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	<title>FTSE MIB - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>FTSE MIB - Commercialista.it</title>
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		<title>Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 04:20:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, non saranno più soggette al regime dello split payment. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="270" data-end="802">Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, <strong data-start="462" data-end="520">non saranno più soggette al regime dello split payment</strong>. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste società, i quali <strong data-start="654" data-end="713">torneranno a incassare anche l’IVA sulle fatture emesse</strong>, modificando in modo sensibile la gestione della liquidità e delle operazioni contabili.</p>
<p data-start="804" data-end="1190">Questa esclusione è stata resa possibile grazie alla decisione del Consiglio dell’Unione Europea n. 1552 del 25 luglio 2023, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE L 188 del 27 luglio. La decisione ha autorizzato l’Italia a mantenere il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2026, <strong data-start="1101" data-end="1137">con alcune modifiche sostanziali</strong>, tra cui appunto l’esclusione delle società quotate.</p>
<p data-start="1192" data-end="1669">Importante notare che, nel frattempo, <strong data-start="1230" data-end="1346">sono già stati pubblicati gli elenchi delle società coinvolte nel meccanismo dello split payment per l’anno 2025</strong>, ma le indicazioni relative alle società quotate presenti in tali elenchi <strong data-start="1421" data-end="1467">saranno valide solo fino al 30 giugno 2025</strong>. A partire da quella data, infatti, le fatture emesse nei confronti di queste società <strong data-start="1554" data-end="1592">seguiranno le regole ordinarie IVA</strong>, con conseguenze significative sia dal punto di vista operativo che fiscale.</p>
<p data-start="1671" data-end="2078">Un cambiamento, questo, che introduce anche <strong data-start="1715" data-end="1794">nuove esigenze di adeguamento per imprese, consulenti e software gestionali</strong>, e che pone interrogativi su come tutelare la corretta gestione dell’IVA nei mesi di transizione. A ciò si aggiunge una norma di salvaguardia contenuta nel Decreto Fiscale recentemente convertito in legge, che interviene per garantire l’applicabilità corretta della nuova disciplina.</p>
<h2 data-start="238" data-end="340"><strong data-start="241" data-end="340">Split payment per le società FTSE MIB</strong></h2>
<p data-start="342" data-end="829">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale (convertito in legge) e a partire dal <strong data-start="424" data-end="442">1° luglio 2025</strong>, le società quotate inserite nell’indice <strong data-start="484" data-end="517">FTSE MIB della Borsa Italiana</strong> saranno definitivamente <strong data-start="542" data-end="601">escluse dall’ambito di applicazione dello split payment</strong>. Questo significa che, da tale data, <strong data-start="639" data-end="745">i fornitori che emettono fattura verso queste società incasseranno direttamente anche l’IVA addebitata</strong>, secondo il regime ordinario, <strong data-start="776" data-end="828">salvo i casi in cui si applica il reverse charge</strong>.</p>
<p data-start="831" data-end="1279">La modifica è resa possibile dalla <strong data-start="866" data-end="924">soppressione dell’art. 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, proprio per le operazioni la cui fattura è emessa (e quindi trasmessa al Sistema di Interscambio &#8211; SDI) <strong data-start="1045" data-end="1077">a partire dal 1° luglio 2025</strong>. È bene evidenziare che <strong data-start="1102" data-end="1210">la data di effettuazione dell’operazione non rileva ai fini dell’applicazione o meno dello split payment</strong>: fa fede solo la data di <strong data-start="1236" data-end="1278">emissione e trasmissione della fattura</strong>.</p>
<p data-start="1281" data-end="1705">Il meccanismo della scissione dei pagamenti, infatti, prevede che l’IVA venga esposta in fattura ma versata direttamente all’Erario dal soggetto acquirente. Con la soppressione della norma per le società quotate, questa dinamica <strong data-start="1510" data-end="1538">non sarà più applicabile</strong>, obbligando i fornitori a <strong data-start="1565" data-end="1605">rivedere le modalità di fatturazione</strong>, aggiornando software e procedure interne per applicare la rivalsa IVA secondo il regime ordinario.</p>
