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	<title>Fisco e Agevolazioni - Commercialista.it</title>
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	<description>Il Portale dei Commercialisti Italiani</description>
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	<title>Fisco e Agevolazioni - Commercialista.it</title>
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		<title>Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 04:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AGENZIA DELLE ENTRATE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bonus ZES e ZLS 2026 torna al centro dell’attenzione di imprese e professionisti grazie ai nuovi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, che definiscono regole operative, modelli di comunicazione e modalità di accesso al credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle aree agevolate. Si tratta di un’opportunità concreta per ridurre legalmente il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="353" data-end="912">Il <strong data-start="356" data-end="380">Bonus ZES e ZLS 2026</strong> torna al centro dell’attenzione di imprese e professionisti grazie ai nuovi <strong data-start="457" data-end="521">provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026</strong>, che definiscono <strong data-start="539" data-end="628">regole operative, modelli di comunicazione e modalità di accesso al credito d’imposta</strong> per gli investimenti effettuati nelle aree agevolate. Si tratta di un’opportunità concreta per <strong data-start="724" data-end="764">ridurre legalmente il carico fiscale</strong>, migliorare la competitività aziendale e incentivare nuovi investimenti produttivi nel Mezzogiorno e nelle aree strategiche logistiche del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="914" data-end="1373">In un contesto economico ancora complesso, segnato dall’aumento dei costi e dalla necessità di pianificare con attenzione le risorse finanziarie, il <strong data-start="1063" data-end="1094">credito d’imposta ZES Unica</strong> e il <strong data-start="1100" data-end="1125">credito d’imposta ZLS</strong> rappresentano strumenti fondamentali di <strong data-start="1166" data-end="1187">risparmio fiscale</strong>. Tuttavia, molti imprenditori si chiedono: <em data-start="1231" data-end="1371">chi può accedere al bonus? Quali investimenti sono agevolabili? Quali modelli devono essere presentati all’Agenzia delle Entrate nel 2026?</em></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1375" data-end="1880">Con i <strong data-start="1381" data-end="1418">Provvedimenti n. 3882 (ZES Unica)</strong> e <strong data-start="1421" data-end="1438">n. 3873 (ZLS)</strong>, l’Agenzia delle Entrate ha fornito risposte precise, introducendo i nuovi modelli di comunicazione necessari per la fruizione del contributo, anche alla luce della proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2026. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio regole, vantaggi fiscali, modalità di accesso e criticità da evitare, aiutandoti a capire come sfruttare al meglio il Bonus ZES e ZLS nel 2026 senza commettere errori.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="292" data-end="373"><strong>Credito d’imposta ZES Unica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="375" data-end="981">La <strong data-start="378" data-end="404">Legge di Bilancio 2026</strong>, all’<strong data-start="410" data-end="439">articolo 1, commi 438-443</strong>, ha introdotto una novità di grande rilievo per le imprese: la <strong data-start="503" data-end="589">proroga del credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno per gli anni 2026, 2027 e 2028</strong>. La misura consolida uno degli strumenti più efficaci di politica fiscale per incentivare gli investimenti produttivi nelle aree economicamente svantaggiate, ampliando inoltre il perimetro territoriale agevolato. Accanto alle regioni storicamente incluse nel Mezzogiorno, entrano ora anche <strong data-start="880" data-end="908">Marche, Umbria e Abruzzo</strong>, con effetti positivi in termini di attrattività e sviluppo industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="983" data-end="1558">Il bonus consiste in un <strong data-start="1007" data-end="1065">credito d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong>, destinati a <strong data-start="1079" data-end="1137">strutture produttive già esistenti o di nuovo impianto</strong> situate nella <strong data-start="1152" data-end="1191">Zona Economica Speciale – ZES Unica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="983" data-end="1558">Le aree agevolate comprendono <strong>Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia,</strong> ammissibili alla deroga di cui all’art. 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE, nonché Marche, Umbria e Abruzzo, rientranti nella deroga ex art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1560" data-end="2051">Dal punto di vista operativo, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i <strong data-start="1629" data-end="1667">modelli di comunicazione ufficiali</strong>, che le imprese devono utilizzare per dichiarare gli investimenti effettuati o programmati nei tre periodi agevolati: <strong data-start="1786" data-end="1807">2026, 2027 e 2028</strong>. L’adempimento è essenziale, poiché consente all’Amministrazione finanziaria di monitorare le spese ammissibili e determinare correttamente l’importo del credito d’imposta spettante, evitando il rischio di errori o decadenze dall’agevolazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="284" data-end="361"><strong>Proroga, regole operative e nuovi modelli</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="1045">Accanto alla ZES Unica, la <strong data-start="390" data-end="416">Legge di Bilancio 2026</strong> ha confermato e prorogato anche il <strong data-start="452" data-end="535">credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS)</strong>, misura introdotta dall’<strong data-start="560" data-end="603">articolo 13, comma 1, del DL n. 60/2024</strong>, successivamente convertito in legge. La proroga estende l’agevolazione agli investimenti realizzati <strong data-start="705" data-end="748">dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028</strong>, mantenendo invariata la procedura di accesso già prevista dalla normativa precedente. Si tratta di uno strumento strategico per favorire lo sviluppo delle infrastrutture logistiche e produttive collegate ai porti e ai nodi intermodali, con evidenti vantaggi fiscali e competitivi per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1047" data-end="1724">Con il <strong data-start="1054" data-end="1098">Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate</strong>, adottato ai sensi dell’<strong data-start="1123" data-end="1186">articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2025, n. 199</strong>, sono stati approvati i <strong data-start="1211" data-end="1249">modelli di comunicazione ufficiali</strong> previsti dal comma 445 del medesimo articolo, completi delle istruzioni operative. Tali modelli devono essere utilizzati dagli operatori economici per comunicare i dati relativi agli investimenti agevolabili effettuati nei tre periodi di riferimento: <strong data-start="1501" data-end="1522">2026, 2027 e 2028</strong>. La corretta compilazione della comunicazione rappresenta un passaggio essenziale per accedere al contributo sotto forma di <strong data-start="1647" data-end="1672">credito d’imposta ZLS</strong>, evitando contestazioni o il rigetto della domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350">La comunicazione deve essere trasmessa <strong data-start="1765" data-end="1827">esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate</strong> in finestre temporali ben definite: dal <strong data-start="1868" data-end="1898">31 marzo al 30 maggio 2026</strong> per gli investimenti 2026, dal <strong data-start="1930" data-end="1960">31 marzo al 30 maggio 2027</strong> per quelli 2027 e dal <strong data-start="1983" data-end="2013">31 marzo al 30 maggio 2028</strong> per gli investimenti 2028. Successivamente, le imprese sono tenute a presentare, <strong data-start="2095" data-end="2136">a pena di decadenza dall’agevolazione</strong>, una <strong data-start="2142" data-end="2171">comunicazione integrativa</strong> per attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre di ciascun anno agevolato, con scadenze fissate tra il <strong data-start="2307" data-end="2328">3 e il 17 gennaio</strong> dell’anno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-33619 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/figurine-miniatura-che-si-arrampicano-su-blocchi-che-simboleggiano-la-leadership-il-lavoro-di-squadra-e-il-successo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1726" data-end="2350"><strong>Bonus ZES vs Bonus ZLS</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="212" data-end="697">Molti imprenditori si chiedono <strong data-start="243" data-end="296">quale sia la differenza tra Bonus ZES e Bonus ZLS</strong> e, soprattutto, <strong data-start="313" data-end="369">quale agevolazione convenga utilizzare nel 2026-2028</strong>. Sebbene entrambe le misure prevedano un <strong data-start="411" data-end="469">credito d’imposta per investimenti in beni strumentali</strong>, le finalità, l’ambito territoriale e la logica dell’incentivo sono differenti. Comprendere queste differenze è fondamentale per <strong data-start="599" data-end="696">pianificare correttamente gli investimenti e massimizzare il risparmio fiscale in modo legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="699" data-end="1329">Il <strong data-start="702" data-end="733">credito d’imposta ZES Unica</strong> è pensato principalmente per sostenere lo sviluppo del tessuto produttivo nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno e, dal 2026, anche in <strong data-start="870" data-end="898">Marche, Umbria e Abruzzo</strong>. L’agevolazione è orientata a favorire <strong data-start="938" data-end="1049">nuovi investimenti industriali, ampliamenti di strutture esistenti e creazione di nuova capacità produttiva</strong>, con un forte impatto in termini occupazionali ed economici. La ZES Unica si rivolge quindi a imprese manifatturiere, commerciali e di servizi che intendono <strong data-start="1207" data-end="1254">radicarsi o crescere in territori agevolati</strong>, sfruttando un credito d’imposta particolarmente rilevante in percentuale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1331" data-end="1937">Il <strong data-start="1334" data-end="1359">credito d’imposta ZLS</strong>, invece, ha una vocazione più mirata allo <strong data-start="1402" data-end="1443">sviluppo logistico e infrastrutturale</strong> delle aree strategiche collegate ai porti e ai corridoi di trasporto. Le Zone Logistiche Semplificate nascono per attrarre investimenti in ambito <strong data-start="1590" data-end="1660">logistica, trasporti, magazzinaggio e attività produttive connesse</strong>, favorendo la competitività del sistema Paese nei flussi commerciali internazionali. In questo caso, il vantaggio fiscale si accompagna spesso a <strong data-start="1806" data-end="1847">procedure amministrative semplificate</strong>, rendendo la ZLS particolarmente interessante per imprese che operano nella supply chain.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1939" data-end="2319">La scelta tra ZES e ZLS dipende quindi da diversi fattori: <strong data-start="1998" data-end="2112">localizzazione dell’investimento, tipologia di attività, obiettivi industriali e strategia fiscale complessiva</strong>. Una valutazione preventiva con il supporto di un professionista consente di evitare errori, <strong data-start="2206" data-end="2248">non perdere il beneficio per decadenza</strong> e sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla normativa vigente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1939" data-end="2319"><strong>Errori da evitare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="322" data-end="908">Uno degli aspetti più critici del <strong data-start="356" data-end="385">Bonus ZES e ZLS 2026-2028</strong> riguarda il rischio di <strong data-start="409" data-end="440">decadenza dall’agevolazione</strong> a causa di errori formali o sostanziali nella gestione degli adempimenti. L’esperienza degli ultimi anni dimostra che molti crediti d’imposta vengono <strong data-start="591" data-end="613">ridotti o revocati</strong> non per mancanza dei requisiti, ma per <strong data-start="653" data-end="740">comunicazioni tardive, dati incompleti o investimenti non correttamente qualificati</strong> come agevolabili. Per questo motivo, una pianificazione fiscale accurata è fondamentale per <strong data-start="833" data-end="907">proteggere il beneficio e trasformarlo in un reale risparmio economico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="910" data-end="1513">Il primo errore da evitare è il <strong data-start="942" data-end="977">mancato rispetto delle scadenze</strong>. Sia per la ZES Unica sia per le ZLS, la normativa prevede finestre temporali precise per l’invio della <strong data-start="1082" data-end="1108">comunicazione iniziale</strong> e della <strong data-start="1117" data-end="1146">comunicazione integrativa</strong>, quest’ultima obbligatoria <strong data-start="1174" data-end="1219">a pena di decadenza dal credito d’imposta</strong>. Un invio fuori termine, anche di pochi giorni, comporta la perdita totale dell’agevolazione. Altro errore frequente è la <strong data-start="1342" data-end="1380">sovrastima delle spese ammissibili</strong>, soprattutto in presenza di investimenti programmati ma non effettivamente realizzati entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1515" data-end="2019">Particolare attenzione deve essere posta anche alla <strong data-start="1567" data-end="1615">corretta qualificazione dei beni strumentali</strong>. L’Agenzia delle Entrate, in fase di controllo, verifica che i beni siano effettivamente <strong data-start="1705" data-end="1814">nuovi, strumentali all’attività d’impresa e destinati a strutture produttive situate nelle aree ZES o ZLS</strong>. Investimenti non coerenti con l’attività esercitata, beni usati o semplicemente sostitutivi possono determinare il recupero del credito indebitamente fruito, con applicazione di <strong data-start="1994" data-end="2018">sanzioni e interessi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2021" data-end="2519">Infine, è importante ricordare che il credito d’imposta ZES e ZLS è soggetto ai <strong data-start="2101" data-end="2158">controlli successivi dell’Amministrazione finanziaria</strong>, anche a distanza di anni. Per questo è essenziale conservare tutta la documentazione: fatture, contratti, perizie tecniche, attestazioni di entrata in funzione dei beni e copie delle comunicazioni trasmesse. Solo una gestione consapevole e professionale consente di ridurre il rischio fiscale e sfruttare pienamente le opportunità offerte dal legislatore.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-33520 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-firma-importanti-documenti-contrattuali.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Investimenti agevolabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="289" data-end="864">Per beneficiare pienamente del <strong data-start="320" data-end="351">credito d’imposta ZES e ZLS</strong>, non è sufficiente rispettare le scadenze formali: è fondamentale <strong data-start="418" data-end="464">pianificare correttamente gli investimenti</strong>, valutando in anticipo quali spese siano effettivamente agevolabili e come inserirle in una strategia fiscale complessiva. L’agevolazione riguarda infatti <strong data-start="620" data-end="664">l’acquisizione di beni strumentali nuovi</strong>, destinati a strutture produttive situate nelle aree ammesse, ma la corretta interpretazione di questo requisito può fare la differenza tra un beneficio pienamente fruibile e un credito contestabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1440">Sono generalmente agevolabili <strong data-start="896" data-end="963">macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali materiali</strong> funzionali all’attività d’impresa, purché destinati a una <strong data-start="1022" data-end="1076">unità produttiva localizzata in ZES Unica o in ZLS</strong>. Particolare attenzione deve essere posta nei casi di <strong data-start="1131" data-end="1171">investimenti complessi o pluriennali</strong>, nei quali parte della spesa viene sostenuta in un anno e parte nell’anno successivo. In questi casi, una corretta imputazione temporale consente di <strong data-start="1321" data-end="1358">massimizzare il credito d’imposta</strong> e di evitare incongruenze tra comunicazione iniziale e comunicazione integrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1442" data-end="2006">Dal punto di vista della <strong data-start="1467" data-end="1493">pianificazione fiscale</strong>, il bonus ZES e ZLS può essere utilizzato come leva per <strong data-start="1550" data-end="1578">ridurre l’IRES o l’IRPEF</strong>, migliorare il cash flow aziendale e sostenere programmi di crescita più ambiziosi. Tuttavia, è essenziale coordinare il credito d’imposta con <strong data-start="1722" data-end="1752">altre agevolazioni fiscali</strong>, verificando eventuali limiti di cumulabilità e il rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. Un’analisi preventiva consente di scegliere <strong data-start="1891" data-end="1928">il momento migliore per investire</strong> e la misura più conveniente, evitando sovrapposizioni o perdite di beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2008" data-end="2273">In quest’ottica, il supporto di un professionista diventa strategico non solo per la compilazione dei modelli, ma per <strong data-start="2126" data-end="2194">trasformare l’incentivo fiscale in un vero vantaggio competitivo</strong>, allineando scelte industriali, finanziarie e fiscali nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="132" data-end="219"><strong>Cumulabilità con altri incentivi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="221" data-end="736">Uno degli aspetti più delicati del <strong data-start="256" data-end="297">credito d’imposta ZES e ZLS 2026-2028</strong> riguarda la <strong data-start="310" data-end="372">cumulabilità con altre agevolazioni fiscali e contributive</strong>. Molte imprese, infatti, affiancano questi bonus ad altri strumenti come <strong data-start="446" data-end="529">Transizione 4.0, Nuova Sabatini, contributi regionali o finanziamenti agevolati</strong>, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il costo degli investimenti. Tuttavia, la cumulabilità non è automatica e deve sempre rispettare i <strong data-start="671" data-end="735">limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="738" data-end="1313">In linea generale, il credito d’imposta ZES e ZLS è <strong data-start="790" data-end="824">cumulabile con altri incentivi</strong> che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che <strong data-start="883" data-end="934">non venga superata l’intensità massima di aiuto</strong> stabilita dalla <strong data-start="951" data-end="1003">Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027</strong>, richiamata anche dalla normativa nazionale. Ciò significa che la somma di tutti i benefici ottenuti non può eccedere una determinata percentuale dell’investimento complessivo, variabile in base alla <strong data-start="1204" data-end="1231">dimensione dell’impresa</strong> (piccola, media o grande) e alla <strong data-start="1265" data-end="1312">regione in cui è localizzato l’investimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1315" data-end="1773">Particolare attenzione va posta nel coordinamento tra <strong data-start="1369" data-end="1412">credito ZES/ZLS e bonus Transizione 4.0</strong>. In questi casi è necessario verificare che i benefici non si sovrappongano oltre i limiti consentiti e che ogni incentivo sia correttamente contabilizzato. L’Agenzia delle Entrate, in sede di controllo, può richiedere una <strong data-start="1636" data-end="1688">ricostruzione puntuale delle agevolazioni fruite</strong>, motivo per cui è fondamentale predisporre un dossier documentale chiaro e coerente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1775" data-end="2281">Dal punto di vista operativo, una corretta gestione della cumulabilità consente di ottenere un effetto leva molto significativo, abbattendo in modo rilevante il costo netto dell’investimento. Al contrario, una valutazione superficiale può portare a recuperi di imposta e sanzioni, vanificando i vantaggi fiscali ottenuti. Anche in questo ambito, la consulenza preventiva è essenziale per muoversi nel rispetto delle regole e sfruttare appieno le opportunità offerte dal sistema degli incentivi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="79" data-end="167"><strong>Utilizzo del credito d’imposta</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="169" data-end="756">Una volta correttamente maturato, il <strong data-start="206" data-end="237">credito d’imposta ZES e ZLS</strong> può essere utilizzato dalle imprese <strong data-start="274" data-end="329">esclusivamente in compensazione tramite modello F24</strong>, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate. Questo aspetto operativo è fondamentale perché incide direttamente sulla <strong data-start="462" data-end="485">liquidità aziendale</strong> e sulla pianificazione dei flussi finanziari. Il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini <strong data-start="603" data-end="619">IRES o IRPEF</strong>, né della base imponibile <strong data-start="646" data-end="654">IRAP</strong>, rappresentando quindi un beneficio fiscale pieno, senza effetti negativi sulla tassazione ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="1399">Dal punto di vista pratico, l’utilizzo in compensazione consente all’impresa di <strong data-start="838" data-end="877">ridurre imposte e contributi dovuti</strong>, come IVA, ritenute, IRES, IRPEF o contributi previdenziali, migliorando il cash flow già nel breve periodo. Tuttavia, l’utilizzo del credito è subordinato alla <strong data-start="1039" data-end="1128">corretta presentazione della comunicazione iniziale e della comunicazione integrativa</strong>, nonché al rispetto dei limiti annuali eventualmente previsti in base alle risorse disponibili. Un utilizzo anticipato o non coerente con i dati comunicati può determinare <strong data-start="1301" data-end="1330">lo scarto del modello F24</strong> o l’apertura di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1401" data-end="1855">Dal punto di vista contabile, il credito d’imposta ZES e ZLS deve essere <strong data-start="1474" data-end="1512">correttamente rilevato in bilancio</strong>, secondo i principi contabili applicabili all’impresa. In genere, il credito viene iscritto tra i <strong data-start="1611" data-end="1632">crediti tributari</strong>, con effetti positivi sul risultato economico e sugli indici finanziari. Una gestione corretta consente anche di <strong data-start="1746" data-end="1779">migliorare il rating bancario</strong>, facilitando l’accesso al credito e il dialogo con gli istituti finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1857" data-end="2344">Infine, è importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate può effettuare <strong data-start="1934" data-end="1989">controlli successivi sull’utilizzo in compensazione</strong>, verificando la coerenza tra credito fruito e investimenti effettivamente realizzati. Per questo motivo, una gestione ordinata della documentazione e un monitoraggio costante del credito residuo sono elementi chiave per <strong data-start="2210" data-end="2256">evitare contestazioni e recuperi d’imposta</strong>, trasformando l’agevolazione in un reale vantaggio finanziario nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1857" data-end="2344"><strong>Opportunità per PMI e grandi imprese</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="171" data-end="743">Il <strong data-start="174" data-end="215">credito d’imposta ZES e ZLS 2026-2028</strong> non è solo un’agevolazione fiscale, ma rappresenta una <strong data-start="271" data-end="302">leva strategica di sviluppo</strong> sia per le <strong data-start="314" data-end="321">PMI</strong> sia per le <strong data-start="333" data-end="351">grandi imprese</strong>. La possibilità di ridurre in modo significativo il costo degli investimenti consente alle aziende di <strong data-start="454" data-end="486">anticipare piani di crescita</strong>, modernizzare gli impianti produttivi e rafforzare la propria presenza in territori chiave dal punto di vista economico e logistico. In particolare, le ZES e le ZLS favoriscono una visione di medio-lungo periodo, orientata alla creazione di valore stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="1269">Per le <strong data-start="752" data-end="779">piccole e medie imprese</strong>, il bonus può rappresentare un’occasione unica per <strong data-start="831" data-end="864">superare i limiti di capitale</strong> che spesso rallentano l’innovazione. L’accesso al credito d’imposta consente di investire in nuovi macchinari, migliorare l’efficienza produttiva e competere su mercati più ampi, riducendo l’impatto fiscale e finanziario dell’investimento. Inoltre, la localizzazione in aree ZES o ZLS può favorire l’accesso a <strong data-start="1175" data-end="1220">ulteriori incentivi regionali e nazionali</strong>, creando un effetto moltiplicatore dei benefici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1271" data-end="1851">Le <strong data-start="1274" data-end="1292">grandi imprese</strong>, invece, possono utilizzare il credito ZES e ZLS come strumento di <strong data-start="1360" data-end="1398">ottimizzazione fiscale e logistica</strong>, pianificando investimenti strutturati in poli produttivi o hub logistici strategici. La presenza di infrastrutture dedicate, procedure semplificate e incentivi fiscali rende queste aree particolarmente attrattive per <strong data-start="1617" data-end="1719">progetti di reshoring, ampliamento della capacità produttiva o riorganizzazione della supply chain</strong>. In questo contesto, la ZLS assume un ruolo centrale per le aziende orientate all’export e alla gestione dei flussi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2212">In entrambi i casi, la chiave del successo risiede nella <strong data-start="1910" data-end="1938">pianificazione integrata</strong>: valutare con attenzione il territorio, la tipologia di investimento e il mix di agevolazioni disponibili consente di <strong data-start="2057" data-end="2126">trasformare il bonus fiscale in un vantaggio competitivo duraturo</strong>, evitando decisioni affrettate o non coerenti con la strategia aziendale complessiva.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1853" data-end="2212"><strong>Ruolo territoriale ZES e ZLS</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="179" data-end="749">Le <strong data-start="182" data-end="216">Zone Economiche Speciali (ZES)</strong> e le <strong data-start="222" data-end="260">Zone Logistiche Semplificate (ZLS)</strong> rappresentano uno degli strumenti più rilevanti di <strong data-start="312" data-end="347">politica economica territoriale</strong> adottati negli ultimi anni, con l’obiettivo di ridurre i divari di sviluppo e rendere più attrattive alcune aree strategiche del Paese. Il <strong data-start="487" data-end="518">credito d’imposta 2026-2028</strong> si inserisce in questo contesto come leva fiscale capace di <strong data-start="579" data-end="646">stimolare investimenti, occupazione e crescita infrastrutturale</strong>, generando effetti positivi non solo per le singole imprese, ma per l’intero sistema economico locale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="751" data-end="1321">Nel caso della <strong data-start="766" data-end="779">ZES Unica</strong>, l’incentivo fiscale mira a rafforzare il tessuto produttivo del Mezzogiorno e delle nuove regioni incluse, favorendo l’insediamento di attività industriali e la modernizzazione di quelle esistenti. L’attrazione di nuovi investimenti produttivi comporta <strong data-start="1034" data-end="1071">ricadute dirette sull’occupazione</strong>, sulla filiera dei fornitori e sull’indotto, contribuendo a creare un ecosistema economico più dinamico e competitivo. In questo senso, il bonus ZES diventa uno strumento di <strong data-start="1246" data-end="1270">sviluppo strutturale</strong>, non limitato al solo vantaggio fiscale immediato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1888">Le <strong data-start="1326" data-end="1333">ZLS</strong>, invece, svolgono un ruolo chiave nel potenziamento delle <strong data-start="1392" data-end="1452">infrastrutture logistiche e dei collegamenti intermodali</strong>, elementi essenziali per la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali. Incentivare investimenti in queste aree significa migliorare l’efficienza dei trasporti, ridurre i costi di movimentazione delle merci e attrarre operatori economici legati alla logistica avanzata. Il credito d’imposta ZLS contribuisce così a <strong data-start="1792" data-end="1855">rafforzare il ruolo dei porti e dei nodi logistici italiani</strong> nelle catene del valore globali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1890" data-end="2291">Nel medio-lungo periodo, l’effetto combinato di <strong data-start="1938" data-end="2023">incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e investimenti infrastrutturali</strong> può trasformare le ZES e le ZLS in veri e propri poli di sviluppo. Per le imprese, questo significa non solo beneficiare di un risparmio fiscale, ma <strong data-start="2173" data-end="2244">operare in contesti territoriali sempre più competitivi e integrati</strong>, con vantaggi economici e strategici duraturi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="78" data-end="172"><strong>Prospettive future </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="174" data-end="722">La proroga del <strong data-start="189" data-end="221">Bonus ZES e ZLS fino al 2028</strong>, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, offre alle imprese una <strong data-start="287" data-end="362">visibilità temporale rara nel panorama degli incentivi fiscali italiani</strong>. Avere un orizzonte triennale certo consente infatti di <strong data-start="419" data-end="474">programmare gli investimenti in modo più efficiente</strong>, superando la logica dell’intervento emergenziale e adottando una pianificazione industriale strutturata. Questo elemento è particolarmente rilevante per le imprese che intendono realizzare progetti complessi, con tempi di attuazione medio-lunghi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="724" data-end="1236">Dal punto di vista strategico, il periodo 2026-2028 può rappresentare una fase decisiva per <strong data-start="816" data-end="886">ripensare la localizzazione delle attività produttive e logistiche</strong>, anche in chiave di reshoring e riduzione della dipendenza da mercati esteri. Il credito d’imposta, se inserito in una strategia di sviluppo coerente, permette di <strong data-start="1050" data-end="1103">ridurre il rischio finanziario degli investimenti</strong> e di migliorare la sostenibilità economica dei progetti, favorendo scelte imprenditoriali più ambiziose ma al tempo stesso prudenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1238" data-end="1752">Un altro aspetto da considerare riguarda l’evoluzione della normativa europea sugli <strong data-start="1322" data-end="1340">aiuti di Stato</strong>. La proroga attuale si inserisce nel quadro della <strong data-start="1391" data-end="1443">Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027</strong>, ma è già prevedibile che nei prossimi anni possano essere introdotti aggiornamenti o nuove linee guida. Le imprese che iniziano a programmare oggi gli investimenti hanno quindi un vantaggio competitivo, potendo <strong data-start="1656" data-end="1690">bloccare condizioni favorevoli</strong> e adattarsi più facilmente a eventuali cambiamenti normativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1754" data-end="2150">In questo scenario, la chiave per sfruttare appieno il Bonus ZES e ZLS è la programmazione anticipata: valutare per tempo la fattibilità degli investimenti, la loro localizzazione, la cumulabilità con altri incentivi e l’impatto sul bilancio aziendale. Solo così il credito d’imposta può trasformarsi da semplice agevolazione fiscale a strumento di crescita e stabilità nel lungo periodo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="126" data-end="220"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="222" data-end="850">Il <strong data-start="225" data-end="254">Bonus ZES e ZLS 2026-2028</strong> si conferma come una delle <strong data-start="282" data-end="334">agevolazioni fiscali più rilevanti e strutturate</strong> a disposizione delle imprese italiane, grazie alla proroga introdotta dalla <strong data-start="411" data-end="437">Legge di Bilancio 2026</strong> e ai chiarimenti operativi forniti dall’<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a> con i provvedimenti del 30 gennaio. La possibilità di accedere a un <strong data-start="572" data-end="632">credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali</strong>, unita a un orizzonte temporale triennale certo, rappresenta un’opportunità concreta per <strong data-start="722" data-end="766">ridurre il carico fiscale in modo legale</strong>, migliorare la liquidità aziendale e sostenere programmi di crescita più ambiziosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="852" data-end="1386">Tuttavia, come emerso nel corso dell’analisi, il beneficio non è automatico. Il rispetto delle <strong data-start="947" data-end="1012">regole operative, delle scadenze e degli obblighi documentali</strong> è essenziale per evitare la decadenza dall’agevolazione e possibili contestazioni future. Errori nella compilazione dei modelli, una pianificazione superficiale degli investimenti o una gestione non coordinata con altri incentivi possono compromettere un vantaggio fiscale che, se correttamente utilizzato, può incidere in modo significativo sulla redditività dell’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1388" data-end="1978">In quest’ottica, il credito ZES e ZLS non deve essere visto come un semplice bonus, ma come <strong data-start="1480" data-end="1536">uno strumento di pianificazione fiscale e strategica</strong>, capace di accompagnare l’impresa nelle scelte di localizzazione, innovazione e sviluppo produttivo. Affidarsi a una consulenza professionale consente di <strong data-start="1691" data-end="1750">massimizzare i benefici fiscali, economici e finanziari</strong>, trasformando l’incentivo in un vero vantaggio competitivo nel medio-lungo periodo. Per le imprese che intendono investire tra il 2026 e il 2028, muoversi per tempo è la chiave per non perdere questa importante opportunità.