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	<title>Fondo Nuove Competenze &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Fondo Nuove Competenze &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Lavoratori in Azienda: Cosa cambia con la Legge 76/2025 su utili, governance e partecipazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 04:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agevolazioni fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[La Legge n. 76/2025, recentemente approvata, apre una nuova era per il mondo del lavoro e per le imprese italiane, introducendo importanti novità in tema di partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese. Una riforma che, oltre a promuovere l’inclusione economica e gestionale dei dipendenti, si propone come uno strumento strategico per [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Lavoratori-in-Azienda-Cosa-cambia-con-la-Legge-762025-su-utili-governance-e-partecipazione/">Lavoratori in Azienda: Cosa cambia con la Legge 76/2025 su utili, governance e partecipazione</a> was first posted on Maggio 29, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="362" data-end="966">La <strong data-start="365" data-end="385">Legge n. 76/2025</strong>, recentemente approvata, apre una nuova era per il mondo del lavoro e per le imprese italiane, introducendo importanti novità in tema di <strong data-start="523" data-end="597">partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese</strong>. Una riforma che, oltre a promuovere l’<strong data-start="637" data-end="689">inclusione economica e gestionale dei dipendenti</strong>, si propone come uno <strong data-start="711" data-end="735">strumento strategico</strong> per aumentare la produttività aziendale e incentivare un clima di maggiore coesione interna. Il cuore della legge è proprio l’<strong data-start="862" data-end="905">articolo 46 della Costituzione italiana</strong>, che da anni attendeva un&#8217;applicazione concreta e sistemica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="968" data-end="1376">Il nuovo impianto normativo non è solo un aggiornamento teorico, ma un <strong data-start="1039" data-end="1077">vero e proprio cambio di paradigma</strong>, che mira a consolidare la partecipazione dei lavoratori anche nella <strong data-start="1147" data-end="1171">governance aziendale</strong>, riconoscendone il ruolo centrale all’interno dell’organizzazione produttiva. Le imprese, da parte loro, potranno godere di <strong data-start="1296" data-end="1332">incentivi fiscali e contributivi</strong>, rafforzando così la propria competitività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1805">Ma cosa prevede nel dettaglio questa nuova legge? Come cambia il rapporto tra lavoratore e impresa? E quali sono i vantaggi, sia per i dipendenti che per i datori di lavoro? In questo articolo analizzeremo tutti i punti salienti della Legge 76/2025, soffermandoci su <strong data-start="1645" data-end="1705">strumenti attuativi, benefici economici e scenari futuri</strong>, con un occhio particolare alla <strong data-start="1738" data-end="1804">sostenibilità fiscale e all’ottimizzazione dei costi aziendali</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1805"><strong>Partecipazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="405" data-end="807">La Legge 76/2025 ridefinisce il concetto di partecipazione dei lavoratori in azienda attraverso <strong data-start="501" data-end="530">quattro modalità distinte</strong>, ognuna delle quali offre nuove possibilità di coinvolgimento diretto nella vita dell’impresa. Questo approccio multidimensionale si propone non solo di aumentare il senso di appartenenza dei dipendenti, ma anche di migliorare il rendimento complessivo del sistema produttivo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="809" data-end="1306"><strong data-start="809" data-end="842">1. Partecipazione gestionale:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="809" data-end="1306">È forse la più innovativa tra le forme introdotte. Prevede il coinvolgimento dei lavoratori nei <strong data-start="939" data-end="988">consigli di amministrazione o di sorveglianza</strong>, a seconda della struttura societaria (sia monistica che dualistica), tramite rappresentanti nominati secondo le disposizioni dei contratti collettivi e degli statuti aziendali (artt. 3-4). Un cambio di passo significativo per un Paese storicamente restio ad accogliere modelli di cogestione simili a quelli tedeschi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1879"><strong data-start="1308" data-end="1354">2. Partecipazione economica e finanziaria:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1879">Consente ai lavoratori di beneficiare <strong data-start="1393" data-end="1431">direttamente degli utili aziendali</strong>. Le imprese che destinano almeno il <strong data-start="1468" data-end="1487">10% degli utili</strong> ai dipendenti attraverso contrattazione collettiva possono