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	<title>MIMIT 2025 | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>MIMIT 2025 | Commercialista.it</title>
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		<title>Sostegno ai mercati rionali 2025-2026: il MIMIT stanzia 10 milioni per riqualificazione e sviluppo</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Sostegno-ai-mercati-rionali-2025-2026-il-MIMIT-stanzia-10-milioni-per-riqualificazione-e-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 04:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[I mercati rionali rappresentano da sempre un punto di riferimento per le economie locali e per la valorizzazione del tessuto commerciale delle città italiane. Spesso trascurati dalle grandi politiche economiche, oggi tornano protagonisti grazie a un&#8217;importante misura di sostegno messa in campo dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Con il Decreto [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Sostegno-ai-mercati-rionali-2025-2026-il-MIMIT-stanzia-10-milioni-per-riqualificazione-e-sviluppo/">Sostegno ai mercati rionali 2025-2026: il MIMIT stanzia 10 milioni per riqualificazione e sviluppo</a> was first posted on Ottobre 11, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="192" data-end="773">I mercati rionali rappresentano da sempre un punto di riferimento per le economie locali e per la valorizzazione del tessuto commerciale delle città italiane. Spesso trascurati dalle grandi politiche economiche, oggi tornano protagonisti grazie a un&#8217;importante misura di sostegno messa in campo dal <strong data-start="491" data-end="546">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong>. Con il <strong data-start="555" data-end="598">Decreto direttoriale del 7 ottobre 2025</strong>, vengono ripartite tra le Regioni le risorse previste dal <strong data-start="657" data-end="705">decreto interministeriale del 26 giugno 2025</strong>, destinate a interventi specifici per rilanciare i mercati rionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="775" data-end="1167">L&#8217;obiettivo è ambizioso: <strong data-start="800" data-end="853">sostenere le micro, piccole e medie imprese (PMI)</strong> che operano nei mercati rionali e rilanciare il comparto con strumenti moderni, eventi fieristici, progetti di digitalizzazione e promozione del Made in Italy. Un’occasione unica per rinnovare un settore fondamentale per l’economia territoriale italiana, ma anche per promuovere identità, cultura e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1563">In questo articolo analizzeremo le regole del Decreto 11 agosto 2025, i beneficiari, le modalità di accesso e le opportunità per le imprese, con un focus particolare sulla Linea di intervento 3, dedicata proprio al rilancio dei mercati rionali. Un approfondimento utile per chi vuole capire come ottenere le agevolazioni e sfruttare al meglio questo strumento di politica economica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1615" data-end="1688"><strong>I mercati rionali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1690" data-end="2203">I mercati rionali non sono solo luoghi di vendita, ma veri e propri centri di vita sociale, economica e culturale. Da Nord a Sud, questi spazi rappresentano un modello di commercio di prossimità, a chilometro zero, e sono spesso gestiti da microimprese familiari che tramandano la propria attività da generazioni. Tuttavia, negli ultimi anni, i mercati rionali hanno subito un lento declino a causa della crescente concorrenza della grande distribuzione, della crisi economica e delle mutate abitudini di consumo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2205" data-end="2603">Nonostante ciò, l’interesse per la riscoperta dei prodotti locali, dell’artigianato e dei servizi “di quartiere” è tornato in auge, soprattutto in un’ottica di sostenibilità ambientale e rilancio dei centri urbani. Ecco perché <strong data-start="2432" data-end="2463">sostenere i mercati rionali</strong> oggi significa non solo salvaguardare posti di lavoro e microimprese, ma anche <strong data-start="2543" data-end="2602">investire su un modello di economia circolare e sociale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2605" data-end="3013">Con questa consapevolezza, il MIMIT ha varato una misura organica che mette finalmente i mercati rionali al centro delle politiche di sostegno economico. Grazie a fondi stanziati in collaborazione con le Regioni, il Governo intende supportare interventi strutturali, promozionali e di innovazione, per garantire un vero e proprio rilancio di questo comparto fondamentale per la vitalità delle città italiane.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="302"><strong>Le risorse assegnate dal MIMIT</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="820">Il cuore della misura di sostegno promossa dal MIMIT si traduce in <strong data-start="371" data-end="425">uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro</strong>, destinato al rilancio dei mercati rionali attraverso progetti coordinati a livello regionale. L’allocazione dei fondi non è casuale, ma risponde a un principio di equità e proporzionalità: ogni Regione ha potuto presentare una <strong data-start="654" data-end="699">richiesta formale di accesso alle risorse</strong>, ottenendo una quota di finanziamento sulla base delle percentuali di riparto già stabilite dal <strong data-start="796" data-end="819">DPCM 30 luglio 2003</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="822" data-end="1269">Con il <strong data-start="829" data-end="872">Decreto direttoriale del 7 ottobre 2025</strong>, il Ministero ha ufficializzato l’assegnazione delle somme spettanti a ciascuna Regione richiedente, autorizzando così l’attuazione concreta dei progetti sul territorio. È importante sottolineare che l’intervento non è gestito in modo centralizzato: <strong data-start="1123" data-end="1185">sono le Regioni a dover coordinare e attuare le iniziative</strong>, nel rispetto delle linee guida e degli obiettivi stabiliti a livello ministeriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1271" data-end="1677">Questo approccio consente una maggiore flessibilità, adattando gli interventi alle specifiche esigenze locali. In sostanza, il MIMIT trasferirà alle Regioni le risorse assegnate, le quali avranno il compito di <strong data-start="1481" data-end="1552">avviare e gestire le attività di valorizzazione dei mercati rionali</strong>, compresa la promozione, la digitalizzazione, la riqualificazione degli spazi e l’organizzazione di eventi o manifestazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="179" data-end="279"><strong>Innovazione, sostenibilità e attrattività turistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="840">Le risorse stanziate dal MIMIT per il sostegno ai mercati rionali nel biennio <strong data-start="359" data-end="372">2025-2026</strong> non saranno distribuite in modo generico, ma orientate verso interventi <strong data-start="445" data-end="468">mirati e strategici</strong>, volti a trasformare in modo strutturale il volto del commercio rionale italiano. Il focus principale è infatti quello di finanziare <strong data-start="602" data-end="630">progetti di investimento</strong> che riguardino mercati attivi all’interno del territorio regionale e che abbiano come obiettivo l’<strong data-start="729" data-end="747">ammodernamento</strong>, l’<strong data-start="751" data-end="766">ampliamento</strong> e la <strong data-start="772" data-end="804">riqualificazione strutturale</strong> degli spazi destinati alla vendita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="842" data-end="1315">Un elemento chiave dell’iniziativa è l’attenzione alla <strong data-start="897" data-end="925">sostenibilità ambientale</strong> e all’<strong data-start="932" data-end="962">efficientamento energetico</strong>: due temi ormai centrali nella programmazione economica nazionale ed europea. Le Regioni, pertanto, potranno utilizzare i fondi per interventi come la realizzazione di impianti fotovoltaici, l’introduzione di sistemi di raccolta differenziata più efficienti, l’adozione di soluzioni green per l’illuminazione e la climatizzazione degli spazi mercatali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1802">Il Decreto prevede un ulteriore elemento di selezione strategica: <strong data-start="1403" data-end="1504">le Regioni dovranno dare priorità ai mercati rionali che presentano anche una rilevanza turistica</strong>, culturale o artistica. Questo significa che saranno privilegiati quei mercati in grado di valorizzare la propria identità territoriale, magari collocati in zone di pregio storico o frequentati da visitatori internazionali, favorendo così la sinergia tra commercio locale e attrattività turistica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1802"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33969 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/baskets-sale-market-stall-city.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="260" data-end="356"><strong>Decreto 11 agosto 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="358" data-end="809">Il Decreto Direttoriale 11 agosto 2025 definisce in maniera chiara l’articolazione delle misure a sostegno delle PMI e degli operatori fieristici, attraverso <strong data-start="516" data-end="543">tre linee di intervento</strong>, ognuna con un obiettivo specifico. Tra queste, <strong data-start="592" data-end="675">la Linea 3 rappresenta il pilastro centrale per il rilancio dei mercati rionali</strong>, in quanto dedicata esclusivamente agli interventi di competenza regionale finalizzati alla riqualificazione di queste realtà locali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="811" data-end="825">Nel dettaglio:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="826" data-end="1380">
