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	<title>IVA fatture a cavallo d’anno &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>IVA fatture a cavallo d’anno &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Fatture a cavallo d’anno: come registrarle correttamente tra competenza, IVA e fatture da ricevere</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fatture-a-cavallo-d-anno-come-registrarle-correttamente-tra-competenza-IVA-e-fatture-da-ricevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 04:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contabilità e Bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[La gestione delle fatture a cavallo d’anno è uno dei passaggi più delicati della chiusura contabile: cosa succede, ad esempio, se una fattura viene ricevuta tramite SdI il 16 gennaio 2026, ma riguarda una prestazione effettuata il 15 dicembre 2025? Il punto fondamentale è non confondere due momenti che, fiscalmente e contabilmente, seguono regole diverse: [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fatture-a-cavallo-d-anno-come-registrarle-correttamente-tra-competenza-IVA-e-fatture-da-ricevere/">Fatture a cavallo d’anno: come registrarle correttamente tra competenza, IVA e fatture da ricevere</a> was first posted on Settembre 24, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La gestione delle <strong data-start="123" data-end="151">fatture a cavallo d’anno</strong> è uno dei passaggi più delicati della chiusura contabile: cosa succede, ad esempio, se una fattura viene ricevuta tramite SdI il <strong data-start="281" data-end="300">16 gennaio 2026</strong>, ma riguarda una prestazione effettuata il <strong data-start="344" data-end="364">15 dicembre 2025</strong>? Il punto fondamentale è non confondere due momenti che, fiscalmente e contabilmente, seguono regole diverse: la <strong data-start="478" data-end="512">competenza economica del costo</strong> e il momento in cui nasce il diritto alla <strong data-start="555" data-end="578">detrazione dell’IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In contabilità ordinaria, se la prestazione è effettivamente di competenza del 2025 e al 31 dicembre il costo è certo e oggettivamente determinabile, il componente negativo deve normalmente essere imputato all’esercizio 2025 attraverso la rilevazione di una <strong data-start="838" data-end="861">fattura da ricevere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’IVA, invece, non può essere portata in detrazione nel 2025 quando la fattura viene ricevuta soltanto nel gennaio dell’anno successivo: sarà contabilizzata e, ricorrendone i requisiti, detratta nel 2026. È proprio questa separazione tra <strong data-start="1101" data-end="1126">costo 2025 e IVA 2026</strong> a evitare errori nella chiusura del bilancio e nelle liquidazioni periodiche IVA.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi paragrafi vedremo quindi, con scritture contabili ed esempi numerici, come registrare correttamente una fattura di dicembre arrivata a gennaio, cosa cambia ai fini IVA e quali controlli effettuare prima di dedurre il costo.</p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="93">Competenza economica</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="95" data-end="337">Il primo passaggio consiste nel capire <strong data-start="134" data-end="185">a quale esercizio appartiene realmente il costo</strong>. La data in cui viene materialmente ricevuta la fattura, infatti, non determina automaticamente l’anno di competenza economica del componente negativo.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="553">Prendiamo il caso di una prestazione effettuata e conclusa il <strong data-start="401" data-end="421">15 dicembre 2025</strong>, per un imponibile di 1.000 euro, con fattura trasmessa e ricevuta tramite Sistema di Interscambio soltanto il <strong data-start="533" data-end="552">16 gennaio 2026</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="555" data-end="1059">Se l’impresa opera in <strong data-start="577" data-end="637">contabilità ordinaria secondo il principio di competenza</strong>, alla chiusura dell’esercizio occorre verificare se il costo sia effettivamente riferibile al 2025. Ai fini fiscali assume particolare rilevanza l’<strong data-start="785" data-end="810">articolo 109 del TUIR</strong>, secondo il quale i componenti negativi concorrono alla determinazione del reddito nell’esercizio di competenza quando ricorrono i relativi presupposti, tenendo conto anche dei requisiti di certezza e oggettiva determinabilità previsti dalla norma.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1061" data-end="1320">Nel nostro esempio, se al <strong data-start="1087" data-end="1107">31 dicembre 2025</strong> la prestazione risulta ultimata, il costo è conosciuto e il relativo importo è determinabile, non sarebbe corretto rinviare automaticamente il componente economico al 2026 soltanto perché manca ancora la fattura.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1322" data-end="1456">In sede di chiusura del bilancio 2025 si potrà quindi rilevare una <strong data-start="1389" data-end="1412">fattura da ricevere</strong>, imputando il costo all’esercizio corretto:</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1458" data-end="1541"><strong data-start="1458" data-end="1467">Dare:</strong> costo di competenza 2025 € 1.000<br data-start="1500" data-end="1503" /><strong data-start="1503" data-end="1513">Avere:</strong> fatture da ricevere € 1.000</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1543" data-end="1844">In questa scrittura, tuttavia, <strong data-start="1574" data-end="1619">non viene ancora rilevata l’IVA a credito</strong>: il trattamento dell’imposta segue infatti regole differenti rispetto alla competenza economica del costo, ed è proprio su questo punto che si concentra uno degli errori più frequenti nelle fatture ricevute a cavallo d’anno.