<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PATENT BOX | Commercialista.it</title>
	<atom:link href="https://www.commercialista.it/categoria/patent-box/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.commercialista.it</link>
	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Apr 2024 10:38:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2023/02/cropped-favicon_commercialista_001-32x32.jpg</url>
	<title>PATENT BOX | Commercialista.it</title>
	<link>https://www.commercialista.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Requisiti per accedere al regime Patent Box</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Requisiti-per-accedere-al-regime-Patent-Box/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Opzione per il regime Patent Box]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[Patent Box Regime]]></category>
		<category><![CDATA[Utilizzo dei beni agevolabili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/?p=29531</guid>

					<description><![CDATA[Il regime Patent Box è un&#8217;agevolazione fiscale introdotta in Italia con la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) che permette alle imprese di tassare a un&#8217;aliquota ridotta i redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali. Requisiti soggettivi Per poter accedere al regime Patent Box, i soggetti interessati devono rispettare alcuni requisiti soggettivi, tra cui: [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Requisiti-per-accedere-al-regime-Patent-Box/">Requisiti per accedere al regime Patent Box</a> was first posted on Aprile 29, 2024 at 10:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="5:1-5:237">Il regime Patent Box è un&#8217;agevolazione fiscale introdotta in Italia con la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) che permette alle imprese di tassare a un&#8217;aliquota ridotta i redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali.</p>
<p data-sourcepos="5:1-5:237">
<h2 data-sourcepos="7:1-7:24">Requisiti soggettivi</h2>
<p data-sourcepos="9:1-9:119">Per poter accedere al regime Patent Box, i soggetti interessati devono rispettare alcuni requisiti soggettivi, tra cui:</p>
<ul data-sourcepos="11:1-14:0">
<li data-sourcepos="11:1-11:249"><strong>Essere residenti o stabiliti in Italia:</strong> Le imprese che desiderano fruire del regime Patent Box devono essere residenti o stabilite in Italia. Sono ammesse al regime anche le società non residenti che hanno una stabile organizzazione in Italia.</li>
<li data-sourcepos="12:1-12:262"><strong>Esercitare un&#8217;attività commerciale:</strong> Il regime Patent Box è riservato alle imprese che esercitano un&#8217;attività commerciale. Non sono ammesse al regime le imprese che svolgono attività di mera gestione di partecipazioni o di prestazione di servizi finanziari.</li>
<li data-sourcepos="13:1-14:0"><strong>Essere titolari del diritto allo sfruttamento dei beni agevolabili:</strong> Le imprese devono essere titolari del diritto allo sfruttamento dei beni immateriali agevolabili. I beni agevolabili possono essere stati sviluppati internamente dall&#8217;impresa o acquisiti da terzi a seguito di un contratto di cessione o licenza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="15:1-15:23">Requisiti oggettivi</h2>
<p data-sourcepos="17:1-17:151">Oltre ai requisiti soggettivi, per poter accedere al regime Patent Box, i beni immateriali devono rispettare anche alcuni requisiti oggettivi, tra cui:</p>
<ul data-sourcepos="19:1-22:0">
<li data-sourcepos="19:1-19:247"><strong>Essere tutelati da un titolo di proprietà intellettuale:</strong> I beni immateriali agevolabili devono essere tutelati da un titolo di proprietà intellettuale, come ad esempio un brevetto, un marchio, un disegno industriale o un segreto industriale.</li>
<li data-sourcepos="20:1-20:261"><strong>Essere stati sviluppati o acquisiti a titolo oneroso:</strong> I beni immateriali agevolabili devono essere stati sviluppati internamente dall&#8217;impresa o acquisiti da terzi a titolo oneroso. Non sono ammessi al regime i beni immateriali acquisiti a titolo gratuito.</li>
<li data-sourcepos="21:1-22:0"><strong>Essere utilizzati per l&#8217;esercizio di un&#8217;attività commerciale:</strong> I beni immateriali agevolabili devono essere utilizzati per l&#8217;esercizio di un&#8217;attività commerciale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-sourcepos="23:1-23:33">Sviluppo dei beni agevolabili</h2>
<p data-sourcepos="25:1-25:157">I beni immateriali agevolabili devono essere stati sviluppati internamente dall&#8217;impresa o acquisiti da terzi a seguito di un contratto di cessione o licenza.</p>
<p data-sourcepos="25:1-25:157">
<h2 data-sourcepos="27:1-27:33">Utilizzo dei beni agevolabili</h2>
<p data-sourcepos="29:1-29:99">I beni immateriali agevolabili devono essere utilizzati per l&#8217;esercizio di un&#8217;attività commerciale.</p>
<p data-sourcepos="29:1-29:99">
<h2 data-sourcepos="31:1-31:36">Opzione per il regime Patent Box</h2>
<p data-sourcepos="33:1-33:210">L&#8217;accesso al regime Patent Box avviene mediante un&#8217;opzione che deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d&#8217;imposta in cui si verifica per la prima volta uno dei seguenti eventi:</p>
<ul data-sourcepos="35:1-38:0">
<li data-sourcepos="35:1-35:43">Sviluppo del bene immateriale agevolabile</li>
<li data-sourcepos="36:1-36:64">Acquisizione del bene immateriale agevolabile a titolo oneroso</li>
<li data-sourcepos="37:1-38:0">Utilizzo del bene immateriale agevolabile per l&#8217;esercizio di un&#8217;attività commerciale</li>
</ul>
<p data-sourcepos="39:1-39:142">L&#8217;opzione ha durata quinquennale ed è irrevocabile per i primi due periodi d&#8217;imposta, mentre è rinnovabile per i periodi d&#8217;imposta successivi.</p>
<p data-sourcepos="39:1-39:142">
<h2 data-sourcepos="41:1-41:15">Conclusioni</h2>
<p data-sourcepos="43:1-43:301">Il regime Patent Box rappresenta un&#8217;importante agevolazione fiscale per le imprese che investono in ricerca e sviluppo e che creano valore attraverso lo sfruttamento di beni immateriali. Per poter accedere al regime è necessario che le imprese rispettino una serie di requisiti soggettivi e oggettivi.</p>
<p data-sourcepos="43:1-43:301">
<h2 data-sourcepos="45:1-45:34">Vantaggi del regime Patent Box</h2>
<p data-sourcepos="47:1-47:71">Il regime Patent Box offre alle imprese una serie di vantaggi, tra cui:</p>
<ul data-sourcepos="49:1-53:0">
<li data-sourcepos="49:1-49:143"><strong>Tassazione agevolata:</strong> I redditi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali agevolabili sono tassati a un&#8217;aliquota ridotta del 25%.</li>
<li data-sourcepos="50:1-50:88"><strong>Stabilità fiscale:</strong> L&#8217;aliquota d&#8217;imposta è garantita per un periodo di cinque anni.</li>
<li data-sourcepos="51:1-51:138"><strong>Credito d&#8217;imposta:</strong> Le imprese possono fruire di un credito d&#8217;imposta pari all&#8217;ammontare dell&#8217;imposta pagata sui redditi agevolabili.</li>
<li data-sourcepos="52:1-53:0"><strong>Riduzione degli oneri amministrativi:</strong> Il regime Patent Box prevede una serie di semplificazioni amministrative per le imprese.</li>
</ul>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Requisiti-per-accedere-al-regime-Patent-Box/">Requisiti per accedere al regime Patent Box</a> was first posted on Aprile 29, 2024 at 10:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;In vino veritas&#8221; per il Made in Italy. Marchio Collettivo Geografico e Patent Box, un connubio vincente nel settore vitivinicolo per altissimi profitti,forte risparmio fiscale e anticontraffazione.</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/in-vino-veritas-per-il-made-in-italy-marchio-collettivo-geografico-e-patent-box-un-connubio-vincente-nel-settore-vitivinicolo-per-altissimi-profittiforte-risparmio-fiscale-e-anticontraffazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 16:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco ed Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di stabilita 2015]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA]]></category>
		<category><![CDATA[START-UP INNOVATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E RISTORAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[anticontraffazione vini]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 comma 4 codice proprietà industriale]]></category>
		<category><![CDATA[art 13 codice della proprietà industriale]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[art 30 codice proprietà industriale]]></category>
		<category><![CDATA[come investire nel vino]]></category>
		<category><![CDATA[creare un marchio collettivo geografico]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo geografico]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo geografico esempi]]></category>
		<category><![CDATA[MCG vini]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[start up innovative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/in-vino-veritas-per-il-made-in-italy-marchio-collettivo-geografico-e-patent-box-un-connubio-vincente-nel-settore-vitivinicolo-per-altissimi-profittiforte-risparmio-fiscale-e-anticontraffazione/</guid>

