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	<title>ADEMPIMENTI FISCALI &#8211; Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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		<title>Resto al Sud 2.0: incentivi fino al 75% per under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Resto-al-Sud-2-0-incentivi-fino-al-75-per-under-35-che-vogliono-avviare-un-attivita-nel-Mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avviare un’attività nel Mezzogiorno d’Italia è da sempre una sfida complessa, tra difficoltà di accesso al credito, burocrazia e incertezza economica. Eppure, negli ultimi anni, lo Stato ha introdotto strumenti sempre più mirati per favorire l’imprenditorialità giovanile, trasformando queste difficoltà in opportunità concrete. Tra questi, il Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle misure più [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Resto-al-Sud-2-0-incentivi-fino-al-75-per-under-35-che-vogliono-avviare-un-attivita-nel-Mezzogiorno/">Resto al Sud 2.0: incentivi fino al 75% per under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno</a> was first posted on Giugno 3, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="109" data-end="621">Avviare un’attività nel Mezzogiorno d’Italia è da sempre una sfida complessa, tra difficoltà di accesso al credito, burocrazia e incertezza economica. Eppure, negli ultimi anni, lo Stato ha introdotto strumenti sempre più mirati per favorire l’imprenditorialità giovanile, trasformando queste difficoltà in opportunità concrete. Tra questi, il <strong data-start="453" data-end="473">Resto al Sud 2.0</strong> rappresenta una delle misure più interessanti e aggiornate per chi ha meno di 35 anni e desidera avviare un’impresa nelle regioni del Sud Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="623" data-end="1026">Questo incentivo, gestito da <a href="https://www.invitalia.it" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="652" data-end="665">Invitalia</strong></a>, si inserisce in un quadro più ampio di politiche di rilancio economico, con l’obiettivo di sostenere nuove iniziative imprenditoriali attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Non si tratta solo di un aiuto economico: Resto al Sud 2.0 è una leva strategica per contrastare la disoccupazione giovanile e incentivare lo sviluppo locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1028" data-end="1388">Ma quali sono i reali vantaggi fiscali ed economici? Chi può accedere? E soprattutto, come sfruttare al meglio questa opportunità per risparmiare sulle tasse in modo legale e avviare un’attività sostenibile nel tempo?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1028" data-end="1388">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le caratteristiche della misura, evidenziando criticità, vantaggi e strategie operative.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="201" data-end="208"><strong>Cos’è</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="91" data-end="568">Resto al Sud 2.0 è un incentivo pubblico pensato per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno, ovvero <strong data-start="272" data-end="351">Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia</strong>. La misura si inserisce nel solco delle politiche di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di ridurre il divario economico tra Nord e Sud e incentivare i giovani a costruire il proprio futuro senza dover emigrare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="570" data-end="969">Gestito da <strong data-start="581" data-end="594">Invitalia</strong>, il programma mette a disposizione una <strong data-start="634" data-end="696">dotazione finanziaria complessiva di 356,4 milioni di euro</strong>, destinata a sostenere progetti innovativi e sostenibili. Si tratta di un intervento strategico che non si limita a finanziare nuove imprese, ma mira a creare un ecosistema favorevole alla crescita economica, con impatti positivi anche sul piano occupazionale e fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="971" data-end="1369">Dal punto di vista pratico, Resto al Sud 2.0 offre un mix di agevolazioni che possono includere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, consentendo così di ridurre significativamente il fabbisogno di capitale iniziale. Questo si traduce in un vantaggio concreto per chi vuole <strong data-start="1261" data-end="1366">avviare un’attività riducendo il rischio finanziario e ottimizzando il carico fiscale sin dall’inizio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1371" data-end="1608">In un contesto in cui l’accesso al credito rappresenta uno dei principali ostacoli per i giovani imprenditori, questa misura diventa uno strumento fondamentale per trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale reale e sostenibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="230"><strong>A chi si rivolge</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="454">Resto al Sud 2.0 è pensato per sostenere una platea ben definita di beneficiari, con un’attenzione particolare ai giovani che si trovano in condizioni di fragilità occupazionale. L’incentivo è infatti rivolto a soggetti di età compresa tra i <strong data-start="316" data-end="368">18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti</strong>, che intendono avviare un’attività imprenditoriale o professionale nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="944">Un elemento centrale della misura è lo stato occupazionale dei beneficiari: possono accedere coloro che si trovano in una condizione di <strong data-start="592" data-end="638">inattività, inoccupazione o disoccupazione</strong>, categorie che rappresentano una fetta significativa della popolazione giovanile nelle regioni del Sud. A questi si aggiungono i partecipanti al <strong data-start="784" data-end="843">Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)</strong>, uno degli strumenti chiave delle politiche attive del lavoro finanziate anche attraverso il PNRR.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="946" data-end="1355">Particolarmente rilevante è l’inclusione dei cosiddetti <strong data-start="1002" data-end="1018">working poor</strong>, ovvero lavoratori con redditi bassi che, pur avendo un’occupazione, non riescono a raggiungere una stabilità economica adeguata. Questa apertura amplia notevolmente la platea dei potenziali beneficiari e rende la misura ancora più inclusiva, consentendo anche a chi ha un lavoro precario di intraprendere un percorso imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1357" data-end="1686">Dal punto di vista fiscale ed economico, questa impostazione rappresenta una grande opportunità: permette infatti di trasformare situazioni di instabilità in progetti imprenditoriali strutturati, con la possibilità di beneficiare di agevolazioni che riducono il carico iniziale e favoriscono la sostenibilità nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1357" data-end="1686"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33893 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-1024x726.jpg" alt="" width="696" height="493" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-1024x726.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-300x213.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-768x544.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-1536x1089.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-593x420.jpg 593w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-150x106.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-600x425.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-696x493.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-1068x757.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together-100x70.jpg 100w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/smile-people-wanting-put-pieces-puzzle-together.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="234" data-end="252"><strong>Cosa si può fare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="92" data-end="489">Uno degli aspetti più interessanti di Resto al Sud 2.0 è l’ampia libertà concessa ai beneficiari nella scelta dell’attività da avviare. L’incentivo consente infatti di finanziare <strong data-start="271" data-end="341">nuove iniziative di autoimpiego in quasi tutti i settori economici</strong>, offrendo così una grande flessibilità a chi desidera mettersi in proprio e costruire un progetto su misura delle proprie competenze e ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="491" data-end="887">Sono ammesse, ad esempio, attività nel commercio, nell’artigianato, nei servizi, nel turismo, nella ristorazione, nel digitale e nelle professioni innovative. Questo rende la misura particolarmente attrattiva anche per chi vuole sviluppare business moderni, come startup tecnologiche o servizi online, con importanti potenziali di crescita e vantaggi fiscali legati alla struttura dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1214">Tuttavia, è fondamentale conoscere anche i limiti: <strong data-start="940" data-end="1028">sono esclusi dal finanziamento il comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura</strong>. Si tratta di un vincolo importante, che deriva dalla presenza di altri strumenti agevolativi specifici già dedicati a questi settori, spesso regolati da normative europee differenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1216" data-end="1577">Dal punto di vista strategico, questa apertura settoriale permette di orientarsi verso attività a maggiore valore aggiunto, con margini più elevati e una gestione fiscale più efficiente. Scegliere il settore giusto, infatti, non è solo una questione di passione, ma anche di sostenibilità economica e ottimizzazione del carico fiscale nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="234" data-end="252"><strong>Agevolazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="436">Uno degli elementi più attrattivi di Resto al Sud 2.0 è rappresentato dal pacchetto di agevolazioni economiche, strutturato per ridurre drasticamente il fabbisogno finanziario iniziale e facilitare l’avvio di nuove attività. La misura prevede infatti diverse forme di sostegno, calibrate in base alla dimensione del progetto imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="793">Nel dettaglio, è previsto un <strong data-start="467" data-end="513">voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro</strong>, che può essere elevato fino a <strong data-start="545" data-end="560">50.000 euro</strong> in determinate condizioni. Questo contributo rappresenta una leva immediata per coprire le spese iniziali, come attrezzature, software, consulenze e costi di avvio, senza dover ricorrere a capitale proprio o finanziamenti bancari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="795" data-end="1231">Per progetti più strutturati, sono previsti contributi ancora più rilevanti: un <strong data-start="875" data-end="920">finanziamento a fondo perduto pari al 75%</strong>per programmi di investimento fino a <strong data-start="958" data-end="974">120.000 euro</strong>, e un <strong data-start="981" data-end="1003">contributo del 70%</strong> per investimenti compresi tra <strong data-start="1034" data-end="1060">120.000 e 200.000 euro</strong>. Si tratta di percentuali estremamente vantaggiose, che consentono di coprire gran parte delle spese, lasciando all’imprenditore un impegno finanziario molto contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1233" data-end="1630">Dal punto di vista fiscale ed economico, queste agevolazioni rappresentano un’opportunità unica: riducono l’indebitamento, migliorano la sostenibilità finanziaria e permettono di avviare un’attività con una struttura dei costi più efficiente. In altre parole, si tratta di uno strumento concreto per <strong data-start="1533" data-end="1627">fare impresa risparmiando sulle tasse in modo legale e ottimizzando le risorse disponibili</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="274" data-end="297"><strong>Presentazione domanda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="89" data-end="462">Per accedere alle agevolazioni previste da Resto al Sud 2.0 è necessario seguire una procedura ben definita, interamente digitalizzata, che consente di semplificare l’iter burocratico e velocizzare i tempi di valutazione. La domanda deve essere presentata <strong data-start="345" data-end="370">esclusivamente online</strong>, attraverso il portale ufficiale di Invitalia, accedendo alla propria <strong data-start="441" data-end="459">area personale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="464" data-end="914">Il soggetto che presenta la richiesta deve essere il <strong data-start="517" data-end="582">titolare o il legale rappresentante dell’iniziativa economica</strong>, elemento fondamentale per garantire la correttezza formale della domanda e l’allineamento con i requisiti previsti dalla normativa. Durante la compilazione sarà necessario inserire tutte le informazioni relative al progetto imprenditoriale, incluse le previsioni economico-finanziarie e la descrizione dettagliata dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="1273">Un aspetto cruciale da considerare è il criterio di valutazione: le domande vengono esaminate <strong data-start="1010" data-end="1029">entro 90 giorni</strong> seguendo <strong data-start="1039" data-end="1080">l’ordine cronologico di presentazione</strong>, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Questo significa che il tempismo è determinante: presentare la domanda in anticipo può fare la differenza tra ottenere o meno il finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1275" data-end="1591">Dal punto di vista strategico, è fondamentale preparare una domanda completa e ben strutturata, non solo per accelerare l’istruttoria ma anche per aumentare le probabilità di approvazione. Un business plan solido e coerente rappresenta infatti uno degli elementi chiave per accedere con successo alle agevolazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="301" data-end="319"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="75" data-end="428">Uno degli aspetti più sottovalutati di Resto al Sud 2.0 riguarda i <strong data-start="142" data-end="172">vantaggi fiscali indiretti</strong> che derivano dall’utilizzo di questo incentivo. Sebbene il contributo a fondo perduto rappresenti già di per sé un beneficio economico evidente, è nella pianificazione fiscale che si possono ottenere i risultati più interessanti nel medio-lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="430" data-end="821">Innanzitutto, l’accesso a contributi così elevati consente di <strong data-start="492" data-end="547">ridurre drasticamente il capitale proprio investito</strong>, limitando l’esposizione finanziaria e migliorando gli indicatori di sostenibilità economica dell’impresa. Questo si traduce in una minore pressione fiscale nei primi anni di attività, quando i margini sono generalmente più bassi e i costi di avvio incidono maggiormente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="823" data-end="1174">Inoltre, molte delle spese finanziate (beni strumentali, software, consulenze) possono generare <strong data-start="919" data-end="955">ammortamenti e deduzioni fiscali</strong>, contribuendo ad abbattere ulteriormente il reddito imponibile. Se ben strutturata, l’attività può quindi beneficiare di una doppia leva: da un lato il contributo pubblico, dall’altro una gestione fiscale efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1176" data-end="1471">Un altro elemento strategico riguarda la scelta della forma giuridica e del regime fiscale. Ad esempio, l’adozione di un <strong data-start="1297" data-end="1336">regime forfettario (se compatibile)</strong> o di una struttura societaria ben pianificata può ottimizzare il carico fiscale complessivo, aumentando la redditività dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1749">In definitiva, Resto al Sud 2.0 non è solo un incentivo per partire, ma un’opportunità concreta per <strong data-start="1573" data-end="1679">costruire un business sostenibile, ridurre le tasse in modo legale e massimizzare i profitti nel tempo</strong>, soprattutto se supportati da una consulenza fiscale professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1473" data-end="1749"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33652 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="323" data-end="342"><strong>Errori da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="63" data-end="523">Accedere a Resto al Sud 2.0 può rappresentare una grande opportunità, ma ci sono alcuni errori ricorrenti che rischiano di compromettere l’esito della domanda o la sostenibilità del progetto nel tempo. Il primo, e più diffuso, è la presentazione di un <strong data-start="315" data-end="361">business plan poco realistico o incoerente</strong>. Molti aspiranti imprenditori tendono a sovrastimare i ricavi o a sottovalutare i costi, creando proiezioni finanziarie poco credibili agli occhi di Invitalia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="525" data-end="866">Un altro errore frequente è quello di <strong data-start="563" data-end="615">non rispettare pienamente i requisiti soggettivi</strong>, in particolare quelli legati allo stato occupazionale o all’età. Anche una piccola incongruenza può portare al rigetto della domanda, con conseguente perdita di tempo e opportunità. È quindi fondamentale verificare ogni dettaglio prima dell’invio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="1160">Dal punto di vista operativo, molti sottovalutano l’importanza della <strong data-start="937" data-end="951">tempistica</strong>: considerando che le domande vengono valutate in ordine cronologico, ritardare la presentazione può significare restare esclusi per esaurimento fondi. Prepararsi in anticipo è quindi una strategia vincente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1162" data-end="1528">Infine, un errore strategico riguarda la <strong data-start="1203" data-end="1241">mancanza di pianificazione fiscale</strong>. Avviare un’attività senza valutare il regime fiscale più adatto o senza una corretta gestione dei costi può ridurre significativamente i benefici dell’incentivo. Resto al Sud 2.0 non è solo un finanziamento, ma uno strumento che va integrato in una visione imprenditoriale più ampia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1530" data-end="1666">Evitare questi errori significa aumentare concretamente le probabilità di successo e sfruttare al massimo le agevolazioni disponibili.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="ac6bxk" data-start="0" data-end="66"><strong data-start="4" data-end="66">Casi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-section-id="ac6bxk" data-start="0" data-end="66">Per comprendere davvero il valore di Resto al Sud 2.0, è utile analizzare alcuni casi pratici. Immaginiamo un giovane di 28 anni in Campania, attualmente disoccupato, che desidera aprire un’attività di e-commerce nel settore dell’abbigliamento. Grazie all’incentivo, può ottenere un voucher iniziale per coprire i costi di sviluppo del sito web, marketing digitale e acquisto delle prime scorte. In questo modo, riduce drasticamente il capitale necessario per partire e accelera il time-to-market.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="569" data-end="947">Un secondo esempio riguarda una professionista under 35 in Puglia che vuole avviare uno studio di consulenza digitale. Con Resto al Sud 2.0 può finanziare l’acquisto di software, hardware e servizi di formazione, beneficiando anche delle deduzioni fiscali su questi investimenti. Il risultato è una struttura snella, con costi ottimizzati e maggiore competitività sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="949" data-end="1216">Infine, pensiamo a un gruppo di giovani in Sicilia che avvia un’attività nel turismo esperienziale. In questo caso, l’incentivo permette di coprire gran parte delle spese iniziali, riducendo il rischio imprenditoriale e favorendo la creazione di occupazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1218" data-end="1350">Questi esempi dimostrano come la misura possa adattarsi a diversi modelli di business, offrendo un supporto concreto e flessibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="mls6ay" data-start="1466" data-end="1528"><strong data-start="1470" data-end="1528">Simulazioni fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1530" data-end="1800">Per valutare l’effettivo impatto di Resto al Sud 2.0, è fondamentale analizzare una simulazione fiscale. Supponiamo un investimento di 100.000 euro: con un contributo a fondo perduto del <strong data-start="1717" data-end="1724">75%</strong>, l’imprenditore riceve <strong data-start="1748" data-end="1763">75.000 euro</strong>, dovendo coprire solo 25.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1802" data-end="2123">A questo si aggiunge il beneficio fiscale derivante dagli ammortamenti. Se i beni acquistati sono ammortizzabili, il costo può essere dedotto negli anni, riducendo l’imponibile fiscale. Ad esempio, ipotizzando un’aliquota del 15% (regime forfettario) o del 24% (IRES), il risparmio complessivo può essere significativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2125" data-end="2348">In termini concreti, tra contributi pubblici e vantaggi fiscali, il costo reale dell’investimento può ridursi anche oltre il <strong data-start="2250" data-end="2260">60-70%</strong>, rendendo l’iniziativa molto più sostenibile rispetto a un investimento tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2350" data-end="2519">Questa combinazione di incentivi e pianificazione fiscale consente di partire con una struttura finanziaria solida e con un carico fiscale ottimizzato sin dall’inizio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="zm457l" data-start="2671" data-end="2743"><strong data-start="2675" data-end="2743">Confronto con altri incentivi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="2745" data-end="3122">Nel panorama delle agevolazioni italiane, Resto al Sud 2.0 si distingue per alcune caratteristiche specifiche che lo rendono particolarmente vantaggioso rispetto ad altri strumenti. Ad esempio, rispetto al programma <strong data-start="2961" data-end="2993">“Nuove Imprese a Tasso Zero”</strong>, questa misura offre una componente a fondo perduto più elevata e requisiti più mirati ai giovani in difficoltà occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3124" data-end="3420">Rispetto ai finanziamenti regionali o ai bandi a sportello, Resto al Sud 2.0 presenta una struttura più chiara e centralizzata, gestita da Invitalia, con tempi di risposta definiti (entro 90 giorni) e criteri trasparenti. Questo riduce l’incertezza e facilita la pianificazione imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3422" data-end="3693">Un altro confronto interessante è con il <strong data-start="3463" data-end="3485">regime forfettario</strong>: mentre quest’ultimo agisce esclusivamente sul piano fiscale, Resto al Sud 2.0 interviene direttamente sulla liquidità iniziale, creando un effetto combinato estremamente vantaggioso se utilizzati insieme.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3695" data-end="3903">In definitiva, la vera forza di Resto al Sud 2.0 sta nella sua capacità di integrare <strong data-start="3780" data-end="3821">finanza agevolata e strategia fiscale</strong>, offrendo un supporto completo a chi vuole avviare un’attività nel Mezzogiorno.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="3695" data-end="3903"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="101" data-end="516">Resto al Sud 2.0 si conferma come uno degli strumenti più efficaci per incentivare l’imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, offrendo non solo un sostegno economico immediato, ma anche una reale opportunità di crescita professionale e finanziaria. In un contesto spesso caratterizzato da difficoltà di accesso al credito e incertezza lavorativa, questa misura rappresenta una risposta concreta e strutturata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="518" data-end="962">Grazie a contributi a fondo perduto elevati, una platea ampia di beneficiari e una procedura digitalizzata, l’incentivo consente di trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto sostenibile, riducendo al minimo i rischi iniziali. Ma il vero valore emerge quando si integra questa opportunità con una corretta pianificazione fiscale: è qui che si può davvero <strong data-start="881" data-end="959">risparmiare sulle tasse in modo legale e massimizzare i benefici economici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1266">Tuttavia, come abbiamo visto, non basta accedere al finanziamento: è fondamentale evitare errori, strutturare un business plan solido e scegliere con attenzione il regime fiscale più adatto. Solo così Resto al Sud 2.0 può diventare una leva strategica per costruire un’attività duratura e redditizia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1268" data-end="1481">In definitiva, per gli under 35 che vogliono restare (o tornare) nel Sud Italia, questa misura non è solo un incentivo, ma una vera occasione per cambiare prospettiva: da ricerca di lavoro a creazione di valore.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Resto-al-Sud-2-0-incentivi-fino-al-75-per-under-35-che-vogliono-avviare-un-attivita-nel-Mezzogiorno/">Resto al Sud 2.0: incentivi fino al 75% per under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno</a> was first posted on Giugno 3, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Imposta-di-successione-2026-guida-completa-su-dichiarazione-aliquote-e-come-risparmiare-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 04:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 l’imposta di successione continua a rappresentare uno dei temi fiscali più delicati e spesso sottovalutati dai contribuenti italiani. Quando si verifica un trasferimento di beni e diritti a causa di morte, gli eredi si trovano non solo ad affrontare un momento personale complesso, ma anche una serie di adempimenti fiscali precisi e, se [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Imposta-di-successione-2026-guida-completa-su-dichiarazione-aliquote-e-come-risparmiare-legalmente/">Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Maggio 19, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="86" data-end="680">Nel 2026 l’imposta di successione continua a rappresentare uno dei temi fiscali più delicati e spesso sottovalutati dai contribuenti italiani. Quando si verifica un trasferimento di beni e diritti a causa di morte, gli eredi si trovano non solo ad affrontare un momento personale complesso, ma anche una serie di adempimenti fiscali precisi e, se gestiti male, potenzialmente onerosi. Comprendere in anticipo le regole sulla dichiarazione di successione e sul pagamento delle imposte consente non solo di evitare sanzioni, ma anche di pianificare strategie legali per ridurre il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="682" data-end="1216">Negli ultimi anni, la normativa italiana in materia di successioni ha mantenuto una struttura relativamente stabile, ma con chiarimenti importanti forniti dall’Agenzia delle Entrate e dalla giurisprudenza. Tra franchigie, aliquote differenziate in base al grado di parentela e obblighi dichiarativi sempre più digitalizzati, è fondamentale conoscere ogni dettaglio per evitare errori frequenti. Inoltre, molti contribuenti ignorano che esistono strumenti perfettamente legali per ottimizzare il passaggio generazionale del patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1218" data-end="1607">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le regole aggiornate al 2026 sull’imposta di successione, con un focus pratico su dichiarazione, calcolo dell’imposta, scadenze e possibili strategie di risparmio fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1nesi9p" data-start="0" data-end="91"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="91">Novità 2025-2026</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="603">Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dal <strong data-start="144" data-end="180">D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139</strong> riguarda il meccanismo di calcolo dell’imposta di successione, che cambia radicalmente l’approccio operativo per contribuenti ed intermediari. A partire dal <strong data-start="338" data-end="356">15 luglio 2025</strong>, per tutte le successioni aperte dal <strong data-start="394" data-end="413">1° gennaio 2025</strong>, l’imposta non viene più determinata successivamente dall’Agenzia delle Entrate, ma deve essere <strong data-start="510" data-end="557">autoliquidata direttamente dal contribuente</strong> in sede di presentazione della dichiarazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="605" data-end="1078">Si tratta di un passaggio importante verso la semplificazione e la digitalizzazione del sistema fiscale: il modello di dichiarazione di successione, infatti, integra un sistema automatizzato che consente il calcolo immediato dell’imposta dovuta. In particolare, attraverso la compilazione del <strong data-start="898" data-end="911">quadro EF</strong>, il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate elabora l’importo complessivo, riducendo il rischio di errori materiali e velocizzando l’intero processo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1473">Un ulteriore elemento di trasparenza è rappresentato dalla possibilità di consultare un <strong data-start="1168" data-end="1207">prospetto riepilogativo dettagliato</strong>, che evidenzia la ripartizione dell’imposta tra i vari soggetti coinvolti: eredi, chiamati all’eredità e legatari. Questo strumento risulta particolarmente utile nei casi di successioni complesse, dove la suddivisione delle quote può generare dubbi o contestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1475" data-end="1770">Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, nonostante l’automatizzazione del calcolo, <strong data-start="1561" data-end="1612">la responsabilità resta in capo al contribuente</strong>. Errori nella compilazione dei dati patrimoniali o nella corretta individuazione delle franchigie possono comunque comportare sanzioni e accertamenti futuri.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="ea6cdi" data-start="0" data-end="88"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="88">Dichiarazione di successione 2026</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="90" data-end="614">Uno degli aspetti più importanti riguarda <strong data-start="161" data-end="247">chi è obbligato a presentare la dichiarazione di successione e entro quali termini</strong>. La normativa vigente stabilisce che la dichiarazione deve essere trasmessa entro <strong data-start="330" data-end="382">12 mesi dalla data di apertura della successione</strong>, che coincide generalmente con la <strong data-start="417" data-end="454">data del decesso del contribuente</strong>. