effettuate <strong data-start="1260" data-end="1286">fino al 30 giugno 2025</strong>, ma purtroppo non è stata approvata. L’associazione <strong data-start="1339" data-end="1349">Aniasa</strong>, che rappresenta le principali società di noleggio a lungo termine, ha espresso <strong data-start="1430" data-end="1485">profonda preoccupazione per la rigidità della norma</strong>, sottolineando come questa incertezza abbia già avuto <strong data-start="1540" data-end="1582">effetti negativi tangibili sul mercato</strong>: una <strong data-start="1588" data-end="1634">flessione di circa 70.000 immatricolazioni</strong> e una <strong data-start="1641" data-end="1691">perdita stimata di 2,5 miliardi di euro di PIL</strong>.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1694" data-end="2063">Resta però una speranza. Potrebbe ancora esserci spazio per <strong data-start="1754" data-end="1796">introdurre la clausola di salvaguardia</strong> all’interno del <strong data-start="1813" data-end="1842">decreto d’urgenza fiscale</strong>, già annunciato dal Governo per intervenire sulla correzione degli acconti IRPEF. Questo provvedimento dovrebbe arrivare <strong data-start="1964" data-end="2062">dopo la pubblicazione del Documento di economia e finanza (DEF), quindi dopo il 10 aprile 2025</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1694" data-end="2063">Regole 2024 confermate da Assonime</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="477" data-end="809">Con la pubblicazione della <strong data-start="504" data-end="527">circolare n. 7/2025</strong>, Assonime ha fatto chiarezza su un punto critico per aziende e professionisti: <strong data-start="607" data-end="721">quale disciplina fiscale si applicherà alle auto aziendali concesse in uso promiscuo entro il 31 dicembre 2024</strong>, alla luce della riformulazione dell’art. 51 TUIR operata dalla Legge di Bilancio 2025.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="811" data-end="1248">Secondo Assonime, <strong data-start="829" data-end="886">le vecchie regole continuano ad applicarsi pienamente</strong>, almeno per tutte le situazioni perfezionate entro il 2024. Si evita così <strong data-start="961" data-end="1000">l&#8217;applicazione del “valore normale”</strong> (criterio ordinario previsto dall’art. 9 del TUIR) e si mantiene il <strong data-start="1069" data-end="1117">sistema forfettario basato sulle tabelle ACI</strong>, che determina il fringe benefit sulla base di una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km e dei relativi costi chilometrici.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1250" data-end="1962">La circolare sottolinea anche una <strong data-start="1284" data-end="1328">differenza rilevante rispetto al passato</strong>: a differenza della riforma del 2020, stavolta <strong data-start="1376" data-end="1435">non è stata prevista alcuna norma transitoria specifica</strong>. Questo silenzio normativo, unito alla riscrittura dell’articolo 51, avrebbe potuto generare confusione e costi amministrativi elevati, ma viene bilanciato da un elemento chiave: la <strong data-start="1618" data-end="1676">relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio 2025</strong> quantifica gli effetti finanziari <strong data-start="1711" data-end="1766">solo per le auto immatricolate e assegnate dal 2025</strong>. Di conseguenza, tutte le situazioni precedenti dovrebbero rientrare <strong data-start="1836" data-end="1867">nella disciplina precedente</strong>, ovvero quella dell’art. 51, comma 4, lettera a) del TUIR, in vigore fino al 31 dicembre 2024.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1964" data-end="2053">Assonime elenca quindi i casi concreti in cui la normativa 2024 continuerà ad applicarsi:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2054" data-end="2326">
<li class="" data-start="2054" data-end="2157">
<p class="" data-start="2056" data-end="2157">auto <strong data-start="2061" data-end="2156">immatricolate, concesse e con contratto firmato tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2158" data-end="2232">
<p class="" data-start="2160" data-end="2232">auto <strong data-start="2165" data-end="2231">immatricolate entro il 2024 ma concesse con contratto dal 2025</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2233" data-end="2326">
<p class="" data-start="2235" data-end="2326">auto <strong data-start="2240" data-end="2325">immatricolate dal 2025, ma assegnate in base a un contratto firmato entro il 2024</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2328" data-end="2596">Infine, la circolare richiama il principio del <strong data-start="2375" data-end="2417">legittimo affidamento del contribuente</strong>: cambiare retroattivamente le regole avrebbe conseguenze gravi sulla certezza del diritto e costituirebbe una violazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2328" data-end="2596">Regole ancora in vigore</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="847">Nel 2024, le <strong data-start="460" data-end="541">regole fiscali per la deducibilità e la detraibilità IVA delle auto aziendali</strong> rimangono invariate rispetto agli anni precedenti. A confermarlo è anche <strong data-start="615" data-end="627">Assonime</strong> nella sua circolare, che ribadisce l’applicazione dell’attuale disciplina fino al 31 dicembre 2024, senza modifiche sostanziali, in attesa dell’entrata in vigore delle nuove regole previste dalla legge di Bilancio 2025.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="849" data-end="910">Vediamo nel dettaglio le principali disposizioni valide oggi:</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="912" data-end="970">Deducibilità dal reddito d’impresa e professionale:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="971" data-end="1445">