					<description><![CDATA[Guida  giuridico – fiscale al MCG (marchio collettivo geografico) nel settore vitivinicolo<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/in-vino-veritas-per-il-made-in-italy-marchio-collettivo-geografico-e-patent-box-un-connubio-vincente-nel-settore-vitivinicolo-per-altissimi-profittiforte-risparmio-fiscale-e-anticontraffazione/">&#8220;In vino veritas&#8221; per il Made in Italy. Marchio Collettivo Geografico e Patent Box, un connubio vincente nel settore vitivinicolo per altissimi profitti,forte risparmio fiscale e anticontraffazione.</a> was first posted on Novembre 22, 2017 at 5:05 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> La valorizzazione del marchio collettivo nel settore dei vini è un Business in progressiva crescita per la primaria importanza assunta a livello di marketing  e sotto il profilo della tutela rafforzata dei consumatori rispetto alle peculiari caratteristiche dei relativi prodotti. Si tratta quindi di una tematica in primo piano per le PMI (piccole e medie imprese), per le associazioni di categoria, i consorzi e tutti gli altri  operatori del settore vitivinicolo che puntano sul Made in Italy. Illustriamo una guida pratica utile a comprendere i vantaggi di questo innovativo Brand, come fare per crearlo e i fortissimi sgravi fiscali riservati alle imprese che investono in ricerca e innovazione del MCG. </p>
<p> La valorizzazione del marchio  collettivo nel settore dei vini è un Business in progressiva crescita per la primaria importanza assunta a livello di marketing e sotto il profilo della tutela rafforzata dei consumatori rispetto alle peculiari caratteristiche dei relativi prodotti. Si tratta quindi di una tematica in primo piano per le PMI (piccole e medie imprese), per le associazioni di categoria, i consorzi e tutti gli altri  operatori del settore vitivinicolo che puntano sul Made in Italy. </p>
<p> Il “vestito “ tipico che il marchio collettivo indossa per le bottiglie di vino pregiato e di alta qualità Made in italy è il marchio collettivo geografico (MCG). </p>
<p> Il marchio collettivo geografico è disciplinato dall&#8217;art 11 co. 4 CPI il quale, in in deroga alla regola generale di cui all’art. 13 co. 1 CPI, prevede che “un marchio collettivo può consistere in segni o indicazioni che nel commercio possono servire per designare la provenienza geografica di prodotti o servizi”. In sintesi il nostro ordinamento consente la registrazione come marchio collettivo del cd. Toponimo. </p>
<p> Perché registrare un MCG di vini  </p>
<p> I vantaggi legati a questa tipologia di Brand sono i seguenti:</p>
<p> garantire alti  standard qualitativi, la provenienza e la composizione del vino del nostro territorio;</p>
<p> proteggere la produzione vitivinicola da contraffazioni ed illecita, concorrenza in Italia ed all&#8217;estero;</p>
<p> incrementare la garanzia dei consumatori;</p>
<p> creare per le imprese un prezioso valore aggiunto che si converte in profitti elevatissimi, prestigio a livello di immagine imprenditoriale e potente redditività sul mercato;</p>
<p>rafforzare la comunicazione e la politica di marketing degli imprenditori del settore; </p>
<p> investendo nella innovazione e ricerca, consente di godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box. </p>
<p> Flessibilità del MCG rispetto alle Denominazioni di Origine</p>
<p> La particolarità funzionale del il marchio collettivo geografico rispetto alle Denominazioni di Orgine è l&#8217;operatività del  controllo a livello privatistico e non pubblicistico, bypassando i limiti formali di accesso delle seconde. </p>
<p> Infatti, la differenza tra il MC/MCG, da un lato, e la denominazione di origine (DOP) e l’indicazione geografica (IGP), dall’altro, è che mentre qualsiasi soggetto può registrare il MC/MCG, l’istanza di registrazione delle denominazioni può essere presentata soltanto dalle associazioni dei produttori e/o trasformatori e solo in casi eccezionali e a condizioni ben precise da persone fisiche o giuridiche e nel rispetto del disciplinare della denominazione. </p>
<p> Ciò si traduce in un enorme vantaggio per gli operatori del settore che intendono investire in un Business differenziato e semplificato. Potrà farlo qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata. </p>
<p> MCG e Indicazioni geografiche a confronto</p>
<p> Marchio Collettivo: iter burocratico semplice, requisiti stabiliti dal titolare, anche per prodotti/servizi non agroalimentari, nessuna necessità di legame storico con territorio, controlli effettuati dal titolare;</p>
<p> Indicazioni Geografiche:  iter burocratico complesso, requisiti stabiliti dalla legge, solo per prodotti agroalimentari, necessita di legame storico, controlli effettuati da soggetti pubblici. </p>
<p> Cosa fare per creare il vostro MCG di vini</p>
<p> Gli interessati alla creazione di un marchio collettivo geografico di vini, dovranno procedere ai seguenti adempimenti:</p>
<p> la redazione di un disciplinare contenente esclusivamente il nome del prodotto, la zona di produzione, le caratteristiche del prodotto e le tecniche di produzione;</p>
<p> il deposito di un marchio con allegato un regolamento d&#8217;uso, nel quale sono specificati, oltre alle condizioni di accesso degli operatori interessati (e in primo luogo il rispetto del disciplinare), il sistema sanzionatorio per i contravventori e il dispositivo per i controlli;</p>
<p> la definizione di un sistema di controlli, che potranno essere effettuati direttamente dal titolare del marchio oppure, come è di gran lunga preferibile per ragioni di trasparenza, attraverso un organismo terzo e indipendente;</p>
<p> la concessione del marchio a beneficio dei soggetti interessati che avranno superato i controlli e il loro inserimento in un apposito registro da tenere costantemente aggiornato con nuove iscrizioni. </p>
<p> Ricerca e innovazione per un marchio collettivo Top per il vino e Bonus fiscali</p>
<p> E&#8217; chiaramente  essenziale  in questo ambito, investire in ricerca e innovazione per:</p>
<p> ottimizzare i processi di produzione;</p>
<p> selezionare le materie prime migliori;</p>
<p> implementare gli standard qualitativi dei prodotti. </p>
<p> A tal fine gli interessati potranno godere dei  bonus fiscali previsti dall&#8217;opzione agevolativa Patent Box L. 190/2014 legge di Stabilità) come modificata dall&#8217;Investment Compact del 2015 che consente di detassare al 50% le royalty derivanti dalla concessione in licenza di questa tipologia di marchi e le plusvalenze incassate a seguito della cessione degli stessi. </p>
<p> Se operate nel settore vitivinicolo e desiderate creare un Brand vincente, attivando gli imperdibili Bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p> contattateci al numero verde 800. 19. 27. 52</p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/in-vino-veritas-per-il-made-in-italy-marchio-collettivo-geografico-e-patent-box-un-connubio-vincente-nel-settore-vitivinicolo-per-altissimi-profittiforte-risparmio-fiscale-e-anticontraffazione/">&#8220;In vino veritas&#8221; per il Made in Italy. Marchio Collettivo Geografico e Patent Box, un connubio vincente nel settore vitivinicolo per altissimi profitti,forte risparmio fiscale e anticontraffazione.</a> was first posted on Novembre 22, 2017 at 5:05 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patent Box: Attivo il nuovo sito per promuovere il Tax Saving</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-attivo-il-nuovo-sito-per-promuovere-il-tax-saving/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista esperto]]></category>
		<category><![CDATA[fac simile istanza di ruling]]></category>
		<category><![CDATA[istanza di ruling]]></category>
		<category><![CDATA[nexus ratio]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[patent box marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[ruling]]></category>
		<category><![CDATA[tax saving]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/patent-box-attivo-il-nuovo-sito-per-promuovere-il-tax-saving/</guid>

					<description><![CDATA[accedi per usufruire delle agevolazioni fiscali<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-attivo-il-nuovo-sito-per-promuovere-il-tax-saving/">Patent Box: Attivo il nuovo sito per promuovere il Tax Saving</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 10:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attivo PatentBoxRuling.it con cui promuovere il regime di tassazione agevolata, che consente alle aziende di ottenere un risparmio lecito d’imposta, drenando liquidità da reinvestire per migliorare la competitività.</p>
<p>Attivo PatentBoxRuling.it con cui promuovere il regime di tassazione agevolata, che consente alle aziende di ottenere</p>
<p>un risparmio lecito d’imposta, drenando liquidità da reinvestire per migliorare la competitività. Esso prevede l’esclusione di una quota dei redditi generati dall’utilizzo di beni immateriali, dalla tassazione delle imposte dirette (IRES ed IRAP), permette quindi di abbattere il gettito fiscale su base pluriennale.</p>
<p>Il Patent Box è di provenienza comunitaria, ed è stato introdotto in Italia dalla Legge di Stabilità 2015 ed in seguito confermato dal decreto attuativo del successivo 30 luglio, che ha fissato i termini di applicazione della norma.</p>