<li data-start="826" data-end="951">
<p data-start="828" data-end="951"><strong data-start="828" data-end="839">Linea 1</strong> è rivolta alle PMI italiane che intendono partecipare a fiere nazionali e internazionali organizzate in Italia;</p>
</li>
<li data-start="952" data-end="1161">
<p data-start="954" data-end="1161"><strong data-start="954" data-end="965">Linea 2</strong> è destinata agli organizzatori di manifestazioni fieristiche nazionali, per progetti finalizzati all’organizzazione di eventi dal forte respiro internazionale, anche in formato virtuale o ibrido;</p>
</li>
<li data-start="1162" data-end="1380">
<p data-start="1164" data-end="1380"><strong data-start="1164" data-end="1175">Linea 3</strong>, infine, è gestita direttamente dalle Regioni e si concentra sulla <strong data-start="1243" data-end="1281">valorizzazione dei mercati rionali</strong>, con la possibilità di finanziare interventi infrastrutturali, promozionali e di digitalizzazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1382" data-end="1936">La gestione decentrata della Linea 3 garantisce una maggiore aderenza alle esigenze locali, permettendo alle Regioni di progettare e realizzare interventi su misura per le realtà presenti nei propri territori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1382" data-end="1936">Questo approccio è coerente con l&#8217;obiettivo di <strong data-start="1639" data-end="1683">rafforzare l’identità locale dei mercati</strong>, rendendoli più competitivi, funzionali e attrattivi sia per i cittadini che per i turisti. Inoltre, si prevede il coinvolgimento diretto degli enti locali e delle associazioni di categoria, per favorire una governance partecipata e realmente efficace.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="308"><strong>Chi può accedere</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="310" data-end="879">La misura di sostegno ai mercati rionali, come previsto dal Decreto 11 agosto 2025, è pensata per sostenere <strong data-start="418" data-end="464">interventi infrastrutturali e promozionali</strong> attraverso fondi pubblici assegnati alle Regioni, che a loro volta gestiranno l’erogazione delle agevolazioni. A differenza di altre forme di incentivo a gestione diretta da parte dello Stato, in questo caso sono le <strong data-start="681" data-end="692">Regioni</strong> a predisporre appositi <strong data-start="716" data-end="743">bandi o avvisi pubblici</strong>, definendo nel dettaglio i criteri di ammissibilità, le spese agevolabili, le tempistiche e le modalità di presentazione delle domande.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="881" data-end="923">I beneficiari finali dell’intervento sono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="924" data-end="1199">
<li data-start="924" data-end="999">
<p data-start="926" data-end="999"><strong data-start="926" data-end="936">Comuni</strong> o altri enti pubblici titolari o gestori delle aree mercatali;</p>
</li>
<li data-start="1000" data-end="1075">
<p data-start="1002" data-end="1075"><strong data-start="1002" data-end="1031">Associazioni di categoria</strong> o consorzi di operatori di mercati rionali;</p>
</li>
<li data-start="1076" data-end="1199">
<p data-start="1078" data-end="1199"><strong data-start="1078" data-end="1112">Micro, piccole e medie imprese</strong> che operano stabilmente all’interno dei mercati rionali, in forma singola o aggregata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1201" data-end="1674">Per accedere ai contributi, sarà necessario rispondere ai singoli bandi regionali allegando una documentazione dettagliata che attesti la natura del progetto, la spesa prevista, la coerenza con gli obiettivi del programma (riqualificazione, digitalizzazione, sostenibilità, ecc.) e la regolarità amministrativa e fiscale del soggetto proponente. È molto probabile che sarà prevista una <strong data-start="1587" data-end="1612">procedura a sportello</strong> o una <strong data-start="1619" data-end="1648">valutazione a graduatoria</strong>, a seconda delle Regioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="2025">La pubblicazione dei bandi sarà quindi il vero punto di partenza per le imprese e gli enti interessati. È consigliabile monitorare i siti istituzionali regionali e preparare in anticipo la documentazione per non perdere l’opportunità di <strong data-start="1913" data-end="1952">ottenere contributi a fondo perduto</strong>, spesso coprendo una parte rilevante del costo complessivo del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1676" data-end="2025"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33970 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/view-vegetable-fruit-market-city.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="215" data-end="288"><strong>Interventi finanziabili e spese ammissibili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="290" data-end="741">Le risorse messe a disposizione dal MIMIT, distribuite alle Regioni e da queste destinate a bandi pubblici, possono essere utilizzate per finanziare una serie di <strong data-start="452" data-end="484">interventi concreti e mirati</strong> alla riqualificazione e valorizzazione dei mercati rionali. Le spese ammissibili, infatti, sono state pensate per garantire un impatto diretto sul miglioramento dell’esperienza commerciale, della fruibilità degli spazi e della sostenibilità ambientale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="800">Tra gli interventi principali finanziabili rientrano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="1564">
<li data-start="801" data-end="935">
<p data-start="803" data-end="935"><strong data-start="803" data-end="873">L’ammodernamento e la messa in sicurezza delle strutture mercatali</strong>, comprese coperture, impianti elettrici, fognari e idraulici;</p>
</li>
<li data-start="936" data-end="1096">
<p data-start="938" data-end="1096"><strong data-start="938" data-end="982">La riqualificazione delle aree mercatali</strong> urbane o periferiche, con interventi su pavimentazioni, segnaletica, arredi urbani, pensiline e servizi igienici;</p>
</li>
<li data-start="1097" data-end="1255">
<p data-start="1099" data-end="1255"><strong data-start="1099" data-end="1140">L’introduzione di tecnologie digitali</strong>: sistemi di pagamento elettronico, Wi-Fi pubblico, totem informativi, app di prenotazione o mappa degli operatori;</p>
</li>
<li data-start="1256" data-end="1394">
<p data-start="1258" data-end="1394"><strong data-start="1258" data-end="1305">Interventi per l’efficientamento energetico</strong>: impianti fotovoltaici, illuminazione LED, soluzioni per la climatizzazione sostenibile;</p>
</li>
<li data-start="1395" data-end="1564">
<p data-start="1397" data-end="1564"><strong data-start="1397" data-end="1435">Azioni promozionali e comunicative</strong>, anche attraverso eventi, iniziative culturali o turistiche che coinvolgano i mercati come luoghi centrali della vita cittadina.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1566" data-end="1645">Inoltre, sono spesso considerate <strong data-start="1599" data-end="1620">spese ammissibili</strong> anche quelle relative a:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1774">
<li data-start="1646" data-end="1683">
<p data-start="1648" data-end="1683">Progettazione e consulenza tecnica;</p>
</li>
<li data-start="1684" data-end="1735">
<p data-start="1686" data-end="1735">Oneri per autorizzazioni o adeguamenti normativi;</p>
</li>
<li data-start="1736" data-end="1774">
