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	<title>iva - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>iva - Commercialista.it</title>
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		<title>IVA e permuta di beni: cosa cambia dal 2026 con la Legge di Bilancio</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-permuta-di-beni-cosa-cambia-dal-2026-con-la-Legge-di-Bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’inizio del 2026 è entrata ufficialmente in vigore una delle novità fiscali più rilevanti previste dalla Legge di Bilancio: la riforma della disciplina IVA per le operazioni di permuta di beni e servizi. Un cambiamento passato forse in sordina nei mesi precedenti, ma che da gennaio sta già creando i primi dubbi interpretativi tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="251" data-end="640">Con l’inizio del 2026 è entrata ufficialmente in vigore una delle novità fiscali più rilevanti previste dalla Legge di Bilancio: <strong data-start="380" data-end="462">la riforma della disciplina IVA per le operazioni di permuta di beni e servizi</strong>. Un cambiamento passato forse in sordina nei mesi precedenti, ma che da gennaio sta già creando i primi dubbi interpretativi tra imprese, professionisti e operatori del settore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="642" data-end="1105">Il punto centrale della riforma riguarda il <strong data-start="686" data-end="749">criterio di calcolo della base imponibile IVA nelle permute</strong>: non si fa più riferimento al “valore normale” del bene o del servizio scambiato, ma ai <strong data-start="838" data-end="882">costi sostenuti dal cedente o prestatore</strong>. Si tratta di una modifica tecnica solo in apparenza: nella pratica, cambia radicalmente il modo di gestire contratti, fatturazione e documentazione, con effetti diretti sulla liquidazione dell’IVA e sui margini aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1107" data-end="1378">Nel corso di questo articolo analizzeremo cosa prevede la nuova normativa, quali sono i settori più coinvolti, come adeguarsi senza rischi di sanzioni e come trasformare questa novità in un’occasione di vantaggio fiscale, se gestita correttamente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="205" data-end="291"><strong data-start="209" data-end="291">Nuova base imponibile IVA </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="1011">Con l’entrata in vigore della <strong data-start="323" data-end="349">Legge di Bilancio 2026</strong>, cambia radicalmente il modo in cui si calcola la <strong data-start="400" data-end="423">base imponibile IVA</strong> nelle <strong data-start="430" data-end="488">operazioni di permuta di beni e prestazioni di servizi</strong>. In base alla normativa attualmente in vigore – in particolare l’articolo 13, comma 2, lettera d) del DPR 633/1972 – quando due soggetti si scambiano beni o servizi (permute o dazioni in pagamento), la base imponibile su cui applicare l’IVA è il <strong data-start="735" data-end="753">valore normale</strong> di ciascun bene o servizio. Questo valore viene determinato, secondo l’articolo 14 dello stesso decreto, in base al <strong data-start="870" data-end="946">prezzo che si pagherebbe sul mercato in condizioni di libera concorrenza</strong>, tenendo conto del tempo e del luogo in cui avviene la cessione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1673">Dal 1° gennaio 2026, questa regola cambia profondamente: il <strong data-start="1073" data-end="1152">valore normale sarà sostituito dai costi sostenuti dal cedente o prestatore</strong> per realizzare o acquisire i beni o i servizi oggetto della permuta. In altre parole, non si guarderà più al prezzo di mercato del bene scambiato, ma a quanto è costato produrlo o acquistarlo. Questa novità, specificata nel dossier che accompagna la Legge di Bilancio, nasce dall’esigenza di <strong data-start="1445" data-end="1502">allineare il sistema IVA italiano alle regole europee</strong>, che impongono una determinazione della base imponibile più coerente con la logica del consumo effettivo e meno soggetta a interpretazioni arbitrarie o a manovre elusive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1675" data-end="2003">Il passaggio dal valore normale al costo comporterà <strong data-start="1727" data-end="1778">un impatto diretto sulle operazioni tra imprese</strong>, che dovranno rivedere le proprie strategie contrattuali, ma potrebbe avere effetti anche sulle operazioni tra soggetti privati, soprattutto nei settori ad alta incidenza di permute come l’immobiliare, l’automotive o l’arte.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="68" data-end="155"><strong data-start="72" data-end="155">Armonizzazione con il diritto UE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="157" data-end="961">Il cambiamento normativo introdotto dalla <strong data-start="199" data-end="225">Legge di Bilancio 2026</strong> non è casuale né isolato: si inserisce in un più ampio processo di <strong data-start="293" data-end="375">armonizzazione del sistema fiscale italiano con il diritto dell’Unione Europea</strong>, in particolare per quanto riguarda le regole sull’<strong data-start="427" data-end="464">imposta sul valore aggiunto (IVA)</strong>. L’attuale disciplina italiana, che si basa sul “<strong data-start="514" data-end="532">valore normale</strong>” nelle operazioni di permuta, è stata oggetto di osservazioni da parte delle autorità europee perché potenzialmente distorsiva rispetto al principio di neutralità dell’IVA. Questo principio fondamentale impone che l’imposta venga calcolata in base al <strong data-start="784" data-end="834">valore effettivamente generato dall’operazione</strong>, e non su stime soggettive o su valori che possono differire significativamente dal reale impatto economico della transazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="963" data-end="1590">Utilizzare il <strong data-start="977" data-end="998">valore di mercato</strong> (cioè il valore normale) nelle permute, infatti, comportava una serie di problematiche: in primis, la <strong data-start="1101" data-end="1157">difficoltà di determinare oggettivamente quel valore</strong>, specialmente in mercati poco trasparenti o per beni unici (si pensi ad esempio alle opere d’arte). In secondo luogo, ciò poteva generare <strong data-start="1296" data-end="1334">incoerenze nel trattamento fiscale</strong> di operazioni simili, con rischi anche sul fronte contenzioso. La modifica normativa, che sostituisce il valore normale con il <strong data-start="1462" data-end="1481">costo sostenuto</strong> dal cedente o prestatore, permette quindi di rendere più chiaro e uniforme il calcolo della base imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1933">Dal punto di vista tecnico, il nuovo criterio si fonda su un principio più verificabile e documentabile: le imprese potranno (e dovranno) dimostrare i costi sostenuti tramite <strong data-start="1767" data-end="1805">documentazione contabile e fiscale</strong>, rendendo il processo di determinazione dell’IVA più trasparente e più facile da controllare per l’Amministrazione Finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1933"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34022 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-woman-calculating-bills-office-desk.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="50" data-end="128"><strong data-start="54" data-end="128">Impatto per le imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="130" data-end="841">L’adozione del nuovo criterio di determinazione della base imponibile IVA basata sui <strong data-start="215" data-end="234">costi sostenuti</strong> anziché sul valore normale avrà effetti concreti sulla <strong data-start="290" data-end="341">gestione amministrativa e fiscale delle permute</strong> da parte delle imprese. Innanzitutto, tutte le operazioni di scambio di beni o servizi — comprese quelle effettuate per estinguere obbligazioni pregresse — dovranno essere <strong data-start="514" data-end="631">analizzate alla luce dei costi documentati sostenuti per l&#8217;acquisizione o produzione dei beni o servizi scambiati</strong>. Questo implica una maggiore attenzione nella <strong data-start="678" data-end="705">tracciabilità dei costi</strong>, che dovranno essere certificati, coerenti e conservati in modo da permettere un controllo agevole da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="843" data-end="1265">Le aziende dovranno quindi aggiornare i propri sistemi contabili, coinvolgendo i reparti amministrativi e fiscali per garantire la corretta gestione delle <strong data-start="998" data-end="1018">nuove regole IVA</strong>. Ad esempio, nel caso di permute tra beni strumentali, sarà necessario determinare con precisione tutti i costi diretti e indiretti che hanno contribuito alla formazione del bene, anche attraverso il supporto di <strong data-start="1231" data-end="1264">centri di costo o sistemi ERP</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1267" data-end="1752">Un altro aspetto rilevante riguarda il <strong data-start="1306" data-end="1344">cambio nella strategia commerciale</strong>. Se prima si potevano valutare permute sulla base del valore stimato di mercato, dal 2026 bisognerà calcolare l’IVA in funzione dei costi effettivamente sostenuti. Questo potrebbe incidere sull’equilibrio dell’operazione: un’azienda che cede un bene con un costo più elevato rispetto al valore di mercato dovrà comunque applicare l’IVA su quel costo, con potenziali effetti negativi sul margine di profitto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1754" data-end="1944">Inoltre, sarà essenziale aggiornare i <strong data-start="1792" data-end="1831">contratti e gli accordi commerciali</strong>, per esplicitare la nuova modalità di determinazione della base imponibile e prevenire contenziosi tra le parti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="53" data-end="130"><strong data-start="57" data-end="130">Cosa succede alle operazioni già in corso</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="132" data-end="867">Una delle questioni più delicate legate alla riforma riguarda le <strong data-start="197" data-end="235">operazioni di permuta già in corso</strong> o gli accordi contrattuali pluriennali stipulati prima del 1° gennaio 2026 ma con effetti successivi a tale data. La norma, infatti, <strong data-start="369" data-end="416">non prevede un regime transitorio esplicito</strong>, lasciando spazio a diverse interpretazioni che potrebbero generare incertezze applicative. In assenza di chiarimenti ufficiali, il principio generale da seguire sarà quello dell’<strong data-start="596" data-end="664">imponibilità in base al momento di effettuazione dell’operazione</strong>: se la permuta viene perfezionata (cioè i beni o i servizi vengono effettivamente scambiati) dal 1° gennaio 2026 in poi, si applicheranno le <strong data-start="806" data-end="822">nuove regole</strong> anche se il contratto è stato firmato prima.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="869" data-end="1380">Questo scenario crea una necessità immediata per le imprese: <strong data-start="930" data-end="970">analizzare i contratti già stipulati</strong> e, ove possibile, valutare una <strong data-start="1002" data-end="1073">rimodulazione dei termini o una chiusura anticipata dell’operazione</strong>, per poterla gestire ancora con la normativa precedente. In particolare, nei settori come <strong data-start="1164" data-end="1181">l’immobiliare</strong> o <strong data-start="1184" data-end="1212">la fornitura industriale</strong>, dove è prassi diffusa stipulare contratti di scambio o permuta con tempi lunghi, sarà fondamentale valutare attentamente la <strong data-start="1338" data-end="1379">tempistica di consegna e fatturazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1382" data-end="1779">Non è da escludere che l’Agenzia delle Entrate o il legislatore stesso intervengano nei prossimi mesi con <strong data-start="1488" data-end="1513">circolari esplicative</strong> o una <strong data-start="1520" data-end="1545">normativa di raccordo</strong> per evitare distorsioni e tutelare le imprese in buona fede. Nel frattempo, è consigliabile coinvolgere un consulente fiscale per una <strong data-start="1680" data-end="1710">due diligence contrattuale</strong>, così da evitare errori o contestazioni future in fase di controllo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="53" data-end="132"><strong data-start="57" data-end="132">Settori maggiormente coinvolti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="134" data-end="379">La riforma della disciplina IVA sulle permute non avrà un impatto omogeneo su tutti i settori economici, ma colpirà in maniera particolare quelli in cui le <strong data-start="290" data-end="341">permute sono una pratica commerciale ricorrente</strong>. Tra i comparti più esposti troviamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="381" data-end="1766">
<li data-start="381" data-end="869">
<p data-start="383" data-end="869"><strong data-start="383" data-end="417">Il settore edile e immobiliare</strong>, dove sono frequenti le permute tra costruttori e proprietari di terreni o immobili. Ad esempio, è consuetudine che un imprenditore edile riceva un terreno in cambio di un appartamento da costruire. Con le nuove regole, la base imponibile IVA non sarà più legata al valore stimato del bene scambiato, ma ai <strong data-start="725" data-end="744">costi sostenuti</strong> per la costruzione o acquisizione, con impatti diretti sul calcolo dell’imposta e sull’equilibrio economico dell’operazione.</p>
</li>
<li data-start="871" data-end="1204">
<p data-start="873" data-end="1204"><strong data-start="873" data-end="899">Il comparto automotive</strong>, in cui le permute di veicoli usati (es. “dai indietro la tua auto usata e prendi la nuova”) sono prassi consolidata. Le aziende dovranno essere in grado di <strong data-start="1057" data-end="1122">dimostrare con precisione i costi di acquisto o rivalutazione</strong> del veicolo usato, pena l’irregolarità nella fatturazione e nella detrazione IVA.</p>
</li>
<li data-start="1206" data-end="1558">
<p data-start="1208" data-end="1558"><strong data-start="1208" data-end="1257">Il mercato dell’arte e dei beni da collezione</strong>, dove il valore normale era spesso soggettivo e fonte di controversie. Con il nuovo sistema, anche in questi casi l’IVA si baserà sui costi documentati sostenuti dall’operatore professionale, riducendo il rischio di discrezionalità fiscale ma anche imponendo un <strong data-start="1520" data-end="1557">rigoroso tracciamento delle spese</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1560" data-end="1766">
<p data-start="1562" data-end="1766"><strong data-start="1562" data-end="1605">Il commercio di beni usati e rigenerati</strong>, come nell’elettronica o nell’abbigliamento vintage, dove sarà essenziale mantenere <strong data-start="1690" data-end="1728">una contabilità accurata dei costi</strong> di acquisto, rigenerazione e vendita.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1768" data-end="1940">In tutti questi settori, sarà cruciale rivedere i processi interni e i contratti per <strong data-start="1853" data-end="1891">prepararsi al nuovo regime fiscale</strong>, evitando penalizzazioni o errori di compliance.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1768" data-end="1940"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33813 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="56" data-end="137"><strong data-start="60" data-end="137">Opportunità e rischi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="139" data-end="809">La nuova disciplina IVA sulle permute, se da un lato impone <strong data-start="199" data-end="241">nuovi obblighi documentali e operativi</strong>, dall’altro può essere trasformata in un’opportunità, soprattutto per quelle imprese che hanno una struttura contabile ben organizzata e una chiara tracciabilità dei costi. Infatti, <strong data-start="424" data-end="469">l’imponibilità basata sui costi effettivi</strong> può in alcuni casi risultare <strong data-start="499" data-end="557">più vantaggiosa rispetto alla stima del valore normale</strong>, soprattutto quando il bene ceduto ha un valore di mercato superiore rispetto ai costi sostenuti per produrlo o acquisirlo. In questa situazione, l’IVA da versare sarà inferiore rispetto al passato, con un effetto positivo sul <strong data-start="785" data-end="808">cash flow aziendale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="811" data-end="1328">Tuttavia, ciò comporta anche alcuni <strong data-start="847" data-end="857">rischi</strong> che le imprese devono saper anticipare. Uno su tutti è l’<strong data-start="915" data-end="948">errata attribuzione dei costi</strong>: se un’azienda non è in grado di dimostrare in modo adeguato i costi relativi a un bene oggetto di permuta, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare l’operazione e rettificare l’IVA dovuta, applicando sanzioni e interessi. Lo stesso vale per i costi indiretti o accessori che devono essere inclusi nella base imponibile: errate esclusioni potrebbero portare a rilievi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1330" data-end="1677">Inoltre, la riforma impone una <strong data-start="1361" data-end="1422">maggiore trasparenza nelle operazioni tra parti correlate</strong>. Dove prima era possibile &#8220;giocare&#8221; sul valore normale per bilanciare gli effetti fiscali tra soggetti legati, ora il costo documentato diventa un criterio molto più oggettivo e meno manipolabile, riducendo i margini di pianificazione fiscale aggressiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1679" data-end="1961">In sintesi, la chiave sarà <strong data-start="1706" data-end="1734">l’adeguamento tempestivo</strong> delle procedure aziendali, un’attenta <strong data-start="1773" data-end="1799">pianificazione fiscale</strong> e l’uso strategico di <strong data-start="1822" data-end="1864">consulenze professionali specializzate</strong>, per trasformare una potenziale criticità in un’occasione di efficienza e vantaggio competitivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="58" data-end="139"><strong data-start="62" data-end="139">Come prepararsi al 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="141" data-end="555">In vista dell’entrata in vigore della nuova normativa IVA sulle permute, prevista per il <strong data-start="230" data-end="249">1° gennaio 2026</strong>, è fondamentale che imprese e professionisti si attivino fin da subito per affrontare il cambiamento in modo ordinato e senza impatti negativi. La parola d’ordine è <strong data-start="415" data-end="430">prevenzione</strong>, attraverso un percorso strutturato che consenta di adeguare la contabilità, la contrattualistica e la gestione documentale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="557" data-end="620">Ecco una <strong data-start="566" data-end="589">checklist operativa</strong> utile per prepararsi in tempo:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="622" data-end="1889">
<li data-start="622" data-end="815">
<p data-start="625" data-end="815"><strong data-start="625" data-end="675">Analisi delle operazioni di permuta ricorrenti</strong>: identificare tutte le tipologie di permute effettuate dall’azienda, valutandone frequenza, importanza economica e settore di appartenenza.</p>
</li>
<li data-start="817" data-end="995">
<p data-start="820" data-end="995"><strong data-start="820" data-end="846">Revisione contrattuale</strong>: aggiornare i modelli di contratto in uso per includere clausole che tengano conto della nuova modalità di determinazione della base imponibile IVA.</p>
</li>
<li data-start="997" data-end="1292">
<p data-start="1000" data-end="1292"><strong data-start="1000" data-end="1027">Tracciabilità dei costi</strong>: implementare o migliorare i sistemi interni per la registrazione e conservazione dei costi sostenuti per ciascun bene o servizio oggetto di permuta. Ciò può richiedere l’integrazione di software gestionali (ERP) e una formazione specifica del personale contabile.</p>
</li>
<li data-start="1294" data-end="1465">
<p data-start="1297" data-end="1465"><strong data-start="1297" data-end="1325">Formazione del personale</strong>: organizzare sessioni formative per l’area amministrativa e commerciale, affinché siano pronti ad affrontare le nuove regole con sicurezza.</p>
</li>
<li data-start="1467" data-end="1688">
<p data-start="1470" data-end="1688"><strong data-start="1470" data-end="1505">Verifica dei contratti in corso</strong>: controllare gli accordi già stipulati che prevedono scambi futuri, valutando eventuali adeguamenti o anticipazioni delle operazioni prima della data spartiacque del 1° gennaio 2026.</p>
</li>
<li data-start="1690" data-end="1889">
<p data-start="1693" data-end="1889"><strong data-start="1693" data-end="1732">Confronto con il consulente fiscale</strong>: fondamentale per valutare i casi più complessi, specialmente in presenza di operazioni tra soggetti correlati, beni unici o costi difficilmente imputabili.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1891" data-end="2081">In questo modo, l’adeguamento alle nuove regole non sarà vissuto come un’imposizione, ma come un’occasione per <strong data-start="2002" data-end="2067">razionalizzare la gestione fiscale e rafforzare la compliance</strong> dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="99" data-end="175"><strong data-start="103" data-end="175">Doppia imposizione e verifiche fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="177" data-end="741">Uno degli aspetti più critici da monitorare con l’introduzione della nuova disciplina IVA sulle permute è il <strong data-start="286" data-end="330">potenziale rischio di doppia imposizione</strong>, che potrebbe verificarsi nei casi in cui <strong data-start="373" data-end="445">le parti attribuiscano valori differenti ai beni o servizi scambiati</strong>. Con il nuovo meccanismo basato sui <strong data-start="482" data-end="501">costi sostenuti</strong>, infatti, è probabile che le due operazioni contrapposte (la cessione A contro la cessione B) abbiano <strong data-start="604" data-end="635">basi imponibili IVA diverse</strong>, creando uno <strong data-start="649" data-end="672">scollamento fiscale</strong>che potrebbe attirare l’attenzione dell’Amministrazione Finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="1182">Facciamo un esempio: se un’impresa cede un bene con un costo di produzione pari a 30.000 euro, e riceve in cambio un altro bene il cui costo per l’altra parte è di 20.000 euro, l’IVA dovrà essere calcolata su 30.000 da una parte e su 20.000 dall’altra. Questo disallineamento potrebbe far sorgere dubbi in fase di controllo e generare <strong data-start="1078" data-end="1097">rilievi fiscali</strong>, soprattutto se le due controparti sono collegate o fanno parte dello stesso gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1184" data-end="1826">Inoltre, la maggiore oggettività del nuovo criterio non esclude che il Fisco possa richiedere <strong data-start="1278" data-end="1315">ulteriori documenti o chiarimenti</strong> per verificare la correttezza dei costi indicati. Sarà quindi fondamentale predisporre una <strong data-start="1407" data-end="1457">documentazione tecnica e contabile dettagliata</strong>, che consenta di dimostrare in modo trasparente e coerente i costi che hanno determinato la base imponibile. Particolare attenzione andrà posta anche nella <strong data-start="1614" data-end="1642">gestione dell’inventario</strong>, dei listini interni e della documentazione accessoria (ordini, bolle, schede tecniche, costi indiretti allocati), tutti elementi che possono costituire prova durante un accertamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="2026">La compliance IVA, dal 2026, richiederà un salto di qualità in termini di controllo interno e rendicontazione, anche per le operazioni che fino a oggi venivano gestite con maggiore flessibilità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="156" data-end="209"><strong data-start="160" data-end="209">Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="211" data-end="684">La modifica alla disciplina dell’<strong data-start="244" data-end="283">IVA sulla permuta di beni e servizi</strong>, prevista dalla <strong data-start="300" data-end="326">Legge di Bilancio 2026</strong>, segna un passaggio importante nel processo di armonizzazione del sistema fiscale italiano con le direttive europee. L’abbandono del “valore normale” in favore dei “<strong data-start="492" data-end="511">costi sostenuti</strong>” come base imponibile rappresenta un cambiamento tecnico ma anche culturale, che richiede attenzione, aggiornamento e una revisione profonda dei processi interni aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="686" data-end="1106">Le imprese non possono permettersi di sottovalutare l’impatto di questa novità: la <strong data-start="769" data-end="791">mancata conformità</strong> potrebbe comportare errori nel calcolo dell’IVA, sanzioni e criticità in fase di controllo. Al contrario, una gestione attenta e tempestiva della transizione può trasformare questa novità in un’occasione di <strong data-start="999" data-end="1049">ottimizzazione fiscale e trasparenza operativa</strong>, rafforzando la credibilità e l’efficienza dell’impresa.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-permuta-di-beni-cosa-cambia-dal-2026-con-la-Legge-di-Bilancio/">IVA e permuta di beni: cosa cambia dal 2026 con la Legge di Bilancio</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-permuta-di-beni-cosa-cambia-dal-2026-con-la-Legge-di-Bilancio/">IVA e permuta di beni: cosa cambia dal 2026 con la Legge di Bilancio</a> was first posted on Marzo 11, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Acconto Iva 2025: scadenza del 29 dicembre, chi deve pagare e come si calcola</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Acconto-Iva-2025-scadenza-del-29-dicembre-chi-deve-pagare-e-come-si-calcola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 05:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calendario fiscale di fine anno si arricchisce di un appuntamento immancabile per imprese e professionisti: l’acconto IVA 2025, che quest’anno, per effetto del calendario, potrà essere versato entro lunedì 29 dicembre. Una scadenza apparentemente tecnica, ma che racchiude implicazioni importanti per chi gestisce un’attività o è titolare di partita IVA. In questo articolo approfondiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="766">Il calendario fiscale di fine anno si arricchisce di un appuntamento immancabile per imprese e professionisti: <strong data-start="352" data-end="374">l’acconto IVA 2025</strong>, che quest’anno, per effetto del calendario, potrà essere versato <strong data-start="441" data-end="469">entro lunedì 29 dicembre</strong>. Una scadenza apparentemente tecnica, ma che racchiude implicazioni importanti per chi gestisce un’attività o è titolare di partita IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="766">In questo articolo approfondiamo chi deve versare l’acconto, come si calcola, e soprattutto come evitare sanzioni o errori che potrebbero costare caro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="768" data-end="1173">Capire il meccanismo dell’acconto IVA non è sempre semplice, soprattutto alla luce delle diverse modalità di calcolo previste (storico, previsionale e analitico), e delle <strong data-start="939" data-end="995">norme che regolano le esenzioni o i casi particolari</strong>. Per questo motivo, forniremo esempi concreti, riferimenti normativi aggiornati e chiariremo i punti più critici, come l’impatto del versamento tardivo e le conseguenze fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1501">Inoltre, è importante ricordare che <strong data-start="1211" data-end="1252">la scadenza ordinaria del 27 dicembre</strong>, cadendo di sabato nel 2025, <strong data-start="1282" data-end="1323">slitta automaticamente al 29 dicembre</strong>, secondo quanto previsto dallo Statuto del Contribuente (Legge 212/2000). Un aspetto che potrebbe trarre in inganno molti contribuenti non attenti alle sfumature del calendario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1503" data-end="1706">Vediamo nel dettaglio tutto ciò che bisogna sapere sull’acconto IVA 2025, per risparmiare tempo, evitare errori e gestire con consapevolezza uno degli adempimenti fiscali più rilevanti dell’anno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="199" data-end="254"><strong data-start="203" data-end="254">Acconto IVA 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="809">Il versamento dell’<strong data-start="275" data-end="295">acconto IVA 2025</strong> deve essere effettuato entro il <strong data-start="328" data-end="343">29 dicembre</strong> utilizzando il <strong data-start="359" data-end="374">modello F24</strong>, esclusivamente in modalità <strong data-start="403" data-end="417">telematica</strong>. I contribuenti possono scegliere tra diverse opzioni operative: i servizi online messi a disposizione direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come <strong data-start="567" data-end="580">&#8220;F24 web&#8221;</strong> o <strong data-start="583" data-end="599">&#8220;F24 online&#8221;</strong>, accessibili tramite i canali telematici <strong data-start="641" data-end="655">Fisconline</strong> o <strong data-start="658" data-end="670">Entratel</strong>, oppure avvalersi del servizio di <strong data-start="705" data-end="721">home banking</strong> offerto da <strong data-start="733" data-end="743">banche</strong>, <strong data-start="745" data-end="763">Poste Italiane</strong>o <strong data-start="766" data-end="794">Agenti della riscossione</strong> convenzionati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="811" data-end="1250">Nel caso in cui il modello F24 abbia un <strong data-start="851" data-end="872">saldo pari a zero</strong>, ad esempio per effetto di compensazioni con altri crediti tributari, è comunque obbligatorio trasmetterlo per via telematica. Tuttavia, in tali situazioni non è possibile utilizzare il canale dell’internet banking, ma è necessario passare attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o tramite un <strong data-start="1174" data-end="1201">intermediario abilitato</strong>, come un commercialista o un consulente fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1252" data-end="1371">Per quanto riguarda la <strong data-start="1275" data-end="1316">corretta compilazione del modello F24</strong>, è essenziale indicare i <strong data-start="1342" data-end="1360">codici tributo</strong> specifici:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1372" data-end="1496">
<li data-start="1372" data-end="1444">
<p data-start="1374" data-end="1444"><strong data-start="1374" data-end="1382">6035</strong> per i contribuenti con liquidazione <strong data-start="1419" data-end="1434">trimestrale</strong> dell’IVA;</p>
</li>
<li data-start="1445" data-end="1496">
<p data-start="1447" data-end="1496"><strong data-start="1447" data-end="1455">6013</strong> per quelli con liquidazione <strong data-start="1484" data-end="1495">mensile</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1498" data-end="1669">Questi codici devono essere inseriti nella <strong data-start="1541" data-end="1561">sezione &#8220;Erario&#8221;</strong> del modello F24, indicando l’anno di riferimento (2025), l’importo dovuto, e barrando la casella &#8220;acconto&#8221;.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="213" data-end="272"><strong data-start="217" data-end="272">Chi è obbligato al versamento </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="679">Il pagamento dell’<strong data-start="292" data-end="312">acconto IVA 2025</strong>, in scadenza lunedì <strong data-start="333" data-end="348">29 dicembre</strong>, riguarda una vasta platea di soggetti titolari di partita IVA. Sono tenuti al versamento <strong data-start="439" data-end="517">tutti i contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni</strong>, indipendentemente dalla forma giuridica adottata o dal regime contabile applicato (ordinario, semplificato e forfettario).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="681" data-end="740">Ecco, nel dettaglio, i soggetti obbligati al pagamento:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="742" data-end="1340">
