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	<title>398 1991 post riforma | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>398 1991 post riforma | Commercialista.it</title>
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		<title>Legge 398/1991 confermata: le associazioni di categoria e sindacali potranno usarla anche dopo il 2026</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-3981991-confermata-le-associazioni-di-categoria-e-sindacali-potranno-usarla-anche-dopo-il-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 12:46:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 2026 rappresenta uno spartiacque fondamentale per il Terzo Settore italiano. Con la piena attuazione della Riforma del Terzo Settore, molte associazioni – in particolare quelle non iscritte al RUNTS – rischiavano di perdere i benefici di regimi fiscali agevolati, tra cui il noto regime forfetario ex Legge 398/1991. Tuttavia, un’importante apertura normativa chiarisce che [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-3981991-confermata-le-associazioni-di-categoria-e-sindacali-potranno-usarla-anche-dopo-il-2026/">Legge 398/1991 confermata: le associazioni di categoria e sindacali potranno usarla anche dopo il 2026</a> was first posted on Novembre 13, 2025 at 1:46 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="371" data-end="938">Il 2026 rappresenta uno spartiacque fondamentale per il Terzo Settore italiano. Con la piena attuazione della Riforma del Terzo Settore, molte associazioni – in particolare quelle non iscritte al RUNTS – rischiavano di perdere i benefici di regimi fiscali agevolati, tra cui il noto regime forfetario ex Legge 398/1991. Tuttavia, un’importante apertura normativa chiarisce che <strong data-start="748" data-end="857">le associazioni di categoria e sindacali potranno continuare ad applicare la 398/1991 anche oltre il 2026</strong>, garantendo loro una continuità fiscale cruciale per la sopravvivenza economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="940" data-end="972">In questo articolo analizzeremo le novità introdotte dalla riforma e cosa cambia effettivamente dal 1° gennaio 2026, chi può continuare ad accedere alla 398/1991, le conseguenze per le associazioni non iscritte al RUNTS, i vantaggi fiscali ancora accessibili in forma legale e cosa conviene fare: iscriversi al RUNTS o restare fuori?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1470">Un approfondimento essenziale per chi gestisce associazioni non profit, in particolare rappresentanze sindacali, di categoria e organismi associativi non riconosciuti nel Terzo Settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="70" data-end="138"><strong>Cosa cambia dal 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="140" data-end="870">Con l’entrata a regime della Riforma del Terzo Settore, prevista per il <strong data-start="212" data-end="231">1° gennaio 2026</strong>, cambierà radicalmente il panorama fiscale per le <strong data-start="282" data-end="320">associazioni non iscritte al RUNTS</strong> (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Una delle principali novità è l’<strong data-start="399" data-end="455">abrogazione delle agevolazioni fiscali “trasversali”</strong> che fino ad oggi erano accessibili anche a enti non rientranti formalmente nel perimetro del Terzo Settore. Tra queste, era a rischio anche la possibilità di accedere al regime forfetario previsto dalla <strong data-start="659" data-end="677">Legge 398/1991</strong>, un regime fiscale semplificato molto vantaggioso, particolarmente usato da associazioni sportive, culturali, musicali, ricreative e, appunto, anche da organizzazioni sindacali e di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="872" data-end="1325">Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che <strong data-start="958" data-end="1065">la 398/1991 resterà accessibile anche dopo il 2026 per alcune tipologie di associazioni non commerciali</strong>, tra cui <strong data-start="1075" data-end="1119">le associazioni sindacali e di categoria</strong>. Queste organizzazioni, infatti, non rientrano nella categoria degli “enti del Terzo Settore” ma possono comunque godere del regime agevolato, purché rispettino determinati requisiti sostanziali e formali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1327" data-end="1686">Questa apertura rappresenta una <strong data-start="1359" data-end="1402">boccata d’ossigeno per migliaia di