<p data-start="1738" data-end="1774">Spese di comunicazione e promozione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2134">Le percentuali di copertura variano a seconda dei singoli bandi regionali, ma in molti casi si parla di <strong data-start="1880" data-end="1949">contributi a fondo perduto fino al 70-80% delle spese ammissibili</strong>, con un tetto massimo stabilito dalla Regione. È importante sottolineare che i progetti dovranno essere <strong data-start="2054" data-end="2101">realizzati entro i tempi previsti nei bandi</strong> per evitare la revoca dei fondi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="302"><strong>Vantaggi per le imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="592">Partecipare ai progetti finanziati con il sostegno del MIMIT rappresenta per le micro, piccole e medie imprese dei mercati rionali <strong data-start="435" data-end="492">un’opportunità concreta di sviluppo e modernizzazione</strong>. I benefici sono molteplici, sia in termini economici sia in termini di posizionamento competitivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="594" data-end="1027">In primo luogo, l’accesso a <strong data-start="622" data-end="652">contributi a fondo perduto</strong> permette alle imprese di <strong data-start="678" data-end="727">ridurre drasticamente i costi di investimento</strong> per l’ammodernamento dei propri spazi, l’acquisto di attrezzature innovative o la partecipazione ad attività promozionali. In un periodo in cui il credito bancario è difficile da ottenere e costoso, questo tipo di agevolazione pubblica si traduce in <strong data-start="978" data-end="1026">un risparmio fiscale e finanziario immediato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1029" data-end="1442">In secondo luogo, partecipare a un progetto di riqualificazione finanziato comporta spesso una <strong data-start="1124" data-end="1147">maggiore visibilità</strong> a livello locale e nazionale. I mercati coinvolti diventano destinatari di campagne pubblicitarie, eventi promozionali, iniziative turistiche e culturali che attraggono nuovi clienti e fidelizzano quelli esistenti. Questo si traduce in un potenziale <strong data-start="1398" data-end="1441">aumento del fatturato e della clientela</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1444" data-end="1818">Dal punto di vista <strong data-start="1463" data-end="1474">fiscale</strong>, le imprese beneficiarie che investono in beni strumentali o tecnologie potrebbero anche accedere ad altri bonus cumulabili, come il <strong data-start="1608" data-end="1673">credito d’imposta per l’innovazione o per la digitalizzazione</strong> (se attivi). Inoltre, la partecipazione a progetti pubblici può facilitare l’accesso a future gare, bandi o incentivi per lo sviluppo d’impresa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1820" data-end="1895">In sintesi, chi decide di cogliere questa opportunità potrà beneficiare di:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1896" data-end="2098">
<li data-start="1896" data-end="1934">
<p data-start="1898" data-end="1934">Agevolazioni economiche dirette;</p>
</li>
<li data-start="1935" data-end="1975">
<p data-start="1937" data-end="1975">Maggiore attrattività e clientela;</p>
</li>
<li data-start="1976" data-end="2038">
<p data-start="1978" data-end="2038">Vantaggi fiscali indiretti e cumulo con altri incentivi;</p>
</li>
<li data-start="2039" data-end="2098">
<p data-start="2041" data-end="2098">Consolidamento della propria presenza nel territorio.</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="108" data-end="179"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="181" data-end="634">Il sostegno ai mercati rionali promosso dal MIMIT per il biennio 2025-2026 rappresenta <strong data-start="268" data-end="376">una delle iniziative più concrete degli ultimi anni per il rilancio del commercio locale e di prossimità</strong>. Attraverso un’azione congiunta tra Stato e Regioni, vengono messe a disposizione risorse importanti per modernizzare le strutture, migliorare i servizi offerti ai cittadini, aumentare l’attrattività turistica e sostenere l’identità culturale dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="636" data-end="950">Questa misura non è solo una risposta alle difficoltà economiche post-pandemia, ma anche un segnale di visione strategica: investire nei mercati rionali significa infatti <strong data-start="807" data-end="856">valorizzare il tessuto imprenditoriale locale</strong>, rafforzare l’economia circolare e promuovere un modello sostenibile di consumo e produzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="952" data-end="1307">Per le imprese, le associazioni e gli enti coinvolti, è il momento di <strong data-start="1022" data-end="1051">attivarsi tempestivamente</strong>, monitorando i bandi regionali e predisponendo progetti coerenti con le linee guida. L’accesso ai fondi pubblici può fare davvero la differenza, non solo per rinnovare le strutture, ma anche per affrontare con più forza le sfide del mercato contemporaneo.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Sostegno-ai-mercati-rionali-2025-2026-il-MIMIT-stanzia-10-milioni-per-riqualificazione-e-sviluppo/">Sostegno ai mercati rionali 2025-2026: il MIMIT stanzia 10 milioni per riqualificazione e sviluppo</a> was first posted on Ottobre 11, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Investimenti nelle aree di crisi industriale 2025: incentivi MIMIT, vantaggi fiscali e guida completa</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Investimenti-nelle-aree-di-crisi-industriale-2025-incentivi-MIMIT-vantaggi-fiscali-e-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 04:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2025 cambiano le regole per chi vuole investire nelle aree di crisi industriale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato una nuova circolare esplicativa che aggiorna le modalità e i criteri per accedere alle agevolazioni previste dal regime della legge n. 181/1989. Si tratta di uno strumento fondamentale per [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Investimenti-nelle-aree-di-crisi-industriale-2025-incentivi-MIMIT-vantaggi-fiscali-e-guida-completa/">Investimenti nelle aree di crisi industriale 2025: incentivi MIMIT, vantaggi fiscali e guida completa</a> was first posted on Settembre 13, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="370" data-end="1027">Nel 2025 cambiano le regole per chi vuole investire nelle <strong data-start="428" data-end="457">aree di crisi industriale</strong>. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato una nuova <strong data-start="538" data-end="563">circolare esplicativa</strong> che aggiorna le modalità e i criteri per accedere alle agevolazioni previste dal regime della legge n. 181/1989. Si tratta di uno strumento fondamentale per la <strong data-start="724" data-end="808">riqualificazione dei territori colpiti da crisi industriali complesse o semplici</strong>, con l’obiettivo di rilanciare occupazione, produttività e innovazione. Le novità riguardano sia i requisiti per le imprese, sia le modalità di presentazione delle domande, sia l’articolazione dei progetti agevolabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1029" data-end="1417">Ma perché dovrebbe interessarti? Questi interventi non rappresentano solo un’opportunità per <strong data-start="1122" data-end="1187">ottenere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati</strong>, ma anche un’occasione concreta per <strong data-start="1224" data-end="1257">ottimizzare il carico fiscale</strong>, <strong data-start="1259" data-end="1296">valorizzare il capitale aziendale</strong>, e <strong data-start="1300" data-end="1357">espandere la propria presenza in territori strategici</strong>, beneficiando di un quadro normativo sempre più favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1419" data-end="1464">In questo articolo analizzeremo in dettaglio le novità della nuova circolare MIMIT 2025, le aree ammesse e i settori coinvolti, i criteri di ammissibilità dei progetti, le agevolazioni fiscali e finanziarie disponibili, gli adempimenti da rispettare e infine, i vantaggi per le PMI e le grandi imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="437"><strong data-start="354" data-end="437">Chi può accedere agli aiuti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="1016">Secondo quanto stabilito dalla nuova <strong data-start="476" data-end="500">circolare MIMIT 2025</strong>, possono accedere alle agevolazioni previste per gli investimenti nelle aree di crisi industriale le <strong data-start="602" data-end="656">imprese costituite in forma di società di capitali</strong>, comprese le <strong data-start="670" data-end="693">società cooperative</strong> (ai sensi degli articoli 2511 e seguenti del Codice Civile) e le <strong data-start="759" data-end="781">società consortili</strong> (art. 2615-ter c.c.). Si tratta di una scelta normativa che intende privilegiare soggetti con una struttura giuridica stabile e una <strong data-start="914" data-end="1015">capacità organizzativa e patrimoniale adeguata a sostenere progetti di investimento significativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1018" data-end="1164">I requisiti fondamentali che le imprese devono possedere alla data di presentazione della domanda sono numerosi e stringenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1018" data-end="1164">Tra i più rilevanti:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1166" data-end="2015">
