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	<title>Fondo Competitività Sardegna 2026 &#8211; Commercialista.it</title>
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	<title>Fondo Competitività Sardegna 2026 &#8211; Commercialista.it</title>
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		<title>Fondo Competitività Sardegna 2026: finanziamenti fino a 5 milioni per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Competitivita-Sardegna-2026-finanziamenti-fino-a-5-milioni-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 14:50:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Investire, ampliare la propria attività o rilanciare un’unità produttiva: il Fondo di Competitività delle imprese della Regione Sardegna sostiene questi obiettivi attraverso mutui e leasing fino a 5 milioni di euro. Alimentato da risorse FESR, JTF e regionali, lo strumento dedica particolare attenzione anche alla transizione economica del Sulcis Iglesiente. Non si tratta di contributi [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Competitivita-Sardegna-2026-finanziamenti-fino-a-5-milioni-per-le-imprese/">Fondo Competitività Sardegna 2026: finanziamenti fino a 5 milioni per le imprese</a> was first posted on Ottobre 2, 2026 at 4:50 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Investire, ampliare la propria attività o rilanciare un’unità produttiva: il <strong>Fondo di Competitività delle imprese della Regione Sardegna</strong> sostiene questi obiettivi attraverso <strong>mutui e leasing fino a 5 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alimentato da risorse FESR, JTF e regionali, lo strumento dedica particolare attenzione anche alla transizione economica del Sulcis Iglesiente. Non si tratta di contributi a fondo perduto, ma di finanziamenti da restituire, destinati a progetti economicamente sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo chi può accedere, quali investimenti sono ammessi e come presentare la domanda.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Fondo di Competitività Sardegna 2026</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Investimenti produttivi, ampliamenti aziendali e recupero di attività dismesse: la Regione Sardegna mette a disposizione 42,5 milioni di euro attraverso il Fondo di Competitività delle imprese. Come funziona lo strumento, chi può accedere e quali opportunità offre al Sulcis Iglesiente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Realizzare una nuova unità produttiva, ampliare un’attività esistente o riportare in funzione un complesso aziendale dismesso richiede una struttura finanziaria capace di sostenere l’investimento nel tempo. A queste esigenze risponde il <strong>Fondo di Competitività delle imprese della Regione Sardegna</strong>, che interviene con finanziamenti compresi tra <strong>100.000 e 5 milioni di euro</strong>, attraverso mutui e diverse forme di leasing. La gestione è affidata a SFIRS.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima distinzione da conoscere è decisiva: <strong>non si tratta di un bando che assegna contributi a fondo perduto</strong>. L’avviso prevede prestiti da restituire, concessi a condizioni di mercato. L’opportunità consiste nell’accesso a uno strumento finanziario pubblico destinato a sostenere progetti produttivi, non nell’ottenimento di una percentuale di investimento senza obbligo di rimborso.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il quadro della Programmazione Unitaria 2024-2029</h2>
<p style="text-align: justify;">L’avviso è stato approvato con la <strong>determinazione n. 822, protocollo n. 7906, del 10 agosto 2026</strong> e si inserisce nella Programmazione Unitaria regionale 2024-2029. Collega la Priorità 1 “Competitività intelligente” del PR Sardegna FESR 2021-2027, la Priorità 1 “Sostegno alla transizione del Sulcis Iglesiente” del PN JTF Italia 2021-2027 e l’Ambito strategico 2.9 “Sviluppo economico e sociale sostenibile” del Programma Regionale di Sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riferimento generale è costituito dalle <strong>Linee guida approvate con la deliberazione della Giunta regionale n. 42/34 del 6 novembre 2024</strong>, che perseguono la razionalizzazione delle misure di sostegno, la semplificazione delle procedure e il coordinamento tra risorse regionali, nazionali ed europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Linee guida distinguono sovvenzioni, strumenti finanziari e possibili combinazioni tra forme di sostegno. Tuttavia, la possibilità generale di combinare prestiti e contributi non significa che ogni avviso preveda entrambe le componenti: la combinazione deve essere espressamente disciplinata. Nel Fondo di Competitività qui esaminato, la modalità di intervento è il finanziamento a condizioni di mercato.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una dotazione di 42,5 milioni di euro</h2>
