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	<title>D.Lgs. 209/2023 | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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		<title>Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 04:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’entrata in vigore della Global Minimum Tax, le imprese italiane appartenenti a gruppi multinazionali o nazionali sopra una certa soglia di fatturato sono chiamate a un nuovo importante adempimento: la comunicazione dei dati rilevanti all’Agenzia delle Entrate. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, il 16 ottobre 2025, il decreto attuativo contenente regole, [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Global-Minimum-Tax-guida-alla-comunicazione-rilevante-secondo-il-decreto-MEF-del-16-ottobre-2025/">Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</a> was first posted on Ottobre 24, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="1127">Con l’entrata in vigore della <strong data-start="489" data-end="511">Global Minimum Tax</strong>, le imprese italiane appartenenti a gruppi multinazionali o nazionali sopra una certa soglia di fatturato sono chiamate a un nuovo importante adempimento: la <strong data-start="670" data-end="706">comunicazione dei dati rilevanti</strong> all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="1127">Il <strong data-start="739" data-end="782">Ministero dell’Economia e delle Finanze</strong> ha pubblicato, il <strong data-start="801" data-end="820">16 ottobre 2025</strong>, il decreto attuativo contenente regole, modalità operative e modello da utilizzare per questa comunicazione obbligatoria. Si tratta di un passo fondamentale per attuare in Italia il <strong data-start="1004" data-end="1036">Pilastro 2 dell’accordo OCSE</strong>, volto a garantire che le multinazionali paghino almeno il 15% di imposte ovunque operino.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1129" data-end="1195">L’obiettivo dell’articolo è spiegare in modo semplice ma completo chi sono i soggetti obbligati, cosa devono comunicare, quando e come farlo, quali rischi comporta l’omissione o l’errore e come può un’impresa organizzarsi per risparmiare tempo, denaro e rischi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1407" data-end="1634">In questo scenario, la <strong data-start="1430" data-end="1452">compliance fiscale</strong> diventa una vera leva competitiva. Capire come adempiere correttamente è cruciale non solo per evitare sanzioni, ma anche per gestire in modo efficiente la fiscalità internazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="423"><strong>Le regole base della comunicazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="425" data-end="979">Il Decreto del MEF del 16 ottobre 2025 introduce ufficialmente in Italia l’obbligo di presentare la <strong data-start="525" data-end="552">Comunicazione Rilevante</strong> nell’ambito dell’applicazione della <strong data-start="589" data-end="611">Global Minimum Tax</strong>, stabilita a livello OCSE. L’adempimento interessa tutte le <strong data-start="672" data-end="703">imprese residenti in Italia</strong> e le <strong data-start="709" data-end="768">entità apolidi costituite secondo la normativa italiana</strong>, a condizione che facciano parte di un <strong data-start="808" data-end="845">gruppo multinazionale o nazionale</strong> con fatturato consolidato pari o superiore a 750 milioni di euro, soggetto alle disposizioni del <strong data-start="943" data-end="976">Titolo II del D.lgs. 209/2023</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="981" data-end="1517">L’invio della comunicazione deve essere effettuato tramite il <strong data-start="1043" data-end="1083">modello standard allegato al decreto</strong>, che contiene informazioni dettagliate sia sul gruppo di appartenenza sia sui dati utili per il calcolo dell’<strong data-start="1193" data-end="1216">imposta integrativa</strong> dovuta nei vari Paesi a bassa fiscalità. Tuttavia, il legislatore ha previsto anche una forma di <strong data-start="1314" data-end="1342">delega interna al gruppo</strong>: le imprese italiane possono infatti designare un’altra società del gruppo per adempiere all’obbligo informativo in loro nome, evitando la duplicazione della comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1519" data-end="1932">Esistono poi <strong data-start="1532" data-end="1551">casi di esonero</strong>: ad esempio, se l’obbligo è già stato assolto da una <strong data-start="1605" data-end="1632">controllante capogruppo</strong>, da una <strong data-start="1641" data-end="1662">società designata</strong> o da una <strong data-start="1672" data-end="1699">designated local entity</strong>, la società italiana è sollevata dall’invio, sempre che le condizioni siano documentate. Questo sistema di “responsabilità condivisa” riduce il rischio di frammentazione informativa e assicura la centralizzazione dei dati fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1934" data-end="2114">Queste disposizioni rafforzano la trasparenza e il coordinamento tra amministrazioni fiscali, in linea con gli obiettivi BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) promossi dall’OCSE.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="346" data-end="433"><strong>Struttura, sezioni e dati da trasmettere</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="435" data-end="890">La <strong data-start="438" data-end="465">Comunicazione Rilevante</strong> prevista per l’attuazione della <strong data-start="498" data-end="520">Global Minimum Tax</strong> è articolata in due sezioni principali, secondo quanto stabilito dall’<strong data-start="591" data-end="621">articolo 4 del Decreto MEF</strong> del 16 ottobre 2025: una <strong data-start="647" data-end="667">sezione generale</strong> e una o più <strong data-start="680" data-end="707">sezioni giurisdizionali</strong>. La compilazione di queste sezioni è fondamentale per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la corretta applicazione dell’imposta integrativa in ambito internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="892" data-end="962">Nella <strong data-start="898" data-end="918">sezione generale</strong> devono essere indicati i seguenti elementi:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="963" data-end="1326">
<li data-start="963" data-end="1045">