accedere, per il 2025, a una <strong data-start="1576" data-end="1600">tassazione agevolata</strong> su importi fino a <strong data-start="1619" data-end="1648">5.000 euro per lavoratore</strong> (art. 5). Inoltre, i <strong data-start="1670" data-end="1746">dividendi derivanti da azioni attribuite al posto dei premi di risultato</strong> godono di una <strong data-start="1761" data-end="1790">esenzione fiscale del 50%</strong> fino a 1.500 euro (art. 6), favorendo la diffusione dell’<strong data-start="1848" data-end="1878">azionariato dei dipendenti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1881" data-end="2430"><strong data-start="1881" data-end="1917">3. Partecipazione organizzativa:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1881" data-end="2430">Si traduce nell’istituzione di <strong data-start="1949" data-end="1976">commissioni paritetiche</strong> con compiti consultivi su innovazione, welfare, inclusione e qualità del lavoro (art. 7). Questa modalità promuove un dialogo costante tra impresa e lavoratori, incentivando anche la <strong data-start="2160" data-end="2202">creazione di figure aziendali dedicate</strong> alla formazione e alla conciliazione vita-lavoro (art. 8). Un’attenzione particolare è riservata alle <strong data-start="2305" data-end="2338">PMI con meno di 35 dipendenti</strong>, che potranno avvalersi degli <strong data-start="2369" data-end="2388">enti bilaterali</strong> per attuare forme partecipative efficaci.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2432" data-end="2905"><strong data-start="2432" data-end="2465">4. Partecipazione consultiva:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2432" data-end="2905">Valorizza il ruolo delle rappresentanze sindacali o dei lavoratori tramite la <strong data-start="2544" data-end="2572">consultazione preventiva</strong> su decisioni aziendali strategiche (artt. 9-10). Le decisioni dovranno essere accompagnate da un <strong data-start="2670" data-end="2688">parere scritto</strong>, obbligatoriamente allegato al verbale. Questo strumento aumenta la <strong data-start="2757" data-end="2772">trasparenza</strong> del processo decisionale e rafforza la voce dei lavoratori su temi cruciali come ristrutturazioni, investimenti e piani industriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2432" data-end="2905"><strong>Incentivi fiscali e vantaggi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="447" data-end="811">Uno dei punti di forza della Legge 76/2025 è la creazione di <strong data-start="508" data-end="553">una cornice di vantaggi fiscali tangibili</strong> per le imprese che adottano modelli di partecipazione attiva dei lavoratori. L’obiettivo è duplice: da un lato, promuovere una <strong data-start="681" data-end="709">governance più inclusiva</strong>; dall’altro, sostenere concretamente chi investe nel <strong data-start="763" data-end="810">benessere e nella motivazione del personale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="813" data-end="849">Tra i principali incentivi previsti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="851" data-end="1960">
<li data-start="851" data-end="1288">
<p data-start="853" data-end="1288"><strong data-start="853" data-end="925">Imposta sostitutiva agevolata sui premi di partecipazione agli utili</strong>: per tutto il 2025, le imprese che riconoscono ai dipendenti una quota pari almeno al 10% degli utili, possono applicare <strong data-start="1047" data-end="1083">un’imposta sostitutiva agevolata</strong> fino a un massimo di <strong data-start="1105" data-end="1140">5.000 euro annui per lavoratore</strong> (art. 5). Si tratta di un beneficio fiscale non trascurabile, in grado di ridurre il costo del lavoro e migliorare la fidelizzazione del personale.</p>
</li>
<li data-start="1290" data-end="1655">
<p data-start="1292" data-end="1655"><strong data-start="1292" data-end="1402">Esenzione IRPEF del 50% sui dividendi derivanti da azioni assegnate in sostituzione dei premi di risultato</strong>: l’agevolazione, fino a <strong data-start="1427" data-end="1447">1.500 euro annui</strong>, rende l’<strong data-start="1457" data-end="1487">azionariato dei dipendenti</strong> ancora più interessante (art. 6). Questa misura avvicina l’Italia a modelli europei consolidati, incentivando una partecipazione anche finanziaria alla vita aziendale.</p>
</li>
<li data-start="1657" data-end="1960">