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta sanzioni amministrative e possibili interessi, rendendo fondamentale una gestione tempestiva dell’adempimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="616" data-end="1078">Dal punto di vista operativo, la dichiarazione può essere presentata in diverse modalità: direttamente dal contribuente tramite i <strong data-start="746" data-end="795">servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate</strong>, oppure affidandosi a un <strong data-start="821" data-end="848">intermediario abilitato</strong>, come un commercialista o un CAF. È inoltre possibile prenotare un appuntamento presso gli uffici competenti per la trasmissione del modello già compilato, soluzione utile per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1575">Per quanto riguarda i soggetti obbligati, la platea è piuttosto ampia. Devono presentare la dichiarazione <strong data-start="1186" data-end="1236">gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari</strong>, a meno che non abbiano formalmente rinunciato oppure, non essendo in possesso dei beni, abbiano richiesto la nomina di un curatore dell’eredità entro i termini previsti. A questi si aggiungono i <strong data-start="1433" data-end="1458">rappresentanti legali</strong>, gli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari e persino i trustee.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1888">Un principio fondamentale da ricordare è che, in presenza di più soggetti obbligati, <strong data-start="1662" data-end="1713">è sufficiente presentare una sola dichiarazione</strong>, valida per tutti. Tuttavia, resta la responsabilità condivisa in caso di omissioni o errori, motivo per cui è sempre consigliabile verificare con attenzione i dati inseriti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1888"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34069 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="ahdab" data-start="0" data-end="92"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="92">Modalità di presentazione </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="94" data-end="669">Dal punto di vista operativo, la presentazione della dichiarazione di successione nel 2026 avviene esclusivamente in modalità telematica, confermando il processo di digitalizzazione già avviato negli ultimi anni. Il contribuente può procedere in autonomia accedendo all’<strong data-start="364" data-end="418">area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate</strong>, utilizzando credenziali <strong data-start="444" data-end="524">SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS)</strong>. Attraverso questo canale è possibile compilare e inviare direttamente il modello “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="1162">In alternativa, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software dedicato, denominato anch’esso <strong data-start="775" data-end="840">“Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”</strong>, da installare sul proprio computer. Questo strumento consente una gestione più strutturata della pratica, particolarmente utile nei casi più complessi. Prima dell’installazione, è comunque consigliabile consultare la sezione “Servizi” del portale dell’Agenzia, dove sono presenti guide aggiornate e istruzioni operative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1451">Resta sempre valida la possibilità di affidarsi a un <strong data-start="1217" data-end="1244">intermediario abilitato</strong>, come un commercialista o un CAF, soluzione spesso preferibile per evitare errori nella compilazione, soprattutto quando sono presenti immobili, partecipazioni societarie o situazioni ereditarie articolate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1453" data-end="1673">Per i contribuenti meno esperti, è inoltre possibile <strong data-start="1506" data-end="1593">prenotare un appuntamento presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate</strong>, che provvederà alla trasmissione telematica della dichiarazione già compilata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1675" data-end="2243">Un aspetto fondamentale riguarda la <strong data-start="1711" data-end="1740">prova della presentazione</strong>, che è costituita dalla ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia (la cosiddetta seconda ricevuta). Inoltre, è possibile richiedere una <strong data-start="1879" data-end="1958">copia conforme della dichiarazione (attestazione di avvenuta presentazione)</strong>, documento spesso indispensabile per operazioni come lo svincolo di conti correnti o titoli del defunto. Tale copia viene rilasciata automaticamente (quarta ricevuta) oppure può essere richiesta successivamente presso qualsiasi ufficio territoriale, muniti di contrassegni telematici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="lqexgo" data-start="0" data-end="72"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="72">Imposta di successione </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="528">Quando nella successione sono presenti beni immobili, il primo passo fondamentale è il versamento delle <strong data-start="178" data-end="222">imposte ipotecaria, catastale e di bollo</strong>, oltre alla tassa per i servizi ipotecari e catastali e agli eventuali tributi speciali. Questi importi devono essere calcolati e pagati <strong data-start="360" data-end="424">prima della presentazione della dichiarazione di successione</strong>, rappresentando quindi un adempimento preliminare obbligatorio che spesso coglie impreparati gli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="530" data-end="1021">Con la riforma introdotta dal <strong data-start="560" data-end="579">D.Lgs. 139/2024</strong>, cambia profondamente anche il meccanismo di liquidazione dell’imposta di successione. Per le successioni aperte dal <strong data-start="697" data-end="716">1° gennaio 2025</strong>, infatti, l’imposta viene <strong data-start="743" data-end="777">autoliquidata dal contribuente</strong> e calcolata automaticamente durante la compilazione della dichiarazione (quadro EF). Diversamente, per le successioni aperte prima di tale data, resta il sistema tradizionale con liquidazione effettuata dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1023" data-end="1206">Dal punto di vista economico, è essenziale conoscere le <strong data-start="1079" data-end="1107">aliquote e le franchigie</strong>, che rappresentano uno degli strumenti principali per il risparmio fiscale legale. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1207" data-end="1550">
<li data-section-id="pikkm6" data-start="1207" data-end="1317"><strong data-start="1209" data-end="1215">4%</strong> per coniuge e parenti in linea retta, con franchigia di <strong data-start="1272" data-end="1290">1.000.000 euro</strong> per ciascun beneficiario</li>
<li data-section-id="8oe4fh" data-start="1318" data-end="1387"><strong data-start="1320" data-end="1326">6%</strong> per fratelli e sorelle, con franchigia di <strong data-start="1369" data-end="1385">100.000 euro</strong></li>
<li data-section-id="92bev6" data-start="1388" data-end="1488"><strong data-start="1390" data-end="1396">6%</strong> per altri parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado, <strong data-start="1466" data-end="1486">senza franchigia</strong></li>
<li data-section-id="ca5437" data-start="1489" data-end="1550"><strong data-start="1491" data-end="1497">8%</strong> per tutti gli altri soggetti, <strong data-start="1528" data-end="1548">senza franchigia</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1552" data-end="1805">Un’importante agevolazione è prevista per i soggetti con disabilità grave ai sensi dell’<strong data-start="1640" data-end="1675">art. 3, comma 3, Legge 104/1992</strong>, per i quali si applica una franchigia più elevata pari a <strong data-start="1734" data-end="1752">1.500.000 euro</strong>, come stabilito dall’<strong data-start="1774" data-end="1804">art. 7 del D.Lgs. 346/1990</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1807" data-end="2118">Per quanto riguarda le tempistiche, l’imposta autoliquidata deve essere versata entro <strong data-start="1893" data-end="1955">90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione</strong>. Tuttavia, il contribuente può scegliere di effettuare il pagamento <strong data-start="2024" data-end="2073">contestualmente all’invio della dichiarazione</strong>, semplificando così la gestione complessiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2120" data-end="2339">Un ulteriore aspetto molto rilevante è la possibilità di <strong data-start="2177" data-end="2204">rateizzare il pagamento</strong>, opzione particolarmente utile in presenza di importi elevati. La rateazione è ammessa per somme superiori a <strong data-start="2314" data-end="2328">1.000 euro</strong> e prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2340" data-end="2559">
<li data-section-id="eg5oaj" data-start="2340" data-end="2393">un <strong data-start="2345" data-end="2371">acconto minimo del 20%</strong> dell’imposta dovuta</li>
<li data-section-id="fggr6j" data-start="2394" data-end="2479">il saldo suddiviso fino a <strong data-start="2422" data-end="2444">8 rate trimestrali</strong> (per importi fino a 20.000 euro)</li>
<li data-section-id="1szrwsj" data-start="2480" data-end="2559">oppure fino a <strong data-start="2496" data-end="2519">12 rate trimestrali</strong> (per importi superiori a 20.000 euro)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2561" data-end="2740">Questa flessibilità rappresenta un importante vantaggio finanziario, consentendo agli eredi di gestire il carico fiscale senza dover disporre immediatamente dell’intera liquidità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1nimola" data-start="0" data-end="72"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="72">Errori comuni e come evitarli</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="616">Nonostante la crescente digitalizzazione e l’automazione del calcolo dell’imposta, la dichiarazione di successione resta un adempimento complesso, nel quale è facile commettere errori che possono tradursi in <strong data-start="282" data-end="359">sanzioni fiscali, accertamenti o ritardi nello sblocco dei beni ereditati</strong>. Uno degli sbagli più frequenti riguarda l’errata indicazione dei beni appartenenti al defunto, in particolare immobili, conti correnti e partecipazioni societarie. Una valutazione imprecisa o incompleta può infatti alterare il calcolo dell’imposta dovuta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="618" data-end="966">Un altro aspetto critico è la <strong data-start="648" data-end="715">mancata applicazione corretta delle franchigie e delle aliquote</strong>, soprattutto nei casi in cui vi siano più eredi con diversi gradi di parentela. Anche se il sistema oggi calcola automaticamente l’imposta, resta fondamentale inserire dati corretti: un errore a monte si riflette inevitabilmente sul risultato finale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="968" data-end="1314">Particolare attenzione deve essere prestata anche alle <strong data-start="1023" data-end="1047">agevolazioni fiscali</strong>, come quelle previste per la “prima casa” o per i soggetti con disabilità. Non richiedere tali benefici, pur avendone diritto, significa pagare più imposte del dovuto. Al contrario, dichiarare agevolazioni non spettanti espone il contribuente a controlli e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1667">Un ulteriore errore diffuso riguarda il rispetto delle <strong data-start="1371" data-end="1386">tempistiche</strong>: la presentazione oltre i 12 mesi o il pagamento tardivo dell’imposta comportano sanzioni che possono essere anche rilevanti. Inoltre, molti contribuenti sottovalutano l’importanza della documentazione, dimenticando allegati fondamentali o non conservando le ricevute telematiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="2015">Per evitare questi problemi, è consigliabile adottare un approccio prudente: verificare con attenzione tutti i dati, utilizzare strumenti ufficiali aggiornati e, nei casi più complessi, affidarsi a un professionista. Una corretta gestione iniziale consente non solo di evitare errori, ma anche di <strong data-start="1966" data-end="2014">ottimizzare il carico fiscale in modo legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="2015"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34005 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="gbb8o5" data-start="0" data-end="84"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="84">Agevolazioni fiscali</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="86" data-end="449">Uno degli aspetti più interessanti riguarda le <strong data-start="162" data-end="224">possibilità di ridurre legalmente l’imposta di successione</strong>, sfruttando agevolazioni e strumenti previsti dalla normativa. Una corretta pianificazione successoria, infatti, può fare una differenza significativa in termini economici, evitando un carico fiscale eccessivo per gli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="920">Tra le principali agevolazioni spicca quella relativa alla <strong data-start="510" data-end="524">prima casa</strong>, che consente di pagare le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (attualmente 200 euro ciascuna), anziché proporzionale. Per beneficiare di questo vantaggio, è necessario che almeno uno degli eredi possieda i requisiti previsti dalla legge per l’acquisto della prima abitazione. Si tratta di un’opportunità molto rilevante soprattutto nelle successioni che includono immobili di valore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="1369">Un’altra leva fondamentale è rappresentata dalle <strong data-start="971" data-end="985">franchigie</strong>, che se ben gestite, permettono di trasferire patrimoni anche consistenti senza pagare imposte. Ad esempio, trasferimenti tra genitori e figli fino a <strong data-start="1139" data-end="1185">1 milione di euro per ciascun beneficiario</strong> non scontano alcuna imposta. Questo apre la strada a strategie come la <strong data-start="1257" data-end="1278">donazione in vita</strong>, che consente di anticipare il passaggio generazionale sfruttando più volte le franchigie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1371" data-end="1723">Particolare attenzione va data anche agli strumenti più evoluti, come il <strong data-start="1444" data-end="1453">trust</strong> o i <strong data-start="1458" data-end="1479">patti di famiglia</strong>, che permettono di pianificare la successione in modo strutturato, soprattutto in presenza di aziende o patrimoni complessi. In questi casi, oltre al risparmio fiscale, si ottiene anche una maggiore tutela e continuità nella gestione dei beni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="2031">Infine, è importante ricordare che ogni scelta deve essere valutata caso per caso: una pianificazione errata può generare effetti opposti a quelli desiderati. Per questo motivo, il supporto di un professionista esperto rappresenta spesso la chiave per <strong data-start="1977" data-end="2030">coniugare risparmio fiscale e sicurezza giuridica</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="78xndy" data-start="0" data-end="90"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="90">Donazioni, trust e patti di famiglia</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="92" data-end="293">Per comprendere davvero come risparmiare sull’imposta di successione, è utile analizzare alcuni strumenti attraverso <strong data-start="209" data-end="227">esempi pratici</strong>, così da trasformare la teoria in strategie concrete applicabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="836">Partiamo dalla <strong data-start="310" data-end="331">donazione in vita</strong>, una delle soluzioni più semplici ed efficaci. Immaginiamo un genitore con un patrimonio di 2 milioni di euro e due figli: donando in vita <strong data-start="471" data-end="501">1 milione a ciascun figlio</strong>, si sfrutta pienamente la franchigia prevista dalla normativa (1 milione per beneficiario), evitando completamente l’imposta di successione. Se invece lo stesso patrimonio venisse trasferito dopo la morte senza pianificazione, l’eccedenza potrebbe essere soggetta a tassazione. Questo dimostra quanto sia importante agire in anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1315">Un altro strumento molto utilizzato è il <strong data-start="879" data-end="900">patto di famiglia</strong>, particolarmente utile in presenza di aziende. Ad esempio, un imprenditore può trasferire l’azienda a uno dei figli, liquidando gli altri eredi, beneficiando di un regime fiscale agevolato che, in determinate condizioni, consente l’<strong data-start="1133" data-end="1186">esenzione dall’imposta di successione e donazione</strong> (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Questo permette di garantire continuità aziendale senza gravare fiscalmente sugli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1797">Più sofisticato è invece il <strong data-start="1345" data-end="1354">trust</strong>, uno strumento giuridico che consente di separare il patrimonio e destinarlo a specifici beneficiari secondo regole precise. Ad esempio, un genitore può istituire un trust per tutelare figli minorenni o soggetti fragili, stabilendo tempi e modalità di trasferimento dei beni. Dal punto di vista fiscale, il trust può offrire vantaggi, ma richiede una strutturazione attenta per evitare contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1799" data-end="1987">Questi strumenti dimostrano come una corretta pianificazione non solo riduca il carico fiscale, ma consenta anche di <strong data-start="1916" data-end="1986">prevenire conflitti tra eredi e proteggere il patrimonio nel tempo</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1jjoehz" data-start="0" data-end="77"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="77">Conclusione</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="79" data-end="506">L’imposta di successione nel 2026 si conferma un ambito fiscale articolato, ma anche ricco di opportunità per chi conosce bene le regole. Le novità introdotte dal <strong data-start="242" data-end="261">D.Lgs. 139/2024</strong>, come l’autoliquidazione e il calcolo automatizzato, rappresentano un passo avanti verso la semplificazione, ma non eliminano la necessità di prestare massima attenzione nella compilazione della dichiarazione e nella gestione degli adempimenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="508" data-end="852">Abbiamo visto come rispettare <strong data-start="538" data-end="601">tempistiche, modalità di presentazione e criteri di calcolo</strong> sia fondamentale per evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate. Allo stesso tempo, conoscere <strong data-start="709" data-end="748">aliquote, franchigie e agevolazioni</strong>consente di ridurre in modo significativo il carico fiscale, sfruttando strumenti perfettamente legali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1247">Un elemento chiave che emerge è l’importanza della <strong data-start="905" data-end="935">pianificazione successoria</strong>: intervenire prima, attraverso donazioni, patti di famiglia o trust, permette non solo di risparmiare sulle imposte, ma anche di garantire una gestione più ordinata e serena del patrimonio. Al contrario, affrontare la successione senza preparazione può comportare costi più elevati e complicazioni burocratiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1249" data-end="1590">In definitiva, la successione non deve essere vista solo come un obbligo fiscale, ma come un momento strategico per <strong data-start="1365" data-end="1434">proteggere il patrimonio e ottimizzare il passaggio generazionale</strong>. Affidarsi a professionisti esperti resta spesso la scelta più efficace per evitare errori e cogliere tutte le opportunità offerte dalla normativa vigente.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Imposta-di-successione-2026-guida-completa-su-dichiarazione-aliquote-e-come-risparmiare-legalmente/">Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Maggio 19, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Servizi di estetica in negozio: chi deve emettere lo scontrino? Regole fiscali e rischi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 04:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi di estetica]]></category>
		<category><![CDATA[art 22 DPR 633 1972]]></category>
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		<category><![CDATA[interpello 83 2024 Agenzia Entrate]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel settore beauty, sempre più spesso si assiste a una contaminazione tra vendita di prodotti cosmetici e prestazioni di servizi estetici. Ma cosa succede dal punto di vista fiscale quando un trattamento estetico viene effettuato all’interno di un negozio al dettaglio? Chi è obbligato a emettere lo scontrino: l’estetista o il titolare del punto vendita? [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Servizi-di-estetica-in-negozio-chi-deve-emettere-lo-scontrino-Regole-fiscali-e-rischi/">Servizi di estetica in negozio: chi deve emettere lo scontrino? Regole fiscali e rischi</a> was first posted on Maggio 14, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="152" data-end="509">Nel settore beauty, sempre più spesso si assiste a una contaminazione tra vendita di prodotti cosmetici e prestazioni di servizi estetici. Ma cosa succede dal punto di vista fiscale quando un trattamento estetico viene effettuato all’interno di un negozio al dettaglio? Chi è obbligato a emettere lo scontrino: l’estetista o il titolare del punto vendita?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="511" data-end="803">Questa domanda, tutt’altro che banale, nasconde implicazioni fiscali rilevanti e potenziali rischi sanzionatori. La corretta gestione dei corrispettivi, infatti, è fondamentale per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e per ottimizzare il carico fiscale in modo legale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="805" data-end="1157">In questo articolo analizziamo nel dettaglio la normativa di riferimento, i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria e le soluzioni operative più efficaci per gestire correttamente queste situazioni ibride. Approfondiremo anche i vantaggi fiscali e le possibili criticità, con esempi concreti utili sia per estetiste che per commercianti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="85"><strong data-start="0" data-end="85">Il caso concreto</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="87" data-end="641">Un chiarimento fondamentale arriva dalla <strong data-start="128" data-end="177">Risposta a interpello n. 83 del 23 marzo 2024</strong>, con cui l’Agenzia delle Entrate affronta proprio il caso di servizi estetici erogati all’interno di un negozio al dettaglio. L’istante è un soggetto che «gestisce un esercizio commerciale» e che, all’interno dello stesso, ha predisposto «un’area dedicata all’erogazione di servizi di estetica alla clientela». Tuttavia, tali servizi non vengono svolti direttamente dal titolare del negozio, bensì da un <strong data-start="582" data-end="640">partner commerciale specializzato nel settore estetico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="643" data-end="1031">Il rapporto tra le parti non è occasionale, ma strutturato: esiste infatti una collaborazione consolidata, regolata da specifici accordi contrattuali, in base ai quali il negoziante vende al dettaglio prodotti a marchio dell’operatore estetico. In questo contesto, il dubbio fiscale è chiaro e centrale: <strong data-start="947" data-end="1031">chi deve emettere lo scontrino per i servizi di estetica resi al cliente finale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1033" data-end="1347">La questione non è meramente formale, ma incide direttamente sulla corretta imputazione dei ricavi, sull’applicazione dell’IVA e sulla responsabilità fiscale delle parti coinvolte. Un errore in questa fase può comportare sanzioni anche rilevanti, oltre a generare confusione nella gestione contabile dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1349" data-end="1528">L’interpello diventa quindi un punto di riferimento importante per tutti gli operatori del settore beauty che operano in contesti “ibridi”, sempre più diffusi nel mercato attuale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="89"><strong data-start="0" data-end="89">La soluzione dell’ADE</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="91" data-end="683">Entrando nel merito della questione, la <strong data-start="131" data-end="181">Risposta n. 83/2024 dell’Agenzia delle Entrate</strong> fornisce un chiarimento decisivo, respingendo la soluzione prospettata dall’istante. Il caso analizzato riguarda una società che gestisce un punto vendita all’interno del quale è stata allestita un’area dedicata ai trattamenti estetici, affidati a un operatore esterno specializzato. Quest’ultimo utilizza propri prodotti e protocolli, impiega personale qualificato e gestisce autonomamente le prenotazioni, mentre il negozio si occuperebbe dell’incasso dei corrispettivi, trattenendo una commissione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="685" data-end="1220">Il nodo centrale riguarda la possibilità di separare il soggetto che <strong data-start="754" data-end="789">eroga materialmente il servizio</strong> da quello che <strong data-start="804" data-end="852">incassa e certifica fiscalmente l’operazione</strong>. In particolare, l’istante chiede se il negozio possa emettere il documento commerciale, trasmettere i corrispettivi e gestire gli adempimenti IVA, pur non essendo il soggetto che esegue la prestazione. Inoltre, viene sollevato il dubbio circa la necessità di coincidenza tra il titolare della SCIA per l’attività estetica e il soggetto che certifica i corrispettivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1222" data-end="1722">L’Agenzia delle Entrate richiama un principio cardine del sistema IVA: <strong data-start="1293" data-end="1384">gli obblighi di certificazione fiscale spettano al soggetto che effettua la prestazione</strong>. In base all’art. 22 del DPR n. 633/1972, nei servizi resi al pubblico, la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi deve essere effettuata da chi realizza l’operazione. Questo implica che il registratore telematico debba essere intestato al soggetto che eroga il servizio e che il documento commerciale riporti la sua partita IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1724" data-end="2113">Nel caso specifico, poiché i servizi estetici sono resi esclusivamente dall’operatore esterno, che ne detiene anche la responsabilità tecnica e organizzativa, è quest’ultimo il soggetto obbligato a certificare i corrispettivi, gestire gli adempimenti IVA e dotarsi di registratore telematico. Il fatto che il negozio incassi il pagamento risulta, quindi, <strong data-start="2081" data-end="2112">irrilevante ai fini fiscali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1724" data-end="2113"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34384 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/masseur-taking-care-her-client.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="80"><strong data-start="0" data-end="80">Rischi fiscali e sanzioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="82" data-end="544">Una gestione non corretta dell’emissione dello scontrino nei servizi estetici può comportare <strong data-start="175" data-end="203">rischi fiscali rilevanti</strong>, spesso sottovalutati dagli operatori del settore. L’errore più comune è ritenere che il soggetto che incassa il corrispettivo possa automaticamente essere anche quello legittimato a certificare fiscalmente l’operazione. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, questa impostazione è errata e può esporre entrambe le parti a contestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="546" data-end="971">Nel caso in cui il negozio emetta lo scontrino per un servizio che, in realtà, è stato erogato da un operatore esterno, si configura una <strong data-start="683" data-end="748">violazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi</strong>. Questo può comportare sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 471/1997, che prevede multe variabili in base alla gravità dell’irregolarità, fino anche alla sospensione dell’attività in caso di recidiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="973" data-end="1313">Inoltre, si rischiano problematiche legate alla <strong data-start="1021" data-end="1054">errata imputazione dei ricavi</strong>: il soggetto che emette lo scontrino dichiara fiscalmente un incasso che, in realtà, non rappresenta un proprio ricavo ma quello di un altro operatore. Questo può generare distorsioni nella dichiarazione IVA e nei redditi, con possibili accertamenti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1315" data-end="1602">Non va poi trascurato il tema della <strong data-start="1351" data-end="1405">SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)</strong>: se il negozio non è autorizzato a svolgere attività estetica, ma emette scontrini per tali servizi, potrebbe incorrere anche in violazioni di natura amministrativa locale, con ulteriori sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1604" data-end="1822">Infine, anche l’operatore estetico rischia: se non certifica correttamente i corrispettivi, può essere accusato di <strong data-start="1719" data-end="1768">omessa o irregolare documentazione dei ricavi</strong>, con conseguenze fiscali e penali nei casi più gravi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="95"><strong data-start="0" data-end="95">Soluzioni operative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="97" data-end="576">Alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, è fondamentale strutturare correttamente il rapporto tra negozio e operatore estetico per evitare errori fiscali. La soluzione più lineare e sicura è quella in cui vi sia <strong data-start="330" data-end="399">coerenza tra chi eroga il servizio e chi lo certifica fiscalmente</strong>. In pratica, l’operatore estetico deve essere il soggetto che emette il documento commerciale, utilizza il proprio registratore telematico e gestisce tutti gli adempimenti IVA.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="578" data-end="1039">Ciò non esclude, tuttavia, la possibilità che il negozio incassi materialmente il corrispettivo per conto dell’operatore. In questo caso, è necessario configurare il rapporto come una <strong data-start="762" data-end="806">mera attività di incasso per conto terzi</strong>, disciplinata contrattualmente. Le somme incassate non rappresentano ricavi del negozio, ma devono essere considerate come <strong data-start="930" data-end="949">partite di giro</strong>, con successivo riversamento all’operatore, al netto dell’eventuale commissione pattuita.