<p data-start="965" data-end="1045">le informazioni anagrafiche e strutturali del gruppo multinazionale o nazionale;</p>
</li>
<li data-start="1046" data-end="1105">
<p data-start="1048" data-end="1105">l’organigramma del gruppo, incluse le entità controllate;</p>
</li>
<li data-start="1106" data-end="1155">
<p data-start="1108" data-end="1155">i dati identificativi dell’impresa dichiarante;</p>
</li>
<li data-start="1156" data-end="1227">
<p data-start="1158" data-end="1227">la sintesi delle <strong data-start="1175" data-end="1215">informazioni finanziarie consolidate</strong> del gruppo;</p>
</li>
<li data-start="1228" data-end="1326">
<p data-start="1230" data-end="1326">l’indicazione dell’imposta integrativa calcolata per ciascuna giurisdizione a bassa imposizione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1328" data-end="1471">Le <strong data-start="1331" data-end="1358">sezioni giurisdizionali</strong>, invece, devono contenere informazioni dettagliate <strong data-start="1410" data-end="1431">per ciascun Paese</strong> in cui il gruppo opera. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1472" data-end="1754">
<li data-start="1472" data-end="1529">
<p data-start="1474" data-end="1529">l’utile ante imposte attribuibile a ogni giurisdizione;</p>
</li>
<li data-start="1530" data-end="1580">
<p data-start="1532" data-end="1580">l’ammontare delle imposte effettivamente pagate;</p>
</li>
<li data-start="1581" data-end="1688">
<p data-start="1583" data-end="1688">l’eventuale integrazione dovuta in base al confronto tra l’aliquota effettiva e la soglia minima del 15%;</p>
</li>
<li data-start="1689" data-end="1754">
<p data-start="1691" data-end="1754">eventuali differenze rispetto alle regole OCSE, se applicabili.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1756" data-end="2141">Secondo quanto previsto dall’<strong data-start="1785" data-end="1811">articolo 3 del decreto</strong>, se più Stati membri o terze giurisdizioni rivendicano un diritto d’imposizione sullo stesso gruppo, l’impresa italiana deve <strong data-start="1937" data-end="1981">dare evidenza delle divergenze normative</strong> tra il modello OCSE e la legislazione di ciascun Paese interessato. In caso contrario, se un solo Stato ha diritto d’imposizione, si applicano le sue regole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2143" data-end="2514">Infine, è importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate può <strong data-start="2209" data-end="2246">richiedere ulteriori informazioni</strong> integrative, soprattutto in caso di incongruenze nei dati trasmessi. In presenza di imposte già versate da una capogruppo estera in un <strong data-start="2382" data-end="2400">“porto sicuro”</strong> (safe harbour), l’Italia può accettare quei dati, semplificando l’adempimento per le società italiane del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2143" data-end="2514"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34035 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1024x574.jpg" alt="" width="696" height="390" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1024x574.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-300x168.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-768x430.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1536x861.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-749x420.jpg 749w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-600x336.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-696x390.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize-1068x599.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/3drendered-word-tax-modern-font-depicted-with-stack-coins-beside-it-image-symbolize.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="417"><strong>Modalità di invio e scadenze </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="902">Il Decreto MEF del 16 ottobre 2025 stabilisce che la <strong data-start="472" data-end="499">Comunicazione Rilevante</strong> deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate <strong data-start="548" data-end="589">entro il quindicesimo mese successivo</strong> alla chiusura dell’esercizio fiscale a cui i dati si riferiscono. Ad esempio, per un esercizio chiuso il 31 dicembre 2025, la scadenza ultima per l’invio sarà il <strong data-start="752" data-end="769">31 marzo 2027</strong>.<br data-start="770" data-end="773" />Tale scadenza è allineata al calendario OCSE e riflette la necessità di elaborare dati consolidati e affidabili prima dell’invio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="904" data-end="1244">La comunicazione deve essere trasmessa <strong data-start="943" data-end="979">esclusivamente in via telematica</strong>, attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il <strong data-start="1054" data-end="1074">modello standard</strong> riportato nell’Allegato 1 al decreto. Il formato sarà strutturato in XML, seguendo le specifiche tecniche che l’Agenzia pubblicherà con appositi provvedimenti attuativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1330">È responsabilità dell’<strong data-start="1268" data-end="1291">impresa dichiarante</strong> assicurarsi che le informazioni siano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1573">
<li data-start="1331" data-end="1402">
<p data-start="1333" data-end="1402"><strong data-start="1333" data-end="1357">complete e veritiere</strong>, conformi ai principi contabili applicabili;</p>
</li>
<li data-start="1403" data-end="1483">
<p data-start="1405" data-end="1483"><strong data-start="1405" data-end="1440">coerenti con i dati di bilancio</strong> del gruppo e con i dati fiscali nazionali;</p>
</li>
<li data-start="1484" data-end="1573">