<p data-start="1659" data-end="1960"><strong data-start="1659" data-end="1738">Detrazioni e contributi per l’implementazione delle commissioni paritetiche</strong> e per l’introduzione di figure interne legate a formazione, inclusione e welfare (artt. 7-8). Tali spese potranno essere <strong data-start="1860" data-end="1883">dedotte fiscalmente</strong> in base a specifici parametri, che verranno stabiliti con decreto attuativo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1962" data-end="2357">Questi strumenti possono rappresentare <strong data-start="2001" data-end="2054">una leva strategica anche per le PMI e le startup</strong>, che spesso dispongono di budget limitati ma puntano su team motivati e flessibili. La possibilità di offrire ai dipendenti partecipazioni agli utili, benefici fiscali e coinvolgimento decisionale può diventare un <strong data-start="2269" data-end="2294">vantaggio competitivo</strong>, oltre che un modo per attrarre talenti e ridurre il turnover.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1962" data-end="2357"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-32750 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/persone-ufficio-moderno-collaborano.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1962" data-end="2357"><strong>Come attuare la partecipazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="694">Attuare i meccanismi di partecipazione dei lavoratori previsti dalla Legge 76/2025 richiede un’attenta pianificazione da parte delle imprese, sia sotto il profilo giuridico che organizzativo. Fortunatamente, la legge fornisce <strong data-start="589" data-end="626">strumenti flessibili e adattabili</strong> a diverse tipologie aziendali, con particolare attenzione alle PMI.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="696" data-end="739">Le fasi operative principali includono:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="1776">
<li data-start="741" data-end="1013">
<p data-start="744" data-end="1013"><strong data-start="744" data-end="797">Revisione dello statuto e/o regolamenti aziendali</strong>: per introdurre formalmente i meccanismi partecipativi, è spesso necessario aggiornare gli atti societari, inserendo riferimenti a consigli con rappresentanza dei lavoratori o a sistemi di distribuzione degli utili.</p>
</li>
<li data-start="1015" data-end="1263">
<p data-start="1018" data-end="1263"><strong data-start="1018" data-end="1047">Contrattazione collettiva</strong>: molte delle forme di partecipazione, soprattutto economica e gestionale, devono essere regolate attraverso <strong data-start="1156" data-end="1203">accordi collettivi aziendali o territoriali</strong>, in collaborazione con le RSU o i sindacati di riferimento.</p>
</li>
<li data-start="1265" data-end="1531">
<p data-start="1268" data-end="1531"><strong data-start="1268" data-end="1308">Creazione di commissioni paritetiche</strong>: l’art. 7 prevede l’istituzione di questi organismi, composti in modo bilanciato da rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori. Possono occuparsi di innovazione, benessere organizzativo, inclusione e formazione continua.</p>
</li>
<li data-start="1533" data-end="1776">
<p data-start="1536" data-end="1776"><strong data-start="1536" data-end="1601">Implementazione dei piani di azionariato o premi di risultato</strong>: con l’ausilio di consulenti del lavoro e fiscalisti, è possibile strutturare <strong data-start="1680" data-end="1725">piani di incentivazione legati agli utili</strong>, beneficiando delle agevolazioni fiscali previste.</p>
</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1778" data-end="1798">Esempio pratico:</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1800" data-end="2279">Immaginiamo una PMI manifatturiera con 50 dipendenti, che nel 2025 decide di destinare il <strong data-start="1890" data-end="1943">12% del proprio utile netto (pari a 500.000 euro)</strong> ai lavoratori. Vengono così distribuiti 60.000 euro in forma di premi individuali (1.200 euro a lavoratore), godendo dell’<strong data-start="2066" data-end="2099">imposta sostitutiva agevolata</strong> prevista dall’art. 5. Parallelamente, l’impresa istituisce una <strong data-start="2163" data-end="2220">commissione paritetica sulla sicurezza e il benessere</strong>, ottenendo detrazioni sulle spese di formazione sostenute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2281" data-end="2530">Risultato? Maggiore coinvolgimento dei dipendenti, clima aziendale più sereno, miglioramento della produttività e <strong data-start="2395" data-end="2438">risparmio fiscale netto stimato del 18%</strong> rispetto al regime ordinario. Un circolo virtuoso, sostenuto da norme chiare e vantaggiose.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2281" data-end="2530"><strong>Criticità, rischi e best practice</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="806">Sebbene la Legge 76/2025 offra <strong data-start="467" data-end="544">grandi potenzialità in termini di efficienza, coesione e vantaggi fiscali</strong>, la sua applicazione non è priva di sfide. Alcune criticità possono derivare da <strong data-start="625" data-end="649">resistenze culturali</strong>, altre da <strong data-start="660" data-end="702">complicazioni operative e contrattuali</strong>. Vediamo quindi quali sono i principali rischi da monitorare e le strategie più efficaci per superarli.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="808" data-end="833">Principali criticità:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="835" data-end="1762">