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1041" data-end="1402">Un altro aspetto cruciale riguarda la formalizzazione dei rapporti: è indispensabile predisporre <strong data-start="1138" data-end="1172">contratti chiari e dettagliati</strong>, che definiscano ruoli, responsabilità, modalità di incasso e gestione dei corrispettivi. Questo consente di dimostrare, in caso di controlli, la corretta separazione tra le attività di vendita e quelle di prestazione di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1404" data-end="1730">Dal punto di vista operativo, l’operatore estetico dovrà dotarsi di un proprio <strong data-start="1483" data-end="1510">registratore telematico</strong> (anche all’interno del punto vendita) e garantire la corretta emissione dei documenti fiscali ai clienti. Il negozio, invece, potrà limitarsi alla vendita dei prodotti e alla gestione della propria attività commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1732" data-end="1899">Questa impostazione, oltre a garantire la conformità normativa, consente anche una maggiore <strong data-start="1824" data-end="1859">trasparenza contabile e fiscale</strong>, riducendo il rischio di contestazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="85"><strong data-start="0" data-end="85">Esempi pratici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="87" data-end="250">Per comprendere meglio le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, è utile analizzare alcuni <strong data-start="179" data-end="195">casi pratici</strong> che riflettono situazioni comuni nel settore estetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="702">Immaginiamo un negozio di cosmetici che ospita al proprio interno un’estetista freelance. Quest’ultima utilizza i propri macchinari, gestisce le prenotazioni tramite agenda personale e decide in autonomia prezzi e trattamenti. In questo caso, anche se il cliente paga alla cassa del negozio, <strong data-start="544" data-end="594">lo scontrino deve essere emesso dall’estetista</strong>, in quanto è lei a erogare il servizio. Il negozio, se incassa, agisce solo come intermediario finanziario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="704" data-end="1071">Diverso sarebbe il caso in cui il negozio gestisca direttamente il servizio: personale assunto, organizzazione interna, prezzi stabiliti dal titolare e responsabilità complessiva dell’attività. In questa ipotesi, il servizio estetico è parte integrante dell’attività commerciale e quindi sarà il negozio stesso a dover <strong data-start="1023" data-end="1070">emettere lo scontrino e dichiarare i ricavi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1073" data-end="1403">Un terzo scenario riguarda i cosiddetti <strong data-start="1113" data-end="1164">corner in franchising o partnership strutturate</strong>: anche qui bisogna verificare attentamente chi sia il soggetto che effettua la prestazione. Non è il brand esposto o il luogo fisico a determinare l’obbligo fiscale, ma <strong data-start="1334" data-end="1402">chi assume il rischio economico e la responsabilità del servizio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1643">Questi esempi dimostrano un principio chiave: non conta chi incassa o dove viene svolto il servizio, ma <strong data-start="1509" data-end="1582">chi lo eroga concretamente sotto il profilo giuridico e organizzativo</strong>. È su questo elemento che si basa l’intero impianto fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1405" data-end="1643"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34385 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/03/female-masseuse-printing-payment-receipt-smiling-beauty-spa-closeup-with-some-copy-space.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="75"><strong data-start="0" data-end="75">Il ruolo della SCIA </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="77" data-end="498">Un ulteriore elemento centrale nella corretta gestione dei servizi estetici all’interno di un negozio riguarda la <strong data-start="191" data-end="245">SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)</strong> e, più in generale, le autorizzazioni amministrative necessarie per esercitare l’attività. Questo aspetto, spesso trascurato, è invece strettamente collegato agli obblighi fiscali e può rafforzare l’intero impianto organizzativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="500" data-end="846">Nel settore dell’estetica, la normativa prevede che l’attività possa essere esercitata solo da soggetti in possesso dei requisiti professionali e che abbiano presentato apposita SCIA al Comune competente. Questo significa che il soggetto autorizzato è anche quello che, di norma, <strong data-start="780" data-end="845">assume la responsabilità tecnica e operativa dei servizi resi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1287">Nel caso analizzato dall’Agenzia delle Entrate, l’operatore estetico esterno è il titolare dell’attività sotto il profilo tecnico e normativo. Di conseguenza, questo elemento rafforza ulteriormente la conclusione già vista: è lui il soggetto che deve certificare i corrispettivi. La coincidenza tra <strong data-start="1147" data-end="1205">titolare della SCIA e soggetto che emette lo scontrino</strong> non è casuale, ma rappresenta una naturale conseguenza della struttura normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1289" data-end="1595">Al contrario, se fosse il negozio – privo dei requisiti e delle autorizzazioni – a emettere scontrini per prestazioni estetiche, si configurerebbe una doppia irregolarità: fiscale e amministrativa. Da un lato, una violazione degli obblighi IVA; dall’altro, l’esercizio abusivo di un’attività regolamentata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1597" data-end="1824">Per questo motivo, è fondamentale verificare sempre la <strong data-start="1652" data-end="1717">coerenza tra autorizzazioni amministrative e gestione fiscale</strong>, evitando soluzioni “ibride” che possono apparire convenienti ma risultano rischiose in caso di controlli.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="75"><strong data-start="0" data-end="75">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="77" data-end="483">Adottare una struttura conforme alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate non è solo una scelta obbligata per evitare sanzioni, ma rappresenta anche un’opportunità concreta per ottenere <strong data-start="265" data-end="313">vantaggi fiscali, organizzativi e finanziari</strong>. Una corretta distinzione tra chi eroga il servizio e chi gestisce la vendita dei prodotti consente, infatti, una maggiore chiarezza nella gestione dei flussi economici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="485" data-end="872">Dal punto di vista fiscale, ogni soggetto dichiara esclusivamente i propri ricavi: l’operatore estetico registra i compensi derivanti dai trattamenti, mentre il negozio contabilizza solo i margini legati alla vendita dei prodotti e l’eventuale commissione per l’attività di intermediazione. Questo evita duplicazioni, errori di imputazione e possibili contestazioni in sede di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="874" data-end="1318">Un ulteriore vantaggio riguarda la <strong data-start="909" data-end="930">gestione dell’IVA</strong>, che risulta più lineare e trasparente. Ogni operatore applica il proprio regime fiscale (ordinario, forfettario, ecc.) senza interferenze, riducendo il rischio di errori nella liquidazione e nella dichiarazione. Inoltre, la separazione delle attività può consentire una migliore pianificazione fiscale, soprattutto nei casi in cui uno dei soggetti possa beneficiare di regimi agevolati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1320" data-end="1658">Dal punto di vista organizzativo, questa impostazione favorisce una maggiore <strong data-start="1397" data-end="1420">autonomia operativa</strong>: l’estetista può gestire in modo indipendente la propria attività, mentre il negozio può concentrarsi sul core business della vendita al dettaglio. Il risultato è una collaborazione più efficiente, chiara e sostenibile nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1660" data-end="1904">Infine, anche sotto il profilo finanziario, la corretta gestione delle “partite di giro” legate agli incassi per conto terzi consente una migliore tracciabilità dei flussi di cassa, elemento sempre più rilevante anche in ottica antiriciclaggio.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="84"><strong data-start="0" data-end="84">Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="86" data-end="501">La questione dell’emissione dello scontrino nei servizi di estetica svolti all’interno di un negozio al dettaglio rappresenta un tema cruciale per tutti gli operatori del settore beauty. Come chiarito in modo netto dalla <strong data-start="307" data-end="370">Risposta a interpello n. 83/2024 dell’Agenzia delle Entrate</strong>, il principio da seguire è uno solo: <strong data-start="408" data-end="500">gli obblighi fiscali ricadono sempre sul soggetto che eroga concretamente la prestazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="503" data-end="866">Questo significa che non è possibile separare arbitrariamente chi esegue il servizio da chi certifica i corrispettivi, nemmeno in presenza di accordi commerciali o modelli organizzativi complessi. Il fatto che il negozio incassi il pagamento o ospiti fisicamente l’attività è irrilevante ai fini IVA, se non è anche il soggetto che svolge il trattamento estetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="868" data-end="1306">Per evitare errori, sanzioni e contestazioni, è fondamentale strutturare correttamente i rapporti contrattuali, distinguere in modo chiaro le attività e garantire coerenza tra <strong data-start="1044" data-end="1121">realtà operativa, autorizzazioni amministrative (SCIA) e gestione fiscale</strong>. Solo così è possibile operare in sicurezza e, allo stesso tempo, cogliere opportunità di <strong data-start="1212" data-end="1245">ottimizzazione fiscale legale</strong>, migliorando la gestione dei ricavi e dei flussi finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1493">In un settore in continua evoluzione come quello dell’estetica, adottare un approccio professionale e conforme alla normativa non è solo una necessità, ma un vero vantaggio competitivo.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Servizi-di-estetica-in-negozio-chi-deve-emettere-lo-scontrino-Regole-fiscali-e-rischi/">Servizi di estetica in negozio: chi deve emettere lo scontrino? Regole fiscali e rischi</a> was first posted on Maggio 14, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova Legge di Bilancio interviene sul regime della cedolare secca, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> was first posted on Marzo 7, 2026 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="277" data-end="742">Il 2026 porta con sé una svolta significativa per i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi: la nuova <strong data-start="392" data-end="413">Legge di Bilancio</strong> interviene sul regime della <strong data-start="442" data-end="460">cedolare secca</strong>, introducendo modifiche che avranno un impatto diretto su tassazione, adempimenti e convenienza economica. Chi affitta case per pochi giorni tramite piattaforme come Airbnb o Booking dovrà fare i conti con regole più stringenti e una pressione fiscale potenzialmente più elevata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">Ma cosa cambia davvero? E soprattutto: è ancora conveniente utilizzare la cedolare secca per gli affitti brevi nel 2026?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="744" data-end="1190">In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutte le novità introdotte, cosa prevede la nuova normativa, i vantaggi e gli svantaggi, e come muoversi per risparmiare legalmente sulle tasse senza rischiare sanzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="198" data-end="277"><strong>Affitti brevi 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="805">Dal <strong data-start="283" data-end="302">1° gennaio 2026</strong> è entrato in vigore un nuovo impianto normativo che segna una vera svolta per chi affitta immobili con la formula degli <strong data-start="423" data-end="440">affitti brevi</strong>. La <strong data-start="445" data-end="471">Legge di Bilancio 2026</strong> ha introdotto importanti modifiche fiscali e normative, ridisegnando i confini tra attività privata e attività imprenditoriale. La novità più rilevante? Chi affitta <strong data-start="637" data-end="659">tre o più immobili</strong>sarà considerato automaticamente un imprenditore e dovrà <strong data-start="717" data-end="742">aprire la partita IVA</strong>, con tutti gli obblighi contabili e fiscali che ne conseguono.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1139">Questa presunzione di imprenditorialità segna un cambio di paradigma rispetto al passato, in cui si poteva affittare più di due immobili senza dover passare al regime IVA. Ora, la soglia è stata abbassata, con l’obiettivo (non dichiarato ma evidente) di contrastare l’evasione fiscale e regolamentare un settore in forte espansione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1141" data-end="1295">Per quanto riguarda la <strong data-start="1164" data-end="1182">cedolare secca</strong>, la Legge ha confermato il sistema progressivo introdotto nel 2024, ma lo ha codificato con maggiore precisione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1297" data-end="1422">
<li data-start="1297" data-end="1352">
<p data-start="1299" data-end="1352"><strong data-start="1299" data-end="1306">21%</strong> sul primo immobile affittato a breve termine;</p>
</li>
<li data-start="1353" data-end="1384">
<p data-start="1355" data-end="1384"><strong data-start="1355" data-end="1362">26%</strong> sul secondo immobile;</p>
</li>
<li data-start="1385" data-end="1422">
<p data-start="1387" data-end="1422"><strong data-start="1387" data-end="1394">30%</strong> su terzo e quarto immobile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1675">La base normativa è l’<strong data-start="1446" data-end="1485">art. 7 della Legge di Bilancio 2026</strong>, che modifica l’art. 4 del DL 50/2017. È importante sottolineare che resta possibile scegliere l’unità immobiliare a cui applicare l’aliquota più bassa in sede di dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1677" data-end="1882">Oltre alla normativa statale, si attendono <strong data-start="1720" data-end="1764">ulteriori interventi da Regioni e Comuni</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="1792" data-end="1824">urbanistici e amministrativi</strong>, che potrebbero influenzare l’attività in modo rilevante.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="329" data-end="398"><strong>Cedolare secca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="400" data-end="846">Prima di entrare nel merito delle novità introdotte dalla <strong data-start="458" data-end="484">Legge di Bilancio 2026</strong>, è utile ricordare cosa prevede il regime della <strong data-start="533" data-end="551">cedolare secca</strong>, uno strumento fiscale che negli ultimi anni ha attirato molti proprietari di immobili in locazione. La cedolare secca è una <strong data-start="677" data-end="713">modalità opzionale di tassazione</strong> che consente di sostituire l’<strong data-start="743" data-end="752">IRPEF</strong> e le relative addizionali con un’<strong data-start="786" data-end="809">imposta sostitutiva</strong>, calcolata sul reddito da locazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="848" data-end="1179">Oltre alla tassazione agevolata, il regime offre altri vantaggi: chi opta per la cedolare non deve pagare l’<strong data-start="956" data-end="979">imposta di registro</strong> né l’<strong data-start="985" data-end="1005">imposta di bollo</strong> per la registrazione, proroga o risoluzione del contratto. Tuttavia, è importante sapere che <strong data-start="1099" data-end="1118">non sostituisce</strong> l’imposta di registro in caso di <strong data-start="1152" data-end="1178">cessione del contratto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1181" data-end="1498">L’adesione alla cedolare comporta anche <strong data-start="1221" data-end="1263">la rinuncia all’adeguamento del canone</strong>: non sarà possibile aggiornare l’affitto nemmeno sulla base dell’<strong data-start="1329" data-end="1345">indice ISTAT</strong>. Questo limite è spesso sottovalutato, ma può incidere nel medio-lungo periodo sui ricavi del locatore, soprattutto in contesti di inflazione crescente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1500" data-end="1843">Secondo quanto indicato dall’<strong data-start="1529" data-end="1554">Agenzia delle Entrate</strong>, l’opzione può essere esercitata <strong data-start="1588" data-end="1636">al momento della registrazione del contratto</strong> o <strong data-start="1639" data-end="1669">in sede di rinnovo annuale</strong>, nel caso di contratti pluriennali. Se non viene esercitata subito, si applicano le regole ordinarie, comprese le imposte di registro e bollo, che <strong data-start="1817" data-end="1842">non sono rimborsabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1845" data-end="2056">Infine, ricordiamo che quanto previsto dalla manovra 2026 è ancora contenuto in un <strong data-start="1928" data-end="1954">disegno di legge (DDL)</strong> in fase di approvazione: sono quindi possibili <strong data-start="2002" data-end="2055">modifiche prima dell’entrata in vigore definitiva</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Partita IVA obbligatoria dal terzo immobile</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="858">Uno dei cambiamenti più impattanti introdotti dalla <strong data-start="427" data-end="453">Legge di Bilancio 2026</strong> riguarda la definizione di “<strong data-start="482" data-end="510">attività imprenditoriale</strong>” per chi gestisce affitti brevi. Fino al 2025, il confine tra gestione privata e attività d’impresa era piuttosto sfumato e lasciava spazio a interpretazioni. Dal 2026, invece, viene introdotto un <strong data-start="708" data-end="730">criterio oggettivo</strong> e chiaro: <strong data-start="741" data-end="857">dal terzo immobile affittato con contratti brevi, scatta automaticamente l’obbligo di apertura della partita IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="860" data-end="1043">Questo significa che chi possiede e affitta tre o più appartamenti con contratti inferiori a 30 giorni sarà considerato un <strong data-start="983" data-end="1019">imprenditore a tutti gli effetti</strong>. Di conseguenza, dovrà:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1045" data-end="1361">
<li data-start="1045" data-end="1124">
<p data-start="1047" data-end="1124">Aprire una <strong data-start="1058" data-end="1073">partita IVA</strong> con codice ATECO specifico per le locazioni brevi;</p>
</li>
<li data-start="1125" data-end="1259">
<p data-start="1127" data-end="1259">Adempiere agli <strong data-start="1142" data-end="1174">obblighi contabili e fiscali</strong> tipici di un’impresa (tenuta registri, fatturazione elettronica, dichiarazioni IVA);</p>
</li>
<li data-start="1260" data-end="1361">
<p data-start="1262" data-end="1361">Eventualmente iscriversi alla <strong data-start="1292" data-end="1318">Gestione Separata INPS</strong>, se si supera una certa soglia di reddito.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1633">Inoltre, l’attività potrebbe essere soggetta a controlli <strong data-start="1420" data-end="1452">urbanistici e amministrativi</strong> da parte dei Comuni o delle Regioni, che stanno valutando l’introduzione di <strong data-start="1529" data-end="1557">nuovi regolamenti locali</strong>, come limiti al numero di immobili affittabili o obblighi di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999">Il passaggio alla forma imprenditoriale, per molti piccoli proprietari, può comportare un aumento dei costi gestionali e fiscali. Tuttavia, in alcuni casi, può rivelarsi anche un’opportunità per <strong data-start="1830" data-end="1863">strutturare meglio l’attività</strong> e <strong data-start="1866" data-end="1887">scaricare i costi </strong>legati alla gestione dell’immobile. Valutare caso per caso è essenziale per non incorrere in errori o sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1635" data-end="1999"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34031 " src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/renting-house-concept-with-wooden-blocks-sticky-note-grey-background-flat-lay.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="386" data-end="454"><strong>Conviene ancora la cedolare secca </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="456" data-end="848">Con l’introduzione del nuovo sistema a <strong data-start="495" data-end="520">scaglioni di aliquota</strong> (21%, 26% e 30%) e l’obbligo di aprire <strong data-start="560" data-end="594">partita IVA dal terzo immobile</strong>, la domanda che molti proprietari si pongono è: <strong data-start="643" data-end="694">la cedolare secca è ancora conveniente nel 2026</strong>? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui il numero di immobili affittati, il reddito prodotto e le spese sostenute per la gestione dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="850" data-end="864">Nel dettaglio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1634">
<li data-start="866" data-end="1097">
<p data-start="868" data-end="1097">Se si affitta <strong data-start="882" data-end="902">solo un immobile</strong>, l’aliquota al <strong data-start="918" data-end="925">21%</strong> rimane competitiva rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per chi si trova in scaglioni medio-alti. In più, il regime è semplice, senza obblighi IVA o INPS.</p>
</li>
<li data-start="1098" data-end="1299">
<p data-start="1100" data-end="1299">Con <strong data-start="1104" data-end="1120">due immobili</strong>, l’aliquota sale al <strong data-start="1141" data-end="1148">26%</strong>, ma può ancora risultare vantaggiosa se i canoni sono elevati e non si hanno molti costi da scaricare. Tuttavia, si perde parte del risparmio fiscale.</p>
</li>
<li data-start="1300" data-end="1634">
<p data-start="1302" data-end="1634">Dal <strong data-start="1306" data-end="1330">terzo immobile in su</strong>, con tassazione al <strong data-start="1350" data-end="1357">30%</strong> e obbligo di partita IVA, la cedolare secca diventa decisamente <strong data-start="1422" data-end="1441">meno attrattiva</strong>, soprattutto se confrontata con il regime d’impresa ordinario o forfettario, che consente di dedurre i costi e, in alcuni casi, di applicare aliquote più basse grazie alla flat tax (15% o 5%).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1636" data-end="1912">Inoltre, va considerato che la cedolare secca <strong data-start="1682" data-end="1715">non consente di dedurre spese</strong> come ristrutturazioni, arredi, utenze, spese condominiali o commissioni di agenzie e portali online. Questo può rappresentare un limite per chi gestisce immobili in modo intensivo e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">Conclusione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1914" data-end="2119">La cedolare secca continua a essere una buona scelta <strong data-start="1980" data-end="2045">per chi affitta saltuariamente o con basso profilo gestionale</strong>, ma diventa meno conveniente per chi entra in una logica imprenditoriale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="374" data-end="467"><strong>Affitti brevi, locazioni turistiche e attività imprenditoriale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Con le modifiche introdotte dalla <strong data-start="503" data-end="529">Legge di Bilancio 2026</strong>, diventa ancora più importante distinguere chiaramente tra <strong data-start="589" data-end="606">affitto breve</strong>, <strong data-start="608" data-end="631">locazione turistica</strong> e <strong data-start="634" data-end="662">attività imprenditoriale</strong> vera e propria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="469" data-end="839">Tre termini spesso utilizzati come sinonimi, ma che in realtà si riferiscono a <strong data-start="758" data-end="797">modelli giuridici e fiscali diversi</strong>, ognuno con obblighi e regole specifiche.</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="841" data-end="1921">
<li data-start="841" data-end="1167">
<p data-start="843" data-end="1167">Gli <strong data-start="847" data-end="864">affitti brevi</strong> sono definiti come contratti di <strong data-start="897" data-end="943">locazione di durata inferiore ai 30 giorni</strong>, senza servizi aggiuntivi come colazione, pulizia giornaliera o reception. Sono rivolti prevalentemente a turisti o lavoratori in trasferta e non richiedono, in linea generale, partita IVA, se limitati a uno o due immobili.</p>
</li>
<li data-start="1169" data-end="1519">
<p data-start="1171" data-end="1519">Le <strong data-start="1174" data-end="1198">locazioni turistiche</strong> sono una forma di affitto breve regolata a livello <strong data-start="1250" data-end="1274">regionale e comunale</strong>, con adempimenti che possono includere <strong data-start="1314" data-end="1322">SCIA</strong>, comunicazione alla questura degli ospiti, rispetto di norme urbanistiche e certificazioni energetiche. Alcune Regioni impongono l’iscrizione in elenchi specifici o l’uso di codici identificativi.</p>
</li>
<li data-start="1521" data-end="1921">
<p data-start="1523" data-end="1921">L’<strong data-start="1525" data-end="1553">attività imprenditoriale</strong> scatta quando si superano determinati limiti, ora ben definiti: <strong data-start="1618" data-end="1650">dal terzo immobile affittato</strong>, si presume per legge l’esercizio di un’impresa. In questo caso, il proprietario è obbligato ad aprire <strong data-start="1754" data-end="1769">partita IVA</strong>, adottare un regime fiscale coerente e rispettare le normative del settore turistico-alberghiero (come la registrazione presso la Camera di Commercio).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1923" data-end="2293">La corretta qualificazione dell’attività è fondamentale, perché da essa derivano importanti conseguenze fiscali, amministrative e perfino <strong data-start="2061" data-end="2071">penali</strong> in caso di omessa comunicazione o esercizio abusivo. È perciò consigliabile, prima di avviare o ampliare un’attività di affitti brevi, <strong data-start="2207" data-end="2239">consultare un commercialista</strong> esperto in materia per una valutazione caso per caso.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="311" data-end="385"><strong>Interventi attesi da Regioni e Comuni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="387" data-end="835">Oltre alle novità introdotte a livello statale dalla <strong data-start="440" data-end="466">Legge di Bilancio 2026</strong>, nei prossimi mesi si attendono importanti sviluppi anche sul piano <strong data-start="535" data-end="545">locale</strong>, con <strong data-start="551" data-end="571">Regioni e Comuni</strong> pronti a introdurre ulteriori regole per la gestione degli affitti brevi. Si tratta di un passaggio cruciale, perché il legislatore nazionale ha lasciato <strong data-start="726" data-end="774">ampio margine di intervento agli enti locali</strong>, in particolare su aspetti <strong data-start="802" data-end="834">urbanistici e amministrativi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="837" data-end="1024">Alcuni Comuni – soprattutto nelle città turistiche o ad alta tensione abitativa come <strong data-start="922" data-end="965">Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Milano</strong> – stanno valutando o hanno già annunciato l’intenzione di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1026" data-end="1563">
<li data-start="1026" data-end="1123">
<p data-start="1028" data-end="1123">limitare il numero massimo di immobili affittabili come affitti brevi per ciascun proprietario;</p>
</li>
<li data-start="1124" data-end="1230">
<p data-start="1126" data-end="1230">introdurre <strong data-start="1137" data-end="1173">zone a regolamentazione speciale</strong>, dove gli affitti turistici saranno fortemente limitati;</p>
</li>
<li data-start="1231" data-end="1345">
<p data-start="1233" data-end="1345">obbligare i proprietari a richiedere <strong data-start="1270" data-end="1299">autorizzazioni preventive</strong> o a iscriversi in appositi registri comunali;</p>
</li>
<li data-start="1346" data-end="1469">
<p data-start="1348" data-end="1469">intensificare i controlli sul <strong data-start="1378" data-end="1419">codice identificativo nazionale (CIN)</strong> e sulla trasmissione dei dati agli enti preposti;</p>
</li>
<li data-start="1470" data-end="1563">
<p data-start="1472" data-end="1563">aumentare la <strong data-start="1485" data-end="1507">tassa di soggiorno</strong> o introdurre contributi speciali a carico dei locatori.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1565" data-end="1808">Anche le <strong data-start="1574" data-end="1585">Regioni</strong>, da parte loro, possono intervenire con leggi ad hoc, ad esempio prevedendo <strong data-start="1662" data-end="1697">corsi obbligatori di formazione</strong>, requisiti strutturali minimi per gli alloggi o l’obbligo di stipulare assicurazioni di responsabilità civile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107">Questo contesto normativo frammentato e in evoluzione rende la gestione degli affitti brevi sempre più complessa. È quindi fondamentale che ogni locatore sia aggiornato sulla normativa <strong data-start="1995" data-end="2033">non solo nazionale ma anche locale</strong>, per evitare sanzioni o addirittura l’interruzione forzata dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1810" data-end="2107"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34030 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg" alt="" width="1920" height="1281" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1.jpg 1920w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/flat-lay-real-estate-concept-1-1068x713.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="304" data-end="388"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="390" data-end="838">Le novità introdotte dalla <strong data-start="417" data-end="443">Legge di Bilancio 2026</strong> cambiano in modo sostanziale il panorama fiscale degli <strong data-start="499" data-end="516">affitti brevi</strong> in Italia. L’obiettivo del legislatore è chiaro: ridurre le zone grigie, contrastare l’evasione e distinguere chi affitta in modo occasionale da chi lo fa come vera attività d’impresa. Tuttavia, questo si traduce in nuove <strong data-start="739" data-end="767">complessità burocratiche</strong> e in un aumento della pressione fiscale per chi gestisce più immobili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="840" data-end="1333">Per i <strong data-start="846" data-end="869">piccoli proprietari</strong>, la cedolare secca al 21% può continuare a rappresentare una soluzione semplice e vantaggiosa, a patto di limitare l’attività a un solo immobile e rispettare tutte le regole. Chi invece possiede più unità immobiliari e genera redditi significativi da affitti turistici deve ora valutare con attenzione <strong data-start="1172" data-end="1204">l’apertura della partita IVA</strong>, la possibilità di passare a un <strong data-start="1237" data-end="1259">regime forfettario</strong> (dove applicabile), e i vantaggi fiscali legati alla deduzione dei costi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1645">Fondamentale sarà anche monitorare i futuri interventi di <strong data-start="1393" data-end="1413">Regioni e Comuni</strong>, che potrebbero introdurre nuove restrizioni o obblighi. L’adeguamento alle normative locali diventa quindi un passaggio obbligato per evitare <strong data-start="1557" data-end="1569">sanzioni</strong>, <strong data-start="1571" data-end="1591">chiusure forzate</strong> o l&#8217;esclusione dalle principali piattaforme digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">Il consiglio finale è semplice: <strong data-start="1679" data-end="1733">farsi assistere da un commercialista specializzato</strong> nella fiscalità immobiliare. Solo un’analisi personalizzata può aiutare a scegliere il regime fiscale più conveniente e a mantenere l’attività pienamente conforme alla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1647" data-end="2001">In un settore in continua evoluzione, <strong data-start="1951" data-end="2000">la prevenzione è il miglior risparmio fiscale</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Cedolare-secca-affitti-brevi-2026-nuove-aliquote-limiti-e-obbligo-di-partita-IVA-dal-terzo-immobile/">Cedolare secca affitti brevi 2026: nuove aliquote, limiti e obbligo di partita IVA dal terzo immobile</a> was first posted on Marzo 7, 2026 at 5:55 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assegnazione agevolata beni ai soci 2026: guida completa a vantaggi, imposte e strategia fiscale</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Assegnazione-agevolata-beni-ai-soci-2026-guida-completa-a-vantaggi-imposte-e-strategia-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Assegnazione agevolata beni ai soci]]></category>
