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Smart working 2022

Guida alle novità dal 1° settembre!

Smart working 2022

La pandemia e lo smart working

Nella prima fase della pandemia lo smart working ha avuto un largo impiego, complice lo stesso Governo che, per garantire la massima tutela della salute pubblica, ne ha notevolmente agevolato l’applicazione, semplificando la procedura di accesso allo strumento e scoraggiando il lavoro in presenza se non quando strettamente necessario.

La modalità semplificata di accesso allo smart working durante la pandemia

Durante la pandemia le aziende potevano accedere in modalità semplificata, ossia inviando una semplice comunicazione di dati al Ministero del lavoro, senza necessità di redigere l’accordo tra i lavoratori e l’azienda, previsto dalla normativa sul lavoro agile (art. 19 e 21 della l. n. 81/2017).  

Cosa cambia dal 1° settembre

Con il decreto del Ministero del Lavoro n. 149 dello scorso 26 agosto 2022, è stato reintrodotto l’obbligo di accordo individuale tra i lavoratori e l’azienda, da sottoscrivere a prescindere dalla presenza o meno di un accordo collettivo. 

Quindi, resta la possibilità di ricorrere allo smart working. Tale modalità di lavoro potrà essere fruita ma solo a seguito della stipula dell’accordo.

L’accordo individuale dovrà essere coerente con quanto disposto dalla Legge, dai contenuti previsti dal Protocollo nazionale sul lavoro agile del 7 dicembre 2021 e, dalla contrattazione collettiva ove presente.

La nuova semplificazione

L’accordo stipulato con i lavoratori dovrà essere comunicato al Ministero del lavoro, ma non è più richiesto di allegare l’accordo.

Tale accordo dovrà comunque essere stipulato e conservato in azienda per almeno 5 anni, ed esibito in caso di controllo da parte degli enti competenti.

Come avviene la nuova comunicazione semplificata

Entro 5 giorni dall’avvio del lavoro agile, i datori inviano la comunicazione, specificando:

-  i nominativi dei lavoratori;

-  la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile.

La comunicazione dovrà essere inviata via telematica, tramite i servizi online del Ministero del Lavoro.

Il facsimile di comunicazione è reperibile sul sito del Ministero e si potrà compilarlo dopo aver eseguito l’accesso tramite autenticazione Spid.

Il Ministero prevede la possibilità di inviare una singola comunicazione ovvero, in alternativa, una comunicazione massiva.

Il termine per inviare la comunicazione è di 5 giorni dall’avvio del lavoro agile. Via eccezionale, solo in questa prima fase della nuova modalità semplificata, la comunicazione potrà essere inviata entro il 1° novembre 2022.

Gli accordi antecedenti al 1° settembre 2022

Se l’azienda e lavoratore hanno precedentemente concordato il lavoro agile e l’azienda ha già provveduto alla comunicazione telematica ordinaria entro il 31 agosto 2022, non sarà necessario effettuare alcuna nuova comunicazione, a meno che non si tratti di un eventuale accordo sottoscritto a termine che si intende prorogare dal 1° settembre.

Le sanzioni

Se il lavoro agile è attivato con violazione delle modalità previste o non è comunicato fuori termini, la sanzione è dai 100 ai 500€.

Smart working e lavoratori fragili

Il Ministro del Lavoro Orlando ha proposto un emendamento al decreto Aiuti bis (D.L. n. 115/2022),  per la proroga fino al 31 dicembre 2022 del diritto al lavoro agile, senza obbligo di accordo individuale, per i lavoratori fragili e per i genitori di figli under 14.

L’emendamento sarà presentato in sede di conversione del Decreto Aiuti bis in Senato, la cui data di conversione è prevista entro l’8 ottobre 2022.

Il modulo di comunicazione semplificata

Con il decreto n. 149 del 22 agosto 2022, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso disponibile il modulo di comunicazione all’interno del portale dei servizi on-line.

Di seguito, mettiamo a disposizione dei lettori il fac simile di comunicazione.

Per ogni dubbio e approfondimento, non esitare a contattare i nostri consulenti!

 

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Guida alle novità dal 1° settembre!

Smart working 2022

La pandemia legata al COVID-19 ha messo in luce come, per poter lavorare, la presenza fissa in un luogo, e per un dato numero di ore, siano assunti superabili e superati.

Negli ultimi due anni ad oggi, l’esigenza di tutelare la salute pubblica e, al tempo stesso, garantire la produttività di tutti i settori, ha sancito un ampio e diffuso uso del lavoro agile.

Cosa cambia dal 1° settembre 2022? Ecco i nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro. 

I contributi previdenziali

Alcuni casi di esonero e di riduzione

I contributi previdenziali

 

Quando si inizia un lavoro, sia come autonomo che come dipendente, è obbligatorio versare i contributi ad un ente previdenziale per assicurare il lavoratore contro eventi che possono renderlo non idoneo alla prestazione lavorativa, per un evento come la malattia, la maternità, la disoccupazione. I contributi accumulati, inoltre, vengono poi restituiti durante il periodo di pensione.

Non ci si può esimere dall’obbligo contributivo, salvi i casi di esonero e riduzione previsti dalla legge.

 

Società benefit: guida agli adempimenti

Quali sono gli adempimenti per diventare e mantenere lo status di società benefit. Perché diventare società benefit?

Società benefit: guida agli adempimenti

Le società benefit (SB) sono state introdotte dalla legge n. 208/2015 (Commi 376-384). Per soddisfare i requisiti di trasparenza richiesti dalla legge, sono tenute ad “obblighi di reportistica”: redigere la Relazione benefit da allegare al bilancio e pubblicarla sul sito aziendale.

Breve guida operativa destinata alle Società Benefit italiane, utile ad approfondire questi aspetti e i vantaggi di diventare SB.

Fringe benefit 2022

Il welfare aziendale tra fringe benefit, flexible benefit: aspetti comuni, differenze e novità della legge di Bilancio 2022

Fringe benefit 2022

Il Welfare Aziendale consente a tutte le aziende, senza distinzioni di fatturato, dimensioni, settore, di erogare ai propri dipendenti benefici in natura, sotto forma di beni e/o servizi.

I benefici erogati, per quanto differenti per tipologia, hanno tutte un impatto positivo sia per i lavoratori che per le aziende che godranno di vantaggi fiscali e non solo.

Rientrano tra le politiche di welfare aziendale i fringe benefit e il flexible benefit. Ecco alcune novità 2022.

Le associazioni sindacali, strutture di diretta emanazione, organismi paritetici e formazione sulla sicurezza

Come erogare la formazione sulla sicurezza in conformità ai requisiti di legge: rappresentatività e accreditamento

Le associazioni sindacali, strutture di diretta emanazione, organismi paritetici e formazione sulla sicurezza

La formazione sulla sicurezza è un obbligo previsto, per il datore di lavoro, dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n° 81 (TUSL).

Il datore di lavoro deve garantire la sicurezza anche tramite la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

Da ultimo, il decreto fiscale 2022 ha introdotto all’art. 37 del TUSL l’obbligo di formazione anche per lo stesso datore (già prevista per i dirigenti e i preposti) che dovrà svolgere in presenza i richiesti corsi sulla sicurezza, con aggiornamento periodico.

Quali i requisiti per erogare la formazione sulla sicurezza?

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