<li data-start="835" data-end="1053">
<p data-start="837" data-end="1053"><strong data-start="837" data-end="862">Rigidità contrattuali</strong>: la necessità di regolamentare la partecipazione tramite contratti collettivi può allungare i tempi e complicare il processo, specialmente in assenza di rappresentanze sindacali strutturate.</p>
</li>
<li data-start="1055" data-end="1313">
<p data-start="1057" data-end="1313"><strong data-start="1057" data-end="1093">Assenza di cultura partecipativa</strong>: molte imprese italiane, soprattutto le PMI, non hanno una tradizione di coinvolgimento attivo dei lavoratori. L’introduzione di questi meccanismi può essere vista come una perdita di controllo da parte della direzione.</p>
</li>
<li data-start="1315" data-end="1528">
<p data-start="1317" data-end="1528"><strong data-start="1317" data-end="1349">Costi organizzativi iniziali</strong>: istituire commissioni, formare rappresentanti, aggiornare statuti e definire piani di premi può comportare <strong data-start="1458" data-end="1488">costi e carichi gestionali</strong> aggiuntivi, almeno nella fase iniziale.</p>
</li>
<li data-start="1530" data-end="1762">
<p data-start="1532" data-end="1762"><strong data-start="1532" data-end="1561">Rischio di conflittualità</strong>: se non ben gestita, la partecipazione potrebbe creare <strong data-start="1617" data-end="1645">sovrapposizioni di ruoli</strong> o conflitti tra management e rappresentanti dei lavoratori, specie in contesti poco abituati al dialogo strutturato.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1764" data-end="1794">Best practice consigliate:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1796" data-end="2927">
<li data-start="1796" data-end="2002">
<p data-start="1799" data-end="2002"><strong data-start="1799" data-end="1827">Pianificazione integrata</strong>: prima di introdurre qualsiasi meccanismo partecipativo, è essenziale elaborare <strong data-start="1908" data-end="1939">un piano strategico interno</strong> con il supporto di consulenti del lavoro, fiscalisti e legali.</p>
</li>
<li data-start="2004" data-end="2230">
<p data-start="2007" data-end="2230"><strong data-start="2007" data-end="2031">Formazione congiunta</strong>: avviare percorsi di <strong data-start="2053" data-end="2077">formazione specifica</strong> sia per i lavoratori che per i dirigenti aziendali. Capire le finalità della legge e i benefici reciproci è il primo passo per un’applicazione efficace.</p>
</li>
<li data-start="2232" data-end="2494">
<p data-start="2235" data-end="2494"><strong data-start="2235" data-end="2264">Comunicazione trasparente</strong>: ogni fase del processo partecipativo dovrebbe essere accompagnata da una <strong data-start="2339" data-end="2377">comunicazione chiara e strutturata</strong>, per evitare fraintendimenti e garantire coerenza tra le intenzioni della direzione e le aspettative dei dipendenti.</p>
</li>
<li data-start="2496" data-end="2711">
<p data-start="2499" data-end="2711"><strong data-start="2499" data-end="2523">Adozione progressiva</strong>: per le imprese meno strutturate è consigliabile <strong data-start="2573" data-end="2623">partire da una singola forma di partecipazione</strong>, ad esempio quella economica, e poi estendere gradualmente gli strumenti partecipativi.</p>
</li>
<li data-start="2713" data-end="2927">
<p data-start="2716" data-end="2927"><strong data-start="2716" data-end="2741">Monitoraggio continuo</strong>: l’introduzione di un sistema di <strong data-start="2775" data-end="2804">valutazione dei risultati</strong> e di feedback continuo aiuta a correggere eventuali disfunzioni e migliora il clima organizzativo nel medio-lungo termine.</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Partecipazione in Europa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="382" data-end="790">L’Italia, con l’introduzione della Legge 76/2025, compie un importante passo in avanti nel panorama europeo, colmando un ritardo storico rispetto a Paesi come la <strong data-start="544" data-end="556">Germania</strong> e la <strong data-start="562" data-end="573">Francia</strong>, dove la partecipazione dei lavoratori è ormai parte integrante della cultura d’impresa. Confrontare i modelli può offrire spunti utili per migliorare l’applicazione italiana e comprenderne le potenzialità evolutive.