<p data-start="1486" data-end="1573">trasmesse <strong data-start="1496" data-end="1524">entro i termini previsti</strong>, pena l’applicazione di sanzioni amministrative.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1575" data-end="1935">In caso di <strong data-start="1586" data-end="1610">deleghe intra-gruppo</strong>, la responsabilità resta comunque in capo alla società che ha fornito i dati, anche se l’invio è stato effettuato da un’altra impresa designata. È dunque fondamentale predisporre una <strong data-start="1794" data-end="1816">governance interna</strong> chiara e tracciabile, con una catena di controllo che garantisca la qualità delle informazioni condivise con il Fisco.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1937" data-end="2197">Per garantire il rispetto delle scadenze e la qualità dei dati, molte imprese stanno valutando l’adozione di <strong data-start="2046" data-end="2095">software di compliance fiscale internazionale</strong>, spesso integrati nei sistemi ERP e già aggiornati per la reportistica richiesta dal Pilastro 2 OCSE.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="347" data-end="444"><strong>Vantaggi della compliance </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="973">L’introduzione della Comunicazione Rilevante nell’ambito della <strong data-start="509" data-end="531">Global Minimum Tax</strong> rappresenta molto più di un adempimento burocratico: è una sfida di <strong data-start="600" data-end="637">compliance fiscale internazionale</strong>, ma anche un’opportunità per rafforzare il presidio interno sulla fiscalità e migliorare il rapporto con l’amministrazione finanziaria.<br data-start="773" data-end="776" />Infatti, un’impresa che gestisce correttamente questo obbligo dimostra di essere <strong data-start="857" data-end="898">trasparente, organizzata e affidabile</strong>, riducendo significativamente il <strong data-start="932" data-end="972">rischio di controlli e contestazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1047">Tra i vantaggi principali di una corretta applicazione delle regole:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1048" data-end="1545">
<li data-start="1048" data-end="1160">
<p data-start="1050" data-end="1160"><strong data-start="1050" data-end="1107">Minore esposizione a verifiche fiscali internazionali</strong>, grazie alla qualità e coerenza dei dati comunicati;</p>
</li>
<li data-start="1161" data-end="1273">
<p data-start="1163" data-end="1273"><strong data-start="1163" data-end="1202">Riduzione del rischio reputazionale</strong>, soprattutto per i gruppi operanti in mercati regolamentati o quotati;</p>
</li>
<li data-start="1274" data-end="1398">
<p data-start="1276" data-end="1398">Maggiore possibilità di <strong data-start="1300" data-end="1330">accedere a regimi premiali</strong> previsti per i soggetti collaborativi (es. cooperative compliance);</p>
</li>
<li data-start="1399" data-end="1545">
<p data-start="1401" data-end="1545">Ottimizzazione dei flussi informativi tra le società del gruppo, con benefici anche in termini di <strong data-start="1499" data-end="1544">efficienza gestionale e controllo interno</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1547" data-end="1953">Tuttavia, non mancano le <strong data-start="1572" data-end="1585">criticità</strong>. Il rischio principale è quello di <strong data-start="1621" data-end="1680">incoerenza tra i dati trasmessi a diverse giurisdizioni</strong>, oppure tra i dati dichiarati e quelli contenuti nei bilanci consolidati o nei Country by Country Report (CbCR). Errori di valutazione o omissioni possono condurre a <strong data-start="1847" data-end="1874">sanzioni amministrative</strong> o, nei casi più gravi, a contestazioni di <strong data-start="1917" data-end="1952">evasione fiscale internazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1955" data-end="2011">Per affrontare al meglio l’adempimento, è consigliabile:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2012" data-end="2447">
<li data-start="2012" data-end="2114">
<p data-start="2014" data-end="2114">dotarsi di <strong data-start="2025" data-end="2051">software specializzati</strong> per la raccolta, analisi e reporting dei dati fiscali globali;</p>
</li>
<li data-start="2115" data-end="2206">
<p data-start="2117" data-end="2206">definire una <strong data-start="2130" data-end="2152">task force interna</strong> (area fiscale, legale e IT) che coordini le attività;</p>
</li>
<li data-start="2207" data-end="2314">
<p data-start="2209" data-end="2314">attivare un <strong data-start="2221" data-end="2249">audit interno preventivo</strong> per verificare la correttezza dei dati prima della trasmissione;</p>
</li>
<li data-start="2315" data-end="2447">
<p data-start="2317" data-end="2447">avvalersi della consulenza di uno <strong data-start="2351" data-end="2412">studio commercialista esperto in fiscalità internazionale</strong> per evitare errori interpretativi.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2449" data-end="2560">Investire oggi nella compliance può significare risparmiare domani in termini di sanzioni, tempo e complessità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2449" data-end="2560"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34036 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/coins-paper-money-globe-white-statistic-form-background-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="465" data-end="560"><strong>Imposizione concorrente, divergenze tra Stati e regole OCSE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="562" data-end="997">Uno degli aspetti più delicati dell’applicazione della Global Minimum Tax è la gestione dei casi in cui <strong data-start="666" data-end="737">più Stati rivendicano il diritto di applicare l’imposta integrativa</strong> sul medesimo gruppo multinazionale. L’<strong data-start="776" data-end="806">articolo 3 del Decreto MEF</strong> disciplina queste situazioni, prevedendo che l’<strong data-start="854" data-end="886">impresa dichiarante italiana</strong> debba segnalare le <strong data-start="906" data-end="967">divergenze tra il framework OCSE e le normative nazionali</strong> di ciascun Paese coinvolto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="999" data-end="1200">In pratica, se due o più Stati affermano di avere diritto a riscuotere la stessa imposta integrativa, occorre effettuare un’<strong data-start="1123" data-end="1144">analisi comparata</strong> delle normative applicabili. L’obiettivo è determinare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1201" data-end="1450">
<li data-start="1201" data-end="1267">
<p data-start="1203" data-end="1267">quale giurisdizione ha il <strong data-start="1229" data-end="1266">diritto prevalente di imposizione</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1268" data-end="1337">
<p data-start="1270" data-end="1337">se vi sono regole locali che <strong data-start="1299" data-end="1336">si discostano dagli standard OCSE</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1338" data-end="1450">