<p style="text-align: justify;">Le risorse inizialmente attivate ammontano a <strong>42,5 milioni di euro</strong>. Di questi, <strong>20 milioni</strong> provengono dal PR Sardegna FESR 2021-2027, nell’ambito dell’Azione 1.3.4 dedicata al miglioramento dell’accesso al credito; <strong>2,5 milioni</strong> derivano dal PN JTF Italia 2021-2027 per il Sulcis Iglesiente; altri <strong>20 milioni</strong> sono risorse regionali provenienti dalle restituzioni del Fondo FRAI e dei fondi attivati nel precedente ciclo di programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fondo ha natura <strong>rotativa</strong>: le somme rimborsate dalle imprese possono essere riutilizzate per sostenere nuovi investimenti. La dotazione può inoltre essere integrata mediante successivi provvedimenti, in relazione al fabbisogno delle domande e alle risorse disponibili. L’importo stanziato non va quindi confuso con la disponibilità residua dello sportello al momento della singola richiesta.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il ruolo del JTF nella transizione del Sulcis Iglesiente</h2>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Just Transition Fund</strong>, ossia il Fondo per una transizione giusta, sostiene i territori maggiormente interessati dalle conseguenze economiche e sociali della transizione ecologica. La sua finalità non è soltanto ambientale: comprende la diversificazione economica, la creazione di opportunità occupazionali e il rafforzamento delle comunità coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Sulcis Iglesiente, il perimetro territoriale del Programma comprende 23 Comuni: Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Tratalias, Villamassargia e Villaperuccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre distinguere il territorio di riferimento del JTF dall’ambito complessivo dell’avviso: <strong>il Fondo di Competitività sostiene investimenti in tutta la Sardegna</strong>, mentre la componente JTF è destinata alla transizione del Sulcis Iglesiente e richiede coerenza con gli obiettivi del relativo Programma. La localizzazione territoriale, da sola, non sostituisce la verifica del progetto e dei requisiti dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Quali imprese possono accedere</h2>
<p style="text-align: justify;">Possono partecipare <strong>micro, piccole e medie imprese</strong>. Sono ammesse anche le <strong>grandi imprese</strong>, ma esclusivamente a valere sulle risorse regionali: non è quindi corretto estendere automaticamente a queste ultime l’accesso alle componenti europee del Fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">I proponenti devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese, oppure nell’omologo registro estero previsto dall’avviso, e realizzare il Piano in una o più unità produttive situate in Sardegna. Per le imprese prive di un’unità attiva nel territorio regionale sono previsti specifici impegni di attivazione; quando la sede viene acquisita attraverso il Fondo, l’attivazione deve essere dimostrata entro 90 giorni dal perfezionamento del contratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le condizioni da verificare rientrano il rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza, degli obblighi contributivi, della disciplina antiriciclaggio e delle disposizioni edilizie, urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’avviso esclude, tra gli altri, i soggetti qualificabili come imprese “in difficoltà” secondo la definizione europea, quelli interessati dalle procedure liquidatorie indicate e quelli per cui ricorrono determinate cause ostative. Rilevano anche le gravi violazioni fiscali o contributive definitivamente accertate, fatte salve le regolarizzazioni ammesse, e la mancata stipula delle coperture assicurative contro calamità naturali ed eventi catastrofali richiamate dall’avviso. <strong>La verifica preliminare deve quindi riguardare l’intera posizione dell’impresa, non soltanto il codice attività.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">Gli investimenti finanziabili: nuove attività, crescita e rilancio</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Fondo copre diverse fasi della vita aziendale. Sono previste la creazione di una nuova azienda o unità produttiva, l’espansione della capacità di una struttura esistente, la diversificazione e la ristrutturazione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;">È inoltre contemplata l’acquisizione di un’unità produttiva che, senza l’intervento, sarebbe destinata alla chiusura, con l’obiettivo di rilanciare l’attività e salvaguardare almeno parte dell’occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una componente importante riguarda la <strong>reindustrializzazione e la riattivazione</strong>. L’avviso considera il riutilizzo di immobili in disuso o dismessi, alle condizioni temporali e giuridiche stabilite, e la riattivazione di aziende o rami d’azienda inattivi. Per alcune fattispecie sono richiesti oltre due anni di dismissione degli immobili oppure almeno un anno di inattività aziendale; sono previste ipotesi alternative legate alla situazione giuridica del proprietario. Queste condizioni devono essere documentate, non semplicemente dichiarate nella descrizione commerciale del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non basta acquistare un immobile.