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="792" data-end="832">Il modello tedesco: la Mitbestimmung</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="834" data-end="1260">La <strong data-start="837" data-end="854">Mitbestimmung</strong>, ovvero la cogestione tedesca, è uno dei sistemi più evoluti al mondo. Nelle grandi imprese tedesche (oltre 2.000 dipendenti), i rappresentanti dei lavoratori <strong data-start="1014" data-end="1074">occupano la metà dei seggi nel consiglio di sorveglianza</strong>. Anche nelle aziende più piccole, esistono forme istituzionalizzate di partecipazione che includono comitati aziendali, consultazioni obbligatorie e diritto di veto su alcune decisioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1262" data-end="1494">Il vantaggio di questo modello è l’<strong data-start="1297" data-end="1333">equilibrio tra capitale e lavoro</strong>, che ha contribuito alla solidità del sistema industriale tedesco. Tuttavia, la sua rigidità può essere un limite per le PMI o per settori in forte innovazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1496" data-end="1569">Il sistema francese: consultazione obbligatoria e azionariato diffuso</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1571" data-end="1951">In Francia, la partecipazione è incentivata sia sotto forma <strong data-start="1631" data-end="1645">consultiva</strong> che <strong data-start="1650" data-end="1675">economico-finanziaria</strong>. Le aziende sopra una certa soglia dimensionale devono costituire <strong data-start="1742" data-end="1764">comitati aziendali</strong>, obbligati ad essere consultati su numerose decisioni strategiche. Inoltre, lo Stato francese ha promosso l’<strong data-start="1873" data-end="1903">azionariato dei dipendenti</strong> attraverso fondi specifici e incentivi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1953" data-end="2214">Il sistema francese si distingue per un’<strong data-start="1993" data-end="2017">elevata flessibilità</strong> e per il <strong data-start="2027" data-end="2072">forte ruolo dello Stato come facilitatore</strong>, una lezione utile per l’Italia, che ora dovrà tradurre la Legge 76/2025 in pratiche concrete e sostenibili anche per le imprese più piccole.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2216" data-end="2231">E l’Italia?</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2233" data-end="2660">Con questa riforma, l’Italia tenta di <strong data-start="2271" data-end="2304">sintetizzare i punti di forza</strong> dei due modelli: dalla Germania trae ispirazione per il coinvolgimento nella governance, mentre dalla Francia eredita l’attenzione per la partecipazione economica e il ruolo delle commissioni. Tuttavia, molto dipenderà dai <strong data-start="2528" data-end="2621">decreti attuativi, dalla contrattazione collettiva e dalla volontà concreta delle aziende</strong> di investire in questa trasformazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2233" data-end="2660"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-32751 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/05/primo-piano-sul-lavoro-di-un-giovane-team-aziendale.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2233" data-end="2660"><strong>Formazione, controllo e sostegno</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="444" data-end="844">Affinché la partecipazione dei lavoratori diventi un <strong data-start="497" data-end="542">elemento strutturale e non solo simbolico</strong>, la Legge 76/2025 prevede specifici strumenti di supporto istituzionale e finanziario, nonché un forte investimento nella <strong data-start="665" data-end="708">formazione e nella governance condivisa</strong>. Questi elementi rappresentano la base operativa su cui potrà svilupparsi un nuovo equilibrio tra lavoratori, imprese e rappresentanze.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="846" data-end="901">Formazione dei rappresentanti: competenze al centro</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1185">Uno dei pilastri della riforma è l’obbligo di <strong data-start="949" data-end="1063">formazione annuale per i membri delle commissioni paritetiche e per gli amministratori nominati dai lavoratori</strong>. L’art. 12 stabilisce un minimo di <strong data-start="1099" data-end="1116">10 ore l’anno</strong>, che possono essere finanziate tramite strumenti già esistenti come:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1187" data-end="1315">
<li data-start="1187" data-end="1260">
<p data-start="1189" data-end="1260"><strong data-start="1189" data-end="1215">Fondo Nuove Competenze</strong> (per aggiornare le professionalità interne),</p>
</li>
<li data-start="1261" data-end="1283">
<p data-start="1263" data-end="1283"><strong data-start="1263" data-end="1282">Enti bilaterali</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1284" data-end="1315">
<p data-start="1286" data-end="1315"><strong data-start="1286" data-end="1314">Fondi interprofessionali</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1578">Questa previsione mira a <strong data-start="1342" data-end="1407">professionalizzare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori</strong>, superando l’improvvisazione e garantendo un dialogo realmente competente con la direzione aziendale. È anche un modo per rafforzare la qualità delle decisioni condivise.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1580" data-end="1638">Commissione nazionale permanente: vigilanza e sviluppo</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1640" data-end="1832">L’art. 13 istituisce presso il <strong data-start="1671" data-end="1679">CNEL</strong> (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) una <strong data-start="1733" data-end="1806">Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori</strong>, con tre funzioni chiave:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1834" data-end="2118">
