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	<title>detraibilità dell'IVA sostenute per Alberghi e Ristoranti | Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>detraibilità dell'IVA sostenute per Alberghi e Ristoranti | Commercialista.it</title>
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		<title>IVA per Alberghi e Ristoranti: Come Ottimizzare la Gestione Fiscale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-per-Alberghi-e-Ristoranti-Come-Ottimizzare-la-Gestione-Fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 12:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) rappresenta un elemento fondamentale nella gestione fiscale di alberghi e ristoranti. Questo tributo, che incide direttamente sui prezzi finali offerti ai clienti, varia in base al tipo di servizio erogato, alla modalità di fatturazione e alle normative vigenti. Comprendere come funziona l’IVA nel settore è essenziale non solo per rispettare [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/IVA-per-Alberghi-e-Ristoranti-Come-Ottimizzare-la-Gestione-Fiscale/">IVA per Alberghi e Ristoranti: Come Ottimizzare la Gestione Fiscale</a> was first posted on Dicembre 5, 2024 at 1:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) rappresenta un elemento fondamentale nella gestione fiscale di alberghi e ristoranti. Questo tributo, che incide direttamente sui prezzi finali offerti ai clienti, varia in base al tipo di servizio erogato, alla modalità di fatturazione e alle normative vigenti. Comprendere come funziona l’IVA nel settore è essenziale non solo per rispettare la legge, ma anche per ottimizzare i costi, migliorare la redditività e pianificare strategie fiscali a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo analizzeremo in dettaglio le aliquote IVA applicabili per alberghi e ristoranti, esaminando la differenza tra IVA ordinaria e agevolata, con un focus su come gestire correttamente la contabilità e sfruttare strategie pratiche per ridurre il carico fiscale nel pieno rispetto della legge.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Le Aliquote IVA Applicabili per Alberghi e Ristoranti</h2>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione dell’IVA nel settore alberghiero e della ristorazione segue regole precise, con aliquote che variano in base alla natura del servizio offerto. In Italia, le principali aliquote sono tre: il <strong>22% (aliquota ordinaria)</strong>, il <strong>10% (aliquota ridotta)</strong> e il <strong>4% (aliquota agevolata)</strong>, ognuna riservata a specifiche categorie di beni o servizi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Aliquota del 22%</strong>: Viene applicata per beni e servizi che non rientrano in categorie agevolate, come alcune tipologie di bevande alcoliche consumate separatamente dal pasto o altri beni non strettamente legati al servizio di ristorazione.</li>
<li><strong>Aliquota del 10%</strong>: È la più comune nel settore e si applica, ad esempio, alla somministrazione di cibi e bevande nei ristoranti e ai pernottamenti in strutture alberghiere.</li>
<li><strong>Aliquota del 4%</strong>: Riservata a specifiche situazioni, come la vendita di alimenti di prima necessità o particolari casi di ristorazione collettiva.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste aliquote rappresentano la base normativa per determinare il prezzo finale al cliente e devono essere applicate correttamente per evitare sanzioni fiscali. È fondamentale verificare periodicamente eventuali aggiornamenti legislativi, poiché cambiamenti nelle normative possono influenzare i margini di profitto e la competitività dell’attività.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Differenza tra IVA Ordinaria e IVA Agevolata</h2>
<p style="text-align: justify;">Nel settore alberghiero e della ristorazione, comprendere la distinzione tra IVA ordinaria e IVA agevolata è essenziale per applicare correttamente le normative fiscali. L’aliquota <strong>ordinaria del 22%</strong> si utilizza per la maggior parte dei beni e servizi non legati direttamente all’alimentazione o al soggiorno, come le bevande alcoliche non consumate durante il pasto, i servizi di intrattenimento extra o la vendita di gadget.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro lato, l’IVA <strong>agevolata al 10%</strong> si applica alla <strong>somministrazione di alimenti e bevande</strong> consumati nei locali del ristorante, ai pasti serviti negli alberghi e ai pernottamenti, poiché rientrano nella categoria dei servizi essenziali per il turismo e la ristorazione. L&#8217;aliquota <strong>ridotta al 4%</strong>, invece, è molto più rara nel settore, ma può essere applicata alla vendita di alimenti di prima necessità, come pane e latte, o in particolari forme di ristorazione collettiva per scopi sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa distinzione ha implicazioni pratiche non solo nella gestione della contabilità, ma anche nella definizione del prezzo al cliente e nella competitività del business. Ad esempio, un ristorante che offre il servizio di take-away deve prestare attenzione: mentre la somministrazione nei locali prevede il 10%, la vendita da asporto potrebbe richiedere l’applicazione del 22% per alcune categorie di prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Conoscere in modo approfondito queste differenze permette agli operatori di evitare errori fiscali e di cogliere opportunità di risparmio legale legate alle agevolazioni previste per il settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come Gestire Correttamente la Contabilità IVA</h2>
<p style="text-align: justify;">Una gestione accurata della contabilità IVA per alberghi e ristoranti si basa sull’identificazione precisa dei servizi erogati e delle relative aliquote. È fondamentale distinguere, ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’IVA del <strong>10%</strong> applicabile alla colazione inclusa nel pernottamento di un hotel.</li>
<li>L’IVA del <strong>22%</strong> per l’affitto di sale conferenze o per eventi aziendali senza catering incluso.</li>
