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giovedì 26 Gennaio 2023

Marchio collettivo per alimenti BIO: perchè sceglierlo e guida pratica al Business Plan

Avete deciso di progettare un marchio collettivo nel settore BIO per allinearvi con successo alle nuove tendenze del mercato e realizzare introiti elevatissimi per altrettanto elevati risparmi fiscali? Vi spieghiamo subito come fare con la nostra guida pratica!   

Perché creare e registrare un marchio collettivo nel settore BIO?

Recentemente è in primo piano la tendenza in ambito europeo di valorizzare le produzioni biologiche, attraverso l’impiego di marchi collettivi, segnando una nuova frontiera nell’evoluzione della concorrenza all’interno dello scenario Bio: la ragione è molto semplice, trattasi di un brand che fornisce “nuova identità” al prodotto, garantisce un elevato livello qualitativo ed inspessisce la tutela del consumatore.

La potenzialità del business legato all’utilizzo di un marchio collettivo “Bio” è evidente se si considera che, stando alle attuali statistiche del trend alimentare in Italia, sono in crescita le famiglie disposte a pagare un prezzo più alto per un prodotto agroalimentare che sia sano, sicuro, certificato e tracciabile, al punto che circa il 45% degli italiani acquista periodicamente prodotti biologici. In particolare il boom è stato raggiunto dall’ acquisto di prodotti di pane, riso e sostituti con un aumento del 73%, gli omogeneizzati del 23% e l’ortofrutta dell’11%.

L’agricoltura biologica può infatti contribuire a risolvere o alleviare problematiche di salute legate ad intolleranze o allergie alimentari, migliorando la qualità della vita oltre a incoraggiare modelli eco-compatibili tipici di un’economia più sostenibile riducendo l’impatto dell’inquinamento rispetto al singolo ciclo di produzione.

E quale brand è in grado di racchiudere tutte queste caratteristiche e garanzie anche dal punto di vista della sicurezza dei processi produttivi, più del marchio collettivo?

N. B. Tale marchio conferirebbe “identità” al prodotto, sia attraverso la rintracciabilità delle materie prime, sia attraverso la valorizzazione delle aree geografiche di provenienza,  arrestando così, il processo di standardizzazione nel quale sono oggi coinvolti i prodotti biologici nazionali e sviluppando la fidelizzazione nell’acquisto.

La soluzione perfetta

E’ questo il motivo per il quale molti Paesi dell’UE hanno deciso di differenziare il proprio prodotto biologico tramite l’applicazione di marchi collettivi che, anche in Italia, consentono alle imprese biologiche di:

accrescere la visibilità sul mercato delle aziende italiane;
valorizzare il made in Italy;
essere competitive nei confronti delle altre produzioni estere;
posizionarsi su specifiche nicchie di consumo. Certificare il valore aggiunto alla qualità del prodotto;
tutelare maggiormente i consumatori;
ottenere enormi sgravi fiscali ed incentivi finanziari.

Come realizzare il vostro marchio collettivo

1) A livello di marketing: effettuare un’analisi SWOT (analisi dei punti di forza/debolezza, vincoli/opportunità) per acquisire  informazioni fondamentali per la definizione di linee strategiche ed azioni di intervento mirate alla valorizzazione della produttività,  potenziamento della qualità e commerciale;

2) sotto il profilo giuridico/commerciale, definire:

un organismo di gestione, ossia il titolare del marchio;
un regolamento d’uso e disciplinare di produzione, che specifichino la descrizione delle caratteristiche del prodotto/i e delle particolarità che lo contraddistinguono e le modalità di lavorazione;
i punti critici del processo in cui attivare forme di autocontrollo e controllo;
un organismo di controllo esterno;
delle procedure di omologazione e delle procedure di controllo.

Attenzione: nel caso poi in cui il titolare del marchio sia un ente pubblico (marchi collettivi pubblici), è necessario prevedere la costituzione di una legge istitutiva del marchio; un regolamento d’uso del marchio, riportante le nome che tutelano l’uso del marchio collettivo

Per scoprire come aprire la vostra azienda bio e come risparmiare sul Fisco, leggete subito le nostre guide dedicate a: 

a) come avviare la vostra impresa agricola biologica

b)  come scegliere il regime fiscale più conveniente.

 

SCOPRITE LE ALTRE NOVITA’ E INFO STRATEGICHE PER IL VOSTRO BUSINESS NEL SETTORE AGROALIMENTARE!

Marchio collettivo geografico (MCG) istruzioni per l’uso e guida al risparmio lecito d’imposta;
Marchio collettivo per il Made in Italy arriva in Parlamento;
Guida all’uso del marchio collettivo nel mondo enogastronomico;
Perchè il marchio collettivo è vincente sul mercato.

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