		<category><![CDATA[assegnazione agevolata 2026]]></category>
		<category><![CDATA[assegnazione beni soci 2026]]></category>
		<category><![CDATA[assegnazione immobili società a soci]]></category>
		<category><![CDATA[fiscalità immobili 2026]]></category>
		<category><![CDATA[imposta sostitutiva beni ai soci]]></category>
		<category><![CDATA[IVA su assegnazione immobili]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Bilancio 2026 agevolazioni fiscali.]]></category>
		<category><![CDATA[riserve in sospensione d’imposta]]></category>
		<category><![CDATA[società di comodo agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione in società semplice]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore italiano riapre una finestra che molti imprenditori stavano attendendo: quella dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci. Un’opportunità fiscale e patrimoniale già sperimentata con successo negli anni passati, e che si ripresenta nel 2026 con condizioni favorevoli e obiettivi chiari. Ma in cosa consiste davvero questa misura? Quali [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Assegnazione-agevolata-beni-ai-soci-2026-guida-completa-a-vantaggi-imposte-e-strategia-fiscale/">Assegnazione agevolata beni ai soci 2026: guida completa a vantaggi, imposte e strategia fiscale</a> was first posted on Marzo 3, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="372" data-end="810">Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore italiano riapre una finestra che molti imprenditori stavano attendendo: quella dell’<strong data-start="502" data-end="545">assegnazione agevolata dei beni ai soci</strong>. Un’opportunità fiscale e patrimoniale già sperimentata con successo negli anni passati, e che si ripresenta nel 2026 con condizioni favorevoli e obiettivi chiari. Ma in cosa consiste davvero questa misura? Quali vantaggi offre? E soprattutto: conviene sfruttarla?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1283">L’assegnazione agevolata rappresenta uno strumento chiave per le società di persone e di capitali che vogliono <strong data-start="923" data-end="965">razionalizzare il patrimonio aziendale</strong>, liberandosi di immobili e beni non più strategici e <strong data-start="1019" data-end="1044">trasferendoli ai soci</strong> a condizioni fiscali di favore. È una mossa di <strong data-start="1092" data-end="1118">ottimizzazione fiscale</strong>, ma anche di <strong data-start="1132" data-end="1163">pianificazione patrimoniale</strong> e di <strong data-start="1169" data-end="1213">semplificazione del perimetro societario</strong>, con effetti positivi anche in ottica di <strong data-start="1255" data-end="1282">passaggio generazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1642">Il 2026 potrebbe dunque essere l’anno giusto per ripensare alla struttura patrimoniale della propria società, sfruttando un prelievo fiscale sostitutivo più leggero rispetto al regime ordinario. Con una tassazione che può arrivare anche solo all’<strong data-start="1531" data-end="1548">8% o al 10,5%</strong>, rispetto ad aliquote ben più elevate in caso di cessione ordinaria, il risparmio è evidente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1644" data-end="1942">In questo articolo esploreremo nel dettaglio come funziona l’assegnazione agevolata dei beni ai soci nel 2026, chi può beneficiarne, quali sono le condizioni previste dalla nuova normativa e come sfruttarla per <strong data-start="1855" data-end="1885">risparmiare in modo legale</strong> e pianificare al meglio il futuro della propria impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="181" data-end="254"><strong>Soggetti ammessi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="712">La riapertura dell’assegnazione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 si rivolge, in linea con le precedenti versioni della misura, a un’ampia platea di società commerciali residenti in Italia. Si tratta di una misura studiata appositamente per favorire il riassetto patrimoniale all’interno di società che operano nell’ambito dell’impresa e che detengono beni immobili o mobili registrati non più considerati strategici per l’attività aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="714" data-end="768">In particolare, possono beneficiare dell’agevolazione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="770" data-end="1081">
<li data-start="770" data-end="950">
<p data-start="772" data-end="807">le <strong data-start="775" data-end="798">società di capitali</strong>, ovvero:</p>
<ul data-start="810" data-end="950">
<li data-start="810" data-end="844">
<p data-start="812" data-end="844">Società per Azioni (<strong data-start="832" data-end="842">S.p.A.</strong>),</p>
</li>
<li data-start="847" data-end="898">
<p data-start="849" data-end="898">Società in Accomandita per Azioni (<strong data-start="884" data-end="896">S.a.p.a.</strong>),</p>
</li>
<li data-start="901" data-end="950">
<p data-start="903" data-end="950">Società a Responsabilità Limitata (<strong data-start="938" data-end="948">S.r.l.</strong>);</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="952" data-end="1081">
<p data-start="954" data-end="986">le <strong data-start="957" data-end="979">società di persone</strong>, cioè:</p>
<ul data-start="989" data-end="1081">
<li data-start="989" data-end="1031">
<p data-start="991" data-end="1031">Società in Nome Collettivo (<strong data-start="1019" data-end="1029">S.n.c.</strong>),</p>
</li>
<li data-start="1034" data-end="1081">
<p data-start="1036" data-end="1081">Società in Accomandita Semplice (<strong data-start="1069" data-end="1079">S.a.s.</strong>).</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1083" data-end="1264">Sono invece <strong data-start="1095" data-end="1127">escluse le ditte individuali</strong>, così come non rientrano nel perimetro della norma le <strong data-start="1182" data-end="1202">società semplici</strong>, le quali non svolgono attività commerciale in senso stretto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1266" data-end="1569">Un ulteriore requisito fondamentale è che la società deve essere <strong data-start="1331" data-end="1366">residente fiscalmente in Italia</strong>, in modo da rientrare nella giurisdizione della normativa nazionale e poter applicare il regime agevolato previsto. La residenza fiscale è quindi uno dei pilastri su cui si fonda l’accesso al beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1571" data-end="1862">Questa apertura alle varie forme societarie rappresenta un’occasione concreta per molte realtà imprenditoriali italiane, in particolare quelle a conduzione familiare, per effettuare un&#8217;operazione di <strong data-start="1770" data-end="1798">riorganizzazione interna</strong> e valorizzazione del patrimonio in modo fiscalmente efficiente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="156" data-end="261"><strong>Quali beni possono essere assegnati </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="263" data-end="764">Il perimetro oggettivo dell’assegnazione agevolata 2026 è ben definito e si concentra su una specifica categoria di beni: quelli <strong data-start="392" data-end="447">non utilizzati direttamente nell’attività d’impresa</strong>. Lo scopo è infatti quello di consentire la <strong data-start="492" data-end="530">fuoriuscita di beni non strategici</strong> dal patrimonio societario, premiando le società che scelgono di semplificare la struttura aziendale e <strong data-start="633" data-end="658">riallocare le risorse</strong> in modo più efficiente, anche in un’ottica di passaggio generazionale o dismissione del ramo immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="766" data-end="815">In particolare, rientrano tra i beni agevolabili:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="817" data-end="1334">
<li data-start="817" data-end="1156">
<p data-start="819" data-end="877">gli <strong data-start="823" data-end="868">immobili non strumentali per destinazione</strong>, ovvero:</p>
<ul data-start="880" data-end="1156">
<li data-start="880" data-end="926">
<p data-start="882" data-end="926"><strong data-start="882" data-end="900">immobili merce</strong> (destinati alla vendita),</p>
</li>
<li data-start="929" data-end="1023">
<p data-start="931" data-end="1023"><strong data-start="931" data-end="954">immobili patrimonio</strong> (non utilizzati nell’attività produttiva né destinati alla vendita),</p>
</li>
<li data-start="1026" data-end="1156">
<p data-start="1028" data-end="1156"><strong data-start="1028" data-end="1063">immobili strumentali per natura</strong> ma <strong data-start="1067" data-end="1103">concessi in locazione o comodato</strong> (e quindi non utilizzati direttamente dall’impresa);</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1158" data-end="1334">
<p data-start="1160" data-end="1237">i <strong data-start="1162" data-end="1188">beni mobili registrati</strong> non impiegati come strumentali, come ad esempio:</p>
<ul data-start="1240" data-end="1334">
<li data-start="1240" data-end="1258">
<p data-start="1242" data-end="1258"><strong data-start="1242" data-end="1257">autoveicoli</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1261" data-end="1275">
<p data-start="1263" data-end="1275"><strong data-start="1263" data-end="1274">natanti</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1334">
<p data-start="1280" data-end="1334"><strong data-start="1280" data-end="1294">aeromobili</strong>, se presenti nel patrimonio societario.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1336" data-end="1573">Un aspetto operativo fondamentale riguarda il <strong data-start="1382" data-end="1423">momento della qualificazione del bene</strong>: ciò che conta è <strong data-start="1441" data-end="1489">l’uso effettivo al momento dell’assegnazione</strong>, indipendentemente da quando il bene sia stato acquistato o dal suo uso in passato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1575" data-end="2012">Infine, è importante evidenziare un limite sottolineato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate: <strong data-start="1672" data-end="1737">non rientrano tra i beni agevolabili i diritti reali parziali</strong> (come usufrutto o nuda proprietà). L’agevolazione si applica solo in presenza di <strong data-start="1819" data-end="1876">fuoriuscita effettiva del bene dal patrimonio sociale</strong>. Ad esempio, l’assegnazione della piena proprietà al socio, che in precedenza era solo usufruttuario, può rientrare tra i casi ammessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1575" data-end="2012"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34068 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1024x637.jpg" alt="" width="696" height="433" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1024x637.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-300x187.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-768x478.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1536x956.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-675x420.jpg 675w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-150x93.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-600x373.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-696x433.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-1068x665.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling-356x220.jpg 356w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/businessman-is-upset-by-defeat-his-protege-loss-failure-mistake-handling.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="239" data-end="339"><strong>Scadenze e condizioni per l&#8217;accesso</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="341" data-end="816">Per poter beneficiare dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci nel 2026, la <strong data-start="421" data-end="435">tempistica</strong> rappresenta un aspetto determinante. La Legge di Bilancio fissa una <strong data-start="504" data-end="538">finestra temporale ben precisa</strong>, entro la quale devono essere effettuate tutte le operazioni rilevanti: <strong data-start="611" data-end="692">assegnazioni, cessioni agevolate ai soci e trasformazioni in società semplice</strong> (nel caso di società di mero godimento). La scadenza ufficiale per perfezionare tali operazioni è <strong data-start="791" data-end="815">il 30 settembre 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="818" data-end="851">Entro tale termine devono essere:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="852" data-end="942">
<li data-start="852" data-end="890">
<p data-start="854" data-end="890"><strong data-start="854" data-end="889">adottate le delibere societarie</strong>,</p>
</li>
<li data-start="891" data-end="942">
<p data-start="893" data-end="942"><strong data-start="893" data-end="927">sottoscritti gli atti notarili</strong>, ove previsti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="944" data-end="1177">Ma non è tutto. La norma impone anche una <strong data-start="986" data-end="1011">condizione soggettiva</strong> per i soci assegnatari, che introduce un elemento temporale volto a prevenire manovre elusive. Per poter accedere all’agevolazione, il socio che riceve il bene deve:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1178" data-end="1419">
<li data-start="1178" data-end="1239">
<p data-start="1180" data-end="1239">risultare <strong data-start="1190" data-end="1231">socio alla data del 30 settembre 2025</strong>, oppure</p>
</li>
<li data-start="1240" data-end="1419">
<p data-start="1242" data-end="1419">essere <strong data-start="1249" data-end="1344">iscritto nel libro soci entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026</strong>, ma in forza di un <strong data-start="1364" data-end="1418">titolo con data certa anteriore al 1° ottobre 2025</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1421" data-end="1668">Questa clausola è una <strong data-start="1443" data-end="1471">precauzione anti-elusiva</strong>: mira a evitare che soggetti esterni vengano inseriti artificialmente nella compagine societaria, con l’unico obiettivo di accedere alle agevolazioni in modo non conforme allo spirito della norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1670" data-end="1926">Per questo motivo è fondamentale che le società interessate inizino tempestivamente l’<strong data-start="1756" data-end="1802">analisi della propria struttura societaria</strong> e del patrimonio da assegnare, così da poter rispettare tutti i requisiti formali e sostanziali entro le scadenze previste.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="309" data-end="395"><strong>Imposta sostitutiva</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="791">Uno dei principali motivi di interesse per l’assegnazione agevolata 2026 risiede nella possibilità di applicare un <strong data-start="512" data-end="540">prelievo fiscale ridotto</strong>, sotto forma di <strong data-start="557" data-end="580">imposta sostitutiva</strong>, in luogo della tassazione ordinaria sulle plusvalenze. Ma per comprendere esattamente il vantaggio, è necessario entrare nel merito di come si determina la base imponibile e quali sono le aliquote applicabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="793" data-end="851">L’<strong data-start="795" data-end="818">imposta sostitutiva</strong> si applica sulla differenza tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="852" data-end="1126">
<li data-start="852" data-end="955">
<p data-start="854" data-end="955">il <strong data-start="857" data-end="884">valore normale del bene</strong> (definito ai sensi dell’art. 9 del TUIR, quindi il valore di mercato),</p>
</li>
<li data-start="956" data-end="1055">
<p data-start="958" data-end="1055">oppure, nel caso degli immobili, è possibile optare per il <strong data-start="1017" data-end="1048">valore catastale rivalutato</strong>,<br />
<strong data-start="1050" data-end="1055">e</strong></p>
</li>
<li data-start="1056" data-end="1126">
<p data-start="1058" data-end="1126">il <strong data-start="1061" data-end="1104">costo fiscalmente riconosciuto del bene</strong> in capo alla società.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1128" data-end="1426">Se questa differenza è <strong data-start="1151" data-end="1178">pari o inferiore a zero</strong>, la base imponibile è <strong data-start="1201" data-end="1210">nulla</strong>, e di conseguenza <strong data-start="1229" data-end="1291">non si genera alcuna imposta sostitutiva sulla plusvalenza</strong>: una situazione fiscalmente neutra che può verificarsi, ad esempio, per immobili completamente ammortizzati o già svalutati nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1428" data-end="1478">Le <strong data-start="1431" data-end="1468">aliquote dell’imposta sostitutiva</strong> sono due:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1479" data-end="1684">
<li data-start="1479" data-end="1505">
<p data-start="1481" data-end="1505"><strong data-start="1481" data-end="1487">8%</strong> in via ordinaria;</p>
</li>
<li data-start="1506" data-end="1684">
<p data-start="1508" data-end="1684"><strong data-start="1508" data-end="1517">10,5%</strong> nel caso di società <strong data-start="1538" data-end="1569">non operative o “di comodo”</strong>, qualora risultino tali per <strong data-start="1598" data-end="1649">almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti</strong> (criteri ex art. 30, L. 724/1994).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1686" data-end="1981">Un altro elemento rilevante riguarda le <strong data-start="1726" data-end="1762">riserve in sospensione d’imposta</strong>: se l’assegnazione comporta l’utilizzo di tali riserve, queste vengono tassate separatamente con un’<strong data-start="1863" data-end="1894">imposta sostitutiva del 13%</strong>, da calcolare <strong data-start="1909" data-end="1944">su una base imponibile distinta</strong> rispetto a quella della plusvalenza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1983" data-end="2010">È importante ricordare che:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2011" data-end="2255">
<li data-start="2011" data-end="2138">
<p data-start="2013" data-end="2138">l’utilizzo delle riserve in sospensione avviene <strong data-start="2061" data-end="2081">in via residuale</strong>, solo dopo aver esaurito riserve di utili e di capitale;</p>
</li>
<li data-start="2139" data-end="2255">
<p data-start="2141" data-end="2255">l’importo delle riserve “liberate” non può eccedere il valore contabilmente impiegato per l’assegnazione del bene.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2257" data-end="2450">Una corretta pianificazione dell’operazione richiede quindi un’<strong data-start="2320" data-end="2354">analisi contabile approfondita</strong>, per determinare l’effettiva esposizione fiscale e valutare il reale vantaggio dell’operazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2257" data-end="2450"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34054 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/closeup-shot-person-thinking-buying-selling-house.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="216" data-end="304"><strong>Imposte indirette e IVA</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="730">Quando si analizza la convenienza dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci, l’attenzione si concentra quasi sempre sull’imposta sostitutiva dell’8% o del 10,5%. Tuttavia, per molte operazioni – in particolare quelle che coinvolgono <strong data-start="542" data-end="602">immobili di recente acquisizione o soggetti a regime IVA</strong> – il vero punto critico è rappresentato dalle <strong data-start="649" data-end="670">imposte indirette</strong>, cioè <strong data-start="677" data-end="729">imposta di registro, ipotecaria, catastale e IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="732" data-end="991">La disciplina del 2026, secondo quanto emerge dalla lettura della Legge di Bilancio e dalla documentazione previgente (in particolare la Legge 197/2022, da cui l’impianto viene sostanzialmente ricalcato), conferma <strong data-start="946" data-end="990">due importanti leve di vantaggio fiscale</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="993" data-end="1124">
<li data-start="993" data-end="1054">
<p data-start="995" data-end="1054"><strong data-start="995" data-end="1036">Imposta di registro ridotta alla metà</strong>, ove applicabile;</p>
</li>
<li data-start="1055" data-end="1124">
<p data-start="1057" data-end="1124"><strong data-start="1057" data-end="1097">Imposte ipotecaria e catastale fisse</strong>, invece che proporzionali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1126" data-end="1395">Questo trattamento agevolato si traduce, nella pratica, in un notevole risparmio sui costi d’atto, soprattutto in caso di assegnazione di <strong data-start="1264" data-end="1293">immobili a valore elevato</strong>, dove l’applicazione ordinaria delle imposte proporzionali potrebbe comportare esborsi significativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1837">Tuttavia, è sul versante IVA che si gioca spesso la <strong data-start="1449" data-end="1473">partita più delicata</strong>. L’assegnazione di immobili originariamente acquistati con detrazione dell’IVA espone l’operazione alla <strong data-start="1578" data-end="1612">rettifica della detrazione IVA</strong> ai sensi dell’art. 19-bis2 del DPR 633/1972, qualora non siano trascorsi i dieci anni previsti dal monitoraggio. In questi casi, l’azienda potrebbe dover restituire all’Erario parte dell’IVA detratta all’epoca dell’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1839" data-end="2133">Ecco perché <strong data-start="1851" data-end="1934">la convenienza non può mai essere valutata solo in base all’imposta sostitutiva</strong>, ma deve tener conto dell’intero pacchetto di imposte, <strong data-start="1990" data-end="2013">dirette e indirette</strong>, con un’attenzione particolare alla <strong data-start="2050" data-end="2077">storia fiscale del bene</strong>, alla <strong data-start="2084" data-end="2104">data di acquisto</strong>, e al regime IVA originario.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2135" data-end="2337">Una <strong data-start="2139" data-end="2175">due diligence fiscale preventiva</strong> è quindi fondamentale per stimare i costi complessivi dell’operazione e identificare eventuali criticità che potrebbero annullare il beneficio fiscale apparente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="275" data-end="359"><strong>Aspetti civilistici e di bilancio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="361" data-end="746">Oltre ai profili fiscali, l’assegnazione agevolata dei beni ai soci comporta <strong data-start="438" data-end="506">effetti rilevanti anche sotto il profilo civilistico e contabile</strong>. Le società che intendono perfezionare l’operazione nel 2026 devono prestare particolare attenzione alla corretta <strong data-start="621" data-end="659">gestione delle delibere societarie</strong>, alla <strong data-start="666" data-end="689">tutela del capitale</strong> e alla <strong data-start="697" data-end="729">rappresentazione in bilancio</strong> dell’operazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="748" data-end="1028">Dal punto di vista contabile, <strong data-start="778" data-end="809">non esiste un modello unico</strong>: sono infatti possibili diversi approcci per rappresentare l’assegnazione del bene, con implicazioni diverse sul patrimonio netto e sugli equilibri finanziari della società. Tra le metodologie più diffuse si segnalano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1438">
<li data-start="1030" data-end="1126">
<p data-start="1032" data-end="1126">lo <strong data-start="1035" data-end="1066">storno del valore contabile</strong> del bene, con imputazione diretta alle riserve disponibili;</p>
</li>
<li data-start="1127" data-end="1260">
<p data-start="1129" data-end="1260">la creazione di una <strong data-start="1149" data-end="1178">riserva da riallineamento</strong> nel caso in cui venga utilizzato un valore normale superiore al valore contabile;</p>
</li>
<li data-start="1261" data-end="1438">
<p data-start="1263" data-end="1438">l’approccio proposto dal <strong data-start="1288" data-end="1298">CNDCEC</strong>, che suggerisce soluzioni che tengano conto della <strong data-start="1349" data-end="1373">tutela dei creditori</strong> e della <strong data-start="1382" data-end="1437">corretta rappresentazione del risultato d’esercizio</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1440" data-end="1769">Particolare attenzione va inoltre posta all’utilizzo delle <strong data-start="1499" data-end="1535">riserve in sospensione d’imposta</strong>, che – se impiegate per coprire l’assegnazione – danno luogo a una <strong data-start="1603" data-end="1643">imposta sostitutiva separata del 13%</strong>. In bilancio, queste riserve devono essere evidenziate e gestite in modo autonomo, dato il loro <strong data-start="1740" data-end="1768">regime fiscale vincolato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1771" data-end="2172">Dal punto di vista civilistico, è fondamentale che le <strong data-start="1825" data-end="1849">delibere assembleari</strong> siano adottate nel pieno rispetto delle norme sulla <strong data-start="1902" data-end="1925">tutela del capitale</strong> e dei <strong data-start="1932" data-end="1952">diritti dei soci</strong>. L’operazione di assegnazione potrebbe infatti ridurre le riserve disponibili o, in alcuni casi, impattare sul capitale, con potenziali riflessi sulla solidità patrimoniale percepita dai terzi (banche, fornitori, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2174" data-end="2443">In sintesi, l’assegnazione agevolata non è solo un’operazione fiscale, ma una manovra <strong data-start="2260" data-end="2279">plurifattoriale</strong>, che deve essere costruita su misura, tenendo conto della <strong data-start="2338" data-end="2389">struttura contabile, finanziaria e patrimoniale</strong> della società, per evitare squilibri o contestazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="513"><strong>Checklist operativa </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="515" data-end="819">Per attuare un’assegnazione agevolata ben strutturata e senza rischi nel 2026, è essenziale seguire un <strong data-start="618" data-end="656">metodo operativo chiaro e rigoroso</strong>, che tenga conto di tutti gli adempimenti fiscali, civilistici e contabili. Di seguito una <strong data-start="748" data-end="769">checklist pratica</strong>che riassume i passaggi fondamentali da eseguire:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="821" data-end="3155">
<li data-start="821" data-end="1098">
<p data-start="824" data-end="1098"><strong data-start="824" data-end="859">Censimento dei beni assegnabili</strong>: individuare con precisione i beni potenzialmente oggetto dell’operazione, verificando che al <strong data-start="954" data-end="975">momento dell’atto</strong> non siano utilizzati come strumentali (ad es. immobili concessi in locazione o non utilizzati direttamente nell’attività).</p>
</li>
<li data-start="1100" data-end="1368">
<p data-start="1103" data-end="1186"><strong data-start="1103" data-end="1140">Verifica della posizione dei soci</strong>: accertarsi che i destinatari dei beni siano:</p>
<ul data-start="1190" data-end="1368">
<li data-start="1190" data-end="1229">
<p data-start="1192" data-end="1229">soci al <strong data-start="1200" data-end="1221">30 settembre 2025</strong>, oppure</p>
</li>
<li data-start="1233" data-end="1368">
<p data-start="1235" data-end="1368">iscritti nel libro soci entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, <strong data-start="1311" data-end="1367">con titolo a data certa anteriore al 1° ottobre 2025</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1370" data-end="1664">
<p data-start="1373" data-end="1427"><strong data-start="1373" data-end="1426">Determinazione del valore e della base imponibile</strong>:</p>
<ul data-start="1431" data-end="1664">
<li data-start="1431" data-end="1519">
<p data-start="1433" data-end="1519">scegliere tra <strong data-start="1447" data-end="1465">valore normale</strong> (di mercato) o <strong data-start="1481" data-end="1501">valore catastale</strong>, dove consentito;</p>
</li>
<li data-start="1523" data-end="1578">
<p data-start="1525" data-end="1578">calcolare il <strong data-start="1538" data-end="1568">costo fiscale riconosciuto</strong> del bene;</p>
</li>
<li data-start="1582" data-end="1664">
<p data-start="1584" data-end="1664">determinare la <strong data-start="1599" data-end="1624">plusvalenza agevolata</strong> su cui applicare l’imposta sostitutiva.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1666" data-end="1912">
<p data-start="1669" data-end="1705"><strong data-start="1669" data-end="1704">Verifica operatività societaria</strong>:</p>
<ul data-start="1709" data-end="1912">
<li data-start="1709" data-end="1799">
<p data-start="1711" data-end="1799">effettuare il <strong data-start="1725" data-end="1748">test di operatività</strong> (ex art. 30, L. 724/1994) sui tre anni precedenti;</p>
</li>
<li data-start="1803" data-end="1912">
<p data-start="1805" data-end="1912">stabilire se si applica l’aliquota <strong data-start="1840" data-end="1846">8%</strong> o quella <strong data-start="1856" data-end="1880">maggiorata del 10,5%</strong> (in caso di società di comodo).</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1914" data-end="2217">
<p data-start="1917" data-end="1969"><strong data-start="1917" data-end="1968">Gestione delle riserve in sospensione d’imposta</strong>:</p>
<ul data-start="1973" data-end="2217">
<li data-start="1973" data-end="2026">
<p data-start="1975" data-end="2026">quantificare le riserve eventualmente da annullare;</p>
</li>
<li data-start="2030" data-end="2108">
<p data-start="2032" data-end="2108">calcolare l’<strong data-start="2044" data-end="2075">imposta sostitutiva del 13%</strong> separatamente dalla plusvalenza;</p>
</li>
<li data-start="2112" data-end="2217">
<p data-start="2114" data-end="2217">ricordare che l’uso delle riserve in sospensione è <strong data-start="2165" data-end="2178">residuale</strong> rispetto a quelle di utili e capitale.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="2219" data-end="2513">