<li data-start="742" data-end="836">
<p data-start="744" data-end="836">Imprenditori artigiani e commercianti, inclusi gli agenti e rappresentanti di commercio;</p>
</li>
<li data-start="837" data-end="949">
<p data-start="839" data-end="949">Professionisti e lavoratori autonomi titolari di partita IVA, anche se non iscritti ad albi professionali;</p>
</li>
<li data-start="950" data-end="1042">
<p data-start="952" data-end="1042">Società di persone, come Snc, Sas, società semplici e studi associati;</p>
</li>
<li data-start="1043" data-end="1214">
<p data-start="1045" data-end="1214">Società di capitali ed enti commerciali, tra cui S.p.A., S.r.l., S.a.p.A., cooperative, nonché enti pubblici e privati che svolgono attività commerciale;</p>
</li>
<li data-start="1215" data-end="1340">
<p data-start="1217" data-end="1340">Intermediari finanziari, come banche, SIM, società fiduciarie e altri soggetti vigilati da Banca d’Italia o Consob.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1342" data-end="1564">Sono inoltre inclusi nel perimetro dell’obbligo anche i soggetti che effettuano operazioni rilevanti ai fini IVA pur non svolgendo attività d’impresa abituale (es. enti non commerciali con attività commerciale secondaria).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1566" data-end="1746">È fondamentale verificare attentamente la propria posizione fiscale per evitare omessi versamenti, che comportano sanzioni e interessi anche in caso di errore involontario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1566" data-end="1746"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33898 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-working-office.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="415"><strong data-start="357" data-end="415">Acconto IVA 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="763">Il calcolo dell’acconto IVA 2025 può essere effettuato scegliendo uno tra <strong data-start="491" data-end="517">tre metodi alternativi</strong> previsti dalla normativa: <strong data-start="544" data-end="597">storico, previsionale e analitico (o “effettivo”)</strong>. Ogni metodo presenta vantaggi e criticità, e la scelta dipende dalla posizione del contribuente e dalle proiezioni economiche di fine anno.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="763">Vediamoli nel dettaglio:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="1825">
<li data-start="765" data-end="1111">
<p data-start="767" data-end="1111"><strong data-start="767" data-end="785">Metodo Storico</strong>: è il più semplice da applicare. Si basa sull’importo dell’IVA a debito risultante dall’<strong data-start="874" data-end="916">ultima liquidazione periodica del 2024</strong> (mese di dicembre per i mensili, quarto trimestre per i trimestrali “naturali”, dichiarazione annuale per i trimestrali per opzione). L’acconto da versare sarà pari all’<strong data-start="1086" data-end="1110">88% di quell’importo</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1113" data-end="1498">
<p data-start="1115" data-end="1498"><strong data-start="1115" data-end="1138">Metodo Previsionale</strong>: consente al contribuente di versare l’88% dell’IVA che prevede di dover versare nell’ultima liquidazione del 2025. In questo caso, è necessario <strong data-start="1284" data-end="1341">stimare con attenzione le operazioni attive e passive</strong> fino al 31 dicembre, il che comporta un certo margine di rischio in caso di errore, ma può risultare vantaggioso in presenza di una riduzione dell’attività.</p>
</li>
<li data-start="1500" data-end="1825">
<p data-start="1502" data-end="1825"><strong data-start="1502" data-end="1556">Metodo Analitico (o della liquidazione anticipata)</strong>: prevede di effettuare una liquidazione straordinaria delle operazioni IVA registrate dal <strong data-start="1647" data-end="1673">1° al 20 dicembre 2025</strong> (mensili) o dal <strong data-start="1690" data-end="1724">1° ottobre al 20 dicembre 2025</strong> (trimestrali). In questo caso, si versa il <strong data-start="1768" data-end="1824">100% dell’IVA a debito risultante dalla liquidazione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1827" data-end="2088">È importante sapere che l’acconto IVA 2025 non è dovuto se l’importo da versare è inferiore a 103,29 euro, e non è rateizzabile. Il pagamento, in ogni caso, dovrà avvenire esclusivamente per via telematica, con modello F24, entro il 29 dicembre.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="207" data-end="267"><strong data-start="211" data-end="267">Chi è esonerato</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="269" data-end="681">Non tutti i contribuenti titolari di partita IVA sono obbligati al versamento dell’acconto IVA. La normativa prevede, infatti, alcuni casi specifici di esonero, che riguardano determinate categorie di soggetti o particolari situazioni contabili e fiscali. Conoscere queste esenzioni è fondamentale per evitare versamenti non dovuti e ottimizzare la gestione della propria liquidità aziendale a fine anno.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="683" data-end="743">Ecco i principali casi di esonero dall’acconto IVA 2025:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1784">
<li data-start="745" data-end="944">
<p data-start="747" data-end="944"><strong data-start="747" data-end="781">Contribuenti con IVA a credito</strong>: chi ha chiuso l’ultima liquidazione periodica (mensile, trimestrale o annuale) con un <strong data-start="869" data-end="884">credito IVA</strong>, e non con un debito, <strong data-start="907" data-end="943">non è tenuto a versare l’acconto</strong>;</p>
</li>
<li data-start="945" data-end="1178">
<p data-start="947" data-end="1178"><strong data-start="947" data-end="1012">Contribuenti che cessano l’attività entro il 30 novembre 2025</strong> (per i mensili) o entro il 30 settembre 2025 (per i trimestrali): se l’attività cessa prima del periodo oggetto del calcolo dell’acconto, il versamento non è dovuto;</p>
</li>
<li data-start="1179" data-end="1375">
<p data-start="1181" data-end="1375"><strong data-start="1181" data-end="1253">Contribuenti che effettuano solo operazioni esenti o fuori campo IVA</strong>: ad esempio, medici, dentisti o altri professionisti che rientrano in regimi esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72;</p>
</li>
<li data-start="1376" data-end="1641">
<p data-start="1378" data-end="1641"><strong data-start="1378" data-end="1420">Regime forfettario e regime dei minimi</strong>: chi aderisce al <strong data-start="1438" data-end="1460">regime forfettario</strong> (art. 1, commi da 54 a 89, Legge 190/2014) o al <strong data-start="1509" data-end="1562">regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile</strong> non è soggetto all’IVA e, quindi, <strong data-start="1597" data-end="1640">non è tenuto al versamento dell’acconto</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1642" data-end="1784">
<p data-start="1644" data-end="1784"><strong data-start="1644" data-end="1722">Contribuenti che hanno effettuato esclusivamente operazioni non imponibili</strong>, come esportazioni, operazioni intracomunitarie o assimilate.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1786" data-end="2060">Infine, non è richiesto alcun acconto se, con qualunque metodo di calcolo, l’importo risultante <strong data-start="1882" data-end="1911">è inferiore a 103,29 euro</strong>. In tutti gli altri casi, è obbligatorio il versamento, anche in presenza di sospensioni fiscali pregresse, salvo specifici provvedimenti normativi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="402"><strong data-start="330" data-end="402">Sanzioni e rimedi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="404" data-end="780">Il mancato o tardivo versamento dell’<strong data-start="441" data-end="461">acconto IVA 2025</strong> comporta l’applicazione automatica di <strong data-start="500" data-end="527">sanzioni amministrative</strong>e interessi, secondo quanto previsto dallo Statuto del Contribuente e dal D.Lgs. n. 471/1997. È quindi fondamentale rispettare la scadenza del <strong data-start="671" data-end="691">29 dicembre 2025</strong>, tenendo conto che, anche un giorno di ritardo, fa scattare il meccanismo sanzionatorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="1163">Nel dettaglio, se il contribuente <strong data-start="816" data-end="843">non versa l’acconto IVA</strong> entro i termini stabiliti, si applica una <strong data-start="886" data-end="935">sanzione pari al 30% dell’importo non versato</strong>, ridotta al <strong data-start="948" data-end="995">15% se il pagamento avviene entro 90 giorni</strong> dalla scadenza, e ulteriormente riducibile con il <strong data-start="1046" data-end="1070">ravvedimento operoso</strong>. A questo si aggiungono gli <strong data-start="1099" data-end="1119">interessi legali</strong> calcolati giornalmente sull’importo dovuto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1165" data-end="1447">Il contribuente ha comunque la possibilità di <strong data-start="1211" data-end="1251">sanare spontaneamente l’irregolarità</strong> tramite il <strong data-start="1263" data-end="1287">ravvedimento operoso</strong>, uno strumento che consente di regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta proporzionalmente al tempo trascorso dalla scadenza.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1165" data-end="1447">Ad esempio:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1448" data-end="1667">
<li data-start="1448" data-end="1521">
<p data-start="1450" data-end="1521">entro 14 giorni: sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;</p>
</li>
<li data-start="1522" data-end="1566">
<p data-start="1524" data-end="1566">dal 15° al 30° giorno: sanzione dell’1,5%;</p>
</li>
<li data-start="1567" data-end="1612">
<p data-start="1569" data-end="1612">dal 31° al 90° giorno: sanzione dell’1,67%;</p>
</li>
<li data-start="1613" data-end="1667">
<p data-start="1615" data-end="1667">oltre 90 giorni ma entro l’anno: sanzione del 3,75%.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="1965">Per utilizzare il ravvedimento è necessario compilare un <strong data-start="1726" data-end="1741">modello F24</strong> con gli appositi <strong data-start="1759" data-end="1777">codici tributo</strong> relativi a sanzioni e interessi, oltre a quello per l’IVA. In caso di controlli, è importante conservare copia dei versamenti effettuati e della documentazione giustificativa del calcolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="1965"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33813 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/crescita-aziendale-aumento-dei-profitti-aumento-del-reddito-o-concetto-di-risparmio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="312" data-end="377"><strong data-start="316" data-end="377">Consigli operativi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="777">La scelta del <strong data-start="393" data-end="436">metodo di calcolo dell’acconto IVA 2025</strong> non è solo una questione tecnica, ma può avere un impatto significativo sulla <strong data-start="515" data-end="538">liquidità aziendale</strong> e sulla <strong data-start="547" data-end="586">pianificazione fiscale di fine anno</strong>. Per questo motivo è fondamentale valutare con attenzione quale criterio applicare tra storico, previsionale e analitico, in base alla situazione economica dell’impresa o del professionista.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="779" data-end="1119">Il <strong data-start="782" data-end="800">metodo storico</strong> è il più semplice e sicuro: si basa su dati certi, già disponibili, e riduce il rischio di errori o contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, può risultare <strong data-start="976" data-end="1030">svantaggioso per chi prevede un calo dell’attività</strong> rispetto all’anno precedente, in quanto potrebbe versare un acconto più alto del dovuto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1121" data-end="1496">Il <strong data-start="1124" data-end="1147">metodo previsionale</strong> offre maggiore flessibilità e può essere vantaggioso se, ad esempio, si stima una riduzione del fatturato nel mese di dicembre (per i mensili) o nel quarto trimestre (per i trimestrali). Tuttavia, richiede una <strong data-start="1358" data-end="1381">stima molto precisa</strong> delle fatture attive e passive ancora da registrare e comporta un <strong data-start="1448" data-end="1473">rischio sanzionatorio</strong> in caso di sottostima.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1498" data-end="1863">Il <strong data-start="1501" data-end="1521">metodo analitico</strong>, invece, può essere particolarmente utile per le imprese strutturate con una <strong data-start="1599" data-end="1640">contabilità aggiornata in tempo reale</strong>. Consente di calcolare esattamente l’IVA a debito maturata fino al 20 dicembre (mensili) o 20 dicembre sul trimestre (trimestrali), ma richiede <strong data-start="1785" data-end="1829">maggiore precisione e rapidità operativa</strong> nel rilevare tutte le operazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1865" data-end="2114">In conclusione, non esiste un metodo “migliore” in assoluto, ma è importante affidarsi al proprio commercialista per valutare quale sia il più conveniente in base ai flussi di cassa, alla stagionalità dell’attività e al regime IVA applicato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="427"><strong data-start="347" data-end="427">Come organizzarsi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="429" data-end="830">Affrontare la scadenza dell’acconto IVA 2025 in modo organizzato è fondamentale per evitare errori di calcolo, dimenticanze o versamenti tardivi, che possono tradursi in sanzioni evitabili. Prepararsi in anticipo consente non solo di rispettare i termini, ma anche di scegliere con consapevolezza il metodo di calcolo più vantaggioso, gestendo correttamente la propria liquidità aziendale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="832" data-end="931">Ecco alcuni passaggi pratici e consigli operativi per affrontare correttamente questa scadenza:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="933" data-end="2050">
<li data-start="933" data-end="1113">
<p data-start="936" data-end="1113"><strong data-start="936" data-end="974">Verificare lo storico IVA del 2024</strong>: controlla la liquidazione IVA dell’ultimo periodo utile (dicembre o quarto trimestre 2024) per applicare eventualmente il metodo storico.</p>
</li>
<li data-start="1115" data-end="1294">
<p data-start="1118" data-end="1294"><strong data-start="1118" data-end="1147">Aggiornare la contabilità</strong> entro il 15 dicembre: un quadro contabile aggiornato consente di stimare correttamente l’IVA da versare usando il metodo previsionale o analitico.</p>
</li>
<li data-start="1296" data-end="1504">
<p data-start="1299" data-end="1504"><strong data-start="1299" data-end="1335">Simulare i tre metodi di calcolo</strong>: con l’aiuto del commercialista o del gestionale contabile, valuta l’impatto economico delle tre modalità previste dalla normativa per scegliere quella più conveniente.</p>
</li>
<li data-start="1506" data-end="1662">
<p data-start="1509" data-end="1662"><strong data-start="1509" data-end="1548">Controllare crediti IVA disponibili</strong>: verifica l’eventuale presenza di <strong data-start="1583" data-end="1607">crediti compensabili</strong> che potrebbero abbattere l’importo da versare con F24.</p>
</li>
<li data-start="1664" data-end="1865">
<p data-start="1667" data-end="1865"><strong data-start="1667" data-end="1708">Predisporre il pagamento con anticipo</strong>: non aspettare il 29 dicembre! Meglio trasmettere l’F24 entro il 23-24 dicembre per evitare problemi tecnici (soprattutto se si usa il canale home banking).</p>
</li>
<li data-start="1867" data-end="2050">
<p data-start="1870" data-end="2050"><strong data-start="1870" data-end="1903">Verificare soglie e esenzioni</strong>: se l’importo dovuto è inferiore a 103,29 euro, il pagamento non è obbligatorio. È bene comunque documentare correttamente il motivo dell’esonero.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="2052" data-end="2237">Seguire questi semplici ma fondamentali accorgimenti consente di affrontare l’obbligo dell’acconto IVA 2025 con efficienza e serenità, evitando errori che possono diventare costosi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="393"><strong data-start="315" data-end="393">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="395" data-end="891">L’<strong data-start="397" data-end="417">acconto IVA 2025</strong>, con scadenza fissata al <strong data-start="443" data-end="458">29 dicembre</strong>, rappresenta un adempimento cruciale per professionisti, imprese e società. Anche se può sembrare una scadenza di routine, in realtà comporta <strong data-start="601" data-end="639">valutazioni tecniche e strategiche</strong>che non devono essere sottovalutate. Scegliere il <strong data-start="690" data-end="722">metodo di calcolo più adatto</strong>, rispettare i <strong data-start="737" data-end="761">termini di pagamento</strong>, e compilare correttamente il <strong data-start="792" data-end="807">modello F24</strong> sono passaggi fondamentali per <strong data-start="839" data-end="867">evitare errori, sanzioni</strong> e sprechi di liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1204">Come abbiamo visto, i contribuenti possono scegliere tra il <strong data-start="953" data-end="997">metodo storico, previsionale o analitico</strong>, a seconda della situazione fiscale dell’anno in corso. Tuttavia, una scelta errata, ad esempio una stima troppo ottimistica con il metodo previsionale, può comportare <strong data-start="1168" data-end="1203">rischi economici e sanzionatori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1206" data-end="1454">Inoltre, conoscere <strong data-start="1225" data-end="1258">chi è obbligato al versamento</strong> e <strong data-start="1261" data-end="1280">chi è esonerato</strong> permette di agire in modo informato e consapevole. Anche l’eventuale <strong data-start="1350" data-end="1373">credito IVA residuo</strong>, se presente, può essere un’opportunità per <strong data-start="1418" data-end="1453">compensare l’importo da versare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1456" data-end="1722">Per chi gestisce in autonomia la propria contabilità, il nostro consiglio è quello di <strong data-start="1542" data-end="1587">affidarsi a un consulente fiscale esperto</strong>: solo un professionista è in grado di verificare la correttezza dei calcoli e individuare eventuali margini di ottimizzazione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1724" data-end="1920">In conclusione, gestire correttamente l’acconto IVA non è solo un dovere, ma una <strong data-start="1805" data-end="1829">scelta di efficienza</strong> che può avere effetti positivi anche sulla gestione finanziaria complessiva dell’attività.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Acconto-Iva-2025-scadenza-del-29-dicembre-chi-deve-pagare-e-come-si-calcola/">Acconto Iva 2025: scadenza del 29 dicembre, chi deve pagare e come si calcola</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Acconto-Iva-2025-scadenza-del-29-dicembre-chi-deve-pagare-e-come-si-calcola/">Acconto Iva 2025: scadenza del 29 dicembre, chi deve pagare e come si calcola</a> was first posted on Dicembre 4, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IVA e logistica: nuovo codice tributo per l’inversione contabile e guida al regime opzionale 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-logistica-nuovo-codice-tributo-per-l-inversione-contabile-e-guida-al-regime-opzionale-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 04:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
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		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate IVA logistica]]></category>
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		<category><![CDATA[F24 codice 6045]]></category>
		<category><![CDATA[fisco logistica]]></category>
		<category><![CDATA[inversione contabile logistica]]></category>
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		<category><![CDATA[IVA logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 207/2024]]></category>
		<category><![CDATA[modello opzione IVA]]></category>
		<category><![CDATA[opzione IVA logistica]]></category>
		<category><![CDATA[regime opzionale IVA]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità solidale IVA]]></category>
		<category><![CDATA[reverse charge logistica]]></category>
		<category><![CDATA[subappalto IVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel settore della logistica, il tema dell’IVA rappresenta da sempre una questione complessa e in continua evoluzione. La recente pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un nuovo codice tributo per l’opzione all’inversione contabile (reverse charge) apre nuovi scenari per le imprese del comparto. Questa novità riguarda nello specifico quei soggetti che intendono optare per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="939">Nel settore della logistica, il tema dell’IVA rappresenta da sempre una questione complessa e in continua evoluzione. La recente pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un <strong data-start="534" data-end="558">nuovo codice tributo</strong> per l’opzione all’inversione contabile (reverse charge) apre nuovi scenari per le imprese del comparto. Questa novità riguarda nello specifico quei soggetti che intendono <strong data-start="730" data-end="790">optare per il versamento dell’IVA tramite reverse charge</strong> nel rispetto di quanto previsto dall’art. 74, comma 5, del TUIR, nel contesto dei <strong data-start="873" data-end="900">contratti di subappalto</strong> nel settore della logistica integrata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="941" data-end="1281">Si tratta di un’opportunità concreta per ottimizzare la gestione dell’IVA, evitare l’anticipo dell’imposta in fase di fatturazione e semplificare la contabilità. Tuttavia, l&#8217;applicazione della norma richiede attenzione, correttezza nei versamenti e soprattutto l’utilizzo del <strong data-start="1217" data-end="1242">giusto codice tributo</strong>, pena il rischio di errori o sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1283" data-end="1334">In questo articolo analizziamo in modo dettagliato cosa prevede la normativa sull’inversione contabile in logistica, chi può applicare l’opzione e come farlo, il nuovo codice tributo da utilizzare per i versamenti, i vantaggi fiscali dell’applicazione corretta del reverse charge e le implicazioni operative per le imprese e i suggerimenti pratici per evitare errori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="347"><strong>Quadro normativo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="1023">Con l’approvazione della <strong data-start="374" data-end="408">Legge 30 dicembre 2024, n. 207</strong>, il legislatore ha introdotto un’importante novità nel sistema IVA applicabile al <strong data-start="491" data-end="518">settore della logistica</strong>, con l’obiettivo di contrastare fenomeni evasivi e migliorare la tracciabilità delle operazioni. La novità si innesta sull’articolo 17, sesto comma, lettera a-quinquies), del DPR n. 633/1972, il quale è stato modificato per includere tra le operazioni soggette a reverse charge anche le prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto o altri rapporti negoziali, rese nei confronti di imprese che operano nella movimentazione merci, trasporto e logistica integrata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1520">Tuttavia, l’effettiva entrata in vigore del regime è subordinata all’autorizzazione dell’Unione Europea, come previsto dall’articolo 395 della Direttiva IVA. In attesa del via libera da Bruxelles, il legislatore ha previsto una soluzione transitoria: un regime opzionale, disciplinato dal comma 59 della stessa Legge n. 207/2024. In base a tale norma, il committente può versare l’IVA in nome e per conto del prestatore, che rimane comunque solidalmente responsabile del tributo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1522" data-end="1956">L’opzione può essere esercitata anche nei rapporti di subappalto, mantenendo la responsabilità solidale dei soggetti coinvolti. In questi casi, la fattura viene emessa dal prestatore, ma l’IVA è versata dal committente mediante modello F24, secondo le modalità di cui all’art. 17 del D.Lgs. 241/1997, senza possibilità di compensazione, e con scadenza entro il mese successivo alla data di emissione della fattura.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="220" data-end="297"><strong>Modello e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="823">A chiarire le modalità operative per aderire al regime opzionale di inversione contabile nel settore logistica è intervenuto il <strong data-start="427" data-end="490">provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 luglio 2025</strong>, con il quale è stato approvato lo <strong data-start="526" data-end="564">specifico modello di comunicazione</strong> da utilizzare per formalizzare l’opzione. Il modello è finalizzato a raccogliere le informazioni necessarie per la gestione del regime, monitorare le operazioni soggette a reverse charge e garantire il corretto assolvimento dell’IVA da parte del committente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1271">Il modello deve essere compilato dal prestatore del servizio che intende aderire all’opzione e trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate prima dell’effettuazione delle operazioni soggette al regime. L’opzione può riguardare <strong data-start="1059" data-end="1204">prestazioni di servizi effettuate nei confronti di imprese che svolgono attività di trasporto, movimentazione di merci e servizi di logistica</strong>, come previsto dall’articolo 1, comma 60, della Legge n. 207/2024.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1335">Le <strong data-start="1276" data-end="1310">istruzioni allegate al modello</strong> spiegano con precisione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1489">
<li data-start="1336" data-end="1411">
<p data-start="1338" data-end="1411">quali dati inserire (parti coinvolte, tipo di servizio, ammontare, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1412" data-end="1450">
<p data-start="1414" data-end="1450">il periodo di validità dell’opzione;</p>
</li>
<li data-start="1451" data-end="1489">
<p data-start="1453" data-end="1489">le modalità di compilazione e invio.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1491" data-end="1845">L’Agenzia specifica inoltre che l’adesione all’opzione <strong data-start="1546" data-end="1587">non comporta alcun obbligo permanente</strong>, ma può essere esercitata <strong data-start="1614" data-end="1631">caso per caso</strong>, purché vi sia accordo tra le parti e sia rispettata la forma prevista dalla normativa. L’opzione non è retroattiva: ha effetto solo per le prestazioni comunicate e non può essere applicata a operazioni pregresse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1847" data-end="2040">Questa comunicazione rappresenta un passaggio cruciale: un errore nella compilazione o nell’invio del modello può compromettere l’intera operazione e far venir meno i benefici fiscali previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1847" data-end="2040"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33299 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1024x731.jpg" alt="" width="696" height="497" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1024x731.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-300x214.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-768x548.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1536x1097.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-588x420.jpg 588w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-150x107.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-600x428.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-696x497.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1068x763.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-100x70.jpg 100w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="281"><strong>Il codice tributo “6045”</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="283" data-end="715">Uno degli aspetti fondamentali del nuovo regime opzionale di inversione contabile nel settore della logistica riguarda il <strong data-start="405" data-end="428">versamento dell’IVA</strong> da parte del committente. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha istituito, con apposita risoluzione, il <strong data-start="534" data-end="559">codice tributo “6045”</strong>, denominato:<br data-start="572" data-end="575" /><strong data-start="575" data-end="714">“IVA – inversione contabile settore logistica – regime opzionale di cui all’articolo 1, comma 59, della legge 30 dicembre 2024, n. 207”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="717" data-end="1038">Il codice tributo “6045” deve essere utilizzato nel modello F24 esclusivamente per il versamento dell’IVA riferita alle prestazioni di servizi effettuate nel quadro del regime opzionale, e solo in presenza della comunicazione preventiva dell’opzione da parte del prestatore. È fondamentale sottolineare che il versamento:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1039" data-end="1368">
<li data-start="1039" data-end="1119">
<p data-start="1041" data-end="1119"><strong data-start="1041" data-end="1083">deve essere effettuato dal committente</strong> in nome e per conto del prestatore;</p>
</li>
<li data-start="1120" data-end="1197">
<p data-start="1122" data-end="1197"><strong data-start="1122" data-end="1144">non è compensabile</strong> con eventuali crediti presenti nel cassetto fiscale;</p>
</li>
<li data-start="1198" data-end="1368">
<p data-start="1200" data-end="1368"><strong data-start="1200" data-end="1279">va effettuato entro il termine previsto dall’art. 18 del D.Lgs. n. 241/1997</strong>, ovvero <strong data-start="1288" data-end="1330">entro il giorno 16 del mese successivo</strong> alla data di emissione della fattura.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1370" data-end="1462">Nel modello F24, il codice “6045” va inserito nella <strong data-start="1422" data-end="1442">sezione “Erario”</strong>, con l’indicazione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1463" data-end="1716">
<li data-start="1463" data-end="1521">
<p data-start="1465" data-end="1521">del <strong data-start="1469" data-end="1499">mese e anno di riferimento</strong> (in formato MM/AAAA);</p>
</li>
<li data-start="1522" data-end="1548">
<p data-start="1524" data-end="1548">dell’<strong data-start="1529" data-end="1547">importo dovuto</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1549" data-end="1637">
<p data-start="1551" data-end="1637">del <strong data-start="1555" data-end="1588">codice fiscale del prestatore</strong> (in quanto soggetto a cui è riferita l’imposta);</p>
</li>
<li data-start="1638" data-end="1716">