</strong> Il Piano deve essere organico e funzionale: l’avviso non considera tali i programmi aventi a oggetto esclusivamente la realizzazione o l’acquisto di terreni e immobili. Ammette invece anche Piani composti soltanto da impianti, macchinari, attrezzature, mobili e arredi, purché costituiscano un intervento coerente con una delle tipologie finanziabili.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Spese ammissibili e limitazioni da conoscere</h2>
<p style="text-align: justify;">Il quadro generale contempla investimenti materiali e immateriali, ma l’ammissibilità concreta dipende anche dalla forma tecnica prescelta. Per gli immobili possono rilevare, alle condizioni dell’avviso, lavori di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento e rimozione di irregolarità sanabili. Le opere richiedono documentazione tecnica, quantificazione dei costi e valutazione di congruità.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolare attenzione merita il <strong>leasing finanziario d’azienda o di ramo d’azienda</strong>. In questa specifica fattispecie sono escluse, tra le altre, le spese relative a brevetti, software, arredi, automezzi, macchinari e attrezzature generiche, scorte, avviamento e perizie. Non è quindi corretto considerare finanziabile l’intero prezzo di acquisizione senza scomporlo analiticamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono inoltre esclusioni settoriali: tra queste, produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura, attività finanziarie e assicurative, gioco, armi, tabacco e bevande alcoliche distillate. Ulteriori limitazioni riguardano energia, trasporti, banda larga, combustibili fossili e determinati impianti ambientali, con le specificazioni previste dall’articolo 5 e dai regolamenti applicabili. L’ammissibilità richiede dunque una verifica puntuale dell’attività effettiva e dell’investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Mutuo o leasing: importi, durate e copertura</h2>
<p style="text-align: justify;">Il finanziamento richiesto deve essere compreso tra <strong>100.000 e 5 milioni di euro</strong>. Quest’ultimo importo rappresenta il limite del finanziamento del Fondo, non necessariamente il valore massimo dell’intero progetto: l’avviso contempla anche proposte di dimensione superiore, da sostenere con ulteriori fonti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le principali condizioni temporali sono le seguenti:</p>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Forma tecnica</th>
<th>Durata massima</th>
<th>Elemento da considerare</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Leasing finanziario immobiliare</td>
<td>20 anni</td>
<td>Durata comprensiva della pre-locazione</td>
</tr>
<tr>
<td>Sale and lease-back immobiliare</td>
<td>20 anni</td>
<td>Risorse vincolate alla realizzazione degli investimenti del Piano</td>
</tr>
<tr>
<td>Leasing finanziario d’azienda</td>
<td>20 anni per fabbricati; 10 per macchinari e impianti</td>
<td>Condizioni distinte per le componenti del compendio</td>
</tr>
<tr>
<td>Mutuo ipotecario</td>
<td>15 anni</td>
<td>Finanziamento non superiore al 75% del Piano</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Le durate massime comprendono i periodi iniziali previsti: non si tratta, ad esempio, di 15 anni di rimborso ai quali aggiungere liberamente il preammortamento. Quest’ultimo, come la pre-locazione, è definito in funzione del progetto e non può superare 36 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il mutuo è richiesta un’ipoteca di grado adeguato sull’immobile finanziato o su altro immobile, oltre alle eventuali ulteriori garanzie ritenute necessarie. Nei leasing sono previsti anche maxicanoni iniziali e valori di riscatto, differenziati secondo l’operazione. Nel leasing immobiliare e nel sale and lease-back, per importi superiori a 800.000 euro il maxicanone iniziale è obbligatorio e almeno pari al 5%.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Tassi di interesse e costi accessori</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Fondo applica un <strong>tasso fisso</strong>, costruito assumendo come parametro l’EURIRS riferito alla durata dell’intervento e vigente alla sottoscrizione del contratto, maggiorato dello spread determinato secondo la metodologia europea richiamata dall’avviso. Non è previsto un tasso zero né un’unica percentuale valida per tutte le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Restano a carico del proponente le spese di istruttoria, pari allo <strong>0,50% dell’importo contrattuale, con un minimo di 1.500 euro</strong>, oltre agli eventuali supplementi previsti. Si aggiungono i costi della perizia, gli oneri notarili, le imposte e le spese assicurative indicate. La valutazione di convenienza deve pertanto comprendere l’intero costo dell’operazione, non soltanto il tasso nominale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Un esempio: Piano da 1,2 milioni di euro</h2>