<li>L’IVA del <strong>10%</strong> per pasti serviti durante banchetti o cerimonie organizzati in ristoranti o strutture ricettive.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per evitare errori, è essenziale adottare un sistema gestionale che permetta di categorizzare ogni entrata in base all’aliquota corretta e che produca report dettagliati. Un errore comune riguarda i servizi misti, come pacchetti che includono sia elementi soggetti al 10% (cibo e bevande) sia altri al 22% (noleggio di attrezzature per eventi). In questi casi, è necessario separare le voci in fattura per garantire la corretta applicazione dell’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla registrazione delle entrate, è altrettanto importante gestire con attenzione l’IVA sugli acquisti. Ad esempio, un ristorante può detrarre l’IVA su utensili da cucina, servizi di pulizia e formazione professionale per il personale. Gli hotel, invece, possono dedurre l’IVA su mobili, biancheria e servizi di manutenzione della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Un controllo periodico della documentazione fiscale aiuta a prevenire errori e semplifica la preparazione delle dichiarazioni IVA periodiche, assicurando così il rispetto delle normative e una gestione efficiente delle risorse finanziarie.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-31438 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/check-remnants-food-table-restaurant.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Consigli Pratici per Ridurre il Carico Fiscale</h2>
<p style="text-align: justify;">Ottimizzare il carico fiscale per alberghi e ristoranti è possibile seguendo alcune strategie legali e ben pianificate, che sfruttano le opportunità offerte dalla normativa vigente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Gestione strategica delle detrazioni IVA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">È essenziale identificare tutte le spese che possono generare un credito IVA. Per esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Gli acquisti di materie prime, come cibi freschi e bevande utilizzati per i menù, sono completamente detraibili.</li>
<li>Le spese per servizi digitali, come software per la gestione delle prenotazioni o piattaforme di delivery, possono contribuire a ridurre l’imposta da versare.</li>
<li>Interventi di riqualificazione energetica o manutenzione ordinaria dell’immobile possono beneficiare non solo della detrazione IVA ma anche di bonus fiscali specifici.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Utilizzo di regimi fiscali agevolati</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Per piccole strutture o attività con volumi ridotti, il regime forfettario o regimi speciali per il turismo possono offrire vantaggi, come aliquote ridotte o semplificazioni contabili. È importante valutare periodicamente, con l’aiuto di un commercialista, se la struttura fiscale scelta è ancora conveniente rispetto all’andamento dell’attività.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Offerte combinate con aliquote miste</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Creare pacchetti che includano pernottamento, pasti e servizi extra può essere un modo per ottimizzare il carico fiscale, sfruttando l’IVA agevolata per la maggior parte delle componenti (come il 10% su pasti e soggiorni). Tuttavia, è cruciale separare in fattura i servizi con aliquote diverse, per evitare errori.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Monitoraggio degli incentivi fiscali e agevolazioni</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Spesso vengono introdotti incentivi mirati per il settore, come agevolazioni per la digitalizzazione o per la promozione del turismo sostenibile. Tenersi aggiornati su queste opportunità permette di ottenere benefici sia in termini di liquidità che di competitività.</p>
<p style="text-align: justify;">Adottare queste strategie richiede una consulenza continua e una pianificazione accurata, ma consente di migliorare i margini e mantenere la conformità fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Contabilità Trasparente e Aggiornata</h2>
<p style="text-align: justify;">Una contabilità trasparente e aggiornata è il pilastro di una gestione fiscale efficace per alberghi e ristoranti. In un settore complesso, dove servizi e prodotti rientrano in diverse aliquote IVA, una gestione poco accurata può portare a errori costosi e a sanzioni fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per iniziare, è fondamentale adottare un sistema gestionale in grado di automatizzare la registrazione delle operazioni. Strumenti moderni consentono di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Registrare entrate e uscite con distinzione automatica delle aliquote IVA.</li>
<li>Generare report dettagliati per monitorare la liquidità aziendale e la posizione IVA.</li>
<li>Preparare facilmente le dichiarazioni periodiche, riducendo il rischio di omissioni o errori.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto cruciale è la conservazione dei documenti fiscali, che devono essere mantenuti per almeno dieci anni, come previsto dalla normativa. Per esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Le fatture di acquisto di beni e servizi devono essere archiviate in formato digitale o cartaceo per eventuali verifiche fiscali.</li>
<li>Gli scontrini emessi devono essere registrati in maniera giornaliera, assicurando la coerenza tra incassi dichiarati e reale operatività dell’attività.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine, l’aggiornamento sulle novità legislative è indispensabile. Normative fiscali, agevolazioni temporanee o cambiamenti nelle aliquote possono influenzare direttamente la gestione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Esempi Pratici di Applicazione dell’IVA</h2>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcune situazioni tipiche per chiarire l’applicazione delle diverse aliquote IVA nel settore alberghiero e della ristorazione:</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Caso 1: Ristorazione con Servizio Completo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un cliente pranza in un ristorante e ordina:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Un antipasto e un piatto principale (10%).</li>
<li>Una bottiglia di vino consumata durante il pasto (10%).</li>
<li>Una bottiglia di vino acquistata da portare via (22%).<br />
In questo caso, il ristoratore deve distinguere le due aliquote in scontrino o fattura: 10% per la somministrazione e 22% per il prodotto venduto separatamente.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Caso 2: Hotel con Pernottamento e Servizi Extra</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un cliente soggiorna in un hotel e usufruisce dei seguenti servizi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Pernottamento con colazione inclusa (10%).</li>
<li>Accesso alla spa, prenotata come extra (22%).</li>
<li>Una cena al ristorante dell’hotel (10%).<br />
Qui, il pernottamento e i pasti rientrano nell’aliquota ridotta del 10%, mentre l’accesso alla spa, essendo un servizio aggiuntivo non legato direttamente al soggiorno, è soggetto al 22%.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Caso 3: Eventi Aziendali in Hotel con Catering</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda organizza una convention in un albergo che include:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Affitto della sala conferenze (22%).</li>
<li>Coffee break e pranzo per i partecipanti (10%).<br />