<p data-start="1340" data-end="1450">come tali divergenze impattano sul calcolo dell’imposta effettiva pagata e sull’eventuale integrazione dovuta.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1452" data-end="1683">Per facilitare la gestione di queste situazioni, l’OCSE ha previsto meccanismi di coordinamento tra autorità fiscali, ma il successo di tali strumenti dipende fortemente dalla <strong data-start="1628" data-end="1668">qualità della documentazione fornita</strong> dalle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1685" data-end="2103">Un’altra semplificazione importante è data dal cosiddetto <strong data-start="1743" data-end="1776">“porto sicuro” (Safe Harbour)</strong>: se l’impresa capogruppo estera del gruppo ha già versato un’imposta minima in uno Stato che applica regole equivalenti a quelle OCSE, l’Italia può <strong data-start="1925" data-end="1962">riconoscere quei dati come validi</strong>, evitando duplicazioni di calcolo e riducendo il rischio di doppia imposizione. Tuttavia, questa possibilità è subordinata alla verifica di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2104" data-end="2238">
<li data-start="2104" data-end="2147">
<p data-start="2106" data-end="2147">coerenza delle aliquote minime applicate;</p>
</li>
<li data-start="2148" data-end="2185">
<p data-start="2150" data-end="2185">equivalenza dei criteri di calcolo;</p>
</li>
<li data-start="2186" data-end="2238">
<p data-start="2188" data-end="2238">disponibilità della documentazione giustificativa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2240" data-end="2490">In questi contesti transfrontalieri, è fondamentale una <strong data-start="2296" data-end="2351">coordinazione stretta tra le sedi estere e italiane</strong> del gruppo, oltre al supporto di consulenti che conoscano in dettaglio sia il diritto tributario italiano sia la fiscalità internazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="444" data-end="526"><strong>Sanzioni, controlli e responsabilità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="528" data-end="1105">L’obbligo di trasmettere la <strong data-start="556" data-end="583">Comunicazione Rilevante</strong> non è solo un adempimento tecnico, ma un vero e proprio <strong data-start="640" data-end="658">obbligo legale</strong>, il cui mancato rispetto può determinare <strong data-start="700" data-end="735">sanzioni amministrative pesanti</strong>, oltre a ripercussioni reputazionali e operative.<br data-start="785" data-end="788" />Secondo il <strong data-start="799" data-end="834">Decreto MEF del 16 ottobre 2025</strong>, l’<strong data-start="838" data-end="863">Agenzia delle Entrate</strong> è autorizzata a verificare la correttezza, la completezza e la coerenza dei dati comunicati, sia attraverso controlli automatizzati, sia mediante accertamenti fiscali ordinari o internazionali, anche in collaborazione con le autorità estere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1154">Le principali <strong data-start="1121" data-end="1148">violazioni sanzionabili</strong> sono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1155" data-end="1468">
<li data-start="1155" data-end="1228">
<p data-start="1157" data-end="1228"><strong data-start="1157" data-end="1181">omessa comunicazione</strong>, ovvero il mancato invio nei termini previsti;</p>
</li>
<li data-start="1229" data-end="1343">
<p data-start="1231" data-end="1343"><strong data-start="1231" data-end="1270">comunicazione incompleta o infedele</strong>, cioè con dati falsi, errati o non coerenti con il bilancio consolidato;</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1468">
<p data-start="1346" data-end="1468"><strong data-start="1346" data-end="1386">inosservanza delle modalità tecniche</strong> di trasmissione, che potrebbe comportare l’invalidità della comunicazione stessa.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1470" data-end="1773">Le <strong data-start="1473" data-end="1496">sanzioni pecuniarie</strong> saranno quantificate con provvedimenti specifici dell’Agenzia, ma ci si attende una struttura simile a quella prevista per altri obblighi internazionali (es. Country-by-Country Reporting), con <strong data-start="1690" data-end="1772">importi che possono arrivare fino a 100.000 euro per ciascun esercizio fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="2176">Oltre alla sanzione economica, è prevista una <strong data-start="1821" data-end="1854">responsabilità amministrativa</strong> a carico dei soggetti che, pur avendo la responsabilità del controllo interno e della compliance, non hanno predisposto misure idonee a garantire l’adempimento. Questo rende fondamentale il coinvolgimento diretto del <strong data-start="2072" data-end="2096">management aziendale</strong> e dei <strong data-start="2103" data-end="2123">revisori interni</strong>, che dovranno garantire l’affidabilità dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2178" data-end="2414">L’Agenzia può inoltre richiedere <strong data-start="2211" data-end="2241">documentazione integrativa</strong> in caso di incongruenze o segnali di rischio fiscale. Una risposta evasiva o tardiva può aggravare la posizione dell’impresa e portare a una <strong data-start="2383" data-end="2413">verifica fiscale più ampia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2416" data-end="2683">Per evitare tutto ciò, è consigliato adottare un <strong data-start="2465" data-end="2488">approccio proattivo</strong>, con sistemi di controllo preventivo e tracciabilità documentale. In un contesto sempre più interconnesso, la <strong data-start="2599" data-end="2636">compliance fiscale internazionale</strong> non è più un’opzione, ma un dovere strategico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="287" data-end="400"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="1012">L’introduzione della Comunicazione Rilevante per la Global Minimum Tax, come disciplinata dal Decreto MEF del 16 ottobre 2025, rappresenta un salto di qualità nell’evoluzione della fiscalità internazionale. Le imprese italiane, inserite in gruppi multinazionali o nazionali di grandi dimensioni, non possono più permettersi un approccio passivo alla compliance.