enti</strong> che, pur non essendo inquadrabili nel RUNTS, svolgono un ruolo sociale, culturale o rappresentativo di primaria importanza. Tuttavia, sarà fondamentale fare attenzione alla <strong data-start="1576" data-end="1633">corretta qualificazione giuridica e fiscale dell’ente</strong>, per evitare contestazioni o decadenze dai benefici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="177" data-end="242"><strong>Chi potrà continuare a usare la Legge 398/1991 </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="244" data-end="646">Alla luce dell’approfondimento fornito, è chiaro che il legislatore ha previsto una <strong data-start="352" data-end="380">distinzione fondamentale</strong> tra gli enti che decidono di iscriversi al RUNTS e quelli che restano fuori. La normativa, in particolare, <strong data-start="488" data-end="520">non abroga la Legge 398/1991</strong>, ma ne limita l’utilizzo solo ad alcune categorie di enti <strong data-start="579" data-end="590">non ETS</strong>, ossia <strong data-start="598" data-end="645">non qualificati come Enti del Terzo Settore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="648" data-end="847">Potranno continuare ad accedere alla 398/1991 <strong data-start="694" data-end="815">tutte le associazioni che, pur essendo senza scopo di lucro, non rientrano tra quelle tenute all’iscrizione nel RUNTS</strong>. Rientrano in questa casistica:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1222">
<li data-start="848" data-end="892">
<p data-start="850" data-end="892"><strong data-start="850" data-end="891">Associazioni sindacali e di categoria</strong>;</p>
</li>
<li data-start="893" data-end="943">
<p data-start="895" data-end="943">Enti associativi di natura politica o religiosa;</p>
</li>
<li data-start="944" data-end="1035">
<p data-start="946" data-end="1035">Enti non commerciali con finalità mutualistiche o di rappresentanza, riconosciuti o meno;</p>
</li>
<li data-start="1036" data-end="1222">
<p data-start="1038" data-end="1222">Altri soggetti che, pur svolgendo attività istituzionale e marginale, <strong data-start="1108" data-end="1221">non perseguono finalità solidaristiche secondo quanto previsto dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017)</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1224" data-end="1681">Il principio è semplice ma decisivo: <strong data-start="1261" data-end="1321">la 398/1991 sopravvive, ma diventa un regime “residuale”</strong> per coloro che non scelgono l’inquadramento come ETS. Questo perché la riforma punta a creare un sistema fiscale e amministrativo specifico e autonomo per gli ETS, ma lascia spazio – come eccezione – ad altri enti non profit, purché non svolgano attività commerciale prevalente e rispettino i limiti di legge (come il tetto di 400.000 euro di proventi annui).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1683" data-end="1977">L’aspetto più interessante è che <strong data-start="1716" data-end="1766">l’applicazione della 398/1991 non è automatica</strong>: gli enti dovranno dichiararne l’adozione e conservare requisiti e documentazione idonea a dimostrare il rispetto delle condizioni previste, anche ai fini dell’eventuale accertamento dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1683" data-end="1977"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34068 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1024x637.jpg" alt="" width="696" height="433" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1024x637.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-300x187.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-768x478.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1536x956.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-675x420.jpg 675w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-150x93.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-600x373.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-696x433.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1068x665.