<li data-start="1834" data-end="1923">
<p data-start="1837" data-end="1923"><strong data-start="1837" data-end="1883">Risoluzione di controversie interpretative</strong> sulla legge e sugli accordi collettivi;</p>
</li>
<li data-start="1924" data-end="2015">
<p data-start="1927" data-end="2015"><strong data-start="1927" data-end="1975">Supporto agli organismi paritetici aziendali</strong>, con proposte correttive o orientative;</p>
</li>
<li data-start="2016" data-end="2118">
<p data-start="2019" data-end="2118"><strong data-start="2019" data-end="2069">Monitoraggio e diffusione delle buone pratiche</strong>, tramite la redazione di <strong data-start="2095" data-end="2117">relazioni biennali</strong>.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2120" data-end="2233">Questa struttura di governance istituzionale rafforza la coerenza e l’efficacia della riforma su scala nazionale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2235" data-end="2294">Un fondo da 70 milioni e l’inclusione delle cooperative</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2296" data-end="2621">Infine, l’art. 15 prevede la creazione di un <strong data-start="2341" data-end="2388">fondo da 70 milioni di euro per l’anno 2025</strong>, destinato al finanziamento delle misure legate alla partecipazione, comprese la formazione e le agevolazioni fiscali. Un investimento significativo che dimostra l’impegno dello Stato nel sostenere l’attuazione concreta della legge.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2623" data-end="2854">Va segnalato anche che l’art. 14 estende, seppur con i necessari adattamenti, <strong data-start="2701" data-end="2756">l’applicazione della legge alle società cooperative</strong>, un passo importante per integrare il tessuto economico italiano in modo più inclusivo e moderno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2623" data-end="2854"><strong>PMI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="440" data-end="856">La Legge 76/2025 non si rivolge soltanto alle grandi imprese strutturate, ma presta particolare attenzione anche alle <strong data-start="558" data-end="580">PMI e microimprese</strong>, riconoscendo la loro centralità nel sistema produttivo nazionale. Per queste realtà, la partecipazione dei lavoratori può trasformarsi in una <strong data-start="724" data-end="779">leva di innovazione, fidelizzazione e competitività</strong>, soprattutto se supportata da strumenti semplici, flessibili e finanziabili.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="858" data-end="885">Un approccio adattabile</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="887" data-end="1147">A differenza di quanto avviene nei grandi gruppi industriali, dove i modelli di cogestione e governance partecipativa sono più facili da istituzionalizzare, le PMI necessitano di <strong data-start="1066" data-end="1120">modelli agili e calibrati sulle proprie dimensioni</strong>. La legge prevede infatti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1530">
<li data-start="1149" data-end="1266">
<p data-start="1151" data-end="1266">La possibilità di <strong data-start="1169" data-end="1211">coinvolgere enti bilaterali di settore</strong> per favorire la partecipazione organizzativa (art. 8);</p>
</li>
<li data-start="1267" data-end="1388">
<p data-start="1269" data-end="1388">Forme di rappresentanza <strong data-start="1293" data-end="1329">semplificate e meno burocratiche</strong>, con commissioni interne anche informali ma regolamentate;</p>
</li>
<li data-start="1389" data-end="1530">
<p data-start="1391" data-end="1530">Incentivi economici pensati anche per chi ha <strong data-start="1436" data-end="1461">meno di 35 lavoratori</strong>, proprio per abbattere il primo scoglio organizzativo e finanziario.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1532" data-end="1557">I vantaggi per le PMI</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1559" data-end="1655">Per una PMI, attivare un sistema di partecipazione può generare <strong data-start="1623" data-end="1654">diversi vantaggi strategici</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1657" data-end="2129">
<li data-start="1657" data-end="1730">
<p data-start="1659" data-end="1730"><strong data-start="1659" data-end="1685">Riduzione del turnover</strong> e maggiore fidelizzazione dei collaboratori;</p>
</li>
<li data-start="1731" data-end="1827">
<p data-start="1733" data-end="1827"><strong data-start="1733" data-end="1763">Clima aziendale più sereno</strong>, con minori conflitti e migliore gestione dei processi interni;</p>
</li>
<li data-start="1828" data-end="1947">