<li data-start="1166" data-end="1390">
<p data-start="1168" data-end="1390"><strong data-start="1168" data-end="1217">Iscrizione regolare al Registro delle imprese</strong> e, per le imprese estere, personalità giuridica riconosciuta nel proprio Stato, con obbligo di apertura di una sede in Italia entro la prima erogazione dell’agevolazione.</p>
</li>
<li data-start="1391" data-end="1526">
<p data-start="1393" data-end="1526"><strong data-start="1393" data-end="1441">Regolarità fiscale, contributiva e normativa</strong>, inclusa la conformità a norme edilizie, ambientali, del lavoro e sulla sicurezza.</p>
</li>
<li data-start="1527" data-end="1641">
<p data-start="1529" data-end="1641"><strong data-start="1529" data-end="1554">Contabilità ordinaria</strong> obbligatoria, che garantisce trasparenza e tracciabilità della gestione finanziaria.</p>
</li>
<li data-start="1642" data-end="1808">
<p data-start="1644" data-end="1808"><strong data-start="1644" data-end="1706">Assenza di procedure concorsuali o liquidazioni volontarie</strong> in corso, nonché la non classificazione come “impresa in difficoltà” ai sensi del Regolamento GBER.</p>
</li>
<li data-start="1809" data-end="2015">
<p data-start="1811" data-end="2015"><strong data-start="1811" data-end="1839">Nessuna delocalizzazione</strong> verso la sede d’investimento nei due anni precedenti e impegno a non delocalizzare per i due anni successivi, in caso di aiuti concessi secondo l’art. 14 del Regolamento GBER.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2017" data-end="2211">L’insieme di questi requisiti mira a garantire che gli aiuti siano destinati a imprese solide, affidabili e in grado di generare un impatto economico e occupazionale positivo sul territorio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="401" data-end="475"><strong data-start="404" data-end="475">Investimenti ammissibili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="477" data-end="941">Le nuove regole dettate dalla circolare MIMIT 2025 chiariscono in modo puntuale <strong data-start="557" data-end="609">quali tipologie di investimenti sono ammissibili</strong> alle agevolazioni, offrendo un ventaglio di opportunità piuttosto ampio per le imprese che vogliono insediarsi o svilupparsi nelle aree di crisi industriale. Il focus principale resta su <strong data-start="797" data-end="837">investimenti produttivi e ambientali</strong>, ma vengono incentivati anche progetti in ambiti strategici come <strong data-start="903" data-end="940">innovazione, formazione e ricerca</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="943" data-end="977">Nello specifico, sono ammissibili:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="979" data-end="1573">
<li data-start="979" data-end="1357">
<p data-start="981" data-end="1357"><strong data-start="981" data-end="1021">Programmi di investimento produttivo</strong> (punto 5.2 della circolare), orientati alla realizzazione di nuove unità produttive, ampliamento o riqualificazione di unità esistenti, diversificazione della produzione, oppure acquisizione di impianti già esistenti. Questi investimenti devono introdurre elementi di innovazione rispetto al mercato di riferimento.</p>
</li>
<li data-start="1361" data-end="1573">
<p data-start="1363" data-end="1573"><strong data-start="1363" data-end="1401">Programmi per la tutela ambientale</strong> (punto 5.4), con finalità di riduzione dell’impatto ambientale, miglioramento dell’efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili o gestione sostenibile dei rifiuti.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1575" data-end="1621">A completamento di questi, sono ammessi anche:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1623" data-end="2084">
<li data-start="1623" data-end="1808">
<p data-start="1625" data-end="1808"><strong data-start="1625" data-end="1683">Progetti per l’innovazione di processo e organizzativa</strong> (fino al 40% del totale dell’investimento), utili per modernizzare strutture produttive e migliorare l’efficienza aziendale.</p>
</li>
<li data-start="1809" data-end="1947">
<p data-start="1811" data-end="1947"><strong data-start="1811" data-end="1839">Formazione del personale</strong> (massimo 20% dell’investimento), per sostenere la crescita professionale legata all’innovazione introdotta.</p>
</li>
<li data-start="1948" data-end="2084">
<p data-start="1950" data-end="2084"><strong data-start="1950" data-end="1997">Ricerca industriale e sviluppo sperimentale</strong>, ma solo per progetti produttivi o ambientali con spese superiori a 5 milioni di euro.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2086" data-end="2481">Queste misure sono concesse nel rispetto dei limiti imposti dal Regolamento GBER (in particolare gli articoli 13, 14 e 17) e rappresentano un’opportunità concreta per investire con ritorni strategici, economici e fiscali rilevanti. L’integrazione tra produzione, ambiente, innovazione e formazione rispecchia una visione evoluta dello sviluppo industriale, in linea con le direttive europee.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2086" data-end="2481"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33630 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/rovine-della-fabbrica-abbandonata.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="411" data-end="482"><strong data-start="414" data-end="482">Modalità di accesso e procedura</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="484" data-end="927">Ottenere le agevolazioni previste per gli investimenti nelle aree di crisi industriale non è automatico: è necessaria una <strong data-start="606" data-end="646">procedura dettagliata e formalizzata</strong>, gestita in collaborazione tra il MIMIT e <strong data-start="689" data-end="702">Invitalia</strong>, soggetto attuatore della misura. La nuova circolare del 2025 ha chiarito ulteriormente i passaggi e introdotto <strong data-start="815" data-end="834">semplificazioni</strong> rispetto al passato, ma restano richiesti <strong data-start="877" data-end="912">requisiti documentali e tecnici</strong> molto precisi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="929" data-end="1258">La domanda di agevolazione deve essere <strong data-start="968" data-end="1016">presentata esclusivamente per via telematica</strong>, attraverso la piattaforma online predisposta da Invitalia. Ogni bando pubblico pubblicato fa riferimento a una specifica <strong data-start="1139" data-end="1189">area di crisi industriale complessa o semplice</strong>, con un proprio termine di apertura e chiusura per la presentazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1260" data-end="1297">Il progetto deve essere corredato da:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1299" data-end="1716">
<li data-start="1299" data-end="1422">
<p data-start="1301" data-end="1422"><strong data-start="1301" data-end="1334">Relazione tecnica dettagliata</strong>, che descriva finalità, investimenti previsti, piano operativo e impatti occupazionali;</p>
</li>
<li data-start="1423" data-end="1513">
<p data-start="1425" data-end="1513"><strong data-start="1425" data-end="1451">Business plan completo</strong>, con previsioni economico-finanziarie realistiche e coerenti;</p>
</li>
<li data-start="1514" data-end="1602">
<p data-start="1516" data-end="1602"><strong data-start="1516" data-end="1545">Quadro degli investimenti</strong> con indicazione dei costi ammissibili e non ammissibili;</p>
</li>
<li data-start="1603" data-end="1716">
<p data-start="1605" data-end="1716"><strong data-start="1605" data-end="1638">Documentazione amministrativa</strong>, compreso DURC regolare, certificati antimafia e dichiarazioni di regolarità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="2106">Un punto importante è che la selezione non è automatica: i progetti vengono valutati in base a criteri di merito, tra cui la sostenibilità economica, l’impatto occupazionale, la coerenza con le politiche di sviluppo territoriale e la capacità innovativa. Solo i progetti che ottengono un punteggio sufficiente e rientrano nei limiti di budget disponibili ottengono l’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2108" data-end="2414">Una volta ammessa la domanda, l’erogazione delle agevolazioni avviene in più fasi (anticipazione, stato avanzamento lavori e saldo), previa verifica dello stato di avanzamento dell’investimento. Le imprese devono dimostrare la puntuale realizzazione del progetto, pena la revoca del contributo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="495"><strong data-start="403" data-end="495">Vantaggi fiscali e finanziari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="497" data-end="931">Investire in un’area di crisi industriale non è solo un atto di rilancio economico per il territorio, ma rappresenta anche una <strong data-start="624" data-end="683">mossa strategica per ottimizzare la fiscalità d’impresa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="497" data-end="931">Le agevolazioni previste dal MIMIT 2025, in conformità con la Legge n. 181/1989 e il Regolamento GBER, offrono <strong data-start="796" data-end="856">benefici economici immediati e vantaggi di lungo periodo</strong>, rendendo queste aree particolarmente attrattive per PMI e grandi aziende.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="933" data-end="993">I principali vantaggi per le imprese beneficiarie includono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="995" data-end="1975">