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/">Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-ZES-e-ZLS-2026-2028-regole-modelli-e-credito-d-imposta-per-le-imprese/">Bonus ZES e ZLS 2026-2028: regole, modelli e credito d’imposta per le imprese</a> was first posted on Aprile 14, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 l’imposta di successione continua a rappresentare uno dei temi fiscali più delicati e spesso sottovalutati dai contribuenti italiani. Quando si verifica un trasferimento di beni e diritti a causa di morte, gli eredi si trovano non solo ad affrontare un momento personale complesso, ma anche una serie di adempimenti fiscali precisi e, se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="86" data-end="680">Nel 2026 l’imposta di successione continua a rappresentare uno dei temi fiscali più delicati e spesso sottovalutati dai contribuenti italiani. Quando si verifica un trasferimento di beni e diritti a causa di morte, gli eredi si trovano non solo ad affrontare un momento personale complesso, ma anche una serie di adempimenti fiscali precisi e, se gestiti male, potenzialmente onerosi. Comprendere in anticipo le regole sulla dichiarazione di successione e sul pagamento delle imposte consente non solo di evitare sanzioni, ma anche di pianificare strategie legali per ridurre il carico fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="682" data-end="1216">Negli ultimi anni, la normativa italiana in materia di successioni ha mantenuto una struttura relativamente stabile, ma con chiarimenti importanti forniti dall’Agenzia delle Entrate e dalla giurisprudenza. Tra franchigie, aliquote differenziate in base al grado di parentela e obblighi dichiarativi sempre più digitalizzati, è fondamentale conoscere ogni dettaglio per evitare errori frequenti. Inoltre, molti contribuenti ignorano che esistono strumenti perfettamente legali per ottimizzare il passaggio generazionale del patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1218" data-end="1607">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le regole aggiornate al 2026 sull’imposta di successione, con un focus pratico su dichiarazione, calcolo dell’imposta, scadenze e possibili strategie di risparmio fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1nesi9p" data-start="0" data-end="91"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="91">Novità 2025-2026</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="603">Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dal <strong data-start="144" data-end="180">D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139</strong> riguarda il meccanismo di calcolo dell’imposta di successione, che cambia radicalmente l’approccio operativo per contribuenti ed intermediari. A partire dal <strong data-start="338" data-end="356">15 luglio 2025</strong>, per tutte le successioni aperte dal <strong data-start="394" data-end="413">1° gennaio 2025</strong>, l’imposta non viene più determinata successivamente dall’Agenzia delle Entrate, ma deve essere <strong data-start="510" data-end="557">autoliquidata direttamente dal contribuente</strong> in sede di presentazione della dichiarazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="605" data-end="1078">Si tratta di un passaggio importante verso la semplificazione e la digitalizzazione del sistema fiscale: il modello di dichiarazione di successione, infatti, integra un sistema automatizzato che consente il calcolo immediato dell’imposta dovuta. In particolare, attraverso la compilazione del <strong data-start="898" data-end="911">quadro EF</strong>, il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate elabora l’importo complessivo, riducendo il rischio di errori materiali e velocizzando l’intero processo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1473">Un ulteriore elemento di trasparenza è rappresentato dalla possibilità di consultare un <strong data-start="1168" data-end="1207">prospetto riepilogativo dettagliato</strong>, che evidenzia la ripartizione dell’imposta tra i vari soggetti coinvolti: eredi, chiamati all’eredità e legatari. Questo strumento risulta particolarmente utile nei casi di successioni complesse, dove la suddivisione delle quote può generare dubbi o contestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1475" data-end="1770">Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, nonostante l’automatizzazione del calcolo, <strong data-start="1561" data-end="1612">la responsabilità resta in capo al contribuente</strong>. Errori nella compilazione dei dati patrimoniali o nella corretta individuazione delle franchigie possono comunque comportare sanzioni e accertamenti futuri.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="ea6cdi" data-start="0" data-end="88"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="88">Dichiarazione di successione 2026</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="90" data-end="614">Uno degli aspetti più importanti riguarda <strong data-start="161" data-end="247">chi è obbligato a presentare la dichiarazione di successione e entro quali termini</strong>. La normativa vigente stabilisce che la dichiarazione deve essere trasmessa entro <strong data-start="330" data-end="382">12 mesi dalla data di apertura della successione</strong>, che coincide generalmente con la <strong data-start="417" data-end="454">data del decesso del contribuente</strong>. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta sanzioni amministrative e possibili interessi, rendendo fondamentale una gestione tempestiva dell’adempimento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="616" data-end="1078">Dal punto di vista operativo, la dichiarazione può essere presentata in diverse modalità: direttamente dal contribuente tramite i <strong data-start="746" data-end="795">servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate</strong>, oppure affidandosi a un <strong data-start="821" data-end="848">intermediario abilitato</strong>, come un commercialista o un CAF. È inoltre possibile prenotare un appuntamento presso gli uffici competenti per la trasmissione del modello già compilato, soluzione utile per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti digitali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1575">Per quanto riguarda i soggetti obbligati, la platea è piuttosto ampia. Devono presentare la dichiarazione <strong data-start="1186" data-end="1236">gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari</strong>, a meno che non abbiano formalmente rinunciato oppure, non essendo in possesso dei beni, abbiano richiesto la nomina di un curatore dell’eredità entro i termini previsti. A questi si aggiungono i <strong data-start="1433" data-end="1458">rappresentanti legali</strong>, gli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari e persino i trustee.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1888">Un principio fondamentale da ricordare è che, in presenza di più soggetti obbligati, <strong data-start="1662" data-end="1713">è sufficiente presentare una sola dichiarazione</strong>, valida per tutti. Tuttavia, resta la responsabilità condivisa in caso di omissioni o errori, motivo per cui è sempre consigliabile verificare con attenzione i dati inseriti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1577" data-end="1888"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34069 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce.jpg 1920w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="ahdab" data-start="0" data-end="92"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="92">Modalità di presentazione </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="94" data-end="669">Dal punto di vista operativo, la presentazione della dichiarazione di successione nel 2026 avviene esclusivamente in modalità telematica, confermando il processo di digitalizzazione già avviato negli ultimi anni. Il contribuente può procedere in autonomia accedendo all’<strong data-start="364" data-end="418">area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate</strong>, utilizzando credenziali <strong data-start="444" data-end="524">SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS)</strong>. Attraverso questo canale è possibile compilare e inviare direttamente il modello “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="671" data-end="1162">In alternativa, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software dedicato, denominato anch’esso <strong data-start="775" data-end="840">“Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”</strong>, da installare sul proprio computer. Questo strumento consente una gestione più strutturata della pratica, particolarmente utile nei casi più complessi. Prima dell’installazione, è comunque consigliabile consultare la sezione “Servizi” del portale dell’Agenzia, dove sono presenti guide aggiornate e istruzioni operative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1164" data-end="1451">Resta sempre valida la possibilità di affidarsi a un <strong data-start="1217" data-end="1244">intermediario abilitato</strong>, come un commercialista o un CAF, soluzione spesso preferibile per evitare errori nella compilazione, soprattutto quando sono presenti immobili, partecipazioni societarie o situazioni ereditarie articolate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1453" data-end="1673">Per i contribuenti meno esperti, è inoltre possibile <strong data-start="1506" data-end="1593">prenotare un appuntamento presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate</strong>, che provvederà alla trasmissione telematica della dichiarazione già compilata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1675" data-end="2243">Un aspetto fondamentale riguarda la <strong data-start="1711" data-end="1740">prova della presentazione</strong>, che è costituita dalla ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia (la cosiddetta seconda ricevuta). Inoltre, è possibile richiedere una <strong data-start="1879" data-end="1958">copia conforme della dichiarazione (attestazione di avvenuta presentazione)</strong>, documento spesso indispensabile per operazioni come lo svincolo di conti correnti o titoli del defunto. Tale copia viene rilasciata automaticamente (quarta ricevuta) oppure può essere richiesta successivamente presso qualsiasi ufficio territoriale, muniti di contrassegni telematici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="lqexgo" data-start="0" data-end="72"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="72">Imposta di successione </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="528">Quando nella successione sono presenti beni immobili, il primo passo fondamentale è il versamento delle <strong data-start="178" data-end="222">imposte ipotecaria, catastale e di bollo</strong>, oltre alla tassa per i servizi ipotecari e catastali e agli eventuali tributi speciali. Questi importi devono essere calcolati e pagati <strong data-start="360" data-end="424">prima della presentazione della dichiarazione di successione</strong>, rappresentando quindi un adempimento preliminare obbligatorio che spesso coglie impreparati gli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="530" data-end="1021">Con la riforma introdotta dal <strong data-start="560" data-end="579">D.Lgs. 139/2024</strong>, cambia profondamente anche il meccanismo di liquidazione dell’imposta di successione. Per le successioni aperte dal <strong data-start="697" data-end="716">1° gennaio 2025</strong>, infatti, l’imposta viene <strong data-start="743" data-end="777">autoliquidata dal contribuente</strong> e calcolata automaticamente durante la compilazione della dichiarazione (quadro EF). Diversamente, per le successioni aperte prima di tale data, resta il sistema tradizionale con liquidazione effettuata dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1023" data-end="1206">Dal punto di vista economico, è essenziale conoscere le <strong data-start="1079" data-end="1107">aliquote e le franchigie</strong>, che rappresentano uno degli strumenti principali per il risparmio fiscale legale. In particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1207" data-end="1550">
<li data-section-id="pikkm6" data-start="1207" data-end="1317"><strong data-start="1209" data-end="1215">4%</strong> per coniuge e parenti in linea retta, con franchigia di <strong data-start="1272" data-end="1290">1.000.000 euro</strong> per ciascun beneficiario</li>
<li data-section-id="8oe4fh" data-start="1318" data-end="1387"><strong data-start="1320" data-end="1326">6%</strong> per fratelli e sorelle, con franchigia di <strong data-start="1369" data-end="1385">100.000 euro</strong></li>
<li data-section-id="92bev6" data-start="1388" data-end="1488"><strong data-start="1390" data-end="1396">6%</strong> per altri parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado, <strong data-start="1466" data-end="1486">senza franchigia</strong></li>
<li data-section-id="ca5437" data-start="1489" data-end="1550"><strong data-start="1491" data-end="1497">8%</strong> per tutti gli altri soggetti, <strong data-start="1528" data-end="1548">senza franchigia</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1552" data-end="1805">Un’importante agevolazione è prevista per i soggetti con disabilità grave ai sensi dell’<strong data-start="1640" data-end="1675">art. 3, comma 3, Legge 104/1992</strong>, per i quali si applica una franchigia più elevata pari a <strong data-start="1734" data-end="1752">1.500.000 euro</strong>, come stabilito dall’<strong data-start="1774" data-end="1804">art. 7 del D.Lgs. 346/1990</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1807" data-end="2118">Per quanto riguarda le tempistiche, l’imposta autoliquidata deve essere versata entro <strong data-start="1893" data-end="1955">90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione</strong>. Tuttavia, il contribuente può scegliere di effettuare il pagamento <strong data-start="2024" data-end="2073">contestualmente all’invio della dichiarazione</strong>, semplificando così la gestione complessiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2120" data-end="2339">Un ulteriore aspetto molto rilevante è la possibilità di <strong data-start="2177" data-end="2204">rateizzare il pagamento</strong>, opzione particolarmente utile in presenza di importi elevati. La rateazione è ammessa per somme superiori a <strong data-start="2314" data-end="2328">1.000 euro</strong> e prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2340" data-end="2559">
<li data-section-id="eg5oaj" data-start="2340" data-end="2393">un <strong data-start="2345" data-end="2371">acconto minimo del 20%</strong> dell’imposta dovuta</li>
<li data-section-id="fggr6j" data-start="2394" data-end="2479">il saldo suddiviso fino a <strong data-start="2422" data-end="2444">8 rate trimestrali</strong> (per importi fino a 20.000 euro)</li>
<li data-section-id="1szrwsj" data-start="2480" data-end="2559">oppure fino a <strong data-start="2496" data-end="2519">12 rate trimestrali</strong> (per importi superiori a 20.000 euro)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2561" data-end="2740">Questa flessibilità rappresenta un importante vantaggio finanziario, consentendo agli eredi di gestire il carico fiscale senza dover disporre immediatamente dell’intera liquidità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1nimola" data-start="0" data-end="72"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="72">Errori comuni e come evitarli</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="616">Nonostante la crescente digitalizzazione e l’automazione del calcolo dell’imposta, la dichiarazione di successione resta un adempimento complesso, nel quale è facile commettere errori che possono tradursi in <strong data-start="282" data-end="359">sanzioni fiscali, accertamenti o ritardi nello sblocco dei beni ereditati</strong>. Uno degli sbagli più frequenti riguarda l’errata indicazione dei beni appartenenti al defunto, in particolare immobili, conti correnti e partecipazioni societarie. Una valutazione imprecisa o incompleta può infatti alterare il calcolo dell’imposta dovuta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="618" data-end="966">Un altro aspetto critico è la <strong data-start="648" data-end="715">mancata applicazione corretta delle franchigie e delle aliquote</strong>, soprattutto nei casi in cui vi siano più eredi con diversi gradi di parentela. Anche se il sistema oggi calcola automaticamente l’imposta, resta fondamentale inserire dati corretti: un errore a monte si riflette inevitabilmente sul risultato finale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="968" data-end="1314">Particolare attenzione deve essere prestata anche alle <strong data-start="1023" data-end="1047">agevolazioni fiscali</strong>, come quelle previste per la “prima casa” o per i soggetti con disabilità. Non richiedere tali benefici, pur avendone diritto, significa pagare più imposte del dovuto. Al contrario, dichiarare agevolazioni non spettanti espone il contribuente a controlli e sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1667">Un ulteriore errore diffuso riguarda il rispetto delle <strong data-start="1371" data-end="1386">tempistiche</strong>: la presentazione oltre i 12 mesi o il pagamento tardivo dell’imposta comportano sanzioni che possono essere anche rilevanti. Inoltre, molti contribuenti sottovalutano l’importanza della documentazione, dimenticando allegati fondamentali o non conservando le ricevute telematiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="2015">Per evitare questi problemi, è consigliabile adottare un approccio prudente: verificare con attenzione tutti i dati, utilizzare strumenti ufficiali aggiornati e, nei casi più complessi, affidarsi a un professionista. Una corretta gestione iniziale consente non solo di evitare errori, ma anche di <strong data-start="1966" data-end="2014">ottimizzare il carico fiscale in modo legale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1669" data-end="2015"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34005 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/still-life-dollar-coins-scale-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="gbb8o5" data-start="0" data-end="84"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="84">Agevolazioni fiscali</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="86" data-end="449">Uno degli aspetti più interessanti riguarda le <strong data-start="162" data-end="224">possibilità di ridurre legalmente l’imposta di successione</strong>, sfruttando agevolazioni e strumenti previsti dalla normativa. Una corretta pianificazione successoria, infatti, può fare una differenza significativa in termini economici, evitando un carico fiscale eccessivo per gli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="451" data-end="920">Tra le principali agevolazioni spicca quella relativa alla <strong data-start="510" data-end="524">prima casa</strong>, che consente di pagare le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (attualmente 200 euro ciascuna), anziché proporzionale. Per beneficiare di questo vantaggio, è necessario che almeno uno degli eredi possieda i requisiti previsti dalla legge per l’acquisto della prima abitazione. Si tratta di un’opportunità molto rilevante soprattutto nelle successioni che includono immobili di valore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="922" data-end="1369">Un’altra leva fondamentale è rappresentata dalle <strong data-start="971" data-end="985">franchigie</strong>, che se ben gestite, permettono di trasferire patrimoni anche consistenti senza pagare imposte. Ad esempio, trasferimenti tra genitori e figli fino a <strong data-start="1139" data-end="1185">1 milione di euro per ciascun beneficiario</strong> non scontano alcuna imposta. Questo apre la strada a strategie come la <strong data-start="1257" data-end="1278">donazione in vita</strong>, che consente di anticipare il passaggio generazionale sfruttando più volte le franchigie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1371" data-end="1723">Particolare attenzione va data anche agli strumenti più evoluti, come il <strong data-start="1444" data-end="1453">trust</strong> o i <strong data-start="1458" data-end="1479">patti di famiglia</strong>, che permettono di pianificare la successione in modo strutturato, soprattutto in presenza di aziende o patrimoni complessi. In questi casi, oltre al risparmio fiscale, si ottiene anche una maggiore tutela e continuità nella gestione dei beni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1725" data-end="2031">Infine, è importante ricordare che ogni scelta deve essere valutata caso per caso: una pianificazione errata può generare effetti opposti a quelli desiderati. Per questo motivo, il supporto di un professionista esperto rappresenta spesso la chiave per <strong data-start="1977" data-end="2030">coniugare risparmio fiscale e sicurezza giuridica</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="78xndy" data-start="0" data-end="90"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="90">Donazioni, trust e patti di famiglia</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="92" data-end="293">Per comprendere davvero come risparmiare sull’imposta di successione, è utile analizzare alcuni strumenti attraverso <strong data-start="209" data-end="227">esempi pratici</strong>, così da trasformare la teoria in strategie concrete applicabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="836">Partiamo dalla <strong data-start="310" data-end="331">donazione in vita</strong>, una delle soluzioni più semplici ed efficaci. Immaginiamo un genitore con un patrimonio di 2 milioni di euro e due figli: donando in vita <strong data-start="471" data-end="501">1 milione a ciascun figlio</strong>, si sfrutta pienamente la franchigia prevista dalla normativa (1 milione per beneficiario), evitando completamente l’imposta di successione. Se invece lo stesso patrimonio venisse trasferito dopo la morte senza pianificazione, l’eccedenza potrebbe essere soggetta a tassazione. Questo dimostra quanto sia importante agire in anticipo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1315">Un altro strumento molto utilizzato è il <strong data-start="879" data-end="900">patto di famiglia</strong>, particolarmente utile in presenza di aziende. Ad esempio, un imprenditore può trasferire l’azienda a uno dei figli, liquidando gli altri eredi, beneficiando di un regime fiscale agevolato che, in determinate condizioni, consente l’<strong data-start="1133" data-end="1186">esenzione dall’imposta di successione e donazione</strong> (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Questo permette di garantire continuità aziendale senza gravare fiscalmente sugli eredi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1317" data-end="1797">Più sofisticato è invece il <strong data-start="1345" data-end="1354">trust</strong>, uno strumento giuridico che consente di separare il patrimonio e destinarlo a specifici beneficiari secondo regole precise. Ad esempio, un genitore può istituire un trust per tutelare figli minorenni o soggetti fragili, stabilendo tempi e modalità di trasferimento dei beni. Dal punto di vista fiscale, il trust può offrire vantaggi, ma richiede una strutturazione attenta per evitare contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1799" data-end="1987">Questi strumenti dimostrano come una corretta pianificazione non solo riduca il carico fiscale, ma consenta anche di <strong data-start="1916" data-end="1986">prevenire conflitti tra eredi e proteggere il patrimonio nel tempo</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1jjoehz" data-start="0" data-end="77"><span role="text"><strong data-start="4" data-end="77">Conclusione</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="79" data-end="506">L’imposta di successione nel 2026 si conferma un ambito fiscale articolato, ma anche ricco di opportunità per chi conosce bene le regole. Le novità introdotte dal <strong data-start="242" data-end="261">D.Lgs. 139/2024</strong>, come l’autoliquidazione e il calcolo automatizzato, rappresentano un passo avanti verso la semplificazione, ma non eliminano la necessità di prestare massima attenzione nella compilazione della dichiarazione e nella gestione degli adempimenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="508" data-end="852">Abbiamo visto come rispettare <strong data-start="538" data-end="601">tempistiche, modalità di presentazione e criteri di calcolo</strong> sia fondamentale per evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate. Allo stesso tempo, conoscere <strong data-start="709" data-end="748">aliquote, franchigie e agevolazioni</strong>consente di ridurre in modo significativo il carico fiscale, sfruttando strumenti perfettamente legali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="854" data-end="1247">Un elemento chiave che emerge è l’importanza della <strong data-start="905" data-end="935">pianificazione successoria</strong>: intervenire prima, attraverso donazioni, patti di famiglia o trust, permette non solo di risparmiare sulle imposte, ma anche di garantire una gestione più ordinata e serena del patrimonio. Al contrario, affrontare la successione senza preparazione può comportare costi più elevati e complicazioni burocratiche.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1249" data-end="1590">In definitiva, la successione non deve essere vista solo come un obbligo fiscale, ma come un momento strategico per <strong data-start="1365" data-end="1434">proteggere il patrimonio e ottimizzare il passaggio generazionale</strong>. Affidarsi a professionisti esperti resta spesso la scelta più efficace per evitare errori e cogliere tutte le opportunità offerte dalla normativa vigente.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Imposta-di-successione-2026-guida-completa-su-dichiarazione-aliquote-e-come-risparmiare-legalmente/">Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Imposta-di-successione-2026-guida-completa-su-dichiarazione-aliquote-e-come-risparmiare-legalmente/">Imposta di successione 2026: guida completa su dichiarazione, aliquote e come risparmiare legalmente</a> was first posted on Aprile 7, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Finanziamenti PMI per mancati pagamenti: guida 2026 alla domanda PEC e requisiti MIMIT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 04:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, uno dei problemi più critici per le PMI italiane è rappresentato dai mancati pagamenti, una dinamica che incide direttamente sulla liquidità aziendale e, nei casi più gravi, sulla sopravvivenza stessa dell’impresa. Per rispondere a questa emergenza strutturale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha aggiornato le modalità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="101" data-end="634">Negli ultimi anni, uno dei problemi più critici per le PMI italiane è rappresentato dai <strong data-start="189" data-end="210">mancati pagamenti</strong>, una dinamica che incide direttamente sulla liquidità aziendale e, nei casi più gravi, sulla sopravvivenza stessa dell’impresa. Per rispondere a questa emergenza strutturale, il <strong data-start="389" data-end="444">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong> ha aggiornato le modalità di accesso ai finanziamenti dedicati alle aziende vittime di insolvenze, introducendo una procedura più snella e digitalizzata basata sull’invio tramite <strong data-start="624" data-end="631">PEC</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="636" data-end="1046">Questa novità rappresenta un passaggio cruciale non solo in termini di semplificazione burocratica, ma anche come leva concreta di <strong data-start="767" data-end="801">sostegno finanziario e fiscale</strong> per le imprese che affrontano ritardi o mancati incassi. Comprendere nel dettaglio come funzionano questi finanziamenti, chi può beneficiarne e quali sono i vantaggi economici e fiscali è fondamentale per sfruttare appieno questa opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1048" data-end="1363">In questo articolo analizzeremo le nuove regole introdotte dal MIMIT, offrendo una <strong data-start="1158" data-end="1192">guida passo passo alla domanda</strong>, evidenziando i riferimenti normativi e spiegando come le PMI possono trasformare una situazione di difficoltà in un’occasione di rilancio e ottimizzazione finanziaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1rrrkos" data-start="180" data-end="264"><span role="text"><strong data-start="184" data-end="264">Nuove regole MIMIT 2026</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="266" data-end="759">Il <strong data-start="269" data-end="324">Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)</strong>, con la <strong data-start="333" data-end="387">circolare direttoriale n. 544 del 24 febbraio 2026</strong>, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026, ha introdotto importanti aggiornamenti alla disciplina dei finanziamenti agevolati destinati alle PMI colpite da mancati pagamenti. Il provvedimento modifica in modo significativo quanto previsto dalla precedente circolare del <strong data-start="667" data-end="684">7 agosto 2019</strong>, segnando un cambio di passo sia sotto il profilo operativo che normativo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="761" data-end="1278">L’intervento si è reso necessario per due motivi principali: da un lato, l’adeguamento alla nuova normativa europea sugli aiuti <strong data-start="889" data-end="905">“de minimis”</strong>, che incide sui limiti e sulle condizioni di accesso ai benefici; dall’altro, la dismissione della piattaforma informatica precedentemente utilizzata per la presentazione delle domande. Questa evoluzione ha portato all’introduzione di procedure più strutturate e formalizzate, con un impatto diretto sugli adempimenti richiesti alle imprese e ai professionisti incaricati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1280" data-end="1728">Un elemento fondamentale da considerare riguarda le <strong data-start="1332" data-end="1355">risorse disponibili</strong>, che al <strong data-start="1364" data-end="1422">1° gennaio 2026 ammontavano a circa 22 milioni di euro</strong>. Le domande saranno accolte secondo il criterio <strong data-start="1471" data-end="1503">cronologico di presentazione</strong>, rendendo determinante la tempestività nella predisposizione e nell’invio dell’istanza. Questo aspetto apre scenari strategici per le PMI: organizzarsi in anticipo può fare la differenza tra ottenere o meno il finanziamento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="q42np1" data-start="104" data-end="186"><span role="text"><strong data-start="108" data-end="186">Quadro normativo e soggetti beneficiari</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="188" data-end="689">I finanziamenti agevolati per le PMI vittime di mancati pagamenti trovano il loro fondamento nel <strong data-start="285" data-end="371">Fondo per il credito alle imprese e ai professionisti vittime di mancati pagamenti</strong>, istituito dalla <strong data-start="389" data-end="449">Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016)</strong>. Questo strumento nasce con l’obiettivo di sostenere imprese e lavoratori autonomi che si trovano in difficoltà finanziaria a causa di crediti non riscossi, soprattutto quando tali situazioni derivano da comportamenti penalmente rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="691" data-end="1191">Nel dettaglio, il Fondo interviene nei casi in cui il mancato pagamento sia collegato a specifici reati, tra cui <strong data-start="804" data-end="834">estorsione (art. 629 c.p.)</strong>, <strong data-start="836" data-end="862">truffa (art. 640 c.p.)</strong>, <strong data-start="864" data-end="906">insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.)</strong>, <strong data-start="908" data-end="956">false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.)</strong>e diversi <strong data-start="967" data-end="1030">reati fallimentari (artt. 216-225 della Legge Fallimentare)</strong>. Questo elemento rappresenta un requisito essenziale: non basta il semplice mancato incasso, ma è necessario un collegamento diretto con un procedimento penale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1193" data-end="1637">I criteri operativi sono stati definiti dal <strong data-start="1237" data-end="1277">Decreto Ministeriale 17 ottobre 2016</strong>, successivamente aggiornato dall’<strong data-start="1311" data-end="1349">art. 19-ter della Legge n. 58/2019</strong>, mentre la recente <strong data-start="1369" data-end="1393">circolare MIMIT 2026</strong> recepisce il nuovo quadro europeo sugli aiuti “de minimis”, in particolare il <strong data-start="1472" data-end="1503">Regolamento UE n. 2023/2831</strong>, che sostituisce il precedente n. 1407/2013. Restano inoltre in vigore le discipline specifiche per settori come agricoltura e pesca.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="2114">Possono accedere al finanziamento le <strong data-start="1676" data-end="1718">PMI iscritte al Registro delle Imprese</strong> (non in liquidazione o in procedure concorsuali, salvo il concordato in continuità) e i <strong data-start="1807" data-end="1887">professionisti iscritti ad ordini o associazioni ai sensi della Legge 4/2013</strong>. È necessario essere parte offesa in un procedimento penale già avviato prima della domanda, con crediti non incassati pari ad almeno il <strong data-start="2025" data-end="2069">20% del totale dei crediti verso clienti</strong>, oltre alla dimostrata capacità di rimborso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="2114"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34069 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/business-people-meeting-view-from-bookkeeper-financial-inspector-making-report-calculating-checking-balance-internal-revenue-service-checking-financial-document-audit-tax-conce.