<p style="text-align: justify;">Si consideri, a titolo puramente illustrativo, un Piano interamente riconosciuto ammissibile per <strong>1.200.000 euro</strong>, finanziato mediante mutuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Applicando il limite del 75%, il finanziamento del Fondo non potrebbe superare <strong>900.000 euro</strong>. Resterebbero quindi <strong>300.000 euro</strong> da coprire attraverso altre fonti coerenti con l’operazione e accettate in istruttoria. Sul finanziamento ipotizzato, le sole spese ordinarie di istruttoria sarebbero pari a <strong>4.500 euro</strong>, prima degli altri oneri. Questi importi derivano dall’applicazione dei parametri dell’avviso e non costituiscono una previsione di concessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare la sostenibilità, l’imprenditore dovrebbe poi chiedersi quanto denaro rimarrebbe effettivamente disponibile dopo stipendi, fornitori, imposte, manutenzioni e debiti già esistenti. Un investimento può aumentare il fatturato e, contemporaneamente, generare tensioni di liquidità: basti pensare a clienti che pagano più lentamente o a un avvio produttivo posticipato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è opportuno affiancare allo scenario atteso almeno una simulazione prudenziale, con ricavi inferiori, costi più elevati o ritardi nell’entrata a regime.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il business plan è il centro dell’istruttoria</h2>
<p style="text-align: justify;">L’accesso al Fondo non dipende soltanto dalla presenza di beni finanziabili. SFIRS verifica il <strong>merito creditizio</strong>, l’adeguatezza delle garanzie, la sostenibilità economico-finanziaria e la capacità di pagare i canoni o rimborsare il mutuo. È espressamente richiesta coerenza tra fabbisogni e fonti di copertura.</p>
<p style="text-align: justify;">Un business plan efficace dovrebbe quindi spiegare perché l’investimento è necessario, come modifica la capacità produttiva e su quali elementi si fondano le previsioni commerciali. Sul piano finanziario, dovrebbe collegare il calendario delle spese alle erogazioni, agli apporti disponibili e ai flussi generati dall’attività.</p>
<p style="text-align: justify;">È preferibile una previsione prudente, sostenuta da ordini, contratti, dati storici e ipotesi verificabili, rispetto a una crescita molto elevata ma priva di giustificazione. L’obiettivo non è presentare un conto economico ottimistico: è dimostrare che il progetto può sostenere gli impegni assunti anche in condizioni meno favorevoli.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Sostenibilità ambientale e tempi di realizzazione</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli interventi devono rispettare il principio <strong>DNSH — “non arrecare un danno significativo” all’ambiente</strong> — e, quando applicabile, le verifiche di resilienza climatica delle infrastrutture, indicate come <em>climate proofing</em>. La domanda comprende dichiarazioni specifiche; per proposte superiori a 10 milioni di euro sono previsti anche la matrice ambientale e la relativa relazione, pur rimanendo fermo il limite di 5 milioni del finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Piano non può avere durata superiore a <strong>36 mesi</strong>, con possibilità di una proroga motivata fino a sei mesi, soggetta a valutazione. Inoltre, non deve essere materialmente completato prima del provvedimento che autorizza l’intervento del Fondo. Quest’ultima previsione non equivale a un’autorizzazione generale al rimborso di qualsiasi spesa pregressa: la sequenza degli impegni e la relativa ammissibilità vanno verificate sul progetto concreto.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Domanda su SIPES: scadenza e documentazione</h2>