<li data-start="995" data-end="1242">
<p data-start="997" data-end="1242"><strong data-start="997" data-end="1027">Contributi a fondo perduto</strong>, che possono coprire una quota significativa dell’investimento (anche superiore al 40%, in combinazione con altre misure). Questi contributi non sono tassati come ricavi, quindi generano un beneficio fiscale netto.</p>
</li>
<li data-start="1246" data-end="1511">
<p data-start="1248" data-end="1511"><strong data-start="1248" data-end="1275">Finanziamenti agevolati</strong> a tasso quasi zero (spesso attorno allo 0,5% o meno), erogati direttamente da Invitalia o tramite istituti convenzionati. L’accesso a credito agevolato migliora la struttura finanziaria aziendale, riducendo il costo medio del capitale.</p>
</li>
<li data-start="1513" data-end="1756">
<p data-start="1515" data-end="1756"><strong data-start="1515" data-end="1547">Detrazioni fiscali indirette</strong>: gli investimenti realizzati possono beneficiare anche di credito d’imposta per il mezzogiorno, oppure di crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, se compatibili.</p>
</li>
<li data-start="1758" data-end="1975">
<p data-start="1760" data-end="1975"><strong data-start="1760" data-end="1785">Possibilità di cumulo</strong> con altri incentivi nazionali e regionali**, secondo quanto stabilito dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, a condizione che non si superino le intensità massime di aiuto previste.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1977" data-end="2314">Oltre all’aspetto fiscale diretto, va sottolineato che l’investimento in un’area di crisi industriale spesso consente di accedere a immobili produttivi a costo ridotto, godere di sgravi contributivi per nuove assunzioni e, in molti casi, beneficiare di collaborazioni privilegiate con enti locali e università del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2316" data-end="2562">In sintesi, si tratta di un pacchetto di vantaggi integrati, che riduce il rischio imprenditoriale, aumenta il ritorno sull’investimento e può essere utilizzato per pianificazioni fiscali avanzate, anche in ottica di holding o gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2316" data-end="2562"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33631 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-inquinamento-delle-emissioni-di-fabbrica.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="454"><strong data-start="375" data-end="454">Dove investire nel 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="919">Per accedere alle agevolazioni previste dal MIMIT, l’investimento deve essere localizzato in una delle <strong data-start="559" data-end="615">aree di crisi industriale riconosciute ufficialmente</strong> dallo Stato italiano. Queste aree vengono individuate con appositi decreti, su proposta delle Regioni e valutazione tecnica da parte del MIMIT e di Invitalia. Si distinguono in due categorie: <strong data-start="808" data-end="847">aree di crisi industriale complessa</strong> e <strong data-start="850" data-end="862">semplice</strong>, con caratteristiche e dotazioni finanziarie differenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="921" data-end="1255">Le <strong data-start="924" data-end="951">aree di crisi complessa</strong> sono territori colpiti da fenomeni di deindustrializzazione sistemica, con impatti occupazionali gravi e persistenti. Qui, il supporto è generalmente più consistente, con risorse più ampie e interventi di politica industriale integrata.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="921" data-end="1255">Attualmente, tra le aree di crisi complessa riconosciute figurano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1257" data-end="1623">
<li data-start="1257" data-end="1283">
<p data-start="1259" data-end="1283">Piombino (Toscana)</p>
</li>
<li data-start="1284" data-end="1315">
<p data-start="1286" data-end="1315">Porto Torres (Sardegna)</p>
</li>
<li data-start="1316" data-end="1340">
<p data-start="1318" data-end="1340">Taranto (Puglia)</p>
</li>
<li data-start="1341" data-end="1374">
<p data-start="1343" data-end="1374">Termini Imerese (Sicilia)</p>
</li>
<li data-start="1375" data-end="1437">
<p data-start="1377" data-end="1437">Valle del Tronto Piceno-Val Vibrata (Marche e Abruzzo)</p>
</li>
<li data-start="1438" data-end="1472">
<p data-start="1440" data-end="1472">Area del Sulcis (Sardegna)</p>
</li>
<li data-start="1473" data-end="1523">
<p data-start="1475" data-end="1523">Aree della Campania (Caserta e Napoli Est)</p>
</li>
<li data-start="1524" data-end="1552">
<p data-start="1526" data-end="1552">Terni-Narni (Umbria)</p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1575">
<p data-start="1555" data-end="1575">Gela (Sicilia)</p>
</li>
<li data-start="1576" data-end="1623">
<p data-start="1578" data-end="1623">Livorno, Massa Carrara, Carrara (Toscana)</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1625" data-end="1817">Le <strong data-start="1628" data-end="1654">aree di crisi semplice</strong>, invece, sono aree colpite da crisi localizzate, ma con un potenziale di rilancio economico più rapido. Gli interventi qui sono più mirati, ma comunque rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1819" data-end="2301">Ogni anno, il MIMIT aggiorna l’elenco delle aree ammissibili e attiva bandi specifici per singole aree, con budget, scadenze e priorità settoriali differenti. Questo significa che la scelta della localizzazione dell’investimento diventa strategica: investire in un’area con un bando attivo consente non solo di ottenere agevolazioni, ma anche di beneficiare di ecosistemi di supporto pubblico, collaborazioni con enti locali e potenziale sinergia con altri investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2303" data-end="2521">Per chi intende approfittare delle opportunità 2025, è fondamentale monitorare i bandi aperti sul sito del MIMIT e di Invitalia, valutando attentamente la coerenza tra progetto d’impresa e area di insediamento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="461" data-end="539"><strong data-start="464" data-end="539">Consigli operativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="541" data-end="952">Accedere alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non significa solo compilare una domanda: è necessario <strong data-start="665" data-end="736">preparare un progetto industriale credibile, sostenibile e coerente</strong> con gli obiettivi dei bandi. In questo contesto, l’assistenza di <strong data-start="802" data-end="887">professionisti esperti in finanza agevolata, fiscalità e pianificazione aziendale</strong> può fare la differenza tra un progetto approvato e uno respinto.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="954" data-end="1029">Ecco alcuni consigli pratici per affrontare la procedura nel modo corretto:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1031" data-end="2400">
<li data-start="1031" data-end="1330">
<p data-start="1034" data-end="1330"><strong data-start="1034" data-end="1066">Analisi preventiva dell’area</strong>: prima di scegliere dove investire, è utile studiare l’area di crisi industriale sotto il profilo economico, logistico, demografico e infrastrutturale. Verifica anche la presenza di <strong data-start="1249" data-end="1290">altri investimenti pubblici o privati</strong> che possano rafforzare il tuo progetto.</p>
</li>
<li data-start="1332" data-end="1565">
<p data-start="1335" data-end="1565"><strong data-start="1335" data-end="1361">Verifica dei requisiti</strong>: controlla in modo puntuale se la tua impresa rispetta tutti i requisiti richiesti, inclusi quelli fiscali, contributivi e contabili. In fase di valutazione, ogni irregolarità può portare all’esclusione.</p>
</li>
<li data-start="1567" data-end="1804">
<p data-start="1570" data-end="1804"><strong data-start="1570" data-end="1594">Business plan solido</strong>: il progetto deve dimostrare <strong data-start="1624" data-end="1674">sostenibilità economica e coerenza finanziaria</strong>. Attenzione ai flussi di cassa, agli indici di redditività e alla capacità di autofinanziamento, anche parziale, dell’iniziativa.</p>
</li>
<li data-start="1806" data-end="2037">