<li class="" data-start="971" data-end="1125">
<p class="" data-start="973" data-end="1125"><strong data-start="973" data-end="1030">Veicoli a uso esclusivamente aziendale (dimostrabile)</strong>: deducibilità <strong data-start="1045" data-end="1053">100%</strong> dei costi (acquisto, leasing, carburante, manutenzione, assicurazione).</p>
</li>
<li class="" data-start="1126" data-end="1283">
<p class="" data-start="1128" data-end="1283"><strong data-start="1128" data-end="1159">Uso promiscuo ai dipendenti</strong> (fringe benefit): deducibilità <strong data-start="1191" data-end="1198">70%</strong> dei costi, purché l’auto sia concessa in uso personale per almeno 183 giorni l’anno.</p>
</li>
<li class="" data-start="1284" data-end="1445">
<p class="" data-start="1286" data-end="1445"><strong data-start="1286" data-end="1345">Veicoli a uso non esclusivo (generico o amministrativo)</strong>: deducibilità limitata al <strong data-start="1372" data-end="1379">20%</strong>, su un costo massimo fiscalmente riconosciuto di <strong data-start="1429" data-end="1444">€ 18.075,99</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1447" data-end="1472">Detraibilità IVA:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1763">
<li class="" data-start="1473" data-end="1763">
<p class="" data-start="1475" data-end="1548">In base all’art. 19-bis1 del DPR 633/72, si può detrarre l’IVA in misura:</p>
<ul data-start="1551" data-end="1763">
<li class="" data-start="1551" data-end="1626">
<p class="" data-start="1553" data-end="1626"><strong data-start="1553" data-end="1561">100%</strong> se il veicolo è destinato esclusivamente all’attività aziendale;</p>
</li>
<li class="" data-start="1629" data-end="1701">
<p class="" data-start="1631" data-end="1701"><strong data-start="1631" data-end="1638">40%</strong> in caso di uso promiscuo o non esclusivo (la regola generale);</p>
</li>
<li class="" data-start="1704" data-end="1763">
<p class="" data-start="1706" data-end="1763"><strong data-start="1706" data-end="1712">0%</strong> se l’auto è usata esclusivamente per fini privati.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1765" data-end="2081">Queste percentuali si applicano anche per le auto in leasing, a noleggio o in acquisto diretto. È bene ricordare che per fruire delle agevolazioni <strong data-start="1912" data-end="1965">è fondamentale conservare documentazione adeguata</strong>, soprattutto per giustificare l’uso esclusivo o promiscuo in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2083" data-end="2323">In sintesi, anche nel 2024, se gestite correttamente, le auto aziendali <strong data-start="2155" data-end="2224">possono rappresentare una significativa leva di risparmio fiscale</strong>, specie in presenza di fringe benefit ben strutturati o in caso di utilizzo operativo documentato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32193 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-1024x682.jpeg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-1024x682.jpeg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-300x200.jpeg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-768x511.jpeg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-1536x1022.jpeg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-631x420.jpeg 631w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-150x100.jpeg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-600x399.jpeg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-696x463.jpeg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away-1068x711.jpeg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/04/choosing-car-dealership-thoughtful-grey-hair-man-formalwear-leaning-car-looking-away.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Strategie fiscali lecite e ottimizzazione</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="429" data-end="820">Le auto aziendali non sono solo un costo, ma <strong data-start="474" data-end="535">possono diventare uno strumento di pianificazione fiscale</strong> efficace, a patto che vengano gestite in modo corretto e nel rispetto della normativa vigente. Anche nel 2024, nonostante la stabilità del quadro normativo, ci sono <strong data-start="701" data-end="819">diverse strategie che imprese e professionisti possono adottare per massimizzare la deducibilità e la detraibilità</strong>.</p>
<h4 class="" style="text-align: justify;" data-start="822" data-end="874">1. <strong data-start="830" data-end="874">Fringe benefit strutturati correttamente</strong></h4>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1252">Concedere l’auto aziendale in uso promiscuo al dipendente per almeno <strong data-start="944" data-end="965">183 giorni l’anno</strong> consente una <strong data-start="979" data-end="1003">deducibilità del 70%</strong> dei costi. È importante redigere un contratto scritto che ne attesti la concessione e determinare il fringe benefit secondo le tabelle ACI. Questo meccanismo consente all’azienda di <strong data-start="1186" data-end="1251">dedurre costi maggiori rispetto a un’auto usata genericamente</strong>.</p>
