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venerdì 27 Gennaio 2023

Multa per eccesso di velocità rilevato tramite autovelox

Quando commetti un’infrazione stradale, ad esempio, lasci la tua auto in sosta vietata, per legge, le forze dell’ordine la contestano immediatamente, ad esempio lasciandoti il verbale sul parabrezza.

Nel caso dell’eccesso di velocità, rilevato tramite autovelox, il verbale può esserti notificato a casa.

Quando si riceve la spiacevole sorpresa, è naturale chiedersi: pago subito, per ottenere la riduzione della multa oppure la contesto per non pagarla affatto?

Che cos’è la multa.

Una multa stradale è una delle sanzioni amministrative pecuniarie meno apprezzate. L’importo è spesso elevato e, a volte, al pagamento della sanzione, si aggiunge la sospensione o la revoca della patente.  

Vale la pena, quindi, chiedersi se sono valide, imparando a leggere correttamente il verbale che le contiene.

Il verbale che contesta l’infrazione, e applica la multa, deve essere redatto e notificato secondo precise modalità di legge.   Ecco una breve sintesi, alla quale, con il nostro supporto, potrai individuarne ulteriori in base al tuo caso specifico.

Come leggere il verbale? I vizi di forma del verbale

Alcuni vizi di contenuto permettono di annullare la multa. Ad esempio le seguenti omissioni:

i motivi che hanno impedito la contestazione immediata;
le caratteristiche tecniche dell’autovelox, della data del controllo annuale (taratura). Inoltre, l’omessa segnalazione agli automobilisti della presenza dell’apparecchio rende la multa impugnabile;
la data, ora, luogo dell’infrazione e l’indicazione precisa delle norme violate;
 i dati del veicolo. In presenza di dati inesatti, la multa può essere comunque annullata.

Come vengono notificate le multe. I vizi di notifica del verbale.

Oltre al contenuto, devi sapere che il verbale deve esserti notificato non oltre un dato termine, pari a 90 giorni dall’accertamento (art. 201 del Codice della strada).

Se la polizia non rispetta il termine, non hai l’obbligo di pagare la multa. Come verificare il rispetto del termine?

Per capire se la notifica è avvenuta oltre i 90 giorni, devi avere presente due momenti:

la data dell’accertamento;

la data di notifica.

tra i quali non devono intercorrere più di 90 giorni.

Come si intende per data di accertamento? Per la giurisprudenza, la data di accertamento coincide con il giorno in cui il trasgressore ha commesso l’infrazione. Quindi, dal momento in cui l’infrazione viene registrata dall’autovelox, anche se poi gli operanti verificano i dati registrati dall’apparecchio in un momento successivo.  

Cosa si intende per data di notifica? Anche su tale aspetto è intervenuta la Cassazione. Se la multa è stata consegnata per posta, fa fede la data spedizione, cioè di consegna all’ufficio postale. Questo per evitare che sulla PA ricadano le conseguenze negative di eventuali ritardi del servizio postale.

Quindi, anche se il postino ti recapita il verbale effettivamente oltre i 90 giorni, non è detto che la tua multa sia da contestare.

Ricapitolando, il calcolo del termine di 90 giorni parte dalla data dell’infrazione fino alla data di spedizione della multa, senza tenere conto del giorno di effettiva consegna.

Quando la multa va in prescrizione

La prescrizione è una “quantità” di tempo che ti consente di non pagare la multa. In genere, le contravvenzioni al Codice della Strada non si prescrivono perché gli agenti di polizia rilasciano la multa sul momento, contestando l’infrazione sul posto.

Ci si pone il problema della prescrizione della multa, quando la contestazione non avviene sul posto, come per le multe autovelox, ma viene notificata, a distanza di tempo, ad esempio a mezzo posta.

In questi casi, le multe notificate si prescrivono in due ipotesi:

 decorsi dei 5 anni dalla notifica del verbale (art. 209 CDS). Ogni sollecito prima dei 5 anni, interrompe questo termine, facendo scattare un nuovo conteggio. Un sollecito oltre i 5 anni non è valido e va contestato;
 notifica del verbale oltre i 90 giorni.

è sempre necessario far valere la prescrizione, presentando ricorso quando la multa arriva dopo 90 giorni o se si riceve una notifica decorsi i 5 anni.

Come presentare ricorso

Verificata la presenza di vizi di forma e/o di notifica, oppure la presenza della prescrizione, è possibile contestare la multa presentando ricorso presso il giudice di pace o il prefetto.

I mezzi sono alternativi e non si escludono a vicenda. Hanno un costo. Il ricorso al Giudice di pace prevede le spese di notifica e il pagamento di 43€, oltre a non più di due udienze; il ricorso al Prefetto, di regola preferibile, non ha spese, perché può essere inviato via pec, ma se non è accolto, comporta il pagamento del doppio della multa.

è sempre consigliabile una consulenza mirata per accertare la presenza effettiva dei vizi e valutare l’opportunità di presentare il ricorso e a quale autorità.  

Di regola, il pagamento della multa non permette di fare ricorso. In alcuni casi è possibile ma solo per ottenere una riduzione del valore, purché non si tratti di un’infrazione che preveda sanzioni penali.

Quando una multa diventa una cartella esattoriale?

Se l’automobilista decide di non pagare la multa, deve contestare con il ricorso, per evitare l’iscrizione al ruolo esattoriale. Infatti, le forze dell’ordine possono incaricare l’agente della riscossione a riscuotere la sanzione, mediante cartella esattoriale.

La cartella esattoriale è l’ultimo “avviso” prima dell’esecuzione forzosa (pignoramento).

La prescrizione della cartella esattoriale

Anche la cartella esattoriale si prescrive se decorrono 5 anni, da quando la cartella stessa è stata notificata, senza che intervenga la notifica di un atto interruttivo (intimazioni di pagamento).  

La cartella prescritta è impugnabile ed annullabile. La prescrizione delle cartelle esattoriali deve essere contestata, altrimenti la procedura di riscossione va comunque avanti!

L’agente della riscossione, a sua volta, deve rispettare dati termini per la notifica della cartella, altrimenti anche la cartella è contestabile ed annullabile anche per la violazione di tali termini. Non è detto, però, che l’oggetto della cartella (multa) sia prescritto.

Es. Per le multe emesse dal Comune, il concessionario della riscossione deve notificare la cartella esattoriale entro due anni, dalla data in cui il Comune ha consegnato il ruolo con il verbale. Se la notifica non avviene entro questo termine l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può più riscuotere la somma. Attenzione: se non sono ancora trascorsi 5 anni dalla violazione, o se comunque la multa non è ancora prescritta, la somma è ancora dovuta.  Quindi, il Comune potrà richiederla, non più tramite l’agente della riscossione, ma attraverso un’azione di recupero crediti.

La cartella esattoriale di un verbale mai notificato è nulla?

Meglio accertarsi che non si sia perfezionata alcuna notifica, anche tramite un’istanza di accesso agli atti presso il concessionario della riscossione. Le notifiche possono formalizzarsi anche se non si riceve materialmente l’atto (ad esempio per effetto della cosiddetta notifica per compiuta giacenza).

Puoi notare che le cartelle esattoriali richiederebbero un discorso a sé, su cui qui non possiamo dilungarci come vorremmo. è sempre meglio, in proposito un’analisi scrupolosa e un’assistenza dettagliata, che noi riserviamo sempre a tutti i nostri clienti.

Se, sulla base di quello che hai letto, pensi che la multa sia prescritta e vuoi assistenza da parte di uno dei nostri specialisti, chiamaci!  

Contattaci ai numeri: 06. 31055924, 070. 5925989.  

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