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-356x220.jpg 356w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="133" data-end="224"><strong>Perché le associazioni di categoria e sindacali non rientrano</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="226" data-end="746">Uno degli aspetti più discussi della riforma del Terzo Settore riguarda la <strong data-start="301" data-end="378">definizione dei soggetti obbligati o facoltativi all’iscrizione nel RUNTS</strong>. Secondo quanto stabilito dal <strong data-start="409" data-end="455">Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017)</strong>, solo gli enti che perseguono <strong data-start="486" data-end="543">finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale</strong> possono essere qualificati come ETS. Questo esclude esplicitamente alcune tipologie di enti, tra cui le <strong data-start="648" data-end="745">associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, le associazioni politiche e religiose</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="748" data-end="1132">Questi enti, pur potendo essere senza fini di lucro, <strong data-start="801" data-end="860">non perseguono finalità solidaristiche in senso stretto</strong>, ma rappresentano gli interessi di specifiche categorie professionali, lavoratori o settori produttivi. La loro funzione è dunque più <strong data-start="995" data-end="1029">rappresentativa e contrattuale</strong>, piuttosto che assistenziale o solidaristica, il che li colloca fuori dal perimetro del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1134" data-end="1377">Proprio per questo motivo, il legislatore ha riconosciuto che tali enti <strong data-start="1206" data-end="1251">non sono obbligati a iscriversi nel RUNTS</strong>, né devono sottostare ai nuovi obblighi contabili e gestionali previsti per gli ETS. Questo comporta due vantaggi principali:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1630">
<li data-start="1378" data-end="1461">
<p data-start="1381" data-end="1461"><strong data-start="1381" data-end="1460">Continuità operativa senza dover modificare statuti o modelli organizzativi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1462" data-end="1630">
<p data-start="1465" data-end="1630"><strong data-start="1465" data-end="1542">Possibilità di mantenere il regime fiscale agevolato della Legge 398/1991</strong>, sempre che non svolgano attività commerciale prevalente e restino nei limiti previsti.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1632" data-end="1905">Questa distinzione giuridica è fondamentale: gli enti che non possono o non vogliono trasformarsi in ETS <strong data-start="1737" data-end="1777">non sono automaticamente penalizzati</strong>, ma dovranno gestire con attenzione la propria posizione fiscale per continuare a godere dei benefici attualmente riconosciuti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="67" data-end="131"><strong>I vantaggi del regime 398/1991</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="133" data-end="596">Il regime fiscale previsto dalla <strong data-start="166" data-end="184">Legge 398/1991</strong> rappresenta da decenni uno degli strumenti più efficaci per la <strong data-start="248" data-end="302">semplificazione fiscale degli enti non commerciali</strong>, in particolare per quelli con finalità associative, culturali, sindacali o ricreative. La sua utilità è ancora oggi evidente, motivo per cui la sua conservazione – anche dopo il 2026 – per le associazioni di categoria e sindacali è una <strong data-start="540" data-end="595">scelta strategica di rilevanza fiscale ed economica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="598" data-end="669">Tra i principali <strong data-start="615" data-end="656">vantaggi concreti del regime 398/1991</strong>, ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="1305">
<li data-start="671" data-end="810">
<p data-start="673" data-end="810"><strong data-start="673" data-end="720">Semplificazione degli adempimenti contabili</strong>: non è obbligatoria la tenuta della contabilità ordinaria, bastano registri semplificati.</p>
</li>
<li data-start="811" data-end="1022">
<p data-start="813" data-end="1022"><strong data-start="813" data-end="880">Forfetizzazione dell’imponibile IVA e delle imposte sui redditi</strong>: si applica un abbattimento forfettario dei proventi commerciali, generalmente pari al 3% ai fini IRES e con percentuali variabili per l’IVA.</p>
</li>
<li data-start="1023" data-end="1167">
<p data-start="1025" data-end="1167"><strong data-start="1025" data-end="1093">Accesso agevolato alla raccolta pubblicitaria e sponsorizzazioni</strong>, con tassazione semplificata per le entrate derivanti da queste attività.</p>
</li>
<li data-start="1168" data-end="1305">