<p data-start="1830" data-end="1947"><strong data-start="1830" data-end="1874">Accesso ad agevolazioni fiscali concrete</strong>, come l’imposta sostitutiva agevolata e le esenzioni IRPEF su dividendi;</p>
</li>
<li data-start="1948" data-end="2129">
<p data-start="1950" data-end="2129">Miglioramento della <strong data-start="1970" data-end="1995">reputazione aziendale</strong>, anche in ottica ESG (ambientale, sociale e di governance), fattore sempre più determinante per attrarre investitori e nuovi clienti.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2131" data-end="2168">Un’occasione per crescere insieme</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2170" data-end="2558">Spesso le PMI italiane faticano ad attrarre risorse umane qualificate a causa della concorrenza delle grandi aziende. L’introduzione di strumenti partecipativi, con il supporto degli incentivi previsti dalla Legge 76/2025, può rappresentare <strong data-start="2411" data-end="2448">una svolta culturale e gestionale</strong>, che permette di costruire un ambiente di lavoro più attrattivo, moderno e orientato alla crescita condivisa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="243" data-end="304"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="710">La Legge 76/2025 rappresenta molto più di una semplice riforma normativa: è una <strong data-start="386" data-end="448">trasformazione strutturale del modello di impresa italiana</strong>, che introduce un meccanismo organico e incentivato di <strong data-start="519" data-end="599">partecipazione dei lavoratori alla vita economica e gestionale delle aziende</strong>. Non si tratta di un obbligo, ma di <strong data-start="636" data-end="662">una grande opportunità</strong>, che le imprese lungimiranti sapranno cogliere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="712" data-end="991">Per i <strong data-start="718" data-end="732">lavoratori</strong>, il nuovo scenario significa <strong data-start="762" data-end="841">valorizzazione, ascolto, coinvolgimento reale e redistribuzione degli utili</strong>. Non solo una retribuzione più equa, ma anche la possibilità di essere parte attiva nelle decisioni strategiche che orientano il futuro dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="993" data-end="1102">Per le <strong data-start="1000" data-end="1011">imprese</strong>, in particolare per le PMI, la partecipazione diventa una <strong data-start="1070" data-end="1090">leva competitiva</strong>, utile per:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1103" data-end="1330">
<li data-start="1103" data-end="1155">
<p data-start="1105" data-end="1155">Migliorare il clima interno e ridurre il turnover;</p>
</li>
<li data-start="1156" data-end="1194">
<p data-start="1158" data-end="1194">Rafforzare la reputazione aziendale;</p>
</li>
<li data-start="1195" data-end="1254">
<p data-start="1197" data-end="1254">Accedere a <strong data-start="1208" data-end="1253">vantaggi fiscali e contributivi immediati</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1255" data-end="1330">
<p data-start="1257" data-end="1330">Innescare un ciclo virtuoso di produttività, innovazione e sostenibilità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1332" data-end="1697">Tutto ciò è reso possibile grazie a una struttura normativa <strong data-start="1392" data-end="1416">flessibile ma solida</strong>, sostenuta da fondi dedicati, formazione obbligatoria e un sistema di monitoraggio nazionale. Resta ora alle imprese e alle rappresentanze dei lavoratori <strong data-start="1571" data-end="1696">il compito di attuare la legge in modo concreto, intelligente e adattato alle specificità del proprio contesto produttivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1699" data-end="1882">Chi saprà muoversi per primo potrà <strong data-start="1772" data-end="1801">anticipare il cambiamento</strong>, trasformando la partecipazione in un vantaggio strategico e fiscale misurabile.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Lavoratori-in-Azienda-Cosa-cambia-con-la-Legge-762025-su-utili-governance-e-partecipazione/">Lavoratori in Azienda: Cosa cambia con la Legge 76/2025 su utili, governance e partecipazione</a> was first posted on Maggio 29, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Fondo Nuove Competenze 2024: riqualifica i tuoi dipendenti con un contributo fino al 60%!</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-Fondo-Nuove-Competenze-2024-riqualifica-i-tuoi-dipendenti-con-un-contributo-fino-al-60/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 12:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[contributo a fondo perduto INPS]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Nuove Competenze]]></category>