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1ft5g21" data-start="133" data-end="213"><span role="text"><strong data-start="137" data-end="213">Come presentare la domanda</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="215" data-end="639">La <strong data-start="218" data-end="249">circolare MIMIT n. 544/2026</strong> introduce una procedura completamente aggiornata e più formalizzata per la presentazione delle domande di finanziamento agevolato. L’elemento centrale della riforma è l’abbandono della piattaforma informatica precedente a favore di un sistema basato esclusivamente sull’invio tramite <strong data-start="534" data-end="541">PEC</strong>, con regole precise che, se non rispettate, possono comportare l’inammissibilità della richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="641" data-end="1004">Il primo passo consiste nello <strong data-start="671" data-end="716">scaricare il modello ufficiale di domanda</strong> dal sito del MIMIT. Il documento deve essere compilato esclusivamente in formato digitale e presentato come <strong data-start="825" data-end="882">Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà (DSAN)</strong>ai sensi del <strong data-start="896" data-end="912">DPR 445/2000</strong>, assumendo quindi rilevanza anche sotto il profilo penale in caso di dichiarazioni mendaci.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1455">Una volta compilata, la domanda deve essere <strong data-start="1050" data-end="1074">firmata digitalmente</strong> dal legale rappresentante dell’impresa (o dal professionista richiedente). Alla richiesta devono essere allegati documenti fondamentali, tra cui: gli atti relativi al procedimento penale o concorsuale, la <strong data-start="1280" data-end="1310">dichiarazione “de minimis”</strong> aggiornata secondo il <strong data-start="1333" data-end="1361">Regolamento UE 2023/2831</strong>, e tutta la documentazione idonea a dimostrare la <strong data-start="1412" data-end="1436">capacità di rimborso</strong> del finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1457" data-end="1806">L’invio deve avvenire esclusivamente tramite <strong data-start="1502" data-end="1548">PEC all’indirizzo <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="1522" data-end="1546">fondovmp@pec.mise.gov.it</a></strong>, utilizzando una casella attiva e regolarmente registrata nel Registro delle Imprese. È importante ricordare che è possibile presentare <strong data-start="1685" data-end="1731">una sola domanda per soggetto beneficiario</strong> e che le istanze vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1808" data-end="2309">Dopo l’invio, il MIMIT procede alla verifica dei requisiti e comunica l’esito. In presenza delle condizioni previste, può essere riconosciuto un <strong data-start="1953" data-end="1995">anticipo fino al 50% del finanziamento</strong>, subordinato alla conferma degli uffici giudiziari competenti. Per eventuali chiarimenti, è possibile contattare la <strong data-start="2112" data-end="2137">Divisione V del MIMIT</strong> o utilizzare i canali PEC dedicati. La circolare specifica inoltre che, per gli aspetti non modificati, resta valido il riferimento alla disciplina operativa del 2019.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="12itu11" data-start="106" data-end="178"><span role="text"><strong data-start="110" data-end="178">Vantaggi fiscali e finanziari</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="180" data-end="604">Accedere ai finanziamenti per PMI vittime di mancati pagamenti non rappresenta solo una soluzione emergenziale, ma può trasformarsi in una vera e propria <strong data-start="334" data-end="382">leva di pianificazione finanziaria e fiscale</strong>. Il principale beneficio è rappresentato dal <strong data-start="428" data-end="458">finanziamento a tasso zero</strong>, che consente all’impresa di ottenere liquidità immediata senza sostenere costi per interessi, migliorando così il cash flow in una fase critica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="606" data-end="1042">Dal punto di vista finanziario, questo strumento permette di <strong data-start="667" data-end="721">compensare temporaneamente i crediti non incassati</strong>, evitando il ricorso a forme di indebitamento più onerose come scoperti bancari o prestiti a breve termine. Inoltre, la possibilità di usufruire di un <strong data-start="873" data-end="906">preammortamento fino a 2 anni</strong> consente all’impresa di stabilizzare la propria situazione prima di iniziare il rimborso, riducendo il rischio di tensioni finanziarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1044" data-end="1449">Sotto il profilo fiscale, pur non trattandosi di un contributo a fondo perduto, il finanziamento rientra nel regime degli aiuti <strong data-start="1172" data-end="1188">“de minimis”</strong>, con vantaggi indiretti legati alla sostenibilità economica dell’impresa e alla continuità aziendale. Mantenere la liquidità significa anche rispettare più facilmente gli obblighi fiscali, evitando sanzioni, interessi e situazioni di irregolarità contributiva.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1451" data-end="1808">Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il <strong data-start="1501" data-end="1540">rafforzamento del merito creditizio</strong>: dimostrare di aver accesso a strumenti pubblici di sostegno e di saper gestire situazioni di crisi può migliorare la percezione dell’impresa da parte di banche e investitori. In un contesto economico incerto, questo può fare la differenza tra crescita e stagnazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="6ij54j" data-start="140" data-end="214"><span role="text"><strong data-start="144" data-end="214">Errori da evitare </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="216" data-end="531">Nonostante la procedura sia stata semplificata sotto il profilo operativo, la nuova disciplina MIMIT richiede un elevato livello di precisione formale. Molte domande, infatti, rischiano di essere dichiarate <strong data-start="423" data-end="451">improcedibili o respinte</strong> per errori che possono essere facilmente evitati con una corretta preparazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="533" data-end="902">Uno degli errori più frequenti riguarda la <strong data-start="576" data-end="609">mancanza della firma digitale</strong>: la circolare è molto chiara nel prevedere che l’assenza della firma comporta automaticamente l’inammissibilità della domanda. Allo stesso modo, l’invio da una <strong data-start="770" data-end="819">PEC non registrata nel Registro delle Imprese</strong> o non riconducibile al soggetto beneficiario può compromettere l’intera procedura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="904" data-end="1303">Un altro elemento critico è rappresentato dalla <strong data-start="952" data-end="994">documentazione incompleta o incoerente</strong>. In particolare, la mancata allegazione degli atti del procedimento penale o della dichiarazione “de minimis” aggiornata può bloccare l’istruttoria. È fondamentale anche dimostrare in modo concreto la <strong data-start="1196" data-end="1220">capacità di rimborso</strong>, attraverso bilanci, flussi di cassa o altra documentazione economico-finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1305" data-end="1570">Attenzione anche al requisito sostanziale spesso sottovalutato: il credito non incassato deve essere <strong data-start="1406" data-end="1468">pari ad almeno il 20% del totale dei crediti verso clienti</strong>. Errori nel calcolo o nella rappresentazione di questo dato possono portare al rigetto della domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="1893">Infine, considerata la <strong data-start="1595" data-end="1643">procedura a sportello con ordine cronologico</strong>, anche un semplice ritardo nell’invio può comportare l’esaurimento delle risorse disponibili. Per questo motivo, affidarsi a un professionista e predisporre tutta la documentazione in anticipo rappresenta una scelta strategica, non solo prudenziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1572" data-end="1893"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34004 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1xa2jsz" data-start="116" data-end="197"><span role="text"><strong data-start="120" data-end="197">Casi pratici</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="199" data-end="365">Per comprendere meglio l’applicazione concreta delle nuove regole MIMIT, è utile analizzare alcune situazioni tipiche che si verificano nella pratica professionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="367" data-end="887">Un caso frequente di <strong data-start="388" data-end="407">domanda accolta</strong> riguarda una PMI del settore edile che vanta un credito non incassato pari al 35% del totale verso clienti, derivante da una <strong data-start="533" data-end="572">truffa contrattuale (art. 640 c.p.)</strong> già oggetto di procedimento penale. L’impresa presenta una domanda completa, corredata da bilanci solidi e da una chiara dimostrazione della capacità di rimborso. In questo scenario, oltre all’ammissione al finanziamento, può ottenere anche un <strong data-start="817" data-end="837">anticipo del 50%</strong>, migliorando immediatamente la propria liquidità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="889" data-end="1243">Diverso è il caso di una <strong data-start="914" data-end="934">domanda respinta</strong>: un professionista presenta richiesta senza allegare correttamente la documentazione relativa al procedimento penale, oppure con una dichiarazione “de minimis” non aggiornata al <strong data-start="1113" data-end="1141">Regolamento UE 2023/2831</strong>. Anche in presenza di un credito reale, l’istanza viene dichiarata improcedibile per carenze formali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1245" data-end="1487">Un altro esempio critico riguarda le imprese che <strong data-start="1294" data-end="1357">non raggiungono la soglia del 20% dei crediti non incassati</strong>: anche se il mancato pagamento crea difficoltà finanziarie, l’assenza di questo requisito oggettivo impedisce l’accesso al fondo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1489" data-end="1778">Infine, si registrano casi di esclusione legati alla <strong data-start="1542" data-end="1556">tempistica</strong>: aziende che presentano una domanda perfetta sotto il profilo documentale ma in ritardo, quando i fondi risultano già esauriti. Questo conferma come, oltre alla correttezza formale, sia determinante la rapidità operativa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="jai5re" data-start="93" data-end="178"><span role="text"><strong data-start="97" data-end="178">Confronto con altre forme di finanziamento</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="180" data-end="616">Rispetto alle tradizionali forme di finanziamento bancario, i contributi previsti dal Fondo per le PMI vittime di mancati pagamenti presentano caratteristiche uniche che li rendono particolarmente vantaggiosi. In primo luogo, il <strong data-start="409" data-end="423">tasso zero</strong>rappresenta un elemento distintivo difficilmente replicabile nel mercato del credito ordinario, dove anche le migliori condizioni prevedono comunque un costo finanziario legato agli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="618" data-end="1061">Un ulteriore elemento differenziante è l’assenza di logiche puramente meritocratiche tipiche del sistema bancario: mentre un prestito tradizionale si basa su rating, garanzie e storico creditizio, questo strumento tiene conto di una situazione straordinaria, ovvero la presenza di <strong data-start="899" data-end="941">crediti deteriorati derivanti da reati</strong>. Questo consente anche a imprese temporaneamente in difficoltà di accedere a liquidità che altrimenti sarebbe preclusa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1063" data-end="1485">Se confrontato con strumenti come il <strong data-start="1100" data-end="1113">factoring</strong> o la cessione del credito, il finanziamento MIMIT risulta meno oneroso ma anche più selettivo: non tutti i crediti sono ammissibili, ma solo quelli legati a procedimenti penali specifici. Rispetto ai <strong data-start="1314" data-end="1344">contributi a fondo perduto</strong>, invece, presenta il limite della restituzione, ma con condizioni estremamente agevolate che lo rendono sostenibile nel medio-lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1487" data-end="1662">In sintesi, si tratta di uno strumento ibrido tra sostegno pubblico e finanziamento, ideale per chi vuole preservare la liquidità senza aggravare l’indebitamento bancario.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1lz7v1h" data-start="1783" data-end="1847"><span role="text"><strong data-start="1787" data-end="1847">Controlli e verifiche MIMIT</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="1849" data-end="2184">Uno degli aspetti più rilevanti della procedura riguarda la fase di <strong data-start="1917" data-end="1944">istruttoria e controllo</strong> effettuata dal MIMIT, che ha l’obiettivo di garantire la corretta assegnazione delle risorse pubbliche. Dopo la presentazione della domanda via PEC, il Ministero avvia una verifica approfondita sia sotto il profilo formale che sostanziale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2186" data-end="2611">In particolare, vengono analizzati: la <strong data-start="2225" data-end="2261">completezza della documentazione</strong>, la validità della dichiarazione “de minimis”, la sussistenza del procedimento penale e il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi. Un passaggio cruciale riguarda il coinvolgimento degli <strong data-start="2455" data-end="2476">uffici giudiziari</strong>, che devono confermare l’esistenza e lo stato del procedimento, elemento indispensabile per l’eventuale erogazione anticipata del 50%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2613" data-end="2927">Il MIMIT può inoltre effettuare controlli successivi all’erogazione, al fine di verificare la permanenza dei requisiti e la correttezza delle dichiarazioni rese. In caso di irregolarità, sono previste conseguenze rilevanti, tra cui la <strong data-start="2848" data-end="2876">revoca del finanziamento</strong> e l’obbligo di restituzione delle somme percepite.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2929" data-end="3238">Per questo motivo, è fondamentale che imprese e professionisti adottino un approccio rigoroso, conservando tutta la documentazione e assicurando la <strong data-start="3077" data-end="3113">tracciabilità delle informazioni</strong> fornite. La trasparenza non è solo un obbligo normativo, ma una vera e propria tutela contro possibili contestazioni future.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="94b5z6" data-start="3354" data-end="3437"><span role="text"><strong data-start="3358" data-end="3437">Implicazioni fiscali e contabili</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="3439" data-end="3855">Dal punto di vista fiscale e contabile, il finanziamento agevolato concesso dal MIMIT deve essere gestito con attenzione, in quanto presenta caratteristiche specifiche che incidono sul bilancio aziendale. Trattandosi di un <strong data-start="3662" data-end="3692">finanziamento a tasso zero</strong>, esso viene generalmente iscritto tra i debiti finanziari, ma può generare effetti anche in termini di valutazione secondo il criterio del <strong data-start="3832" data-end="3854">costo ammortizzato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3857" data-end="4211">In base ai principi contabili (OIC per le PMI), la componente di vantaggio economico derivante dall’assenza di interessi può essere considerata come un <strong data-start="4009" data-end="4033">contributo implicito</strong>, con possibili riflessi sulla determinazione del risultato d’esercizio. Tuttavia, il trattamento varia in funzione della dimensione dell’impresa e del regime contabile adottato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="4213" data-end="4681">Dal punto di vista fiscale, il finanziamento non costituisce un ricavo imponibile, ma è necessario prestare attenzione agli effetti indiretti: ad esempio, una maggiore liquidità può incidere sulla capacità di sostenere costi deducibili o di evitare perdite fiscali. Inoltre, il rispetto dei limiti previsti dal regime <strong data-start="4531" data-end="4547">“de minimis”</strong> impone un monitoraggio costante degli aiuti ricevuti, al fine di non superare i massimali stabiliti dal <strong data-start="4652" data-end="4680">Regolamento UE 2023/2831</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="4683" data-end="4980">Un altro aspetto rilevante riguarda la corretta rappresentazione in nota integrativa e la trasparenza verso eventuali organi di controllo o istituti di credito. Una gestione contabile accurata non solo evita rischi fiscali, ma contribuisce a migliorare la <strong data-start="4939" data-end="4979">credibilità finanziaria dell’impresa.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1aft0mg" data-start="116" data-end="197"><span role="text"><strong data-start="120" data-end="197">Conclusioni</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="199" data-end="551">Le nuove disposizioni introdotte dal <strong data-start="236" data-end="271">MIMIT con la circolare 544/2026</strong> rappresentano un aggiornamento significativo per tutte le PMI e i professionisti colpiti da mancati pagamenti. In un contesto economico in cui la gestione della liquidità è sempre più complessa, questo strumento si configura come una soluzione concreta, accessibile e strategica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="553" data-end="873">Il passaggio alla procedura via <strong data-start="585" data-end="592">PEC</strong>, l’adeguamento ai nuovi regolamenti europei “de minimis” e la conferma di condizioni particolarmente vantaggiose, come il <strong data-start="716" data-end="766">tasso zero e la possibilità di preammortamento, </strong>rendono questi finanziamenti uno degli strumenti più interessanti nel panorama degli aiuti alle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="875" data-end="1190">Tuttavia, come abbiamo visto, non si tratta di una misura automatica: la corretta predisposizione della domanda, il rispetto dei requisiti normativi e la tempestività nell’invio sono elementi determinanti per accedere ai fondi, soprattutto considerando il limite delle risorse disponibili e il criterio cronologico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1192" data-end="1537">Per questo motivo, il supporto di un <strong data-start="1229" data-end="1255">commercialista esperto</strong> può fare la differenza, sia nella fase di verifica dei requisiti sia nella gestione fiscale e contabile del finanziamento. Saper trasformare un problema in un’opportunità di rilancio finanziario è oggi una competenza fondamentale per ogni impresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1539" data-end="1677">Agire subito, con metodo e consapevolezza, può significare ottenere liquidità senza costi e garantire continuità alla propria attività.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Finanziamenti-PMI-per-mancati-pagamenti-guida-2026-alla-domanda-PEC-e-requisiti-MIMIT/">Finanziamenti PMI per mancati pagamenti: guida 2026 alla domanda PEC e requisiti MIMIT</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Finanziamenti-PMI-per-mancati-pagamenti-guida-2026-alla-domanda-PEC-e-requisiti-MIMIT/">Finanziamenti PMI per mancati pagamenti: guida 2026 alla domanda PEC e requisiti MIMIT</a> was first posted on Marzo 29, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Indennizzi imprese balneari: come calcolare il valore degli investimenti non ammortizzati</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Indennizzi-imprese-balneari-come-calcolare-il-valore-degli-investimenti-non-ammortizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:32:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il tema delle concessioni demaniali marittime è diventato uno dei più dibattuti nel panorama fiscale e amministrativo italiano. Al centro della questione troviamo un problema concreto e urgente: come calcolare correttamente gli indennizzi alle imprese balneari, soprattutto alla luce delle recenti evoluzioni normative e delle pressioni derivanti dalla direttiva Bolkestein. Il punto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="641">Negli ultimi anni il tema delle concessioni demaniali marittime è diventato uno dei più dibattuti nel panorama fiscale e amministrativo italiano. Al centro della questione troviamo un problema concreto e urgente: <strong data-start="287" data-end="356">come calcolare correttamente gli indennizzi alle imprese balneari</strong>, soprattutto alla luce delle recenti evoluzioni normative e delle pressioni derivanti dalla direttiva Bolkestein. Il punto più critico, su cui si concentrano interpretazioni divergenti e potenziali contenziosi, riguarda il concetto di <strong data-start="592" data-end="640">“valore degli investimenti non ammortizzati”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="643" data-end="1041">Questo elemento rappresenta il cuore della determinazione dell’indennizzo spettante agli operatori che potrebbero perdere la concessione. Ma cosa si intende esattamente per investimenti non ammortizzati? Quali criteri devono essere applicati per evitare errori fiscali e perdite economiche rilevanti? E soprattutto, come possono le imprese tutelarsi per ottenere un giusto riconoscimento economico?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1043" data-end="1409">In questo articolo analizzeremo nel dettaglio il tema, chiarendo i principi normativi, gli aspetti fiscali e le opportunità di risparmio, con un approccio pratico e aggiornato.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1043" data-end="1409"><strong>Normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="238" data-end="834">Il tema del demanio marittimo, storicamente disciplinato dal Codice della Navigazione e dal relativo regolamento di attuazione, è stato oggetto di profonde trasformazioni negli ultimi anni, soprattutto a causa delle pressioni europee e della necessità di liberalizzare il mercato delle concessioni. Una svolta decisiva è arrivata con la <strong data-start="575" data-end="644">Legge n. 118/2022 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza)</strong>, che agli articoli 3 e 4 ha introdotto nuove regole sull’efficacia e sull’affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1267">Queste disposizioni sono state successivamente modificate dal <strong data-start="898" data-end="918">D.L. n. 131/2024</strong>, convertito nella <strong data-start="937" data-end="958">Legge n. 166/2024</strong>, anche in risposta alla procedura di infrazione europea n. 2020/4118. Ulteriori interventi normativi sono arrivati con il <strong data-start="1081" data-end="1120">D.L. n. 73/2025 (Legge n. 105/2025)</strong>, che ha introdotto criteri uniformi per l’aggiornamento dei canoni demaniali e definito la durata della stagione balneare ai fini della sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1666">Tuttavia, il vero nodo operativo resta ancora irrisolto: l’attuazione concreta del cosiddetto <strong data-start="1363" data-end="1387">“Decreto Indennizzi”</strong>, attualmente in fase di approvazione e già oggetto di rilievi da parte del Consiglio di Stato (pronuncia n. 750/2025) e della Commissione Europea. Questo decreto sarà determinante per stabilire i criteri definitivi di calcolo degli indennizzi spettanti ai concessionari uscenti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1668" data-end="2080">In attesa della sua approvazione, emerge un elemento fondamentale: prima della pubblicazione dei bandi, gli enti concedenti devono acquisire una <strong data-start="1813" data-end="1835">perizia asseverata</strong> redatta da professionisti qualificati (ai sensi dell’art. 4, comma 9, della Legge 118/2022), che determini il valore degli investimenti non ammortizzati. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra la maggiore complessità tecnica e fiscale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="203" data-end="247"><strong>Investimenti non ammortizzati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="68" data-end="481">Il vero fulcro del calcolo degli indennizzi alle imprese balneari ruota attorno a un concetto tecnico ma determinante: il <strong data-start="190" data-end="236">valore degli investimenti non ammortizzati</strong>. Si tratta, in sostanza, del valore residuo delle immobilizzazioni materiali e immateriali che il concessionario ha realizzato nel corso della gestione e che non sono ancora state completamente recuperate attraverso il processo di ammortamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="483" data-end="912">Dal punto di vista contabile, questo valore coincide con il <strong data-start="543" data-end="610">costo storico dell’investimento al netto del fondo ammortamento</strong>, così come risultante dai principi contabili nazionali (in particolare l’OIC 16 per le immobilizzazioni materiali). Tuttavia, la normativa e la prassi professionale richiedono un’analisi più approfondita, che non si limiti al dato contabile ma tenga conto anche della reale utilità economica del bene.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="914" data-end="1483">In attesa del Decreto Indennizzi, l’orientamento prudenziale suggerisce di includere nel perimetro valutativo tutti gli investimenti effettuati dal concessionario uscente relativi a opere non amovibili o difficilmente rimovibili, nonché quelle strutture che, pur removibili, devono rimanere a disposizione del concessionario entrante. Rientrano quindi, ad esempio, costruzioni inamovibili autorizzate, impianti tecnologici, interventi di efficientamento energetico, opere per l’accessibilità e strutture funzionali all’attività balneare come chioschi, dehors e verande.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1485" data-end="1756">Un aspetto fondamentale riguarda anche la <strong data-start="1527" data-end="1576">tracciabilità e regolarità degli investimenti</strong>: per essere indennizzabili, devono essere conformi alle autorizzazioni urbanistiche e demaniali, correttamente documentati e non finanziati con contributi pubblici non restituiti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1758" data-end="1965">Comprendere correttamente questo concetto è essenziale per evitare errori nella quantificazione dell’indennizzo e, soprattutto, per non perdere valore economico al momento della cessazione della concessione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="250" data-end="282"><strong>Perizia e calcolo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="65" data-end="581">Il calcolo dell’indennizzo non è un’operazione automatica, ma un գործընթաց tecnico complesso che richiede l’intervento di professionisti qualificati. La normativa stabilisce infatti che l’ente concedente, prima di avviare la gara per l’assegnazione della concessione, debba acquisire una <strong data-start="353" data-end="375">perizia asseverata</strong> redatta ai sensi dell’art. 4, comma 9, della Legge n. 118/2022. Questo documento rappresenta la base ufficiale per determinare il valore degli investimenti non ammortizzati e deve essere allegato al bando.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="583" data-end="995">La perizia ha una funzione cruciale: da un lato <strong data-start="631" data-end="707">verifica la correttezza dei valori dichiarati dal concessionario uscente</strong>, dall’altro può apportare eventuali rettifiche motivate. Il professionista incaricato – o il collegio di professionisti individuato tra i nominativi indicati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti – si assume quindi una responsabilità diretta nella determinazione del valore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="997" data-end="1321">Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la <strong data-start="1041" data-end="1073">tempistica della valutazione</strong>. La data di riferimento coincide con la cessazione della concessione, mentre la redazione della perizia può avvenire successivamente. Questo implica che la stima debba essere retrospettiva e coerente con i dati contabili disponibili a quella data.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1637">Per le imprese non obbligate al deposito del bilancio, come ditte individuali o società di persone, è prevista una procedura alternativa: il valore degli investimenti deve essere attestato tramite <strong data-start="1520" data-end="1542">autocertificazione</strong>, accompagnata da documentazione contabile dettagliata (fatture, libro cespiti, registrazioni).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="1965">In questo contesto emerge un rischio concreto: una valutazione errata o incompleta può tradursi in una perdita economica significativa per il concessionario uscente. Per questo motivo, è fondamentale adottare criteri rigorosi, documentare ogni investimento e affidarsi a professionisti esperti in materia fiscale e valutativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="1965"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34004 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/midsection-businesswoman-8at-office.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="285" data-end="313"><strong>Rivalutazione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="71" data-end="480">Uno degli aspetti più complessi nella determinazione degli indennizzi alle imprese balneari riguarda la <strong data-start="175" data-end="228">rivalutazione degli investimenti non ammortizzati</strong>. Il semplice valore contabile, infatti, non sempre rappresenta correttamente il reale valore economico dei beni, motivo per cui il professionista incaricato può applicare criteri estimativi più avanzati, in linea con i principi contabili e valutativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="482" data-end="864">In particolare, la rivalutazione segue i criteri previsti dall’<strong data-start="545" data-end="580">art. 11 della Legge n. 342/2000</strong>, tenendo conto della consistenza del bene, della sua capacità produttiva e del suo effettivo utilizzo nell’impresa. Questo processo porta a individuare un <strong data-start="736" data-end="755">valore corrente</strong>, che può essere determinato secondo due principali approcci: il <strong data-start="820" data-end="836">valore d’uso</strong> e il <strong data-start="842" data-end="863">valore di mercato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="866" data-end="1311">Il valore d’uso rappresenta il valore attuale dei flussi di cassa futuri che il bene è in grado di generare durante la sua vita utile, inclusa la fase di dismissione. Si basa su tre elementi fondamentali: le previsioni dei flussi finanziari, il valore residuo finale e il tasso di attualizzazione che incorpora il rischio dell’investimento. Questo criterio è particolarmente utile quando il bene è strettamente integrato nell’attività aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1313" data-end="1793">Il valore di mercato, invece, riflette il prezzo al quale il bene potrebbe essere scambiato tra operatori indipendenti in condizioni normali. Tuttavia, nel caso delle concessioni balneari, si tratta di una situazione peculiare: il concessionario uscente è obbligato a cedere i beni, ma non si è in presenza di una vera e propria vendita forzata. Il compito del valutatore diventa quindi quello di garantire un equilibrio tra le parti, evitando sia sottovalutazioni sia sovrastime.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1795" data-end="1952">Infine, dal valore così determinato devono essere <strong data-start="1845" data-end="1902">detratti eventuali contributi pubblici non restituiti</strong>, per evitare duplicazioni di beneficio economico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="316" data-end="363"><strong>Equa remunerazione (BTP vs WACC)</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="74" data-end="586">Un ulteriore elemento centrale nella determinazione degli indennizzi alle imprese balneari riguarda la cosiddetta <strong data-start="188" data-end="233">equa remunerazione del capitale investito</strong>, tema che sta generando un acceso dibattito tra operatori, tecnici e istituzioni. Secondo la bozza del Decreto Indennizzi, la remunerazione dovrebbe essere calcolata applicando al valore rivalutato degli investimenti il <strong data-start="454" data-end="517">tasso medio dei Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) decennali</strong>, pubblicato annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="588" data-end="1167">Questa impostazione, tuttavia, presenta diverse criticità. Il principale problema è legato alla natura stessa del tasso BTP, che rappresenta un rendimento associato a un investimento <strong data-start="771" data-end="790">a basso rischio</strong>, sostanzialmente privo delle variabili tipiche dell’attività imprenditoriale. Le imprese balneari, al contrario, operano in un contesto caratterizzato da <strong data-start="945" data-end="1035">rischio operativo, stagionalità, esposizione a eventi climatici e incertezza normativa</strong>. Applicare un tasso “risk-free” rischia quindi di sottostimare in modo significativo la reale remunerazione del capitale investito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1169" data-end="1548">Per questo motivo, molti esperti ritengono più corretto utilizzare il <strong data-start="1239" data-end="1282">WACC (Weighted Average Cost of Capital)</strong>, ovvero il costo medio ponderato del capitale, calcolato secondo i criteri del <strong data-start="1362" data-end="1400">CAPM (Capital Asset Pricing Model)</strong>. Questo indicatore consente di incorporare il rischio specifico dell’impresa e del settore, offrendo una misura più aderente alla realtà economica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1550" data-end="1925">Non a caso, il metodo WACC è già utilizzato in ambiti regolati come energia e telecomunicazioni (ad esempio da ARERA), proprio per determinare una remunerazione equa e sostenibile degli investimenti. Trasporre questo approccio al settore balneare significherebbe garantire un maggiore equilibrio tra concessionario uscente ed entrante, evitando penalizzazioni ingiustificate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1927" data-end="2114">Il rischio concreto, in assenza di correttivi, è quello di generare <strong data-start="1995" data-end="2035">contenziosi e distorsioni economiche</strong>, con effetti negativi sia per le imprese sia per la competitività del settore.