<h4 class="" style="text-align: justify;" data-start="1254" data-end="1309">2. <strong data-start="1262" data-end="1309">Valutare leasing e noleggio a lungo termine</strong></h4>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1310" data-end="1555">Molto spesso, il noleggio a lungo termine risulta <strong data-start="1360" data-end="1393">più vantaggioso dell’acquisto</strong>, soprattutto in termini di cash flow e recupero IVA. In caso di uso aziendale esclusivo, è possibile detrarre l’<strong data-start="1506" data-end="1521">IVA al 100%</strong> e dedurre il <strong data-start="1535" data-end="1554">100% del canone</strong>.</p>
<h4 class="" style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1612">3. <strong data-start="1565" data-end="1612">Documentazione puntuale per l’uso esclusivo</strong></h4>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1613" data-end="1889">Nel caso in cui un’auto venga usata esclusivamente per scopi aziendali (ad esempio da agenti o tecnici), è essenziale <strong data-start="1731" data-end="1818">documentare l’utilizzo tramite fogli di marcia, localizzatori GPS o registro viaggi</strong>, così da poter dimostrare l’uso esclusivo in caso di verifica fiscale.</p>
<h4 class="" style="text-align: justify;" data-start="1891" data-end="1934">4. <strong data-start="1899" data-end="1934">Valutare auto a basse emissioni</strong></h4>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1935" data-end="2227">In previsione delle agevolazioni 2025, può essere vantaggioso pianificare il rinnovo del parco auto con veicoli <strong data-start="2047" data-end="2077">elettrici o ibridi plug-in</strong>, per beneficiare in futuro delle nuove soglie agevolate (10% o 20% di base imponibile). Inoltre, molte regioni e Comuni offrono incentivi cumulabili.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="2229" data-end="2423">In sintesi, la <strong data-start="2244" data-end="2292">gestione strategica del parco auto aziendale</strong> può generare risparmi fiscali notevoli, purché si adottino <strong data-start="2352" data-end="2422">comportamenti documentabili, pianificati e conformi alla normativa</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2229" data-end="2423">Considerazioni finali</h2>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="865">l tema delle <strong data-start="429" data-end="470">auto aziendali e della loro fiscalità</strong> resta fortemente al centro del dibattito politico ed economico, anche alla luce degli <strong data-start="557" data-end="592">effetti macroeconomici negativi</strong> che l’incertezza normativa sta già causando. Come segnalato da Aniasa, la flessione nelle immatricolazioni e il rallentamento delle assegnazioni dei veicoli in uso promiscuo <strong data-start="767" data-end="819">rischiano di frenare l’intera filiera automotive</strong>, con un impatto diretto su occupazione e PIL.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="867" data-end="1454">Il rifiuto della norma transitoria, che avrebbe introdotto <strong data-start="926" data-end="998">una clausola di salvaguardia per i contratti stipulati entro il 2024</strong>, ha lasciato un vuoto normativo che <strong data-start="1035" data-end="1106">potrebbe però essere colmato nel decreto fiscale atteso dopo il DEF</strong>, quindi <strong data-start="1115" data-end="1152">nella seconda metà di aprile 2025</strong>. Questo decreto, già annunciato come necessario per correggere gli acconti IRPEF, potrebbe contenere anche <strong data-start="1260" data-end="1302">misure correttive sulle auto aziendali</strong>, compresa la tanto attesa deroga che eviterebbe una discriminazione tra contribuenti basata solo sulla data formale di assegnazione o immatricolazione.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1925">Nel frattempo, imprese e professionisti devono <strong data-start="1503" data-end="1549">muoversi con cautela ma con consapevolezza</strong>, affidandosi a professionisti aggiornati e a una pianificazione fiscale strategica. Il 2024 resta un anno di “stabilità apparente”, ma con potenziali evoluzioni alle porte. Comprendere ora le regole e adattarsi in modo proattivo potrà fare la differenza, soprattutto in vista delle <strong data-start="1832" data-end="1890">opportunità fiscali connesse alla mobilità sostenibile</strong> che entreranno in vigore dal 2025.</p>
<p class="" style="text-align: justify;" data-start="1927" data-end="2176">In definitiva, la gestione delle auto aziendali <strong data-start="1975" data-end="2014">non è solo una questione di benefit</strong>: è un tassello importante della pianificazione economico-fiscale, e resta uno degli strumenti più efficaci per <strong data-start="2126" data-end="2175">ottimizzare i costi in modo pienamente legale</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Auto-aziendali-2024-2025-tasse-fringe-benefit-e-novita-fiscali/">Auto aziendali 2024-2025: tasse, fringe benefit e novità fiscali</a> was first posted on Aprile 4, 2025 at 5:06 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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