<p>Questo significa che i redditi derivanti dai beni intangibili (formule, ricette, marchi d’impresa, marchio collettivi, opere dell’ingegno, brevetti…) invece di essere assoggettati alla tassazione del 31,4%, con l’adozione del Patent Box vedranno dimezzare tale percentuale, arrivando quindi al 16%.</p>
<p>In origine tale agevolazione riguardava solamente redditi derivanti dall’uso di brevetti industriali, opere d’ingegno, modelli e disegni: successivamente le regole italiane hanno consentito di estenderla anche a tutti i marchi d’impresa, che hanno raccolto il maggior numero di adesioni nella fase di avvio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Attualmente, quindi, il Patent Box può essere applicato ai seguenti beni agevolati:</h2>
<ul>
<li>Software protetti dal diritto d’autore;</li>
<li>Brevetti per invenzione industriale, sia concessi che in corso di concessione;</li>
<li>Invenzioni biotecnologiche e certificati di protezione complementari;</li>
<li>Brevetti o certificati per topografie, varietà vegetali e semiconduttori;</li>
<li>Disegni e modelli;</li>
<li>Modelli di utilità;</li>
<li>Know how aziendale;</li>
<li>Marchi di impresa, sia già registrati che in corso di registrazione.</li>
</ul>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-attivo-il-nuovo-sito-per-promuovere-il-tax-saving/">Patent Box: Attivo il nuovo sito per promuovere il Tax Saving</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 10:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 06:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[INTERPELLO]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[attività di ricerca e sviluppo software]]></category>
		<category><![CDATA[circolare 11/E 7 aprile 2016 agenzia entrate]]></category>
		<category><![CDATA[concessione in licenza software]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box 2017]]></category>
		<category><![CDATA[patent box cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[patent box nella tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[patent box ruling]]></category>
		<category><![CDATA[patent box software non registrati]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione 28/E del 9 marzo 2017 agenzia entrate]]></category>
		<category><![CDATA[software coperto da copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Software license]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/</guid>

					<description><![CDATA[Guida giuridico-fiscale al Patent Box nel settore della tecnologia (IT)<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 8:11 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’agevolazione fiscale del Patent Box ex art 1 commi da 37 a 43 L. 190/2014 risulta particolarmente interessante  per quei produttori che commercializzano i loro software tramite la licenza d’uso.  Con questa guida pratica vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi ottenibili con tale opzione fiscale agevolativa nel settore  della tecnologia, i suggerimenti pratici per ottenerli ed i chiarimenti sul punto forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 11/E del 7 aprile 2016 e con la risoluzione 28/E del 9 marzo 2017.  </p>
<p>I vantaggi fiscali del Patent Box nella tecnologia</p>
<p>L’agevolazione del Patent Box ex articolo 1 commi da 37 a 43 L. 190/2014 (regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo diretto e diretto di beni intangibili espressamente previsti), risulta davvero molto interessante per quei produttori che commercializzano i loro software tramite la licenza d’uso. In tal caso infatti, l&#8217;accesso ai bonus fiscali non sarebbe  subordinato al ruling con l&#8217;Agenzia delle Entrate, quindi la sua applicazione avverrebbe direttamente con la presentazione dell’istanza seguendo la corretta procedura e previe opportune valutazioni di natura fiscale-tributaria. </p>
<p>I quattro benefits rilevanti che il Patent Box attribuisce al settore IT sono:</p>
<p>1) il dimezzamento delle imposte sulle entrate ottenute in cambio della concessione in licenza del software (cd software license) se si investe in ricerca e sviluppo del bene intangibile;</p>
<p>2) l&#8217;ottenimento di vantaggi fiscali da investimenti che sono già stati effettuati nel corso del tempo oltre a quelli che saranno successivamente effettuati;</p>
<p>3) la cumulabilità con il credito d&#8217;imposta per ricerca e sviluppo (R&amp;S);</p>
<p>4) l&#8217;applicabilità dell’agevolazione fiscale al software coperto da copyright restando solo opzionale la registrazione presso gli enti competenti. In questo modo è sufficiente un’autocertificazione da dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’azienda, o meglio validata da un esperto esterno, dove viene attestata la titolarità dei diritti e la presenza dei requisiti di creatività e originalità. </p>
<p>Ma a quanto ammonta realmente il risparmio fiscale ottenibile con il Patent Box? Scoprilo subito leggendo la <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Backoffice/News/patent-box-2017-come-si-calcola-il-bonus-fiscale-per-detassare-royalty-e-plusvalenze-sulla-propriet224-intellettuale-1">divulgazione dedicata a come si calcola il bonus fiscale per detassare royalty e plusvalenze sulla proprietà intellettuale</a>! </p>
<p>Per attivare i bonus fiscali nel settore IT, occorre sottolineare i punti cardine fissati sotto il profilo tecnico dall’Agenzia delle Entrate anche alla luce dei chiarimenti forniti recentemente. </p>
<p>    la circolare 11/E del 7 aprile 2016 ha specificato che per software protetto da copyright si intendono i programmi per elaboratore in qualunque forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso. La prova deve risultare da una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del d. P. R. 28 dicembre 2000, n°445, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate attestante della titolarità dei diritti esclusivi su di esso in capo al richiedente, a titolo originario o derivativo (in questo secondo caso specificando il negozio da cui deriva l’acquisto) e la sussistenza dei requisiti di tutela sopra individuati di originalità e creatività tali da poter essere identificati come opere dell’ingegno;</p>
<p>    con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E del 9 marzo 2017 è stato precisato che sono ammesse al Patet Box le attività di sviluppo, mantenimento e accrescimento del software protetto da copyright che si concretizzano nelle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. Nella determinazione del reddito agevolabile dei programmi per elaboratore, purché originali e frutto di creazione intellettuale dell’autore, rientrano anche i canoni riferibili alla remunerazione delle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. Tali prestazioni rappresentano l’espressione di quelle attività di ricerca e sviluppo obbligatorie in base alla norma. </p>
<p>NB Nonostante non sussista l’obbligo di registrazione del software, l’Azienda che opta per il Patent Box dovrà comunque predisporre per esso (e per ognuno dei software oggetto di interesse) una contabilità analitica che tenga traccia dei ricavi e dei costi da cui derivano i redditi agevolabili al fine di poter conservare la documentazione da presentare in caso di controlli. </p>
<p>Attenzione: sebbene sia solo facoltativa per attivare i bonus fiscali del Patent Box, la registrazione del software risulta comunque altamente consigliabile ed utile nel medio lungo periodo perché essa consentirebbe di:</p>
<p>a) attribuire una data certa alla creazione del software e di avere una tracciatura nel tempo relativa alla sua evoluzione anche con riferimento a tutti gli investimenti realizzati sul  bene immateriale;</p>
<p>b) evitare future possibili contestazioni, con la conseguente revoca dell’agevolazione Patent Box, fatte da parte dell’Agenzia delle Entrate. </p>
<p>Se operate nel settore IT e desiderate ottenere gli imperdibili bonus fiscali del Patent Box, essere assistiti nella redazione dei contratti di licenza d’uso e ricevere consulenza specifica nelle fasi di registrazione del vostro software,</p>
<p>contattateci  subito al NUMERO VERDE 800. 19. 27. 52! </p>
<p> </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/patent-box-nella-tecnologia-bonus-fiscali-anche-per-software-non-registrati-i-suggerimenti-per-ottenerli-e-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate-del-9-marzo-2017/">Patent Box nella tecnologia senza &#8220;Ruling&#8221;: come fare per ottenere i bonus fiscali anche per software non registrati</a> was first posted on Maggio 7, 2017 at 8:11 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[denominazioni di origine]]></category>
		<category><![CDATA[i marchi e il vino conferenza stampa 19 gennaio 20]]></category>
		<category><![CDATA[incontro camera deputati marchi collettivi]]></category>
		<category><![CDATA[italian sounding]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento UE 2015/2424]]></category>
		<category><![CDATA[royalty]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/</guid>