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="366" data-end="399"><strong>Strategie pratiche</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="91" data-end="629">Alla luce della complessità normativa e delle incertezze applicative, le imprese balneari devono adottare un approccio strategico per <strong data-start="225" data-end="264">massimizzare l’indennizzo spettante</strong> ed evitare perdite economiche rilevanti. Il primo passo fondamentale è una <strong data-start="340" data-end="373">corretta gestione documentale</strong>: ogni investimento deve essere tracciato in modo puntuale attraverso fatture, registrazioni contabili e aggiornamento del libro cespiti. La mancanza di documentazione adeguata può infatti comportare l’esclusione di intere voci dal calcolo dell’indennizzo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="631" data-end="1025">Un altro aspetto cruciale riguarda la <strong data-start="669" data-end="722">verifica della conformità urbanistica e demaniale</strong> degli interventi effettuati. Solo gli investimenti autorizzati e coerenti con la concessione possono essere inclusi nel perimetro indennizzabile. Questo significa che eventuali opere realizzate senza titolo o in difformità rischiano di non essere riconosciute, con conseguenze economiche significative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1027" data-end="1395">Dal punto di vista fiscale, è strategico monitorare attentamente il <strong data-start="1095" data-end="1123">processo di ammortamento</strong>: una pianificazione non ottimale può ridurre il valore residuo degli investimenti e quindi l’indennizzo finale. In alcuni casi, può essere opportuno valutare operazioni di rivalutazione dei beni, nel rispetto della normativa vigente, per aumentare il valore riconosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1397" data-end="1719">Inoltre, le imprese dovrebbero prepararsi in anticipo alla fase di perizia, predisponendo una <strong data-start="1491" data-end="1567">ricostruzione dettagliata del valore degli investimenti non ammortizzati</strong>, eventualmente affiancandosi a consulenti esperti. Questo consente di ridurre il rischio di contestazioni e di ottenere una valutazione più favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="1914">Infine, è fondamentale adottare una visione prospettica: le scelte fatte oggi in termini di investimenti, contabilizzazione e gestione fiscale avranno un impatto diretto sull’indennizzo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1721" data-end="1914"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33822 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/umbrella-chair.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="402" data-end="437"><strong>Rischi e contenziosi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="84" data-end="530">Il processo di determinazione degli indennizzi alle imprese balneari non è solo complesso dal punto di vista tecnico, ma espone anche a <strong data-start="220" data-end="257">rischi fiscali e legali rilevanti</strong>, soprattutto in un contesto normativo ancora in evoluzione. Uno degli errori più frequenti riguarda la <strong data-start="361" data-end="425">sovra o sottovalutazione degli investimenti non ammortizzati</strong>, spesso dovuta a una gestione contabile non allineata ai principi OIC o a una documentazione incompleta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="532" data-end="975">Un primo profilo critico riguarda l’inclusione di beni non conformi ai requisiti normativi: investimenti privi di autorizzazione, non coerenti con la concessione o già oggetto di contributi pubblici non restituiti possono essere esclusi dal calcolo, con possibili contestazioni da parte dell’ente concedente. Questo può tradursi in una riduzione significativa dell’indennizzo o, nei casi più gravi, in veri e propri contenziosi amministrativi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="977" data-end="1361">Un altro elemento di rischio è legato alla <strong data-start="1020" data-end="1083">divergenza tra valore contabile e valore stimato in perizia</strong>. Se il professionista incaricato rileva incongruenze o ritiene non corretta la ricostruzione effettuata dal concessionario, può procedere a rettifiche anche sostanziali. In assenza di un contraddittorio ben strutturato, l’impresa rischia di subire una valutazione penalizzante.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1679">Dal punto di vista fiscale, particolare attenzione deve essere posta anche alla <strong data-start="1443" data-end="1475">gestione delle rivalutazioni</strong> e alla corretta applicazione dei criteri previsti dalla normativa (come la Legge 342/2000). Errori in questa fase possono generare effetti negativi sia sull’indennizzo sia sul carico fiscale complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1681" data-end="1977">Infine, non va sottovalutato il rischio di contenzioso legato ai criteri di calcolo dell’equa remunerazione, soprattutto in relazione all’utilizzo del tasso BTP, già oggetto di critiche. In assenza di chiarimenti definitivi, è probabile che molti casi finiscano davanti ai giudici amministrativi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="7eoumq" data-start="0" data-end="79"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="81" data-end="439">Il tema degli indennizzi alle imprese balneari rappresenta oggi uno dei passaggi più delicati nella riforma delle concessioni demaniali. Come abbiamo visto, il cuore del problema risiede nella corretta determinazione del <strong data-start="302" data-end="348">valore degli investimenti non ammortizzati</strong>, un concetto che intreccia aspetti contabili, fiscali e valutativi di elevata complessità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="441" data-end="905">L’attuale fase normativa, ancora in evoluzione, richiede massima attenzione da parte degli operatori: tra perizie asseverate, criteri di rivalutazione, differenze tra valore d’uso e valore di mercato e il dibattito sull’equa remunerazione, il rischio di errori è concreto e può tradursi in perdite economiche significative. Allo stesso tempo, emergono opportunità importanti per chi è in grado di gestire correttamente la propria posizione contabile e documentale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="907" data-end="1311">L’auspicio è che il definitivo <strong data-start="938" data-end="960">Decreto Indennizzi</strong>, insieme al futuro “Bando Tipo”, possa chiarire in modo definitivo i criteri applicativi, riducendo le aree di incertezza e garantendo un equilibrio reale tra concessionari uscenti ed entranti. Un sistema equo non solo tutela gli investimenti effettuati nel tempo, ma contribuisce anche a rendere il settore più competitivo, trasparente e attrattivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1313" data-end="1563">Per le imprese, il messaggio è chiaro: <strong data-start="1352" data-end="1433">prepararsi in anticipo è la vera leva di risparmio fiscale e tutela economica</strong>. Solo attraverso una gestione consapevole e strategica sarà possibile affrontare al meglio le sfide future del comparto balneare.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Indennizzi-imprese-balneari-come-calcolare-il-valore-degli-investimenti-non-ammortizzati/">Indennizzi imprese balneari: come calcolare il valore degli investimenti non ammortizzati</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Indennizzi-imprese-balneari-come-calcolare-il-valore-degli-investimenti-non-ammortizzati/">Indennizzi imprese balneari: come calcolare il valore degli investimenti non ammortizzati</a> was first posted on Marzo 20, 2026 at 11:32 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bando Agrisole 2026: domande dal 10 marzo, contributi a fondo perduto per fotovoltaico nelle aziende agricole</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bando-Agrisole-2026-domande-dal-10-marzo-contributi-a-fondo-perduto-per-fotovoltaico-nelle-aziende-agricole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[amministrativo e fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bando Agrisole 2026 rappresenta una delle misure più attese per il settore agricolo italiano, soprattutto per le imprese che vogliono ridurre i costi energetici e investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del 17 dicembre 2025, il Governo ha definito le nuove regole [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="643">Il <strong data-start="96" data-end="119">Bando Agrisole 2026</strong> rappresenta una delle misure più attese per il settore agricolo italiano, soprattutto per le imprese che vogliono <strong data-start="234" data-end="328">ridurre i costi energetici e investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili</strong>. Con il <strong data-start="337" data-end="433">Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) del 17 dicembre 2025</strong>, il Governo ha definito le nuove regole per l’accesso agli incentivi destinati alle aziende agricole, agroindustriali e cooperative che intendono installare <strong data-start="591" data-end="642">impianti fotovoltaici sui fabbricati produttivi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="645" data-end="1107">L’obiettivo della misura è duplice: da una parte <strong data-start="694" data-end="754">favorire la transizione energetica del comparto agricolo</strong>, dall’altra permettere agli imprenditori agricoli di <strong data-start="808" data-end="901">risparmiare sulle bollette energetiche e aumentare la competitività delle proprie aziende</strong>. L’energia rappresenta infatti uno dei costi più rilevanti per molte attività agricole, soprattutto per chi utilizza serre, sistemi di irrigazione, impianti di refrigerazione o lavorazioni agroindustriali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1109" data-end="1460">Grazie al <strong data-start="1119" data-end="1143">programma Agrisolare</strong>, inserito nel quadro delle politiche di transizione ecologica e sostenuto anche da fondi pubblici dedicati alla sostenibilità, le aziende agricole potranno ottenere <strong data-start="1309" data-end="1385">contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici</strong> e per interventi collegati all’efficientamento delle strutture produttive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1462" data-end="1793">Un aspetto particolarmente importante riguarda <strong data-start="1509" data-end="1565">l’apertura delle domande a partire dal 10 marzo 2026</strong>, annunciata tramite specifico avviso del MASE. Questo passaggio segna l’avvio operativo della misura e rappresenta una grande opportunità per molte imprese del settore primario che intendono investire in innovazione energetica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1795" data-end="2085">Nel corso di questo articolo analizzeremo <strong data-start="1837" data-end="1877">come funziona il Bando Agrisole 2026</strong>, chi può accedere agli incentivi, quali spese sono finanziabili e soprattutto <strong data-start="1956" data-end="2032">quali vantaggi fiscali ed economici possono ottenere le imprese agricole</strong> che decidono di investire nelle energie rinnovabili.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="kt85qd" data-start="0" data-end="70"><strong>Apertura delle domande </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="72" data-end="468">Il <strong data-start="75" data-end="98">Bando Agrisole 2026</strong> entra ufficialmente nella fase operativa dopo la pubblicazione delle <strong data-start="168" data-end="265">regole applicative annunciate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)</strong> con un <strong data-start="273" data-end="304">avviso del 24 febbraio 2026</strong>. Con questo aggiornamento il Ministero ha confermato un passaggio molto atteso dalle imprese del settore: <strong data-start="411" data-end="467">l’apertura delle domande a partire dal 10 marzo 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="470" data-end="877">La misura rientra nel quadro delle politiche di sostegno alla transizione energetica nel comparto agricolo e trova il proprio riferimento normativo nel <strong data-start="622" data-end="660">Decreto MASAF del 17 dicembre 2025</strong>, pubblicato in <strong data-start="676" data-end="724">Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2026</strong>, che stabilisce le <strong data-start="744" data-end="876">regole generali per l’accesso agli incentivi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle aziende agricole</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="879" data-end="1246">Uno degli elementi più rilevanti del provvedimento riguarda la <strong data-start="942" data-end="991">consistente dotazione finanziaria complessiva</strong>, pari a <strong data-start="1000" data-end="1023">789 milioni di euro</strong>. Queste risorse sono destinate alla concessione di <strong data-start="1075" data-end="1123">contributi a fondo perduto in conto capitale</strong> per la realizzazione di nuovi progetti energetici nelle imprese agricole, agroindustriali e nelle cooperative del settore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1248" data-end="1539">Le agevolazioni saranno assegnate attraverso specifici Avvisi pubblici emanati dal MASAF, mentre la gestione operativa delle domande e delle procedure di accesso sarà affidata al GSE – Gestore dei Servizi Energetici, soggetto incaricato di seguire l’attuazione concreta della misura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1541" data-end="1969">Un aspetto importante per le imprese riguarda i tempi di realizzazione degli investimenti. Il decreto stabilisce infatti che i progetti ammessi al finanziamento dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione dell’agevolazione. Questo significa che le aziende dovranno pianificare con attenzione gli interventi per rispettare le tempistiche previste e non rischiare la revoca dei contributi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1971" data-end="2225">Il programma Agrisole rappresenta quindi un’opportunità concreta per ridurre i costi energetici aziendali e investire nella produzione autonoma di energia rinnovabile, contribuendo allo stesso tempo alla sostenibilità ambientale del settore agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2227" data-end="2478">Nei prossimi paragrafi analizzeremo nel dettaglio come funziona l’incentivo per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, quali interventi sono finanziabili e soprattutto chi può accedere alle agevolazioni previste dal Bando Agrisole 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="dckqd7" data-start="0" data-end="91"><strong>Chi può beneficiare </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="392">Uno degli aspetti più importanti del <strong data-start="130" data-end="153">Bando Agrisole 2026</strong> riguarda l’individuazione dei <strong data-start="184" data-end="227">soggetti beneficiari delle agevolazioni</strong>, ovvero le imprese che possono accedere ai contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="394" data-end="659">Il <strong data-start="397" data-end="435">Decreto MASAF del 17 dicembre 2025</strong> richiama espressamente quanto previsto dall’<strong data-start="480" data-end="558">articolo 4, comma 1, del Decreto Ministeriale n. 211444 del 19 aprile 2023</strong>, che definisce le categorie di operatori del settore agricolo e agroindustriale ammesse alla misura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="661" data-end="1066">In primo luogo possono accedere al contributo <strong data-start="707" data-end="736">gli imprenditori agricoli</strong>, sia <strong data-start="742" data-end="781">in forma individuale che societaria</strong>, purché esercitino attività riconducibili all’<strong data-start="828" data-end="863">articolo 2135 del Codice Civile</strong>, norma che disciplina l’attività agricola. Si tratta quindi di aziende che svolgono attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse alla produzione agricola.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1068" data-end="1378">Tra i beneficiari rientrano inoltre <strong data-start="1104" data-end="1134">le imprese agroindustriali</strong>, cioè quelle realtà che operano nella <strong data-start="1173" data-end="1233">trasformazione e nella lavorazione dei prodotti agricoli</strong>, un comparto particolarmente energivoro che può trarre notevoli vantaggi economici dall’autoproduzione di energia tramite impianti fotovoltaici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1380" data-end="1736">Il bando è aperto anche alle <strong data-start="1409" data-end="1433">cooperative agricole</strong>, purché svolgano attività agricole ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile. Possono partecipare inoltre <strong data-start="1544" data-end="1656">le cooperative e i consorzi previsti dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228</strong>, norma che disciplina l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1738" data-end="2018">Un elemento particolarmente interessante del provvedimento riguarda la possibilità di partecipare anche <strong data-start="1842" data-end="1864">in forma aggregata</strong>. Il decreto consente infatti la presentazione delle domande anche da parte di soggetti che si uniscono in <strong data-start="1971" data-end="2008">forme collaborative o associative</strong>, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2020" data-end="2187">
<li data-section-id="q8ge31" data-start="2020" data-end="2068">
<p data-start="2022" data-end="2068"><strong data-start="2022" data-end="2066">Associazioni temporanee di imprese (ATI)</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1ipn6qq" data-start="2069" data-end="2119">
<p data-start="2071" data-end="2119"><strong data-start="2071" data-end="2117">Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI)</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1wr2pzi" data-start="2120" data-end="2142">
<p data-start="2122" data-end="2142"><strong data-start="2122" data-end="2140">Reti d’impresa</strong></p>
</li>
<li data-section-id="189j8ze" data-start="2143" data-end="2187">
<p data-start="2145" data-end="2187"><strong data-start="2145" data-end="2187">Comunità energetiche rinnovabili (CER)</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2189" data-end="2391">Questa apertura favorisce la nascita di <strong data-start="2229" data-end="2287">progetti energetici condivisi tra più imprese agricole</strong>, permettendo di ottimizzare gli investimenti e aumentare l’efficienza energetica del territorio rurale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2393" data-end="2670">In termini economici e fiscali, l’accesso agli incentivi può rappresentare una leva strategica per ridurre i costi energetici aziendali e migliorare la sostenibilità delle attività agricole, soprattutto in un contesto caratterizzato da prezzi dell’energia spesso instabili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33424 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/imprenditore-finanziario-e-segretario-che-fa-rapporto-calcolo-o-controllo-equilibrio-documento-di-controllo-dell-ispettore-interno-del-servizio-di-revenue-concetto-di-audit-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1iqft0o" data-start="0" data-end="91"><strong>Quali investimenti sono finanziati</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="93" data-end="476">Il <strong data-start="96" data-end="119">Bando Agrisole 2026</strong> nasce con un obiettivo preciso: <strong data-start="152" data-end="223">modernizzare il patrimonio edilizio produttivo del settore agricolo</strong> e favorire la transizione verso modelli energetici più sostenibili. L’intervento punta in particolare a incentivare la <strong data-start="343" data-end="398">produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili</strong>, riducendo la dipendenza delle aziende agricole dai costi energetici esterni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="478" data-end="687">Gli investimenti previsti dal programma sono rivolti soprattutto alla <strong data-start="548" data-end="614">riqualificazione energetica delle strutture agricole esistenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="478" data-end="687">In particolare, il decreto prevede il finanziamento di interventi come:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="689" data-end="1081">
<li data-section-id="1uut0jh" data-start="689" data-end="785">
<p data-start="691" data-end="785">installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli esistenti;</p>
</li>
<li data-section-id="15ytcgi" data-start="786" data-end="876">
<p data-start="788" data-end="876">interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture produttive;</p>
</li>
<li data-section-id="19i3vl4" data-start="877" data-end="967">
<p data-start="879" data-end="967">riduzione dei costi energetici sostenuti dalle imprese agricole e agroindustriali;</p>
</li>
<li data-section-id="1a6l29" data-start="968" data-end="1081">
<p data-start="970" data-end="1081">contributo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1083" data-end="1355">Si tratta quindi di una misura strategica non solo per il settore agricolo, ma anche per il raggiungimento degli <strong data-start="1196" data-end="1270">obiettivi ambientali e climatici fissati a livello europeo e nazionale</strong>, che puntano a una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ nei prossimi anni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-section-id="ps00se" data-start="1357" data-end="1390">La ripartizione delle risorse</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1392" data-end="1613">Il <strong data-start="1395" data-end="1427">budget complessivo del bando</strong>, pari a <strong data-start="1436" data-end="1459">789 milioni di euro</strong>, è stato suddiviso tra diverse categorie di imprese del settore agroalimentare, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata delle risorse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1615" data-end="1653">La ripartizione delle risorse prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1655" data-end="2292">
<li data-section-id="vwqgk3" data-start="1655" data-end="1868">
<p data-start="1657" data-end="1868"><strong data-start="1657" data-end="1723">almeno il 40% dei fondi riservato alle regioni del Mezzogiorno</strong>, tra cui <strong data-start="1733" data-end="1812">Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia</strong>, per sostenere lo sviluppo energetico del Sud Italia;</p>
</li>
<li data-section-id="1qvq83z" data-start="1869" data-end="1955">
<p data-start="1871" data-end="1955"><strong data-start="1871" data-end="1952">470 milioni di euro destinati alle imprese della produzione agricola primaria</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="5g9ke4" data-start="1956" data-end="2057">
<p data-start="1958" data-end="2057"><strong data-start="1958" data-end="2054">150 milioni di euro riservati alle imprese attive nella trasformazione dei prodotti agricoli</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1btg3a5" data-start="2058" data-end="2166">
<p data-start="2060" data-end="2166"><strong data-start="2060" data-end="2163">10 milioni di euro dedicati alle imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1spe2zh" data-start="2167" data-end="2292">
<p data-start="2169" data-end="2292"><strong data-start="2169" data-end="2247">140 milioni di euro nuovamente assegnati alla produzione agricola primaria</strong>, ma senza specifici vincoli di destinazione.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2294" data-end="2477">Questa distribuzione dimostra la volontà del legislatore di <strong data-start="2354" data-end="2412">rafforzare in particolare il settore agricolo primario</strong>, che rappresenta il cuore della filiera agroalimentare italiana.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-section-id="9rrshc" data-start="2479" data-end="2544">Contributi a fondo perduto e cumulabilità con altri incentivi</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="2546" data-end="2759">Le agevolazioni previste dal bando saranno riconosciute sotto forma di <strong data-start="2617" data-end="2649">contributo in conto capitale</strong>, cioè <strong data-start="2656" data-end="2758">finanziamenti a fondo perduto destinati a coprire parte dell’investimento effettuato dalle imprese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2761" data-end="2954">Un elemento particolarmente interessante riguarda la <strong data-start="2814" data-end="2904">possibilità di cumulare l’incentivo Agrisole con altri aiuti di Stato o fondi pubblici</strong>, purché siano rispettati due limiti fondamentali:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2956" data-end="3127">
<li data-section-id="nk4mrf" data-start="2956" data-end="3051">
<p data-start="2958" data-end="3051">non deve essere <strong data-start="2974" data-end="3048">superata l’intensità massima di aiuto prevista dalla normativa europea</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="r71xfm" data-start="3052" data-end="3127">
<p data-start="3054" data-end="3127">non può essere <strong data-start="3069" data-end="3126">superato il costo totale dell’investimento realizzato</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="3129" data-end="3287">Questo aspetto consente alle imprese agricole di <strong data-start="3178" data-end="3235">strutturare strategie di investimento più vantaggiose</strong>, combinando diversi strumenti di sostegno pubblico.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-section-id="tkhvvp" data-start="3289" data-end="3328">Tempi di realizzazione dei progetti</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="3330" data-end="3591">Un ulteriore elemento da tenere in considerazione riguarda i <strong data-start="3391" data-end="3431">tempi di attuazione degli interventi</strong>. Il decreto stabilisce infatti che <strong data-start="3467" data-end="3590">tutti i progetti finanziati dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del contributo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3593" data-end="3852">Le agevolazioni saranno concesse fino ad esaurimento delle risorse disponibili e secondo le modalità operative che verranno definite nei singoli Avvisi pubblici emanati dalla Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del MASAF.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1g2x2w6" data-start="0" data-end="78"><strong>Bando Agrisole 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="80" data-end="550">Uno degli aspetti più rilevanti del <strong data-start="116" data-end="139">Bando Agrisole 2026</strong> riguarda la tipologia di <strong data-start="165" data-end="215">investimenti e spese ammissibili al contributo</strong>, pensati per sostenere concretamente la transizione energetica delle imprese agricole e agroindustriali. L’obiettivo della misura è permettere alle aziende di <strong data-start="375" data-end="453">produrre energia da fonti rinnovabili direttamente nelle proprie strutture</strong>, riducendo i costi operativi e aumentando la sostenibilità ambientale delle attività produttive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="552" data-end="1002">Il principale intervento finanziabile riguarda <strong data-start="599" data-end="710">l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli e agroindustriali esistenti</strong>. Questo significa che i pannelli devono essere collocati su strutture già presenti, come stalle, magazzini, capannoni agricoli o strutture dedicate alla trasformazione dei prodotti agricoli. La misura, quindi, incentiva l’utilizzo di superfici già costruite senza ulteriore consumo di suolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1004" data-end="1201">Oltre all’installazione dei pannelli fotovoltaici, il bando consente di finanziare anche <strong data-start="1093" data-end="1183">interventi complementari che migliorano l’efficienza energetica degli edifici agricoli</strong>, come ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1203" data-end="1670">
<li data-section-id="owi35d" data-start="1203" data-end="1316">
<p data-start="1205" data-end="1316">lavori di <strong data-start="1215" data-end="1282">rimozione e smaltimento dell’amianto o delle coperture obsolete</strong> dai tetti degli edifici agricoli;</p>
</li>
<li data-section-id="1dc3f8q" data-start="1317" data-end="1413">
<p data-start="1319" data-end="1413"><strong data-start="1319" data-end="1357">isolamento termico delle coperture</strong> per migliorare l’efficienza energetica delle strutture;</p>
</li>
<li data-section-id="h05qrm" data-start="1414" data-end="1538">
<p data-start="1416" data-end="1538">installazione di <strong data-start="1433" data-end="1472">sistemi di aerazione e ventilazione</strong> per migliorare le condizioni ambientali negli edifici produttivi;</p>
</li>
<li data-section-id="otmzce" data-start="1539" data-end="1670">
<p data-start="1541" data-end="1670">realizzazione di <strong data-start="1558" data-end="1592">sistemi di accumulo energetico</strong> per ottimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1672" data-end="1914">Grazie a questi interventi, le imprese agricole possono ottenere <strong data-start="1737" data-end="1771">un duplice vantaggio economico</strong>: da un lato la riduzione dei consumi energetici e delle bollette, dall’altro l’aumento del valore e dell’efficienza delle strutture aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1916" data-end="2399">Dal punto di vista finanziario, le agevolazioni previste dal bando consistono in <strong data-start="1997" data-end="2045">contributi a fondo perduto in conto capitale</strong>, concessi entro i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. L’intensità del contributo può variare in base alla tipologia di impresa e al progetto presentato, ma l’obiettivo principale resta quello di <strong data-start="2267" data-end="2398">sostenere una parte significativa dell’investimento necessario per la realizzazione degli impianti e degli interventi collegati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2401" data-end="2582">Per molte aziende agricole si tratta quindi di una opportunità strategica per ridurre i costi energetici nel lungo periodo e migliorare la sostenibilità economica dell’attività.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33330 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/imprenditore-azienda-blocco-di-legno-orologio-dell-uomo-d-affari-sui-cubi-di-legno-con-i-vantaggi-del-testo-mercato-finanziario-finanziamento.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1km8396" data-start="0" data-end="77"><strong>Come presentare la domanda </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="79" data-end="503">Per le imprese agricole interessate a investire nella produzione di energia rinnovabile, uno dei passaggi più importanti riguarda <strong data-start="209" data-end="308">la procedura di presentazione della domanda per accedere agli incentivi del Bando Agrisole 2026</strong>. Come comunicato dal <strong data-start="330" data-end="393">Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)</strong> con l’avviso del <strong data-start="411" data-end="431">24 febbraio 2026</strong>, le <strong data-start="436" data-end="502">domande potranno essere presentate a partire dal 10 marzo 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="505" data-end="956">La gestione operativa della misura è affidata al <strong data-start="554" data-end="594">GSE – Gestore dei Servizi Energetici</strong>, che avrà il compito di ricevere le richieste di finanziamento, verificare la documentazione presentata dalle imprese e procedere con la valutazione dei progetti. Le domande dovranno essere inoltrate <strong data-start="795" data-end="853">attraverso la piattaforma informatica dedicata del GSE</strong>, seguendo le modalità tecniche che saranno indicate nei singoli Avvisi pubblici emanati dal <strong data-start="946" data-end="955">MASAF</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1222">Per partecipare al bando, le imprese dovranno presentare una <strong data-start="1019" data-end="1066">serie di documenti tecnici e amministrativi</strong> necessari a dimostrare la fattibilità del progetto e il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. In generale, tra gli elementi richiesti rientrano:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1224" data-end="1590">
<li data-section-id="tlnakd" data-start="1224" data-end="1277">
<p data-start="1226" data-end="1277">i <strong data-start="1228" data-end="1276">dati identificativi dell’impresa richiedente</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1o5xtci" data-start="1278" data-end="1340">
<p data-start="1280" data-end="1340">la descrizione dettagliata del <strong data-start="1311" data-end="1339">progetto di investimento</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="t5c5gj" data-start="1341" data-end="1456">
<p data-start="1343" data-end="1456">la documentazione tecnica relativa all’<strong data-start="1382" data-end="1455">impianto fotovoltaico e agli interventi di efficientamento energetico</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="18o05hx" data-start="1457" data-end="1512">
<p data-start="1459" data-end="1512">il <strong data-start="1462" data-end="1511">piano economico-finanziario dell’investimento</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1fgqpwp" data-start="1513" data-end="1590">
<p data-start="1515" data-end="1590">le dichiarazioni relative al <strong data-start="1544" data-end="1589">rispetto delle norme sugli aiuti di Stato</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1592" data-end="1925">Una volta presentata la domanda, il <strong data-start="1628" data-end="1708">GSE procederà alla verifica dei requisiti e alla valutazione delle richieste</strong>, che saranno finanziate <strong data-start="1733" data-end="1782">fino ad esaurimento delle risorse disponibili</strong>. Questo significa che la <strong data-start="1808" data-end="1896">tempestività nella presentazione della domanda può rappresentare un fattore decisivo</strong> per ottenere l’agevolazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1927" data-end="2166">Dopo l’approvazione del progetto e la concessione del contributo, l’impresa beneficiaria dovrà realizzare gli interventi entro i <strong data-start="2056" data-end="2088">18 mesi previsti dal decreto</strong>, rispettando le caratteristiche tecniche e le condizioni stabilite dal bando.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2168" data-end="2402">Per molte aziende agricole, una corretta preparazione della domanda, magari con il supporto di tecnici e consulenti fiscali, può fare la differenza tra ottenere il contributo o perdere una importante opportunità di investimento.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1p7tqfl" data-start="0" data-end="68"><strong>Procedura a sportello</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="70" data-end="491">Un passaggio fondamentale per accedere agli incentivi previsti dal <strong data-start="137" data-end="160">Bando Agrisole 2026</strong> riguarda le <strong data-start="173" data-end="226">modalità operative di presentazione delle domande</strong>, definite nell’<strong data-start="242" data-end="292">avviso pubblicato dal MASE il 24 febbraio 2026</strong>. Il documento chiarisce in modo dettagliato le procedure che le imprese dovranno seguire per partecipare alla misura dedicata all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nel settore agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="493" data-end="1011">Il provvedimento stabilisce che i finanziamenti saranno concessi <strong data-start="558" data-end="631">sulla base di progetti presentati tramite apposita domanda o proposta</strong>, nel rispetto di quanto previsto dal <strong data-start="669" data-end="689">Decreto Facility</strong> e dal relativo <strong data-start="705" data-end="730">Regolamento attuativo</strong>. L’assegnazione delle risorse avverrà attraverso una <strong data-start="784" data-end="809">procedura a sportello</strong>, una modalità molto utilizzata nei bandi pubblici che prevede l’assegnazione dei fondi <strong data-start="897" data-end="962">in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande</strong>, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1013" data-end="1297">Per partecipare al bando, le imprese dovranno compilare la domanda <strong data-start="1080" data-end="1141">seguendo le istruzioni tecniche contenute nel Regolamento</strong> e trasmetterla esclusivamente attraverso la <strong data-start="1186" data-end="1233">piattaforma informatica predisposta dal GSE</strong>, il soggetto incaricato dell’attuazione operativa della misura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1299" data-end="1413">Il calendario di apertura dello sportello è stato definito in modo preciso. Le domande potranno essere presentate:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1415" data-end="1506">