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="1012">La trasparenza, la correttezza dei dati e la capacità di rispondere in modo tempestivo e strutturato alle richieste dell’Agenzia delle Entrate diventano elementi centrali per evitare sanzioni e migliorare la posizione fiscale complessiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1014" data-end="1567">Ma questo nuovo adempimento è anche un’opportunità: quella di rivedere l’organizzazione fiscale del gruppo, correggere eventuali inefficienze, sfruttare correttamente le norme OCSE e, soprattutto, dimostrare affidabilità nei confronti delle autorità fiscali internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1014" data-end="1567">Con l’aiuto di professionisti esperti in fiscalità internazionale e strumenti tecnologici adeguati, le imprese possono trasformare questo obbligo in un elemento strategico di governance, contribuendo a una gestione più efficiente, trasparente e orientata al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1833">Il consiglio, dunque, è chiaro: agire per tempo, formare il proprio personale, adottare soluzioni digitali e affidarsi a uno studio commercialista specializzato, per evitare errori costosi e cogliere tutte le opportunità che la nuova normativa può offrire.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Global-Minimum-Tax-guida-alla-comunicazione-rilevante-secondo-il-decreto-MEF-del-16-ottobre-2025/">Global Minimum Tax: guida alla comunicazione rilevante secondo il decreto MEF del 16 ottobre 2025</a> was first posted on Ottobre 24, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Regime Impatriati: tutte le regole, i vincoli e le opportunità fiscali per chi rientra in Italia</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Impatriati-tutte-le-regole-i-vincoli-e-le-opportunita-fiscali-per-chi-rientra-in-Italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 04:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Contenzioso]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, l’Italia ha cercato di contrastare la cosiddetta “fuga dei cervelli” adottando misure fiscali di favore volte a incentivare il rientro dei lavoratori altamente qualificati. Con l’entrata in vigore dell’articolo 5 del Decreto Legislativo n. 209/2023, il legislatore ha completamente riformulato il regime agevolativo per gli impatriati, rendendolo più selettivo e coerente con [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Impatriati-tutte-le-regole-i-vincoli-e-le-opportunita-fiscali-per-chi-rientra-in-Italia/">Regime Impatriati: tutte le regole, i vincoli e le opportunità fiscali per chi rientra in Italia</a> was first posted on Luglio 30, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="418" data-end="976">Negli ultimi anni, l’Italia ha cercato di contrastare la cosiddetta “fuga dei cervelli” adottando misure fiscali di favore volte a incentivare il rientro dei lavoratori altamente qualificati. Con l’entrata in vigore dell’articolo 5 del <strong data-start="654" data-end="689">Decreto Legislativo n. 209/2023</strong>, il legislatore ha completamente riformulato il <strong data-start="738" data-end="779">regime agevolativo per gli impatriati</strong>, rendendolo più selettivo e coerente con l’obiettivo dichiarato: <strong data-start="845" data-end="896">attrarre capitale umano altamente specializzato</strong>, che abbia realmente maturato esperienza e competenze professionali all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="978" data-end="1476">Il nuovo regime, operativo dal <strong data-start="1009" data-end="1028">1° gennaio 2024</strong>, si applica ai contribuenti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a partire da tale data e <strong data-start="1131" data-end="1179">sostituisce il precedente impianto normativo</strong> regolato dall’articolo 16 del D.Lgs. 147/2015. Tuttavia, rispetto al passato, i benefici sono oggi subordinati a requisiti più stringenti: non basta rientrare in Italia, ma è necessario dimostrare <strong data-start="1377" data-end="1434">un effettivo distacco dal tessuto economico nazionale</strong> durante il periodo trascorso all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1478" data-end="1766">La finalità è chiara: evitare che il vantaggio fiscale venga sfruttato in maniera opportunistica da soggetti che, di fatto, <strong data-start="1602" data-end="1673">non si sono mai realmente staccati dal contesto lavorativo italiano</strong>, garantendo così che l’agevolazione premi chi porta valore aggiunto, innovazione e know-how.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1768" data-end="2025">In questo articolo analizziamo in dettaglio tutte le regole del nuovo regime impatriati, i vincoli introdotti, le interpretazioni della prassi e le opportunità fiscali che ne derivano. Una guida completa per orientarsi nella normativa in vigore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="hsszab" data-start="239" data-end="305"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="307" data-end="692">Il cuore del nuovo regime impatriati è rappresentato da un <strong data-start="366" data-end="398">importante beneficio fiscale</strong>: la <strong data-start="403" data-end="449">parziale esclusione dei redditi imponibili</strong> di lavoro dipendente, autonomo e assimilato prodotti in Italia. In termini pratici, il <strong data-start="537" data-end="619">50% del reddito percepito non concorre alla formazione del reddito complessivo</strong>, riducendo notevolmente la base imponibile su cui calcolare le imposte.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="694" data-end="948">Tale percentuale di esclusione si riduce al <strong data-start="738" data-end="788">40% per i lavoratori con figli minori a carico</strong>, introducendo quindi un vincolo aggiuntivo che potrebbe rendere il regime meno vantaggioso per chi ha una famiglia a carico rispetto alla precedente normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="950" data-end="1312">L’agevolazione ha una <strong data-start="972" data-end="1005">durata massima di cinque anni</strong>, con un <strong data-start="1014" data-end="1076">tetto di reddito agevolabile fissato a 600.000 euro l’anno</strong>. Superato questo limite, il reddito eccedente torna a essere pienamente imponibile. Una novità che mira a limitare gli abusi del passato e a concentrare il beneficio su lavoratori con redditi mediamente elevati, ma non ultra-milionari.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1314" data-end="1425">Per poter accedere al regime, il lavoratore deve soddisfare una serie di requisiti stringenti e cumulativi:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1426" data-end="2008">
<li data-start="1426" data-end="1531">