<p data-start="1809" data-end="2037"><strong data-start="1809" data-end="1832">Approccio integrato</strong>: se possibile, includi nel progetto componenti innovative (processi, organizzazione, tecnologie) e attività di <strong data-start="1944" data-end="1972">formazione del personale</strong>. Questi elementi migliorano il punteggio in fase di valutazione.</p>
</li>
<li data-start="2039" data-end="2216">
<p data-start="2042" data-end="2216"><strong data-start="2042" data-end="2069">Tempistiche realistiche</strong>: il cronoprogramma delle attività deve essere chiaro e realizzabile. Evita progetti con scadenze troppo ambiziose o prive di milestone intermedie.</p>
</li>
<li data-start="2218" data-end="2400">
<p data-start="2221" data-end="2400"><strong data-start="2221" data-end="2251">Documentazione impeccabile</strong>: ogni allegato richiesto (visure, bilanci, DURC, dichiarazioni fiscali, ecc.) deve essere aggiornato e coerente con quanto dichiarato nella domanda.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2402" data-end="2700">Infine, è consigliabile <strong data-start="2426" data-end="2480">affidarsi a un commercialista o consulente esperto</strong>, in grado di gestire le varie fasi, dalla scrittura della domanda alla rendicontazione, fino alla gestione dei rapporti con Invitalia. Questo permette di ridurre al minimo i rischi e massimizzare l’efficienza operativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="470"><strong data-start="389" data-end="470">Innovazione e digitalizzazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="472" data-end="987">Uno degli elementi che la nuova circolare MIMIT 2025 valorizza maggiormente è la <strong data-start="553" data-end="590">capacità dell’impresa di innovare</strong>. La presenza di componenti legate all’innovazione di processo, di prodotto, organizzativa o tecnologica rappresenta infatti un fattore determinante nella valutazione dei progetti di investimento presentati per le aree di crisi industriale. In un contesto economico sempre più orientato alla transizione digitale ed ecologica, investire in innovazione non è solo consigliato: è strategico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="989" data-end="1187">Il MIMIT riconosce come ammissibili, nei limiti indicati, i progetti di innovazione di processo e organizzativa, fino a un massimo del 40% del valore dell’investimento. Questi possono includere:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1189" data-end="1582">
<li data-start="1189" data-end="1253">
<p data-start="1191" data-end="1253">Automazione industriale e introduzione di tecnologie 4.0</p>
</li>
<li data-start="1254" data-end="1313">
<p data-start="1256" data-end="1313">Digitalizzazione dei flussi produttivi e gestionali</p>
</li>
<li data-start="1314" data-end="1363">
<p data-start="1316" data-end="1363">Implementazione di software ERP, CRM, SCM</p>
</li>
<li data-start="1364" data-end="1454">
<p data-start="1366" data-end="1454">Riorganizzazione dei modelli produttivi secondo logiche lean o smart manufacturing</p>
</li>
<li data-start="1455" data-end="1506">
<p data-start="1457" data-end="1506">Cybersecurity e gestione dei dati aziendali</p>
</li>
<li data-start="1507" data-end="1582">
<p data-start="1509" data-end="1582">Ottimizzazione della logistica tramite intelligenza artificiale e IoT</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1584" data-end="2110">L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza e la competitività delle imprese operanti nelle aree di crisi, trasformando le difficoltà territoriali in occasioni per sperimentare modelli produttivi avanzati. Non solo: i progetti che includono innovazione e digitalizzazione sono anche quelli più facilmente cumulabili con altri incentivi nazionali, come il Piano Transizione 5.0, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 e il credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2112" data-end="2382">Per le imprese che vogliono strutturare un progetto solido e competitivo, è quindi fondamentale integrare una strategia digitale chiara, capace di generare valore aggiunto sia sul piano operativo che in termini di accesso al sistema degli incentivi pubblici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="489"><strong data-start="403" data-end="489">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="491" data-end="971">Le novità introdotte dalla <strong data-start="518" data-end="542">circolare MIMIT 2025</strong> segnano un passo decisivo verso una gestione più efficace, trasparente e strategica degli <strong data-start="633" data-end="679">incentivi per le aree di crisi industriale</strong>. Le imprese che scelgono di investire in questi territori non solo possono accedere a <strong data-start="766" data-end="814">importanti agevolazioni economiche e fiscali</strong>, ma si posizionano come attori protagonisti nel rilancio di aree ad alto potenziale, spesso già dotate di infrastrutture, capitale umano e know-how tecnico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="973" data-end="1371">In un contesto in cui la <strong data-start="998" data-end="1025">competitività aziendale</strong> si gioca sempre più sulla <strong data-start="1052" data-end="1076">capacità di innovare</strong>, di digitalizzare i processi e di attrarre risorse pubbliche, queste misure offrono una risposta concreta e misurabile. Il supporto del MIMIT, unito alla gestione tecnica di Invitalia, garantisce un percorso chiaro e strutturato, ma che richiede competenza, pianificazione e visione strategica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1373" data-end="1679">Per questo motivo, è fondamentale non sottovalutare la <strong data-start="1428" data-end="1455">valutazione preliminare</strong> del progetto, né la sua <strong data-start="1480" data-end="1516">strutturazione tecnica e fiscale</strong>. Con il giusto supporto professionale e una visione industriale lungimirante, <strong data-start="1595" data-end="1635">trasformare una crisi in opportunità</strong> non è uno slogan, ma una possibilità reale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1681" data-end="1940">Il 2025 può rappresentare <strong data-start="1707" data-end="1730">l’anno della svolta</strong> per molte imprese italiane: agire oggi significa <strong data-start="1780" data-end="1824">cogliere un vantaggio competitivo domani</strong>, in un mercato in continua trasformazione e sempre più attento a sostenibilità, innovazione e impatto territoriale.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Investimenti-nelle-aree-di-crisi-industriale-2025-incentivi-MIMIT-vantaggi-fiscali-e-guida-completa/">Investimenti nelle aree di crisi industriale 2025: incentivi MIMIT, vantaggi fiscali e guida completa</a> was first posted on Settembre 13, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aiuti-alle-emittenti-locali-19-milioni-nel-DL-Economia-per-rilanciare-la-radiotelevisione-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 04:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[DL Economia 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della manovra economica del 2025, arriva una boccata d’ossigeno per uno dei settori più colpiti dalla crisi e dalla rivoluzione digitale: la radiotelevisione locale. Con un emendamento approvato durante l’iter di conversione del Decreto Legge Economia (DL 30 giugno 2025, n. 95), il Governo ha stanziato 19 milioni di euro a favore delle [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aiuti-alle-emittenti-locali-19-milioni-nel-DL-Economia-per-rilanciare-la-radiotelevisione-italiana/">Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</a> was first posted on Agosto 20, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="907">Nel cuore della manovra economica del 2025, arriva una boccata d’ossigeno per uno dei settori più colpiti dalla crisi e dalla rivoluzione digitale: la radiotelevisione locale. Con un emendamento approvato durante l’iter di conversione del <strong data-start="502" data-end="555">Decreto Legge Economia (DL 30 giugno 2025, n. 95)</strong>, il Governo ha stanziato <strong data-start="581" data-end="647">19 milioni di euro a favore delle emittenti locali e nazionali</strong>, riportando i fondi ai livelli del 2024. Un intervento che non solo risponde alle richieste degli operatori del settore, ma che riafferma il valore strategico del <strong data-start="811" data-end="837">pluralismo informativo</strong> e della <strong data-start="846" data-end="906">presenza territoriale nell’ecosistema mediatico italiano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304">Mentre si attende il testo definitivo della norma, questo segnale concreto da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostra un chiaro cambio di passo nelle politiche pubbliche per la comunicazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304">Scopriamo insieme cosa prevede l’emendamento, chi beneficerà dei contributi e quali sfide attende ancora il settore nel prossimo futuro.