<p data-start="1640" data-end="1716">e con causale che individua chiaramente l’applicazione del regime opzionale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="1983">È essenziale una corretta compilazione del modello F24 per evitare irregolarità e contestazioni. Si raccomanda quindi un’attenta verifica, anche attraverso il supporto di un commercialista, al fine di non incorrere in sanzioni legate a errori formali o sostanziali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="205" data-end="291"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="293" data-end="694">L’introduzione del regime opzionale di <strong data-start="332" data-end="382">inversione contabile IVA nel settore logistica</strong> rappresenta, oltre che una misura di contrasto all’evasione, anche una concreta <strong data-start="463" data-end="504">opportunità di ottimizzazione fiscale</strong> e gestionale per le imprese del comparto. Applicare correttamente questo meccanismo consente infatti di ottenere <strong data-start="618" data-end="639">numerosi benefici</strong> sia per i committenti che per i prestatori di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="696" data-end="737">Tra i <strong data-start="702" data-end="725">vantaggi principali</strong> segnaliamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1923">
<li data-start="739" data-end="1004">
<p data-start="741" data-end="1004"><strong data-start="741" data-end="783">Eliminazione del debito IVA in fattura</strong>: il prestatore non addebita più l’IVA al cliente, evitando quindi l’anticipo dell’imposta. Questo migliora la <strong data-start="894" data-end="917">liquidità aziendale</strong>, un aspetto cruciale per le imprese che lavorano su grandi volumi o margini ristretti.</p>
</li>
<li data-start="1006" data-end="1215">
<p data-start="1008" data-end="1215"><strong data-start="1008" data-end="1052">Semplificazione nella gestione contabile</strong>: il reverse charge riduce il numero di registrazioni contabili e semplifica il processo di detrazione dell’IVA, rendendo il sistema più trasparente e tracciabile.</p>
</li>
<li data-start="1217" data-end="1409">
<p data-start="1219" data-end="1409"><strong data-start="1219" data-end="1262">Riduzione del rischio di errori formali</strong>: con il committente che versa l’imposta direttamente, si riduce il rischio di incorrere in sanzioni per omesso versamento da parte del prestatore.</p>
</li>
<li data-start="1411" data-end="1684">
<p data-start="1413" data-end="1684"><strong data-start="1413" data-end="1451">Responsabilità condivisa ma chiara</strong>: pur prevedendo la <strong data-start="1471" data-end="1498">responsabilità solidale</strong> del prestatore (e del subappaltatore), la normativa individua un percorso chiaro e tracciabile per entrambi i soggetti, limitando le zone grigie che spesso causano controversie fiscali.</p>
</li>
<li data-start="1686" data-end="1923">
<p data-start="1688" data-end="1923"><strong data-start="1688" data-end="1722">Allineamento con i principi UE</strong>: anche se l’opzione è in attesa di autorizzazione europea, l’Italia si sta muovendo verso un maggiore allineamento con le regole comunitarie in materia di lotta all’evasione IVA nei settori a rischio.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1925" data-end="2244">Infine, l’applicazione dell’opzione può essere utilizzata <strong data-start="1983" data-end="2002">strategicamente</strong> in sede di pianificazione fiscale, soprattutto per le aziende che operano in filiere complesse con più livelli di subappalto. In questo modo si crea una <strong data-start="2156" data-end="2189">catena di trasparenza fiscale</strong> che può risultare premiante anche in sede di verifica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33298 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="264" data-end="367"><strong>Errori da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="369" data-end="744">Nonostante i vantaggi evidenti, l’applicazione del <strong data-start="420" data-end="490">regime opzionale di inversione contabile IVA nel settore logistica</strong> presenta alcune <strong data-start="507" data-end="530">criticità operative</strong> che è fondamentale conoscere per evitare sanzioni, contestazioni o la perdita dei benefici fiscali. Le imprese e i professionisti del settore devono quindi adottare un approccio estremamente preciso e documentato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="746" data-end="823">Tra gli <strong data-start="754" data-end="775">errori più comuni</strong> che si registrano in fase applicativa troviamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1844">
<li data-start="825" data-end="1081">
<p data-start="827" data-end="1081"><strong data-start="827" data-end="875">Mancata o tardiva comunicazione dell’opzione</strong>: senza l’invio preventivo del modello all’Agenzia delle Entrate, l’opzione non è valida. Di conseguenza, la responsabilità del versamento ricade sul prestatore, con rischi di sanzioni per omesso pagamento.</p>
</li>
<li data-start="1083" data-end="1302">
<p data-start="1085" data-end="1302"><strong data-start="1085" data-end="1124">Compilazione errata del modello F24</strong>: l’uso scorretto del codice tributo “6045” o l’inserimento di dati errati (mese di riferimento, codice fiscale del prestatore, importo IVA) può rendere il versamento inefficace.</p>
</li>
<li data-start="1304" data-end="1552">
<p data-start="1306" data-end="1552"><strong data-start="1306" data-end="1335">Fatturazione non conforme</strong>: la fattura emessa dal prestatore deve riportare correttamente la dicitura relativa all’opzione e l’indicazione che l’IVA sarà versata dal committente. In caso contrario, si rischia di invalidare l’intera operazione.</p>
</li>
<li data-start="1554" data-end="1844">
<p data-start="1556" data-end="1844"><strong data-start="1556" data-end="1600">Applicazione indiscriminata dell’opzione</strong>: il reverse charge può essere applicato solo a determinati servizi di logistica, movimentazione merci e trasporto, e solo tra soggetti con caratteristiche ben definite. Estendere l’opzione a prestazioni non ammesse può portare a contestazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1846" data-end="1934">Per evitare questi problemi, è consigliabile adottare alcune <strong data-start="1907" data-end="1933">buone prassi operative</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1935" data-end="2345">
<li data-start="1935" data-end="2007">
<p data-start="1937" data-end="2007">verificare in anticipo l’ammissibilità dell’opzione per ogni commessa;</p>
</li>
<li data-start="2008" data-end="2103">
<p data-start="2010" data-end="2103">mantenere una <strong data-start="2024" data-end="2060">documentazione chiara e completa</strong> dell’accordo tra prestatore e committente;</p>
</li>
<li data-start="2104" data-end="2204">
<p data-start="2106" data-end="2204">utilizzare <strong data-start="2117" data-end="2151">software gestionali aggiornati</strong> per gestire correttamente le fatture e i versamenti;</p>
</li>
<li data-start="2205" data-end="2345">
<p data-start="2207" data-end="2345">coinvolgere un <strong data-start="2222" data-end="2283">commercialista esperto in fiscalità del settore logistica</strong>, soprattutto nei primi mesi di applicazione del nuovo regime.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2347" data-end="2518">Una gestione attenta e professionale di questi adempimenti è essenziale per <strong data-start="2423" data-end="2458">sfruttare pienamente i benefici</strong> della normativa, minimizzando al contempo i rischi fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="425"><strong>Prospettive future</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="427" data-end="917">L’introduzione del regime opzionale di inversione contabile per il settore logistica si inserisce in un <strong data-start="531" data-end="573">percorso più ampio di riforma dell’IVA</strong> a livello europeo, finalizzato a rafforzare i meccanismi di <strong data-start="634" data-end="682">prevenzione e contrasto all’evasione fiscale</strong> nei settori considerati a rischio. In questo contesto, il reverse charge si è già dimostrato, in altri ambiti (come l’edilizia o il settore energetico), uno strumento efficace per <strong data-start="863" data-end="916">evitare frodi carosello e omissioni di versamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="919" data-end="1305">L’Italia, con la Legge n. 207/2024, ha scelto di anticipare i tempi, introducendo un regime <strong data-start="1011" data-end="1036">opzionale transitorio</strong>, ma con l’intenzione – evidente – di trasformarlo, in futuro, in una <strong data-start="1106" data-end="1128">misura strutturale</strong>. Tuttavia, ciò sarà possibile solo a seguito del rilascio dell’autorizzazione prevista dall’art. 395 della Direttiva IVA 2006/112/CE da parte del Consiglio dell’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1307" data-end="1487">Se l’autorizzazione dovesse arrivare (evento probabile, considerando che l’Italia ha già ottenuto deroghe simili per altri settori), gli <strong data-start="1444" data-end="1486">impatti attesi sarebbero significativi</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1488" data-end="1817">
<li data-start="1488" data-end="1545">
<p data-start="1490" data-end="1545">Standardizzazione delle operazioni IVA nella logistica;</p>
</li>
<li data-start="1546" data-end="1621">
<p data-start="1548" data-end="1621"><strong data-start="1548" data-end="1595">Riduzione della pressione fiscale indiretta</strong> sulle imprese fornitrici;</p>
</li>
<li data-start="1622" data-end="1684">
<p data-start="1624" data-end="1684"><strong data-start="1624" data-end="1650">Maggiore tracciabilità</strong> e quindi riduzione dell’evasione;</p>
</li>
<li data-start="1685" data-end="1817">
<p data-start="1687" data-end="1817">Possibile estensione del modello ad altri ambiti complementari, come il <strong data-start="1759" data-end="1816">facchinaggio, il deposito doganale e la distribuzione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1819" data-end="2113">Inoltre, il consolidamento del regime potrebbe favorire una <strong data-start="1879" data-end="1931">maggiore integrazione tra fiscalità e tecnologia</strong>, promuovendo strumenti digitali per la gestione automatizzata delle operazioni in reverse charge, integrati con i sistemi di fatturazione elettronica e interoperabilità tra aziende.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2115" data-end="2360">Tuttavia, il passaggio da regime opzionale a regime obbligatorio comporterà inevitabilmente una <strong data-start="2211" data-end="2248">fase di assestamento e formazione</strong> per imprese, professionisti e software house, che dovranno aggiornare i propri strumenti e processi gestionali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="301"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="303" data-end="710">L’introduzione del <strong data-start="322" data-end="398">regime opzionale di inversione contabile IVA nel settore della logistica</strong> rappresenta una delle novità fiscali più rilevanti degli ultimi anni per un comparto strategico dell’economia italiana. La possibilità di far versare l’IVA al committente in nome e per conto del prestatore offre <strong data-start="611" data-end="632">vantaggi concreti</strong> in termini di <strong data-start="647" data-end="709">liquidità, semplificazione contabile e trasparenza fiscale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="712" data-end="1094">Tuttavia, come spesso accade in ambito tributario, l’accesso ai benefici è subordinato a una <strong data-start="805" data-end="854">corretta applicazione normativa e procedurale</strong>: trasmissione puntuale del modello, uso preciso del <strong data-start="907" data-end="930">codice tributo 6045</strong>, rispetto delle scadenze e gestione accurata delle fatture. La responsabilità solidale e la non compensabilità del versamento rendono il tutto ancora più delicato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1096" data-end="1392">Per questo motivo, è fondamentale che imprese, consorzi, operatori della logistica e professionisti del settore si rivolgano a <strong data-start="1223" data-end="1249">commercialisti esperti</strong>, capaci di guidare la scelta e l’applicazione dell’opzione in modo strategico, evitando errori che possono compromettere il vantaggio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1688">Con l’autorizzazione UE ormai attesa, l’opzione potrebbe presto trasformarsi in un regime strutturale. Comprendere ora il suo funzionamento è un passo indispensabile per <strong data-start="1564" data-end="1628">prepararsi al futuro, risparmiare sulle tasse in modo legale</strong> e restare competitivi in un settore in continua evoluzione.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-logistica-nuovo-codice-tributo-per-l-inversione-contabile-e-guida-al-regime-opzionale-2025/">IVA e logistica: nuovo codice tributo per l’inversione contabile e guida al regime opzionale 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-e-logistica-nuovo-codice-tributo-per-l-inversione-contabile-e-guida-al-regime-opzionale-2025/">IVA e logistica: nuovo codice tributo per l’inversione contabile e guida al regime opzionale 2025</a> was first posted on Settembre 4, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Rimborso IVA e società di comodo: la Cassazione 2025 applica il diritto UE e cambia le regole</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rimborso-IVA-e-societa-di-comodo-la-Cassazione-2025-applica-il-diritto-UE-e-cambia-le-regole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 04:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Tributario]]></category>
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		<category><![CDATA[Direttiva 2006/112/CE]]></category>
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		<category><![CDATA[strategie fiscali società di comodo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025, la Corte di Cassazione ha segnato una svolta importante nella giurisprudenza fiscale italiana con una sentenza che coinvolge direttamente le società di comodo e il diritto al rimborso dell’IVA. Il principio fondamentale espresso nella decisione è che non si può negare automaticamente il rimborso dell’IVA a una società ritenuta &#8220;di comodo&#8221; solo sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="572" data-end="1148">Nel 2025, la Corte di Cassazione ha segnato una svolta importante nella giurisprudenza fiscale italiana con una sentenza che coinvolge direttamente le <strong data-start="723" data-end="744">società di comodo</strong> e il <strong data-start="750" data-end="782">diritto al rimborso dell’IVA</strong>. Il principio fondamentale espresso nella decisione è che <strong data-start="841" data-end="934">non si può negare automaticamente il rimborso dell’IVA a una società ritenuta &#8220;di comodo&#8221;</strong> solo sulla base di criteri presuntivi. Secondo la Suprema Corte, una simile prassi è in contrasto con il <strong data-start="1040" data-end="1071">diritto dell’Unione Europea</strong>, che tutela il <strong data-start="1087" data-end="1147">principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1432">Questa sentenza si allinea a quanto già sancito in più occasioni dalla <strong data-start="1221" data-end="1246">Corte di Giustizia UE</strong>, secondo cui l’IVA è un’imposta neutra per le imprese e, di conseguenza, ogni restrizione al diritto di detrazione o rimborso deve essere giustificata in modo concreto e non presuntivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1434" data-end="1830">In sostanza, il solo fatto che una società non abbia superato determinati <strong data-start="1508" data-end="1536">parametri di operatività</strong> (quelli previsti per classificare le società di comodo) <strong data-start="1593" data-end="1646">non è sufficiente per negare il rimborso dell’IVA</strong>. La Cassazione afferma quindi che deve essere il Fisco a <strong data-start="1704" data-end="1773">provare concretamente l’inesistenza dell’attività economica reale</strong>, e non la società a dover dimostrare di essere “attiva”.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="213" data-end="293"><strong data-start="217" data-end="293"> Il caso concreto</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="752">La sentenza della Corte di Cassazione n. <strong data-start="336" data-end="354">21887 del 2025</strong> prende spunto da un caso reale che tocca un tema particolarmente delicato per imprese e professionisti fiscali: il diritto al rimborso dell’IVA per una società di comodo. Si trattava di una S.r.l. operante nel settore turistico, che aveva chiesto per l’anno d’imposta 2009 la disapplicazione del regime delle società non operative previsto dall’art. 30 della Legge n. 724/1994.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="754" data-end="1231">La richiesta era giustificata da un evento eccezionale: il sequestro penale dell’immobile aziendale destinato all’attività, a causa di presunti abusi edilizi commessi dalla precedente proprietà. Questo evento, completamente indipendente dalla volontà della società, aveva impedito lo svolgimento dell’attività commerciale e dunque la possibilità di raggiungere le soglie minime di ricavi previste dalla normativa anti-elusiva per non essere considerati “di comodo”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1411">L’Agenzia delle Entrate aveva però negato il rimborso IVA relativo al 2010, ritenendo la società &#8220;non operativa&#8221;, e quindi soggetta alle limitazioni previste dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1413" data-end="1827">In primo grado, la Commissione Tributaria Provinciale (CTP) aveva accolto le ragioni della società, riconoscendo la natura oggettiva e straordinaria dell’evento. Tuttavia, in secondo grado, la Commissione Tributaria Regionale (CTR) ha ribaltato la sentenza, sostenendo che non c&#8217;erano prove sufficienti a dimostrare un impedimento insormontabile tale da giustificare la disapplicazione della norma.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="316"><strong data-start="246" data-end="316">Cassazione 2025</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="318" data-end="671">A seguito della decisione della CTR sfavorevole, la società ha presentato <strong data-start="392" data-end="417">ricorso in Cassazione</strong>, che è stato <strong data-start="431" data-end="442">accolto</strong>. Il punto centrale della decisione è rappresentato dal <strong data-start="498" data-end="541">richiamo al diritto dell’Unione Europea</strong>, in particolare alla <strong data-start="563" data-end="625">sentenza della Corte di Giustizia dell’UE del 7 marzo 2024</strong> (causa <strong data-start="633" data-end="669">C-341/22 – Feudi di San Gregorio</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="673" data-end="741">In questa pronuncia, la CGUE ha stabilito due principi fondamentali:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="1090">
<li data-start="743" data-end="892">
<p data-start="746" data-end="892"><strong data-start="746" data-end="891">Un soggetto passivo IVA non può essere escluso dal diritto alla detrazione o al rimborso solo perché non ha raggiunto soglie minime di ricavi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="893" data-end="1090">
<p data-start="896" data-end="1090"><strong data-start="896" data-end="1052">Negare il rimborso IVA per il solo motivo dell’insufficienza dei ricavi costituisce una violazione dei principi di neutralità e proporzionalità dell’IVA</strong>, cardini della Direttiva 2006/112/CE.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1092" data-end="1364">La Corte di Cassazione italiana ha quindi affermato che l’articolo 30 della Legge 724/1994, che disciplina le società di comodo, deve essere disapplicato ogniqualvolta produca effetti in contrasto con i principi e le tutele garantite dal diritto comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1366" data-end="1666">Il compito del giudice tributario, secondo la Suprema Corte, non può limitarsi alla verifica delle soglie numeriche previste dalla legge nazionale, ma deve accertare se la società ha effettivamente svolto operazioni rilevanti ai fini IVA, anche in assenza di risultati economici apprezzabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1668" data-end="1874">La prova dell’effettivo esercizio di attività economica resta necessaria, come stabilito dall’art. 9 della Direttiva IVA, ma non può essere sostituita da presunzioni assolute basate solo sui ricavi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33520 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="226" data-end="323"><strong data-start="230" data-end="323"> Implicazioni </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="739">La sentenza della Cassazione n. 21887/2025 apre una nuova fase nei rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria, soprattutto in relazione alle <strong data-start="479" data-end="500">società di comodo</strong> e al diritto al <strong data-start="517" data-end="538">rimborso dell’IVA</strong>. Il messaggio è chiaro: <strong data-start="563" data-end="644">non è più possibile negare il rimborso IVA in modo automatico e generalizzato</strong> solo perché una società non supera le soglie di operatività previste dalla normativa italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="741" data-end="1129">Per i professionisti fiscali e i consulenti aziendali, questo comporta un <strong data-start="815" data-end="873">cambio di strategia nella gestione delle contestazioni</strong>. In primo luogo, sarà fondamentale documentare con precisione <strong data-start="936" data-end="985">l’effettiva esistenza dell’attività economica</strong>, anche quando questa non genera ricavi consistenti o appare stagnante per ragioni oggettive (come nel caso del sequestro penale dell’immobile).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1131" data-end="1376">In secondo luogo, le imprese potranno <strong data-start="1169" data-end="1225">far valere direttamente la prevalenza del diritto UE</strong> di fronte ai giudici tributari, chiedendo la <strong data-start="1271" data-end="1321">disapplicazione dell’art. 30 della L. 724/1994</strong> quando ne derivino effetti restrittivi ingiustificati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1737">In sede di accertamento e contenzioso, si rafforza il ruolo del principio di proporzionalità e del diritto alla detrazione, che non può essere sacrificato sull&#8217;altare di presunzioni anti-elusive. L’amministrazione finanziaria dovrà quindi motivare con maggiore rigore eventuali dinieghi, producendo prove specifiche di inattività reale o di abusi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1739" data-end="1925">Questa svolta giurisprudenziale non elimina i controlli, ma impone un approccio più equilibrato e coerente con la normativa comunitaria, a tutto vantaggio della certezza del diritto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="283"><strong data-start="216" data-end="283"> Normativa nazionale vs diritto comunitario</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="772">La pronuncia della Cassazione del 2025 evidenzia un conflitto non più sostenibile tra la normativa italiana sulle <strong data-start="399" data-end="424">società non operative</strong> e i principi sanciti dal <strong data-start="450" data-end="481">diritto dell’Unione Europea</strong>, in particolare nella <strong data-start="504" data-end="533">Direttiva IVA 2006/112/CE</strong>. Questo scontro giuridico ruota attorno a un punto cardine: <strong data-start="594" data-end="620">la neutralità dell’IVA</strong>, ovvero il diritto, per qualsiasi soggetto passivo, di detrarre o ottenere il rimborso dell’imposta pagata sugli acquisti legati alla propria attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1045">In Italia, la disciplina prevista dall’art. 30 della <strong data-start="827" data-end="845">Legge 724/1994</strong> introduce una <strong data-start="860" data-end="891">presunzione legale assoluta</strong> di inattività economica basata su parametri numerici (ricavi, asset, costi), il cui mancato superamento fa automaticamente scattare restrizioni, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1166">
<li data-start="1047" data-end="1117">
<p data-start="1049" data-end="1117"><strong data-start="1049" data-end="1116">l’impossibilità di compensare o richiedere il rimborso dell’IVA</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1118" data-end="1166">
<p data-start="1120" data-end="1166">l’applicazione di <strong data-start="1138" data-end="1165">redditi minimi presunti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1168" data-end="1627">Tuttavia, secondo la giurisprudenza europea, queste presunzioni violano i principi fondamentali di proporzionalità, effettività e neutralità dell’imposizione indiretta. La Corte di Giustizia ha più volte ribadito che il diritto alla detrazione o al rimborso non può essere negato in assenza di frode o abuso dimostrati. Il solo dato contabile, quindi, non è sufficiente a giustificare la negazione di un diritto riconosciuto a livello comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1629" data-end="1912">Questa divergenza obbliga i giudici nazionali a <strong data-start="1709" data-end="1742">disapplicare le norme interne</strong> quando risultano in contrasto con quelle europee, in forza del principio del <strong data-start="1820" data-end="1846">primato del diritto UE</strong>, sancito anche dalla nostra <strong data-start="1875" data-end="1911">Costituzione (art. 117, comma 1)</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="245" data-end="332"><strong data-start="249" data-end="332">Come tutelare il diritto al rimborso IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="623">Con il nuovo orientamento sancito dalla Cassazione nel 2025, le <strong data-start="398" data-end="439">imprese classificate come “di comodo”</strong> avranno finalmente strumenti concreti per <strong data-start="482" data-end="530">difendere il proprio diritto al rimborso IVA</strong>, anche in presenza di ricavi sotto le soglie minime previste dall’art. 30 della L. 724/1994.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="625" data-end="789">Per le aziende coinvolte in accertamenti fiscali o contenziosi, e per i professionisti che le assistono, diventano essenziali alcune <strong data-start="758" data-end="788">strategie difensive mirate</strong>:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="791" data-end="1720">
<li data-start="791" data-end="1116">
<p data-start="794" data-end="892"><strong data-start="794" data-end="854">Dimostrare l’effettivo svolgimento di attività economica</strong>, anche se non profittevole, mediante:</p>
<ul data-start="896" data-end="1116">
<li data-start="896" data-end="915">
<p data-start="898" data-end="915">contratti attivi;</p>
</li>
<li data-start="919" data-end="936">
<p data-start="921" data-end="936">fatture emesse;</p>
</li>
<li data-start="940" data-end="966">
<p data-start="942" data-end="966">documentazione bancaria;</p>
</li>
<li data-start="970" data-end="996">
<p data-start="972" data-end="996">pagamenti IVA periodici;</p>
</li>
<li data-start="1000" data-end="1116">
<p data-start="1002" data-end="1116">eventuali cause oggettive che abbiano ostacolato la piena operatività (es. sequestro, pandemia, crisi di settore).</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1118" data-end="1339">
<p data-start="1121" data-end="1339"><strong data-start="1121" data-end="1161">Richiamare la giurisprudenza europea</strong>, in particolare la <strong data-start="1181" data-end="1231">sentenza CGUE Feudi di San Gregorio (C-341/22)</strong>, e la recente ordinanza <strong data-start="1256" data-end="1281">Cassazione 21887/2025</strong>, per chiedere la <strong data-start="1299" data-end="1338">disapplicazione della norma interna</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1341" data-end="1526">
<p data-start="1344" data-end="1526"><strong data-start="1344" data-end="1396">Contestare l’uso esclusivo di presunzioni legali</strong>, sottolineando l’assenza di una prova specifica da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito a un’eventuale simulazione o abuso.</p>
</li>
<li data-start="1528" data-end="1720">
<p data-start="1531" data-end="1720"><strong data-start="1531" data-end="1578">Evidenziare il principio di proporzionalità</strong>: il diniego totale del rimborso IVA, in assenza di frode o evasione, risulta sproporzionato rispetto all&#8217;obiettivo di contrasto all’elusione.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1722" data-end="1930">La nuova giurisprudenza apre anche la strada a <strong data-start="1769" data-end="1804">richieste di rimborso pregresse</strong>, per contribuenti che si sono visti negare il diritto negli anni passati, qualora sussistano i presupposti per una revisione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33521 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/giudice-e-documenti-sulla-scrivania-legislazione.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;" data-start="246" data-end="332"><strong data-start="250" data-end="332">Agenzia delle Entrate</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="716">La sentenza n. 21887/2025 della Cassazione rappresenta <strong data-start="389" data-end="435">non solo un monito per i giudici tributari</strong>, ma anche una <strong data-start="450" data-end="501">correzione di rotta per l’Agenzia delle Entrate</strong>. Le modalità con cui finora venivano gestite le società non operative, in particolare con riferimento al diniego automatico del <strong data-start="630" data-end="651">rimborso dell’IVA</strong>, non sono più compatibili con l’ordinamento dell’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="997">D’ora in avanti, l’Agenzia dovrà modificare i propri orientamenti interni e le prassi accertative, spostando l’attenzione dal mero dato numerico (come il mancato superamento dei ricavi minimi) alla verifica sostanziale dell’attività economica svolta dal contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="999" data-end="1028">In concreto, questo comporta:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1299">
<li data-start="1030" data-end="1104">
<p data-start="1032" data-end="1104">una <strong data-start="1036" data-end="1081">necessità di motivazione più approfondita</strong> negli atti di diniego;</p>
</li>
<li data-start="1105" data-end="1207">
<p data-start="1107" data-end="1207"><strong data-start="1107" data-end="1144">l’onere di fornire prove concrete</strong> in caso di contestazioni legate all’operatività della società;</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1299">
<p data-start="1210" data-end="1299">la riduzione dell’uso di <strong data-start="1235" data-end="1259">presunzioni assolute</strong>, in favore di un’analisi caso per caso.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1301" data-end="1559">Inoltre, potrebbero essere necessari <strong data-start="1338" data-end="1362">interventi normativi</strong> per adeguare la disciplina delle società di comodo ai principi europei, introducendo ad esempio <strong data-start="1459" data-end="1483">presunzioni relative</strong> o meccanismi di verifica più flessibili e coerenti con la realtà aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1561" data-end="1879">La Cassazione ha dunque tracciato una strada che impone una <strong data-start="1621" data-end="1675">revisione strutturale dell&#8217;approccio anti-elusione</strong>, più rispettosa dei diritti dei contribuenti e dei principi cardine dell’IVA. Se non si interverrà in modo sistemico, si rischia un’ondata di contenziosi e, soprattutto, nuove bocciature in sede europea.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="317"><strong data-start="242" data-end="317">Rimborsi IVA negati in passato</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="757">Uno degli effetti più rilevanti della sentenza della Cassazione n. 21887/2025 riguarda la <strong data-start="430" data-end="473">possibile riapertura di casi già chiusi</strong>, nei quali il rimborso IVA era stato negato a imprese ritenute “di comodo”. In molti casi, il rigetto si era basato unicamente sul <strong data-start="605" data-end="657">mancato superamento dei parametri di operatività</strong> previsti dalla legge 724/1994, senza una valutazione sostanziale della reale attività dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="759" data-end="1191">Ora, grazie al <strong data-start="774" data-end="819">principio del primato del diritto europeo</strong> e all’interpretazione vincolante della CGUE, le società che hanno subito un diniego potrebbero valutare di <strong data-start="927" data-end="954">impugnare in autotutela</strong> il provvedimento, oppure di <strong data-start="983" data-end="1019">presentare ricorso straordinario</strong> se rientrano nei termini. Inoltre, se è pendente un contenzioso, è possibile <strong data-start="1097" data-end="1150">produrre la nuova giurisprudenza a proprio favore</strong>, anche in secondo grado o in Cassazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1193" data-end="1248">Occorre però considerare con attenzione alcuni aspetti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1250" data-end="1700">