					<description><![CDATA[Guida commerciale  - giuridico - fiscale al marchio collettivo nel comparto enogastronomico<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/">Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</a> was first posted on Aprile 4, 2017 at 7:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli operatori del comparto enogastronomico  sono sempre più consapevoli che, scegliendo  un marchio collettivo,  l’insostituibile valore aggiunto che tale Brand celebra per la bandiera tricolore  sul mercato mondiale attraverso l’ &#8216;aggregazione di un panel qualificato di produttori italiani del settore, è la chiave per un Business stratosferico di successo ed un intelligente rimedio contro  la contraffazione e l&#8217; “Italian sounding”. E’ stato questo il tema centrale della conferenza Stampa svoltasi lo scorso 19 gennaio alla Camera dei Deputati che ha svelato la strategia vincente per valorizzare il Made in Italy nel settore agroalimentare, vitivinicolo ed enogastronomico. Vediamo più da vicino  come e perchè. </p>
<p>Il successo del marchio collettivo nel comparto enogastronomico </p>
<p>Gli operatori del comparto enogastronomico sono sempre più consapevoli che, scegliendo  un marchio collettivo,  lo strategico valore aggiunto che tale brand celebra per la bandiera tricolore  sul mercato mondiale attraverso l’ &#8216;aggregazione di un panel qualificato di produttori italiani del settore, è la chiave per  un Business stratosferico di successo ed un intelligente rimedio contro  la contraffazione e l&#8217; “Italian sounding”. </p>
<p>E stato questo il tema centrale della Conferenza Stampa intitolata  &#8220;I Marchi e il Vino  &#8211; Creazione e tutela dei marchi del settore agroalimentare, in particolare per il vino, alla luce della nuova normativa europea&#8221; svoltasi a Roma il 19 gennaio 2017 presso la Camera dei Deputati, in occasione della quale  è stato affermato che  “per una tutela davvero efficace dei vini italiani, la strategia vincente è quella di unire la tutela di regime “pubblicistico” delle denominazioni, a quella di stampo “privatistico” che passa dalla registrazione dei marchi collettivi. &#8221; <br />
Il ragionamento è semplice: un marchio registrato, e in particolare il marchio collettivo oltre a presentare diversi vantaggi a livello legale, come appunto la tutela in mercati che non riconoscono le denominazioni di origine, è valida anche nei confronti di altri settori merceologici che, in qualche modo, utilizzando un certo nome, possono danneggiare la denominazione del vino.  </p>
<p>Il limite delle denominazioni di Origine rispetto al “collective trademark” è quello per il quale   le denominazioni di origine, del vino in primis, ma anche di tanti prodotti gastronomici, la cui tutela opera entro l’U. E. , spesso, sono prive di una  protezione legale a livello internazionale, perchè non sono riconosciute dalle regole del commercio di molti Paesi in cui l&#8217;Italia esporta. Questo è il motivo per il quale, è stato sottolineato in questo dibattito, è sempre più importante, nel mercato globale, investire in uno strumento come il marchio collettivo. </p>
<p>Cos’è e come funziona il marchio collettivo</p>
<p>E’ un marchio che non ha la funzione di contraddistinguere i prodotti di un singolo imprenditore , ma ha una funzione di garanzia qualitativa e assicura che il prodotto o il servizio abbia determinate caratteristiche in relazione all&#8217;origine, che sia rilevante per la qualità del prodotto, natura, intesa come qualità che un prodotto deve avere in base alle materie prime utilizzate, e qualità, espressa nel regolamento d&#8217;uso e presuppone  un sistema di controllo strutturato e organizzato. </p>
<p>In base al combinato disposto degli arttt 2570 c. C. E 11 CPI , il titolare di un marchio collettivo è un soggetto che non necessariamente svolge attività imprenditoriale lucrativa e che, generalmente coincide con un consorzio o un’associazione. Restando proprietario del brand e conservandone il controllo, tale soggetto lo concede in uso al concessionario &#8211; utilizzatore che si impegni a rispettare gli obblighi circa provenienza, natura o qualità del prodotto, come precisati nel regolamento d&#8217;uso (che deve essere allegato alla domanda di registrazione ai sensi del comma 2 CPI). </p>
<p>E&#8217; dunque evidente la particolarità che contraddistingue il marchio collettivo rispetto ai marchi d&#8217;impresa: il “licensing” ( “l&#8217;acquisizione dall&#8217;esterno di tecnologie”) cioè l&#8217;accordo di concessione in licenza è ad esso strutturale e forma un connubio indissolubile con il “funzionamento” del brand. </p>
<p>Perchè registrare il marchio collettivo nel settore enogastronomico</p>
<p>Essere titolare di un marchio collettivo significa automaticamente ottenere una fonte addizionale di reddito rappresentata dalle royalty corrisposte dal partner licenziatario e quindi anche tutti i vantaggi relativi a:</p>
<p>    monetizzazione efficace del proprio diritto di proprietà intellettuale;</p>
<p>    acquisizione di quote sempre maggiori di mercato attraverso l&#8217; espansione geografica e settoriale del brand;</p>
<p>    bonus fiscali in relazione alla detassazione delle royalties con il Patent Box ex art 1 L. 190/2014  e quindi il dimezzamento delle imposte fiscali applicabili in regime ordinario, investendo in ricerca e innovazione del Brand   ;</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, l&#8217;utilizzatore licenziatario godrà dei seguenti benefits:</p>
<p>    sfruttamento economico di un marchio pronto a generare liquidità, usufruendo di un know how già sviluppato;</p>
<p>    implementazione dell&#8217;immagine imprenditoriale collocando la propria offerta nella fascia “alta” di mercato ;</p>
<p>    godere di un trampolino di lancio in caso di piccola e media impresa che singolarmente non riuscirebbe con le proprie risorse ad ottenere una visibilità ottimale sul mercato;</p>
<p>    ottenere la detassazione dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto del brand attivando l&#8217;opzione Patent Box che in tal caso farebbe operare lo sgravio fiscale sul contributo economico. </p>
<p>Attenzione: per la  tutela del marchio collettivo, come sottolineato in Conferenza Stampa,  non servono accordi tra Stati, come avviene per le denominazioni, ma è &#8220;sufficiente&#8221; la registrazione del marchio, che consente una protezione anche in quei Paesi non riconoscono le denominazioni di origine. </p>
<p>Per giungere ad una legislazione omogenea sul punto   l&#8217;Italia che dovrà adeguarsi a quanto previsto dal Regolamento UE 2015/2424. </p>
<p>Se desiderate:</p>
<p>    registrare o acquistare in licenza il vostro marchio collettivo;<br />
    essere assistiti passo passo nella redazione del regolamento d’uso e  disciplinare di produzione; <br />
    attuare con successo la vostra progettualità d’impresa,</p>
<p>contattateci al più  presto al numero verde 800. 19. 27. 52!  </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-per-il-made-in-italy-enogastronomico-arriva-in-parlamento-corsa-alla-registrazione-e-acquisto-di-licenze-del-brand-dopo-la-conferenza-stampa-del-19-gennaio-2017/">Il marchio collettivo per il  Made in Italy enogastronomico  arriva in Parlamento: corsa alla registrazione e acquisto di licenze del brand dopo la Conferenza Stampa del 19 gennaio 2017</a> was first posted on Aprile 4, 2017 at 7:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Qual è il risparmio d’imposta  ottenibile  con il Patent Box dalle  aziende che concedono in licenza i software o li utilizzano in modo diretto ?Il caso pratico con guida operativa</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/qual-232-il-risparmio-dimposta-ottenibile-con-il-patent-box-dalle-aziende-che-concedono-in-licenza-i-software-o-li-utilizzano-in-modo-diretto-guida-in-pillole-per-attivare-i-bonus-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 07:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[concessione in licenza software]]></category>
		<category><![CDATA[nexus ratio esempio]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box esempio di calcolo]]></category>
		<category><![CDATA[patent box ruling]]></category>
		<category><![CDATA[patent box software non registrato]]></category>
		<category><![CDATA[patent box tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[royalty]]></category>
		<category><![CDATA[software coperto da copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Software license]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/qual-232-il-risparmio-dimposta-ottenibile-con-il-patent-box-dalle-aziende-che-concedono-in-licenza-i-software-o-li-utilizzano-in-modo-diretto-guida-in-pillole-per-attivare-i-bonus-fiscali/</guid>

					<description><![CDATA[Guida giuridico -fiscale al Patent Box nel settore della tecnologia (IT)<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/qual-232-il-risparmio-dimposta-ottenibile-con-il-patent-box-dalle-aziende-che-concedono-in-licenza-i-software-o-li-utilizzano-in-modo-diretto-guida-in-pillole-per-attivare-i-bonus-fiscali/">Qual è il risparmio d’imposta  ottenibile  con il Patent Box dalle  aziende che concedono in licenza i software o li utilizzano in modo diretto ?Il caso pratico con guida operativa</a> was first posted on Marzo 31, 2017 at 9:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Calcoliamo con un caso pratico, il risparmio fiscale spettante ad un’azienda che commercializza software distribuendo la licenza d’uso  e decide di esercitare l’opzione Patent Box, ex art 1 commi da 37 a 43 L. 190/2014 (e successive modifiche), illustrando con una sintesi pratica, i vari step per attivare i bonus fiscali. </p>