<li data-section-id="ux5lw2" data-start="1415" data-end="1459">
<p data-start="1417" data-end="1459"><strong data-start="1417" data-end="1457">dalle ore 12:00:00 del 10 marzo 2026</strong></p>
</li>
<li data-section-id="ssbrgo" data-start="1460" data-end="1506">
<p data-start="1462" data-end="1506"><strong data-start="1462" data-end="1506">fino alle ore 12:00:00 del 9 aprile 2026</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1508" data-end="1794">La piattaforma informatica consentirà <strong data-start="1546" data-end="1629">il caricamento delle proposte esclusivamente durante questo periodo di apertura</strong>, motivo per cui le imprese interessate dovranno preparare la documentazione necessaria con anticipo per evitare ritardi o errori nella trasmissione della richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1796" data-end="2197">Un altro elemento importante stabilito dall’avviso riguarda il <strong data-start="1859" data-end="1931">momento di presentazione della domanda rispetto all’avvio dei lavori</strong>. Il decreto prevede infatti che <strong data-start="1964" data-end="2061">la domanda non possa essere presentata dopo l’inizio dei lavori di realizzazione del progetto</strong>. In altre parole, l’impresa deve richiedere l’agevolazione <strong data-start="2121" data-end="2156">prima di avviare gli interventi</strong>, pena l’inammissibilità della richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2199" data-end="2500">Dal punto di vista operativo, ogni <strong data-start="2234" data-end="2259">Soggetto Beneficiario</strong> potrà presentare <strong data-start="2277" data-end="2346">una sola domanda oppure più domande nel caso di progetti distinti</strong>, purché tutte siano riferite <strong data-start="2376" data-end="2415">a un’unica Tabella di finanziamento</strong>, nel rispetto del limite di spesa previsto dall’<strong data-start="2464" data-end="2499">articolo 3, comma 1 del decreto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2502" data-end="2767">Infine, è importante sottolineare che ogni domanda sarà valutata secondo l’ordine di presentazione, ma anche in base ai criteri stabiliti dall’articolo 2 dell’Avviso, che definiscono i requisiti tecnici e amministrativi necessari per ottenere il contributo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2769" data-end="3013">Per questo motivo, le imprese agricole interessate dovrebbero preparare con attenzione la documentazione tecnica ed economica del progetto, così da aumentare le possibilità di accesso agli incentivi previsti dal programma Agrisole 2026.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-section-id="1koerxb" data-start="0" data-end="80"><strong>Vantaggi economici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="82" data-end="478">Il <strong data-start="85" data-end="108">Bando Agrisole 2026</strong> rappresenta una misura particolarmente strategica per il settore agricolo italiano, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo <strong data-start="258" data-end="285">economico e finanziario</strong>. Negli ultimi anni, infatti, molte aziende agricole hanno dovuto affrontare <strong data-start="362" data-end="403">un forte aumento dei costi energetici</strong>, con un impatto significativo sulla redditività delle attività produttive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="967">L’energia è diventata una voce di spesa sempre più rilevante per numerose imprese del comparto agricolo, soprattutto per quelle che utilizzano <strong data-start="623" data-end="752">impianti di refrigerazione, sistemi di irrigazione, serre riscaldate o macchinari per la trasformazione dei prodotti agricoli</strong>. In questo contesto, la possibilità di <strong data-start="792" data-end="883">autoprodurre energia tramite impianti fotovoltaici installati sulle strutture aziendali</strong> rappresenta una soluzione concreta per ridurre i costi operativi nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="969" data-end="1266">Grazie agli incentivi previsti dal programma Agrisole, le imprese possono infatti <strong data-start="1051" data-end="1148">coprire una parte significativa dell’investimento iniziale tramite contributi a fondo perduto</strong>, rendendo molto più accessibile la realizzazione di impianti fotovoltaici e interventi di efficientamento energetico.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1268" data-end="1649">Uno dei principali vantaggi economici riguarda la <strong data-start="1318" data-end="1358">riduzione delle bollette energetiche</strong>, che può tradursi in un risparmio significativo nel corso degli anni. L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico può essere utilizzata direttamente dall’azienda per alimentare le proprie attività, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1651" data-end="2044">A questo si aggiunge un ulteriore beneficio: gli investimenti in energie rinnovabili contribuiscono a <strong data-start="1753" data-end="1818">migliorare la sostenibilità ambientale delle imprese agricole</strong>, un fattore sempre più importante anche dal punto di vista commerciale. I consumatori e i mercati internazionali sono infatti sempre più attenti ai prodotti provenienti da <strong data-start="1991" data-end="2043">filiere sostenibili e a basso impatto ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2046" data-end="2285">Inoltre, l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli permette di <strong data-start="2147" data-end="2214">valorizzare strutture già esistenti senza consumare nuovo suolo</strong>, favorendo una gestione più efficiente delle infrastrutture aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2287" data-end="2605">Per molte imprese agricole, quindi, il <strong data-start="2326" data-end="2349">Bando Agrisole 2026</strong> non rappresenta soltanto un incentivo pubblico, ma una vera e propria <strong data-start="2420" data-end="2462">opportunità di investimento strategico</strong>, capace di migliorare la competitività dell’azienda, ridurre i costi energetici e contribuire alla transizione ecologica del settore agricolo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="2287" data-end="2605"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="84" data-end="586">Il <strong data-start="87" data-end="110">Bando Agrisole 2026</strong> rappresenta una delle misure più importanti introdotte negli ultimi anni per sostenere la <strong data-start="201" data-end="257">transizione energetica del settore agricolo italiano</strong>. Grazie a una dotazione finanziaria complessiva di <strong data-start="309" data-end="332">789 milioni di euro</strong>, il programma offre alle imprese agricole e agroindustriali la possibilità concreta di <strong data-start="420" data-end="482">investire nella produzione autonoma di energia rinnovabile</strong>, riducendo al tempo stesso i costi energetici e migliorando la sostenibilità delle attività produttive.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="588" data-end="1172">L’apertura delle <strong data-start="605" data-end="634">domande dal 10 marzo 2026</strong>, prevista dall’avviso pubblicato dal <strong data-start="672" data-end="695">MASE il 24 febbraio</strong>, segna l’avvio operativo della misura e apre una finestra temporale importante per tutte le aziende interessate a realizzare impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli. La procedura a sportello, gestita dal <strong data-start="921" data-end="928">GSE</strong>, richiederà tuttavia una preparazione accurata dei progetti e della documentazione necessaria, dal momento che i contributi saranno concessi <strong data-start="1070" data-end="1171">in base all’ordine di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle risorse disponibili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1174" data-end="1634">Dal punto di vista economico, l’incentivo consente alle imprese di <strong data-start="1241" data-end="1360">ottenere contributi a fondo perduto per realizzare impianti fotovoltaici e interventi di efficientamento energetico</strong>, generando benefici concreti nel lungo periodo. Ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e autoprodurre energia permette infatti di <strong data-start="1495" data-end="1538">abbassare i costi di gestione aziendale</strong>, aumentare la competitività e migliorare la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1636" data-end="2014">Inoltre, l’attenzione crescente del mercato verso la <strong data-start="1689" data-end="1735">sostenibilità delle filiere agroalimentari</strong> rende questi investimenti sempre più strategici anche dal punto di vista commerciale. Le aziende che scelgono di investire in energie rinnovabili possono infatti rafforzare la propria immagine e rispondere meglio alle nuove esigenze dei consumatori e dei mercati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2016" data-end="2389">Per tutte queste ragioni, il <strong data-start="2045" data-end="2068">Bando Agrisole 2026</strong> rappresenta una opportunità da valutare con attenzione. Pianificare correttamente il progetto, predisporre la documentazione tecnica e rispettare le tempistiche previste dal bando può fare la differenza per accedere ai finanziamenti e avviare un percorso concreto di innovazione energetica nel settore agricolo.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bando-Agrisole-2026-domande-dal-10-marzo-contributi-a-fondo-perduto-per-fotovoltaico-nelle-aziende-agricole/">Bando Agrisole 2026: domande dal 10 marzo, contributi a fondo perduto per fotovoltaico nelle aziende agricole</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bando-Agrisole-2026-domande-dal-10-marzo-contributi-a-fondo-perduto-per-fotovoltaico-nelle-aziende-agricole/">Bando Agrisole 2026: domande dal 10 marzo, contributi a fondo perduto per fotovoltaico nelle aziende agricole</a> was first posted on Marzo 12, 2026 at 11:34 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bonus mamme: requisiti, scadenze, modalità di domanda e istruzioni INPS per ottenere i 480 euro</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-mamme-requisiti-scadenze-modalita-di-domanda-e-istruzioni-INPS-per-ottenere-i-480-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 05:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus mamme lavoratrici]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[INPS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’entrata in vigore del Decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118, nasce ufficialmente il Nuovo Bonus Mamme 2025: un contributo integrativo di 40 euro mensili, previsto per ciascun mese (o frazione di mese) di attività lavorativa svolta dalle madri lavoratrici con almeno due figli. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="1103">Con l’entrata in vigore del <strong data-start="379" data-end="418">Decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95</strong>, convertito con modificazioni dalla <strong data-start="455" data-end="486">Legge 8 agosto 2025, n. 118</strong>, nasce ufficialmente il <strong data-start="511" data-end="537">Nuovo Bonus Mamme 2025</strong>: un contributo integrativo di <strong data-start="568" data-end="587">40 euro mensili</strong>, previsto per ciascun mese (o frazione di mese) di attività lavorativa svolta dalle <strong data-start="672" data-end="693">madri lavoratrici</strong> con <strong data-start="698" data-end="718">almeno due figli</strong>. A rendere operativo il beneficio è la <strong data-start="758" data-end="803">Circolare INPS n. 139 del 28 ottobre 2025</strong>, che definisce regole, requisiti, modalità di accesso e tempistiche per ottenere il bonus. Un sostegno concreto al reddito pensato per valorizzare il lavoro femminile e sostenere la genitorialità in Italia, in un momento in cui le politiche di conciliazione lavoro-famiglia sono sempre più centrali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1105" data-end="1691">Per rendere più agevole l’accesso al beneficio, l’INPS ha anche pubblicato una serie di strumenti informativi aggiornati: dalle <strong data-start="1233" data-end="1261">FAQ del 27 novembre 2025</strong> al <strong data-start="1265" data-end="1283">Manuale Utente</strong> disponibile online dal <strong data-start="1307" data-end="1326">4 dicembre 2025</strong>, consultabile sul portale istituzionale <a class="decorated-link" href="http://www.inps.it/" target="_new" rel="noopener" data-start="1367" data-end="1378">www.inps.it</a> all’interno della sezione “<strong data-start="1406" data-end="1427">Nuovo Bonus Mamme</strong>”. Inoltre, il termine per la presentazione delle <strong data-start="1477" data-end="1500">domande integrative</strong> è stato fissato al <strong data-start="1520" data-end="1539">31 gennaio 2026</strong>, consentendo anche a chi ha maturato i requisiti <strong data-start="1589" data-end="1618">entro il 31 dicembre 2025</strong> di richiedere il contributo in tempo utile per non perdere il beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1693" data-end="1972">In questo articolo vedremo nel dettaglio chi ha diritto al Bonus Mamme 2025, come e quando fare domanda, quali sono i requisiti specifici, e analizzeremo le novità introdotte dall’ultima circolare INPS, incluse le FAQ aggiornate e il nuovo manuale pratico.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="250" data-end="333"><strong>Requisiti e categorie ammesse </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="335" data-end="840">Il <strong data-start="338" data-end="370">Bonus Mamme lavoratrici 2025</strong> è una misura straordinaria e temporanea che, per molti casi, <strong data-start="432" data-end="508">sostituisce l’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2025</strong>. Finanziato con un fondo complessivo di <strong data-start="549" data-end="572">480 milioni di euro</strong>, il contributo di <strong data-start="591" data-end="610">40 euro mensili</strong> è erogato direttamente dall’<strong data-start="639" data-end="658">INPS su domanda</strong> e viene riconosciuto <strong data-start="680" data-end="705">in un’unica soluzione</strong>nel mese di <strong data-start="718" data-end="735">dicembre 2025</strong>, oppure <strong data-start="744" data-end="767">entro febbraio 2026</strong> per chi presenta domanda dopo il 9 dicembre ma entro il 31 gennaio 2026.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="842" data-end="1004">Una nota importante riguarda l’<strong data-start="873" data-end="914">esclusione del bonus dal calcolo ISEE</strong>, rendendolo un contributo netto che non incide sulle soglie di accesso ad altri benefici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1006" data-end="1096">Secondo quanto previsto dall’<strong data-start="1035" data-end="1074">articolo 6, comma 2, del DL 95/2025</strong>, possono richiederlo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1325">
<li data-start="1098" data-end="1223">
<p data-start="1100" data-end="1223"><strong data-start="1100" data-end="1126">Lavoratrici dipendenti</strong>, anche con contratto a <strong data-start="1150" data-end="1162">chiamata</strong> o in <strong data-start="1168" data-end="1188">somministrazione</strong>, ma <strong data-start="1193" data-end="1222">escluse le colf e badanti</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1224" data-end="1325">
<p data-start="1226" data-end="1325"><strong data-start="1226" data-end="1250">Lavoratrici autonome</strong> iscritte a gestioni INPS, <strong data-start="1277" data-end="1300">casse professionali</strong> o <strong data-start="1303" data-end="1324">Gestione separata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1327" data-end="1362">Requisiti economici e familiari</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1363" data-end="1554">
<li data-start="1363" data-end="1441">
<p data-start="1365" data-end="1441">Il <strong data-start="1368" data-end="1389">reddito da lavoro</strong> del 2025 non deve superare i <strong data-start="1419" data-end="1440">40.000 euro annui</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1554">
<p data-start="1444" data-end="1554">È necessario che il <strong data-start="1464" data-end="1486">rapporto di lavoro</strong> o l’<strong data-start="1491" data-end="1512">attività autonoma</strong> sia in corso nel <strong data-start="1530" data-end="1553">mese di riferimento</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1556" data-end="1613">Durata del bonus in base alla composizione familiare:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34278 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310.png" alt="" width="1876" height="344" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310.png 1876w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-300x55.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-1024x188.png 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-768x141.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-1536x282.png 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-150x28.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-600x110.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-696x128.png 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120310-1068x196.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2078" data-end="2272"><strong data-start="2078" data-end="2093">Attenzione:</strong> Le <strong data-start="2097" data-end="2154">lavoratrici con tre o più figli a tempo indeterminato</strong> non ricevono il bonus, ma beneficiano dell’<strong data-start="2198" data-end="2233">esonero contributivo totale IVS</strong> previsto dalla Legge di Bilancio 2024.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="2274" data-end="2293">Esempi pratici:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="2294" data-end="2607">
<li data-start="2294" data-end="2406">
<p data-start="2296" data-end="2406"><strong data-start="2296" data-end="2316">Madre di 2 figli</strong>: se il secondo figlio compie 10 anni a settembre, il bonus spetta da gennaio a settembre.</p>
</li>
<li data-start="2407" data-end="2517">
<p data-start="2409" data-end="2517"><strong data-start="2409" data-end="2475">Madre di 3 figli con contratto a tempo indeterminato da luglio</strong>: ha diritto al bonus da gennaio a giugno.</p>
</li>
<li data-start="2518" data-end="2607">
<p data-start="2520" data-end="2607"><strong data-start="2520" data-end="2568">Madre con secondo figlio nato ad aprile 2025</strong>: riceve il bonus da aprile a dicembre.</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="269" data-end="361"><strong>Come fare domanda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="363" data-end="821">La richiesta del <strong data-start="380" data-end="400">Bonus Mamme 2025</strong> deve essere effettuata <strong data-start="424" data-end="460">esclusivamente in via telematica</strong>: lo precisa chiaramente l’INPS nella <strong data-start="498" data-end="538">Circolare n. 139 del 28 ottobre 2025</strong>. Le <strong data-start="543" data-end="564">lavoratrici madri</strong> aventi diritto devono presentare una <strong data-start="602" data-end="649">dichiarazione sostitutiva di certificazione</strong>, ai sensi del <strong data-start="664" data-end="683">D.P.R. 445/2000</strong>, attestando sotto la propria responsabilità il possesso dei requisiti richiesti (numero figli, condizione lavorativa, soglia reddituale).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="823" data-end="881">Canali disponibili per la presentazione della domanda:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="882" data-end="1181">
<li data-start="882" data-end="1053">
<p data-start="884" data-end="1053"><strong data-start="884" data-end="900">Portale INPS</strong> (<a class="decorated-link" href="https://www.inps.it/" target="_new" rel="noopener" data-start="902" data-end="936">www.inps.it</a>) accedendo con credenziali <strong data-start="964" data-end="972">SPID</strong>, <strong data-start="974" data-end="981">CIE</strong> (Carta d’Identità Elettronica) o <strong data-start="1015" data-end="1022">CNS</strong> (Carta Nazionale dei Servizi);</p>
</li>
<li data-start="1054" data-end="1152">
<p data-start="1056" data-end="1152"><strong data-start="1056" data-end="1079">Contact Center INPS</strong>: numero <strong data-start="1088" data-end="1099">803.164</strong> da rete fissa, oppure <strong data-start="1122" data-end="1136">06 164.164</strong> da rete mobile;</p>
</li>
<li data-start="1153" data-end="1181">
<p data-start="1155" data-end="1181"><strong data-start="1155" data-end="1168">Patronati</strong> autorizzati.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1183" data-end="1555">La <strong data-start="1186" data-end="1208">scadenza ordinaria</strong> per l’invio delle domande è fissata a <strong data-start="1247" data-end="1296">40 giorni dalla pubblicazione della circolare</strong>, quindi <strong data-start="1305" data-end="1333">entro il 9 dicembre 2025</strong> (l’8 dicembre è festivo). Tuttavia, per chi <strong data-start="1378" data-end="1431">matura i requisiti tra il 9 e il 31 dicembre 2025, </strong>ad esempio per la <strong data-start="1452" data-end="1482">nascita del secondo figlio, </strong>sarà ancora possibile presentare domanda <strong data-start="1526" data-end="1554">entro il 31 gennaio 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1557" data-end="1765">Tutte le <strong data-start="1566" data-end="1618">informazioni fornite saranno soggette a verifica</strong>. In caso di <strong data-start="1631" data-end="1654">dichiarazioni false</strong>, l’INPS applicherà le <strong data-start="1677" data-end="1722">sanzioni previste dalla normativa vigente</strong>, incluso il <strong data-start="1735" data-end="1764">decadimento del beneficio</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1767" data-end="1812">Riepilogo parametri del Bonus Mamme 2025:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34279 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752.png" alt="" width="1922" height="642" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752.png 1922w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-300x100.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-1024x342.png 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-768x257.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-1536x513.png 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-1257x420.png 1257w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-150x50.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-600x200.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-696x232.png 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-1068x357.png 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-120752-1920x641.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1922px) 100vw, 1922px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si ricorda che <strong data-start="2169" data-end="2210">il bonus non fa reddito ai fini IRPEF</strong>, <strong data-start="2212" data-end="2239">non rileva ai fini ISEE</strong>, e viene contabilizzato nella <strong data-start="2270" data-end="2286">Gestione GAT</strong> (Gestione degli oneri per i trattamenti di famiglia).</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33694 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/salvadanaio-con-monete-sul-tavolo.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="265" data-end="335"><strong>Scadenze</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="337" data-end="685">Per evitare confusione sulle tempistiche di presentazione della domanda per il <strong data-start="416" data-end="436">Bonus Mamme 2025</strong>, l’<strong data-start="440" data-end="483">INPS ha pubblicato il Messaggio n. 3289</strong>, fornendo chiarimenti operativi a integrazione della <strong data-start="537" data-end="562">Circolare n. 139/2025</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="337" data-end="685">Il servizio per l’invio delle domande è attivo sul sito istituzionale <a class="decorated-link" href="http://www.inps.it/" target="_new" rel="noopener" data-start="634" data-end="645">www.inps.it</a> e accessibile seguendo questo percorso: Sostegni, Sussidi e Indennità &gt; Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità &gt; Per genitori &gt; Vedi tutti i servizi &gt; Nuovo Bonus mamme.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1135">L’accesso richiede l’autenticazione con credenziali digitali valide: <strong data-start="907" data-end="935">SPID di livello almeno 2</strong>, <strong data-start="937" data-end="948">CIE 3.0</strong>, <strong data-start="950" data-end="957">CNS</strong> oppure <strong data-start="965" data-end="974">eIDAS</strong>. Una volta effettuato il login, si entra nel portale “<strong data-start="1029" data-end="1084">Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche</strong>”, dove è possibile compilare e inviare la domanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1137" data-end="1226">Come già indicato nella circolare, le domande possono essere presentate anche attraverso:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1227" data-end="1352">
<li data-start="1227" data-end="1298">
<p data-start="1229" data-end="1298">il <strong data-start="1232" data-end="1267">Contact Center Multicanale INPS</strong> (numeri 803.164 e 06.164.164),</p>
</li>
<li data-start="1299" data-end="1352">
<p data-start="1301" data-end="1352">oppure tramite <strong data-start="1316" data-end="1341">Istituti di Patronato</strong> abilitati.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1354" data-end="1397">Precisazione importante sulle scadenze:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1398" data-end="1823">
<li data-start="1398" data-end="1639">
<p data-start="1400" data-end="1639"><strong data-start="1400" data-end="1419">9 dicembre 2025</strong>: termine per chi aveva già i requisiti (es. due o più figli) <strong data-start="1481" data-end="1514">alla data del 1° gennaio 2025</strong>. La scadenza effettiva slitta dal <strong data-start="1549" data-end="1574">7 dicembre (domenica)</strong> e <strong data-start="1577" data-end="1601">8 dicembre (festivo)</strong> al <strong data-start="1605" data-end="1638">primo giorno lavorativo utile</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1640" data-end="1823">
<p data-start="1642" data-end="1823"><strong data-start="1642" data-end="1661">31 gennaio 2026</strong>: termine per chi ha <strong data-start="1682" data-end="1722">maturato i requisiti successivamente</strong>, ma comunque <strong data-start="1736" data-end="1765">entro il 31 dicembre 2025</strong> (ad esempio: nascita del secondo figlio a novembre 2025).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1825" data-end="1881">Dopo l’invio della domanda, il sistema INPS consente di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1882" data-end="2024">
<li data-start="1882" data-end="1910">
<p data-start="1884" data-end="1910"><strong data-start="1884" data-end="1909">scaricare la ricevuta</strong>,</p>
</li>
<li data-start="1911" data-end="1966">
<p data-start="1913" data-end="1966"><strong data-start="1913" data-end="1950">verificare lo stato della domanda</strong> in tempo reale,</p>
</li>
<li data-start="1967" data-end="2024">
<p data-start="1969" data-end="2024"><strong data-start="1969" data-end="2008">aggiornare le modalità di pagamento</strong>, se necessario.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="2026" data-end="2162">Questa gestione semplificata consente alle lavoratrici di monitorare ogni fase della procedura, evitando errori o ritardi nei pagamenti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="351" data-end="435"><strong>Chiarimenti sui requisiti e casi particolari</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="437" data-end="914">Il 27 novembre 2025 l’<strong data-start="459" data-end="517">INPS ha pubblicato l’aggiornamento ufficiale delle FAQ</strong> relative al <strong data-start="530" data-end="550">Bonus Mamme 2025</strong>, integrandole all’interno del <strong data-start="581" data-end="621">manuale operativo disponibile online</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="437" data-end="914">Le domande frequenti forniscono chiarimenti puntuali su <strong data-start="679" data-end="712">chi può accedere al beneficio</strong>, con esempi pratici e casistiche ricorrenti, evitando dubbi interpretativi. Un’azione utile soprattutto per chi si trova in condizioni lavorative particolari o ha una situazione familiare non standard.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="916" data-end="963">Principali chiarimenti contenuti nelle FAQ:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1941">
<li data-start="964" data-end="1207">
<p data-start="966" data-end="1207">Il <strong data-start="969" data-end="1017">bonus spetta sia alle lavoratrici dipendenti</strong> (escluso lavoro domestico) <strong data-start="1045" data-end="1078">sia alle lavoratrici autonome</strong>, comprese le <strong data-start="1092" data-end="1132">iscritte alla Gestione Separata INPS</strong>, <strong data-start="1134" data-end="1206">a condizione che vi sia stata effettiva attività lavorativa nel 2025</strong>.</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1460">
<p data-start="1210" data-end="1280"><strong data-start="1210" data-end="1262">Sono esclusi i periodi senza attività lavorativa</strong>, come ad esempio:</p>
<ul data-start="1283" data-end="1460">
<li data-start="1283" data-end="1312">
<p data-start="1285" data-end="1312">aspettativa non retribuita,</p>
</li>
<li data-start="1315" data-end="1353">
<p data-start="1317" data-end="1353">lavoro occasionale senza continuità,</p>
</li>
<li data-start="1356" data-end="1410">
<p data-start="1358" data-end="1410">cariche sociali senza compenso o attività effettiva,</p>
</li>
<li data-start="1413" data-end="1460">
<p data-start="1415" data-end="1460">periodi di fruizione di <strong data-start="1439" data-end="1459">NASpI o DIS-COLL</strong>.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1461" data-end="1640">
<p data-start="1463" data-end="1640">Il <strong data-start="1466" data-end="1508">limite reddituale di 40.000 euro annui</strong> deve considerare <strong data-start="1526" data-end="1584">tutti i redditi da lavoro percepiti nel corso del 2025</strong>, indipendentemente dalla fonte (dipendente o autonomo).</p>
</li>
<li data-start="1641" data-end="1941">
<p data-start="1643" data-end="1941">Il conteggio dei figli <strong data-start="1666" data-end="1720">non dipende dalla convivenza né dal carico fiscale</strong>: vengono inclusi <strong data-start="1738" data-end="1755">tutti i figli</strong>, compresi quelli <strong data-start="1773" data-end="1785">adottivi</strong> o nati da precedenti relazioni, purché rientrino nei <strong data-start="1839" data-end="1856">limiti di età</strong> richiesti per l’accesso al beneficio (10 anni per due figli, 18 anni per tre o più).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1943" data-end="2281">Questo aggiornamento delle FAQ rappresenta una risorsa fondamentale per lavoratrici e patronati, poiché chiarisce i casi borderline ed evita errori nella compilazione della domanda. Una corretta interpretazione dei requisiti è infatti essenziale per non perdere il diritto al bonus o incorrere in sanzioni per dichiarazioni scorrette.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="332" data-end="409"><strong>Domande integrative</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="411" data-end="763">Una delle novità operative più rilevanti comunicate dall’INPS riguarda la possibilità di presentare, <strong data-start="512" data-end="540">entro il 31 gennaio 2026</strong>, una <strong data-start="546" data-end="569">domanda integrativa</strong> per il <strong data-start="577" data-end="597">Bonus Mamme 2025</strong>. Questa possibilità è rivolta alle lavoratrici che <strong data-start="649" data-end="688">hanno già inviato una prima istanza</strong>, ma <strong data-start="693" data-end="729">non hanno richiesto tutti i mesi</strong> di attività lavorativa spettanti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="765" data-end="965">Il servizio è stato aggiornato per consentire l’invio di una <strong data-start="826" data-end="845">seconda domanda</strong>, accessibile sempre tramite il portale istituzionale <a class="decorated-link" href="https://www.inps.it/" target="_new" rel="noopener" data-start="899" data-end="933">www.inps.it.</a></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1118" data-end="1319">Questa <strong data-start="1125" data-end="1148">domanda integrativa</strong> permette di recuperare eventuali mensilità non incluse nella prima richiesta, evitando la perdita parziale del beneficio fino al massimo dei <strong data-start="1290" data-end="1318">12 mesi coperti nel 2025</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1321" data-end="1360">Verifica esito della domanda online</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1361" data-end="1720">Sempre entro il <strong data-start="1377" data-end="1396">31 gennaio 2026</strong>, l’INPS completerà anche una nuova tornata di <strong data-start="1443" data-end="1467">controlli automatici</strong>, finalizzati alla verifica della sussistenza dei requisiti dichiarati. Le lavoratrici potranno consultare <strong data-start="1574" data-end="1607">l’esito della propria domanda</strong> – sia ordinaria che integrativa – direttamente nella stessa sezione online del servizio “<strong data-start="1697" data-end="1718">Nuovo Bonus mamme</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1722" data-end="1785">Grazie a questa procedura digitale trasparente, sarà possibile:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1786" data-end="1964">