<p data-start="1707" data-end="2100">In pratica, a partire dal 1° luglio 2025, <strong data-start="1749" data-end="1868">le fatture emesse nei confronti delle società FTSE MIB non dovranno più riportare il riferimento allo split payment</strong>, e i fornitori potranno gestire l’IVA con le regole ordinarie, anche ai fini della liquidazione dell’imposta e del credito IVA. Un cambiamento che incide profondamente anche sulla gestione della <strong data-start="2064" data-end="2099">liquidità e sul flusso di cassa</strong>.</p>
<h2 data-start="300" data-end="400"><strong data-start="303" data-end="400">Fatture e tempistiche</strong></h2>
<p data-start="402" data-end="934">Uno degli aspetti più delicati legati all’esclusione delle società FTSE MIB dallo split payment riguarda <strong data-start="507" data-end="632">la corretta individuazione del momento a partire dal quale non si applica più il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>. Su questo punto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti tramite una <strong data-start="721" data-end="757">FAQ pubblicata il 27 giugno 2025</strong>, confermando che <strong data-start="775" data-end="863">l’elemento determinante è la data di emissione e trasmissione della fattura allo SDI</strong>, indipendentemente dal momento in cui è stata effettuata l’operazione.</p>
<p data-start="936" data-end="1313">Questo significa, ad esempio, che un’operazione realizzata il <strong data-start="998" data-end="1016">30 giugno 2025</strong>, ma con fattura trasmessa allo SDI <strong data-start="1052" data-end="1081">dal 1° luglio 2025 in poi</strong>, <strong data-start="1083" data-end="1123">non sarà soggetta allo split payment</strong>. Viceversa, <strong data-start="1136" data-end="1162">fino al 30 giugno 2025</strong>, il regime resta pienamente applicabile, con l’obbligo per il cessionario o committente (la società quotata) di versare l’IVA direttamente all’Erario.</p>
<p data-start="1315" data-end="1818">Per tutelare i contribuenti nella fase di transizione, è stata inserita una <strong data-start="1391" data-end="1416">norma di salvaguardia</strong> nel Decreto Fiscale convertito in legge: essa prevede che <strong data-start="1475" data-end="1628">“sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge (18 giugno 2025)”</strong>. In altre parole, <strong data-start="1647" data-end="1698">non saranno sanzionati eventuali errori formali</strong>, a condizione che vi sia stato un comportamento conforme alle norme in vigore prima dell’entrata in vigore del decreto.</p>
<p data-start="1820" data-end="2301">Un esempio pratico chiarisce il concetto: se un fornitore ha consegnato beni il <strong data-start="1900" data-end="1918">30 giugno 2025</strong>, ha emesso la fattura entro i termini di legge (12 luglio) ma l’ha trasmessa allo SDI <strong data-start="2005" data-end="2020">il 3 luglio</strong>, e ha erroneamente applicato lo split payment, <strong data-start="2068" data-end="2094">non dovrà preoccuparsi</strong>. L’Agenzia chiarisce che, in assenza di contestazione o nota di credito da parte della società acquirente, e con il versamento dell’IVA all’Erario già avvenuto, <strong data-start="2256" data-end="2300">la posizione sarà automaticamente sanata</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-33292 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 data-start="223" data-end="307"><strong data-start="226" data-end="307">Impatti operativi e fiscali </strong></h2>
<p data-start="309" data-end="812">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dallo split payment, a partire dal 1° luglio 2025, comporta una serie di <strong data-start="422" data-end="443">ricadute pratiche</strong> che non possono essere sottovalutate, sia per i fornitori che per i professionisti incaricati della consulenza fiscale e contabile. Il primo impatto riguarda senza dubbio la <strong data-start="618" data-end="686">necessità di aggiornare le procedure di fatturazione elettronica</strong>, in particolare per i sistemi ERP e gestionali che automatizzano la selezione del regime IVA da applicare ai diversi clienti.</p>
<p data-start="814" data-end="1306">Fino al 30 giugno 2025, l’automatismo prevedeva che le fatture destinate alle società quotate riportassero l’indicazione “scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”. Dal 1° luglio in poi, <strong data-start="1009" data-end="1050">tale formula non sarà più applicabile</strong>, e dovrà essere sostituita con la normale esposizione dell’IVA, <strong data-start="1115" data-end="1155">addebitata e incassata dal fornitore</strong>. Un passaggio non banale, che implica <strong data-start="1194" data-end="1216">controlli puntuali</strong> da parte degli operatori per evitare errori nella determinazione del regime IVA corretto.</p>