<li data-start="1250" data-end="1459">
<p data-start="1252" data-end="1459">se il rigetto del rimborso è divenuto definitivo (es. per mancata impugnazione nei termini), è <strong data-start="1347" data-end="1387">più difficile ottenere la riapertura</strong>, salvo errori evidenti o sopravvenute sentenze favorevoli assimilabili;</p>
</li>
<li data-start="1460" data-end="1598">
<p data-start="1462" data-end="1598">i <strong data-start="1464" data-end="1488">termini di decadenza</strong> per la richiesta del rimborso IVA devono essere ancora validi (tipicamente 2 anni dalla data del versamento);</p>
</li>
<li data-start="1599" data-end="1700">
<p data-start="1601" data-end="1700">è necessario <strong data-start="1614" data-end="1668">dimostrare comunque l’effettiva attività economica</strong>, anche se con ricavi contenuti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1702" data-end="1912">In conclusione, si apre una finestra importante per <strong data-start="1754" data-end="1801">recuperare crediti IVA ingiustamente negati</strong>, ma servono analisi tecniche dettagliate e il supporto di un commercialista esperto in contenzioso tributario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1702" data-end="1912"><strong>Considerazioni finali  </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="773">La sentenza della <strong data-start="281" data-end="309">Cassazione n. 21887/2025</strong> segna un cambio di paradigma nell’approccio fiscale italiano alle <strong data-start="376" data-end="397">società di comodo</strong>. La Corte ha chiaramente stabilito che <strong data-start="437" data-end="508">la normativa interna non può sacrificare il diritto al rimborso IVA</strong> in nome di presunzioni rigide e automatiche. Quando la normativa nazionale si scontra con quella europea, <strong data-start="615" data-end="649">prevale il diritto dell’Unione</strong> e i giudici tributari italiani sono chiamati a disapplicare le disposizioni interne in contrasto con i principi comunitari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="775" data-end="1232">Questo nuovo orientamento restituisce <strong data-start="813" data-end="845">certezza e giustizia fiscale</strong> a migliaia di imprese, spesso penalizzate da fattori estranei alla loro volontà, e costrette a subire il doppio danno dell’inattività e della negazione del credito IVA. Si ristabilisce così un equilibrio più equo tra le esigenze di contrasto all’elusione e il rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti, come la neutralità dell’IVA e la proporzionalità delle misure fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1609">Il futuro richiederà un adeguamento normativo e interpretativo da parte dell’amministrazione finanziaria, che dovrà abbandonare automatismi e presunzioni in favore di un’analisi concreta dell’attività economica svolta. Nel frattempo, le imprese potranno tutelarsi meglio, presentando documentazione adeguata e facendo valere la giurisprudenza europea nei contenziosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1611" data-end="1906">Chi è stato penalizzato in passato potrà, con l’assistenza di un esperto, verificare se ci sono margini per ottenere giustizia e rimborsi negati. In un sistema fiscale che vuole dirsi moderno, non può esserci spazio per presunzioni assolute che ledono diritti riconosciuti a livello europeo.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rimborso-IVA-e-societa-di-comodo-la-Cassazione-2025-applica-il-diritto-UE-e-cambia-le-regole/">Rimborso IVA e società di comodo: la Cassazione 2025 applica il diritto UE e cambia le regole</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rimborso-IVA-e-societa-di-comodo-la-Cassazione-2025-applica-il-diritto-UE-e-cambia-le-regole/">Rimborso IVA e società di comodo: la Cassazione 2025 applica il diritto UE e cambia le regole</a> was first posted on Agosto 28, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 04:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un nuovo decreto legislativo di attuazione della legge delega per la riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), che introduce importanti novità in materia di Terzo Settore, sport dilettantistico, crisi d’impresa e IVA. Il provvedimento, promosso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mira a semplificare e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="865">Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un nuovo <strong data-start="366" data-end="445">decreto legislativo di attuazione della legge delega per la riforma fiscale</strong> (legge 9 agosto 2023, n. 111), che introduce importanti novità in materia di <strong data-start="523" data-end="586">Terzo Settore, sport dilettantistico, crisi d’impresa e IVA</strong>. Il provvedimento, promosso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mira a <strong data-start="670" data-end="728">semplificare e razionalizzare la disciplina tributaria</strong> per migliaia di enti e società che operano in ambiti strategici per la coesione sociale, il benessere collettivo e la ripresa economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="867" data-end="1403">Tra le novità più rilevanti troviamo l’estensione del <strong data-start="921" data-end="952">regime forfettario 398/1991</strong> anche alle SSD con tetto a 400.000 euro, l’introduzione di un <strong data-start="1015" data-end="1062">forfait fiscale a 85.000 euro per ODV e APS</strong>, l’allineamento della normativa IVA agli orientamenti europei e una nuova disciplina sulle <strong data-start="1154" data-end="1181">plusvalenze &#8220;congelate&#8221;</strong> per beni destinati a finalità istituzionali. Il testo interviene anche sulla <strong data-start="1259" data-end="1325">tassazione delle sopravvenienze attive da riduzione dei debiti</strong>, ampliando i casi di esenzione nelle procedure concorsuali e di liquidazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1769">L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è prevista per il <strong data-start="1468" data-end="1487">1° gennaio 2026</strong>, ma il testo dovrà prima superare l’iter parlamentare e il vaglio della Conferenza Unificata. Intanto, enti, associazioni, società e professionisti devono iniziare a <strong data-start="1654" data-end="1678">prepararsi per tempo</strong>, per cogliere le opportunità di risparmio fiscale e adeguarsi ai nuovi obblighi in arrivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="389"><strong>Terzo Settore, Sport e IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="391" data-end="873">Dal 1° gennaio 2026 il panorama fiscale per enti del Terzo Settore, società sportive dilettantistiche e professionisti che operano nell’ambito dell’IVA subirà un’importante trasformazione. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato in esame preliminare un nuovo decreto legislativo che rappresenta un passaggio chiave nell’attuazione della riforma fiscale prevista dalla legge delega n. 111 del 9 agosto 2023.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1088">Il provvedimento mira a <strong data-start="899" data-end="932">semplificare e razionalizzare</strong> una serie di norme oggi frammentarie, complesse e spesso penalizzanti per i soggetti coinvolti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1088">In particolare, si interviene su quattro fronti principali:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1090" data-end="1232">
<li data-start="1090" data-end="1120">
<p data-start="1092" data-end="1120">Enti del Terzo Settore (ETS)</p>
</li>
<li data-start="1121" data-end="1151">
<p data-start="1123" data-end="1151">Procedure di crisi d’impresa</p>
</li>
<li data-start="1152" data-end="1196">
<p data-start="1154" data-end="1196">Enti e società dello sport dilettantistico</p>
</li>
<li data-start="1197" data-end="1232">
<p data-start="1199" data-end="1232">Imposta sul valore aggiunto (IVA)</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1234" data-end="1704">La riforma è attualmente in fase di discussione parlamentare: il testo, dopo il passaggio alle Commissioni competenti e il parere della Conferenza Unificata, tornerà al Consiglio dei Ministri per l’adozione definitiva. Tuttavia, fin da ora emergono <strong data-start="1483" data-end="1503">novità rilevanti</strong>, come il regime forfettario per ODV e APS fino a 85.000 euro, l’estensione del regime 398/1991 alle SSD, la detrazione dell’IVA per attività istituzionali e il trattamento delle sopravvenienze attive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1935">Questi cambiamenti <strong data-start="1725" data-end="1778">puntano a ridurre il carico burocratico e fiscale</strong> su settori fondamentali per il tessuto sociale ed economico del Paese, fornendo certezze interpretative e vantaggi concreti in termini fiscali e finanziari.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="348"><strong>Sport dilettantistico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="867">Una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo decreto legislativo riguarda il mondo dello <strong data-start="446" data-end="471">sport dilettantistico</strong>, con un intervento diretto sull’applicazione del regime forfetario previsto dalla <strong data-start="554" data-end="575">legge n. 398/1991</strong>. L’articolo 4 del testo in esame <strong data-start="609" data-end="707">estende l’accesso a questo regime agevolato anche alle Società Sportive Dilettantistiche (SSD)</strong>, che finora erano escluse dalla possibilità di usufruire della semplificazione contabile e fiscale riservata alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="869" data-end="1418">Inoltre, viene <strong data-start="884" data-end="945">alzato il limite massimo di proventi annui a 400.000 euro</strong>, segnando un importante passo in avanti per l&#8217;intero settore. Questa misura garantisce <strong data-start="1033" data-end="1084">maggiore flessibilità e sostenibilità economica</strong> per le società sportive, equiparando finalmente il trattamento fiscale tra ASD e SSD. Le nuove regole mirano a favorire l’emersione, la semplificazione contabile e l’accesso a una fiscalità più leggera per realtà che svolgono un ruolo cruciale nella promozione dell’attività fisica, dell’educazione sportiva e della coesione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1420" data-end="1835">Il regime 398 prevede un’imposizione forfettaria con obblighi contabili ridotti e versamento semplificato dell’IVA e dell’IRES, rendendo la gestione economica molto più accessibile, soprattutto per enti di dimensioni medio-piccole. L’estensione anche alle SSD rappresenta quindi <strong data-start="1699" data-end="1794">un importante riconoscimento dell’evoluzione strutturale del mondo sportivo dilettantistico</strong>, sempre più organizzato e professionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33232 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/bicicletta-e-diverse-attrezzature-sportive-moderne-vicino-al-muro-beige.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="267" data-end="363"><strong>Forfait da 85.000 euro </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="782">Una delle misure più attese contenute nel decreto legislativo è l’introduzione di un <strong data-start="450" data-end="575">regime forfettario semplificato per le <a href="https://italianonprofit.it/risorse/definizioni/organizzazioni-di-volontariato/" target="_blank" rel="noopener">ODV (Organizzazioni di Volontariato) e le APS (Associazioni di Promozione Sociale)</a></strong>. A partire dal 1° gennaio 2026, questi enti potranno optare per una gestione fiscale agevolata se i proventi annui non superano gli <strong data-start="708" data-end="723">85.000 euro</strong>, soglia superiore rispetto ai regimi attualmente previsti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="784" data-end="1271">L&#8217;obiettivo della norma è duplice: <strong data-start="819" data-end="872">alleggerire gli obblighi amministrativi e fiscali</strong> per gli enti non commerciali che operano a stretto contatto con la società civile, e incentivare la <strong data-start="973" data-end="1048">regolarizzazione delle attività oggi svolte in forma talvolta informale</strong> o non pienamente tracciata. Questo forfait rappresenta una vera e propria <strong data-start="1123" data-end="1152">semplificazione operativa</strong>, con riduzione degli adempimenti contabili, aliquota forfettaria per le imposte dirette e regole più snelle per l’IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1701">Il nuovo regime vuole anche evitare la sovrapposizione con il regime previsto per gli ETS nel Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), mantenendo però la coerenza con la normativa europea in materia di aiuti di Stato. Inoltre, si punta a <strong data-start="1514" data-end="1566">contrastare il fenomeno delle false associazioni</strong>, tutelando chi realmente opera a fini solidaristici e promuovendo un ambiente più trasparente per donatori, enti pubblici e cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1703" data-end="1884">Per molte realtà di piccole dimensioni sarà finalmente possibile <strong data-start="1768" data-end="1826">operare in modo pienamente conforme alle norme fiscali</strong>, beneficiando di un quadro chiaro, stabile e accessibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="317" data-end="395"><strong>IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="796">Il nuovo decreto legislativo interviene in modo deciso anche sull’<strong data-start="463" data-end="470">IVA</strong>, introducendo una serie di misure che semplificano la gestione fiscale e rendono la normativa nazionale <strong data-start="575" data-end="641">più coerente con i principi e le direttive dell’Unione Europea</strong>. Si tratta di quattro interventi chiave che riguardano soprattutto gli <strong data-start="713" data-end="737">enti non commerciali</strong>, ma con effetti positivi per un ampio spettro di soggetti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="798" data-end="1116">La prima novità è la <strong data-start="819" data-end="883">soppressione del comma 3 dell’art. 19-bis.2 del DPR 633/1972</strong>, che oggi impone complesse rettifiche “pro-rata” per i beni utilizzati promiscuamente tra attività commerciale e istituzionale. Questa modifica riduce drasticamente gli oneri burocratici e rende più lineare la gestione dell’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1118" data-end="1471">La seconda misura riguarda l’introduzione del <strong data-start="1164" data-end="1185">nuovo art. 19-ter</strong>, che disciplina il diritto alla detrazione dell’IVA per gli enti non commerciali: <strong data-start="1268" data-end="1349">l’imposta sarà detraibile solo in proporzione alle attività economiche svolte</strong>, rendendo obbligatoria la <strong data-start="1376" data-end="1400">contabilità separata</strong> tra area istituzionale (non rilevante ai fini IVA) e area commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1718">Terzo, si interviene sugli articoli 40-bis e 9 del DPR 633/1972 per <strong data-start="1541" data-end="1600">chiarire il trattamento delle operazioni non imponibili</strong> e aggiornare la disciplina dei pagamenti elettronici, in linea con la prassi e la giurisprudenza dell’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959">Infine, viene <strong data-start="1734" data-end="1787">abrogato l’art. 1, comma 151 della legge 197/2022</strong>, eliminando un vincolo che limitava la detrazione in determinate condizioni, a vantaggio della semplificazione e della certezza del diritto per tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1961" data-end="2116">Queste modifiche, operative dal 2026, rappresentano un’importante evoluzione del sistema IVA, <strong data-start="2055" data-end="2115">favorendo trasparenza, efficienza e conformità normativa</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="314" data-end="399"><strong>Terzo Settore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="401" data-end="949">Un altro elemento di grande rilievo della riforma fiscale in arrivo è l’introduzione del <strong data-start="490" data-end="540">nuovo art. 79-bis nel Codice del Terzo Settore</strong>, pensato per risolvere una criticità spesso sottovalutata ma molto concreta: quella delle cosiddette <strong data-start="642" data-end="668">plusvalenze figurative</strong>. Quando un bene, ad esempio un immobile o un’attrezzatura, viene trasferito dall’ambito commerciale a quello non commerciale (ovvero destinato ad attività istituzionali e non lucrative), fino a oggi si generava un’imposta immediata, anche se il bene restava all’interno dell’ente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="951" data-end="1359">Con il nuovo sistema, <strong data-start="973" data-end="1010">l’imposta è sospesa (“congelata”)</strong> finché il bene rimane destinato alle finalità statutarie. Solo in caso di cessione o cambio di destinazione tornerà a essere dovuta, secondo i criteri normativi. Questo rappresenta un <strong data-start="1195" data-end="1241">importante principio di neutralità fiscale</strong>, che evita penalizzazioni ingiuste per enti che operano in buona fede nel rispetto delle loro finalità istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1850">Contestualmente, il decreto <strong data-start="1389" data-end="1443">potenzia le soglie di accesso ai regimi forfettari</strong>, portando a <strong data-start="1456" data-end="1471">85.000 euro</strong> il limite di ricavi annui sia per le ODV che per le APS. La stessa soglia diventa anche il nuovo limite unico per il regime speciale ex art. 86 del d.lgs. 117/2017. Questo allineamento permette di <strong data-start="1669" data-end="1704">semplificare il sistema fiscale</strong> e di adattarlo agli standard comunitari, offrendo maggiore prevedibilità e minori obblighi contabili agli enti con minore capacità organizzativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1852" data-end="2055">Il risultato è un contesto normativo <strong data-start="1889" data-end="1950">più equo, sostenibile e incentivante per il Terzo Settore</strong>, oggi sempre più chiamato a svolgere un ruolo chiave nella coesione sociale e nel welfare di prossimità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1852" data-end="2055"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33233 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1024x684.jpg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-768x513.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1536x1026.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-629x420.jpg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-di-persone-volontarie-al-lavoro-di-squadra-che-mettono-il-dito-sulle-mani-forma-di-stella-insiemepila-di-maniunita-e-lavoro-di-squadra-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="378" data-end="440"><strong>Opportunità e sfide </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="971">Le misure introdotte dal decreto legislativo in esame rappresentano un’occasione importante per modernizzare e rendere più sostenibile la gestione fiscale degli <strong data-start="603" data-end="671">enti del Terzo Settore e delle società sportive dilettantistiche</strong>, ma allo stesso tempo pongono <strong data-start="702" data-end="727">nuove sfide operative</strong> che non vanno sottovalutate. La maggiore semplificazione fiscale, infatti, non significa “assenza di regole”, ma richiede un adattamento delle procedure interne, una maggiore tracciabilità e una consapevolezza più approfondita delle normative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="973" data-end="1433">Per gli enti sportivi dilettantistici, l’estensione del <strong data-start="1029" data-end="1048">regime 398/1991</strong> e l’innalzamento del tetto a 400.000 euro rappresentano un’opportunità concreta per <strong data-start="1133" data-end="1162">ridurre il carico fiscale</strong> e razionalizzare la gestione contabile. Tuttavia, per accedere a questi benefici sarà fondamentale <strong data-start="1262" data-end="1311">documentare correttamente l’attività sportiva</strong>, rispettare i vincoli statutari e gestire in modo separato le attività istituzionali da quelle eventualmente commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1435" data-end="1706">Anche per ODV e APS, il <strong data-start="1459" data-end="1495">nuovo forfait fino a 85.000 euro</strong> offre notevoli vantaggi, ma impone una maggiore attenzione nella <strong data-start="1561" data-end="1591">tracciabilità dei proventi</strong>, nel rispetto dei requisiti soggettivi e nella <strong data-start="1639" data-end="1676">corretta tenuta della contabilità</strong>, anche in forma semplificata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1708" data-end="2116">Infine, la nuova disciplina IVA e il congelamento delle plusvalenze richiedono un <strong data-start="1790" data-end="1859">aggiornamento delle politiche interne e del bilancio patrimoniale</strong>, soprattutto per enti che possiedono beni strumentali o immobili destinati ad attività istituzionali. Sarà quindi necessario un <strong data-start="1988" data-end="2023">adeguato supporto professionale</strong>, sia per evitare errori che per sfruttare appieno i nuovi margini di ottimizzazione fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="446" data-end="511"><strong>Crisi d’impresa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="513" data-end="1026">Una delle novità più significative del decreto legislativo riguarda la disciplina fiscale applicabile nelle situazioni di <strong data-start="635" data-end="654">crisi d’impresa</strong>, con l’obiettivo dichiarato di <strong data-start="686" data-end="764">non penalizzare fiscalmente le imprese che ristrutturano il proprio debito</strong> nell’ambito di procedure concorsuali o strumenti di risanamento. In questo senso, viene <strong data-start="853" data-end="898">riscritto l’art. 88, comma 4-ter del TUIR</strong>, ampliando il campo di applicazione della <strong data-start="941" data-end="988">non imposizione delle sopravvenienze attive</strong> derivanti dalla riduzione dei debiti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1028" data-end="1173">Finora l’agevolazione era limitata alle ipotesi di concordato preventivo o accordi di ristrutturazione, ma con la nuova norma si estende anche a:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1175" data-end="1436">
<li data-start="1175" data-end="1216">
<p data-start="1177" data-end="1216">Liquidazione giudiziale (ex fallimento)</p>
</li>
<li data-start="1217" data-end="1283">
<p data-start="1219" data-end="1283">Concordato minore (rivolto a microimprese e lavoratori autonomi)</p>
</li>
<li data-start="1284" data-end="1344">
<p data-start="1286" data-end="1344">Concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio</p>
</li>
<li data-start="1345" data-end="1436">
<p data-start="1347" data-end="1436"><strong data-start="1347" data-end="1379">Procedure estere equivalenti</strong>, in linea con i principi del diritto dell’Unione Europea</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1438" data-end="1837">L’esclusione da imposizione riguarda, tuttavia, <strong data-start="1486" data-end="1650">solo la parte di sopravvenienza attiva che eccede le perdite fiscali, la deduzione ACE (Aiuto alla Crescita Economica) e gli interessi passivi riportati a nuovo</strong>. In altre parole, la neutralità fiscale si applica <strong data-start="1702" data-end="1762">solo dopo aver compensato le posizioni fiscali pregresse</strong>, in un’ottica di equilibrio tra esigenza di rilancio e tutela dell’erario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1839" data-end="2174">Questa norma consente una <strong data-start="1865" data-end="1900">maggiore certezza e trasparenza</strong> per le imprese e i professionisti che seguono i processi di risanamento, riducendo il rischio di contenziosi e facilitando i percorsi di uscita dalla crisi, senza il peso di imposizioni tributarie aggiuntive su operazioni che, per loro natura, non generano ricchezza reale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="273" data-end="337"><strong>Prossime tappe</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="823">Il decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio 2025 <strong data-start="438" data-end="465">non è ancora definitivo</strong>, ma segna una tappa fondamentale nel percorso di attuazione della legge delega per la riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111). Il testo, infatti, è ora atteso all’<strong data-start="635" data-end="686">esame delle Commissioni parlamentari competenti</strong>, che potranno esprimere osservazioni e suggerimenti, anche in relazione al principio di equità fiscale e semplificazione amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1184">Successivamente, sarà acquisito il <strong data-start="860" data-end="897">parere della Conferenza Unificata</strong>, che rappresenta le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali. Questo passaggio è particolarmente importante, soprattutto per le norme che riguardano il Terzo Settore e lo sport dilettantistico, ambiti in cui le competenze sono spesso condivise tra Stato e autonomie territoriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1186" data-end="1497">Solo dopo queste fasi il testo tornerà in <strong data-start="1228" data-end="1280">Consiglio dei Ministri per l’adozione definitiva</strong>, con l’eventuale recepimento delle modifiche proposte. La <strong data-start="1339" data-end="1397">data di entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2026</strong>, salvo eventuali proroghe o revisioni che potrebbero emergere nel corso del dibattito parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1921">Per enti, società e operatori del settore sarà fondamentale <strong data-start="1559" data-end="1614">monitorare l’evoluzione normativa nei prossimi mesi</strong>, al fine di pianificare per tempo gli adeguamenti organizzativi e fiscali. In molti casi, sarà opportuno valutare con professionisti esperti le <strong data-start="1759" data-end="1815">strategie da adottare in vista della nuova normativa</strong>, sfruttando fin da subito i margini di risparmio e regolarizzazione messi a disposizione dal legislatore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="485"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="487" data-end="953">Le riforme fiscali introdotte dal decreto legislativo, in fase di approvazione definitiva, non rappresentano solo una revisione tecnica delle norme tributarie, ma configurano <strong data-start="662" data-end="774">una vera e propria opportunità strategica di risparmio e di semplificazione per enti, associazioni e società</strong>. I vantaggi si riflettono su più livelli, dalla riduzione del carico burocratico alla possibilità di <strong data-start="876" data-end="952">pianificare con maggiore certezza le attività economiche e istituzionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="955" data-end="1465">Per gli <strong data-start="963" data-end="989">enti del Terzo Settore</strong>, la possibilità di accedere a regimi forfettari più ampi, uniti a una gestione più equa delle plusvalenze e a una detrazione IVA più razionale, significa <strong data-start="1144" data-end="1175">minori costi amministrativi</strong>, <strong data-start="1177" data-end="1205">meno rischio di sanzioni</strong> e <strong data-start="1208" data-end="1244">maggiore sostenibilità economica</strong> nel medio-lungo periodo. In molti casi, questi cambiamenti favoriscono l’emersione di attività finora svolte in maniera non formalizzata, aumentando anche la trasparenza verso i donatori, gli enti pubblici e la comunità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1467" data-end="1868">Le <strong data-start="1470" data-end="1507">società sportive dilettantistiche</strong> potranno beneficiare di regimi semplificati fino a 400.000 euro annui, agevolazioni che, se ben gestite, potranno tradursi in una maggiore capacità di autofinanziamento e sviluppo. La chiarezza normativa garantisce inoltre un <strong data-start="1734" data-end="1801">miglior dialogo con banche, sponsor e pubbliche amministrazioni</strong>, fondamentali per sostenere progetti a impatto sociale e sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1870" data-end="2184">Infine, la gestione della <strong data-start="1896" data-end="1940">crisi d’impresa in chiave fiscale neutra</strong> rafforza il principio per cui il fisco non deve ostacolare il risanamento, ma deve accompagnarlo. Ciò consente alle realtà in difficoltà di <strong data-start="2081" data-end="2128">rilanciarsi senza oneri fiscali paradossali</strong>, salvaguardando posti di lavoro e continuità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2186" data-end="2364">In sintesi, queste misure offrono <strong data-start="2220" data-end="2325">una base più solida e sostenibile per operare legalmente, in modo efficiente e con vantaggi tangibili</strong> sul piano finanziario e organizzativo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="177" data-end="239"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="241" data-end="753">Il decreto legislativo in fase di approvazione rappresenta un <strong data-start="303" data-end="440">cambio di passo concreto nella fiscalità applicata al Terzo Settore, allo sport dilettantistico e alla gestione della crisi d’impresa</strong>, oltre che un adeguamento importante alle direttive comunitarie in materia di IVA. Le misure previste non sono meri aggiustamenti tecnici: disegnano un <strong data-start="593" data-end="621">nuovo scenario operativo</strong> in cui gli enti potranno contare su <strong data-start="658" data-end="752">maggiore chiarezza normativa, meno burocrazia e più strumenti per una gestione sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="755" data-end="1117">L’introduzione del regime forfettario a 85.000 euro per APS e ODV, l’estensione del regime 398/1991 alle SSD, la possibilità di detrarre l’IVA solo in proporzione all’attività economica e il congelamento delle plusvalenze rappresentano <strong data-start="991" data-end="1014">riforme strutturali</strong> in grado di semplificare la vita degli enti e, al contempo, rafforzare la compliance e la trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1119" data-end="1352">Allo stesso tempo, la neutralità fiscale nelle procedure di risanamento aziendale apre a una visione più <strong data-start="1224" data-end="1293">realistica e funzionale del rapporto tra fisco e impresa in crisi</strong>, finalmente allineata a una logica di recupero e rilancio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1354" data-end="1770">Sarà ora compito degli operatori, consulenti, enti e istituzioni <strong data-start="1419" data-end="1497">prepararsi al meglio all’entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2026</strong>, valutando fin d’ora le implicazioni operative e strategiche. La riforma, se ben applicata, <strong data-start="1590" data-end="1684">non solo ridurrà il peso fiscale, ma premierà la trasparenza, l’efficienza e la regolarità</strong>, favorendo uno sviluppo più equilibrato e duraturo del settore non profit e sportivo.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/">Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Terzo-Settore-Sport-e-IVA-tutte-le-novita-fiscali-dal-2026-con-il-nuovo-decreto-legislativo/">Terzo Settore, Sport e IVA: tutte le novità fiscali dal 2026 con il nuovo decreto legislativo</a> was first posted on Agosto 26, 2025 at 6:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Opzione IVA nella logistica dal committente: guida completa a modello, regole e vantaggi 2025</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Opzione-IVA-nella-logistica-dal-committente-guida-completa-a-modello-regole-e-vantaggi-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 04:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
