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	<title>DURF | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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		<title>DURF: cos&#8217;è e come funziona</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DURF-cos-e-e-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 14:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DURF]]></category>
		<category><![CDATA[Documento Unico di Regolarità Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[DURC Fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 1 gennaio 2020 è entrato in vigore un nuovo obbligo di attestazione di regolarità negli appalti, noto come DURF, o Documento Unico di Regolarità Fiscale (anche detto DURC Fiscale). Introdotto dall’art. 4 del DL del 26 ottobre 2019, n. 124 (convertito in Legge 19 dicembre 2019, n. 157), questo decreto ha aggiunto l’art. 17-bis [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DURF-cos-e-e-come-funziona/">DURF: cos&#8217;è e come funziona</a> was first posted on Giugno 17, 2024 at 4:51 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
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<p>Dal 1 gennaio 2020 è entrato in vigore un nuovo obbligo di attestazione di regolarità negli appalti, noto come DURF, o Documento Unico di Regolarità Fiscale (anche detto DURC Fiscale). Introdotto dall’art. 4 del DL del 26 ottobre 2019, n. 124 (convertito in Legge 19 dicembre 2019, n. 157), questo decreto ha aggiunto l’art. 17-bis al D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.</p>
<p>Questa norma stabilisce che, negli appalti e subappalti di opere o servizi con un importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro e caratterizzati da un prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi del committente, prima di effettuare i pagamenti:</p>
<ol>
<li>Il <strong>committente</strong> deve richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle subappaltatrici copie delle deleghe di pagamento relative alle ritenute versate per i lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o servizio.</li>
<li>Le <strong>imprese appaltatrici</strong>, affidatarie e subappaltatrici devono trasmettere al committente (e le subappaltatrici anche all’appaltatrice) entro cinque giorni lavorativi dalla scadenza del versamento delle ritenute:
<ul>
<li>i modelli F24 relativi al versamento delle ritenute,</li>
<li>l’elenco dei lavoratori impiegati nel mese precedente, con dettagli su ore di lavoro, retribuzioni e ritenute fiscali.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data la complessità di questo adempimento, è prevista un’alternativa: le imprese possono fornire il DURF, un documento che attesta che, alla fine del mese precedente la scadenza delle ritenute, l’impresa:</p>
<ul>
<li>era attiva da almeno tre anni e in regola con gli obblighi dichiarativi,</li>
<li>aveva eseguito versamenti fiscali complessivi per un importo non inferiore al 10% dei ricavi o compensi dichiarati negli ultimi tre anni,</li>
<li>non aveva debiti fiscali o previdenziali superiori a 50.000 euro non pagati, salvo piani di rateazione in corso senza decadenza.</li>
</ul>
<p>Il DURF semplifica i controlli del committente sui versamenti delle ritenute, aiutando a contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera. Se un’impresa è attiva da meno di tre anni, non può richiedere il DURF e deve produrre la documentazione alternativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Quando non va chiesto il DURF</h2>
<p>La normativa sul DURF non si applica alle imprese non stabilite in Italia, né ai soggetti che non esercitano attività d’impresa, agricole o professionali. Le Pubbliche Amministrazioni non devono esibire il DURF se appaltatrici o subappaltatrici per attività istituzionali non commerciali, ma devono richiederlo se committenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come si ottiene il DURF</h2>
<p>Per ottenere il DURF, il cui nome tecnico è “Certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 17-bis, comma 5, decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”, l’impresa deve rivolgersi alla sede provinciale dell’Agenzia delle Entrate (alla sede regionale per le imprese grandi contribuenti) trasmettendo il modulo di richiesta via PEC. Il certificato è disponibile dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e vale quattro mesi.</p>
<p>In caso di appalto pubblico, l’impresa può autocertificare il possesso dei requisiti e il committente pubblico dovrà verificare la dichiarazione presso l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conseguenze del DURF irregolare</h2>
<p>Un DURF irregolare o la mancata trasmissione della documentazione richiesta impediscono al committente di procedere con i pagamenti, che devono essere trattenuti fino a concorrenza del 20% del valore dell’opera o servizio, o per l&#8217;importo delle ritenute non versate. In questi casi, entro 90 giorni, il committente deve informare l’Agenzia delle Entrate. L’impresa non può agire contro il committente per il pagamento fino a quando non abbia versato le ritenute omesse.</p>
<p>Il committente che non applica queste disposizioni è soggetto alla stessa sanzione prevista per l’impresa per l’omesso versamento delle ritenute, riferite ai lavoratori impiegati nell’appalto specifico.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/DURF-cos-e-e-come-funziona/">DURF: cos&#8217;è e come funziona</a> was first posted on Giugno 17, 2024 at 4:51 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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