		<category><![CDATA[formazione dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Fondo Nuove Competenze: un&#8217;opportunità imperdibile per le aziende che desiderano investire nella formazione dei propri dipendenti e adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro. In cosa consiste? Il Fondo Nuove Competenze è un&#8217;agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio che offre alle aziende un contributo a fondo perduto fino al 60% del costo del lavoro [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-Fondo-Nuove-Competenze-2024-riqualifica-i-tuoi-dipendenti-con-un-contributo-fino-al-60/">Il Fondo Nuove Competenze 2024: riqualifica i tuoi dipendenti con un contributo fino al 60%!</a> was first posted on Marzo 29, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="3:1-3:192"><strong>Il Fondo Nuove Competenze:</strong> un&#8217;opportunità imperdibile per le aziende che desiderano investire nella <strong>formazione dei propri dipendenti</strong> e adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro.</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:192">
<h2 data-sourcepos="5:1-5:21">In cosa consiste?</h2>
<p data-sourcepos="7:1-7:204">Il Fondo Nuove Competenze è un&#8217;<strong>agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio che offre alle aziende un contributo a fondo perduto fino al 60% del costo del lavoro per realizzare percorsi formativi interni.</strong></p>
<p data-sourcepos="7:1-7:204">
<h2 data-sourcepos="9:1-9:14">Obiettivi:</h2>
<ul data-sourcepos="11:1-14:0">
<li data-sourcepos="11:1-11:80">Favorire l&#8217;acquisizione di<strong> nuove o maggiori competenze</strong> da parte dei lavoratori</li>
<li data-sourcepos="12:1-12:75">Adeguare le professionalità alle mutate <strong>condizioni del mercato del lavoro</strong></li>
<li data-sourcepos="13:1-14:0">Aumentare la <strong>competitività</strong> delle aziende</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="15:1-15:18">Come funziona?</h2>
<p data-sourcepos="17:1-17:49">Le aziende che intendono aderire al Fondo devono:</p>
<ul data-sourcepos="19:1-22:0">
<li data-sourcepos="19:1-19:110">Sottoscrivere accordi sindacali che illustrino i fabbisogni formativi e gli obiettivi dei percorsi formativi</li>
<li data-sourcepos="20:1-20:29">Presentare domanda all&#8217;INPS</li>
<li data-sourcepos="21:1-22:0">Realizzare i percorsi formativi in base a quanto previsto dagli accordi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="23:1-23:27">Cosa finanzia il Fondo?</h2>
<ul data-sourcepos="25:1-29:0">
<li data-sourcepos="25:1-25:83">Il costo del lavoro dei dipendenti coinvolti nei <strong>percorsi formativi (fino al 60%)</strong></li>
<li data-sourcepos="26:1-26:44"><strong>Oneri previdenziali e assistenziali (100%)</strong></li>
<li data-sourcepos="27:1-27:31"><strong>Costi di tutoraggio e docenza</strong></li>
<li data-sourcepos="28:1-29:0"><strong>Materiali didattici</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="30:1-30:41">Quali sono i vantaggi per le aziende?</h2>
<ul data-sourcepos="32:1-36:0">
<li data-sourcepos="32:1-32:47">Miglioramento delle competenze dei dipendenti</li>
<li data-sourcepos="33:1-33:50">Aumento della produttività e della competitività</li>
<li data-sourcepos="34:1-34:37">Maggiore attrattività per i talenti</li>
<li data-sourcepos="35:1-36:0">Riduzione del costo del lavoro</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p data-sourcepos="37:1-37:49"><strong>Quali sono i requisiti per accedere al Fondo?</strong></p>
<p>Per poter accedere al fondo, bisogna avere sede in Italia ed essere in regola con i contributi previdenziali. Inoltre è necessario non aver beneficiato di altri aiuti di Stato per la stessa formazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="43:1-43:29">Come si presenta domanda?</h2>
<p data-sourcepos="45:1-45:89">Le domande possono essere presentate <strong>all&#8217;INPS</strong> tramite la piattaforma telematica dedicata.</p>
<p data-sourcepos="47:1-47:23">
<p data-sourcepos="52:1-52:167"><strong>l Fondo Nuove Competenze 2024 è un&#8217;occasione unica per le aziende che desiderano investire nella crescita dei propri dipendenti e nel futuro del proprio business.</strong></p>
<p data-sourcepos="52:1-52:167">
<p data-sourcepos="54:1-54:35"><strong>Non perdere questa opportunità!</strong></p>
<p data-sourcepos="54:1-54:35">
<h2 data-sourcepos="56:1-56:33">Altri aspetti da considerare:</h2>
<ul data-sourcepos="58:1-62:0">
<li data-sourcepos="58:1-58:71">Durata dei progetti formativi: <strong>da 40 a 200 ore per ciascun lavoratore</strong></li>
<li data-sourcepos="59:1-59:73">Contributo massimo complessivo: <strong>10 milioni di euro per ciascuna istanza</strong></li>
<li data-sourcepos="60:1-60:47"><strong>Anticipazione del 40%</strong> del contributo concesso</li>
<li data-sourcepos="61:1-62:0"><strong>Rimborso del contributo</strong> mediante bonifico diretto dall&#8217;INPS</li>
</ul>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Il-Fondo-Nuove-Competenze-2024-riqualifica-i-tuoi-dipendenti-con-un-contributo-fino-al-60/">Il Fondo Nuove Competenze 2024: riqualifica i tuoi dipendenti con un contributo fino al 60%!</a> was first posted on Marzo 29, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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