<p>Il Caso</p>
<p>Un&#8217;azienda “Alfa”  produce e distribuisce software gestionali e soluzioni ERP (Enterprise resource planning) anche personalizzati per qualsiasi azienda, molti dei quali non registrati ed effettua investimenti in ricerca e innovazione.  </p>
<p>Quesito</p>
<p>Quanto potrebbe risparmiare fiscalmente l&#8217;Azienda Alfa, se decidesse di esercitare l&#8217;opzione fiscale Patent Box?  </p>
<p>Analisi dei vari step per attivare il Patent Box</p>
<p>Primo step: individuazione dei beni rientranti nell’agevolazione fiscale Patent Box</p>
<p>In via preliminare, occorre effettuare un’ analisi dettagliata dell’attività aziendale al fine di individuare i  beni immateriali opzionabili con il Patent Box, accertando se, oltre ai software, l’attività commerciale sia titolare o licenziataria di atri asset immateriali inclusi nell’agevolazione fiscale (ad esempio marchi d’impresa o collettivi). A titolo semplificativo supponiamo che, in tale ipotesi gli intangible assets che possono accedere al beneficio fiscale siano i software prodotti dall’azienda, sia registrati che non registrati. </p>
<p>Perchè tali beni rientrano nell&#8217;agevolazione fiscale? </p>
<p>    sono di proprietà dell’azienda (anche se fossero stati acquistati in licenza, la stessa avrebbe potuto attivare comunque i benefici fiscali del Patent Box) ;</p>
<p>    hanno contribuito alla formazione del reddito d’impresa;</p>
<p>    sono stati effettuati investimenti in attività di ricerca e sviluppo (analisti, sviluppatori, attrezzature);</p>
<p>    per i software non registrati è stato autocertificato il copyright. </p>
<p>Secondo step: accertamento del tipo di utilizzo </p>
<p>In questo caso l’azienda valorizza il proprio bene immateriale tramite un tipo di utilizzo indiretto del software, attraverso la concessione in licenza  a terzi dello stesso  (licensing) senza perderne la proprietà. Questo significa che la stessa  incasserà, a titolo di corrispettivo,  royalties dalle aziende concessionarie cioè, ai fini del calcolo dei bonus fiscali, i canoni al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti ed indiretti ad essi connessi. </p>
<p>Terzo Step : verificare l’obbligatorietà del Ruling con l’Agenzia delle Entrate</p>
<p>Nell&#8217;ipotesi in oggetto, il ruling cioè quella procedura in contraddittorio tra l’istante e l’Agenzia delle Entrate finalizzata a pervenire ad un accordo  per determinare la valorizzazione del bene intangibile e come calcolare i benefici del Patent Box, con riferimento all’ azienda presa in esame, non risulta  obbligatoria ma solo facoltativa  in quanto non si tratta di utilizzo diretto. </p>
<p>Quarto step:   calcolo del risparmio fiscale e  soluzione del caso</p>
<p>Supponiamo che l’azienda “Alfa”, sulla base delle royalties incassate  abbia ottenuto un reddito agevolabile pari ad € 400. 000 per l’anno d’imposta corrente. Avendo essa stessa prodotto il bene immateriale, senza sobbarcarsi spese per esternalizzazioni di creazione dei programmi , avrà un nexus ratio (cioè il coefficiente pari al rapporto tra costi qualificati e costi complessivi)  pari ad 1; ne consegue che, applicando la percentuale di detassazione in vigore dal 2017 , cioè l’aliquota del 50%, l’azienda otterrà uno sgravio fiscale della metà dell’importo previsto in regime ordinario, riducendo il prelievo fiscale ad € 200. 000. Essa pertanto, conseguirà  in totale, per il quinquennio di cui godrà irrevocabilmente per l’opzione Patent Box,  ben 1. 000. 000  € di risparmio  d’imposta! </p>
<p>
</p>
<p>Se operate nel settore IT e desiderate ottenere gli imperdibili bonus fiscali del Patent Box, essere assistiti nella redazione  dei contratti di licenza d’uso  e ricevere consulenza specifica nelle fasi di registrazione del vostro software ,</p>
<p>contattateci  subito al numero verde 800. 19. 27. 52! </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/qual-232-il-risparmio-dimposta-ottenibile-con-il-patent-box-dalle-aziende-che-concedono-in-licenza-i-software-o-li-utilizzano-in-modo-diretto-guida-in-pillole-per-attivare-i-bonus-fiscali/">Qual è il risparmio d’imposta  ottenibile  con il Patent Box dalle  aziende che concedono in licenza i software o li utilizzano in modo diretto ?Il caso pratico con guida operativa</a> was first posted on Marzo 31, 2017 at 9:37 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il marchio collettivo: un grandissimo  Business nel mondo del turismo. Perchè una struttura ricettiva dovrebbe scegliere il marchio collettivo?</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-un-grandissimo-business-nel-mondo-del-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 08:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[marchi collettivi privati]]></category>
		<category><![CDATA[marchi collettivi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo strutture ricettive]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo turismo]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento d'uso marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio informazioni turistiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/il-marchio-collettivo-un-grandissimo-business-nel-mondo-del-turismo/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al marchio collettivo per aziende turistiche 2017<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-un-grandissimo-business-nel-mondo-del-turismo/">Il marchio collettivo: un grandissimo  Business nel mondo del turismo. Perchè una struttura ricettiva dovrebbe scegliere il marchio collettivo?</a> was first posted on Marzo 28, 2017 at 10:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutte le aziende turistiche sanno che le strutture ricettive possono contare su un’ “etichetta top” sul mercato: il marchio collettivo. Trattasi in sintesi  di un brand di “qualità ambientale” che garantisce origine, natura e qualità dei propri prodotti o servizi, ponendosi come presupposto fondamentale per creare  un business di affari enorme e  promuovere il sistema turistico provinciale anche a livello internazionale. Vediamo più da vicino quali sono i vantaggi commerciali e fiscali ottenibili da un’azienda turistica che decide di registrare un marchio collettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Marchio collettivi privati e pubblici per le aziende turistiche</h2>
<p>Marchi privati collettivi: attestano la conformità del prodotto o del servizio a determinati requisiti definiti in un disciplinare tecnico (regolamento d’uso) che non è regolato  da una normativa, ma è stabilito tramite un accordo privato tra aziende e/o organismi privati che vogliono valorizzare le caratteristiche specifiche del loro prodotto o del servizio. Una volta approvato, il disciplinare diventa un documento pubblico rispetto al quale qualsiasi azienda potrà chiedere la certificazione, assoggettandosi  al relativo sistema di controllo. Marchi pubblici collettivi: sono marchi collettivi a garanzia pubblica, il cui accesso avviene sulla base di una scelta volontaria. I requisiti richiesti ed i sistemi di controllo e certificazione sono tuttavia  stabiliti da norme cogenti (regolamenti comunitari, leggi nazionali o regionali). Tali certificazioni regolamentate sono rilasciate da organismi di controllo di parte terza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Perché una struttura ricettiva dovrebbe scegliere un marchio collettivo?</h2>
<p>Registrando o acquistando in licenza  un marchio collettivo, un’azienda turistica potrà :</p>
<p>ottenere una grandissima visibilità sul mercato vedendo crescere in modo esponenziale i propri guadagni;<br />
godere del prestigio di  un’immagine unitaria che l’utente finale riconoscerà  quale indicazione di eccellenza  della qualità dell’offerta del territorio;<br />
ottenere potentissimi sgravi fiscali sui redditi derivanti dall’utilizzo del brand, se si  investe in ricerca e innovazione dello stesso, attraverso i bonus fiscali del Patent Box ex art 1 L. 190/2014, previo esercizio della relativa opzione ;<br />
garantire agli utenti e consumatori   la qualità del servizio e del  prodotto  rispondente a standard e elevati e processi di gestione di altissimo livello;<br />
attestare la sostenibilità dell’offerta turistica e produttiva del territorio garantendo  l’accesso ai servizi e prodotti a minor impatto ambientale.</p>
<h2></h2>
<h2>Marchio collettivo regionale  per gli uffici di informazione turistica</h2>
<p>Il marchio collettivo, in genere in forma di  marchio collettivo pubblico regionale,  può rivelarsi una straordinaria opportunità anche per gli uffici di informazione turistica che si propongano di garantire determinati standard di qualità ed in particolare:</p>
<p>ufficio informazioni turistiche (UIT);<br />
ufficio di informazione ed accoglienza turistica (IAT);<br />