<p data-start="1170" data-end="1305"><strong data-start="1170" data-end="1216">Riduzione del rischio di errori e sanzioni</strong>: meno adempimenti, meno esposizione a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1307" data-end="1849">La possibilità di <strong data-start="1325" data-end="1384">continuare ad adottare questo regime anche dopo il 2026</strong>, per tutte le associazioni non ETS che ne hanno i requisiti, rappresenta un’importante forma di <strong data-start="1481" data-end="1509">risparmio fiscale legale</strong> e di <strong data-start="1515" data-end="1554">continuità nella gestione economica</strong> delle attività. In particolare, per le associazioni sindacali e di categoria – che spesso gestiscono progetti formativi, convenzioni, rapporti con enti pubblici o privati – mantenere la 398/1991 significa <strong data-start="1760" data-end="1804">evitare l’aggravio burocratico e fiscale</strong> che l’inquadramento nel RUNTS comporterebbe.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="69" data-end="145"><strong>I rischi per le associazioni non correttamente inquadrate </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="147" data-end="769">Se da un lato la conferma dell’utilizzabilità della <strong data-start="199" data-end="217">Legge 398/1991</strong> per alcune associazioni rappresenta una buona notizia, dall’altro è fondamentale comprendere che <strong data-start="315" data-end="385">non tutte le realtà associative potranno continuare a beneficiarne</strong>. La Riforma del Terzo Settore impone infatti un maggiore rigore nella <strong data-start="456" data-end="505">qualificazione giuridica e fiscale degli enti</strong>. Questo significa che le associazioni che <strong data-start="548" data-end="581">non adeguano i propri statuti</strong>, oppure che <strong data-start="594" data-end="646">svolgono attività commerciale in modo prevalente</strong>, rischiano di <strong data-start="661" data-end="691">perdere i benefici fiscali</strong> o, peggio, di incorrere in contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="771" data-end="807">Dal 2026 in poi, la distinzione tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="808" data-end="996">
<li data-start="808" data-end="861">
<p data-start="810" data-end="861"><strong data-start="810" data-end="842">ETS (Enti del Terzo Settore)</strong> iscritti al RUNTS,</p>
</li>
<li data-start="862" data-end="996">
<p data-start="864" data-end="996">ed <strong data-start="867" data-end="905">enti non commerciali “fuori RUNTS”</strong>,<br />
diventerà centrale per determinare quali regimi fiscali siano effettivamente accessibili.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1009">In pratica:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1010" data-end="1463">
<li data-start="1010" data-end="1200">
<p data-start="1012" data-end="1200">Un’associazione che dovrebbe iscriversi al RUNTS (perché opera con finalità solidaristiche e riceve contributi pubblici) <strong data-start="1133" data-end="1182">non potrà continuare ad applicare la 398/1991</strong> se non si adegua.</p>
</li>
<li data-start="1201" data-end="1463">
<p data-start="1203" data-end="1463">Le associazioni di categoria e sindacali, che non rientrano nella definizione di ETS, <strong data-start="1289" data-end="1335">potranno invece proseguire con la 398/1991</strong>, ma dovranno <strong data-start="1349" data-end="1392">evitare attività commerciale prevalente</strong> e mantenere <strong data-start="1405" data-end="1462">i requisiti sostanziali e formali previsti dal regime</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1465" data-end="1514">La mancata corretta qualificazione può portare a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1515" data-end="1655">
<li data-start="1515" data-end="1577">
<p data-start="1517" data-end="1577">recupero fiscale su imposte e IVA non versate correttamente,</p>
</li>
<li data-start="1578" data-end="1616">
<p data-start="1580" data-end="1616">perdita dei benefici della 398/1991,</p>
</li>
<li data-start="1617" data-end="1655">