In questo caso, è necessario emettere una fattura separata o indicare chiaramente le due voci con le rispettive aliquote, poiché affitto e ristorazione sono tassati in modo diverso.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Caso 4: Ristorazione Collettiva per Comunità</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Una mensa scolastica fornisce pasti ai bambini, applicando l’aliquota del 4% in quanto servizio di utilità sociale. Se invece un catering fornisce pasti per un evento privato, come un matrimonio, l’aliquota sarà del 10%.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Caso 5: Pacchetti All-Inclusive per Vacanze</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un villaggio turistico offre un pacchetto che comprende:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Pernottamento, pasti e bevande (10%).</li>
<li>Noleggio biciclette (22%).<br />
In questo caso, il pacchetto deve essere scomposto per attribuire le corrette aliquote ai vari servizi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi esempi dimostrano l’importanza di identificare correttamente ogni servizio offerto, garantendo la conformità fiscale e riducendo il rischio di contestazioni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-31439 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2024/12/close-up-businesswoman-coffee-shop.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Le Sanzioni per un’Errata Applicazione dell’IVA</h2>
<p style="text-align: justify;">L’errata gestione dell’IVA può comportare sanzioni significative per alberghi e ristoranti, che variano in base alla gravità dell’irregolarità. Comprendere i rischi è fondamentale per prevenire problematiche fiscali e proteggere l’attività.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Errori nelle Aliquote IVA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Se un ristorante o un hotel applica un’aliquota IVA errata, ad esempio il 10% invece del 22% per una voce specifica, l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere il pagamento della differenza, oltre a sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino al 30% dell’imposta non versata.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Omissione o Ritardo nei Pagamenti IVA</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un mancato pagamento dell’IVA entro le scadenze previste comporta sanzioni proporzionali al ritardo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>0,1% al giorno</strong> per ritardi fino a 14 giorni.</li>
<li><strong>15% fisso</strong> per ritardi tra i 15 e i 90 giorni.</li>
<li><strong>30%</strong> oltre i 90 giorni, con possibili interessi di mora.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Fatture Non Conformi o Mancanti</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La mancata emissione di una fattura o l’emissione di documenti con errori formali può portare a multe tra i 250 e i 2.000 euro, oltre alla perdita della deducibilità dei costi per il cliente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Frodi Fiscali o Doppia Contabilità</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Pratiche fraudolente, come la doppia contabilità o la mancata registrazione di incassi, comportano sanzioni gravissime, inclusi il sequestro dei beni aziendali e responsabilità penali per i titolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prevenire queste problematiche, è essenziale adottare un sistema contabile trasparente e verificare regolarmente l’applicazione delle normative con il supporto di un professionista. Un approccio proattivo non solo protegge da sanzioni, ma garantisce un rapporto più sereno con gli enti fiscali.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Vantaggi Fiscali per Alberghi e Ristoranti</h2>
<p style="text-align: justify;">Alberghi e ristoranti possono accedere a numerosi vantaggi fiscali pensati per sostenere uno dei settori chiave dell’economia italiana. Conoscere e sfruttare queste opportunità consente di ridurre il carico fiscale, migliorare la liquidità aziendale e incentivare la crescita dell’attività.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Credito d’Imposta per la Riqualificazione degli Immobili</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Gli alberghi possono usufruire di incentivi per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica, come il <strong>Bonus Alberghi 80%</strong>, che consente di ottenere un credito d’imposta per interventi strutturali, ammodernamenti o acquisti di arredi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Incentivi per la Digitalizzazione</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La transizione digitale è incentivata attraverso il <strong>Credito d’Imposta per beni strumentali</strong>, applicabile all’acquisto di software gestionali, piattaforme di booking online o attrezzature tecnologiche come POS avanzati. Questi investimenti, oltre a migliorare l’efficienza operativa, permettono di ridurre il carico fiscale complessivo.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Riduzioni per l’Imposta di Soggiorno</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">In alcune regioni, gli hotel possono beneficiare di agevolazioni sull’imposta di soggiorno, con riduzioni proporzionali al numero di ospiti in bassa stagione. Questo vantaggio si applica prevalentemente alle località turistiche per incentivare l’afflusso nei periodi meno frequentati.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>IVA Agevolata per la Ristorazione Sociale</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Ristoranti e mense che offrono servizi collettivi per scuole, ospedali o comunità possono applicare l’IVA ridotta al 4%, abbattendo significativamente il costo fiscale e migliorando la competitività nei contratti pubblici.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Agevolazioni per l’Assunzione del Personale</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono disponibili sgravi contributivi per l’assunzione di giovani sotto i 36 anni o per il reinserimento lavorativo di personale over 50. Inoltre, contratti stagionali o apprendistati possono beneficiare di una contribuzione previdenziale ridotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per massimizzare questi benefici, è cruciale monitorare le normative in evoluzione e pianificare gli investimenti con una consulenza professionale, garantendo così il pieno utilizzo delle agevolazioni disponibili.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Considerazioni Finali</h2>