<p data-start="2222" data-end="2269"><strong data-start="2222" data-end="2268">Analisi delle imposte indirette e dell’IVA</strong>:</p>
<ul data-start="2273" data-end="2513">
<li data-start="2273" data-end="2331">
<p data-start="2275" data-end="2331">verificare se l’operazione è imponibile o esente da IVA;</p>
</li>
<li data-start="2335" data-end="2413">
<p data-start="2337" data-end="2413">considerare l’imposta di registro (ridotta), <strong data-start="2382" data-end="2412">imposte ipocatastali fisse</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2417" data-end="2513">
<p data-start="2419" data-end="2513">analizzare possibili <strong data-start="2440" data-end="2458">rettifiche IVA</strong> per detrazioni pregresse (art. 19-bis2, DPR 633/1972).</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="2515" data-end="2733">
<p data-start="2518" data-end="2556"><strong data-start="2518" data-end="2555">Pianificazione formale e scadenze</strong>:</p>
<ul data-start="2560" data-end="2733">
<li data-start="2560" data-end="2646">
<p data-start="2562" data-end="2646">predisporre per tempo le <strong data-start="2587" data-end="2611">delibere assembleari</strong> e gli <strong data-start="2618" data-end="2635">atti notarili</strong> necessari;</p>
</li>
<li data-start="2650" data-end="2733">
<p data-start="2652" data-end="2733">assicurarsi che l’intera operazione si <strong data-start="2691" data-end="2732">perfezioni entro il 30 settembre 2026</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="2735" data-end="3155">
<p data-start="2738" data-end="2777"><strong data-start="2738" data-end="2776">Valutazione comparativa strategica</strong>:</p>
<ul data-start="2781" data-end="3155">
<li data-start="2781" data-end="2912">
<p data-start="2783" data-end="2912">confrontare l’assegnazione agevolata con le alternative: <strong data-start="2840" data-end="2870">cessione del bene al socio</strong> o <strong data-start="2873" data-end="2911">trasformazione in società semplice</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2916" data-end="3155">
<p data-start="2918" data-end="2949">considerare le implicazioni su:</p>
<ul data-start="2955" data-end="3155">
<li data-start="2955" data-end="2996">
<p data-start="2957" data-end="2996">fiscalità futura (canoni, plusvalenze),</p>
</li>
<li data-start="3002" data-end="3091">
<p data-start="3004" data-end="3091">obiettivi di pianificazione patrimoniale (passaggio generazionale, uscita di immobili),</p>
</li>
<li data-start="3097" data-end="3155">
<p data-start="3099" data-end="3155">sostenibilità finanziaria e civilistica dell’operazione.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="3157" data-end="3563">Questa checklist rappresenta una base di lavoro fondamentale per evitare errori e per massimizzare l’efficacia dell’operazione sotto il profilo fiscale, contabile e giuridico. Un approccio strutturato consente non solo di rispettare i requisiti di legge, ma anche di ottenere il <strong data-start="3436" data-end="3467">massimo beneficio economico</strong> da uno strumento che, se ben usato, può davvero cambiare la gestione patrimoniale dell’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="262" data-end="326"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="328" data-end="737">L’assegnazione agevolata dei beni ai soci nel 2026 non è un semplice adempimento “di fine anno”, né un’operazione standardizzabile per tutte le imprese. Si tratta, al contrario, di una <strong data-start="513" data-end="535">manovra articolata</strong>, che richiede un’<strong data-start="553" data-end="589">analisi integrata su più livelli</strong>: fiscale, IVA, civilistico e contabile. Ogni componente ha il potere di incidere in modo significativo sulla <strong data-start="699" data-end="736">convenienza economica complessiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="739" data-end="1123">La riapertura della misura da parte della Legge di Bilancio 2026 rappresenta una <strong data-start="820" data-end="874">finestra temporanea e probabilmente non ripetibile</strong> per molte società che intendono <strong data-start="907" data-end="956">riallineare la propria struttura patrimoniale</strong> con il modello di business attuale, oppure per prepararsi a operazioni più ampie come <strong data-start="1043" data-end="1122">passaggi generazionali, dismissioni immobiliari o trasformazioni societarie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1125" data-end="1275">Tuttavia, è essenziale ribadire che <strong data-start="1161" data-end="1205">la convenienza va valutata caso per caso</strong>. L’effettivo beneficio dell’agevolazione dipende da numerosi fattori:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1276" data-end="1582">
<li data-start="1276" data-end="1357">
<p data-start="1278" data-end="1357">il <strong data-start="1281" data-end="1347">differenziale tra valore normale (o catastale) e costo fiscale</strong> del bene;</p>
</li>
<li data-start="1358" data-end="1416">
<p data-start="1360" data-end="1416">l’<strong data-start="1362" data-end="1401">applicabilità dell’aliquota ridotta</strong> (8% vs 10,5%);</p>
</li>
<li data-start="1417" data-end="1461">
<p data-start="1419" data-end="1461">la <strong data-start="1422" data-end="1460">presenza di riserve in sospensione</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1462" data-end="1582">
<p data-start="1464" data-end="1582">e soprattutto il <strong data-start="1481" data-end="1521">carico IVA e delle imposte indirette</strong>, spesso determinanti nel ribaltare la convenienza percepita.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1584" data-end="1972">In questo scenario complesso, <strong data-start="1614" data-end="1655">un supporto professionale qualificato</strong> è fondamentale per costruire un’operazione solida, sicura e fiscalmente vantaggiosa. L’assegnazione agevolata può essere una straordinaria occasione di <strong data-start="1845" data-end="1896">pianificazione patrimoniale e risparmio fiscale</strong>, ma solo se affrontata con metodo, dati alla mano e una visione strategica.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Assegnazione-agevolata-beni-ai-soci-2026-guida-completa-a-vantaggi-imposte-e-strategia-fiscale/">Assegnazione agevolata beni ai soci 2026: guida completa a vantaggi, imposte e strategia fiscale</a> was first posted on Marzo 3, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 04:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi. Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> was first posted on Febbraio 13, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="335" data-end="649">Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto Milleproroghe”: un provvedimento omnibus con cui il Governo interviene per rinviare scadenze normative, autorizzare misure transitorie e garantire continuità amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Anche per il 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong data-start="965" data-end="985">DL Milleproroghe</strong> con una serie di disposizioni urgenti che andranno ad impattare su settori strategici come <strong data-start="1077" data-end="1168">l’edilizia, il fisco, la pubblica amministrazione, il lavoro, l’ambiente e la giustizia</strong>. Si tratta, come sempre, di un decreto-legge che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni: il Parlamento avrà dunque il compito di approvare, modificare o eventualmente eliminare le proroghe inserite dal Governo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1391" data-end="1808">Ma cosa contiene, nello specifico, il Milleproroghe 2026? E quali sono le scadenze che slittano e gli effetti concreti per imprese e contribuenti? In questo articolo analizzeremo le principali novità introdotte dal testo, segnalando gli aspetti di maggiore interesse fiscale, amministrativo e finanziario, con un occhio alle opportunità e ai vantaggi che potranno derivarne per chi saprà sfruttarle correttamente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="395"><strong>L’obbligo di polizze catastrofali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">Tra le proroghe più significative contenute nel <strong data-start="445" data-end="475">Decreto Milleproroghe 2026</strong> figura quella relativa all’obbligo di sottoscrizione delle <strong data-start="535" data-end="588">polizze assicurative contro i rischi catastrofali</strong> per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">L’obbligo, inizialmente previsto dal <strong data-start="642" data-end="659">DL n. 39/2025</strong> con scadenza al 31 dicembre 2025, viene ora <strong data-start="704" data-end="730">posticipato di un anno</strong>, fissando il nuovo termine al <strong data-start="761" data-end="781">31 dicembre 2026</strong>. Questo rinvio riguarda in particolare due categorie di soggetti: le <strong data-start="851" data-end="894">imprese dell’acquacoltura e della pesca</strong> e le <strong data-start="900" data-end="927">micro e piccole imprese</strong>, che operano in settori potenzialmente più vulnerabili a eventi calamitosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1005" data-end="1501">Il provvedimento tocca direttamente anche le <strong data-start="1050" data-end="1104">attività di somministrazione di alimenti e bevande</strong>, nonché le <strong data-start="1116" data-end="1147">imprese turistico-ricettive</strong>, duramente colpite da eventi naturali estremi negli ultimi anni. L’introduzione dell’obbligo assicurativo, che rientra nelle misure di prevenzione e gestione dei disastri ambientali, è stata dunque rinviata per consentire una più ampia adesione da parte delle imprese e per permettere una maggiore diffusione delle coperture assicurative sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1503" data-end="1945">Questa proroga può rappresentare <strong data-start="1536" data-end="1608">un’opportunità per pianificare in anticipo le coperture assicurative</strong>, negoziando condizioni più favorevoli, evitando sanzioni e proteggendo il proprio patrimonio aziendale da eventi sempre più frequenti come alluvioni, terremoti o incendi. Tuttavia, nonostante la proroga, resta <strong data-start="1819" data-end="1883">fondamentale valutare l’attivazione volontaria delle polizze</strong>, in un’ottica di gestione responsabile del rischio d’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="378"><strong>Fondo di Garanzia PMI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="874">Un’altra misura chiave prevista nel <strong data-start="416" data-end="446">Decreto Milleproroghe 2026</strong> è la proroga del regime straordinario del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento che ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere l’accesso al credito per piccole e medie imprese durante e dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Governo ha deciso di estendere questa misura fino al 31 dicembre 2026, confermando sia l’operatività straordinaria del fondo sia le condizioni di favore per le imprese beneficiarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">Il Fondo continuerà a rilasciare garanzie fino a 5 milioni di euro per singola impresa, con coperture differenziate a seconda della tipologia di richiesta.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">In particolare:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1052" data-end="1230">
<li data-start="1052" data-end="1142">
<p data-start="1054" data-end="1142">fino all’80% dell’importo garantito per investimenti, start-up e imprese innovative;</p>
</li>
<li data-start="1143" data-end="1230">
<p data-start="1145" data-end="1230">fino al 50% per le esigenze di liquidità, indipendentemente dal rating aziendale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1232" data-end="1718">Questa proroga mira a sostenere le PMI in una fase ancora complessa, in cui molte aziende devono far fronte a difficoltà finanziarie, necessità di consolidamento e nuove sfide legate all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. L’accesso facilitato al credito, garantito dallo Stato, permette di ridurre il rischio per le banche e di agevolare i finanziamenti a tassi più favorevoli, contribuendo così alla crescita e alla tenuta del sistema produttivo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959">È importante che le imprese interessate si attivino per verificare i requisiti di accesso e valutino fin da subito la possibilità di utilizzare questo strumento per finanziare investimenti o rafforzare la propria posizione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33919 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg" alt="" width="696" height="416" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-300x179.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-768x459.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1536x918.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-702x420.jpg 702w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-150x90.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-600x359.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-696x416.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1068x639.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="357"><strong>Assemblee societarie da remoto </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="748">Il <strong data-start="362" data-end="392">Decreto Milleproroghe 2026</strong> conferma la proroga di una misura introdotta durante la pandemia ma diventata ormai prassi consolidata per moltissime realtà imprenditoriali: la possibilità di svolgere <strong data-start="562" data-end="604">assemblee societarie ed enti da remoto</strong>. Il termine per usufruire di questa modalità è stato esteso fino al <strong data-start="673" data-end="694">30 settembre 2026</strong>, senza necessità di modificare gli statuti societari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="946">La norma proroga quanto previsto dall’<strong data-start="788" data-end="815">art. 106 del DL 18/2020</strong>, già oggetto di rinvii negli anni passati, e permette a società di capitali, cooperative, fondazioni ed enti del terzo settore di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1192">
<li data-start="947" data-end="1017">
<p data-start="949" data-end="1017">convocare e svolgere le assemblee totalmente in videoconferenza;</p>
</li>
<li data-start="1018" data-end="1055">
<p data-start="1020" data-end="1055">utilizzare il voto elettronico;</p>
</li>
<li data-start="1056" data-end="1130">
<p data-start="1058" data-end="1130">ricorrere al rappresentante designato per la raccolta delle deleghe;</p>
</li>
<li data-start="1131" data-end="1192">
<p data-start="1133" data-end="1192">non modificare lo statuto per adottare queste modalità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1194" data-end="1469">Si tratta di un intervento che favorisce l’<strong data-start="1237" data-end="1261">efficienza operativa</strong> e riduce i costi organizzativi, ma anche di una soluzione inclusiva che consente la partecipazione attiva dei soci o associati residenti in diverse aree geografiche, senza la necessità di spostamenti fisici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1471" data-end="1838">La proroga può rappresentare una leva strategica soprattutto per le <strong data-start="1539" data-end="1583">start-up, le PMI e le società innovative</strong>, che spesso operano con team distribuiti o soci internazionali. Tuttavia, è fondamentale assicurare la <strong data-start="1687" data-end="1722">piena tracciabilità e sicurezza </strong>dei sistemi digitali adottati, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy e trasparenza societaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="312" data-end="382"><strong>Milleproroghe 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="384" data-end="834">Le proroghe contenute nel Milleproroghe 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le imprese e i professionisti di pianificare al meglio strategie fiscali, operative e amministrative, evitando rincorse dell’ultimo minuto e sfruttando margini temporali estesi. Tuttavia, è fondamentale non cadere nell’illusione che “ci sia ancora tempo”, perché le scadenze rinviate sono comunque vincolanti e, spesso, richiedono preparazione anticipata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1314">Per esempio, la proroga al 2026 dell’obbligo di polizze catastrofali consente alle micro e piccole imprese di negoziare con calma contratti assicurativi più vantaggiosi, magari integrando le polizze nei piani di rischio aziendali già esistenti. Allo stesso modo, il prolungamento del Fondo di Garanzia PMI offre una finestra preziosa per finanziare nuovi investimenti con garanzie pubbliche elevate, riducendo il peso delle garanzie reali a carico dell’imprenditore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1704">Anche sul piano societario, la possibilità di convocare assemblee da remoto fino a settembre 2026 facilita la gestione amministrativa, specialmente per startup, gruppi con soci esteri o realtà con strutture complesse. I consulenti aziendali e fiscali dovrebbero guidare i clienti nell’organizzare correttamente queste opportunità, anticipando le operazioni e ottimizzando i tempi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952">In sintesi, il Milleproroghe non è solo un “rinvio di obblighi”, ma può diventare una leva per fare strategia: prepararsi ora può significare risparmiare, essere più competitivi e affrontare il 2027 con una struttura più solida e organizzata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952"><strong>Vantaggi e rischi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="725">Il <strong data-start="273" data-end="298">Decreto Milleproroghe</strong>, nato come strumento eccezionale per gestire urgenze e scadenze improrogabili, è ormai diventato un appuntamento fisso della legislazione italiana. Sebbene le proroghe rappresentino in molti casi una risposta a esigenze reali e concrete di imprese, famiglie e pubblica amministrazione, il ricorso sistematico a questo strumento pone <strong data-start="632" data-end="724">seri interrogativi sul piano della certezza del diritto e della programmazione economica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="727" data-end="1207">La continua <strong data-start="739" data-end="786">dilazione di termini e obblighi legislativi</strong>, come nel caso delle polizze catastrofali, dei testi unici fiscali o delle assemblee da remoto, genera infatti un clima di <strong data-start="910" data-end="934">incertezza normativa</strong> che penalizza chi vorrebbe investire, innovare o semplicemente rispettare le regole con chiarezza. A soffrirne di più sono proprio le <strong data-start="1069" data-end="1095">PMI e i professionisti</strong>, che non sempre hanno risorse e strumenti per adeguarsi rapidamente ai continui cambi di rotta del legislatore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1209" data-end="1597">Inoltre, il rischio è quello di trasmettere un messaggio sbagliato: che <strong data-start="1281" data-end="1320">la legge può sempre essere rinviata</strong>, e che rispettare le scadenze sia un’opzione, non un dovere. Questo può indebolire la fiducia nelle istituzioni, alimentare comportamenti opportunistici e disincentivare l’adozione volontaria di buone pratiche (come le coperture assicurative o la digitalizzazione societaria).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945">Serve quindi un riequilibrio: il Milleproroghe dovrebbe tornare ad essere un <strong data-start="1676" data-end="1729">eccezionale strumento di “manutenzione normativa”</strong>, e non la scorciatoia per evitare di affrontare riforme strutturali. In caso contrario, la flessibilità rischia di diventare <strong data-start="1855" data-end="1870">instabilità</strong>, con effetti negativi sull’intero sistema economico e giuridico del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="393"><strong>Testi Unici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="395" data-end="907">Tra le proroghe meno appariscenti ma più significative sul piano sistemico, c’è il rinvio al <strong data-start="488" data-end="507">1° gennaio 2027</strong> dell’entrata in vigore dei nuovi <strong data-start="541" data-end="564">Testi Unici fiscali</strong>, già approvati nel 2025 nell’ambito della riforma del sistema tributario. Il Milleproroghe 2026 stabilisce dunque uno slittamento di un intero anno rispetto alla tabella di marcia originaria, rinviando l’applicazione delle nuove disposizioni che avrebbero dovuto razionalizzare e semplificare il complesso panorama normativo fiscale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1306">Si tratta di un rinvio che ha <strong data-start="939" data-end="1021">un impatto diretto su contribuenti, professionisti e amministrazioni pubbliche</strong>, che ora vedono allontanarsi l’avvio di un sistema tributario più organico e leggibile. I Testi Unici rappresentano infatti uno sforzo importante per accorpare norme spesso frammentate e stratificate, con l’obiettivo di offrire maggiore chiarezza su IRPEF, IVA, IRES e tributi locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1671">La proroga può avere <strong data-start="1329" data-end="1357">due letture contrapposte</strong>: da un lato, potrebbe servire per migliorare ulteriormente i testi approvati, correggendo criticità tecniche e implementando misure attuative complesse; dall’altro lato, potrebbe indicare una <strong data-start="1550" data-end="1573">difficoltà politica</strong> nel rendere operative riforme strutturali, rimandando ancora una volta l’atteso riordino fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033">Per i commercialisti e gli operatori del settore, questo significa <strong data-start="1740" data-end="1776">un ulteriore anno di transizione</strong>, in cui dovranno gestire vecchie e nuove normative in parallelo, mantenendo alta l’attenzione sulle modifiche future. Ma per il sistema Paese, il rischio è che la <strong data-start="1940" data-end="1977">semplificazione resti sulla carta</strong>, rallentando il processo di modernizzazione tributaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="822">Il <strong data-start="329" data-end="359">Decreto Milleproroghe 2026</strong> offre a imprese, professionisti e cittadini un importante margine di tempo per affrontare in modo più strutturato alcune delle scadenze e degli obblighi normativi più complessi. Le proroghe sulle polizze catastrofali, sul Fondo di garanzia PMI, sulle assemblee da remoto, così come il rinvio dei Testi Unici fiscali, rappresentano opportunità concrete per chi sa pianificare in anticipo, evitare sanzioni e sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1299">Tuttavia, è fondamentale <strong data-start="849" data-end="926">non interpretare il Milleproroghe come un semplice &#8220;via libera&#8221; al rinvio</strong>. Al contrario, il rinvio delle scadenze dovrebbe essere utilizzato in modo strategico: per mettersi in regola, valutare soluzioni più efficaci e costruire una gestione aziendale e fiscale più consapevole. In questo senso, il ruolo dei consulenti, dei commercialisti e dei professionisti del settore sarà decisivo per accompagnare imprese e contribuenti in questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1301" data-end="1625">Infine, va ricordato che il decreto è ancora in fase di approvazione parlamentare, e potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge. Sarà quindi fondamentale <strong data-start="1470" data-end="1510">seguire da vicino l’iter legislativo</strong> per non farsi trovare impreparati. La proroga è utile, ma il tempo guadagnato va gestito con competenza e visione.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> was first posted on Febbraio 13, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 08:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="308" data-end="913">Il tema della <strong data-start="322" data-end="350">tassazione dei dividendi</strong> è sempre stato al centro dell’attenzione di professionisti, investitori e aziende. Con la bozza della Legge di Bilancio 2025, il Governo ha proposto una <strong data-start="504" data-end="532">modifica molto rilevante</strong>: l’introduzione di una <strong data-start="556" data-end="598">soglia minima del 5% di partecipazione</strong> per poter accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi dal reddito imponibile. Una proposta che ha subito fatto discutere, al punto da essere immediatamente oggetto di un <strong data-start="781" data-end="807">emendamento correttivo</strong>, proprio a causa delle forti criticità emerse da parte di imprese, commercialisti e operatori finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="915" data-end="1395">Questa modifica avrebbe avuto impatti <strong data-start="953" data-end="1002">profondi sul tessuto imprenditoriale italiano</strong>, in particolare per quelle società che oggi beneficiano della tassazione agevolata sui dividendi percepiti da partecipazioni qualificate e non qualificate. La norma mirava a ridefinire le condizioni per poter escludere parzialmente i dividendi dalla tassazione, prevedendo appunto una soglia di possesso minima, ma è stata subito vista come <strong data-start="1344" data-end="1370">potenzialmente dannosa</strong> per migliaia di società.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Nell’articolo analizziamo passo dopo passo cosa prevedeva inizialmente il testo del DDL, quali sarebbero state le conseguenze pratiche per le imprese, come è intervenuto l’emendamento correttivo e  soprattutto, quali sono oggi i reali impatti di questa misura dopo la modifica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1440">Scopriremo anche se e come questa norma potrebbe essere ulteriormente ritoccata in fase di approvazione definitiva della Legge di Bilancio e quali strategie valutare per risparmiare sulle imposte in modo del tutto legale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="249" data-end="361"><strong data-start="253" data-end="361">DDL Bilancio 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="945">Nel cuore del Disegno di Legge di Bilancio 2026, l’articolo 18 ha introdotto una modifica <strong data-start="453" data-end="500">strutturale e potenzialmente rivoluzionaria</strong> alla tassazione dei dividendi per le società. La bozza iniziale prevedeva <strong data-start="575" data-end="631">l’abbandono del regime di esenzione parziale del 95%</strong>, oggi riconosciuto ai dividendi percepiti dalle società ai sensi dell’art. 89, comma 2, del TUIR. Secondo questa prima formulazione, il beneficio fiscale si sarebbe applicato solo se la società detentrice avesse posseduto <strong data-start="854" data-end="903">una partecipazione diretta pari almeno al 10%</strong> nella società che distribuisce gli utili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1385">Un’ulteriore condizione riguardava la possibilità di considerare anche le <strong data-start="1021" data-end="1049">partecipazioni indirette</strong>, ma con calcolo “demoltiplicato” secondo le regole previste dal Codice Civile (art. 2359). Le stesse regole sarebbero state estese anche ai <strong data-start="1190" data-end="1219">dividendi di fonte estera</strong>. In pratica, il nuovo regime avrebbe drasticamente ristretto la platea delle partecipazioni fiscalmente agevolabili, escludendo tutte quelle sotto la soglia del 10%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1387" data-end="1771">L’emendamento successivo ha <strong data-start="1415" data-end="1440">ammorbidito la misura</strong>, riducendo la soglia minima dal 10% al <strong data-start="1480" data-end="1486">5%</strong>, con l’aggiunta di un ulteriore vincolo temporale: la partecipazione dovrà essere <strong data-start="1569" data-end="1601">detenuta per almeno tre anni</strong>. Inoltre, l’agevolazione rimarrebbe applicabile anche nel caso in cui la quota posseduta sia inferiore al 5% ma il valore della partecipazione superi <strong data-start="1752" data-end="1770">i 500.000 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1773" data-end="2064">Queste modifiche si applicheranno solo a partire dal <strong data-start="1826" data-end="1845">1° gennaio 2026</strong>, senza alcun effetto retroattivo. Il cambio di rotta del Governo sembra voler evitare impatti troppo forti sul sistema imprenditoriale, pur mantenendo un certo rigore contro la <strong data-start="2023" data-end="2063">doppia non imposizione dei dividendi</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="323"><strong data-start="240" data-end="323">Impatto della soglia al 5%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="779">L’introduzione di una soglia minima del 5% per accedere al regime di esclusione parziale dei dividendi rappresenta un cambio di paradigma importante rispetto alla normativa attuale, che prevede un’esenzione del 95% senza alcuna soglia minima di partecipazione. Questa modifica avrà impatti immediati sia sulle società holding che su quelle operative, ma anche su tutte le imprese con partecipazioni minoritarie, finora fiscalmente efficienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="781" data-end="1244">Le società che detengono partecipazioni frammentate, magari sotto forma di investimenti strategici inferiori al 5%, si vedranno negare il beneficio dell’esenzione, e saranno quindi soggette a tassazione ordinaria sull’intero importo dei dividendi ricevuti. Un cambiamento che può portare a un aumento della pressione fiscale in misura significativa, in particolare per le holding di partecipazione che operano con logiche di portafoglio diversificato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1246" data-end="1644">Anche le operazioni di M&amp;A e di pianificazione societaria potrebbero essere influenzate: sarà infatti necessario valutare attentamente il peso delle partecipazioni e l’orizzonte temporale del loro mantenimento. La norma prevede che la partecipazione debba essere mantenuta per almeno tre anni, il che implica una strategia di lungo periodo e potrebbe limitare la flessibilità operativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1646" data-end="1986">Non meno importante è l’impatto sulle plusvalenze: l’articolo 18, nella nuova formulazione, estende i criteri della soglia anche alle plusvalenze da cessione di partecipazioni acquisite dal 2026. Se la partecipazione è inferiore al 5% o ha un valore sotto i 500.000 euro, anche le eventuali plusvalenze non godranno dell’esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120">Questo scenario obbliga le imprese a ripensare le proprie strategie di gestione partecipativa per ottimizzare il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1988" data-end="2120"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33837 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg" alt="" width="696" height="522" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1024x768.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-300x225.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-768x576.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1536x1152.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-560x420.jpg 560w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-80x60.jpg 80w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-150x113.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-600x450.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-696x522.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-1068x801.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual-265x198.jpg 265w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/close-up-tax-time-text-sticky-note-with-1040-tax-form-pen-pencil-calculator-conceptual.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="377"><strong data-start="270" data-end="377">Gli obiettivi del legislatore</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="875">La ratio della nuova disciplina sui dividendi si fonda su un’esigenza ben precisa: <strong data-start="462" data-end="511">limitare i fenomeni di doppia non imposizione</strong>, che negli anni hanno favorito pianificazioni fiscali aggressive da parte di alcune strutture societarie, in particolare <strong data-start="633" data-end="701">holding di diritto italiano con partecipazioni in società estere</strong>. Infatti, nel regime attuale, l’esclusione del 95% si applica in maniera automatica, anche a partecipazioni di modesto valore e senza alcun requisito temporale o gestionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="877" data-end="1396">Secondo la relazione tecnica allegata al DDL, la modifica normativa sarebbe volta a garantire un&#8217;applicazione più selettiva del beneficio fiscale, premiando le partecipazioni più rilevanti e stabili, in linea con le direttive europee in materia di fiscalità delle società (in particolare la Direttiva madre-figlia 2011/96/UE). Quest’ultima impone agli Stati membri di evitare la doppia imposizione economica, ma consente anche di adottare clausole anti-abuso che impediscano vantaggi fiscali ingiustificati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1825">Un altro aspetto non trascurabile è l’impatto sulle entrate fiscali: restringendo il campo delle partecipazioni fiscalmente agevolate, lo Stato punta a recuperare base imponibile, con un effetto potenzialmente positivo sul bilancio pubblico. Tuttavia, il rischio di effetti distorsivi sul mercato non è secondario, specie per le PMI che detengono partecipazioni minoritarie ma strategiche in altre realtà aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1827" data-end="2066">In sostanza, il legislatore sembra voler privilegiare un approccio più “qualitativo” alla fiscalità dei dividendi, riconoscendo l’esenzione solo in presenza di un effettivo coinvolgimento societario e imprenditoriale nel lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="210" data-end="303"><strong data-start="214" data-end="303">Decorrenza e periodo transitorio</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="305" data-end="767">Una delle caratteristiche più rilevanti della nuova disciplina sulla tassazione dei dividendi è la sua <strong data-start="408" data-end="459">applicazione solo a partire dal 1° gennaio 2026</strong>. Questo significa che tutte le distribuzioni deliberate fino al 31 dicembre 2025 continueranno a beneficiare del regime attuale, ovvero <strong data-start="596" data-end="656">esclusione del 95% senza soglie minime di partecipazione</strong>. La norma non prevede effetti retroattivi, e questo offre alle imprese un <strong data-start="731" data-end="766">margine operativo per adeguarsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="769" data-end="1140">Tuttavia, c’è un punto critico da non sottovalutare: ai fini della determinazione degli <strong data-start="857" data-end="890">acconti d’imposta per il 2026</strong>, si dovranno considerare le nuove regole, come se fossero già in vigore. Questo comporta che le imprese dovranno <strong data-start="1004" data-end="1026">rivedere i calcoli</strong> in base alle previsioni dell’art. 18 riformato, con possibili <strong data-start="1089" data-end="1116">impatti sulla liquidità</strong> aziendale già nel 2025.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1142" data-end="1245">Alla luce di ciò, diventa fondamentale valutare azioni strategiche entro la fine del 2025, tra cui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1247" data-end="1695">