<p data-start="1428" data-end="1531">Trasferire la <strong data-start="1442" data-end="1473">residenza fiscale in Italia</strong> dal 2024 in poi (ai sensi dell’art. 2, comma 2 del TUIR);</p>
</li>
<li data-start="1532" data-end="1605">
<p data-start="1534" data-end="1605">Impegnarsi a <strong data-start="1547" data-end="1604">mantenerla per almeno 4 periodi d’imposta consecutivi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1606" data-end="1678">
<p data-start="1608" data-end="1678">Svolgere la propria <strong data-start="1628" data-end="1677">attività lavorativa prevalentemente in Italia</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1679" data-end="1821">
<p data-start="1681" data-end="1821">Non essere stato residente fiscalmente in Italia nei <strong data-start="1734" data-end="1762">3, 6 o 7 anni precedenti</strong>, in base alla natura del rapporto con il datore di lavoro;</p>
</li>
<li data-start="1822" data-end="2008">
<p data-start="1824" data-end="2008">Possedere una <strong data-start="1838" data-end="1896">qualifica di elevata specializzazione o qualificazione</strong>, secondo quanto definito dal D.Lgs. 108/2012 (per cittadini extra-UE) o dal D.Lgs. 206/2007 (per cittadini UE).</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1vapldz" data-start="330" data-end="410"><strong>Il requisito della non residenza fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="802">Il fulcro del nuovo regime impatriati 2024 è rappresentato dal <strong data-start="475" data-end="516">requisito della non residenza fiscale</strong> in Italia, che si presenta oggi in una forma molto più articolata e selettiva rispetto al passato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="802">Il legislatore, infatti, ha introdotto <strong data-start="655" data-end="693">tre soglie temporali differenziate</strong> in funzione della pregressa relazione tra il lavoratore e il datore di lavoro italiano (o estero collegato).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="804" data-end="895">La <strong data-start="807" data-end="851">soglia minima è di tre periodi d’imposta</strong>. Questa si applica solo se il contribuente:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="896" data-end="1141">
<li data-start="896" data-end="944">
<p data-start="898" data-end="944"><strong data-start="898" data-end="921">non ha mai lavorato</strong> per soggetti italiani;</p>
</li>
<li data-start="945" data-end="1037">
<p data-start="947" data-end="1037"><strong data-start="947" data-end="1036">non ha mai avuto rapporti lavorativi con aziende estere collegate a soggetti italiani</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1038" data-end="1141">
<p data-start="1040" data-end="1141">rientra in Italia per iniziare <strong data-start="1071" data-end="1102">un nuovo rapporto di lavoro</strong> con un datore totalmente indipendente.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1143" data-end="1339">In presenza di un <strong data-start="1161" data-end="1188">collegamento societario</strong> tra il datore estero e quello italiano, la normativa – richiamando l’art. 2359, comma 1, n. 1) del Codice civile – estende l’obbligo di non residenza:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1340" data-end="1646">
<li data-start="1340" data-end="1484">
<p data-start="1342" data-end="1484">a <strong data-start="1344" data-end="1369">sei periodi d’imposta</strong>, se il lavoratore <strong data-start="1388" data-end="1429">non era mai stato impiegato in Italia</strong> per quella società (o gruppo) prima del trasferimento;</p>
</li>
<li data-start="1485" data-end="1646">
<p data-start="1487" data-end="1646">a <strong data-start="1489" data-end="1516">sette periodi d’imposta</strong>, se <strong data-start="1521" data-end="1564">in passato aveva già lavorato in Italia</strong> per lo stesso soggetto o per un altro appartenente allo stesso gruppo societario.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1648" data-end="2053">In questo contesto, il concetto di “gruppo” assume un’importanza strategica. Ai sensi dell’art. 5, comma 2 del D.Lgs. 209/2023, sono considerate collegate le imprese <strong data-start="1814" data-end="1861">sotto controllo diretto, indiretto o comune</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1648" data-end="2053">È quindi fondamentale analizzare <strong data-start="1896" data-end="1940">non solo la struttura societaria formale</strong>, ma anche i rapporti di <strong data-start="1965" data-end="1990">controllo sostanziale</strong>, spesso meno visibili ma ugualmente rilevanti ai fini fiscali.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33313 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/tenendo-il-mondo-nelle-mie-mani-attraente-agente-di-viaggio-femminile-che-mostra-un-globo-e-sorride-mentre-lavora-nel-suo-ufficio-moderno.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1odsvaa" data-start="359" data-end="444"><strong>“Prima del trasferimento”</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="857">Uno degli snodi più delicati del nuovo Regime Impatriati riguarda l’<strong data-start="514" data-end="585">interpretazione temporale della locuzione “prima del trasferimento”</strong> contenuta nell’articolo 5, comma 2 del D.Lgs. 209/2023. Comprendere il momento esatto da cui far decorrere l’analisi dei rapporti lavorativi pregressi è essenziale, perché determina l’applicazione della soglia minima o rafforzata di non residenza fiscale (3, 6 o 7 anni).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="859" data-end="1310">A fare chiarezza sono intervenute le recenti <strong data-start="904" data-end="954">risposte a interpello n. 41/2025 e n. 142/2025</strong> dell’Agenzia delle Entrate, che <strong data-start="987" data-end="1024">escludono una lettura restrittiva</strong> del termine. Secondo tali pronunce, “prima del trasferimento” non si riferisce solo all’anno solare precedente il rientro in Italia, ma include anche il periodo che intercorre tra l’inizio dell’anno del rientro e la data effettiva di acquisizione della residenza fiscale in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1312" data-end="1628">Questo significa che, ad esempio, se un lavoratore trasferisce la propria residenza fiscale in Italia il 1° agosto 2024, per valutare eventuali collegamenti con soggetti esteri appartenenti al gruppo del datore italiano, occorrerà esaminare <strong data-start="1553" data-end="1627">l’intero arco temporale compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2024</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1630" data-end="2063">Se in tale periodo il soggetto ha <strong data-start="1664" data-end="1772">prestato attività lavorativa, anche occasionale o autonoma, per un’azienda estera appartenente al gruppo</strong>, si applicherà la soglia di non residenza rafforzata di <strong data-start="1829" data-end="1849">sei o sette anni</strong>, in base all’eventuale lavoro pregresso in Italia con lo stesso gruppo. Questo approccio <strong data-start="1939" data-end="1952">estensivo</strong> impedisce l’uso strategico del rientro “a cavallo d’anno” per ottenere un accesso facilitato all’agevolazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1edjz69" data-start="338" data-end="444"><strong>Sospensione e attività autonoma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="868">Uno scenario piuttosto comune tra i lavoratori impatriati è quello della <strong data-start="519" data-end="557">sospensione del rapporto di lavoro</strong> con un datore italiano durante un periodo di distacco all’estero. A questo proposito, la risposta a interpello <strong data-start="669" data-end="684">n. 142/2025</strong> ha offerto un chiarimento importante: <strong data-start="723" data-end="821">la mera esistenza formale di un contratto sospeso non impedisce l’accesso al regime impatriati</strong>, purché manchi una continuità operativa reale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1388">In sostanza, se il contratto con il datore italiano è stato sospeso, <strong data-start="939" data-end="1015">senza corresponsione di retribuzioni, contributi o prestazioni effettive</strong>, e <strong data-start="1019" data-end="1052">non vi è un legame societario</strong> tra il soggetto estero presso cui si lavora e il datore italiano, il contribuente può beneficiare della <strong data-start="1157" data-end="1187">soglia minima dei tre anni</strong> di non residenza. La chiave interpretativa si basa sull’<strong data-start="1244" data-end="1295">effettiva discontinuità lavorativa e societaria</strong>, non sulla sola esistenza di un vincolo contrattuale giuridicamente in essere ma non attivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1390" data-end="2093">Discorso diverso invece per i lavoratori autonomi. Con la risposta a interpello <strong data-start="1470" data-end="1484">n. 53/2025</strong>, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che <strong data-start="1526" data-end="1576">la continuità sostanziale dell’attività svolta</strong> rileva ai fini dell’estensione del periodo di non residenza richiesto, <strong data-start="1648" data-end="1704">indipendentemente dalla forma giuridica del rapporto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1390" data-end="2093">Se un contribuente cessa un rapporto di lavoro subordinato con un soggetto estero ma prosegue l’attività in forma autonoma per lo stesso soggetto (o per un’impresa appartenente allo stesso gruppo ai sensi dell’art. 2359 c.c.), il regime agevolativo potrà essere applicato <strong data-start="1978" data-end="2042">solo se siano rispettati i sei o sette anni di non residenza</strong>, in funzione della pregressa esperienza in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2095" data-end="2272">Questo approccio dimostra come il legislatore e la prassi mirino a premiare non solo la forma, ma la sostanza dei percorsi professionali, evitando scorciatoie o simulazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="193ormd" data-start="267" data-end="341"><strong>Convenzioni internazionali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="740">Nel nuovo assetto normativo del regime impatriati, un tema particolarmente rilevante ma spesso sottovalutato è quello della <strong data-start="467" data-end="527">rilevanza delle convenzioni contro le doppie imposizioni</strong> ai fini della determinazione della <strong data-start="563" data-end="619">residenza fiscale nei periodi antecedenti al rientro</strong> in Italia. La questione è cruciale, in quanto incide direttamente sulla possibilità di accedere o meno all’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="742" data-end="1113">Il <strong data-start="745" data-end="764">D.Lgs. 209/2023</strong>, all’art. 5, comma 6, stabilisce che <strong data-start="802" data-end="847">solo per i periodi d’imposta fino al 2023</strong> i cittadini italiani <strong data-start="869" data-end="894">non iscritti all’AIRE</strong> possano <strong data-start="903" data-end="950">dimostrare la loro residenza fiscale estera</strong> secondo i <strong data-start="961" data-end="1001">criteri convenzionali internazionali</strong>, attraverso l&#8217;applicazione delle <strong data-start="1035" data-end="1056">tie-breaker rules</strong> previste dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1115" data-end="1392">Queste regole convenzionali consentono, in caso di doppia residenza, di risolvere il conflitto individuando un unico Stato di residenza fiscale prevalente (in genere in base a criteri come la residenza abituale, il centro degli interessi vitali, il domicilio permanente, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1670">Tuttavia, a partire dal <strong data-start="1418" data-end="1426">2024</strong>, questa possibilità <strong data-start="1447" data-end="1472">non è più contemplata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1670">In assenza di un&#8217;esplicita estensione normativa, la residenza fiscale viene valutata <strong data-start="1559" data-end="1603">esclusivamente secondo i criteri interni</strong> previsti dall’<strong data-start="1618" data-end="1647">art. 2, comma 2, del TUIR</strong>, che tengono conto di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1778">
<li data-start="1671" data-end="1725">
<p data-start="1673" data-end="1725">iscrizione all’anagrafe della popolazione residente;</p>
</li>
<li data-start="1726" data-end="1738">
<p data-start="1728" data-end="1738">domicilio;</p>
</li>
<li data-start="1739" data-end="1778">
<p data-start="1741" data-end="1778">residenza ai sensi del codice civile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1780" data-end="2148">Ciò significa che, anche se un contribuente risultasse residente all’estero in base a una convenzione contro le doppie imposizioni, potrebbe comunque essere considerato <strong data-start="1949" data-end="1980">residente fiscale in Italia</strong> secondo il diritto interno, <strong data-start="2009" data-end="2060">precludendo così l’accesso al regime impatriati</strong>. Una rigidità normativa che impone <strong data-start="2096" data-end="2114">grande cautela</strong> nella pianificazione del rientro.</p>