<p style="text-align: justify;">La corretta gestione dell’IVA nel settore alberghiero e della ristorazione rappresenta non solo un obbligo legale, ma anche un’opportunità strategica per migliorare l’efficienza fiscale e la redditività dell’attività. Conoscere le aliquote applicabili, sfruttare i vantaggi fiscali disponibili e mantenere una contabilità trasparente sono passi fondamentali per garantire la conformità normativa e proteggere il proprio business da rischi e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, l’utilizzo di incentivi come crediti d’imposta, agevolazioni per assunzioni o digitalizzazione e l’applicazione dell’IVA agevolata per specifici servizi possono rappresentare strumenti chiave per incrementare la competitività sul mercato. Una gestione oculata delle risorse fiscali non solo ottimizza i costi, ma consente di investire in miglioramenti strutturali e operativi, aumentando il valore percepito dai clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, affidarsi a professionisti esperti in materia fiscale garantisce un supporto continuo e personalizzato, aiutando gli operatori del settore a navigare tra normative complesse e a cogliere ogni opportunità per far crescere l’attività in modo sostenibile e duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un approccio consapevole e ben pianificato, alberghi e ristoranti possono trasformare l’IVA da un peso gestionale a un elemento strategico per il successo.</p>
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			</item>
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		<title>Costi deducibili in bilancio 2024</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costi-deducibili-in-bilancio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 13:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COSTI DEDUCIBILI ED IVA DETRAIBILE]]></category>
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		<category><![CDATA[Detrazioni ed Incentivi Fiscali]]></category>
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		<category><![CDATA[Spese Veterinarie]]></category>
		<category><![CDATA[TELEFONICHE PERCENTUALE DEDUCIBILITA’ DEI COSTI E DI DETRAIBILITA’ DELL’IVA]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia entrate Elenco spese detraibili 2024 pdf]]></category>
		<category><![CDATA[Costi deducibili esempio]]></category>
		<category><![CDATA[Limite massimo spese mediche detraibili 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Spese deducibili 730]]></category>
		<category><![CDATA[Spese detraibili 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Spese mediche detraibili 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Spese passaporto sono detraibili 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Spese sanitarie detraibili limite massimo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel contesto fiscale del 2024, i costi deducibili rivestono un ruolo cruciale per aziende e professionisti, consentendo di ottimizzare il carico fiscale e mantenere una gestione efficiente delle risorse finanziarie.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costi-deducibili-in-bilancio-2024/">Costi deducibili in bilancio 2024</a> was first posted on Settembre 12, 2024 at 3:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
<div class="min-h-[20px] text-message flex w-full flex-col items-end gap-2 whitespace-normal break-words [.text-message+&amp;]:mt-5" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="e9285a9a-4279-41d5-a63e-ec51ad335812">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[3px]">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert dark">
<p style="text-align: justify;">Nel contesto fiscale del 2024, i costi deducibili rivestono un ruolo cruciale per aziende e professionisti, consentendo di ottimizzare il carico fiscale e mantenere una gestione efficiente delle risorse finanziarie. Le novità fiscali introdotte per il 2024 hanno apportato aggiornamenti alle regole e alle modalità di deduzione dei costi, rendendo necessario un attento monitoraggio delle spese aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Cosa sono i costi deducibili?</h2>
<p style="text-align: justify;">I costi deducibili sono tutte quelle spese che possono essere sottratte dal reddito imponibile, riducendo così la base imponibile su cui calcolare le imposte. Tuttavia, non tutti i costi sono automaticamente deducibili: la normativa fiscale italiana prevede criteri specifici per determinare quali spese possano essere considerate tali.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’Agenzia delle Entrate, i costi deducibili devono rispettare i principi di <strong>certezza, inerenza, competenza temporale e congruità</strong>. Ciò significa che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Certezza</strong>: il costo deve essere documentato e comprovato;</li>
<li><strong>Inerenza</strong>: la spesa deve essere direttamente collegata all’attività economica svolta;</li>
<li><strong>Competenza temporale</strong>: il costo deve essere contabilizzato nel periodo di imposta corretto;</li>
<li><strong>Congruità</strong>: l’importo del costo deve essere ragionevole rispetto all’attività aziendale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Tipologie di costi deducibili nel 2024</h2>
<p style="text-align: justify;">Le principali categorie di costi deducibili includono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Costi del personale</strong>:
<ul>
<li><strong>Stipendi e salari</strong>: le retribuzioni corrisposte ai dipendenti sono integralmente deducibili.</li>
<li><strong>Contributi previdenziali e assistenziali</strong>: i contributi obbligatori pagati dall&#8217;azienda sono deducibili.</li>
<li><strong>TFR (Trattamento di Fine Rapporto)</strong>: le accantonamenti per il TFR sono deducibili.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Spese per beni strumentali</strong>:
<ul>
<li><strong>Ammortamenti</strong>: l’ammortamento dei beni strumentali è deducibile secondo i coefficienti fissati dal Ministero delle Finanze. Le novità per il 2024 prevedono ulteriori incentivi per l’acquisto di beni tecnologicamente avanzati, legati agli investimenti in innovazione.</li>
<li><strong>Leasing</strong>: i canoni di leasing finanziario sono deducibili nel limite della durata del contratto, in relazione al bene strumentale acquistato.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Spese di rappresentanza</strong>:
<ul>
<li>Le spese per eventi, pranzi o regali aziendali, purché correlate all’attività, sono deducibili fino a una certa percentuale del fatturato. Per il 2024, il limite massimo per la deducibilità di queste spese è pari all’1,5% dei ricavi aziendali.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Spese di viaggio e trasporto</strong>:
<ul>
<li>I costi di viaggio per trasferte di lavoro, inclusi i rimborsi chilometrici per l’uso di veicoli personali, sono deducibili. È importante che siano documentati con precisione e correlati all’attività aziendale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Spese di consulenza e prestazioni professionali</strong>:
<ul>
<li>Le spese per consulenze legali, commerciali, amministrative o tecniche sono deducibili, a condizione che siano chiaramente connesse all’attività economica.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Spese per la formazione del personale</strong>:
<ul>
<li>Investire nella formazione continua del personale è una spesa deducibile. Le nuove normative fiscali del 2024 incentivano ulteriormente la formazione su temi legati alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Costi parzialmente deducibili</h2>
<p style="text-align: justify;">Alcuni costi possono essere dedotti solo in parte. Tra questi rientrano:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Autovetture aziendali</strong>: le spese per autovetture destinate all’uso aziendale sono deducibili al 20%, salvo per i veicoli destinati a uso specifico, per i quali la deducibilità è del 100%.</li>
<li><strong>Spese telefoniche</strong>: la deducibilità delle spese telefoniche è limitata all’80%.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Novità fiscali del 2024</h2>
<p style="text-align: justify;">Le principali novità introdotte per il 2024 riguardano:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Incentivi per investimenti green</strong>: le aziende che effettuano investimenti in progetti ecologici o di sostenibilità potranno beneficiare di ulteriori deduzioni fiscali.</li>
<li><strong>Sgravi per la digitalizzazione</strong>: le imprese che investono nella digitalizzazione e nella trasformazione tecnologica possono dedurre una percentuale maggiorata dei costi.</li>
<li><strong>Incentivi per le PMI</strong>: le piccole e medie imprese, in particolare quelle che operano nel settore manifatturiero, beneficeranno di nuove agevolazioni per le spese di ricerca e sviluppo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Come ottimizzare la deduzione dei costi</h2>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere il massimo beneficio dalla deduzione dei costi, è essenziale mantenere una documentazione accurata e conforme alle normative. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Conservare tutte le fatture, ricevute e documentazione che attestino la certezza e la congruità dei costi.</li>
<li>Utilizzare software gestionali che facilitino la gestione della contabilità e il monitoraggio delle spese deducibili.</li>
<li>Rivolgersi a consulenti fiscali aggiornati sulle ultime normative per garantire una corretta applicazione delle deduzioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Conclusioni</h2>
<p style="text-align: justify;">I costi deducibili rappresentano una leva fondamentale per la gestione fiscale aziendale nel 2024. Con le nuove agevolazioni e incentivi per investimenti tecnologici e sostenibili, le imprese possono non solo ridurre il carico fiscale, ma anche investire strategicamente per il futuro. Rimanere aggiornati sulle normative e gestire in modo rigoroso la contabilità sono passaggi chiave per ottenere vantaggi fiscali significativi.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Costi-deducibili-in-bilancio-2024/">Costi deducibili in bilancio 2024</a> was first posted on Settembre 12, 2024 at 3:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cene, pranzi e soggiorni di lavoro gratis presso hotel/ristoranti: guida alla detrazione fino al 100% per le aziende</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/bonus-fiscali-fino-al-100-per-le-aziende-su-spese-per-meeting-cene-e-pernottamenti-di-lavoro-in-hotelristoranti-cosa-fare-per-ottenerli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 09:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi, Hotel, Affittacamere e B&B]]></category>
		<category><![CDATA[detraibilità dell'IVA sostenute per Alberghi e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[IVA Assistenza Tributaria e Consulenza Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[art 109 comma 5 tuir]]></category>
		<category><![CDATA[cena aziendale deducibilità 2017]]></category>
		<category><![CDATA[circolare 53/3/2008 agenzia entrate]]></category>
		<category><![CDATA[deducibilità trasferte lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[detraibilità iva ristoranti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[detraibilità iva spese rappresentanza]]></category>
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		<category><![CDATA[iva ristorante detraibile]]></category>
		<category><![CDATA[parere civile]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questa guida pratica spieghiamo come farlo senza sbagliare, illustrando anche una tabella aggiornata al 2017 per quelle spese del settore assimilabili alle spese di rappresentanza.<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/bonus-fiscali-fino-al-100-per-le-aziende-su-spese-per-meeting-cene-e-pernottamenti-di-lavoro-in-hotelristoranti-cosa-fare-per-ottenerli/">Cene, pranzi e soggiorni di lavoro gratis presso hotel/ristoranti: guida alla detrazione fino al 100% per le aziende</a> was first posted on Aprile 21, 2017 at 11:35 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutte le imprese sanno che per sviluppare e potenziare il proprio Business coltivando rapporti professionali e concludendo affari al di là dei limiti geografici e in una location gradevole, hanno a disposizione una grossissima opportunità per ottenere un fruttuoso risparmio d’imposta sulle spese per alberghi/ristoranti: infatti rispettando le istruzioni e i requisiti richiesti potranno addirittura azzerare il carico fiscale sui costi sostenuti per pernottamento/soggiorno/meeting/pranzi e cene di lavoro/convegni e aggiornamento professionale. Con questa guida pratica spieghiamo come farlo senza sbagliare, illustrando anche una tabella aggiornata al 2017 per quelle spese del settore assimilabili alle spese di rappresentanza.</p>
<p>Non tutte le imprese sanno che per sviluppare e potenziare il proprio Business coltivando rapporti professionali e concludendo affari al di là dei limiti geografici ed in una location gradevole, hanno a disposizione una grossissima opportunità per ottenere un fruttuoso risparmio d’imposta sulle spese per alberghi/ristoranti: infatti rispettando le istruzioni e i requisiti richiesti potranno azzerare il carico fiscale sui costi sostenuti per pernottamento/soggiorno/meeting/pranzi e cene di lavoro/convegni e aggiornamento professionale.</p>
<p>Di qui la prassi recentemente consolidatasi nelle aziende e studi professionali di concedere generosamente  gli <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Fisco-e-Tributi/Employee-benefits/tag/costo-deducibile">&#8220;Employee Benefits&#8221;: soggiorni in albergo regalati ai dipendenti! </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Spese per alberghi e ristoranti somministrazioni bevande, alimenti e trasferte</h2>