</p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="95">Perché una fattura di dicembre ricevuta a gennaio non entra nella liquidazione IVA 2025</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="97" data-end="223">Una volta individuata correttamente la competenza del costo, bisogna affrontare separatamente il tema dell’<strong data-start="204" data-end="222">IVA detraibile</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="225" data-end="302">Ed è proprio qui che la data di ricezione della fattura diventa determinante.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="539">Se una fattura riguarda una prestazione effettuata il <strong data-start="358" data-end="378">15 dicembre 2025</strong>, ma viene ricevuta tramite SdI il <strong data-start="413" data-end="432">16 gennaio 2026</strong>, l’IVA esposta nel documento non può essere portata in detrazione nella liquidazione IVA di dicembre 2025.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="541" data-end="560">Nel nostro esempio:</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="562" data-end="681"><strong data-start="562" data-end="577">Imponibile:</strong> € 1.000<br data-start="585" data-end="588" /><strong data-start="588" data-end="600">IVA 22%:</strong> € 220<br data-start="606" data-end="609" /><strong data-start="609" data-end="628">Totale fattura:</strong> € 1.220<br data-start="636" data-end="639" /><strong data-start="639" data-end="665">Ricezione tramite SdI:</strong> 16 gennaio 2026</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="683" data-end="884">Le regole sulla detrazione dell’imposta devono essere coordinate, in particolare, con gli <strong data-start="773" data-end="810">articoli 19 e 25 del DPR 633/1972</strong> e con le disposizioni relative alla registrazione delle fatture ricevute.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="886" data-end="1186">Esiste una regola che, in determinate circostanze, permette di considerare nella liquidazione del mese precedente le fatture ricevute e annotate entro il giorno 15 del mese successivo. Tuttavia, questa possibilità <strong data-start="1100" data-end="1185">non si applica ai documenti relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1188" data-end="1359">Di conseguenza, anche una fattura relativa a dicembre 2025 ricevuta nei primi giorni di gennaio 2026 non può essere “retrodatata” ai fini della detrazione IVA di dicembre.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1676">Nel nostro caso, ricevuta il 16 gennaio, la conclusione è ancora più immediata: i <strong data-start="1443" data-end="1494">220 euro di IVA a credito confluiranno nel 2026</strong>, normalmente nella liquidazione di gennaio per un contribuente mensile oppure, secondo le regole applicabili, nella liquidazione del primo trimestre per un contribuente trimestrale.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1678" data-end="1793">Si determina così una situazione perfettamente possibile: <strong data-start="1736" data-end="1792">costo di competenza 2025, ma IVA detraibile nel 2026</strong>.</p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="80">Scritture contabili</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="82" data-end="248">Vediamo ora concretamente <strong data-start="108" data-end="156">come registrare una fattura a cavallo d’anno</strong>, evitando sia di duplicare il costo sia di anticipare indebitamente la detrazione dell’IVA.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="250" data-end="280">Riprendiamo il nostro esempio:</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="446"><strong data-start="282" data-end="307">Prestazione ultimata:</strong> 15 dicembre 2025<br data-start="324" data-end="327" /><strong data-start="327" data-end="342">Imponibile:</strong> € 1.000<br data-start="350" data-end="353" /><strong data-start="353" data-end="365">IVA 22%:</strong> € 220<br data-start="371" data-end="374" /><strong data-start="374" data-end="393">Totale fattura:</strong> € 1.220<br data-start="401" data-end="404" /><strong data-start="404" data-end="430">Ricezione tramite SdI:</strong> 16 gennaio 2026</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="600">Al <strong data-start="451" data-end="471">31 dicembre 2025</strong>, se il costo è di competenza dell’esercizio ed è certo e oggettivamente determinabile, la società rileva la fattura da ricevere.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="602" data-end="629"><strong data-start="602" data-end="629">Scrittura al 31/12/2025</strong></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="631" data-end="709"><strong data-start="631" data-end="640">Dare:</strong> costo di competenza € 1.000<br data-start="668" data-end="671" /><strong data-start="671" data-end="681">Avere:</strong> fatture da ricevere € 1.000</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="711" data-end="900">In questo modo i 1.000 euro incidono correttamente sul <strong data-start="766" data-end="790">conto economico 2025</strong>, mentre nello stato patrimoniale viene rilevato il debito presunto attraverso il conto “fatture da ricevere”.