<p data-start="1619" data-end="1655">sanzioni per dichiarazioni infedeli.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1657" data-end="1853">Ecco perché, in vista del 2026, è essenziale <strong data-start="1702" data-end="1762">una revisione accurata dello statuto e della contabilità</strong> da parte di un commercialista esperto in enti non profit, per evitare spiacevoli sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1657" data-end="1853"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34004 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="73" data-end="163"><strong>Iscriversi al RUNTS o restare fuori</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="165" data-end="437">La domanda che molte associazioni si stanno ponendo in vista del 2026 è: <strong data-start="238" data-end="339">conviene iscriversi al RUNTS oppure è meglio restare fuori e mantenere il vecchio regime fiscale?</strong> La risposta non è uguale per tutti, ma dipende da diversi fattori giuridici, fiscali e operativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="492">Iscriversi al RUNTS comporta certamente <strong data-start="479" data-end="491">vantaggi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="493" data-end="774">
<li data-start="493" data-end="598">
<p data-start="495" data-end="598">accesso al <strong data-start="506" data-end="521">5 per mille</strong> e ad altre forme di finanziamento pubblico dedicate esclusivamente agli ETS;</p>
</li>
<li data-start="599" data-end="685">
<p data-start="601" data-end="685">riconoscimento giuridico e maggiore trasparenza verso soci, enti pubblici e privati;</p>
</li>
<li data-start="686" data-end="774">
<p data-start="688" data-end="774">possibilità di stipulare convenzioni e accreditamenti con la Pubblica Amministrazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="776" data-end="824">Tuttavia, ciò comporta anche <strong data-start="805" data-end="823">nuovi obblighi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1066">
<li data-start="825" data-end="882">
<p data-start="827" data-end="882">adeguamento dello statuto ai sensi del D.Lgs. 117/2017;</p>
</li>
<li data-start="883" data-end="960">
<p data-start="885" data-end="960">rendicontazione dettagliata e deposito dei bilanci su piattaforma pubblica;</p>
</li>
<li data-start="961" data-end="1066">
<p data-start="963" data-end="1066">maggiori adempimenti contabili e fiscali (inclusa la tenuta della contabilità ordinaria in molti casi).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1068" data-end="1333">Per le <strong data-start="1075" data-end="1138">associazioni di categoria, sindacali, politiche o religiose</strong>, l’iscrizione al RUNTS <strong data-start="1162" data-end="1180">non è prevista</strong>, quindi il dilemma non si pone. Per tutte le altre, invece sarà necessario valutare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1334" data-end="1614">
<li data-start="1334" data-end="1403">
<p data-start="1336" data-end="1403"><strong data-start="1336" data-end="1371">la natura delle attività svolte</strong> (istituzionali o commerciali?);</p>
</li>
<li data-start="1404" data-end="1504">
<p data-start="1406" data-end="1504"><strong data-start="1406" data-end="1439">la composizione delle entrate</strong> (quote associative, sponsorizzazioni, vendita di beni/servizi?);</p>
</li>
<li data-start="1505" data-end="1614">
<p data-start="1507" data-end="1614"><strong data-start="1507" data-end="1544">le prospettive di sviluppo futuro</strong> (collaborazioni con enti pubblici? accesso a bandi o finanziamenti?).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1616" data-end="1920">In sintesi, <strong data-start="1628" data-end="1673">non esiste una soluzione valida per tutti</strong>: ogni ente dovrà effettuare un’analisi personalizzata, possibilmente con il supporto di un consulente fiscale esperto in Terzo Settore, per decidere se abbracciare la riforma o restare “fuori” mantenendo le agevolazioni residue, come la 398/1991.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="81" data-end="162"><strong>Come prepararsi al 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="164" data-end="554">Con l’avvicinarsi del 1° gennaio 2026, tutte le associazioni non profit devono iniziare un percorso di <strong data-start="267" data-end="292">analisi e adeguamento</strong>, per evitare di trovarsi impreparate di fronte ai cambiamenti introdotti dalla riforma del Terzo Settore. Questo vale in particolare per quegli enti che <strong data-start="446" data-end="483">non intendono iscriversi al RUNTS</strong> ma vogliono comunque <strong data-start="505" data-end="553">continuare a beneficiare del regime 398/1991</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="556" data-end="648">Ecco una <strong data-start="565" data-end="588">checklist operativa</strong> utile per le associazioni sindacali, di categoria e simili:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="650" data-end="1858">