ufficio di informazione ed accoglienza turistica che effettua anche il servizio di prenotazione (IAT-R dove la R sta per reservation).</p>
<p>Per registrare il vostro marchio collettivo o acquistarne uno in licenza, pianificare  con successo la vostra progettualità d’impresa e ottenere gli straordinari bonus fiscali del  Patent Box,</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/il-marchio-collettivo-un-grandissimo-business-nel-mondo-del-turismo/">Il marchio collettivo: un grandissimo  Business nel mondo del turismo. Perchè una struttura ricettiva dovrebbe scegliere il marchio collettivo?</a> was first posted on Marzo 28, 2017 at 10:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arriva il  Brand di successo per Make Up e cosmetici Bio &#8220;made in Italy&#8221;: il marchio collettivo. Spunti per un Business Plan strategico con i bonus fiscali del Patent Box</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/make-up-cosmetici-bio-e-made-in-italy-business-idea-di-successo-con-marchio-collettivo-e-patent-box/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 18:09:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[ASSISTENZA FISCALE SU E DA ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[CONVENZIONI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Detrazioni ed Incentivi Fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[ESTETISTA COME AVVIARE]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco ed Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Guida e Vademecum Fiscale Tributaria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di stabilita 2015]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[Società Estere]]></category>
		<category><![CDATA[START-UP INNOVATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[aziende make up italiane]]></category>
		<category><![CDATA[aziende trucco]]></category>
		<category><![CDATA[business idea make up]]></category>
		<category><![CDATA[business plan make up]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare di produzione]]></category>
		<category><![CDATA[guida al marchio collettivo per aziende cosmetiche]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi fiscali settore cosmetico]]></category>
		<category><![CDATA[industria cosmetica italia]]></category>
		<category><![CDATA[make up bio]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo make up]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti cosmetici]]></category>
		<category><![CDATA[produttori make up conto terzi]]></category>
		<category><![CDATA[produttori make up italia]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento d'uso]]></category>
		<category><![CDATA[research e innovation]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e innovazione cosmetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/make-up-cosmetici-bio-e-made-in-italy-business-idea-di-successo-con-marchio-collettivo-e-patent-box/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al marchio collettivo per le aziende di make up e cosmetici<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/make-up-cosmetici-bio-e-made-in-italy-business-idea-di-successo-con-marchio-collettivo-e-patent-box/">Arriva il  Brand di successo per Make Up e cosmetici Bio &#8220;made in Italy&#8221;: il marchio collettivo. Spunti per un Business Plan strategico con i bonus fiscali del Patent Box</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 7:09 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti sanno che l’Italia è leader per la produzione di make up e cosmetica, provenendo oltre il 60% dei trucchi utilizzati dalle donne di tutto il mondo da fabbriche nazionali che vendono poi i prodotti ai marchi più conosciuti nella platea mondiale. L&#8217;’industria italiana riesce da sola a far girare 144 miliardi di euro considerando il markup, cioè il ricarico, delle case di cosmesi, dei rivenditori e delle profumerie ma è tuttavia un’eccellenza “silenziosa”. Le griffe francesi americane e giapponesi più note a livello universale, affidano con la massima fiducia la produzione di trucchi, creme e smalti alle imprese italiane, oltre alla progettazione di formule innovative. E se la potenzialità delle aziende italiane nel settore make up e cosmetica potessero venire allo scoperto, indossando un potente e strategico Brand “di proprietà”? La soluzione perfetta è assolutamente il marchio collettivo che, in combinazione con i bonus fiscali del Patent Box assicurerebbe un Business perfetto per questo settore così richiesto sul mercato mondiale. Ecco la guida pratica con interessanti spunti per un Business Plan di successo! </p>
<p> Le aziende cosmetiche  italiane : un&#8217; eccellenza nascosta con fatturati ultra miliardari</p>
<p> Non tutti sanno che l’Italia è leader per la produzione di make up e cosmetica, provenendo oltre il 60% dei trucchi utilizzati dalle donne di tutto il mondo da fabbriche nazionali che vendono poi i prodotti ai marchi più conosciuti nella platea mondiale,. Inoltre l&#8217;Italia si classifica come il quarto paese europeo per il consumo di prodotti di bellezza. Alcuni esempi di prodotti top nelle classifiche di fatturato sono mascara, liquid lipstick, fondotinta che da solo vale 214 milioni di euro per il made in Italy, BB cream e CC cream. </p>
<p> L&#8217;’industria italiana riesce da sola a far girare 144 miliardi di euro considerando il markup, cioè il ricarico, delle case di cosmesi, dei rivenditori e delle profumerie ma è tuttavia un’eccellenza “silenziosa”. Le griffe francesi americane e giapponesi più note a livello universale, affidano con la massima fiducia la produzione di trucchi, creme e smalti alle imprese italiane, oltre alla progettazione di formule innovative. </p>
<p> Il settore cosmetico nell’ultimo decennio ha quindi registrato un incremento esponenziale, sfidando la crisi degli altri settori: le ragioni di questo grandissimo successo sono da imputare in primis alla qualità dei prodotti e alla scrupolosa normativa che regolamenta le produzioni, ma soprattutto all’eccellenza dei ricercatori e alla strategica individuazione aziendale di nuovi  i trend di creatività e di cultura del bello. </p>
<p> Successo dei prodotti cosmetici Bio</p>
<p> In questo scenario, nell&#8217;ottica di una valorizzazione sempre maggiore del Made in Italy spiccano anche i marchi di Make Up nel settore Green e Bio, che recepiscono perfettamente lo spostamento dell&#8217;attenzione del consumatore dal pack alla composizione dei prodotti conformi al rispetto ambientale e all’uso di ingredienti di derivazione naturale o a km zero (cioè la cui vendita avviene in un’area distante pochi chilometri da quella di produzione)</p>
<p> A tal proposito si evidenzia che le imprese biologiche stanno attraversando un periodo di profonda ristrutturazione e di adeguamento in relazione alle rapide evoluzioni di mercato e di politica, le quali impongono una maggiore efficacia competitiva e il raggiungimento di standard qualitativi e produttivi sempre più elevati. </p>
<p> Il marchio collettivo per valorizzare l&#8217;eccellenza italiana “nascosta”</p>
<p> E se la potenzialità delle aziende italiane nel settore make up artists e cosmetica potessero venire allo scoperto, creando un business a livello nazionale e internazionale, indossando un potente e strategico Brand di proprietà? La soluzione perfetta è assolutamente il marchio collettivo che consentirebbe di:</p>
<p> accrescere la visibilità sul mercato delle aziende italiane; </p>
<p> valorizzare il made in Italy;</p>
<p> certificare il valore aggiunto alla qualità del prodotto;</p>
<p> tutelare maggiormente i consumatori; </p>
<p> ottenere enormi sgravi fiscali. </p>
<p> Con specifico riferimento alle aziende Bio, la differenziazione del proprio prodotto biologico tramite l’applicazione di marchi collettivi consentirebbero alle stesse di :</p>
<p> rafforzarsi in termini di immagine sul territorio;</p>
<p> rapportarsi in maniera adeguata con i diversi operatori della filiera;</p>
<p> essere competitive nei confronti delle altre produzioni estere;</p>
<p> inserirsi anche al di fuori dei tradizionali canali di mercato e, allo stesso tempo, posizionarsi su specifiche nicchie di consumo; </p>
<p> ottenere incentivi finanziari  oltre ai bonus fiscali. </p>
<p> NB Un marchio collettivo bio, conferirebbe “identità” al prodotto, sia attraverso la rintracciabilità delle materie prime, sia attraverso la valorizzazione delle aree geografiche di provenienza frenando, così, il processo di standardizzazione nel quale sono oggi coinvolti i prodotti biologici nazionali</p>
<p> Cos&#8217;è e come funziona il marchio collettivo</p>
<p> La dissociazione tra titolarità  del singolo imprenditore, di di un ente privato o pubblico o di una associazione (licenziante) e l&#8217;utilizzo plurimo da parte dei singoli imprenditori produttori o commercianti (licenziatari) i quali devono osservare le norme dettate dal regolamento d&#8217;uso e disciplinare di produzione, segna la distinzione fondamentale tra marchio collettivo e marchio di impresa o marca. La funzione tipica del marchio collettivo è fondamentalmente diversa da quella del marchio d’impresa: il marchio collettivo è diretto ad identificare e distinguere i prodotti, non in ragione della provenienza da una determinata impresa, ma in ragione delle caratteristiche e qualità stabilite preventivamente e esplicitamente dal titolare del marchio. </p>