<p data-start="1308" data-end="1773">Dal punto di vista fiscale, il ritorno al regime ordinario significa che i fornitori torneranno ad avere <strong data-start="1413" data-end="1468">un maggior flusso di cassa legato all’IVA incassata</strong>, elemento positivo per la liquidità aziendale, ma che comporta anche <strong data-start="1538" data-end="1610">maggiore responsabilità nella gestione delle liquidazioni periodiche</strong>. Ciò potrebbe comportare, in alcuni casi, l’emersione di <strong data-start="1668" data-end="1697">crediti IVA più contenuti</strong> rispetto al passato o, al contrario, l’obbligo di versamenti più rilevanti.</p>
<p data-start="1775" data-end="2231">Per i consulenti fiscali, l’attenzione dovrà concentrarsi su due fronti: da un lato <strong data-start="1859" data-end="1965">l’aggiornamento tempestivo delle anagrafiche clienti e delle impostazioni nei software di fatturazione</strong>, dall’altro la <strong data-start="1981" data-end="2022">formazione e comunicazione ai clienti</strong> sulla corretta gestione del passaggio normativo. Un’errata applicazione dello split payment dopo il 30 giugno 2025 potrebbe infatti <strong data-start="2155" data-end="2209">comportare sanzioni o richieste di note di credito</strong> da parte dei clienti.</p>
<h2 data-start="256" data-end="333"><strong data-start="259" data-end="333">Interpretazioni operative</strong></h2>
<p data-start="335" data-end="828">Un punto essenziale chiarito dall’Agenzia delle Entrate riguarda <strong data-start="400" data-end="443">la nozione di “emissione della fattura”</strong>, che è stata oggetto di diverse domande da parte di imprese e professionisti. In base ai chiarimenti ufficiali, già forniti in occasione delle <strong data-start="587" data-end="609">FAQ del 13 gennaio</strong> e ribaditi nel documento del <strong data-start="639" data-end="657">27 giugno 2025</strong>, una fattura si considera formalmente emessa <strong data-start="703" data-end="774">nel momento in cui viene trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI)</strong>, indipendentemente dalla data indicata sul documento.</p>
<p data-start="830" data-end="1417">Questo elemento è cruciale perché rappresenta <strong data-start="876" data-end="982">il discrimine temporale per stabilire se una determinata operazione rientra o meno nello split payment</strong>. Ad esempio, un’impresa che ha effettuato una prestazione il 28 giugno, ma trasmette la fattura allo SdI il 2 luglio 2025, <strong data-start="1106" data-end="1173">non dovrà applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>, anche se l’operazione è avvenuta prima della data spartiacque. Viceversa, <strong data-start="1249" data-end="1341">una fattura trasmessa entro il 30 giugno continuerà a essere soggetta allo split payment</strong>, anche se emessa per operazioni che avvengono vicino alla soglia temporale.</p>
<p data-start="1419" data-end="1761">Questo approccio mira a <strong data-start="1443" data-end="1471">semplificare i controlli</strong> sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria, evitando ambiguità e potenziali contestazioni. Tuttavia, richiede <strong data-start="1601" data-end="1637">maggiore precisione e attenzione</strong> nella gestione documentale e nel rispetto delle tempistiche, specialmente nel periodo transitorio tra giugno e luglio 2025.</p>
<p data-start="1763" data-end="2118">Va inoltre evidenziato che la <strong data-start="1793" data-end="1818">trasmissione allo SdI</strong> rappresenta l’unico momento ufficialmente rilevante: <strong data-start="1872" data-end="1959">non conta la data di consegna del bene, né la data indicata nel corpo della fattura</strong>, né eventuali registrazioni interne ai sistemi aziendali. Questo criterio unico è stato scelto proprio per garantire chiarezza normativa e certezza operativa.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33293 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="214" data-end="313"><strong data-start="217" data-end="313">Operazioni a cavallo tra giugno e luglio 2025</strong></h2>
<p data-start="315" data-end="758">Il periodo di transizione tra <strong data-start="345" data-end="392">la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025</strong> si presenta come una fase particolarmente delicata per chi emette fatture verso società quotate FTSE MIB. Le cosiddette <strong data-start="513" data-end="535">“operazioni miste”</strong>, ossia quelle effettuate nei giorni immediatamente precedenti o successivi al 30 giugno, ma con fatture emesse e trasmesse in date diverse, richiedono un controllo rigoroso e una gestione documentale estremamente accurata.</p>
<p data-start="760" data-end="1227">Il rischio più comune è <strong data-start="784" data-end="927">applicare erroneamente lo split payment a una fattura che, per data di trasmissione allo SDI, rientra invece già nel nuovo regime ordinario</strong>, oppure, al contrario, <strong data-start="951" data-end="1017">non applicare lo split dove invece sarebbe ancora obbligatorio</strong>. Questi errori possono generare conseguenze sul piano fiscale, come l’emissione di <strong data-start="1101" data-end="1120">note di credito</strong> richieste dal cliente, <strong data-start="1144" data-end="1169">ritardi nei pagamenti</strong> o la necessità di <strong data-start="1188" data-end="1226">integrare correttamente la fattura</strong>.</p>