<li data-start="1786" data-end="1865">
<p data-start="1788" data-end="1865">controllare lo <strong data-start="1803" data-end="1826">stato della domanda</strong> (accettata, in lavorazione, respinta);</p>
</li>
<li data-start="1866" data-end="1916">
<p data-start="1868" data-end="1916">ottenere <strong data-start="1877" data-end="1915">informazioni su eventuali anomalie</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1917" data-end="1964">
<p data-start="1919" data-end="1964">scaricare comunicazioni ufficiali e ricevute.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1966" data-end="2256">È quindi fondamentale, soprattutto per chi ha avuto cambiamenti lavorativi o familiari nel corso del 2025, accedere regolarmente al portale per verificare lo <strong data-start="2124" data-end="2158">stato aggiornato della pratica</strong> e presentare, se necessario, l’integrazione entro la <strong data-start="2212" data-end="2255">scadenza definitiva del 31 gennaio 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1966" data-end="2256"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33804 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-1024x572.jpg" alt="" width="696" height="389" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-1024x572.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-300x168.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-768x429.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-1536x858.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-752x420.jpg 752w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-150x84.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-600x335.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-696x389.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice-1068x596.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/parola-bonus-realizzata-con-blocchi-di-costruzione-sulla-calcolatrice.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="278" data-end="350"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="352" data-end="743">Il <strong data-start="355" data-end="375">Bonus Mamme</strong> rappresenta una misura concreta di <strong data-start="411" data-end="462">sostegno al reddito delle lavoratrici con figli</strong>, pensata per incentivare la partecipazione femminile al lavoro e sostenere le famiglie numerose. Con un <strong data-start="567" data-end="604">contributo fino a 480 euro l’anno</strong>, da erogare in un’unica soluzione e <strong data-start="641" data-end="686">non soggetto a IRPEF né incluso nell’ISEE</strong>, si tratta di un’opportunità da cogliere con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="745" data-end="790">Per non perdere il beneficio, è fondamentale:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="791" data-end="1183">
<li data-start="791" data-end="957">
<p data-start="793" data-end="957"><strong data-start="793" data-end="845">presentare la domanda entro le scadenze previste</strong> (31 gennaio 2026 per chi li ha maturati entro il 31 dicembre 2025);</p>
</li>
<li data-start="958" data-end="1059">
<p data-start="960" data-end="1059"><strong data-start="960" data-end="1003">verificare l’integrità dei dati inviati</strong> ed eventualmente <strong data-start="1021" data-end="1058">inoltrare una domanda integrativa</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1060" data-end="1183">
<p data-start="1062" data-end="1183">consultare regolarmente il portale INPS per il <strong data-start="1109" data-end="1136">monitoraggio dell’esito</strong> e l’aggiornamento delle modalità di pagamento.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1185" data-end="1479">La disponibilità del <strong data-start="1206" data-end="1224">manuale utente</strong>, delle <strong data-start="1232" data-end="1250">FAQ aggiornate</strong>, e del servizio digitale INPS semplifica la procedura, ma è sempre consigliato farsi assistere da un <strong data-start="1352" data-end="1365">patronato</strong> in caso di dubbi, per compilare correttamente la domanda ed evitare errori che potrebbero comprometterne l’esito.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1481" data-end="1681">Con un sistema previdenziale che riconosce sempre più il valore del lavoro delle madri, il Bonus Mamme segna un ulteriore passo verso una fiscalità più equa e attenta alle esigenze familiari.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-mamme-requisiti-scadenze-modalita-di-domanda-e-istruzioni-INPS-per-ottenere-i-480-euro/">Bonus mamme: requisiti, scadenze, modalità di domanda e istruzioni INPS per ottenere i 480 euro</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Bonus-mamme-requisiti-scadenze-modalita-di-domanda-e-istruzioni-INPS-per-ottenere-i-480-euro/">Bonus mamme: requisiti, scadenze, modalità di domanda e istruzioni INPS per ottenere i 480 euro</a> was first posted on Febbraio 20, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 04:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi. Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="335" data-end="649">Approvato dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Milleproroghe 2026 introduce una lunga serie di slittamenti legislativi che interessano cittadini, imprese e professionisti. In attesa della sua conversione in legge, scopriamo nel dettaglio le proroghe più importanti che entreranno in vigore nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Ogni anno, con la fine di dicembre, arriva puntualmente il cosiddetto “Decreto Milleproroghe”: un provvedimento omnibus con cui il Governo interviene per rinviare scadenze normative, autorizzare misure transitorie e garantire continuità amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="651" data-end="1389">Anche per il 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il <strong data-start="965" data-end="985">DL Milleproroghe</strong> con una serie di disposizioni urgenti che andranno ad impattare su settori strategici come <strong data-start="1077" data-end="1168">l’edilizia, il fisco, la pubblica amministrazione, il lavoro, l’ambiente e la giustizia</strong>. Si tratta, come sempre, di un decreto-legge che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni: il Parlamento avrà dunque il compito di approvare, modificare o eventualmente eliminare le proroghe inserite dal Governo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1391" data-end="1808">Ma cosa contiene, nello specifico, il Milleproroghe 2026? E quali sono le scadenze che slittano e gli effetti concreti per imprese e contribuenti? In questo articolo analizzeremo le principali novità introdotte dal testo, segnalando gli aspetti di maggiore interesse fiscale, amministrativo e finanziario, con un occhio alle opportunità e ai vantaggi che potranno derivarne per chi saprà sfruttarle correttamente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="306" data-end="395"><strong>L’obbligo di polizze catastrofali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">Tra le proroghe più significative contenute nel <strong data-start="445" data-end="475">Decreto Milleproroghe 2026</strong> figura quella relativa all’obbligo di sottoscrizione delle <strong data-start="535" data-end="588">polizze assicurative contro i rischi catastrofali</strong> per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="397" data-end="1003">L’obbligo, inizialmente previsto dal <strong data-start="642" data-end="659">DL n. 39/2025</strong> con scadenza al 31 dicembre 2025, viene ora <strong data-start="704" data-end="730">posticipato di un anno</strong>, fissando il nuovo termine al <strong data-start="761" data-end="781">31 dicembre 2026</strong>. Questo rinvio riguarda in particolare due categorie di soggetti: le <strong data-start="851" data-end="894">imprese dell’acquacoltura e della pesca</strong> e le <strong data-start="900" data-end="927">micro e piccole imprese</strong>, che operano in settori potenzialmente più vulnerabili a eventi calamitosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1005" data-end="1501">Il provvedimento tocca direttamente anche le <strong data-start="1050" data-end="1104">attività di somministrazione di alimenti e bevande</strong>, nonché le <strong data-start="1116" data-end="1147">imprese turistico-ricettive</strong>, duramente colpite da eventi naturali estremi negli ultimi anni. L’introduzione dell’obbligo assicurativo, che rientra nelle misure di prevenzione e gestione dei disastri ambientali, è stata dunque rinviata per consentire una più ampia adesione da parte delle imprese e per permettere una maggiore diffusione delle coperture assicurative sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1503" data-end="1945">Questa proroga può rappresentare <strong data-start="1536" data-end="1608">un’opportunità per pianificare in anticipo le coperture assicurative</strong>, negoziando condizioni più favorevoli, evitando sanzioni e proteggendo il proprio patrimonio aziendale da eventi sempre più frequenti come alluvioni, terremoti o incendi. Tuttavia, nonostante la proroga, resta <strong data-start="1819" data-end="1883">fondamentale valutare l’attivazione volontaria delle polizze</strong>, in un’ottica di gestione responsabile del rischio d’impresa.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="298" data-end="378"><strong>Fondo di Garanzia PMI</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="380" data-end="874">Un’altra misura chiave prevista nel <strong data-start="416" data-end="446">Decreto Milleproroghe 2026</strong> è la proroga del regime straordinario del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento che ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere l’accesso al credito per piccole e medie imprese durante e dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Governo ha deciso di estendere questa misura fino al 31 dicembre 2026, confermando sia l’operatività straordinaria del fondo sia le condizioni di favore per le imprese beneficiarie.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">Il Fondo continuerà a rilasciare garanzie fino a 5 milioni di euro per singola impresa, con coperture differenziate a seconda della tipologia di richiesta.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="876" data-end="1051">In particolare:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1052" data-end="1230">
<li data-start="1052" data-end="1142">
<p data-start="1054" data-end="1142">fino all’80% dell’importo garantito per investimenti, start-up e imprese innovative;</p>
</li>
<li data-start="1143" data-end="1230">
<p data-start="1145" data-end="1230">fino al 50% per le esigenze di liquidità, indipendentemente dal rating aziendale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1232" data-end="1718">Questa proroga mira a sostenere le PMI in una fase ancora complessa, in cui molte aziende devono far fronte a difficoltà finanziarie, necessità di consolidamento e nuove sfide legate all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. L’accesso facilitato al credito, garantito dallo Stato, permette di ridurre il rischio per le banche e di agevolare i finanziamenti a tassi più favorevoli, contribuendo così alla crescita e alla tenuta del sistema produttivo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959">È importante che le imprese interessate si attivino per verificare i requisiti di accesso e valutino fin da subito la possibilità di utilizzare questo strumento per finanziare investimenti o rafforzare la propria posizione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1720" data-end="1959"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33919 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg" alt="" width="696" height="416" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1024x612.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-300x179.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-768x459.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1536x918.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-702x420.jpg 702w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-150x90.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-600x359.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-696x416.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table-1068x639.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/close-up-books-table.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="261" data-end="357"><strong>Assemblee societarie da remoto </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="359" data-end="748">Il <strong data-start="362" data-end="392">Decreto Milleproroghe 2026</strong> conferma la proroga di una misura introdotta durante la pandemia ma diventata ormai prassi consolidata per moltissime realtà imprenditoriali: la possibilità di svolgere <strong data-start="562" data-end="604">assemblee societarie ed enti da remoto</strong>. Il termine per usufruire di questa modalità è stato esteso fino al <strong data-start="673" data-end="694">30 settembre 2026</strong>, senza necessità di modificare gli statuti societari.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="750" data-end="946">La norma proroga quanto previsto dall’<strong data-start="788" data-end="815">art. 106 del DL 18/2020</strong>, già oggetto di rinvii negli anni passati, e permette a società di capitali, cooperative, fondazioni ed enti del terzo settore di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="947" data-end="1192">
<li data-start="947" data-end="1017">
<p data-start="949" data-end="1017">convocare e svolgere le assemblee totalmente in videoconferenza;</p>
</li>
<li data-start="1018" data-end="1055">
<p data-start="1020" data-end="1055">utilizzare il voto elettronico;</p>
</li>
<li data-start="1056" data-end="1130">
<p data-start="1058" data-end="1130">ricorrere al rappresentante designato per la raccolta delle deleghe;</p>
</li>
<li data-start="1131" data-end="1192">
<p data-start="1133" data-end="1192">non modificare lo statuto per adottare queste modalità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1194" data-end="1469">Si tratta di un intervento che favorisce l’<strong data-start="1237" data-end="1261">efficienza operativa</strong> e riduce i costi organizzativi, ma anche di una soluzione inclusiva che consente la partecipazione attiva dei soci o associati residenti in diverse aree geografiche, senza la necessità di spostamenti fisici.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1471" data-end="1838">La proroga può rappresentare una leva strategica soprattutto per le <strong data-start="1539" data-end="1583">start-up, le PMI e le società innovative</strong>, che spesso operano con team distribuiti o soci internazionali. Tuttavia, è fondamentale assicurare la <strong data-start="1687" data-end="1722">piena tracciabilità e sicurezza </strong>dei sistemi digitali adottati, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy e trasparenza societaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="312" data-end="382"><strong>Milleproroghe 2026</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="384" data-end="834">Le proroghe contenute nel Milleproroghe 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le imprese e i professionisti di pianificare al meglio strategie fiscali, operative e amministrative, evitando rincorse dell’ultimo minuto e sfruttando margini temporali estesi. Tuttavia, è fondamentale non cadere nell’illusione che “ci sia ancora tempo”, perché le scadenze rinviate sono comunque vincolanti e, spesso, richiedono preparazione anticipata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1314">Per esempio, la proroga al 2026 dell’obbligo di polizze catastrofali consente alle micro e piccole imprese di negoziare con calma contratti assicurativi più vantaggiosi, magari integrando le polizze nei piani di rischio aziendali già esistenti. Allo stesso modo, il prolungamento del Fondo di Garanzia PMI offre una finestra preziosa per finanziare nuovi investimenti con garanzie pubbliche elevate, riducendo il peso delle garanzie reali a carico dell’imprenditore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1316" data-end="1704">Anche sul piano societario, la possibilità di convocare assemblee da remoto fino a settembre 2026 facilita la gestione amministrativa, specialmente per startup, gruppi con soci esteri o realtà con strutture complesse. I consulenti aziendali e fiscali dovrebbero guidare i clienti nell’organizzare correttamente queste opportunità, anticipando le operazioni e ottimizzando i tempi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952">In sintesi, il Milleproroghe non è solo un “rinvio di obblighi”, ma può diventare una leva per fare strategia: prepararsi ora può significare risparmiare, essere più competitivi e affrontare il 2027 con una struttura più solida e organizzata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1706" data-end="1952"><strong>Vantaggi e rischi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="270" data-end="725">Il <strong data-start="273" data-end="298">Decreto Milleproroghe</strong>, nato come strumento eccezionale per gestire urgenze e scadenze improrogabili, è ormai diventato un appuntamento fisso della legislazione italiana. Sebbene le proroghe rappresentino in molti casi una risposta a esigenze reali e concrete di imprese, famiglie e pubblica amministrazione, il ricorso sistematico a questo strumento pone <strong data-start="632" data-end="724">seri interrogativi sul piano della certezza del diritto e della programmazione economica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="727" data-end="1207">La continua <strong data-start="739" data-end="786">dilazione di termini e obblighi legislativi</strong>, come nel caso delle polizze catastrofali, dei testi unici fiscali o delle assemblee da remoto, genera infatti un clima di <strong data-start="910" data-end="934">incertezza normativa</strong> che penalizza chi vorrebbe investire, innovare o semplicemente rispettare le regole con chiarezza. A soffrirne di più sono proprio le <strong data-start="1069" data-end="1095">PMI e i professionisti</strong>, che non sempre hanno risorse e strumenti per adeguarsi rapidamente ai continui cambi di rotta del legislatore.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1209" data-end="1597">Inoltre, il rischio è quello di trasmettere un messaggio sbagliato: che <strong data-start="1281" data-end="1320">la legge può sempre essere rinviata</strong>, e che rispettare le scadenze sia un’opzione, non un dovere. Questo può indebolire la fiducia nelle istituzioni, alimentare comportamenti opportunistici e disincentivare l’adozione volontaria di buone pratiche (come le coperture assicurative o la digitalizzazione societaria).</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945">Serve quindi un riequilibrio: il Milleproroghe dovrebbe tornare ad essere un <strong data-start="1676" data-end="1729">eccezionale strumento di “manutenzione normativa”</strong>, e non la scorciatoia per evitare di affrontare riforme strutturali. In caso contrario, la flessibilità rischia di diventare <strong data-start="1855" data-end="1870">instabilità</strong>, con effetti negativi sull’intero sistema economico e giuridico del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1945"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33831 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1536x1025.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3-1068x713.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/business-man-working-office-desktop-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="294" data-end="393"><strong>Testi Unici fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="395" data-end="907">Tra le proroghe meno appariscenti ma più significative sul piano sistemico, c’è il rinvio al <strong data-start="488" data-end="507">1° gennaio 2027</strong> dell’entrata in vigore dei nuovi <strong data-start="541" data-end="564">Testi Unici fiscali</strong>, già approvati nel 2025 nell’ambito della riforma del sistema tributario. Il Milleproroghe 2026 stabilisce dunque uno slittamento di un intero anno rispetto alla tabella di marcia originaria, rinviando l’applicazione delle nuove disposizioni che avrebbero dovuto razionalizzare e semplificare il complesso panorama normativo fiscale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="1306">Si tratta di un rinvio che ha <strong data-start="939" data-end="1021">un impatto diretto su contribuenti, professionisti e amministrazioni pubbliche</strong>, che ora vedono allontanarsi l’avvio di un sistema tributario più organico e leggibile. I Testi Unici rappresentano infatti uno sforzo importante per accorpare norme spesso frammentate e stratificate, con l’obiettivo di offrire maggiore chiarezza su IRPEF, IVA, IRES e tributi locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1308" data-end="1671">La proroga può avere <strong data-start="1329" data-end="1357">due letture contrapposte</strong>: da un lato, potrebbe servire per migliorare ulteriormente i testi approvati, correggendo criticità tecniche e implementando misure attuative complesse; dall’altro lato, potrebbe indicare una <strong data-start="1550" data-end="1573">difficoltà politica</strong> nel rendere operative riforme strutturali, rimandando ancora una volta l’atteso riordino fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033">Per i commercialisti e gli operatori del settore, questo significa <strong data-start="1740" data-end="1776">un ulteriore anno di transizione</strong>, in cui dovranno gestire vecchie e nuove normative in parallelo, mantenendo alta l’attenzione sulle modifiche future. Ma per il sistema Paese, il rischio è che la <strong data-start="1940" data-end="1977">semplificazione resti sulla carta</strong>, rallentando il processo di modernizzazione tributaria.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="2033"><strong>Conclusione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="822">Il <strong data-start="329" data-end="359">Decreto Milleproroghe 2026</strong> offre a imprese, professionisti e cittadini un importante margine di tempo per affrontare in modo più strutturato alcune delle scadenze e degli obblighi normativi più complessi. Le proroghe sulle polizze catastrofali, sul Fondo di garanzia PMI, sulle assemblee da remoto, così come il rinvio dei Testi Unici fiscali, rappresentano opportunità concrete per chi sa pianificare in anticipo, evitare sanzioni e sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="824" data-end="1299">Tuttavia, è fondamentale <strong data-start="849" data-end="926">non interpretare il Milleproroghe come un semplice &#8220;via libera&#8221; al rinvio</strong>. Al contrario, il rinvio delle scadenze dovrebbe essere utilizzato in modo strategico: per mettersi in regola, valutare soluzioni più efficaci e costruire una gestione aziendale e fiscale più consapevole. In questo senso, il ruolo dei consulenti, dei commercialisti e dei professionisti del settore sarà decisivo per accompagnare imprese e contribuenti in questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1301" data-end="1625">Infine, va ricordato che il decreto è ancora in fase di approvazione parlamentare, e potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge. Sarà quindi fondamentale <strong data-start="1470" data-end="1510">seguire da vicino l’iter legislativo</strong> per non farsi trovare impreparati. La proroga è utile, ma il tempo guadagnato va gestito con competenza e visione.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Milleproroghe-2026-tutte-le-proroghe-fiscali-e-normative-per-imprese-PMI-e-professionisti/">Milleproroghe 2026: tutte le proroghe fiscali e normative per imprese, PMI e professionisti</a> was first posted on Febbraio 13, 2026 at 5:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 05:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: la Legge 18 novembre 2025, n. 171 ha ufficialmente esteso i benefici della Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno anche alle regioni Marche e Umbria. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="480" data-end="996">Il 2026 inizia con un&#8217;importante novità per lo sviluppo economico del Centro Italia: <strong data-start="568" data-end="605">la Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong> ha ufficialmente esteso i benefici della <strong data-start="647" data-end="702">Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno</strong> anche alle regioni <strong data-start="722" data-end="732">Marche</strong> e <strong data-start="735" data-end="745">Umbria</strong>. Un provvedimento atteso da tempo da imprese, amministratori locali e stakeholder economici, che ora apre nuove prospettive di crescita e attrazione degli investimenti per due territori spesso esclusi dalle principali politiche di sviluppo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="998" data-end="1567">Con questa legge, pubblicata nella <strong data-start="1033" data-end="1083">Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 2025</strong>, si compie un passo decisivo verso un’Italia più coesa sul piano economico, favorendo l’accesso a misure fiscali agevolate, semplificazioni burocratiche e incentivi per l’attrazione di capitali anche in aree finora rimaste ai margini. Marche e Umbria, pur essendo regioni del Centro, condividono infatti molte fragilità economiche con il Mezzogiorno, come l’alto tasso di disoccupazione giovanile, lo spopolamento delle aree interne e la scarsa presenza di grandi investitori esteri.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">Ma cosa prevede esattamente la Legge n. 171/2025? Quali saranno gli incentivi fiscali per le imprese? Quali zone saranno interessate? E soprattutto: quali opportunità concrete ci sono per imprenditori, professionisti e investitori?</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1569" data-end="1950">In questo articolo analizziamo tutte le novità, le implicazioni pratiche e i vantaggi strategici di questa importante estensione della ZES unica.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="300"><strong data-start="236" data-end="300">Cosa sono le ZES </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="302" data-end="814">Le <strong data-start="305" data-end="339">Zone Economiche Speciali (ZES)</strong> sono aree geografiche delimitate, situate all’interno del territorio nazionale, nelle quali le imprese possono beneficiare di <strong data-start="466" data-end="542">agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e vantaggi doganali</strong>, al fine di stimolare lo sviluppo economico e l’attrazione di investimenti. Introdotte in Italia con il <strong data-start="647" data-end="679">Decreto-legge n. 91 del 2017</strong>, le ZES si ispirano a modelli già ampiamente utilizzati in altri Paesi per rilanciare territori svantaggiati o in declino industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1339">Nel corso degli anni, il Governo ha riorganizzato il sistema delle ZES prevedendo, con il <strong data-start="906" data-end="937">Decreto Sud (D.L. 124/2023)</strong>, la creazione di una <strong data-start="959" data-end="997">ZES unica per tutto il Mezzogiorno</strong>, entrata in vigore il 1° gennaio 2024. Tale zona comprendeva inizialmente le otto regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e si caratterizza per un nuovo modello di governance, un <strong data-start="1238" data-end="1277">Commissario straordinario nazionale</strong> e un <strong data-start="1283" data-end="1338">sistema centralizzato di autorizzazioni e controlli</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1341" data-end="1392">I principali benefici offerti dalla ZES unica sono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1394" data-end="1748">
<li data-start="1394" data-end="1478">
<p data-start="1396" data-end="1478">Credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, anche immobiliari;</p>
</li>
<li data-start="1479" data-end="1554">
<p data-start="1481" data-end="1554">Semplificazioni procedurali per l’avvio di nuove attività economiche;</p>
</li>
<li data-start="1555" data-end="1609">
<p data-start="1557" data-end="1609">Priorità nei bandi e nei finanziamenti pubblici;</p>
</li>
<li data-start="1610" data-end="1690">
<p data-start="1612" data-end="1690">Riduzione dei tempi autorizzativi tramite lo Sportello Unico Digitale ZES;</p>
</li>
<li data-start="1691" data-end="1748">
<p data-start="1693" data-end="1748">Infrastrutture dedicate e incentivi alla logistica.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1750" data-end="2035">L’estensione alle Marche e all’Umbria sancita dalla <strong data-start="1802" data-end="1820">Legge 171/2025</strong> è dunque un allargamento strategico del perimetro di queste agevolazioni, pensato per rilanciare l’economia del Centro Italia, attraverso un’integrazione nella governance e nell’operatività della ZES già esistente.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="219" data-end="297"><strong data-start="222" data-end="297">La Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="299" data-end="805">La <strong data-start="302" data-end="336">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, intitolata <em data-start="349" data-end="499">&#8220;Modifiche al decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, in materia di ZES unica&#8221;</em>, rappresenta un tassello cruciale per l’ampliamento della ZES unica oltre i confini del Mezzogiorno. Composta da <strong data-start="613" data-end="656">un solo articolo suddiviso in tre commi</strong>, la legge ha un impianto snello ma con impatti normativi molto rilevanti, in particolare sul <strong data-start="750" data-end="788">decreto istitutivo della ZES unica</strong> (D.L. 124/2023).</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="807" data-end="834">Vediamo i punti principali:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="836" data-end="1669">
<li data-start="836" data-end="1162">
<p data-start="838" data-end="1162"><strong data-start="838" data-end="849">Comma 1</strong>: modifica l’articolo 9 del D.L. 124/2023, includendo formalmente le <strong data-start="918" data-end="945">regioni Marche e Umbria</strong> tra i territori beneficiari delle misure previste per la ZES unica. Questa modifica ha efficacia <strong data-start="1043" data-end="1066">dal 1° gennaio 2026</strong>, permettendo un allineamento organizzativo e l’adeguamento delle strutture regionali coinvolte.</p>
</li>
<li data-start="1164" data-end="1413">
<p data-start="1166" data-end="1413"><strong data-start="1166" data-end="1177">Comma 2</strong>: prevede l’adeguamento del <strong data-start="1205" data-end="1241">Piano Strategico della ZES unica</strong> da parte del <strong data-start="1255" data-end="1284">Commissario straordinario</strong>, che dovrà integrare gli ambiti territoriali e produttivi di Marche e Umbria entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.</p>
</li>
<li data-start="1415" data-end="1669">
<p data-start="1417" data-end="1669"><strong data-start="1417" data-end="1428">Comma 3</strong>: stabilisce che <strong data-start="1445" data-end="1486">le risorse e gli incentivi finanziari</strong> destinati alle due regioni saranno quantificate <strong data-start="1535" data-end="1583">nell’ambito delle prossime leggi di bilancio</strong>, garantendo una distribuzione equa e proporzionata rispetto agli altri territori ZES.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951">La norma ha quindi un impatto duplice: da un lato modifica la geografia della ZES unica, includendo formalmente nuove regioni; dall’altro avvia un processo di programmazione integrata che coinvolgerà il Governo, le Regioni, le autorità locali e il sistema imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1951"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33814 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/concetto-di-business-con-lampadina.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="233" data-end="348"><strong data-start="236" data-end="348">Criteri di selezione </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Sebbene la <strong data-start="361" data-end="379">Legge 171/2025</strong> non elenchi esplicitamente i comuni o le zone produttive coinvolte, stabilisce che l’integrazione di Marche e Umbria nella ZES unica debba seguire i medesimi criteri già adottati per le regioni del Mezzogiorno.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="652">Questo significa che la <strong data-start="615" data-end="636">scelta delle aree</strong> sarà basata su:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="654" data-end="1130">
<li data-start="654" data-end="767">
<p data-start="656" data-end="767"><strong data-start="656" data-end="686">Indicatori socio-economici</strong> come il tasso di disoccupazione, il calo demografico e la marginalità economica;</p>
</li>
<li data-start="768" data-end="871">
<p data-start="770" data-end="871">La <strong data-start="773" data-end="815">presenza di infrastrutture strategiche</strong>, come porti, interporti, zone industriali o logistiche;</p>
</li>
<li data-start="872" data-end="994">
<p data-start="874" data-end="994">La <strong data-start="877" data-end="925">capacità di attrarre investimenti produttivi</strong>, in particolare nei settori innovativi o a basso impatto ambientale;</p>
</li>
<li data-start="995" data-end="1130">