<li data-start="1247" data-end="1399">
<p data-start="1249" data-end="1399"><strong data-start="1249" data-end="1286">Deliberare distribuzioni di utili</strong> prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, specialmente se si detengono partecipazioni inferiori al 5%;</p>
</li>
<li data-start="1400" data-end="1557">
<p data-start="1402" data-end="1557">Rivedere la <strong data-start="1414" data-end="1448">struttura delle partecipazioni</strong> per valutare eventuali accorpamenti, fusioni o riallocazioni che permettano di raggiungere la soglia del 5%;</p>
</li>
<li data-start="1558" data-end="1695">
<p data-start="1560" data-end="1695">Analizzare le partecipazioni estere, per verificare <strong data-start="1612" data-end="1646">coerenza con i nuovi requisiti</strong>, anche in caso di catene di controllo indirette.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1697" data-end="2037">Il periodo transitorio, se ben sfruttato, può rappresentare un’occasione per riorganizzare in modo più efficiente la struttura societaria e ottimizzare il carico fiscale futuro. La consulenza di un commercialista esperto in fiscalità societaria sarà, in questa fase, uno strumento fondamentale per evitare errori e cogliere opportunità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="237" data-end="325"><strong data-start="241" data-end="325">Soggetti penalizzati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="639">Non tutte le imprese saranno colpite allo stesso modo dalla riforma introdotta con il DDL di Bilancio 2026. L&#8217;introduzione della soglia del 5% e del requisito di detenzione triennale per beneficiare del regime di esclusione parziale dei dividendi penalizzerà in modo particolare alcune <strong data-start="613" data-end="638">categorie di soggetti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="641" data-end="685">Tra i principali <strong data-start="658" data-end="675">“danneggiati”</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="687" data-end="1759">
<li data-start="687" data-end="985">
<p data-start="689" data-end="985"><strong data-start="689" data-end="735">Società con partecipazioni inferiori al 5%</strong>, soprattutto quelle che detengono piccole quote in società strategiche, magari per motivi commerciali, industriali o di alleanze territoriali. In questi casi, il mancato accesso all’esenzione rischia di <strong data-start="939" data-end="984">azzerare la convenienza dell’investimento</strong>.</p>
</li>
<li data-start="987" data-end="1237">
<p data-start="989" data-end="1237"><strong data-start="989" data-end="1032">Holding di partecipazioni diversificate</strong>, tipiche nel settore finanziario o immobiliare, che operano con logiche di portafoglio e non con partecipazioni di controllo. La riforma impone una riflessione profonda sulla <strong data-start="1208" data-end="1236">composizione degli asset</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1239" data-end="1485">
<p data-start="1241" data-end="1485"><strong data-start="1241" data-end="1270">Start-up e PMI innovative</strong>, spesso partecipate da più investitori con piccole quote, che rischiano di perdere l’attrattività fiscale per soci finanziatori e business angel, con possibili effetti negativi sull’<strong data-start="1453" data-end="1484">ecosistema dell’innovazione</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1759">
<p data-start="1489" data-end="1759"><strong data-start="1489" data-end="1519">Società estere controllate</strong> da realtà italiane tramite più livelli di partecipazione (holding estere, sub-holding): in questi casi, la <strong data-start="1627" data-end="1651">catena partecipativa</strong> potrebbe ridurre l’effettiva quota di controllo al di sotto del 5%, rendendo inapplicabile l’agevolazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1761" data-end="1992">Anche il vincolo dei tre anni di detenzione continuativa rischia di penalizzare operazioni tipiche del private equity o delle joint venture temporanee, limitando la flessibilità strategica in fase di ingresso o dismissione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197">In conclusione, le imprese dovranno effettuare una mappatura completa delle proprie partecipazioni, per capire dove intervenire e come strutturare al meglio gli investimenti futuri in ottica fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1994" data-end="2197"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33833 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/man-hand-using-calculator-writing-make-note-with-calculate-about-cost-taxes-home-office-businessman-doing-some-paperwork-workplace.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="279" data-end="377"><strong data-start="283" data-end="377">Strategie di risparmio fiscale legale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Con l’entrata in vigore della nuova soglia del 5% e del vincolo triennale a partire dal 2026, le imprese devono iniziare sin da ora a <strong data-start="513" data-end="558">ripensare la propria struttura societaria</strong> per evitare un aggravio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="379" data-end="743">Esistono diverse <strong data-start="609" data-end="666">strategie legali e pienamente conformi alla normativa</strong> che consentono di ridurre l’impatto delle nuove regole, agendo con anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1167"><strong data-start="745" data-end="800">1. Riorganizzazione delle partecipazioni societarie</strong><br data-start="800" data-end="803" />Se un’impresa detiene più partecipazioni frazionate (ad esempio inferiori al 5%), è possibile valutare operazioni come <strong data-start="922" data-end="967">fusione, conferimento o acquisto di quote</strong> per superare la soglia minima e accedere all’esenzione parziale. Naturalmente, tali operazioni devono avere <strong data-start="1076" data-end="1116">valenza economica e non solo fiscale</strong>, per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1562"><strong data-start="1169" data-end="1224">2. Pianificazione delle distribuzioni entro il 2025</strong><br data-start="1224" data-end="1227" />Poiché la nuova disciplina si applica solo ai dividendi deliberati dal 1° gennaio 2026, una delle strategie più efficaci è <strong data-start="1350" data-end="1381">anticipare le distribuzioni</strong>. Le società possono deliberare, anche senza distribuirli subito, <strong data-start="1447" data-end="1491">utili accantonati in esercizi precedenti</strong>, evitando così la nuova imposizione piena su partecipazioni “piccole”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1564" data-end="1979"><strong data-start="1564" data-end="1622">3. Consolidamento o rivalutazione delle partecipazioni</strong><br data-start="1622" data-end="1625" />Per le partecipazioni che non raggiungono la soglia del 5% ma hanno un <strong data-start="1696" data-end="1726">elevato valore di bilancio</strong> (oltre 500.000 euro), si potrebbe valutare una <strong data-start="1774" data-end="1813">rivalutazione civilistica e fiscale</strong> per rientrare nella seconda soglia prevista dalla norma. In alternativa, si può considerare un aumento di capitale o operazioni societarie per raggiungere la soglia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1981" data-end="2293"><strong data-start="1981" data-end="2036">4. Holding di partecipazione come strumento fiscale</strong><br data-start="2036" data-end="2039" />In alcuni casi, la costituzione di una <strong data-start="2078" data-end="2098">holding italiana</strong> può permettere il consolidamento di partecipazioni, migliorando il controllo e l’efficienza fiscale. Tuttavia, è necessario valutarne attentamente i costi, la governance e l’impatto successorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2295" data-end="2642"><strong data-start="2295" data-end="2350">5. Monitoraggio costante e consulenza specialistica</strong><br data-start="2350" data-end="2353" />Le nuove regole non saranno semplici da applicare, soprattutto in presenza di <strong data-start="2431" data-end="2459">partecipazioni indirette</strong> o catene societarie complesse. Un’attenta <strong data-start="2502" data-end="2524">analisi preventiva</strong>, accompagnata da simulazioni fiscali e supporto di professionisti, sarà fondamentale per pianificare con razionalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="405"><strong data-start="323" data-end="405">Esempio pratico</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="407" data-end="678">Immaginiamo il caso di <strong data-start="430" data-end="442">Alfa Srl</strong>, una PMI italiana che detiene il <strong data-start="476" data-end="495">3% del capitale</strong> di <strong data-start="499" data-end="511">Beta Spa</strong>, società operativa di maggiori dimensioni. Nel 2024, Beta Spa ha accantonato utili importanti, e sta valutando se distribuirli nel corso del 2025 o attendere il 2026.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="680" data-end="696">Situazione:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="1007">
<li data-start="698" data-end="749">
<p data-start="700" data-end="749">Quota di partecipazione: <strong data-start="725" data-end="731">3%</strong> (inferiore al 5%)</p>
</li>
<li data-start="750" data-end="797">
<p data-start="752" data-end="797">Utili destinati a distribuzione: <strong data-start="785" data-end="797">€200.000</strong></p>
</li>
<li data-start="798" data-end="855">
<p data-start="800" data-end="855">Alfa Srl è una società residente, soggetta a IRES (24%)</p>
</li>
<li data-start="856" data-end="937">
<p data-start="858" data-end="937">Nessun vincolo di partecipazione triennale (poiché posseduta da meno di 2 anni)</p>
</li>
<li data-start="938" data-end="1007">
<p data-start="940" data-end="1007">La partecipazione <strong data-start="958" data-end="1007">non supera i 500.000 euro di valore contabile</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1009" data-end="1070">Scenario 1: Distribuzione entro il 2025 (regime attuale)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1072" data-end="1246">In base alla normativa vigente (art. 89, comma 2, TUIR), Alfa Srl <strong data-start="1138" data-end="1192">esclude il 95% del dividendo dalla base imponibile</strong>. Solo il 5% (€10.000) sarà tassato con l’IRES al 24%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1293"><strong data-start="1248" data-end="1293">Tassazione totale = 10.000 × 24% = €2.400</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1356">Scenario 2: Distribuzione dal 2026 in poi (nuovo regime)</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1358" data-end="1507">Poiché la quota è inferiore al 5% e non supera i 500.000 euro, <strong data-start="1421" data-end="1451">l’esenzione non si applica</strong>. L’intero dividendo sarà incluso nella base imponibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1509" data-end="1556"><strong data-start="1509" data-end="1556">Tassazione totale = 200.000 × 24% = €48.000</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1558" data-end="1594">Differenza di carico fiscale:</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1595" data-end="1643">€48.000 – €2.400 = €45.600 in più di imposte</strong> da pagare, semplicemente per effetto della nuova norma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong data-start="1709" data-end="1737">Conclusione dell’esempio</strong>: in casi come questo, è evidente che una distribuzione entro il 2025 è fiscalmente più vantaggiosa. Rimandare può comportare una tassazione venti volte più alta, senza che cambi nulla nella natura dell’investimento. Per questo motivo, le imprese devono valutare con urgenza la tempistica delle distribuzioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1595" data-end="1699"><strong>Considerazioni finali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="242" data-end="705">La modifica alla disciplina fiscale dei dividendi, introdotta dal DDL di Bilancio 2026, rappresenta un cambio significativo per la fiscalità delle società italiane. L’introduzione della soglia minima del 5% e del requisito di detenzione per almeno tre anni segna un passaggio da un sistema generalizzato di agevolazione a un modello più selettivo, che mira a limitare fenomeni di doppia non imposizione e a favorire partecipazioni più stabili e rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="707" data-end="1011">Le implicazioni sono concrete: molte società che oggi beneficiano dell’esclusione del 95% si troveranno, dal 2026, a dover assoggettare interamente i dividendi a tassazione, con un impatto economico non trascurabile, in particolare per le partecipazioni minoritarie o di natura meramente finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1401">In attesa dell’approvazione definitiva della norma e dell’eventuale conferma dell’emendamento che abbassa la soglia dal 10% al 5%, sarà fondamentale per le imprese effettuare valutazioni tempestive. La possibilità di distribuire utili entro la fine del 2025 o di ristrutturare le partecipazioni nei mesi a venire potrebbe rivelarsi decisiva per mitigare gli effetti della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1403" data-end="1747">Resta infine da comprendere se, nei prossimi passaggi parlamentari, la norma subirà ulteriori modifiche o se verranno introdotte clausole di salvaguardia per le partecipazioni storiche o strategiche. Il contesto fiscale, ancora una volta, impone alle imprese un’attenta pianificazione e un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Tassazione-dividendi-2026-esclusione-al-5-cosa-cambia-e-come-risparmiare-legalmente/">Tassazione dividendi 2026: esclusione al 5%, cosa cambia e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 9:40 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 05:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: la Legge 18 novembre 2025, n. 171 ha ufficialmente esteso i benefici della Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno anche alle regioni Marche e Umbria. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="996">Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: <strong data-start="568" data-end="605">la Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong> ha ufficialmente esteso i benefici della <strong data-start="647" data-end="702">Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno</strong> anche alle regioni <strong data-start="722" data-end="732">Marche</strong> e <strong data-start="735" data-end="745">Umbria</strong>. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove prospettive di crescita e attrazione degli investimenti per due territori spesso esclusi dalle principali politiche di sviluppo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1567">Con questa legge, pubblicata nella <strong data-start="1033" data-end="1083">Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 2025</strong>, si compie un passo decisivo verso un’Italia più coesa sul piano economico, favorendo l’accesso a misure fiscali agevolate, semplificazioni burocratiche e incentivi per l’attrazione di capitali anche in aree finora rimaste ai margini. Marche e Umbria, pur essendo regioni del Centro, condividono infatti molte fragilità economiche con il Mezzogiorno, come l’alto tasso di disoccupazione giovanile, lo spopolamento delle aree interne e la scarsa presenza di grandi investitori esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">Ma cosa prevede esattamente la Legge n. 171/2025? Quali saranno gli incentivi fiscali per le imprese? Quali zone saranno interessate? E soprattutto: quali opportunità concrete ci sono per imprenditori, professionisti e investitori?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">In questo articolo analizziamo tutte le novità, le implicazioni pratiche e i vantaggi strategici di questa importante estensione della ZES unica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="300"><strong data-start="236" data-end="300">Cosa sono le ZES </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="302" data-end="814">Le <strong data-start="305" data-end="339">Zone Economiche Speciali (ZES)</strong> sono aree geografiche delimitate, situate all’interno del territorio nazionale, nelle quali le imprese possono beneficiare di <strong data-start="466" data-end="542">agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e vantaggi doganali</strong>, al fine di stimolare lo sviluppo economico e l’attrazione di investimenti. Introdotte in Italia con il <strong data-start="647" data-end="679">Decreto-legge n. 91 del 2017</strong>, le ZES si ispirano a modelli già ampiamente utilizzati in altri Paesi per rilanciare territori svantaggiati o in declino industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1339">Nel corso degli anni, il Governo ha riorganizzato il sistema delle ZES prevedendo, con il <strong data-start="906" data-end="937">Decreto Sud (D.L. 124/2023)</strong>, la creazione di una <strong data-start="959" data-end="997">ZES unica per tutto il Mezzogiorno</strong>, entrata in vigore il 1° gennaio 2024. Tale zona comprendeva inizialmente le otto regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e si caratterizza per un nuovo modello di governance, un <strong data-start="1238" data-end="1277">Commissario straordinario nazionale</strong> e un <strong data-start="1283" data-end="1338">sistema centralizzato di autorizzazioni e controlli</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1341" data-end="1392">I principali benefici offerti dalla ZES unica sono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1748">
<li data-start="1394" data-end="1478">
<p data-start="1396" data-end="1478">Credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, anche immobiliari;</p>
</li>
<li data-start="1479" data-end="1554">
<p data-start="1481" data-end="1554">Semplificazioni procedurali per l’avvio di nuove attività economiche;</p>
</li>
<li data-start="1555" data-end="1609">
<p data-start="1557" data-end="1609">Priorità nei bandi e nei finanziamenti pubblici;</p>
</li>
<li data-start="1610" data-end="1690">
<p data-start="1612" data-end="1690">Riduzione dei tempi autorizzativi tramite lo Sportello Unico Digitale ZES;</p>
</li>
<li data-start="1691" data-end="1748">
<p data-start="1693" data-end="1748">Infrastrutture dedicate e incentivi alla logistica.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1750" data-end="2035">L’estensione alle Marche e all’Umbria sancita dalla <strong data-start="1802" data-end="1820">Legge 171/2025</strong> è dunque un allargamento strategico del perimetro di queste agevolazioni, pensato per rilanciare l’economia del Centro Italia, attraverso un’integrazione nella governance e nell’operatività della ZES già esistente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="297"><strong data-start="222" data-end="297">La Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="805">La <strong data-start="302" data-end="336">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, intitolata <em data-start="349" data-end="499">&#8220;Modifiche al decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, in materia di ZES unica&#8221;</em>, rappresenta un tassello cruciale per l’ampliamento della ZES unica oltre i confini del Mezzogiorno. Composta da <strong data-start="613" data-end="656">un solo articolo suddiviso in tre commi</strong>, la legge ha un impianto snello ma con impatti normativi molto rilevanti, in particolare sul <strong data-start="750" data-end="788">decreto istitutivo della ZES unica</strong> (D.L. 124/2023).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="834">Vediamo i punti principali:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1669">
<li data-start="836" data-end="1162">
<p data-start="838" data-end="1162"><strong data-start="838" data-end="849">Comma 1</strong>: modifica l’articolo 9 del D.L. 124/2023, includendo formalmente le <strong data-start="918" data-end="945">regioni Marche e Umbria</strong> tra i territori beneficiari delle misure previste per la ZES unica. Questa modifica ha efficacia <strong data-start="1043" data-end="1066">dal 1° gennaio 2026</strong>, permettendo un allineamento organizzativo e l’adeguamento delle strutture regionali coinvolte.</p>
</li>
<li data-start="1164" data-end="1413">
<p data-start="1166" data-end="1413"><strong data-start="1166" data-end="1177">Comma 2</strong>: prevede l’adeguamento del <strong data-start="1205" data-end="1241">Piano Strategico della ZES unica</strong> da parte del <strong data-start="1255" data-end="1284">Commissario straordinario</strong>, che dovrà integrare gli ambiti territoriali e produttivi di Marche e Umbria entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.</p>
</li>
<li data-start="1415" data-end="1669">
<p data-start="1417" data-end="1669"><strong data-start="1417" data-end="1428">Comma 3</strong>: stabilisce che <strong data-start="1445" data-end="1486">le risorse e gli incentivi finanziari</strong> destinati alle due regioni saranno quantificate <strong data-start="1535" data-end="1583">nell’ambito delle prossime leggi di bilancio</strong>, garantendo una distribuzione equa e proporzionata rispetto agli altri territori ZES.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951">La norma ha quindi un impatto duplice: da un lato modifica la geografia della ZES unica, includendo formalmente nuove regioni; dall’altro avvia un processo di programmazione integrata che coinvolgerà il Governo, le Regioni, le autorità locali e il sistema imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33814 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="348"><strong data-start="236" data-end="348">Criteri di selezione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Sebbene la <strong data-start="361" data-end="379">Legge 171/2025</strong> non elenchi esplicitamente i comuni o le zone produttive coinvolte, stabilisce che l’integrazione di Marche e Umbria nella ZES unica debba seguire i medesimi criteri già adottati per le regioni del Mezzogiorno.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Questo significa che la <strong data-start="615" data-end="636">scelta delle aree</strong> sarà basata su:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="654" data-end="1130">
<li data-start="654" data-end="767">
<p data-start="656" data-end="767"><strong data-start="656" data-end="686">Indicatori socio-economici</strong> come il tasso di disoccupazione, il calo demografico e la marginalità economica;</p>
</li>
<li data-start="768" data-end="871">
<p data-start="770" data-end="871">La <strong data-start="773" data-end="815">presenza di infrastrutture strategiche</strong>, come porti, interporti, zone industriali o logistiche;</p>
</li>
<li data-start="872" data-end="994">
<p data-start="874" data-end="994">La <strong data-start="877" data-end="925">capacità di attrarre investimenti produttivi</strong>, in particolare nei settori innovativi o a basso impatto ambientale;</p>
</li>
<li data-start="995" data-end="1130">
<p data-start="997" data-end="1130">La <strong data-start="1000" data-end="1025">coesione territoriale</strong> con le aree ZES già attive nelle regioni limitrofe, per creare filiere e reti produttive interregionali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1422">Nelle Marche, secondo quanto anticipato dal comunicato della Struttura di Missione ZES, potrebbero rientrare aree strategiche come l’<strong data-start="1265" data-end="1287">interporto di Jesi</strong>, il <strong data-start="1292" data-end="1311">porto di Ancona</strong>, la <strong data-start="1316" data-end="1357">zona industriale di Civitanova Marche</strong>, e diversi territori dell’entroterra colpiti dal sisma del 2016.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1683">In Umbria, si ipotizza l’inclusione di poli logistici come quello di <strong data-start="1493" data-end="1507">Orte-Terni</strong>, l’<strong data-start="1511" data-end="1542">area industriale di Foligno</strong>, e alcuni comuni della <strong data-start="1566" data-end="1579">Valnerina</strong> e dell’<strong data-start="1587" data-end="1618">Appennino umbro-marchigiano</strong>, anch’essi segnati da criticità demografiche e infrastrutturali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1685" data-end="2012">Il <strong data-start="1688" data-end="1719">Piano Strategico aggiornato</strong>, che sarà presentato entro gennaio 2026 dal Commissario straordinario, specificherà l’elenco ufficiale dei territori, le tipologie di intervento previste, e i settori produttivi prioritari, con particolare attenzione a manifattura avanzata, green economy, agroindustria e logistica integrata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="211" data-end="308"><strong data-start="214" data-end="308">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="310" data-end="761">L’estensione della <strong data-start="329" data-end="342">ZES unica</strong> alle regioni <strong data-start="356" data-end="375">Marche e Umbria</strong> apre la strada a una serie di <strong data-start="406" data-end="427">benefici concreti</strong> per le imprese che investiranno o già operano nei territori che saranno inclusi nel nuovo perimetro. La normativa prevede che, anche in queste due regioni, si applichino le <strong data-start="601" data-end="626">medesime agevolazioni</strong> già attive nelle regioni del Mezzogiorno, in linea con l’obiettivo di garantire <strong data-start="707" data-end="732">equità di trattamento</strong> e <strong data-start="735" data-end="760">coesione territoriale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="810">Tra i principali <strong data-start="780" data-end="800">vantaggi fiscali</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1333">
<li data-start="812" data-end="1071">
<p data-start="814" data-end="1071">Il <strong data-start="817" data-end="842">credito d’imposta ZES</strong>, riconosciuto per gli <strong data-start="865" data-end="907">investimenti in beni strumentali nuovi</strong>, inclusi macchinari, impianti e immobili strumentali, con aliquote che possono arrivare fino al <strong data-start="1004" data-end="1011">45%</strong> in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione;</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1171">
<p data-start="1074" data-end="1171">L’esclusione dall’imposizione IRAP per nuove iniziative produttive avviate all’interno delle ZES;</p>
</li>
<li data-start="1172" data-end="1333">
<p data-start="1174" data-end="1333">L’accesso <strong data-start="1184" data-end="1228">prioritario a bandi e incentivi pubblici</strong>, anche europei, legati alla transizione ecologica, all’innovazione digitale e allo sviluppo sostenibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1414">In ambito <strong data-start="1345" data-end="1377">burocratico e amministrativo</strong>, le imprese potranno beneficiare di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1416" data-end="1792">
<li data-start="1416" data-end="1538">
<p data-start="1418" data-end="1538">Un <strong data-start="1421" data-end="1453">Sportello Unico Digitale ZES</strong> per tutte le autorizzazioni, concessioni e comunicazioni, con tempi certi e ridotti;</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1621">
<p data-start="1541" data-end="1621">Procedure autorizzative semplificate, anche in materia ambientale e urbanistica;</p>
</li>
<li data-start="1622" data-end="1792">