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="944">Non viene invece registrata IVA a credito.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1131">Quando, il <strong data-start="957" data-end="976">16 gennaio 2026</strong>, la fattura viene effettivamente ricevuta tramite SdI, occorre chiudere il conto utilizzato a fine anno e rilevare il debito effettivo verso il fornitore.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1133" data-end="1160"><strong data-start="1133" data-end="1160">Scrittura al 16/01/2026</strong></p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1262"><strong data-start="1162" data-end="1171">Dare:</strong> fatture da ricevere € 1.000<br data-start="1199" data-end="1202" /><strong data-start="1202" data-end="1211">Dare:</strong> IVA a credito € 220<br data-start="1231" data-end="1234" /><strong data-start="1234" data-end="1244">Avere:</strong> fornitore € 1.220</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1264" data-end="1609">Il risultato è particolarmente importante: <strong data-start="1307" data-end="1367">il costo non viene registrato una seconda volta nel 2026</strong>. Il componente economico rimane correttamente attribuito al 2025, mentre nel nuovo esercizio viene rilevata esclusivamente l’IVA a credito e viene trasformato il debito stimato per fatture da ricevere nel debito effettivo verso il fornitore.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1611" data-end="1758">È proprio questa separazione contabile a consentire una corretta rappresentazione del bilancio e, contemporaneamente, il rispetto delle regole IVA.</p>
<p dir="auto" data-start="1606" data-end="1726"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-35421 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1-1024x576.webp" alt="Refit nautico: confrontare preventivo e consuntivo prima che la commessa perda margine" width="1024" height="576" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1-1024x576.webp 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1-300x169.webp 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1-768x432.webp 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1-1536x864.webp 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/09/commercialista-editorial-legacy-neutral-contabilita-1.webp 1672w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="105">Registro IVA e liquidazioni periodiche</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="107" data-end="248">Uno degli aspetti più delicati riguarda le fatture relative a <strong data-start="169" data-end="181">dicembre</strong>, ma ricevute nei primi giorni di <strong data-start="215" data-end="247">gennaio dell’anno successivo</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="250" data-end="547">La regola generale consente, in determinate condizioni, di detrarre l’IVA nella liquidazione relativa al mese precedente per le fatture ricevute e annotate entro il <strong data-start="415" data-end="441">15 del mese successivo</strong>. Tuttavia, questa possibilità incontra un limite importante proprio quando si passa da un anno all’altro.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="549" data-end="759">L’<strong data-start="551" data-end="592">articolo 1, comma 1, del DPR 100/1998</strong>, nella formulazione applicabile alla materia, esclude infatti da questa possibilità i documenti di acquisto relativi a <strong data-start="712" data-end="758">operazioni effettuate nell’anno precedente</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="761" data-end="781">Facciamo un esempio.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="783" data-end="1074">Una fattura relativa a un’operazione effettuata il <strong data-start="834" data-end="854">28 dicembre 2025</strong> viene ricevuta tramite SdI il <strong data-start="885" data-end="904">10 gennaio 2026</strong>. Anche se il documento arriva entro il giorno 15, l’IVA non può essere fatta confluire nella liquidazione di dicembre 2025 facendo leva sulla regola dei primi 15 giorni.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1076" data-end="1245">La fattura dovrà quindi essere annotata secondo le regole ordinarie nel <strong data-start="1148" data-end="1156">2026</strong> e l’IVA sarà detratta nel nuovo anno, nel rispetto dei termini previsti dalla normativa.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1376">Lo stesso principio vale, a maggior ragione, per una fattura ricevuta il <strong data-start="1320" data-end="1339">16 gennaio 2026</strong>, come nel nostro esempio principale.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1636">Questo è un punto fondamentale perché genera spesso confusione: la regola dei <strong data-start="1456" data-end="1489">15 giorni del mese successivo</strong> funziona durante l’anno, ma non consente di “riportare indietro” nel precedente esercizio l’IVA relativa a fatture di dicembre ricevute a gennaio.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1768">Ai fini contabili, invece, il costo può continuare a essere imputato al <strong data-start="1710" data-end="1718">2025</strong> tramite la rilevazione della fattura da ricevere.</p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="83">Come gestire operativamente le fatture a cavallo d’anno</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="85" data-end="364">Dal punto di vista operativo, le <strong data-start="118" data-end="186">fatture ricevute a gennaio ma di competenza dell’anno precedente</strong> richiedono particolare attenzione nel gestionale, perché una registrazione effettuata senza controlli può determinare una duplicazione del costo o un’errata detrazione dell’IVA.