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		<category><![CDATA[Agenzia Entrate IVA logistica]]></category>
		<category><![CDATA[assolvimento IVA trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione IVA logistica]]></category>
		<category><![CDATA[fisco logistica 2025]]></category>
		<category><![CDATA[IVA appalto trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[IVA committente logistica]]></category>
		<category><![CDATA[legge 207/2024 comma 59]]></category>
		<category><![CDATA[modello IVA logistica 2025]]></category>
		<category><![CDATA[novità fiscali logistica]]></category>
		<category><![CDATA[opzione IVA logistica]]></category>
		<category><![CDATA[reverse charge logistica]]></category>
		<category><![CDATA[software reverse charge logistica]]></category>
		<category><![CDATA[subappalto logistica IVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il Provvedimento n. 309107 del 28 luglio 2025, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente definito modello e istruzioni operative per esercitare l’opzione IVA nel settore della logistica e del trasporto merci. Si tratta di una novità fiscale molto attesa che consente, in determinate condizioni, l’assolvimento dell’IVA direttamente a carico del committente del servizio, e non [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Opzione-IVA-nella-logistica-dal-committente-guida-completa-a-modello-regole-e-vantaggi-2025/">Opzione IVA nella logistica dal committente: guida completa a modello, regole e vantaggi 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Opzione-IVA-nella-logistica-dal-committente-guida-completa-a-modello-regole-e-vantaggi-2025/">Opzione IVA nella logistica dal committente: guida completa a modello, regole e vantaggi 2025</a> was first posted on Agosto 26, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="773">Con il <strong data-start="279" data-end="325">Provvedimento n. 309107 del 28 luglio 2025</strong>, l’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> ha finalmente definito <strong data-start="374" data-end="408">modello e istruzioni operative</strong> per esercitare l’opzione IVA nel settore della logistica e del trasporto merci. Si tratta di una <strong data-start="506" data-end="537">novità fiscale molto attesa</strong> che consente, in determinate condizioni, l’assolvimento dell’IVA direttamente <strong data-start="616" data-end="657">a carico del committente del servizio</strong>, e non più da parte del prestatore (ossia l&#8217;impresa che materialmente esegue il trasporto o il servizio logistico).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="775" data-end="1114">Questa misura è pensata per aumentare la trasparenza e la compliance fiscale, ridurre i fenomeni di frode nel settore e semplificare gli adempimenti per le imprese. Dal <strong data-start="944" data-end="962">30 luglio 2025</strong>, i soggetti interessati potranno trasmettere telematicamente la propria opzione, utilizzando il <strong data-start="1059" data-end="1086">nuovo modello approvato</strong> dall’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1116" data-end="1591">La possibilità di trasferire l’assolvimento dell’IVA sul committente rappresenta <strong data-start="1197" data-end="1245">una leva strategica per l’efficienza fiscale</strong> delle aziende logistiche e di trasporto, ed è stata accolta con grande interesse dagli operatori del settore. Tuttavia, come spesso accade in ambito tributario, è fondamentale conoscere le <strong data-start="1435" data-end="1478">regole tecniche, i requisiti di accesso</strong> e soprattutto i <strong data-start="1495" data-end="1534">termini e modalità di comunicazione</strong>, per evitare errori che potrebbero invalidare l’opzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1593" data-end="1638">In questo articolo analizziamo nel dettaglio chi può esercitare l’opzione, come e quando inviare la comunicazione, quali sono i vantaggi e i rischi, cosa prevede il Provvedimento dell’Agenzia e il Modello ufficiale da utilizzare.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1593" data-end="1638"><strong>Committenti, appaltatori e subappaltatori</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="343" data-end="786">L’opzione per l’assolvimento dell’IVA da parte del committente è stata introdotta in via transitoria dalla <strong data-start="450" data-end="503">Legge 30 dicembre 2024, n. 207 – art. 1, comma 59</strong>, e interessa direttamente il settore della <strong data-start="547" data-end="594">logistica, trasporto e movimentazione merci</strong>. A partire dal <strong data-start="610" data-end="628">30 luglio 2025</strong>, l’opzione può essere esercitata attraverso l’apposito modello telematico, sia dal <strong data-start="712" data-end="738">committente principale</strong> sia dai soggetti che operano <strong data-start="768" data-end="785">in subappalto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="788" data-end="871">La nuova disciplina consente che l’IVA sulle prestazioni rese tramite contratti di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="872" data-end="988">
<li data-start="872" data-end="882">
<p data-start="874" data-end="882">appalto,</p>
</li>
<li data-start="883" data-end="896">
<p data-start="885" data-end="896">subappalto,</p>
</li>
<li data-start="897" data-end="934">
<p data-start="899" data-end="934">affidamento a soggetti consorziati,</p>
</li>
<li data-start="935" data-end="988">
<p data-start="937" data-end="988">o <strong data-start="939" data-end="987">altri rapporti negoziali comunque denominati</strong>,</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="990" data-end="1354">sia versata <strong data-start="1002" data-end="1056">dal committente in nome e per conto del prestatore</strong>, che tuttavia resta <strong data-start="1077" data-end="1103">responsabile in solido</strong> dell’imposta. Questo significa che anche in caso di subappalto, l’opzione può essere esercitata <strong data-start="1200" data-end="1217">autonomamente</strong> tra subappaltante e subappaltatore, senza che sia necessario un analogo esercizio nel rapporto tra committente principale e appaltatore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1356" data-end="1686">Per ogni singolo rapporto contrattuale in cui si intende esercitare l’opzione, è necessario <strong data-start="1448" data-end="1489">presentare una comunicazione distinta</strong>. In questo contesto, le definizioni operative si adattano: se il rapporto riguarda un subappalto, il “committente” è da intendersi come <strong data-start="1626" data-end="1643">subappaltante</strong> e il “prestatore” come <strong data-start="1667" data-end="1685">subappaltatore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1688" data-end="1885">Questa flessibilità permette l’adozione dell’opzione anche in catene complesse di sub contrattazione, favorendo una <strong data-start="1803" data-end="1861">gestione più strutturata e trasparente del credito IVA</strong> nel comparto logistico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1688" data-end="1885"><strong>Durata dell’opzione e modalità di invio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="240" data-end="738">Una volta esercitata, l’opzione per l’assolvimento dell’IVA da parte del committente nel settore della logistica ha <strong data-start="356" data-end="378">validità triennale</strong>, salvo revoca. La decorrenza ha effetto <strong data-start="419" data-end="480">dalla data di trasmissione telematica della comunicazione</strong> all’Agenzia delle Entrate. Questo implica che i soggetti coinvolti devono prestare la massima attenzione alla corretta compilazione e all’effettiva trasmissione del modello, in quanto solo da quel momento l’opzione è considerata valida agli effetti fiscali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="740" data-end="838">La Comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, secondo due modalità:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="839" data-end="1000">
<li data-start="839" data-end="881">
<p data-start="841" data-end="881"><strong data-start="841" data-end="873">direttamente dal committente</strong>, oppure</p>
</li>
<li data-start="882" data-end="1000">
<p data-start="884" data-end="1000"><strong data-start="884" data-end="922">tramite un intermediario abilitato</strong> (art. 3, commi 2-bis e 3, del DPR 322/1998), come un commercialista o un CAF.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1002" data-end="1409">Il file contenente la Comunicazione deve essere generato utilizzando l’apposito software gratuito “<strong data-start="1101" data-end="1129">Reverse Charge Logistica</strong>” messo a disposizione sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. A seguito dell’invio, il sistema rilascerà una <strong data-start="1246" data-end="1269">ricevuta telematica</strong> che attesta la presa in carico oppure, in caso di errori formali, <strong data-start="1336" data-end="1358">lo scarto del file</strong>, con l’indicazione delle irregolarità riscontrate.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1411" data-end="1472">Nella Comunicazione devono essere obbligatoriamente indicati:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1763">
<li data-start="1473" data-end="1510">
<p data-start="1475" data-end="1510"><strong data-start="1475" data-end="1509">Codice fiscale del committente</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1511" data-end="1577">
<p data-start="1513" data-end="1577"><strong data-start="1513" data-end="1547">Codice fiscale del dichiarante</strong> (se diverso dal committente);</p>
</li>
<li data-start="1578" data-end="1667">
<p data-start="1580" data-end="1667"><strong data-start="1580" data-end="1616">Codice di carica del dichiarante</strong>, desunto dalle istruzioni del Modello IVA annuale;</p>
</li>
<li data-start="1668" data-end="1763">
<p data-start="1670" data-end="1763"><strong data-start="1670" data-end="1702">Codice fiscale della società</strong> (in caso di presentazione tramite altro soggetto giuridico).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1765" data-end="1962">Se la Comunicazione viene inviata da una <strong data-start="1806" data-end="1848">società per conto di un altro soggetto</strong>, deve essere indicato il codice di carica che identifica il rapporto tra la società dichiarante e il committente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1964" data-end="2123">Si ricorda che <strong data-start="1979" data-end="2041">l’opzione è esercitabile solo a partire dal 30 luglio 2025</strong>, data in cui è stato reso disponibile il modello ufficiale da parte dell’Agenzia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33298 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/il-gruppo-del-magazzino-che-lavora-insieme-sulla-spedizione.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="tr01ut" data-start="134" data-end="208"><strong>Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="546">L’introduzione dell’opzione per l’assolvimento dell’IVA da parte del committente nel settore logistico risponde a una duplice esigenza: <strong data-start="346" data-end="380">contrastare l’evasione fiscale</strong> e <strong data-start="383" data-end="439">semplificare la gestione dell’imposta per le imprese</strong>, specialmente in un comparto tradizionalmente complesso come quello dei trasporti e dei servizi accessori.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="548" data-end="607">Tra i principali vantaggi per il committente, spiccano:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="608" data-end="1031">
<li data-start="608" data-end="792">
<p data-start="610" data-end="792"><strong data-start="610" data-end="652">maggiore controllo sul flusso dell’IVA</strong>: l’imposta viene assolta direttamente dal soggetto che commissiona il servizio, evitando il rischio che il prestatore ometta il versamento;</p>
</li>
<li data-start="793" data-end="917">
<p data-start="795" data-end="917"><strong data-start="795" data-end="824">semplificazione contabile</strong>, grazie a un sistema centralizzato che riduce i margini d’errore nei flussi di fatturazione;</p>
</li>
<li data-start="918" data-end="1031">
<p data-start="920" data-end="1031"><strong data-start="920" data-end="967">minori rischi di responsabilità sussidiaria</strong> nei controlli futuri da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1033" data-end="1463">Per i <strong data-start="1039" data-end="1095">prestatori di servizi (appaltatori o subappaltatori)</strong>, pur restando la responsabilità solidale sull’IVA, si alleggerisce il carico finanziario e operativo, poiché <strong data-start="1205" data-end="1244">non devono più anticipare l’imposta</strong> in fattura: il versamento avviene direttamente a cura del committente. Questo meccanismo ha quindi <strong data-start="1344" data-end="1393">un effetto positivo sulla liquidità aziendale</strong>, soprattutto per piccole e medie imprese spesso in tensione di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1465" data-end="1820">Il sistema si rivela vantaggioso anche in catene complesse di subappalto, dove il meccanismo dell’opzione consente <strong data-start="1580" data-end="1631">una maggiore tracciabilità dei rapporti fiscali</strong> e una più agevole gestione delle responsabilità. L’autonomia nell’esercizio dell’opzione tra i diversi livelli contrattuali evita che un errore a monte blocchi la legittima scelta a valle.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1822" data-end="2045">Nel complesso, si tratta di una misura che, se ben gestita, può <strong data-start="1886" data-end="1941">generare benefici fiscali e organizzativi rilevanti</strong>, soprattutto per le aziende strutturate o per quelle che operano su larga scala nel comparto logistico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1wmbwcr" data-start="165" data-end="251"><strong>Guida pratica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="253" data-end="579">La corretta compilazione del modello telematico è un passaggio fondamentale per rendere valida l’opzione IVA nel settore logistica. L’Agenzia delle Entrate, con il <strong data-start="417" data-end="463">Provvedimento n. 309107 del 28 luglio 2025</strong>, ha reso disponibile il modello ufficiale e le relative istruzioni, da utilizzare <strong data-start="546" data-end="578">a partire dal 30 luglio 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="581" data-end="750">Il file della comunicazione deve essere generato tramite il software <strong data-start="650" data-end="680">“Reverse Charge Logistica”</strong>, scaricabile dal portale dell’Agenzia. L’invio può essere effettuato:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="751" data-end="877">
<li data-start="751" data-end="786">
<p data-start="753" data-end="786">dal <strong data-start="757" data-end="772">committente</strong> in autonomia;</p>
</li>
<li data-start="787" data-end="877">
<p data-start="789" data-end="877">oppure da un <strong data-start="802" data-end="829">intermediario abilitato</strong>, come previsto dall’art. 3 del DPR n. 322/1998.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="929">Nel modello devono essere indicati con precisione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1342">
<li data-start="930" data-end="1011">
<p data-start="932" data-end="1011">Il <strong data-start="935" data-end="969">codice fiscale del committente</strong> (soggetto per cui si esercita l’opzione);</p>
</li>
<li data-start="1012" data-end="1130">
<p data-start="1014" data-end="1130">Se diverso, il <strong data-start="1029" data-end="1063">codice fiscale del dichiarante</strong>, ossia chi materialmente sottoscrive e trasmette la comunicazione;</p>
</li>
<li data-start="1131" data-end="1236">
<p data-start="1133" data-end="1236">Il <strong data-start="1136" data-end="1156">codice di carica</strong> del dichiarante (preso dalla tabella delle istruzioni del Modello IVA annuale);</p>
</li>
<li data-start="1237" data-end="1342">
<p data-start="1239" data-end="1342">Il <strong data-start="1242" data-end="1274">codice fiscale della società</strong>, se la comunicazione è effettuata da un soggetto giuridico diverso.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1344" data-end="1650">Un campo specifico del modello consente anche di indicare il <strong data-start="1405" data-end="1476">rapporto intercorrente tra il soggetto dichiarante e il committente</strong>, fondamentale in caso di invio tramite società terze. Ogni singolo rapporto contrattuale per cui si esercita l’opzione deve essere oggetto di <strong data-start="1619" data-end="1649">una comunicazione separata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1652" data-end="1944">È essenziale controllare la correttezza formale dei dati inseriti: eventuali errori comportano lo <strong data-start="1753" data-end="1774">scarto automatico</strong> del file e la mancata validità dell’opzione. La ricevuta rilasciata al termine della procedura attesta <strong data-start="1878" data-end="1909">l’effettiva presa in carico</strong> da parte del sistema dell’Agenzia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1946" data-end="2116">In sintesi, la compilazione del modello richiede attenzione, ma la struttura predisposta dall’Agenzia è pensata per guidare passo passo anche i contribuenti meno esperti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1946" data-end="2116"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33299 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1024x731.jpg" alt="" width="696" height="497" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1024x731.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-300x214.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-768x548.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1536x1097.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-588x420.jpg 588w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-150x107.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-600x428.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-696x497.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-1068x763.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile-100x70.jpg 100w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/uomini-magazzino-che-lavorano-al-computer-portatile.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1bajci1" data-start="173" data-end="255"><strong>Rischi e criticità da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="257" data-end="816">Sebbene l’opzione IVA logistica offra numerosi vantaggi, è fondamentale conoscere anche le <strong data-start="348" data-end="372">potenziali criticità</strong> e i <strong data-start="377" data-end="397">rischi operativi</strong> legati all’adozione del regime. In primo luogo, bisogna ricordare che, anche se l’IVA viene assolta dal committente, il prestatore (appaltatore o subappaltatore) <strong data-start="560" data-end="592">resta responsabile in solido</strong> per l’imposta dovuta. Questo significa che, in caso di errori, omissioni o comportamenti illeciti da parte del committente, l’Agenzia delle Entrate può comunque <strong data-start="754" data-end="789">chiamare in causa il prestatore</strong> per il pagamento dell’IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="1289">Inoltre, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate è <strong data-start="872" data-end="899">vincolante per tre anni</strong>, e la sua efficacia <strong data-start="920" data-end="963">decorre solo dalla data di trasmissione</strong>. In caso di errore nel file o nei dati dichiarati, l’intera opzione può risultare inefficace. È per questo che si raccomanda una <strong data-start="1093" data-end="1116">verifica preventiva</strong> delle informazioni inserite nel modello, soprattutto nei casi in cui la comunicazione venga effettuata da un soggetto terzo, come una società incaricata o un intermediario.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1291" data-end="1408">Un altro punto da tenere sotto controllo riguarda la <strong data-start="1344" data-end="1379">gestione documentale successiva</strong>. Dopo l’invio, è necessario:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1409" data-end="1710">
<li data-start="1409" data-end="1493">
<p data-start="1411" data-end="1493">Conservare <strong data-start="1422" data-end="1456">la ricevuta di presa in carico</strong> rilasciata dal sistema dell’Agenzia;</p>
</li>
<li data-start="1494" data-end="1622">
<p data-start="1496" data-end="1622">Mantenere una copia del <strong data-start="1520" data-end="1541">modello trasmesso</strong>, con tutti i riferimenti ai rapporti contrattuali per cui si esercita l’opzione;</p>
</li>
<li data-start="1623" data-end="1710">
<p data-start="1625" data-end="1710">Assicurarsi che <strong data-start="1641" data-end="1669">le fatture e i contratti</strong> siano coerenti con l’opzione comunicata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1712" data-end="2037">Infine, nei rapporti tra più livelli di appalto e subappalto, è fondamentale coordinare le comunicazioni per evitare <strong data-start="1829" data-end="1861">duplicazioni, errori formali</strong> o situazioni di <strong data-start="1878" data-end="1900">doppio adempimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1712" data-end="2037">Un errore in questi passaggi può generare <strong data-start="1944" data-end="1984">problemi in fase di verifica fiscale</strong>, compromettendo i benefici previsti dalla normativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="jw4rq7" data-start="221" data-end="313"><strong>Casi pratici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="315" data-end="884">Per comprendere meglio come l’opzione IVA logistica possa essere applicata nella pratica, è utile analizzare alcuni <strong data-start="431" data-end="459">scenari operativi comuni</strong> nel settore del trasporto e dei servizi accessori. Prendiamo ad esempio un’impresa di e-commerce che affida a una società esterna (appaltatore) la gestione dell’intero magazzino e delle spedizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="315" data-end="884">In base alla nuova disciplina, l’azienda committente può esercitare l’opzione per assolvere direttamente l’IVA sulle fatture ricevute dall’appaltatore, semplificando la rendicontazione fiscale e riducendo i rischi di evasione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="886" data-end="1298">Nel caso in cui, a sua volta, l’appaltatore subappalti parte del servizio (es. gestione carico-scarico, trasporto ultimo miglio) a una seconda azienda, anche tra <strong data-start="1048" data-end="1082">subappaltante e subappaltatore</strong> può essere esercitata l’opzione. Questo, come previsto dal provvedimento, è del tutto <strong data-start="1169" data-end="1185">indipendente</strong> dal fatto che il rapporto principale tra il committente e l’appaltatore sia soggetto o meno alla stessa opzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1300" data-end="1636">Un altro esempio riguarda i <strong data-start="1328" data-end="1364">consorzi di imprese di trasporto</strong>, dove i singoli consorziati operano sotto affidamento interno. Anche in questi casi è ammessa la possibilità di esercitare l’opzione per singolo contratto, con una comunicazione separata per ciascun rapporto tra consorzio (committente) e impresa consorziata (prestatore).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1638" data-end="1900">Infine, è utile ricordare che questa flessibilità si applica anche a rapporti <strong data-start="1716" data-end="1760">non formalmente qualificati come appalti</strong>, ma assimilabili in base alla prestazione di servizi logistici continuativi, come <strong data-start="1843" data-end="1899">contratti di fornitura integrata o servizi su misura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1902" data-end="2128">In ogni caso, resta fondamentale valutare <strong data-start="1944" data-end="1977">con il proprio commercialista</strong> se i requisiti soggettivi e oggettivi sono rispettati, per evitare errori interpretativi o applicazioni improprie che potrebbero invalidare l’opzione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="6higdz" data-start="216" data-end="327"><strong>Altri regimi IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="329" data-end="832">L’opzione per l’assolvimento dell’IVA da parte del committente nel settore della logistica si inserisce in un contesto normativo già caratterizzato da <strong data-start="480" data-end="524">regimi speciali di applicazione dell’IVA</strong>, pensati per migliorare il controllo e la riscossione dell’imposta nei settori più esposti al rischio di evasione. In particolare, è utile confrontare il nuovo meccanismo introdotto dall’art. 1, comma 59, della <strong data-start="736" data-end="754">Legge 207/2024</strong> con due istituti già esistenti: il <strong data-start="790" data-end="808">reverse charge</strong> e lo <strong data-start="814" data-end="831">split payment</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="834" data-end="1311">Nel <strong data-start="838" data-end="856">reverse charge</strong> (inversione contabile), l’obbligo di versamento dell’IVA è trasferito al destinatario della prestazione, che integra la fattura e versa l’imposta. Questo meccanismo è automatico e obbligatorio in settori come l’edilizia o l’elettronica, e non richiede una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate. L’opzione logistica, invece, <strong data-start="1194" data-end="1214">non è automatica</strong>: richiede una <strong data-start="1229" data-end="1249">scelta esplicita</strong>, da formalizzare tramite il <strong data-start="1278" data-end="1310">modello telematico specifico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1313" data-end="1706">Diverso ancora è il <strong data-start="1333" data-end="1367">meccanismo dello split payment</strong>, che riguarda i rapporti con la Pubblica Amministrazione o con società a partecipazione pubblica. In quel caso, la PA trattiene l’IVA e la versa direttamente all’Erario. Anche qui il prestatore non incassa l’IVA, ma il sistema è <strong data-start="1597" data-end="1620">imposto dalla legge</strong>, senza margine di scelta o comunicazioni telematiche da parte dei soggetti coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1708" data-end="2170">Il nuovo regime della logistica ha invece un’impostazione <strong data-start="1766" data-end="1795">contrattuale e volontaria</strong>, richiede una <strong data-start="1810" data-end="1849">comunicazione preventiva e separata</strong> per ogni rapporto contrattuale e coinvolge <strong data-start="1893" data-end="1926">rapporti tra soggetti privati</strong>, anche su più livelli (committente, appaltatore, subappaltatore). A differenza degli altri regimi speciali, la sua adozione è quindi <strong data-start="2060" data-end="2093">strategica e personalizzabile</strong>, adattabile a realtà aziendali complesse, consorzi e operatori multi appalto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2172" data-end="2357">Conoscere queste differenze è essenziale per evitare <strong data-start="2225" data-end="2251">confusioni applicative</strong> e per sfruttare al meglio le potenzialità della normativa senza incorrere in sanzioni o errori contabili.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1mb4c06" data-start="225" data-end="320"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="836">L’opzione IVA logistica con assolvimento dell’imposta da parte del committente rappresenta <strong data-start="413" data-end="453">una novità fiscale di grande rilievo</strong>, destinata a incidere in modo significativo sulla gestione amministrativa e contabile delle imprese del settore trasporti e logistica. La possibilità di <strong data-start="607" data-end="647">centralizzare il versamento dell’IVA</strong>, anche nei rapporti tra subappaltatori, offre alle aziende una leva concreta per <strong data-start="729" data-end="835">semplificare i flussi contabili, ridurre i rischi fiscali e migliorare la propria efficienza operativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1279">Tuttavia, la corretta adozione del regime richiede una <strong data-start="893" data-end="922">gestione tecnica puntuale</strong>, a partire dalla compilazione del modello telematico fino alla conservazione delle ricevute e alla coerenza contrattuale e documentale. È altrettanto importante comprendere <strong data-start="1096" data-end="1151">quando conviene effettivamente esercitare l’opzione</strong>, tenendo conto della struttura aziendale, della frequenza dei rapporti contrattuali e dell’impatto sull’organizzazione interna.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1281" data-end="1727">Per questo motivo, è altamente consigliabile <strong data-start="1326" data-end="1401">affidarsi a un commercialista esperto in materia fiscale e contrattuale</strong>, che possa analizzare i singoli casi, evitare errori formali e costruire una strategia fiscale coerente. La durata triennale dell’opzione e la responsabilità solidale impongono infatti un approccio prudente, ma anche proattivo: in molti contesti, <strong data-start="1649" data-end="1726">l’adozione tempestiva dell’opzione può rivelarsi un vantaggio competitivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1729" data-end="1952">Il consiglio finale per tutte le imprese coinvolte nella filiera logistica è chiaro: valutare attentamente questa opportunità, comprenderne i benefici e adottarla solo <strong data-start="1897" data-end="1951">con piena consapevolezza normativa e organizzativa</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Opzione-IVA-nella-logistica-dal-committente-guida-completa-a-modello-regole-e-vantaggi-2025/">Opzione IVA nella logistica dal committente: guida completa a modello, regole e vantaggi 2025</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Opzione-IVA-nella-logistica-dal-committente-guida-completa-a-modello-regole-e-vantaggi-2025/">Opzione IVA nella logistica dal committente: guida completa a modello, regole e vantaggi 2025</a> was first posted on Agosto 26, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 04:20:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, non saranno più soggette al regime dello split payment. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="270" data-end="802">Dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, identificate ai fini IVA secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d) del DPR 633/72, <strong data-start="462" data-end="520">non saranno più soggette al regime dello split payment</strong>. Si tratta di un cambiamento rilevante per moltissimi operatori economici, in particolare per i fornitori di queste società, i quali <strong data-start="654" data-end="713">torneranno a incassare anche l’IVA sulle fatture emesse</strong>, modificando in modo sensibile la gestione della liquidità e delle operazioni contabili.</p>
<p data-start="804" data-end="1190">Questa esclusione è stata resa possibile grazie alla decisione del Consiglio dell’Unione Europea n. 1552 del 25 luglio 2023, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE L 188 del 27 luglio. La decisione ha autorizzato l’Italia a mantenere il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2026, <strong data-start="1101" data-end="1137">con alcune modifiche sostanziali</strong>, tra cui appunto l’esclusione delle società quotate.</p>