<p> Business Plan per il marchio collettivo nel settore Make Up e Cosmetics  </p>
<p> Le aziende interessate ad incrementare esponenzialmente i fatturati ed emergere visibilmente nello scenario concorrenziale potranno intraprendere un percorso di valorizzazione attraverso la costituzione di un marchio collettivo. </p>
<p> A tal fine occorrerà:</p>
<p> A) in via preliminare , a livello di marketing effettuare un’analisi SWOT (analisi dei punti di forza/debolezza, vincoli/opportunità). Si tratta di un procedimento che fornisce informazioni fondamentali per la definizione di linee strategiche ed azioni di intervento mirate alla valorizzazione delle produzioni. </p>
<p> Con riferimento al settore biologico, la necessità di riconvertire lo stesso verso nuovi obiettivi che non siano semplicemente l’incremento della produttività ma che si colleghino al potenziamento della qualità, al recupero del territorio e alla valorizzazione commerciale del prodotto, richiede la realizzazione di linee strategiche ben precise. </p>
<p> B) Sotto il profilo giuridico/ commerciale, definire:</p>
<p> un organismo di gestione, ossia il titolare del marchio; </p>
<p> un regolamento d&#8217;uso e disciplinare di produzione, che specifichino la descrizione delle caratteristiche del prodotto/i e delle particolarità che lo contraddistinguono e le modalità di lavorazione;</p>
<p> i punti critici del processo in cui attivare forme di autocontrollo e controllo;</p>
<p> un organismo di controllo esterno; </p>
<p> delle procedure di omologazione e delle procedure di controllo. </p>
<p> Attenzione Nel caso poi in cui il titolare del marchio sia un ente pubblico, è necessario prevedere la costituzione di una legge istitutiva del marchio; un regolamento d’uso del marchio, riportante le nome che tutelano l’uso del marchio collettivo. </p>
<p> Patent Box in aiuto alla ricerca e innovazione cosmetica  </p>
<p> Il settore cosmetico è quindi quello nel quale ogni prodotto richiede una tecnologia su misura, materie prime differenti, innovazioni e impianti specifici, uno scenario insomma che, quando il prodotto indossa un marchio collettivo ( o anche d&#8217;impresa), calza a pennello con i presupposti di applicazione del bonus fiscale ottenibile attraverso l&#8217;esercizio dell&#8217; opzione Patent Box ex art 1 L. 190/2014, agevolazione fiscale che consente di detassare il 50% dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto e indiretto della proprietà intellettuale. E se l&#8217;azienda cosmetica risiede all&#8217;estero? No problem, potrà comunque godere delle agevolazioni fiscali sopra indicate se ha in Italia una SO (stabile organizzazione) a condizione che nel Paese di residenza viga un accordo contro la doppia imposizione. </p>
<p> Per registrare il vostro marchio collettivo ed attuare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa,</p>
<p> contattateci subito al numero verde 800. 19. 27. 52 !   </p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/make-up-cosmetici-bio-e-made-in-italy-business-idea-di-successo-con-marchio-collettivo-e-patent-box/">Arriva il  Brand di successo per Make Up e cosmetici Bio &#8220;made in Italy&#8221;: il marchio collettivo. Spunti per un Business Plan strategico con i bonus fiscali del Patent Box</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 7:09 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 11:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[FINANZA ED AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[ROYALTY]]></category>
		<category><![CDATA[START-UP INNOVATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[art 1 L 190/2014]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[fashion stylist]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo esempio]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo moda]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo settore fashion]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo tessile]]></category>
		<category><![CDATA[nexus ratio]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box]]></category>
		<category><![CDATA[ruling significato]]></category>
		<category><![CDATA[successo nella moda]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze moda]]></category>
		<category><![CDATA[utilizzo diretto]]></category>
		<category><![CDATA[utilizzo indiretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al marchio collettivo e Patent Box nel settore moda  2017<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/">Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 12:16 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Il marchio collettivo e il settore fashion si sposano perfettamente nello scenario di un mercato differenziato e  di qualità. Trattasi di un Brand, disciplinato dagli art 11 CPI e 2570 cc, che attesta la qualità e l’affidabilità di un prodotto realizzato e venduto nel rispetto di elevati standards produttivi, secondo criteri selezionati e garantiti di di eccellenza, soprattutto per il settore tessile. Guardiamo più da vicino quali sono  i vantaggi di questo straordinario marchio e le agevolazioni fiscali ottenibili attraverso l&#8217;analisi di un caso pratico. </p>
<p> Marchio collettivo nel mondo del “Fashion”  </p>
<p> Il marchio collettivo e il settore fashion si sposano perfettamente nello scenario di un mercato differenziato e  di qualità. Trattasi di un Brand, disciplinato dagli art 11 CPI e 2570 cc, che attesta la qualità e l’affidabilità di un prodotto realizzato e venduto nel rispetto di elevati standards produttivi, secondo criteri selezionati e garantiti di di eccellenza, soprattutto per il settore tessile. </p>
<p> Il vantaggio che un’azienda di moda può trarre dall’utilizzo di marchi collettivi, riguarda in particolare il fatto che questi rappresentano un efficace strumento di commercializzazione congiunta di prodotti provenienti da gruppi di imprese che singolarmente incontrerebbero difficoltà nell’affermazione dei propri prodotti sul mercato. </p>
<p> Il marchio collettivo consente di perseguire i seguenti obiettivi:</p>
<p> valorizzare l’immagine del prodotto e del marchio; </p>
<p> garantire un maggior valore aggiunto ai produttori aderenti; </p>
<p> garantire ai consumatori che i prodotti appartengono ad una determinata area di produzione e che posseggano determinate caratteristiche qualitative;</p>
<p> ottenere profitti esponenzialmente elevati ;</p>
<p> godere di fortissime agevolazioni fiscali se si investe in ricerca e innovazione (Patent Box) </p>
<p> NB Il marchio collettivo dunque, non contraddistingue il prodotto di un singolo imprenditore ma ne garantisce caratteristiche eterogenee quali l’origine, la qualità e la natura. La differenza principale rispetto ai marchi d&#8217;impresa o “individuali è quella per la quale i marchi collettivi creano una dissociazione fra titolarità (che resta in capo al licenziante) ed utilizzazione (che spetta ai commercianti o produttori licenziatari del marchio). </p>
<p> Gli imprenditori e gli enti privati o pubblici che intendono registrare marchio collettivo, devono predisporre un regolamento d’uso del marchio ed eventuale disciplinare di produzione attinenti rispettivamente alle regole di utilizzo e di lavorazione del prodotto, che vanno rispettate dagli aderenti al fine di ottenere il rilascio di un “certificato di conformità”, senza il quale non sarebbe possibile ottenere il diritto all’uso del marchio collettivo. </p>
<p> Nel settore fashion, un tipico esempio di marchio collettivo è Seri. Co, gestito dal Centro Tessile Serico. </p>
<p> Marchio collettivo nella moda e Patent Box: l&#8217;esempio pratico</p>
<p> Il caso  </p>
<p> Un’azienda di moda “Alfa” commercializza capi di abbigliamento attraverso un marchio collettivo ottenuto in licenza dal consorzio “X”. </p>
<p> Quesito</p>
<p> Quali benefits l&#8217;azienda Alfa trarrebbe nel suo business se decidesse di optare per l&#8217;agevolazione fiscale del Patent Box? </p>
<p> Cosa fare  </p>
<p> Occorre in primo luogo individuare i beni immateriali opzionabili con il Patent Box attraverso un’analisi dell’attività aziendale. </p>
<p> NB Nel dettaglio, sarà necessario scorporare i redditi derivanti dall’utilizzo del marchio da quelli non collegati allo stesso. Per tale rilevazione è necessario ed utile che l’azienda sia dotata di un sistema di  contabilità analitica o industriale. </p>
<p> Verifica che il bene rientri nell&#8217;agevolazione fiscale  </p>
<p> Nel caso in esame, il brand “indossato” dai capi di abbigliamento venduti, rappresenta un bene immateriale che corrisponde ad un bene opzionabile ex art 1 L. 190/2014 in quanto:</p>
<p> è un marchio collettivo;</p>
<p>  l&#8217;azienda ha ottenuto il diritto all&#8217;utilizzazione economica dello stesso attraverso il contratto di licenza stipulato con il consorzio che ne resta titolare;</p>
<p> il marchio ha contribuito alla formazione del reddito;</p>
<p> l&#8217;azienda Alfa ha investito in attività di ricerca e sviluppo del marchio e cioè: </p>