<p data-start="1624" data-end="1792">Possibilità di siglare <strong data-start="1647" data-end="1689">accordi di insediamento personalizzati</strong> con il Commissario ZES, per facilitare l’attuazione di grandi progetti industriali o infrastrutturali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011">Tutte queste misure rendono la ZES unica uno strumento di attrazione fortemente competitivo, pensato per incentivare la creazione di posti di lavoro, l’innovazione e la reindustrializzazione di aree in difficoltà.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011"><strong data-start="349" data-end="436">Focus su manifattura, green economy e logistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="863">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="472" data-end="491">Marche e Umbria</strong> può rappresentare un vero <strong data-start="518" data-end="548">moltiplicatore di sviluppo</strong> per alcuni comparti strategici del Centro Italia, grazie a una combinazione di <strong data-start="628" data-end="651">fiscalità agevolata</strong>, <strong data-start="653" data-end="680">snellimento burocratico</strong> e <strong data-start="683" data-end="721">opportunità di investimento mirate</strong>. Alcuni settori, per caratteristiche territoriali e industriali, sono particolarmente predisposti a sfruttare al massimo queste agevolazioni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="865" data-end="896">Tra i comparti più promettenti:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="898" data-end="957">1. Manifattura avanzata e meccanica di precisione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1293">In particolare nella <strong data-start="979" data-end="992">Vallesina</strong>, nel distretto del mobile marchigiano e nel polo meccatronico di Terni-Narni, dove operano PMI e grandi aziende già inserite in filiere internazionali. La possibilità di investire con un credito d’imposta significativo rappresenta un incentivo rilevante per innovare macchinari e processi produttivi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1351">2. Agroalimentare e filiere agricole integrate</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1352" data-end="1619">L’Umbria e le Marche vantano un tessuto di imprese agricole e agroindustriali di qualità, ma spesso con margini ridotti per innovare. Le ZES potrebbero attrarre capitali per il potenziamento delle filiere locali, dalla produzione alla trasformazione, fino all’export.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1621" data-end="1670">3. Green economy ed energie rinnovabili</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1931">In linea con gli obiettivi europei del Green Deal, le ZES sono strumenti ideali per stimolare investimenti in <strong data-start="1781" data-end="1799">energie pulite</strong>, <strong data-start="1801" data-end="1812">riciclo</strong>, <strong data-start="1814" data-end="1840">produzione sostenibile</strong> e <strong data-start="1843" data-end="1858">bioeconomia</strong>, settori in cui il Centro Italia ha un potenziale ancora poco sfruttato.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="1979">4. Logistica e trasporti intermodali</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1980" data-end="2228">Le aree intorno a <strong data-start="1998" data-end="2030">Ancona, Foligno, Terni, Orte</strong> e ai principali interporti possono diventare hub logistici strategici, grazie alle agevolazioni e alle infrastrutture in via di potenziamento, con ricadute sull’intero sistema produttivo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2230" data-end="2412">Questi settori, supportati dalle misure ZES, potrebbero diventare i motori della ripresa economica locale, riducendo il divario Nord-Centro-Sud e creando occupazione qualificata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33488 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="387"><strong data-start="298" data-end="387">Governance e collaborazione istituzionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="423" data-end="446">Marche e all’Umbria</strong> non è soltanto una questione fiscale o economica: implica anche una <strong data-start="515" data-end="557">nuova sfida di governance multilivello</strong>, in cui sarà fondamentale la collaborazione tra <strong data-start="606" data-end="653">Stato, Regioni, Comuni e sistema produttivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">La <strong data-start="658" data-end="676">Legge 171/2025</strong>, infatti, pur centralizzando alcune competenze in capo al <strong data-start="735" data-end="778">Commissario straordinario nazionale ZES</strong>, prevede un <strong data-start="791" data-end="846">coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali</strong> nella definizione e attuazione delle strategie territoriali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="973">Nel dettaglio, le Regioni Marche e Umbria avranno il compito di:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1415">
<li data-start="975" data-end="1054">
<p data-start="977" data-end="1054">Proporre al Commissario le aree da includere nel Piano Strategico aggiornato;</p>
</li>
<li data-start="1055" data-end="1145">
<p data-start="1057" data-end="1145">Coordinarsi con gli enti locali per individuare priorità di intervento e settori target;</p>
</li>
<li data-start="1146" data-end="1297">
<p data-start="1148" data-end="1297">Facilitare, a livello regionale, l’<strong data-start="1183" data-end="1224">interazione tra imprese e istituzioni</strong>, tramite tavoli di concertazione e sportelli di assistenza alle imprese;</p>
</li>
<li data-start="1298" data-end="1415">
<p data-start="1300" data-end="1415">Fornire dati e documentazione tecnica necessaria per la valutazione dei progetti e delle richieste di agevolazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1417" data-end="1666">I Comuni, invece, saranno coinvolti nella semplificazione delle procedure edilizie e urbanistiche, nell’accelerazione delle autorizzazioni locali e nella promozione di piani di sviluppo integrato in collaborazione con gli attori privati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1668" data-end="1947">Fondamentale sarà anche il ruolo delle Camere di Commercio, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che potranno fungere da interfaccia tra le imprese e il sistema ZES, aiutando soprattutto le PMI a orientarsi tra le opportunità disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1949" data-end="2236">La governance della ZES unica, dunque, si configura come un sistema ibrido e collaborativo, in cui la centralizzazione delle decisioni va di pari passo con la valorizzazione delle specificità locali, per rendere l’intervento realmente efficace e calato nei contesti territoriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="317"><strong data-start="239" data-end="317">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="843">Con la pubblicazione della <strong data-start="346" data-end="380">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, si apre per <strong data-start="394" data-end="404">Marche</strong> e <strong data-start="407" data-end="417">Umbria</strong> una fase completamente nuova: quella dell’integrazione in un sistema agevolativo nazionale, pensato per favorire investimenti produttivi, occupazione qualificata e rigenerazione industriale. L’ingresso nella <strong data-start="626" data-end="655">ZES unica del Mezzogiorno</strong>, a partire dal <strong data-start="671" data-end="690">1° gennaio 2026</strong>, non è solo un riconoscimento delle difficoltà socio-economiche del Centro Italia, ma anche un atto concreto di <strong data-start="803" data-end="842">politica industriale e territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="845" data-end="1271">L’accesso a <strong data-start="857" data-end="889">crediti d’imposta maggiorati</strong>, semplificazioni burocratiche e opportunità di finanziamento specifiche può davvero trasformare il tessuto imprenditoriale locale, rendendolo più competitivo, moderno e attrattivo. Tuttavia, il successo dell’operazione non dipenderà solo dalle norme, ma dalla <strong data-start="1150" data-end="1216">capacità di istituzioni, imprese e professionisti di fare rete</strong>, cogliere le opportunità e attivare progetti concreti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1716">Le imprese del territorio – sia PMI che grandi gruppi – dovranno muoversi in modo strategico: monitorare i decreti attuativi, individuare le aree agevolate, pianificare investimenti coerenti e <strong data-start="1466" data-end="1536">affidarsi a consulenti esperti in materia fiscale e amministrativa</strong>. Anche i professionisti, in particolare commercialisti e consulenti del lavoro, giocheranno un ruolo chiave nel <strong data-start="1649" data-end="1694">tradurre la norma in opportunità pratiche</strong> per i propri clienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="1978">In definitiva, la ZES unica rappresenta una <strong data-start="1762" data-end="1799">leva di sviluppo potente e mirata</strong>. Tocca ora al sistema territoriale attivarsi per non perdere questa rara occasione di rilancio e innovazione, in un’ottica di <strong data-start="1926" data-end="1977">sostenibilità, coesione e crescita intelligente</strong>.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bonus Casa 2026: guida completa alle detrazioni per ristrutturare casa e risparmiare sulle tasse</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-Casa-2026-guida-completa-alle-detrazioni-per-ristrutturare-casa-e-risparmiare-sulle-tasse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus Casa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Bonus Casa 2026 rappresenta una delle ultime occasioni per beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione degli immobili, prima della prevista revisione strutturale di tutto il sistema di detrazioni edilizie. Negli ultimi anni, i bonus casa hanno aiutato milioni di contribuenti a migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, effettuare lavori di manutenzione straordinaria o [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-Casa-2026-guida-completa-alle-detrazioni-per-ristrutturare-casa-e-risparmiare-sulle-tasse/">Bonus Casa 2026: guida completa alle detrazioni per ristrutturare casa e risparmiare sulle tasse</a> was first posted on Gennaio 19, 2026 at 10:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="398" data-end="1041">Il <strong data-start="401" data-end="420">Bonus Casa 2026</strong> rappresenta una delle ultime occasioni per beneficiare di importanti <strong data-start="490" data-end="552">agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione degli immobili</strong>, prima della prevista revisione strutturale di tutto il sistema di detrazioni edilizie. Negli ultimi anni, i bonus casa hanno aiutato milioni di contribuenti a migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, effettuare lavori di manutenzione straordinaria o migliorare la sicurezza antisismica, sfruttando vantaggi economici importanti. Ma cosa cambia dal 2024 al 2026? Quali bonus restano attivi, quali saranno ridimensionati, e quali andranno definitivamente in pensione?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1043" data-end="1412">Con l’avvicinarsi della <strong data-start="1067" data-end="1119">fine del Superbonus al 70% e poi al 65% nel 2025</strong>, e con la volontà del governo di razionalizzare le spese fiscali, è essenziale avere un quadro chiaro e aggiornato su <strong data-start="1238" data-end="1274">quali bonus sono ancora fruibili</strong> e come utilizzarli <strong data-start="1294" data-end="1336">legalmente per risparmiare sulle tasse</strong>, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto alle detrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1414" data-end="1713">In questo articolo analizziamo in dettaglio tutte le <strong data-start="1467" data-end="1514">agevolazioni edilizie previste fino al 2026</strong>, indicando per ciascuna: requisiti, aliquote, scadenze, limiti di spesa e casi pratici. In più, vedremo <strong data-start="1619" data-end="1663">quali opportunità fiscali sfruttare oggi</strong> per non perdere migliaia di euro in detrazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="325" data-end="408"><strong>Bonus Casa 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="410" data-end="901">La <strong data-start="413" data-end="439">Legge di Bilancio 2026</strong> porta con sé una notizia positiva: le principali <strong data-start="489" data-end="514">agevolazioni edilizie</strong> restano attive anche per tutto il 2026, con <strong data-start="559" data-end="602">le stesse aliquote previste per il 2025</strong>, rimandando di un anno il temuto taglio delle detrazioni. Questo significa che i contribuenti potranno ancora beneficiare di una <strong data-start="732" data-end="760">detrazione IRPEF del 50%</strong> per interventi su immobili adibiti ad abitazione principale, e del <strong data-start="828" data-end="858">36% per le altre proprietà</strong>, posticipando al 2027 la riduzione al 30%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="957">Questa estensione riguarda diverse tipologie di bonus:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="959" data-end="1357">
<li data-start="959" data-end="1073">
<p data-start="961" data-end="1073"><strong data-start="961" data-end="973">Ecobonus</strong> per interventi di risparmio energetico (sostituzione infissi, pompe di calore, isolamento termico);</p>
</li>
<li data-start="1074" data-end="1147">
<p data-start="1076" data-end="1147"><strong data-start="1076" data-end="1102">Bonus ristrutturazioni</strong> per lavori su murature, impianti e finiture;</p>
</li>
<li data-start="1148" data-end="1228">
<p data-start="1150" data-end="1228"><strong data-start="1150" data-end="1164">Sismabonus</strong> per miglioramenti antisismici, anche nella versione &#8220;acquisti&#8221;;</p>
</li>
<li data-start="1229" data-end="1357">
<p data-start="1231" data-end="1357"><strong data-start="1231" data-end="1267">Bonus mobili ed elettrodomestici</strong>, prorogato fino al 2026, con detrazione al 50% e tetto massimo di spesa a <strong data-start="1342" data-end="1356">5.000 euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1359" data-end="1826">Per accedere alla detrazione più alta (50%), sarà necessario che l’immobile sia <strong data-start="1439" data-end="1453">prima casa</strong> del contribuente, e che egli sia <strong data-start="1487" data-end="1534">proprietario o titolare di un diritto reale</strong> (usufrutto, abitazione, ecc.) sull’immobile. Un aspetto importante riguarda il <strong data-start="1614" data-end="1630">bonus mobili</strong>, il cui diritto matura solo se i lavori edilizi sono avviati <strong data-start="1692" data-end="1744">dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto</strong>, quindi nel 2026 occorre dimostrare l’inizio dei lavori entro il 1° gennaio 2025.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1828" data-end="2051">Queste proroghe sono state inserite nel <strong data-start="1868" data-end="1893">Decreto-Legge 63/2013</strong>, modificato dalla manovra, e rappresentano una concreta opportunità di <strong data-start="1965" data-end="1993">risparmio fiscale legale</strong>, da cogliere prima che l’accesso diventi più restrittivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="264" data-end="329"><strong>Superbonus e Bonus Barriere Architettoniche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="331" data-end="685">Il 2026 segnerà un punto di svolta per due dei bonus più generosi e discussi degli ultimi anni: <strong data-start="427" data-end="444">il Superbonus</strong> e il <strong data-start="450" data-end="484">Bonus Barriere Architettoniche</strong>. Entrambe le agevolazioni subiranno una drastica riduzione o verranno eliminate, in linea con l’obiettivo del governo di contenere la spesa pubblica e riorganizzare il sistema degli incentivi edilizi.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="687" data-end="721">Superbonus: la fine di un’era</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="723" data-end="1118">Il <strong data-start="726" data-end="740">Superbonus</strong>, nato con il Decreto Rilancio (DL 34/2020) e pensato per rilanciare il settore edilizio durante la pandemia, è destinato a <strong data-start="864" data-end="905">scomparire completamente dopo il 2025</strong>. Già nel 2024 e 2025 l’aliquota è stata ridotta rispettivamente al 70% e al 65%, rendendo meno vantaggioso l’intervento. Nel 2026 non sarà più possibile accedere alla misura, né per condomìni né per unifamiliari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1120" data-end="1378">Chi intende ancora sfruttare il Superbonus dovrà <strong data-start="1169" data-end="1216">iniziare i lavori entro il 31 dicembre 2025</strong> e rispettare rigorosamente le scadenze e i requisiti tecnici previsti. Non sono previste ulteriori proroghe, salvo modifiche straordinarie a livello legislativo.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1380" data-end="1433">Bonus Barriere Architettoniche: fine della corsa</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1435" data-end="1787">Il <strong data-start="1438" data-end="1472">Bonus Barriere Architettoniche</strong>, introdotto con la Legge di Bilancio 2022, ha rappresentato una novità importante per l’<strong data-start="1561" data-end="1592">accessibilità degli edifici</strong>, con una detrazione del 75% su interventi mirati all’eliminazione di ostacoli fisici. Tuttavia, anche questa agevolazione <strong data-start="1715" data-end="1747">terminerà alla fine del 2025</strong>, senza possibilità di proroga nel 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2021">Chi intende adeguare l’immobile per persone anziane o con disabilità ha dunque <strong data-start="1868" data-end="1904">l’ultima finestra utile nel 2025</strong> per avviare i lavori, evitando di perdere un&#8217;opportunità concreta di miglioramento abitativo e di risparmio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1789" data-end="2021"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33965 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-1024x684.jpg" alt="" width="696" height="465" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-1024x684.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-768x513.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-1536x1026.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-629x420.jpg 629w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-600x401.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-696x465.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-coins-model-house-table.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="282" data-end="349"><strong>Detrazioni al 50% e al 36%</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="668">Nel quadro del <strong data-start="366" data-end="385">Bonus Casa 2026</strong>, le due aliquote fondamentali per la detrazione delle spese edilizie sono <strong data-start="460" data-end="479">il 50% e il 36%</strong>, differenziate in base alla tipologia dell’immobile e alla posizione fiscale del contribuente. Capire come funzionano è essenziale per <strong data-start="615" data-end="652">massimizzare il risparmio fiscale</strong> in modo legale.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="670" data-end="709">Aliquota al 50%: per la prima casa</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="711" data-end="1056">La <strong data-start="714" data-end="735">detrazione al 50%</strong> è riservata a chi effettua interventi edilizi su <strong data-start="785" data-end="830">immobili adibiti ad abitazione principale</strong>. Per accedere, è necessario essere <strong data-start="866" data-end="881">proprietari</strong> o <strong data-start="884" data-end="916">titolari di un diritto reale</strong> (usufrutto, uso, abitazione, ecc.) sull’immobile oggetto dei lavori. Questa detrazione si applica a una vasta gamma di interventi, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1058" data-end="1286">
<li data-start="1058" data-end="1137">
<p data-start="1060" data-end="1137">Manutenzione straordinaria su parti comuni condominiali o abitazioni singole;</p>
</li>
<li data-start="1138" data-end="1216">
<p data-start="1140" data-end="1216">Ristrutturazioni interne (bagni, impianti elettrici, rifacimento pavimenti);</p>
</li>
<li data-start="1217" data-end="1286">
<p data-start="1219" data-end="1286">Interventi di efficientamento energetico non coperti dall’ecobonus.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1288" data-end="1458">Il limite massimo di spesa detraibile è generalmente fissato a <strong data-start="1351" data-end="1388">96.000 euro per unità immobiliare</strong>, con la detrazione ripartita in <strong data-start="1421" data-end="1457">10 quote annuali di pari importo</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1460" data-end="1505">Aliquota al 36%: per le altre abitazioni</h4>
<p style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1878">Nel caso di immobili diversi dalla prima casa, come <strong data-start="1559" data-end="1640">seconde case, appartamenti in affitto o immobili commerciali ad uso promiscuo</strong>, la detrazione scende al <strong data-start="1666" data-end="1673">36%</strong>. Anche in questo caso, resta il tetto massimo di spesa a 96.000 euro, ma l’<strong data-start="1749" data-end="1777">impatto fiscale è minore</strong>, rendendo meno conveniente l’intervento rispetto a chi ristruttura la propria abitazione principale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1880" data-end="2063">Attenzione: dal <strong data-start="1896" data-end="1915">1° gennaio 2027</strong>, queste aliquote verranno ulteriormente ridotte al 30%, quindi è fondamentale pianificare i lavori nel 2026 per <strong data-start="2028" data-end="2062">bloccare il beneficio più alto</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="297" data-end="355"><strong>Ecobonus ed efficienza energetica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="357" data-end="818">Anche nel 2026 sarà possibile usufruire dell’<strong data-start="402" data-end="414">Ecobonus</strong>, la detrazione fiscale pensata per incentivare gli interventi di <strong data-start="480" data-end="524">efficientamento energetico degli edifici</strong>, con l’obiettivo di ridurre i consumi e abbattere le emissioni inquinanti. Nonostante l&#8217;attenzione si sia spostata negli ultimi anni sul Superbonus, l’Ecobonus resta uno strumento centrale e ancora molto vantaggioso, soprattutto alla luce delle <strong data-start="770" data-end="817">conferme normative fino al 31 dicembre 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="820" data-end="880">Le aliquote restano quelle già previste per il 2025, ovvero:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1162">
<li data-start="882" data-end="987">
<p data-start="884" data-end="987"><strong data-start="884" data-end="897">50% o 65%</strong> a seconda della tipologia di intervento e della sua incidenza sull’efficienza energetica;</p>
</li>
<li data-start="988" data-end="1162">
<p data-start="990" data-end="1162">In alcuni casi specifici, come edifici condominiali, si può arrivare fino al <strong data-start="1067" data-end="1074">75%</strong>, ma solo in presenza di requisiti particolarmente stringenti e certificazioni tecniche.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1205">Tra gli <strong data-start="1172" data-end="1194">interventi ammessi</strong> rientrano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1207" data-end="1497">
<li data-start="1207" data-end="1246">
<p data-start="1209" data-end="1246">Sostituzione di infissi e serramenti;</p>
</li>
<li data-start="1247" data-end="1308">
<p data-start="1249" data-end="1308">Installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore;</p>
</li>
<li data-start="1309" data-end="1364">
<p data-start="1311" data-end="1364">Coibentazione delle superfici opache (pareti, tetti);</p>
</li>
<li data-start="1365" data-end="1428">
<p data-start="1367" data-end="1428">Sistemi di domotica per la gestione intelligente dei consumi;</p>
</li>
<li data-start="1429" data-end="1497">
<p data-start="1431" data-end="1497">Schermature solari e impianti fotovoltaici (in alcune casistiche).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1839">Per poter beneficiare dell’Ecobonus è necessario <strong data-start="1548" data-end="1585">inviare la comunicazione all’ENEA</strong> entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e conservare tutta la documentazione tecnica e fiscale (asseverazioni, fatture, bonifici parlanti). La detrazione è <strong data-start="1741" data-end="1764">spalmata in 10 anni</strong> e si applica su un tetto di spesa variabile in base al tipo di intervento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1841" data-end="2060">Nel 2026, sfruttare l’Ecobonus può essere una strategia efficace per <strong data-start="1910" data-end="1995">ridurre l’impatto energetico della propria abitazione e risparmiare sulle imposte</strong>, senza attendere riforme future potenzialmente meno vantaggiose.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="387"><strong>Bonus mobili ed elettrodomestici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="825">Tra le agevolazioni prorogate anche per il 2026 troviamo il <strong data-start="449" data-end="485">Bonus mobili ed elettrodomestici</strong>, una detrazione del 50% destinata a chi acquista <strong data-start="535" data-end="600">arredi o grandi elettrodomestici di classe energetica elevata</strong>, a seguito di interventi di recupero edilizio. Si tratta di un&#8217;agevolazione strettamente collegata al <strong data-start="703" data-end="729">bonus ristrutturazioni</strong> e può rappresentare un <strong data-start="753" data-end="824">interessante incentivo al rinnovo completo degli ambienti domestici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="827" data-end="1156">La <strong data-start="830" data-end="856">Legge di Bilancio 2026</strong> ha confermato questa detrazione, mantenendo invariato il <strong data-start="914" data-end="964">tetto massimo di spesa detraibile a 5.000 euro</strong> per ciascuna unità immobiliare. La detrazione è sempre ripartita in <strong data-start="1033" data-end="1053">10 quote annuali</strong> e riguarda esclusivamente beni nuovi, acquistati con <strong data-start="1107" data-end="1155">bonifico parlante, carta di credito o debito</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="1158" data-end="1186">Requisiti fondamentali:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1188" data-end="1649">
<li data-start="1188" data-end="1380">
<p data-start="1190" data-end="1380">Gli acquisti devono essere effettuati <strong data-start="1228" data-end="1276">dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione</strong>, che deve risultare avviato <strong data-start="1305" data-end="1337">non oltre il 1° gennaio 2025</strong>, se si intende ottenere il bonus nel 2026;</p>
</li>
<li data-start="1381" data-end="1564">
<p data-start="1383" data-end="1564">Gli elettrodomestici devono appartenere a classi non inferiori a <strong data-start="1448" data-end="1531">A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori</strong> (salvo aggiornamenti normativi);</p>
</li>
<li data-start="1565" data-end="1649">
<p data-start="1567" data-end="1649">È obbligatorio conservare <strong data-start="1593" data-end="1648">fatture, scontrini parlanti e ricevute di pagamento</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1651" data-end="1952">Il Bonus mobili è particolarmente vantaggioso per chi <strong data-start="1705" data-end="1756">intende arredare casa dopo una ristrutturazione</strong>, sfruttando un duplice beneficio: <strong data-start="1791" data-end="1851">valorizzazione dell’immobile e risparmio fiscale diretto</strong>. Inoltre, può essere cumulato con altri bonus casa, amplificando il vantaggio economico complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1651" data-end="1952"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33966 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-building-against-white-background.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="267" data-end="342"><strong>Sismabonus 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="344" data-end="799">Il <strong data-start="347" data-end="361">Sismabonus</strong> resta attivo anche per tutto il 2026, confermando la volontà dello Stato di incentivare la <strong data-start="453" data-end="489">messa in sicurezza degli edifici</strong> situati nelle zone a rischio sismico. Questa agevolazione consente di <strong data-start="560" data-end="617">detrarre dall’IRPEF una parte consistente delle spese</strong> sostenute per interventi antisismici, con aliquote che variano dal <strong data-start="685" data-end="705">50% fino all’85%</strong>, a seconda della tipologia di intervento e del miglioramento della classe di rischio sismico.</p>
<h4 style="text-align: justify;" data-start="801" data-end="827">Le aliquote previste:</h4>
<ul style="text-align: justify;" data-start="829" data-end="1045">
<li data-start="829" data-end="866">
<p data-start="831" data-end="866"><strong data-start="831" data-end="838">50%</strong> per gli interventi di base;</p>
</li>
<li data-start="867" data-end="929">
<p data-start="869" data-end="929"><strong data-start="869" data-end="876">70%</strong> se si migliora di <strong data-start="895" data-end="928">una classe di rischio sismico</strong>;</p>
</li>
<li data-start="930" data-end="980">
<p data-start="932" data-end="980"><strong data-start="932" data-end="939">80%</strong> se il miglioramento è di <strong data-start="965" data-end="979">due classi</strong>;</p>
</li>
<li data-start="981" data-end="1045">
<p data-start="983" data-end="1045"><strong data-start="983" data-end="996">75% e 85%</strong> per interventi su <strong data-start="1015" data-end="1044">parti comuni condominiali</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1400">Il tetto massimo di spesa ammesso è <strong data-start="1083" data-end="1120">96.000 euro per unità immobiliare</strong>, con la detrazione suddivisa in <strong data-start="1153" data-end="1172">5 quote annuali</strong>. Il bonus si applica sia agli immobili residenziali sia agli immobili strumentali e produttivi, a patto che si trovino nelle zone sismiche 1, 2 o 3 (quelle a maggiore rischio secondo la classificazione della Protezione Civile).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1402" data-end="1708">Una forma interessante è il cosiddetto <strong data-start="1441" data-end="1466">“Sismabonus Acquisti”</strong>, che si applica agli immobili comprati da imprese che li hanno demoliti e ricostruiti in chiave antisismica. In questo caso, il bonus può essere <strong data-start="1612" data-end="1640">trasferito al compratore</strong>, offrendo un forte incentivo all’acquisto di nuovi immobili sicuri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1710" data-end="1908">Il Sismabonus 2026 rappresenta un’occasione concreta per <strong data-start="1767" data-end="1844">tutelare il patrimonio edilizio e ottenere vantaggi fiscali significativi</strong>, specialmente per chi vive o investe in aree a rischio sismico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="330" data-end="417"><strong>Guida pratica 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="772">Con il progressivo ridimensionamento di molte agevolazioni edilizie, il 2026 rappresenta un anno cruciale per chi intende intervenire sul proprio immobile e <strong data-start="576" data-end="638">sfruttare le ultime possibilità di risparmio fiscale pieno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="772">Ma come orientarsi tra le varie opzioni?</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="419" data-end="772">Ecco una guida pratica per scegliere il <strong data-start="721" data-end="741">bonus più adatto</strong> in base alle proprie esigenze:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="774" data-end="1724">