<p data-start="1192" data-end="1669">Importante notare che, nel frattempo, <strong data-start="1230" data-end="1346">sono già stati pubblicati gli elenchi delle società coinvolte nel meccanismo dello split payment per l’anno 2025</strong>, ma le indicazioni relative alle società quotate presenti in tali elenchi <strong data-start="1421" data-end="1467">saranno valide solo fino al 30 giugno 2025</strong>. A partire da quella data, infatti, le fatture emesse nei confronti di queste società <strong data-start="1554" data-end="1592">seguiranno le regole ordinarie IVA</strong>, con conseguenze significative sia dal punto di vista operativo che fiscale.</p>
<p data-start="1671" data-end="2078">Un cambiamento, questo, che introduce anche <strong data-start="1715" data-end="1794">nuove esigenze di adeguamento per imprese, consulenti e software gestionali</strong>, e che pone interrogativi su come tutelare la corretta gestione dell’IVA nei mesi di transizione. A ciò si aggiunge una norma di salvaguardia contenuta nel Decreto Fiscale recentemente convertito in legge, che interviene per garantire l’applicabilità corretta della nuova disciplina.</p>
<h2 data-start="238" data-end="340"><strong data-start="241" data-end="340">Split payment per le società FTSE MIB</strong></h2>
<p data-start="342" data-end="829">Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale (convertito in legge) e a partire dal <strong data-start="424" data-end="442">1° luglio 2025</strong>, le società quotate inserite nell’indice <strong data-start="484" data-end="517">FTSE MIB della Borsa Italiana</strong> saranno definitivamente <strong data-start="542" data-end="601">escluse dall’ambito di applicazione dello split payment</strong>. Questo significa che, da tale data, <strong data-start="639" data-end="745">i fornitori che emettono fattura verso queste società incasseranno direttamente anche l’IVA addebitata</strong>, secondo il regime ordinario, <strong data-start="776" data-end="828">salvo i casi in cui si applica il reverse charge</strong>.</p>
<p data-start="831" data-end="1279">La modifica è resa possibile dalla <strong data-start="866" data-end="924">soppressione dell’art. 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, proprio per le operazioni la cui fattura è emessa (e quindi trasmessa al Sistema di Interscambio &#8211; SDI) <strong data-start="1045" data-end="1077">a partire dal 1° luglio 2025</strong>. È bene evidenziare che <strong data-start="1102" data-end="1210">la data di effettuazione dell’operazione non rileva ai fini dell’applicazione o meno dello split payment</strong>: fa fede solo la data di <strong data-start="1236" data-end="1278">emissione e trasmissione della fattura</strong>.</p>
<p data-start="1281" data-end="1705">Il meccanismo della scissione dei pagamenti, infatti, prevede che l’IVA venga esposta in fattura ma versata direttamente all’Erario dal soggetto acquirente. Con la soppressione della norma per le società quotate, questa dinamica <strong data-start="1510" data-end="1538">non sarà più applicabile</strong>, obbligando i fornitori a <strong data-start="1565" data-end="1605">rivedere le modalità di fatturazione</strong>, aggiornando software e procedure interne per applicare la rivalsa IVA secondo il regime ordinario.</p>
<p data-start="1707" data-end="2100">In pratica, a partire dal 1° luglio 2025, <strong data-start="1749" data-end="1868">le fatture emesse nei confronti delle società FTSE MIB non dovranno più riportare il riferimento allo split payment</strong>, e i fornitori potranno gestire l’IVA con le regole ordinarie, anche ai fini della liquidazione dell’imposta e del credito IVA. Un cambiamento che incide profondamente anche sulla gestione della <strong data-start="2064" data-end="2099">liquidità e sul flusso di cassa</strong>.</p>
<h2 data-start="300" data-end="400"><strong data-start="303" data-end="400">Fatture e tempistiche</strong></h2>
<p data-start="402" data-end="934">Uno degli aspetti più delicati legati all’esclusione delle società FTSE MIB dallo split payment riguarda <strong data-start="507" data-end="632">la corretta individuazione del momento a partire dal quale non si applica più il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>. Su questo punto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti tramite una <strong data-start="721" data-end="757">FAQ pubblicata il 27 giugno 2025</strong>, confermando che <strong data-start="775" data-end="863">l’elemento determinante è la data di emissione e trasmissione della fattura allo SDI</strong>, indipendentemente dal momento in cui è stata effettuata l’operazione.</p>
<p data-start="936" data-end="1313">Questo significa, ad esempio, che un’operazione realizzata il <strong data-start="998" data-end="1016">30 giugno 2025</strong>, ma con fattura trasmessa allo SDI <strong data-start="1052" data-end="1081">dal 1° luglio 2025 in poi</strong>, <strong data-start="1083" data-end="1123">non sarà soggetta allo split payment</strong>. Viceversa, <strong data-start="1136" data-end="1162">fino al 30 giugno 2025</strong>, il regime resta pienamente applicabile, con l’obbligo per il cessionario o committente (la società quotata) di versare l’IVA direttamente all’Erario.</p>
<p data-start="1315" data-end="1818">Per tutelare i contribuenti nella fase di transizione, è stata inserita una <strong data-start="1391" data-end="1416">norma di salvaguardia</strong> nel Decreto Fiscale convertito in legge: essa prevede che <strong data-start="1475" data-end="1628">“sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge (18 giugno 2025)”</strong>. In altre parole, <strong data-start="1647" data-end="1698">non saranno sanzionati eventuali errori formali</strong>, a condizione che vi sia stato un comportamento conforme alle norme in vigore prima dell’entrata in vigore del decreto.</p>
<p data-start="1820" data-end="2301">Un esempio pratico chiarisce il concetto: se un fornitore ha consegnato beni il <strong data-start="1900" data-end="1918">30 giugno 2025</strong>, ha emesso la fattura entro i termini di legge (12 luglio) ma l’ha trasmessa allo SDI <strong data-start="2005" data-end="2020">il 3 luglio</strong>, e ha erroneamente applicato lo split payment, <strong data-start="2068" data-end="2094">non dovrà preoccuparsi</strong>. L’Agenzia chiarisce che, in assenza di contestazione o nota di credito da parte della società acquirente, e con il versamento dell’IVA all’Erario già avvenuto, <strong data-start="2256" data-end="2300">la posizione sarà automaticamente sanata</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33292 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/proposta-commerciale-acquisto-mani-che-tengono-soldi.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 data-start="223" data-end="307"><strong data-start="226" data-end="307">Impatti operativi e fiscali </strong></h2>
<p data-start="309" data-end="812">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dallo split payment, a partire dal 1° luglio 2025, comporta una serie di <strong data-start="422" data-end="443">ricadute pratiche</strong> che non possono essere sottovalutate, sia per i fornitori che per i professionisti incaricati della consulenza fiscale e contabile. Il primo impatto riguarda senza dubbio la <strong data-start="618" data-end="686">necessità di aggiornare le procedure di fatturazione elettronica</strong>, in particolare per i sistemi ERP e gestionali che automatizzano la selezione del regime IVA da applicare ai diversi clienti.</p>
<p data-start="814" data-end="1306">Fino al 30 giugno 2025, l’automatismo prevedeva che le fatture destinate alle società quotate riportassero l’indicazione “scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”. Dal 1° luglio in poi, <strong data-start="1009" data-end="1050">tale formula non sarà più applicabile</strong>, e dovrà essere sostituita con la normale esposizione dell’IVA, <strong data-start="1115" data-end="1155">addebitata e incassata dal fornitore</strong>. Un passaggio non banale, che implica <strong data-start="1194" data-end="1216">controlli puntuali</strong> da parte degli operatori per evitare errori nella determinazione del regime IVA corretto.</p>
<p data-start="1308" data-end="1773">Dal punto di vista fiscale, il ritorno al regime ordinario significa che i fornitori torneranno ad avere <strong data-start="1413" data-end="1468">un maggior flusso di cassa legato all’IVA incassata</strong>, elemento positivo per la liquidità aziendale, ma che comporta anche <strong data-start="1538" data-end="1610">maggiore responsabilità nella gestione delle liquidazioni periodiche</strong>. Ciò potrebbe comportare, in alcuni casi, l’emersione di <strong data-start="1668" data-end="1697">crediti IVA più contenuti</strong> rispetto al passato o, al contrario, l’obbligo di versamenti più rilevanti.</p>
<p data-start="1775" data-end="2231">Per i consulenti fiscali, l’attenzione dovrà concentrarsi su due fronti: da un lato <strong data-start="1859" data-end="1965">l’aggiornamento tempestivo delle anagrafiche clienti e delle impostazioni nei software di fatturazione</strong>, dall’altro la <strong data-start="1981" data-end="2022">formazione e comunicazione ai clienti</strong> sulla corretta gestione del passaggio normativo. Un’errata applicazione dello split payment dopo il 30 giugno 2025 potrebbe infatti <strong data-start="2155" data-end="2209">comportare sanzioni o richieste di note di credito</strong> da parte dei clienti.</p>
<h2 data-start="256" data-end="333"><strong data-start="259" data-end="333">Interpretazioni operative</strong></h2>
<p data-start="335" data-end="828">Un punto essenziale chiarito dall’Agenzia delle Entrate riguarda <strong data-start="400" data-end="443">la nozione di “emissione della fattura”</strong>, che è stata oggetto di diverse domande da parte di imprese e professionisti. In base ai chiarimenti ufficiali, già forniti in occasione delle <strong data-start="587" data-end="609">FAQ del 13 gennaio</strong> e ribaditi nel documento del <strong data-start="639" data-end="657">27 giugno 2025</strong>, una fattura si considera formalmente emessa <strong data-start="703" data-end="774">nel momento in cui viene trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI)</strong>, indipendentemente dalla data indicata sul documento.</p>
<p data-start="830" data-end="1417">Questo elemento è cruciale perché rappresenta <strong data-start="876" data-end="982">il discrimine temporale per stabilire se una determinata operazione rientra o meno nello split payment</strong>. Ad esempio, un’impresa che ha effettuato una prestazione il 28 giugno, ma trasmette la fattura allo SdI il 2 luglio 2025, <strong data-start="1106" data-end="1173">non dovrà applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti</strong>, anche se l’operazione è avvenuta prima della data spartiacque. Viceversa, <strong data-start="1249" data-end="1341">una fattura trasmessa entro il 30 giugno continuerà a essere soggetta allo split payment</strong>, anche se emessa per operazioni che avvengono vicino alla soglia temporale.</p>
<p data-start="1419" data-end="1761">Questo approccio mira a <strong data-start="1443" data-end="1471">semplificare i controlli</strong> sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria, evitando ambiguità e potenziali contestazioni. Tuttavia, richiede <strong data-start="1601" data-end="1637">maggiore precisione e attenzione</strong> nella gestione documentale e nel rispetto delle tempistiche, specialmente nel periodo transitorio tra giugno e luglio 2025.</p>
<p data-start="1763" data-end="2118">Va inoltre evidenziato che la <strong data-start="1793" data-end="1818">trasmissione allo SdI</strong> rappresenta l’unico momento ufficialmente rilevante: <strong data-start="1872" data-end="1959">non conta la data di consegna del bene, né la data indicata nel corpo della fattura</strong>, né eventuali registrazioni interne ai sistemi aziendali. Questo criterio unico è stato scelto proprio per garantire chiarezza normativa e certezza operativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33293 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/contabilita-dei-documenti-aziendali-con-calcolatrice-penna-e-lente-di-ingrandimento.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="214" data-end="313"><strong data-start="217" data-end="313">Operazioni a cavallo tra giugno e luglio 2025</strong></h2>
<p data-start="315" data-end="758">Il periodo di transizione tra <strong data-start="345" data-end="392">la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025</strong> si presenta come una fase particolarmente delicata per chi emette fatture verso società quotate FTSE MIB. Le cosiddette <strong data-start="513" data-end="535">“operazioni miste”</strong>, ossia quelle effettuate nei giorni immediatamente precedenti o successivi al 30 giugno, ma con fatture emesse e trasmesse in date diverse, richiedono un controllo rigoroso e una gestione documentale estremamente accurata.</p>
<p data-start="760" data-end="1227">Il rischio più comune è <strong data-start="784" data-end="927">applicare erroneamente lo split payment a una fattura che, per data di trasmissione allo SDI, rientra invece già nel nuovo regime ordinario</strong>, oppure, al contrario, <strong data-start="951" data-end="1017">non applicare lo split dove invece sarebbe ancora obbligatorio</strong>. Questi errori possono generare conseguenze sul piano fiscale, come l’emissione di <strong data-start="1101" data-end="1120">note di credito</strong> richieste dal cliente, <strong data-start="1144" data-end="1169">ritardi nei pagamenti</strong> o la necessità di <strong data-start="1188" data-end="1226">integrare correttamente la fattura</strong>.</p>
<h3 data-start="1229" data-end="1277">Un’attenzione particolare dovrà essere posta su:</h3>
<ul data-start="1279" data-end="1672">
<li data-start="1279" data-end="1364">
<p data-start="1281" data-end="1364">la <strong data-start="1284" data-end="1320">corretta datazione del documento</strong> rispetto all’effettuazione dell’operazione;</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1439">
<p data-start="1367" data-end="1439">la <strong data-start="1370" data-end="1418">puntuale trasmissione della fattura allo SDI</strong> entro la data utile;</p>
</li>
<li data-start="1440" data-end="1573">
<p data-start="1442" data-end="1573">l’allineamento dei <strong data-start="1461" data-end="1500">sistemi gestionali e dei codici IVA</strong> per distinguere automaticamente le operazioni prima e dopo il 1° luglio;</p>
</li>
<li data-start="1574" data-end="1672">
<p data-start="1576" data-end="1672">la comunicazione tra amministrazione, contabilità e consulente fiscale per gestire casi ambigui.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1674" data-end="2087">A livello operativo, sarà fondamentale implementare <strong data-start="1726" data-end="1748">check-list interne</strong> e predisporre <strong data-start="1763" data-end="1802">procedure di verifica supplementari</strong> nei giorni immediatamente successivi alla scadenza del 30 giugno. Questo per evitare errori materiali, che possono complicare i rapporti con i clienti, generare disallineamenti nei versamenti IVA e aumentare il rischio di contestazioni future in sede di controllo.</p>
<h2 data-start="211" data-end="294"><strong data-start="214" data-end="294">Vantaggi per i fornitori</strong></h2>
<p data-start="296" data-end="646">L’uscita delle società quotate FTSE MIB dal meccanismo dello split payment rappresenta una <strong data-start="387" data-end="423">notizia positiva per i fornitori</strong>, che si troveranno ad operare nuovamente in regime IVA ordinario. Questo cambiamento comporta <strong data-start="518" data-end="539">benefici concreti</strong>, sia in termini di <strong data-start="559" data-end="578">flusso di cassa</strong>, sia nella <strong data-start="590" data-end="645">semplificazione delle procedure contabili e fiscali</strong>.</p>
<p data-start="648" data-end="1254">Il primo effetto diretto è il <strong data-start="678" data-end="721">miglioramento della liquidità aziendale</strong>: i fornitori incasseranno l’IVA addebitata in fattura insieme all’imponibile, senza più dover attendere la detrazione in liquidazione. In regime di split payment, infatti, l’IVA non veniva mai incassata, ma versata direttamente all’Erario dal committente, creando squilibri nella gestione finanziaria soprattutto per imprese di piccole e medie dimensioni. Con il ritorno alla rivalsa IVA ordinaria, le imprese potranno <strong data-start="1141" data-end="1227">utilizzare immediatamente il gettito incassato per fronteggiare esigenze operative</strong>, pagamenti o investimenti.</p>
<p data-start="1256" data-end="1682">Anche sul fronte fiscale, la modifica comporta vantaggi. Non essendo più soggette a split payment, le operazioni verso società quotate <strong data-start="1391" data-end="1464">torneranno a generare un credito IVA potenziale più basso ma coerente</strong>, riducendo il rischio di dover attendere lunghi tempi per i rimborsi. Inoltre, <strong data-start="1544" data-end="1588">si semplifica la tenuta dei registri IVA</strong>, poiché non sarà più necessario operare distinzioni tra clienti “split” e clienti “ordinari”.</p>
<p data-start="1684" data-end="2021">Dal punto di vista operativo, i sistemi gestionali potranno essere <strong data-start="1751" data-end="1769">razionalizzati</strong>, eliminando logiche complesse per individuare automaticamente i soggetti sottoposti a scissione. Questo si traduce in <strong data-start="1888" data-end="1918">meno possibilità di errore</strong>, meno necessità di formazione per il personale e un minor rischio di contenzioso in caso di verifiche.</p>
<p data-start="2023" data-end="2277">Infine, il cambiamento stimola una <strong data-start="2058" data-end="2107">maggiore trasparenza nei rapporti commerciali</strong>, poiché l’IVA sarà incassata e gestita direttamente tra le parti, senza interventi “terzi” dell’amministrazione finanziaria nel flusso economico tra fornitore e cliente.</p>
<h2 data-start="250" data-end="338"><strong data-start="253" data-end="338">Proroga europea dello split payment</strong></h2>
<p data-start="340" data-end="733">Il meccanismo dello <strong data-start="360" data-end="377">split payment</strong>, introdotto in Italia nel 2015, ha avuto origine come misura straordinaria volta a contrastare l’evasione IVA in settori a rischio, soprattutto negli appalti pubblici. La sua applicazione è stata possibile grazie a una <strong data-start="597" data-end="642">deroga concessa dalla Commissione Europea</strong>, rinnovata nel tempo con una serie di decisioni formali del Consiglio dell’Unione Europea.</p>
<p data-start="735" data-end="1222">L’ultima proroga è arrivata con la <strong data-start="770" data-end="810">Decisione n. 1552 del 25 luglio 2023</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 188 del 27 luglio 2023, che ha <strong data-start="901" data-end="977">autorizzato l’Italia a mantenere lo split payment fino al 30 giugno 2026</strong>. Tuttavia, nella stessa decisione è stato fissato un <strong data-start="1031" data-end="1095">principio di progressiva limitazione dell’ambito applicativo</strong>, aprendo alla possibilità di escludere alcune categorie di soggetti, come appunto le <strong data-start="1181" data-end="1221">società quotate nell’indice FTSE MIB</strong>.</p>
<p data-start="1224" data-end="1686">La ratio della deroga risiede nell’eccezionalità del meccanismo, che rappresenta una <strong data-start="1309" data-end="1371">violazione temporanea del principio di neutralità dell’IVA</strong> previsto dalla normativa europea. L’idea di fondo è che lo split payment sia un rimedio estremo, da adottare solo in casi specifici e non come regola generale. In questo senso, l’Unione Europea ha spinto per un’applicazione più mirata e circoscritta, che infatti oggi esclude numerosi soggetti rispetto al passato.</p>
<p data-start="1688" data-end="2109">L’Italia, recependo queste indicazioni, ha provveduto alla <strong data-start="1747" data-end="1809">soppressione dell’articolo 17-ter, comma 1-bis, lettera d)</strong> del DPR 633/72, con effetto dal <strong data-start="1842" data-end="1860">1° luglio 2025</strong>, escludendo così le società FTSE MIB. Il resto del meccanismo, invece, <strong data-start="1932" data-end="1996">continuerà ad applicarsi regolarmente fino al 30 giugno 2026</strong> per le Pubbliche Amministrazioni, le società controllate dallo Stato e gli enti inseriti negli appositi elenchi.</p>
<p data-start="2111" data-end="2496">È importante che imprese e consulenti siano ben consapevoli del fatto che <strong data-start="2185" data-end="2267">lo split payment non è stato abolito, ma solo ridotto nel perimetro soggettivo</strong>, e che <strong data-start="2275" data-end="2332">continua a trovare piena applicazione in molti ambiti</strong>. Da qui, la necessità di aggiornare continuamente le anagrafiche clienti e le impostazioni di fatturazione, consultando i nuovi <strong data-start="2461" data-end="2495">elenchi pubblicati per il 2025</strong>.</p>
<h2 data-start="121" data-end="197"><strong data-start="124" data-end="197">Conclusione</strong></h2>
<p data-start="199" data-end="732">L’esclusione delle <strong data-start="218" data-end="277">società quotate FTSE MIB dal regime dello split payment</strong>, a partire dal <strong data-start="293" data-end="311">1° luglio 2025</strong>, rappresenta una svolta importante nel panorama fiscale italiano. Sebbene il meccanismo della scissione dei pagamenti resterà in vigore fino al 30 giugno 2026 per le Pubbliche Amministrazioni e altre categorie, l’uscita delle società quotate introduce <strong data-start="564" data-end="617">maggiore coerenza, semplificazione e flessibilità</strong> per le imprese fornitrici, che potranno tornare a incassare direttamente l’IVA e gestirla con le regole ordinarie.</p>
<p data-start="734" data-end="1029">Tuttavia, la fase di transizione richiede <strong data-start="776" data-end="798">massima attenzione</strong>, soprattutto per le operazioni a cavallo del 30 giugno, dove errori formali possono avere conseguenze operative o fiscali, sebbene siano state previste <strong data-start="951" data-end="976">norme di salvaguardia</strong> per tutelare i comportamenti adottati in buona fede.</p>
<p data-start="1031" data-end="1332">In questo scenario, è fondamentale che imprese, professionisti e software house procedano per tempo ad aggiornare sistemi, processi e procedure, e che mantengano alta l’attenzione nella consultazione degli <strong data-start="1237" data-end="1277">elenchi ufficiali Split Payment 2025</strong>, validi solo fino al 30 giugno per le società quotate.</p>
<p data-start="1334" data-end="1579">Con il supporto di un commercialista esperto e una pianificazione accurata, il passaggio al nuovo regime può diventare un’occasione per <strong data-start="1470" data-end="1506">ottimizzare la gestione dell’IVA</strong>, migliorare la liquidità aziendale e semplificare l’adempimento fiscale.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Split-Payment-2025-stop-per-le-societa-quotate-FTSE-MIB-%e2%80%93-cosa-cambia-per-IVA-e-fornitori/">Split Payment 2025: stop per le società quotate FTSE MIB  – cosa cambia per IVA e fornitori</a> was first posted on Agosto 22, 2025 at 6:20 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 03:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate 2025 porta con sé importanti novità per milioni di contribuenti italiani con Partita IVA. Il Decreto Legge n. 84/2025, noto come Decreto Fiscale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2025, ha infatti stabilito una proroga dei termini per i versamenti fiscali relativi alle imposte sui redditi. Una misura che riguarda in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="371" data-end="897">L’estate 2025 porta con sé importanti novità per milioni di contribuenti italiani con Partita IVA. Il <strong data-start="473" data-end="501">Decreto Legge n. 84/2025</strong>, noto come <strong data-start="513" data-end="532">Decreto Fiscale</strong>, pubblicato nella <strong data-start="551" data-end="599">Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2025</strong>, ha infatti stabilito una <strong data-start="626" data-end="674">proroga dei termini per i versamenti fiscali</strong> relativi alle imposte sui redditi. Una misura che riguarda in particolare i soggetti che applicano gli <strong data-start="778" data-end="820">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong>, ma che coinvolge anche i contribuenti in regime forfettario e semplificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="899" data-end="1376">Il decreto prevede che i versamenti in scadenza ordinaria il 30 giugno vengano <strong data-start="978" data-end="1011">posticipati al 21 luglio 2025</strong>, senza applicazione di sanzioni. Chi decide invece di effettuare i pagamenti entro il <strong data-start="1098" data-end="1116">20 agosto 2025</strong> potrà farlo con una <strong data-start="1137" data-end="1166">maggiorazione dello 0,40%</strong>. Attenzione però: <strong data-start="1185" data-end="1260">non tutti i titolari di Partita IVA possono usufruire di questa proroga</strong>, ed è fondamentale comprendere chi rientra tra i beneficiari e chi, invece, dovrà rispettare le scadenze ordinarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1775">In questo articolo analizzeremo chi deve pagare e con quali maggiorazioni, quali sono i soggetti esclusi dalla proroga, le scadenze ufficiali del calendario fiscale di luglio e agosto, e forniremo indicazioni pratiche per evitare errori o sanzioni. Un approfondimento utile per risparmiare legalmente sulle tasse e rispettare correttamente le scadenze previste dalla normativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1ybso75" data-start="253" data-end="334"><strong data-start="257" data-end="334">Soggetti coinvolti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="653">Il <strong data-start="339" data-end="367">Decreto Legge n. 84/2025</strong> ha introdotto una proroga delle scadenze fiscali per le Partite IVA, ma non in modo uniforme per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="653">Il provvedimento ha infatti stabilito che i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA, inizialmente previsti per il 30 giugno 2025, possono essere effettuati:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="655" data-end="852">
<li data-start="655" data-end="729">
<p data-start="657" data-end="729"><strong data-start="657" data-end="684">entro il 21 luglio 2025</strong>, senza applicazione di interessi o sanzioni;</p>
</li>
<li data-start="730" data-end="852">
<p data-start="732" data-end="852"><strong data-start="732" data-end="774">oppure dal 22 luglio al 20 agosto 2025</strong>, con applicazione di una <strong data-start="800" data-end="829">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1149">Questa misura interessa principalmente i soggetti che <strong data-start="908" data-end="972">applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA)</strong>, ovvero strumenti di compliance introdotti per valutare l’affidabilità del contribuente in base a determinati parametri economico-contabili.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1149">La proroga si applica a coloro che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1151" data-end="1575">
<li data-start="1151" data-end="1246">
<p data-start="1153" data-end="1246">dichiarano <strong data-start="1164" data-end="1219">ricavi o compensi entro il limite di 5.164.569 euro</strong>, previsto per ciascun ISA;</p>
</li>
<li data-start="1247" data-end="1327">
<p data-start="1249" data-end="1327">operano nel <strong data-start="1261" data-end="1283">regime forfettario</strong> o nel <strong data-start="1290" data-end="1326">regime dei minimi (di vantaggio)</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1328" data-end="1453">
<p data-start="1330" data-end="1453">sono esclusi dagli ISA per cause oggettive (es. inizio attività, cessazione, determinazione forfettaria del reddito, ecc.);</p>
</li>
<li data-start="1454" data-end="1575">
<p data-start="1456" data-end="1575"><strong data-start="1456" data-end="1542">partecipano a società di persone, associazioni professionali o imprese trasparenti</strong> che rientrano nei parametri ISA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1927">La proroga interessa anche chi ha aderito al <strong data-start="1622" data-end="1656">concordato preventivo biennale</strong>, incluso il <strong data-start="1669" data-end="1708">versamento dell’imposta sostitutiva</strong> sul maggior reddito concordato. In aggiunta, la norma copre anche i <strong data-start="1777" data-end="1796">contributi INPS</strong> dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni separate, per il <strong data-start="1888" data-end="1926">saldo 2024 e il primo acconto 2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1929" data-end="2044">Resta invece <strong data-start="1942" data-end="1953">escluso</strong> dalla proroga chi esercita <strong data-start="1981" data-end="2002">attività agricole</strong> ed è titolare <strong data-start="2017" data-end="2043">solo di redditi agrari</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="11zin2v" data-start="236" data-end="324"><strong data-start="240" data-end="324">Calendario fiscale </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="676">Il <strong data-start="329" data-end="353">Decreto Fiscale 2025</strong> ha ridisegnato in modo significativo il calendario dei versamenti estivi per le Partite IVA. Il termine iniziale per il versamento delle imposte – fissato al <strong data-start="512" data-end="530">30 giugno 2025</strong> – è stato spostato in avanti, tenendo conto delle richieste arrivate dalle categorie professionali e dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="678" data-end="722">Il nuovo calendario prevede due date chiave:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="724" data-end="1254">
<li data-start="724" data-end="901">
<p data-start="726" data-end="901"><strong data-start="726" data-end="751">Lunedì 21 luglio 2025</strong>: termine ultimo per effettuare i versamenti <strong data-start="796" data-end="826">senza alcuna maggiorazione</strong>. La scadenza è slittata dal 20 al 21 luglio poiché il 20 cade di domenica;</p>
</li>
<li data-start="905" data-end="1254">
<p data-start="907" data-end="1254"><strong data-start="907" data-end="933">Venerdì 22 agosto 2025</strong>: termine finale entro cui si potrà ancora pagare con una <strong data-start="991" data-end="1020">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse. Inizialmente previsto per il 20 agosto, anche questo termine è stato prorogato di due giorni poiché il 20 agosto cade di mercoledì, in una settimana “a cavallo” del Ferragosto, per semplificare gli adempimenti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1256" data-end="1291">I versamenti interessati includono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1293" data-end="1641">
<li data-start="1293" data-end="1351">
<p data-start="1295" data-end="1351">il <strong data-start="1298" data-end="1312">saldo 2024</strong> delle imposte sui redditi, IRAP e IVA;</p>
</li>
<li data-start="1352" data-end="1404">
<p data-start="1354" data-end="1404">il <strong data-start="1357" data-end="1379">primo acconto 2025</strong> per le medesime imposte;</p>
</li>
<li data-start="1405" data-end="1496">
<p data-start="1407" data-end="1496">eventuali imposte sostitutive (ad esempio per forfettari o chi ha aderito al concordato);</p>
</li>
<li data-start="1497" data-end="1641">