<h3 data-start="1229" data-end="1277">Un’attenzione particolare dovrà essere posta su:</h3>
<ul data-start="1279" data-end="1672">
<li data-start="1279" data-end="1364">
<p data-start="1281" data-end="1364">la <strong data-start="1284" data-end="1320">corretta datazione del documento</strong> rispetto all’effettuazione dell’operazione;</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1439">
<p data-start="1367" data-end="1439">la <strong data-start="1370" data-end="1418">puntuale trasmissione della fattura allo SDI</strong> entro la data utile;</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1573">
<p data-start="1442" data-end="1573">l’allineamento dei <strong data-start="1461" data-end="1500">sistemi gestionali e dei codici IVA</strong> per distinguere automaticamente le operazioni prima e dopo il 1° luglio;</p>
</li>
<li data-start="1574" data-end="1672">
<p data-start="1576" data-end="1672">la comunicazione tra amministrazione, contabilità e consulente fiscale per gestire casi ambigui.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1674" data-end="2087">A livello operativo, sarà fondamentale implementare <strong data-start="1726" data-end="1748">check-list interne</strong> e predisporre <strong data-start="1763" data-end="1802">procedure di verifica supplementari</strong> nei giorni immediatamente successivi alla scadenza del 30 giugno. Questo per evitare errori materiali, che possono complicare i rapporti con i clienti, generare disallineamenti nei versamenti IVA e aumentare il rischio di contestazioni future in sede di controllo.</p>
<h2 data-start="211" data-end="294"><strong data-start="214" data-end="294">Vantaggi per i fornitori</strong></h2>
<p data-start="296" data-end="646">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dal meccanismo dello split payment rappresenta una <strong data-start="387" data-end="423">notizia positiva per i fornitori</strong>, che si troveranno ad operare nuovamente in regime IVA ordinario. Questo cambiamento comporta <strong data-start="518" data-end="539">benefici concreti</strong>, sia in termini di <strong data-start="559" data-end="578">flusso di cassa</strong>, sia nella <strong data-start="590" data-end="645">semplificazione delle procedure contabili e fiscali</strong>.</p>
<p data-start="648" data-end="1254">Il primo effetto diretto è il <strong data-start="678" data-end="721">miglioramento della liquidità aziendale</strong>: i fornitori incasseranno l’IVA addebitata in fattura insieme all’imponibile, senza più dover attendere la detrazione in liquidazione. In regime di split payment, infatti, l’IVA non veniva mai incassata, ma versata direttamente all’Erario dal committente, creando squilibri nella gestione finanziaria soprattutto per imprese di piccole e medie dimensioni. Con il ritorno alla rivalsa IVA ordinaria, le imprese potranno <strong data-start="1141" data-end="1227">utilizzare immediatamente il gettito incassato per fronteggiare esigenze operative</strong>, pagamenti o investimenti.</p>
<p data-start="1256" data-end="1682">Anche sul fronte fiscale, la modifica comporta vantaggi. Non essendo più soggette a split payment, le operazioni verso società quotate <strong data-start="1391" data-end="1464">torneranno a generare un credito IVA potenziale più basso ma coerente</strong>, riducendo il rischio di dover attendere lunghi tempi per i rimborsi. Inoltre, <strong data-start="1544" data-end="1588">si semplifica la tenuta dei registri IVA</strong>, poiché non sarà più necessario operare distinzioni tra clienti “split” e clienti “ordinari”.</p>
<p data-start="1684" data-end="2021">Dal punto di vista operativo, i sistemi gestionali potranno essere <strong data-start="1751" data-end="1769">razionalizzati</strong>, eliminando logiche complesse per individuare automaticamente i soggetti sottoposti a scissione. Questo si traduce in <strong data-start="1888" data-end="1918">meno possibilità di errore</strong>, meno necessità di formazione per il personale e un minor rischio di contenzioso in caso di verifiche.</p>
<p data-start="2023" data-end="2277">Infine, il cambiamento stimola una <strong data-start="2058" data-end="2107">maggiore trasparenza nei rapporti commerciali</strong>, poiché l’IVA sarà incassata e gestita direttamente tra le parti, senza interventi “terzi” dell’amministrazione finanziaria nel flusso economico tra fornitore e cliente.</p>
<h2 data-start="250" data-end="338"><strong data-start="253" data-end="338">Proroga europea dello split payment</strong></h2>