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1304"><strong>Introduzione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="347" data-end="996">Il settore radiotelevisivo italiano, da tempo alle prese con sfide strutturali e tecnologiche, torna al centro dell’agenda politica con importanti novità. Il Decreto Legge &#8220;Misure urgenti in materia economica e fiscale&#8221; – più noto come DL Economia – recentemente approvato dal Senato con voto di fiducia, introduce un emendamento significativo che prevede <strong data-start="703" data-end="781">nuove risorse a sostegno dell&#8217;emittenza radiotelevisiva locale e nazionale</strong>. Si tratta di un intervento tanto atteso da operatori del settore, editori e sindacati, soprattutto in un contesto in cui l’informazione pubblica è chiamata a rinnovarsi, mantenendo però pluralismo e accessibilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1576">Le risorse, stanziate tramite il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, vanno a rafforzare un comparto che ha subito gravi perdite durante e dopo la pandemia, e che ora deve anche fronteggiare la transizione al digitale terrestre di nuova generazione (DVB-T2), il calo degli investimenti pubblicitari e la concorrenza sempre più forte delle piattaforme online. Il sostegno pubblico può rappresentare un’opportunità concreta per garantire <strong data-start="1479" data-end="1506">sostenibilità economica</strong>, <strong data-start="1508" data-end="1537">aggiornamento tecnologico</strong> e <strong data-start="1540" data-end="1575">tutela dell’informazione locale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="367"><strong>Il ruolo del MIMIT</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="369" data-end="975">Con un avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale, il <a href="https://www.mimit.gov.it/it/" target="_blank" rel="noopener">MIMIT</a> ha comunicato una novità cruciale: durante l’esame in Commissione al Senato del <strong data-start="515" data-end="554">Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95</strong>, è stato presentato un <strong data-start="578" data-end="604">emendamento correttivo</strong> che mira a <strong data-start="616" data-end="692">ripristinare integralmente i fondi destinati al comparto radiotelevisivo</strong>. In particolare, l’intervento legislativo punta a correggere l’effetto fortemente penalizzante generato da un’interpretazione restrittiva della <strong data-start="837" data-end="863">Legge di Bilancio 2024</strong>, che aveva ridotto significativamente le risorse assegnate al Ministero per il sostegno delle emittenti locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="977" data-end="1421">Il Ministro Adolfo Urso ha commentato l’intervento sottolineando l’importanza strategica dell’informazione locale e la volontà del governo di garantire continuità ai finanziamenti, anche nella prossima Legge di Bilancio. Il nuovo emendamento prevede infatti <strong data-start="1235" data-end="1290">un contributo straordinario di 16,5 milioni di euro</strong>, che si aggiunge a ulteriori <strong data-start="1320" data-end="1391">2,5 milioni recuperati da fondi inutilizzati di esercizi precedenti</strong>, grazie al disaccantonamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1423" data-end="1849">Il totale di <strong data-start="1436" data-end="1458">19 milioni di euro</strong> consente di <strong data-start="1471" data-end="1574">riportare il livello di finanziamento del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione</strong> agli stessi standard dell’anno precedente, scongiurando tagli che avrebbero colpito duramente emittenti già in difficoltà economica. La norma è in attesa di testo definitivo, ma rappresenta già una risposta concreta a una criticità molto sentita dagli operatori del settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="224" data-end="290"><strong>Priorità strategica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="787">Le emittenti radiotelevisive locali non sono semplici strumenti di intrattenimento o informazione generica: rappresentano un <strong data-start="417" data-end="490">presidio essenziale di democrazia, pluralismo e identità territoriale</strong>. In molti contesti, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli centri, esse costituiscono <strong data-start="587" data-end="629">l’unico canale di informazione diretta</strong> per i cittadini, offrendo notizie su cronaca, eventi, istituzioni locali e problematiche del territorio che difficilmente trovano spazio nei media nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="789" data-end="1239">La crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni – accentuata dalla transizione tecnologica verso il <strong data-start="894" data-end="904">DVB-T2</strong>, dalla <strong data-start="912" data-end="954">concorrenza delle piattaforme digitali</strong> e dalla progressiva contrazione del mercato pubblicitario – ha messo a rischio la sopravvivenza di molte realtà storiche. La <strong data-start="1080" data-end="1111">scomparsa delle voci locali</strong> comporterebbe un danno grave per la <strong data-start="1148" data-end="1173">diversità informativa</strong>, oltre che un impatto economico e occupazionale non trascurabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1241" data-end="1683">Proprio per queste ragioni, il governo ha riconosciuto l&#8217;urgenza di <strong data-start="1309" data-end="1336">interventi straordinari</strong>, che vanno a integrare e rafforzare i meccanismi di finanziamento ordinari. L’obiettivo è garantire la <strong data-start="1440" data-end="1464">continuità operativa</strong> delle emittenti locali, consentendo loro di innovarsi tecnologicamente, rafforzare le redazioni giornalistiche, e continuare a offrire un servizio pubblico di qualità, accessibile e rappresentativo delle realtà locali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33350 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/mani-tagliate-che-mescolano-la-musica-uno-studio-di-registrazione.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="218" data-end="304"><strong>Struttura e finalità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="763">Il <strong data-start="309" data-end="370">Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione</strong> è lo strumento principale attraverso cui lo Stato italiano sostiene il comparto dell’editoria e della radiodiffusione. Istituito con l’art. 1, comma 375 della <strong data-start="530" data-end="564">Legge 28 dicembre 2015, n. 208</strong>, il fondo è stato progressivamente ristrutturato per rispondere ai cambiamenti del mercato dell’informazione e per incentivare il passaggio al digitale e all’adozione di nuove tecnologie editoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="951">Gestito in parte dal <strong data-start="786" data-end="834">Dipartimento per l’informazione e l’editoria</strong> e in parte dal <strong data-start="850" data-end="905">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong>, il fondo ha tra i suoi obiettivi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="953" data-end="1280">
<li data-start="953" data-end="1060">
<p data-start="955" data-end="1060">la promozione del <strong data-start="973" data-end="1005">pluralismo dell’informazione</strong>, soprattutto nelle aree meno coperte dai grandi media;</p>
</li>
<li data-start="1061" data-end="1172">
<p data-start="1063" data-end="1172">il <strong data-start="1066" data-end="1125">sostegno economico alle testate e alle emittenti locali</strong>, che svolgono un servizio di pubblica utilità;</p>
</li>
<li data-start="1173" data-end="1280">