<li data-start="650" data-end="899">
<p data-start="653" data-end="899"><strong data-start="653" data-end="679">Verifica dello statuto</strong>: anche se l’iscrizione al RUNTS non è prevista, è consigliabile che lo statuto dell’ente sia aggiornato e coerente con l’attività realmente svolta. La chiarezza statutaria tutela l’associazione da contestazioni fiscali.</p>
</li>
<li data-start="901" data-end="1114">
<p data-start="904" data-end="1114"><strong data-start="904" data-end="930">Controllo dei proventi</strong>: il limite per applicare la 398/1991 resta fissato a <strong data-start="984" data-end="1006">400.000 euro annui</strong> di proventi commerciali. È fondamentale monitorare costantemente le entrate per non superare questa soglia.</p>
</li>
<li data-start="1116" data-end="1393">
<p data-start="1119" data-end="1393"><strong data-start="1119" data-end="1149">Separazione delle attività</strong>: è consigliabile mantenere <strong data-start="1177" data-end="1253">una separazione chiara tra attività istituzionali e attività commerciali</strong>, anche attraverso conti bancari dedicati e registri separati, per evitare presunzioni di commercialità da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
</li>
<li data-start="1395" data-end="1634">
<p data-start="1398" data-end="1634"><strong data-start="1398" data-end="1428">Comunicazioni obbligatorie</strong>: l’opzione per il regime 398/1991 va comunicata all’Agenzia delle Entrate con modalità idonea (es. in sede di dichiarazione o con apposita opzione). È importante conservare copia di tutte le comunicazioni.</p>
</li>
<li data-start="1636" data-end="1858">
<p data-start="1639" data-end="1858"><strong data-start="1639" data-end="1682">Formazione del personale amministrativo</strong>: i volontari o collaboratori che gestiscono l’amministrazione devono essere aggiornati sulle nuove regole fiscali, per garantire la corretta applicazione del regime agevolato.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1860" data-end="2036">Questo approccio permette di <strong data-start="1889" data-end="1946">preservare i benefici fiscali in modo legale e sicuro</strong>, assicurando continuità economica all’associazione anche nel nuovo contesto post-riforma.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="180" data-end="260"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="623">Il 2026 sarà un anno di cambiamento profondo per il mondo associativo italiano, ma non per forza negativo. Le <strong data-start="372" data-end="413">associazioni di categoria e sindacali</strong> che operano correttamente al di fuori del RUNTS potranno <strong data-start="471" data-end="519">continuare a beneficiare del regime 398/1991</strong>, mantenendo così uno strumento prezioso per la gestione semplificata e sostenibile delle loro attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="625" data-end="1031">La chiave sarà la <strong data-start="643" data-end="661">consapevolezza</strong>: conoscere la propria natura giuridica, comprendere le attività effettivamente svolte e valutare con attenzione se restare fuori dal Terzo Settore o cogliere le opportunità offerte dal RUNTS. In ogni caso, il futuro fiscale delle associazioni passerà da una <strong data-start="920" data-end="972">gestione professionale, trasparente e strategica</strong>, in grado di coniugare legalità e sostenibilità economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1033" data-end="1284">L’elemento centrale per tutte le realtà associative sarà quindi l’<strong data-start="1099" data-end="1149">analisi personalizzata della posizione fiscale</strong>. Ogni associazione è un caso a sé: ciò che conviene a un ente culturale potrebbe non essere vantaggioso per un sindacato, e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1286" data-end="1483">Affidarsi a un commercialista esperto in enti non profit sarà il miglior investimento per <strong data-start="1376" data-end="1427">evitare rischi, massimizzare i vantaggi fiscali</strong> e affrontare il 2026 con strumenti chiari e aggiornati.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Legge-3981991-confermata-le-associazioni-di-categoria-e-sindacali-potranno-usarla-anche-dopo-il-2026/">Legge 398/1991 confermata: le associazioni di categoria e sindacali potranno usarla anche dopo il 2026</a> was first posted on Novembre 13, 2025 at 1:46 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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