<p data-start="997" data-end="1130">La <strong data-start="1000" data-end="1025">coesione territoriale</strong> con le aree ZES già attive nelle regioni limitrofe, per creare filiere e reti produttive interregionali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1132" data-end="1422">Nelle Marche, secondo quanto anticipato dal comunicato della Struttura di Missione ZES, potrebbero rientrare aree strategiche come l’<strong data-start="1265" data-end="1287">interporto di Jesi</strong>, il <strong data-start="1292" data-end="1311">porto di Ancona</strong>, la <strong data-start="1316" data-end="1357">zona industriale di Civitanova Marche</strong>, e diversi territori dell’entroterra colpiti dal sisma del 2016.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1424" data-end="1683">In Umbria, si ipotizza l’inclusione di poli logistici come quello di <strong data-start="1493" data-end="1507">Orte-Terni</strong>, l’<strong data-start="1511" data-end="1542">area industriale di Foligno</strong>, e alcuni comuni della <strong data-start="1566" data-end="1579">Valnerina</strong> e dell’<strong data-start="1587" data-end="1618">Appennino umbro-marchigiano</strong>, anch’essi segnati da criticità demografiche e infrastrutturali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1685" data-end="2012">Il <strong data-start="1688" data-end="1719">Piano Strategico aggiornato</strong>, che sarà presentato entro gennaio 2026 dal Commissario straordinario, specificherà l’elenco ufficiale dei territori, le tipologie di intervento previste, e i settori produttivi prioritari, con particolare attenzione a manifattura avanzata, green economy, agroindustria e logistica integrata.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="211" data-end="308"><strong data-start="214" data-end="308">Vantaggi fiscali </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="310" data-end="761">L’estensione della <strong data-start="329" data-end="342">ZES unica</strong> alle regioni <strong data-start="356" data-end="375">Marche e Umbria</strong> apre la strada a una serie di <strong data-start="406" data-end="427">benefici concreti</strong> per le imprese che investiranno o già operano nei territori che saranno inclusi nel nuovo perimetro. La normativa prevede che, anche in queste due regioni, si applichino le <strong data-start="601" data-end="626">medesime agevolazioni</strong> già attive nelle regioni del Mezzogiorno, in linea con l’obiettivo di garantire <strong data-start="707" data-end="732">equità di trattamento</strong> e <strong data-start="735" data-end="760">coesione territoriale</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="763" data-end="810">Tra i principali <strong data-start="780" data-end="800">vantaggi fiscali</strong> troviamo:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="812" data-end="1333">
<li data-start="812" data-end="1071">
<p data-start="814" data-end="1071">Il <strong data-start="817" data-end="842">credito d’imposta ZES</strong>, riconosciuto per gli <strong data-start="865" data-end="907">investimenti in beni strumentali nuovi</strong>, inclusi macchinari, impianti e immobili strumentali, con aliquote che possono arrivare fino al <strong data-start="1004" data-end="1011">45%</strong> in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione;</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1171">
<p data-start="1074" data-end="1171">L’esclusione dall’imposizione IRAP per nuove iniziative produttive avviate all’interno delle ZES;</p>
</li>
<li data-start="1172" data-end="1333">
<p data-start="1174" data-end="1333">L’accesso <strong data-start="1184" data-end="1228">prioritario a bandi e incentivi pubblici</strong>, anche europei, legati alla transizione ecologica, all’innovazione digitale e allo sviluppo sostenibile.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1335" data-end="1414">In ambito <strong data-start="1345" data-end="1377">burocratico e amministrativo</strong>, le imprese potranno beneficiare di:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1416" data-end="1792">
<li data-start="1416" data-end="1538">
<p data-start="1418" data-end="1538">Un <strong data-start="1421" data-end="1453">Sportello Unico Digitale ZES</strong> per tutte le autorizzazioni, concessioni e comunicazioni, con tempi certi e ridotti;</p>
</li>
<li data-start="1539" data-end="1621">
<p data-start="1541" data-end="1621">Procedure autorizzative semplificate, anche in materia ambientale e urbanistica;</p>
</li>
<li data-start="1622" data-end="1792">
<p data-start="1624" data-end="1792">Possibilità di siglare <strong data-start="1647" data-end="1689">accordi di insediamento personalizzati</strong> con il Commissario ZES, per facilitare l’attuazione di grandi progetti industriali o infrastrutturali.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011">Tutte queste misure rendono la ZES unica uno strumento di attrazione fortemente competitivo, pensato per incentivare la creazione di posti di lavoro, l’innovazione e la reindustrializzazione di aree in difficoltà.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="1794" data-end="2011"><strong data-start="349" data-end="436">Focus su manifattura, green economy e logistica</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="438" data-end="863">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="472" data-end="491">Marche e Umbria</strong> può rappresentare un vero <strong data-start="518" data-end="548">moltiplicatore di sviluppo</strong> per alcuni comparti strategici del Centro Italia, grazie a una combinazione di <strong data-start="628" data-end="651">fiscalità agevolata</strong>, <strong data-start="653" data-end="680">snellimento burocratico</strong> e <strong data-start="683" data-end="721">opportunità di investimento mirate</strong>. Alcuni settori, per caratteristiche territoriali e industriali, sono particolarmente predisposti a sfruttare al massimo queste agevolazioni.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="865" data-end="896">Tra i comparti più promettenti:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="898" data-end="957">1. Manifattura avanzata e meccanica di precisione</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="958" data-end="1293">In particolare nella <strong data-start="979" data-end="992">Vallesina</strong>, nel distretto del mobile marchigiano e nel polo meccatronico di Terni-Narni, dove operano PMI e grandi aziende già inserite in filiere internazionali. La possibilità di investire con un credito d’imposta significativo rappresenta un incentivo rilevante per innovare macchinari e processi produttivi.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1295" data-end="1351">2. Agroalimentare e filiere agricole integrate</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1352" data-end="1619">L’Umbria e le Marche vantano un tessuto di imprese agricole e agroindustriali di qualità, ma spesso con margini ridotti per innovare. Le ZES potrebbero attrarre capitali per il potenziamento delle filiere locali, dalla produzione alla trasformazione, fino all’export.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1621" data-end="1670">3. Green economy ed energie rinnovabili</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1671" data-end="1931">In linea con gli obiettivi europei del Green Deal, le ZES sono strumenti ideali per stimolare investimenti in <strong data-start="1781" data-end="1799">energie pulite</strong>, <strong data-start="1801" data-end="1812">riciclo</strong>, <strong data-start="1814" data-end="1840">produzione sostenibile</strong> e <strong data-start="1843" data-end="1858">bioeconomia</strong>, settori in cui il Centro Italia ha un potenziale ancora poco sfruttato.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1933" data-end="1979">4. Logistica e trasporti intermodali</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1980" data-end="2228">Le aree intorno a <strong data-start="1998" data-end="2030">Ancona, Foligno, Terni, Orte</strong> e ai principali interporti possono diventare hub logistici strategici, grazie alle agevolazioni e alle infrastrutture in via di potenziamento, con ricadute sull’intero sistema produttivo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2230" data-end="2412">Questi settori, supportati dalle misure ZES, potrebbero diventare i motori della ripresa economica locale, riducendo il divario Nord-Centro-Sud e creando occupazione qualificata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-33488 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/08/uomo-d-affari-che-lavora-ufficio-concetto-di-finanza-e-contabilita.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="387"><strong data-start="298" data-end="387">Governance e collaborazione istituzionale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">L’estensione della ZES unica alle <strong data-start="423" data-end="446">Marche e all’Umbria</strong> non è soltanto una questione fiscale o economica: implica anche una <strong data-start="515" data-end="557">nuova sfida di governance multilivello</strong>, in cui sarà fondamentale la collaborazione tra <strong data-start="606" data-end="653">Stato, Regioni, Comuni e sistema produttivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="389" data-end="907">La <strong data-start="658" data-end="676">Legge 171/2025</strong>, infatti, pur centralizzando alcune competenze in capo al <strong data-start="735" data-end="778">Commissario straordinario nazionale ZES</strong>, prevede un <strong data-start="791" data-end="846">coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali</strong> nella definizione e attuazione delle strategie territoriali.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="909" data-end="973">Nel dettaglio, le Regioni Marche e Umbria avranno il compito di:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1415">
<li data-start="975" data-end="1054">
<p data-start="977" data-end="1054">Proporre al Commissario le aree da includere nel Piano Strategico aggiornato;</p>
</li>
<li data-start="1055" data-end="1145">
<p data-start="1057" data-end="1145">Coordinarsi con gli enti locali per individuare priorità di intervento e settori target;</p>
</li>
<li data-start="1146" data-end="1297">
<p data-start="1148" data-end="1297">Facilitare, a livello regionale, l’<strong data-start="1183" data-end="1224">interazione tra imprese e istituzioni</strong>, tramite tavoli di concertazione e sportelli di assistenza alle imprese;</p>
</li>
<li data-start="1298" data-end="1415">
<p data-start="1300" data-end="1415">Fornire dati e documentazione tecnica necessaria per la valutazione dei progetti e delle richieste di agevolazioni.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1417" data-end="1666">I Comuni, invece, saranno coinvolti nella semplificazione delle procedure edilizie e urbanistiche, nell’accelerazione delle autorizzazioni locali e nella promozione di piani di sviluppo integrato in collaborazione con gli attori privati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1668" data-end="1947">Fondamentale sarà anche il ruolo delle Camere di Commercio, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che potranno fungere da interfaccia tra le imprese e il sistema ZES, aiutando soprattutto le PMI a orientarsi tra le opportunità disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1949" data-end="2236">La governance della ZES unica, dunque, si configura come un sistema ibrido e collaborativo, in cui la centralizzazione delle decisioni va di pari passo con la valorizzazione delle specificità locali, per rendere l’intervento realmente efficace e calato nei contesti territoriali.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="236" data-end="317"><strong data-start="239" data-end="317">Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="319" data-end="843">Con la pubblicazione della <strong data-start="346" data-end="380">Legge 18 novembre 2025, n. 171</strong>, si apre per <strong data-start="394" data-end="404">Marche</strong> e <strong data-start="407" data-end="417">Umbria</strong> una fase completamente nuova: quella dell’integrazione in un sistema agevolativo nazionale, pensato per favorire investimenti produttivi, occupazione qualificata e rigenerazione industriale. L’ingresso nella <strong data-start="626" data-end="655">ZES unica del Mezzogiorno</strong>, a partire dal <strong data-start="671" data-end="690">1° gennaio 2026</strong>, non è solo un riconoscimento delle difficoltà socio-economiche del Centro Italia, ma anche un atto concreto di <strong data-start="803" data-end="842">politica industriale e territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="845" data-end="1271">L’accesso a <strong data-start="857" data-end="889">crediti d’imposta maggiorati</strong>, semplificazioni burocratiche e opportunità di finanziamento specifiche può davvero trasformare il tessuto imprenditoriale locale, rendendolo più competitivo, moderno e attrattivo. Tuttavia, il successo dell’operazione non dipenderà solo dalle norme, ma dalla <strong data-start="1150" data-end="1216">capacità di istituzioni, imprese e professionisti di fare rete</strong>, cogliere le opportunità e attivare progetti concreti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1273" data-end="1716">Le imprese del territorio – sia PMI che grandi gruppi – dovranno muoversi in modo strategico: monitorare i decreti attuativi, individuare le aree agevolate, pianificare investimenti coerenti e <strong data-start="1466" data-end="1536">affidarsi a consulenti esperti in materia fiscale e amministrativa</strong>. Anche i professionisti, in particolare commercialisti e consulenti del lavoro, giocheranno un ruolo chiave nel <strong data-start="1649" data-end="1694">tradurre la norma in opportunità pratiche</strong> per i propri clienti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1718" data-end="1978">In definitiva, la ZES unica rappresenta una <strong data-start="1762" data-end="1799">leva di sviluppo potente e mirata</strong>. Tocca ora al sistema territoriale attivarsi per non perdere questa rara occasione di rilancio e innovazione, in un’ottica di <strong data-start="1926" data-end="1977">sostenibilità, coesione e crescita intelligente</strong>.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/ZES-unica-estesa-a-Marche-e-Umbria-cosa-prevede-la-Legge-1712025-e-quali-vantaggi-per-le-imprese/">ZES unica estesa a Marche e Umbria: cosa prevede la Legge 171/2025 e quali vantaggi per le imprese</a> was first posted on Gennaio 21, 2026 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fondo perduto impianti rinnovabili 2025: incentivi per le imprese del Sud per l’autoconsumo energetico</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-perduto-impianti-rinnovabili-2025-incentivi-per-le-imprese-del-Sud-per-l-autoconsumo-energetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi a fondo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[accumulo energia elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[impianti termo-fotovoltaici]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio energetico aziende]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 3 dicembre 2025 è ufficialmente aperto lo sportello per richiedere i contributi a fondo perduto destinati alla realizzazione di impianti a fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Si tratta di una straordinaria opportunità per le imprese del Sud Italia che intendono ridurre i costi energetici, aumentare la propria competitività e contribuire alla transizione ecologica. Il Ministero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="368" data-end="988">Dal 3 dicembre 2025 è ufficialmente aperto lo sportello per richiedere i contributi a fondo perduto destinati alla realizzazione di impianti a fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Si tratta di una straordinaria opportunità per le imprese del Sud Italia che intendono ridurre i costi energetici, aumentare la propria competitività e contribuire alla transizione ecologica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="368" data-end="988">Il <strong data-start="755" data-end="818">Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)</strong> ha infatti stanziato una dotazione finanziaria di <strong data-start="869" data-end="892">320 milioni di euro</strong>, destinati alle regioni <strong data-start="917" data-end="987">Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="990" data-end="1309">Questo nuovo incentivo rientra nel programma europeo <strong data-start="1043" data-end="1056">REPowerEU</strong>, inserito come capitolo nel <strong data-start="1085" data-end="1093">PNRR</strong>, e ha un obiettivo chiaro: <strong data-start="1121" data-end="1189">favorire l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile</strong> nel tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno, promuovendo un modello energetico più efficiente, economico e sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1311" data-end="1577">Oltre al contributo a fondo perduto, che può coprire fino al 65% dell’investimento e arrivare al <strong data-start="1409" data-end="1427">75% per le PMI, </strong>sono previsti ulteriori vantaggi per le imprese che realizzano interventi in tempi brevi, o che integrano sistemi di accumulo e ricarica elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1579" data-end="1768">Il click day è iniziato il <strong data-start="1628" data-end="1647">3 dicembre 2025</strong>, e le risorse sono limitate. Le domande si accettano <strong data-start="1701" data-end="1729">fino a esaurimento fondi</strong> e comunque entro il <strong data-start="1750" data-end="1767">31 marzo 2026</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1770" data-end="1972">Vediamo nel dettaglio chi può beneficiare del fondo, come accedere agli incentivi, quali investimenti sono ammissibili e quali sono i vantaggi fiscali, energetici e finanziari per chi aderisce oggi.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="403" data-end="514"><strong>Autoproduzione da fonti rinnovabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="516" data-end="1091">L’obiettivo principale di questo nuovo incentivo promosso dal MASE è quello di <strong data-start="595" data-end="664">potenziare la capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili</strong> nel Mezzogiorno, riducendo al contempo i costi energetici per le imprese e promuovendo l’indipendenza energetica del tessuto produttivo locale. L’iniziativa è pienamente allineata con quanto stabilito dalla <strong data-start="872" data-end="900">Direttiva (UE) 2018/2001</strong>, che mira a favorire la produzione e l’autoconsumo da <strong data-start="955" data-end="994">fonti energetiche rinnovabili (FER)</strong>come leva per la transizione ecologica, la sostenibilità ambientale e l’innovazione industriale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1093" data-end="1402">Attraverso questi contributi a fondo perduto, lo Stato punta a rendere le imprese <strong data-start="1175" data-end="1200">non solo consumatrici</strong>, ma <strong data-start="1205" data-end="1231">produttrici di energia</strong>, rafforzando così la loro <strong data-start="1258" data-end="1282">resilienza economica</strong> e competitività sui mercati, in un periodo in cui il costo dell’energia rappresenta una delle principali voci di spesa.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1404" data-end="1529">La dotazione finanziaria complessiva per il bando ammonta a <strong data-start="1464" data-end="1487">262 milioni di euro</strong>, destinati a coprire gli investimenti in:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1530" data-end="1725">
<li data-start="1530" data-end="1583">
<p data-start="1532" data-end="1583"><strong data-start="1532" data-end="1557">impianti fotovoltaici</strong> e <strong data-start="1560" data-end="1582">termo-fotovoltaici</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1584" data-end="1640">
<p data-start="1586" data-end="1640"><strong data-start="1586" data-end="1609">sistemi di accumulo</strong> per ottimizzare l&#8217;autoconsumo;</p>
</li>
<li data-start="1641" data-end="1725">
<p data-start="1643" data-end="1725">eventuali <strong data-start="1653" data-end="1688">colonnine di ricarica elettrica</strong> legate all’infrastruttura aziendale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1727" data-end="2099">In questo modo si stimola non solo l’adozione di tecnologie green, ma anche una <strong data-start="1807" data-end="1837">diversa cultura energetica</strong>, centrata sull’autosufficienza, l’efficienza e il rispetto ambientale. Un modello virtuoso che punta anche al rilancio economico e occupazionale del Sud Italia, storicamente penalizzato da maggiori costi energetici e da un minore accesso a risorse tecnologiche.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="295" data-end="389"><strong>Requisiti e beneficiari ammessi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="391" data-end="894">Il nuovo incentivo del MASE è rivolto a un’ampia platea di imprese, con l’obiettivo di garantire una diffusione capillare dell’autoproduzione energetica nel Sud Italia. Possono beneficiare del contributo a fondo perduto tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, comprese anche le reti di imprese dotate di soggettività giuridica. Un aspetto interessante è l’apertura sia alle grandi aziende che alle PMI, offrendo pari opportunità di investimento in tecnologie energetiche avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="896" data-end="1262">Per accedere al bando, è necessario che l’unità produttiva oggetto dell’investimento sia localizzata in aree industriali, produttive o artigianali, all’interno di Comuni con più di 5.000 abitanti situati nelle regioni cosiddette “meno sviluppate” secondo la classificazione europea: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1264" data-end="1637">Ogni domanda deve fare riferimento a una sola unità produttiva, ma è consentito a una stessa impresa presentare fino a tre domande distinte, purché riferite a siti produttivi diversi. Questo consente alle aziende con più sedi operative di beneficiare del contributo su più fronti, amplificando il risparmio energetico complessivo e la riduzione dei costi fissi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="1929">Questa misura rappresenta un’opportunità strategica per modernizzare gli impianti, ridurre le spese ricorrenti e aumentare la sostenibilità delle attività produttive, soprattutto in contesti territoriali dove il costo dell’energia ha sempre rappresentato un ostacolo alla competitività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1639" data-end="1929"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33710 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/ingegneri-di-tiro-medio-che-parlano-all-aperto.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="440"><strong>Impianti finanziabili</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="813">Il fondo perduto per l’autoproduzione energetica si rivolge a imprese intenzionate a realizzare impianti moderni, sostenibili e perfettamente integrati nei propri cicli produttivi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="813">In particolare, sono ammissibili al contributo gli investimenti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione e gestione dell’energia rinnovabile in ottica di autoconsumo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="815" data-end="861">Rientrano tra gli interventi finanziabili:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="862" data-end="1219">
<li data-start="862" data-end="926">
<p data-start="864" data-end="926"><strong data-start="864" data-end="889">impianti fotovoltaici</strong> destinati all’autoconsumo aziendale;</p>
</li>
<li data-start="927" data-end="1032">
<p data-start="929" data-end="1032"><strong data-start="929" data-end="960">impianti termo-fotovoltaici</strong>, che combinano la produzione di elettricità e calore da energia solare;</p>
</li>
<li data-start="1033" data-end="1219">
<p data-start="1035" data-end="1219"><strong data-start="1035" data-end="1073">sistemi di accumulo elettrochimico</strong> con tecnologia “behind-the-meter”, ossia installati a valle del contatore, per consentire l’autoconsumo anche in assenza di produzione immediata.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1221" data-end="1256">Le spese ammissibili includono:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1257" data-end="1544">
<li data-start="1257" data-end="1343">
<p data-start="1259" data-end="1343">l’<strong data-start="1261" data-end="1300">acquisto e trasporto dei componenti</strong> necessari alla costruzione degli impianti;</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1437">
<p data-start="1346" data-end="1437">i <strong data-start="1348" data-end="1374">costi di installazione</strong>, <strong data-start="1376" data-end="1398">messa in esercizio</strong> e <strong data-start="1401" data-end="1436">connessione alla rete elettrica</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1438" data-end="1544">
<p data-start="1440" data-end="1544">tutte le <strong data-start="1449" data-end="1489">opere civili strettamente necessarie</strong> alla realizzazione e messa in funzione degli impianti.</p>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1546" data-end="1595">È importante sapere che non sono agevolabili:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1596" data-end="1769">
<li data-start="1596" data-end="1661">
<p data-start="1598" data-end="1661">le <strong data-start="1601" data-end="1636">spese sostenute tramite leasing</strong> (locazione finanziaria);</p>
</li>
<li data-start="1662" data-end="1769">
<p data-start="1664" data-end="1769">l’<strong data-start="1666" data-end="1692">acquisto di beni usati</strong>, in quanto la misura punta a incentivare solo tecnologie nuove e innovative.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1771" data-end="2019">Questa distinzione è fondamentale per pianificare correttamente l’investimento e presentare una domanda in linea con i requisiti richiesti. La precisione nella selezione delle spese potrà fare la differenza tra una domanda accettata e una respinta.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="350" data-end="430"><strong>Percentuali, criteri e premialità</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="432" data-end="745">Il contributo concesso nell’ambito del fondo MASE 2025 è un <strong data-start="492" data-end="524">contributo in conto impianti</strong>, cioè un’erogazione diretta a <strong data-start="555" data-end="572">fondo perduto</strong>, che non deve essere restituita, finalizzata a ridurre il costo effettivo dell’investimento sostenuto per l’installazione di impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="747" data-end="860">L’intensità dell’aiuto varia in base a due fattori principali:</h3>
<ol style="text-align: justify;" data-start="861" data-end="1065">
<li data-start="861" data-end="927">
<p data-start="864" data-end="927"><strong data-start="864" data-end="894">La dimensione dell’impresa</strong>: micro, piccola, media o grande.</p>
</li>
<li data-start="928" data-end="1065">
<p data-start="931" data-end="1065"><strong data-start="931" data-end="970">La tipologia di impianto installato</strong>, tenendo conto delle caratteristiche tecniche, dell’innovatività e della capacità di accumulo.</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" data-start="1067" data-end="1389">In generale, il contributo può <strong data-start="1098" data-end="1143">coprire fino al 65% dei costi ammissibili</strong>, con una <strong data-start="1153" data-end="1182">maggiorazione fino al 75%</strong> per le <strong data-start="1190" data-end="1217">micro e piccole imprese</strong>, rendendo l’agevolazione particolarmente vantaggiosa per chi ha meno risorse finanziarie ma vuole avviare un processo di <strong data-start="1339" data-end="1388">transizione energetica concreta e sostenibile</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1391" data-end="1498">Sono inoltre previste premialità aggiuntive, che permettono di incrementare l’importo riconosciuto:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1499" data-end="1753">
<li data-start="1499" data-end="1599">
<p data-start="1501" data-end="1599">per l’<strong data-start="1507" data-end="1554">utilizzo di moduli fotovoltaici certificati</strong> secondo criteri ambientali minimi (<strong data-start="1590" data-end="1597">CAM</strong>);</p>
</li>
<li data-start="1600" data-end="1753">
<p data-start="1602" data-end="1753">per il possesso di <strong data-start="1621" data-end="1660">certificazioni in ambito energetico</strong>, come la <strong data-start="1670" data-end="1683">ISO 50001</strong>, che attesta la gestione efficiente dell’energia a livello aziendale.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1755" data-end="1990">Questo meccanismo premiante incentiva le imprese non solo a produrre energia rinnovabile, ma anche a farlo nel rispetto di standard qualitativi e ambientali elevati, premiando chi investe in innovazione, efficienza e sostenibilità.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="352" data-end="434"><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="436" data-end="870">Le imprese interessate ad accedere al fondo perduto per impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo devono presentare la richiesta esclusivamente online, tramite la piattaforma informatica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Le domande sono aperte a partire dalle ore 10:00 del 3 dicembre 2025 e potranno essere inviate fino alle ore 10:00 del 3 marzo 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="872" data-end="1267">L’intero processo di selezione si svolge in modalità valutativa a sportello, con la formazione di una graduatoria decrescente sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli progetti. Questo significa che, oltre alla qualità del progetto, sarà fondamentale presentare la domanda il prima possibile, perché anche l’ordine cronologico di arrivo incide sulla posizione in graduatoria.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1269" data-end="1375">I progetti saranno valutati secondo i criteri stabiliti nell’Allegato 3 dell’Avviso pubblico, tra cui:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1376" data-end="1698">
<li data-start="1376" data-end="1475">
<p data-start="1378" data-end="1475"><strong data-start="1378" data-end="1412">qualità tecnica della proposta</strong>, incluse le soluzioni impiantistiche e le tecnologie adottate;</p>
</li>
<li data-start="1476" data-end="1536">
<p data-start="1478" data-end="1536"><strong data-start="1478" data-end="1519">sostenibilità ambientale ed economica</strong> dell’intervento;</p>
</li>
<li data-start="1537" data-end="1622">
<p data-start="1539" data-end="1622"><strong data-start="1539" data-end="1593">impatti attesi in termini di efficienza energetica</strong> e riduzione delle emissioni;</p>
</li>
<li data-start="1623" data-end="1698">
<p data-start="1625" data-end="1698"><strong data-start="1625" data-end="1657">tempistiche di realizzazione</strong>, che premiano progetti pronti a partire.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1700" data-end="1967">Una strategia efficace, quindi, prevede non solo la pronta predisposizione della documentazione tecnica ed economica, ma anche una tempestiva presentazione della domanda, per aumentare le possibilità di ottenere il contributo prima dell’esaurimento dei fondi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1700" data-end="1967"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33245 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-1024x681.jpg" alt="" width="696" height="463" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-1024x681.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-768x511.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-1536x1022.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-631x420.jpg 631w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-600x399.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-696x463.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale-1068x710.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/07/lavoro-di-squadra-vista-dall-alto-per-progetto-ambientale.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="339" data-end="429"><strong>Vantaggi fiscali</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="431" data-end="939">Investire oggi in impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo rappresenta una scelta strategica per le imprese, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto per i vantaggi fiscali, economici ed energetici che se ne possono trarre.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="431" data-end="939">Il contributo a fondo perduto permette infatti di ridurre in modo significativo il capitale iniziale necessario per l’investimento, abbattendo la barriera economica che spesso impedisce alle imprese di adottare soluzioni energetiche innovative.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="941" data-end="1371">Dal punto di vista economico, l’autoproduzione consente di abbattere i costi dell’energia elettrica, che oggi rappresentano una delle voci più impattanti nei bilanci aziendali. Con un impianto fotovoltaico o termo-fotovoltaico, i consumi energetici vengono coperti in parte o totalmente con energia autoprodotta, stabilizzando la spesa nel lungo termine e proteggendosi dalle oscillazioni dei prezzi del mercato elettrico.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="1373" data-end="1434">A questo si aggiungono importanti vantaggi fiscali, come:</h3>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1435" data-end="1770">
<li data-start="1435" data-end="1588">
<p data-start="1437" data-end="1588">l’<strong data-start="1439" data-end="1466">ammortamento accelerato</strong> per i beni strumentali legati alla transizione ecologica (nei limiti previsti dal piano Transizione 5.0, se compatibile);</p>
</li>
<li data-start="1589" data-end="1658">
<p data-start="1591" data-end="1658">la <strong data-start="1594" data-end="1657">deducibilità integrale dei costi non coperti dal contributo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1659" data-end="1770">
<p data-start="1661" data-end="1770">la possibile cumulabilità con <strong data-start="1691" data-end="1735">altre agevolazioni regionali o nazionali</strong>, previa verifica di compatibilità.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1772" data-end="2119">Dal punto di vista energetico, infine, l’impresa guadagna in autonomia e sicurezza energetica, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e migliorando il proprio impatto ambientale. Un vantaggio competitivo che oggi, nel contesto della transizione green, può fare la differenza anche in termini di immagine e di accesso a nuovi mercati.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="354" data-end="440"><strong>Pianificazione strategica </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="442" data-end="879">Per accedere con successo al fondo perduto per impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo, non basta avere un buon progetto: è essenziale <strong data-start="584" data-end="653">presentare una domanda completa, corretta e altamente competitiva</strong>, rispettando i criteri tecnici e temporali indicati dal MASE. Il rischio di esclusione per errori formali o per una valutazione insufficiente è concreto, considerando l’elevata concorrenza prevista e la selezione a sportello.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="881" data-end="1079">In questa fase, è fondamentale per le imprese <strong data-start="927" data-end="961">affidarsi a consulenti esperti</strong> in materia di agevolazioni pubbliche, transizione energetica e progettazione tecnica. Una consulenza qualificata può:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1080" data-end="1498">