<p data-start="1780" data-end="2148"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33314 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-768x511.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-1536x1022.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-631x420.jpg 631w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/donna-di-vista-frontale-che-lavora-come-agente-di-viaggio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="60qcu7" data-start="342" data-end="444"><strong>Ruolo del professionista</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="864">Alla luce della complessità del nuovo regime impatriati introdotto dal D.Lgs. 209/2023, risulta evidente come <strong data-start="556" data-end="675">l’accesso legittimo al beneficio fiscale non possa essere lasciato al caso o a una lettura superficiale della norma</strong>. L’applicazione del regime richiede un’attenta <strong data-start="723" data-end="749">valutazione preventiva</strong>, che tenga conto di ogni singolo elemento della posizione del contribuente, sia sul piano formale che sostanziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1137">In questo scenario, il <strong data-start="889" data-end="925">ruolo del professionista fiscale</strong> è diventato <strong data-start="938" data-end="962">più centrale che mai</strong>. Non si tratta soltanto di verificare la documentazione anagrafica o contrattuale, ma di <strong data-start="1052" data-end="1123">ricostruire il percorso lavorativo e fiscale del soggetto nel tempo</strong>, analizzando:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1138" data-end="1608">
<li data-start="1138" data-end="1226">
<p data-start="1140" data-end="1226">la <strong data-start="1143" data-end="1174">residenza fiscale pregressa</strong>, nei termini richiesti dai commi 2 e 6 dell’art. 5;</p>
</li>
<li data-start="1227" data-end="1294">
<p data-start="1229" data-end="1294">i <strong data-start="1231" data-end="1293">rapporti lavorativi avuti con soggetti italiani e/o esteri</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1295" data-end="1372">
<p data-start="1297" data-end="1372">l’eventuale <strong data-start="1309" data-end="1342">esistenza di legami societari</strong> ai sensi dell’art. 2359 c.c.;</p>
</li>
<li data-start="1373" data-end="1458">
<p data-start="1375" data-end="1458">la <strong data-start="1378" data-end="1419">natura effettiva dell’attività svolta</strong> (dipendente, autonoma, professionale);</p>
</li>
<li data-start="1459" data-end="1608">
<p data-start="1461" data-end="1608">la <strong data-start="1464" data-end="1490">qualifica del soggetto</strong>, che deve possedere <strong data-start="1511" data-end="1556">elevata specializzazione o qualificazione</strong> ai sensi del D.Lgs. 108/2012 o del D.Lgs. 206/2007.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1610" data-end="1991">Ogni errore o sottovalutazione può comportare <strong data-start="1656" data-end="1695">l’inapplicabilità dell’agevolazione</strong>, con conseguenze significative in termini di accertamenti fiscali e recuperi d’imposta. Per questo motivo, in molti casi è <strong data-start="1819" data-end="1866">opportuno predisporre interpelli preventivi</strong> rivolti all’Agenzia delle Entrate, al fine di ottenere una posizione ufficiale e tracciabile su casi specifici o borderline.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1993" data-end="2191">In definitiva, l’approccio metodico, prudente e documentato rappresenta la <strong data-start="2068" data-end="2120">via più sicura per accedere al regime impatriati</strong> in modo legittimo e sostenibile anche in caso di controlli successivi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="m32ko1" data-start="163" data-end="235"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="711">Il nuovo regime impatriati in vigore dal 1° gennaio 2024 rappresenta un cambio di paradigma: <strong data-start="330" data-end="402">non più un’agevolazione generalizzata per chiunque rientri in Italia</strong>, ma <strong data-start="407" data-end="430">un incentivo mirato</strong>, pensato per attrarre lavoratori con competenze elevate e realmente maturate all’estero. L’accesso al beneficio è oggi subordinato a requisiti più selettivi, controlli più stringenti e una maggiore attenzione alla <strong data-start="645" data-end="710">sostanza economica delle situazioni personali e professionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="713" data-end="1276">Tuttavia, proprio questa selettività rende il regime più <strong data-start="770" data-end="783">credibile</strong>, più <strong data-start="789" data-end="804">trasparente</strong> e potenzialmente più efficace nel trattenere sul lungo termine capitale umano qualificato. Per i contribuenti in possesso dei requisiti, l’agevolazione resta <strong data-start="963" data-end="991">significativa e concreta</strong>, con un’esclusione del 50% (o 40%) del reddito imponibile fino a 600.000 euro all’anno per cinque anni. Ma ottenere il beneficio richiede una <strong data-start="1134" data-end="1159">preparazione accurata</strong>, una <strong data-start="1165" data-end="1206">valutazione professionale documentata</strong> e, spesso, un confronto preventivo con l’Amministrazione Finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1278" data-end="1645">In conclusione, il nuovo regime non è per tutti, ma è una grande opportunità per chi può dimostrarne i presupposti. In questo contesto, <strong data-start="1414" data-end="1483">affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità internazionale</strong> è non solo utile, ma decisivo. Perché ogni dettaglio conta, e solo una gestione tecnica e preventiva può garantire il corretto e sicuro accesso all’agevolazione.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Regime-Impatriati-tutte-le-regole-i-vincoli-e-le-opportunita-fiscali-per-chi-rientra-in-Italia/">Regime Impatriati: tutte le regole, i vincoli e le opportunità fiscali per chi rientra in Italia</a> was first posted on Luglio 30, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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