<p> attività di comunicazione e promozione (attraverso fiere, sponsorizzazioni, ecc. );</p>
<p> spese effettuate per la sua registrazione e il suo mantenimento;</p>
<p> spese effettuate per tutelare e difendere il marchio dai tentativi di imitazione in Italia e all’estero. </p>
<p> Inquadramento del tipo di utilizzo : diretto o indiretto? </p>
<p> L’azienda di moda, titolare del diritto allo sfruttamento economico del bene immateriale sebbene non proprietaria dello stesso ,valorizza il proprio brand tramite un tipo di utilizzo diretto, in quanto il reddito che realizza è il risultato della vendita di prodotti in cui è incorporato il valore del marchio ottenuto in licenza. </p>
<p> Ruling</p>
<p> L&#8217;utilizzo diretto rende obbligatoria la procedura di ruling, cioè quell’attività svolta in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate che consente di calcolare i benefici del Patent Box per in caso specifico e determinare con esattezza del reddito agevolabile</p>
<p> Soluzione  </p>
<p> Ponendo il caso che il reddito agevolabile (il quale corrisponde al contributo economico) definito a seguito della procedura di ruling fosse pari a € 10. 000. 000 e che l&#8217;azienda abbia provveduto autonomamente alla alle spese di ricerca e e innovazione, con un nexus ratio pari a 1, l&#8217;applicazione del Patent Box le consentirebbe di conseguire un risparmio fiscale del 50% detassando in totale € 5. 000. 000, con un risparmio “spalmato” in  5 anni per un  totale di € 25. 000. 000</p>
<p> Se operate nel settore moda e volete registrare il vostro marchio collettivo, oppure chiederne uno in licenza, pianificare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa e godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p> non esitate a contattarci al numero verde 800. 19. 27. 52! </p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/fashion-e-moda-marchio-collettivo-e-patent-box-unaccoppiata-vincente-per-sfondare-nel-settore-l-esempio-pratico-per-misurare-i-benefici-fiscali-dellopzione/">Fashion e Moda. Marchio collettivo e Patent Box, un&#8217;accoppiata vincente per  sfondare nel settore: l&#8217; esempio pratico per misurare i benefici fiscali dell&#8217;opzione</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 12:16 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 08:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Europeo - Comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Dogana]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[LEGGI E GIURISPRUDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MARCHIO DI IMPRESA E COLLETTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[PATENT BOX]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Società Estere]]></category>
		<category><![CDATA[art 11 cpi]]></category>
		<category><![CDATA[art 2570 cc]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge 1061 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Geräte und Produktsichereitsgesetz]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo italian quality]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo vantaggi]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
		<category><![CDATA[parere fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[parere pro veritate]]></category>
		<category><![CDATA[parere tributario]]></category>
		<category><![CDATA[patent box cos'è]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intellettuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.commercialista.it/fisco-e-tributi/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/</guid>

					<description><![CDATA[Guida al  disegno di legge n° 1061/2013  per l'istituzione del marchio collettivo “Italian Quality”<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso.   </p>
<p> Con il Disegno di legge n. 1061 presentato al Senato in data 29 novembre 2013 si è avviato  l’iter normativo volto all&#8217;istituzione del marchio di qualità “Italian Quality” , marchio collettivo di titolarità dello Stato Italiano e volontario, a supporto del Made in Italy, per contraddistinguere prodotti italiani che presentino caratteristiche di eccellenza. </p>
<p> Questo Brand sembra ricalcare il modello tedesco di marchio collettivo volontario “Geräte und Produktsichereitsgesetz” del 2004. </p>
<p> NB E&#8217; quindi evidente l&#8217;importanza e il prestigio di questa particolare tipologia di marchio, il marchio collettivo,  recepita anche a livello istituzionale, al punto di giungere alla progettazione di un disegno di legge per crearne uno ad hoc garantito dallo Stato stesso. </p>
<p> Il marchio “Italian Quality” vuole porsi come : </p>
<p> uno strumento di politica industriale, utile per recuperare competitività attraendo investimenti e quindi per il rilancio del commercio estero;</p>
<p> brand che punta alla valorizzazione della produzione nazionale di qualità e a contrastare il crescente fenomeno della contraffazione del Made in Italy, prevenendo pratiche fraudolente da parte di produttori e importatori;</p>
<p> strategia per favorire la crescita delle esportazioni dei prodotti italiani;</p>
<p> strumento per garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci, fornendo un&#8217;informazione aggiuntiva sul prodotto che intende acquistare ( indicazione di provenienza del prodotto e indicatori che attestano l&#8217;esistenza di un collegamento dimostrabile tra una determinata caratteristica del prodotto ed un determinato luogo di produzione)</p>
<p> marchio volto alla promozione nei mercati globali dei prodotti certificati in tal modo, per tutelare e valorizzare la qualità e l&#8217;eccellenza della produzione italiana nel mondo. </p>
<p> NB Quelli sopra elencati sono già i punti di forza di un marchio collettivo ex art 11 CPI e 2570 cc che attualmente è possibile registrare per creare il proprio Business e realizzare fatturati molto elevati, ottenendo anche fortissimi sgravi fiscali del Patent Box  se si investe in ricerca e innovazione, attraverso la detassazione dei redditi derivanti dall&#8217;utilizzo diretto e indiretto della proprietà intellettuale. </p>
<p> Le caratteristiche di eccellenza del marchio in lavorazione “Italian Quality” presuppongono la co-presenza dei seguenti requisiti:</p>
<p> la realizzazione del prodotto da parte di professionisti, artigiani ed imprese iscritti alle camere di commercio industria artigianato e agricoltura, aventi domicilio fiscale nel territorio italiano;</p>
<p> la presenza della marcatura d’origine “Made in Italy” in ottemperanza al Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> aver subito nel territorio italiano almeno un’operazione ulteriore e precedente l’ultima lavorazione ai sensi dell’art. 60 Regolamento Doganale UE n. 952/2013;</p>
<p> rientrare nei cc. Dd. “disciplinari di settore” che verranno predisposti in concerto con le principali associazioni di categoria e contempleranno le modalità d’uso del marchio e i successivi controlli, da effettuarsi ad opera di una società di certificazione. </p>
<p> NB L’uso del marchio verrà concesso sulla base di una autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico che provvederà anche alla registrazione del marchio in sede nazionale, comunitaria e internazionale. </p>
<p> Chi potrà ottenere il marchio collettivo Italian Quality? 
</p>
<p> società semplici; </p>
<p> società in nome collettivo; </p>
<p> società cooperative; </p>
<p> società in accomandita semplice; </p>
<p> società a responsabilità limitata; </p>
<p> reti di imprese; </p>
<p> organizzazioni di produttori; </p>
<p> consorzi o società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive. </p>
<p> Sarà previsto anche uno specifico sistema di etichettatura, nonché campagne annuali di promozione sul mercato domestico e sui principali mercati internazionali. </p>
<p> In particolare, l&#8217;art 5 del disegno di legge prevede la possibilità per le imprese facenti parte di reti di imprese, organizzazioni di produttori, consorzi e imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, di concertare con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati, azioni promozionali dei prodotti contrassegnati dal marchio implementando ulteriormente e a livello esponenziale la potenza di questo Brand d&#8217;eccelolenza </p>
<p> Attenzione:  si tratta di un marchio “collettivo”, aggiuntivo rispetto alla normativa sulla marcatura che indica l’origine del prodotto e che rimarrebbe quella oggi in vigore (si delinea quindi una netta distinzione tra marchio in senso proprio e marcatura d’origine). Si attende il completamento dell&#8217;iter di approvazione  </p>
</p>
<p> Per registrare il vostro marchio collettivo, pianificare con successo la vostra progettualità d&#8217;impresa e godere degli straordinari bonus fiscali del Patent Box, </p>
<p>non esitate a contattarci al numero verde 800. 19. 27. 52! </p></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/leccellenza-del-marchio-collettivo-diventa-un-disegno-di-legge-il-marchio-collettivo-italian-quality/">L&#8217;eccellenza del marchio collettivo diventa un disegno di legge:  il marchio collettivo “Italian Quality”</a> was first posted on Marzo 15, 2017 at 9:52 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