<li data-start="774" data-end="966">
<p data-start="776" data-end="966">Vuoi <strong data-start="781" data-end="803">ristrutturare casa</strong>? Punta al <strong data-start="814" data-end="847">Bonus ristrutturazioni al 50%</strong> se si tratta della tua abitazione principale. Se si tratta di una seconda casa, puoi comunque beneficiare del <strong data-start="958" data-end="965">36%</strong>.</p>
</li>
<li data-start="967" data-end="1130">
<p data-start="969" data-end="1130">Hai necessità di <strong data-start="986" data-end="1024">arredare dopo una ristrutturazione</strong>? Abbina il <strong data-start="1036" data-end="1052">Bonus mobili</strong>, ma attenzione: i lavori devono essere iniziati <strong data-start="1101" data-end="1129">entro il 1° gennaio 2025</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1131" data-end="1290">
<p data-start="1133" data-end="1290">Stai pensando di <strong data-start="1150" data-end="1188">migliorare l’efficienza energetica</strong>? L’<strong data-start="1192" data-end="1204">Ecobonus</strong> resta valido fino al 2026, con detrazioni fino al <strong data-start="1255" data-end="1262">65%</strong>, a seconda dell’intervento.</p>
</li>
<li data-start="1291" data-end="1483">
<p data-start="1293" data-end="1483">Vivi in <strong data-start="1301" data-end="1317">zona sismica</strong> o stai acquistando un immobile ristrutturato in chiave antisismica? Il <strong data-start="1389" data-end="1403">Sismabonus</strong> (anche in versione “acquisti”) è ancora attivo con detrazioni fino all’<strong data-start="1475" data-end="1482">85%</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1484" data-end="1601">
<p data-start="1486" data-end="1601">Devi <strong data-start="1491" data-end="1529">eliminare barriere architettoniche</strong>? Agisci entro il 2025, perché dal 2026 questo bonus sarà <strong data-start="1587" data-end="1600">eliminato</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1602" data-end="1724">
<p data-start="1604" data-end="1724">Vuoi cogliere l’ultima occasione per il <strong data-start="1644" data-end="1658">Superbonus</strong>? Hai tempo solo fino al <strong data-start="1683" data-end="1703">31 dicembre 2025</strong> con aliquota al 65%.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2015">Il consiglio è di <strong data-start="1744" data-end="1783">pianificare gli interventi nel 2026</strong>, avviandoli per tempo, per non perdere l’accesso alle aliquote più alte. Inoltre, affidarsi a un commercialista esperto può fare la differenza per <strong data-start="1931" data-end="1964">non commettere errori formali</strong> che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="296" data-end="311"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="313" data-end="696">Il 2026 sarà un anno di <strong data-start="337" data-end="391">transizione cruciale per il sistema dei bonus casa</strong>: alcune agevolazioni sono confermate, altre si avviano alla conclusione definitiva. Chi intende <strong data-start="488" data-end="524">intervenire sul proprio immobile</strong>, sia per ristrutturarlo, renderlo più efficiente o sicuro, ha davanti un’ultima, concreta finestra per sfruttare al massimo i <strong data-start="651" data-end="695">vantaggi fiscali attualmente disponibili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="698" data-end="915">La parola chiave è <strong data-start="717" data-end="729">tempismo</strong>: chi pianifica per tempo può ancora godere delle <strong data-start="779" data-end="800">aliquote più alte</strong>, evitare i tagli previsti dal 2027 e ottenere un risparmio fiscale importante, tutto nel rispetto della normativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="917" data-end="1342">È fondamentale quindi <strong data-start="939" data-end="999">valutare attentamente quali bonus sono ancora attivabili</strong>, conoscere i requisiti tecnici e fiscali, e soprattutto evitare errori procedurali che possono compromettere l’accesso alle detrazioni. Rivolgersi a un professionista, oggi non è più solo una scelta utile, ma una <strong data-start="1237" data-end="1261">necessità strategica</strong> per investire in modo consapevole e difendere il proprio patrimonio immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1344" data-end="1602">Con le <strong data-start="1351" data-end="1387">riforme già in vista per il 2027</strong>, questa è l’ultima chiamata per agire in un contesto fiscale ancora favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1344" data-end="1602">Chi sa cogliere il momento giusto, può <strong data-start="1509" data-end="1553">ristrutturare, risparmiare e valorizzare</strong> la propria casa. Legalmente, e con intelligenza.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-Casa-2026-guida-completa-alle-detrazioni-per-ristrutturare-casa-e-risparmiare-sulle-tasse/">Bonus Casa 2026: guida completa alle detrazioni per ristrutturare casa e risparmiare sulle tasse</a> was first posted on Gennaio 19, 2026 at 10:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 05:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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		<category><![CDATA[vantaggi fiscali 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive. In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti [&#8230;]<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> was first posted on Gennaio 16, 2026 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rottamazione Quinquies: una nuova chance per i contribuenti italiani di mettersi in regola con il Fisco risparmiando su interessi e sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha finalmente pubblicato le regole definitive.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa cambia, chi può aderire, come funziona il nuovo calendario dei pagamenti e quali sono i veri vantaggi fiscali per cittadini e imprese.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Introduzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="903" data-end="1491">La <strong data-start="906" data-end="932">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta la quinta edizione delle definizioni agevolate delle cartelle esattoriali, introdotta con la <strong data-start="1038" data-end="1064">Legge di Bilancio 2026</strong>, con l&#8217;obiettivo di agevolare la riscossione e allo stesso tempo offrire ai contribuenti uno strumento concreto per sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco. Il provvedimento rientra nel più ampio piano del Governo di favorire la compliance fiscale e alleggerire il carico amministrativo e finanziario di milioni di cittadini e imprese, alle prese con cartelle esattoriali accumulate nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1493" data-end="1809">In particolare, la nuova sanatoria consente il pagamento <strong data-start="1550" data-end="1620">dell’importo residuo del debito senza sanzioni e interessi di mora</strong>, ma solo con le <strong data-start="1637" data-end="1704">somme capitali e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>. Sono inoltre escluse dall’agevolazione le spese per le procedure esecutive e di notifica già sostenute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1811" data-end="2095">Con la pubblicazione ufficiale da parte dell’<strong data-start="1856" data-end="1900">Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER)</strong>, sono state chiarite le modalità di adesione, i benefici previsti e il nuovo calendario delle rate, che rappresenta una novità significativa rispetto alle edizioni precedenti della rottamazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="374"><strong>Rottamazione Quinquies</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="376" data-end="965">La <strong data-start="379" data-end="405">Rottamazione Quinquies</strong> è la nuova misura di <strong data-start="427" data-end="511">definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione</strong> introdotta dalla <strong data-start="529" data-end="566">Legge n. 199 del 30 dicembre 2025</strong>, ovvero la <strong data-start="578" data-end="604">Legge di Bilancio 2026</strong>, pubblicata sul <strong data-start="621" data-end="704">Supplemento ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025</strong>. La legge, dal titolo “<strong data-start="728" data-end="843">Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028</strong>”, ha confermato la possibilità per i contribuenti di accedere a una nuova forma di sanatoria dei debiti iscritti a ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Nello specifico, la Rottamazione-Quinquies prevede che i contribuenti possano estinguere il proprio debito <strong data-start="1074" data-end="1133">senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, limitandosi al pagamento <strong data-start="1160" data-end="1232">del solo capitale e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="967" data-end="1460">Un’opportunità rilevante, che segue le orme delle precedenti edizioni della rottamazione, ma con alcune differenze strategiche, anche alla luce delle difficoltà economiche ancora presenti per molte famiglie e imprese italiane.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1875">Il nuovo intervento si inserisce in un contesto più ampio di politiche fiscali orientate alla <strong data-start="1556" data-end="1584">compliance collaborativa</strong>, offrendo uno strumento che consente di mettersi in regola con il Fisco <strong data-start="1657" data-end="1680">in modo sostenibile</strong> e con benefici concreti, evitando contenziosi e procedure esecutive. Il tutto attraverso una procedura semplificata e calendarizzata, ora finalmente definita nelle <strong data-start="1845" data-end="1874">regole pubblicate da AdER</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="342" data-end="452"><strong>Chi può aderire e quali debiti rientrano</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="454" data-end="1053">La <strong data-start="457" data-end="483">Rottamazione Quinquies</strong>, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, si applica ai <strong data-start="538" data-end="632">carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023</strong>. Nello specifico, la misura interessa i debiti derivanti da <strong data-start="693" data-end="725">omessi versamenti di imposte</strong> emerse dalle dichiarazioni annuali e da controlli automatizzati e formali, ai sensi degli articoli <strong data-start="825" data-end="864">36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973</strong> e degli articoli <strong data-start="882" data-end="921">54-bis e 54-ter del DPR n. 633/1972</strong> (IVA). Sono inclusi anche i contributi previdenziali dovuti all’<strong data-start="986" data-end="994">INPS</strong>, con l’<strong data-start="1002" data-end="1052">esclusione di quelli derivanti da accertamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1055" data-end="1493">Importante novità: <strong data-start="1074" data-end="1151">possono aderire anche coloro che sono decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, purché i carichi rientrino nei limiti temporali e oggettivi previsti dalla nuova misura. Tuttavia, <strong data-start="1252" data-end="1308">non possono beneficiare della Rottamazione Quinquies</strong> i debiti già inclusi in un piano di <strong data-start="1345" data-end="1368">Rottamazione Quater</strong> regolarmente in corso, per i quali <strong data-start="1404" data-end="1434">entro il 30 settembre 2025</strong> siano state versate tutte le rate dovute fino a tale data.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1495" data-end="1731">I vantaggi sono chiari: i debiti possono essere estinti <strong data-start="1551" data-end="1602">senza pagare sanzioni, interessi di mora, aggio</strong> e altre somme accessorie, versando solo il <strong data-start="1646" data-end="1665">capitale dovuto</strong> e le <strong data-start="1671" data-end="1730">spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1733" data-end="1802">Quanto alle modalità di pagamento, il contribuente può scegliere tra:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1803" data-end="2178">
<li data-start="1803" data-end="1853">
<p data-start="1805" data-end="1853"><strong data-start="1805" data-end="1824">unica soluzione</strong> entro il <strong data-start="1834" data-end="1852">31 luglio 2026</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1854" data-end="2178">
<p data-start="1856" data-end="2178">oppure un piano <strong data-start="1872" data-end="1909">rateale fino a 54 rate bimestrali</strong>, con un primo blocco di 3 rate nel 2026 (luglio, settembre e novembre) e le restanti dal 2027 al 2035, con interessi del <strong data-start="2031" data-end="2043">3% annuo</strong> applicati a partire dal <strong data-start="2068" data-end="2086">1° agosto 2026</strong>. Le scadenze sono fisse e bimestrali (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2180" data-end="2392">L’<strong data-start="2182" data-end="2210">Agente della Riscossione</strong> renderà disponibili nella propria area riservata online <strong data-start="2267" data-end="2291">i carichi definibili</strong>, per consentire al contribuente di verificare subito quali debiti possono rientrare nella sanatoria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="286" data-end="375"><strong>Come e quando presentare la domanda </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Per beneficiare della <strong data-start="399" data-end="425">Rottamazione Quinquies</strong>, i contribuenti interessati dovranno <strong data-start="463" data-end="509">presentare domanda entro il 30 aprile 2026</strong>, esclusivamente in <strong data-start="529" data-end="552">modalità telematica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="377" data-end="805">Le istruzioni operative verranno definite da <strong data-start="599" data-end="643">Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)</strong> e saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’ente <strong data-start="698" data-end="769">entro 20 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026</strong>, come previsto dal testo normativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="1095">La procedura di adesione sarà accessibile tramite l’<strong data-start="859" data-end="894">area riservata del portale AdER</strong>, nella quale ogni contribuente potrà consultare i <strong data-start="945" data-end="967">carichi definibili</strong>, ottenere il <strong data-start="981" data-end="1017">modulo di richiesta precompilato</strong> e scegliere la modalità di pagamento preferita. Le opzioni previste sono due:</p>
<ol style="text-align: justify;" data-start="1097" data-end="1614">
<li data-start="1097" data-end="1176">
<p data-start="1100" data-end="1176"><strong data-start="1100" data-end="1132">Pagamento in unica soluzione</strong>, da effettuare entro il <strong data-start="1157" data-end="1175">31 luglio 2026</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1177" data-end="1614">
<p data-start="1180" data-end="1306"><strong data-start="1180" data-end="1201">Pagamento rateale</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1224" data-end="1246">54 rate bimestrali</strong>, distribuite in <strong data-start="1263" data-end="1273">9 anni</strong>, secondo il seguente calendario:</p>
<ul data-start="1310" data-end="1614">
<li data-start="1310" data-end="1374">
<p data-start="1312" data-end="1374"><strong data-start="1312" data-end="1330">Prime tre rate</strong>: 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre 2026.</p>
</li>
<li data-start="1378" data-end="1535">
<p data-start="1380" data-end="1535"><strong data-start="1380" data-end="1422">Dalla quarta alla cinquantunesima rata</strong>: il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno dal <strong data-start="1518" data-end="1534">2027 al 2034</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1614">
<p data-start="1541" data-end="1614"><strong data-start="1541" data-end="1570">Ultime tre rate (52ª–54ª)</strong>: 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio <strong data-start="1605" data-end="1613">2035</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1616" data-end="1949">Nel caso di scelta del pagamento dilazionato, si applicano <strong data-start="1675" data-end="1700">interessi al 3% annuo</strong>, a partire dal <strong data-start="1716" data-end="1734">1° agosto 2026</strong>, calcolati sulle somme residue. Da notare che, rispetto ai piani di rateazione ordinari, <strong data-start="1824" data-end="1900">non si applicano le regole previste dall’articolo 19 del DPR n. 602/1973</strong>, rendendo il piano più flessibile e conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1951" data-end="2100">L’adesione tempestiva sarà fondamentale per accedere ai benefici previsti dalla sanatoria e pianificare correttamente il carico fiscale nel tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="532"><strong>Sospensione delle misure esecutive</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="534" data-end="937">Uno degli aspetti più rilevanti della <strong data-start="572" data-end="598">Rottamazione Quinquies</strong> riguarda gli <strong data-start="612" data-end="634">effetti sospensivi</strong> che si attivano <strong data-start="651" data-end="717">immediatamente dopo la presentazione della domanda di adesione</strong>. Si tratta di una tutela concreta e immediata per il contribuente, che consente di evitare l’adozione o il proseguimento di misure esecutive da parte dell’agente della riscossione, in attesa della definizione agevolata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="939" data-end="1029">In particolare, la legge prevede che, relativamente ai carichi inclusi nella rottamazione:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1030" data-end="1620">
<li data-start="1030" data-end="1090">
<p data-start="1032" data-end="1090">vengano <strong data-start="1040" data-end="1089">sospesi i termini di prescrizione e decadenza</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1091" data-end="1303">
<p data-start="1093" data-end="1303">siano <strong data-start="1099" data-end="1136">sospesi gli obblighi di pagamento</strong> derivanti da eventuali dilazioni già in corso alla data di presentazione della domanda, <strong data-start="1225" data-end="1264">fino alla scadenza della prima rata</strong> (o unica soluzione) della definizione;</p>
</li>
<li data-start="1304" data-end="1441">
<p data-start="1306" data-end="1441"><strong data-start="1306" data-end="1375">non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche</strong>, fatta eccezione per quelli già iscritti alla data della domanda;</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1620">
<p data-start="1444" data-end="1620"><strong data-start="1444" data-end="1500">non possono essere avviate nuove procedure esecutive</strong> e <strong data-start="1503" data-end="1552">non si possono proseguire quelle già iniziate</strong>, salvo che il primo incanto si sia già concluso con esito positivo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1622" data-end="1893">Altro aspetto chiave: il debitore <strong data-start="1656" data-end="1694">non viene considerato inadempiente</strong> ai fini dell’applicazione degli articoli <strong data-start="1736" data-end="1775">28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973</strong>, che disciplinano i pagamenti delle pubbliche amministrazioni e i blocchi dei crediti in presenza di ruoli esecutivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255">Inoltre, per tutta la durata della sospensione, il contribuente potrà comunque ottenere il <strong data-start="1986" data-end="2003">DURC regolare</strong> (Documento Unico di Regolarità Contributiva), ai sensi dell’articolo 54 del DL n. 50/2017. Questo è un vantaggio significativo per le imprese, che potranno continuare a lavorare con la Pubblica Amministrazione o partecipare a bandi senza interruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1895" data-end="2255"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34005 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="406" data-end="510"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="512" data-end="900">La <strong data-start="515" data-end="541">Rottamazione Quinquies</strong> rappresenta una <strong data-start="558" data-end="601">grande opportunità di risparmio fiscale</strong> e di riorganizzazione delle proprie pendenze con il Fisco. Il beneficio più evidente è l’<strong data-start="691" data-end="738">abbattimento dei costi accessori del debito</strong>: interessi di mora, sanzioni, somme aggiuntive e aggio vengono <strong data-start="802" data-end="830">integralmente cancellati</strong>, riducendo anche del <strong data-start="852" data-end="862">30-50%</strong> il valore complessivo della cartella.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="902" data-end="1358">Ma non si tratta solo di risparmiare: per imprese e professionisti, la definizione agevolata consente di <strong data-start="1007" data-end="1053">riqualificare la propria posizione fiscale</strong>, rendendosi nuovamente “affidabili” agli occhi della Pubblica Amministrazione e del sistema bancario. Ottenere un <strong data-start="1168" data-end="1185">DURC regolare</strong>, ad esempio, permette di partecipare a gare pubbliche, ottenere appalti, o semplicemente continuare l’attività in settori dove la regolarità contributiva è imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1360" data-end="1718">Un altro vantaggio strategico riguarda la <strong data-start="1402" data-end="1440">pianificazione dei flussi di cassa</strong>: la possibilità di dilazionare il pagamento in <strong data-start="1488" data-end="1523">54 rate bimestrali fino al 2035</strong> consente di <strong data-start="1536" data-end="1558">spalmare il debito</strong> su un arco temporale lungo, con rate sostenibili, e con un <strong data-start="1618" data-end="1654">interesse agevolato del 3% annuo</strong>, ben più basso rispetto ai normali piani di rateazione fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="2059">Infine, aderire alla rottamazione può significare <strong data-start="1770" data-end="1825">evitare contenziosi, pignoramenti o blocchi bancari</strong>, che spesso impattano negativamente su reputazione e operatività. In sintesi, è uno strumento concreto per <strong data-start="1933" data-end="1946">ripartire</strong> e per <strong data-start="1953" data-end="2013">pianificare meglio il proprio futuro economico e fiscale</strong>, soprattutto in vista del triennio 2026–2028.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="457"><strong>Decadenza e perdita dei benefici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="459" data-end="828">Nonostante i numerosi vantaggi offerti dalla <strong data-start="504" data-end="530">Rottamazione Quinquies</strong>, è fondamentale sottolineare che il mantenimento dei benefici è <strong data-start="595" data-end="660">condizionato al rispetto rigoroso delle scadenze di pagamento</strong>. Infatti, la normativa prevede che l’adesione risulti <strong data-start="715" data-end="729">inefficace</strong> e che il contribuente <strong data-start="752" data-end="762">decada</strong> dalla definizione agevolata in determinati casi di inadempimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="830" data-end="846">Nello specifico:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="847" data-end="1506">
<li data-start="847" data-end="1277">
<p data-start="849" data-end="1277">Nel caso in cui il contribuente opti per il <strong data-start="893" data-end="925">pagamento in unica soluzione</strong> (con scadenza al <strong data-start="943" data-end="961">31 luglio 2026</strong>) e <strong data-start="965" data-end="1007">non effettui il versamento nei termini</strong> o lo effettui in misura <strong data-start="1032" data-end="1049">insufficiente</strong>, <strong data-start="1051" data-end="1086">la rottamazione verrà annullata</strong> e i pagamenti eventualmente già effettuati saranno considerati <strong data-start="1150" data-end="1180">acconti sul debito residuo</strong>, che tornerà a essere esigibile nella sua interezza, comprensivo di sanzioni, interessi e aggio.</p>
</li>
<li data-start="1278" data-end="1506">
<p data-start="1280" data-end="1506">Se invece si sceglie il <strong data-start="1304" data-end="1325">pagamento rateale</strong>, la decadenza si verifica nel caso di <strong data-start="1364" data-end="1437">mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive</strong>, oppure <strong data-start="1446" data-end="1495">in caso di mancato pagamento dell’ultima rata</strong> del piano.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1991">Una volta decaduti, <strong data-start="1528" data-end="1581">tutti i benefici della rottamazione vengono persi</strong>, e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà <strong data-start="1627" data-end="1677">riprendere le attività di riscossione coattiva</strong>, comprese le procedure esecutive, ipoteche, fermi e pignoramenti, senza ulteriori preavvisi. In tal senso, è essenziale valutare con attenzione <strong data-start="1822" data-end="1871">la sostenibilità finanziaria del piano scelto</strong> e rispettare scrupolosamente le scadenze, evitando così di compromettere l’efficacia dell’intera definizione agevolata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="415" data-end="515"><strong>Quando conviene aderire alla Rottamazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="517" data-end="999">La Rottamazione Quinquies <strong data-start="543" data-end="576">non è una sanatoria per tutti</strong>, ma può rappresentare una <strong data-start="603" data-end="625">soluzione ottimale</strong> per specifiche categorie di contribuenti. Innanzitutto, è particolarmente vantaggiosa per coloro che hanno <strong data-start="733" data-end="750">debiti datati</strong>, affidati all’Agenzia della Riscossione <strong data-start="791" data-end="816">tra il 2000 e il 2023</strong>, e che presentano importi elevati di sanzioni e interessi, ma un capitale ancora gestibile. In questi casi, il <strong data-start="928" data-end="998">risparmio economico può superare anche il 40-50% del debito totale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1001" data-end="1024">Conviene soprattutto a:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1534">
<li data-start="1025" data-end="1193">
<p data-start="1027" data-end="1193"><strong data-start="1027" data-end="1038">Imprese</strong> e <strong data-start="1041" data-end="1059">professionisti</strong> con pendenze che impediscono l’accesso al DURC regolare, necessario per partecipare a bandi, gare d’appalto o ottenere finanziamenti.</p>
</li>
<li data-start="1194" data-end="1389">
<p data-start="1196" data-end="1389"><strong data-start="1196" data-end="1248">Contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni</strong>, che ora hanno la possibilità di <strong data-start="1282" data-end="1323">riaccedere alla definizione agevolata</strong>, a patto che i carichi siano ammissibili secondo le nuove regole.</p>
</li>
<li data-start="1390" data-end="1534">
<p data-start="1392" data-end="1534"><strong data-start="1392" data-end="1403">Privati</strong> che vogliono evitare il rischio di ipoteche, fermi o pignoramenti, e che desiderano sanare la propria posizione in modo agevolato.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1536" data-end="1954">Tuttavia, <strong data-start="1546" data-end="1598">non conviene aderire alla Rottamazione Quinquies</strong> se non si ha <strong data-start="1612" data-end="1668">la certezza di poter sostenere il piano di pagamento</strong>, anche rateale. La decadenza comporterebbe <strong data-start="1712" data-end="1744">il ritorno all’importo pieno</strong>, con tutti gli oneri accessori e la ripresa delle azioni esecutive. Per questo, è consigliabile fare un’<strong data-start="1849" data-end="1904">analisi accurata della propria capacità finanziaria</strong>, magari con il supporto di un consulente fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1956" data-end="2205">Aderire alla rottamazione, quindi, può essere una <strong data-start="2006" data-end="2026">mossa strategica</strong>, ma solo se ben pianificata. È un’opportunità reale per <strong data-start="2083" data-end="2148">ripulire il passato fiscale e ricostruire il futuro economico</strong>, ma richiede serietà, impegno e visione a lungo termine.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="353">La <strong data-start="358" data-end="384">Rottamazione Quinquies</strong>, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, rappresenta un’occasione concreta per cittadini, imprese e professionisti di <strong data-start="505" data-end="541">rientrare nella legalità fiscale</strong> con condizioni più favorevoli rispetto al passato. La possibilità di <strong data-start="611" data-end="660">eliminare sanzioni, interessi di mora e aggio</strong>, unita a un <strong data-start="673" data-end="709">piano di pagamento fino a 9 anni</strong>, rende questa definizione agevolata <strong data-start="746" data-end="765">più accessibile</strong> anche per chi ha subito difficoltà economiche negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="832" data-end="1376">Tuttavia, si tratta di un’opportunità che <strong data-start="874" data-end="904">va valutata con attenzione</strong>: non è una cancellazione automatica del debito, ma un impegno preciso a rispettare scadenze e importi pattuiti. La <strong data-start="1020" data-end="1052">decadenza dalla rottamazione</strong>, infatti, comporta la <strong data-start="1075" data-end="1114">perdita di tutti i benefici fiscali</strong> e la riattivazione delle azioni di riscossione coattiva. Proprio per questo è fondamentale agire con consapevolezza, pianificare il piano di rientro in base alle proprie reali capacità finanziarie, e <strong data-start="1315" data-end="1349">non aspettare l’ultimo momento</strong> per presentare la domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1378" data-end="1668">Affidarsi a un <strong data-start="1393" data-end="1419">commercialista esperto</strong> o a uno <strong data-start="1428" data-end="1479">studio professionale specializzato in fiscalità</strong> può fare la differenza: una valutazione preliminare dei carichi e un’analisi della convenienza sono essenziali per capire se aderire alla Rottamazione Quinquies è davvero la scelta giusta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1670" data-end="1871">Con le regole ormai ufficiali e un calendario già definito, <strong data-start="1730" data-end="1761">il tempo per agire è adesso</strong>. Il Fisco offre una via per ricominciare: sta al contribuente decidere se e come cogliere questa opportunità.</p>
<hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Rottamazione-Quinquies-2026-Regole-ufficiali-AdER-scadenze-e-vantaggi-fiscali/">Rottamazione Quinquies 2026: Regole ufficiali AdER, scadenze e vantaggi fiscali</a> was first posted on Gennaio 16, 2026 at 6:30 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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