<p>A) Imprese in regime ordinario e società</p>
<p>Detraibilità spese per alberghi e ristoranti</p>
<p>La detraibilità IVA, come per i professionisti copre il 100% delle suddette spese sempre a condizione che sia rispettato il requisito di inerenza siano documentate con fattura.</p>
<p>Deducibilità spese per alberghi e ristoranti</p>
<p>Ai fini della deducibilità l’articolo 109 del comma 5 TUIR fissa la percentuale di detrazione al 7% senza previsione (a differenza di quanto previsto per i professionisti) di un tetto massimo entro il quale applicarla.</p>
<p>B) Imprese in regime forfettario</p>
<p>A differenza di quanto previsto in relazione alle (preesistenti) partite IVA in regime dei minimi che godono della  deducibilità dal reddito del 50% del costo sostenuto per alberghi e ristoranti, purché documentato e inerente, se si aderisce al regime agevolato  forfettario non si può usufruire di  alcuna  tipologia di deduzione di tali spese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Spese alberghi e ristoranti assimilabili alle spese di rappresentanza</h2>
<p>Le spese di rappresentanza sono quelle spese sostenute dall’impresa per consolidare l’immagine positiva e prestigiosa dell’attività, tramite soggetti collegati all’impresa, alla professione o all’arte di beni e servizi a titolo gratuito per finalità promozionali e la deducibilità delle stesse è subordinata ad un  ritorno economico, anche solo potenziale, della spesa effettuata.</p>
<p>Le spese sostenute dalle aziende per alberghi e ristoranti, se assimilabili a tali spese possono essere dedotte nel rispetto del plafond di deducibilità previsto per le spese di rappresentanza e determinato in base al reddito ex articolo 108 comma 2 TUIR per le imprese ma le spese che eccedono la capienza del plafond non godono del beneficio fiscale.</p>
<p>Istruzioni 2017 per la deducibilità di spese per alberghi e ristoranti assimilabili alle spese di rappresentanza per le imprese</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Limite ricavi di pertinenza</td>
<td>Aliquote di deducibilità</td>
<td>Plafond</td>
</tr>
<tr>
<td>Fino a 10 milioni</td>
<td>1,5 %</td>
<td>150. 000 euro</td>
</tr>
<tr>
<td>oltre 10 milioni e fino a 50 milioni</td>
<td>0,6 %</td>
<td>150. 000 euro+240. 000 euro</td>
</tr>
<tr>
<td>Oltre 50 milioni</td>
<td>0,1%</td>
<td>390. 000 euro +0. 4% per l’eccedenza</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Se desiderate:</p>
<p>attivare i bonus fiscali per spese “di affari” presso alberghi/ristoranti;<br />
richiedere un parere tributario in materia IVA;<br />
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			</item>
		<item>
		<title>Spese dei professionisti per alberghi/ristoranti: come fare per detrarre fino al 100% i costi per meeting, cene e pernottamenti di lavoro? Le istruzioni operative</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/spese-dei-professionisti-per-alberghiristoranti-come-fare-per-detrarre-fino-al-100-i-costi-per-meeting-cene-e-pernottamenti-di-lavoro-le-istruzioni-operative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Giorgia Ardia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Alberghi, Hotel, Affittacamere e B&B]]></category>
		<category><![CDATA[detraibilità dell'IVA sostenute per Alberghi e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Dettaglio-Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[FATTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[IVA Assistenza Tributaria e Consulenza Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[art 54 comma 5 tuir]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida fiscale 2017 alla detraibilità IVA e deducibilità spese alberghi/ristoranti per professionisti e imprese<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/spese-dei-professionisti-per-alberghiristoranti-come-fare-per-detrarre-fino-al-100-i-costi-per-meeting-cene-e-pernottamenti-di-lavoro-le-istruzioni-operative/">Spese dei professionisti per alberghi/ristoranti: come fare per detrarre fino al 100% i costi per meeting, cene e pernottamenti di lavoro? Le istruzioni operative</a> was first posted on Aprile 21, 2017 at 11:17 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I professionisti al pari delle imprese possono conseguire un notevole risparmio d’imposta sui costi sostenuti per pernottamento/soggiorno, meeting, pranzi/cene di lavoro, convegni e aggiornamento professionale presso alberghi e ristoranti, arrivando persino ad azzerarne il carico tributario. Con questa guida operativa illustriamo come ottenere il bonus fiscale per le varie tipologie di spese del settore, specificando nel dettaglio le istruzioni pratiche da seguire per non commettere errori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I professionisti, al pari delle imprese, possono conseguire un notevole risparmio d’imposta sui costi sostenuti per pernottamento/soggiorno, meeting, pranzi/cene di lavoro, convegni e aggiornamento professionale presso alberghi e ristoranti, arrivando persino ad azzerarne il carico tributario. Di qui la prassi recentemente consolidatasi nelle aziende e studi professionali di concedere generosamente gli <a href="http://www. Networkfiscale. Com/Fisco-e-Tributi/Employee-benefits/tag/costo-deducibile">&#8220;Employee Benefits&#8221;: soggiorni in albergo regalati ai dipendenti! </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tipologie di spesa</h2>
<p>Occorre in primis catalogare le spese in questione in tre diverse categorie, per poter individuarne nello specifico la deducibilità e detraibilità nei vari casi e per ciascuna tipologia di contribuente:</p>
<p>1) spese per alberghi e ristoranti per somministrazioni di bevande e alimenti e trasferte;</p>
<p>2) spese per alberghi e ristoranti sostenute per la partecipazione a convegni o corsi di aggiornamento professionale;</p>
<p>3) spese per alberghi e ristoranti assimilabili alle spese di rappresentanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Detraibilità delle spese per alberghi e ristoranti</h2>
<p>La detraibilità Iva delle spese sostenute dai professionisti per ristoranti e alberghi nel 2017 è consentita  per un importo pari al 100% del costo sostenuto, a condizione che sussistano i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>inerenza allo svolgimento dell’attività;</li>
<li>documentazione esclusivamente da fattura.</li>
</ul>
<p>N. B. La documentazione della spesa con ricevuta fiscale non consente di usufruire del beneficio fiscale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Deducibilità delle spese per alberghi e ristoranti</h2>
<p>a) In applicazione del comma 5 dell’articolo 54 TUIR la percentuale di deducibilità massima è fissata al 75% ed in ogni caso, per un importo massimo pari al 2% del fatturato (Plafond di deducibilità);</p>