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="516">Riprendiamo il nostro caso: prestazione del <strong data-start="410" data-end="430">15 dicembre 2025</strong>, imponibile € 1.000, IVA € 220 e fattura ricevuta tramite SdI il <strong data-start="496" data-end="515">16 gennaio 2026</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="518" data-end="768">Al 31 dicembre il costo è già stato rilevato mediante il conto <strong data-start="581" data-end="606">“Fatture da ricevere”</strong>. Quando la fattura elettronica viene acquisita dal gestionale nel gennaio 2026, quindi, non bisogna registrare nuovamente € 1.000 come costo dell’esercizio 2026.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="770" data-end="940">La registrazione dovrà essere collegata alla precedente scrittura di assestamento, chiudendo il conto “Fatture da ricevere” e rilevando separatamente l’<strong data-start="922" data-end="939">IVA a credito</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="942" data-end="1405">È consigliabile predisporre, soprattutto nelle aziende con molti documenti, un controllo specifico delle fatture ricevute tra gennaio e febbraio relative all’esercizio precedente. Alcuni gestionali consentono anche l’utilizzo di <strong data-start="1171" data-end="1223">causali contabili dedicate o sezionali specifici</strong>, utili per individuare immediatamente le fatture a cavallo d’anno. Non si tratta necessariamente di un obbligo normativo, ma può rappresentare un importante strumento organizzativo.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1507">Prima della chiusura definitiva del bilancio è inoltre opportuno effettuare una riconciliazione tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1708">
<li data-start="1509" data-end="1559">elenco delle fatture da ricevere al 31 dicembre;</li>
<li data-start="1560" data-end="1640">fatture elettroniche arrivate tramite SdI nei primi mesi dell’anno successivo;</li>
<li data-start="1641" data-end="1681">conto contabile “Fatture da ricevere”;</li>
<li data-start="1682" data-end="1708">partitari dei fornitori.</li>
</ul>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1710" data-end="1869">Il controllo permette di individuare tempestivamente <strong data-start="1763" data-end="1868">fatture mancanti, importi differenti, doppie registrazioni o costi attribuiti all’esercizio sbagliato</strong>.</p>
<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="0" data-end="70">Conclusione</h2>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="72" data-end="278">La corretta gestione delle <strong data-start="99" data-end="127">fatture a cavallo d’anno</strong> richiede di distinguere sempre la <strong data-start="162" data-end="196">competenza economica del costo</strong>dal momento in cui può essere esercitato il <strong data-start="241" data-end="277">diritto alla detrazione dell’IVA</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="280" data-end="519">Nel caso analizzato, con una prestazione effettuata il <strong data-start="335" data-end="355">15 dicembre 2025</strong> e una fattura ricevuta tramite SdI il <strong data-start="394" data-end="413">16 gennaio 2026</strong>, il costo può essere imputato all’esercizio 2025 attraverso la rilevazione delle <strong data-start="495" data-end="518">fatture da ricevere</strong>.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="521" data-end="629">L’IVA, invece, viene registrata e detratta nel 2026, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="631" data-end="840">Una corretta procedura di chiusura consente quindi di evitare due errori particolarmente frequenti: attribuire il costo all’esercizio sbagliato oppure duplicarlo quando la fattura viene materialmente ricevuta.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="842" data-end="1042">È inoltre fondamentale controllare le fatture che arrivano nei primi mesi dell’anno successivo, confrontandole con l’elenco delle <strong data-start="972" data-end="995">fatture da ricevere</strong> e verificando eventuali differenze di importo.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1204">Questi controlli permettono di individuare tempestivamente documenti mancanti, costi non rilevati, doppie registrazioni o fatture imputate all’esercizio errato.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1206" data-end="1289">Una buona organizzazione contabile non rappresenta soltanto un adempimento formale.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1291" data-end="1444">Significa predisporre un <strong data-start="1316" data-end="1341">bilancio più corretto</strong>, determinare in modo appropriato il reddito dell’esercizio e gestire senza errori le liquidazioni IVA.</p>
<p dir="auto" style="text-align: justify;" data-start="1446" data-end="1697">Per le imprese che ricevono numerose fatture da fornitori, predisporre una procedura specifica per i documenti a cavallo d’anno può quindi diventare uno strumento molto utile per ridurre errori, rettifiche successive e possibili problematiche fiscali.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fatture-a-cavallo-d-anno-come-registrarle-correttamente-tra-competenza-IVA-e-fatture-da-ricevere/">Fatture a cavallo d’anno: come registrarle correttamente tra competenza, IVA e fatture da ricevere</a> was first posted on Settembre 24, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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