<p data-start="340" data-end="733">Il meccanismo dello <strong data-start="360" data-end="377">split payment</strong>, introdotto in Italia nel 2015, ha avuto origine come misura straordinaria volta a contrastare l’evasione IVA in settori a rischio, soprattutto negli appalti pubblici. La sua applicazione è stata possibile grazie a una <strong data-start="597" data-end="642">deroga concessa dalla Commissione Europea</strong>, rinnovata nel tempo con una serie di decisioni formali del Consiglio dell’Unione Europea.</p>
<p data-start="735" data-end="1222">L’ultima proroga è arrivata con la <strong data-start="770" data-end="810">Decisione n. 1552 del 25 luglio 2023</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 188 del 27 luglio 2023, che ha <strong data-start="901" data-end="977">autorizzato l’Italia a mantenere lo split payment fino al 30 giugno 2026</strong>. Tuttavia, nella stessa decisione è stato fissato un <strong data-start="1031" data-end="1095">principio di progressiva limitazione dell’ambito applicativo</strong>, aprendo alla possibilità di escludere alcune categorie di soggetti, come appunto le <strong data-start="1181" data-end="1221">società quotate nell’indice FTSE MIB</strong>.</p>
<p data-start="1224" data-end="1686">La ratio della deroga risiede nell’eccezionalità del meccanismo, che rappresenta una <strong data-start="1309" data-end="1371">violazione temporanea del principio di neutralità dell’IVA</strong> previsto dalla normativa europea. L’idea di fondo è che lo split payment sia un rimedio estremo, da adottare solo in casi specifici e non come regola generale. In questo senso, l’Unione Europea ha spinto per un’applicazione più mirata e circoscritta, che infatti oggi esclude numerosi soggetti rispetto al passato.</p>
<p data-start="1688" data-end="2109">L’Italia, recependo queste indicazioni, ha provveduto alla <strong data-start="1747" data-end="1809">soppressione dell’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, con effetto dal <strong data-start="1842" data-end="1860">1° luglio 2025</strong>, escludendo così le società FTSE MIB. Il resto del meccanismo, invece, <strong data-start="1932" data-end="1996">continuerà ad applicarsi regolarmente fino al 30 giugno 2026</strong> per le Pubbliche Amministrazioni, le società controllate dallo Stato e gli enti inseriti negli appositi elenchi.</p>
<p data-start="2111" data-end="2496">È importante che imprese e consulenti siano ben consapevoli del fatto che <strong data-start="2185" data-end="2267">lo split payment non è stato abolito, ma solo ridotto nel perimetro soggettivo</strong>, e che <strong data-start="2275" data-end="2332">continua a trovare piena applicazione in molti ambiti</strong>. Da qui, la necessità di aggiornare continuamente le anagrafiche clienti e le impostazioni di fatturazione, consultando i nuovi <strong data-start="2461" data-end="2495">elenchi pubblicati per il 2025</strong>.</p>
<h2 data-start="121" data-end="197"><strong data-start="124" data-end="197">Conclusione</strong></h2>
<p data-start="199" data-end="732">L’esclusione delle <strong data-start="218" data-end="277">società quotate FTSE MIB dal regime dello split payment</strong>, a partire dal <strong data-start="293" data-end="311">1° luglio 2025</strong>, rappresenta una svolta importante nel panorama fiscale italiano. Sebbene il meccanismo della scissione dei pagamenti resterà in vigore fino al 30 giugno 2026 per le Pubbliche Amministrazioni e altre categorie, l’uscita delle società quotate introduce <strong data-start="564" data-end="617">maggiore coerenza, semplificazione e flessibilità</strong> per le imprese fornitrici, che potranno tornare a incassare direttamente l’IVA e gestirla con le regole ordinarie.</p>
<p data-start="734" data-end="1029">Tuttavia, la fase di transizione richiede <strong data-start="776" data-end="798">massima attenzione</strong>, soprattutto per le operazioni a cavallo del 30 giugno, dove errori formali possono avere conseguenze operative o fiscali, sebbene siano state previste <strong data-start="951" data-end="976">norme di salvaguardia</strong> per tutelare i comportamenti adottati in buona fede.</p>
<p data-start="1031" data-end="1332">In questo scenario, è fondamentale che imprese, professionisti e software house procedano per tempo ad aggiornare sistemi, processi e procedure, e che mantengano alta l’attenzione nella consultazione degli <strong data-start="1237" data-end="1277">elenchi ufficiali Split Payment 2025</strong>, validi solo fino al 30 giugno per le società quotate.</p>
<p data-start="1334" data-end="1579">Con il supporto di un commercialista esperto e una pianificazione accurata, il passaggio al nuovo regime può diventare un’occasione per <strong data-start="1470" data-end="1506">ottimizzare la gestione dell’IVA</strong>, migliorare la liquidità aziendale e semplificare l’adempimento fiscale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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