<p>b) le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, nonché le prestazioni di viaggio e trasporto, acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Istruzioni</h2>
<p><strong>Punto a)</strong></p>
<p>Se il 75% delle spese è minore o uguale del 2% dei compensi, si deduce il 75% delle spese per alberghi e ristoranti;<br />
Se invece il 75% delle spese è maggiore del 2% dei compensi→ si deduce un importo pari al 2% dei compensi.</p>
<p><strong>Per calcolare l’importo dei compensi occorre sommare:</strong></p>
<ul>
<li>i compensi effettivamente percepiti;</li>
<li>gli interessi di mora e dilazione;</li>
<li>i proventi sostitutivi di reddito;</li>
<li>gli eventuali maggiori redditi dichiarati in seguito all’adeguamento ai parametri e agli studi di settore.</li>
</ul>
<p><strong>Punto b)</strong></p>
<p>Le prestazioni che il committente imprenditore o professionista acquista direttamente per un altro professionista non sono compensi per il professionista beneficiario (novità del Dlgs 174/2014).</p>
<p>Tali spese sono integralmente deducibili, in quanto già comprese nel costo della prestazione a condizione che:</p>
<p>il committente riceve dall’albergatore o dal ristoratore la documentazione fiscale intestata a sé stesso ma con l’indicazione del professionista;<br />
sono inerenti l’attività di impresa, arte o professione.</p>
<p>B) Professionisti e titolari di partita IVA in regime forfettario</p>
<p>A differenza di quanto previsto in relazione alle (preesistenti) partite IVA in regime dei minimi che godono della  deducibilità dal reddito del 50% del costo sostenuto per alberghi e ristoranti, purché documentato e inerente, se si aderisce al regime agevolato forfettario non si può usufruire di  alcuna  tipologia di deduzione in cambio di una decurtazione del reddito, fissata per i professionisti al 22% (viene, cioè, tassato il 78% dei compensi): in sintesi nessun beneficio fiscale per le spese di viaggio, alberghiere e di somministrazione alimenti e bevande, né per quelle di carburante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Spese alberghi e ristoranti per partecipazioni e convegni o corsi di aggiornamento professionale</h2>
<p>Tali spese non rientrano nella categoria  di spese per alberghi e ristoranti in senso stretto quindi andranno applicate regole precise sulla detraibilità IVA e sulla deducibilità, così come specificato dall’Agenzia delle Entrate con la <a href="http://www. Agenziaentrate. Gov. It/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/circolari/archivio+circolari/circolari+2008/settembre+2008/circolare+53+del+05+09+2008/circ_53E_05092008. Pdf">circolare numero 53/E/2008</a> e cioè:</p>
<p>a) deducibilità al 50% del costo sostenuto;</p>
<p>N. B. Le eventuali spese alberghiere e di ristorazione sostenute per la partecipazione al convegno, congresso o corso di aggiornamento, possono essere dedotte al 50% preventivamente decurtate al 75%, calcolando cioè il 37,5% del costo effettivamente sostenuto.</p>
<p>b) in misura pari al 75%, nel limite del 2% dei compensi annui, se sostenute per attività professionale in trasferta;</p>
<p>c) in misura pari al 75%, nel limite dell’1% dei compensi annui, se sostenute per rappresentanza;</p>
<p>d) in misura pari al 75%, sul 50% del loro ammontare, se sostenute per partecipare a convegni, seminari e corsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Spese alberghi e ristoranti assimilabili alle spese di rappresentanza</h2>
<p>Le spese sostenute per alberghi e ristoranti, se assimilabili a tali spese possono essere dedotte nel rispetto del plafond di deducibilità previsto per le spese di rappresentanza e determinato in base al reddito ex articolo 45 comma 5 TUIR per i professionisti ma le spese che eccedono la capienza del plafond non godono del beneficio fiscale.</p>
<p>Se desiderate:</p>
<p>attivare i bonus fiscali per spese “di affari” presso alberghi/ristoranti;<br />
richiedere un parere tributario in materia IVA;<br />
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		<title>Hotel e Ristoranti: IVA non detratta o non documentata con fattura sulle spese di vitto ed alloggio è indetraibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 21:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[detraibilità dell'IVA sostenute per Alberghi e Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Iva pagata sulle spese alberghiere e di ristorazione non può essere dedotta né dalla base imponibile delle imposte dirette (Irpef – Ires) né da quella Irap, nel caso in cui il contribuente pur in possesso della relativa fattura abbia scelto di non detrarla o quando il documento fiscale (cfr ricevuta)  non la evidenzi. Questo è [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/hotel-e-ristoranti-iva-non-detratta-o-non-documentata-con-fattura-sulle-spese-di-vitto-ed-alloggio-e-indetraibile/">Hotel e Ristoranti: IVA non detratta o non documentata con fattura sulle spese di vitto ed alloggio è indetraibile</a> was first posted on Aprile 6, 2016 at 11:00 pm.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Iva pagata sulle spese alberghiere e di ristorazione non può essere dedotta né dalla base imponibile delle imposte dirette (Irpef – Ires) né da quella Irap, nel caso in cui il contribuente pur in possesso della relativa fattura abbia scelto di non detrarla o quando il documento fiscale (cfr ricevuta)  non la evidenzi. Questo è il principio affermato dalla Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 84/E del 31 marzo 2009 che ha ribadito quanto già indicato con la circolare n. 53/E del 5 settembre 2008 e la n. 6/E del 3 marzo 2009.  </p>
<p>HOTEL E RISTORANTI: IVA NON DETRATTA O NON DOCUMENTATA CON FATTURA SULLE SPESE DI VITTO ED ALLOGGIO è INDETRAIBILE </p>
<p>
</p>
<p>L&#8217;Iva pagata sulle spese alberghiere e di ristorazione non può essere dedotta né dalla base imponibile delle imposte dirette (Irpef – Ires) né da quella Irap, nel caso in cui il contribuente pur in possesso della relativa fattura abbia scelto di non detrarla o quando il documento fiscale (cfr ricevuta)  non la evidenzi. Questo è il principio affermato dalla Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 84/E del 31 marzo 2009 che ha ribadito quanto già indicato con la circolare n. 53/E del 5 settembre 2008 e la n. 6/E del 3 marzo 2009.  </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;Iva pagata per le notti in hotel e per i pasti in ristorante non rappresenta un costo deducibile ai fini delle imposte dirette ed fini Irap quando:  </p>
<p>·        la società, pur dotata di fattura, decide volontariamente di non detrarre l&#8217;Iva sulla base di un preciso calcolo economico, evitando, per esempio, tutti i costi gestionali e amministrativi che deriverebbero dalla registrazione di un ampio numero di operazioni di modesto valore unitario; </p>