<p data-start="1499" data-end="1641"><strong data-start="1499" data-end="1532">contributi previdenziali INPS</strong> dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni speciali o alla Gestione separata.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1643" data-end="1901">È importante precisare che, <strong data-start="1671" data-end="1695">dal 22 luglio in poi</strong>, il contribuente che decide di posticipare il pagamento dovrà <strong data-start="1758" data-end="1780">aggiungere lo 0,4%</strong> alla cifra dovuta, a titolo di interesse legale, come previsto dalle norme ordinarie per il differimento dei versamenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33318 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-che-lavora-con-le-bollette-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Categorie escluse dalla proroga</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="360" data-end="774">Sebbene il <strong data-start="371" data-end="395">Decreto Fiscale 2025</strong> rappresenti una boccata d’ossigeno per molti titolari di Partita IVA, è fondamentale comprendere che <strong data-start="497" data-end="559">non tutti i contribuenti possono beneficiare della proroga</strong> dei versamenti. Il differimento al 21 luglio (senza maggiorazione) o al 22 agosto (con maggiorazione dello 0,4%) è <strong data-start="675" data-end="703">riservato esclusivamente</strong> a determinate categorie, come indicato all’articolo 13 del DL 84/2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="776" data-end="822">Sono <strong data-start="781" data-end="806">esclusi dalla proroga</strong> i soggetti che:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1358">
<li data-start="824" data-end="932">
<p data-start="826" data-end="932"><strong data-start="826" data-end="851">non applicano gli ISA</strong>, né rientrano in uno dei regimi agevolati compatibili (forfetario o dei minimi);</p>
</li>
<li data-start="933" data-end="1068">
<p data-start="935" data-end="1068"><strong data-start="935" data-end="977">superano i limiti di ricavi o compensi</strong> previsti per ciascun indice ISA (ricordiamo che il tetto massimo è di <strong data-start="1048" data-end="1066">5.164.569 euro</strong>);</p>
</li>
<li data-start="1069" data-end="1180">
<p data-start="1071" data-end="1180">non partecipano ad alcuna società, associazione o impresa “trasparente” che rientri nei parametri di proroga;</p>
</li>
<li data-start="1181" data-end="1358">
<p data-start="1183" data-end="1358"><strong data-start="1183" data-end="1228">svolgono esclusivamente attività agricole</strong> e sono titolari di <strong data-start="1248" data-end="1271">soli redditi agrari</strong>, per cui restano obbligati a rispettare il calendario originario (scadenza 30 giugno).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1740">Chi, per errore, <strong data-start="1377" data-end="1437">ritarda i versamenti pur non avendo diritto alla proroga</strong>, incorrerà in <strong data-start="1452" data-end="1476">sanzioni e interessi</strong> previsti dal sistema fiscale ordinario. In questo senso, è consigliabile che ogni contribuente o consulente verifichi con attenzione la <strong data-start="1613" data-end="1642">propria posizione fiscale</strong> e quella delle eventuali società di partecipazione, per evitare fraintendimenti o errori formali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1742" data-end="1992">Infine, resta da chiarire che <strong data-start="1772" data-end="1816">l’adesione alla proroga non è automatica</strong>: chi desidera usufruirne deve semplicemente <strong data-start="1861" data-end="1915">effettuare il versamento entro la nuova data utile</strong>, ma è sua responsabilità verificare di rientrare tra i soggetti legittimati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="16atupl" data-start="308" data-end="388"><strong data-start="312" data-end="388">Esempi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="753">Per i contribuenti che scelgono di <strong data-start="425" data-end="479">posticipare i versamenti fiscali al 22 agosto 2025</strong>, è previsto il pagamento di una <strong data-start="512" data-end="541">maggiorazione dello 0,40%</strong> a titolo di interesse. Si tratta di una prassi ormai consolidata nel sistema fiscale italiano, già applicata in passato in caso di proroghe o slittamenti. Ma come si calcola, nella pratica, questa maggiorazione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="755" data-end="787">Facciamo alcuni esempi concreti:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="789" data-end="1240">
<li data-start="789" data-end="1049">
<p data-start="791" data-end="941">Se un contribuente deve versare <strong data-start="823" data-end="837">2.000 euro</strong> di saldo IRPEF 2024, effettuando il pagamento dopo il 21 luglio ma entro il 22 agosto, dovrà calcolare:</p>
<p data-start="947" data-end="1049">&gt; 2.000 € x 0,004 = <strong data-start="968" data-end="978">8 euro</strong> di maggiorazione.<br data-start="996" data-end="999" />Il totale da versare sarà quindi <strong data-start="1034" data-end="1048">2.008 euro</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1051" data-end="1240">
<p data-start="1053" data-end="1162">Per chi ha un versamento INPS di <strong data-start="1086" data-end="1100">3.500 euro</strong> (ad esempio artigiani o commercianti), la maggiorazione sarà:</p>
<p data-start="1168" data-end="1240">&gt; 3.500 € x 0,004 = <strong data-start="1189" data-end="1200">14 euro</strong>.<br data-start="1201" data-end="1204" />Totale da versare: <strong data-start="1225" data-end="1239">3.514 euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1242" data-end="1491">La maggiorazione va <strong data-start="1262" data-end="1289">calcolata autonomamente</strong> e sommata all’importo originario al momento della compilazione del modello F24. Nella sezione &#8220;importi a debito versati&#8221;, il contribuente dovrà indicare la somma complessiva comprensiva dell’interesse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1726">Inoltre, si consiglia sempre di indicare nelle note contabili interne (o nel software gestionale) che si tratta di un versamento effettuato <strong data-start="1633" data-end="1676">con maggiorazione da proroga DL 84/2025</strong>, in modo da mantenere una corretta tracciabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1728" data-end="1919">È buona prassi affidarsi a un commercialista per verificare che i calcoli siano corretti e che il codice tributo utilizzato sia quello previsto dalla circolare dell’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="wisnqv" data-start="253" data-end="332"><strong data-start="257" data-end="332">Concordato Preventivo Biennale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="741">Una delle novità più rilevanti introdotte dal <strong data-start="380" data-end="417">Decreto Fiscale 2025 (DL 84/2025)</strong> riguarda l’estensione della proroga anche ai contribuenti che hanno <strong data-start="486" data-end="537">aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>. Si tratta di un regime agevolato che permette a professionisti e imprese di determinare in anticipo, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, il reddito imponibile su cui calcolare le imposte per due anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="743" data-end="995">La relazione illustrativa al decreto chiarisce che <strong data-start="794" data-end="862">la proroga riguarda anche il versamento dell’imposta sostitutiva</strong> calcolata sul “reddito concordato” per il 2024, oltre al primo acconto per il 2025. Di conseguenza, anche i soggetti in CPB possono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="997" data-end="1170">
<li data-start="997" data-end="1078">
<p data-start="999" data-end="1078">versare le somme dovute <strong data-start="1023" data-end="1050">entro il 21 luglio 2025</strong> senza alcuna maggiorazione;</p>
</li>
<li data-start="1079" data-end="1170">
<p data-start="1081" data-end="1170">oppure entro il <strong data-start="1097" data-end="1115">22 agosto 2025</strong>, applicando la consueta <strong data-start="1140" data-end="1169">maggiorazione dello 0,40%</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1172" data-end="1444">Questo vale sia per l’<strong data-start="1194" data-end="1203">IRPEF</strong>, sia per le eventuali <strong data-start="1226" data-end="1249">imposte sostitutive</strong> dovute da contribuenti in regime forfettario che abbiano aderito al concordato. Inoltre, sono inclusi anche i relativi <strong data-start="1369" data-end="1402">contributi previdenziali INPS</strong>, sempre calcolati sul reddito concordato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1446" data-end="1819">È importante sottolineare che, per i contribuenti in CPB, l’importo da versare potrebbe <strong data-start="1534" data-end="1600">non corrispondere a quello risultante dal modello Redditi 2025</strong>, ma a quello fissato dall’accordo con l’Agenzia. Pertanto, chi rientra in questo regime deve porre particolare attenzione nel compilare il modello F24 e indicare correttamente gli importi e i codici tributo aggiornati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1821" data-end="2027">L’ampliamento della proroga ai soggetti in concordato è stato accolto con favore dalla categoria dei commercialisti, in quanto rafforza la logica della <strong data-start="1973" data-end="2009">compliance fiscale collaborativa</strong> promossa dal MEF.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1821" data-end="2027"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33319 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/primo-piano-sugli-oggetti-dell-istruzione-e-dell-economia.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="x6mk7u" data-start="344" data-end="418"><strong data-start="348" data-end="418">Consigli pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="797">Con la proroga prevista dal <strong data-start="448" data-end="472">Decreto Fiscale 2025</strong>, aumenta il rischio di confusione tra contribuenti su <strong data-start="527" data-end="590">scadenze, importi da versare e codici tributo da utilizzare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="420" data-end="797">Un errore formale può trasformarsi in una <strong data-start="634" data-end="669">sanzione o in un avviso bonario</strong> da parte dell’Agenzia delle Entrate, con conseguente perdita di tempo e denaro. Ecco alcuni consigli pratici per non sbagliare:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="799" data-end="2131">
<li data-start="799" data-end="1159">
<p data-start="802" data-end="1159"><strong data-start="802" data-end="857">Verifica di rientrare nei beneficiari della proroga</strong><br data-start="857" data-end="860" />Non tutti possono usufruire del rinvio. Assicurati di applicare un indice ISA, essere in regime forfetario o di vantaggio, oppure di partecipare a una società che rispetta questi criteri. In caso contrario, devi rispettare la scadenza del 30 giugno (ormai trascorsa) e rimediare con ravvedimento.</p>
</li>
<li data-start="1161" data-end="1418">
<p data-start="1164" data-end="1418"><strong data-start="1164" data-end="1218">Calcola correttamente la maggiorazione dello 0,40%</strong><br data-start="1218" data-end="1221" />Se versi tra il 22 luglio e il 22 agosto, devi sommare lo 0,4% all’importo originale. Può sembrare poco, ma anche un errore di pochi centesimi può generare incongruenze nei sistemi dell’Agenzia.</p>
</li>
<li data-start="1420" data-end="1681">
<p data-start="1423" data-end="1681"><strong data-start="1423" data-end="1463">Compila correttamente il modello F24</strong><br data-start="1463" data-end="1466" />Usa i <strong data-start="1475" data-end="1504">codici tributo aggiornati</strong> previsti per saldo, acconto, imposte sostitutive e contributi. Inserisci gli importi comprensivi di maggiorazione (se prevista) e verifica bene le date e le sezioni del modulo.</p>
</li>
<li data-start="1683" data-end="1895">
<p data-start="1686" data-end="1895"><strong data-start="1686" data-end="1716">Conserva la documentazione</strong><br data-start="1716" data-end="1719" />Conserva ricevute di pagamento e autodichiarazioni che dimostrano il tuo diritto alla proroga, specialmente se hai aderito al concordato o hai cause di esclusione dagli ISA.</p>
</li>
<li data-start="1897" data-end="2131">
<p data-start="1900" data-end="2131"><strong data-start="1900" data-end="1934">Consulta il tuo commercialista</strong><br data-start="1934" data-end="1937" />Se hai dubbi, rivolgiti sempre a un consulente. Anche un piccolo errore può comportare conseguenze fiscali rilevanti, specialmente in presenza di acconti, ravvedimenti o compensazioni errate.</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="nuziaz" data-start="179" data-end="256"><strong data-start="183" data-end="256">Proroga e gestione della liquidità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="258" data-end="670">La possibilità di rinviare i versamenti fiscali al <strong data-start="309" data-end="342">21 luglio senza maggiorazione</strong> o al <strong data-start="348" data-end="386">22 agosto con lo 0,4% di interesse</strong> non è soltanto un adempimento da gestire, ma può diventare una vera e propria <strong data-start="465" data-end="485">leva finanziaria</strong> per chi lavora con Partita IVA. In particolare, questa flessibilità offre un vantaggio concreto in termini di <strong data-start="596" data-end="624">gestione della liquidità</strong> e <strong data-start="627" data-end="653">pianificazione fiscale</strong> nei mesi estivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="672" data-end="1071">L’estate, infatti, rappresenta per molti professionisti e piccole imprese un periodo di <strong data-start="760" data-end="793">flessione nei flussi di cassa</strong>, dovuto a ferie, minore attività, ritardi nei pagamenti o a una ridotta operatività del mercato. Avere più tempo per onorare i propri debiti fiscali significa poter <strong data-start="959" data-end="980">diluire le uscite</strong> e dare priorità a spese urgenti o strategiche (stipendi, fornitori, scorte, investimenti).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1073" data-end="1497">Con una <strong data-start="1081" data-end="1117">maggiorazione minima dello 0,40%</strong>, il contribuente ottiene oltre <strong data-start="1149" data-end="1182">30 giorni di tempo aggiuntivo</strong>, il che equivale a un piccolo &#8220;prestito fiscale&#8221; a <strong data-start="1234" data-end="1253">costo contenuto</strong> e senza dover accedere al credito bancario. Un&#8217;opzione che può rivelarsi particolarmente utile per i <strong data-start="1355" data-end="1376">regimi forfettari</strong>, le <strong data-start="1381" data-end="1392">startup</strong> o i professionisti che operano con <strong data-start="1428" data-end="1455">clienti a lungo termine</strong> e incassano compensi su base posticipata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1762">Naturalmente, per trasformare questa opportunità in un vantaggio reale, è essenziale <strong data-start="1584" data-end="1632">pianificare i flussi di cassa con precisione</strong>, prevedere le entrate, e prepararsi al versamento di agosto senza dover ricorrere a ulteriori proroghe o a forme di ravvedimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1f2bfpw" data-start="323" data-end="387"><strong data-start="327" data-end="387">Compliance fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="928">Nel contesto delineato dal <strong data-start="416" data-end="440">Decreto Fiscale 2025</strong>, diventa sempre più centrale il concetto di <strong data-start="485" data-end="507">compliance fiscale</strong>, ovvero il comportamento collaborativo e trasparente del contribuente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. La possibilità di accedere a <strong data-start="655" data-end="667">proroghe</strong>, <strong data-start="669" data-end="693">tassazione agevolata</strong> o <strong data-start="696" data-end="718">strumenti premiali</strong> – come nel caso degli <strong data-start="741" data-end="748">ISA</strong>, del <strong data-start="754" data-end="776">regime forfettario</strong> o del <strong data-start="783" data-end="817">concordato preventivo biennale</strong> – è legata a doppio filo alla capacità di rispettare termini, obblighi dichiarativi e criteri di affidabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1322">L’Agenzia delle Entrate, negli ultimi anni, ha adottato un approccio sempre più orientato alla <strong data-start="1025" data-end="1057">collaborazione e prevenzione</strong> piuttosto che alla sola repressione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="930" data-end="1322">In quest’ottica, chi mantiene un comportamento fiscale corretto – presentando le dichiarazioni in tempo, versando regolarmente le imposte, aderendo a strumenti di compliance – <strong data-start="1271" data-end="1312">può beneficiare di vantaggi rilevanti</strong>, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1324" data-end="1504">
<li data-start="1324" data-end="1360">
<p data-start="1326" data-end="1360">esonero o riduzione dei controlli;</p>
</li>
<li data-start="1361" data-end="1399">
<p data-start="1363" data-end="1399">accesso agevolato a regimi premiali;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1450">
<p data-start="1402" data-end="1450">maggiore flessibilità nei termini di versamento;</p>
</li>
<li data-start="1451" data-end="1504">
<p data-start="1453" data-end="1504">riduzione delle sanzioni in caso di errori formali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1506" data-end="1800">Non a caso, il <strong data-start="1521" data-end="1596">Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio</strong>, ha sottolineato come l&#8217;accoglimento da parte del MEF della richiesta di proroga rappresenti un passo concreto verso una <strong data-start="1718" data-end="1754">fiscalità più equa e sostenibile</strong>, che premia chi si comporta in modo virtuoso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1802" data-end="2049">Per le Partite IVA, questo significa che <strong data-start="1843" data-end="1891">investire nella propria affidabilità fiscale</strong> non è solo una questione di dovere, ma una strategia per <strong data-start="1949" data-end="2048">ridurre il carico fiscale, semplificare i rapporti con il Fisco e accedere a opportunità future</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="thlwvs" data-start="251" data-end="324"><strong data-start="255" data-end="324">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="734">Le novità introdotte dal <strong data-start="351" data-end="375">Decreto Fiscale 2025</strong> rappresentano un’occasione importante per le Partite IVA che vogliono <strong data-start="446" data-end="517">gestire in modo intelligente e strategico i propri obblighi fiscali</strong>. La proroga dei versamenti al 21 luglio o al 22 agosto (con una lieve maggiorazione dello 0,4%) consente di pianificare con più margine, ma richiede attenzione, competenza e chiarezza sulla propria posizione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="736" data-end="1147">I soggetti beneficiari devono verificare con cura di <strong data-start="789" data-end="825">rientrare nei requisiti previsti</strong> dal decreto: applicazione degli ISA, regimi agevolati, esclusioni documentate, o partecipazione a imprese trasparenti. Al tempo stesso, è fondamentale <strong data-start="977" data-end="1014">non commettere errori nei calcoli</strong> e nella compilazione dei modelli F24, soprattutto per chi ha aderito al concordato preventivo o versa contributi previdenziali INPS.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1149" data-end="1597">Come sempre, l’assistenza di un <strong data-start="1181" data-end="1207">commercialista esperto</strong> rappresenta il miglior investimento per evitare sanzioni, ottimizzare la liquidità e cogliere ogni opportunità fiscale prevista dalla normativa. In un contesto in cui il Fisco valorizza la compliance, essere affidabili e puntuali oggi vuol dire <strong data-start="1453" data-end="1482">avere più vantaggi domani</strong>, non solo in termini di riduzione delle sanzioni ma anche di accesso a strumenti agevolativi sempre più selettivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1738">Pianificare in modo consapevole le scadenze fiscali estive non è solo un dovere: è una forma di <strong data-start="1695" data-end="1737">risparmio fiscale legale e sostenibile</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/">Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-2025-chi-paga-con-maggiorazione-e-nuove-scadenze-fiscali-di-luglio-e-agosto/">Tasse Partite IVA 2025: chi paga con maggiorazione e nuove scadenze fiscali di luglio e agosto</a> was first posted on Agosto 6, 2025 at 5:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 09:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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		<category><![CDATA[Pianificazione Fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese di luglio è da sempre uno dei periodi più caldi per i titolari di Partita IVA in Italia, ma il 2025 si preannuncia particolarmente impegnativo: il 21 luglio rappresenta infatti una data cruciale per milioni di professionisti, lavoratori autonomi e imprese, chiamati a rispettare le importanti scadenze fiscali fissate dal nuovo Decreto Fiscale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="938">Il mese di luglio è da sempre uno dei periodi più caldi per i titolari di Partita IVA in Italia, ma il 2025 si preannuncia particolarmente impegnativo: il <strong data-start="558" data-end="571">21 luglio</strong> rappresenta infatti una data cruciale per milioni di professionisti, lavoratori autonomi e imprese, chiamati a rispettare le importanti scadenze fiscali fissate dal nuovo <strong data-start="743" data-end="762">Decreto Fiscale</strong>. Tra acconti, saldi delle imposte sui redditi e adempimenti IVA, il calendario fiscale segna un vero e proprio conto alla rovescia per chiunque gestisca un’attività economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="940" data-end="986">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono le scadenze fiscali del 21 luglio 2025, le novità introdotte dal <strong data-start="1067" data-end="1091">Decreto Fiscale 2025, </strong>le opportunità di risparmio fiscale disponibili, le sanzioni per chi non rispetta le tempistiche e alcuni consigli pratici per gestire al meglio questo momento cruciale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1634">Conoscere e pianificare correttamente questi adempimenti può fare la differenza non solo per evitare pesanti sanzioni, ma anche per ottimizzare il proprio carico fiscale e migliorare la gestione finanziaria della propria attività.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1634"><strong>Proroga definitiva</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="748">La scadenza fiscale più temuta dalle <strong data-start="275" data-end="290">Partite IVA</strong> italiane è stata ufficialmente <strong data-start="322" data-end="352">rinviata al 21 luglio 2025</strong>, grazie all’approvazione del <strong data-start="382" data-end="410">Decreto Legge n. 84/2025</strong>. Il provvedimento, come anticipato dal Vice Ministro dell’Economia <strong data-start="478" data-end="494">Maurizio Leo</strong>, nasce dall’esigenza di concedere più tempo ai contribuenti soggetti agli <strong data-start="569" data-end="619">Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA)</strong> e ai titolari di <strong data-start="637" data-end="685">regime forfettario o dei cosiddetti “minimi”</strong> per effettuare i versamenti delle imposte dirette, IRAP e IVA.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="805">In pratica, i contribuenti potranno versare le imposte:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="806" data-end="1018">
<li data-start="806" data-end="905">
<p data-start="808" data-end="905"><strong data-start="808" data-end="835">Entro il 21 luglio 2025</strong>, senza alcuna maggiorazione, visto che il 20 luglio cade di domenica;</p>
</li>
<li data-start="906" data-end="1018">
<p data-start="908" data-end="1018"><strong data-start="908" data-end="942">Oppure entro il 20 agosto 2025</strong>, con una <strong data-start="952" data-end="980">maggiorazione dello 0,4%</strong> a titolo di interesse per il ritardo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1020" data-end="1549">Questa proroga riguarda anche i versamenti dell’<strong data-start="1068" data-end="1091">imposta sostitutiva</strong> per chi ha aderito al <strong data-start="1114" data-end="1148">Concordato Preventivo Biennale</strong>, il nuovo strumento di accordo tra Fisco e contribuenti per una maggiore stabilità fiscale. Il calendario rivisto è stato accolto positivamente dai professionisti del settore: il <strong data-start="1328" data-end="1411">Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, Elbano de Nuccio</strong>, ha espresso soddisfazione per una misura che va incontro alle esigenze dei contribuenti e favorisce una maggiore <strong data-start="1526" data-end="1548">compliance fiscale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1551" data-end="1618">La proroga, però, non è per tutti. Si applica esclusivamente a chi:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1619" data-end="1857">
<li data-start="1619" data-end="1687">
<p data-start="1621" data-end="1687">Esercita attività economiche per cui sono stati approvati gli ISA;</p>
</li>
<li data-start="1688" data-end="1750">
<p data-start="1690" data-end="1750">Ha ricavi o compensi entro i limiti fissati dai decreti MEF;</p>
</li>
<li data-start="1751" data-end="1857">
<p data-start="1753" data-end="1857">Partecipa a società o associazioni che rispettano tali requisiti e dichiara i redditi “per trasparenza”.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2060">Comprendere se si rientra o meno in questi parametri è il primo passo per evitare errori e sanzioni, ma soprattutto per non perdere la possibilità di beneficiare di questa finestra temporale più ampia.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1859" data-end="2060"><strong>Scadenze fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="259" data-end="750">Il rinvio delle scadenze fiscali al <strong data-start="295" data-end="313">21 luglio 2025</strong> non è casuale, ma risponde a precise esigenze sia da parte dei contribuenti sia dell’Amministrazione Finanziaria. Negli ultimi anni, il sistema fiscale italiano è stato oggetto di numerosi interventi normativi, molti dei quali legati alla <strong data-start="553" data-end="594">digitalizzazione dei processi fiscali</strong> e all’introduzione di nuove misure di controllo, come gli <strong data-start="653" data-end="695">Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)</strong> e il recente <strong data-start="709" data-end="749">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="995">Proprio questa complessità normativa, unita alle difficoltà operative dei professionisti e delle piccole imprese, ha portato il Governo ad accogliere le richieste delle categorie produttive e degli ordini professionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="995">Il differimento mira a:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="996" data-end="1365">
<li data-start="996" data-end="1081">
<p data-start="998" data-end="1081">Concedere <strong data-start="1008" data-end="1034">tempi tecnici più ampi</strong> per calcolare correttamente le imposte dovute;</p>
</li>
<li data-start="1082" data-end="1265">
<p data-start="1084" data-end="1265">Permettere ai contribuenti di <strong data-start="1114" data-end="1186">valutare con maggiore attenzione l’adesione al Concordato Preventivo</strong>, che richiede analisi approfondite sulla sostenibilità dei redditi dichiarati;</p>
</li>
<li data-start="1266" data-end="1365">
<p data-start="1268" data-end="1365">Ridurre il rischio di errori e sanzioni grazie a una <strong data-start="1321" data-end="1364">gestione più ordinata degli adempimenti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1367" data-end="1715">In questo contesto, la proroga si inserisce nella più ampia strategia di <strong data-start="1440" data-end="1483">collaborazione tra Fisco e contribuenti</strong>, un modello basato su <strong data-start="1506" data-end="1539">compliance, fiducia e dialogo</strong>. Non si tratta, quindi, di un semplice rinvio temporale, ma di un’opportunità per imprese e professionisti di pianificare con maggiore efficienza la propria posizione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1717" data-end="2059">Il rinvio consente anche di evitare un eccessivo carico di adempimenti nel mese di giugno, periodo già critico per molte realtà economiche italiane. Posticipare al 21 luglio permette un respiro di sollievo, seppur temporaneo, e una gestione finanziaria più oculata per far fronte ai versamenti senza stress e senza compromettere la liquidità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33105 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/vat-concept-word-vat-put-coins-calculator-table.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong> Soggetti interessati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="556">Non tutti i titolari di <strong data-start="261" data-end="276">Partita IVA</strong> potranno usufruire della proroga fiscale al 21 luglio 2025. Il <strong data-start="340" data-end="368">Decreto Legge n. 84/2025</strong> stabilisce infatti con precisione i soggetti coinvolti, delimitando il perimetro di applicazione della misura per evitare interpretazioni ambigue.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="556">Ecco, quindi, chi rientra nel beneficio:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="558" data-end="1547">
<li data-start="558" data-end="940">
<p data-start="561" data-end="940"><strong data-start="561" data-end="639">Contribuenti soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale):</strong> si tratta di imprese e professionisti che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA. Gli ISA sono indicatori statistici utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per valutare l&#8217;affidabilità fiscale del contribuente, attraverso un punteggio che tiene conto di vari parametri economici.</p>
</li>
<li data-start="942" data-end="1245">
<p data-start="945" data-end="1245"><strong data-start="945" data-end="997">Contribuenti in regime forfettario o dei minimi:</strong> i titolari di Partita IVA che operano nel regime agevolato forfettario o che hanno optato per il vecchio regime dei minimi, anch&#8217;essi rientrano nel differimento, se svolgono attività riconducibili agli ISA e rispettano i limiti di ricavi previsti.</p>
</li>
<li data-start="1247" data-end="1547">
<p data-start="1250" data-end="1547"><strong data-start="1250" data-end="1308">Soci di società, associazioni e imprese “trasparenti”:</strong> la proroga si applica anche a chi partecipa a società di persone, associazioni professionali e imprese che presentano i requisiti per l’applicazione degli ISA, a prescindere dal fatto che il socio sia direttamente titolare di Partita IVA.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1549" data-end="1788">In tutti i casi, il <strong data-start="1569" data-end="1591">requisito centrale</strong> per beneficiare dello slittamento dei termini è rappresentato dal rispetto dei <strong data-start="1671" data-end="1702">limiti di ricavi o compensi</strong> fissati per ciascun indice ISA dal <strong data-start="1738" data-end="1787">Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1790" data-end="1827">Non rientrano, invece, nella proroga:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="1988">
<li data-start="1828" data-end="1876">
<p data-start="1830" data-end="1876">I contribuenti con attività escluse dagli ISA;</p>
</li>
<li data-start="1877" data-end="1910">
<p data-start="1879" data-end="1910">Le grandi imprese sopra soglia;</p>
</li>
<li data-start="1911" data-end="1988">
