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lunedì 30 Gennaio 2023

DISTANZE MINIME TRA EDIFICI

Sig. Ra Chu: Buongiorno Avv. Dong! Sono un’imprenditrice cinese, da tempo residente a Pescara. Da un po’ di tempo ho intenzione di costruire, su un fondo confinante, un piccolo capanno per gli attrezzi in muratura, nei pressi del giardino della mia casa di campagna. Volevo sapere quali norme devo osservare, per rispettare le distanze minime tra edifici.

Sig. Ra Chu: Buongiorno Avv. Dong! Sono un’imprenditrice cinese, da tempo residente a Pescara. Da un po’ di tempo ho intenzione di costruire, su un fondo confinante, un piccolo capanno per gli attrezzi in muratura, nei pressi del giardino della mia casa di campagna. Volevo sapere quali norme devo osservare, per rispettare le distanze minime tra edifici.

Avv. Dong: Buongiorno a Lei, sig. Ra Chu. Dunque, l’art. 873 c. C. Afferma chiaramente che le costruzioni su fondi confinanti, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non inferiore ai tre metri, a meno che nei regolamenti locali non sia stabilita una distanza maggiore.

Nel Suo caso, dunque, Lei potrà costruire il suo capanno per gli attrezzi (ovviamente, dopo aver richiesto tutte le autorizzazioni amministrative previste dalla normativa vigente) ad una distanza non minore di tre metri dal confine. Tuttavia, in questo caso Lei dovrà anche fare attenzione a quello che prevedono i regolamenti e le altre normative locali; infatti, se questi ultimi prescrivono una distanza maggiore, Lei dovrà rispettare quest’ultima distanza, perché l’art. 873 c. C. Espressamente fa riferimento ad essa.

Sempre restando in argomento, la Cassazione si è pronunciata su questo tema, stabilendo quanto segue: “gli accessori e le pertinenze che abbiano dimensioni consistenti e siano stabilmente incorporati al resto dell’immobile, così da ampliarne la superficie o la funzionalità economica sono soggetti al rispetto della normativa sulle distanze” (Corte di Cassazione, sentenza n. 72 del 2013).

Peraltro, il citato art. 873 c. C. è preceduto da altri articoli rilevanti del codice civile, che meritano di essere segnalati. In particolare, l’art. 869 afferma testualmente che “i proprietari d’immobili nei comuni dove sono formati piani regolatori devono osservare le prescrizioni dei piani stessi nelle costruzioni e nelle riedificazioni o modificazioni delle costruzioni esistenti”. Inoltre, l’art. 871, sempre del codice civile, stabilisce che Le regole da osservarsi nelle costruzioni sono stabilite dalla legge speciale e dai regolamenti edilizi comunali. La legge speciale stabilisce altresì le regole da osservarsi per le costruzioni nelle località sismiche”.

Infine, l’art. 872 c. C. Prevede che “le conseguenze di carattere amministrativo della violazione delle norme indicate dall’articolo precedente sono stabilite da leggi speciali. Colui che per effetto della violazione ha subìto danno deve esserne risarcito, salva la facoltà di chiedere la riduzione in pristino quando si tratta della violazione delle norme contenute nella sezione seguente o da questa richiamate”.

Nota: il contenuto di questo articolo non costituisce un parere del nostro studio legale, ma ha funzione informativa. Se Lei ha altri dubbi, ci può contattare per ulteriori informazioni ed assistenza legale alla email: info@donglawfirm. Com, dello Studio Legale “Dong & Partners Law Firm”.

Avv. Lifang Dong
L'Avv. Lifang Dong, socio fondatore dello studio legale Dong & Partners, è avvocato italiano con specializzazione in diritto cinese. Già consulente legale dell'Associazione degli Imprenditori cinesi a Roma, dell'Associazione Generale di Wencheng del Sud Italia, dell'Associazione Scambi Commerciali e Culturali Cina Italia, dell'Associazione per la Promozione della Pace e della Riunificazione della Cina in Italia, l'Avv. Dong è, inoltre, arbitro presso la Chinese European Arbitration Center (CEAC), ed è iscritta alla Chinese European Legal Association (CELA) ed all'Ordine degli Avvocati di Roma (n. abilitazione A37196). Prima di fondare lo Studio, l'Avv. Dong ha acquisito una ricca esperienza presso rinomati studi italiani ed internazionali in Italia, occupandosi degli investimenti Cina-Europa ed è stata consulente presso il Ministero degli Affari Esteri Italiano a Roma. Ha, inoltre, consolidato la propria esperienza in Cina, come manager presso la Camera di Commercio Italiana in Cina e come consulente presso l’Ambasciata Italiana a Pechino. Interviene in qualità di relatrice in numerosi seminari e convegni internazionali, ed è docente a contratto in diritto cinese presso varie università italiane e straniere. E' inoltre, autrice e co-autrice di numerose pubblicazioni di diritto cinese e diritto privato comparato tra cui: “La Cina nel WTO: le nuove regole della proprietà intellettuale” (La Tribuna), “La tutela delle invenzioni-creazioni in Cina” (Il Mulino), “Cina” (Giuffrè), “La Terza Riforma della Legge Brevetto Cinese: novità principali” (Giuffrè) e “Issues and strategies of China IP Law after the TRIPS Agreement” (prossima pubblicazione in una rivista internazionale specializzata in proprietà intellettuale). L’Avv. Dong si è laureata cum laude presso l’Università LUISS di Roma, ha ottenuto un Master Degree in Diritto Cinese presso l’Università di Pechino e ha studiato presso l'University of East Anglia (UK). Madrelingua italiana e mandarino (e dialetto wenzhounese), parla fluentemente inglese e francese. Dong & Partners Law Firm 中欧律师事务所    

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