<p>·        la società non può detrarre l&#8217;Iva perché non ha richiesto la fattura all&#8217;albergatore o al ristoratore al momento dell&#8217;effettuazione del servizio, accontentandosi di altri documenti contabili che non riportano l&#8217;indicazione specifica dell&#8217;imposta inclusa nel corrispettivo complessivamente versato. </p>
<p>Lo scontrino o la ricevuta fiscale, infatti, pur documentando l&#8217;acquisto di servizi alberghieri o di ristorazione, non consentono di esercitare il diritto alla detrazione. In entrambi i casi, come è evidente, l&#8217;indetraibilità dell&#8217;Iva non deriva da cause oggettive, ma da una valutazione discrezionale del contribuente che, posto di fronte alla possibilità di detrarre l&#8217;imposta sul valore aggiunto, decide consapevolmente di non avvalersi di questa opportunità riconosciuta, a partire dal 1° settembre 2008, dal decreto legge 112 del 2008. </p>
<p></p>
<p>Regime ordinario: deducilità del costo al 75% e detraibilità dell’Iva al 100% La stessa Agenzia delle Entrate con la circolare 6 del 2009, h a fornito una serie di chiarimenti sul regime della detraibilità Iva dopo le modifiche sostanziali introdotte dalla manovra d&#8217;estate del 2009. Quest’ultima aveva fatto cadere il divieto alla detraibilità dell&#8217;imposta sul valore aggiunto sancito dall’articolo 19 –bis1, comma primo, lettera e) del  D. P. R. 633 del 1972, consentendo ai titolari di partita Iva di detrarre integralmente l&#8217;imposta relativa ai servizi alberghieri e di ristorazione, a condizione che queste spese fossero “inerenti” l&#8217;attività professionale o imprenditoriale esercitata dal contribuente. Intervento normativo completato dalla contemporanea riduzione al 75% della deducibilità ai fini delle imposte dirette degli oneri connessi alle prestazioni di vitto e alloggio.  </p>
<p> </p>
<p>Caso atipico inquadrato dalla prassi richiamata </p>
<p>Nella fattispecie in esame, l’iva assolta ma priva della fattura non può essere dedotta ai fini della base imponibile per il computo delle imposte dirette, né Irap. Identico trattamento per l’Iva pagata e risultante in fattura ma che per motivi di convenienza non è stata detratta. </p>
<p> </p>
<p>Per richiedere  un parere tributario in materia IVA o   </p>
<p> </p>
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<p> </p>
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<p> </p>
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		<title>GUIDA FISCALE PER LE SPESE ALBERGHIERE, DEI RISTORANTI, BED AND BREAKFAST E GUEST HOUSE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Alessio Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affittacamere]]></category>
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		<category><![CDATA[Alberghi, Hotel, Affittacamere e B&B]]></category>
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					<description><![CDATA[Come gestire le spese in alberghi e ristoranti<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/guida-fiscale-per-le-spese-alberghiere-dei-ristoranti-bed-and-breakfast-e-guest-house/">GUIDA FISCALE PER LE SPESE ALBERGHIERE, DEI RISTORANTI, BED AND BREAKFAST E GUEST HOUSE</a> was first posted on Gennaio 22, 2016 at 1:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Con l’articolo 83, comma 28 bis e seguenti del D. L.   112/2008, il legislatore ha sancito che se rispettato il PRINCIPIO DI INERENZA della spesa con il tipo di attività esercitato (esempio pranzi di affari, spese sostenute dai dipendenti in trasferta, spese per mense aziendali) e se in possesso della fattura, le spese per i ristoranti e gli alberghi sono ai fini IVA completamente detraibili ed ai fini IRES deducibili al 75%. </p>
<p> </p>
<p>Guida Fiscale per le spese alberghiere, dei ristoranti, bed and breakfast e guest house</p>
<p>Con l’articolo 83, comma 28 bis e seguenti del D. L.   112/2008, il legislatore ha sancito che se rispettato il PRINCIPIO DI INERENZA della spesa con il tipo di attività esercitato (esempio pranzi di affari, spese sostenute dai dipendenti in trasferta, spese per mense aziendali) e se in possesso della fattura, le spese per i ristoranti e gli alberghi sono ai fini IVA completamente detraibili ed ai fini IRES deducibili al 75%. </p>
<p>Infatti la norma stabilisce quanto segue:</p>
<p>28-bis. All&#8217;articolo 19-bis1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole: &#8220;a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande, con esclusione di quelle inerenti alla partecipazione a convegni, congressi e simili, erogate nei giorni di svolgimento degli stessi, delle somministrazioni effettuate nei confronti dei datori di lavoro nei locali dell&#8217;impresa o in locali adibiti a mensa scolastica, aziendale o interaziendale e delle somministrazioni commesse da imprese che forniscono servizi sostitutivi di mense aziendali&#8221; sono soppresse. </p>
<p>28-ter. Le disposizioni del comma 28-bis si applicano alle operazioni effettuate a partire dal 1 settembre 2008. </p>
<p>28-quater. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: </p>
<p>a) all&#8217;articolo 109, comma 5, e&#8217; aggiunto, in fine, il seguente periodo: &#8220;Fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti, le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell&#8217;articolo 95, sono deducibili nella misura del 75 per cento. &#8220;; </p>
<p>b) all&#8217;articolo 54, comma 5, il primo periodo e&#8217; sostituito dal seguente: &#8220;Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell&#8217;ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta&#8221;. </p>
<p>28-quinquies. Le disposizioni del comma 28-quater entrano in vigore a partire dal periodo d&#8217;imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008. Nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo d&#8217;imposta, l&#8217;imposta del periodo precedente e&#8217; determinata applicando le disposizioni del comma 28-quater.  </p>
<p></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.commercialista.it/https://www. Networkfiscale. Com/Portals/84/DONNE/WELCOME%20WOMEN%205%20sx. Jpg" alt="WELCOME%20WOMEN%205%20sx. Jpg" /></p>
<p>CONTATTACI PER ASSISTENZA ED UN PRIMO APPUNTAMENTO</p>
<p><a href="https://ps37mp82fs6.typeform.com/to/Q4UUtwf7?typeform-source=www.commercialista.it#campagna=piede_articoli"><img decoding="async" src="https://www.commercialista.it/https://www. Networkfiscale. Com/Portals/84/BUTTOM/CONTATTACI. Gif" alt="CONTATTACI. Gif" /></a></p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/guida-fiscale-per-le-spese-alberghiere-dei-ristoranti-bed-and-breakfast-e-guest-house/">GUIDA FISCALE PER LE SPESE ALBERGHIERE, DEI RISTORANTI, BED AND BREAKFAST E GUEST HOUSE</a> was first posted on Gennaio 22, 2016 at 1:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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