<p data-start="1913" data-end="1988">Chi non dichiara redditi “per trasparenza” o non opera tramite Partita IVA.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1990" data-end="2228">Per questo motivo è fondamentale che ogni contribuente verifichi attentamente con il proprio <strong data-start="2083" data-end="2112">commercialista di fiducia</strong> se può legittimamente beneficiare della scadenza posticipata, evitando così il rischio di omissioni o irregolarità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1990" data-end="2228"><strong>Modalità operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="235" data-end="578">Il nuovo calendario fiscale stabilito dal <strong data-start="277" data-end="301">Decreto Fiscale 2025</strong> prevede due finestre temporali distinte per i contribuenti che devono effettuare i versamenti delle imposte sui redditi, dell&#8217;IRAP e dell’IVA. Comprendere con esattezza le scadenze e le modalità di pagamento è essenziale per non incorrere in sanzioni o interessi non previsti.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="580" data-end="634">Prima scadenza: versamento entro il 21 luglio 2025</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="635" data-end="963">I titolari di Partita IVA, sia in regime ordinario sia forfettario o dei minimi, potranno saldare i propri obblighi fiscali entro <strong data-start="765" data-end="790">lunedì 21 luglio 2025</strong>, senza alcuna maggiorazione. Questo termine sostituisce la scadenza ordinaria del 30 giugno, offrendo un margine temporale di tre settimane in più. I versamenti riguardano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1175">
<li data-start="964" data-end="1013">
<p data-start="966" data-end="1013">Saldo 2024 e primo acconto 2025 dell’<strong data-start="1003" data-end="1012">IRPEF</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1014" data-end="1076">
<p data-start="1016" data-end="1076">Eventuali imposte sostitutive (regime forfettario o minimi);</p>
</li>
<li data-start="1077" data-end="1110">
<p data-start="1079" data-end="1110"><strong data-start="1079" data-end="1087">IRAP</strong> e <strong data-start="1090" data-end="1097">IVA</strong>, ove dovute;</p>
</li>
<li data-start="1111" data-end="1175">
<p data-start="1113" data-end="1175">Imposta sostitutiva del Concordato Preventivo, se applicabile.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1177" data-end="1248">Seconda scadenza: dal 22 luglio al 20 agosto 2025 con maggiorazione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1249" data-end="1601">Chi non riesce a rispettare la prima scadenza potrà comunque procedere con i versamenti entro il <strong data-start="1346" data-end="1364">20 agosto 2025</strong>, ma in questo caso dovrà applicare una <strong data-start="1404" data-end="1432">maggiorazione dello 0,4%</strong> a titolo di interesse. Questa maggiorazione si calcola sull’importo da versare e non comporta ulteriori penalizzazioni se il pagamento avviene entro i termini indicati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1603" data-end="1886">In entrambi i casi, i contribuenti potranno scegliere se pagare in <strong data-start="1670" data-end="1689">unica soluzione</strong> oppure rateizzare gli importi dovuti. In caso di rateizzazione, le rate successive seguiranno le consuete scadenze mensili, applicando il tasso di interesse fisso previsto dalla normativa vigente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2191">Questa flessibilità nei tempi di pagamento rappresenta un vantaggio importante per le Partite IVA, consentendo una migliore programmazione finanziaria e la possibilità di evitare tensioni di liquidità nei mesi estivi, tradizionalmente più difficili per molte piccole imprese e liberi professionisti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33106 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/magnifying-glass-charts-graphs-paper-financial-development-banking-account-statistics-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1888" data-end="2191"><strong>Concordato Preventivo Biennale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="752">Un aspetto centrale del <strong data-start="280" data-end="304">Decreto Fiscale 2025</strong> è l’integrazione tra la proroga dei versamenti e l’applicazione del <strong data-start="373" data-end="413">Concordato Preventivo Biennale (CPB)</strong>, uno degli strumenti più innovativi della recente riforma tributaria italiana. Il CPB, pensato per i titolari di <strong data-start="527" data-end="560">Partita IVA soggetti agli ISA</strong>, consente di “bloccare” in anticipo, per due anni consecutivi, il livello di reddito imponibile su cui calcolare le imposte, stabilendo così con il Fisco una sorta di “patto fiscale” stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="754" data-end="903">La scadenza del 21 luglio diventa quindi cruciale per i contribuenti che hanno <strong data-start="833" data-end="861">optato per il Concordato</strong>, poiché proprio entro questa data devono:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="904" data-end="1132">
<li data-start="904" data-end="998">
<p data-start="906" data-end="998">Versare il saldo 2024 e il primo acconto 2025 determinato sulla base del reddito concordato;</p>
</li>
<li data-start="999" data-end="1132">
<p data-start="1001" data-end="1132">Pagare l’eventuale <strong data-start="1020" data-end="1043">imposta sostitutiva</strong> derivante dal maggiore reddito concordato rispetto al reddito effettivamente dichiarato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1134" data-end="1518">Per chi aderisce al CPB, il beneficio principale è la <strong data-start="1188" data-end="1208">certezza fiscale</strong>: si evita così il rischio di contestazioni o accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate per i due anni di validità dell’accordo. In cambio, però, il contribuente si impegna a versare le imposte calcolate su un reddito stabilito preventivamente, anche qualora i guadagni effettivi risultassero inferiori.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1520" data-end="1774">Il Decreto conferma che il differimento al 21 luglio riguarda anche i soggetti che hanno aderito al Concordato, riconoscendo l’importanza di dare loro tempo per valutare la convenienza dell’adesione e per effettuare i calcoli corretti dei tributi dovuti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2003">Questa misura si inserisce nella nuova strategia del Fisco italiano, volta a ridurre il contenzioso e a favorire comportamenti virtuosi da parte dei contribuenti attraverso strumenti di <strong data-start="1962" data-end="2002">cooperazione e prevedibilità fiscale</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1776" data-end="2003"><strong> Consigli pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="365" data-end="780">La proroga delle scadenze fiscali al <strong data-start="402" data-end="420">21 luglio 2025</strong> offre alle <strong data-start="432" data-end="447">Partite IVA</strong> non solo più tempo per adempiere agli obblighi tributari, ma anche la possibilità di riflettere su come <strong data-start="552" data-end="597">ottimizzare la propria situazione fiscale</strong> in modo completamente legale. In un sistema complesso come quello italiano, infatti, conoscere e sfruttare i <strong data-start="707" data-end="727">benefici fiscali</strong> può fare una grande differenza sul risultato finale.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="782" data-end="868">Tra le strategie più efficaci per ridurre il carico fiscale in maniera lecita ci sono:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="870" data-end="1951">
<li data-start="870" data-end="1141">
<p data-start="873" data-end="1141"><strong data-start="873" data-end="920">Valutare il regime fiscale più vantaggioso:</strong> molti contribuenti restano nel <strong data-start="952" data-end="972">regime ordinario</strong> per abitudine, senza considerare che il <strong data-start="1013" data-end="1035">regime forfettario</strong> o altri regimi agevolati possono offrire vantaggi concreti, come aliquote più basse e minori adempimenti.</p>
</li>
<li data-start="1143" data-end="1458">
<p data-start="1146" data-end="1458"><strong data-start="1146" data-end="1181">Deduzioni e detrazioni fiscali:</strong> chiunque eserciti un’attività con Partita IVA ha diritto a dedurre una serie di costi inerenti all’attività stessa: spese professionali, utenze, affitto, formazione e aggiornamento professionale, spese per software e tecnologie. Ogni euro dedotto riduce il reddito imponibile.</p>
</li>
<li data-start="1460" data-end="1736">
<p data-start="1463" data-end="1736"><strong data-start="1463" data-end="1501">Pianificazione degli investimenti:</strong> investire in strumenti tecnologici, beni strumentali o servizi per la crescita dell’attività può non solo migliorare la produttività, ma anche generare <strong data-start="1654" data-end="1678">agevolazioni fiscali</strong> previsti da specifiche normative.</p>
</li>
<li data-start="1738" data-end="1951">
<p data-start="1741" data-end="1951"><strong data-start="1741" data-end="1789">Utilizzo del Concordato Preventivo Biennale:</strong> come visto, aderire al CPB può offrire <strong data-start="1829" data-end="1861">certezza e stabilità fiscale</strong> evitando sorprese future e consentendo una migliore programmazione dei flussi finanziari.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1953" data-end="2274">In ogni caso, il supporto di un commercialista esperto resta essenziale per scegliere la strada più adatta alle proprie esigenze, rispettare le normative e massimizzare i benefici fiscali. Il risparmio sulle tasse non deve mai passare per pratiche illecite, ma può essere perseguito con intelligenza e consapevolezza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="56" data-end="143"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="145" data-end="696">La proroga al <strong data-start="159" data-end="177">21 luglio 2025</strong> delle scadenze fiscali per le <strong data-start="208" data-end="223">Partite IVA</strong> rappresenta senza dubbio una boccata d’ossigeno per milioni di lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese italiane. Tuttavia, non deve essere interpretata come un’opportunità per rimandare senza pianificazione: si tratta piuttosto di un’occasione per <strong data-start="486" data-end="537">organizzare al meglio i propri obblighi fiscali</strong>, verificare la convenienza di strumenti come il <strong data-start="586" data-end="620">Concordato Preventivo Biennale</strong> e ottimizzare la propria posizione tributaria in modo legale e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1264">Chi rientra tra i beneficiari di questa proroga dovrà comunque affrontare un mese di luglio denso di impegni, dove una corretta consulenza fiscale può fare la differenza tra il rispetto delle regole e il rischio di sanzioni. Il calendario fiscale di quest’anno conferma una tendenza ormai consolidata: il rapporto tra Fisco e contribuenti sta cambiando, spingendo sempre più verso una logica di <strong data-start="1093" data-end="1121">compliance collaborativa</strong>, in cui le scadenze non sono più solo un adempimento formale, ma diventano parte di una strategia di gestione finanziaria e fiscale più ampia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1266" data-end="1609">In questo scenario, affidarsi a <strong data-start="1298" data-end="1324">professionisti esperti</strong> permette di cogliere le opportunità offerte dalle normative, ridurre il carico fiscale e proteggersi da errori costosi. Il consiglio, quindi, è quello di non sottovalutare l’importanza di questo rinvio e di utilizzare questo tempo aggiuntivo per fare scelte consapevoli e vantaggiose.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-scadenza-rinviata-al-21-luglio-2025-con-il-Decreto-Fiscale/">Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tasse-Partite-IVA-scadenza-rinviata-al-21-luglio-2025-con-il-Decreto-Fiscale/">Tasse Partite IVA: scadenza rinviata al 21 luglio 2025 con il Decreto Fiscale</a> was first posted on Luglio 13, 2025 at 11:10 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Franchigia 15.000 euro e Partita IVA forfettaria per lavoratori sportivi: guida completa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 04:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="356" data-end="1004">Il mondo dello sport, non solo quello professionistico ma anche quello dilettantistico, sta attraversando una fase di profonda trasformazione normativa e fiscale. Una delle novità più rilevanti, entrata in vigore con il D.Lgs. 36/2021 e modificata successivamente dal D.Lgs. 120/2023, riguarda il regime fiscale applicabile ai lavoratori sportivi autonomi e ai professionisti sportivi con Partita IVA in regime forfettario. In particolare, desta grande interesse la cosiddetta “franchigia dei 15.000 euro”, un’esenzione fiscale che, se correttamente applicata, può garantire un significativo risparmio di imposta per chi opera nel settore sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1513">Ma di cosa si tratta esattamente? Quali sono i vantaggi concreti per gli sportivi titolari di Partita IVA? E soprattutto, come possono i professionisti sportivi sfruttare questa opportunità senza incorrere in errori fiscali o interpretazioni sbagliate della normativa? In questo articolo approfondiremo nel dettaglio tutti gli aspetti chiave, con un linguaggio semplice ma preciso, per aiutare i professionisti sportivi e i loro consulenti a fare le scelte più vantaggiose in termini fiscali e contributivi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1513"><strong>L’interpretazione della normativa tributaria</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="336" data-end="888">Per comprendere appieno la portata della franchigia dei 15.000 euro per i professionisti sportivi titolari di Partita IVA forfettaria, è necessario fare una premessa cruciale: la normativa fiscale sul lavoro sportivo, introdotta dal D.Lgs. 36/2021 e successivamente modificata, è ancora oggi priva di chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate. A distanza di due anni dall’entrata in vigore di questa riforma, infatti, non è stata pubblicata alcuna circolare esplicativa e, con ogni probabilità, difficilmente arriverà nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="890" data-end="1427">Questa assenza di indicazioni ufficiali crea una situazione di incertezza normativa che obbliga professionisti, consulenti fiscali e datori di lavoro sportivi a muoversi su un terreno poco definito. Come comportarsi dunque? L’unica strada percorribile è quella di adottare un’interpretazione letterale della norma, ovvero attribuire alle parole utilizzate dal legislatore il loro significato naturale, e un’interpretazione sistematica, tenendo conto del contesto normativo complessivo e degli obiettivi della riforma del lavoro sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1429" data-end="1872">A questo si aggiunge un secondo passaggio essenziale: cercare di anticipare quale potrebbe essere, in futuro, la posizione dell’Agenzia delle Entrate quando si troverà a esaminare i comportamenti adottati dai contribuenti. Non basta quindi essere convinti di avere interpretato correttamente la norma: bisogna anche considerare che l’Agenzia tende, per sua natura, a privilegiare le interpretazioni che garantiscono un maggior gettito fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1874" data-end="2308">Ogni decisione comporta quindi dei rischi: scegliere di adeguarsi a un&#8217;interpretazione prudente può evitare contenziosi, ma potrebbe anche significare rinunciare a benefici fiscali pienamente legittimi. Al contrario, optare per un&#8217;applicazione più favorevole al contribuente richiede consapevolezza: se l’Agenzia dovesse dissentire, ci si potrebbe trovare a dover affrontare lunghi e costosi contenziosi, anche quando si è nel giusto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1874" data-end="2308"><strong>Tassazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="729">La questione centrale per i lavoratori sportivi con Partita IVA, in particolare per chi aderisce al regime forfettario, riguarda l’applicazione concreta della franchigia fiscale dei 15.000 euro. L’articolo 36, comma 6, del D.Lgs. 36/2021 è molto chiaro: i compensi percepiti nell’ambito del dilettantismo fino a 15.000 euro annui non costituiscono base imponibile ai fini fiscali. In altre parole, questi compensi non devono essere tassati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="731" data-end="1399">Per i lavoratori autonomi — inclusi i titolari di Partita IVA e i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) — la norma sembra lasciare poco spazio ai dubbi: i primi 15.000 euro di compensi sportivi sono esenti da imposta, indipendentemente dal fatto che il lavoratore aderisca al regime ordinario o al regime forfettario. Tuttavia, alcuni interrogativi sono emersi a causa di un’interpretazione prudenziale basata su istruzioni e modulistica relative alla dichiarazione dei redditi. Va ricordato che queste istruzioni, pur importanti nella prassi, non hanno alcun valore normativo e sono posizionate all’ultimo gradino nella gerarchia delle fonti giuridiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1401" data-end="1842">Il punto critico nasce dal fatto che per i contribuenti in regime ordinario esiste una sezione specifica nei modelli dichiarativi (rigo RE21) che consente di indicare e sottrarre i compensi sportivi fino al limite dei 15.000 euro. Per i forfettari (che rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori sportivi), invece, non esiste ad oggi nessuna casella equivalente nel Quadro LM, né le istruzioni forniscono chiarimenti al riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1844" data-end="2410">Da qui derivano due approcci possibili: quello più prudente suggerisce di includere i 15.000 euro nel reddito imponibile, accettando un maggiore carico fiscale (mediamente circa 585 euro di IRPEF in più), per evitare possibili contestazioni future. L’approccio più aderente alla lettera e alla ratio della legge, invece, ritiene legittimo applicare l’esenzione anche ai forfettari, nonostante l’assenza di istruzioni operative specifiche. Si tratta in sostanza di scegliere tra una tutela preventiva e un’applicazione più fedele ma potenzialmente esposta a verifica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2412" data-end="2846">Infine, alcuni sostengono che i lavoratori sportivi debbano “scegliere” tra l’esenzione dei 15.000 euro e il regime forfettario, come se si trattasse di agevolazioni alternative e incompatibili. Questa tesi non ha alcun fondamento giuridico: l’esenzione riguarda il reddito lordo, mentre il regime forfettario disciplina la modalità di calcolo del reddito imponibile, due aspetti distinti e cumulabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2412" data-end="2846"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33016 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/accessori-per-fare-affari-ufficio-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2412" data-end="2846"><strong>Lavoratori sportivi dipendenti</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="257" data-end="793">Un altro aspetto che sta generando dubbi tra addetti ai lavori, consulenti e lavoratori sportivi riguarda la possibile applicazione della franchigia dei 15.000 euro ai rapporti di lavoro dipendente. Il D.Lgs. 36/2021, come visto, stabilisce che “i compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo non costituiscono base imponibile ai fini fiscali fino all’importo di 15.000 euro”. La norma, però, utilizza il termine “compensi”, e non “emolumenti” o “retribuzioni”, termini che caratterizzano classicamente il lavoro subordinato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="795" data-end="1494">Sulla base di questa distinzione terminologica, la maggior parte degli esperti ritiene che la franchigia non sia applicabile ai lavoratori dipendenti. Tuttavia, questa interpretazione, sebbene prudente e maggioritaria, non può essere considerata del tutto certa. In primo luogo perché il legislatore fiscale italiano spesso utilizza i termini in modo impreciso e non sempre coerente; affidare il significato giuridico di una norma a una singola parola rischia di non cogliere la reale volontà del legislatore. In secondo luogo, questa esclusione penalizza proprio i lavoratori dipendenti, ossia coloro che il nuovo ordinamento del lavoro sportivo mira a tutelare maggiormente rispetto agli autonomi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1496" data-end="1973">Infatti, se un lavoratore sportivo passa da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a un rapporto di lavoro subordinato, potrebbe vedersi negata la franchigia dei 15.000 euro e subire una tassazione nettamente più elevata, non solo per l’aliquota IRPEF ma anche per la perdita di detrazioni fiscali. Questo contrasta con la logica di premiare il lavoro stabile e sicuro, creando una disparità di trattamento poco coerente con la ratio complessiva della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1975" data-end="2549">Nella pratica, la quasi totalità dei consulenti del lavoro tende comunque a non applicare la franchigia ai lavoratori dipendenti per evitare contestazioni future, in assenza di indicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. E difficilmente sarà l’Agenzia stessa a prendere una posizione favorevole al contribuente in questa materia. Chi volesse però aprire un ragionamento giuridico più approfondito, potrebbe certamente sostenere l’applicazione dell’esenzione anche ai dipendenti, proprio in virtù dell’ambiguità lessicale e dei principi generali del sistema tributario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1975" data-end="2549"><strong>Regime forfettario e franchigia dei 15.000 euro</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="284" data-end="776">Un ulteriore tema di grande rilevanza per i lavoratori sportivi autonomi riguarda la presunta incompatibilità tra il regime fiscale forfettario e la franchigia dei 15.000 euro prevista per il lavoro sportivo dilettantistico. Alcuni sostengono che queste due agevolazioni non possano essere cumulate: in altre parole, il lavoratore sportivo titolare di Partita IVA sarebbe costretto a scegliere tra l’applicazione della franchigia o l’accesso al regime forfettario con i suoi benefici fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="778" data-end="1394">Questa tesi, però, non trova alcun fondamento normativo. Il regime forfettario non è, infatti, una vera e propria “agevolazione” nel senso classico del termine, ma rappresenta una modalità semplificata di determinazione del reddito imponibile, con una tassazione sostitutiva ridotta. La franchigia dei 15.000 euro, invece, è un’esenzione fiscale vera e propria, volta a sostenere economicamente il mondo dello sport dilettantistico. Si tratta di due strumenti differenti, che operano su piani distinti: il primo regola la modalità di calcolo del reddito, il secondo stabilisce quando quel reddito diventa imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1396" data-end="1954">Dal punto di vista logico e sistematico non esistono motivazioni per escludere la cumulabilità: anzi, negare questa possibilità significherebbe penalizzare in modo irragionevole i lavoratori sportivi in regime forfettario (che rappresentano oltre il 99% del settore), riservando il beneficio solo ai pochissimi che operano in regime ordinario. Va anche sottolineato che la prassi di modulistica fiscale e istruzioni ministeriali, per quanto carente e ambigua, non può in alcun modo prevalere sulla chiarezza della legge, che non distingue tra regimi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1956" data-end="2299">In assenza di una circolare ufficiale, la scelta resta quindi al contribuente e al suo consulente: adottare un’interpretazione prudente e tassare comunque i primi 15.000 euro (rinunciando a un vantaggio fiscale legittimo) oppure applicare l’esenzione e, se necessario, essere pronti a difendere questa posizione in caso di eventuali controlli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32975 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/06/concetto-di-scrittura-di-contabilita-approvato-affare.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Rischi fiscali e strategie operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="246" data-end="669">Alla luce di quanto esposto, i professionisti sportivi titolari di Partita IVA si trovano oggi di fronte a una scelta non semplice: da un lato, applicare la franchigia dei 15.000 euro così come prevista dalla legge, beneficiando di un importante vantaggio fiscale; dall’altro, scegliere un approccio più conservativo, rinunciando all’esenzione per evitare possibili contestazioni future da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="1179">Il rischio concreto è che, in assenza di chiarimenti ufficiali, l’Amministrazione finanziaria possa adottare una propria interpretazione restrittiva, disconoscendo la cumulabilità della franchigia con il regime forfettario o escludendo del tutto la possibilità di non tassare i primi 15.000 euro. In tale scenario, il contribuente potrebbe trovarsi costretto a giustificare le proprie scelte davanti agli organi di controllo, con il rischio di dover affrontare accertamenti, sanzioni e contenziosi tributari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1181" data-end="1693">Tuttavia, è importante ricordare che il diritto tributario si basa su principi di legalità e di gerarchia delle fonti. Finché la norma primaria — il D.Lgs. 36/2021 — stabilisce in modo chiaro l’esenzione fino a 15.000 euro senza distinguere tra contribuenti in regime ordinario o forfettario, il contribuente ha solide basi per sostenere la legittimità della propria scelta. La mancanza di modulistica adeguata o di istruzioni dettagliate non può di per sé annullare un diritto previsto da una legge dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1695" data-end="2264">Per questo motivo, la decisione finale deve essere ponderata caso per caso. In alcuni contesti, un approccio prudente potrebbe essere giustificato, specialmente per chi preferisce la certezza fiscale a un risparmio potenziale. In altri, potrebbe essere più opportuno sfruttare appieno la normativa vigente, soprattutto per chi ha un reddito contenuto e vuole massimizzare il proprio margine di guadagno legale. In ogni caso, il supporto di un commercialista esperto in materia di fiscalità sportiva diventa cruciale per valutare rischi e opportunità con consapevolezza.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1695" data-end="2264"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="373" data-end="859">Comprendere i vantaggi fiscali legati all’applicazione della franchigia dei 15.000 euro è essenziale per i lavoratori sportivi che intendono ottimizzare il proprio carico fiscale in modo pienamente legale. In termini pratici, questa agevolazione consente di escludere dal reddito imponibile ai fini IRPEF i primi 15.000 euro di compensi percepiti nell’ambito di attività sportive dilettantistiche. Si tratta, di fatto, di un risparmio che può arrivare a diverse centinaia di euro annui.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="861" data-end="1358">Per fare un esempio concreto: un lavoratore sportivo in regime forfettario, che percepisce compensi fino a 15.000 euro, potrebbe non versare affatto IRPEF su tale importo, beneficiando dell’esenzione totale prevista dalla norma. Considerando che nel regime forfettario l’aliquota sostitutiva è pari al 15% (o al 5% per le nuove attività), il risparmio fiscale teorico si aggira tra i 750 e i 2.250 euro annui, a seconda della situazione soggettiva e dell’eventuale superamento della soglia esente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1845">Inoltre, è importante sottolineare che la franchigia dei 15.000 euro non ha alcun impatto diretto sul versamento dei contributi previdenziali (che nel regime forfettario continuano ad essere calcolati sull’imponibile forfettario), ma incide esclusivamente sulla determinazione dell’imposta sul reddito. Questo consente, soprattutto ai giovani sportivi o a coloro che praticano attività sportive con compensi modesti, di avere un beneficio immediato in termini di liquidità disponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1847" data-end="2325">Va evidenziato che l’applicazione corretta di questa agevolazione richiede comunque attenzione nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nella conservazione della documentazione fiscale, per poter dimostrare l’effettiva natura “sportiva” dei compensi percepiti in caso di controlli. Il consiglio, anche in questo caso, è di affidarsi a un professionista esperto in fiscalità sportiva per evitare errori o interpretazioni errate che potrebbero vanificare il beneficio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1847" data-end="2325"><strong>Conclusioni </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="340" data-end="826">La riforma del lavoro sportivo introdotta con il <strong data-start="389" data-end="407">D.Lgs. 36/2021</strong>, integrata e corretta dal <strong data-start="434" data-end="453">D.Lgs. 120/2023</strong>, ha segnato una svolta profonda nel modo in cui le attività sportive dilettantistiche vengono gestite anche sotto il profilo fiscale. La previsione di una <strong data-start="609" data-end="648">franchigia fino a 15.000 euro annui</strong> rappresenta un importante strumento di sostegno per i tanti professionisti che operano nel mondo dello sport, permettendo di alleggerire il carico fiscale in modo significativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="828" data-end="1416">Tuttavia, l’assenza di chiarimenti ufficiali da parte dell’<strong data-start="887" data-end="912">Agenzia delle Entrate</strong>, unita a una modulistica fiscale non ancora adeguata, genera incertezze operative che richiedono attenzione e prudenza da parte di contribuenti e consulenti. La questione centrale ruota attorno alla <strong data-start="1112" data-end="1175">cumulabilità tra franchigia ed eventuale regime forfettario</strong>, alla corretta gestione dei rapporti di lavoro autonomo e alla distinzione con i rapporti di lavoro dipendente, per i quali la non applicabilità della franchigia resta ad oggi una prassi prudenziale ma non espressamente sancita dalla norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1418" data-end="1880">Il principio generale resta comunque quello della necessità di <strong data-start="1481" data-end="1521">documentare correttamente i compensi</strong> e di adottare un approccio coerente e conforme ai principi del diritto tributario. I professionisti sportivi che vogliono beneficiare della franchigia devono verificare attentamente le proprie posizioni fiscali e scegliere il regime più vantaggioso senza trascurare i possibili rischi di interpretazioni restrittive da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1882" data-end="2223">In questo scenario, il ruolo dei <strong data-start="1915" data-end="1959">consulenti esperti in fiscalità sportiva</strong> diventa determinante per supportare lavoratori e società nella corretta applicazione della normativa, nella redazione dei contratti e nella gestione delle dichiarazioni fiscali, contribuendo a garantire la massima <strong data-start="2174" data-end="2197">convenienza fiscale</strong> nel rispetto della legge.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2225" data-end="2509">Il futuro potrà forse chiarire alcuni degli aspetti ancora controversi, ma fin d’ora è possibile applicare in modo consapevole ed equilibrato le opportunità offerte dalla normativa, sfruttando la franchigia dei 15.000 euro come strumento di <strong data-start="2466" data-end="2508">risparmio fiscale legale e trasparente</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Franchigia-15-000-euro-e-Partita-IVA-forfettaria-per-lavoratori-sportivi-guida-completa/">Franchigia 15.000 euro e Partita IVA forfettaria per lavoratori sportivi: guida completa</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Franchigia-15-000-euro-e-Partita-IVA-forfettaria-per-lavoratori-sportivi-guida-completa/">Franchigia 15.000 euro e Partita IVA forfettaria per lavoratori sportivi: guida completa</a> was first posted on Luglio 7, 2025 at 6:15 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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