<p data-start="1175" data-end="1280">l’incentivazione di progetti innovativi nel campo dell’editoria digitale e della transizione tecnologica.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1282" data-end="1781">Il recente emendamento al DL Economia, riportando i fondi MIMIT ai livelli precedenti, consente di <strong data-start="1381" data-end="1435">mantenere operativo l’intero meccanismo di riparto</strong> e, soprattutto, di non penalizzare le realtà più piccole e meno strutturate, che rischiavano di essere escluse dai finanziamenti o drasticamente ridimensionate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1282" data-end="1781">In un periodo in cui la <strong data-start="1621" data-end="1651">lotta alla disinformazione</strong> è cruciale, rafforzare il sistema dell’informazione locale significa anche <strong data-start="1727" data-end="1780">tutelare la qualità e la veridicità delle notizie</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="307"><strong>Quadro normativo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="802">L’emendamento approvato in sede di esame al Senato rientra nel più ampio processo di <strong data-start="394" data-end="447">conversione in legge del DL 30 giugno 2025, n. 95</strong>, noto come &#8220;DL Economia&#8221;, e rappresenta una <strong data-start="492" data-end="526">manovra correttiva sostanziale</strong> rispetto agli effetti restrittivi della precedente <strong data-start="578" data-end="604">Legge di Bilancio 2024</strong>. Quest’ultima, a causa di una formulazione ambigua, aveva generato un’interpretazione che rischiava di ridurre drasticamente le somme assegnate al MIMIT per il finanziamento delle emittenti locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="804" data-end="1214">Con la rettifica in corso, si segnala un&#8217;importante presa di posizione politica da parte del Governo, che <strong data-start="910" data-end="983">riconosce formalmente il valore strategico del pluralismo informativo</strong> e l’impatto sociale delle televisioni locali. Il Ministro Urso ha annunciato l’impegno a <strong data-start="1073" data-end="1152">confermare questo livello di risorse anche nella prossima Legge di Bilancio</strong>, rendendo così l’intervento più strutturale e meno episodico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1216" data-end="1661">Resta però fondamentale attendere il <strong data-start="1253" data-end="1273">testo definitivo</strong> della norma, che chiarirà i dettagli operativi, le modalità di erogazione e le eventuali condizioni di accesso ai contributi. Allo stesso tempo, sarà cruciale monitorare le <strong data-start="1447" data-end="1472">linee guida del MIMIT</strong> e l’eventuale pubblicazione di nuovi bandi entro la fine dell’anno, anche per garantire una ripartizione equa e trasparente tra emittenti di diversa dimensione e localizzazione geografica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1663" data-end="1846">Se confermato, l’emendamento potrebbe costituire un <strong data-start="1715" data-end="1738">precedente virtuoso</strong> per la futura programmazione delle politiche pubbliche a sostegno dell’informazione e dell’editoria locale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="322"><strong>Impatto economico </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="324" data-end="786">Oltre al valore informativo e culturale, il sostegno pubblico alle emittenti locali ha <strong data-start="411" data-end="461">importanti ricadute economiche e occupazionali</strong>. Secondo i dati forniti da associazioni di categoria come <strong data-start="520" data-end="539">Aeranti-Corallo</strong>, il comparto radiotelevisivo locale impiega <strong data-start="584" data-end="682">migliaia di lavoratori tra giornalisti, tecnici, operatori di regia e personale amministrativo</strong>, generando indotto anche nei settori della produzione audiovisiva, pubblicità e marketing territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="788" data-end="1322">La riduzione dei fondi, come inizialmente previsto dalla Legge di Bilancio 2024, avrebbe avuto effetti devastanti su queste realtà, costringendole a <strong data-start="937" data-end="969">tagli drastici del personale</strong>, alla riduzione della qualità dei contenuti o, nei casi peggiori, alla chiusura definitiva. Il ritorno ai livelli di finanziamento precedenti – grazie all’emendamento inserito nel DL Economia – consente invece di <strong data-start="1183" data-end="1210">mantenere l’occupazione</strong>, stabilizzare collaboratori storici e continuare a offrire un servizio informativo professionale e competitivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1632">Va inoltre sottolineato che le emittenti locali sono spesso <strong data-start="1384" data-end="1426">partner fondamentali delle istituzioni</strong> in occasione di campagne di comunicazione pubblica, emergenze o iniziative culturali locali. Il loro indebolimento rappresenterebbe una perdita anche per l’efficacia delle politiche pubbliche territoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1634" data-end="1907">In un periodo di incertezza economica, <strong data-start="1673" data-end="1752">ogni euro investito nel settore radiotelevisivo locale produce valore reale</strong>: tutela posti di lavoro, incentiva la formazione di nuovi professionisti e contribuisce alla vitalità dell’economia nei territori meno centrali del Paese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33351 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/ingegnere-del-suono-che-lavora-studio-con-attrezzature.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="305"><strong>Transizione digitale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="792">Uno degli ostacoli principali che il settore radiotelevisivo si trova ad affrontare è la <strong data-start="396" data-end="488">transizione alla nuova tecnologia del digitale terrestre di seconda generazione (DVB-T2)</strong>, obbligatoria in Italia secondo le direttive europee in materia di spettro radio. Questo passaggio comporta <strong data-start="597" data-end="684">investimenti ingenti in infrastrutture, encoder, trasmettitori e formazione tecnica</strong>, mettendo a dura prova soprattutto le piccole e medie emittenti locali, già alle prese con bilanci fragili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="794" data-end="1206">Il sostegno economico previsto dal DL Economia rappresenta anche una <strong data-start="863" data-end="910">leva per favorire l’adeguamento tecnologico</strong> delle emittenti, evitando che restino escluse dalla nuova fase di trasmissione. In assenza di supporto pubblico, molte stazioni locali rischiano infatti di <strong data-start="1067" data-end="1128">non essere in grado di sostenere i costi di aggiornamento</strong>, compromettendo l’accesso all’informazione di intere fasce della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1208" data-end="1518">Non solo: la transizione digitale offre anche nuove opportunità. Con la tecnologia DVB-T2, è possibile <strong data-start="1311" data-end="1350">migliorare la qualità dell’immagine</strong>, aumentare l’efficienza nella gestione dello spettro e ampliare l’offerta di contenuti, aprendo così la strada a <strong data-start="1464" data-end="1517">nuove forme di programmazione e pubblicità locale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1863">Investire nella digitalizzazione delle emittenti significa, quindi, <strong data-start="1588" data-end="1628">garantire loro un futuro competitivo</strong> in un mercato sempre più dominato da colossi internazionali e piattaforme di streaming. Un settore radiotelevisivo locale aggiornato è anche un baluardo contro il <strong data-start="1792" data-end="1822">digital divide informativo</strong>, che penalizza le zone meno urbanizzate.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="173" data-end="250"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="763">L’emendamento al DL Economia rappresenta senza dubbio <strong data-start="306" data-end="340">un segnale positivo e concreto</strong> verso il settore radiotelevisivo locale, troppo spesso trascurato nelle politiche pubbliche degli ultimi anni. Il ripristino delle risorse e la dichiarata volontà di stabilizzare i finanziamenti anche nella prossima Legge di Bilancio dimostrano che il governo ha compreso l’importanza strategica di questo comparto per la <strong data-start="663" data-end="688">tutela del pluralismo</strong>, la <strong data-start="693" data-end="713">coesione sociale</strong> e lo <strong data-start="719" data-end="762">sviluppo dell’informazione territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="1130">Tuttavia, il rischio è che questi aiuti restino <strong data-start="813" data-end="835">interventi tampone</strong> se non inseriti in una <strong data-start="859" data-end="905">visione strutturale di medio-lungo termine</strong>. Servono infatti <strong data-start="923" data-end="945">riforme sistemiche</strong>, piani di digitalizzazione sostenibili, supporto alla formazione professionale e una strategia integrata per valorizzare il ruolo delle emittenti locali anche nell’ecosistema digitale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1544">In un momento storico in cui la <strong data-start="1164" data-end="1197">credibilità dell’informazione</strong> è messa in discussione e la <strong data-start="1226" data-end="1254">concentrazione mediatica</strong> rischia di appiattire il dibattito pubblico, investire nelle realtà locali significa <strong data-start="1340" data-end="1370">investire nella democrazia</strong>. L’auspicio è che questo passo avanti sia solo il primo di una serie di azioni mirate, coerenti e continuative per dare nuovo slancio a un settore fondamentale per il Paese.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Aiuti-alle-emittenti-locali-19-milioni-nel-DL-Economia-per-rilanciare-la-radiotelevisione-italiana/">Aiuti alle emittenti locali: 19 milioni nel DL Economia per rilanciare la radiotelevisione italiana</a> was first posted on Agosto 20, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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