<li data-start="1080" data-end="1164">
<p data-start="1082" data-end="1164">redigere uno <strong data-start="1095" data-end="1120">studio di fattibilità</strong> tecnico-economica solido e ben documentato;</p>
</li>
<li data-start="1165" data-end="1233">
<p data-start="1167" data-end="1233">garantire il rispetto dei requisiti previsti dall’avviso pubblico;</p>
</li>
<li data-start="1234" data-end="1409">
<p data-start="1236" data-end="1409">elaborare un progetto che massimizzi i <strong data-start="1275" data-end="1302">punteggi di valutazione</strong>, valorizzando aspetti come la sostenibilità, la qualità tecnica dell’impianto e la rapidità di esecuzione;</p>
</li>
<li data-start="1410" data-end="1498">
<p data-start="1412" data-end="1498">predisporre tutta la documentazione necessaria in modo conforme e nei tempi richiesti.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1500" data-end="1711">Un altro elemento strategico è la <strong data-start="1534" data-end="1550">tempestività</strong>: con il criterio dell’ordine cronologico nella graduatoria, <strong data-start="1611" data-end="1656">arrivare per primi può fare la differenza</strong>, soprattutto se le risorse si esauriscono rapidamente.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1713" data-end="1983">Infine, valutare fin da subito <strong data-start="1744" data-end="1803">eventuali sinergie con altri strumenti di finanziamento</strong> (come bandi regionali, crediti d’imposta o fondi europei) può aumentare ulteriormente la sostenibilità economica dell’investimento e ridurre il fabbisogno finanziario complessivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="232" data-end="324"><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="326" data-end="784">Il fondo perduto per la realizzazione di impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo rappresenta una <strong data-start="430" data-end="489">straordinaria opportunità per le imprese del Sud Italia</strong>. In un contesto economico segnato da volatilità energetica e transizione green, ottenere un contributo che copre fino al 75% dell’investimento significa <strong data-start="643" data-end="689">riposizionarsi strategicamente sul mercato</strong>, riducendo i costi fissi, aumentando l’efficienza e migliorando il proprio impatto ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="786" data-end="1164">Con <strong data-start="790" data-end="823">262 milioni di euro stanziati</strong>, un processo di selezione competitivo e scadenze ben definite, è fondamentale <strong data-start="902" data-end="927">agire tempestivamente</strong>. Preparare la domanda con il supporto di professionisti esperti, sviluppare un progetto di qualità e presentarlo nei primi giorni di apertura dello sportello sono le mosse vincenti per garantirsi l’accesso a questo importante incentivo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1166" data-end="1371">L’autoproduzione da fonti rinnovabili non è più solo una scelta etica, ma una leva economica e strategica per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro più sostenibile, autonomo ed efficiente.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-perduto-impianti-rinnovabili-2025-incentivi-per-le-imprese-del-Sud-per-l-autoconsumo-energetico/">Fondo perduto impianti rinnovabili 2025: incentivi per le imprese del Sud per l’autoconsumo energetico</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fondo-perduto-impianti-rinnovabili-2025-incentivi-per-le-imprese-del-Sud-per-l-autoconsumo-energetico/">Fondo perduto impianti rinnovabili 2025: incentivi per le imprese del Sud per l’autoconsumo energetico</a> was first posted on Dicembre 17, 2025 at 6:00 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contributo Autoimpiego 2025: 500 euro al mese per giovani disoccupati che avviano nuove imprese nei settori strategici</title>
		<link>https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contributo-Autoimpiego-2025-500-euro-al-mese-per-giovani-disoccupati-che-avviano-nuove-imprese-nei-settori-strategici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariana Maxwel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 04:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADEMPIMENTI FISCALI]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus ed incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco e Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni per giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[attività ammesse codice ateco]]></category>
		<category><![CDATA[autoimpiego 2025 inps domanda]]></category>
		<category><![CDATA[bonus 500 euro giovani imprese]]></category>
		<category><![CDATA[bonus nuove imprese 2025]]></category>
		<category><![CDATA[come avviare un'impresa nel 2025]]></category>
		<category><![CDATA[contributo autoimpiego 2025]]></category>
		<category><![CDATA[contributo giovani disoccupati under 35]]></category>
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		<category><![CDATA[contributo INPS autoimpiego]]></category>
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		<category><![CDATA[nuove imprese settori strategici]]></category>
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		<category><![CDATA[startup agevolate giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 arriva una misura concreta per affrontare una delle sfide più urgenti del Paese: la disoccupazione giovanile. Con il DL Coesione 60/2024, il Governo ha introdotto un contributo mensile di 500 euro, destinato ai giovani under 35 disoccupati che decidono di mettersi in proprio avviando un’attività in uno dei settori strategici per l’economia italiana. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contributo-Autoimpiego-2025-500-euro-al-mese-per-giovani-disoccupati-che-avviano-nuove-imprese-nei-settori-strategici/">Contributo Autoimpiego 2025: 500 euro al mese per giovani disoccupati che avviano nuove imprese nei settori strategici</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contributo-Autoimpiego-2025-500-euro-al-mese-per-giovani-disoccupati-che-avviano-nuove-imprese-nei-settori-strategici/">Contributo Autoimpiego 2025: 500 euro al mese per giovani disoccupati che avviano nuove imprese nei settori strategici</a> was first posted on Dicembre 17, 2025 at 5:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="272" data-end="654">Nel 2025 arriva una misura concreta per affrontare una delle sfide più urgenti del Paese: la <strong data-start="365" data-end="393">disoccupazione giovanile</strong>. Con il <strong data-start="402" data-end="425">DL Coesione 60/2024</strong>, il Governo ha introdotto un <strong data-start="455" data-end="489">contributo mensile di 500 euro</strong>, destinato ai <strong data-start="504" data-end="536">giovani under 35 disoccupati</strong> che decidono di mettersi in proprio avviando un’attività in uno dei settori strategici per l’economia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="656" data-end="1125">Grazie alla recente <strong data-start="676" data-end="706">circolare INPS n. 148/2025</strong>, sono state definite le regole operative, i requisiti e le modalità per presentare domanda. La misura, finanziata con 63 milioni di euro dal Programma Nazionale “Giovani, donne e lavoro”, ha l’obiettivo di sostenere l’autoimprenditorialità, in particolare nel Mezzogiorno, nelle aree in transizione e in quei comparti chiave come tecnologia, green economy, sanità, trasporti e servizi avanzati.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1127" data-end="1440">In questo articolo scoprirai come funziona il contributo, chi può richiederlo, quali sono le attività ammesse, come presentare correttamente la domanda e quali vantaggi fiscali offre. Un’occasione concreta per trasformare un’idea in impresa, con un supporto economico reale e senza tassazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="281" data-end="359"><strong>Soggetti ammessi </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="361" data-end="823">Il contributo per l’autoimpiego previsto dal DL Coesione 60/2024, regolato dall’art. 21, comma 3, è destinato esclusivamente ai giovani disoccupati under 35 che decidono di avviare un’attività imprenditoriale in settori ritenuti strategici per la transizione digitale, ecologica o tecnologica del Paese. Il sostegno economico consiste in 500 euro al mese, erogati per un massimo di 36 mesi, e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="825" data-end="1177">La misura rientra nel Programma Nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027” (FSE+), finanziata con un fondo complessivo di 63 milioni di euro. Questo fondo rappresenta una leva importante per stimolare l’imprenditorialità giovanile in un momento in cui l’innovazione e la sostenibilità sono priorità sia per l’Italia che per l’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1179" data-end="1321">Il decreto attuativo del 3 aprile 2025 ha chiarito i criteri di ammissibilità. Alla data di inizio dell’attività, il richiedente deve:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1457">
<li data-start="1323" data-end="1374">
<p data-start="1325" data-end="1374">avere <strong data-start="1331" data-end="1350">meno di 35 anni</strong> (34 anni e 364 giorni);</p>
</li>
<li data-start="1375" data-end="1457">
<p data-start="1377" data-end="1457">risultare <strong data-start="1387" data-end="1402">disoccupato</strong>, ai sensi del <strong data-start="1417" data-end="1436">D.Lgs. 150/2015</strong> e del <strong data-start="1443" data-end="1456">DL 4/2019</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1459" data-end="1607">Nel caso di imprese costituite in forma societaria, il contributo viene riconosciuto a un solo socio, purché in possesso dei suddetti requisiti.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="327" data-end="410"><strong>Settori strategici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="412" data-end="973">Per beneficiare del contributo di 500 euro mensili, le nuove imprese devono operare in specifici <strong data-start="509" data-end="531">settori strategici</strong>, definiti dal <strong data-start="546" data-end="586">decreto attuativo del 3 ottobre 2025</strong>, sulla base della classificazione ATECO 2025. Si tratta di comparti fondamentali per la transizione digitale, ecologica e tecnologica del Paese, con un focus su manifattura avanzata, energia, ambiente, comunicazione, ricerca, sanità e servizi professionali. Le attività devono rientrare nei codici ATECO elencati nella Tabella 1 allegata alla circolare INPS n. 148/2025.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="975" data-end="1021">Tra i principali settori ammissibili troviamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1023" data-end="1625">
<li data-start="1023" data-end="1159">
<p data-start="1025" data-end="1159">Attività manifatturiere (sezione C): industrie alimentari, tessili, chimiche, farmaceutiche, meccaniche, elettroniche, automotive;</p>
</li>
<li data-start="1160" data-end="1276">
<p data-start="1162" data-end="1276">Fornitura di energia e gestione ambientale (sezioni D ed E): elettricità, vapore, acqua, rifiuti, risanamento;</p>
</li>
<li data-start="1277" data-end="1358">
<p data-start="1279" data-end="1358">Costruzioni (sezione F): edilizia, ingegneria civile, lavori specializzati;</p>
</li>
<li data-start="1359" data-end="1486">
<p data-start="1361" data-end="1486">Trasporti e comunicazioni (sezioni H e J): logistica, trasporto terrestre e aereo, telecomunicazioni, software, editoria;</p>
</li>
<li data-start="1487" data-end="1625">
<p data-start="1489" data-end="1625">Servizi alle imprese (sezioni M, N, Q, R): consulenza, contabilità, ingegneria, ricerca scientifica, attività culturali e sanitarie.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1627" data-end="1780">Limiti dimensionali: l’impresa beneficiaria deve qualificarsi come piccola impresa, ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, ovvero avere:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1782" data-end="1889">
<li data-start="1782" data-end="1810">
<p data-start="1784" data-end="1810">meno di 50 dipendenti;</p>
</li>
<li data-start="1811" data-end="1889">
<p data-start="1813" data-end="1889">fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1891" data-end="2101">Il contributo è un aiuto di Stato e viene riconosciuto solo se le spese di avvio e mantenimento dell’attività vengono effettivamente sostenute e documentate annualmente all’Autorità di Gestione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1891" data-end="2101"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33930 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/10/name-tags-windowsill-group-therapy-session.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="421"><strong>Come fare domanda </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="423" data-end="883">La domanda per ottenere il <strong data-start="450" data-end="501">contributo autoimpiego previsto dal DL Coesione</strong> deve essere presentata esclusivamente in modalità <strong data-start="552" data-end="566">telematica</strong>, come specificato nella <strong data-start="591" data-end="621">circolare INPS n. 148/2025</strong>. La procedura è attiva sul <strong data-start="649" data-end="665">portale INPS</strong>, all&#8217;interno della sezione:<br data-start="693" data-end="696" /><em data-start="699" data-end="783">“Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” &gt; Incentivo Decreto Coesione</em>.<br data-start="784" data-end="787" />In alternativa, è possibile rivolgersi ai <strong data-start="829" data-end="842">patronati</strong> o utilizzare il <strong data-start="859" data-end="882">Contact Center INPS</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="885" data-end="969">La <strong data-start="891" data-end="918">scadenza per la domanda</strong> varia a seconda della data di avvio dell’attività:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="971" data-end="1209">
<li data-start="971" data-end="1080">
<p data-start="973" data-end="1080"><strong data-start="973" data-end="1017">Entro 30 giorni dall’avvio dell’attività</strong> (se successiva al 15 maggio 2025, data del decreto attuativo);</p>
</li>
<li data-start="1081" data-end="1209">
<p data-start="1083" data-end="1209"><strong data-start="1083" data-end="1112">Entro il 27 dicembre 2025</strong>, se l’attività è stata avviata <strong data-start="1144" data-end="1189">prima della pubblicazione della circolare</strong> (28 novembre 2025).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1211" data-end="1321">Per &#8220;avvio attività&#8221; si fa riferimento alla <strong data-start="1255" data-end="1304">Comunicazione Unica al Registro delle Imprese</strong> con le diciture:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1323" data-end="1427">
<li data-start="1323" data-end="1381">
<p data-start="1325" data-end="1381">“Nuova impresa con immediato inizio attività economica”;</p>
</li>
<li data-start="1382" data-end="1427">
<p data-start="1384" data-end="1427">“Inizio attività per impresa già iscritta”.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1429" data-end="1608">Attenzione: se è stata effettuata solo la <strong data-start="1471" data-end="1522">costituzione dell’impresa senza avvio immediato</strong>, la scadenza decorre dalla successiva comunicazione di <strong data-start="1578" data-end="1607">effettivo inizio attività</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1610" data-end="1671"><strong data-start="1613" data-end="1640">Contenuto della domanda</strong>: il richiedente deve indicare:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1673" data-end="1885">
<li data-start="1673" data-end="1728">
<p data-start="1675" data-end="1728"><strong data-start="1675" data-end="1696">Dati dell’impresa</strong> e <strong data-start="1699" data-end="1715">codice ATECO</strong> del settore;</p>
</li>
<li data-start="1729" data-end="1761">
<p data-start="1731" data-end="1761"><strong data-start="1731" data-end="1760">Dati anagrafici personali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1762" data-end="1885">
<p data-start="1764" data-end="1885"><strong data-start="1764" data-end="1791">Stato di disoccupazione</strong>, autocertificabile ma verificato da INPS tramite le banche dati del <strong data-start="1860" data-end="1884">Ministero del Lavoro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="357" data-end="441"><strong>Importi, decorrenza e regime fiscale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="443" data-end="882">Una volta verificata la correttezza della domanda e il possesso dei requisiti da parte dell’INPS, il contributo autoimpiego <strong data-start="567" data-end="598">decorre dal mese successivo</strong> alla presentazione della richiesta. Tuttavia, in <strong data-start="648" data-end="668">fase transitoria</strong>, per le attività già avviate prima della pubblicazione della <strong data-start="730" data-end="757">circolare INPS 148/2025</strong>, la decorrenza sarà <strong data-start="778" data-end="819">dal mese successivo al 15 maggio 2025</strong>, a condizione che la domanda venga presentata entro i termini.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="884" data-end="1155">Il contributo è erogato in un’unica soluzione annuale e anticipata, ma solo dopo il controllo della regolarità contributiva dell’impresa. Questa modalità consente ai giovani imprenditori di pianificare con maggiore certezza la gestione dei primi anni di attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1157" data-end="1195">Importi e durata del beneficio:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="1196" data-end="1320">
<li data-start="1196" data-end="1228">
<p data-start="1198" data-end="1228">Importo mensile: 500 euro;</p>
</li>
<li data-start="1229" data-end="1259">
<p data-start="1231" data-end="1259">Durata massima: 36 mesi;</p>
</li>
<li data-start="1260" data-end="1320">
<p data-start="1262" data-end="1320">Termine ultimo per il beneficio: 31 dicembre 2028.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1322" data-end="1706">Attenzione: il contributo è condizionato al mantenimento dei requisiti. In caso di perdita dello stato di disoccupazione, chiusura dell’attività, o nel caso di società, uscita del socio beneficiario, l’importo ricevuto dovrà essere restituito dalla data in cui il requisito è venuto meno. L’attività deve quindi restare attiva per l’intero periodo di fruizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1708" data-end="1964">Regime fiscale favorevole: il contributo non concorre alla formazione del reddito IRPEF, non è soggetto a ritenute e viene riportato nella Certificazione Unica tra i redditi esenti, offrendo un chiaro vantaggio fiscale per i beneficiari.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="439" data-end="527"><strong>Ripartizione territoriale del fondo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="529" data-end="909">Il <strong data-start="532" data-end="555">DL Coesione 60/2024</strong> ha stabilito un piano pluriennale di finanziamento del contributo autoimpiego, con una dotazione totale di <strong data-start="663" data-end="685">63 milioni di euro</strong> da erogare tra il 2024 e il 2028. Tuttavia, i fondi non sono distribuiti in modo uniforme: sia <strong data-start="781" data-end="794">nel tempo</strong> sia <strong data-start="799" data-end="827">sul territorio nazionale</strong>, esistono dei vincoli ben precisi che influenzano la disponibilità delle risorse.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="911" data-end="963"><strong data-start="914" data-end="962">Limiti annuali di spesa (in milioni di euro)</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="964" data-end="1100">
<li data-start="964" data-end="1015">
<p data-start="966" data-end="1015"><strong data-start="966" data-end="974">2024</strong>: 1,8 mln (per le prime sperimentazioni);</p>
</li>
<li data-start="1016" data-end="1037">
<p data-start="1018" data-end="1037"><strong data-start="1018" data-end="1026">2025</strong>: 14,1 mln;</p>
</li>
<li data-start="1038" data-end="1057">
<p data-start="1040" data-end="1057"><strong data-start="1040" data-end="1048">2026</strong>: 21 mln;</p>
</li>
<li data-start="1058" data-end="1079">
<p data-start="1060" data-end="1079"><strong data-start="1060" data-end="1068">2027</strong>: 19,2 mln;</p>
</li>
<li data-start="1080" data-end="1100">
<p data-start="1082" data-end="1100"><strong data-start="1082" data-end="1090">2028</strong>: 6,9 mln.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1102" data-end="1283">INPS è tenuta a <strong data-start="1118" data-end="1143">monitorare le domande</strong> e approvarle <strong data-start="1157" data-end="1198">nel rispetto di questi tetti di spesa</strong>. Quindi, chi presenta la domanda prima ha maggiori probabilità di accedere ai fondi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1431">La <strong data-start="1291" data-end="1320">ripartizione territoriale</strong> delle risorse segue i criteri del Programma Nazionale “Giovani, donne e lavoro”, con tre categorie di regioni:</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1431"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34141 size-full" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown.png" alt="" width="1730" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown.png 1730w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-300x80.png 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-1024x275.png 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-768x206.png 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-1536x412.png 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-1566x420.png 1566w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-150x40.png 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-600x161.png 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-696x187.png 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-1068x286.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1730px) 100vw, 1730px" /></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1285" data-end="1431">La regione di riferimento è determinata dalla sede legale dell’impresa. Questo significa che un’impresa con sede al Sud ha accesso a una fetta più ampia dei fondi rispetto a chi apre nel Nord, incentivando così l’imprenditorialità nelle aree a maggiore criticità occupazionale.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="348" data-end="446"><strong>Vantaggi strategici</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="929">Accedere al contributo autoimpiego 2025 può rappresentare un vantaggio competitivo significativo, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’impresa. Oltre al sostegno economico diretto (fino a 18.000 euro in 3 anni), il contributo permette di ridurre il rischio d’impresa nei primi anni, quelli statisticamente più critici per la sopravvivenza delle nuove attività. Inoltre, il regime fiscale esente rende il beneficio ancora più conveniente.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="931" data-end="1014">Ecco alcuni consigli per massimizzare le probabilità di accoglimento della domanda:</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="1016" data-end="1215"><strong data-start="1018" data-end="1038">Agisci in fretta</strong>: il contributo è a <strong data-start="1058" data-end="1073">scorrimento</strong> e soggetto a <strong data-start="1087" data-end="1129">limiti annuali e territoriali di spesa</strong>. Prima si presenta la domanda, maggiori sono le probabilità di ottenere il beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1217" data-end="1384"><strong data-start="1219" data-end="1258">Verifica con attenzione i requisiti</strong>: età, disoccupazione al momento dell’avvio e corretto codice ATECO. Un solo errore può comportare la decadenza dal beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1386" data-end="1591"><strong data-start="1388" data-end="1422">Scegli con cura la sede legale</strong>: come visto, le <strong data-start="1439" data-end="1466">regioni meno sviluppate</strong> hanno a disposizione il 63% delle risorse. Avviare un’attività in queste aree può aumentare le possibilità di finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1593" data-end="1811"><strong data-start="1595" data-end="1629">Documenta le spese annualmente</strong>: il pagamento anticipato è subordinato alla rendicontazione. È quindi fondamentale <strong data-start="1713" data-end="1749">tenere traccia di tutte le spese</strong> aziendali legate all’avviamento e mantenimento dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1813" data-end="2035"><strong data-start="1815" data-end="1859">Mantieni i requisiti per tutta la durata</strong>: perdere lo stato di disoccupazione, chiudere l’attività o uscire dalla società (nel caso di società di persone) comporta l’<strong data-start="1984" data-end="2011">obbligo di restituzione</strong> degli importi ricevuti.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1813" data-end="2035"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-33652 size-large" src="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1024x683.jpg" alt="" width="696" height="464" srcset="https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1024x683.jpg 1024w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-300x200.jpg 300w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-768x512.jpg 768w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1536x1024.jpg 1536w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-630x420.jpg 630w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-150x100.jpg 150w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-600x400.jpg 600w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-696x464.jpg 696w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche-1068x712.jpg 1068w, https://www.commercialista.it/wp-content/uploads/2025/09/immagine-potata-del-receptionist-della-giovane-donna-che-fornisce-informazioni-turistiche.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="283" data-end="369"><strong>Confronto con altri incentivi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="371" data-end="707">Nel panorama 2025 delle misure per l’autoimpiego, il contributo da 500 euro mensili previsto dal <strong data-start="468" data-end="483">DL Coesione</strong> si affianca ad altri incentivi pubblici, creando un sistema articolato di supporto per giovani imprenditori. Conoscere le alternative disponibili è fondamentale per <strong data-start="649" data-end="706">scegliere il bonus più adatto alla propria situazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="709" data-end="750">Tra le principali misure attive troviamo:</p>
<ul style="text-align: justify;" data-start="752" data-end="1597">
<li data-start="752" data-end="1037">
<p data-start="754" data-end="1037"><strong data-start="754" data-end="770">Resto al Sud</strong>: promosso da Invitalia, è rivolto ai giovani fino a 55 anni residenti nel Mezzogiorno. Prevede <strong data-start="866" data-end="888">fino a 60.000 euro</strong> a fondo perduto e finanziamenti agevolati per avviare un’impresa. Può essere compatibile con il contributo DL Coesione, se riferito a spese diverse.</p>
</li>
<li data-start="1039" data-end="1277">
<p data-start="1041" data-end="1277"><strong data-start="1041" data-end="1078">Nuove Imprese a Tasso Zero (NITO)</strong>: dedicato a giovani e donne in tutta Italia. Offre finanziamenti fino al <strong data-start="1152" data-end="1183">90% delle spese ammissibili</strong>, con una parte a fondo perduto e il resto a tasso zero. Ottimo per investimenti medio-grandi.</p>
</li>
<li data-start="1279" data-end="1447">
<p data-start="1281" data-end="1447"><strong data-start="1281" data-end="1300">Selfiemployment</strong>: fondo rotativo per disoccupati che vogliono mettersi in proprio. Finanziamenti fino a 50.000 euro, ma con tempi più lunghi e maggiore burocrazia.</p>
</li>
<li data-start="1449" data-end="1597">
<p data-start="1451" data-end="1597"><strong data-start="1451" data-end="1478">Fondo impresa femminile</strong>: destinato alle imprese a prevalente partecipazione femminile. Ottimo per combinare <strong data-start="1563" data-end="1582">gender equality</strong> e autoimpiego.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" data-start="1599" data-end="1939">Rispetto a queste misure, il contributo autoimpiego DL Coesione è il più semplice da ottenere, non richiede un piano d’investimento dettagliato né la restituzione delle somme. È quindi ideale per chi inizia con risorse limitate, ma ha un’idea imprenditoriale concreta in uno dei settori strategici.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="349" data-end="446"><strong>Esempi pratici </strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="836">Capire <strong data-start="455" data-end="537">quali attività possono concretamente rientrare nel contributo autoimpiego 2025</strong> è fondamentale per trasformare un’idea in un progetto sostenibile. I settori strategici individuati dal decreto sono numerosi, e offrono spazio a iniziative anche molto diverse tra loro.</p>
<h3 style="text-align: justify;" data-start="448" data-end="836">Ecco alcuni esempi reali e ispirazionali di idee d’impresa che potrebbero beneficiare dei 500 euro mensili:</h3>
<p style="text-align: justify;" data-start="838" data-end="1178"><strong data-start="841" data-end="903">Start-up logistica green in area interna (codice ATECO 52)</strong><br data-start="903" data-end="906" />Marco, 28 anni, disoccupato, apre una microimpresa di <strong data-start="960" data-end="1003">servizi di consegna con mezzi elettrici</strong> in un comune montano. L&#8217;attività rientra nel settore trasporti e sostenibilità, ed è avviata in un&#8217;area meno sviluppata: beneficia del contributo e di altri incentivi locali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1180" data-end="1494"><strong data-start="1186" data-end="1240">Studio freelance di consulenza digitale (ATECO 62)</strong><br data-start="1240" data-end="1243" />Chiara, 31 anni, esperta di marketing, si mette in proprio con una partita IVA per offrire <strong data-start="1334" data-end="1373">consulenza SEO e creazione siti web</strong>. Rientra nei servizi informatici e può accedere all’incentivo, essendo disoccupata al momento della comunicazione unica.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1496" data-end="1805"><strong data-start="1499" data-end="1556">Produzione alimentare locale e sostenibile (ATECO 10)</strong><br data-start="1556" data-end="1559" />Giuseppe e Laura, due amici under 35, fondano una piccola azienda agricola innovativa nel Sud Italia, specializzata in prodotti fermentati e packaging compostabile. L’impresa è nel settore alimentare, ed è perfettamente compatibile con la misura.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1807" data-end="2075"><strong data-start="1810" data-end="1853">Servizi sanitari domiciliari (ATECO 86)</strong><br data-start="1853" data-end="1856" />Elena, infermiera, avvia un&#8217;attività individuale per <strong data-start="1909" data-end="1957">assistenza sanitaria a domicilio per anziani</strong>. Settore ammesso, domanda entro 30 giorni, e sede legale in area svantaggiata: ottiene il contributo in tempi rapidi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2077" data-end="2257">Questi esempi dimostrano che non serve un progetto milionario per accedere al contributo: serve un’idea chiara, coerente con i codici ATECO ammessi e avviata nel modo corretto.</p>
<h2 style="text-align: justify;" data-start="256" data-end="332"><strong>Conclusione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;" data-start="334" data-end="814">Il <strong data-start="337" data-end="368">contributo autoimpiego 2025</strong> rappresenta una <strong data-start="385" data-end="431">misura concreta, accessibile e vantaggiosa</strong> per i giovani disoccupati under 35 che vogliono mettersi in proprio. Grazie al sostegno economico mensile di <strong data-start="541" data-end="579">500 euro per un massimo di 36 mesi</strong>, all’esenzione IRPEF e al finanziamento strutturato su base territoriale, questa iniziativa punta non solo a favorire la creazione di nuove imprese, ma anche a <strong data-start="740" data-end="790">stimolare l’innovazione nei settori strategici</strong> dell’economia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="816" data-end="1148">Chi intende avviare un’attività nei settori previsti dal decreto (manifattura, energia, digitale, sanità, servizi professionali e altro), deve <strong data-start="959" data-end="997">muoversi con rapidità e precisione</strong>: la domanda va presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività e deve rispettare rigorosamente i requisiti di età, disoccupazione e settore ATECO.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1150" data-end="1490">Il consiglio è di preparare per tempo tutta la documentazione necessaria, scegliere con attenzione la sede legale (soprattutto se si opera nel Sud Italia) e monitorare il portale INPS per non perdere le finestre utili. Per molti giovani, questa può essere l’occasione per trasformare una buona idea in un’impresa sostenibile e autonoma.</p><p>The post <a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contributo-Autoimpiego-2025-500-euro-al-mese-per-giovani-disoccupati-che-avviano-nuove-imprese-nei-settori-strategici/">Contributo Autoimpiego 2025: 500 euro al mese per giovani disoccupati che avviano nuove imprese nei settori strategici</a> first appeared on <a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>.</p><hr style="border-top: black solid 1px" /><a href="https://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Contributo-Autoimpiego-2025-500-euro-al-mese-per-giovani-disoccupati-che-avviano-nuove-imprese-nei-settori-strategici/">Contributo Autoimpiego 2025: 500 euro al mese per giovani disoccupati che avviano nuove imprese nei settori strategici</a> was first posted on Dicembre 17, 2025 at 5:50 am.<br />&copy;2023 &quot;<a href="https://www.commercialista.it">Commercialista.it</a>&quot;. Use of this feed is for personal non-commercial use only. If you are not reading this article in your feed reader, then the site is guilty of copyright infringement. Please contact me at <!--email_off-->info@commercialista.it<!--/email_off--><br />]]></content:encoded>
					
		
		
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