<p style="text-align: justify;">Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite <strong>SIPES</strong>, dalle <strong>ore 12:00 del 24 settembre 2026 alle ore 12:00 del 30 giugno 2027</strong>, salvo chiusura anticipata. Sono richiesti PEC, firma digitale e credenziali di accesso tra quelle ammesse dalla piattaforma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attenzione all’orario finale:</strong> la scheda web regionale riporta anche un campo riepilogativo con le 23:59, ma l’articolo 7 dell’avviso e il testo descrittivo della stessa pagina indicano le <strong>12:00</strong>. In assenza di una rettifica formale, il riferimento operativo da rispettare è quindi mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">La pratica comprende il modulo di domanda, la descrizione del Piano, la dichiarazione sulla dimensione d’impresa, lo schema dell’assetto proprietario, la documentazione ambientale e antiriciclaggio e gli ulteriori allegati richiesti dalla forma tecnica. La mancanza dei documenti obbligatori può determinare l’irricevibilità: non è prudente inviare una domanda incompleta confidando in una successiva integrazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Procedura a sportello: l’ordine di arrivo non basta</h2>
<p style="text-align: justify;">La procedura è <strong>valutativa a sportello</strong>, secondo l’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse. L’avviso prevede il blocco dello sportello al raggiungimento della dotazione maggiorata del 20%, con apposita comunicazione: tale margine non rappresenta un incremento automatico dei fondi disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’istruttoria deve concludersi entro <strong>120 giorni lavorativi dall’avvio del procedimento</strong>, ferme le sospensioni previste. L’avvio è fissato al quindicesimo giorno lavorativo successivo alla ricezione della domanda. Presentare tempestivamente una pratica completa è dunque importante, ma non attribuisce un diritto automatico al finanziamento né assicura un’erogazione immediata.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Erogazioni, cumulo e obblighi successivi</h2>
<p style="text-align: justify;">Le modalità di erogazione dipendono dall’operazione e dal contratto. Per alcune acquisizioni sono previsti pagamenti diretti al venditore o agli altri soggetti aventi diritto; per nuovi immobili e determinati costi accessori si procede mediante stati di avanzamento. È pertanto necessario coordinare le scadenze dei fornitori con le condizioni effettive di erogazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 18 chiarisce che il finanziamento a condizioni di mercato non configura un aiuto di Stato e ammette la combinazione con altre forme di sostegno pubblico, entro il limite del costo sostenuto. Ciò non consente però di presumere la compatibilità con qualsiasi incentivo: occorre verificare anche le regole dell’altra misura, distinguere le spese e prevenire il doppio finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la concessione continuano gli obblighi di attuazione, monitoraggio, controllo e rispetto del contratto. Dichiarazioni non veritiere, mancata realizzazione del Piano, violazioni dei vincoli o inadempimenti nei pagamenti possono comportare risoluzione, revoca e recupero delle somme dovute.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Conclusioni: finanziare la crescita senza perdere l’equilibrio</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Fondo di Competitività offre una possibilità concreta di strutturare investimenti di medio-lungo periodo, ma va affrontato per ciò che è: <strong>uno strumento di finanziamento da rimborsare, non un contributo che riduce automaticamente il costo del progetto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta dovrebbe partire da una valutazione congiunta dell’impresa, dell’investimento e della sua capacità di generare liquidità. Verificare prima l’ammissibilità, individuare la forma tecnica più adatta e costruire un piano finanziario prudente permette di distinguere un’opportunità sostenibile da un indebitamento eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le imprese interessate, il primo passo non è quindi compilare il modulo, ma predisporre un progetto nel quale <strong>strategia industriale, documentazione tecnica e capacità di rimborso siano coerenti</strong>. È su questo equilibrio che può fondarsi una crescita duratura.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/10/all-a-avviso-fondocompetitivitaimprese.pdf" target="_blank" rel="noopener">all-a-avviso-fondocompetitivitaimprese</a></p>
<p><a href="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/10/allegati.zip" target="_blank" rel="noopener">allegati</a></p>
<p><a href="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/10/dt-n.-7906-822-del-10.08.2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">dt-n.-7906-822-del-10.08.2026</a></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-Competitivita-Sardegna-2026-finanziamenti-fino-a-5-milioni-per-le-imprese/">Fondo Competitività Sardegna 2026: finanziamenti fino a 5 milioni per le imprese</a> was first posted on Ottobre 2, 2026 at 4:50 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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